Alias supplemento del Manifesto 02/07/2011

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SABATO 2 LUGLIO 2011

SUPPLEMENTO SETTIMANALE DE IL MANIFESTO

ANNO 14 N. 26

QUARANTANNI FA MORIVA MORRISON, ICONA PREZIOSA DEL ROCKNROLL. LE SUE CANZONI HANNO APERTO PORTE CHE LA MUSICA NON HA PI RICHIUSO. UN RICORDO DELLARTISTA NELLE PAROLE DI JOHN DENSMORE, BATTERISTA DEI DOORS, DI CUI ESCE PER LA PRIMA VOLTA IN ITALIA LAUTOBIOGRAFIA. HAI REALIZZATO LA TUA PROFEZIA, ANCHE SE SEI DOVUTO MORIRE PER DIFFONDERE IL MITO DELLA NOSTRA BAND... a pagina 11CLINICHE DELLA GIOVINEZZA ULTRAVISTA:YOUSRAMOURAD BEN CHEIKH ANTI-MOURINHOCHIPS&SALSAULTRASUONI: ROCKSTAR PER CASO VESUVIO AMBIENT TALPALIBRI: CARLO LEVI RITRATTI ROMANI SNELL HOBSBAWM A. SCHMIDT MARKARIS FRASCA SORTINO ROVINE DI MILANO/4

di Beatrice Cassina

n approccio medico innovativo di anti-aging, che sposa nutrizione e termalismo con le discipline mediche davanguardia - biologia molecolare, genetica e medicina predittiva - per dar vita a un programma di ringiovanimento.... una pubblicit, un comunicato qualunque - ma reale - che pubblicizza una vacanza in uno dei tanti paradisi che vendono la vaga illusione che il percorso biologico e naturale dellinvecchiamento possa essere combattuto e addirittura arrestato. questo solo un assaggio della strada che porta al luccicante regno dellAmortality, raccontato dalla giornalista Catherine Mayer attraverso una ricerca molto accurata, nel libro Amortality: The Pleasure and Perils of Living Agelessly, ed. Vermillion (Amortalit: il Piacere e i Pericoli di vivere senza et). Lindagine partita da uno dei regni indiscussi dellapparenza e della bellezza artificiale: Las Vegas. La citt dove si ricreano magicamente, in pochi mesi e in formato mega-hotel, citt o profili di epoche del mondo antico, moderno, futuro o delle favole, sempre e comunque resi in una soluzione da parco giochi. A Las Vegas, camminando sotto lo spesso impietoso sole della Strip, si passa da una Venezia dei Dogi con tanto di canali e gondole, alla Roma quasi imperiale di Cesare, a una Parigi di fine Ottocento con la Tour Eiffel, a una Manhattan costellata di grattacieli, fino alla magia del regno incantato di Excalibur. Catherine Mayer sottolinea da subito un paradosso ironico: tanto larchitettura di Las Vegas fantasiosa e sempre unica nel suo stile e nei suoi riferimenti, quanto le persone che scelgono di vivere qui sono invece molto simili: tutte similmente abbronzate, con nasi similmente rifatti, sopracciglia similmente ridisegnate, labbra similmente rigonfiate. Con una voce simpatica e dal classico accento inglese, Catherine Mayer spiega di aver sentito la necessit di scrivere un libro di questo genere perch descrive molto, molto pi di quello che il desiderio, assolutamente comprensibile, di resistere allinvecchiamento, e molto pi delle molte tecnologie che ci aiutano a ottenere certi risultati. Il problema maggiore credo sia che vivere agelessly stia modificando in modo profondo le nostre vite, il modo in cui ci inseriamo nel mondo del lavoro, del divertimento, nel mondo familiare, nelle relazioni damore, il modo in cui si vive la giovinezza, la vecchiaia e tutte le altre stagioni della vita. Lidea fondamentale spiegare che alcune persone non hanno pi aspettative convenzionali rispetto allet, e non vivono pi seguendo un processo naturale. Non a caso, parlando al telefono soli pochi giorni dopo la vittoria delle sinistre in Italia, e la conseguente sconfitta di Mr. Berlusconi, lautrice sottolinea ci che ha scritto del premier italiano in una piccola parte del libro, in cui racconta uno scambio di battute con Putin in cui Berlusconi, che finanzia la ricerca di tecnologie per lestensione della vita, sostiene di volere e poter vivere fino a 130 e pi anni. Lui una delle persone che pensano di poter vivere molto pi a lungo del previsto. Ma, se si pensa di poter vivere pi a lungo, anche se sembra strano, dobbiamo considerare che

U

questo avr certamente qualche conseguenza. Per esempio, che le persone che hanno gi molto potere e molti soldi ne avranno sempre di pi. E la cosa mi fa un po paura. Nella circostanza citata nel libro, Mr. Berlusconi stava parlando con Vladimir Putin. E qui davvero non so bene di chi si debba avere pi paura. Per ora comunque, e credo in Italia ne sarete felici, non sono stati realmente trovati modi per fermare let. Intanto a Las Vegas ci stanno provando con ogni mezzo. Proprio qui, infatti, linvecchiamento non solo non consentito, ma addirittura volontariamente ignorato. Al numero 851 di Rampart Boulevard, circondata da prati verdi in mezzo al deserto, sta proprio una delle cliniche specializzate nel restauro strutturale e ormonale del corpo umano degli over fifty: il Cenegenics Medical Institute. Catherine Mayer, in questa clinica di Las Vegas, ci arrivata. La ricetta vincente proposta a tutti, quella di ununica e bilanciata combinazione di alimentazione, esercizio fisico e unottimizzazione di ormoni. La giornalista si quindi sottoposta a visite ed esami; alcuni test costano 3400 dollari, ma si pu scegliere per una consultazione gratuita. Il risultato finale non stato pessimo, ma ha comunque bisogno di qualche aggiustatina. Miss Mayer deve perdere circa 7 chili e sottoporsi a unintensa attivit fisica, anche perch le hanno trovato un grasso viscerale invisibile a occhio nudo. Per concludere, la cura consigliatale comprende lassunzione di due ormoni steroidei in pastiglia e testosterone in crema. Ma si potrebbe anche poi assumere lormone estradiolo, per aumentare la densit delle ossa. La spiegazione a tutti questi ingarbugliamenti di ormoni da assumere, sostituire, aggiungere, sta semplicemente nel fatto che lassunzione di ormoni pu farci tornare al nostro scoppiettante stato giovanile. La popolazione timbrata Cenegenics ottiene risultati sorprendenti a livello fisico ma, ricorda la Mayer, lo stesso motivo per cui gli atleti della Germania dellEst vincevano cos tanti ori alle Olimpiadi. Il testosterone e altri ormoni prescritti ai pazienti Cenegeni-

cs lavorano sulla massa muscolare, ma possono per produrre un alto livello di colesterolo, ritenzione idrica e rovinare molto la pelle. Quindi, oltre a unattenzione maggiore per il proprio corpo, che comprende giustamente movimento e dieta, le cure proposte ed seguite da questa popolazione di fantatrentacinquenni, tutti in tutine da ginnastica semi-attillate (tra cui spicca una ristrutturata Suzanne Somers, la biondina di Tre Cuori in Affitto), sono fondamentalmente basate su ormoni. Tra i medici di questa clinica, dai risvolti quasi simili a un fanatismo religioso, c il settantaduenne dottor Jeffrey Life, che ha intrapreso una grande campagna pubblicitaria ed chiamato da tutti Jeff Six-pack, a causa dei tonicissimi addominali di cui va parecchio fiero e di cui, anche ventenni in forma, potrebbero essere invidiosi (Dottor Life ha anche un sito web, www.drlife.com). Gi, gli amortali vanno fieri del proprio aspetto fisico, che curano spesso a livelli maniacali, sono sempre impegnati in attivit sportive, non vanno mai in pensione ma preferiscono continuare a lavorare, hanno una vita sessuale assolutamente invidiabile, spesso anche grazie a pastiglie colorate, non si chiedono mai se i loro comportamenti sono adeguati alla propria et perch, di fatto, per loro parlare di et tanto fuori luogo e fuori moda. Ho parlato di Las Vegas nel libro - dice la giornalista - ed davvero surreale, essere in un posto dove tutti, sembrano uguali... una sorta di visione utopica del futuro. LOccidente intanto si sta adeguando a questa brutta dipendenza e, anche lItalia, si sta rapidamente mettendo al passo. LItalia, che sempre stato un paese con tradizioni forti, e in cui erano i genitori e la chiesa a dirti come dovevi vivere, oggi un paese che si trovato in una situazione allestremo opposto, dove non c pi controllo, ed quindi diventato un territorio molto favorevole per vivere senza et, o almeno provarci. un paese dove la plastica del viso, per esempio, comincia a prendere sempre pi piede. Nelle piccole cose, e nei piccoli e costanti cambiamenti, si possono trovare i cenni di quello che ci si potr aspettare. Le facce che vedi nelle tante tv di Mr. Berlusconi, o addirittura in parlamento, mandano messaggi, sono influenze importanti. Se le facce delle persone che tu vedi in tv hanno fatto una plastica, le tue aspettative saranno che, prima o poi, vorrai veramente essere cos, e fare la plastica sar la cosa pi normale del mondo. Sono cambiamenti molto lenti, molto profondi e, soprattutto, non facilmente cancellabili. Il cliente tipo che arriva nel centro di Cenegenics di Las Vegas, per esempio, spesso fuori forma ma poi, seguendo una disciplina ferrea fatta di molto esercizio, di unalimentazione controllata, di ormoni studiati ad hoc, arriva velocemente ad avere una salute migliore e un fisico pi tonico. Per le dosi di ormoni restano ancora molti dubbi, ma per ora nessuno ha troppa voglia di prestarci attenzione. Tutto era cominciato negli anni Novanta, a seguito di un breve studio del dottor Rudman; gli ormoni erano stati allora indicati dal New

England Journal of Medicine come ottimi supplementi per aumentare la massa muscolare senza effetti collaterali, nonostante lo stesso studioso avesse invece avanzato qualche perplessit a causa della breve durata della sperimentazione. Nel 2003 la stessa rivista scientifica tornava sullargomento presentando questa volta sospetti che il cosiddetto ormone della crescita (muscolare), potesse anche accelerare la crescita di cellule tumorali. Nonostante questi moniti, lindustria dellormone non si davvero mai fermata. Il fatto che lunico modo davvero documentato per allungare la vita sia comunque di contenere e regolare lassunzione di calorie (da esperimenti fatti non su luomo ma su piccoli organismi) ha quindi fatto accogliere con grande entusiasmo il resveratrolo, una sostanza che si trova nelluva e che pare sia in grado di regolare il metabolismo. Ma, anche questa volta, la pozione magica non ha funzionato, perch il resveratrolo per ora ha creato seri problemi ai reni di alcuni pazienti. No, lelisir di lunga-infinita vita ancora non esiste perch, per ora, ogni supplemento che sembra poter fermare linvecchiamento anche lo stesso che ci pu uccidere. Gli amortali, spiega Catherine Mayer nelle 296 pagine del libro, hanno creato un mondo in cui tante cose sono cambiate o, meglio, sono state totalmente cancellate. Le religioni si sono indebolite, non sono pi seguite come in passato, e

neanche sono di conforto nellaccompagnarci lungo le varie stagioni della vita. Non si pi in grado di accettare il pensiero della morte e della fine come realmente possibile. Un amortale viaggia, fa psicoterapia, cerca e trova nuove ed emozionanti esperienze sessuali, come lo scambio di coppia, la ricerca di avventure di una notte e/o di gruppo, partecipa a seminari sul sesso dove impara nuove pratiche e trova possibili amici/amiche. Gli ammortali cercano poi avventure con partner molto pi giovani di loro e, anche per questo motivo, sono intrappolati nella continua ricerca di un fisico impeccabile, quello forse di trentanni o pi fa. Lamortale, dice la Mayer parafrasando il tu vali della pubblicit di una nota marca di cosmetici, compra, quasi ad occhi chiusi, ogni possibile soluzione magica che promette di fermare linvecchiamento, senza per altro preoccuparsi di capire se ci sono concreti elementi di veridicit. E il soggetto amortale, per finire, decide di vivere in strani luoghi chiamati Sun City, dove si pu andare ad abitare solo ed esclusivamente nel caso si sia pi vecchi che giovani. Si deve essere over 50, 60, perch chiunque sia pi giovane di quellet non potr avere mai diritto di comprare casa o vivere in una delle pi di 50 Sun City presenti negli Stati Uniti. Queste persone, questi amortali, non arrivano a Sun City per vivere in pace gli ultimi anni del-

la propria esistenza, ma con laspettativa di una nuova vita. Forse addirittura di una nuova giovent. Non cercano e non vogliono vivere in una comunit con persone giovani perch, dice Skinner, una vedova sessantenne, se vivi in una comunit mista, dove ci sono coppie sposate, impegnate con i loro bambini, non tinvitano a cena, e non diventeranno mai tuoi amici.... Sun City cancella quindi let perch di et, qui, ne esiste una sola. Lassenza di giovent - spiega quindi lautrice - permette di avere una potente illusione di essere senza et e quindi in un luogo temporale in cui molte delle fasi della vita possono davvero riaccadere. I residenti di Sun City si sentono e quindi diventano meno vecchi. Ma resta che questa censura, questa chiusura di ogni rapporto con il mondo che cresce e si trasforma, paradossalmente proprio una chiusura ermetica nei confronti del mondo che realmente vive. Alcuni amortali poi, credono addirittura che, attraverso la scienza, riusciranno davvero a fermare la morte. Una cosa decisamente strana, ma ad ogni convinzione particolarmente audace o folle, sottost anche una spiegazione.

Sottotitolo del libro The Life Plan: Come ogni uomo pu acquisire una salute duratura, una intensa vita sessuale e un corpo pi forte e pi snello

Arrestare linvecchiamento, ringiovanire, allungare la vita, addirittura sconfiggere la morte... il nuovo sogno su cui prosperano cliniche specializzate nel restauro strutturale e ormonale del corpo umano degli over 50. Lo ha esplorato e descritto in un libro la giornalista Catherine Mayer

AMORTALIT: IL PIACERE E I PERICOLI DI VIVERE SENZA ET

Chi ha paura delle rughe?

2) ALIAS N. 26 - 2 LUGLIO 2011

Ci credono, e sono in tanti. Molto arrivano dal mondo dellinformatica e della tecnologia, e s - dice con tono perplesso e forse un po divertito la giornalista - tanti pensano di poter realmente estendere la vita allinfinito. una specie di religione alternativa, per certe persone. Mentre facevo ricerca per il libro, mi sono ritrovata molte volte a pensare che fosse tutto molto divertente. Ma una cosa che invece mi ha fatto molto arrabbiare, infuriare, stato che, in paesi come Stati Uniti, Italia, Inghilterra, in Occidente insomma, riusciamo a sopportare facilmente che la gente povera viva meno, abbia pi problemi di salute, si nutra male, invecchi male e pi velocemente, e che muoia prima. E questo davvero inaccettabile. Ma per i clienti della fabbrica della giovinezza perenne, che diventano sempre pi numerosi e in cui gli uomini rappresentano una buona percentuale, lapparenza diventata davvero di vitale importanza. A me per esempio, in unaltra clinica che si occupa di plastiche, hanno detto che avrei dovuto fare una plastica al collo, alla fronte, a anche naso. Ma io ho avuto questo naso tutta la vita - dice ridendo - e mi chiedo come potrei mai cambiarlo, avrei una faccia completamente nuova. Ovviamente, Catherine Mayer ha ascoltato, fatto domande e preso appunti, ma il suo naso rimasto lo stesso. Mi piacerebbe che la gente fos-

Struttura chimica della molecola di Resveratrolo

Il ManifestoDIRETTORE RESPONSABILE

Norma RangeriVICEDIRETTORE

Angelo Mastrandrea AliasA CURA DI

Roberto Silvestri Francesco Adinolfi (Ultrasuoni), Federico De Melis, Roberto Andreotti (Talpalibri) Con Massimo De Feo, Roberto Peciola, Silvana SilvestriREDAZIONE

se pi consapevole di se stessa, non pi bella secondo certi schemi estetici fissati da non so chi. Il fatto preoccupante per, che queste nuove filosofie di vita saranno sempre pi ascoltate. come per noi, oggi, prestare attenzione a, per esempio, una persona che ha dei denti molto rovinati. Ne siamo colpiti, oggi attira la nostra attenzione. Ecco, probabilmente la plastica prender sempre pi piede, al punto che sar molto normale, accettabile e necessario farla. La cosa che mi sorprende di pi per che oggi, invece di cercare di liberarci ed essere finalmente quello che vogliamo essere, come se ci imponessimo da soli una strana uniformit.

Oggi non puoi dire con certezza se una persona vecchia, giovane, se uomo, donna... Sono tutti uguali. Piccoli nasi, stesse labbra.... Dopo aver passato molti mesi a contatto con questo mondo, la Mayer tuttavia non condanna totalmente questa ricerca di benessere. Let che avanza non deve essere una scusa per lasciarsi andare, perdere ogni interesse e aspettare la morte. Il trend dellamortalit in accelerazione ma, guardando gli abitanti di Las Vegas, ci sono anche motivi di ottimismo. Gli ammortali ci mostrano quello che le persone pi anziane possono ancora fare ed essere. Preferiscono darsi da fare e lavorare, invece che vegetare. Come dice il dottor Robert Butler, psichiatra e gerontologo, invecchiare, o pi accuratamente, il suo contrario, mantenersi giovani, uno stato mentale che resiste alle misurazioni.

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In copertina Jim Morrison, 1969

ALIAS N. 26 - 2 LUGLIO 2011 (3

In basso lattrice egiziana Yousra

INTERVISTA YOUSRA, ATTRICE EGIZIANA CULT

INSOSTENIBILE

LETALE

RIVOLTANTE

Cambiare il mondo con il potere dellarteDi Claudia Catallion intende parlare di politica, ci avverte, probabilmente per via di recenti sue dichiarazioni poco felici. Eppure lattrice egiziana Yousra (allanagrafe Civene Nassim) finir per parlarne lo stesso, tra un sorriso e uno sguardo preoccupato, senza mai scomporsi. appena stata al Taormina Film Fest in veste di giurata insieme al cineasta francese Patrice Leconte e alla collega italiana Maya Sansa: Dopo pochi giorni gi mi sembrano gli amici di una vita, non mi sento affatto unestranea tra loro, forse perch tra noi mediterranei c da sempre grande chimica, e quand cos un piacere lavorare insieme. E insieme hanno premiato Sur la planche della marocchina Leila Kilani, gi passato allo scorso Festival di Cannes: un dramma angosciante sullesplosione di ribellione da parte di due ragazze arabe affamate di libert. Per Yousra lo spunto per raccontarci la condizione femminile nel suo Paese, in cui lei stata una delle prime a sdoganare non senza difficolt la figura di una donna forte e decisa ad emanciparsi, pretendendo di vestire come meglio credesse, ad esempio, convinta che non si debba mai imporre alle persone cosa pensare o indossare. Tanto meno alle donne. Quanto ci ha messo a sentirsi davvero libera? Parecchio. Non stato n un processo immediato, n facile: ho inevitabilmente incontrato ostacoli, ma ho avuto anche la fortuna di conoscere grandi menti e potermi affidare a loro. Devo tutto ai grandi artisti che mi hanno accompagnata nella mia vita e nella mia carriera, lasciandomi addosso come uno stampo dei loro insegnamenti. Io sono fatta di questo, vivo delle esperienze condivise con loro. Per questo continuo a ripetere a chiunque che non bisogna mai dimenticare i maestri, n trattarli come roba vecchia. Sta parlando anche di Youssef Chahine, presumo. Certo, mi piacerebbe che fosse qui oggi, sento il suo spirito sempre con me, mi ha insegnato come rispettare larte. Perch chi fa questo mestiere deve farlo per arte, mai per soldi. Da lui ho imparato la responsabilit di fare arte, la necessit di aprire porte anche difficili, la grinta per andare controcorrente e la determinazione nel credere fino in fondo alle mie scelte. Mi ha fatto diventare una donna coraggiosa, in altre parole. questo il compito del cinema? Infondere coraggio, offrire nuove prospettive? S. Il cinema lo specchio della societ, ne riflette usi e costumi e ne racconta gli avvenimenti, dai mutamenti politici fino alla quotidianit. Attraverso il cinema puoi sentire il potere dellavvenire, come uno tsunami: capisci cosa sta accadendo e hai la possibilit di osservarlo secondo prospettive diverse. Da ambasciatrice dellOnu, tocco con mano da anni problematiche preoccupanti in tutto il mondo, dalla tratta degli umani agli stupri, dalla pedofilia alla violenza, fino allaids, e di queste tematiche ne ho parlato spesso nel mio lavoro, in modi diversi. Dopo trentanni di carriera posso dire che in parte, anche con i registi con cui ho collaborato, siamo riusciti nellintento: abbiamo combattuto il terrorismo, il fondamentalismo e continuiamo ancora oggi a cambiare la mente delle persone, per far capire loro cose importanti. Questo il potere dellarte, cinema compreso.

SOPORIFERO

COSI COSI

N

BELLO

MAGICO

CLASSICO

CEDAR RAPIDSDI MIGUEL ARTETA, CON ED HELMS, JOHN C. REILLY, ANNE HECHE. USA 2011

0

Ci fa un esempio concreto? Siamo arrivati a cambiare la legge sulle avances sessuali in Egitto con un telefilm, A public opinion case. Perch persino una serie tv pu influenzare e addirittura cambiare radicalmente lopinione pubblica. Questa serie parlava di donne che avevano subito violenza, la critica si era subito scagliata feroce contro di noi, dicevano, tra le altre cose, che le donne erano colpevoli di vestirsi in modo svergognato, e altre aberrazioni simili. Tutto questo durante il Ramadan, che dura quattro settimane: finito il Ramadan, lopinione pubblica era gi cambiata, la gente la pensava in modo del tutto diverso. Con un po di coraggio abbiamo cambiato il loro modo di guardare le donne, tanto che di l a poco c stata una sentenza penale come non ce ne erano mai state prima: un caso di violenza sessuale in cui il giudice sembrava quasi aver capito il senso del telefilm con il suo verdetto. Unulteriore dimostrazione di come il serial avesse contribuito a far vedere la condizione femminile da unaltra prospettiva. Come valuta la situazione delle donne in Egitto?

Tim Lippe uomo qualunque di Brown Valley, Wisconsin, non ha mai lasciato la sua citt cos come non mai stato in un albergo e quando si reca a Cedar Rapids per partecipare alla convention del settore assicurativo in rappresentanza della sua compagnia incontra tre colleghi. Dean, Joan e Ronald, veterani della manifestazione lo portano fuori dai limiti della sua regolata esistenza. Miguel Arteta regista di innumerevoli serie tv.

Ho parlato con le donne dei villaggi pi piccoli, e scoperto con piacere persone curiose e vivaci, che vogliono imparare, studiare, istruirsi. Sono affamate di sapere, chiedono spesso di Internet, anche nei posti pi isolati e inimmaginabili. Eppure vanno sempre in giro con il velo. Questo per dire che le donne, soprattutto negli ambienti rurali, sono molti forti, i loro voleri e le loro parole sono ascoltati sia dal marito che dai figli, hanno una forza straordinaria. Anche nellEgitto del Nord hanno grande potere, poi certo nelle citt c il problema del fondamentalismo, che paradossalmente attecchisce proprio l dove c gente pi istruita. quello che va combattuto. Io rispetto chi vuole indossare il velo, ma non tollero limposizione: una donna deve avere il diritto di vestire come crede. Anche se di fatto il velo diventato per alcune pi un costume popolare che un fatto religioso. Pu riflettere la povert o la voglia di proteggersi dagli sguardi indiscreti degli uomini, ad esempio. E poi, certo, pu anche essere segno di mancata istruzione. Questo ci che accade nel nostro Paese, ma anche in Occidente non mi pare che le donne siano serene: vi-

vono lossessione per la bellezza, quando limportante essere belle nel cuore e nella mente, perch la bellezza fisica prima o poi sparisce. Invecchiando io stessa ho imparato tante cose: pi maturi, pi non solo aumenta la tua libert, ma ti arricchisci, impari come dare, amare, rispettare, stare al mondo. Lei unicona del cinema egiziano, cosa pensa dei lavori delle nuove generazioni? Mi interessano molto, trovo abbiano un entusiasmo raro: noi siamo pi classici, i giovani mi affascinano per la loro energia, la passione e quellinconfondibile sentirsi forti che fa bene al cinema, che dovrebbe tenere insieme il meglio del passato e del presente. Una sola cosa mi sentirei di consigliare alle nuove generazioni: attenti, perch la fretta pu far male. Correndo a perdifiato puoi scivolare, meglio camminare lenti ma con prudenza. stato questo il segreto della sua carriera? Esatto. Camminare piano e con grande attenzione, sotto la guida degli straordinari artisti con cui ho avuto la fortuna di lavorare. Alcuni di loro magari non lavorano pi, ma io li sento ancora e li vado a trovare ogni volta che posso. La certezza che ha sempre governato la mia vita che se non hai passato, non hai presente e tanto meno futuro. Quindi anche nella carriera ho sempre sentito e subito limportanza dei simboli, di quelle icone che mi hanno fatto amare davvero il cinema. E poi devo ringraziare amici come Omar Sharif: se mi serve un consiglio importante, da anni, vado da lui. un uomo affascinante e molto saggio, ama i poveri e li protegge e sostiene come pochi altri al mondo. Come procede oggi il cinema nel suo Paese, dopo le scosse rivoluzionarie? Non sta funzionando molto, perch tutto sta cambiando in fretta, anche i temi. Io credo che non si debbano mai esprimere giudizi mentre le cose accadono, ma darsi tempo per riflettere e poi magari farne film. Vedi The hidden wars of Desert Storm, girato dieci anni dopo la guerra del Golfo. Certo, in momenti di rivoluzione necessario documentare cosa accade, anche io ho partecipato a film collettivi come 18 days, con zero budget ma tanta voglia, da parte di tutti gli artisti che ci hanno lavorato, di immortalare il momento senza giudicare.

Di C.C.

THIS IS BEAT - SFIDA DI BALLODI ROBERT ADETUYI; CON TYRONE BROWN, MISHAEL MORGAN. CANADA 2011

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Dance Movie. Ballerini di strada provenienti da diversi Paesi, si contendono il titolo di Campioni del Mondo alla Beat the world competition di Detroit. Si tratta di una strada per tutti lunga, faticosa e piena di difficolt. Colonna sonora hip hop, numeri acrobatici e tra i nomi e i gruppi che si contendono la finale, Chase Armitage, Stefanie Nguyen, Fusion, Flying Steps di Berlino, il brasiliano Revolustion.

on sono un cineasta militante: mi limito a fare il mio dovere. Cos inizia a raccontarsi il regista tunisino Mourad Ben Cheikh, che incontriamo a Taormina, dove venuto a presentare il suo No more fear. Racconto fedele e vibrante di giorni di fuoco, quelli che hanno visto un paese abituato a chinare la testa per decenni sollevarla di colpo, per gridare, insieme, un decisivo no. No al regime, no ai soprusi, no ai morti ammazzati dalla repressione, no alle paure che costringevano un popolo intero al silenzio e allobbedienza. Niente pi paura, recita il titolo dellopera di Mourad, non a caso. Ci racconta la genesi del film? un film che rovescia tutti gli schemi abituali con cui ho lavorato finora, nato dallobbligo di reagire nellimmediato. Ho preso la telecamera e ho iniziato a girare, senza unidea chiara in testa: lidea si formata toccando la materia stessa. Il giorno in cui ho ritrovato la mia dignit di cittadino non avevo altro desiderio che ritrovare quella da cineasta e usare i ferri del mestiere con senso e orgoglio di cittadino, seguendo listinto del cittadino e dellartista. Perch listinto figlio dei propri desideri e della propria natura cinematografica non disordinato, porta a una certa coerenza. E il film ne la prova: un puro gesto cinematografico, con la coerenza del gesto continuo, non di una riflessione. Alla tavola rotonda sul Maghreb ha parlato del pericolo dellautocensura: anche il suo film ha incontrato questo rischio, magari nelleliminazione di scene di violenza? Non ho inserito tutte le scene violente perch non volevo far passare il messaggio che fossimo in perico-

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TRANSFORMERS 3 (3D)DI MICHAEL BAY; CON SHIA LABEOUF, ROSIE HUNTINGTON-WHITELEY, JOHN TURTURRO. USA 2011

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Sam Witwicky deve aiutare i suoi amici Autobots a cercare di sconfiggere definitivamente gli acerrimi nemici Decepticons. Questa volta lo scenario sar lo spazio fra Stati Uniti e Russia, per una sfida che vedr coinvolti anche nuovi personaggi. Intanto Shockwave ha conquistato il pianeta dei Transformers dopo il distacco degli Autobots e dei Decepticons, e regna indisturbato mentre la battaglia sulla Terra sempre pi accesa. Terzo episodio della serie dopo Transformers (2007) e Transformers la vendetta del caduto(2009), il titolo originale Transformers: Dark of the Moon. Nel cast anche John Turturro, John Malkovich, Frances McDormand.

Ma la sospensione del giudizio non partecipazione. Lo , in un certo senso: se mi siedo e osservo ci che accade, valutando attentamente i cambiamenti, partecipo, ma a modo mio. E comunque sostengo molte persone, anche se non lo do a vedere. Progetti in arrivo? Un grande progetto sul popolo arabo, si chiama The Arab with Yousra. Nasce dalla constatazione che gli arabi sono presenti in tutti settori, e in quello che fanno eccellono da sempre. Sono rispettati da tutti e hanno una marcia in pi degli altri. Insomma: se gli arabi riuscissero a connettersi gli uni agli altri con tutto il loro talento e il loro successo, esclusivamente per il bene del loro popolo, credo che il mondo arabo potrebbe arrivare davvero a un livello diverso. Abbiamo in programma circa 400 interviste a tutti questi personaggi arabi in giro per il mondo. Io stessa sto sostenendo e promuovendo questo progetto, che sar una sorta di documentario con delle incursioni di dramma. Poi continuo i miei progetti televisivi e per il Ramadan 2012 uscir un film a episodi con me protagonista.

SEGUE A PAG 10

4) ALIAS N. 26 - 2 LUGLIO 2011

Una grande attrice egiziana e un regista tunisino raccontano del loro impegno di cineasti a fronte dei grandi mutamenti in corso nei loro Paesi. Non so quale nuovo sistema debba esistere, ma quello attuale non va pi bene da nessuna parte

Un partito religioso forte pu esistere, ma non detto che vada al potere. Se cos fosse, non so cosa accadrebbe: portano avanti un doppio discorso, uno per lo zoccolo duro del partito e del popolo, laltro per tranquillizzare il resto della gente. Ora, portare avanti il discorso estremista non allargherebbe la base elettorale, daltra parte non si pu tenere infinitamente un discorso doppio, per cui dovranno scegliere. Come tutti.Il regista tunisino Mourad Ben Cheikh e una scena dal suo film No More Fear

INTERVISTA MOURAD BEN CHEIKH, REGISTA TUNISINO

Non abbiamo pi pauralo a girare, mi interessava pi immettere lo spettatore in unesperienza di vita, per condividere ci che abbiamo vissuto noi. Lautocensura non centra nel mio caso: un film un organismo globale, bisogna raccontare senza ripetersi e dare di ogni cosa limpressione giusta. Raccontare la rivoluzione attraverso sguardi di donna: da dove nata la voglia di seguire le sorti delle due forti protagoniste? stata una scelta naturale, non ho pensato di seguire quelle storie per dotare il film di una presenza femminile, tuttaltro: la donna in Tunisia un anello forte della catena sociale. Anche a livello economico, il tessuto sociale tiene perch le donne lavorano e sono impegnate nel sostegno delle famiglie. Questo d alle donne la libert, non le leggi, che pure devono essere applicate. Nella vita di tutti i giorni la donna ha libert perch lavora. Cosa pensa di reazioni come quella dellattrice egiziana Yousra, che ha dichiarato di preferire stare a guardare la rivoluzione, pi che parteciparvi? Ognuno ha le sue motivazioni, preferisco una reazione chiara, come la sua e quella di chi si tira indietro, piuttosto che vedere chi prima cantava le lodi dei dittatori e oggi cerca di cavalcare la rivoluzione. Per fortuna la rivoluzione ha una memoria: si ricorder di chi ha cambiato vestito. Una rivoluzione che ha dimostrato il potere delle immagini, tra Internet e social network... S, abbiamo dato lidea di un consenso che si forma in modo orizzontale, che attraversa tutto un popolo e con mezzi nuovi fa scoprire a chi si sente isolato che ce ne sono tanti come e con lui. Abbiamo dimostrato che il consenso ha nuovi modi di espressione: i tunisini hanno deciso di reagire quando hanno visto in rete le immagini di Sidi Bouzid e di altrove, e quando su Facebook tutti i nostri profili avevano la bandiera al posto della foto personale, un segnale forte. Il ruolo del cinema in tutto questo? Non fare la rivoluzione, ma ricostituire unimmagine collettiva. Siamo stati privati per decenni di ogni mezzo in cui riconoscerci, oggi sento lobbligo di ridare a me stesso e ai tunisini la chance di avere unimmagine fedele di noi stessi. Abbiamo unidentit da costruire e larte fondamentale in questo. Comera il cinema prima della rivoluzione? In Tunisia cerano forse due-tre registi allineati al potere, gli altri eravamo indipendenti e senza mercato. Laiuto del ministero della cultura fondamentale in Tunisia, ma per fare cinema e teatro di qualit non dovevi per forza essere tra i favoriti del regime: Nouri Bouzid dava molto fastidio al potere, ma lo dovevano finanziare per girare per festival e dimostrare che il cinema tunisino esisteva. Il problema vero era misurarsi con la censura che obbligava ad elaborare soggetti in cui cercare di dire senza essere espliciti. Questi filtri finivano per creare unautocensura, ancora pi grave delle imposizioni del potere. E l nuove generazioni di registi? Da qualche anno c stata lesplosione di una forma di produzione libera, in digitale: centinaia di cortometraggi e documentari, espressioni di una nuova generazione fatta di persone e idee nuove, con ricerche artistiche mai viste prima. Per ora c tanta quantit e la qualit si lascia solo intravedere, ma una bella spinta ad allargare la creativit cinematografica in Tunisia. Le sale sono poche, ma abbiamo un progetto con altri cineasti per ampliarle: stiamo lavorando a nuove leggi per il cinema. Vogliamo creare un centro nazionale di cinematografia, cos da slegare il settore dal ministero della cultura e avere pi libert. La creativit esiste, i mezzi ancora no. Come funzionano ora i mezzi di comunicazione? Tutta la geografia dei poteri in Tunisia si sta ridisegnando, nuove alleanze si vanno tessendo e in questo movimento i media ancora non hanno fatto una vera mutazione. Le tv, poche, erano tutte allineate con il vecchio potere, da cui non si sono ancora liberate del tutto. Non si tratta pi di censura, ma di ritenzione delle informazioni: certi media agiscono come filtri per favorire una linea piuttosto che unaltra, e in assenza di regole chiare e una tradizione di informazione equilibrata questo porta gi a un disastro. Il centrosinistra come si sta muovendo? C stata unesplosione di partiti. Alcuni ideologicamente sono fuori dalla storia, esistono solo perch la dittatura li ha fatti resistere. Devono cambiare, evolvere, ritrovare il loro posto in una geografia nuova. Nel centrosinistra ci sono movimenti che si stanno alleando, hanno capito che non c altra scelta. Le sue opinioni in merito a uneventuale ascesa del partito islamista?

Quale ritiene debba essere il ruolo dellOccidente? Non voglio pi vivere le paure per procura: lOccidente ha paura dellIslam e dellarabo, io non voglio pi che metta nelle mani di paesi arabi e islamici una patente per bloccare questa sua paura. Met dei problemi tra mondo arabo e Occidente finirebbero se smettessero di proiettare gli uni sugli altri le proprie paure. DellOccidente penso anche questo: da noi cera lobbligo di non reagire, voi avete lillusione di poter reagire. Con lillusione il limite per ribellarsi lontano, ma lo state raggiungendo. Lesempio partito dalla Tunisia, la Spagna e lItalia hanno dimostrato che gli stessi mezzi usati da noi possono creare consenso ovunque. La societ civile sta andando a una velocit superiore rispetto agli strumenti della politica classica, per questo va rifondata. Non so quale nuovo sistema debba esistere, ma quello attuale non va pi bene in nessun paese. Ha vissuto molto in Italia, come trova il nostro Paese oggi? Adoro lItalia, ma non ho voglia di tornarci adesso. Quando fu eletto per la prima volta Berlusconi, ero contento solo perch tra i miei amici nessuno lo aveva votato. Oggi non potrei dire lo stesso. Mi deludono tante vostre reazioni fiacche su cose fondamentali. E dire che in Italia ho imparato cosera la politica, se oggi in Tunisia spiego cos una Costituente grazie a voi. Mi ero appassionato alla vostra politica, mi ha deluso vedere che forma abbia preso quel sogno di cambiamento dopo la caduta della prima repubblica. Oggi, grazie al referendum, vedo per la prima volta una speranza di scossa. Spetta a ogni cittadino ritrovare limpegno per difendere le proprie idee e il senso di appartenenza alla propria nazione.

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di Luigi Cavallaro

ette giugno 1992. Ultima giornata della Liga, si gioca Tenerife-Real Madrid. Se il Real vince, si laurea campione. Se perde e il Bara vince, sar questultimo a conquistare il titolo. Sul risultato di 1-2, il Real segna un gol regolare, che sarebbe stato praticamente decisivo. Larbitro lo annulla per un fuorigioco inesistente. La partita continua, il Real praticamente segna due gol (o uno e mezzo) nella propria porta, la partita finisce 3-2 e il campionato vola a Barcellona. Oggi avremmo montato uno scandalo. Allora quasi nessuno menzion il gol annullato, n il Madrid se ne lament. Riconobbe di essersi suicidato nel secondo tempo. Fu una partita molto importante per la storia: il signorilit dei blancos, ma perfiBara si tolse molti dei suoi comno il naturale stile di gioco madrileplessi, cominci a sbarazzarsi del no. Se ci annullavano un gol ingiusuo ancestrale atteggiamento vittistamente, era uno scherzo del demistico e diede inizio al suo periostino o un rischio del gioco e ne dodo di massimo splendore, che si vevamo fare un altro, scrive infatti prolunga fino ad oggi. Maras, e lo stesso valeva per un riComincia cos un lungo articolo gore negato o unespulsione ingiupubblicato da Javier Maras su El stificata: il Madrid continuava ad Pas Semanal il 15 maggio scorso. attaccare in dieci o in nove, non si Com noto, lo scrittore spagnolo dava mai per vinto, perch qui in odore di Nobel un habitu del non si cercano scuse, qui non si genere: madridista sfegatato fin protesta, si accetta la sconfitta dalla tenera et (illuminata dal miquando lavversario stato migliotico Real di Puskas, Di Stfano e re e la fortuna non ci ha accompaGento), non ha mai fatto mistero gnato, si cerca sempre la vittoria di considerare il calcio un insopprianche se c il rischio di essere mibile recupero settimanale delsconfitti. Soprattutto, qui nessulinfanzia, al punto da ammettere no si sente sconfitto in anticipo. una volta che poche cose mi hanQuindi, Maras attacca. Perch no dato cos tanta soddisfazione se quello stato il Real Madrid fin negli ultimi anni come il fatto che da quando lui era bambino, promi chiedessero di scrivere di calprio non capisce cosa centri con cio. Ma questo articolo particolaquello stile uno sciamano da sare, e ha suscitato clamore mondiagra come Mourinho: un indivile per un feroce attacco a Jos Mouduo che non sa di calcio e che tratrinho, attuale allenatore del Real ta il Madrid senza attenzione, che Madrid e reo, a suo avviso, di aver non ha remore nel tradire la sua stravolto non solo la tradizionale centenaria tradizione n nello spor-

S

JAVIER MARAS E IL VARIEGATO MOVIMENTO DEGLI ANTI-MOURINHO

CALCIOcarlo con una macchia che sar difficile cancellare. Incalza Maras: il suo Madrid una squadra con buoni giocatori ai quali chiede di giocare in maniera brutta e cattiva; con attaccanti eccellenti a cui, nelle partite chiave, non permette di attaccare; con giocatori onesti la maggioranza che obbliga a comportarsi in maniera brutale e disonesta. Grazie al suo noto e infinito risentimento e al suo potere quasi assoluto, prosegue lo scrittore, Mourinho schiaccia sotto un regime di terrore i suoi giocatori. un allenatore onnipotente, onnipresente, un piagnucolone che accusa sempre gli altri, un individuo dittatoriale, pasticcione e irritabile, soporifero nelle sue dichiarazioni, per nulla intelligente, cattivo vincitore cos come cattivo perdente e che, come ha detto Di Stfano, fa giocare il Madrid come un topo, mentre il Bara gioca come un leone.Psicopatologia della critica Un lettore superficiale potrebbe

Il gioco del topo e del leonerubricare linvettiva di Maras fra le tante periodicamente ammannite dai nostalgici del bel calcio di una volta, quello (secondo loro) fatto di decoubertiniana sportivit, con squadre che badavano a giocare, dare spettacolo, e non solo a vincere. Ma sarebbe sbagliato. Da profondo conoscitore del calcio, e soprattutto dei reali sentimenti di quei suoi speciali fruitori che sono i tifosi, Maras sa bene che, mentre uno scrittore, un pittore o un cantante possono prendersela comoda dopo aver fatto un libro, un quadro o un disco indimenticabile, nel calcio non c posto n per il riposo n per il divertimento: non serve avere un albo doro straordinario e nemmeno aver trionfato lanno prima, perch non c allegria passata che possa compensare un presente angoscioso (o peggio, mediocre). Il calcio un gioco in cui non basta vincere, ma bisogna vincere sempre, in ogni stagione, in ogni torneo, in ogni partita, leggiamo in un suo articolo scritto giusto un mese dopo quel terribile 7 giugno 1992. E pur riconoscendo che si tratta di qualcosa di simile al tormento di Sisifo, non sfugge a Maras che proprio questa peculiarit a rendere il rapporto del tifoso con la propria squadra cos simile a quello con la propria vita: Il calcio il circo dei nostri giorni, ma anche il teatro. Deve essere emozione, paura e tremito, desolazione o euforia, e pu essere compiutamente fruito solo a patto di credere che il disastro il disastro e le gesta sono gesta, e perfino che il mondo finisce a ogni partita, anche se sappiamo che ce ne sar unaltra dopo sette giorni. Ora, chiunque conosca Mourinho sa bene che a contraddistinguerlo rispetto agli altri allenatori proprio una sorta di pulsione accecante per la vittoria. Il suo palmars perfino esagerato: al netto di coppe e supercoppe di lega nazionali, sono sei campionati in tre paesi diversi e due Coppe dei Campioni in circa 9 anni di attivit. Non c nessun allenatore vivente o del passato che possieda numeri appena paragonabili. Ancor meno coloro che possono vantare unanaloga capacit di drammatizzazione: le sue conferenze-stampa sono spesso eventi memorabili, la sua gestualit e la sua mimica a bordo campo possiedono unintensit senza pari. In questo gioco, se non c dramma non c niente. Se perdere o vincere una partita non viene vissuto come un evento cruciale e con una trama e una storia, con una svolta o una catastrofe che riguarda il passato, il presente e il futuro, la dignit e il decoro e naturalmente la faccia con cui uno si alza lindomani, allora lasciamo perdere: sono ancora parole di Maras, e sembrano scritte per Mourinho. Ma se vero che lallenatore portoghese incarna alla lettera ci che per lo scrittore spagnolo lessenza del calcio, evidente che le ragioni di un attacco cos distruttivo devono risiedere altrove. Muovendo dallidea che il calcio un recupero settimanale dellinfanzia, potremmo in effetti congetturare che

Da sinistra Jos Mourinho, Andre Villas Boas e lo scrittore Javier Maria. Foto Reuters

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le ferite narcisistiche subite dal bambino Maras a causa degli strepitosi successi ottenuti dal Bara negli ultimi 10 anni abbiano reso nevrotico ladulto Maras. Il quale, appunto da buon nevrotico, non pu ricordare che il bambino Maras ha in cuor suo dileggiato il Madrid perch incapace per lunghi anni di vincere perfino la Coppa del Re (senza offesa, un trofeo alla portata del Mallorca o del Getafe) e si spinto al punto di dubitare della propria fidelidad futbolera (sono incerto se scegliere lAthltic Bilbao, la Real Sociedad o anche linimmaginabile: lAtltico Madrid): piuttosto, ne fa carico a Mourinho, che qui subisce il pi classico dei transfert psicoanalitici.Dalla frustrazione alla vittoria: fenomenologia di Mourinho Ci piace pensare che il silenzio che lallenatore portoghese ha serbato a seguito del violento attacco dello scrittore spagnolo sia frutto di questa consapevolezza. Esattamente come lanalista, che utilizza il transfert come un campo di gioco in cui lasciare esprimere liberamente il paziente per coglierne le pulsioni patogene, Mourinho sa bene che la condizione sine qua non del suo successo al Real la liberazione del carico di frustrazioni rimosse accumulate in questi anni dal club e dai suoi tifosi. Come ha

mostrato Wilfred Bion nel suo celebre Esperienze nei gruppi, in casi del genere si tratta di concepire un programma operativo e di trasmetterne limmagine a tutti coloro che ne sono coinvolti mediante una narrazione il cui senso complessivo sia capace di trascendere i singoli successi e insuccessi che verranno. E bench una parte essenziale del programma sia costituita dallindividuazione di un nemico pericoloso per tutto il gruppo, la cui sconfitta diviene lobiettivo comune, ben pi decisive si rivelano allo scopo le qualit che deve possedere il leader. Questi infatti devessere dotato di esperienza sufficiente per comprendere i propri e gli altrui difetti e deve farsi garante dellincolumit del gruppo senza per cercarne la benevolenza n temerne lostilit; deve saper vivere in stretto rapporto emotivo col gruppo ed essere in grado di esercitare la propria autorit in un contesto in cui il gruppo disposto ad accettare il suo ruolo solo fin quando lui capace di sostenerlo; deve formare degli individui socializzati per una vita di comunit e dunque in grado di assumersi le responsabilit che questa impone; soprattutto, deve essere consapevole che la sua responsabilit riguarda questioni di vita o di morte per il gruppo. Sono qualit che Mourinho ha gi messo ampiamente in mostra al Porto e soprattutto al Chelsea e allInter, dove arrivato con la sua aura di vincente a riplasmare lidentit collettiva di ambienti storicamente perdenti, fino a guarirne tare ataviche. In ognuna di quelle esperienze, lallenatore portoghese riuscito a creare comunit vive e coese, alternando sapientemente lenfasi e liperbole dei toni alla dialettica scherzosa degli sfott. Ma soprattutto ha saputo costruire squadre di elevatissima qualit grazie a innovative metodiche di training che, puntando sullintegrazione tra la preparazione tattica e quella psicofisica dei calciatori, sviluppassero la loro capacit di pensare in modo collettivo. Squadre in cui, come lui stesso ha detto, il tutto sia superiore alla somma delle parti, in maniera tale da ottenere che grandi giocatori pensino e reagiscano insieme simultaneamente di fronte a ogni variante del gioco. Si tratta di una concezione agli antipodi della vecchia idea dellallenatore che escogita situazioni di gioco per poi farle ripetere ossessivamente ai suoi calciatori, sfruttandone le capacit di apprendimento di tipo pavloviano: lobiettivo di Mourinho, al contrario, quello di trasmettere schemi e strategie in modo tale che i calciatori, ferma restando la fedelt ai principi ispiratori del progetto, imparino al contempo a prevederne le possibili deviazioni creative per tener conto delle peculiari contingenze del caso. ci che Antnio Damsio ha brillantemente definito una ginnastica della previsione mentale; e il fatto stesso che un neuroscienziato di fama mondiale come Damsio abbia prefato un libro dedicato ai metodi di allenamento di Mourinho crediamo valga di per s solo a dimostrare la fondatezza di uno dei pi raffinati strali che lallenatore portoghese ha rivolto ai suoi detrattori: chi sa solo di calcio non sa niente di calcio.Il Bara e il principio di realt Detto questo, non si per detto tutto. La parte essenziale del progetto di Mourinho al Real Madrid (come gi al Chelsea e allInter) consiste infatti nelleducare il gruppo allaccettazione del principio di realt. Non questione di sentirsi sconfitti in anticipo, come insinua Maras, ma saper individuare

Alcune note a margine del feroce attacco portato da Javier Maras - scrittore spagnolo in odore di Nobel - a Jos Mourinho, attuale allenatore del Real Madrid, reo a suo avviso di aver stravolto la tradizionale signorilit dei blancos e il loro naturale stile di gioco

re il Barcellona cos inoffensivo nonostante uno stupefacente 84% di possesso palla non mostrava forse quanto potesse contare lorganizzazione rigorosa quando si allea con la forza mentale? Non era forse lasciando deliberatamente liniziativa ai catalani che i nerazzurri avevano potuto sviluppare un controgioco fatto di resistenza, assorbimento della pressione e incursioni in contropiede? Sbaglierebbe chi evocasse il catenaccio: lInter non difese affatto a uomo, ma rigidamente a zona, pressando a scalare i sostegni in modo che il portatore di palla non trovasse compagni liberi a cui cedere il pallone (Messi, che tre settimane prima aveva segnato quattro gol allArsenal, riusc a tirare in porta una volta sola in 90 minuti). Piuttosto, non si faticher a riconoscere nella scelta tattica di quellInter la stessa strategia che il Real Madrid ha adottato contro i catalani nella vittoriosa finale di Copa del Rey e che ha replicato nella gara dandata della semifinale di Champions prima che lespulsione di Pepe ne compromettesse irrimediabilmente lesito. Del resto, chi altri se non un allenatore formatosi alla scuola del Barcellona (Mourinho, come si ricorder, stato il secondo di Robson e Van Gaal) poteva escogitare lantidoto capace di incepparne il meccanismo?Il ritorno della prostituzione intellettuale Tralasciamo il polemico affondo di Maras sulle veementi critiche che Mourinho ha rivolto allarbitraggio della semifinale dandata: basti dire che, se perfino il Wall Street Journal ha sentito il bisogno di dedicare ai catalani un articolo sfottente dal titolo The Worlds Greatest Whiners, in cui si raccontano celebri e meno celebri simulazioni di Busquets, Dani Alves, Pedro, Mascherano e soci, chiaro che i veri piagnucoloni stanno altrove e che Maras sta ripetendo l errore di imputare allallenatore della propria squadra comportamenti che non sopporta nei vincenti. (Non ce ne voglia il grande Eduardo Galeano, ma esaltare il Bara per il suo gioco pulito unautentica sciocchezza.) Resta da dire che, siccome la vendetta un piatto che si mangia freddo, i nostri commentatori calcistici hanno colto nellattacco di Maras e nella successiva eliminazione del Real Madrid loccasione per uninsperata rivincita su Mourinho. Una rivincita ancor pi dolce per la dedica a Guardiola con cui lex delfino di Mourinho, Andr Villas-Boas, adesso suo successore nella panchina del Porto, ha consacrato la vittoria riportata nella finale di Europa League. C da capirli: perfettamente ignoranti di tattica calcistica, strutturalmente diffidenti verso tutto ci che sia organizzazione collettiva e proprio per ci adusi a spacciare per verit intrascendibili le pi trite banalit del bar sport (magari nobilitandole con la filosofia negativa del Tiro mancino di Edmondo Berselli), essi non hanno mai potuto tollerare uno che, come Mourinho, li sfidava apertamente sul terreno intellettuale. Proprio per ci, nei giorni scorsi la stampa nostrana si scatenata nellenfatizzare le pi bieche esternazioni anti-Mourinho: dal patetico rivoltogli dallallenatore milanista Massimiliano Allegri (patetico lui mme) fino allaccostamento a Hitler (a Hitler!) di cui lo ha gratificato lex presidente madrileno Ramn Caldern, furibondo per lallontanamento di Jorge Valdano dalla dirigenza madridista. C stato persino chi giunto ad esaltare Villas-Boas e il suo omologo Jrgen Klopp (44enne ct. del Borussia Dortmund trionfatore in Bundesliga) come campioni di una nuova generazione anti-Mourinho. Peccato che Villas-Boas sia in tutto un clone di Mourinho (esilarante un filmato su YouTube che ne mostra la somiglianza perfino nella mimica e nella gestualit) e Klopp sia gi stato definito il Mourinho di Westfalia per metodi dallenamento e sistemi di gioco. Prostituzione intellettuale, disse Mourinho in una celebre conferenzastampa, e aveva ragione.

la strategia migliore per sconfiggere un nemico potente il Bara, manco a dirlo che al momento gode per di pi di un consenso pressoch universale. un punto sul quale ha pi volte richiamato lattenzione Jonathan Wilson, forse il miglior giornalista sportivo in circolazione (e autore, fra laltro, di una magnifica storia della tattica calcistica che spereremmo di veder presto tradotta in italiano). La filosofia calcistica del nostro tempo viene dallAjax dei primi anni 70, e i suoi principi di base sono essenzialmente due: circolazione del pallone e movimento continuo quando la squadra ha il possesso palla, pressione costante per recuperarla in fase di non possesso. una filosofia che Rinus Michels e Johann Cruijff esportarono 40 anni fa dallAjax a Barcellona e che l si sviluppata attraverso il Dream Team costruito da Cruijff nei primi anni 90 (con Pep Guardiola centromediano) fino a pervenire alleccellenza attestata dalle impressionanti statistiche dei blaugrana nellultima Champions League: una media di possesso palla del 73,3%, e cos perfezionato da fare a meno delle classiche soluzioni del cross o del tiro da fuori a beneficio di una fittissima trama di passaggi ravvicinati di precisione chirurgica, che intonti-

scono gli avversari fino a narcotizzarli. Come affrontare un nemico del genere? Il giorno prima della finale di Champions, Arrigo Sacchi suggeriva a Sir Alex Ferguson, mitico allenatore del Manchester United, di non lasciare gioco e iniziativa ai blaugrana, ma di pressarli e aggredirli a centrocampo. ci che Maras vorrebbe veder fare al suo Madrid, che non sopporta di veder giocare come il topo contro il leone. Sfortunatamente, se non si possiedono le qualit tecniche e tattiche che i catalani apprendono fin da bambini, la copertura di tutto il campo con il pressing e i raddoppi pu riuscire per non pi di venti minuti: giusto quelli in cui i Red Devils sono riusciti a opporre un controgioco del genere prima di sfinirsi e subire il gol di Pedro e poi, dopo lepisodico pareggio di Rooney, il definitivo k.o. da Messi e Villa. Eppure, un anno fa, dopo linattesa eliminazione del Bara ad opera dellInter, stato ancora Wilson a chiedersi se la semifinale di ritorno al Camp Nou non sarebbe stata guardata dagli storici del futuro come un tornante significativo per la sfida che implicitamente Mourinho lanciava allidea che mantenere il possesso palla sia il modo migliore di giocare a calcio: rende-

LA VITA SI F DURA E CORTA NEGLI USA Gli americani adorano essere i primi della classe. E in effetti, se si guardano le classifiche mondiali, spesso lo sono. Per la forza della loro economia (anche se adesso ormai la Cina li tallona), per la quantit, e la sofisticazione, dei loro armamenti. Ma loro il primato anche in importanti aree d'eccellenza, nella ricerca scientifica o nell'istruzione post universitaria. Peccato per che, se si passa ad altri indicatori, non certo di minore importanza, le cose cambino, e drasticamente. Come hanno raccontato, a met giugno, i ricercatori dell'Institute for health metrics and evaluation dell'universit di Washington. Perch quando si parla di qualit della vita e soprattutto della sua durata, gli americani hanno ben poco di cui vantarsi. Mentre in tutto il mondo l'aspettativa di vita cresce costantemente, anche se non sempre uniformemente, in America le cose vanno alla rovescia. Nello studio, che analizza le statistiche tra il 1987 e il 2007, si scopre infatti che anno dopo anno, il grande paese sceso nelle classifiche mondiali. Per arrivare, per l'appunto 4 anni fa, addirittura al 37 posto. E se si guarda a cosa succede in alcuni degli Stati pi poveri, le cose vanno ancora peggio. Nella contea di Holmes ad esempio, nel Mississipi, una donna pu sperare di arrivare a 73-74 anni, ovvero a quella che era l'et media nelle societ pi avanzate nel lontano 1957. E la vita degli uomini l ancora pi breve, si ferma in media ai 66 anni. Il Mississippi non una terribile eccezione, visto che secondo lo studio dell'universit di Washington tra il 2000 e il 2007 ben l'80% delle contee americane ha fatto la marcia del gambero. Il pi grande declino nelle aspettative di vita dai tempi della 'spagnola' del 1918 come scrivono allarmati i ricercatori. Paragonando quello che sta accadendo ora nientemeno che all'epidemia che falcidi gli Stati uniti all'inizio del 900. Anche negli Stati uniti ovviamente il panorama non uniforme. N geograficamente n socialmente, n tantomeno etnicamente. Al primo posto di questa classifica negativa ci sono gli Stati del Sud est, del Midwest meridionale e dell'Appalachia. I poveri, e le minoranze, soprattutto i neri, vedono la vita accorciarsi anno dopo anno. Ma la cosa pi singolare che adesso persino le donne, che tradizionalmente nel mondo occidentale sono le pi longeve, perdono terreno. Il trend, dice un altro studio del 2010, cominciato nel 1997, e il risultato che ora la loro aspettativa di vita, quantomeno in Mississippi o in gran parte dell'Oklahoma e del Tennessee, paragonabile a quella di paesi ben pi poveri, come l'Honduras, il Salvador o il Per. Molti ricercatori sono rimasti stupiti dai nuovi dati. Ma quando si passa a chiedersi il perch sono tutti concordi. Se negli Stati uniti si vive male, e poco, il motivo lo si trova nel sistema sanitario: l'America l'unico paese cosiddetto avanzato che non protegge la salute dei suoi cittadini. L'unica speranza che dal 2014, quando entrer in vigore la riforma voluta da Barack Obama, qualcosa cambi.

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di Federico Ercole

orza, saggezza e coraggio: sono questi i tre elementi che compongono la Triforza, nella forma di tre triangoli lucenti uniti insieme in un frattale che ricorda quello disegnato dal matematico polacco Waclaw Sierpinski. La Triforza il simbolo delle Leggende di Zelda, la serie di videogiochi davventura inventata da Shigeru Miyamoto gi padre di Super Mario nel 1986 per il Nintendo Entertainment System. Quando usc in Giappone, e lanno dopo negli Usa, fu un successo enorme e chi ci gioc fu immediatamente consapevole che la storia dei videogiochi sarebbe cambiata per sempre. Era nato un genere nuovo e un nuovo modo di raccontare. Era lalba di una nuova onda che avrebbe trasformato lintrattenimento elettronico in epopea. Giocare 25 anni dopo alla prima Leggenda ancora unesperienza emozionante, soprattutto per chi possiede la cassetta originale e un NES funzionante. Si sfila la cartuccia dorata, la prima a consentirci di salvare la nostra posizione di gioco, dalla sua bellissima copertina dello stesso colore e dopo averla inserita nella console si ascolta il tema composto da Koji Kondo, ancora oggi immutato, se non nella ricchezza dellorchestrazione per levoluzione degli hardware. un motivo vagamente beethoveniano che ci introduce nella dimensione fantasy, lirica ed eroica della saga. Leggiamo una scritta scorrere sullo schermo che ci racconta del pericoloso Ganon che vuole impadronirsi della Triforza per dominare il mondo e di Zelda, una principessa che infrange la Triforza della saggezza in 8 frammenti, per salvarli, e li occulta. Poi tocca a noi e per la prima volta indossiamo i panni verdi di Link (si chiama sempre cos, come legame, il link tra la nostra realt e quella virtuale, egli non parla mai perch siamo noi che giochiamo a fornirgli pensieri, parole e emozioni) pronti a salvare il mondo e la principessa Zelda. Tutti gli elementi del videogioco moderno e contemporaneo del genere avventuroso e non solo sono gi presenti in Legend of Zelda, che Miyamoto immagin passeggiando nei boschi attorno a casa sua. Si pu esplorare un mondo vasto e diversificato con un suo ecosistema complesso, si sale di livello aumentando la salute di Link, si possono usare utensili e armi diverse, si risolvono enigmi, si perde tempo in avventure opzionali...

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Negli anni successivi e con il succedersi degli hardware Nintendo ogni Leggenda diventata una pietra miliare della storia dei videogiochi, stabilendo nuovi parametri deccellenza, significando qualcosa di speciale per chi ha vissuto quelle lunghe, complesse e sempre coinvolgenti avventure elettroniche. C sempre una principessa, c sempre Link e quasi sempre il perfido Ganon, ma sono le invenzioni e le idee nuove, gioco dopo gioco, a rendere questa serie sublime, e gli attimi depica e poesia, come il confronto con il Link oscuro in Legend of Zelda: Adventure of Link per NES. O come raccogliere la prima tintinnante Rupia verde, la valuta di Hyrule, il mondo della saga, falciando un cespuglio. Il risveglio di Link in Legend of Zelda: Link to the Past, uscito per la pi grande console di tutti i tempi, il Super Nintendo, quando camminiamo sotto una pioggia che diventa il presagio liquido della sciagura imminente. Solcare le acque delle distese marittime di Legend of Zelda: Windwaker per Game Cube, mentre dimprovviso le nuvole si radunano e scoppia una tempesta. Guidare il treno facendolo fischiare in Legend of Zelda: Spirit Tracks per DS. Trasformarsi in un grande lupo nero-grigio in Legend of Zelda: Twilight Princess per Wii. Ci vorrebbe un lungo romanzo per raccontare i grandi momenti delle avventure di Link. Poi c sempre la musica e non solo la notevole colonna sonora, suonare uno strumento diviene parte del gioco: soffiamo dentro ocarine magiche, ululiamo insieme ai lupi in un coro dolente e selvaggio, dirigiamo le sinfonie aeree dei venti con una bacchetta da direttore dor-

chestra magica. C tuttavia, tra questi capolavori che vanno oltre lintrattenimento, e che come Lohengrin per Natalia Ginzburg ci fanno dimenticare per qualche tempo loscuro domani, una Leggenda che molti considerano la pi grande, addirittura ritenuta da tanti critici il migliore videogioco mai realizzato, Legend of Zelda: Ocarina of Time. Usc nel 1998 per Nintendo 64. unavventura lunghissima tanto che quando si pensa che possa essere finita, dopo ore di gioco, scopriamo che appena iniziata. C un mondo vastissimo da esplorare camminando, nuotando e a cavallo e il tempo scorre, offrendoci albe e tramonti che amplificano il realismo fatato del gioco. Link cresce e da bambino diventa adulto. Ci sono atmosfere spaventose oltre che meraviglianti e la rappresentazione del Male assume tinte davvero oscure, cosmiche e tragiche. appena uscito un remake per 3DS di questo capolavoro assoluto e i fan, pur essendone fatalmente attratti, si sono chiesti se valesse la pena rifare un videogioco gi perfetto, un videogame che rimasto nel cuore degli appassionati tanto da influenzare le scelte della loro vita, come ci racconta lattore Robin Williams nello spot del gioco, dicendo di avere chiamato sua figlia Zelda do-

Atteso per la fine dell'anno il nuovo episodio della saga di Zelda, ormai un classico del fantasy che si mantiene entusiasmante nonostante il quarto di secolo che si porta sulle spalle

po avere terminato Ocarina of Time. Il mondo di Hyrule in questa versione ridisegnata in 3D un luogo in cui dolce ed entusiasmante viaggiare ancora. un po come immaginarsi un Peter Pan adulto che torna nell'Isola Che Non C con gli occhi della maturit, cogliendone dettagli che prima non aveva colto. Oppure ascoltare Mozart da bambini e risentirlo dopo avere studiato per anni composizione e armonia. Perch dopo tutti questi anni Ocarina of Time ancora, davvero, il pi grande gioco di tutti i tempi. Le tre dimensioni aggiungono una profondit di campo e uno splendore, anche nei luoghi pi terrificanti, che sfiora gli occhi e la memoria con una bellezza travolgente. Vediamo le scintille tonde ed evanescenti lasciate nellaria dalla fata Navi, che ci accompagna durante lavventura, materializ-

EMOZIONI VIDEOLUDICHE DA MIYAMOTO

Zelda, leggenda(ria) da venticinque anni

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zarsi oltre lo schermo dandoci lillusione di giocare e scherzare con le nostre ciglia; ammiriamo in lontananza, oltre la valle verdeggiante, il profilo delle torri del castello di Hyrule stagliarsi contro le nubi come se osservassimo un panorama vero da una finestra; vediamo lultimo raggio del sole che tramonta bucare lo schermo e poi dissolversi in una grigia aurora prima che tonda sorga la luna, che levita tra noi e la console. Presente e passato si sovrappongono in una quarta dimensione che quella del sentimento e del ricordo e se gli appassionati di videogiochi, nella marea di nuove uscite, quando finiscono un gioco entrano subito e senza difficolt in un altro, con Ocarina of Time avviene qualcosa di diverso e dopo la sua conclusione pi difficile, per qualche tempo, intraprendere una nuova avventura virtuale, e ci si accorge di trovarsi a fantasticare sulla nuova Leggenda di Zelda, che dovrebbe uscire a fine anno per Wii. Si tratta di Skyward Sword e racconter di un Link adulto, un abitante dei cieli che scende sulla superficie di Hyrule per salvarla ancora una volta. Lo stile grafico del gioco rimanda, secondo le dichiarazioni di Miyamoto e Eijii Aonuma, alla pittura impressionista, soprattuto quella di Cezanne. Legend of Zelda solo un videogioco, quindi un prodotto dellindustria dellintrattenimento che nel nostro paese condivide il nome con le macchinette ruba-soldi che riempiono bar e tabaccai. Ma Legend of Zelda solo un videogioco come Amore e Psiche di Canova solo una scultura, La Madonna del Parto di Piero della Francesca solo un affresco, Vivre sa Vie di Godard solo un film e la quinta sinfonia di Bruckner solo musica. Legend of Zelda arte, un dono elettronico dellingegno allumanit. www.effecinque.org

ALTRI MONDI

di Bruno Di Marino

I capitoli della saga su Hyruledi F. E.

e leggende di Zelda sono quasi tutte da giocare, se si escludono le due orripilanti uscite per lormai dimenticata console Philips CD-I su licenza Nintendo. Quasi tutte le avventure si svolgono in ambiti spazio-temporali diversi e sono indipendenti le une dalle altre, anche se Majoras Mask si svolge nel mondo di Ocarina of Time e Phantom Hourglass e Spirit Tracks in quello di Windwaker. Il mondo tuttavia, nelle sue variazioni, sempre quello di Hyrule, il protagonista il verde-vestito Link, la principessa Zelda e il cattivo Ganon. Ecco i giochi imprescindibili, e reperibili, della serie, non considerando Ocarina of Time e il suo remake.LEGEND OF ZELDA (1986, Nes). Sono pochi quelli che possiedono il gioco originale, un vero pezzo da collezione, ma la prima leggenda pu essere scaricata sulla Virtual Console di Wii. Moderno, vasto e rivoluzionario. La prima leggenda non si scorda mai. LEGEND OF ZELDA: LINKS ADVENTURE (1987, Nes): Anche questo si pu scaricare su Virtual Console Wii. Un mago malvagio vuole resuscitare Ganon sfruttando il cadavere di Link. Il gioco cambia visuale quando si entra nei dungeon, trasformandosi da una visuale isometrica dallalto nelle due dimensioni a scorrimento laterale. Vasto e complesso, Link oscuro cattivissimo ma c un trucco per eliminarlo facilmente. THE LEGEND OF ZELDA: A LINK TO THE PAST (1991, Super Nes, Game Boy Advance, Virtual Console Wii). Dopo Ocarina of Time la pi lunga e profonda avventura di Link, nello splendore colorato a 16 bit del Super Nintendo. Due dimensioni da esplorare, enigmi ostici ma appaganti, nemici cattivissimi, Ganon suino diabolico. Nella cassetta originale cera un foglio sigillato da aprire in caso di difficolt con la soluzione di alcune parti del gioco. La pi bella avventura dei primi anni 90. THE LEGEND OF ZELDA: LINKS AWAKENING (1993, Game Boy). Una leggenda inusuale come ambientazione ma splendida, ne appena uscita una versione colorata scaricabile per 3Ds. Link si risveglia dopo un naufragio sullisola di Koholint,

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lunico modo per tornare su Hyrule trovare otto strumenti magici e suonarli al cospetto di un uovo gigantesco del Pesce del Vento.THE LEGEND OF ZELDA: MAJORAS MASK ( 2000, Nintendo 64, Virtual Console Wii). Una specie di seguito, episodio parallelo, variazione straordinaria di Ocarina of Time, in cui Link torna indietro e rivive in continuazione lo stesso lasso temporale per salvare Hyrule da una maledizione. Come dice il titolo le maschere vi hanno un ruolo fondamentale. Ci sono momenti angoscianti, quasi spaventosi. THE LEGEND OF ZELDA: WINDWAKER (2003, Game Cube). Meraviglioso da vedersi e da giocare, con una grafica che ricorda un cartone animato e i cieli e i mari i disegni di Miyazaki. Hyrule sommersa dalle acque e in compagnia di una barca senziente viaggiamo tra mari e isole in unavventura marinaresca-fantasy che ancora adesso stupisce per la bellezza dei luoghi e la caratterizzazione dei personaggi. Il cattivo un Ganon dalla statura shakespeariana, Zelda combatte con noi sparando dardi di luce nel finale, indimenticabile, del gioco. THE LEGEND OF ZELDA: TWILIGHT PRINCESS (2006, Game Cube, Wii). La pi nera, oscura e disperata avventura di Link e della sua Principessa. Link si trasforma in lupo in un mondo che cede alla tenebra, Midna uno dei pi grandi personaggi di tutta la storia dei videogiochi. Ganon orrore puro, Zelda leterno femmineo. THE LEGEND OF ZELDA PHANTOM HOURGLASS e SPIRIT TRACKS (2007 e 2009, Ds). Le due avventure portatili per i due schermi del Ds utilizzano lestetica solo apparentemente naif di Windwaker e ne condividono luniverso. Nel primo utilizziamo una barca, nel secondo un treno magico. Piccoli grandi capolavori che utilizzano alla perfezione il touch screen del Ds. Non c Ganon ma altri mali universali. ]www.effecinque.org

FAR LAMOREFrancia, 2011, 4, musica: Bob Sinclar, regia: Denis Thybaud, fonte: Mtv

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Il party milanese in onore di Sinclar e del suo brano che remixa il refrain della Carr Far lamore di quelli travolgenti ed altamente erotici. Thybaud ci mostra una serie di situazioni, saturando i colori e lavorando efficacemente con il montaggio. Ma leffetto comico e narrativo dato dallo stesso Sinclar che, in compagnia di una bella amica italiana, tenta invano di raggiungere in taxi la festa. Il tassinaro per non meneghino, infatti si serve di una mappa della citt per orientarsi. Conseguenza: Bob e la fanciulla arriveranno a party ormai concluso. Divertente come idea, ma diverte ancor di pi sentire parlare in italiano il dj francese dallaria piuttosto stranita, con il finale dove si rivela un impenitente playboy.

UNEMOZIONE INASPETTATAItalia, 2011, 7, musica: Raf, regia: autore ignoto, fonte: Mtv

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Si svolge tutto in una stanza questo clip di Raf, anche se un ambiente dove sembra ci sia assenza di gravit, poich il cantautore comincia a camminare sulle pareti e sul soffitto. Fin qui siamo dalle parti di Dancing on the Ceiling diretto negli anni 80 da Stanely Donen per Lionel Richie. Ma poi ecco il muro contro cui sistemato il letto trasformarsi in superficie prima di terra e poi liquida, sulla quale Raf sguazza e si rotola. I trucchi, a parte gli inevitabili interventi digitali, sono quelli classici, con un set creato appositamente per realizzare questo genere di effetti, invertendo il sopra con il sotto. Il risultato non originalissimo ma accettabile.

CANT STOP ME NOWBelgio, 2010, 328, musica: Goose, regia: Megaforce, fonte: Youtube.com

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I quattro componenti della band di rock elettronico nata nel 2000, scalano una parete ripida in un paesaggio sulfureo e notturno, colpiti da frecce, aggrappandosi a mani e braccia che spuntano dalla roccia. Un gigantesco occhio-bocca come una sorta di minacciosa divinit ripete il titolo-refrain del brano. Megaforce (collettivo di registi francesi) si concentra soprattutto sul paesaggio cupo ma infuocato, barocco e sublime, con echi caravaggeschi e turneriani, componendo un videoclip denso di suggestioni per i Goose. Il brano fa parte dellalbum omonimo.

TOXICUsa, 2004, 330, musica: Britney Spears, regia: Joseph Kahn, fonte: Mtv Dance

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Nei panni di una sensuale hostess di un aereo, Britney si porta nella toilette un viaggiatore sottraendogli una chiave elettronica. Ora la Spears a Parigi con un look decisamente aggressivo, tuta nera e capelli rosso fuoco. Con il dispositivo accede in un futuristico caveau e, elusi tutti i sistemi di sorveglianza, ruba una misteriosa capsula contenente un liquido verde (toxic appunto) che, nella sequenza successiva, versa nella bocca di un uomo dopo averlo sedotto con il suo bacio. Veleno? Assenzio? Non ha molta importanza, tanto questo video diretto da Kahn pur se rivisto numerose volte rimane piuttosto criptico, come una spy story. Ci che conta il ritmo trascinante e lorgia di effetti speciali con cui trasforma la popstar in una femme fatale tecnologica. Eros, glamour e hi-tech si mescolano con grande sapienza in questo Toxic, fotografato da Brad Rushing e montato da David Blackburn.

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SEGUE DA PAG 4

SINTONIEfilippo brunamonti antonello catacchio mariuccia ciotta giulia da. vallan luigi onori roberto silvestri silvana silvestri

LOMAGGIO

VITTORIO RACCONTA GASSMAN, UNA VITA DA MATTATOREDI GIANCARLO SCARCHILLI; CON VITTORIO GASSMAN, AGOSTINA BELLI. ITALIA 2010

LE VIE DEL CINEMAPARCO DI NARNI SCALO 5-10 LUGLIO

Ideato da Alessandro Gassman insieme a Giancarlo Scarchilli, ricostruisce il percorso professionale e umano del Mattatore attraverso materiali inediti, di repertorio, filmini di famiglia e la voce di Vittorio Gassman stesso e di suo figlio Alessandro, con la partecipazione straordinaria di colleghi ed amici tra cui Agostina Belli, Sergio Castellitto, Dino De Laurentiis, Giancarlo Giannini, Roberto Herlitzka, Mario Monicelli, Ornella Muti, Jacques Perrin, Anna Proclemer, Gigi Proietti, Francesco Rosi, Ettore Scola, Jean-Louis Trintignant, Carlo Verdone, Paolo Virz.

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LIBERA USCITADI BOBBY FARRELLY, PETER FARRELLY; CON OWEN WILSON, JASON SUDEIKIS. USA 2011

THE CONSPIRATORDI ROBERT REDFORD; CON ROBIN WRIGHT, JAMES MCAVOY. USA 2011

La guerra di Secessione terminata con la sconfitta dei sudisti, ma il conflitto ha lasciato strascichi: il 14 aprile il presidente Lincoln ucciso da John Wilkes Booth. Tra gli arrestati c anche Mary Surratt, poich le riunioni per organizzare gli omicidi venivano fatte nella sua pensione. Labilit di Robert Redford e dello sceneggiatore James Salomon sta nel mostrare quanto sia difficile mantenere i nervi saldamente democratici di fronte a un attacco durissimo. In filigrana si legge quello che avvenuto negli Usa dopo l11 settembre e la lettura del film apre squarci inquietanti sui piani alti del potere. (a.ca.)

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Quando allorizzonte era apparso Tutti pazzy per Mary sembrava che due nuovi geni irriverenti si fossero affacciati nellolimpo hollywoodiano. Negli anni successivi, pur firmando film anche curiosi, non riuscirono pi a bissare quel successo cos eccentrico. Ora, tredici anni dopo, la coppia sembra avere subito una mutazione genetica: nel loro mirino entrano infatti un paio di quarantenni in odore di imbecillit. Linvoluzione dei Farrelly non sta tanto nellaver reso macchiette i due protagonisti maschili, quanto nel non aver saputo costruire situazioni che non fossero tutte ancorate alle convenzioni. (a.ca.)

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La diciassettesima edizione di Le vie del cinema, rassegna dedicata ai film restaurati diretta da Alberto Crespi e Giuliano Montaldo per iniziativa del Comune di Narni con la collaborazione della Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia-Cineteca Nazionale, propone questanno un omaggio speciale a Mario Monicelli, grande amico della rassegna. Un suo allievo e amico, Giovanni Veronesi presenter la Grande guerra. Il Comune di Narni mostrer in anteprima al pubblico la targa dedicata al regista che verr affissa nel cinema di Narni che, realizzato tre anni fa, non aveva ancora un nome e si chiamer Cinema Mario Monicelli. Ospiti della manifestazione a presentare i loro film preferiti (e restaurati) sono Ferzan Ozpetek (Lonorevole Angelina di Zampa), Gianni Di Gregorio (Vaghe stelle dellorsa di Visconti), Susanna Nicchiarelli (Sogni doro di Moretti), Rocco Papaleo (Grazie zia di Samperi), Alba Rorhwacher (Diario di un maestro di Vittorio de Seta). (s.s.)

di filippo brunamontiLa graphic novel noir-Vittoriana di John Harris Dunning e Nikhil Singh, Salem Brownstone: All Along the Watchtower (ed. Candlewick Press), letteratura disegnata senza compartimenti stagni, dalle visioni molto inquietanti, com' inquietante il mondo. Marchia un punto di rottura tra Edgar Allan Poe e H. P. Lovecraft, rende fragili e deperibili i tratti proliferati di Alan Moore (Watchmen) e Dan Clowes (Ghost World), fino ad abitare lo spazio desertico di Halo Jones e Ice Haven. Ne parlano DazedDigital e il Guardian con appassionato calore. Nella pagina di apertura, l'autore sud africano John Harris Dunning avverte: Chi ama il curioso e l'inconsueto, l'inquietante, il macabro (...) chi cerca gli orrori elettrizzanti nella sua vita apparentemente banale (...) farebbe bene a stare attento a ci che desidera. Leggere Salem Brownstone come leggere la nostra lunga, arguta serie di paure, che teniamo nel cassetto e che ci accompagner per sempre: le illustrazioni di Nikhil Singh arricchiscono il viaggio di Salem Brownstone, traghettandolo da un'esistenza tristemente ordinaria, fatta di Sit & Spin Laundromat, a una realt ereditaria con padre morto a carico e una magione popolata da figure gotiche, come il Dr. Kinoshita e il suo Circus of Unearthly Delights. Cos giovane, da dove scappato per raggiungere la sua realt? Ho vissuto in Sud Africa fino a 24 anni e sono cresciuto durante l'Apartheid, quando si viveva isolati dal resto dell'umanit, senza contare la castrazione dell'informazione, delle tv e dei giornali sotto censura. Una frustrazione per creativi e talenti. Sognavo Londra e New York come fossero Atlantide tanto era conservatore lo stato di creativit in Sud Africa. Finita l'universit (ha studiato cinematografia, ndr.) ho preso il primo volo per Londra e non ho pi guardato indietro. All'Africa devo l'ispirazione e le sono grato per avermi fatto rimanere outsider. Com' convissuto con la storia di Salem Brownstone? All'inizio l'ho pensata come un metafumetto, letteralmente un fumetto-nel-fumetto. Poi assieme al collega Jason Masters mi sono concentrato su tre amici adolescenti che trovavano Salem Brownstone, il fumetto, lo leggevano e - come accade in Creepshow - ne narravano ciascun episodio. Questi brevi estratti sono stato pubblicati in Inghilterra nell'antologico Sturgeon White Moss per poi evolversi. Scrivere fumetti un modo per restare giornalista? Mi occupo di giornalismo ma non basta. Sin dall'infanzia ho pensato a disegnini. Sono cresciuto leggendo William Burroughs, Anais Nin, Paul Auster, Thomas Pynchon e Chester Himes, mi sono appassionato ad Alice nel Paese delle Meraviglie e a Sherlock Holmes, anche se in ritardo rispetto ai miei coetanei. Ho visto e apprezzato molti film dell'orrore come Nightmare: Dal profondo della notte o Halloween, e fantasy come Dune, Altered States... i fumettisti che porto nel cuore sono Grant Morrison e Pat Mills. Che cosa l'affascina artisticamente? I pazzi, gli spiantati, il surrealismo e i rivoluzionari.

IL FESTIVALGENOVA FILM FESTIVALTHE SPACE CINEMA 27 GIUGNO - 3 LUGLIO

MICHEL PETRUCCIANI. BODY AND SOULDI MICHAEL RADFORD. DOCUFILM. FRANCIA ITALIA 2011

GIALLO/ARGENTODI DARIO ARGENTO; CON ADRIEN BRODY, EMMANUELLE SEIGNER. ITALIA 2011

Dario Argento rimane immenso, elevando le pulsioni della sua estetica horror ad artigianato shock del subconscio, a cardiogramma feroce di cento succedanei. Nonostante le infinite difficolt produttive, una trama sempliciotta e un cast (Adrien Brody, Emmanuelle Seigner, Elsa Pataky) alla sbando, Argento si conferma genio invisibile, un bambino che nella sua vita cinematografica migliora le coscienze interiori di ognuno di noi. Dario Argento anche il motivo per cui psicologi e critici hanno ancora la sensazione di esistere (per tanti motivi, senza riuscirci). Non a caso, i personaggi di Giallo possiedono tutti qualcosa di freudianamente irrisolto nella loro infanzia, e un po come il grande demiurgo raramente tornano nei luoghi in cui sono stati da bambini, se non con la memoria. (f.bru.)

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Michael Radford (Il mercante di Venezia, Il postino) intreccia le testimonianze dirette e quelle del padre, delle molte donne della sua vita (dalla hippie Erlinda alla pianista classica Gilda Butt, che lo spos), jazzisti francesi ed americani (da Aldo Romano a Joe Lovano), produttori discografici, il figlio Alexandre ed altri personaggi che furono vicini al pianista. Biografia che appassiona e pu sedurre anche chi non sia un amante del jazz. Emergono con straordinaria forza il carattere di Michel Petrucciani, la sua indomabile voglia di vivere e sperimentare, la capacit di vincere una malattia terribile e invalidante, lo slancio nel condurre con estrema intensit la propria esistenza, creando musica di rara potenza e ispirazione. (l.o.)

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Ultime battute della 14a edizione del Genova Film festival: oggi sar presentato nellambito del focus Oltre il confine: sguardi sul Kosovo il film di Giancarlo Bocchi Fuga dal Kosovo (sala 5 ore 17) realizzato tra il 1999 e il 2001, primo di una trilogia, a cui seguir lincontro con il regista. Concorso di corti e documentari alla presenza degli autori (sala 7 ore 14). Alle ore 21 si terr la cerimonia di premiazione del festival e lanteprima del film Lo sbarco di Adonella Marena e Dario Ferrario. Domenica 3 Per il focus sullEcuador (sala 5 ore 15): La tigra di Camilo Luzuriaga (1990), La Polverera di Manuela Borgetti, Maria Rosa Jijon e Sonia Maccari (2005) a cui seguir lincontro con Maria Rosa Jijon e Fuera de juego di Victor Arregui (2002). Alle 21 per il 150 dellUnit dItalia: Ma che storia... di Gianfranco Pannone alla presenza del regista. Il festival si conclude con lincontro con Pupi Avati protagonista questanno della manifestazione. Seguiranno i suoi film Una sconfinata giovinezza (2010) e Il testimone dello sposo (97). (s.s.)

I CORTOMETRAGGIMAREMETRAGGIOTRIESTE, CINEMA ESTIVO GIARDINO PUBBLICO, TEATRO MIELA, 1-9 LUGLIO

PAULDI GREG MOTTOLA; CON SIMON PEGG, NICK FROST. USA 2011

ISOLA 10DI MIGUEL LITTIN; CON BENJAMN VICUA, BERTRAND DUARTE. CILE 2009

Un episodio poco conosciuto del golpe cileno. I ministri del governo Allende, il suo segretario personale e altri esponenti della pubblica amministrazione furono portati nel profondo sud del paese, sull'isola Dawson. Tra quei trenta prigionieri c'era anche il ministro delle miniere Sergio Bitar, che ha scritto un libro a cui Littin si ispirato. Nel campo i detenuti perdono la loro identit e i contatti con il resto del paese, i loro nomi sono ridotti a numeri. Il tessuto del film si allarga un po' alla volta in un respiro profondo a comprendere non solo la loro vicenda personale fatta di dignit e forza morale, ma quella dell'intero paese in un momento fissato per sempre nella storia, l'assalto alla Moneda e la morte di Salvador Allende (e Littin non ammette la teoria del suicidio, ora infatti si riaperta linchiesta).(s.s.)

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Due amici fanatici di sf, scrittori di avventure galattiche partono da Roswell, New Mexico dove, come si sa, atterr un disco volante e salvano dalle macerie di unauto maldestramente guidata un alien alto un metro di nome Paul che produce incanti come Elio (e le Storie Tese) che infatti lo doppia in italiano. Ne restano cos affascinati che se lo portano, perennemente inseguiti, in giro in camper per gli States prima di consegnarlo allastronave marziana di soccorso. Lex filmaker indie Greg Mottola maneggia un budget serio ma non vacilla e interviene con larma invincibile dellumorismo. (r.s.)

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Maremetraggio dodicesima edizione dedicato ai migliori cortometraggi si tiene a Trieste con un gran numero di film, iniziative e ospiti: 79 tra i migliori corti internazionali e 8 opere prime italiane, tra gli ospiti Christiane Filangieri, Francesca Inaudi, Luca Lucini, Elisabetta Rocchetti, Marco Rulli, Gianfelice Imparato, Pietro Ragusa, Andrea Bosca, Angelo Orlando. Anche quest'anno ci sar la sezione Oltre il muro, che porta il cinema all'interno del carcere di Trieste, il Coroneo. I detenuti potranno assistere alle proiezioni di alcuni cortometraggi e formeranno una giuria che, sotto la guida del regista triestino Davide Del Degan, Nastro d'argento per il corto Habibi, attribuir il premio Oltre il muro - Provincia di Trieste al miglior corto della selezione. Una prospettiva dedicata al miglior attore emergente dedicata a Andrea Bosca (foto) che nel cast di Noi credevamo di Mario Martone (in programma). Sabato 9 incontro con attori e registi delle opere prime in concorso. (s.s.)

IL DOCUMENTARIODOCUMENTARY IN EUROPEBARDONECCHIA 4-8 LUGLIO

13 ASSASSINIDI MIIKE TAKASHI; CON GORO INAGAKI, KOJI JASUKO. GIAPPONE 2010

Remake dal film di Eichi Kudo del 63, il pi grande del genere wu xia, un omaggio non solo al genere samurai e al gioco dazzardo, ma anche al western allitaliana, dedicato a Sergio Corbucci, realizzato dallattore e regista spacialista di neo-horror, riuscita metafora del potere dispotico incarnato in Naritsugu, principe feudale del 1844 e della sua idea di popolo come servitore del sovrano. Miike si diverte a fare un po di accademia ma resta quel giocoliere naturale dellumorismo e della violenza che ha esibito nella sua lunga carriera

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Documentary in Europe, manifestazione internazionale dedicata al documentario un appuntamento importante per produttori, registi, responsabili di emittenti, addetti ai lavori. Il workshop, a cui sono giunti per la selezione 164 progetti da 28 paesi del mondo, si articola in due sezioni, il Pitching Forum e il Match Making riservato ai progetti che hanno gi una produzione. Nel corso del workshop si vedranno Cinema Komunisto di Mila Turajlic (che terr una masterclass il 6 luglio) la storia della Avala Film Studios nata nei pressi di Belgrado per volere di Tito, Lost Down memory Lane di Klara Van Es che tratta il tema dellAlzheimer visto con gli occhi delle persone che ne sono affette, La casa verde (una storia politica) di Gianluca Brezza, storia di una casa rimasta imprigionata nel cantiere del nuovo palazzo della Regione Lombardia a Milano. La settimana del documentario aperta al pubblico propone la migliore produzione italiana e a conclusione sar assegnato un premio del pubblico e un premio per il pubblico. (s.s.)

Scienza della storia e della politica Il marxismo e la sociologia sono in crisi, vabbene, ma non questo il problema. Il problema che Antonio Gramsci, nei Quaderni del carcere, ha criticato il marxismo da Bucharin a Marx e la sociologia da Weber a Comte, e avviato una nuova scienza: la scienza della storia e della politica - ma i marxisti e i sociologi non lo sanno. Per Gramsci la conoscenza scientifica dei processi storico-politici non prende lavvio da alcuna concezione generale del mondo e della storia, bens dallesperienza. Il contrario, cio partire da una filosofia, produce necessariamente una subordinazione che impedisce il raggiungimento dellautonomia della nuova scienza. Come abbiamo visto nella critica delle sociologie, la caduta teorica del marxismo il suo deterioramento contenuta nella assunzione del materialismo filosofico come fondamento dellanalisi scientifica dei processi storici e naturali. Ma cosa questa esperienza che fonda il processo conoscitivo? Non si tratta dei dati empirici, poich questi sono gi ordinamenti della realt elaborati sulla base di concezioni teoriche determinate esplicite o implicite. Per esperienza Gramsci intende i processi storici concreti, la storia stessa nella sua infinita variet e molteplicit; esperienza che non pu essere schematizzata proprio per il fatto che non costituita di dati (classificabili), ma di azioni, di processi complessi singolari. In tal modo Gramsci si oppone simultaneamente tanto ad una fondazione di carattere speculativo, quanto a una fondazione di carattere empirista della conoscenza scientifica. (...). Sconfitto politicamente, Gramsci aveva individuato la causa della propria sconfitta (che prevedeva si sarebbe estesa a tutto il movimento comunista) nella mancanza di una cultura scientifica indispensabile per guidare il processo storico-politico di sostituzione del vecchio mondo con uno nuovo (che concepisce come la creazione di una nuova civilt). Aveva realizzato la critica delle teorie esistenti (il marxismo e la sociologia) e identificato il bisogno di una nuova scienza. Come costruirla? Da dove prendere le mosse? Il punto di partenza non si poteva trovare i