Csi Insieme N° 26

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Titoli: La passione dello sport in Oratorio nel convegno di Angolo Terme - La folle idea del libro scritto a mille mani - Di corsa nel parco di Montecatini per il cross nazionale - Tris del Piancamuno: oro alla festa nazionale di Terni

Transcript of Csi Insieme N° 26

  • 15 Aprile 2014

    La passione dello sportin Oratorionel convegno di Angolo

    La folle idea del libroscritto a mille mani

    Di corsa nel parco di Montecatiniper il cross nazionale

    Tris del Piancamuno:oro alla festanazionale di Terni

  • 2 1 5 A P R I L E 2 0 1 4

    Quella folle idea di riuscire a scrivere un libro a mille mani

    STORIE DI VITA QUOTIDIANA DELLE SOCIETA SPORTIVE CSI

    idea semplice e comples-sa al tempo stesso. Dico su-bito che ci stiamo lavorando. Vorremmo pubblicare un vo-

    lume dal titolo Storie di vita quotidia-na delle societ sportive. Autori: mille dirigenti di societ sportiva. Editore: Centro Sportivo Ita-liano. Provate ad immagina-re se tante societ sportive di tutta Italia scrivessero ciascu-na una pagina raccontando una storia di umanit real-mente accaduta al loro inter-no. Mille storie cos possono sembrare tante, ma vi assi-curo che lultimo dei proble-mi sarebbe trovarle storie di questo genere. Nella vita re-ale e concreta delle societ sportive ci sono infinite sto-rie che hanno dellincredibile. Il problema che rimangono sempre nellombra.Nessuno le racconta, nessu-no (o quasi) le porta alla luce. Il ritornello al quale ci hanno abitua-to sempre lo stesso: Sono storie vere e bellissime, ma non fanno no-tizia. Come sarebbe a dire? In un mondo e in una societ dove legoi-smo e il business dominano tutto, storie vere di umanit, di educazio-ne alla vita, di fraternit, di solidarie-t... non fanno notizia? assurdo, ma succede proprio cos. Ecco allo-ra che nata lidea di scrivere un li-bro avendo come autori direttamen-te i dirigenti delle societ sportive dei campetti di parrocchia, di quartiere, di periferia. Se questo mondo di quo-

    tidianit positiva non interessa qua-si a nessuno, ci pensiamo noi a rac-contarlo. Vogliamo mettere insieme le storie semplici che si vivono quo-tidianamente in una societ sporti-va. Parliamo di quelle societ spor-

    tive che non pensano solo a vincere e a fare risultato. Parliamo di quello sport di base che ha come obiettivo educare alla vita attraverso lo sport. Parliamo di quei gruppi sportivi che avvolgono tutti, che tirano avanti tra mille difficolt, che stanno in piedi grazie a gente cos fuori di testa da sacrificare pezzi della sua vita tan-to ama i ragazzi e lo sport... Voglia-mo raccontare il contributo prezioso e straordinario che queste realt re-galano alla comunit, al territorio e a tutto il Paese. Presto, perci, faremo partire una campagna di comunica-

    zione invitando le societ sportive a raccontarci storie di vita quotidiana della loro realt. Ci sar da divertirsi. Nel senso che, leggendole, si aprir il cuore alla speranza di uno sport e di un mondo migliore.

    Abbiamo comin-ciato inventandoci alle finali nazionali il premio Uno sport per la vita. In pra-tica, chiediamo ad ogni squadra finali-sta di segnalarci la storia di un suo di-rigente o di un suo giocatore da pre-miare per qualco-sa di bello che ha fatto fuori dal cam-po.Abbiamo raccolto storie e racconti in-credibili, impregnati di una umanit e di veri valori della vita,

    rari da trovare nel tempo di oggi. il caso di Giovanni che, afflitto da tu-more improvviso, andava a fare la chemioterapia fissando le date del-le sedute solo se alternate agli al-lenamenti dei suoi ragazzi, perch a quelli non avrebbe mai rinunciato sino a quando fosse riuscito a cam-minare con le sue gambe.Insomma, di storie e di persone cos lItalia dello sport di base piena. Non raccontarle sarebbe una sorta di reato di omert. Per questo, con i nostri mezzi e nel nostro piccolo, noi abbiamo deciso di provarci.

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  • 3ASSOCIAZIONE

    La passione dello sport in oratorio il tema in un convegno ad Angolo Terme

    DON PAGANINI, ZORZI E BOSIO RELATORI DELLINCONTRO

    Lincontro conclusivo del corso di for-mazione degli allenatori di calcio e pallavolo del Csi di Vallecamonica stato loccasione per vivere una serata di vera passione sportiva. A trasmetterla ai,purtroppo, pochi par-tecipanti sono stati tre personaggi in-vitati a discutere, nellauditorium par-rocchiale di Angolo Terme, sul tema Sport in oratorio. Doveva essere la serata di Massimo Achini, presiden-te nazionale CSI, ma impegni isti-tuzionali lhanno costretto a Roma, a sostituirlo degnamente stato il vice presidente nazionale Vittorio Bo-sio che ha dialogato con Monsignor Claudio Paganini, ex consulente na-zionale del Csi e delegato vescovile per lo sport. Sui manifesti del conve-gno campeggiava anche un punto di domanda sullo sportivo chiamato a

    fare da testimonial allattivit sporti-va in oratorio; la sorpresa si sciol-ta allultimo minuto quando stato presentato uno spezzone del filmato della vittoria mondiale della naziona-le italiana di pallavolo del 1992 che ha introdotto la telefonata in diretta di Andrea Zorzi, uno degli artefici di questo successo. Lex atleta azzurro, ora giornalista, si avvicinato in que-sti anni al mondo Csi partecipando a diverse iniziative e diventando, per lassociazione, uno dei testimoni dello sport in oratorio. Al mio paese sono stato un chierichetto del curato don Marco ma la mia esperienza sportiva non iniziata alloratorio. Ho comin-ciato a fare attivit sportiva a scuola quando, per la mia altezza, mi han-no avviato alla pallavolo. Loratorio, con le sue attivit, Zorzi lo conosce

    anche attraverso il CSI che, grazie ai contenuti educativi della propria proposta sportiva, lo coinvolge in di-verse iniziative: dalla maratona della pace a Gerusalemme al progetto di solidariet ad Haiti. Parlando agli al-lenatori presenti di sala Andrea Zor-zi si soffermato in particolare sulla pallavolo: La caratteristica principale in questa disciplina sportiva la col-laborazione tra gli atleti favorita an-che dal regolamento tecnico; se nel calcio si vince anche con unazione individuale nel volley importante collaborare insieme per conquista-re il punto. Dopo aver ricordato la sua esperienza con il CSI ad Haiti dove sembra assurdo ma promuo-vere lo sport nella situazione dram-matica in cui versa questa nazione importante per sperare nel futuro di questi bambini il pallavolista azzurro ha parlato di una delle sue numero-se iniziative. Con Tracce di sport ho viaggiato attraverso lItalia scoprendo realt sportive sconosciute e sorpren-denti. Abbiamo la cattiva abitudine di arrenderci di fronte alla mancanza di strutture sportive adeguate, non ras-segniamoci promuoviamo lo sport ovunque soprattutto se ha contenuti educativi come quello del CSI. Salu-tato il testimonial sportivo il dibattito entrato nel vivo del tema sul rappor-to tra sport e oratorio con lintervento introduttivo di don Claudio Paganini che ha fatto capire subito limportan-za della pratica sportiva per la chiesa. Innanzitutto diffidate di carte, inca-richi e uffici, lattenzione del mondo ecclesiale per lo sport si vive con-

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    cretamente ogni giorno negli oratori ma non solo. Questa attenzione testimoniata dalla storia con i semi-naristi dei collegi cattolici riservati agli studenti britannici che importarono il calcio a Roma nel 1892 e poi, con il passare degli anni, la Chiesa non ha mancato loccasione per sottolineare limportanza dei valori educativi dello sport. interessante considerare il tempo dedicato dagli educato-ri dellOratorio alla formazione di un ragazzo. Indicativamen-te, durante un intero anno pa-storale, un catechista trascorre circa 25/30 ore con un ragaz-zo; una mamma del bar circa 40 ore; un animatore del tem-po estivo circa 120 ore; un al-lenatore tocca la punta di 240 ore annuali, comprensive di allenamenti, partite e tempo trascorso con loro per gli spo-stamenti. A questo punto chi che riesce ad incidere mag-giormente sulle scelte di vita di un ragazzo?. Non per scontato il rapporto felice tra sport e chiesa; allinterno del mondo ecclesiale non diffi-cile incontrare anche chi non vede di buon occhio lattivit sporti-va o, al massimo, la sopporta mal-volentieri perch non ha nulla a che vedere con lannuncio esplicito del-la fede, propone messaggi e valori spesso contrastanti tra loro, occupa spazi, orari e passioni nella vita dei ragazzi, gestito da persone interes-sate alla propria carriera e animate dalla sola passione sportiva. Si tratta di convivere se trovate un parroco o un curato poco appassio-nato dellattivit sportiva coinvolgete-lo, coccolatelo parlando dei vostri ri-sultati, degli allenamenti, organizzate insieme il Natale dello sportivo, fatelo sentire partecipe della vostra attivit,

    cos sar pi attento alla promozione dello sport. Per tracciare il rapporto tra il CSI e gli oratori il vice presiden-te nazionale Vittorio Bosio ha parla-to della storia dellassociazione (che questanno compie settantanni) in-

    trecciata con quella della chiesa del dopoguerra. Diversi sono i progetti avviati a livello nazionale dal CSI per promuovere lattivit sportiva nelle parrocchie e negli oratori. Bisogna pensare che la realt della Lombar-dia molto differente da quella del resto dItalia; nella nostra regione in quasi tutti i paesi funzionano gli ora-tori nelle altre regioni spesso sono uneccezione. Per questo stata lan-ciata la campagna una societ spor-tiva in ogni parrocchia. Il manifesto dello sport in oratorio caratterizzato dallo slogan vola-re alto con i piedi per terra perch, come ha sottolineato Vittorio Bosio,

    si devono far coincidere i valori edu-cativi con la pratica sportiva che ri-specchia tutte le difficolt e i proble-mi della vita quotidiana. Per i dirigenti delle societ sportive le responsabi-lit, non solo educative, sono identi-

    che a quelle delle socie-t professionistiche. Ad esempio le limitazioni sul tesseramento degli atle-ti extracomunitari che noi non abbiamo posto per-ch il primo obiettivo quello di accogliere tutti nei nostri gruppi sportivi ma i problemi esistono comunque. Uno degli ul-timi ostacoli ad esempio stata linterpretazione della legge su