Voltaire - Zadig - italiano

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È una delle opere più apprezzate di Voltaire, in cui l'autore mostra tutto il suo stile vivo e brillante, ironizzando contro i pregiudizi del tempo. La vivacità della narrazione, disseminata di peripezie, sottolinea come, per quanto l'esistenza sia piena di cambiamenti, resti comunque legata al suo destino.

Transcript of Voltaire - Zadig - italiano

  • Voltaire Zadig

    Nota introduttiva di Franco Ferrucci Traduzione di Tino Richelmy

  • Voltaire Zadig ................................................................................... 1

    Nota introduttiva ........................................................................................... 4

    Zadig o il destino Storia orientale................................................................ 12

    Lettera dedicatoria di Zadig inviata da Sadi alla Sultana Sheraa............... 13

    Il cieco da un occhio ........................................................................................... 15

    Il naso ................................................................................................................. 19

    Il cane e il cavallo ............................................................................................... 22

    Linvidioso .......................................................................................................... 27

    I generosi ............................................................................................................ 33

    Il ministro ........................................................................................................... 36

    Contrasti di opinioni e udienze ........................................................................... 39

    La gelosia ............................................................................................................ 43

    La donna percossa ............................................................................................... 48

    La schiavit ......................................................................................................... 52

    La pira ................................................................................................................. 56

    La cena ................................................................................................................ 60

    Gli appuntamenti ................................................................................................ 64

    Il brigante ........................................................................................................... 68

    Il pescatore.......................................................................................................... 72

    Il basilisco ........................................................................................................... 76

    I certami ............................................................................................................. 85

    Leremita ............................................................................................................. 91

    Gli enigmi ........................................................................................................... 98

    La danza ............................................................................................................ 102

    Occhi celesti ..................................................................................................... 106

  • Nota introduttiva

    Zadig, primo eroe romanzesco di Voltaire, arriva sulla scena con certe pretese. convinto di essere molto buono, molto bello, molto bravo; e inoltre ritiene che questo gli debba garantire la felicit. Allelenco delle sue virt Voltaire aggiunge la modestia; eppure per tutto il romanzo Zadig non commette una sola cattiva azione, il che va oltre la modestia e sfiora la presunzione.

    Perch Zadig lautore stesso. Per la prima volta, alle prese con tormenti di varia natura, pratica e intellettuale, Voltaire ha lidea di rappresentare se stesso in chiave metaforica, nelle vesti di un giovanotto alla ricerca del vero e del buono. Come i suoi successori, Zadig non invecchia; perfino Cunegonda invecchier vicino a Candido, ma su questultimo non viene detto nulla al proposito. Essi devono restare come sono apparsi, immagini di giovinezza, anche per colui che li sospinge in scena: lo scrittore ormai maturo, che si trova nella situazione di stendere un bilancio della propria vita. Solo eccezionalmente, come nella Storia del buon bramino, Voltaire pone al centro dellazione la figura di un vegliardo; altrimenti preferisce disseminarli nellazione, a distribuire consigli pi spesso stravaganti che veritieri.

    A Babilonia cera quindi un jeune homme nomm Zadig, n avec un bon naturel fortifi par lducation. Chi gli ha dato luna e laltra? Per tutto il romanzo la maggior parte dei personaggi mostrano una natura debole e una educazione pessima; da dove esce Zadig? Fin dallinizio egli ha i

  • connotati di una scommessa vivente, improbabile e temeraria. Zadig un antieroe, perch in fondo per Voltaire leroe di una vicenda rimane un personaggio diverso, chiuso in un mondo che non lo lascia respirare, lo invecchia, e gli inocula funeste e letali passioni: il mondo di Racine, lo scrutatore dellanima umana. Il mondo dove le passioni si trasmettono come lente malattie ereditarie, febbri che scuotono i cadaveri del potere massimo, addobbati lugubremente da trionfatori; il mondo dei nati-vecchi, a ripetere i gesti dei loro antenati, chiusi nella stessa gabbia, la corte. Anche Zadig uomo di corte; neppure Voltaire ha ancora compiuto il grande passo. Espulso dalla corte, Zadig vi ritorna alla fine, da trionfatore; non si pu immaginare per lui un lieto fine diverso. Questo il suo paradosso come personaggio: egli ha tutte le qualit che mancano ai cortigiani, schietto, leale, generoso, eppure gravita nel loro stesso ambiente, e uscire da quel mondo rappresenta un esilio. Poco pi di dieci anni dopo, allepoca di Candide, la propriet da coltivare alluder al dominio di Fernay e alla nuova vita di patriarca rurale che Voltaire sta per cominciare; la corte, almeno quella di Francia, sar lasciata alle spalle.

    Quasi per necessaria e doverosa esperienza, Zadig cerca dapprima la felicit in amore; e dallamore riceve le prime delusioni. Smire, la giovane cortigiana, poi Azora, la citoyenne (prima smagliatura nel mondo chiuso della corte), che egli sposa per poi ripudiare, lo deludono profondamente; tutte e due si rivelano incostanti, leggere, insomma incapaci di apprezzarlo. Finch egli non decide di rinunciare alla vita coniugale, appena sperimentata, e di

  • ritirarsi in solitudine, per cercare la felicit nello studio della natura, a esaminare le propriet degli animali e delle piante.

    E infatti Zadig si rifugia nella natura con spirito prerousseauiano: per trovare la pace e per studiare le erbe. Solo che Voltaire non Rousseau, e invece della felicit Zadig finisce con lo scoprire un metodo. Lepisodio della cagna e del cavallo loccasione per esibire un vero e proprio virtuosismo di capacit induttive. A corte ricominciano a prenderlo in considerazione; malgrado gli sforzi dei suoi nemici, il re e la regina lo guardano con occhio nuovamente benevolo. Zadig portato ancora a credere nella felicit; se gli altri capiscono che egli degno di essere felice, non ci sono pi ostacoli. La stima pubblica, lonore meritato, diventano allora ingredienti indispensabili per il bonheur. Quando Zadig riceve il premio della generosit, esclama: Je suis donc enfin heureux. Quando alla fine diventa re di Babilonia, Zadig sar re e sar felice. soprattutto importante essere riconosciuti. Uno dei capitoli pi romanzeschi del libro, quello dei duelli (episodio ispirato da Ariosto, amatissimo dal Voltaire di quegli anni), centrato sul tema dellarmatura-maschera che nasconde lidentit dei duellanti, e sullo scambio delle maschere stesse, per cui il cavaliere perdente usurpa i diritti del vittorioso Zadig. Nellultimo capitolo, Zadig deve anche risolvere degli enigmi, e viene quindi reintegrato nella sua personalit di sapiente. Il fut reconnu roi dun consentement unanime...

    Il tema dellagnizione aveva dettato in precedenza il momento patetico dellincontro con Astarte in riva al fiume, mentre la giovane donna scrive i! nome di Zadig sulla

  • sabbia; segno che, accanto ad Ariosto, anche ricordi del romanzo elegiaco-pastorale confluiscono nella memoria dellautore. Eppure lepisodio ha un suo segreto lirismo, mascherato, come spesso in Voltaire, dironia. Mentre le damigelle cercano il fantomatico basilisco, onde guadagnarsi le nozze con il signore Ogul, lautore ci tiene a precisare che Astarte non cerca nulla: forse perch ha gi trovato qualcosa di pi importante dello sposalizio regale.

    Ma la strada verso il sognato riconoscimento, e verso la felicit che ne consegue, disseminata di ostacoli che Voltaire identifica, dallinizio alla fine, con lopera maligna degli invidiosi. Dopo vari tentativi falliti (tra cui quello dei versi contraffatti), i nemici di Zadig, che nel frattempo diventato primo ministro, riescono a insospettire il re e a ingelosirlo. Zadig fa appena in tempo a esclamare: Si jeusse t mchant comme tant dautres, je serais heureux comme eux, ed costretto a fuggire.

    Che cosa lascia alle spalle questo primo ministro? Un vero e proprio retaggio illuministico. Ha insegnato a preferire lessere al parere, lo stile della ragione a quello della retorica; a salvare un colpevole piuttosto che condannare un innocente. Tutto un programma che Voltaire, praticamente esiliato dalla corte nel momento in cui scrive Zadig, pensa di avere ispirato alla cultura del suo tempo, pur rammaricandosi di non averlo potuto portare pi a fondo. Lideale di una repubblica di sapienti non estraneo a questa rappresentazione di Zadig primo ministro; sintende che un re deve comunque sussistere, fa parte della natura stessa delle cose. Ma nel momento in cui viene espulso, che cosa trova Zadig, e qual il suo rifugio? Come se uscisse di

  • casa, sopra di lui si spalanca il cielo della notte: Zadig dirigeait sa route