Csi Insieme N°33

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    28-May-2015
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    Sports

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Titoli: Le tre strade di Papa Francesco: educazione, sport e lavoro - Gli open a sette si tingono di giallo blu biennese - La magica rincorsa del Niardo negli open a sei - Alla Primavera dell’Oratorio Bienno manca la festa del volley

Transcript of Csi Insieme N°33

  • 1. 10 Giugno 2014 Le tre strade del Papa: educazione,sport elavoro Gli open a sette sitingono digialloblu La magica rincorsa delNiardo negliopenasei Alla Primavera dellOratorio Bienno manca la festa del volley

2. 1 0 G I U G N O 2 0 1 4 2 Papa Francesco e le tre strade: educazione, sport e posti di lavoro LA FESTA DELLO SPORT VISSUTA IN PIAZZA SAN PIETRO V i ringrazio per la vostra pre- senza siete tanti! e ringrazio ilPresidenteperlesuecortesi parole. una vera festa dello sport quella che stiamo vivendo in- sieme qui in Piazza San Pietro, che oggiospitaanchedeicampidigioco. Ed molto buono che abbiate volu- to festeggiare il vostro settantesimo compleanno non da soli, ma con lin- tero mondo sportivo italiano rappre- sentato dal CONI, e soprattutto con tante societ sportive. Complimenti!Adessomancasololator- ta,perfesteggiareil70.mocompleanno! Il saluto pi grande per voi, cari at- leti, allenatori e dirigenti delle socie- t sportive. Conosco e apprezzo il vostro impegno e la vostra dedizio- ne nel promuovere lo sport come esperienza educativa. Voi, giovani e adulti che vi occupate dei pi piccoli, attraverso il vostro prezioso servizio siete veramente a tutti gli effetti de- gli educatori. E un motivo di giusto orgoglio, ma soprattutto una responsabilit! Lo sport una strada educativa. Io tro- vo tre strade, per i giovani, per i ra- gazzi, per i bambini. La strada delleducazione, la strada dellosportelastradadellavoro,cio che ci siano posti di lavoro allinizio della vita giovanile! Secisonoquestetrestrade,ioviassi- curochenoncisarannoledipenden- ze:nientedroga,nientealcol.Perch? Perch la scuola ti porta avanti, lo sport ti porta avanti e il lavoro ti por- ta avanti. Non dimenticate questo.A voi, sportivi, a voi, dirigenti, e anche a voi, uomini e donne della politica: educazione, sport e posti di lavoro! E importante, cari ragazzi, che lo sport rimanga un gioco! Solo se ri- mane un gioco fa bene al corpo e allo spirito. Eproprioperchsietesportivi,viinvi- to non solo a giocare, come gi fate, ma c qualcosa di pi: a mettervi in gioco nella vita come nello sport. Metterviingioconellaricercadelbene, nella Chiesa e nella societ, senza paura, con coraggio ed entusiasmo. Mettervi in gioco con gli altri e con Dio; non accontentarsi di un pareg- gio mediocre, dare il meglio di s stessi, spendendo la vita per ci che davvero vale e che dura per sempre. Nonaccontentarsidiqueste vitetiepide,mediocremen- te pareggiate: no, no! Andare avanti, cercan- do la vittoria sempre! Nelle societ sportive si im- para ad accogliere. Si ac- coglie ogni atleta che de- sidera farne parte e ci si accoglie gli uni gli altri, con semplicit e simpatia. Invi- to tutti i dirigenti e gli allena- tori ad essere anzitutto per- sone accoglienti, capaci di tenere aperta la porta per dare a ciascuno, soprattut- to ai meno fortunati, unop- portunit per esprimersi. E voi, ragazzi, che provate 3. 3 ASSOCIAZIONE gioia quando vi vie- neconsegnatalama- glietta, segno di ap- partenenzaallavostra squadra, siete chia- matiacomportarvida veri atleti, degni del- lamagliacheportate. Vi auguro di meritarla ogni giorno, attraver- soilvostroimpegnoe anchelavostrafatica. Vi auguro anche di sentire il gusto, la bellezza del gioco di squadra, che mol- to importante per la vita. No allindividua- lismo! No a fare il gio- co per se stessi. Nel- la mia terra, quando un giocatore fa que- sto, gli diciamo: Ma questo vuole mangiarsi il pallone per se stesso!. No, questo indi- vidualismo: non mangiatevi il pallo- ne, fate gioco di squadra, di quipe. Appartenere a una societ sporti- va vuol dire respingere ogni for- ma di egoismo e di isolamento, loccasione per incontrare e sta- re con gli altri, per aiutarsi a vicen- da, per gareggiare nella stima re- ciproca e crescere nella fraternit. Tanti educatori, preti e suore sono partiti anche dallo sport per matu- rare la loro missione di uomini e di cristiani. Ioricordoinparticolareunabellafigu- radisacerdote,ilPadreLorenzoMas- sa, che per le strade di BuenosAires haraccoltoungruppodigiovaniintor- no al campo parrocchiale e ha dato vitaaquellachepoisarebbediventa- ta una squadra di calcio importante. Tante delle vostre societ sportive sono nate e vivono allombra del campanile, negli oratori, con i preti, con le suore. E bello quando in parrocchia c il grupposportivo,esenoncungrup- posportivoinparrocchia,mancaqual- cosa. Se non c il gruppo sportivo, manca qualcosa. Maquestogrupposportivodevesse- reimpostatobene,inmodocoerente con la comunit cristiana, se non coerente meglio che non ci sia! Lo sport nella comunit pu esse- re un ottimo strumento missionario, dove la Chiesa si fa vicina a ogni persona per aiutarla a diventare mi- gliore e ad incontrare Ges Cristo. Allora, auguri al Centro Sportivo Ita- liano per i suoi 70 anni! E auguri a tutti voi! Ho sentito prima che mi ave- te nominato vostro capitano: vi rin- grazio. Dacapitanovispronoanonchiudervi indifesa:nonchiudeteviindifesa,maa venireinattacco,agiocareinsiemela nostrapartita,chequelladelVangelo. Mi raccomando: che tutti giochino, non solo i pi bravi, ma tutti, con i pregi e i limiti che ognuno ha, anzi, privilegiandoipisvantaggiati,come faceva Ges. E vi incoraggio a portare avanti il vo- stro impegno attraverso lo sport con i ragazzi delle periferie delle citt: in- sieme con i palloni per giocare po- tete dare anche ragioni di speranza e di fiducia. Ricordate sempre queste tre strade: la scuola, lo sport e i posti di lavoro. Cercate sempre questo. E io vi assicuro che su questa stra- da non ci sar la dipendenza dalla droga, dallalcol e da tanti altri vizi. Cari fratelli e sorelle, siamo alla vi- gilia di Pentecoste: invoco su di voi una abbondante effusione dello Spi- rito Santo, che con i suoi doni vi so- stenga nel vostro cammino e vi ren- da testimoni gioiosi e coraggiosi di Ges Risorto. Vibenedicoepregopervoi,evichie- do di pregare per me, perch anche io devo fare il mio gioco che il vo- stro gioco, il gioco di tutta la Chie- sa!Pregatepermeperchpossafare questo gioco fino al giorno in cui il Si- gnore mi chiamer a s. Grazie. 4. 4 1 0 G I U G N O 2 0 1 4 Il CSI non fatto da semplici sportivi, siamo dei veri educatori IL SALUTO AL PAPA DEL PRESIDENTE CSI MASSIMO ACHINI C arissimo Papa Francesco, buon pomeriggio. Sempli- cemente ma anche sentita- mente, molto sentitamente. GRAZIE. GrazieperildonocheLeicifadique- sto incontro. Un incontro che ci riem- pie il cuore di gioia e di speranza. Davanti a Lei, santit si trova radu- nata una parte numerosa e rappre- sentativa di un grande popolo e di un popolo grande. Sono i ragazzi, le ragazze, i genitori, gli allenatori, i dirigenti, gli animato- ri, gli arbitri, i Presidenti delle societ sportivecheoperanonelleparrocchie, neglioratori,neiquartieri,nelleperife- rie. Nei campetti e nelle palestre dei comuni grandi e piccoli di tutta Italia. Santit, sono venuti qui per fare fe- sta, con Lei. Noi non siamo sempli- cemente degli sportivi. Ci piace gio- care certo. Quandocapitacipiaceanchevincere. Ma tutto questo non ci basta. Siamo e vogliamo essere dei veri educato- ri, capaci di testimoniare attraverso lo sport la vita buona del Vangelo. Siamo convinti che oggi c una sola partita che nessuno pu permetter- si di perdere: quella di educare i gio- vani alla vita. E noi quella partita vogliamo giocar- la sino in fondo con impegno e en- tusiasmo. Siamo qui oggi tutti insieme, bam- bini, ragazzi, giovani, adulti, cam- pioni, perch vogliamo affida- re a Lei, carissimo Santo Padre, la nostra passione educativa. Noi sappiamo che lei ci vuole bene e che ha fiducia in noi. Per que- sto vogliamo chiederle di starci vi- cino, di pregare per noi, di darci la forza di accogliere sempre tut- ti, ma proprio tutti nel nostro servi- zio educativo attraverso lo sport. Le chiediamo di darci la forza per accogliere due volte tutte le perso- ne che vivono un momento di fra- gilit o di povert umana, spiritua- le, fisica, materiale, esistenziale Santit, siamo qui oggi anche in occasione di due ricorrenze per noi molto belle e significative. I 70 anni di vita del CSI, Centro Sportivo Italiano, nato nel 1944 per volont dellAzione Cattolica e con il sostegno e lincoraggiamen- to del servo di Dio Papa Pio XII. Inquestolungoviaggiodentrolastoria noinonabbiamomaipersodivistala nostraidentitelanostraveramissione. Ilnostrofondatore Luigi Gedda ama- va dire: tirar fuori da un ragazzo un giocatore un obiettivo troppo mo- desto e per noi del CSI. Luomo non stato creato da Dio per diventare un grandissimo atle- ta. Dio non si sarebbe scomodato per cos poco. Il CSI deve aiutare i giovani a scoprire la loro vera vo- cazione come cittadini, come pa- dri e madri di famiglia, come ope- raio, come professionista e perch no,anche come sacerdote. Altri- menti il CSI fallisce il suo scopo. Fra pochi giorni, Santo padre, si fe- steggeranno anche i 100 anni di vita delCONI,ilComitatoOlimpicoNazio- naleItaliano,quirappresentatodalsuo presidenteGiovanniMalagedatanti Presidentiedirigentidifederazioni,enti dipromozioneedisciplineassociate. Ilsistemasportivoitalianooggicon- sapevoledellepotenzialiteducativa che lo sport pu e deve testimonia- re in ogni ambito ed in ogni contesto. Infine, Santit, a me spetterebbe lonore ed il compito di salutarla e di ringraziarLa a nome di tutti. un compito bellissimo ma anche trop- po grande per una persona sola .. Come vede mi sono fatto aiuta- re da tre bimbi che rappresenta- no le migliaia di ragazzi che si tro- vano sul sagrato ed in piazza. Ma nemmeno questo sufficiente. Ci piace pensare che, seppur sim- bolicamente, ciascuna delle per- sone straordinarie, concrete e ge- nerose che oggi sono in piazza possano abbracciarla e salutarla. Noi sappiamo bene di avere un alle- natore speciale ed unico - Ges Cri- sto - che con noi ogni girono del- la nostra vita e che ci sostiene con amore ogni giorno della nostra vita. SappiamoanchediavereinleiSantit, unsingolarissimocapitano.Uncapita- nochehasceltoilnome