Britalyca News Londra (La Voce Alternativa)

6
Periodico di libere e approfondite informazioni gratuite. Fondato ed Edito da Carmine Gonnella [2005] II Edizione n: 20 Feb. . 2016 L’ INFORMAZIONE E’ MEZZO DI APPROFONDIMENTO E NON DI INDOTTRINAMENTO Siamo su www.britalycanewslondra.com, http://issuu.com/carminegonnella, https://www.facebook.com/carmine.gonnella NOTIZIE LOCALI //////////////////////////////////// Calabritto e dintorni /////////////////////////////////// Britalyca News Londra N: 20 Feb.2016 Calabritto e dintorni – ultima pagina FREE FREE Aeroporto di Salerno: i nuovi voli Si torna a volare dall'aeroporto di Salerno: ecco le nuove destinazioni L'agenzia Travel Before conferma le nuove tratte che saranno attivate dal prossimo mese di giugno. Intanto spuntano i primi dati della compagnia El Al Israel Airlines che pochi mesi fa ha reso operativo il collegamento aereo dalla Campania verso Israele Aeroporto di Salerno: i nuovi voli Adesso è ufficiale: dal prossimo 3 giugno si tornerà a volare dall’aeroporto Costa d’Amalfi di Salerno. Otto i voli aventi come destinazioni Corfù, Ibiza, Malta, Milano, Mostar, Lourdes, Olbia e Verona. Ad operare sarà la compagnia tedesca Avanti Air con aerei da 100 posti a sedere. Nuove destinazioni sono in fase di studio e saranno annunciate nei prossimi mesi dalla Travel Before, l’agenzia che ha programmato i voli guidata da Giancarlo Vitolo. In particolare dall’inizio della prossima estate saranno effettuati i se- guenti voli: Salerno - Corfù (1 volta a settimana - sabato) Salerno - Ibiza (1 volta a set- timana) Salerno - Malta (1 volta a settimana) Salerno - Milano Malpensa (2 volte a set- timana - venerdì e domenica) Salerno - Mostar (2 volte a settimana - martedì e venerdì). Le tratte con i relativi orari sono visibili, dallo scorso 6 gennaio, sul booking on line all'indi- rizzo www.travebeore.it dov'è possibile acquistare i voli, sia per gli utenti privati che agen- zie di viaggi, ed i pacchetti turistici legati ai voli stessi. Intanto spuntano i primi dati dalla compagnia El Al Israel Airlines che pochi mesi fa ha attivato il collegamento aereo dalla Campania verso Israele. Circa tre ore di viaggio con aeromobili di ultima generazione Boeing 737/800. I salernitani - rivela La Città - che de- collano verso Tel Aviv sono circa 300. Un cifra a dir poco sorprendente. salernotoday.it/ «A Calitri si sopravvive, i nostri figli destinati a scappare» «Non fate emigrare mio figlio». E' l'appello che lan- cia Massimiliano Sibilia, 41 anni. Gestisce un bar nella piazza di Calitri. Per vent'anni ha lavorato in una fabbrica del posto che poi ha chiuso. «Noi ci siamo rimes- si in gioco, siamo ripartiti da zero, tra mille difficolta. Oggi, a Caliti si sopravvive. Non si vive». Ed è per tale ragione che Massimiliano è preoccupato per il futuro dei suoi ragazzi ITALIANI ALL’ ESTERO E IN ITA- LIA Giorgio Brignola Pagina 4 Pagina 4 Comunicati Goffredo Palmerini La poesia visiva di Magdalo Mussio Pagina 10 Quaglietta ieri e oggi nel libro di Ficetola Presso la Chiesa di Maria Ss. del Carmine di Quaglietta, è in pro- gramma la presentazione del vol- ume "Quaglietta ieri e oggi" di Ger- ardina Ficetola. La pubblicazione, a cura della Pro Loco Aquae Electae di Quaglietta, è patrocinata moralmente da Unpli, Servizio Civile Nazionale, Regione Campa- nia, Provincia di Avellino. «Si tratta di un viaggio nella Qua- glietta di Ieri e di Oggi - scrive Fice- tola nella prefazione del volume - dalla storia passata a quella più at- tuale, dalle sue risorse materiali a quelle immateriali, dai personaggi e dagli eventi del passato remoto e re- cente, fino all’odierno popolo Qua- gliettano e alle sue tradizioni gastro- nomiche e al suo folklore. L’intento è stato quello di ricostruire e met- tere per iscritto tutto ciò che si sa di Quaglietta, inserendo anche quei particolari superflui, di cui si poteva comunque fare a meno ma che io reputo, parimenti, importanti per la sua storia». Da ottopagine.it IL CGIE, ANDREBBE ABOLITO E SOSTITUITO CON UN NUOVO ASSOCIAZIONISMO SOCIOPOLITICO PARTECIPATIVO Nota editoriale Oggi, come ieri si parla ancora di come riformare i Consigli Generali degli Italiani all’ Estero) Si parla di un nuovo Cgie, ma di nuovo ( e si fa per dire) non ha niente, se non i soliti noti al loro interno e che come sempre possono contare sul palmo della mano. I Cgie per chi non lo sappesse sono organi superiori, partoriti dagli stessi Comitati degli Italiani all’ Es- tero, con la missione ( si fa sempre per dire) di portare le istanze e te- matiche migratorie al Parlamento e al governo italiano, per eventuali misure sociali, politiche ed econom- iche. Nel corso dei decenni, come tutti noi all’ estero sappiamo molto bene, sia i Comites, sia i Cgies, sono stati as- similate dalla partitocrazia ( si fa sempre per dire), quando invece avrebbero dovuto rappresentare civil- mente e neutralmente tutti i cittadini italiani all’ estero. Cosi’ non e stato e oggi ci troviamo al cospetto di una marasma di personaggi in cerca d’ autori e di piccole e grandi poltrone. In oltre dieci anni di mia partecipa- zione indiretta e diretta ne ho visti e conosciuti tanti! L’ unica soluzione e’ quella di abolirli e rigenerare un nuovo associazionis- mo che vada oltre i partiti e i person- aggi in cerca d’ autori. Un nuovo as- sociazionismo sociopolitico civico, nutrale e apartitico. E smettiamola di prenderci in giro con le (s)famose rappresentanze parlamentari all’ es- tero, anche quelle e mi duole ammet- terlo, sono state assimilate dai partiti. Con i soldi che spendiamo ( o meglio sperperiamo) per i Cgies e sono tanti credetemi, si potrebbe rilanciare non solo la Cultura italiana all’ estero, ma sopratutto ci potra’ essere piu’ inte- grazione, costruendo reali ponti diretti con Stato, regioni e perche’ no, an- che i comuni di provenienza . ( prima parte) INVESTIRE IN COLLABORAZIONE Britalyca” continua il suo percorso rinnovatore sul fronte della libera informazione on-line. I tratti editoriali, di conseguenza, si andranno a integrare col progetto che la Direzione ha studiato già con l’inizio del 2016. La nostra, di conseguenza, vuole essere solo una riflessione a margine di una professionalità già sperimentata e apprezzata. Ora, ci sembra importante non tanto coinvolgere i politici in questo nostro percorso propositivo e informativo. Riteniamo, invece, più importanti i Lettori che ci seguono dal Regno Unito, ma anche altrove. La matrice internazionale di questa pubblicazione è qualificante. Quindi, riteniamo utile lasciare più spazio a chi ci segue; mantenendo aperto un contraddittorio con chi ritiene di poter offrire un contributo pubblicistico a questo progetto che è stato elaborato tramite una precedente esperienza assai calcolata. Per il futuro, riteniamo fondamentale un “dialogo” operativo in funzione di nuove opportunità giornalistiche. Cioè, tra chi scrive e chi legge. Più che sul numero dei Collaboratori, facciamo conto sulla loro volontà d’essere parte attiva di un Redazione specialistica; modificabile nella composizione e nell’esperienza. Solo investendo in partecipazione, riteniamo possibile offrire ai Lettori nuovi spunti di riflessione e spazi interattivi che potrebbero essere utili anche a chi gestisce la nostra disastrata politica. Giorgio Brignola CRONACA (Doriana Goracci) India: arsa viva a 16 anni, voleva studiare e non sposarsi. Come legna da ardere (Pagina 5) Note Editoriali Pagina /3 e 9 Cultura & Societa’ (Nino Bellinvia) “Gran Galà d’Operetta” (pagine centrali ) L’ESODO IN RIVA AL MARE Migrazioni dei nostril giorni ..(pagina 2 ) Brexit ovvero l’uscita della Gran Bretagna dall’UE Pagina 8 VARIE Chi siamo, Poesie, Vignette e disegni a pagina 11 I muri si sono sempre costruiti per essere poi abbattuti, quando cio’ non avviene e si moltplicano, significa una sola cosa, che non c’e’ ancora niente di nuovo sotto il sole (Carmine Gonnella)

Transcript of Britalyca News Londra (La Voce Alternativa)

Page 1: Britalyca News Londra (La Voce Alternativa)

Periodico di libere e approfondite informazioni gratuite. Fondato ed Edito da Carmine Gonnella [2005] II Edizione n: 20 Feb. . 2016

L’ INFORMAZIONE E’ MEZZO DI APPROFONDIMENTO E NON DI INDOTTRINAMENTO Siamo su www.britalycanewslondra.com, http://issuu.com/carminegonnella, https://www.facebook.com/carmine.gonnella

NOTIZIE LOCALI //////////////////////////////////// Calabritto e dintorni /////////////////////////////////// Britalyca News Londra N: 20 Feb.2016

Calabritto e dintorni – ultima pagina

FREE FREE

Aeroporto di Salerno: i nuovi voli

Si torna a volare dall'aeroporto di Salerno: ecco le nuove destinazioni

L'agenzia Travel Before conferma le nuove tratte che saranno attivate dal prossimo mese di giugno. Intanto spuntano i primi dati della compagnia El Al Israel Airlines che pochi mesi fa ha reso operativo il collegamento aereo dalla Campania verso Israele Aeroporto di Salerno: i nuovi voli

Adesso è ufficiale: dal prossimo 3 giugno si tornerà a volare dall’aeroporto Costa d’Amalfi di Salerno. Otto i voli aventi come destinazioni Corfù, Ibiza, Malta, Milano, Mostar, Lourdes, Olbia e Verona. Ad operare sarà la compagnia tedesca Avanti Air con aerei da 100 posti a sedere. Nuove destinazioni sono in fase di studio e saranno annunciate nei prossimi mesi dalla Travel Before, l’agenzia che ha programmato i voli guidata da Giancarlo Vitolo. In particolare dall’inizio della prossima estate saranno effettuati i se-guenti voli: Salerno - Corfù (1 volta a settimana - sabato) Salerno - Ibiza (1 volta a set-timana) Salerno - Malta (1 volta a settimana) Salerno - Milano Malpensa (2 volte a set-timana - venerdì e domenica) Salerno - Mostar (2 volte a settimana - martedì e venerdì). Le tratte con i relativi orari sono visibili, dallo scorso 6 gennaio, sul booking on line all'indi-rizzo www.travebeore.it dov'è possibile acquistare i voli, sia per gli utenti privati che agen-zie di viaggi, ed i pacchetti turistici legati ai voli stessi.

Intanto spuntano i primi dati dalla compagnia El Al Israel Airlines che pochi mesi fa ha attivato il collegamento aereo dalla Campania verso Israele. Circa tre ore di viaggio con aeromobili di ultima generazione Boeing 737/800. I salernitani - rivela La Città - che de-collano verso Tel Aviv sono circa 300. Un cifra a dir poco sorprendente. salernotoday.it/

«A Calitri si sopravvive, i nostri

figli destinati a scappare»

«Non fate emigrare mio figlio». E' l'appello che lan-cia Massimiliano Sibilia, 41 anni. Gestisce un bar nella piazza di Calitri. Per vent'anni ha lavorato in una fabbrica del posto che poi ha chiuso. «Noi ci siamo rimes-

si in gioco, siamo ripartiti da zero, tra mille difficolta. Oggi, a Caliti si sopravvive. Non si vive». Ed è per tale ragione che Massimiliano è preoccupato per il futuro dei suoi ragazzi

ITALIANI ALL’ ESTERO E IN ITA-

LIA Giorgio Brignola

Pagina 4 Pagina 4

Comunicati Goffredo Palmerini La poesia visiva di Magdalo Mussio Pagina 10

Quaglietta ieri e oggi nel libro di

Ficetola

Presso la Chiesa di Maria Ss. del

Carmine di Quaglietta, è in pro-

gramma la presentazione del vol-

ume "Quaglietta ieri e oggi" di Ger-

ardina Ficetola. La pubblicazione,

a cura della Pro Loco Aquae

Electae di Quaglietta, è patrocinata

moralmente da Unpli, Servizio

Civile Nazionale, Regione Campa-

nia, Provincia di Avellino.

«Si tratta di un viaggio nella Qua-glietta di Ieri e di Oggi - scrive Fice-tola nella prefazione del volume - dalla storia passata a quella più at-tuale, dalle sue risorse materiali a quelle immateriali, dai personaggi e dagli eventi del passato remoto e re-cente, fino all’odierno popolo Qua-gliettano e alle sue tradizioni gastro-nomiche e al suo folklore. L’intento è stato quello di ricostruire e met-tere per iscritto tutto ciò che si sa di Quaglietta, inserendo anche quei particolari superflui, di cui si poteva comunque fare a meno ma che io reputo, parimenti, importanti per la sua storia». Da ottopagine.it

IL CGIE,

ANDREBBE ABOLITO E

SOSTITUITO CON UN

NUOVO

ASSOCIAZIONISMO

SOCIOPOLITICO

PARTECIPATIVO

Nota editoriale

Oggi, come ieri si parla ancora di come riformare i Consigli Generali degli Italiani all’ Estero) Si parla di un nuovo Cgie, ma di nuovo ( e si fa per dire) non ha niente, se non i soliti noti al loro interno e che come sempre possono contare sul palmo della mano. I Cgie per chi non lo sappesse sono organi superiori, partoriti dagli stessi Comitati degli Italiani all’ Es-tero, con la missione ( si fa sempre per dire) di portare le istanze e te-matiche migratorie al Parlamento e al governo italiano, per eventuali misure sociali, politiche ed econom-iche. Nel corso dei decenni, come tutti noi all’ estero sappiamo molto bene, sia i Comites, sia i Cgies, sono stati as-similate dalla partitocrazia ( si fa sempre per dire), quando invece avrebbero dovuto rappresentare civil-mente e neutralmente tutti i cittadini italiani all’ estero. Cosi’ non e stato e oggi ci troviamo al cospetto di una marasma di personaggi in cerca d’ autori e di piccole e grandi poltrone. In oltre dieci anni di mia partecipa-zione indiretta e diretta ne ho visti e conosciuti tanti! L’ unica soluzione e’ quella di abolirli e rigenerare un nuovo associazionis-mo che vada oltre i partiti e i person-aggi in cerca d’ autori. Un nuovo as-sociazionismo sociopolitico civico, nutrale e apartitico. E smettiamola di prenderci in giro con le (s)famose rappresentanze parlamentari all’ es-tero, anche quelle e mi duole ammet-terlo, sono state assimilate dai partiti. Con i soldi che spendiamo ( o meglio sperperiamo) per i Cgies e sono tanti credetemi, si potrebbe rilanciare non solo la Cultura italiana all’ estero, ma sopratutto ci potra’ essere piu’ inte-grazione, costruendo reali ponti diretti con Stato, regioni e perche’ no, an-che i comuni di provenienza . ( prima parte)

INVESTIRE IN COLLABORAZIONE

“Britalyca” continua il suo percorso rinnovatore sul fronte della libera informazione on-line. I tratti editoriali, di conseguenza, si andranno a integrare col progetto che la Direzione ha studiato già con l’inizio del 2016. La nostra, di conseguenza, vuole essere solo una riflessione a margine di una professionalità già sperimentata e apprezzata. Ora, ci sembra importante non tanto coinvolgere i politici in questo nostro percorso propositivo e informativo. Riteniamo, invece, più importanti i Lettori che ci seguono dal Regno Unito, ma anche altrove. La matrice internazionale di questa pubblicazione è qualificante. Quindi, riteniamo utile lasciare più spazio a chi ci segue; mantenendo aperto un contraddittorio con chi ritiene di poter offrire un contributo pubblicistico a questo progetto che è stato elaborato tramite una precedente esperienza assai calcolata. Per il futuro, riteniamo fondamentale un “dialogo” operativo in funzione di nuove opportunità giornalistiche. Cioè, tra chi scrive e chi legge. Più che sul numero dei Collaboratori, facciamo conto sulla loro volontà d’essere parte attiva di un Redazione specialistica; modificabile nella composizione e nell’esperienza. Solo investendo in partecipazione, riteniamo possibile offrire ai Lettori nuovi spunti di riflessione e spazi interattivi che potrebbero essere utili anche a chi gestisce la nostra disastrata politica. Giorgio Brignola

CRONACA (Doriana Goracci) India: arsa viva a 16 anni,

voleva studiare e non sposarsi. Come legna da

ardere (Pagina 5)

Note Editoriali Pagina /3 e 9

Cultura & Societa’ (Nino Bellinvia) “Gran Galà d’Operetta” (pagine centrali )

L’ESODO IN RIVA AL MARE Migrazioni dei nostril giorni ..(pagina 2 )

Brexit ovvero l’uscita della Gran Bretagna dall’UE Pagina 8

VARIE Chi siamo, Poesie, Vignette e disegni a pagina 11

I muri si sono sempre costruiti per essere poi abbattuti, quando cio’ non avviene e si moltplicano, significa una sola cosa, che non c’e’ ancora niente di nuovo sotto il sole (Carmine Gonnella)

Page 2: Britalyca News Londra (La Voce Alternativa)

Cultura ///// ////////////////////////// //////// L’ Esodo in riva al mare ////////////////////////////////////////////// Britalyca News Londra N: 20 Feb.2016 11 2 CHI SIAMO /////////////////// VARIE ////////////////////////////////// //////////////////////// Britalyca News Londra N; 20 Feb. 2016

CHI SIAMO

LA VOCE ALTERNATIVA, nasce nel 2005 da una idea di Carmine Gonnella Siamo gior-nalisti partecipativi, piccoli operatori dell’ informazione libera. Non politicanti, analiz-ziamo e approfondiamo la politica sciente-mente con metodo imparziale e il politichese da salotti e da giornalismo prezzolato non ci interessa in alcun modo. Per la pubblicita’ e le pubblicazioni, contattare l’ Editore via Email. [email protected] Il formato cartaceo ha una tiratura limitata , per una copia contattare la Redazione COLLABORATORI Cronaca, Doriana Goracci ( Italy) Alle politiche In Italia e all Estero, Giorgio Brignola, Poesia Maria Rosaria Longobardi ( Italy) Antonio Murabito ( Gran Bre-tagna) Cultura & Societa’, Nino Bellinvia (Italy) Comunicati Goffredo Palmerini (Italy) Distribuizione e diffusione in rete Ilario Mar-io Ponzi ( Gran Bretagna) Redazione, Alfonso Del Guercio Redazione ( Gran Bre-tagna) Note Editoriali & Aforismi Carmine Gonnella (Gran Bretagna) REDAZIONE Non è da ieri che ci interessiamo di giornalismo. Anche tra le colonne de “LA VOCE ALTERNATIVA” sono pubblicati nostri interventi che, accanto alla cronaca dei fatti, riportano quelli che sono i nostri personali sentimenti. Con la premessa, da tempo nota, che le nostre opinioni non sono mai scontate e neppure, necessariamente, condivisibili. L’importante è che siano veicolo per un dialogo tra chi scrive e chi legge. Infatti, giudichiamo questo sistema tra i migliori per mantenere vivo e attuale il rapporto tra il giornale e i suoi lettori. Non a caso, c’è stato, più volte, chiesto chi siamo o chi rappresentiamo. Intanto, non rappresentiamo che noi stessi nello spirito della libera informazione. Per il resto, è più semplice scrivere ciò che non siamo. Ci piace l’obiettività e l’imparzialità della notizia. Osannare e incensare non è nelle nostre corde e, ne siamo sicuri, se ci provassimo, sarebbe una pessima esperienza. La notizia, di qualunque matrice, la riportiamo nella sua sintesi e il commento, se ne vale la pena, lo inseriamo a valle dell’evoluzione degli eventi che l’hanno originata. Lo facciamo, dal 1966, in parecchi Paesi d’Europa e non abbiamo mai sentito l’opportunità di modificare il nostro stile. Ci muove l’impegno d’informarci per informare. Di capire per esprimere, poi, un nostro convincimento. Fare l’opinionista dall’Italia non è facile e provarci a titolo di volontariato lo è assai di più. In buona sintesi, siamo ripagati con la stima di chi ci segue e con l’impegno di un Direttore/Fondatore, vero fulcro di questo periodico internazionale, che continua a darci stimolo per proseguire. Giorgio Brignola

Vignertte di Enzo Apicella

Antonio Murabito

TERRA (AMARA ) MIA

...e' triste quando ci si rende conto che la terra,che hai da sempre amato...sia diventata via via piu' arida quasi da

lasciarti "affamato"...quella stessa ter-ra che ti ha dato i natali e dove tu hai piantato i tuoi semi...alla fine ti

costringe a tirare in barca i remi...dopo averci lavorato senza

risparmiare una sola goccia di sudore con tanta passione e sacrificio...

capisci che e' stato tutto inutile perche' non ne trarrai mai alcun beneficio...e

in un posto dove attecchiscono soltanto sterpaglie ed erbacce...non vale la

pena sforzarsi di lasciare le proprie tracce...augh!!!! ...

Aforismi ( Autaforismo Carmine Gonnella ) Tratti da : Mi e’ scapapto un aforisma di troppo

Tutti sanno criticare senza alternative

Solo a quando non la smetteremo di

suddividere il Mondo in razze, popoli ed

etnie ,possiamo realmente iniziare a

contrastare i conflitti sociali, che affligono

l’ intera umanita’

Il vero comunista e colui che utilizza e

ridistruisce la materia non la possiede

L’ attuale involuzione democtatica italiana

e’ dovuta principalmente al fatto che

mentre il costituente con i suoi indirizzi e

dettami, guardava al future, il legilstore di

ieri e di oggi ha sempre avuto un piede

nel passato

"Il male assoluto della specie umana, non

e' lo sfruttamento materiale, ma quello

della mente e il credere ancora in un Dio

n'e' la prova"

E’ irresponsabile e contronatura, donare il seme o l’ utero, per poi

lavarsene le mani

Mirella Zulla (Italy)

Angelina Gonnella (G.B.

Migranti, Europol: 10mila i minori scomparsi, di cui 5mila solo in Italia Sono almeno 10mila i migranti minorenni non accompagnati che risultano scomparsi dopo il loro arrivo in Europa. Lo ha denunciato l'Europol al quotidiano britannico Guardian, precisando che cir-ca 5mila bambini sono scomparsi in Italia, mentre altri mille risultano non rintracciabili in Svezia. Il funzionario dell'Europol Brian Don-ald ha quindi denunciato l'esistenza di una sofisticata "infrastruttura criminale" europea che prende di mira i migranti. "Non è assurdo dire che stiamo cercando 10mila e più bambini. Non tutti sono sfruttati dai criminali; alcuni potrebbero essersi riuniti a familiari. Solo non sappiamo dove siano, cosa stiano facendo e con chi siano", ha preci-sato. Secondo l'Europol, circa il 27% delle persone arrivate lo scorso anno in Europa, oltre un milione, sono minorenni. "Se siano registrati o meno, stiamo parlando di circa 270mila bambini.

L’ ESODO DEI NOSTRI GIORNI

Parlando della tragedia degli immi-grati qualcuno ha scritto che è un fenomeno dalle “dimensioni bibli-che”. Si, è proprio così, l’immigra-zione è un fenomeno biblico. E la Bibbia, la Parola di Dio, ci dice non solo la grandezza del fenomeno, ma anche come leggerlo nella sua attual-izzazione storica, al di là di una lettu-ra puramente sociologica. Quando Dio decide di liberare un popolo dalla schiavitù è capace di mobilitare masse enormi: “Gli Israel-iti partirono da Ramses alla volta di Succot, in numero di seicentomila uomini capaci di camminare, senza contare i bambini. Inoltre una grande massa di gente promiscua partì con loro e insieme greggi e armenti in gran numero” ( Es 12,37-38). L’Esodo è il libro di un popolo in cammino: non è un libro compiuto. E' la testimonianza e la rivelazione dell’intervento salvifico di Dio nella storia umana, fino alla libertà più fondamentale e più definitiva che realizzerà il Messia, Gesù Cristo. Il Nuovo Testamento ha visto la salvez-za recata da Gesù Cristo come un compimento dell’Esodo di Israele. Salvezza che già si compie nella

storia di quel popolo. Le pagine dell’Esodo sono segno e sacramento della liberazione dalla schiavitù esistenziale dell’uomo di ogni genera-zione. Spesso è il linguaggio dell’Esodo che viene usato per esprimere la novità dell’esperienza cristiana. L’ultima cena di Cristo, la sua morte e la sua glorificazione sono state capite come la sua Pasqua ( Lc 22,14-20;Gv 13,1-3;19,36). Altri testi (Gv 6; 1Cor 5,7;10,2-4) usano le parole manna, nube, passaggio del mare, acqua dalla roccia, pasqua, pane non lievitato per parlare del battesimo e dell’Eucaristia. L’Apocalisse celebra il Cristo come l’Agnello pasquale (Ap 5,6); nello stesso libro, i flagelli che colpiscono gli adoratori della Bestia sono ripresi dalle piaghe d’Egitto (Ap 15,5-21), e coloro che partecipano al trionfo di Cristo sulla Bestia cantano di nuovo il cantico di Mosè ( Ap15,3); infine, per descrivere l’apparizione di un mondo nuovo, il libro parla di una scomparsa del mare ( Ap 21,1). Questi testi di una lettura cristiana dell’Esodo furono ampiamente spie-gati dai Padri della Chiesa. Ciò spiega la presenza diffusa dei temi dell’Eso-

do nella liturgia cristiana, basti solo ricordare la lettura del passaggio del mare e il canto del cantico di Mosè ( Es 14-15) durante la notte pasquale, sia nella liturgia bizantina che nella liturgia romana. Nel rito romano alla lettura del cantico di Mosè segue una preghiera così formulata: “O Dio, anche ai nostri tempi vediamo risplen-dere i tuoi antichi prodigi: ciò che facevi con la tua mano potente per liberare un solo popolo dall’oppres-sione del faraone, ora lo compi at-traverso l’acqua del battesimo per la salvezza di tutti i popoli”. L’uso del linguaggio dell’Esodo per esprimere la novità dell’esperienza cristiana dice qualcosa di profondo: nei fatti dell’Esodo è il Mistero Pasquale del Cristo che si compie e si manifesta. Con insuperabile chiarezza Militone di Sardi, nella famosa Ome-lia Pasquale affermava: “Egli è colui che ci trasse dalla schiavitù alla libertà, dalle tenebre alla luce, dalla morte alla vita, dalla tirannia al regno eterno. Ha fatto di noi un sacerdozio nuovo e un popolo eletto per sempre. Egli è la Pasqua della nostra salvezza. Egli è colui che prese su di sé le sof-ferenze di tutti. Egli è colui che fu ucciso in Abele, e in Isacco fu legato ai piedi. Andò pellegrinando in Giacobbe, e in Giuseppe fu venduto. Fu esposto sulle acque in Mosè, e nell'agnello fu sgozzato. Fu persegui-tato in Davide e nei profeti fu disono-rato”. (Capp. 65-67; SC 123, 95-101). Nei fatti dell’Esodo di Mosè, come negli avvenimenti di ogni genera-zione, è Cristo che vive il suo Mistero Pasquale. La vita cristiana è entrare e partecipare nel mistero Pasquale che già si è compiuto. Per questo la litur-gia canta: “La Gloria del Signore si è manifestata e sempre si manifesterà in mezzo a noi fino al suo ritorno. Nei ritmi e nelle vicende del tempo vivi-amo i misteri della salvezza: la Chiesa pellegrina sulla terra proclama la

Pasqua del suo Signore”. Possiamo ripetere senza ombra di dubbio: Egli è colui che fu asfissiato nella stiva dei barconi partiti dalla Libia, Egli è colui che fu accolto nel porto di Lampedusa, colui che stremato, dalla Grecia saliva verso i paesi del nord, Egli è colui che dava fastidio nei campi rom. Non sappiamo come questo processo terminerà: difficile prevederne le future tappe: nascerà un nuovo popolo dalla fusione dell’Africa con l’Euro-pa? Quale sarà la terra promessa, in questo mondo per questi moderni fuggiaschi? Sarà la fine del moderno Faraone, l’Economia mondiale che ha provocato questo fenomeno? Ci sarà una purificazione del monoteismo (ebrei, musulmani e cristiani per una forte testimonianza che Dio esiste di fronte alle nazioni atee?) Certo è che in questi fatti Cristo sta compiendo la sua opera di salvezza per quanti sono chiamati alla fede. La meta finale è, e rimane per tutti la Gerusalemme ce-leste, ma chi può prevedere per quali strade e a quali condizioni questi nos-tri fratelli e noi con loro ci troveremo a cantare il cantico di Mosè, prima di cantarlo, avvolti in bianche vesti, tutti insieme, davanti all’Agnello che fu immolato? Da: La Stampa ( ANTONIO SERGIANNI )

Page 3: Britalyca News Londra (La Voce Alternativa)

3 10 COMUNICATI //////////////////////////////////// Goffredo Palmerini //////////////////////// Britalyca News Londra Feb. 2016 Note Editoriali ///////////////////////////////// SOCIOPOLITISMO ////////////////// Britalyca News Londra N: 20 Feb. 2016

QUESTA E' LA REALTA' DEI FATTI

Con L' Italicum e il monocameralismo imperfetto siamo passati da una sociademocrazia indirizzata dal costituente a una repubbica

semidemocratica populista voluta dal legistatore di turno, il Popolo italiano ne prenda atto

Qual e' il ruolo del politico e del citta-

dino sovranoi in una democrazia compiuta ?

Secondo il dettame e principio fonda-mentale costituzionale, e’ compito della Repubblica, rimuovere gli ostacoli di ordine economico e so-ciale, che limitanno la libertà e la uguaglianza dei cittadini. E fin qui sfido ciunque a dimostrarmi il con-trario. E veniamo al mio aforisma e titolo ! In ogni paese a sovranita’ popolare, come quello italiano, ogni qualvolta che la politica fallisce nei suoi dettami e principi, la colpa ricade sempre sui cittadini. Spetta al cittadino vuoi con il voto, vuoi con la partecipadione diretta, indirizzare e sensibilizzare il legislatore. Lo so, a qualcuno questo potrebbe apparire antidemocratico, perche’ siamo stati “abituati” a pensa-re che e’ solo la politica a gestire la Res Pubblica. niente di piu’ sbagliato Il dettame signori non dice la Politi-ca , i partiti, il governo o il parlamen-to, nossignore dice la Repubblica d ail compito di rimuovere gli ostacoli. Questo viene meno solo quamndo viene a mancare l’ equilibro legisla-tive tra il cittadino e il legislatore. Detto a la carlona, se i cittadini vota-no o eleggono un pazzo e poi durante la legislature non si interessano piu’ di Lui, questi e ovvia che distrugge la Repubblica.Questo bilanciamento di ruoli si chiama sociopolitismo

L' ITALICUM E'

INCOSTITUZIONALE A

PRESCINDERE

Anche se per il legislatore truffaldino il voto resta a suffragio universale ma con i capolisti bloccati non e' diretto. Anche se le riforme dovessero passare, il voto non e' eguale, mentre l' articolo 48 ne sancisce il diritto a tutti. E qui sorge una domanda:" Con il libero mandato dei parlamentari quale garanzia ha il legislatore di turno, che anche in futuro non ci siano trasformismi all' interno della propria maggioranza ?

LA COSTITUZIONE INDIRIZZA

NON DETTA

E’ uno sbaglio che facciamo un po’ tutti quando parliamo di dettami cos-tituzionali, la Costituzione indirizza non detta. Ma l’ errore piu’ grande lo fanno i nostri politici quando legifera-no a nome della Costituzione senza nessuna cognizione, quando un polit-

ico afferma :” Lo dice la Cos-tituzione:, senza menzionare l’ artico-lo o la parte, statene certi che vi sta truffando. Detto cio’, veniamo agli emen-

damenti ! Quello che ... Nel nostro Stato di Diritto, nella formazione delle leggi si parla di articoli e non di emendamenti, canguri e gligliottine varie: ” Ogni disegno di legge, presentato ad una Camera è, secondo le norme del suo regolamento, esaminato da una commissione e poi dalla Camera stessa, che l'approva articolo per articolo e con votazione finale.” “Secondo le norme del suo regolamento”, badate bene che l’ attuale regolamento sui disegni di legge, prevede anche che un Calderoli qualunque possa presentare migliaia di ementamenti su ogni articolo e su suoi stessi emendamenti. Una vera porcheria legislativa, lasciatemelo dire, pura anarchia, che spesso conduce alla non legiferazione e spesso anche alla non formazione delle leggi. Io ho letto alcuni emendamenti che sono da pschiatria, fatti da malati mentali, eppure gli autori se la ridono e se la cantano, come pagliacci. Dico io, non bastano gli articoli ci vogliono anche gli ementamenti fai da te, come se fosse un gioco. L’ alternativa potrebbe essere quella di garantire un emendamento per ogni articolo da parte di ogni parlamentare, vuoi dall’ opposizione se la legge e’ presentata dal governo, vuoi dal governo se la legge e’ presentata dall’ opposizione, ovviamente spettera’ alle commissioni competenti fare i dovuti conquagli. In questo modo non solo gli emendamenti vengono tutti discussi e votati, ma le leggi vengono lefiferati in tempi brevi. Questa e’ solo fantapolitica ( o no ?)

IL ITALIA E’ UNA

REPUBBLICA

DEMOCRATICA FONDATA

SULLA SOVRANITA’ POPO-

LARE, ESERCITATA NEI

DETTAMI

COSTITUZIONALI

Sono piu; di 10 anni che leggo la Costittuzione italiana e’ sono ancora fermo al primo principio fondamen-tale. Dico questo perche’, solo nelle dittature vengono posti dei limiti alla sovranita’ popolare. Andiamo per ordine In ogni sicieta’ umana, tutto e’ basato sul lavoro, senza non ci sarebbe nessuna dignita’ sociale e morale Quando invece veniamo ai limiti sovrani, allora il discorso cambia. I limiti nel nostro caso non sono posti dalla Costituzione ma dal legislatore. Faccio alcuni esempi:” Il voto e’ a suffragio universale, diretto, personale, libero ed eguale” Ma e’ realmente cosi? I limiti ancora una volta sono posti dal legislatore di

turno, con le varie leggi elettorali non in Costituzione, Sappiamo che il voto non eguale tra un cittadino italiano in Madre Patria ed uno oltre confini e tra le elezioni nazionali e quelle locali. l voto non e’ libero, perche’ non e’ il cittadino che sceglie le liste elettorali bensi’ i partiti e i loro capi, quindi neache piu’ personale, Altro esempio: “ Il popolo esercita l'iniziativa delle leggi, mediante la proposta, da parte di almeno cinquantamila elettori, di un progetto redatto in articoli” Qui il limite non solo le 50 mila firme, ma la mancanza d’ equiparazione dell’ iter-parlamtare tra i disegni di leggi presentati dal legislatore e quelle dei cittadini. Anche nei referendum abrogrativi le firme e i quorum non sono limiti, il limite reale invece e’ la mancanza di partecipazione da parte della politica, al che il quorum venga raggiunto. In altre parole il legislatore non dovrebbe nemmeno pensare di suggerire ai suoi elettori di non andare a votare, come spesso e’ accaduto e accade ancor oggi. Ultimo ma non il meno importante, il limite per il cittadino di seguire il proprio mandante durante la legislatura, ossia il voto segreto legislativo in Parlamento non contempato dalla Costituzione. Invitiamo come al solito ad una riflessione razionale...

DAL PLURALISMO

SOCIOPOLITICO

REPUBBLICANO Al

POLISMO

PARTITOCRATICO

POPULISTA

Chi votera’ si al referendum

confermativo, votera’ per il proprio

suicidio !!!

Dicevo ..

In un Paese, dove si attacca il partito

o i suoi membri e non il suo pro-

gramma legislativo, non ci potra' mai essere democrazia (da: Autaforismo

2016)

Se io dovessi sintetizzare le riforme

renziboshiane, mi basterebbe il titolo: “ Dal pluralismo sociopolitico repub-

blicano al polismo partitocratico

populista”. Detto cio’, e’ da alcuni

decenni che il legislatore italiano sta cercando in tutti i modi per limitare

ulteriolmente la sovranita’ popolare e

la democrazia rappresentativa, par-

tecipativa e diretta in Costituzione.

Guardiamola” sta riforma nei dettagli

Con il monocameralismo imperfetto ed il nuovo sistema elettorale, il po-

tere legislativo cambiera realmente ?

La democrazia rappresentativa vera’

abolita. I menbri del parlamento dov-ranno per forza maggiore mettere il

loro mandato, ricevuto ( si fa per

dire) dal cittano, nelle mani del suo

leader e partito, pena il ritorno alle urne. E si, perche con il ballottaggio e

il premio di maggioranza, non vi

saranno piu’ governi bis o tecnici,

perche sara’ solo la Camera, a dare o revocare la fiducia al governo, che

come tutti sappiamo sara’ composto

da un solo partito o da un polo, ergo

polismo partitocratico populista. Tut-tavia, finche’ resta il libero mandato

irregolamentato, anche dopo le ri-

forme si correrra’ il risco di trasform-

ismi politici e non solo nei poli ma anche nei partiti. E fin qui, nel potere

legislativo non cambia assolutamente

nulla, ma si potrebbe correre il rischio

di ricorrere alle urne circa ogni due anni. Ecco questa potrebbe essere un

altra riforma truffaldina che io sugger-

irei al legislatore, visto che da che

Repubblica e Repubblica, i governi hanno avuto una media di vita di circa

due anni, perche’ non adeguare anche

la durata della legislatura ? Io scherzo

ovviamente, ma potrebbe essre la prossima mossa del legislatore di

turno !

I veri cambiamenti pero avverrano nella riforma della cosidetta democra-

zia partecipativa e all’ articolo 71 e

75. Ecco come saranno questi due

articolo di democrazia diretta. Art. 71: “ Il popolo esercita l'iniziativa delle

leggi, mediante la proposta, da parte

di almeno 150 mila elettori, di un

progetto redatto in articoli” Art, 75:” E' indetto referendum popolare per

deliberare l'abrogazione, totale o par-

ziale, di una legge o di un atto avente

valore di legge, quando lo richiedono 800 mila elettori o cinque Consigli

regionali. Diciamolo, con l’ astension-

ismo al piu’ del 30% degli aventi

diritto, innalzare la soglia di firme, non solo e’ truffaldino, ma anche

incostituzionale, visto che i consigli

regionali restano cinque. Non preuc-

cupatevi dei cinque consigli regionali, storicamente non hanno mai chiesto

un referendum abrogativo, per far

risparmiare il cittadino. Questo sta a

dimostrare che i politici sono sempre stati avversi alla cosidetta sovranita’

popolare e nel caso specifico

democrazia diretta, Chi votera’ si al

referendum confermativo, votera’ per il proprio suicidio !!!

(Continua a pagina 9)

La poesia visiva di Magdalo Mussio in mostra a Macerata, Palazzo Buonaccorsi e Galleria Galeotti

E' COMPITO DI OGNI

CITTADINO INDIRIZZARE E

SENSIBILIZZARE IL

LEGISLATORE

(da: Autaforismo 2016)

MACERATA - La "poesia visiva" di Magdalo Mussio protagonista a Macerata dal 5

marzo al 5 aprile grazie a una importante retrospettiva allestita nei Musei civici di Palazzo Buonaccorsi e alla Galleria Galeotti. Il progetto è curato da Antonello Tolve, teorico e critico d'arte, studioso delle esperienze

artistiche del Novecento, e nasce dalla collaborazione tra Accademia delle Belle Arti,

Fondazione Filiberto Menna e Comune di Macerata. Vernissage sabato 5 marzo alle 18 alla Galleria Galeotti e alle 19 a Palazzo Buonaccorsi. "E' una straordinaria occasione

che l'Accademia delle Belle Arti di Macerata in collaborazione con Macerata Musei offre ai suoi studenti, alla città, a tutto il territorio, ai turisti, mostrando di essere un importante centro di produzione culturale”, afferma Stefania Monteverde, assessore alla cultura. “Ricordare Magdalo Mussio a 10 anni dalla sua scomparsa significa rinnovare la memoria di un grande artista del Novecento che ha saputo inventare nuovi linguaggi. La mostra sulle due prestigiose sedi, Palazzo Buonaccorsi e Galleria Galeotti, crea un itinerario artistico che attraversa il centro storico di Macerata, al centro di una città che ancora una volta sa essere colta città d'arte e di cultura." "Con più di cento opere che coprono l'intero percorso artistico di Mussio, la mostra vuole evidenziare l'attitudine multidisciplinare di un intellettuale totale che ha spaziato con disinvoltura dall'editoria alla grafica creativa, dalla poesia alla prosa, dalla pittura alla scenografia, dal teatro alla videoanimazione" spiega Antonello Tolve, curatore della mostra. L'idea di organizzare una mostra bipolare, dislocata in due luoghi diversi, è frutto di un proficuo dialogo tra l'Accademia di Belle Arti, Macerata Musei e il Comune di Macerata e nasce dal desiderio di costruire un percorso espositivo che parte dai nuovi spazi dell'Accademia e giunge in un luogo storico (già sede dell'Accademia) dove l'artista ha insegnato per anni incisione. Con più di cento opere che coprono l'intero percorso artistico di Mussio, la mostra vuole evidenziare l'attitudine multidisciplinare di un

intellettuale totale che ha spaziato con disinvoltura dall'editoria alla grafica creativa, dalla poesia alla prosa, dalla pittura alla scenografia, dal teatro alla videoanimazione. Si tratta di un momento espositivo e assieme riflessivo che rende omaggio non solo a una ricerca straordinaria «svoltasi all'insegna dei rapporti fra scrittura e pittura, fra parola e immagine» (Pignotti), ma anche ad un uomo la cui curiosità e il cui senso del fare hanno costruito, negli anni, un caleidoscopio allusivo e illusivo legato alla eco del passato, alla memoria del presente, alla nostalgia del futuro «ricca di intimi supplizi e embrione di immaginazione operante, sommersa e prensile, quasi musica penetrante» (Villa). Accanto ad una serie di opere in cui è possibile leggere la sperimentazione miocinetica di un equilibrista che cammina sul filo della trasparenza, la mostra propone la visione dei film Il potere del drago, Il reale dissoluto e Umanomeno realizzati da Mussio nel triennio 1971-1973 e il documentario Detto tra noi - firmato da Alessandro Sartori nel 1986 - che disegna l'artista nella sua casa di Pollenza. Conclude la mostra una sezione documentaria di libri e una biografia dettagliata dell'artista a firma di Ilaria Tamburro. Magdalo Mussio, morto nel 2006, ha esposto in molte prestigiose sedi internazionali, dal Finch Museum di New York alla Casa della Cultura di Tokio, dal Museo Municipale di Montreal al Centre Pompidou di Parigi, dal Ministère de la Culture de France all’Università di Sidney. E’ stato direttore di riviste d'arte, scenografo e docente d'incisione all'Accademia alle Belle Arti di Macerata. Info su www.maceratamusei.it, www.comune.macerata.it, www.abamc.it

Page 4: Britalyca News Londra (La Voce Alternativa)

4 ITALIANI ALL’ ESTERO E IN ITALIA /////////////// Giorgio Brignola /////////////////////// Britalyca News Londra N: 20 Feb. 2016 VARIE ////////////////////////////////////// Politica ////////////////////////////////////////////////////////// Britalyca News Londra N; 20 Gen 2016 9

Non scordiamo che ci siano stati Connazionali affermati oltre frontiera. Ma la maggioranza vive con i problemi che ben conosciamo e parecchi hanno le loro origini in Patria. Quindi, prima d’evidenziare i doveri, gli obblighi, sarebbe opportuno promuovere anche quei diritti che nulla priverebbero a chi ha avuto la possibilità di vivere e lavorare nel suo Paese.

LA POLITICA DEL DOPO Il “peggio” sembra essere passato. Lo scriviamo con

obiettività. Il Governo ritiene d’aver raggiunto alcuni obiettivi efficaci. Ma l’anno è ancora “giovane”. Il 2016 potrebbe, però, essere l ’ anno dei mutamenti. Tra po lemiche antiche e rivendicazioni recenti, l’Esecutivo ha fatto il suo mestiere. L’Opposizione è, però, tornata più vigile. Ne andava della sua sopravvivenza politica. Ora alcune proposte parlamentari sembrano più percorribili. Nonostante certi “attriti” di natura morale, più che politica, il Potere Legislativo è prolifico. Renzi continua per la sua strada con la speranza, non sempre condivisibi le, d’arrivare al traguardo del 2018. Intanto, i problemi del Paese si evolvono e si modificano. Ancora una volta, quando la politica s’imbatte con la realtà economica, gli effetti non sono sempre positivi. Meglio, quindi, essere meno possibilisti per il bene del Paese. Le riforme istituzionali si faranno. Anche se non trascuriamo alcuni segnali d’intolleranza che ci hanno messo sul chi vive. L’Esecutivo resterà, comunque, al suo posto. Anche se qualche “aggiornamento” lo vediamo già in programma. Il PD intende mantenere ben salda la sua egemonia anche con la sua minoranza interna. Dato che numeri ci sono, la Legislatura non corre imminenti pericoli. Intorno al quadro politico, c’è un Paese che tenta la ripresa. La produttività è tornata attiva; anche se l’occupazione regist rerà ancora fasi in diminuzione.

I DIRITTI

Scrivere dei Connazionali all’estero non fa più notizia. Già da qualche tempo, i milioni d’italiani nel mondo hanno sempre meno contatti socio/politici col Bel Paese. Quasi che le nuove generazioni d’italiani si siano dimenticate di quelle nate e vissute oltre frontiera. Neppure il diritto di voto, tanto per scriverla tutta, ha cambiato la nostra oggettiva sensazione. Se, poi, si tiene conto che la maggioranza dei Connazionali all’estero vive nel Vecchio Continente, allora la nostra sensazione si fa amarezza. Cioè, pur se tanto geograficamente”vicini”, politicamente ancora più “lontani”. Nonostante la storia, il nostro idioma è il meno diffuso. Anche a livello ufficiale UE. Insomma, per i Connazionali che vivono oltre confine, sono più i doveri che la Patria pretende rispetto ai diritti; pur se previsti. La stessa rappresentatività politica è condizionata da un meccanismo che non facilita il ruolo degli eletti nella Circoscrizione Estero. Ogni iniziativa, pur se valida, resta ovattata tra le tante che non trovano collocazione tra quelle da dibattere in Parlamento. Eppure, non abbiamo mai scritto o sostenuto “privilegi”. Ci siamo sempre impegnati nel fare presente, a chi spetta, lo status effettivo degli italiani all’estero. E’ restato, comunque, lo scarso apprezzamento per chi ha dovuto cercare altrove pane e lavoro che ci amareggia.

La primavera ci porterà gualche altra novità. Insomma, il Governo non ha perso popolarità. Ma, francamente, non ne ha acquisita di nuova.

IL “NUOVO” CGIE Il nuovo Consiglio Generale degli italiani all’Estero (CGIE), eletto dai rappresentanti dei Com. It.Es. e delle Associazioni, è stato ridotto nei numeri e, probabilmente, nelle sue finalità istitutive. Lo prevede il D.L. 24/04/2014 (art.19 bis). I ventinove Membri di nomina governativa restano tutti. Solo i Membri eletti all’estero sono quarantatrè (erano sessantacinque). Con buona approssimazione, il 56% dei Membri saranno in Europa, il 32% in America meridionale, il 7% in Nord e America centrale, il 5% in Australia. D’Africa e Asia non c’è riferimento. Questi sono dati assodati. A questo punto, se, per il passato, il CGIE non aveva una discrezione analitica importante a livello decisionale sul fronte dell’Esecutivo nazionale, ancor meno l’avrà nella nuova formulazione. Se queste sono le volontà dei politici, torniamo a proporre di cambiare il CGIE con l’UPSIM (Ufficio per le Politiche Sociale degli Italiani nel Mondo). La natura e le finalità di questa struttura, tutta composta di Membri eletti all’estero, che dovrebbe dipendere direttamente dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e non più dal MAECI, sono già note, ai Lettori che ci seguono su questo periodico internazionale. Al momento, la strada che avevamo ipotizzato ci sembra percorribile e realistica; anche a fronte dei provvedimenti normativi che abbiamo riportato. Ora sono i politici che devono rendersene conto. Ogni loro segnale di coerenza, al di fuori dalle “cordate, ” sarà esaminato e reso pubblico. FLUSSI

Nel vocabolario della lingua italiana si legge “Emigrazione”: flusso di genti da uno Stato a un altro per una serie di molteplici problemi. Lo stesso temine può identificare anche uno spostamento di cittadini all’interno del loro Paese. Ma quello che sta capitando esula da quest’ultima possibilità. Il termine, quindi, resta una definizione apparentemente asettica che, però, racchiude, oggi come ieri, drammi umani non sempre solo correlati alla ricerca di un lavoro. Dati i tempi, preferiamo scrivere di Migrazioni. Distinguendo, se del caso, le “Emigrazioni” dalle “Immigrazioni”. Anche se i seguiti finali cambiano di poco. In quest’ultimo decennio, l’Italia è terra di “esodo”. Il significato, però,

si allontana dai termini che abbiamo esposto in apertura. L’Esodo è correlato alle guerre, ai genocidi al prevalere di una Fede su di un’altra. Insomma, senza tanti preamboli, le differenze ci sono e l’Italia è il Paese più esposto alle migrazioni che, attraversi il Mediterraneo, interessano le coste della Penisola. Ci sono, perciò, delle realtà che non è possibile trascurare e che, a ben riflettere, non dovrebbero essere confuse con le correlate posizioni politiche che continuano a “sbocciare” nel Bel Paese in materia. L’Asilo è un diritto che, però, ha da essere disciplinato da norme socio/umanitarie internazionali. L’Italia non può essere un “contenitore” di gente che ha bisogno di tutto. Il carico umanitario ha da essere internazionale. Soprattutto a livello UE. Il Parlamento Europeo è nelle condizioni per proporre una serie di normative che consentano ai Migranti una sistemazione, temporanea o definitiva, nel Vecchio Continente. La nostra Penisola non ha i requisiti per essere porto finale per un’Umanità che ha bisogno di tutto e che, ora, si trova in un Paese che può offrire ben poco anche ai suoi cittadini. A questo livello, ogni polemica è denaturata dal suo significato. Ci sono, per di più, delle regole non scritte che, tuttavia, dovrebbero essere dettate dal buon senso. Quello che, secondo noi, sembra essere venuto meno

LE RIFORME INDIRIZZATE DAL COSTITUENTE MAI MATERIALIZZATE DAL LEGISLATORE

Il voto legislativo deve essere

sempre palese E’ semplice (anche per essere sintetico, altrimente qualcuno si annoierebbe) Il voto palese e’ quello legislativo, a differenza di quello attivo nelle urne. In nessun articolo della prima o seconda parte della Costituzione repubblicana e’ previsto il voto segreto legislativo. La ragione di base del perche’ il costituente non ha previsto il voto segreto legislativo e per due motivi semplici (1) si sarebbe trattato di lesa sovranita’ da parte del mandatario. Diciamola alla carlona se l’ elettore manda un suo concittadino a rappresentarlo in parlamento, “vendendo i suoi fagioli”, come fa a sapere se questo li vende realmente. (2) Badate bene che a stabilire che il voto legisaltivo deve essere sempre palese, overossia libero da ogni forzatura, non e’ solo per il libero mandato, ma c’e’ anche l’ articolo 68: “I membri del Parlamento non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell'esercizio delle loro funzioni.” Qui il lettore usi discrezione, in base a questo articolo ( primo comma) le sue funzioni il parlamentare le esercita in Parlamento, fuori e’ un cittadino come tanti altri e se “indisciplinato” ( art. Cost. 54) puo’ essere anche preso a calci nel sedere.

Leggi elettorali ...

Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale.(Art. Cost. 49 bis)

“Al mondo esistono solo due sistemi eltoralii democratici, il maggioritario e il proporzionale, gli altri sono solo dei derivati

inefficaci , perche’ in essi viene meno ii rapporto diretto tra cittadino e legislatore” Nel nostro stato di diritto ( oserei costittuzionale ) per quel che riguarda il sistema elettorale, i nostri legislatori di ieri e di oggi, si sono sempre concentrati piu’ sulla parola “partito” e non sul libero As-sociazionismo Sociopolitico Partecipativo di tutti i cittadini, il prodotto e alla portata di

tutti (1) Partito della Nazione e (2) Monocameralismo imperfetto (1) Una legge elttorale che vede an-cora il “partito” farla da padre e padrone. In Costituzione leggiamo spesso che il voto e’ libero, personale ed uguale e il legislatore e eltto a suffragio universale e diretto. Nell’ articolo 49 della Costituzione ci sono tutti gli ingredienti per indi-rizzare o meglio elaborare un sistema elettorale degno di una democrazia compiuta ( si fa per dire), basterebbe spostare il parti-to all’ ultimo posto o eliminarlo completamente e non cambirebbe assolutamente niente, perche’ l’ essenza non sono mai stati i partiti ma le libere associazioni socio-politiche e il metodo democratico.: ( questo e’ un giocetto che cari bambini potreste fare anche a casa) Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente per concor-rere con metodo democratico a determinare la politica nazional” Anche se togliamo il partito, il senso compiuto non cambia, perche’ il metodo democratico elettorale e’ gia’ in Costituzione E ancora una volta andremo per ordine.. Il voto e’ eguale. Ne siamo sicuri con l’ Italicum ? Se c’e’ il premio di maggioranza non e’ piu’ eguale, poiche’ il voto dato a chi vince le elezioni e si aggiudica il premio, vale di piu’ di quello dato agli altri e questa e’ matematica. Il voto e’ personale e diretto. Diretto verso chi ? E’ ovvio al partito e non piu’ al cittadino. Il voto e’ libero. Con l’ Italicum signori l’ unica liberta’ che ha il cittadino durante e dopo le elzioni e’ quello di porre una crocetta su di un foglio di carta. L’ Italicum e’ un po’ come firmare un’ assegno in bianco al legislatore.

Libero mandato “Occorre che il libero mandato individuale venisse regolarizzato per salvare il pluralismo politico”

Art. Cost. 67-Bis “Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzio-ni senza vincolo di mandato, nei casi di violazione del programma legislativo stipulato con l’ elettore del partito o lista d’ appartenenza, e’ prevista la mozione di sfiducia personale” E’ un ventennio o piu’ che in Italia si pensa che il trasformismo politi-co , sia dovuto al plural-ismo.sociopolitico e andava ri-formato. Niente di piu’ sbagliato Il pluralismo politico e’il sale di ogni democrazia avanzata e compiuta. Se i nostri padri costittuenti aves-sero immaginato, che nel tempo di due anni circa 250 parlamentari interpretando ovviamente male il loro mandato e cambiato casacca politica, avrebbero posto dei limiti al libero mandato. Qui non stiamo dicendo i re-introdurre il mandato imperiale fascista, ma semplicem-ete di regolarizzare il pluralismo politico. La domanda che io mi sono sempre posto, quando un parlamentare dall’ oggi al domani cambia casacca politica e’ “perche’”. Adesso se il parlamen-tare e’ libero di votare secondo coscienza, che tra l’ altro non sig-nifica libero mandato individiuale, altrimenti avremmo l’ anarchia legislativa, (anche se a volte pen-so che ci sia gia’) questo significa che e’ libero di votare ma nell’ interesse esclusivo della Nazione. Il famoso giuramente che vuoi il Capo dello Stato che il Governo fa e’ appunto nell’ interesse esclu-sivo della Nazione tutta. Un libero mandato senza regole come e’ adesso porta all’ anarchia legisla-tiva. Abbiamo sempre ribadito che rappresentare la Nazione significa non libero mandato, ma legiferare per il bene della Nazione. Il legis-latore truffaldino nel corso dei de-cenni si e’ concentrato di piu’ sul senza “vincolo di mandato “ che sul “rappresentare le istanze e tematiche sociopolitiche dei cit-tadini. Il libero mandato e’ stato nel corso dei decenni contemplato in modo errato dal legislatore, questi ci ha fatto credere che una volta eletti potevano fare i co-modacci loro ( come sta avven-endo attualmente) senza onore ne’ disciplina. Con ’ Onore e Dis-ciplina narra la Costituzione: “I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle, con disciplina ed on-ore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge. E quando da parte del parlamentare viene me-no sia l’ “onore “ e sia “la

discplina” e viola il mandato popo-lare e la sua rappresentativita’, che facciamo gli diamo una medaglia o lo mandiam a casa ? Con la mozione di sfiducia person-ale sara’ il parlamento a mandarlo a casa e il gli subentra il primo dei non eletti ! Ovviamente, siamo consci che l’ attuale classe politica non cam-bierebbe mai l’ articolo 67, sarebbe come darsi la zappa sui propri piedi. Quindi ci vorrebbe ( e qui entriamo nel reame della fan-tapolitica) un referendum consulti-vo, che introduca la mozione di sfiducia personale a tutti i par-lamentari, sono nei casi di lesa sovranita, vverossia nei casi di violazione del programma legisla-tivo stipulato con l’ elettore del partito o lista d’ appartenenza.

Aggiungo..

Con il parlamentarismo, occorreva passare da un potere legislativo ad un organo legislativo rappre-sentativo e partecipativo, questo passaggio a nostro modesto avvi-vo in Italia non c’e’ mai stato, il

potere e’ rimasto nelle mani dell’ esecutivo, cosi come lo era duran-te il periodo fascista e il mono-cameralismo imperfetto e l’ Itali-cum, inchiodera’ il coperchio sulla bara

Il “cosidetto” potere legislativo, nel corso dei decenni non ha saputo autoregolamentarsi. Il libero man-dato e’ ancora una foresta vergine concentrato piu’ sul singolo par-

lamentare che sul’ intera Nazione. Le decretazioni restano nelle mani dell’ esecutivo, senza il controllo degli organi di garanzia, vuoi il

Quirinale, vuoi la Corte Cosrituzionale, ergo la nostra

democrazia e’ ancora una “ditta” a sovranita’ limitata, dove il Popolo e’ il mezzo e non il fine. ( detto all’

Nicolo’

Solo alcuni spunti....

“Mentre il popolo se unito puo’ riformare qualsiasi

potere, il potere avra’ sempre e comunque bisogno del

popolo per mantenere il suo status quo nella societa’ “

(Da: Autaforismo 2016)

Page 5: Britalyca News Londra (La Voce Alternativa)

Riceviamo & Pubblichiamo //////////////////////////// //////////////////////// Britalyca News Londra N: 20 Feb. 2016 8 Cronaca ///////////////////////////////////// Doriana Goracci //////////////////////// Britalyca News Londra Feb 2016 5

REFERENDUM TRIVELLE: SI VO-

TA "Sì" IL 17 APRILE (PER

DIRE "NO" ALLE TRIVELLAZIONI PETROLIFERE)

l 95% degli italiani sa che il 17 aprile si vota (Sì) per il referendum contro le trivelle? "Il Consiglio dei ministri ha fissato il referendum sullo stop alle trivelle e la consultazione si terrà il 17 aprile". Quindi ci sarà un referendum non affiancato alle elezioni amministrative, come era stato proposto e richiesto nella speranza di far risparmiare all'erario 300 milioni di euro, per-ché il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ufficialmente firmato il decreto che conferma il referendum sulle attività pe-trolifere a mare - entro le 12 miglia dalla costa - per i titoli abilitativi già rilasciati, "per tutta la durata di vita utile del giacimento". A volte certe foto possono molto, come quella degli attivisti di Greenpeace, entrati in azione a Roma, a piazza Venezia davanti all'Altare della Patria, per protestare pacificamente con-tro la strategia energetica del governo e invi-tare gli italiani a votare al referendum sulle trivelle del prossimo 17 aprile. Gli attivisti hanno disseminato la piazza con una trentina di piccole trivelle e aperto un lungo striscione: "L'Italia non si trivella". Greenpeace tramite Andrea Boraschi, responsabile della campa-gna Energia e Clima diGreenpeace, dichiara: "Siamo in questo luogo così simbolico per il Paese per ricordare ai cittadini che il referen-dum del prossimo 17 aprile riguarda l'Italia nella sua interezza. «Le trivelle sono una grave minaccia per i nostri mari, e già questo sarebbe motivo suffi-ciente per respingerle. Ma esse rappresentano anche un indirizzo energetico insensato, che condanna l'Italia alla dipendenza dalle fonti fossili. Un favore alle lobby del petrolio che espone a rischi enormi economie importanti come il turismo e la pesca», dicono da Green-Peace . «Sotto i nostri fondali c'è una quantitativo di petrolio che, se potessimo estrarlo in un colpo solo, corrisponderebbe a meno di due mesi dei consumi dell'Italia. Andrebbe poco meglio col gas: circa sei mesi. Vale la pena deturpare i

padre, Sunil Takhur, la matrigna, Poonam Devi, e altri parenti, per il momento tutti latitanti. Ha aggiunto che il padre aveva sposato Poonam nel 2001, dopo la morte della madre: in quel momento lui era andato a vivere con il nonno materno a Dhanarua, quando era un bambino, sua sorella è rimasta a casa con il padre e la matrigna, costretta a fare tutte le faccende do-

mestiche. Pur non avendo il permesso di studi-are, utilizzava ogni pausa dei lavori di casa per la scuola, con risultati brillanti. Noi donne dobbiamo chiedere a viva voce e con determinazione assoluta parità di diritti e certezza delle pene, e tanta tanta educazione sentimentale e sessuale, oltre che giuridica e civile, a partire dalla scuola che è un diritto fondamentale per chiunque. Scriveva Rabindranath Tagore "Una vera educazione non può essere inculcata a forza dal di fuori; essa deve invece aiutare a trarre spontaneamente alla superficie i tesori di saggezza nascosti sul fondo" Namaste e gli innamorati gridino a viva voce la grandezza dell'amore, e lo difendano sempre non solo in una giornata di febbraio...

nostri mari per così poche risorse che non sarebbero neppure dell'Italia ma delle com-pagnie petrolifere?».Altre reazioni, il M5s: "Il governo è rimasto sordo agli ap-pelli di tutte le associazioni ambientaliste e ha tirato dritto per la sua strada. Si voterà il 17 aprile per il referendum su alcune trivellazioni offshore e non insieme alle amministrative, in un election day che avrebbe tra l'altro fatto risparmiare centinaia di milioni di euro ai cit-tadini. Un referendum nato già azzoppato nei contenuti e che con questa decisione il gov-erno vuole definitivamente affos-

sare". Univerde con l'ex ministro Alfonso

Pecoraro Scanio: la decisione del governo di fissare il referendum sulle trivellazioni è "antidemocratica e scellerata, una truffa paga-ta coi soldi degli italiani. Il governo ha fissato la data truffa del 17 aprile, per impedire vera informazione e boicottare la partecipazione al voto sprecando oltre 300 milioni di euro , è una vergogna cui il presidente della Repubbli-ca della Repubblica, Sergio Mattarella, può porre rimedio accogliendo la richiesta delle Regioni che sono una fondamentale articola-zione della Repubblica italiana di cui Mat-tarella è il supremo garante. E' assurdo che il Governo ancora difenda scelte petrolifere dan-nose e di retroguardia mentre le società pe-trolifere rinunciano alle domande di ricerca perché non economicamente convenienti. Siano quindi gli italiani a decidere con il voto se vogliono un futuro di fossili o di energie rinnovabili'' . Ancora Greenpeace aggiunge: "L'Italia non si trivella, il 17 aprile possiamo votare per allon-tanare le trivelle dai nostri mari. Estrarre il pochissimo gas, il pochissimo petrolio che ci sono sotto i nostri fondali avrebbe ricadute insignificanti per l'occupazione, le casse pub-bliche, la bolletta energetica del paese. Ma sarebbe invece un rischio enorme, un danno per i nostri mari e con essi per la bellezza dell'Italia, per il turismo, la pesca, le comunità costiere" . Vogliamo un diverso futuro energetico e ci rimane solo di farlo sapere a più persone possibili: "IL 17 APRILE VOTA Sì per dire No alle trivelle".

India: arsa viva a 16 anni, voleva studiare e non

sposarsi. Come legna da ardere

Viene ancora una volta dall'India la storia di una sedicenne bruciata viva dal padre e dalla matrigna, perché si era rifiutata di sposare un uomo anziano e voleva continuare a studiare: si chiamava Khushboo Kumari. Il suo povero corpo ricoperto di ustioni per il 90% è volato via dall'ospedale di Patna nel Bihar. Il fratello maggiore della vittima, Amrit Raj, ha accusato apertamente di omicidio suo

Prendendo spunto dai titoli dei giornali britannici tra il 1930 ed il 1940, appunto “Fog in Channel, Europe cut off! – Nebbia nella Manica, Europa isolata!”, la notizia della settimana scorsa sull’accordo tra Gran Bretagna ed Unione Europea, dimostra ancora una volta quale sia l’obiettivo del capitalismo internazionale in questo momento storico: confondere, isolare, il proletariato nascondendo le proprie responsabilità nell’attuale crisi economica. Dopo la vittoria elettorale del partito conservatore nel maggio scorso, una vittoria inaspettata da parte di tutti in Gran Bretagna [1], ma fortemente spalleggiata dalla City (la Borsa di Londra), dalle banche, e dalle compagnie di assicurazione, divenne chiaro che le politiche di austerità volute dalla Troika (Fondo Monetario Internazionale-FMI, Banca Cetrale Europea-BCE, Unione Europea-UE), a partire dalla crisi delle banche britanniche nel 2007-2008, trovarono in David Cameron il loro migliore esecutore . Oggi, a nove mesi dal voto nazionale, gli accordi firmati la settimana scorsa tra Londra e Bruxelles seguono infatti la linea politico-economica sopra citata: tagli allo stato sociale (in inglese welfare state); privatizzazioni dei servizi pubblici [2] (dopo le Poste, si prepara la privatizzazione del sistema sanitario nazionale - NHS); una minima indipendenza per il settore finanziario britannico dall’UE (il Governo continua a nazionalizzare le proprie banche se in crisi, evitando il prelievo ai correntisti col bail-in, ma non nazionalizza l’acciaio o le miniere [3], [4]); un piccolo margine di controllo sull’immigrazione che arriva dall’Unione Europea con la clausola dei 7 anni di residenza prima di usufruire di diritti e dello stato sociale (gli immigrati del Sud Europa vegono rappresentati dal sistema mediatico britannico come “pigri e truffaldini” [5], mentre quelli dell’Est Europa come “originari di nazioni ancora comuniste”); continuità per quanto riguarda lo sfruttamento dei lavoratori con bassi salari, e contratti precari, lasciando immutati i contratti a zero-ore (le statistiche ufficiali dicono che in Gran Bretagna ci siano almeno 2.000.000 di lavoratori con tali contratti che non garantiscono un minimo ed un massimo di ore giornaliere di lavoro, e non danno accesso ai servizi minimi dello stato sociale [6]). In pratica, l’accordo di due settimane fa che i lavoratori autonomi e dipendenti, che arriveranno d’ora in poi nel Regno Unito dai 27 Paesi membri, devono aspettare 7 anni prima di richiedere un sussidio di disoccupazione nel caso di perdita del posto di lavoro (quello che la stampa capitalista britannica etichetta in

chiave classista come benefits o turismo del benefit), 7 anni prima di accedere alla sanità pubblica che al contrario pagheranno, sperimentando quindi l’uso delle assicurazioni sanitarie private sul modello USA e Svizzera, 7 anni prima di accedere alle case popolari, ed, infine, assegni famigliari (Child tax credit) ridotti, se non addirittura cancellati, per i figli che sono o non sono residenti con i genitori per almeno 7 anni in Gran Bretagna. Sul fronte politico, il dibattito in Gran Bretagna riguardante la questione Unione Europea, così come per le politiche d’austerità, per le privatizzazioni, per i diritti dei lavoratori, è pressoché uniformato sulla solita retorica di un ipotetico beneficio nazionale, se si è a favore dell’uscita dall’UE – centro-destra, o sull’illusione di una possibilità di riforma in chiave solidarista, se si è a favore della permanenza nell’UE per creare “l’Europa dei popoli” – centro-sinistra. Per noi comunisti in Gran Bretagna, le ragioni dei principali partiti a favore o non a favore dell’UE rispecchiano quelle che da circa 10 anni vengono usate dalla politica italiana asservita alla Troika: ci sono due schieramenti che sembrano dichiararsi apertamente guerra con feroci liti in Parlamento ed in televisione, borghesia nazionale e social-democrazia, ma nessuno dei due schieramenti mette poi in discussione la perdita di sovranità popolare ed economica che i diktat della Troika capitalista impongono alla classe lavoratrice, ai pensionati, ai piccoli artigiani e commercianti, ed agli agricoltori. Si usa quella che è la strategia del consenso-dissenso del capitalismo di oggi, per manipolare e distrarre i ceti medio-bassi e popolari dai propri fallimenti socio-economici in Europa, dopo la scomparsa del blocco socialista ad Est. Proprio secondo tale strategia, con l’annuncio del referendum del prossimo 23 giugno, i mezzi di comunicazione britannici, pubblici o privati, pura espressione del capitalismo monopolistico europeo ed internazionale, hanno già messo in atto il teatrino mediatico della divisione all’interno del Governo di centro-destra, di David Cameron, tra chi è per il recente accordo Londra-Bruxelles, e si dice favorevole alla permanenza nell’UE per la difesa degli interessi economici britannici [7], e chi non ritiene soddisfacente l’accordo in chiave nazionale, e perciò favorevole all’uscita dall’UE per ragioni di sovranità, come afferma il sindaco conservatore di Londra, Boris Johnson [8]. Nell’altro schieramento, il partito laburista, uscito letteralmente senza una linea politica alternativa al capitalismo degna di tale nome, dopo le elezioni del maggio 2015, rimane

tuttora su posizioni confusionate: se a luglio dello scorso anno si parlava di una chiara volontà di uscita dall’Unione Europea per rompere la gabbia delle politiche d’austerità, seguendo la linea Tsipras [9], a gennaio di quest’anno, invece, si assiste ad un vero e proprio cambio ufficiale di rotta allineando nuovamente i laburisti alla social-democrazia europea, proponendo le stesse illusorie politiche keynesiane [10] da sempre annunciate ma mai messe in pratica in Grecia, con Syriza, in Spagna, con Podemos, ed in Italia, col PD e la sinistra radicale. Proprio come in Spagna, con Pablo Iglesias, ed in Grecia, con Alexis Tsipras, l’esponente laburista social-democratico Jeremy Corbyn, detto il “rosso”, cerca di far suo il controllo del dissenso popolare in Gran Bretagna con temi e proposte oggi non più praticabili: aumentare la spesa pubblica per lo stato sociale, la sanità, e le pensioni; nazionalizzare le ferrovie, il gas, e l’elettricità, lasciando però tuttavia le principali leve del potere economico in mano al Mondo della finanza britannica ed internazionale. Nonostante gli ovvii fallimenti politici di Tsipras in Grecia, i mezzi di comunicazione dimostrano anche in Gran Bretagna che il capitalismo è abile a nascondere le proprie responsabilità nell’attuale crisi economica. Il referendum allora. Il 23 giugno 2016, in Gran Bretagna la vittoria del “sì” o del “no” non metterà in discussione i privilegii della borghesia capitalista britannica e dei suoi monopolii privati (le grandi aziende private). Un’improbabile vittoria del “sì” per l’uscita dall’UE confermerà in ogni modo le politiche di austerità del Governo Cameron, asservito alla Troika, non migliorando quindi le condizioni di vita e lavorative della classe lavoratrice locale ed immigrata. Col voto “sì” al referendum, si aggiungerebbe anche la questione del permesso di soggiorno obbligatorio per i lavoratori e le lavoratrici dei 27 Paesi dell’unione, ai quali verrebbe meno la possibilità di risiedere nel Regno Unito, se non in possesso del documento. Ci pare ovvio, come lavoratori marxisti-leninisti in Gran Bretagna, che con il voto del giugno prossimo, così come avvenne in Grecia lo scorso anno, o per l’indipendenza della Scozia nel 2014, oppure come in Italia coi referenda del 2011 (acqua pubblica, servizi locali, e nucleare), il capitalismo altro non faccia che dare semplici illusioni di partecipazione diretta del popolo alla politica di una nazione, condizionando però a suo favore l’esito del voto. In altre parole, se il capitalismo vince con le sue regole, esiste la democrazia, se perde con le sue regole, si verifica un’espressione di volontà popolare che poi viene ignorata completamente,

ingnorando quindi la partecipazione diretta del popolo alla vita politica del Paese: si veda appunto il caso dell’acqua pubblica in Italia dopo il 2011. Negli ultimi giorni, all’interno della comunità italiana nel Regno Unito, i partiti di centro-destra e della finta sinistra radical chic, PD e SEL in testa, stanno già lanciando il loro personale allarme contro la vittoria del “sì” al referendum. In particolare, la finta sinistra opportunista del PD e di SEL sembra essere spaventata più dall’obbligo di avere un permesso di soggiorno nel caso la Gran Bretagna dovesse uscire dall’UE, piuttosto che dalle reali possibilità di peggioramento delle condizioni di vita e salariali dei lavoratori italiani, a prescindere dall’esito referendario. Su questo aspetto, il nostro parere rimane quello che non ci può essere democrazia, riscatto popolare, o progresso economico e sociale fin quando la sovrastruttura del capitalismo (FMI, BCE, UE, e NATO), e la sua struttura (la politica asservita al capitalismo, cioè il centro-destra ed il centro-sinistra) non verranno sostituite con una società basata sul socialismo-comunismo. In Gran Bretagna, il principale sconfitto del referendum di Cameron sarà comunque la classe lavoratrice ed il piccolo ceto medio, immigrato o non. Col capitalismo, fuori o dentro l’UE, varrà sempre l’allarme “Nebbia nella Manica, proletariato isolato!”

Alain Fissore – Insegnante precario scuola superiore e coordinatore per il Partito Comunista

in Gran Bretagna Stefano Rosatelli – Servizi sociali e coordinatore per il

Partito Comunista a Londra.

“Brexit ovvero l’uscita della Gran Bretagna dall’UE: fog in Channel, Proletariat isolated! – nebbia nella Manica, proletariato isolato!”

Page 6: Britalyca News Londra (La Voce Alternativa)

7 6 Cultura & Societa’ /////////////////////////////// Nino Bellinvia //////////////////////// Britalyca News Londra Feb. 2016 Cultura & Societa’ ////////////////////////// Nino Bellinvia /////////////////////// Britalyca News Londra Feb. 2016

Il 2 aprile al Teatro Comunale “Nicola Resta” di Massafra /TA)

“Gran Galà d’Operetta”

Orchestra da Camera “V. Martina” - Corale Polifonica “S. Binetti”

Dopo l’eccezionale successo ottenuto al Circolo Unione del Petruzzelli di Bari e al Teatro Politeama Italia di Bisceglie, il 2 aprile giunge presso il Teatro Comunale “Nicola Resta” di Massafra lo spettacolo “Gran Galà d’Operetta”, viaggio musicale attraverso i classici

Monopoli, l’orchestra “N. Rota” di Monopoli accompagnando solisti d’eccezione come Michael Godard. E’ fondatrice e direttrice stabile (dal 2002 ad oggi) dell’Orchestra da camera “Valeria Martina” alla guida della quale ha vinto numerosi premi. E’ anche fondatrice e direttrice dell’Orchestra “Luigi Capotorti” di Molfetta (BA) alla cui guida ha vinto il 1° premio al 3° concorso nazionale “N. Van Westerhout” di Mola di Bari e il 1° premio assoluto al 1° concorso internazionale “G. da Venosa” di Sannicandro di Bari. Ha studiato composizione, inizialmente, sotto la guida del M° O. De Lillo (allievo prediletto di Nino Rota) e si è diplomata col massimo dei voti presso il Conservatorio “N.Rota” di

spettacolo dallo spirito spensierato, ideato in omaggio alla Belle Époque, è organizzato con il patrocinio del Comune di Massafra, dalla nota Associazione Culturale “Valeria Martina” che presenta un compendio delle arie più famose e più divertenti tratte dai capolavori della “piccola lirica” con costumi d’epoca, che ricrea sul palcoscenico l’atmosfera raffinata del mondo austro-ungarico dell’epoca. “La Vedova Allegra”, “Il Paese dei Campanelli”, “Al Cavallino Bianco”, “Cin Ci Là” sono alcune delle operette che saranno eseguite. Ingresso previa prenotazione al numero 3385916414. Porta ore 20.00; inizio ore 20,30. E’ con tanto piacere che presentiamo ai nostri lettori l’Associazione Culturale “Valeria Martina” e il suo direttore M° Maria Sasso. L’Associazione spicca nel panorama musicale internazionale per dinamismo, innovazione e qualità. Caratteristiche che hanno sempre costituito l’attività artistica e organizzativa dell’Associazione in seno alla quale nel 2003, per volontà del direttore artistico Maria (Mirella) Sasso e del presidente Vita Torelli, è nata l’Orchestra da Camera “Valeria Martina”, che ha legato il suo nome alla figura della pianista Valeria Martina, prematuramente scomparsa, concertista e docente che con grande passione si è dedicata alla formazione di numerosi giovani della provincia di Taranto. L’orchestra, inizialmente nata come gruppo di sole donne quasi tutte di Massafra, in seguito si è arricchita di oltre 30 musicisti provenienti da tutta la Regione Puglia. Sin dalla fondazione l’associazione ha centrato e organizzato la sua attività artistica su alcuni punti fondamentali: concorsi e orchestra. Concorsi pluridisciplinari di musica nazionali e internazionali, che hanno visto la partecipazione a Massafra di centinaia di musicisti provenienti da tutto il mondo. I Concorsi nelle diverse edizioni sono stati finanziati dalla Provincia di Taranto, Comune di Massafra, Regione Puglia. L’Orchestra oggi è molto apprezzata nei vari generi di repertorio (sacro-sinfonico-operistico, etc) ed ha collezionato vari primi premi e assoluti in vari concorsi. Da ricordare, tra l’altro: il 1° Premio al 4° e 5° Concorso Europeo "Città di Altamura"; il 1° Premio al 5° Concorso Nazionale "I. Strawinsky" di Bari"; il 1° Premio al 2° Concorso Nazionale "E. Paone" di Formia; il 1° Premio al 3° Concorso Naz.le "N. Van Westerhout " di Mola di Bari; il 1°

dell’operetta. Interpreti: l’orchestra da Camera “Valeria Martina” di Massafra, diretta dal M° Mirella Sasso, la Corale Polifonica “Sergio Binetti” di Molfetta e i soprani Lucia De Bari, Erika Mezzina e Antonella Binetti, il tenore Emanuele Cicciomessere e il baritono Onofrio Salvemini. Lo

il M° F. Mezzena ai corsi di Alto Perfezionamento dell’Accademia Musicale Pescarese, in formazione orchestrale con i Maestri G. Prencipe, C. Pozzi, G. Caramia presso la scuola superiore di studi musicali della Regione Siciliana, affrontando contemporaneamente lo studio della didattica della musica. Violinista dell’Orchestra Internazionale Giovanile, dell’Orchestra Siciliana, della Junge Schweizer Philarmonie, dell’Orchestra Sinfonica “M. Gusella” di Pescara, 1° violino dell’Orchestra da Camera “Prisma” di Napoli, ha suonato sotto la direzione di Maestri quali: D. Renzetti, M. Andeae, G. Serembe, A. Faja, J. Meszaros, R. Duarte, M. Marvulli. Per altre informazioni: [email protected] Nelle foto: il M° Mirella Sasso e l'Orchestra "Valeria Martina" dopo un concerto in Turchia; l'orchestra "V. Martina" nello spettacolo replicato una ventina di volte su "Puccini e le sue donne", nell'esecuzione all'Anfiteatro di Molfetta; Tournèe concertistica a Cipro (concerto per l'ambasciatore Italiano a Nicosia); Vita Torelli, presidente dell'Associazione "V. Martina"; M: Sasso.

effettiva del corso per direzione di fiati del M° olandese Jakob De Haan. Ha studiato musica corale e direzione di coro con la prof.ssa C. Cannito presso il Conservatorio “Nino Rota” di Monopoli diplomandosi col massimo dei voti. Docente esperta nei PON di coro ha diretto numerosi cori tra cui il coro “N. Andria” di Massafra, il coro “L. Capotorti” di Molfetta, il coro “S. Binetti” di Molfetta. Come violinista ha svolto intensa attività concertistica e vinto numerosi concorsi tra i quali il 1° premio assoluto al 9° concorso europeo AMLE Città di Monopoli in formazione di trio. Diplomatasi nel 1989 presso il Conservatorio “N. Piccinni” di Bari, si è in seguito perfezionata in violino e musica da camera con

Monopoli sotto la guida del M° Vito Liturri. Ha al suo attivo numerose composizioni cameristiche, vocali, orchestrali. Sue composizioni sono pubblicate dalle case editrici Academy a.m.s., Salatino ed. musicali, Asa Classical Production Numerosi gli arrangiamenti, revisioni e trascrizioni eseguite per vari organici in tutto il mondo. Diplomata col massimo dei voti in Strumentazione e Direzione di banda presso il Conservatorio “N. Rota” di Monopoli sotto la guida del M° V. Anselmi, è stata allieva effettiva per tre anni dei corsi di direzione e concertazione per banda del Maestro Maurizio Billi (direttore della Banda Nazionale della Polizia di Stato)dirigendo l’orchestra di fiati “G. Ligonzo” di Conversano, l’orchestra di fiati di Cisternino e la Fanfara della III Regione Aerea di Bari. Allieva

Premio Assoluto al Festival artistico “I Colori dell’arte” edizione 2011. L’orchestra ha al suo attivo centinaia di concerti, molti dei quali finalizzati ad importanti scopi umanitari (Associazione Trapiantati Organi, Ambasciata di Tirana, Croce Rossa Italiana, Medici senza Frontiere) in Italia e all’estero (Cipro, Bulgaria, Romania, Inghilterra, Croazia, Turchia, Polonia,…). Da ricordare i Progetti finanziati dalla Comunità Europea, il Progetto GRUNDTVIG “Wecan” approvato nel 2012 che ha visto l’associazione e la sua orchestra collaborare artisticamente con partner della Romania, di Cipro, della Turchia, della Polonia e della Bulgaria. Inoltre il Progetto Erasmus plus “Learning Paths Across Traditions History Society” approvato a settembre 2014 che vede l’associazione collaborare artisticamente con Crozia, Bulgaria, Turchia e l’Isola di Wight (Inghilterra).

Il M° Maria (Mirella) Sasso è direttore dell’orchestra sin dalla sua fondazione. Diplomata in violino, composizione, direzione d’orchestra, strumentazione per banda, musica corale e direzione di coro col massimo dei voti, ha conseguito la laurea di II° livello in direzione d’orchestra con 110 e lode. E’ docente di composizione e di violino presso il Liceo Musicale di Monopoli. Dal 2003 è direttore artistico del Concorso Internazionale di musica “Valeria Martina” – Città di Massafra e membro di commissione in numerosi concorsi nazionali ed internazionali. Direttore artistico, direttore musicale e compositrice nell’ambito del progetto GRUNDTVIG della Comunità Europea per gli anni 2012-2013 ha collaborato e diretto cori e orchestre di Polonia, Bulgaria, Turchia, Cipro e Romania. Ha studiato direzione d’orchestra conseguendo la laurea di II° livello, sotto la guida del M° Daniele Belardinelli, presso il conservatorio di Matera e perfezionandosi col M° Nicola Samale, Ovidiu Balan col quale ha conseguito il diploma di perfezionamento della European ars academy, col M° Deyan Pavlov in Bulgaria, col M° Mariano Patti. Ha diretto tra le altre, più volte l’orchestra filarmonica “M. Jora” di Bacau (Romania), l’orchestra sinfonica di stato di Vidin (Bulgaria), il Coro e Orchestra “Jubileum” di Lublin (Polonia), il Coro e Orchestra di Sevlievo (Bulgaria), l’OBA di Bari, l’orchestra sinfonica “Carlo V” di