Alias supplemento del Manifesto (29 marzo 2014)

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STEFANO RICCI SARAH BERNHARDT ENZA BUONO CESARE TACCHI PIAZZA TRE CULTURE HASIOR I BESTSELLER DEL POP FRANKIE CHAVEZ DARK SOULS II THIEF di SOLANGE CAVALCANTE ●●●Nel 1975, Ivo Herzog aveva solo nove anni – e la dittatura militare, 11. Ma tanto, quando si nasce sotto una dittatura, poco importa la monocromia dei carri armati e delle uniformi militari, specie se hai un papà vicino per insegnarti a giocare a pallone. E chissà, era forse proprio per il futuro dei figli Ivo e André, e per la moglie Clarice, che il giornalista Vladimir Herzog – direttore del tg per l’emittente pubblica Tv Cultura di San Paolo – conduceva con discrezione la propria vita di iscritto al (proibito) Partito comunista brasiliano, senza che gli fosse mai passato per la testa di entrare in clandestinità, o impugnare le armi contro il regime. Era settembre quando Vlado, chiamato alla Tv Cultura per provare a recuperare la credibilità del giornalismo, oramai identificatosi con il regime, decise di conferire al tg un’aria di dibattito libero e democratico. Perché no? In fondo il generale Ernesto Geisel, quarto presidente militare dal golpe del 1964, aveva promesso di promuovere l’apertura politica del regime. Herzog finì col credere che alla Censura federale non sarebbe importato se avesse mandato in onda notizie, come ad esempio quelle dal Vietnam. Anche perché, a quel punto, la guerra era ufficialmente finita. Ma purtroppo si sbagliava. Durante gli anni del regime, non contava ciò che i generali dichiaravano pubblicamente, ma ciò che l’ala dura del regime, con i suoi sostenitori civili, tramava nei sotterranei del potere. Fu a causa della pressione degli sponsor di un tg concorrente, legato a «Tradizione, Famiglia e Proprietà», e di agenti infiltrati dai golpisti nei giornali, nei sindacati, nelle imprese e nei partiti che cominciarono a spuntare ovunque manifestazioni di esagerata indignazione contro la cosiddetta «linea comunista» adottata da Herzog nella tv «Viet-Cultura». La polizia politica aveva già arrestato dozzine di giornalisti coinvolti nella lotta democratica e ora puntava gli occhi su Herzog. JOSÉ MARIA MARIN, GUIDA SUPREMA DEL MONDIALE 2014, DA DEPUTATO AIUTÒ I MILITARI A ELIMINARE IL GIORNALISTA VLADIMIR HERZOG. PER QUESTO CHI AMA «O FUTEBOL» ESIGE CHE VENGA ESPULSO SEGUE A PAGINA 2
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Alias supplemento del Manifesto (29 marzo 2014)

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  • STEFANO RICCI SARAH BERNHARDT ENZA BUONOCESARE TACCHI PIAZZA TRE CULTURE HASIOR

    I BESTSELLER DEL POP FRANKIE CHAVEZ

    DARK SOULS II THIEF

    di SOLANGE CAVALCANTE

    Nel 1975, Ivo Herzog aveva solo noveanni e la dittatura militare, 11. Ma tanto,quando si nasce sotto una dittatura, pocoimporta la monocromia dei carri armati edelle uniformi militari, specie se hai un papvicino per insegnarti a giocare a pallone. Echiss, era forse proprio per il futuro dei figliIvo e Andr, e per la moglie Clarice, che ilgiornalista Vladimir Herzog direttore del tgper lemittente pubblica Tv Cultura di SanPaolo conduceva con discrezione la propriavita di iscritto al (proibito) Partito comunistabrasiliano, senza che gli fosse mai passato perla testa di entrare in clandestinit, oimpugnare le armi contro il regime.Era settembre quando Vlado, chiamato alla

    Tv Cultura per provare a recuperare lacredibilit del giornalismo, oramaiidentificatosi con il regime, decise di conferireal tg unaria di dibattito libero e democratico.Perch no? In fondo il generale Ernesto Geisel,quarto presidente militare dal golpe del 1964,

    aveva promesso di promuovere laperturapolitica del regime. Herzog fin col credere chealla Censura federale non sarebbe importatose avesse mandato in onda notizie, come adesempio quelle dal Vietnam. Anche perch, aquel punto, la guerra era ufficialmente finita.Ma purtroppo si sbagliava. Durante gli anni

    del regime, non contava ci che i generalidichiaravano pubblicamente, ma ci che laladura del regime, con i suoi sostenitori civili,tramava nei sotterranei del potere. Fu a causadella pressione degli sponsor di un tgconcorrente, legato a Tradizione, Famiglia ePropriet, e di agenti infiltrati dai golpisti neigiornali, nei sindacati, nelle imprese e neipartiti che cominciarono a spuntare ovunquemanifestazioni di esagerata indignazionecontro la cosiddetta linea comunistaadottata da Herzog nella tv Viet-Cultura.La polizia politica aveva gi arrestato

    dozzine di giornalisti coinvolti nella lottademocratica e ora puntava gli occhi su Herzog.

    JOSMARIAMARIN,GUIDASUPREMA

    DELMONDIALE 2014,DADEPUTATOAIUTIMILITARIAELIMINARE

    ILGIORNALISTAVLADIMIRHERZOG.

    PERQUESTOCHIAMAOFUTEBOLESIGECHEVENGAESPULSO SEGUE A PAGINA 2

  • (2) ALIAS29 MARZO 2014

    Fora Marin!. Lanfitrione ufficiale della Coppadi questanno accusato di essere il mandantepolitico dellassassinio del giornalista VladimirHerzog. Ora 55mila firme ne chiedono la rimozione

    In poco tempo la caccia al topofin con larrivare allAssembleaLegislativa di San Paolo. Duedeputati dellArena partitofantoccio del regime militare vennero ben istruiti per farprecipitare la situazione. Solocos si spiega il tenore dei lorodiscorsi tenuti il giorno 6ottobre, 1975. Con gridaveementi contro lacomunistizzazione dellatelevisione di Stato e unavalanga di accuse percondizionare il parlamento, ideputati costruirono lagiustificazione perfetta perlarresto del direttore deltelegiornale di Tv Cultura.Non pass molto tempo, e la

    polizia convoc Vladimir Herzogper una deposizione. Sabato 24ottobre, il giornalista si presentspontaneamente al Doi-Codi perdimostrare la sua "buona fede".Ma al regime poco importavanole buone maniere e, di l a poco,altri giornalisti arrestati

    svelarono che Vlado era gi statopreso, incappucciato, spogliato erivestito con una tuta militare.Pi tardi sentirono solo le suegrida allucinanti, mentre lotorturavano. Erano cos atrociche i boia dovettero alzare almassimo il volume della radioper coprirle. E mentre unradiocronista annunciavalestrema unzione data alGeneralissimo Franco in Spagna,la voce di Vlado andabbassandosi, fino a spegnersidel tutto. Il giorno seguentevenne divulgata una nota allafamiglia e al Paese, in cui sidichiarava che il giornalistaVladimir Herzog si era suicidato.Non solo. Insieme alla nota uscuna fotografia nella quale Vladoappariva in una cellapraticamente inginocchiato, conuna corda al collo - come sequalcuno potesse impiccarsi acinque centimetri dalpavimento.Trentanove anni dopo, questa

    storia torna sui media e nonsolo a causa del 50mo

    anniversario del golpe militareche ricorre marted prossimo, 1aprile ma in connessionediretta con la Coppa del mondodi calcio. S, perch uno dei duepolitici che profer il discorsoche port alla prigione, allatortura e alla morte delgiornalista Vladimir Herzog, nientemeno che Jos MariaMarin, l'attuale presidente dellaFederazione calcio brasiliana(Cbf) e del Comitatoorganizzativo locale, prossimoanfitrione delMundial 2014. IvoHerzog, figlio del giornalistaucciso, proprio non riesce acomprendere il silenzioomertoso della Fifa.Furioso per le accuse, Jos

    Maria Marin, che non ha maivoluto rispondere neanche allenostre domande, ha citato ingiudizio il giornalista Juca Kfouriper diffamazione. Kfouri, legatoai movimenti per l'etica nellosport, uno dei primi firmataridella petizione inoltrata alla Fifaper chiedere le dimissioni diMarin: davvero una vergognaper noi ritrovare uno come luialla cerimonia di apertura dellaCoppa del Mondo dice IvoHerzog -, al fianco dellapresidentessa della RepubblicaDilma Rousseff, perch anche leie il suo ex marito furonotorturati dal regime. Marin nonsolo denunci mio padre,quando era deputato, ma unanno dopo la morte di Vlado siesib in un pubblico elogio neiconfronti di Sergio Fleury,lufficiale che guidava ilDipartimento di sicurezzapolitica e sociale, responsabile diuno "squadrone della morte"che tortur, uccise e squart - esolo occasionalmente vienericordato come capo dellaPolizia civile di So Paulo.Il figlio del giornalista ucciso

    non si da pace per limpunit deicrimini della dittatura in Brasile,e lancia un appello alleFederazioni mondiali, aicalciatori e all'opinione pubblicainternazionale affinch vengamanifestata la propriaindignazione alla Fifa. AvereJos Maria Marin comeanfitrione della Coppa delmondo 2014 in Brasile - sostieneHerzog - un po come se ErikPriebke fosse stato il patrono diItalia 90.

    di SO. CA.

    La storia del giornalistaVladimir Herzog, trovato morto neilocali della polizia politica di SanPaolo nel 1975, poteva chiudersicon la nota ufficiale dellEsercito,dove si dichiarava che il direttoredel tg della Tv Cultura si erasuicidato. Poteva concludersi con lafoto diffusa dai militari, chescandalizz il Paese e trasformHerzog nel simbolo della lotta perla democrazia. Invece la storia diVlado sembra nata per durare neltempo. Nel marzo del 2013, lo Statobrasiliano ha rilasciato finalmenteun nuovo attestato di morte allafamiglia, riconoscendo come causamortis le lesioni e i maltrattamentipatiti durante linterrogatorio, nelledipendenze dellEsercito. Vale adire che Herzog stato "suicidato"a forza di torture.Ma non finita qui. Alla vigilia

    dei 50 anni dal golpe militare che hasottomesso il Brasile per pi diventanni (1964-1985), le gridalancinanti di Vlado continuano adecheggiare, e al suo caso si aggiungeun nuovo capitolo connessoallimminente apertura in Brasiledel Mondiale di calcio 2014. Macosa centri il futebol conlassassinio di Vladimir Herzog, celo racconta in unintervista esclusivalingegnere navale Ivo Herzog, figlio47enne del giornalista ucciso.

    Avete presentato una petizionealla Federazione InternazionaleCalcio, lanno scorso. Qual il suocontenuto?Si tratta di una petizione che ha giraccolto circa 55.000 firme,denunciando il coinvolgimento del

    presidente del Comitatoorganizzatore locale (Col), JosMaria Marin, nella dittatura militaree la sua complicit con le atrocitcommesse. Ma soprattuttodenuncia ci che tutti in Brasilesanno: che Marin aiut a faruccidere mio padre. Con unviolento discorso a San Paolo, altempo in cui era deputato, in cui

    istigava la popolazione e i militari aperseguirlo, fino ad arrivare alpunto di farlo eliminare. Conservouna copia della Gazzetta Ufficialeche riport il suo discorso, nel 1975.Un anno dopoMarin in un altrodiscorso tesseva le lodi di SergioFluery, che fu la menteorganizzativa di tutto lo schema disequestri e torture. Per Marin, uneroe che aveva reso serviziinestimabili alla popolazione.Abbiamo i nastri con leregistrazioni, quindi non punegare. La petizione chiede il suoallontanamento dalla Presidenzadel Col. In Brasile la petizione stata gi consegnata ai presidentidei 20 club di serie A, allefederazioni dei 27 stati brasiliani ealla Confederao Brasileira deFutebol (Cbf). A proposito, Marin anche il presidente della Cbf. laprima volta nella storia deiMondiali che il presidente dellaFederazione nazionale anche acapo del Comitato organizzatore,incarico tradizionalmente occupatoda un grande atleta del passato,come Platini in Francia, oBeckenbauer in Germania.

    Che risposta avete ottenuto?La Fifa mi ha scritto una letteraaffermando che non tocca a loroinvestigare. Ha passato il caso alComitato di Etica, ma questultimonon si mai espresso. Davvero noncapisco la logica di questocomitato, che nel novembre scorsoha sospeso il difensore croato JosipSimunic, espellendolo dalla Coppaper avere fatto il saluto nazista,dopo il 2-0 della Croazia controlIslanda. Questo stesso Comitatoassume invece un comportamento

    INTERVISTA LAPPELLO DEL FIGLIO IVO

    Calciatori di tuttoil mondo uniteviE non stringetequella mano

    Jos Maria Marin e la presidentessaDilma Roussef allo stadio ManGarrincha di Brasilia (foto RodrigoStuckert/CBF). A sinistra, VladimirHerzog a Brasilia negli anni 60. Sotto,la foto di Herzog diffusa dal regime dopoil suicidio. Intorno, le proteste socialicontro il Mondiale di calcio brasiliano

    CAVALCANTEDALLAPRIMA

    BRASILE 2014

    STORIA DI VLADOLAGRANDE VERGOGNA

    UNA CAMPAGNAINTERNAZIONALE

    Non capisco leticadella Fifa.Mentre sospendeil difensore croatoJosip Simunicper aver fattoil saluto fascista,mantieneun atteggiamentoomertosonei confrontidella personache istige appoggi i killerdi mio padre

    Mister Mundial in fuorigioco

  • (3)ALIAS29 MARZO 2014

    omertoso nei confronti di unpersonaggio che era la base politicadel regime militare, e che appoggilassassinio di mio padre. Ora Marinsi prepara a ricevere le nazionali dicalcio del mondo intero. Per noi una vergogna. Qual dunque ilparametro della Fifa? Storicamente,il calcio stato sempre usato daipeggiori regimi e dalla peggiorepolitica. Fu cos in Argentina, nel1978, e in Italia esiste oggi unesempio calzante di ci cheintendo. In Brasile, quelli che nonriuscirono ad adattarsi allademocrazia dopo la dittatura,occuparono i centri del poteresportivo. Non ho ancora ottenutorisposta dalle varie federazioni, ndai club brasiliani. proprio l chesi rintanata questa scoria politica,luoghi privilegiati dove riesconoancora a mantenere il potere.Marin, per esempio, ebbe una vitapolitica solo durante la dittatura.

    Non teme di essere consideratoun ostruzionista, come gli attivistidel movimento "No vai ter Copa"(La Coppa non sha da fare)?Protestare legittimo, e non vuoldire che non ci piaccia il calcio. Iostessomi sono candidato perlavorare come volontario durante ilMondiale, poich lo trovo unospettacolomeraviglioso. Il problema leredit violenta delle forze armatee della polizia. A seconda del coloredella tua pelle, puoi essereperquisito, puoi essere arrestato obeccarti una pallottola. Se sei bianco,hai qualche chance in pi che lapolizia sia perfino simpatica con te.Lo scandalo sono la corruzione, gliabusi, gli stadi da pi di unmiliardodi reais luno, le 12 sedi mondiali...

    Non ha senso uno stadio olimpiconel bel mezzo dellAmazzonia,coster una fortuna, ci faranno trepartite e basta. La gente indignataperch viene esclusa. Manca lasanit e listruzione pubblica. IlBrasile stato trasformato nelparadiso dei costruttori di stadi. Ilpopolo brasiliano ama il calcio, maodia il modo in cui le cose si stannofacendo.

    I militari diffusero lo slogan,Revanscismo, no e conlamnistia del 1979 gli esiliatipoterono tornare nel Paese eperfino recuperare i propri diritticivili, purch non fossero costituititribunali per appurare la torturae lo stermino degli oppositori.Oggi lei potrebbe essere accusatodi revanscismo.Non questione di revanscismo, dirivalsa una questione digiustizia. Le Commissioni per laVerit non sono mai revansciste. Epoi, cos in fondo il revanscismo? conoscere la propria storia? farconoscere il passato di Marin? farsapere a tutti chi sta a capo delcalcio brasiliano? Il problema cheil Brasile ha limpunit scritta nellasua Storia. Prima, con gli ndios,che furono sterminati. Dopo, con iduecento anni di schiavit nera, edi lotte sociali per ottenernelabolizione. Tutto ci senza chenessuno sia mai stato condannatoper le atrocit commesse. Il terzociclo di impunit si avuto con ladittatura militare. Nel 1979, ciimposero una legge di amnistiacontorta, che lasci impuniti gliagenti dello Stato. Altri Paesi chevissero sotto un regime autoritariohanno potuto, alla fine, giudicare i

    crimini e chi li commise. Fu cos coltribunale di Norimberga, e nellaCommissione per la Verit inSudafrica. In Brasile non maiavvenuto. Sappiamomolto bene chisono le persone che ucciseroVladimir Herzog, ma non possiamoprocessarle nel sistema giuridicobrasiliano non c pimodo chepossano essere punite. Per questostiamo promuovendo unazioneverso la Corte Interamericana diGiustizia, dove prevediamo unparere favorevole alle nostre istanze.

    Come ha reagito Marin a questeaccuse?Ha denunciato per diffamazioneJuca Kfouri, uno dei principaligiornalisti sportivi che ha scritto suquesta storia. Ma ci che stiamodenunciando tutto tranne chediffamazione. Ci che accadde amio padre fu lultimo atto di unacampagna contro lemittentepubblica TV Cultura. Marin era,allepoca, un deputato gradito aimilitari. Grazie a un suo interventoallAssemblea Legislativa dello Statodi San Paolo, mio padre ricevettedopo due settimane lintimazione acomparire di fronte alla poliziapolitica. Il giorno dopo era morto. questa la persona che abbiamo, nel2014, al vertice dei Mondiali. Soloper darvi unidea, nelle cause cheMarin sta muovendo contro ilgiornalista Kfouri e altri, la monetadi scambio , per lui, a buonmercato: infatti pu distribuireingressi gratis per le partite a tutticoloro che stanno curando lequestioni tecniche processuali.

    Cosa vorrebbe dire agli atleti,alle federazioni e allopinione

    pubblica internazionale?Idealmente mi auguro che laFederazione italiana possaconsegnare una lettera di richiestachiarimenti, in appoggio almovimento Fora Marin,sollevando la questione della suapresidenza del Comitatoorganizzatore. Sarebbe bello che iPaesi e le Federazioni internazionalimostrassero pubblicamente lapropria indignazione. Nelconsegnare la petizione alla Fifa, housato una figura retoricaabbastanza estrema per far capirela gravit della situazione. Hodichiarato che avere Marin comeanfitrione della Coppa comeavere Hitler a capo di un eventosimile in Germania. Non so cosa gliatleti potrebbero fare. La Fifa oppressiva, c il rischio disqualifiche in caso dimanifestazioni di dissenso. Ladomanda : i giocatori italiani, o diqualunque altro Paese, voglionostringere la mano a un fascista, a unantidemocratico coinvoltonellassassinio di un giornalistabrasiliano? Il padrone di casa delMondiale devessere una personapi vicina possibile ai nostri valori.Marin a favore della violenza,confonde il pubblico con il privato, totalmente avulso dallademocrazia. Una persona puanche essere contraria allademocrazia, ma non voglio esserecostretto a stringergli la mano. Icalciatori sono idoli, quandoabbracciano una causa possonoconvincere le persone a riflettere ecambiare le cose. stato costrentanni fa, con la DemocraziaCorinthiana di Scrates, e puessere cos ancora oggi.

    di MARCO BOCCITTO

    Archiviata lutopia modernista che aveva creato dal nulla Brasilia, le dolci dissonanze bossanovadi Joo Gilberto, i lampi originari del cinma nvo e lottimismo anche economico innescato dallapresidenza di Juscelino Kubitschek, nella notte tra il 31 marzo e il 1 aprile 1964 i carri armatiliquidano anche leffimera imprevedibilit non allineata della presidenza Quadros-Goulart e fannopiombare il Brasile in un incubo che durer per i successivi ventanni e oltre. Un brutto film prodottodalla Cia (lo stesso set verr poi utilizzato per i sequel dellOperazione Condor), registi i governatoridegli stati pi importanti, cinque episodi starring il generale Castelo Branco, il generale da Costa e

    Silva (67-69), il generale Mdici (68-74), il generale Geisel (74-79) e il generale de OliveiraFigueiredo (79-84). Tutti generali, e tutti presidenti. Tra le comparse i deputati degli unici due partitiammessi in parlamento, soprattutto quelli di Arena, braccio politico della giunta militare, Lacircostanza aguzz lingegno di tanti poeti-musicisti, divi tropicalisti e agitatori culturali antropofagisti,che ingaggiarono furiosi dribbling per smarcarsi dalla censura; ma sicuro che avrebbero preferito undoping pi umano, per sciogliere lispirazione. Molti ci hanno rimesso la libert, qualcuno - comeVlado - la vita. La fama pi o meno sinistra di una dittatura dovrebbe prescindere dalla contabilitdelle vittime. Quella brasiliana fu forse meno sanguinaria dia ltre, ma come controrivoluzione dellecoscienze pesa ancora sulla memoria del Paese. Anche perch fu seguita da unamnistia-amnesia dimassa, senza nessuna forma di verit e riconciliazione a sostegno. Tante rivincite, in termini digiustizia, ma nessuna vera vittoria.

    in copertina, installazionecontro il Mondiale 2014sulla spiaggiadi Copacabana, a Rio

    GERENZA

    Questo Paese halimpunit scrittanella sua Storia.Prima con glindios, sterminati.Poi con i 200 annidi schiavit nera.Infine con ladittatura militare

    IL GOLPE BRASILIANO COMPIE 50 ANNI

    Il manifestodirettoreresponsabile:Norma Rangeri

    a cura diSilvana Silvestri(ultravista)Francesco Adinolfi(ultrasuoni)

    in redazioneRoberto Peciola

    redazione:via A. Bargoni, 800153 - RomaInfo:ULTRAVISTAe ULTRASUONIfax 0668719573tel. 0668719557e [email protected]://www.ilmanifesto.it

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  • (4) ALIAS29 MARZO 2014

    Un ineditoper incontrareBasaglia

    di SILVANA SILVESTRI

    Un tassello che viene aintegrare lesperienza basaglianadegli anni Sessanta, un materialeprezioso riportato alla luce,compone il film documentarioEccoli a cura di Stefano Riccirealizzata con il montaggio dimateriali inediti della CollezioneOsbat Basaglia di propriet dellaMediateca provinciale UgoCasiraghi.Nel 58 Basaglia ottiene la

    libera docenza in psichiatria, malambiente accademico accoglieostilmente le sue ideerivoluzionarie e lui decide diabbandonare linsegnamentouniversitario e nel 1961 sitrasferisce a Gorizia dovediriger lospedale psichiatrico,dove cerca di mettere in atto lesue idee (per prima cosa, senzache appaia una frivolezza,costruir la pista da ballo cheancora oggi si pu vedere), avviala prima esperienzaanti-istituzionale trasferendo ilmodello della comunitterapeutica nellospedale. del67 il suo Che cos la psichiatria?e del 68 Listituzione negata.Rapporto da un ospedalepsichiatrico, quello di Goriziaappunto dove apre laboratori dimusica e teatro. Lascer la cittnel 69 per Parma e poi Trieste.Ed eccoli infatti i protagonisti

    di una stagione unica erivoluzionaria, una delle pocheche emersa dal crogiolo di ideedi quegli anni e a parte le pochealtre che si sono potuteaffermare dopo quegli anni nonhanno trovato gli interlocutorigiusti per essere applicate intutta la sua interezza. Dapellicole girate durante ilaboratori di musicoterapiaarrivano fino a noi piccoli branidi vita di persone che, disposteun un cerchio magicosembravano ritrovare un po allavolta il ritmo della vita. lamusica stessa applicata a queigesti a farci rendere conto dopoqualche sequenza che siamoentrati anche noi in quel cerchioa scandire il tempo con il suonoche arriva come da lontano, civorremmo sforzare di legare

    movimenti e sonoro, ma si frantumato il collegamento e ladifficolt di collegare tutti i pezzidella percezione li sentiamo inprima persona, proprio come iprotagonisti della scena.Complice del sortilegio anche ilfatto che il sonoro originale andato perduto, sono le musichedel contrabbassista GiacomoPiermatti a sonorizzare lapellicola 16 millimetri girate daGiorgio Osbat allospedalepsichiatrico provinciale di

    Gorizia (e digitalizzati a cura delLaboratorio La Camera Otticadi Udine). Il crescendo dicoinvolgimento di gruppo ha nelmontaggio di Jacopo Quadri ilfattore altrettanto sorprendentedi composizione artistica in uncrescendo di abilit acquisite:muovere le mani al suono dellaritmica non sembra cossemplice o batterle in sincronia:ed eccoli chi diligente, chiabbandonato nella sua apatia,chi si sforza, chi guarda in

    camera e poi tutti intorno allagrancassa con le bacchette o conle mani. Dopo il laboratorio degliuomini ecco quello delle donneche appaiono pi diligenti, piobbedienti (e forse per quellosono state rinchiuse), ma anchepi avvezze al movimento e aisorrisi. Un po alla voltacompaiono i semplici strumentimusicali, il cimbalo, i tamburelli,il flauto, lo xilofono, ilmandolino, perfino il popolareviolino, fino a formare una verae propria orchestra con ilcontributo di tutti. E poi tutti inassemblea tra le dimenticatenuvole di fumo, i giovani, glianziani, le infermiere e Basagliaa confrontarsi tra di loro. E siorganizza una festa per tutti conla musica dei 45 giri nella salaaddobbata con festoni di carta,sulla famosa pista da ballo.Nel giardino dagli alberi

    spogli, compagni di passeggiatesilenziose, si guarda la citt dallarecinzione di ferro. Ma ecco checompaiono infine i sorrisi alsuono di uno strumentoanomalo ma altrettanto ritmico,il martello, con cui si abbattonole reti che circondano lastruttura: non c pi nessunabarriera tra il chiuso delmanicomio e il resto della citt.Tra il 61 e il 69 non sono ancoragli anni di Trieste e a GoriziaBasaglia oltre alle sedute di

    musicoterapia fa crollare unaltro tab, mette fine un po allavolta alla netta separazione trareparti maschili e femminili,come si vede nei laboratori,rende possibili quindi leassemblee autogestite dagliinternati. E non bisognadimenticare il fuoricampo: inquegli anni la stampa piavanzata mostrava servizi confotografiche inedite, gli orrori dialcuni altri manicomi, i letti dicontenzione, labbandono, lostato di morte civile in cuiversavano quegli esseri rinchiusie catatonici, mentre nel filmappaiono evidenti i risultati dellarivoluzione basagliana.Il film sar presentato il 5

    aprile, accompagnato da unapubblicazione fotografica a curadi Stefano Ricci (ed.MamiVerlag) dove si puritrovare il lavoro di Basaglia inquegli anni, i tentativi di attivarela comunit terapeuticamutuata dall'intuizione diMaxwell Jones in Scozia, lenuove regole di organizzazione edi comunicazione, il rifiuto dellecontenzioni fisiche e delleterapie di shock, le assemblee direparto e plenarie, la vitacomunitaria. Il documentariosar successivamentepresentatato il 7 aprile a Trieste,Studio Tommaseo, il 31 maggioa Modena, Galleria D406 ArteContemporanea, il 13 giugno aBologna, Squadro StamperiaGalleria d'arte, il 30 settembre aNiort, Francia, Le 4me Mur e il5 novembre a Mannheim,Germania, Zeitraumexit.

    IL PROGRAMMA

    A Filmforumdi Udinee Goriziail cinemaharde del futuro

    La ventunesima edizione diFilmforum Festival si terr aUdine e Gorizia del 2 all11 aprileed ha come filo conduttore At theborders of Film History, ovverolarcheologia del cinema, eventopromosso dallUniversit degliStudi di Udine. Diretto daldocente e storico di cinemaLeonardo Quaresima e coordinatadai ricercatori Sara Martin eFederico Zecca, realizzato insinergia con gli enti locali e ilministero dei Beni e le attivitculturali, comprende un riccoprogramma di incontri convegni,workshop, pubblicazioni, eventi,cinema delle origini e nuovimedia. Si inaugura a Udine (alCinema Visionario) il 2 aprile conla prima italiana del film di Larsvon Trier Nymphomaniac, conStellan Skarsgrd, Willem Dafoe,Charlotte Gainsbourg. Il 3 aprile al

    Sar presentatoil 5 aprileil documentarioEccoli, realizzatoda materialidegli anni 60nellospedalepsichiatricodi Gorizia

  • (5)ALIAS29 MARZO 2014

    di STEFANO RICCI *

    A sette anni e fino a quandoho cominciato a viveredisegnando, ho passato moltotempo con i matti. Lestatestavamo in una casa nelleDolomiti, costruita da un piccologruppo di libertari che avevanoconosciuto Franco Basaglia aGorizia. Io non lo sapevo ancora,ma quello che stavamo facendoera la conseguenza di quello cheBasaglia aveva immaginato efatto: la chiusura dei manicomi, ilritorno dei matti nella comunitdelle persone...

    A dodici anni ho passato un podi tempo con Vittorio. Eraschizofrenico, alto quasi duemetri, portava sempre un parkaverde oliva, anche destate, con ilcappuccio foderato di pellicciabianca. Aveva la bocca grande edei vecchi occhiali con lamontatura nera, con le lentimolto spesse che gli facevano gliocchi grandi e acquosi, un po dapesce.

    Vittorio era lentissimo, per viadel Roipnol e di altre medicineche servivano a calmare gli effetticollaterali degli psicofarmaci, cososcillava molto lentamente,sembrava sempre sul punto dicadere, e invece no.

    Una cosa che facevamomoltospesso era scrivere delle lettere auna certa ragazza che Vittorioaveva conosciuto, nonmi ricordoil nome. Discutevamominuziosamente tutti i passagiromantici e disinvolti, poi Vittorioscriveva, e ci voleva del tempo.Eravamo cos concentrati che, avolte Vittorio si dimenticava diandare in bagno e quando gliveniva in mente si alzava ma amet strada si bloccava, si voltavamolto piano per guardarmi, ma iolo sapevo gi, e lui apriva unsorriso larghissimo come unatenda, poi gli facevo la doccia.

    Pi tardi ho saputo che vivevain un istituto. Cera stata unabattaglia di cuscini fra i matti, uncuscino era volato verso lafinestra e Vittorio, che si trovava lvicino, si era allungato perprenderlo ed caduto dal terzopiano. Vittorio morto cercandodi salvare un cuscino.

    Franco aveva i capelli, lesopraccilia e i peli del naso rossiarancio. Gli piaceva inventarecontinuamente delle ricetteimpossibili. Cominciava cos, conuninsalata o una pastatradizionale con tutti gliingredienti in ordine, ma a uncerto punto si presentava unospite indesiderato. Uncioccolatino boero al liquore diamarena.

    Mi diceva, immaginati se aquesto punto trovi nei bolliti unaliquerizia gigante, e l esplodeva

    una risata da cappellaio matto,diventava completamente rossocon i capelli arancio, risata viraleche investiva tutti quelli che locircondavano, tutti morti dalridere senza neanche sapereperch.

    Franco aveva una passione perlelettricit. Passavamo deipomeriggi sotto i tralicci, a sentireil ronzio dellelettricit chepassava nei cavi dellalta tensione.Poi tornavamo a casa, ridendo.

    Cesare aveva il collo pi largodella testa e, anche se eravamoalti uguali e non era grasso,pesava almeno il doppio di me.Parlava poco, e non si capivasempre cosa voleva direesattamente. Teneva la gambelarghe, ben piantate, come unlottatore.

    Quando ci siamo incontrati perla prima volta da soli, Cesare miha voluto assaggiare. Ci siamoseduti a tavola con gli altri quattro

    matti che erano in camera connoi, e Cesare, con velocit quasifinta, ha lanciato sei bicchieri esei piatti facendoli scoppiarecontro il muro di fronte.

    Gli altri si erano spaventatimolto, e anchio. Ma alla sera successo qualcosa, Cesare si sdraiato nel letto a castello e hatirato fuori dalla tasca quella cosache tutti abbiamo imparato achiamare come la chiamava lui:larmonichina.

    Si infilato questa minuscolaarmonica tra i denti e le labbra,come una dentiera, lo ha fattoogni sera, ha chiuso gli occhi e hacominciato a dondolare la testa adestra e a sinistra, con questosuono dolcissimo a ondate,sempre pi lento fino a che siaddormentava, passava qualcheminuto, si risvegliava e dondolavaancora tre o quattro volte, ilsuono come un filo sottilelontanissimo e poi dormivamotutti.

    Con Elio mi sembra che cisiamo capiti subito. Era moltogrosso, camminava come unorso, difatti aveva le clarck tuttesfondate. Dormiva pochissimo eandava in giro a cercaremozziconi nei portacenere. Unpomeriggio giocavamo a pallonecon tutti gli altri volontari e imatti. Elio cercava i mozziconi abordo campo, avevamo fatto ditutto per farlo giocare, poi la palla uscita lentamente, gli arrivatasulle Clark, lui lha fatta salire sulginocchio e ha cominciato a

    palleggiare. Poi qualcuno mi hadetto che Elio era stato nellegiovanili del Bologna.

    Elio era uno degli ultimi mattiche vivevano nel manicomio diBudrio, saranno stati sei o sette.Un fine settimana eravamo statiin campagna e la domenica seralo avevo accompagnato aBudrio. Il manicomio eraimmenso e tutto vuoto, le paretierano dipinte con uno smaltoverdolino, erano le sei delpomeriggio. Sul comodino difianco al letto di Elio cera unpiatto di zuppa marrone, non hovisto un cucchiaio o il tovagliolo.In mezzo al piatto, affondatafino a met, cera una melagialla.

    Quello che pi mi incanta inmolti matti che ho conosciuto,credo sia questa loro capacit diinventarsi il linguaggio, diinventarsi dei mondi, di esseresempre nellatto, di praticarecostantemente la capacit distupirsi e di perdersinellesplorazione delle cose,prolungando allinfinito lo statodi grazia e la bellezza che neglianimali e nellinfanzia.

    BIOGRAFIA

    Un disegnatoredal segno prismatico

    APPUNTI SPARSI LAUTORE DI ECCOLI IN PRIMA PERSONA

    Unesperienzatutta da viveree da raccontare

    cinema Visionario (ore 21) lacopia restaurata di The Devils diKen Russell con VanessaRedgrave. La proiezione preceduta da un programma checomprende: Baci, Pugni,Sparatorie di Lucia Marcucci eLamberto Pignotti (1966-67),Cartoons on the Job conEconomia e sicurezza, (Italgas,1929),Non pi un sogno (Fiat,1932), Fiat in casa (Fiat, 1950), Leali del nostro cielo di Paul Bianchi(Barilla, 1956),Noi e l'uovo di PaulBianchi (Barilla, 1956), Tarantelladi Pulcinella di Emanuele Luzzati,Giulio Gianini, Citto Maselli eGiulio Questi (Barilla, 1959), Lemessage di Jean-Michel Folon eGiulio Gianini (Olivetti, 1969),Olivetti - sistemi - Olivetti (Japananimazione ) Il giro del mondo in80 giorni: Carosello lambretta(ideato e diretto da Giuli), breakpubblicitari di Federico Fellini

    per Banco di Roma, Campari,Barilla.I porn studies presentano

    questanno in collaborazione conil Museo del cinema di Torino cheli sta catalogando, Italian classichard-core movie trailers(1980-1990). Nellambito delfestival per ledizioneMimesis/Mediaeros esce Sguardo,corpo, violenza. Sade e il cinema,omaggio di Alberto Brodesco almarchese De Sade a 200 annidalla morte. Al convegnointernazionale su Larcheologiadel cinema allUniversit diUdine fino al 4 aprile partecipanoaccademici europei, dal Canada edagli Usa (fra gli altri Marc Vernet,Siegfried Zielinski e ThomasElsaesser),Dal 5 all'11 aprile FilmForum

    Festival 2014 si sposter a Goriziaper ospitare l'annuale SpringSchool come sempre incentratasul rapporto fra Cinema e artivisive contemporanee. Il tema Atthe borders of (film) history saresplorato nel passato della storiadel cinema e nel presente dellearti visive contemporanee durantei Workshops di Film Heritage eVisual Arts, per concentrarsi poisul versante delle nuovetecnologie nel Workshop PostCinema (dai videogiochi, alfumetto, ai social networks).

    Stefano Ricci, disegnatore e artistagrafico di fama internazionale, dal 1986collabora con la stampa periodica eleditoria in Italia e allestero (Frigidaire,Per Lui, Dolce vita, Avvenimenti,Linea dombra, Il manifesto,Esquire, Panorama, Tlma, Extra,Glamour, HP, Follow me,Libration, Les Inrockuptibles,Internazionale, Alias, Lo Straniero,LHumanit, Bang, la Repubblica,Mondadori, Rizzoli, Einaudi ed altri). Per ifumetti, oltre ad alcune storie brevi, hapubblicato Tufo, su sceneggiatura diPhilippe de Pierpont, selezionato nel1997 per il XXV Festival di Angoulme.

    Quello che pi mi incantain molti matti che ho conosciuto,credo sia questa loro capacitdi inventarsi il linguaggio

    La foto a sinistra di Uliano Lucas (nonfa parte del documentario di StefanoRicci), le altre foto in pagina sono trattedal documentario Eccoli.A destra un disegno di Stefano Ricci

  • (6) ALIAS29 MARZO 2014

    SARAH BERNHARDT LA MIA DOPPIA VITA

    Mostro sacrodellOdone infermiera

    di MARIA GROSSO

    Come se allimprovviso leavessero prosciugato parte delcuore, amputato un arto, eroso unpezzo del cervello. Non sapeva diaverli, eppure adesso la sensazioneche si porta dietro quella immanedi un vuoto. Quando Zaira halasciato lEtiopia, la terra dalla qualeera venuta al mondo, era cospiccola che la suamemoria stavaancora giocando a impilare i primimattoncini di ricordi. bastata unanotte, un vento brutale di spari e divetri frantumati, per spazzarli via inun lampo. Le hanno ucciso suopadre, gli zii, le hanno portato via ilpaese dorigine, la serenit dal voltodi suamadre. Cos sono fuggite -lontano - lacerate da traumi checerto necessiterebbero accoglienza econforto, nonch lattenta empatiadi cure post, da cui provare forsepian piano a intessere un nuovo filodi vita. Possibile trovare tutto questoin Italia? Se lo chiesta Enza Buono(gi autrice, tra gli altri, diQuellamattina a Noto, 2008), con La nostraultima estate, Giulio Perrone Editore.Lossatura del romanzo, unaappassionata variazione delMother/Daughter Plot, infinitatrama contemporanea delle madri edelle figlie, scrittrici e lettrici, ormai -dopo secoli di significativarimozione - sempre pi in luce, e quitutta giocata grazie a una pregnantetriangolazione con lamica ecompagna di scuola, Marcella, che difatto rappresenter per Zaira lunicaoasi affettiva di scambio paritetico inItalia, precisamente a Bari (tra laltrocitt dadozione dellautrice, sicilianadorigine). Scrivo a te che sei stata lamia unica vera amica, perch hobisogno di rivolgermi a qualcuno perdimostrare ame stessa e agli altriche ho vissuto in questo paese, cheesisto. Per Zaira dunque, migrantecatapultata piccolissima in Italia, lascrittura, fin dalle prime note delromanzo, si manifesta come viadaccesso alla coscienza di s, comegraduale consapevolezza tattile dellapropria presenza nel mondo.

    Scrivere un tastarsi nel buioprodotto dal non rispecchiamento,dallesclusione sociale, un gestofisico di riappropriamento di s, maal tempo stesso il luogo in cuilesperienza dellautrice e quelladelle due donne da lei narrate Zaira, appunto, sempre in primapersona, e lamica occidentale,talora in prima talora in terza potranno cercarsi, sfiorarsi e a trattivicendevolmente illuminarsi. Fermorestando che limpronta stilistica diBuono, un tocco pudico erispettosamente partecipe, unimpasto un po antico scevro daparole della contemporaneit edunque temporalmente indefinito(siamo probabilmente nel decenniofinale del secolo scorso, ma non cisono tracce storicamente precise),pi che a rivelare, tender a sottrarree a testimoniare semmai lesistenzadi aree interiori reciprocamenteinconoscibili, tanto di se stessa chedelle sue personagge. AMarcella,Zaira, divenuta adulta e madre asua volta, rivolger lunghelettere-diario, scandagliando aritroso la vastit teneramentesimbiotica del rapporto con lamadre, oltre la bolla cupa del lutto eil deprivante contesto italiano, in cuipi che lostilit apertaconosceranno lo stillicidio del

    I LIBRIdi GIANCARLO MANCINI

    capitato molte volte e ancorprima che un ex attore diventassepapa di interrogarsi sul rapporto tralarte recitativa e il sacerdote cheofficia la messa. Spesso anchelaggettivazione per alcunigrandissimi divi del passato remotofinisce per gravitare attorno alsacerdotale, per attestare lacustodia di qualcosa di sacro edinavvicinabile, un fuoco e unmistero al medesimo tempo.Sicuramente tra le sacerdotessedella recitazione Sarah Bernardtoccupa un posto eccezionale,eppure come apprendiamo daqueste memorie appena pubblicateda Castelvecchi (La mia doppiavita, pp. 465, euro 25), si tratta diuna vocazione scoperta propriodopo la rinuncia forzata ai voti. Lafamiglia infatti si opponefermamente al suo proposito,appena adolescente (era nata nel1844, a Parigi), di diventare suora, equando il suo carattereintemperante la pone in condizioniproblematiche anche dentro alcollegio ecco a qualcuno deipadrini, amici, sodali della famiglia(tra cui c anche Rossini) venire inmente qualcosa di sconosciuto allagiovane Sarah. Ovvero ilConservatorio. Prima c stataappena loccasione per salire sulpalco in occasione di una recitascolastica in Tobia che riacquista lavista, una commedia di evidenteargomento religioso scritta dallamadre Santa Teresa. Nessuno per,come rileva lei in queste memorieche arrivano fino al 1880, lannodella trionfale tourne negli StatiUniti, si peritato di dirle quantasolitudine, una solitudine maiprovata prima, lavrebbeaccompagnata sul palcoscenico sinda quei fatali istanti in cui una voceavrebbe pronunciato il suo nomeper linizio del provino. Adascoltarla ci sono dei veri e proprimarpioni della scena, tra cuiBeauvallet, il tonante attore tragicodella Comdie franaise. Qualcunosghignazza, continuano leinterruzioni che ovviamentemettono in crisi la sua acerbacapacit di concentrazione. Questoper non pregiudica la suaammissione al Conservatorio elinizio di una carrieraineguagliabile. a quel punto, dicelei stessa, che inizia un momentonuovo della sua vita in cui per laprima volta inizia ad affermarsi lasua volont. Nata da una famigliabenestante della borghesiaparigina, la Bernardt aveva iniziatocos il percorso che lavrebbeportata dopo appena qualche annoalla Comdie franaise e poi, aneanche 40 anni, nel 1880, lanno incui terminano queste memorie, aviaggiare in tutto il mondo con lasua compagnia. Capricciosa,caratteriale, tonante, irascibile,incontrollabile nelle reazionieppure cos dolce e attenta allagentilezze delle persone. Da questolibro, oltre a un interessante edintrigante ritratto inedito di tutto unmilieu sociale durante quello che stato chiamato il Secondo Impero,c proprio al termine di questo unasorpresa inaspettata. Ovvero ilvibrante, partecipe diario, verrebbeda dire giorno per giorno, delladisastrosa guerra franco-prussiana,che cost alla Francia lAlsazia e laLorena e un lungo, umilianteassedio di Parigi. La Bernardt seguequesti fatti come aiutante

    infermiera con un calore patriotticoche le sue parole fino ad allora nonhanno lasciato presagire, cosaffettate, compiaciute, viziatecomerano. Si vota anima e corpoalla patria, ad aiutare i poverifantaccini che arrivano nelle saledellOdon, improvvisato ospedale,gi dilaniati dalla polvere da sparo odalle schegge delle granate. Poiarriva la Comune, verso la qualelattrice non nasconde lantipatiaviscerale, lei cos devota di LuigiNapoleone e dellimperatriceEugenia. C comunque il tempo,finita la breve esperienzarivoluzionaria, di riprendere il suo

    posto dattrice e di decollaredefinitivamente verso il pantheongrazie anche al rapporto chestabilisce con Victor Hugo.Lincontro tra i due non semplice,lattrice gi cos attrice anche nelmodo di essere, e lo scrittoreassolutamente non propenso adammorbidire la propriaintemperanza neanche per unsecondo. I due si incontranoattraverso il testo cardine del teatroromantico: Ruy Blas. Il 26 gennaioallOdon c tutta Parigi a vedere laBernardt interpretare la Regina diSpagna ed un successoclamoroso. Quel 26 gennaio

    scrive lei stessa - strapp il veloleggero che offuscava ancora il mioavvenire, e sentii che ero destinataa diventare famosa. Fino a quelgiorno ero rimasta la piccola fatadegli studenti: divenni leletta delpubblico. Da un punto di vistatecnico poche cose la Bernardtlascia trasparire sui segreti dellarterecitativa, anche perch comescrive lei stessa dopo il Ruy Blas diventata a tutti gli effetti padronadella scena e non teme certo leintromissioni dellancor debole (laregia ancora non esiste) direttore discena. Quello che si capisce ladeterminazione con cuipraticamente sin dai primi passidella sua carriera dattrice laBernardt sia consapevole dellanecessit di mostrarsi tanto fortecome attrice quanto impenetrabileper un cronista dellepoca o per uncurioso dei giorni nostri, chevolesse capire come davvero simuove sulla scena. Da qui laridondanza della sua prosa, pienadi belletti e di piccoli moti danimo,in linea con i romanzi dappendiceo con limmaginario della societeuropea della seconda metdellOttocento. Sulla sua arte nullala Bernardt lascia trasparire, tuttodeve sembrare il pi possibilenaturale, spontaneo, e siccomestiamo parlando di una inimitabileattrice, misterioso. Lei lasacerdotessa.

    ENZA BUONO LA NOSTRA ULTIMA ESTATE

    La memoriaetiope di Zairanello stivale

    Voleva diventare suora, ma la famiglia dellaborghesia parigina si oppose e divenne cosla pi grande interprete del secolo scorso, unaavventurosa storia raccontata nelle sue memorie

    La piccolamigrante africanasbarcata in Italiapercepiscela sua presenzanel mondoattraversola scrittura. Senzarisposte n catarsi

    ITALIANI A LONDRA Chi sono gli altri oggi in Italia? si sono chiesti i curatori del programma realizzatopresso lIstituto italiano di cultura di Londra dove si tiene la rassegna I Doc Italy. Queste opere possono benrappresentare largomento: in apertura di manifestazione il 1 aprile Ossigeno il documentario di Piero Cannizzaro (definitoil regista italiano pi eco-sostenibile per le sue recenti serie legate a cibo e spiritualit) che racconta lavventurosa edrammatica storia di Agrippino Costa brigatista che ha ritrovato una dimensione di vita attraverso larte, film realizzatonel corso di alcuni anni, accompagnato da una masterclass del regista. L8 aprile La mia classe il film di Daniele Gaglianone,il film con Valerio Mastandrea maestro di italiano in una classe di autentici emigranti che spezzano il consueto andamentodel racconto con lautentico problema della mancanza del visto di soggiorno. Il 16 aprile in programma il racconto dicinquantanni di storie pi o meno celate di omosessualit nellItalia della repressione: Felice chi diverso di GiannniAmelio presentato al festival di Berlino. Il 29 si presenta 18 Jus soli, il diritto di essere italiani di Fred Kudjo Kuwornudedicato agli italiani di seconda generazione.

    In pagina un ritratto di Sarah Bernhardt,al centro unimmagine dellartista daneseOlafur Eliasson legata a un progettorelativo all'Etiopia, dal titolo Little sun

  • (7)ALIAS29 MARZO 2014

    LA DEUTSCHEVITA

    di FRANCESCO MAZZETTA

    Fernando Rotondo, gimaestro elementare, professore epreside di scuola media e docentedi letteratura per l'infanziaall'Universit di Milano-Bicoccaoltre che collaboratore di rivistecome L'indice dei libri del mese,Biblioteche oggi, Liber, ecc., harecentemente pubblicato un librosui Percorsi di lettura nella collanaConoscere la bibliotecadell'Editrice Bibliografica. Lacollana si pone come strumento diagile divulgazione sui servizibibliotecari rivolto sia a chi lavoranelle biblioteche e vuole trovare uncompendio elementare su qualcheaspetto professionale, siasoprattutto agli utenti, reali eauspicabilmente pure quellipotenziali, di un'istituzioneculturale che in Italia, seppurfunestata da tagli di fondi chepenalizzano prima di tutto gliaspetti meno appariscenti,continua ad avere ambiti dieccellenza e di servizio ben al di ldi quelli che normalmente ci si abituati ad attendere dallapubblica amministrazione (adesempio: quale altro ufficio,teoricamente anche pi vitaleper la vita del cittadino, aperto inorario serale o festivo?). Al suointerno il volume di Rotondo siinserisce per ragionare di come,anche grazie all'operademocraticamente promotricedelle biblioteche, si sia, all'incircadal secondo dopoguerra in avanti,operato un'opera disdoganamento della narrativa digenere fino alla sua considerazioneattuale, sia da parte della critica siadel mercato, alla pari di quello cheprima veniva definitomainstream, la correnteprincipale della letteraturanarrativa che non si piegava

    pregiudizialmente al ricettarionarrativo di questo o quel genere.E certo se pensiamo all'influenza

    che autori di genere come PhilipDick o Stephen King, John RonaldRuel Tolkien o Jim Thompson,Danielle Steel o John Le Carrhanno avuto sull'immaginariocontemporaneo non possiamonon concordare sul fatto che lacultura pulp e underground siaoggi quella mainstream. Pensiamoai best-seller che ci assalgono inaggressive montagne in qualsiasilibreria: da Dan Brown a JamesPatterson, da Clive Cussler aNicholas Sparks, si trattacomunque di opere cheobbediscono - in maniera pi omeno fedele - a un ben precisocanone narrativo. Merito dellebiblioteche stato indubbiamentequello di precocementecontribuire ad abbattere glisteccati tra questi vari canoni e

    permettere per le proprie sale lalibera circolazione ed interscambiotra personaggi come SherlockHolmes e Marlowe, Poirot e MissMarple, James Bond e ilcommissario Montalbano, Draculae Frankenstein, Gandalf e HarryPotter, Sandokan e il Corsaro Nero,le donne amorose e profumate diLiala e le femmine frustate esfumate di grigio, Bella e la bestiadi Twilight, il Neuromante diGibson e il replicante morente cheha visto cose che noi umani nonavremmomai potutoimmaginare..., quello diriconoscere e accogliere e proporrei nuovi generi, spesso frutto diibridazioni apparentemente fruttounicamente di calcolocommerciale ma che si sonosapute scavare un solco nel cuoredi un pubblico affezionato.Paradigmatico il non-genereyoung adult - coltivato e sostenutoprincipalmente a partire dallebiblioteche statunitensiintenzionate a creare un anello diraccordo tra le sezioni e iprogrammi per ragazzi e quelli peradulti - adatto a una generazioneche si fa adulta senza tuttaviaabbandonare le passioni infantili(da Harry Potter ai videogame).Ma, mi sembra di poter

    affermare, c' anche un rovesciodella medaglia - a ciascunogiudicare quanto piccolo o grande- che Rotondo non considera: finoa quando la narrativa di genere stata confinata in ghetti letterari,ha saputo esprimere con maggioreenergia e vitalit la propriainterpretazione del mondo.Pensiamo alla vitalit ed alla caricaeversiva di correnti come ilcyberpunk o lo splatterpunk,pensiamo alla carica sovversiva delnoir delle origini. In qualche modoqueste cariche sono anche l'effettodell'incubazione in ambientiristretti e conclusi, indubbiamentea loro modo anche soffocanti pergli autori. E infatti non troviamopi la medesima perniciosit alquieto leggere nelle superstar dellaletteratura odierna. E se lasovversione che vogliamo, siamocostretti a cercarla ancor oggi nellepieghe della letteratura, che non pi - solo - di genere ma che sinasconde nell'autopubblicazione oin progetti periferici e tangenzialialla letteratura dei festival e delleclassifiche (e non posso nonpensare, ad esempio, al fenomenocross-mediale trans-nazionaleMetro 2033, di cui c' in uscita ilnuovo episodio italiano sempre afirma di Tullio Avoledo). lanarrativa 2.0 con user generatedcontent che le biblioteche odiernefannomolto pi fatica a gestireperch non si concretizza inmateriale minore ma tangibilecome succedeva per la pulpfiction ma si muove multiformeper le autostrade digitali perpercorrere le quali, spesso ancheper la miopia del legislatore, essetroppo spesso non hannostrumenti adeguati.

    respingimento sotterraneo, la falsacoscienza di tante donne occidentalirispetto al lavoro di cura la madresi impiegher come colf - illinguaggio ancora tristementeammorbato da stereotipi sul coloredella pelle. (Nonch, tra i compagnidi scuola delle due ragazze, rigurgitidel rimosso coloniale tra i duepopoli: le donne negre e le loroterre come puttane destinate allaviolenza del conquistatoremaschiobianco). Contro tutto questo, aeccezione di Marcella e dei suoi dicui il romanzo segue il paralleloevolversi dei vissuti - saranno sole, ese sullEtiopia Zaira avr solo indizisparuti (il sapore del karkad o iracconti dal Kbra Nagast), sar suamadre, con la sua presenzadignitosa e mai vittimistica, aincarnarla per lei. per questo che isuoi interrogativi sul padre (sa soloche era un oppositore del regime),tra soggezione e labirinti di nondetto, si infrangeranno innanzi almistero inaccessibile del dolorematerno. Ed per questo che, adifferenza di altre scritture di ricercadelle identit dimatriceitalo-africana per esempio diGabriella Ghermandi - non cisaranno risposte n catarsiattraverso la ricostruzione letterariadella memoria etiope dellaprotagonista. Come un vuoto, unadimenticanza del romanzo, masoprattutto come voragine radiante.Allo stessomodo per Zaira non potresserci differenziazione dalla madre,se non a causa della laceranterepentinamalattia e della morte dilei. Allora, accolta da una comunitpugliese per giovani africani indifficolt, finir di forgiare la suasolitudine, forzatamente scoprendole sue capacit di adattarsi a unaautonomia precoce. In tutto questotravaglio Buono le sar accanto,filando per lei una scrittura vibrantee tesa, nutrita di amarezza e spietatadisillusione, nonch irrorata dellafertile reattivit dellinvettiva (allamaniera di Gayatri Spivak o di SusanSontag: contro ogni occidentaletentativo di azzerare il tracciatoindividuale in una subalterna storiacollettiva). Zaira continuer astudiare, conoscer lamore con unragazzo della borghesia barese,presso la cui famiglia lavorer comeistitutrice, e se la gravidanza lacoglier impreparata e fragile,oggetto da espungeredefinitivamente, sapr mutarequellevento in una occasione perdistanziarsi per sempre dalcontesto. Andr altrove, primaancora in Italia, poi grazie alla forzadel suo lavoro agir un futurocompletamente altro per lei e per ilfiglio. Pure non scorder mai ilcalore magnifico di quellultimaestate, in tre conMarcella, sotto ilsole consolante della Sicilia e quelmare che apriva il cuore di suamadre, come il lago Tana.

    CESARE TACCHIALLACCADEMIA

    FERNANDO ROTONDO PERCORSI DI LETTURA

    Controcultura?Esiste ancora,si trova in rete

    stato per me un grande dolore sapereche il mio amico Cesare Tacchi se nvolato via. Ho lavorato con Tacchi dal2005 al 2007 in una serie di progettispeciali con i ragazzi dellultimo anno delLiceo Artistico di via di Ripetta a Roma,ai tempi la bravissima preside era LetiziaTerrinoni aperta alla sperimentazione econtaminazione tra le discipline. Tacchime lo sono andata a scegliere io, dopoun primo anno di collaborazione colliceo un po dispersivo, ho sfidato lauradi rispetto-terrore che lo circondava,un caratteraccio bizzarro e burbero, untipo difficile, sussurravano nei corridoi,per un vero grande artista, pensavo, epoi con i burberi sono sempre andatadaccordo, ripensavo, cos mi sono fattacoraggio e un giorno prima checominciassero le lezioni lho fermatonellandrone: potrei lavorare con te?chi sei, che fai? va bene. CesareTacchi era un uomo molto bello conuna grande faccia scolpita da anticoromano e dei penetranti occhi verdiche sapevano guardare. Come avevointuito non cera bisogno di grandidiscorsi, anzi, ci fu, immediata, tra noi,una fantastica telepatia, ci siamo divertitimoltissimo. Ogni settimana quattro oredi seguito nellaula pi grande del liceoper poter fare lavorare i ragazzi in piedi,liberi di improvvisare, ogni lezioneiniziava con pezzo scritto da Cesare cheio leggevo alla classe. Mi piace quandomi leggi, scopro cosa ho scritto midiceva. Ogni anno un tema diverso, unavolta il sogno unaltra il gioco, fino a fardiventare il nostro lavoro con la classeparte dellesame di maturit. Tacchi unprotagonista tra i massimi della storiadellarte italiana, ben superiore allavalutazione riconosciutagli dairappresentanti dellimperante sistemadellarte, fondato su valori venali hascritto Maurizio Calvesi. Un grandeMaestro, un libero pensatore,aristocratico e schivo come scriveArianna Di Genova nellarticolo sulmanifesto del 18 marzo scorso in cuiracconta il suo percorso artistico.Cesare si era innamorato di sua moglieRossana quando era ragazzo abitavanel mio quartiere, lho scelta quandoaveva ancora 14 anni, ho aspettato checrescesse e poi lho sposata, 44 anni dimatrimonio, una figlia Gaia. Ad un certopunto una crisi lo aveva cos sconvoltoda spingerlo ad un volo di 15 metri daun cavalcavia, tipo tuffo a candela, eracaduto in piedi, si era rotto tutto l perl non ho sentito nulla, e poi, perfortuna, la moglie mi ha perdonato e miha ripreso diceva. Pochi giorni primache morisse lho pensato intensamentee ho ritrovato un foglietto col suonumero di telefono, la solita telepatia,come un saluto, devo chiamare Cesareho pensato, ma non lho fatto. Leggo trai suoi fogli, scritti rigorosamente amatita, che ho conservato: La pitturanon imitazione/ la pittura non interpretazione/ora/pi si allontana dallanatura pi arte/ci che vedi nellapittura/ se stessa everosimilmente/assomiglia allanatura/ora/lastrazione di naturageometrica/ e ci allontanainesorabilmente/dalla naturanaturale/ora/Arte artificio,invenzione/dominio simbolicodellessenza/ora/adesso/ apparenzadellimpensabile/sistematico,matematico,enigmatico/sentire/ora/adesso. E aglistudenti prima dellesame: I bravi sonobravi/ma sono gli altri che miinteressano/sono quelli che ancora nonhanno il coraggio/di mostrare chi sonoveramente/a cui manca il piacere diinteragire nel gruppo/nellacomunit/insomma/ qui non si tratta diessere i primi della classe/alla ricerca distrategie opportunistiche/ ma diapprofittare dellesame di maturit/efare un gesto creativo/chesorprenda/che provochi un emozione eun giudizio sulla persona/tuttaintera/Alla fine/i calcoli/dovete farli nelgioco/e se avete anche appreso/ci chela scuola/di buono/ vi hadato/mostratelo/con precisione e senzaesagerare/insomma ci che vi chiedo emi chiedo/ di andare finoinfondo/grazie.

    Il documentario La Deutsche Vita diAlessandro Cassigoli e Tania Masi inproiezione nelle sale berlinesi si muovein modo lineare e ironico su alcunevite di italiani a Berlino, vecchiagenerazione soprattutto, della nuovadegli ultimi anni si vede poco e quindisi racconta poco. Dalla voce off, unavoce in crisi del settimo anno e decisaa capire il suo rapporto oggi conquesta citt, dalle storie e situazionidescritte, trapela una certainsofferenza naturale della vitadellesule, nonostante un paesedorigine che non ha dato quantoatteso. Le memorie sono quelle di chi arrivato 40 anni fa, anche comeavventuriero, e di chi sta qui da nonmolto e si arrangia come pu perch apartire, da tempo, non sono pi solo icosiddetti cervelli, le menti illuminateda 4 master ma anche gli altri chenon compaiono in nessun articolo senon sono storie di successo. Ora cheBerlino non pu essere pi descrittacome un Eldorado, come ben sanno(ed evitano) gli autori di questodocumentario, perch its too late,come cantava Bowie che qui havissuto, non si pu evitare unosguardo sulla citt immersa in unarapida e fagocitante palingenesi. Il mitosi ridimensionato, per forza di realt,ma non ha avuto vita facile avendodovuto combattere con chi dal didentro e dal di fuori la riteneva laMecca del presente. Da uno schematrito per si salta allaltro, quello forseancora pi ovvio: cibo, tanto cibo, neiristoranti, nelle cucine private, ciboovunque gi dalla locandina. E poi tantagestualit appassionata che ci portiamoin valigia, che sia di cartone o trolley. Siracconta per clich forse anche reali,ma in nome di un presunto realismo sideve sacrificare la creativit dellanarrazione? Troppo semplice e troppofacile descriverci su toni culinari e sulleretoriche differenze tra tedeschi eitaliani. Giocando sulla scena con lostereotipo davvero si pensa diesorcizzarlo? La realt molto picomplessa e sebbene un documentarionon possa essere rappresentativo ditutto, e un autore abbia il diritto discegliere una chiave, anche leggera ecomica, egli non pu permettersi direstare in superficie. C un posto nelfilm, un negozio di vinili di un italiano aKreuzberg, che ora si sposter altrove,pur rimanendo nello stesso quartiere.La gentrificazione, si dice, questofenomeno che quasi lidentit stessaberlinese, il suo sviluppo urbano postmuro e che adesso accelera. Lalavorazione del film ha avuto unprocesso lungo per questioniproduttive, ma la citt tedesca velocee se si vuole raccontarla non si puprescindere da questo, altrimenti lestorie diventano gi vecchie. Nelnegozio, inoltre, si discute su chi vienea Berlino e perch e i clichcontinuano ad alimentarsi tra loro. Leesistenze sono tante e diverse, canche chi torna a casa per motivialtrettanto diversi. Ci sono ancheartisti, etichetta sempredisgraziatamente onnivora, che vivonodel loro lavoro, modestamente,perch la capitale tedesca una voltascarnificata dalle sue illusioni di tutto sempre possibile qui resta in piedi eincassa un vantaggio almeno per ciche resta della sua economicit, inrelazione ad altre citt europee,chiaramente. Le storie si possonorappresentare anche scavalcando il sisa che siamo cos anche se ci che si sanon una ricostruzionetecnicamente falsa. C moltamalinconia e solitudine nei personaggie un rapporto non sempre risolto conBerlino. Sarebbe stato bello dare unrespiro maturo a questo. Perch nonpossiamo noi stessi raccontarci ancheai tedeschi al di l degli [email protected]

    WARS DI GIANCARLO BOCCHI Rai Storia presenta oggi alle ore 22.15 inversione originale Wars film documentario di Giancarlo Bocchi che racconta le vicende, intrecciate da uncomune destino, di tre persone in tre paesi in guerra da decenni, Afghanistan, Palestina e Somalia. I 5conflitti che hanno devastato ininterrottamente dal 1979 ad oggi l'Afganistan hanno provocato la morte dipi di un milione di persone. Gli 11 conflitti in Palestina, dal 1916 ad oggi, hanno provocato pi di 200 milavittime. Nei 10 conflitti che hanno dilaniato la Somalia dal 1963 ad oggi sono morte pi di 600 mila persone.Tre vite, tre paesi, i tre conflitti pi lunghi della storia contemporanea. Il film incentrato incentrato sullavita di tre uomini che vivono la guerra quotidiana: un postino afgano mutilato da una mina quando erabambino che fa il postino per permettere ai fratelli di studiare, un soldato di ventura somalo che vive aBaidoa, la citt dei morti viventi, un pensionato ottantenne ex agente dei servizi segreti israeliani,considerato una leggenda. Premio Libero Bizzari come miglior produzione del 2010.

    A destra linterno della biblioteca dellaColumbus University (Ohio)

  • (8) ALIAS29 MARZO 2014

    Dalle tenebreuna veralezione di vita

    ESCE LATTESO DARK SOULS II PER PLAYSTATION 3 E XBOX 360

    di FEDERICO ERCOLE

    Sono trascorsi pochi secondidallinizio di Dark Souls II, checomincia con un breve edeprimente filmato alla fine delquale ci troveremo in una buiaradura, vestiti di stracci e vittime diuna maledizione che ci ha toltovita, famiglia e umanittrasformandoci in dannati comequelli della poesia di T.S. Eliot,uomini vuoti con la testa piena dipaglia invece che di pensieri e

    emozioni. Solo pochi secondi e ladama con la falce che alberga nelgioco gi pronta a colpire.Muovo i primi passi tra lerba

    alta mentre in lontananza si scorgeuna casetta tetra. C un rumoreanimale tra gli steli. Sono alcunescimmiette deformi che saltellanoe banchettano tra le ossa bianchedi rari scheletri. Sembranoincuranti del mio passaggio einoffensive. Potrei lasciarle in pacementre percorro il sentiero verso ilsinistro edificio. Ma la tentazione

    forte e cos, a mani nude, leattacco. Basta sfiorarle con unfloscio pugno che queste, tutteinsieme, mi balzano addosso. Inuna frazione di secondo loschermo diventa nero e comparevermiglia la scritta Sei Morto.C qualcosa di speciale nella

    prima morte in un gioco dellaserie Souls, saremo destinati asoccombere centinaia di volte, mail primo Game Over una lezionedi vita nellinferno virtualeinventato da From Software: maitentare qualcosa a sproposito, maipensare che non ci siano pericoli,mai giocare. Perch questivideogame sono trappole mortaliconcepite al solo fine di annientareil giocatore sprovveduto, distratto epigro cos come quello pismaliziato e presuntuoso. Bisognaaffrontarli con umilt e gravit,solo cos, alla fine, dopo ore e oredi sacrifici, terrore e fatiche sarpossibile vincere.Dark Souls II, appena uscito per

    Playstation 3 e XBox 360, uno diquei pochi videogiochicontemporanei in grado di astrarredalla realt con la potenza diunallucinazione. Unopera darteche nelle decine di ore utili percompletarla condizioner sogni epensieri dando lillusione che ilmondo di gioco sia una realt pivicina alla nostra di quella di tantealtre meravigliosi e riusciti

    videogiochi. Per fortuna sonopochi i videogame che costringonoa unimmersione cos totale, maquando lo terminerete, se ciriuscite, vi lascer, insieme allanostalgia, qualcosa di unico: ilricordo di unavventura grandiosae oscura che ha richiesto dolore esolitudine ma ha concessoemozioni di trionfo che raroprovare in un videogame, perquanto possa essereappassionante.Chi ha temuto che per ragioni

    commerciali questo sequel potesseessere meno impegnativo del suopredecessore e di Demons Soulspu stare tranquillo, poich ladifficolt rimane leggendaria eimpietosa sebbene non siafrustrante. La complessit putalvolta sembrare insormontabilema con la logica, la pazienza e ilcoraggio nessun ostacolo pufermare il progresso di ungiocatore motivato, inebriandolodopo ogni vittoria con un senso ditripudio che ripaga linizialesconforto. Un sentimento diesaltazione che ricorda quello chesi pu provare dopo unimpresaagonistica o per lascesa di unavetta. Chi ritiene che siaunesagerazione allora non ha maivissuto le gioie e i dolori dinessuno dei Souls. Si vaga in unmondo decaduto e sfiorito, abitatoda pochi esseri inquieti e dolenti eda creature micidiali.Lintreccio vago e la trama

    appena suggerita, poich la storiala racconta il giocatore ed sempre soggettiva e unica. Ci sonotracce di un passato, o di moltipassati, ma un misteroimpenetrabile ammanta questomondo di una nebbia ermetica einsondabile.Ci armiamo di spade, lance,

    archi e scudi o di diverse magie(meglio se impariamo acombattere in maniera elastica) eproseguiamo attraverso boschi sucui pende un cielo perennementenuvoloso elettrificato dai tuoni,manieri di ferro affogati nella lava,cave marce drappeggiate daappiccicose ragnatele, golesotterranee dove statue minimalisputano veleno, fogne supreme incui cola ogni sporcizia, castelliimmensi battuti dalla pioggia,foreste sepolte dalla bruma,

    catacombe dove un peccato capitaleosare accendere unaluce, nidi di draghisu picchi impervi epaludi tossichenelle cuiacquesguazzanocolossiabominevoli.Le ambientazioni sono

    monumentali e decadenti,spesso oscene e magnifichenella loro sadica e insidiosabellezza macilenta.Esplorazione e combattimentosono gli elementi ludici cheregolano lo svolgimento diquesta cupa e esaltante epopeain cui sbagliando si imparadavvero. Le punizioni sonoovunque, soprattutto quando sicomincia a pensare di starediventando forti. I nemici comunici possono annientare in pochicolpi, se li sottovalutiamo, o unaporta che potrebbe nascondere untesoro cela invece un baratro.Bisogna essere sempreconcentrati e mai osare troppo,soprattutto se non si voglionoperdere per sempre le animelasciate dai nemici sconfitti,elemento preziosissimoche serve per salire di

    Unopera darteelettronicain grado diastrarre dallarealt con lapotenza diunallucinazione.D la sensazioneche il mondodel gioco non siasolo fruttodella pipotente fantasia

  • (9)ALIAS29 MARZO 2014

    DOWNLOAD

    Game over?Impossibilegraziealle nuoveapptecnologiche

    IL REBOOT DI THIEF SVILUPPATO DA EIDOS MONTREAL

    Lirredimibile redei ladri, imperfettoma sempre seducente

    livello. Se state per aprire unforziere state sempre attenti chenei pressi non ci sia del sangue,perch in questo caso sono unatrappola.Dark Souls II ci insegna a essere

    prudenti. La differenzafondamentale con il precedentecapitolo consiste nel fatto che, unavolta eliminati per una decina divolte consecutive i mostri chepopolano le diverse aree, questinon compariranno pi. Se da unlato lestinzione definitiva deimostri rende lesplorazione pisemplice e gratifica il giocatore conun senso di dominio sullorrore,dallaltra rende il gioco ancora picomplesso sotto laspetto dellastrategia perch impedisce di saliredi livello, negando una fonteillimitata di anime.Le regioni del gioco si possono

    ripopolare di nemici usando unraro oggetto, ma questi sarannoancora pi cattivi. Ma il gioconasconde molti segreti e se siprova a suonare la campana nelsottoscala della Cripta del NonMorto, poco prima dellantro incui si trova il cavaliere Velsdatd,alcuni bianchi fantasmiincappucciati torneranno sempre,garantendo uninfinita fonte dianime. Per bisogna primaarrivarci e saperli affrontare...Lapice della difficolt di Dark

    Souls II sta negli scontri con iboss, alcuni dei qualirichiederanno ore e ore di prove:laracniforme Freja, lorrendaPeccatrice Perduta, il putrescentePutrido, il malefico trio deiGuardiani della Bastiglia. Perbattere alcuni di questi nemicibastano solo impegno e abilit,altri possibile sconfiggerli conlastuzia, come il titanico eapparentemente indistruttibile Redei Giganti o il Carro del Boia.Talvolta, se si sa dove trovarla,Dark Souls II pu rivelare algiocatore una preziosissimagentilezza tra tanta crudelt.Non risuona quasi mai la

    musica e luniverso sonoro composto da suoni sconsolanti,inquietanti e terrificanti. Maquando interviene la colonnasonora, scritta da Motoi Sakurabadi Star Ocean eWalkyrie Profile,essa diviene una preziosa alleataemotiva durante una battagliasfiancante.Non bisogna cadere nel tranello

    di immaginare Dark Souls II comeun gioco riservato a pochiappassionati, in realt questocupo scrigno di prodigi unvideogame puro, che ripristina ladifficolt primeva di questartenovella e rappresenta una sfida ilcui superamento un obiettivosublime e categorico.Bisogna temere Dark Souls II

    senza esagerare, perch la pauraoffusca la ragione, anche se, comeil giovane Skywalker secondo il suomentore Yoda, il giocatore che siavventurer nelle sue terre malatee inospitali la avr, la avr. Mascrisse il filosofo: ci che non ciuccide ci rende pi forti.

    di F.M.

    DLC sta perdownloadable content ovverocontenuto aggiuntivo scaricabileper ampliare/prolungarel'esperienza di un videogioco.Un tempo cerano i mod, lemodificazioni, effettuateprevalentemente da giocatori efan che aggiungevano ai giochipreferiti livelli, personaggi, armi,ecc. Progressivamente da attivitad appannaggio dei fan ilmodding diventato parte dellosfruttamento commerciale deivideogiochi: livelli aggiuntivi,magari esclusi dal giocooriginale perch poco pertinenti,nuove auto o circuiti perampliare il proprio garage, fino avere e proprie total conversion(come ad esempio BloodDragon, una conversione di FarCry 3 che ci fa passare dall'isolatropicale del gioco originale adun futuro come poteva essereimmaginato negli anni '80), ecc.,a volte gratuite, ma spesso apagamento. il caso di Left Behind, DLC di

    The Last Of Us, sviluppato, comeil gioco originale, da NaughtyDog. The Last Of Us, giococelebrato in molti best of difine anno s un gioco con glizombie, ma di una profondit,sia tecnica sia emotiva (e,diciamolo, artistica) ben oltreanaloghi concorrenti. In LeftBehind gli sviluppatori hannoscelto di approfondire ilcarattere di Ellie, laco-protagonista, mostrandonecontemporaneamente il lato piconsono all'ambiente - lacapacit di affrontare nemici edinsidie - ma anche l'aspetto pifrivolo e scanzonato, daragazzina che come la maggiorparte delle sue coetanee interessata ai ragazzi esoprattutto alle amiche,desiderosa di aprirsi e confidarsima contemporaneamentepaurosa che ci possa significarerendersi vulnerabile ed indifesa.Pi che la prima parte che si

    innesta naturalmenteall'interno del gameplay e dellostoryline originale, decisamente interessante laseconda che mette Ellie di fronteall'amica Riley, in unascorribanda notturna all'internodi un grande magazzinoapparentemente vuoto. Ellie eRiley che scherzano, ballano, sifanno le foto assieme, si fannoregali, si confidano le rispettivepaure. E la domanda : a chi destinato un gioco del genere?Non ai maschi, interessati pi alcomparto tattico/bellico (in cuiper altro eccelle l'originale TheLast Of Us e che qui e l haqualcosa da dire pure LeftBehind), ma neppure allefemmine che normalmente nongradiscono particolarmente igiochi dove l'attivit bellica lafaccia da padrone.Ma paradossalmente questo

    non un difetto, almeno da unpunto di vista estetico: quasiimbarazzante, da maschio unpo' ag, assistere ai battibecchidelle due ragazzine, tanto sonoveri. E se la qualit del DLC indiscutibile e paragonabileall'opera originale, fatta salva laben diversa durata, la domanda: perch proporla come DLC enon come parte sostanziale diThe Last Of Us dato che - adifferenza ad esempio di BloodDragon con Far Cry 3 - nonstravolge l'opera originaria maanzi la approfondisce e lamigliora?

    di FRANCESCO MAZZETTA

    Thief il rebootsviluppato da Eidos Montreal (glistessi diDeus Ex: HumanRevolution) e pubblicato daSquare Enix (per PC, PS3 e 4,Xbox360 e One). Nonostante iltitolo in s possa dir poco ai pigiovani, i tre titoli della saga sonostati un vero cult per gliappassionati di giochi stelth:Thief: The Dark Project, Thief II:The Metal Age e Thief: DeadlyShadows (i primi due sviluppatida Looking Glass rispettivamentenel 1998 e 2000 e il terzo da IonStorm nel 2004). Nella lungaattesa il mondo immaginariodella Citt, un mix tra steampunke dark fantasy, stato oggetto di

    un gran numero di mod e di fanart (romanzi e racconti, musica,video, ecc.) di cui si possonotrovare esempi nel sito di fan artcompletamente dedicato allasaga:http://www.thief-thecircle.com/.Il nuovo Thief cerca

    contemporaneamente digratificare i vecchi fan e di piacerea quelli nuovi. Probabilmentequesto il principale motivo delleimperfezioni presenti nel titolo,imperfezioni tuttavia che, a loromodo, lo rendono per certi versiancor pi interessante. Partiamodalla eccessiva linearit. Ilcomodo puntatore fa venire allamente la spassosa serie dimachinima If Doom was donetoday di Chubzdoomer (presenti

    su YouTube), dove l'autore mettein scena un Doom in cui non possibile esplorare liberamente,con l'obiettivo sempre segnalato econ continui consigli di statocome in uno degli ultimi Call ofDuty.La Citt in cui ambientato

    Thief non particolarmentegrande e la scelta dei percorsi daseguire non poi cos vasta anchese le missioni aggiuntiveampliano significativamente lostoryline anche perch ci sonotantissimi oggetti da rubare ecollezionare. Il protagonista cheimpersoniamo, il re dei ladriGarrett, abile a scassinareserrature ed a muoversi inmaniera furtiva, ma non eccellenei combattimenti e pertanto

    dovremo preferire l'evitare leguardie o il metterle fuoricombattimento da lontano o disorpresa, tenendo anche contodella scarsit di armi presenti cheraramente si trovano in giro mache vanno acquistate dagliappositi rivenditori (anchequando sarebbe logico trovarequalche freccia addosso ad unarciere abbattuto). Assolutamenteimpari il confronto diretto ancheperch l'unica arma bianca adisposizione una sorta dibastone con artigli che serveprincipalmente per arrampicarsisulle pareti. In compenso i soldatiche ci troveremo di fronteseguono pattern di pattugliamolto limitati e non unesagerazione dire che amalapena vedono ad un palmodel loro naso.La Citt poi ha un'estetica che

    rimanda alle architetture del nordEuropa del '600, con una doppiailluminazione, una normale atorce e lampade, ed un'altrasimile a quella elettrica che siaccende e spegne con appositiinterruttori, ottenuta mediante laprimeva, una sorta dipietra/sostanza magica che ilBarone che governa sulla cittimmagina utilizzare per unarivoluzione industriale. Ma c'anche un livello - forse il pi bellodi tutto il gioco - in cui Thief sitrasforma in una sorta di SilentHill in prima persona quandoGarrett deve esplorare unmanicomio criminale sull'Isola diMoira con gli esterni e gli interniche rimandano piuttosto al cupoOttocento/inizio Novecento cheha generato anche l'ArkhamAsylum. Le armi a disposizionesono quelle gi presenti neiprecedenti episodi: freccenormali, incendiarie, ad acquaper spegnere le torce, ecc. Garrett,eroe suo malgrado, ma sempreben contento ogni volta che puintascarsi il bottino, a fiancodell'amico Basso, dovrsconfiggere sia il Barone ed il suopericoloso sgherro il Generale, siaOrion, il capo dei rivoltosi. Edebellare la minaccia del morboche, a partire dagli internati nellaprigione di Moira oggetto degliesperimenti con la primeva, si sparso per la Citt.Garrett ora, come in Batman ed

    altri titoli, pu focalizzare lapropria attenzione sugli oggettirilevanti dell'ambiente che locirconda (oggetti, porte,sporgenze a cui aggrapparsi, maanche pericoli e trappole) edispone di un sistema ruolisticodi accrescimento del personaggio.Come in Splinter Cell, alla fine diogni episodio otteniamo unavalutazione sulle nostreperformance anche in base al tipodi profilo - pi aggressivo odefilato - che abbiamo tenuto.

    La saga diventata un cult per gli appassionati,si arricchisce di un altro capitolo dove leroedeve questa volta esplorare un manicomiocriminale e i suoi poco socievoli inquilini

    A DESTRA ALCUNI FRAME DA DARKSOULS II, SOTTO IL REBOOTDELLA SAGA DI THIEFSVILUPPATO DA EIDOS MONTREAL

  • (10) ALIAS29 MARZO 2014

    ESPERIMENTI LA RISPOSTA ITALIANA (MANCATA) AL FRANCESE EPIQUE

    Piazza delle tre culturela rivista sportivadi sinistra mai uscita

    di PASQUALE COCCIA

    Un settimanale sportivo dadiffondere attraverso i trequotidiani della sinistra radicale,il manifesto, Lotta Continua e ilQuotidiano dei Lavoratori. Ilnome era gi pronto, Piazzadelle Tre Culture, a ricordo delmassacro perpetrato sulla pelledegli studenti messicani unasettimana prima delle olimpiadidi Citt del Messico del 1968.L'idea del settimanale maturdopo i risultati di alcunemobilitazioni politiche a seguitodi avvenimenti sportivi di rilievointernazionale, avvenuti tra il1972 e il 1978, a testimonianzadel fatto che gli eventi sportivisono parte integrante deiprocessi economici, politici esociali. Tre avvenimenti inparticolare avevano segnatoquegli anni sul frontepolitico-sportivo: l'assalto delgruppo palestinese SettembreNero effettuato il 5 settembre alvillaggio olimpico di Monaco diBaviera, in occasione delleOlimpiadi del 1972, che siconcluse con il sequestro e lamorte degli ostaggi, undici atletiisraeliani. L'irruzione venneeffettuata per ricordare ildramma del conflittoisraelo-palestinese e la questionedei campi profughi. Siaggiungono la vastamobilitazione che precedette lafinale di Coppa Davis Italia-Cilenel 1976, la denuncia sulla finedei desaparesidos e lemobilitazioni contro la giuntamilitare capeggiata dal generaleVidela, in occasione dei mondialidisputatisi in Argentina nel 1978.L'idea di dar vita a unsettimanale sportivo all'internodella sinistra radicale eramaturata nel bel mezzo di queglieventi, che caratterizzarono ilfronte politico-sportivo deglianni Settanta del secolo scorso.La galassia italiana dei partiti,gruppuscoli, quotidiani, riviste,radio della sinistraextraparlamentare, raccolti sottola siglaNuova Sinistra, eranotevole, ma lo sport ebbesempre un ruolo di minoranzase non di totale trascuratezza. InFrancia erano stati pi bravi, ilquotidiano Rouge e ben seiriviste della sinistra radicalediffondevanocontemporaneamente un insertorealizzato anche grazie allacollaborazione volontaria deigiornalisti sportivi di Libration,e qualche copia di quel tentativodi dare voce politica allo sport,era arrivata anche in Italia. Iltitolo ironico L'pique, beffavacon un sottile gioco di parole ilpi diffuso e popolarequotidiano sportivo d'OltralpeL'quipe, rispondente alla nostraGazzetta dello Sport. In Italia,sull'intreccio sport e politica laNuova Sinistra non si era spesamolto, vittima di un retaggioculturale che vedeva lemanifestazioni sportive solocome oppio dei popoli, e dal

    quale politicamente stare lontaniil pi possibile, lasciando manolibera ai fascisti e aidemocristiani, che occuparonotutto lo sport, dagli apparatiorganizzativi come il Coni allaradio e alla televisione di Stato,

    senza trascurare le paginesportive dei quotidiani, cui siaggiungevano nel panorama deimedia ben quattro quotidianisportivi.Seppur a fatica, il tentativo di

    dare vita a un settimanale

    sportivo si fece strada: L'pique uscito come supplemento a seiriviste della Nuova Sinistra e alquotidiano Rouge... senzaentrare nel merito o nella criticadi questo esperimento deicompagni francesi, ci sembragiusto sottolineare che L'pique uscito unitario. La nostraproposta di vedere se ci sono lepossibilit (noi pensiamo di s) difare la stessa cosa in Italiascrivevano Daniele Barbieri dellapolisportiva Giovanni Castello edEly Peirot di Radio Citt Futura,sul quotidiano Lotta Continuanel settembre 1976, in unarticolo intitolato Proposta diuna rivista sullo sport. La buonavolont dei propositori, animatidall'aiuto di altri compagniimpegnati nel mondo dellosport, port all'uscita delnumero zero di Piazza delle TreCulture. Prendiamo coscienzadi cosa significa lo sport, comeinserire la pratica sportiva nellaricerca che la nuova sinistra

    faticosamente porta avanti perun mondo nuovo mettendo inevidenza i legami tra politicadello sport e tutti gli altri piani sucui marcia il nostro nemico diclasse. Gli effetti psicologici dimassa dello spettacolo sportivosono gli effetti di uno scopoculturale che non mira soltantoal rintontolimento delle teste deilavoratori ma tende allaformazione di valori culturali dicui non conosciamo gli esitireali scrivevano i promotoridell'iniziativa editoriale.Ad animare il progetto una

    riunione nazionale che si svolsea Roma a fine ottobre del 1976,presso l'associazione sportivapopolare Alessandrino, cuiparteciparono alcuni lavoratoridel Coni, i rappresentanti divarie radio democratiche, chetrattavano lo sport nei loroprogrammi e i delegati diassociazioni sportive provenientida Milano, Portici, Brindisi,Genova, Napoli, Chieti, Lucca,Assisi, Prato e Firenze, nel corsodella quale si discusse delprogetto e della necessit dicostituire un coordinamentonazionale di tutte le realtsportive di base e dellanecessit di creare una strutturadi controinformazione e di uncomitato permanente controogni rapporto sportivo con ipaesi fascisti e razzisti.Nonostante la buone volont,una serie di fattori impedironoche l'idea di un settimanalepolitico-sportivo potesse vederela luce. La crisi della sinistraextraparlamentare, compresi irispettivi organi di stampa,fecero arenare il progetto. Oggi,per, i tempi per lapubblicazione di un settimanaleportavoce della galassia sportivadi sinistra sono maturi, si trattadi unire le forze.

    Mudar de Vida. Visto al Fantasporto2014 (Porto, 28 febbraio - 9 marzo), ilcurioso diario schizofrenico Viral diLucas Figueroa (Spagna, 2013): El Frikide la Fnac la pi avanzata nonchterminale trovata pubblicitaria partoritadal megastore multimediale (in questacircostanza l'enorme centro madrilenodi Callao), consistente nell'impresaaffidata a un volontario (il frikiappunto, una cavia nerd) che transiterper una settimana nel grande magazzinosenza mai uscirne e comunicando conl'esterno esclusivamente via web,affinch la connessione virale con iclienti moltiplichi contatti e conseguentinumeri di profitto. 15.000 euro laricompensa prevista, una cifra di cuisenz'altro necessita il giovane Ral,prescelto per il concorso, con padreinfermo a carico da mantenere in unastruttura sanitaria. Oscillazione a trattipedante tra humour e spavento, Viralnasce dalle dichiarazioni di Figueroarelative al suo interesse per i tunnelsotterranei che collegano tra lorodiversi edifici di Madrid: teso a questesuggestioni il filo narrativo regge condifficolt l'evocazione di leggendemetropolitane gi esauste, quanto imodelli di riferimento percepiti, classicicontemporanei del terroremoderatamente resistenti alla prova deltempo, siano essi The Ring, ParanormalActivity o REC.

    Se Eu Fosse Ladrao, Roubava.California oggi. Un pugno di poliziottidal comportamento assai pocoortodosso controlla l'ordine pubblicoribaltando morale e codici deontologici:c' chi organizza un traffico distupefacenti, chi si dedica alla musicaelettronica, chi ancora non esita apredisporre un feroce ricatto pur direcuperare una grossa somma didenaro. Reduce da Locarno e Torino,Wrong Cops la nuova anomaliaaudiovisiva di Quentin Dupieux(Rubber), meglio noto comeMr Oizo, dje produttore musicale artefice della hitFlat Beat, studioso del nonsense e ormaipienamente riconoscibile nella suasingolare declinazione dei timbres depop. Il film in realt nasce come episodiodi 30 minuti incentrato su unpersonaggio interpretato da MarilynManson, ma il risultato ottenutoconvince talmente Dupieux da girarnealtri 7, una sostanziosa antologia disketches malsani che richiama a sanche un paio di vecchie glorie TwinPeaks-lynchiane, RayWise e GraceZabriskie. Appena uscito in sala, inFrancia per.

    A Ilha dos Amores.Nel labirinticocaff Eden un gruppo di studentifrancesi trascorre il (troppo) tempolibero dedicandosi alla pantomima diazzardate esperienze, tra roulette russa,avvelenamenti e violenza carnale, finchun misterioso personaggio (PierreZimmer), a suo modo wizard of gore,non coinvolger la giovent in un tripamoroso/sadomasochistico in cuisfiorare una nuova e doppia condizionedi (ir)realt, quella della morte fisica deiprotagonisti oltre alla parallela di unaimpossibile narrazione lineare dei fatti.Elogio multiplo dell'applicazione randomal senso ultimo delle cose, Oltre l'Eden diAlain Robbe-Grillet (1970) apparecome blu-ray Redemption dal titoloEden and After (disponibile da maggio suwww.diabolikdvd.com), impreziositodall'aggiunta della seconda versioneancora pi casuale del film,l'anagrammaticaN. throws the dice (N. apris les ds).

    FRIKI, LADRONIE AMORI

    IDENTIT IN GIOCO

    SPORTDallaalto verso il basso, le atrocit contro gli studenti messicani in Piazza delle Treculture (Citt del Messico, 1968), il generale Videla che premia la nazionale di casaal termine del Mundial argentino (Buenos Aires, 1978) e la mobilitazione in occasionedellincontro di Coppa Davis di tennis Italia Cile (Roma, 1976)

    Quandoil manifesto,Lotta Continuae Il Quotidianodei lavoratorivolevano unirsiper raccontaregli intreccitra sport e politica

    LANCILLOTTOE NAUSICAA

    Lo sport nel suo discorrere delcorpo, dell'etica, della politica,dell'economia e dell'estetica in cherapporto si pone con la costruzionedell'identit? All'interrogativorisponde Lancillotto e Nausica, rivistadi critica e storia dello sport , con unnumero monografico: Sergio Giuntinianalizza gli esempi diautodeterminazione attraverso losport della Catalogna, i Paesi Baschi el'Irlanda, mentre Felice Fabrizioindaga sull'identit e l'appartenenzanello sport lombardo di inizioNovecento. Le diverse concezionidello sport tra occidente e orientesono oggetto del saggio di GiuseppeSorgi, mentre Teresa Gonzalesanalizza il rapporto tra tifo e politicanella Spagna franchista. Eva Ogliottiparla del fenomeno Kansas City, unmodo per ironizzare sulla propriafede calcistica, che ha avuto ungrande successo tra i tifosi dellaRoma, mentre Marco Pasini raccontacome un quartiere romanocostruisce la sua identit attraverso lalotta per lo sport.(www.lancillottoenausica.it) (p.c.)

  • (11)ALIAS29 MARZO 2014

    IL FESTIVAL

    LA RASSEGNA

    IL LIBRO

    LO STATO DELLA FOLLIADI FRANCESCO CORDIO. CON LUIGIRIGONI. ITALIA 2013

    0Il racconto in prima personadi un attore ex internato inun manicomio criminale. InItalia ne esistono sei, vi sonorinchiuse 1500 persone, istituzionidimenticate dalla legge DEL 1978che prevedeva la chiusura deimanicomi. Una commissioneparlamentare dinchiesta ha fattoluce sullo stato di abbandono,degrado e non cura degli internati eha fatto approvare una legge che neprevede la chiusura.

    GHOST IN THE SHELL ARISE- BORDER 1: GHOST PAINDI KAZUCHIKA KISE, MASAHIKO MURATA.ANIMAZIONE. GIAPPONE 2013

    0Prequel del popolare animedi Masamune Shirow direttoda Mamoru Oshii, Ghost in theshell. Nel futuro la straordinaria cyborgMotoko Kusanagi, ufficiale dell'unit militaresegreta 501, finisce vittima di un micidialeattacco hacker in seguito ad un attentatodinamitardo. Inizia la caccia ai responsabili.

    GHOST IN THE SHELLARISE: BORDER 2 - GHOSTWHISPERDI KAZUCHIKA KISE. ANIMAZIONE.GIAPPONE 2013

    0Dopo essere passata allaSezione Investigativa MotokoKusanagi, cyborg potenziatoe abilissima hacker, inizia a reclutarei nuovi componenti della suasquadra, ad iniziare dallo specialistaBatou.

    THE SPECIAL NEEDDI CARLO ZORATTI, CON ENEA GABINO,ALEX NAZZI. ITALIA 2014

    0Enea ha trentanni, un lavoroe anche due amici, Carlo eAlex, decisi ad aiutarlo a farelamore, imprigionato nellautismo.Documentario on the road, maprima ancora potente indaginesentimentale, racconta la normalitdella diversit.

    AMICI COME NOIDI ENRICO LANDO, CON PIO DANTINI,AMEDEO GRIECO. ITALIA 2014

    1Forti di un paio di stagionialle Jene arrivano con il lorosgangherato ma divertentefilm desordio i due foggiani Pio eAmedeo, con il regista dei Due solitiidioti. Cercano di fuggire da Foggia edai foggiani, dalla fidanzata e daglistrozzini, avventure cheproseguiranno a Milano e adAmsterdam. Come film certo zoppo, la sceneggiatura va da tuttele parti, ma linsieme gradevole, isoldi della produzione si vedono. Ilfilm molto cafone, ma lacommedia elegante girata a Lecce oa Roma molto meno in sintoniacon il pubblico. (m.gi.)

    CHOCDI JHONNY HENDRIX HINESTROZA, CONKARENT HINESTROZA, ESTEBAN COPETE.COLOMBIA 2011

    7Poggia lintera strutturanarrativa sulla protagonista,Choc, una guerriera cheinventa ogni giorno la sua rivolta,che attraversa ogni giorno unmondo di miseria e di violenza(Karent Hinestroza, classe 1985).Ha due figli e un marito ubriaconeche la picchia e le ruba i soldi perbere e giocare. Il suo nome derivadalla regione in cui vive insieme aglialtri afrocolombiani maltrattati,emarginati dal razzismo. Il registache da l proviene, li racconta nelsuo film desordio presentato allaBerlinale, persone che sembranonon avere accesso allimmaginario elo fa con una storia che dichiara una

    ricerca controllata tra documentarioe finzione, cogliendone la tragicitma anche i momenti di allegria.(c.pi.)

    CAPTAIN AMERICA ILSOLDATO DINVERNODI ANTHONY E JOE RUSSO,CON CHRISEVANS, SEBASTIAN STAN. USA 2014

    1Il corpo del Capitano finito inibernazione tra i ghiacci siritrova a vivere in un mondoche non il suo iniettandovi per lasua instancabile carica di idealismoroosveltiano. Da sempre croceviadelle tensioni politiche intercettatedalla Marvel, Capitan Americarappresenta il personaggio chemeglio ha incarnato e vissuto lecontraddizioni degli anni Sessanta(assieme allUomo ragno), uomofuori dal tempo, condannato auneterna giovinezza, legato al suopaese da un amore sovente traditoe per questo trattato daantiamericano. La sua complessit pari solo a quella di Superman. Quisi ritrovano non solo le teoriecospirazioniste del 9/11 ma anche lapreoccupazione fortissima per lostato di salute della democraziastatunitense. (g.a.n.)

    12 ANNI SCHIAVODI STEVE MCQUEEN, CON CHIWETELEJIOFOR, MICHAEL FASSBENDER, BRAD PITT.USA 2013

    7Solomon Northup, magnificoviolinista african americannato libero nello stato diNew York, amato e rispettato datutti, rapito da due mercanti diuomini senza scrupoli, spogliato deisuoi documenti e venduto comeschiavo. Siamo nel 1841, la sconfittadel sud schiavista ancora lontana.Solomon rimarr dodici anni nellepiantagioni di cotone tornandolibero con l'aiuto di un bianco (BradPitt). Lidentit postcoloniale elemento centrale nell'opera diSteve McQueen. (c.pi.)

    IDADI PAWEL PAWLIKOWSKI, CON AGATAKULESZA, AGATA TRZEBUCHOWSKA.POLONIA DANIMARCA 2013

    6Siamo nel 1962, il regimestalinista si intreccia a uncattolicesimo assoluto, alsilenzio del rimosso, ai processipolitici. Ida, una novizia, scopre diessere ebrea e di avere una ziamagistrato del socialismo reale (lachiamavano Wanda lasanguinaria). Nello specchio di duefemminilit agli antipodi, unareligiosa, laltra atea, una arroccataalla fede laltra laltra al cinismosembra di ripercorrere piuttosto ilcinema polacco degli anni Sessantariportandone nelle sue inquadratureatmosfere, volti, tempi interiori. un film postmoderno ma senzanostalgia che dellirriverenza e dellascabrosit dei suoi riferimenti nonprende nulla se non la forma. (c.pi.)

    IN GRAZIA DI DIODI EDOARDO WINSPEARE, CON CELESTECASCIARO, BARBARA DE MATTEIS. ITALIA2014

    7la crisi ha colpito anche ilSalento, centinaia di piccoleimprese hanno cessato laloro attivit: il regista racconta lastoria di una di queste, una piccolaazienda tessile chiude, il fratello sene va a lavorare in Svizzera, lasorella Adele tenta di resistere, poivende la casa e se ne va a viverenella casa di campagna della madrecon figlia e sorella minore, una sceltadifficile, una dimensione di vita quasidimenticata. Storia complessa, dairisvolti che vanno ben pi inprofondit di quanto possa apparire,racconto della struttura so