Ldb Reactivicity_Assotemporary

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TEMPORARY SHOP TRA COMMERCIO E COMUNICAZIONE
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    01-Jul-2015
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  • 1. TEMPORARY SHOP TRA COMMERCIO E COMUNICAZIONE

2. HEIDEGGERCARTESIOESSERE E TEMPONellultimo periodo storico Zygmunt Bauman il pensatore che meglio di altri ha saputo cogliere lessenza del nostro tempo e la temporaneit come marchio di fabbrica della societcontemporanea. 3. La sua teoria della societ liquida descrive la fine della societ diproduttori, dove il tempo dellattesa aveva un valore riconosciuto, e linizio della societ di consumatori, dove il soddisfacimento di un desiderio non che un breve momento prima del nuovo incalzante desiderio, che spesso non corrisponde ad un reale bisogno. 4. Il Temporary Shop un fenomeno tipico della societ liquida, in particolare nella versione pop up o in quella moving store.Gioca infatti sui tre tasti della liquidit:- Velocit - Mutevolezza - Interattivit 5. IL TEMPORARY SHOP COME ULTIMO CONFINE DEL RETAIL E NUOVA FRONTIERA DELLA COMUNICAZIONE 6. Nel panorama del moderno retail, un approfondimento merita la formula dei negozi a tempo. E per una duplice ragione: - si tratta dellunica vera novit degli ultimi anni (il Temporary shop fa la sua comparsa nel 2003)- il loro successo di pubblico cos straordinario che assistiamo quasi quotidianamente ad una nuova apertura. 7. perfettamente incardinato nella logica intrattenimento, esperienza, sorpresa il temporary shop, standard o nella variante del pop up store, un negozio la cui lunghezza di vita predeterminata e molto limitata nel tempo: - un giorno - qualche settimana - qualche mese - mediamente per 30 40 giorni viene aperto con lobiettivo di giocare sulla curiosit indotta proprio dalla sua principale caratteristica: la temporaneit. 8. La cronistoria del pop up inizia in Gran Bretagna nel 2003. Importato negli Stati Uniti, questo nuovo formato distributivo riscuote un tale successo da richiamare addirittura lattenzione del Setting Retail in Motion, che nel 2007 gli dedica interamente una fiera. 9. IL TEMPORARY SHOP IN ITALIA Ottimo successo di pubblico Dopo la fase sperimentale, stiamo gi vivendone la maturit in varie forme: lancio di un nuovo prodotto operazione di consolidamento del brand, uniniziativa speciale, offerte promozionali sperimentazione di un nuovo servizio, di un nuovo concept o di un nuovo format, strumento per giocare nellambito del retail, senza doversi sobbarcare delle ingenti spese di avviamento di un negozio, o di un network di negozi, proprio; Il Temporary shop entrato a far parte a pieno titolo del complesso processo di strategie di comunicazione aziendale. 10. CONCLUSIONIIl pop up retail o Temporary Shop indubbiamente il fenomeno del momento: piace ad un pubblico giovane, esigente ed attento alle pi piccole novit; il giusto mezzo per i brand emergenti e cult, i brand cio pi attenti alle applicazioni di marketing non convenzionale. E una formula meno impegnativa di altre dal punto di vista delle risorse finanziarie necessarie per avviarlo e non questione da poco in un mercato asfittico e reduce da una crisi di dimensioni epocali. Il consumatore alla continua ricerca di punti vendita che siano capaci di soddisfare il suo bisogno di novit, di esclusivit e, soprattutto di interattivit 11. Per qualsiasi tipo di azienda oggi il problema vendere. Vendere significa saper analizzare un consumatore in continua evoluzione, essere in grado di capirlo e di soddisfarlo. 12. Milano la capitale italiana, e una delle capitali mondiali, del temporary shop. 13. PERCHE- citt del business per eccellenza - citt con vocazione internazionale - citt della moda e del design, fiore allocchiello dellindustria italiana- citt di transito - citt dello shopping (quadrilatero e oltre) 14. LO SVILUPPO DEI PROSSIMI ANNIPremessa Il Temporary shop non un anomalia nellevoluzione del retail o delle forme di comunicazione. Non neanche un fenomeno connesso alla crisi economica degli ultimi anni, che pu averne tuttal pi accelerato la progressione. 15. IL TEMPORARY SHOP SI INSERISCE NEL SOLCO DELLA TRADIZIONE DEL COMMERCIO DI STRADA E TROVA NEGLI AMBULANTI VENDITORI ITINERANTI GLI ANTESIGNANI.Pensiamo alla variante del pop up store, con i container o altri manufatti che si montano, e si smontano dopo levento, e vediamo plasticamente raffigurata lorigine storica del temporary shop (fin dai tempi del Re Sole) 16. ASSOTEMPORARY ISTRUZIONI PER LUSO 17. TIPOLOGIE ASSOCIATIVE (inserite nei dipartimenti previsti dallo Statuto) a.Titolari di spazi per uso vendita (Temporary Shop)b.Titolari di spazi per uso espositivo (Showroom Temporaneo)c.Attivit di servizi connessid.Attivit di business center (uffici temporanei) (progetto di sviluppo che si realizzer nel 2010) 18. TIPOLOGIE PARTNER a.Aziende Italiane ed Estereb.Agenzie di comunicazionec.Enti, Istituzioni, Camere di Commercio 19. SERVIZI Consulenza Tecnica gratuita I fondamentali per avviare un attivit di Temporary Shop e simili Rapporti istituzionali - Regione, Provincia, Comune. - Camera di commercio Consulenza Legale Contratto tipo - consulenza amministrativa e fiscale Visibilit Internazionale Data base Assotemporary Inserimento nel sito associativo 20. CORSI DI FORMAZIONE VENDITA VISUAL MERCHANDISING MARKETING COMUNICAZIONE CONVENZIONI SPECIFICHE ARREDAMENTO SPAZI CATERING ORGANIZZAZIONE EVENTI UFFICIO STAMPA P.R. MAGAZINE ON LINE ASSO DI MODA IL SOCIO ASSOTEMPORARY ANCHE SOCIO CONFCOMMERCIO / UNIONE DEL COMMERCIO DI MILANO E PU BENEFICIARE DEI SERVIZI E DELLE CONVENZIONI DA ESSE OFFERTE. LA DIREZIONE DI ASSOTEMPORARY GESTISCE ANCHE ASSOMODA, UNA DELLE PRINCIPALI ASSOCIAZIONI DEL SETTORE MODA, PERTANTO IL SOCIO PU BENEFICIARE DELLE NATURALI SINERGIE TRA IL MONDO DELLA MODA E QUELLO DEL TEMPORARY. 21. IL PENTALOGO DEL TEMPORARY SHOP 1. Per lattivit di vendita il temporary retailer si impegna ad osservare le norme statuali, regionali e comunali che disciplinano gli orari degli esercizi commerciali. 2. Nello svolgimento dellattivit di vendita il temporary retailer si attiene scrupolosamente alla normativa concernente le vendite straordinarie, nelle diverse fattispecie di vendite promozionali e di liquidazione. 3. Per quanto concerne lattivit relativa ai saldi di fine stagione, i temporary retailer ne osservano i limiti temporali e le prescrizioni inerenti la corretta effettuazione delle operazioni connesse. 4. Riguardo alle attivit svolte direttamente dalle aziende clienti, il temporary retailer esercita gli opportuni controlli, intervenendo, se necessario, per evitare azioni ed iniziative non corrette e/o inopportune. 5. Le attivit svolte nellambito dei temporary shop si armonizzano con le altre attivit commerciali, senza creare disagio o situazioni di concorrenza sleale nei confronti degli altri operatori commerciali. Concorrono inoltre, in una logica di retailtainment, a vitalizzare lattivit delle vie cittadine e dei luoghi in cui sono attivi. 22. VODAFONEGABETTITESCOMA LUIS VUITTON CHANEL NOCOCERAM FIAT 500 SAECO MURSIAHENKEL ITALIAVETTREPLAYGUCCIDUREXLAVAZZACARLSBERGBENETTON OVS INDUSTRYMACEFPHILIPSDIABLO ROSSO PIRELLI SONGWIREDPOKETOLE MOUSTACHE MOTOROLA M&MS SPAZIO TOKIOTHIERRY MUNGLER PARFUM ALIXIR OASISNIVEASAHRAILAMBORGHINICORRAINIJACUZZISANSONNIKEPUMALAGOVETT TINCATILAGOSTINASWITZERLAND CHEESE MARKETING ITALIAFESTINA TATIANAPRADAKICKERSNESTLE LANCOMECOSTA CROCIERECENCI LEVISCOLGATE LA PERLA HERMES