Alias de Il Manifesto - 25.05.2013

download Alias de Il Manifesto - 25.05.2013

of 16

  • date post

    31-Oct-2015
  • Category

    Documents

  • view

    153
  • download

    0

Embed Size (px)

Transcript of Alias de Il Manifesto - 25.05.2013

  • CHETI PASSA

    FULL IMMERSION

    Alla kermessedegli oggettiinvendibili.Con dolci per tutti

    di A. DI. GE.

    Certo, non si pu negare che questa edizionedella Biennale sia in odore di santit. Per la primavolta, sbarca a Venezia il padiglione del Vaticano,750mila euro per il suo allestimento (molti gli sponsorevidentemente poco spirituali, altrimenti si sarebberointeressati al restauro di qualche bene ecclesiasticosparso per il territorio, no?). E poi c il giovane curatoreMassimiliano Gioni che ha preferito spingere glispettatori verso la spiritualit, con un nume titolaremisterioso come Jung a guidare la rotta. Litinerario fraArsenale e Giardini costellato di presenze eccentriche- autodidatti, emergenti mai emersi, figure bordeline.Eccolo allora il suo Museo immaginario rubato,nellidea, allincompiuto archivio del genere umanoredatto da un illustre sconosciuto comeMaurizioAuriti. Gioni lha ripescato a New York, nelle teche delFolk Museum. Medium, veggenti e maestri ormaidefunti sintrecciano in Laguna, tutto si confonde, vip

    della scena internazionale e riti apotropaici degliaborigeni. Laugurio una deviazione dalla lista di chiconta e un cammino parallelo a quello delle potentigallerie. Il mercato, per, onnivoro. E amaappropriarsi di tutto, Art Brut, disagio mentale, outsider,scarabocchi, mondi alieni.... Difficile tenerlo fuori da unbanchetto come la Biennale, nonostante i presupposticuratoriali. Basta saperlo.

    Questanno, comunque, il timone tutto italiano.Scelta di sobriet, con un occhio alla storia e uno alpresente, in un procedere a coppia e per generazionidiverse, quella operata dallaltro curatore di punta: arappresentare il Belpaese, impigliato nelle nefandezzedella politica attuale, c Bartolomeo Pietromarchi con isuoi quattordici artisti. Un compito molto arduo, il suo.Ha cominciato con lo smarcarsi dal ricordo del passato,mettendo al bando il bazaar incongruo di due anni fa.Un consiglio extra percorso canonico? Non perdete ilpadiglione dellIraq. Da Baghdad gli artisti, bombardatie calpestati da un occidente avido, hanno deciso di darenutrimento e offrire riposo al viandante. Portano unapasticceria a Venezia e cucinano i loro dolci tradizionaliper tutti. Una lezione di vita.

    SOGNA

    LA55/MAMOSTRA INTERNAZIONALEDELLA BIENNALEDI VENEZIASCARTA LACRISI, SBEFFEGGIAILMERCATOE SI AFFIDAALLA

    MAGIA. UNA SCHIERADI ARTISTIMEDIUM INVADE LA LAGUNA. PERDIMENTICARE

    I GIOCHI FINANZIARI, MEGLIOATTINGEREALLE PROPRIE VISIONI E ALLUCINAZIONI

    GIONI JAAR DELLERMANDERS ALMARCEGUI OJEIKEREGALEMBO ZAATARI CUBA VENEZUELA INDONESIA IRAQ

    CHAMPIONS LEAGUE ALLA TEDESCA

    COVER ART SIMON FRITH, INTERVISTA

  • (2) ALIAS25 MAGGIO 2013

    Idealmente, si cominciacon il Libro Rosso di Junge si finisce con la culturadigitale. Uninversione totale

    di ARIANNA DI GENOVA

    Accade, nei giorni cheprecedono linaugurazione dellaBiennale di Venezia, di sentirsi gisatolli, vittime di una disfunzione dabulimia. Il titolo della 55/ma Mostrainternazionale, curata daMassimiliano Gioni, poi, non aiutadi certo: Palazzo enciclopedico. Sarfaticosissimo stargli dietro, dunque.Per poi capita di ascoltare le paroledel direttore quarantenne e divenire a patti con il suo entusiasmo.A una manciata di giorni dalvernissage, non rimastoschiacciato dalla potenza di unmonumento in fieri che vorrebbearchiviare il mondo e proiettarlooltre la terra, verso il cielo. Credefermamente nel suo progettoanomalo e appare consapevoleanche del fatto che nonmancheranno i tiri incrociati inLaguna. Ma lui abituato a fare dabersaglio, la sua palestra stato conMaurizio Cattelan. Cos, nonsembra affatto spaventato.

    Una Biennale dal saporeantropologico...E larte?Il mio lavoro ha preso comeriferimento il libro dello storicodellarte tedesco Hans BeltingAntropologia delle immagini che, insostanza, suggerisce analisi in cui leopere darte possono essere viste indialogo con altre forme creative. Aifini della mostra, significa che vieneconfermata unidea che incoraggi apresentare opere darte picanoniche insieme ad altre prodotteda outsider e autodidatti. Ad aprire ilpercorso c la figura simbolica diJung con il Libro Rosso: certamentenon un artista professionista, maha realizzato una cosmologiapersonale con immagini comepratica del s. Mi affascinavano isedici anni di dedizione alle suevisioni. Jung ha dato luogo a unoggetto unico, segreto, che fino al2009 era custodito con gelosia. Nonvoleva che venisse frainteso edistruggesse i presupposti scientificidel suo lavoro.

    La provenienza di molte operenon canonica, gallerie, museietc. stato difficile il lororeperimento?Non stato facile, alcuni li horeperiti al Folk Museum di NewYork (come il modello di Auriti delPalazzo Enciclopedico), altri dalmuseo di Storia Naturale di Parigi,vedi le pietre di Roger Caillois(francese, nato nel 1913, morto nel1978, ndr). Naturalmente, non c

    nessun interesse finanziario o dimercato nel presentare questo tipodi oggetti. Il mio obiettivo eracancellare dalla Biennale quellideache fosse una top 100 o top 10, unasorta di consigli per gli acquisti.Non ho cercato un presunto gothadegli artisti. Il mio percorso sicostruisce nello spettatore comeuna esplorazione superiore, chetravalica la particolare visione dellesingole opere. Limmagine vieneinterrogata come strumento delsapere, deve creare una relazionecon limmaginario.

    Esiste per un rischio in questaoperazione. Si potrebbepasseggiare, per esempio, fraopere brutte, di scarso interesse... bandita lidea che le opere sianostate scelte per la loro qualit;piuttosto, sono state selezionate perla loro narrazione e intensit, perlintrinseca capacit discompaginare e sottoporci alnuovo. Lo stesso libro-oggetto diJung potrebbe essere considerato diun conservatorismo estremo,sembra quasi un manoscrittomedievale. Il fatto che lui lavesseiniziato nel 1913, presentava unacoincidenza felice: loutsider Jungmi ha fornito un sostegno per poterincludere figure marginalizzate,anche artisti cresciuti in istituzionitotali. Aiuta a guardare alle loroproduzioni senza romanticismiUn altro cardine della mostra,

    anche se un concetto banale, che lessere umano un produttoredi immagini. lunico animale aquanto sappiamo che possiededentro di s gi le immagini, gliarchetipi. Il filone degli artistimedium rimanda a questo aspetto.Molti di loro asserivano di esserespinti a realizzare i loro manufattida presenze sovrannaturali,ultraterrene, forze esterne da s. Noistessi, in fondo, siamo tutti deimedia, il cervello il primo mediumche conosciamo, un mediumpre-tecnologico. La parolaimmagine gi di suo legata alcorpo. Imago la mascheramortuaria, archetipica. La sezioneche cura, dietro mia richiesta, Cindy

    Sherman tutta basata sul ritratto esulla autorappresentazione.

    C percorso ideale ?S, idealmente la mostra cominciacon il Libro Rosso di Jung e finiscecon la cultura digitale. Opera unrovesciamento del procederecomune, una inversione totale. Sitratta di riconoscere fuori di noiqualcosa che assomigli alleimmagini che avevamo gi dentrodi noi, un qualcosa di magico. Lanostra interiorit colonizzata dalleimmagini. La molteplicit di datiporta a una dissoluzione dellaidentit. Non c pi un io, masono tutti degli avatar, creaturesimili a ectoplasmi che colonizzanolinconscio. Non casuale che nellamia rassegna ci sia una cospicuapresenza del Surrealismo.

    Come risponde alla possibileaccusa di una fuga dalla realt ?Rispondo con Elio Vittorini: non sisuona il piffero alla rivoluzione.

    Questo intellettuale ci ha insegnatoche la sovversione dei codici arisuonare, anche in altre forme.Avevo pensato a una mostra sul la

    massa e il dissenso. Per misembrava fosse gi stata realizzata per esempio, di Berlino e temevodi cadere nellillustrazionedellattualit. Ho avvertito lanecessit di guardare dentro unospettro pi alto.Il Surrealismo era unideale

    anticipazione delle mie tematiche euna trasformazione della realtattraverso il sogno. Pu sconfinarein operazioni nostalgiche: Breton eBataille si accusavano lun laltro diessere criptofascisti. Ancheloccultismo pu essere attaccato.Ma per me, la trasformazione eraun principio di emancipazione,anche rispetto ai toni che haassunto la politica. Interrogarsi suchi veramente dentro e chi fuori,chi outsider e chi insider misembrava un aspetto pi politico ditanti altri.

    IL PALAZZO ENCICLOPEDICO DELLA 55/MA BIENNALE

    IN LAGUNALoccultismo?megliodella top ten

    OCCHIO AI PADIGLIONI

    Da Anri Sala a Kimsooja,daWeiwei a Vasconcelos

    OUTSIDER E INSIDERLA DICOTOMIA DELLARTE

    Occhio ad alcuni padiglioni,disseminati fra Giardini, Palazziantichi e le strette calli di Venezia.La caccia non sar facile, mapromette alcune sorprese. Se lItaliacon Vice Versa di BartolomeoPietromarchi accoglier il visitatoreal centro dellArsenale, in una speciedi cavalcata fra storia e presente,mescolando generazioni eprovocazioni ( una sorta disumma in soggettiva che vedeBaruchello, Paolini e Ghirriprocedere insieme a Benassi, Arena,Xhafa, Vitone, Maloberti), da nonperdere c anche - sempreallArsenale - lArgentina: quilartista Nicola Costantino tributaun omaggio ad Eva Pern, una dellepi importanti figure femminili nellastoria del suo paese. Due potentiinstallazioni ritrarranno Evita.Vedremo se sapr surclassare laprova (cinematografica) diMadonna. Ai Giardini, oltre a Deller(Gb), pausa nel padiglione francesecon lalbanese Anri Sala, in quellodella Corea con Kimsooja, mentre laGermania sfodera lasso Ai Weiwei,Costa Rica Priscilla Monge (a CaBonvicini, santa Croce), lAmericaSarah Sze e il Giappone Tanaka.Leone doro virtuale alla portogheseJoana Vasconcelos con il suopadiglione fluttuante ricoperto diazulejos.

  • (3)ALIAS25 MAGGIO 2013

    di ALFREDO JAAR

    In seguito alla creazione dellaBiennale di Venezia nel 1895, paesie architetti sono stati invitati acostruire i primi padiglioni stranieri,che erano stati scelti