Alias supplemento del Manifesto 29.09.2012

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MUSICA » ARTI » OZIO SUPPLEMENTO SETTIMANALE DE «IL MANIFESTO» SABATO 29 SETTEMBRE 2012 ANNO 15 N. 38 IL RITMO TRANSCULTURALE BIENNALE MUSICA LABESS, TUNISI IN POP REPORTAGE DA MYANMAR CLAUDIO TOLCACHIR L’AUTUNNO DELL’ARTE NECROREALISMO INDIPENDENT FEATURE PROJECT

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Transcript of Alias supplemento del Manifesto 29.09.2012

REPORTAGE DA MYANMAR CLAUDIO TOLCACHIR LAUTUNNO DELLARTE NECROREALISMO INDIPENDENT FEATURE PROJECT

BIENNALE MUSICA LABESS, TUNISI IN POPMUSICA ARTI OZIOSUPPLEMENTO SETTIMANALE DE IL MANIFESTO SABATO 29 SETTEMBRE 2012 ANNO 15 N. 38

IL RITMO TRANSCULTURALE

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ALIAS 29 SETTEMBRE 2012

NELLA TERRA DEI RESPINGIMENTI, DELLA LEGGE BOSSI-FINI, DEI LAGER CHIAMATI CIE, LINTEGRAZIONE DEI MIGRANTI, DELLE COMUN

LA PENISOLA METICCIA

TACABANDAdi FLAVIANO DE LUCA

Il tunisino Abdel arrivato su un barcone e ci ha messo due anni per ritrovare la voglia di suonare, la giapponese Seika venuta a studiare lopera lirica e ha deciso di restare, il brasiliano Tito non ha mai smesso di danzare, il cingalese Kasan fa laiuto cuoco in albergo ma regolarmente si destreggia con altre pentole e percussioni. Sono alcuni dei 200 musicisti e cantanti censiti dalla ricerca sulle orchestre e bande multietniche, realizzata da Francesco Fiore per conto del Mei, che verr presentata a Faenza il 30 settembre (sar consegnato un premio speciale ad Alias, supplemento culturale de il manifesto, quale miglior periodico capace di seguire e approfondire in modo chiaro ed esaustivo le musiche multietniche presenti in Italia, un autentico primato europeo con oltre 20 gruppi coinvolti). Siamo arrivati a pi di venti band esistenti sul territorio italiano e ogni giorno che passa ricevo telefonate da musicisti stranieri che hanno messo su dei gruppi con amici italiani, alcuni fanno folk mediterraneo, altri stili pi movimentati - dice Francesco Fiore, leader della Med Free Orkestra, un ensemble di 17 elementi, nato a Testaccio nel 2010, che spazia su tutti i generi, lingue e culture che saffacciano sul Mare Nostrum -. Il gruppo ha suonato abbastanza in giro, anche in Germania e Inghilterra, procurandosi un sacco di problemi. Abbiamo dovuto chiedere dei permessi di soggiorno temporanei perch altrimenti gli artisti non dellUnione Europea avrebbero avuto problemi ad uscire e rientrare per colpa degli accordi di Schengen. E spesso proviamo a dare una mano per trovare lavoretti, occupazioni provvisorie, maniere per tirare avanti. Faenza sar solo lavvio di un lavoro che porter a un festival delle band multietniche, programmato per lestate 2012 nella capitale. Nel paese dei respingimenti, della legge Bossi-Fini, dei lager chiamati Cie, lintegrazione dei migranti, delle comunit straniere, delle persone di etnia diversa viaggia pi veloce sulle note della musica e sulle piste dei campi sportivi (alle ultime olimpiadi di Londra gli atleti italiani dai cognomi stranieri sono stati il 10%, 27 su 276, una cifra storica per il nostro paese, tra atleti nati in Italia da genitori stranieri, quelli arrivati da noi da bambini e i naturalizzati per matrimonio). Tuttavia una nazione sempre pi multietnica e meticcia, ancora ferma su posizioni arretrate, nelle leggi e nel riconoscimento dei diritti. Cos nata la campagna LItalia di chi ci nasce e di chi la ama, uniniziativa (della Provincia di Roma) che vuole promuovere una legge per il riconoscimento del diritto di cittadinanza italiana ai bambini nati in Italia da genitori immigrati e promuovere un gemellaggio tra diritti e musica nella convinzione che questultima rappresenti un linguaggio universale capace di promuovere lintegrazione, la solidariet, la convivenza pacifica. Le cartoline della campagna sono indirizzate al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, perch solleciti il parlamento a cambiare lattuale normativa attraverso lapprovazione di una legge che riconosca la cittadinanza per i figli di immigrati nati in Italia. Qualcuno ricorder anche il disco, Straniero a chi?, antologia realizzata da numerosi gruppi rap e hip hop

Italia 2012, sulle tracce del multipopsotto legida della Rete G2, quella delle Seconde Generazioni, lorganizzazione nazionale fondata da figli di immigrati e rifugiati nati o cresciuti in Italia, che considerano il loro paese, la loro casa. Torniamo allinizio, allOrchestra di Piazza Vittorio, messa su nel 2002 da Mario Tronco e Agostino Ferrente per salvare la sala Apollo e per dare un aiuto alla comunit cosmopolita che ruotava intorno a quel luogo, piazza Vittorio, appunto. la prima ed unica orchestra nata con lauto-tassazione di alcuni cittadini che ha creato posti di lavoro e relativi permessi di soggiorno per eccellenti musicisti provenienti da tutto il mondo e ora di fatto nostri concittadini. Basta guardarli tutti insieme, sul palco, per comprendere quanto possano felicemente rappresentare un messaggio di fratellanza e di pace ben pi efficace di proclami, comizi e dibattiti televisivi - dice Mario Tronco, direttore ed ex tastierista degli Avion Travel -. LOrchestra promuove la ricerca e lintegrazione di repertori musicali diversi e spesso sconosciuti al grande pubblico, costituendo anche un mezzo di recupero e di

Il Mei premia domani a Faenza il nostro inserto per il modo in cui ha saputo trattare luniverso world nostrano. Per loccasione verr presentata una ricerca sul fenomeno in Italiariscatto per musicisti stranieri che vivono a Roma a volte in condizioni di emarginazione culturale e sociale. Chi campa suonando e chi lavando i vetri ai semafori. Autodidatti che non sanno leggere uno spartito e diplomati al conservatorio. Qualche italiano e altri che non parlano nemmeno la lingua. Vittime di regimi di destra e di sinistra, c chi ha un passato da dimenticare e chi pieno di nostalgia. Questanno festeggeremo i dieci anni di vita, con un disco dal vivo, registrato allAuditorium Parco della Musica, che uscir a novembre. Ma abbiamo

avuto anche unaltra soddisfazione, quella di tenere a battesimo, un progetto parallelo, lOrquestra Todos, una band multietnica portoghese, ideata dopo la nostra esibizione al festival Caminhada de Culturas di Lisbona nel 2009. Un progetto sostenuto dalla Fondazione Gubelkian e dal Comune di Lisbona, che ha portato alla formazione del gruppo, alle esibizioni in vari festival (ad esempio a Rock in Rio) e allincisione di un disco, Intendente, dove sono presenti 12 brani, alcuni originali, altri tradizionali (come la napoletana Jesce sole e lindiana Ankhon Mein Tum Ho). Luogo di mescolanze e di contraddizioni, di culture diverse e di feconda ricchezza, dove tutto pare accadere in modo inatteso e insperato. Ma anche numerose amministrazioni locali hanno pensato al pentagramma, ai musicisti ambulanti,per promuovere una migliore conoscenza reciproca. Sotto la direzione di Davide Ferrari, strumentista e musicoterapeuta, motore dellassociazione Echoart, che organizza il Festival del Mediterraneo a Genova da oltre dieci anni, nata la Banda di piazza Caricamento (una zona dellimmediato angiporto, abitato da una concentrazione di etnie, il luogo da dove partono i pullman per Marocco e Polonia), unorchestra in grado di suonare per strada ma anche su un palcoscenico, formata da una quindicina di elementi tra percussioni, cordofoni e strumenti a fiato. Lidea del comune - promotore delliniziativa - quella di puntare sul valore sociale dellesperienza - dice Ferrari -, sullintegrazione possibile per dare una risposta diversa al problema dei

giovani immigrati, sempre in bilico verso la devianza. Nella band ci sono tutti ragazzi under 30 che fanno altro nella vita ma con la passione per la musica. La pi giovane una ragazza russa di 18 anni al violino. Il nome pi bello lhanno trovato questi ragazzi che vivono in Trentino: lOrchExtra Terrestre, una miscela di suoni, idiomi e geografie della terra, che ha come sottotitolo Musiche dellAltro Mondo. Nata per iniziativa dellassessorato alla cultura del capoluogo, con lidea di far incontrare le diverse comunit estere presenti sul territorio. Questo ensemble raggruppa indiani e tunisini, bulgari e messicani, una cantante gitana e una contrabbassista italiana, tutti gi con precedenti esperienze musicali. Dove il Popolo del Vento incontra il dialetto bantu, i migranti delle regioni meridionali italiane scambiano consigli e informazioni con quelli provenienti dal sud del mondo. E spesso, nei loro spettacoli, ospitano percussionisti brasiliani e jazzisti afroamericani, gente che ha molto da insegnare professionalmente e dal punto di vista umano. Con uno sguardo anche rivolto allins, oltre il cielo e verso nuovi orizzonti. Da extracomunitari a extraterrestri il passo breve.

In alto La Banda di Piazza Caricamento, Orchestra Multietnica Mediterranea, Precharija Roma Orkestar; al centro lOrcheXtra Terrestre; qui accanto due foto della Banda Adriatica

FUORI I SITIBanda Adriatica: adriatik.it/banda/index.htm Brigada Internazionale Daniele Sepe: danielesepe.com/Proposte.html La Banda di Piazza Caricamento: myspace.com/labandadipiazzacaricamento, facebook.com/Banda-di-Piazza Caricamento/52448161576 Med Free Orkestra: medfreeorkestra.com Orchestra Multietnica di Arezzo: orchestramultietnica.net Orchestra Multietnica Furast: facebook.com/pages/Orchestra-Multietnica/11896758815660 Orchestra Multietnica Garbatella: facebook.com/pages/Orchestra-Garbatella-Multietnica/229336583786774 Orchestra Multietnica Mediterranea: facebook.com/OrchestraMultietnicaMediterranea Orchestra Multietnica Ritmo Live: filarmonicalaudamo.it/st_conc11-12/03mag12.htm Orchestra di via Padova: orchestradiviapadova.it Orchestra di Piazza Vittorio: orchestradipiazzavittorio.it Orchestra di Porta Palazzo: orchestradiportapalazzo.it Orchestra 41 Parallelo: facebook.com/pages/Orchestra-delle-donne-del-41-Parallelo/159869957399283 OrcheXtra Terrestre:orchextratterestre.it Precharija Roma Orkestar: myspace.com/precharijaromaorkestar, facebook.com/precharija.romaorkestar

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NIT STRANIERE, DELLE PERSONE DI ETNIA DIVERSA VIAGGIA SUL FILO DELLA MUSICA

GERENZAIl Manifesto direttore responsabile: Norma Rangeri vicedirettore: Angelo Mastrandrea Alias a cura di Roberto Silvestri Francesco Adinolfi (Ultrasuoni), Matteo Patrono (Ultrasport) con Massimo De Feo, Roberto Peciola, Silvana Silvestri redazione: via A. Bargoni, 8 00153 - Roma Info: ULTRAVISTA e ULTRASUONI fax 0668719573 tel. 0668719549 e 0668719545 email: [email protected] web: http://www.ilmanifesto.it impaginazione: ab&c - Roma tel. 0668308613 ricerca iconografica: il manifesto concessionaria di pubblicit: Poster Pubblicit s.r.l. sede legale: via A. Bargoni, 8 tel. 0668896911 fax 0658179764 e-mail: [email protected] sede Milano viale Gran Sasso 2 20131 Milano tel. 02 4953339.2.3.4 fax 02 49533395 tariffe in euro delle inserzioni pubblicitarie: Pagina 30.450,00 (320 x 455) Mezza pagina 16.800,00 (319 x 198) Colonna 11.085,00 (104 x 452) Piede di pagina 7.058,00 (320 x 85) Quadrotto 2.578,00 (104 x 85) posizioni speciali: Finestra prima pagina 4.100,00 (65 x 88) IV copertina 46.437,00 (320 x 455) stampa: LITOSUD Srl via Carlo Pesenti 130, Roma LITOSUD Srl via Aldo Moro 4 20060 Pessano con Bornago (Mi) diffusione e contabilit, rivendite e abbonamenti: REDS Rete Europea distribuzione e servizi: viale Bastioni Michelangelo 5/a 00192 Roma tel. 0639745482 Fax. 0639762130 abbonamento ad Alias: euro 70,00 annuale versamenti sul c/cn.708016 intestato a Il Manifesto via A. Bargoni, 8 00153 Roma specificando la causale

STORIE DA PIAZZA CARICAMENTO ALLA GARBATELLA

Incontri stranieri. Ecco il pianeta delle note di stradadi LUCIANO DEL SETTE

Tutto comincia ufficialmente il 24 novembre del 2002. In quella data, lOrchestra di Piazza Vittorio debutta sul palco per il concerto di chiusura del Romaeuropa Festival. Una ventina di musicisti dalle Americhe e dallAfrica, dallEuropa e dallAsia, danno vita a una performance senza precedenti. Almeno in questa forma e con questi significati. La world music si ascoltava, ormai da tempo, anche in Italia. Ma arrivava dalle major discografiche, dai grandi nomi stellati internazionali. Oppure rimaneva confinata nel pianeta delle etichette indipendenti. LOrchestra di Piazza Vittorio,

piazza simbolo dellEsquilino, quartiere multietnico della capitale, porta con s, nei suoi strumenti (il cavaquinho dal Brasile, la tabla dallIndia, i flauti dalle Ande, lo djembe e la kora dal Senegal, loud dalla Tunisia...) e nelle sue voci, la volont di assegnare alla musica un compito nuovo e importante: contribuire nel quotidiano alla comprensione e allintegrazione tra la nostra cultura e le culture altre. Il copywright dellidea, se cos vogliamo chiamarlo, lo si deve alla testa sognatrice e stralunata di Mario Tronco, gi Avion Travel. Un film altrettanto geniale e stralunato, LOrchestra di Piazza Vittorio, regia di Agostino Ferrante, ha narrato, nel 2006, come tutto questo sia

divenuto solida realt. Dieci anni sono passati, e da allora, lungo buona parte della Penisola, le bande e le orchestre ad ampio respiro etnico si sono moltiplicate. In molti casi hanno avuto vita breve nonostante le ottime intenzioni. In generale, continuano a dover affrontare mille problemi: trovare i musicisti e mantenerli con costanza nellorganico, disporre di un luogo dove provare, esibirsi in serate che garantiscano compensi dignitosi e dignitosi tempi per riscuoterli. La mappa della ricerca disegnata dal Mei, fitta di nomi, eppure giocoforza incompleta. In qualche bar delle periferie urbane, in qualche casa dove la musica di casa, in qualche studio di

registrazione, da Torino a Palermo, sicuramente nasce ogni giorno o quasi lidea di cercare musicisti in grado di suonare lesperanto delle note, di allargare i confini mentali di una piccola o grande citt, di portare il pubblico a battere le mani in una sorta di rito capace di mettere in fuga i fantasmi del razzismo e dellintolleranza. Tentiamo, allora, una geografia, seppure parziale, di queste bande e di queste orchestre. Iniziare il viaggio da Trento non tanto scelta legata alla mappa della nostra penisola, quanto allo spirito che anima lOrcheXtra Terrestre e il suo direttore Corrado Bungaro. Nel Trentino Alto Adige, che Bungaro definisce luogo extra-terrestre, inspiegabilmente ancora un poestraneo al corpo Italia per ragioni storiche e geografiche, lOrcheXtra ha strutturato dal 2005 il suo repertorio, saldando culture e lingue musicali di tante minoranze italiane a quelle dellEuropa dellEst, di Tunisia e Mozambico, Brasile e Messico, India e Pakistan. Ancora Bungaro: La dimensione extra terrestre quel limbo chiamato musica in cui le persone si incontrano senza bisogno di permesso di soggiorno. Sedici i componenti, quattro presenze femminili, alle prese con le corde della ghironda e del bouzuki, della chitarra e della viola; con batteria, percussioni, sax, nyckelharpa, oud, tabla. Progetto futuro prossimo, la creazione di un laboratorio artistico

Sono ormai pi di venti i gruppi multietnici nati e cresciuti nel nostro paese. Tutto ebbe inizio a Roma con lOrchestra di Piazza Vittorioper il dialogo tra le culture e le etnie presenti in Trentino Alto Adige. Vuol essere laboratorio anche lOrchestra di via Padova, Milano, iscritta allanagrafe musicale indie nel 2006. Nella via, fulcro etnico della citt, lavorano e vivono molti dei musicisti dellorchestra, che elabora i suoi brani in modo collettivo e comunitario, creando un linguaggio comune fatto di scambi e reciproci contributi. Il risultato un genere per il quale il direttore Massimo Latronico ha coniato la definizione di etnico urbano. I sedici musicisti, professionisti e no, provenienti da Ucraina, Serbia, Albania, Marocco, Burkina Faso, SEGUE A PAGINA 4

In copertina unimmagine della Orchestra Multietnica Mediterranea di Napoli

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LA MAPPA DEI SUONI

ALTRI. DA TRENTO ALLA SICILIA, DA TORINO A GENOVA, DA AREZZO A NAPOLI E LECCERICORDANDO PETRUdi F. D. L. In una teca di vetro, alla stazione della Cumana di Montesanto, a Napoli, c una fisarmonica rossa. Un foro di proiettile, quasi invisibile, tra la tastiera e il mantice. La fisarmonica era di Petru, un musicista ambulante romeno, 31 anni, che stava passando per i tornelli della metro, in compagnia della moglie, a maggio 2009 quando fu raggiunto dai colpi mortali di un commando camorristico (ucciso quindi sotto gli occhi della moglie e filmato dalle telecamere Orkestar. Repertorio dal patrimonio balcanico, klezmer e tzigano, portato sulla ribalta da nove italiani, un cileno e un argentino. Di s, la Precharija dice: Il nome stesso intende sottolineare la condizione di incertezza imposta a popoli e individui dallattuale periodo storico, ma soprattutto rappresenta lo spirito del gruppo che fa dellinstabilit uno stile di vita compensato da musica, incontri, scambi e viaggi. I viaggi hanno portato i paladini del precariato nei centri sociali della capitale e in giro per la penisola, arrivando fino a Istanbul, dove hanno fatto da colonna sonora per una festa di nozze. Altro quartiere storico di Roma Garbatella, protagonista della lotta di Liberazione e resistente per vocazione. Da nessunaltra parte, quindi, avrebbe potuto vedere luce, nel 2012, lOrchestra Multietnica Garbatella, sostenuta con entusiasmo dallo spazio della Villetta (gran bel posto), in via Francesco Passino 26, che ne ospita anche le prove. Originale la formula artistica di integrazione/ interazione: vecchie e gloriose canzoni romane, rilette e arricchite con sonorit e ritmi assai lontani dalle sponde del Tevere. Sono undici i ragazzi e le ragazze dellOrchestra, da Ungheria e Kurdistan, Svizzera e Argentina, Italia e Libano. Ancora Roma, per citare lunica orchestra, 41 Parallelo, composta soltanto da donne. Lidea si deve ai Ttes de Bois in collaborazione con Acustimantico. Sul filo del 41 Parallelo, che passa attraverso il Sud Italia, la Grecia, lAlbania, la Turchia, lUzbekistan, per arrivare fino agli Stati Uniti, le diciassette musiciste propongono brani originali ispirati a questi luoghi. Nel loro carnet, scritti scelti da Amnesty International per testimoniare la violenza e la lesione della dignit femminile. Ormai da lunghi anni, il cuore di Napoli batte in controtempo e controcanto quando sente risuonare il nome di Daniele Sepe. Artista geniale, che fa della polemica politica e non solo il suo spartito prediletto, Daniele si presenta adesso sulla scena con la Brigada Internazionale. A lui la parola: Dodici musicisti che suonano insieme perch una societ in cui un oggetto per produrre musica si progetta negli Stati Uniti, si produce (...in condizioni ignobili) in Cina e poi viaggia per tutto il pianeta senza limitazioni diventando un oggetto di culto, dovrebbe essere una societ muta... Ma muti non vogliamo stare, e a cantare e ballare non devono restare solo questi birichini. In attesa della grande rivoluzione, la Brigada Internazionale porta in giro la meravigliosa musica della gente pi povera della terra. E lo fa in allegria. Per dispetto. Il Mediterraneo unisce i continenti che separa, afferma la OMM, Orchestra Multietnica Mediterranea, nata un anno fa dallincontro tra le associazioni Liberi Pensatori e Garibaldi Centouno, e da unidea del musicista e sociologo Giovanni Guarrera con Romilda Bocchetti. Linfa vitale ai diciotto artisti che compongono linsieme viene dai tanti rifugiati e richiedenti asilo arrivati a Napoli. Mare Nostrum protagonista nellintreccio delle sue culture: arabo-andalusa, klez, turca, balcanica, gitana, del nostro sud. Per poi sconfinare in Asia e Africa. Musica scritta e musica tramandata oralmente, tradizioni e brani di composizione originale, melting pot di dialetti e lingue. Dalla Puglia, la Banda Adriatica di Lecce ha preso il largo, nel 2008, con il progetto Rotta per Otranto: quindici musicisti, un veliero e quattrocento miglia percorse sulle onde. Unesperienza diventata racconto cinematografico di incontri e concerti ad ogni porto. E sempre in Puglia, Sannicandro, Bari, Bandervish il cd realizzato dai Radiodervish con il Complesso Bandistico Giuseppe Verdi e Livio Minafra. Gli ottoni e i fiati ridisegnano pezzi celebri come Limmagine di te, Lesigenza, Les lions. Rare volte, la simbiosi tra i Sud del mondo ha raggiunto tanta armonia. Sicilia, prima di ripiegare la mappa. Sicilia di Messina e dellOrchestra Multietnica Ritmo Live, attiva dal 2010 con la direzione artistica di Maria Grazia Armaleo. La sua capacit di funzionare da collante ulteriore delle diversit si esprime attraverso un sistema di notazione a sillabe, che permette di leggere la musica senza la minima conoscenza. Una sorta di ritorno alle origini dei suoni lontani dallOccidente. Quei suoni arrivati a noi senza pentagramma, antichi di millenni, dettati da riti e sentimenti. Riviverli, rivisitarli, renderli protagonisti del Nuovo Millennio musicale un preciso e piacevole dovere. di sicurezza della stazione). Sotto lo strumento, un piccolo altare alla memoria e contro lindifferenza generale. La targa recita: Petru Birlandeanu si guadagnava da vivere suonando sui vagoni della metropolitana. Il 26 maggio 2009 veniva ucciso da una pallottola vagante, sparata da un commando camorristico. Soltanto la vigile coscienza dei cittadini pu fermare la barbarie umana. Non dimentichiamo Petru. La sua vicenda stata messa in scena, insieme a quella delle due sorelline rom annegate a Torregaveta, in Sepsa, uno spettacolo teatrale di Mimmo Borrelli, che si sviluppava su un vagone della linea ferroviaria Cumana, fermo al binario. di Procida, Campania, durante le celebrazioni della Pasqua. venerd santo, Alle sette di mattina vedo arrivare la processione e con lei la banda, unemozione sconvolgente. La tromba che squarcia il silenzio, cinquanta suonatori che tuonano nei vicoli le marce funebri. Ragazzini, giovani, anziani, uniti nella funzione religiosa, ma prima di ogni altra cosa un corpo musicale palpitante, dotato di un potere catartico in grado, credente o no, di farti piangere per il Cristo morto. Tornato a casa, Barovero si mette a cercare quella musica. Nessuno lha mai messa su vinile, salvo un oscuro e scomparso editore palermitano. Se non fosse stato cos, probabilmente il mio percorso non sarebbe neanche cominciato. Mi sono detto: ok, se non esiste, allora voglio produrla. Alla fine del 98 propongo lidea al mio amico trombettista Roy Paci, che aveva suonato in alcune bande siciliane. Insieme raduniamo una serie di musicisti della provincia di Siracusa e di Catania, li portiamo in studio a Rubiera, Reggio Emilia, e registriamo. Nasce Passione, il primo disco firmato Banda Ionica, 1998. Barovero convinto assertore che quei suoni abbiano il potere della musica contemporanea, va in cerca di un editore. Impresa non facile, perch tutti, di fronte allaggettivo funebre, storcono il naso. Alla fine, il s arriva dalla torinese Felmay. Dal 98 a oggi, Passione continua a vendere, i suoi brani sono stati utilizzati da moltissime compagnie teatrali. I diritti di sincronizzazione sono stati ceduti a Patrice Leconte per il film La ragazza sul ponte, e poi ad altri registi come Francesca Comencini, Davide Ferrario, Alessandro DAlatri. Il passaggio successivo, ulteriore dimostrazione della contemporaneit della musica per banda, avviene con Matri mia, 2002. Ancora Barovero: Chiamai alcuni artisti e li convinsi a scrivere, o a rivisitare, brani che avessero affinit con quel mondo. Risposero Vinicio Capossela, Gi dei La Cruz, Cristina Zavalloni, il francese Artur H... Quel disco, in Italia, ha rappresentato il momento in cui la banda uscita per la prima volta dalla sua divisa da parata. Fabio intensifica il lavoro componendo brani eseguiti dal complesso bandistico del suo paese di nascita, Condove, Val di Susa, che porta al Teatro Stabile di Torino e allinaugurazione della peschiera della Reggia di Venaria. Intanto prosegue la collaborazione con la siciliana Banda di Avola e il suo direttore, Sebastiano BellArte, che nella Banda Ionica suonava il corno. Esplorando il territorio di Noto e Pachino, i due fanno riemergere il repertorio delle marce pi allegre, in voga durante tutto il ventennio fascista e fino agli anni Cinquanta, che finisce nel disco A banna!, registrato nel 2003, durante i festeggiamenti di Santa Venera, patrona di Avola. Sette anni dopo esce E litaliano ride, con la Banda di Avola a fianco del cantautore bolognese Mirco Menna. La rivista francese Mondo mix colloca lalbum tra i migliori dieci dischi di world music usciti nel mondo in quellanno. Ma c una cifra che fa riflettere su quanto sia lungo ancora il cammino da compiere. Matri mia ha venduto trentamila copie in Francia. E litaliano ride, da noi, rimane un disco pressoch sconosciuto. Nemo profeta in patria. Tanto per cambiare.

SEGUE DA PAGINA 3 Egitto, Cuba, Per, miscelano funky, ballate balcaniche, suoni dAfrica, blues, canzone italiana e classica. Due gli album, Tunj e Stanotte!. Fermata successiva Torino, dove il mercato di Porta Palazzo e il quartiere di San Salvario sono i luoghi simbolo delle nuove migrazioni. E proprio Porta Palazzo ha battezzato lOrchestra, nata nel 2004 allinterno del Progetto Periferie voluto dal comune. Nel 2007, il brano Sarkha viene inserito nel cofanetto audio e video I viaggi perduti, prodotto da il manifesto; due anni dopo, LOrchestra di Porta Palazzo il titolo di un cd pubblicato con Folkclub Ethnosuoni. Nel corso del tempo, una trentina di musicisti si sono alternati allinterno del gruppo, che attualmente composto da tredici elementi, italiani e provenienti in prevalenza dallarea africana. Furast, si traduce dal piemontese con forestiero. Questo il nome scelto dallorchestra multietnica nata ad Alessandria nel 2008. Per comprendere come la pensino quelli di Furast in tema di rapporto tra italiani e migranti, baster la citazione che compare sul suo sito, tratta da Lettera a una professoressa di don Lorenzo Milani: Ho imparato che il problema degli altri uguale al mio. Sortirne insieme la politica, sortirne da soli lavarizia. La direzione artistica di un ensemble che fa della musica un mezzo di integrazione e conoscenza, uno stimolo allattenzione e alla curiosit, affidata ad Alberto Serrapiglio. Con lui, artisti nati in Italia, Egitto, Marocco, Mauritius, Ruanda, Senegal, Sri Lanka, Brasile, Cuba, Romania. Tradizioni locali e brani dautore si incontrano, per costruire un repertorio nel quale le voci hanno un ruolo di primo piano. Etnopunk e bicicletta lintegratore energetico della genovese Banda di piazza Caricamento, cinque anni di et. Alletnopunk danno vita tredici under 30 dai cinque continenti, a colpi di congas, darabouka, djembe, kora, voci e suoni dallEst, India, Italia, Brasile, dal rap metropolitano, con aggiuntive suggestioni coreografiche. Fusione a tutto campo, che trae corrente elettrica grazie a dieci biciclette azionate dal pubblico di Musicycle, spettacolo nato tre anni fa in occasione del Womex di Copenhagen, meeting internazionale di world music, e portato in tourne europea. Il cd Babel Sound ha ottenuto un riconoscimento da Amnesty International. Ad Arezzo, dal 2007, attiva lOma, Orchestra Multietnica di Arezzo. Venticinque elementi, musica che incrocia e sovrappone Puglia e mondo arabo, est del Vecchio Continente e Bangladesh, americhe e meridione dItalia. Nel 2009, lincontro con Raiz ed Enrico Fink, divenuto poi direttore artistico del gruppo, aggiunge un altro tassello al puzzle: la tradizione ebraica klezmer e yiddish. Lalbum Animameticcia (Maxresearch/ Officine della Cultura) distribuito dallaretina Materiali Sonori. Roma una metropoli fatta di mille paesi, i suoi quartieri. Uno di questi, Testaccio, intimamente legato alla Scuola di Musica Popolare. Da marzo 2010, a Testaccio, c anche la Med Free Orkestra: diciassette artisti, tre continenti, cinque nazioni (Argentina, Grecia, Iran, Senegal e Ucraina) cui si aggiunge lItalia. Qui si fa pop rock con radici balcaniche e mediterranee, persiane e africane, turche e klezmer. Senza dimenticare di buttare occhio e ugola sul reggae. Muove democraticamente la bacchetta direttoriale Paolo Montin; formidabile il duo di percussioni, Gabriele Gagliardini dal Per e Ismaila MBaje dal Senegal. La Scuola di Musica Popolare stato il luogo di incontro e di progetto, era il 2009, anche per la Precharija Roma

INTERVISTA LEX LEADER DEI MAU MAU

Il territorio da esplorare. La passione di Baroverodi L. D. S.

Sullo schermo televisivo, loro dei fiati in bianco e nero. Il suono sfrigola scorrendo lungo la pellicola consumata dal tempo. Le facce appartengono a unItalia ormai antica, archiviata, persa, a dispetto del conto degli anni: poco pi di mezzo secolo fa. I paesi, a vederli oggi, nella maggior parte dei casi non li riconosceresti: vie trafficate di asini e muli, carri agricoli, greggi di pecore, qualche auto, qualche motoretta, la piazza con il bar, le donne sedute davanti alla porta di casa o curve sotto il peso di una fascina. Il silenzio, la lontananza, limmobilit della vita. Ma poi, nel giorno del venerd santo o del santo patrono, ecco la banda: processione musicale che segue il parroco, il sindaco, i notabili; che si trascina dietro la preghiera dei fedeli, che la gente applaude dalle finestre e dai

balconi, che i bambini guardano incantati, che si ferma sul sagrato della chiesa per riprendere fiato. E poi riattacca: musiche di Verdi, di Rossini, di Puccini, di autori conosciuti soltanto per via del nome sullo spartito portato a spasso da un clarino, da un trombone, da una grancassa. Immagini cos le puoi vedere, oggi, soltanto nei reportage depoca mandati in onda da Rai Storia. Quanto alla musica delle bande, per decenni rimasta sepolta, lasciata al confino, sottovalutata, identificata come gruppo di volonterosi musicanti e nulla pi. Poi qualcosa, qualcuno, verso la fine degli anni Novanta, si muove. Non un nostalgico dei bei tempi andati, e neppure un antropologo del suono. Si chiama Fabio Barovero, uno dei Mau Mau, gruppo torinese di buona celebrit, tutta unaltra musica. Fabio, nel 1996, si ritrova sullisola

In questa pagina: in alto la fisarmonica di Petru Birlandeanu, il musicista rom uccisa a Napoli. Qui accanto lOrchestra Multietnica Garbatella; sopra la banda di Avola

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EVENTI BIENNALE MUSICA A VENEZIA DAL 6 AL 13 OTTOBRE

La mistica del timbro radicaleAnthony Braxton tra gli artisti pi attesi con il suo gruppo 12+1. Sul palco Terry Riley, Morton Feldman e Andrew Zolinsky. Leone doro alla carriera a Pierre Boulez. Gli appuntamentidi MARIO GAMBA

Se fosse per la serata conclusiva del 13 ottobre la Biennale Musica n. 56 avrebbe gi vinto. Seduzioni e inquietudini, inediti conflitti e perdizioni memorabili. Alle 20,30 al Teatro alle Tese suona lensemble 12+1 di Anthony Braxton. Alle 23,00 nella Sala delle Colonne di Ca Giustinian, cio in casa Biennale, il Morton Feldman pi bello che c, For Bunita Marcus, viene interpretato dal pianista Andrew Zolinsky. Non so se vi rendiate conto. I residui parrucconi della contemporanea, magari ce n ancora in giro qualcuno, son tipi malvestiti e ghignosi, avranno da ridire su un ruolo cos prestigioso, e magari sulla stessa presenza, del polistrumentista compositore e teorico di Chicago. Il direttore artistico esordiente Ivan Fedele ha gi provveduto a rassicurarli un po: Non propriamente un jazzista. Infatti. In un certo senso. Ma, vien da dire, se anche lo fosse? Se fosse propriamente un maestro della modalit di far musica che ha inebriato il secolo ventesimo e non intende smettere, che ha ampliato la conoscenza, il pensiero, la dissolutezza, linsurrezionalit nel campo dei

suoni? Conflitti inter-platea, forse. Brontolii soffocati. Intorno, prevedibilmente, il pubblico pi numeroso e pi concentrato che si sia mai visto alle Biennali Musica (a parte quella mitica del 2003 diretta da Uri Caine). In nome di Anthony Braxton. La sua formazione 12+1 - e, occorre dirlo, l1 lui, presuntuoso no, consapevole della sua parte di

ideatore e regista s - la pi ampia con la quale organizza le sue trame sonore. Quattro archi, tre sax (e clarinetti), un fagotto, tre ottoni, una chitarra, un set di percussioni. Ogni strumentista multiplo, con leccezione di Erica Ruth Dicker, che suona solo il violino. Tra i discepoli braxtoniani il pi brillante e pungente il cornettista (di base: suona altre sei Sopra Elliott Sharp e Andrew Zolinsky. In grande Terry Riley, a sinistra Anthony Braxton, a destra il barbuto Phill Niblock, Alvin Lucier, Morton Feldman (cappello) e Tristan Perich

strumenti) Taylor Ho Bynum. Per lui Webern e lidea di suoni isolati autononi, ma assai aspri di preferenza, rappresentano un punto importante nel sommario del suo lessico. Altri punti possono riguardare la street marching music e il be-bop, ma si tratta sempre di scampoli in un mix di radicalit sonora estrema. Con questo ensemble Braxton, a quanto se ne sa dopo lascolto della documentazione pi cospicua finora disponibile, le nove composizioni registrate al club Iridium di New York nel marzo 2006 (Firehouse Records, nove cd e un dvd), mette in gioco la sua vena razionalista e costruttivista. Elabora parti dassieme fortemente atonali che procedono inizialmente in un unisono disarmonico e frastagliato per lasciare poi la parola a soli sempre contrappuntati e a fluorescenze di blocchi strumentali. Niente o quasi niente episodi iterativi. Un Braxton magmatico ma senza alcuna tentazione apocalittica, anzi, con unattitudine alla notazione e alla gradualit degli sviluppi che accentua lapproccio severo. Notevolissima la variet e imprevedibilit timbrica - ovviamente presente limprovvisazione, per quanto assorbita nel processo compositivo e nella cooperazione di gruppo -, eppure non si nota affatto un gusto coloristico. Poco lirismo, poco spettacolo, tante micro e macrocellule di suoni concordi nella singolarit

che si smembrano e si ritrovano e cercano di determinare unaltra forma (stabile, si direbbe) di vita sonora. Quanto al Feldman pianistico che chiuder il Festival di musica contemporanea nella notte sicuramente magica veneziana (a prova di pioggerella fastidiosa e magari di acqua alta), si tratta, intanto, di capire se Andrew Zolinsky, pianista inglese di buona versatilit (ha fatto parte del gruppo Icebreaker, ha suonato in un lavoro da camera di Brian Eno), pu reggere il confronto con la versione che ne ha dato il suo connazionale John Tilbury il 15 ottobre 1990 per un disco su London-Hall uscito nel 1993. No, quellunione di intelligenze amorose non eguagliabile. Ma che importa: For Bunita Marcus un passaggio di 75 minuti nellestasi pragmatica di trovarsi in uno spazio di suoni che uno spazio di piacere totale, sensi-cuore-cervello, fluttuare, riflettere, riconoscere la possibilit di un modo di essere che sospende senza alcun artificio illusorio il tempo conosciuto e ne propone un altro, si pu scegliere, ma scegliete il tempo feldmaniano, vi prego! Un finale tutto americano una bella novit per la Biennale. E non c solo il finale quanto a nomi di autori americani in cartellone. Finalmente un tab si infranto, finalmente, dopo quattro anni di eurocentrismo integralista (e i quattro precedenti non scherzavano neanche loro, ma almeno tre concerti monografici, su Ashley, Cage e Feldman si erano sentiti!), ci si accorti che nel 1492 un navigatore con le idee geografiche non chiarissime aveva toccato le coste di un paese sconosciuto. E che nei secoli seguenti da quelle parti si erano commesse nequizie terrificanti e nello stesso tempo era stata prodotta una

cultura originale, pure in musica. Ivan Fedele, un compositore che ama la forma ricercata e fugge le amenit (di cui spesso sono accusati, spesso ingiustamente, gli autori americani doggi), ha rimesso le cose a posto. Feldman, per esempio. Il meraviglioso, il fragile, laereo, il risoluto allestitore di ambienti sonori minimali infiniti. Si ascolta unaltra volta e in prima esecuzione italiana: l8 ottobre alle 18,00 nella Sala delle Colonne il Quartetto Klimt interpreta Piano, violin, viola and cello, lultima opera, scritta due mesi prima di morire (accade il 3 settembre 1987). E dal nuovo mondo arrivano a Venezia altri autori vecchi e nuovi, classici a modo loro o tutti da scoprire. Nel primo pacchetto ci sono Alvin Lucier e Phill Niblock, entrambi cultori di bande sonore o suoni unici, o ripetuti ossessivamente (Niblock, di cui si ascolta Five More Strings Quartets in prima esecuzione italiana il 6 ottobre nella sala delle colonne ad opera del Quartetto Prometeo) o immessi come raggi di luce nello spazio (Lucier, che ha una quasi-monografia per s l8 ottobre al teatro Piccolo Arsenale, con la celebre performance Im Sitting in a Room, con Fidelio trio del 1987, con Three Translations for Maurizio Mochetti del 2008 e con unopera in prima esecuzione assoluta, ancora senza nome, per violino, violoncello, flauto, clarinetto, pianoforte, a cura dellAlter Ego Ensemble). Classicissimo, ormai, il Terry Riley di In C, che si ascolta il 9 ottobre al Piccolo Arsenale nel concerto che incrocia gli ensemble Ex Novo e Alter Ego. Tra gli americani meno classici avvistiamo Elliott Sharp (nel programma dei Neue Vocalsolisten dell11 ottobre) e tra quelli da scoprire Tristan Perich, Sean Friar, Mario Diaz de Leon (nel concerto di Alter Ego dell8 ottobre), Yotam Haber (nel concerto Ex Novo/Alter Ego). E poi c il capitolo John Cage in occasione del centenario della nascita. importante che non si sia fatto ricorso alle solite opere degli anni 40, carinissime, argutissime, intelligentissime, avanzatissime, ma spacciate in tutti i luoghi in questi giorni con la scusa che sono di facile ascolto. E allora alla Biennale 2012 si gode il Cage di One4 per percussioni (1990) suonato da Simone Beneventi il 7 ottobre. uno dei number pieces dellultima maturit, prosciugati allestremo, riflessivi, forse dolenti. Fa da preludio al concerto della Fvg Mitteleuropa Orchestra durante il quale si gode il Cage di Concert for Piano and Orchestra (1957-58), gestuale, informale, indeterminato ma nientaffatto aleatorio. E ancora: Imaginary Landscape 5 e Hpschd (1967-69) l8 ottobre, il ciclo dei Freeman Etudes (completati nel 1990) interpretati dal super-violinista Irving Arditti l11 ottobre, infine la grande novit il 12 ottobre: Electronic Music for Piano (1964) per la prima volta realizzata con pianoforte e suoni sintetici da Ciro Longobardi e Agostino Di Scipio. Il titolo del Festival di questanno Extreme, ma si pu scrivere, anzi si dovrebbe, anche cos: + eXtreMe -. Vuol dire che largomento sono le musiche radicalissime che secondo Ivan Fedele sono riconducibili al binomio massimalismo-minimalismo. Se ne discute sul campo dal 6 ottobre in poi. La prima sera si consegna il Leone doro alla carriera. A un immenso. A uno che si aspettava e non si capiva perch non veniva invitato. A Pierre Boulez. Massimalista? Per la complessit del pensiero e della scrittura. Minimalista? Per la felice rarefazione e per loccasionale adesione al piacere della sintesi. Lui lultimo rimasto a sostenere che la parola avanguardia non va demonizzata, perch, semplicemente, c sempre qualcuno che vede pi in l, intuisce prima. Cerebrale, dicono (o dicevano). Ascoltate la stessa sera dal suo Ensemble InterContemporain Sur Incises per 3 pianoforti, 3 arpe, 3 percussioni, brano matematico e voluttuoso. Poi ne riparliamo.

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ALIAS 29 SETTEMBRE 2012

RITMIINCONTRI IN TOUR CON LA BAND TUNISINO-CANADESEdi MARTA BELLINGRERITUNISI

La formazione guidata dal cantante e autore Nedjim Bouizzoul nata otto anni fa dagli incontri e i contatti con artisti della scena underground di Montral

Due immagini dei Labess sul palco e un manifesto del concerto al Kef sotto il graffito. Sotto Pasquale Iannarella

Labess, precipitando verso la kasbah. Fin qui tutto beneSentite l'aria diversa, siamo arrivati al Kef. Cos Amin, batterista e percussionista tunisino nel gruppo Labess, presenta il Kef, abbassando il finestrino dopo tre ore di aria condizionata dalla capitale Tunisi. L'aria che si respira immediatamente a finestrino abbassato in effetti totalmente diversa, l'aria di montagna e campagna a 40 chilometri dall'Algeria. L'orizzonte dello sguardo dall'alto della kasbah (la cittadella di costruzione ottomana nel centro della citt) sul confine algerino: ed in questo sito storico-monumentale che canta per la prima volta Nedjim Bouizzoul, cantautore e compositore autodidatta di origine algerina: L'Algeria l'ho lasciata a 18 anni con la mia famiglia e ci siamo installati in Canada. Suonavo fin da quando avevo 15 anni e in Canada ho cominciato e continuo a farlo nei metr. Dagli incontri e i contatti con musicisti e con la scena underground di Montral, nasce otto anni fa il gruppo Labess, che ora si ritrova al confine e a due passi dalle proprie origini, dove il cielo azzurro grigio rosa si mescola col verde giallo marrone di montagne, un orizzonte che pu parlare dalla Tunisia solo dell'Algeria. E non c' altro luogo di confine in Tunisia come il Kef capace di apprezzare maggiormente il mlange musicale che Nedjim crea: con in mano una chitarra classica, un mandolino, una darbouka o uno djemb, si mescolano rumba gitana, flamenco, musica tradizionale del Nordafrica e reggae, con la sua voce calda che in arabo o in francese parla di libert e identit. La musica a cui mi ispiro dal Sud America al Nord Africa, all'India viene denominata musica del mondo. Per me la musica l'abbattimento delle frontiere. I cantanti e le canzoni che ascoltavo dall'Algeria non sempre mi rappresentavano, sono io che volevo creare una musica che mi rappresentasse e che rappresentasse il mio paese. Per farlo ho custodito dentro me le melodie tradizionali del mio paese, che si sono allargate in un genere alternativo, amato spesso come esotico e classificato come musique du monde. Quando Nedjim arrivato in Tunisia per esibirsi al Festival musicale nella capitale Musiqa wa Salam (Musica e pace) stato indetto nello stesso giorno un coprifuoco, che il governo aveva lanciato in seguito agli scontri provocati dai salafiti, violentemente critici nei confronti di una esposizione d'arte con opere considerate immorali. Ma Nedjim, come tanti altri tunisini, uscito per strada: Ho gi vissuto tutto questo in Algeria per anni durante la guerra civile. qualcosa di estraneo al popolo. Il cammino per la rivoluzione, di cui sono stato fiero, e per costruire una democrazia ancora all'inizio, ma il coprifuoco solo propaganda mediatica. Cos il pubblico di Tunisi, qualche giorno dopo, a coprifuoco finito, ha accolto Nedjim, insieme ai musicisti che suonano con lui in Tunisia, pi Remi, un trombettista francese che lo segue da dieci anni: La musica il linguaggio universale ed la storia di grandi amicizie, come quella mia e di Nedjim. Per noi essere militanti significa essere vivi. Accettare la tristezza evidente che c' nel mondo e trasformarla in gioia come questa musica. Hanno suonato in Francia, come in

Bosnia e in Palestina. Ed grazie agli amici del Kef conosciuti via internet che si creata anche questa nuova famiglia e collettivo artistico di musicisti in Tunisia per cantare il nuovo album di Nedjim dal titolo Identit: la poesia musicale del cantautore ripercorre il cammino dalla terra d'origine alla terra di accoglienza, e viceversa. Tunisi e il Kef sono l'ennesima terra di accoglienza per Nedjim, nei giorni in cui il dibattito nel paese vede artisti sotto minacce di morte, la musica considerata haram, peccato, da quei salafiti che seminano il terrore nel paese. Ma dopo le prove con Labess, che in dialetto tunisino e anche algerino significa tutto bene, anche il percussionista e il batterista Amin si ritrova a suonare e cantare per strada, sulle scale del teatro municipale, in Avenue Bourghiba. L'ultima volta che avrebbero dovuto farlo erano stati cacciati dai salafiti, rimasti impuniti di fronte la polizia inerme. Adesso un pubblico si avvicina: estate, festa della musica, sera che rinfresca e musica che scalda. La Tunisia non verr abbattuta dai pochi salafiti estremisti. E dall'alto della kasbah del Kef si spera ugualmente nell'orizzonte dell'Algeria, da dove le note prime di Labess si sono originate.

PAGINE IL NUOVO LIBRO DI IAIN CHAMBERS

Memorie mediterranee per paesaggi mutantidi SIMONA FRASCA

Mediterraneo blues. Musiche, malinconia postcoloniale, pensieri marittimi lultimo bel libro di Iain Chambers (Bollati Boringhieri, 10 euro) che nella traduzione di Sara Marinelli affronta il mondo dei suoni attraverso un obiettivo agile e ricco di suggestioni desunte dal mondo della filosofia, dell'antropologia e della poesia. Il Mediterraneo e il blues coniugati insieme diventano la chiave di accesso per una dimensione culturale capace di catturare e scomporre la molteplicit del presente rivelandone la presunzione di unit. Chambers, studioso inglese docente di Studi Culturali e Postcoloniali allUniversit Orientale di Napoli non

nuovo alle tematiche che riflettono sullo spazio geografico partendo dalle pulsioni culturali, e in questo caso musicali, che determinano nella loro azione i contorni di un paesaggio che per sua stessa natura sempre in mutazione. Antropologo e sociologo Chambers autore di importanti saggi (tra i quali Ritmi urbani, 1986; Esercizi di potere: Gramsci, Said e il postcoloniale, 2006) che insistono sui temi della memoria, dellurbanizzazione e della cultura popolare. proprio il tema del paesaggio il perno attorno al quale ruota lidea che i repertori musicali sono capaci di raccontare la realt del presente, di restituirla con tutte le contraddizioni reali del mondo contemporaneo

svuotando di senso lantica prospettiva di stampo storicistico di una cultura che sopravanza e sostituisce unaltra come in un campo di battaglia. Lidea che sembra permeare allorigine le riflessioni di Chambers che lincontro e la nascita dei repertori in ambito musicale avvengano secondo la logica del sincretismo. Da questa dimensione dinamica, fluttuante, liquida scaturisce che la musica conserva le tracce della complessit dei processi umani e in questa veste racchiude un presente

complesso assolutamente lontano dalla logica della linearit e della convergenza indolore di opposti. Il senso di smarrimento che emerge dalla consapevolezza di una realt verso la quale spesso soffriamo di una mancanza di strumenti idonei alla decodifica dei molteplici segnali e simboli che la costituiscono diventa una condizione ontologica. Luomo frastornato, immerso in un dolore romantico, lo struggimento che genera malinconia e coscienza. Seguendo lo stimolo di assunti benjaminiani Chambers scrive che

laddove la malinconia si rivolge a un passato perduto che continua a condizionare il presente e a occludere il passato in maniera incontrovertibile si instaura la certezza delle nostre identit e la malinconia diventa una sorta di modalit di accesso al sapere. In questa dimensione si inserisce il concetto di malinconia critica che conduce verso la comprensione di ci a cui si deve rinunciare per fare posto a un ordine nuovo, sconosciuto, in cerca di giustizia storica. Su tutto si apre limmensit e la potenza del mare, il mare nostrum innanzitutto. Dove sono i vostri monumenti, le battaglie, i martiri? Dov la vostra memoria tribale? Signori miei, in quella volta grigia. Il mare. Il mare li ha racchiusi. Il mare la Storia, scrive Derek Walcott. Chambers e Walcott condividono un paesaggio emozionale e culturale, i Caraibi come il Mediterraneo, i sud del mondo stabiliscono cos un profondo parallelismo che affonda le origini in un passato di schiavit e colonialismo, di rivolte e resistenze. E tutto ci si rivela nellesistenza di pratiche musicali dal forte valore epistemologico. Riannodando le fila del discorso antiliberale del filosofo tedesco Carl Schmitt che poneva nel contrasto tra potere terrestre e marino la formazione del mondo moderno Chambers colloca il mare nella dimensione dellinafferrabile, laddove esso stesso, nel pensiero di Schmitt, il luogo senza legge, sede di forze che

sfuggono al controllo. Nella visione dello studioso inglese la citt di mare sinonimo di insubordinazione, di deviazione rispetto allo ius publicum Europaeum, perch l'orizzonte spezza i confini dei luoghi a terra con la potenzialit dell'altrove. Infine la musica. I suoni dicono ci che la parola tace. Nella cultura popolare il non detto del testo che genera il contatto con il pubblico che ne intercetta la complessit e la verit del presente, scriveva alcuni anni fa Lawrence Levine. Il suono, materiale evanescente racchiude in s pi significati della parola e per questa ragione un paesaggio sonoro racconta pi della storia stessa intesa come eredit del passato e costruzione del presente. Il suono rappresenta cos la relazione di eventi, oggetti, esperienze. Ma il suono anche memoria e in questo senso pi di ogni altro linguaggio disegna lidentit specifica come nel caso delle popolazioni migranti. Esso crea e costituisce una casa. I suoni che ci giungono dal passato - scrive ancora Chambers contemporaneamente sondano il momento attuale, profilano una congiuntura, mettono in gioco e portano in primo piano il dimenticato nellaccadere del presente mentre dischiudono una porta sul futuro. Prendere in considerazione sia le memorie riconosciute sia quelle respinte vuol dire intuire la natura vitale della ripetizione e il senso inusitato del ritornello musicale. Questo il potere taumaturgico della musica.

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ULTRASUONATI DA STEFANO CRIPPA LUCIANO DEL SETTE VIOLA DE SOTO GIANLUCA DIANA GUIDO FESTINESE BRIAN MORDEN ROBERTO PECIOLA

DIVINE FITS A THING CALLED DIVINE FITS (Anti/Self) Mettete insieme Britt Daniel degli Spoon, Dan Boeckner dei Wolf Parade, autori di gran parte del materiale, e un ottimo comprimario come Sam Brown dei New Bomb Turks, e avrete questo progettino di electropop che molto deve a gente come Suicide o Wire, tanto per dire, davvero molto intrigante. E la vena indie di cui si sono nutriti i tre fino a oggi regala quel qualcosa in pi che fa s che la cosa chiamata Divine Fits non sia solo un remake di cosa gi sentite e risentite. (r.pe.)

BLUES

I muscoli del chitarristaEroi locali e poco pi alla ribalta. Mary Bridget Davies giunge dall'Ohio: giovane e possente vocalist bianca che presenta il suo primo disco Wanna Feel Something. Dieci tracce di west-coast blues pubblicate dalla Mbd Group. Vi attendete riff energici e interlocuzioni con una sessione di fiati? C' tutto. Gettin' Stronger' e Trick Devil i brani degni di nota. Grezza, ma interessante. Dennis Jones un muscolare cantante e chitarrista afroamericano che proviene da Los Angeles. Il suo power trio quando non cade nel desueto e scontato appare molto interessante. Il disco My Kinda Blues edito dalla Blue Rock Records ha due gemme: Jesus or the Bottle e Same Train. Chiusura con Holly Golightly and The Brokeoffs. Tornano questi due burloni con Sunday Run Me Over. Se l'americana sound e il folk sono una pietra sicura in questo lavoro, l'effervescenza la danno blues sporchi ed evocativi: They Say, Tank e Goddam Holy Roll sono di gran pregio. La Transdreamer pubblica l'ennesimo album per questi scavezzacollo da strada, e non sbaglia. Disco estremamente interessante. (Gianluca Diana)

FORGAS BAND PHENOMENA ACTE V (Cuneiform/Ird) Il batterista e compositore francese Patrick Forgas uno dei nomi doro della scena rock progressive mondiale. Col suo gruppo continua a lustrare i gioielli di un jazz rock mobile, obliquo, in perenne trasformazione, con solisti di assoluta eccellenza, e una freschezza compositiva di taglio zappiano (ma senza i tratti grotteschi e sarcastici del baffuto Frank) che non viene mai meno. Questo il nuovo cd, arricchito da un dvd che documenta la frizzante energia di Forgas quando sul palco con i suoi Phenomena. (g.fe.) MARK KNOPFLER PRIVATEERING (Mercury) il suo primo doppio cd in 35 anni di carriera dopo averne pubblicati 17 in veste di solista. Ma per Mark Knopfler non incoscienza, bens testimonianza di un momento di grande creativit artistica. Venti pezzi diluiti in novanta minuti di musica che non fanno nulla per arruffianarsi i fan ma che si mostrano solo per la loro bellezza. Il folk che incontra il blues, il country e il rock la sua ricetta dai tempi dei Dire Straits, e con il tempo diventata malinconica toccando vertici, spesso, struggenti. (s.cr.) IL MARCHESE CARNIVORO (Autoproduzione/Venus) Nati nel 2005, con l'idea di divertire e divertirsi riproponendo una musica vicina agli anni Novanta, ritornano con un potente disco che bene si inserisce nella scena stoner rock italiana. Mantenendo la stessa attitudine musicale caratterizzante il primo album, arricchiscono quest'ultimo di sfumature rendendo l'impasto sonoro pi ricco e articolato; nove tracce che alternano potenza, energia, ma anche atmosfere pi rilassate. Per chi ama visceralmente il rocknroll. Il titolo del disco suggerito dall'opera di Francisco Goya, El buitre carnivoro. (v.d.s.)

INDIE ROCK

INDIE ITALIA

TRIBUTI

Toy, il passatempo Lurlo di Xabier Meshell canta Nina degli anni Ottanta terrorizza ancora La poetica rnbCome moltissimi loro colleghi della scena attuale, non stravolgeranno il mondo dei suoni. Ma certo il gusto melodico, le ritmiche giuste, la produzione attenta di un maestro come Jacknife Lee e una buona dose di sfrontatezza fanno s che anche con questa seconda prova intitolata Beacon (Kitsun/Coop Music), i nordirlandesi Two Door Cinema Club regalino a chi ascolta puro divertimento pop. Acclamati dalla critica dOltremanica e sulla stessa onda pop, ma con unanima pi dark e psichedelica, arrivano i Toy, allesordio con lomonimo album (Heavenly/Coop Music). Lennesima prova di livello di una giovane formazione inglese che ci rimanda ai tempi della British Invasion. E il singolo Motoring negli anni Ottanta sarebbe diventato un classico. Ben pi esperti invece gli statunitensi Bloc Party, che tornano a quattro anni dalla loro ultima release. Il nuovo disco, Four (French Kiss/Coop Music) , per chi scrive, ben al di sopra delle aspettative, e probabilmente il periodo di assenza dalle scene ha fatto bene alla band che ha riorganizzato le idee e rilascia un album intenso e credibile, con pi di un episodio di gran classe, compresa la bonus track Leaf Skeleton. (Roberto Peciola) MARILLION SOUNDS THAT CANT BE MADE (Ear/ Edel) 17, come gli album della band scozzese, e come i minuti di Gaza, brano di apertura che ci fa immergere subito in questi suoni che non possono esser fatti... Sar, ma certe sonorit invece ci sembrano ampiamente battute, da Steven Wilson in poi. Una suite che comunque riporta in alto, in termini compositivi, i Marillion. Un disco di maniera, che i fan apprezzeranno, pieno com di melodie rarefatte e momenti pi corposi, e, di accenni al loro passato... (b.mo.) Ci ha messo una ventina di anni, passati tra band e progetti vari, ma alla fine eccolo, il primo disco solista di Xavier Iriondo, chitarrista e sperimentatore gi con Afterhours, Six Minute War Madness e altri. Irrintzi (Wallace-Santeria/Audioglobe) il titolo di un album che omaggia le sue origini basche e la sua idea musicale, fatta di sonorit fuori dallordinario, fatta di ricerca e sperimentazione. Un disco difficile ma di grande intensit. Su tuttaltra linea, ma ugualmente intenso, si pone Umberto Maria Giardini il quale, abbandonato lo pseudonimo Moltheni, si riaffaccia con un nuovo lavoro, La dieta dellimperatrice (La Tempesta-Woodworm/Venus), senza per allontanarsi dallo stile che lo ha contraddistinto finora. Il difetto sta forse proprio in questa ripetitivit stilistica, ma finch riesce a scrivere brani ispirati e profondi come pochi in Italia, ben venga. Alla tradizione cantautorale meno mainstream italiana si rif invece Alessandro Fiori, che con Questo dolce museo (Urtovox/Audioglobe) pubblica il suo secondo lavoro solista dopo luscita dai Mariposa. Testi poetici e diretti e brani dal sapore intimo seppur poco canonici nel genere. Un plauso. (Roberto Peciola) MENIC RAILROAD BLUES ANTHOLOGY (Voodoo Rhythm Records) Uno storyteller statunitense in Svizzera. Maneggia indistintamente chitarra e violino, e una voce da perfetto busker. Uno smodato amore per il blues acustico, che arricchisce con tematiche folk irish e americana sound. Dodici brani densi di contenuti che portano tutta la polvere che uno street musician pu calpestare nel suo peregrinare. Ennesima storia da strada, che affascina con stralci daffetti e reminiscenze alla Seeger. (g.di.) Tre cd omaggio o tributo: i tributanti sono giovani musicisti, gli omaggiati Lee, Simone, Evans, classici assai diversi fra loro per stile ed epoca, ma accostabili per spirito di ricerca, con avvicinamenti pi o meno palesi al rock o al pop. La svedese Jessica Pilns in Norma Dolores Egstrom (Act) dal vero nome di Peggy Lee ne intellettualizza il discorso swing con un vocalismo rarefatto ben supportato dal trio quasi cameristico vibrafono-tromba- contrabbasso (pi archi in qualche pezzo). La cantautrice afroamericana Meshell Ndegeocello in Pour une ame souveraine (Nave/Self), fin dalla scelta del nome darte (allanagrafe Michelle Lynn Johnson), aggiorna la poetica della negritudine di Nina Simone, dilatando le song verso i confini dellhip hop e del rhythmnblues attuali. Infine il giovane statunitense Ryan Truesdell in Centennial (ArtistShare) con una big band poderosa (trentatre musicisti coinvolti) restituisce diverse geniali sfaccettature del Gil Evans arrangiatore, puntando sugli aspetti pi moderni e sperimentali, senza rinunce ai piaceri dei suoni. (Guido Michelone) O ROM VACANZE ROMANES (Terre in Moto) Gi il titolo lascia trasparire complicit musicale. E infatti, la formazione degli O Rom si compone di tre artisti napoletani e quattro rumeni. La sarabanda gitana e mediterranea vibra di chitarre, violini, contrabbasso, bouzuki, tamburi, percussioni, ripercorrendo le strade di pezzi ormai classici anche da noi, Erdelezi e Tutti Frutti ad esempio. Per undici volte si chiamati al ballo e al battere ritmico delle mani. Il ripetitivo Bregovic ha di che impallidire. (l.d.s.)

VADEMECUM DI UN MITOComplice il tour italiano di settembre, ecco uscire dalle edizioni Giunti il libro sui Radiohead - La storia le canzoni di James Doheny (pagine 240, euro 19,90), ed la migliore occasione per approfondire il percorso e i brani di uno dei gruppi pi originali nel panorama musicale odierno. Il libro praticamente una sorta di work in progress essendo l'autore, scrittore e studioso di musica sperimentale, cos affezionato alla sua creatura da riscrivere oltre che aggiungere interi pezzi alla prima edizione del 2005. Ed ecco questa edizione odierna, che non pu mancare nello scaffale degli aficionados, offrirci un vero e proprio viaggio nella storia della band guidata da Thom Yorke. Il libro ripercorre le tappe musicali, oltre che di Yorke (voce, chitarra e piano), di Jonny Greenwood (chitarra e tastiere), Ed O'Brien (chitarra e voce), Colin Greenwood (basso), Phil Selway (batteria), dall'inizio underground di On a Friday al grandissimo successo di Ok Computer. Ma il volume, che in fondo colma una lacuna su uno dei gruppi meno studiati del rock, ha la vitalit e agilit del vademecum ripercorrendo tutta la produzione, canzone per canzone, con un intreccio tra storia e racconti, dichiarazioni e pensieri che ne rendono la lettura piacevole e accattivante. Con puntiglio di analisi, ma senza dimenticare il mito (che non guasta quando nella dose giusta del peperoncino sulla pietanza), si esce affascinati da questo excursus in un mondo fatto di ricchezza musicale e di retroterra culturale che abbraccia letteratura e cinema, avanguardie e misticismo. E non vanno dimenticate, per la completezza della conoscenza, la cronologia delle canzoni, gli oggetti discografici, memorabilia e tantissime foto che rendono questo studio di Doheny se non punto di arrivo certamente punto di partenza indispensabile anche per lo studioso e gli approfondimenti futuri.

SEMPRE dalla stessa casa editrice, Giunti, a cinquant'anni esatti dalla pubblicazione del primo disco dei Beatles Love Me Do, esce il volume di Franco Zanetti Il libro bianco dei Beatles - La storia e le storie di tutte le canzoni (pagine 422, euro 19,90), pieno anch'esso di informazioni nelle sue 211 schede dedicate a ognuna delle canzoni del gruppo durante la loro attivit dal 1962 al 1969. L'autore, a cui si deve, tra l'altro, nel 1988 la prima biografia italiana di Paul McCartney, ci porta con mano, ma senza strafare e annoiare con minuzie e particolari davvero superflui che connotano studi pretenziosi che sfiorano a volte il ridicolo, dentro il mondo dei Fab Four dandoci le risposte che cerchiamo. Per esempio, a proposito di Magical Mystery Tour, il film cult del gruppo, riuscito da poco in una versione del tutto restaurata, cos si esprimeva Paul McCartney: Costruimmo il film sull'equivalente di un viaggio in acido. Anzi, nel primo abbozzo il pullman prendeva il volo e portava i maghi tra le nuvole.

ON THE ROADEvalineLa rock band californiana per la prima volta nel nostro paese per una data unica. Moncalieri (To) SABATO 6 OTTOBRE(AUDIODROME)

A CURA DI ROBERTO PECIOLA CON LUIGI ONORI SEGNALAZIONI: [email protected] EVENTUALI VARIAZIONI DI DATI E LUOGHI SONO INDIPENDENTI DALLA NOSTRA VOLONT(LOCOMOTIV)

Roma MARTEDI 2 OTTOBRE (PIAZZA SANSILVESTRO)

FensterLa band tedesco-americana, tra pop e noise. Pescara DOMENICA 30 SETTEMBRE (MAZEECLECTIC CIRCLE)

Il Teatro degli OrroriIl tour di presentazione dell'ultimo lavoro della band veneta, Il mondo nuovo. Cesena SABATO 29 SETTEMBRE (ROCCAMALATESTIANA)

Noel GallagherIl chitarrista e ex co-leader degli Oasis con la nuova band High Flying Birds. Firenze VENERDI' 5 OTTOBRE (OBIHALL) Bologna SABATO 6 OTTOBRE (PALADOZZA)

The CynicsGarage rock revival per il gruppo di Pittsburgh. Torino MERCOLEDI' 3 OTTOBRE (UNITED) Catania GIOVEDI' 4 OTTOBRE (BARBARADISCO LAB)

Paolo BenvegnIl cantautore, ex Scisma e leader della band che prende il suo nome. Rovereto (Tn) SABATO 29 SETTEMBRE(AUDITORIUM FAUSTO MELOTTI)

Cult of YouthPrima italiana per la cult band newyorkese, tra psichedelia e folk. Milano MARTEDI' 2 OTTOBRE (ROCKET) Roma MERCOLEDI' 3 OTTOBRE (MUZAK)

Poggio Berni (Rn) VENERDI' 5 OTTOBRE (NUOVO CENTRO SOCIALE) Pisa SABATO 6 OTTOBRE (BORDERLINE)

Assalti FrontaliDal vivo la hip hop band romana. Roma SABATO 29 SETTEMBRE (PRIMAVALLE) Rovato (Bs) SABATO 6 OTTOBRE(DA DEFINIRE)

capoluogo sardo. La sesta edizione si dipana in tre giornate e in due location, il Teatro Civico in Castello e la Sala Settecentesca Bibliotecaria Universitaria. In cartellone per il 4 ottobre prevede: Luca Gemma, The Heart & The Void, Guano Padano, BeeSide, Stefano Benni & Fausto Mesolella, MissinCat; per il 5: Sergio Gilles Lacavalla, Paola Donzella, Bologna Violenta, Epic Rain, Wareika, De Grinpipol, Vincenzo Cirillo/ombradipeter, Adrian Sherwood; il 6: Steve Sylvester, Iori's Eyes, Maya Galattici, Mr. Fogg, Edda, Deko, Egle Sommacal, Stefano Pilla, Paul Piertto e Federico Oppi. Cagliari DA GIOVEDI' 4 A SABATO 6 OTTOBRE(VARIE SEDI)

Swallow e Gillespie. Ad eseguirlo Il Sidma Jazz Combo. Chieti SABATO 29 SETTEMBRE (AUDITORIUMCIANFARANI)

Orvieto con gustoAllinterno della manifestazione enogastronomica si terr il recital Pensieri da mangiare di Guido Barlozzetti con Enzo Pietropaoli (contrabbasso), Fabio Campoli (invenzioni gastronomiche) e Massimo Achilli (interventi visivi). Per inserti musicali previsto il concerto Musica divina con Michele Ascolese e Natalio Mangalavite. Orvieto (Tr) DOMENICA 30 SETTEMBREE MARTEDI' 2 OTTOBRE (PALAZZO DEL CAPITANO DEL POPOLO; RISTORANTE AL SAN FRANCESCO)

Tu FawningL'avant pop il cuore della musica di questa band di Portland, Oregon. Varese SABATO 6 OTTOBRE (TWIGGY)

Nashville PussyUn mix di psychobilly alternative e metal. Sullo stesso palco anche Bob Wayne. Milano MERCOLEDI' 3 OTTOBRE (TUNNEL)

Silenzio & Accordo CentocageSeconda giornata di omaggio a Cage organizzato da Angelica. Si propone Smistamenti generali (Take the Cage train bis - Boletus Edulis) di Alvin Curran, eseguita da vrie bande e cori diretti da Luca Troiani e Giovanna Giovannini. Bologna SABATO 29 SETTEMBRE (PIAZZAMAGGIORE E BASILICA DI SAN PETRONIO)

Notte dei museiNellambito delliniziativa capitolina numerosi gli appuntamenti jazz. Il Rocco Zifarelli Trio (con D. Sorrentino e N. Angeucci), Cinzia Tedesco in Like a Bob Dylan (con S. Sabatini, L. Pirozzi, G. Famulari, P. Iodice), Nerocaff (L. Concolino, A. Di Pilla, F.S. Capo, M. Rosari), Trascopiraph (con A. Trapani, P. Scozzi, S. Piras, R. Heudron), lOrchestra MuSa Jazz diretta da Silverio Cortesi, Sudoku Unplugged (G. Ancillotto e C. Palazzi), Orchestra Open Large Ensemble diretta da Michele Iannaccone. Alla Casa del Jazz, dalle 20 fino a notte inoltrata, concerto-happening Roma racconta il Folkstudio dal 1961 al 1998. Roma SABATO 6 OTTOBRE (VARIE SEDI)

Time WarpSeconda edizione italiana per il festival di musica elettronica e delle tecnologie multimediali, nato in Germania quasi venti anni fa. La line up della serata propone un lungo elenco di artisti internazionali e anche nostrani, da Sven Vath a Richie Hawtin, da Carl Cox a Chris Liebing, da Ellen Alline, a Monika Kruse, da Lele Sacchi a Giorgio Gigli, da Loco Dice a Matthias Tanzmann, e molti altri ancora. Rho (Mi) SABATO 29 SETTEMBRE (AREAFIERA)

Black DiceIl rock sperimentale della formazione di Brooklyn. Padova SABATO 29 SETTEMBRE (VENUELOOP)

Jeff MillsUno dei maggiori esponenti della elettronica, padre della real techno. Roma SABATO 6 OTTOBRE (CS BRANCALEONE)

Deep TimeIl duo Jennifer Moore e Adam Jones, tra post punk e pop. Brescia VENERDI' 5 OTTOBRE (LIO)

Mr. Alan McGeeIl guru del britpop impegnato in un dj set. Bologna SABATO 6 OTTOBRE (COVO)

Chieti in JazzAnteprima assoluta per la manifestazione organizzata dalla Sidma con The Warrior of Capestrano, composizione scritta per la rassegna cui si aggiunger G. e il Questore, in prima esecuzione pubblica. Sono opera di Bruno Tommaso, che completer il programma del recital con brani di Monk

Atom in RomeLa suite di Atom Heart Mother dei Pink Floyd riletta da una band elettrica, un coro di settanta voci e un ensemble di fiati. Evento gratuito.

Spoek MathamboUna sola data per l'artista sudafricano. Bologna SABATO 29 SETTEMBRE

Karel Music ExpoFestival delle culture resistenti nel

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BIRMANIAdi LAURA CAMPOYANGON

Zaw San Aung, un giovane birmano di 27 anni con la verve da esperto attore, racconta ai suoi compagni e colleghi, il viaggio-avventura appena compiuto insieme allamica Zar Li Tun, tra Bagan, Pyin Oo Lwin e Mandalay. Tutti applaudono, ridono, partecipano. Senza dire una parola. Perch questo gruppo di ventenni non udenti non ha bisogno del linguaggio verbale n per sentire n per farsi ascoltare. proprio questa la prima, preziosa cosa che si impara in mezzo a loro, membri e fondatori del centro Balance for Shiatsu and natural Healing presso lIstituto Mary Chapman a Yangon. Loccasione per conoscere da vicino questa straordinaria comunit un viaggio di studio e solidariet, organizzato dalla onlus di Roma Share Human Life Project in Myanmar, con il duplice scopo di offrire ai giovani del centro una sessione di aggiornamento di yoga e shiatsu con insegnanti e formatori italiani (che operano presso lassociazione Il Fiume) e far conoscere il progetto a sostenitori e collaboratori della piccola organizzazione di volontari che dal 2001 opera in questo complesso e strategico Paese del Sud-est asiatico. Un posto e uniniziativa speciali per diversi motivi: innanzitutto perch la Mary Chapman fondata da una lady inglese nel 1912 lunica scuola, non governativa, per 350 ragazzi sordi in un Paese come il Myanmar (60 milioni di persone, grande quanto la Francia) dove listruzione non garantita dallo Stato neppure agli studenti normali, poi perch proprio in questo istituto dal 2008 si sono realizzate le condizioni per mettere in piedi il primo e per ora unico centro in tutta lex Birmania di pratica shiatsu, rimedi naturali ed esercizi per la salute. Balance nato prima di tutto per la volont e linteresse dimostrato da questi ragazzi e dalla buona alchimia che si sviluppata tra noi e loro - spiega Alfredo DAngelo, fondatore e presidente di Share - i primi studenti ci sono stati indirizzati proprio dalla Mary Chapman: la scuola ha lanciato la proposta dicendo chi vuole seguire i corsi di shiatsu? noi siamo poi intervenuti con la formazione e nel frattempo i 40 volontari iniziali si sono sfoltiti fino ad arrivare ai 13-14 di oggi di unet compresa dai 18 ai 27 anni continua DAngelo -.Poi c stata la presenza e lappoggio di due persone fondamentali: Mai Nwe Ni, uninsegnante dellistituto per la lingua dei segni, ma anche quasi una sorella maggiore per loro con una grande attenzione per tutto quello che li riguarda, e di Thann Oo, responsabile di Share in Myanmar, importante anello di congiunzione tra noi e loro. Oggi i ragazzi non frequentano pi la scuola, hanno completato gli studi e vivono quasi tutti con le loro famiglie a Yangon, ma tornano allistituto per lavorare come terapisti quattro giorni la settimana (dalle 10 alle 16). Qui in un ampio e silenzioso ambiente con pavimento in parquet e grandi finestre affacciate nel verde, offrono al pubblico i loro trattamenti: con grande successo vista laffluenza e le richieste, circa 350 al mese. Senza alcuna pubblicit e grazie al solo passaparola dei pazienti pi soddisfatti. Il costo di una seduta di shiatsu, attualmente di 3.000 kyats (pi o meno 3 euro). Met dell'incasso va al terapista, un quarto all'Istituto che ospita Balance e un quarto a un fondo dell'associazione, sia per spese comuni che per coprire futuri investimenti in vista di sviluppi della loro comune attivit. Non si tratta certo di grandi cifre, ma questa piccola retribuzione ha permesso comunque ai giovani non

Oltre il muro del suono yoga e shiatsuUna visita al centro Balance di Yangon, in Myanmar, e un incontro col suo fondatore e presidente, Alfredo DAngelo. Una comunit di non udenti esperti praticanti di yoga e shiatsudegli udenti. Vederli lavorare unemozione e una gioia: si muovono con scioltezza e sicurezza assumendo anche posizioni difficili e utilizzando per esercitare la giusta pressione non solo le mani ma i piedi, i gomiti, i polsi, sorridono sempre e comunicano grande serenit. Non soltanto tecnica quella che li rende cos abili e cos richiesti, ma anche le loro capacit di concentrazione, ascolto, empatia, fondamentali per entrare in contatto con il ricevente, e la facilit ad un approccio pi genuino alle relazioni, senza sovrastrutture e senza maschere. Questi giovani sono concentrati su quello che lo shiatsu pu dare loro come prospettiva di vita, perch sanno perfettamente che questa disciplina uno strumento per far arrivare agli altri la loro cultura, la cultura della sordit che nel progetto di Balance molto forte - aggiunge DAngelo lidea che c dietro chiara: offrire qualcosa agli altri, alla societ e non chiedere qualcosa. Per rendersene conto non c modo migliore di passare del tempo in questa comunit di giovani dove laccoglienza, lattenzione per laltro, ma anche la solidariet e la condivisione sono valori inestimabili. C tanto pi delle parole nel loro silenzio, tanta ricchezza nella loro diversit, nel modo di stare insieme e scherzare, nel fare gruppo (forza e limite della loro condizione di sordit) dove c sempre posto per qualcuno che arriva. E poi chi non mai stato con i sordi non pu capire quanto i gesti, lo sguardo, lespressivit del volto e latteggiamento del corpo possano essere tanto precisi e potenti nel comunicare e nel capirsi. Abituati a mettere poco in dubbio lefficacia del linguaggio verbale noi udenti restiamo spiazzati di fronte alla possibilit di ascoltare e essere ascoltati senza usare n alzare la voce, scoprendo allo stesso tempo lintimit che nasce dal dover guardare negli occhi il proprio interlocutore. Merito della lingua dei segni che porta con s non solo la scoperta della sintesi e dellessenzialit, ma permette anche lincontro con una vera e propria cultura altra che ha codici e regole proprie. La lingua dei segni sviluppata in Myanmar, in particolare a Yangon, piuttosto giovane e non molto progredita, sia per numero di segni (non pi di un migliaio) sia per grammatica e sintassi - spiega Alfredo dAngelo Ci nonostante, praticare questo tipo di comunicazione non verbale, indispensabile per i sordi diventa un'esperienza straordinaria per i normo-udenti. Detto fatto. Si comincia con i saluti e i colori, si prosegue con i giorni della settimana, i mesi e le nazioni del mondo, riuscendo poco alla volta ad imparare da zero questa speciale lingua straniera che ci permette di entrare meglio in contatto, senza bisogno di interpreti, con gli stessi ragazzi che ci fanno lezione, conoscendoli meglio. Zaw San Aung e Zar Li Tun, 27 e 25 anni, sono i pi capaci e influenti allinterno di Balance. Zaw San, originario della regione del Kachin, nel nord del Paese, ha cinque fratelli ed lunico sordo della famiglia. Comunicare con i suoi familiari come con il resto del mondo non sempre facile perch gli altri non conoscono il linguaggio dei segni e spesso devono ricorrere alla scrittura. Oggi il leader indiscusso del gruppo anche uno dei migliori terapisti, intuitivo e potente: oltre a eseguire i trattamenti ai pazienti del centro, insegna ai ragazzi pi piccoli. Quando ho cominciato a studiare questa disciplina qui alla Mary Chapman non ne avevo capito subito limportanza, solo dopo ho realizzato che era una conoscenza per la vita - spiega Zaw San - mentre ora fare shiatsu per me significa non solo aiutare qualcuno a star meglio ma anche condividere questa esperienza e questa conoscenza con gli altri. E voglio proseguire su questa strada. Unopinione condivisa dallamica e collega Zar Li Tun, originaria del Myanmar centrale: Lo shiatsu diverso da ogni altro tipo di terapia che conoscevamo come il massaggio Thai o il quello del Myanmar, ma soprattutto ci ha permesso di capire che questa pratica ti mette in relazione con gli altri usando solo le mani, senza bisogno di nientaltro aggiunge. Allinizio molti di noi non pensavano di poter lavorare davvero con gli udenti perch avevamo paura di non riuscire a farci capire. E allinizio non stato facile. Ma adesso il nostro rapporto con gli udenti migliorato anche perch loro si sentono trattati da persone esperte e si fidano di noi, conclude la giovane donna, sorridendo. Questanno la formazione dei ragazzi stata arricchita da unimportante novit: lapproccio con il metodo Tomatis, grazie alla partecipazione di Fabio Romani, medico pediatra, neuropsichiatra infantile, che lavora presso il Centro dellAscolto LAurora (tel. 0522985230) a Scandiano in provincia di Reggio Emilia, ed uno dei principali esperti del Tomatis in Italia. La collaborazione con lui ci ha permesso di iniziare un percorso di studio e pratica di questo metodo per sostenere lo sviluppo psico-fisico dei ragazzi e recuperare, laddove possibile, ogni loro concreta possibilit uditiva, spiega Alfredo DAngelo. Alfred Tomatis era un otorinolaringoiatra francese che ha approfondito lo studio dellAudiologia e della Fonologia, dimostrando la stretta relazione tra la capacit di ascolto e il vissuto psicoaffettivo delle persone, a partire dalla scoperta che durante la gravidanza il feto pu sentire la voce materna, e altri suoni, attraverso la vibrazione della colonna vertebrale della madre. E che quindi, ricreando artificialmente una situazione di ascolto intrauterino e stimolando la vibrazione ossea fosse possibile rivitalizzare i recettori dellorecchio. Cos negli anni Sessanta del Novecento Tomatis ha messo a punto un nuovo approccio pedagogico chiamato Audio-Psico-Fonologia, che lavora sulla comunicazione e sulla capacit relazionale degli individui mediante la rieducazione allascolto. Il percorso sonoro, con la metodologia del medico francese,

I ragazzi del centro Balance mentre eseguono le terapie in diversi momenti della vita quotidiana. Pag 8 e pag 9: ritratto di una venditrice di fiori (foto di Michele de Vito) udenti la conquista di unautonomia sociale ed economica importantissima in una societ che discrimina ancora fortemente le persone con disabilit, e insieme ha dato loro la possibilit di un confronto con il mondo e la cultura

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ATTACK FESTIVALLassociazione culturale Attack organizza a Foligno (Pg) Attack Festival, contemporary nihilism reflection, dal 28 al 30 settembre, festival che si rivolge alla urban art e all'arte video. Gli organizzatori esortano ad osservare in silenzio e cercare di scorgere brandelli di verit nascosti sui grandi muri di vecchie fabbriche e fatiscenti strutture Gli artisti: Ericailcane, Hitnes, Ozmo, Lucamaleonte, Sten&Lex, Moneyless, 108, Martina Merlini/Tellas, Achille, Ever, Nanook, Roman Minin, Graffiti Barbecue, Andrea Abbatangelo, Mario Consiglio, David Pompili Kindergarten, Stefano Canto, Alberto di Fabio, Danilo Bucchi, Alice Pasquini, Hogre, Cristiano Petrucci, Diamond TTS, JB Rock, Bol 23, Airone, David Eron Salvadei, Ale Senso.

FILMCRITICA 627Speciale dedicato a Raul Ruiz nellultimo numero di Filmcritica (n. 627) con articoli di Daniela Turco e Bruno Roberti che organizzarono nel 2007 la rassegna dei suoi film per il Festival di Roma e il ricordo di Franois Margolin produttore di molti suoi film. Si pubblicano le note di regia di La noche de Enfrente girato tra marzo e aprile 2011 a Santiago del Cile e presentato alla Quinzaine di Cannes. Nel numero anche la prima parte di un saggio di Francesco Salina sullAutoma (Muovendo da Hugo Cabret di Scorsese), laffascinante storia che inizia con Cartesio e Melis, le bambole, Pinocchio e i congegni meccanici di Fernand Lger. Il numero si apre con alcune note di teoria, Il luogo comune di Jacques Rancire.

da anni viene utilizzato come supporto per ritrovare una migliore comunicazione con se stessi e gli altri e migliorare la propria creativit. Ma con questo metodo, adatto soprattutto a trattare problemi di tipo psicologico e neurologico, Fabio Romani ha aiutato anche molti bambini sordi. Grazie allamicizia e alla stima che ho con Share e il suo presidente, ho pensato che valeva la pena di fare un tentativo con i ragazzi di Yangon, anche perch ci sono molte relazioni tra il lavoro di Tomatis, che si basa sulle vibrazioni ossee e lo shiatsu che loro praticano, spiega lo psichiatra. Questi ragazzi non potranno pi parlare perch lapprendimento del linguaggio avviene nei primi anni di vita e loro sono ormai degli adulti. Il mio obiettivo che possano almeno sentire: la musica, il suono di una lingua, o della natura, il proprio nome e se qualcuno li chiama da dietro, perch sentire una libert e una risorsa in pi, continua lo psichiatra. In base alla mia esperienza so che molte sordit non sono permanenti e possono cambiare nel tempo: per esempio infezioni come le otiti possono guarire e ci sono sordit temporanee provocate da condizioni climatiche come leccessiva umidit, o un fortissimo rumore. Conseguenze dunque di un disturbo organico pregresso, che crea una memoria persistente nel sistema nervoso e lo spinge a difendersi dal dolore o dalla paura chiudendo i propri canali. Per definire un programma dascolto personalizzato ci si sottopone ad un test di ascolto, e solo dopo possibile definire cicli di ascolto (prevalentemente di brani di Mozart e Canti Gregoriani) effettuati con cuffie particolari dotate di

vibratore osseo e collegate con lOrecchio Elettronico, un apparecchio messo a punto da Tomatis e in questo caso adattato da Romani in modo da renderlo su misura per le necessit dei ragazzi di Balance e di facile utilizzo. Tutta la strumentazione induce una ginnastica acustica in grado di riattivare due parti dellorecchio: la coclea, responsabile delle funzioni uditive e dellanalisi dei suoni (specialmente quelli acuti molto legati alla vita di relazione e ai sentimenti) e il vestibolo che controlla lattivit muscolare, lequilibrio e lo schema corporeo ossia la percezione-comunicazione che abbiamo con il nostro corpo. Grazie allorecchio elettronico di Tomatis possibile ricostruire fin dalla vita prenatale tutte le varie fasi dello sviluppo dellorecchio e di tutto quello che ad esso collegato. Lorecchio cos importante perch fa arrivare al sistema nervoso informazioni e stimoli che vengono trasformati in significati ed energia indispensabile al nostro organismo per azioni, movimenti e funzioni necessarie alla vita. Pi della met di questa energia arriva dalludito e solo il resto dagli altri sensi: il 25 per cento dalla vista, il 15 dal tatto e il 5 dallolfatto e dal gusto, spiega ancora lo psichiatra. Per sapere quali saranno i risultati definitivi bisogner aspettare: lesperimento a Balance continuer, almeno fino allanno prossimo anche senza la presenza dello psichiatra che ha regalato al centro alcuni dei suoi apparecchi e ha spiegato ai ragazzi come organizzare le sedute e sottoporsi ai diversi cicli di trattamento. Gi ora posso dire che non ho mai trovato un gruppo di persone che, insieme, sappiano ascoltare cos tanto pur non udendo, come i giovani di questo centro a Yangon: una capacit che hanno sviluppato per la necessit di una comunicazione che non riescono a trovare nel mondo degli udenti. E questo proposito ho notato spesso che i sordi sono scartati nella societ e non solo in Myanmar. Il motivo? Probabilmente per noi ha molta pi importanza il linguaggio dellascolto, mentre dovrebbe essere il contrario. Invece basta accendere una tv per rendersi conto che dappertutto ci sono una quantit di talk-show e programmi inutili dove nessuno ascolta e tutti parlano. E siccome il 99% dei muti lo solo perch non sentono, i sordi sono esclusi, non hanno scampo conclude Romani. Invece io penso che dai ragazzi non udenti di Balance dovremmo tutti imparare oltre a questa immensa capacit di ascolto anche unaltra cosa: lo spirito di gruppo che spinge a trovare il senso della propria vita nel rapporto e nel confronto con gli altri e nel benessere collettivo: tutti per uno e uno per tutti. E prima o poi, dovremo anche noi, nella nostra societ, tornare verso un modello di SEGUE A PAGINA 10

MYANMAR VIAGGIO NEL PAESE DORO

La globalizzazione che avanza tra giungle e pagodedi L.C.

moderati arabi

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Dai sahrawi in carcere a Dakhla: Ci rivolgiamo alla Minurso, al delegato speciale dellOnu contro la tortura e agli uomini liberi di ogni paese: denunciate le violenze e le pene che ci vengono inflitte. Chiedete la nostra liberazione.

La foto in bianco e nero un po accartocciata del generale Aung San, padre della patria, appesa con puntine dorate alla bacheca di un ristorante allaperto nella zona archeologica di Bagan; a fianco c quella (a colori) della figlia Aung San Suu Kyi mentre stringe la mano al segretario Usa Hillary Clinton, durante la storica visita in Myanmar nel dicembre 2011. Fatti impensabili fino a poco tempo fa nellex Birmania della giunta militare, proprio come linaspettata abolizione della censura sui mezzi dinformazione in vigore ufficialmente dal 20 agosto 2012, o la legalizzazione delle pacifiche manifestazioni di piazza e il via libera alle organizzazioni sindacali, fino ad ora proibite. Sono i segnali del rapidissimo cambiamento di rotta del Paese asiatico cominciato con la liberazione di Suu Kyi nel novembre 2010 e proseguito con linizio dellera del generale Thein Sein, il nuovo presidente, promotore della liberazione di centinaia di detenuti politici, e dellinizio del dialogo con la leader democratica il cui partito, La Lega per la democrazia, da anni fuorilegge ha trionfato alle elezioni suppletive del Parlamento nellaprile scorso. E se vero che questa transizione alla democrazia guidata dai militari ha tutta laria di una perfetta operazione di facciata per ripulire la loro immagine, garantirsi limpunit e ottenere la completa rimozione delle sanzioni economiche occidentali, altrettanto vero che viaggiando attraverso il Paese facile rendersi conto che molte cose stanno davvero prendendo unaltra direzione rispetto al passato. Il nuovo clima si assaggia gi appena arrivati, nello spazioso e disadorno aeroporto internazionale di Mingaladon (Yangon) stile ex sovietico anni 60, fin troppo silenzioso e ordinato, dove per la presenza dei militari molto meno incombente rispetto a qualche tempo fa e i controlli per i viaggiatori stranieri in arrivo molto pi veloci. Meno burocrazia, meno controlli e una maggiore tolleranza alla libert di espressione caratterizzano anche la vita quotidiana nella citt principale del Paese, Yangon, dove nei bar e nei luoghi di ritrovo si comincia a parlare della rivoluzione in atto, i conducenti dei taxi possono esporre le foto del padre della patria senza finire in galera e quasi tutti i siti internet sono accessibili. In citt circolano pi auto nuove e beni di lusso, come cellulari o macchine fotografiche, sono gi accessibili alla nuova classe media che sta nascendo. Daltro canto facile accorgersi che tutto costa di pi: sono quasi triplicati rispetto allanno scorso i prezzi di alberghi, ristoranti e trasporti. Un cappuccino e brioche al bar dellaeroporto costano quanto in Italia, cos come una copia del Myanmar Times, uno dei pochi quotidiani in vendita in lingua inglese. Impennati i prezzi di acquisto delle case, e sostenuti quelli degli affitti mentre continuano ad aumentare anche la benzina (gi un euro al litro) e i generi alimentari di base.

I militari di Myanmar tentano di ripulire la loro immagine: il Paese si apre al turismo e ai capitali multinazionaliLunica cosa invariata lo stipendio dei birmani, sempre pi insufficiente per affrontare le spese della vita quotidiana: un insegnante guadagna il corrispettivo di circa 60 euro al mese, mentre per lavori pi umili lo stipendio si aggira sui 20-30 euro. Ed chiaro che il cambiamento che sta arrivando sulla pelle di tutti, non prevede certo per tutti, maggior benessere. Nessuno del resto sa cosa potrebbe accadere dopo le prossime elezioni politiche del 2105 e anche tra chi auspica il trionfo di Suu Kyi e del suo partito non c la certezza che la Lady abbia le competenze necessarie per guidare il Paese in tempi normali n per risolvere in un colpo solo i tanti, complessi problemi del Paese. A partire dalla questione esplosiva delle minoranze etniche, cui strettamente legato il durissimo confitto armato tra le truppe governative del Tatmadaw e le milizie dei diversi eserciti indipendentisti, in lotta anche per il controllo del mercato delloppio (Myanmar ne il secondo produttore mondiale dopo lAfghanistan). E poi la miseria, lignoranza la corruzione e il riciclaggio di denaro sporco su cui lo stato militare ha prosperato per mezzo secolo e ancora il traffico di esseri umani, il lavoro forzato, la situazione nei campi-profughi lungo il confine con la Thailandia. Laltra incognita riguarda le conseguenze dellapertura ai mercati internazionali, agli investimenti delle grandi corporation mondiali per le quali lex Birmania rappresenta uneccezionale opportunit di business a condizioni facilitate, con tutte le ricadute anche negative che questo comporta. Il turismo (con un incremento del 30% tra 2009 e 2011) dopo anni di chiusura e boicottaggio, sicuramente una delle attivit in crescita nel nuovo Myanmar pur se molte aree del Nord sono ancora off-limits agli stranieri. Anche in Italia il Paese doro da qualche anno la destinazione emergente del Sud-est Asiatico, proposta con vari tagli da diversi tour operator. Tra le mete pi scelte e gi collaudate non poteva che esserci Bagan, spettacolare sito archeologico Unesco a unora di volo da Yangon, nel Myanmar centrale. Tanto che davanti ai templi pi famosi come lAnanda e il Thatbynnyu e allingresso delle maestose pagode Shwezigon e Dhammayazika molte venditrici di stoffe e abiti tradizionali propongono le loro merci usando le poche ma efficaci parole che hanno gi imparato dai nostri connazionali: signora, comprare?, poco prezzo, buoni affari, mentre alcuni ragazzi ancor pi organizzati offrono la versione in italiano del celebre Giorni in Birmania di George Orwell, nelledizione Oscar Mondadori, difficile da trovare invece nelle nostre librerie. Ma anche qui basta allontanarsi appena un po dai venditori di souvenir e dai monumenti pi famosi per veder affiorare un altro aspetto del Myanmar: quello rurale e arcaico dei contadini che a torso nudo e scalzi, coperti da un semplice longyi, arano il terreno con buoi e aratro come nella scena di un mondo fa. Oppure partire per un giro in barca di qualche ora dal molo di Old Bagan e scivolare lungo le rive del maestoso Ayeyarwady (2170 km.) tra i pi leggendari fiumi dellAsia, indispensabile arteria commerciale al tempo degli inglesi ancor oggi essenziale per il trasporto di uomini e merci. Un via vai di chiatte, rimorchiatori, barche e canoe a motore su cui viaggiano intere famiglie con donne, bambini, ceste di frutta e verdura, pentole di cibo e animali domestici ma anche imbarcazioni pi piccole, a remi, che avanzano sotto costa gettando piccole

reti. La gente che vive sul fiume ha costruito semplici capanne in bamb appoggiate su palafitte a pelo dacqua e le donne lavano nel fiume di tutto: il bucato, le stoviglie, i figli. I bambini pi piccoli, accanto alle madri che sciacquano i lunghi capelli neri nel grande fiume si divertono tra giochi e spruzzi, mentre i ragazzi gi grandi, arrampicati sugli alberi fanno a gara per tuffarsi dai rami pi alti come da un trampolino. Un altro buon percorso per conoscere stili di vita e tradizioni autentiche anche quello che porta da Mandalay verso Pyin Oo Lwin, ex stazione di villeggiatura del periodo coloniale: 67 km. e quasi due ore di pulmin