Ldb agroecologia2 capone_02

Click here to load reader

Embed Size (px)

description

Ldb agroecologia2 capone_02

Transcript of Ldb agroecologia2 capone_02

  • 1. LA COLTIVAZIONE BIOLOGICA DELLE ERBE SPONTANEE
  • 2. Il presente volume stato realizzato nellambito del progetto innovazione di durata triennale BioInnovErbe (gennaio 2008-dicembre 2010) con finan-ziamento della Direzione centrale risorse agricole naturali e forestali ai sensi dellart. 17 della Legge regionale n. 26/2005 Partner del progetto CirMont - Centro Internazionale di Ricerca per la Montagna log ERSA - Agenzia Regionale per lo Sviluppo Rurale Universit degli Studi di Udine Dipartimento di Scienze degli Alimenti Regione Friuli Venezia Giulia Direzione Centrale Risorse Rurali, Agroalimentari e Forestali - Vivaio fore-stale regionale Pascul di Tarcento (Udine) In copertina Aruncus chioicus (foto di Marta Mossenta) Le illustrazioni sono tratte dalle fototeche degli autori dei singoli capitoli Progetto grafico cdm associati Stampa ??? CirMont Via Jacopo Linussio, 1 33020 Amaro (Udine) Tel./Fax 0433 467124 www.cirmont.it FORUM 2010 Editrice Universitaria Udinese srl Via Palladio, 8 33100 Udine Tel. 0432 26001 / Fax 0432 296756 www.forumeditrice.it Udine 2010 ISBN 978-88-8420-656-5
  • 3. BIOINNOVERBE LA COLTIVAZIONE BIOLOGICA DELLE ERBE SPONTANEE: UNA NUOVA FILIERA PRODUTTIVA DI QUALIT A SALVAGUARDIA DELLAMBIENTE A CURA DI??? FORUM
  • 4. scheda catalografica
  • 5. Indice PROGETTI CHE LASCIANO IL SEGNO pag. 7 Manuela Croatto 1. IL PROGETTO BIOINNOVERBE pag. Federico Capone, Costantino Cattivello, Sirio Rossano Secondo Cividino, Manuela Croatto, Ilaria Gussetti, Marta Mossenta, Simona Rainis 1.1 Premessa 1.2 Obiettivo generale del progetto 1.3 Attivit di ricerca e sperimentazione 1.4 Conclusioni 2. LA SPERIMENTAZIONE AGRONOMICA Federico Capone, Costantino Cattivello, Renato Danielis, Marta Mossenta 2.1 La raccolta del seme 2.2 Lattivit di vivaio 2.3 I campi sperimentali 2.4 Le piante 3. CARATTERIZZAZIONE CHIMICA DELLE PIANTE STUDIATE NELLAMBITO DEL PROGETTO BIOINNOVERBE Lavinia Alexandru, Lanfranco Conte 3.1 Premessa 3.2 Contenuto di sostanze fenoliche delle piante studiate nellambito del progetto di ricerca BioInnovErbe 3.3 Conclusioni 4. ASPETTI ECONOMICI LEGATI ALLA COMMERCIALIZZAZIONE DI PIANTE SPONTANEE E COLTIVATE AD USO GASTRONOMICO Sirio Rossano Secondo Cividino, Ilaria Gussetti, Simona Rainis, Elena Valent 4.1 Premessa
  • 6. 6 INDICE 4.2 Analisi di mercato 4.3 Strategie di sviluppo e punti critici 4.4 Conclusioni 5. UNE VOLTE TAL PLAT LE RICETTE Marta Mossenta, Elena Valent 5.1 Antipasti 5.2 Primi piatti 5.3 Secondi piatti 5.4 Contorni Ringraziamenti
  • 7. Progetti che lasciano il segno Nel panorama dei progetti di ricerca legati allambito montano, BioInnovErbe uno di quelli destinati a lasciare il segno. Non solo per i risultati scientifici o per i posti di lavoro che ha assicurato a giovani laureati ma, soprattutto, per le prospettive che ha aperto. BioInnovErbe uno di quei casi in cui si pu dire che i soldi pub-blici non sono solo stati spesi bene ma sono stati investiti in modo da continuare a dare frutti. Il progetto, finanziato dalla regione Friuli Venezia Giulia con la legge n. 26/2005 sullinnovazione, stato pro-mosso da CirMont, che ne coordinatore con la fondamentale col-laborazione dellERSA, dellUniversit di Udine e della Direzione Centrale Risorse Rurali, Agroalimentari e Forestali - Vivaio foresta-le regionale Pascul di Tarcento (Udine). Lidea di base, apparentemente semplice, era quella di provare a coltivare piante spontanee per aumentarne lofferta e ridurre il sac-cheggio di prati e boschi montani e i conseguenti danni allambien-te. Apparentemente semplice perch da circa diecimila anni luomo impegnato a coltivare i prodotti necessari al suo sostentamento e lo fa attraverso laddomesticazione delle piante spontanee con tecniche sempre pi raffinate grazie a ricerca e sperimentazione. Tuttavia, ancora oggi, non tutte le piante possono essere addome-sticate, ce ne solo alcune che resistono. Molte di queste vivono in montagna e si riproducono solo in condizioni assolutamente pecu-liari per clima e ambiente ma sono proprio queste caratteristiche che le rendono particolarmente interessanti e che hanno spinto i ricercatori a pensare e progettare BioInnovErbe. Le difficolt non sono mancate ma gli agronomi di oggi, esatta-mente come i contadini di ieri, con studio, professionalit e pazien-te attenzione ce lhanno fatta. Otto variet vegetali diverse Aruncus dioicus (barba di capra), Asparagus acutifolius (asparago selvatico), Chenopodium bonus-
  • 8. 8 LA COLTIVAZIONE BIOLOGICA DELLE ERBE SPONTANEE henricus (buonenrico), Cicerbita alpina (radc di mont), Levisticum officinale (sedano selvatico), Ruscus aculeatus (pungitopo), Silene vulgaris (sclopt), Valerianella olitoria (valeriana selvatica) sono state coltivate con successo in otto campi sperimentali, sparsi in tre delle quattro province della regione, San Pelagio/Aurisina (TS), Molinis/Tarcento (UD), Curiedi/Tolmezzo (UD), Piani di Vs/Rigolato (UD), Monte Arvenis (UD), Tramonti di Sopra (PN), Steven/Sacile (PN) e Udine. Ma perch cercare di addomesticare piante cos particolari? Tante sono le risposte possibili, prima fra tutte la constatazione che spesso le iniziative di promozione e valorizzazione del patrimonio vegetale spontaneo, oltre a suscitare linteresse e la curiosit dei consumatori, alimentano il numero di raccoglitori sempre meno competenti sulle tecniche di raccolta e il rispetto per lambiente. Proprio per la salvaguardia del territorio e quindi per evitare che unopportunit si trasformi in una minaccia stato pensato BioInnovErbe - La coltivazione biologica delle erbe spontanee: una nuova filiera produttiva di qualit a salvaguardia dellambiente. Il progetto si concretizzato nella messa a punto e nellavvio di tec-niche di coltivazione, secondo i protocolli dellagricoltura biologica, per aumentare lofferta coinvolgendo direttamente coltivatori pro-fessionali e hobbisti. Sono state ben 45.000 le piante riprodotte e distribuite gratuitamente sul territorio, cui si aggiungono o vanno aggiunte??? le 20.000 utilizzate per la sperimentazione. In tal modo sono state poste le premesse per lo sviluppo di nuove filiere ortive capaci di conquistare nuove quote di mercato e di dare un contributo ad un pi generale progetto di sviluppo dellarea montana. Anche solo sulla base di questi numeri si pu dire che BioInnovErbe uno di quei progetti che lasciano il segno. Ma non solo per questo. Con la messa in coltura di nuove specie, sia autoctone che alloctone, si incrementer lofferta di nuove pro-duzioni ortive, tipiche e non, al fine di raggiungere vari obiettivi: 1. il miglioramento delle tecniche produttive per diversificare e integrare il reddito delle aziende orticole, soprattutto quelle che operano in ambienti difficili e sempre pi soggetti a fenomeni di abbandono, in primis larea montana; 2. lallargamento dellofferta alimentare valorizzando un mercato di nicchia collegato alla raccolta di erbe spontanee e la possibi-lit di soddisfare una domanda di nuovi prodotti potenzialmente
  • 9. PROGETTI CHE LASCIANO IL SEGNO 9 molto interessante in unottica finalizzata al riconoscimento dei marchi di qualit (IGP, DOP, ecc); 3. la salvaguardia e la protezione dellambiente di accrescimento di piante spontanee sempre pi impoverito dalla raccolta non regolamentata o in violazione della normativa vigente; 4. lo sviluppo di microfiliere produttive attraverso la sensibilizza-zione delle realt agrituristiche e del comparto turistico nei con-fronti delle nuove produzioni. BioInnovErbe quindi un progetto che riesce a dimostrare concre-tamente come la ricerca scientifica e la sperimentazione sul campo possano essere una reale marcia in pi nel complesso percorso di rilancio delle aree marginali. Ma non ancora tutto. BioInnovErbe ha il merito di essere riuscito ad unire attorno ad uno stesso tavolo soggetti diversi ERSA, Universit, CirMont ma soprattutto agricoltori e cittadini che hanno messo a disposizione i loro terreni per le coltivazioni speri-mentali imparando anche nuove tecniche colturali. In tal modo le specificit di ciascuno sono diventate patrimonio di tutti, senza sovrapposizioni e duplicazioni per trasferire ai molti soggetti coin-volti i risultati di attivit di ricerca e sperimentazione che altrimenti non avrebbero mai potuto essere raggiunti. Si diceva che BioInnovErbe uno di quei progetti che lasciano il segno. Innanzitutto nei giovani ricercatori che per tre anni hanno lavorato tra libri, piante, semi e campi e hanno ottenuto risultati che non erano affatto scontati al momento in cui il progetto partito. Ma un segno rester anche