Bus Magazine 2009/3

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Bus Magazine n. 3/2009

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  • Bimestrale di politica e cultura dei trasporti Anno 9 Numero 3 Poste Italiane S.p.A. sped. in abb. post. 70% - DCB Roma 5,00

    busn.3 2009Maggio Giugno

    AUTOFERROTRANVIERI: SBLOCCATO IL CONTRATTO

    LIMITI DEL DIRITTO DI SCIOPERO

    SPECIALE TASSE 2009

    Ticketanti-turismo

  • Idisastrosi eventi di cronaca accadutinegli ultimi giorni in Italia hannofatto emergere la necessit di unarivalutazione della nozione di controllo.Gli eventi a cui mi riferisco sono: le mortiquotidiane sul lavoro e la recente trage-dia annunciata in Abruzzo, che hannomesso in evidenza ancora una volta lacarenza, il malfunzionamento dei control-li, linefficienza dei soggetti, pubblici eprivati, chiamati a svolgerli. Di conse-guenza risultano gravemente compro-messi diritti e beni costituzionalmentegarantiti e, pi precisamente, il dirittoalla sicurezza e il diritto alla vita.

    La tragedia del terremoto in Abruzzo,che ha messo in ginocchio in pochi minu-ti lintera Regione, riapre lannosa que-stione degli edifici costruiti in sicurezza.Niente polemiche dopo un disastro cosdoloroso ma la volont di capire, soprat-tutto quando a crollare oltre antichi evecchi palazzi sono abitazioni moderne,edifici strategici, lospedale, la casa dellostudente rasa completamente al suolo, laprefettura e le scuole. Il terremoto inAbruzzo non il primo n lultimo tragicobollettino di una guerra fatta di disastrinaturali e imperizia umana. Guardandoalle esperienze pregresse si pu faretesoro ed evitare gli scempi gi realizzati.Resto convinto - anche per esperienzapersonale - che nellimmediatezza di unatragedia di quel tipo deve esserci spazio

    solo per la solidariet operosa e la vici-nanza spirituale. Le parole, le analisi, lepolemiche, le inchieste vengono dopo,hanno bisogno di tempo e di ponderazio-ne: devono servire a stabilire se quellatragedia poteva essere contenuta neisuoi effetti rovinosi. Mi riferisco allemodalit di costruzione degli edifici(licenze facili, trasgressione di normeantisismiche, assenza di controlli ammini-strativi, uso di materiali scadenti).

    Il terremoto una violenza della natura,ma i suoi effetti non sono soltanto unafatalit. Lillegalit e il malgoverno nonsono una tragica fatalit e a volte si paga-no con la vita. Ecco perch, passata lon-data emotiva ed esauritosi quel rigurgitodi solidariet sociale che le emergenzeriescono ancora a innescare in Italia, bene non dimenticare in fretta la lezione.Ho detto che parlo per esperienza perso-

    nale poich ho vissuto in prima personail terremoto del Belice del 1968, allor-quando giovane sottotenente deiCarabinieri ho partecipato per oltre qua-ranta giorni alle operazioni di soccorso eassistenza alle popolazioni rimaste senzatetto: Montevago, Santa MargheritaBelice, Salaparuta ecc. per me non sonosemplici localit ma ricordi indelebili chemi porter dentro per tutta la vita. Soquindi che cosa vuol dire, il prima e ildopo. Allora i soccorsi arrivarono tardi,non cera ancora la Protezione civile. Permolti anni migliaia di senza tetto abitaro-no in container, roulotte e prefabbricati.Una parte consistente del fiume di dena-ro stanziato finito in opere pubblicheinutili, ad ingrassare una burocrazia poli-tica rapace ed alleata con il crimine orga-nizzato. Ora siamo messi meglio e cisarebbe pi possibilit di controllo ma cichiediamo: che cosa stato fatto perridurre le conseguenze di un terremotoannunciato?

    Il Direttore del Dipartimento dellaProtezione civile, sottosegretario GuidoBertolaso, ha giustamente affermato chele morti sono dovute pi alluomo che alterremoto.

    Insomma, per lennesima volta emersoche gli apparati pubblici, che avrebberodovuto vigilare sullesercizio di attivit

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    di Francesco Paolo Fortunato EDITORIALE IbusImagazineI

    UNA PIAGAINGUARIBILE: LA CARENZA DI CONTROLLI

    [Direttore Generale Anav]

    busmagazine

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    ]

    LA TRAGEDIADEL TERREMOTOMA GLI EFFETTINON SONO

    SOLO FATALIT

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    Francesco Paolo FortunatoEDITORIALE IbusImagazineI

  • busmagazine |3

    In Copertina:Foto di Paolo Caprioli

    busmagazine

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    EditorialeUna piaga inguaribile: la carenza di controlli 1Francesco Paolo Fortunato

    Il PuntoScioperi e libera circolazionela ricerca di nuovi equilibri 4Marco Ficara

    AttualitSbloccato il contrattosoddisfazione Anav e Asstra 9

    Norme sullautonoleggio:stop e indietro tutta 10Gabriele Montecorboli

    Anav aveva denunciato:per combattere labusivismo si danneggia la concorrenza 10Antonello Lucente

    Il ticket per i bus turisticistrangola imprese e turismo 15

    Il governo: s a regolamenti per laccesso alle citt darte 16

    2,5 punti di pil: il creditopubblico delle aziende 18Nicoletta Romagnuolo

    TecnologieFiori nel motore?e se provassimo coi rifiuti 20Virginia Lupo

    Specialea cura di Nicoletta Romagnuolo

    Dichiarazione dei redditi, iva, irap e sostituti dimposta:tutto quello che c da sapere sulle nuove tasse 21

    Irap nuove regole al debutto 23

    Ires 25

    Rivalutazione di immobili 27

    Flash Esteri 29

    EsteriObama: ultimatumalle majors dellauto 32Alessandro Cesari

    UE: nuove regole di accessoal mercato professionale 34Roberta Proietti

    RubricheRegioni province comuni 38La sentenza 42Sindacale 43Dalla parte del passeggero 44Al Volante 45La nostra storia 46

    Bimestrale di politica e cultura de

    i trasporti Anno 9 Numero 3

    Poste Italiane S.p.A. sped. in abb.

    post. 70% - DCB Roma 5,00

    busn.3 2009Maggio Giugno

    AUTOFERROTRANVIERI:

    SBLOCCATO IL CONTRATTO

    LIMITI DEL DIRITTO

    DI SCIOPERO

    SPECIALE TASSE 2009

    Ticketanti-turismo

  • Scioperi e libera circolazionela ricerca di nuovi equilibri Latto del ministro Sacconi sulla regolamentazione dei conflitti collettivi di lavoro,approvato dal Cdm, apre il confronto per il trasporto pubblico.

    I I L P U N T O I I I

    eeeMarcoFicara[Vice Direttore Anav]

    Comunque la si pensi, il disegnodi legge-delega per la regola-mentazione e prevenzionedei conflitti collettivi di lavoro con rife-rimento alla libera circolazione dellepersone, approvato dal consiglio deiMinistri del 27 febbraio 2009 su pro-posta del Ministro del WelfareMaurizio Sacconi e ora rubricato comeAtto Senato n. 1473, ha lindiscutibilepregio di avere avviato un confrontoad ampio spettro su un tema che pertroppo tempo rimasto confinato adun ambito puramente dottrinale equindi, come ovvio, solo distrattamenteo, forse meglio, astrattamente percepi-to da coloro che in ultima analisi sonoi principali destinatari delle nuove rego-le: i cittadini utenti del servizio e i lavo-ratori impiegati nelle aziende che quelservizio sono chiamate ad erogare. Ed proprio dai destinatari delle nuoveregole che bisogna partire per approc-ciare i contenuti del disegno di legge ilquale, negli obiettivi di fondo, eviden-temente mirato a riequilibrare lassedel contemperamento tra i diritti costi-tuzionali della libera circolazione deicittadini e del diritto di sciopero, attual-mente declinato dalla legge n. 146/90. Nella sua trasposizione empirica, infat-ti, la legge 146/90 ha denunciato evi-denti limiti rispetto a quello che erimane il suo obiettivo primario: assicu-rare la pi ampia fruibilit dei servizipubblici essenziali attraverso una menoche proporzionale (la pi piccola possi-bile) limitazione del diritto di sciopero.E la classica coperta corta che, allaprova dei fatti, risultata troppo cortasoprattutto per gli enormi disagi patitida unutenza troppo spesso prigionieradi un utilizzo aggressivo e spregiudicatodello sciopero quale strumento di

    acquisizione del consenso e quindi diaffermazione rispetto a contrapposteorganizzazioni sindacali. Quello dellarappresentativit in effetti il vero sco-glio sul quale si sono infranti i gi pre-cari equilibri costruiti con la legge146/90, ed su tale tema che il disegnodi legge governativo fonda la propriaimpalcatura confezionando uno stru-mento di deflazione del conflitto basa-to sullattribuzione della titolarit allaproclamazione dello sciopero alle soleorganizzazioni sindacali complessiva-mente dotate, a livello di settore, di ungrado di rappresentativit superiore al50%. Per le organizzazioni sindacali chenon raggiungono tale grado di rappre-

    sentativit viene viceversa reso obbli-gatorio il ricorso allistituto del referen-dum preventivo tra tutti i lavoratori deisettori o delle aziende interessate dallosciopero, ma questo solo a condizioneche il referendum sia indetto da orga-nizzazioni sindacali complessivamentedotate, sempre a livello di settore, di ungrado di rappresentativit pari almenoal 20%. Nellipotesi di referendum pre-ventivo, per la legittimit dello sciopero necessaria lapprovazione di almenoil 30% di tutti i lavoratori interessati (alivello nazionale o aziendale) dallo stes-so sciopero. Su quella che si annunciacome la novit pi rilevante ed incisivadellintero articolato sorge immediatoun primo commento: il governo si limi-ta ad individuare una soglia di rappre-sentativit finalizzata alla titolarit deldiritto di proclamazione ma nonaffronta la problematica relativa allamisurazione del grado di rappresenta-tivit, che resta interamente nelladisponibilit delle parti sociali le quali,come noto, con laccordo del 22 gen-naio scorso si sono date tre mesi ditempo per conseguire unintesa sulpunto.

    Un moderno sistema di relazioni industrialiLimpostazione seguita senzaltrocoerente con lidea di promuovere unmoderno sistema di relazioni industria-li dove il ruolo delle parti sociali siaresponsabilmente esercitato pospo-nendo ad interessi particolari quellosuperiore della collettivit-paese. Daquesto punto di visto, una legittimazio-ne eminentemente politica delle partisociali la si rintraccia nello stesso arti-

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