Numero 25 sfogliabile

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Trantran numero 25 sfogliabile

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  • anno iii- numero 25 - 13 dicembre 2011editore: trantran editore s.r.l.sede : via Cesare battisti 121 Vedano al LambroC.F./P.i./riMb 06774520966rea Mb 1864900reg. trib. Di Monza n. 1995del 29/06/2010

    Fondatori Marta Migliardi, elena gorla, adriana Colombo, guido bertoniDirettore alfredo rossiCapo RedazioneMarta MigliardiVice Capo Redazioneelena gorlaInviata Speciale adriana ColomboGrafico e fotografo stefano PontiRedazione Juri Casati, guido Caimmi, gabry, gaber (utgaber), niccol rossi, alberto zanardo e Francesca Fawn Masperi, il misterioso redo alfossi

    Si ringraziano per questo numeroringraziamenti: tutti gli amanti degli animali, la nostra mitica Paola, la casa redazione che ci ha accolte fino ad oggi, il Dott. Paolo Paleari, um-berto grasso. Per una volta non faremo lelenco dei nostri animali domestici: tutto il nostro amore va a quelli meno fortunati, a tutti gli animali che ci insegnano la dignit della vita.

    Foto di Copertinagiorgio riva di alberto zanardo, nel riquadro tiziano Ferro di Francesco Prandoni

    Per [email protected]@[email protected]@trantran.net

    Progetto grafico e impaginazione stefano Ponti

    Raccolta pubblicitaria

    [email protected] trantran editore s.r.l sede Via Cesare battisti 121 Vedano al Lambro (Mb)[email protected]

    Stampareggiani s.p.a.21026 gavirate (Va)

    Tiratura 26.000 copie

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    EditorialEtempo di feste, tempo di animali

    Spunti di viStaLiberazione animale

    CloCHartgiorgio riva (enPa): la concretezza dell'amore

    Marco berry: io ci metto il cuore

    tiziano Ferro: la linea che non ho oltrepassato

    altrovEboavista

    vErdiSSimobellezza e natura

    BriGantiail Must di Vimercate

    i SEGrEti dEllo CHEFL'officina del gusto

    BiSex Wave: la musica che avvolge

    Lega anti Vivisezione a Monza

    in CuCCiaL'amicizia tra un ratto e un uomo non Solo monzasoloMonza: tanto di cappelo

    SportivamEntEHarley al posto di renne

    pEndolarEMonorotaia?

    raCContiamoCiLa fiaba per i pi piccoli

    dal ComunE

    dalla provinCia

    CoSa SuCCEdE in Citt

    rEality

    lE SCiurE E il BEvErino

    dovE trovarE la riviSta

    Sommario

    in QuESto numEro

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    pastori eccetera. io mi occupavo degli animali. adoravo mettere il bue e l'asino al loro posto e pensavo che solo grazie a loro il bambino "venuto al mondo nudo in una mangiatoia" non sarebbe morto di freddo proprio grazie al loro fiato caldo. a dire la verit, anche giusep-pe, che si posizionava nel presepe, prima di metterci il bambino, mi sembrava allungare la mano destra verso il muso del bue per farsela riscaldare. e poi mettevo le pecore: a decine, di tutte le forme e dimensioni. e dico la verit, in mezzo a tutta quella confusione (chi faceva il bucato, chi le castagne arrosto, chi pescava nel laghetto), mi sembrava che gli unici attenti a quello che avveniva intorno a quel bambino fossero proprio loro, gli animali. Fedeli, since-ri, senza secondi fini.e cos sono gli animali, anche fuori dal pre-sepe della mia infanzia: per questo il numero che avete in mano dedicato a loro. buone feste!

    tempo di feste (ma quante luminarie in meno rispetto agli anni scorsi: la crisi si capisce anche da qui), tempo di regali (meno folla agli acquisti, come sopra), tempo di auguri: e qui, possiamo scialare, quindi auguri sinceri a ognuno di voi da tutti noi della redazione perch il nuovo anno sia davvero nuovo e ci porti tante novit. tutte buone naturalmente. Ma il tempo delle feste anche quello di una certa malinconia, che prende all'improvviso e si radica dentro di noi e non vuole andare via. una malinconia, che porta ai ricordi dei natali di quando eravamo pi piccoli e la festa era una un a festa vera, attesa con ansia, una festa in cui chi la faceva da padrone era il presepe. si faceva il proprio e poi si andava a casa della zia Maria o del cugino Matteo a vedere quello che avevano realizzato loro. e si facevano i paragoni men-tre si mangiava una fetta di panettone e si beveva un bicchiere di vino ("due dita ai bambini, ma di quello dolce!"). e il presepe era una cosa impegnativa. anche a casa mia. abitavo con mamma, pap, la nonna e quattro fratelli e il natale cominciava gi a... settembre. ognuno aveva un compito. Mio fratello sandro, il maggiore, doveva procurare il muschio. e ne trovava a quintali. una volta, alla fine di settembre, mentre eravamo in vacanza a sesto Calende, ne raccolse cos tanto che, per riuscire a portarlo a casa, butt via calzini, mutande e magliette per stiparlo nella valigia! romano, il secondo, era addetto alla raccolta della carta argentata che ricopriva le tavolette di cioccolato, con cui si sarebbero realizzati i laghetti e i fiumi (e cos ci hanno messo in mente che la Palestina avesse un cli-ma e un paesaggio come quello delle nostre alpi). Chiss come mai romano era sempre a corto di stagnola e si faceva comprare cioccolato a manetta (che, a dire il vero, dividevamo tra tutti). i due pi piccoli, gemelli, in genere combinavano guai e quindi facevano gli spettatori. e io? ne parliamo dopo.Mamma e pap sistemavano la carta per il cielo e i sassi come montagne. sandro si occupava di mettere le casette e gli alberi finti. romano, laghi, fiumi e gli altri partecipanti del presepe: il pescatore, il tipo con la gerla, addirittura uno che fa-ceva le caldarroste, una signora bene in carne che lavava i panni in un mastello, i

    Tempo di fesTe, Tempo di animali

    editorialeil direttore alfredo rossi

    foto di Gabriele Benini

  • natale, tempo di regali. e se regalassimo un libro.nel febbraio 75, mentre pier paolo pasolini osservava dalle co-lonne del Corriere della sera che erano scomparse le lucciole, quei graziosi insetti luminosi, lallora sconosciuto professore universitario Peter singer pubblicava quella che sarebbe diventata la pi impor-tante riflessione etica sul mondo animale che sia mai stata scritta: Animal Liberation (ed. italiana: peter Singer, Liberazione animale, il saggiatore, 300 pp., 11,00 euro). il libro, uno dei pi importanti testi di filosofia scritti nel dopoguerra, un attacco diretto nei confronti dello specismo, cio la convin-zione secondo cui la specie umana sia superiore a quella animale. Lo specismo in realt soltanto un pregiudizio alimentato da una millenaria abitudine economica ed alimentare che ha instillato nelluomo di oggi la convinzione che la superiorit della specie uma-na su quella animale sia un fatto naturale. in particolare esistono due aspetti dellutilizzo della specie animale che sembrerebbero, a prima vista, uno moralmente accettabile e lal-tro del tutto naturale: luso per ragioni scientifiche e luso per ragioni alimentari. singer per smonta, o comunque riduce profondamente, la portata di convinzioni comuni circa lutilit della sperimentazione animale a fini scientifici e circa la necessit di una dieta contenente carne, denunciando altres il carattere meramente industriale ed eco-nomico dello sfruttamento animale.singer, nei confronti delluomo che utilizza gli animali come nutri-mento, strumento scientifico ed abbigliamento, rivendica invece la

    pevole che proposte cos radicali non siano subito accettabili in toto, e pertanto propone soluzioni intermedie che preparino lavvento di tempi migliori. non a caso infatti, sullon-da di questo libro, nacquero e si rinforzarono molti movimenti animalisti in tutto il mon-do che, con opportune pressioni politiche ed azioni di boicottaggio, riuscirono ad ottenere significativi miglioramenti nelle condizioni di vita degli animali usati per motivi alimen-tari, scientifici ed estetici, e riuscirono a ri-durre drasticamente il loro utilizzo negli ulti-mi due campi citati. e, sempre non a caso, il titolo del libro intendeva ricollegarsi allazio-ne di altri movimenti di liberazione attivi

    necessit di una uguale considerazione degli interessi di tutti gli in-dividui, animali o umani che siano. in pratica singer chiede ed il nocciolo del suo pensiero di allargare lambito delle considerazioni etiche, estendendolo dai soli umani a tutti gli esseri che possono pro-vare dolore, e includendo quindi anche gli animali.La contemporanea presenza nel testo di una documentata denuncia delle crudelt perpetrate nei confronti degli animali (in termini di vi-visezione e di allevamento intensivo); la presenza di accurate risposte alle classiche obiezioni rivolte nei confronti degli animalisti (perch non vi occupate dei bambini?) e la presenza di tematiche sociali e politiche (i vantaggi economici che i paesi pi poveri avrebbero dalla-dozione di una dieta vegetariana su scala mondiale), contribuirono allimmediato successo planetario di Liberazione animale che di-venne in breve tempo il manifesto del movimento animalista ed eser-cit uninfluenza enorme sulla successiva produzione filosofica mon-diale. stato per esempio calcolato che nei quindici anni successivi alla sua pubblicazione furono scritti pi del doppio di testi dedicati ai diritti degli animali di quanti ne fossero stati scritti dallantichit fino al 1975. singer, alla fine della sua possente riflessione etica, ha per il corag-gio di trarre conclusioni radicali e concrete: ipocrita o quantomeno incoerente secondo lui cercare la compagnia di un cane e poi man-giare un pollo: bisogna diventare vegetariani. inoltre bisogna evitare la sperimentazione (anche delle medicine) sugli animali, e bisogna evitare di vestirsi con pelli e pellicce. tuttavia singer anche consa-

    allora negli stati uniti come i movimenti di liberazione dei neri, delle donne, degli omo-sessuali e dei malati mentali.attenzione per: non si pu leggere Libera-zione animale in modo integralista, secon-do lo schema semplicistico di lo accetto o non lo accetto, perch esso piuttosto un serbatoio di idee affascinanti, argomen-tazioni stringenti, dati e riflessioni, con cui lautore tenta razionalmente cio senza sentimentalismi di incrinare le granitiche certezze della mentalit comune. infatti solo la mentalit comune la mentalit co-mune che non riflette sui fondamenti dei propri comportamenti che ci fa dare per

    scontato il fatto che gli animali siano inferio-ri agli uomini, e che pertanto possano essere utilizzati dagli uomini. Linvito a riflettere sui fondamenti razionali dei nostri comportamenti, anche dei com-portamenti che consideriamo pi scontati, anche dei comportamenti che ci sono stati tramandati da generazioni e generazioni, e linvito a tener sempre presenti i tempi in cui era la schiavit umana ad essere considerata come un fatto naturale, sono forse i regali pi belli di singer. Perfetti per il natale.

    spunti di vistalinnocenza del principio relativo

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  • In una fredda giornata invernale mi reco a far vi-sita allEnpa sez. monza e Brianza e incontro Giorgio riva, Presidente della stessa dal 1974. Lappuntamento presso la sede del canile di Monza, allEx macello, in via Buonarroti. Un luogo che fu per molto tempo sinonimo di morte per gli animali, oggi ha ribaltato il suo karma. Quando dico canile non immaginatevi solo le gabbie con i cani. i volontari dellEnpa sez monza e Brianza e Giorgio riva stesso, hanno a che fare con galline, oche, capre, pony, cavalli, cani, gatti e conigli. C grande fermento: i volontari che si aggirano veloci per dar da man-giare e curare tutti, i visitatori (perch qui non c niente da nascondere) che, magari, cercano un peloso da adottare: un brulicare di voci, latrati, starnazzi, belati. Normalmente, quando mi ca-pitato di visitare altri canili (io stessa ho adottato la mia cagnolina in unaltra struttura ai limiti del-la sopravvivenza), ero persuasa immediatamente da un senso di dolorosa impotenza. Qui stato diverso: impegno concreto e amore muovevano laria pungente trovando spazio nel caos ordina-to di uomini e animali: c sempre tanto da fare! Intendiamoci, comunque triste vedere animali in gabbia, tutti con le loro storie alle spalle, storie di abbandono, maltrattamento o semplice sfor-tuna, ma questa struttura, questa gente, sa ben coniugare la responsabilit e il dovere dellorga-nizzazione con il sincero affetto verso gli animali che, posso ben dirlo, nella loro infelice sorte sono senzaltro stati fortunati a capitare qui. Ghandi un giorno ha detto: "La civilt di un popolo si misura nel modo in cui tratta i suoi animali". Gahndi amava molto anche gli uomini.

    Insieme a lui abbiamo riaperto la sede dellEn-pa di Monza. Io non sapevo niente e da lui ho imparato molte cose... innanzitutto limportanza dellorganizzazione: ossia che in qualunque asso-ciazione tu non puoi lasciare tutto al volontari-smo puro. Bisogna prima creare delle strutture e in queste incanalare e organizzare i volontari e dare loro delle regole, perch altrimenti il caos. Ho visto tante associazioni ottime negli intenti, morire, esplodere o implodere, perch mancava-no delle regole!

    Come avete strutturato lEnpa sez. monza e Brianza?Siamo partiti innanzitutto aprendo la sede, com ancora adesso, il gioved sera. Ho poi cer-cato di mettere in maggior rilievo il contatto con il pubblico, senza paura di esporci: se fai e dimostri, secondo me poi la gente ti aiuta! Questa politi-ca di apertura alla gente mi ha dato ragione e oggi ancora non ci credo. Ti faccio un esempio: se lanciamo un appello sul nostro notiziario dicendo ci serve una lavatrice, dopo poco tempo arriva, perch c mobilitazione. La gente ci aiuta perch vede che tutto quello che stato dato viene mes-

    Giorgio riva, presidente dellEnpa sez. mon-za e Brianza, partiamo dalle origini: come nasce il lavoro dellEnpa qui a monza?Io sono entrato nellEnpa nel 1974, oramai preistoria! Cera una sede dal 1940 creata da un prete, monsignor Baraggia, che era un perso-naggio famoso cui Monza ha dedicato anche una strada. Un prete certamente fuori dagli schemi. Quindi, se lEnpa in assoluto, stata fondata da Giuseppe Garibaldi, che era un anticlericale in-credibile, la sezione di Monza, nel 1940 stata fondata da un prete: questa una cosa un po strana, a ben pensarciNel 1940 lassociazione era in un momento di grave crisi, erano in poche persone: limmagine dellEnpa di Monza erano le vecchiette che da-vano da mangiare ai piccioni, ne ricordo una in particolare, la Marisa dei gatti, invalida civile con

    so concretamente a disposizione degli animali

    a proposito di concretezza, quanto conta in questo campo?Io sono una persona assolutamente concre-ta, brianzolo da cinque generazioni. E la mia "brianzolit" lho messa al servizio dellEnpa e degli animali. In pi provengo da una famiglia di commercianti quindi ho messo a disposizione dellEnpa anche questo aspetto. Infatti, io lo dico sempre, questo mestiere si fa con il cuore e con il cervello. E questa miscela deve essere giusta. Il cervello ci vuole per razionalizzare determinate scelte, spesso difficili. Il cuore per lo spirito di sa-crificio che devi sempre mettere in conto.

    davanti a certe crudelt verso gli anima-li viene davvero voglia di voltare la faccia. Come fate voi a non chiudere gli occhi ? dove trovate il coraggio?No, non si possono chiudere gli occhi. La pri-ma cosa che devi farti una piccola corazza e razionalizzare le tue emozioni. Non devi avere paura del sangue, anche queste cose fanno parte dellEnpa. LEnpa unassociazione dove i volon-

    la madre paralizzata, che tutti i giorni con la sua borsa con dentro la trita o il polmone trito (ai tempi non cerano le crocchette) andava dietro il Duomo, che allora non era un posto cos chic, a nutrire le colonie di gatti della citt, in qualunque giorno e con qualsiasi condizione atmosferica. Questa Enpa era piena di buone intenzioni ma priva di ogni organizzazione

    Come sei, quindi subentrato?Io ho avuto la fortuna di incontrare, per riavvia-re lEnpa, una persona molto particolare, il Dott. Giancarlo mannati che era lallora direttore dellallevamento dei cavalli da corsa del Parco di Monza. Il dott. mannati era italiano ma era cresciuto, sotto gli inglesi, in Kenya, e ammini-strava dal punto di vista veterinario, per conto degli inglesi, unarea grossa come la Lombardia.

    tari imparano a misurarsi con gli animali, quelli veri, non sono solo quelli vitruali, per quanto io abbia molta stima anche per tutte le associazioni che si occupano dei diritti degli animali a livello ideologico. Noi siamo unassociazione in prima linea: non bisogna avere paura di sporcarsi di cac-ca o, peggio, di sangue. Perch se non lo fai tu, non lo fa nessun altro. Ho ancora ben impressa la prima volta che ho dovuto aiutare una veterinaria a sopprimere un cane che aveva un tumore brut-tissimo e non vi era scelta. La ricorder sempre. Dopo ne ho visti tanti altri ma ho dovuto vincere la paura e il dolore perch se vuoi davvero aiutare gli animali non puoi permetterti di mettere la te-sta sotto la sabbia. Gli animali hanno bisogno di gente che stia con gli occhi belli aperti e che inter-venga quando bisogna intervenire. Senza paura.

    Com cambiato il canile di monza negli anni? Riprendendo la nostra storia, nel 1974 mi sono trovato senza un canile. LEnpa teneva 10/12 cani trovatelli in un canile a Lissone. Abbiamo tentato, in primis, di aprire un canile per conto nostro ma ci mancavano le risorse finanziarie. La grande svolta c stata nel 1983, quando i canili, che erano allora comunali e in cui spesso i cani venivano soppressi (a causa di vecchie leggi) dopo tre giorni, vennero messi sotto le USL. il canile di monza passa a otto Comuni ed io, a que-sto punto, mi sono presentato allUsl di Monza chiedendolo in gestione. LEnpa stata la prima in Italia a credere in un accordo tra il pubblico e il privato: unassociazione animalista e un ente pubblico. Il canile ereditato era fatto di quattro box, in condizioni disastrose. Siamo cresciuti, il canile di oggi labbiamo costruito noi quasi inte-ramente a nostre spese, anche se oggi, oramai. superato e stiamo aspettando fiduciosi il nuovo canile che ci permetterebbe anche di lavorare in

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    GiORGiO RivapREsidEntE dELLEnpa (EntE nazionalE ProtEzionE animali) sEZ. MOnZa E BRianZa La COnCREtEZZa dELLaMORE di Marta Migliardi, foto e reportage di alberto Zanardo e Francesca Fawn Masperi

    in qualunque associazione non puoi lasciare tutto al volontarismo puro. Bisogna prima creare delle strutture e in queste incanalare e organizzare i

    volontari e dare loro delle regole, perch altrimenti il caos...

    CLOChaRtinterviste a volti noti in giro per la brianza

  • maniera pi razionale.

    ultimamente, purtroppo, anche in citt, non si parla pi solo di abbandoni di cani e di gatti ma c una variet anche bizzarra di animali dettata delle modeIl canile cresciuto anche seguendo le esigen-ze degli abbandoni. Gli abbandoni di cani sono diminuiti tantissimo qui da noi, ma sono au-mentati quelli dei gatti e poi ci sono le esigenze di ricovero degli altri animali: chiamarlo canile, oggi, davvero riduttivo! Questo di Monza , in realt, un centro di accoglienza di animali per tutte le problematiche del territorio. Se vedete abbiamo galline, papere, anatre, pecore e per-sino un ponyQuesti animali sono stati trovati abbandonati sul territorio o messi sotto seque-stro perch trovati in situazioni sotto sequestro illegittime. Di questi noi veniamo, poi, nominati, custodi giudiziari. Siamo vicini a natale e spesso, con superfi-cialit si regalano animali

    Io mi rifaccio proprio a uno dei nostri slogan: Facili doni, facili abbandoni. Non regalate ani-mali con leggerezza! Regalare un animale, sotto Natale, pu essere una stupidaggine da tanti punti di vista. Deve essere una scelta consape-vole e voluta, non stiamo parlando di giocattoli. Specie se si vogliono accontentare i bambini, i genitori devono essere consapevoli dellimpegno che questanimale porter per tutta la vita. Inol-tre non si dovrebbe andare nei negozi a comprare animali, perch si alimenta quel traffico davvero ignobile dai paesi dellEst, in un periodo oltretut-to sbagliatissimo per la crescita di un cucciolo, che non dovrebbe mai essere preso in inverno, un principio opposto alletologia.

    Conosciamo un po meglio anche la tua per-sona, come nasce in Giorgio riva lamore per gli animali?Nasce da un momento di crisi a 28 anni, quan-do sentivo il bisogno di fare qualcosa nel sociale. Ho fatto una piccola esperienza politica molto

    per loro: vedere la gioia di questi ragazzi che non hanno mai avuto un cane, vederli felici una sen-sazione incredibile. Il mio sogno proprio quello di avere, nel prossimo canile, delle aree dedicate a questattivit. Dove siamo adesso, erano aree destinate a tuttaltro tipo di attivit: un macello di carni suine, equine queste stalle erano, un tempo, piene di animali destinati alla macellazio-ne. . . bello che adesso sia un luogo dove si fa del bene agli animali, un bel simbolo. Oggi si chiama, infatti, Ex Macello.

    ConcludendoIo sono felice di vivere. Comincio ad accusare qualche segnalino di vecchiaia, qualche acciac-co (ndr. Ride).

    Il volontariato mi ha dato dei valori per essere sempre motivato. Sono felice di vivere e accetto tutto quello che verr con serenit. La cosa che desidero di pi che questo lavoro che ho fatto prosegua anche dopo di me.

    Giorgio Riva mi saluta: devo andare a Muggi a recuperare un sacco di mangime per i volatili. Ecco luomo concreto, il presidente che si sporca le mani e fatica, come tutti. In prima linea. Ognu-no sceglie la sua causa. Ed io ho la netta sen-sazione di avere incontrato un uomo di grande valore. Durante questo pomeriggio allEnpa ho messo i tacchi nel fango, mi sono presa unaffet-tuosa cornata dal caprone William, che burbero ma gentile, voleva le attenzioni mie e di France-

    deludente, una noia mortalepoi per caso, ho trovato due cani nel giro di quindici giorni. Il pri-mo lho portato a casa, il secondo mia madre si un po preoccupata e mi ha detto (questa frase la ricordo bene): Il mio macellaio mi ha dato lindirizzo di un signore della protezione ani-malitelefona che cos porti l il cane. Allora era un mondo diverso: la carne per gli animali si chiedeva ai macellai che ti davano gli scarti o le frattaglie, non cerano scatoline, croccantini e scatoletteHo chiamato la patrona Vincenzina Novi, che, sentendo che ero sensibile al problema, mi ha chiesto se volevo darle una mano. Da l in avanti lEnpa diventata la mia vita. E ha condizionato, in bene, tutta la mia vita. Anche con mia moglie, prima di sposarmi, ho fatto subito patti chiari: guarda che io tutti i gioved sera sono allEnpa, anche i miei tre figli sono stati abituati cos

    lamore per gli animali lhai trasmesso an-che ai tuoi figli?Io sono arrivato ad avere dieci cani, tre gatti e un cavallo a casa, avendo la fortuna di possedere un piccolo terreno. Mia moglie la devo tenere lon-tana dal canile perch peggio di me: ogni volta si porterebbe a casa qualcuno! I miei figli, ovvia-mente, amano gli animali, ma nessuno viene a fare il volontario in canile, lo fanno per altre cose.Il volontariato, io lo dico sempre, una cosa bel-la a prescindere da quale causa scegli, perch ti forma e ti fa stare bene. Per me scattato per gli animali, i miei figli operano per loratorio o per i bambini malati in ospedale... lo scatto, la scintilla pu nascere da qualunque cosa.

    Che cosa dici ai volontari durante il primo incontro?Da trentanni faccio il primo incontro con i futu-ri volontari e gli dico sempre che un impegno. Lo spirito del volontario deve essere quello, poco o tanto tempo che voglia dedicarci, deve farlo con impegno. Abbiamo tra i 150 e 160 volontari

    Hai parlato spesso anche di persone diver-samente abili che interagiscono con gli ani-maliIo mi sono sempre ribellato e indignato al luogo comunque che vuole che chi ama gli animali non ama le persone. Io credo il contrario: chi ama gli animali sensibile ai pi deboli in generale. Ga-ribaldi stesso, che il nostro fondatore, era una persona comunque sensibile verso le minoranze e chi lottava per la libert. Io ho aperto da qual-che anno il canile a cooperative che si occupano di diversamente abili. Vengono con i loro accom-pagnatori e fanno una sorta di pet teraphy molto allargata. Noi mettiamo a disposizione il posto e alcuni animali particolarmente tranquilli. E que-sta unesperienza di arricchimento per noi e

    sca, la fotografa. Alberto, laltro reporter, ha perso le scarpe nellerba gelata di rugiada nel tenere a bada Minnie, la cavallina abbandonata che, per farsi ripagare degli scatti, ha preteso di fare uno spuntino nel prato. Bisbetici ma fieri, nonostan-te labbandono o le loro mille tristi vicissitudini, ho trovato in questi animali, nei loro occhi, nei volontari indaffarati e sporchi di terra, tra queste mura dellEx Macello, due grandi cose: la dignit e lamore. Lamore concreto.

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    mettere in conto...

    il compito pi alto delluomo sottrarre gli animali dalla crudelt.

    (Emile Zol)

  • Lo confessiamo: noi della redazione sia-mo di parte, nel senso che Marco berry ci piace. Ci piace il suo modo di fare i pro-grammi televisivi, la sua voglia di non farsi fossilizzare in un clich, il suo tentativo di realizzare programmi che, anche se leggeri, siano almeno sempre intelligenti, soprattut-to non banali, e infine ci piace il suo modo di amare gli animali. Dice: Gli animali si amano rispettandoli, rispettando il loro modo di essere. tutti, quelli che ci piac-ciono e anche quelli che non ci piacciono. Sono essere viventi che godono e soffrono come noi. E a stare ben attenti sanno an-che relazionarsi molto bene con noi.Marco berry abita, quando non in giro per litalia per lavoro, in una cascina immersa nella campagna attorno a torino, citt dove nato 48 anni fa. a dire il vero pi che una casa una specie di arca di no: ci sono cani, gatti, galline, conigli e per un po ci ha trovato posto pure un macaco, un bel-lo scimmione simpatico. le mie due figlie di 12 e 4 anni (marco separato n.d.r.) quando vengono a trovarmi sono felicissi-me di trovarsi in questa specie di piccolo zoo.

    parliamo un po di televisione?Chiariamo subito una cosa. La tv un elettrodomestico, uno dei tanti che abbiamo in casa e oltretutto neppure indispensabile. Viene dopo la cucina a gas, il frigorifero, la lavatrice, la lavapiatti, eccetera eccetera. e sullultimo gradino della scala delle indi-spensabilit. nonostante questo importan-te, perch ormai diventata compagna del viaggio di ogni giorno per milioni di perso-ne.

    appunto. E allora perch tu non scegli una strada per diventare ancora pi popo-lare di quello che sei?e cosa dovrei fare?.

    Sceglierti un ruolo e un tipo di programma e continuare con quello, per esempiosarebbe una pessima idea, almeno per quanto mi riguarda: io devo sempre essere me stesso a 360 gradi. La tv tende, per sua natura, a darti unetichetta anche se non lo

    CLOChaRtinterviste a volti noti in giro per la brianza

    Ci MEttO CuORE E panCia E nOn La tEsta pER FaRE tvdi alfredo Rossi

    12

    anna Cerantola, responsabile dei cani del canile di monza. Banchetti e attivit dellEnpa durante il periodo natalizio?Sono previsti dei banchi in centro a Monza, la postazione davanti alla libreria Feltrinelli, tutti i sabati e tutte le domeniche di Dicembre. La cosa interessante che ci sono tanti regali e gadget a tema animaloso, che possono essere delle bel-le idee per Natale, il cui contributo viene tutto a favore degli animali del canile dellEnpa sez. Monza e Brianza. Ci sono anche i Calempari, i calendari realizzati con delle foto fatte da noi du-rante lanno. Oltre ai banchi, anche qui in sede, sar allestito un mercatino, il marted e il gioved sera alle ore 21.00. Da proporre come regalo c anche ladozione a distanza, magari di cani un po pi sfortunati: gli anziani o quelli con storie e caratteri particolari. Questa cosa aiuta molto anche i cani perch al di l del contributo, vedere

    persone e mettersi in relazione con la gente fa loro del bene e li aiuta a reinserirsi.

    di fronte a certe storie molto drammatiche, come bilanci laspetto emotivo con il corag-gio e il pragmatismo che serve per questo lavoro?Non facile, per niente. Noi rispetto a certe situazioni che, purtroppo, ci sono al Sud, vivia-mo in un contesto fortunato. Ma anche nella nostra civilizzata Brianza non mancano casi di crudelt inaudita: questestate, per esempio, un pastore maremmano stato fatto morire di fame e di sete. Noi abbiamo anche un canile piccolo e tanti volontari che riescono a recuperare bene la gestione di cani anche molto spaventati. Invece, purtroppo, labbandono dei gatti sta aumentan-do vertiginosamente. Questanno, con il fatto che il caldo durato un po di pi, abbiamo ac-colto tantissime cucciolate. Noi puntiamo molto a sensibilizzare la gente sulla sterilizzazione.

    Ho letto su facebook la storia commuoven-te di osso, un cane che finalmente ha tro-vato una famiglia grazie a voi, ma cui tu ti eri molto legata. Come vivi, emotivamente, questi distacchi?Anche se, chiaramente sono felice per lui, davvero straziante separarsi. Noi spesso, por-tiamo anche dei cani a casa, in quella formula che chiamiamo di Asilo. Sappiamo quindi, che

    una situazione provvisoria, ma al momento di salutarli fai davvero fatica. Ti senti, passami il termine, un gran bastardo perch non puoi spiegare al cane o al gatto che si affezionato, che tu hai fatto tutto per lui e che lo stai lascian-do per il suo bene, per fargli fare una bella e nuo-va vita.

    Che caratteristiche deve avere un volonta-rio?La prima cosa, ovvia, che deve avere amo-re per gli animali ma anche un grande senso di responsabilit. Essere volontario molto appa-gante per un impegno. Noi chiediamo mezza giornata la settimana: oggi che c il sole, ma anche domani se piove o nevicaBisogna sem-pre pensare che gli animali qui hanno bisogno di cure, non che gli dai 10 euro e gli dici: vai a mangiarti un panino! Ci deve essere sempre qualcuno che li accudisca. Non un gioco: ci vuole seriet anche in questo senso. Tra di noi poi si sono create anche delle amicizie, capi-ta spesso che usciamo insieme ma parliamo sempre di cani (ndr Ride). Questo per dire che, man mano, diventa sempre pi coinvolgente an-che per i bei rapporti umani che si creano sotto le ali della stessa passione: gli animali.

    Nb Ringrazio Giorgio riva, anna Cerantola e tutti i volontari dellEnpa di monza e Brian-za. Un caro ringraziamento anche a Juliet Berry che ha reso possibile questa collaborazione.

    anna CERantOLa, REspOnsaBiLE dEi Cani nataLE COn LEnpa sEZ. MOnZa E BRianZa

    anna con un piccolo ospite del canile

  • un'ultima cosa: ci recensisci a modo tuo le trasmissioni che ti hanno visto prota-gonista?okay. Partiamo dalle iene: l che ho impa-rato questo mestiere, a stare attento a come, quando e cosa dico, a non essere superfi-ciale. mistero: la curiosit per eccellenza. io non credo agli ufo alle sedute spiritiche, ma al pi grande e insondabile dei misteri: l'uomo. invisibili: quelle storie personali di vagabondi e senzatetto con cui ho passato in-tere giornate mi ha fatto considerare la vita anche da altre angolazioni. invincibili: mi ha insegnato che a volte noi ci lamentiamo per niente. in quel programma ho incontrato gente colpita da traumi psicofisici che hanno deciso di continuare a lottare e a sorridere, senza piangersi addosso. Che lezione! Cash taxi: mi sono divertito su skyuno facendo

    un quiz nello studio televisivo pi piccolo del mondo: l'interno di un taxi di cui ero il con-ducente: il divertimento alo stato pure. uno su tutti: peccato era un quiz divertente: io in un monitor e la gente di un centro commer-ciale che rispondeva alle mie domande. ecco, forse mancava un po' di cuore, nel senso che ero lontano e io ho bisogno di essere vici-no, di sorridere e ridere guardando uno negli occhi. danger (si esibiva come escapologo, come Henry Houdini ndr). questo il gran-de amore della mia vita. Quella trasmissione stata per me come dare un giocattolo nuovo a un bambino. Quando ero piccolo l'illusio-nismo mi faceva sentire grande, adesso che sono grande mi fa sentire un bambino. una goduria! vivo per miracolo: su La7 raccon-tavo storie di uomini che avevano vissuto imprese al limite dell'incredibile. e per uno

    che ama il paracadutismo acrobatico e le im-mersioni sub stata una cavalcata tra "pazzi" divertente ed emozionante.

    Bau Boys: l'ultima in ordine di tempo, in cui facevo l'istruttore di un gruppo di ragazzi per aiutare gli animali in difficolt. educare i ra-gazzi al rispetto per gli animali, perch cos possano istruire i propri genitori: era questa l'idea che mi ha spinto. ed stato estrema-mente utile e divertente.

    grazie, Marco.

    14 15

    vuoi, figurati se poi decidi di dartela tu! ti si attacca come un tatuaggio e non te la levi pi. e questo mi condizionerebbe. Perch io quando faccio un programma ci credo vera-mente: se rido perch mi viene da ridere, se mincazzo perch mincazzo per davve-ro, se mi emoziono idem, e via enumerando. Mi piace mettermi sempre in gioco, perch per vivere devi metterti in gioco, senza paura, ogni giorno. e se non lo fai non una vita vissuta in pieno, almeno secondo me. e poi c unaltra ragione: questo lavoro fatto da quelli che io definisco geni, da bonolis a Fio-rello tanto per citarne due, da raccomandati, che durano poco di solito, e da artigiani, ca-tegoria in cui mi ci metto anch'io. un artigia-no che ogni volta fa un pezzo che resta unico. Che viene bene, a volte benissimo, a volte un po meno bene, ma ogni volta in quello che faccio c tutto me stesso e posso sicura-mente dire che lha fatto con grande onest, mettendomi in gioco totalmente. Perch poi io sono quello che sta davanti alle telecamere e che appaio sui televisori, ma dietro un pro-gramma c tutto un gruppo che lavora. e io ascolto tutti, dagli autori a chi tiene pulita la scena, perch ognuno pu darti il consiglio giusto al momento giusto. insomma per farla breve senn qui facciamo della filosofia, io uso pi cuore e stomaco invece che mente per fare quello che faccio. e soprattutto mi lascio coinvolgere completamente.

    presentatore, illusionista, escapologo (sono quelli capaci di liberarsi da corde e catene ndr), giornalista: in quale di queste defini-zioni ti ritrovi di pi?Ma allora non hai capito niente! in tutte, mi ritrovo in tutte, perch io sono fatto cos. Chiaro, adesso? .

    Chiarissimo. partiamo allora dallescapo-logia, che rese celebre il mago Houdini alla fine dell'ottocento. Come l'hai incontrata?Da piccolo, avevo 8 anni. a dire il vero ho incontrato l'illusionismo del mago silvan. a torino registravano un pezzo di sim sala bin, celeberrima trasmissione tv degli anni 70. io avevo un parente che si occupava di casting e

    cos mi ritrovai in prima fila a vedere quello che faceva silvan. scoppi il mio amore per l'illusionismo e poi per Houdini, che resta "il mago" per eccellenza nell'immaginario col-lettivo. gi a 11 anni facevo spettacolini per parenti e amici con la manipolazione delle carte e altre cose del genere.

    E alla tv come ci arrivi?Con Bim Bum Bam, una trasmissione per ragazzi in cui lavorava anche un certo paolo Bonolis. Poi sono passato dietro le quinte e ho scritto i testi per la sai l'ultima?, scher-zi a parte e altre trasmissioni, poi nel 1987 sono arrivate le iene e da l ho cominciato stabilmente a metterti davanti alle telecame-re.

    la "magia" e l'escapologia per restano il tuo gran divertimento: quando tornerai a esibirti in queste specialit?

    marco con il gruppo di ragazzi che ha partecipato al progetto Bau Boys

    se solo per quello faccio anche paracadu-tismo acrobatico e immersione: ho anche il brevetto sub di cui vado molto fiero. spero di fare un numero di escapologia davvero spe-ciale quando potr festeggiare a fine mag-gio il ritorno del torino in serie a. Questo mi pare l'anno giusto, proprio perch il toro tornato a giocare da toro: non molla mai, fino alla fine. Per quanto riguarda la tv, ve-dremo quello che mi diranno pancia e cuore".e noi aspettiamo con ansia, non prima di aver ricordato che "quel matto di Marco ber-ry", oltre a fare centomila cose, anche te-stimonial della campagna gi le mani dai bambini contro la somministrazione disin-volta di psicofarmaci ai minori e che a capo della onlus "Marco berry Magic for Children" che organizza spettacoli, eventi e manifesta-zioni sportive per aiutare i bambini bisognosi di tutto il mondo.

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    mi piace mettermi sempre in gioco, perch per vivere devi metterti in gioco, senza paura, ogni giorno. E se non lo fai

    non una vita vissuta in pieno, almeno secondo me

  • tiziano Ferro da Latina, 31 anni appena compiuti di cui 10 di carriera come cantante che lo hanno imposto in italia e in gran parte del resto del mondo, uno che conosce bene sia i suoi punti di forza (di cui non parla per mode-stia) sia i i suoi punti deboli (ma gi conoscerli cominciare a tentare di renderli inoffensivi): per questo dice quello che pensa e soprattutto pensa quello che dice (forse anche per merito della sua analista: "una brava dottoressa", dice lui, "che mi costa 80 euro l'ora, ma ne vale la pena"). Dopo tre anni di lontananza, torna con un nuo-vo album, titolo l'amore una cosa semplice, dopo aver girato il mondo e soprattutto dopo aver dato alle stampe i suoi diari, titolo Trent'anni e una chiacchierata con pap edito da Kowalski, con cui ha cominciato a esorcizzare i suoi fan-tasmi esistenziali , a cominciare dall'accettazio-ne dell'omosessualit ("vissuta all'inizio", dice lui, "con un senso di colpa che mi ha segnato e non poco"). ed tornato anche a vivere in italia, che aveva lasciato per stare fuori dalle pressioni. "sono italiano e sto bene qui", dice, "Peccato che non possa andare a fare la spesa perch qual-cuno mi riconosce e quindi questo fa diventare un po' complicate anche le cose semplici come appunto andare a fare la spesa, che io amo fare di persona".

    parliamo del disco e partiamo proprio del titolo: ma l'amore davvero una cosa sem-plice? no, addirittura semplicissima, un'esigen-za naturale, come bere-mangiare-respirare. Poi siamo noi a peggiorare la situazione, complican-done le dinamiche, rendendo tutto meno linea-re. Ma l'amore di per s semplice semplice.Quindi l'ispirazione non figlia del dolore?

    anche se qualcuno dice che pi si soffre pi si bravi, io dico che non vero. bravura e feli-cit non si elidono. e quindi l'ispirazione non solo figlia del dolore, ma anche della serenit e della tranquillit. e queste canzoni sono nate da s, come le altre precedenti, ma non sono sta-to male mentre scrivevo: stato come liberarmi dai fantasmi che mi danzavano attorno e che non mi terrorizzavano pi. vero, adesso sono pi sereno di prima, pi equilibrato, ma soffro, rido, piango come tutti gli altri esseri umani. e le canzoni di l'amore una cosa semplice riflettono tutto questo.

    tutto semplice, allora?inizialmente no. Prima di tutto ho dovuto usci-re dalla bolla in cui mi ero chiuso e di cui ero carceriere e carcerato. inoltre, dopo pi di un anno che non cantavo ho risentito la mia voce e mi sembrava... quella di un altro. Per questo motivo sono andato dal logopedista per tenerla sotto controllo meglio, perch tornasse a... essere mia, sotto il mio totale controllo. D'altronde sono fatto cos: voglio tenere tutto sotto controllo, so-prattutto nel lavoro.

    Se ti guardi indietro cosa vedi?Vedo me stesso e mi faccio tenerezza, soprat-tutto nel lavoro. avevo vent'anni e l'aria da co-glioncello: Credo che solo per pochi centimetri non abbia oltrepassato la linea che mi avrebbe fatto diventare, con il successo improvviso, un cretino. i discografici dovrebbero prendere i ra-gazzi che cominciano e tenerli per due mesi chiusi in uno sgabuzzino a insegnargli a parla-re, l'italiano, l'inglese, a muoversi, a capire come comportarsi con i media. Due mesi di dure maz-zate che per ti rendono pi forte, pi deciso, alla

    fine pi te stesso.

    E dei reality che mi dici?Che una volta usciti dai reality li chiuderei nello sgabuzzino di cui sopra per due mesi. Mazzate e ancora mazzate, senza neanche la... consolazio-ne del televoto.

    Da aprile, esattamente il 10 da torino, tiziano Ferro dar vita al suo nuovo tour, in cui metter in scaletta 25/26 brani, quelli del nuovo album e i suoi pi famosi.sar un tour teatrale, con una sua linea, ma sar anche divertente. Per me e per chi verr a sentirmi.

    nb: l'amore una cosa semplice, in 35 minuti dalla pubblicazione ha conquistato il n. 1 di itu-nes. la differenza tra me e te gi digital downlo-ad di Platino e supera su youtube le 5.000.000 di views.

    CLOChaRtinterviste a volti noti in giro per la brianza

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    tiZianO FERROpREsEnta iL suO nuOvO aLBuM

    di Redo alfossiFoto di Francesco prandoni

    Lamore una cosa semplice

    credo che solo per pochi centimetri non abbia oltrepassato la linea che mi avrebbe fatto diventare, con il successo improvviso, un cretino. I discografici dovrebbero prendere i ragazzi che cominciano e tenerli per due mesi chiusi in uno sgabuzzino a insegnargli a parlare, l'italiano, l'inglese,

    a muoversi, a capire come comportarsi con i media

  • BoaVista a tutti!di marta migliardi

    galesi. Come riportato nei suoi diari, Cristoforo Colombo sbarc nelle isole e scrisse: "Hanno un nome ingannatore perch sono alquanto aride e io non vidi in esse alcunch di ver-de". il navigatore aveva, parzialmente, ragione, in quanto le isole di Capo verde sono di origine Vulcanica, ma ve ne sono alcune che godono di una vivace vegetazione, come Sao antao che presenta valli verdissime e vecchi crateri spen-ti circondati da boschi di conifere. Boavista, al contrario, costituita da paesaggi molto diffe-renti, circondata da 55 km di spiaggia bianca, e distese di dune sabbiose che le conferiscono un aspetto quasi lunare. Boavista lisola meno popolata, ma proprio grazie allo splendore delle sue spiagge (una nota particolare alla bellissima Santa monica, la terza pi grande del mondo, patrimonio dellunesco) e dei suoi fondali, sta attirando sempre di pi lattenzione dei tour operator,specie italiani, pur mantenendo intatta la sua anima selvaggia e naturale. i suoi orizzon-ti infiniti di spiagge e oceano la rendono estranea a qualsivoglia stereotipo o moda turistica. siete comunque in africa, su isole che furono a lungo deserte, soste di Pirati. ed infatti, i fondali, sono ricchi oltre che di una gran variet di fauna (gra-zie ai rigogliosi banchi corallini) anche di alcuni reperti sommersi: sono pi di 40 i relitti custo-diti dallisola. Per questo ma anche per il clima ventilato, ottima per gli sport: diving (queste acque sono, infatti, ricche di specie endemiche), kite surf, surf. Ma ci sono anche escursioni via terra che interessantissime, perfette per i turisti pi tradizionalisti. Da visitare il capoluogo Sal-rei, una volta chiamato porto ingles. Di fronte alla cittadina si trova un isolotto con una for-tezza duque de Braganca costruita per contra-stare gli attacchi dei pirati. Boavista famosa per le sue bellissime spiagge, praticamente si pu costeggiare tutta lisola camminando lungo

    Comincia a fare davvero freddo. alle cinque del pomeriggio buio. il natale e le luci che addobbano le nostre citt non sempre servo-no come placebo per i nostri malumori. anzi, spesso succede che, come dimostrano anche molti studi scientifici, proprio nel periodo del-le feste rifiorisce la depressione: in chi single perch sente acuita la sua solitudine; in chi ha famiglia perch accusa lo stress dei prepa-rativi; in chi semplicemente, come me, ha una natura malinconica. La voglia di andare lontano diventa irrefrenabile, lo cantava anche baglioni: un poster che qualcuno ha

    il litorale sabbioso o usando i quad, in quanto la morfologia sabbiosa dellisola ben si presta ad escursioni con questo tipo di mezzo di trasporto! un altro luogo da visitare il villaggio di rabil dove vi la Chiesa matrice di s.roque, costruita nel 1801. Vi inoltre una fabbrica di ceramica. tra le spiagge pi famose, Estoril e Chaves e la gi citata santa Monica.a Boavista ci si appropria di nuovo dello spa-zio e del tempo. senza fretta. Perch, a parte la natura, il clima sempre temperato, le spiagge, le dune, gli orizzonti e il ritmo differente di vita e di pensieri, a rendere speciale questisola (il cui nome, ricordiamolo, deriva dal primo esplorato-re portoghese giunto qui che volle, con una sola esclamazione Boavista, bella vista, racconta-re la bellezza dellisola) la gente: unica.

    Comincia a fare davvero freddo. alle cinque del pomeriggio buio. il natale e le luci che addobbano le nostre citt non sempre servono come placebo per i nostri malumori. anzi, spes-so succede che, come dimostrano anche molti studi scientifici, proprio nel periodo delle feste rifiorisce la depressione: in chi single perch sente acuita la sua solitudine; in chi ha famiglia perch accusa lo stress dei preparativi; in chi semplicemente, come me, ha una natura ma-linconica. La voglia di andare lontano diventa irrefrenabile, lo cantava anche baglioni: un poster che qualcuno ha gi scarabocchiato dice

    gente che, magari, vive su queste piccole isole da sempre ma che proviene da tutto il mondo, le cui origini antiche sono un miscuglio di di-versissime etnie, sia africane che europee, che si sono nei secoli completamente mescolate, creando un'etnia unica e del tutto a s stante, che non ha eguali in africa: la "Creolo" creola di Capo verde.e questa unicit la troverete negli occhi e nei sorrisi.

    vieni in tunisia c'e' un mare di velluto ed una palma e tu che sogni di fuggire via di andare lon-tano lontano andare lontano lontanosono tanti i luoghi che allietano il nostro imma-ginario: Cuba, Messico, brasile, santo Domingo, Kenya, Maldive. tutte bellissime destinazioni, se avete disponibilit di tempo (dato che sono tutti voli che superano le 9 ore). Ma c un arcipelago, ancora non invaso dalle masse, a circa 6 ore di volo da noi, un grappolo di isole che si accosta-no alla parte occidentale dellafrica: Capo ver-de (Cabo verde in portoghese), le 10 isole di origine vulcanica, a 500 Km dalle coste sene-

    Uno scorcio di Boavista

    1918

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  • SpECialE BEllEzza

    Top Nails: parlano di unghie? parlano di noi...

    insegniamo a fare ricostruzione delle un-ghie e tutte le tecniche collegate: insegniamo una professione. La nostra forza, prose-gue Luisa, sono la professionalit e la serie-t! Le allieve, anche quando hanno finito il corso, hanno la possibilit di partecipare alle lezioni per un anno e, cosa non da tutti, han-no assistenza tecnica disponibile sempre: tut-te, infatti, hanno il mio numero di cellulare. e un vero e proprio mestiere che, in molti casi passa, per chi si appassiona e ci si dedica con seriet, da semplice hobby ad attivit la-vorativa primaria. e senzaltro una strada per creare nuove realt lavorative. io ne sono lesempio vivente, racconta Luisa, avevo un centro estetico ad usmate ed un giorno ho iniziato ad appassionarmi a questa tecnica e, quindi, ho deciso di fare un corso. Dopo aver appreso larte del mestiere ed essermi appassionata e specializzata ho iniziato ad esercitare a domicilio. infine ho incontrato mio marito, giovanni bignone (direttore commerciale e marketing della top nails Monza), che mi ha spinta ad aprire la prima scuolaed ora siamo qui!. Men-tre parlo con Luisa la mia attenzione visiva rapita dalle sue mani che stanno facendo da modelle ad un lavoro di Paola, una delle insegnanti, una vera e propria artista, nelle decorazioni e nella micro pittura. e sorpren-dente vederla creare, vedere come pian piano fa nascere su ogni singola unghia un piccolo quadro.

    La top nails oltre ai corsi base di ricostruzio-ne e utilizzo del gel e dellacrilico, che sono i fondamentali, offre unampia gamma di corsi di perfezionamento e giornate di approfondi-mento di nail art. alla fine di ogni corso di livello verr rilasciato un attestato di parteci-pazione al corso frequentato. tra le giornate a tema troverete quelle di graffiti & Design, Fiori & Fantasy, Marbling & animal skin, Follie French e iii D gel.una nota di merito va al fatto che tutti i pro-dotti che top nails utilizza e vende (anche le creme curative per mani e piedi) sono rico-nosciuti dal Ministero della sanit, sono al-tamente professionali e di qualit e non dan-neggiano la salute.

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    il primo rimedio naturale di bellezza di cui ho ricordo, sono le fette di cetriolo che mia nonna, dopo una nottata in bianco o dopo aver pianto molto, mi suggeriva di tenere sugli occhi affinch si sgonfiassero. sempre dalla saggezza tramandata di generazione in generazione deriva anche labitudine di met-tere una fetta di patata sul viso per lenire le scottature. sappiamo bene che luso delle erbe e di prodotti naturali e ben pi antico e antecedente alle cure delle nostre nonne ma possiamo finalmente dire che, dopo un con-sumistico e pi tecnologico approccio alla bel-lezza derivato dal boom economico degli anni 80, ora, forse anche perch in tempo di crisi, stiamo recuperando i rimedi naturali sia per curarci che per abbellirci. anche nei negozi, nelle erboristerie e nei centri estetici que-sta tendenza sempre pi ricercata e ap-prezzata dalla clientela.

    in fondo la natura ha sempre ragione. Ma se, approfittando delle vacanze, avete un po di tempo in pi da dedicare a voi stessi, ecco alcuni semplici rimedi naturali fai da te che verranno in aiuto alla vostra bellezza.ecco, quindi, alcuni segreti casalinghi per prendervi cura di voi.

    pEr il viSoscrub per il viso con farina davena e olio ex-travergine di olivaMescolate un cucchiaio di farina davena e tre cucchiai di olio extravergine di oliva in un contenitore di piccole dimensioni. applicate il composto su tutto il viso, avendo cura di evitare contorno occhi e labbra e stendendolo soprat-tutto su mento, naso e fronte (le zone nelle qua-li si concentrano maggiormente le impurit). Massaggiate per alcuni minuti, dopodich ri-sciacquate con acqua tiepida.

    SCruB pEr il viSo pEr pEllE SECCa Con zuCCHEro E yoGurtParticolarmente adatto per le pelli pi secche, unite un cucchiaio e mezzo di zucchero, che esfolia con delicatezza la pelle e la nutre, e un cucchiaio di yogurt intero, dotato di azione purificante. anche in questo caso necessario procedere con un massaggio dolce per qualche minuto e poi risciacquare con acqua tiepida.

    pEr i CapElli StrESSati E Con dop-piE puntE:Per rinforzare i capelli e scoraggiare linsorgen-za delle doppie punte lasciando un gradevole profumo di pulito un vero toccasana la polpa di mela. Prendete delle mele e frullatele, dopo di che applicate la poltiglia sui capelli come una maschera e lasciate riposare per qualche minuto prima di risciacquare.

    verdissimocuriosit, propriet e usi delle piante intorno a noi

    Quando la natura incontra la bellezzadi Gabriella

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  • la narrazione si orienta allora sul presente e diventa dialogo tra culture che vivono sul no-stro territorio.Perch il museo non solo deposito di memo-rie passate, ma luogo di conoscenza reciproca e di confronto tra identit diverse. non im-maginativi vecchie teche impolverate, ma un vero e proprio universo multifunzionale: sala lettura, area di ristoro, nursery e una sala di documentazione di storia locale, archivi foto-grafici e anche filmati. tra le varie iniziative, anche visite guidate e itinerari esterni (sempre guidati) come passeggiare in un borgo medio-evale, visite a chiese che ospitano opere darte

    nellarea del vimercatese, posto tra il fiume Lambro e ladda, compie un anno di vita il must, museo interattivo dedicato alla storia, allarte e alle tradizioni del territorio. villa Sottocasa ospita, infatti, dal mese di novem-bre 2010 questo progetto ambizioso, che ha trasformato l'ala sud dello storico edificio di via Vittorio emanuele non in una semplice esposizione permanente, ma in un vero e pro-prio centro di aggregazione, di promozione e di produzione culturale. il Must un museo che racconta la storia del territorio a partire dalle pi antiche civilt che lo hanno abitato fino a giungere alla societ contemporanea.

    il museo raccoglie (come scritto sul sito www.museomust.it), cataloga, conserva, espone te-stimonianze culturali - dai reperti archeologici ai beni storico-artistici, dai video alle tradizio-ni orali - per tessere attorno a questi oggetti una narrazione evocativa e scientificamente valida del nostro passato. narrazione che di-venta lo strumento di mediazione attraverso il quale contenuti complessi, come l'opera d'ar-te o il documento storico, vengono tradotti in un linguaggio divulgativo e attuale.Le grandi trasformazioni in corso, migrazioni e globalizzazione, spesso disorientano e sra-dicano l'individuo dai luoghi e dalle culture:

    Mustil primo museo interattivo e multimediale della Brianza.di adriana Colombo

    Brigantiastoria ed escursioni nel nostro territorio

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    e a ville di delizia brianzole. tra le splendide proposte, segnaliamo litinerario Sotterranei e Fortezze medioevali,un viaggio nei luoghi pi nascosti della citt per rivivere atmosfere e suggestioni di altri tempi: da sotterranei ricchi di storia, ad antiche fortificazioni, fino ai re-sti di un misterioso castello. Dopo una breve visita al Must e alla sala del museo dedicata al Medioevo, l'itinerario prosegue tra le strade del borgo di Vimercate permettendo di visitare i principali monumenti di quel periodo: dalle torri difensive del ponte di San rocco (sec. iiiXVi), alla pregevole Chiesa di Santo Ste-fano (sec. X-XiX) con la sua suggestiva crip-ta. i visitatori avranno, inoltre, l'opportunit di scendere nelle antiche cantine della tratto-ria basilio che conservano interessanti tracce dell'antico castello di Vimercate.sempre su iniziativa del Must ricordiamo che il 17 dicembre verr riproposto il mercato Contadino a Km 0, realizzato dalla CoLDi-retti di Milano, Lodi e Monza brianza in collaborazione con lazienda agricola augusto Frigerio di Vimercate presso la corte donore

    di Villa sottocasa (via Vittorio emanuele, 53). Qui si potranno acquistare, direttamente da produttori locali, frutta e verdura di stagione, salumi, farina, riso, formaggi di capra e muc-ca, vino, miele e molto altro ancora. Questo per sottolineare nuovamente lo spirito interat-tivo del Must che vuole valorizzare anche lat-tivit agricola di cui ricco il nostro territorio. Vi consigliamo vivamente di prendere visione di tutti gli itinerari e le sale presenti in questo museo made in brianza che vi permetter di conoscere in maniera innovativa e coinvolgen-te la storia e levoluzione di questa terra. an-che con creativit e buon gusto.

    per informazioni e prenotazioni tel. 039 6659488 | [email protected]

    perch il museo non solo deposito di memorie passate, ma luogo di conoscenza reciproca e di confronto tra identit diverse. non immaginativi vecchie teche impolverate, ma un vero e proprio

    universo multifunzionale: sala lettura, area di ristoro, nursery e una sala di documentazione di storia locale,

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  • lorenzo materazzo e luca dalberto sono gli Ex Wave. Plagiarsm (bollettino/sony Mu-sic), il loro secondo album dopo apri gli occhi del 2009. Due artisti formatisi nelle pi gran-di scuole di musica (teatro alla scala di Milano, Mozarteum di salisburgo, royal academy di Londra) accomunati dallesigenza di dialoga-re con la modernit. in meno di due anni dalla loro formazione hanno gi ottenuto importanti riconoscimenti: nel luglio 2008 hanno aperto le date milanesi dei concerti dei Deep Purple (di cui sono stati supporter anche questanno il 18 lu-glio allarena di Verona); nel giugno 2009 sono stati invitati a suonare al Palazzo reale di Mona-co di baviera da george Michael che, dopo averli ascoltati, in unintervista ha dichiarato: La mu-sica degli ex.Wave assolutamente nuova, fan-tastica. avvolge e cattura dall'alto. inutile aggiungere parole a questo entusiastico ed autorevole giudizio, bisogna ascoltarli.Li incontriamo alla salumeria della Musica di Mi-lano dove stanno presentando, con uno spettacolo decisamente fuori dalle righe, un mix di suoni e vi-sioni, lanteprima del PLagiarisM tour 2012 (per informazioni www.barleyarts.com).

    parlateci un po di questo particolare show live, cosa deve aspettarsi il vostro pubblico da un vostro concerto?Per preparare questo spettacolo c voluto dav-vero moltissimo tempo, quasi due mesi, non per definire i brani ma proprio per costruire assieme al regista la parte scenografica. e una scenografia molto particolare perch vuole introdurre quello che avviene nel discoe dal disco si rimane ab-bastanza storditic tutto questo suono che ti avvolge in ogni direzione. Per questo tradurre il suono in un effetto scenografico stato un gran lavoro, volevamo catapultare lo spettatore in una

    dimensione virtuale, in una dimensione onirica, in cui non si rendesse conto del confine fra il reale e la finzione, anche per quanto riguarda la musica: volevamo che lo spettatore non capisse se la musica che ascolta completamente originale o se ci sono dei campionamenti, delle citazioni. alla fine quindi, fra musica e immagini, lo spettacolo si risolve in unarte unica che si ricrea e rigenera dallinizio alla fine, senza confini definiti con lo scopo di rapire lo spettatore, di trascinarlo nel nostro mondo a scoprirne le molte sfaccettature.

    molto curati e densi di immagini forti anche i video dei branicome sono nati? avete curato diret-tamente anche la loro ideazione e realizzazione? Laspetto visivo della nostra musica ci stato suggerito dalla musica stessa, dalle note. Ci hanno sempre detto che una musica molto cinematografica, molto visiva e noi ci siamo fatti spontaneamente condur-re dal suono nellevocazione dellimmagine. Per la parte video ci siamo affidati a simone Petrini per la scenografia ed i video sul palco e Fabio scacchioli, registi di grande talento ma abbiamo scelto di curare personalmente la parte relativa al montaggio, sulla base della nostra sensibilit musicale e delle nostre personalit. Per questo crediamo che la parte visiva dello spettacolo sia davvero un aspetto importantis-simo, essenziale. Cos nel live emerge questa doppia anima, reale e virtuale. La realt e resa dalla fisicit dei nostri strumenti classici, la viola, il violino e il pianoforte, mentre la fluidit, loniricit dellelettronica commentata visivamente dalle immagini.

    Com nata in voi la necessit di svincolarvi dallimpostazione classica che ha caratterizzato i vo-stri studi e come avete identificato il percorso per fondere classico ed elettronico fino ad arrivare a ci che plagiarism?Ci piace dire che Plagiarism, oltre ad marcare unevoluzione delle nostre persone anche una sorta di esplosione: da ci che eravamo verso quello che stiamo diventando. noi veniamo da un mondo, quello della musica classica, in cui si vive sommersi dai vincoli. siamo cresciuti per 15 anni con labitudine di stu-diare nella solitudine delle proprie quattro mura, salvo poi ritrovarsi padroni di un enorme bagaglio tecnico

    Bisteatro, musica ed eventi

    EX WavE La MusiCa ChE avvOLGE E CattuRa.di Elena GorlaFoto di Francesca Fawn Masperi

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    gi dal nome sintuisce chiaramente che dietro questo ristorante vi una vera e propria filosofia del gusto, ovvero quella di accogliere i clienti con un percorso culinario, atto a riscoprire i piaceri dei vari sapori, coinvolgendo il palato ma anche la mente, che pu godere di unatmosfera rustica ma raffinata, elegante e nel frattempo rilas-sante. il piacere della gola si unisce a quello degli occhi: anche la vista ha la sua importanza quando si mangia! il ristorante , infatti, curato nei dettagli sia per quanto riguarda larredamento che lil-luminazione. il nostro chef, nella costruzione di un piatto, tende a creare un sapore e un gusto tramite le ricette tradizionali, ripren-dendo sopratutto quelle pi semplici e genuine. C una grande ricerca e attenzione nello studio dellarea di origine del piatto, ci spiega Masha, la responsabile dellofficina. stiamo molto attenti anche alle stagionalit, infatti, cambiamo i men in base a quelle che sono la frutta e le verdure di stagione, e i prodotti che la terra offre nel periodo di riferimento. Quindi, per esempio, a settembre e ottobre abbiamo avuto variet di piatti a base di porcini. unaltra punta di diamante dellofficina del gu-sto la pizzeria poich la pizza cotta nel forno a legna e limpasto fatto quotidianamente, e vi la ricerca anche da parte del pizzaiolo dei migliori ingredienti con cui condirla: ci sono pizze tradizionali,

    i segreti dello chefricette e trucchi in cucina

    officina del gustoi cinque sensi del sapore

    preparazione:affettare sottilmente il filetto e ricavare delle striscioline di carne. tritare le cipolle e affettare i funghi.Far rosolare in una padella le cipolle con olio e burro, quan-do saranno diventate trasparenti aggiungere i funghi e farli ammorbidire, con laiuto di un mestolo forato togliere funghi e cipolle dalla padella e tenere in caldo.aggiungere del burro nella padella e farlo spumeggiare, far rosolare, a fiamma vivace, le striscioline di carne infarinate.rimettere le cipolle e i funghi, aggiungere il brodo, terminare la cottura. Mescolare bene e unire la panna acida, la sena-pe e la salsa Worcestershire. Far addensare, salare e pepare. Cuocere le pappardelle in abbondante acqua salata. scolarle al giusto punto di cottura, condirle con una noce di burro e comporre il piatto adagiando sul fondo le pappardelle e sopra la carne con la sua salsa. Cospargere con prezzemolo tritato fresco e servire caldo

    pappardEllE alla StroGanoFF

    via carlo forlanini, 71c- 20832 desio (mb). tel. 0362/1788512 | cell. 335/8370539 | www.officinadelgusto.eu

    AntipastiInvoltini di salmone norvegese e caprino in salsa verdeCapesante nostrane gratinate al burroPetto d'anatra affumicato e fiocchi di Culatello D.o.pCrostino con fonduta di formaggi nobili e scaglie di tartufo nero

    PrimiPappardelle ai funghi porcini e pomodorini al profumo di basilicoRisotto Venere con ciuffi di calamari e mazzancolle

    SecondiMedaglioni di salmone norvegese all'arancia su un letto di insalatina di finocchio selvaticoSorbetto al mandarinoFiletto di Maialino alle mele con contorno di salsa ai peperoni

    DolcePanettone artigianale con crema, cioccolato e mirtilli tiepidi

    BEVERAGE ABBINATO AI MEN1 bottiglia ogni 2 ospiti: Morellino di Scansano, Rosso di Toscana o Lugana Sauvignon blancCalice di Moscato d'Asti Prosecco

    AntipastiBign di granchio e fonduta di formaggi nobiliCarpaccio di pesce spada affumicato, su un letto di insalata di mele, rughetta selvatica e crema allo yogurtProsciutto di cervo e salame felino D.o.p.Cornetto salato ripieno di crema di funghi porcini della Valtellina e prosciutto crudo di Parma

    PrimiGnocchi al nero di seppia con sugo di spigola fresca e zafferanoRisottino ai funghi porcini e scaglie di tartufo nero

    SecondiTagliata di tonno al pesto di menta su un letto di insalatina novellaSorbetto al limone affogato alla mentaFiletto di scottona piemontese al rum, ricoperto di scaglie di cioccolato, e purea di avocado con bacon croccante

    DolceMillefoglie ai frutti di bosco e crema chantilly Panettone artigianale con crema, cioccolato e mirtilli tiepidi

    1 kg di pappardelle fresche all'uovo900 gr di filetto di manzo dalla parte della coda 100 gr di burro 2 cipolle 2 dl di panna acida 1 limone 250 gr di funghi champignons prezzemoloolio extravergine di oliva Worcestershire sauce Q.b mezzo cucchiaio di senape in polvere Brodo di pollo sale e pepe

    ingredienti per 6 persone:

    come la diavola e la napoli, e pizze un po pi particolari, alcune, ad esempio, contengono i mirtilli o ingredienti che normalmente non si trovano su una pizza. La ricerca e la cura, insomma, valgono sia per quanto concerne la cucina che la pizzeria. anche gli amanti del vino saranno accontentati. unaltra cosa cui noi teniamo molto, continua Mascia, la carta dei vini che spazia da bottiglie di comune conoscenza a pezzi rari da intenditori, bottiglie singole visibili nella loro apposita libreria da esposizione, di modo che lesperto possa scegliere. i nostri fornito-ri di vini sono principalmente italiani (toscani, veneti, piemonte-si, ecc), arricchiti da una selezione particolare di vini sud africani, importati da unazienda locale che la afriWines. Questi vini, sia bianchi che rossi, sono molto apprezzati dalla nostra clientela, soprattutto in accompagnamento a piatti di carni particolari. noi, infatti, abbiamo unampia scelta di piatti di carne e teniamo molto alla qualit della materia prima: filetti argentini, carni piemontesi, ecc. Carne cotta semplicemente alla griglia o proposta in altre vesti dal nostro chef, come, ad esempio, il filetto alla Wellington, una ricetta pi complessa che per, per essere assaporata degnamente, merita unattenta preparazione. Per gli amanti dei primi piatti o per la clientela vegetariana c anche una varia selezione di risotti e

    di pasta, anche fresca, come i paccheri di gragnano e i tortelloni al tartufo. in questo momento, seguendo la stagionalit, il tartufo il re di molte ricette, che sono solitamente abbinate a vini, come il barbera, delle terre dove normalmente c maggior concentrazione del gustoso tubero. anche i dolci sono di produzione artigianale e sono preparati un po come si fa a casa, con cacao, burro, farinaingredienti semplici e naturali, assemblati con la cura tradizionale.La cura del dettaglio giunge anche nel modo in cui il piatto presentato al cliente, specifica Masha, ma tutto questo non deve essere scambiato per un oneroso esborso economico! abbiamo prezzi di mercato e non irragionevoli: si pu venire per una pizza e birra in compagnia di amici, o in famiglia, come per una cena a base di tartufo!.Lofficina del gusto disponibile anche per organizzazione di ceri-monie, battesimi, cresime, comunioni, meeting aziendali, comple-anni e tutte quelli che sono eventi di gruppo. in queste occasioni vengono creati dei men in base alle esigenze di gusto e di spesa del cliente: a buffet o completamente impiattato. sono anche riser-vate delle aree del ristorante divise tramite enolibrerie in modo da garantire la privacy dellevento.

    MEN DI NATAlE MEN cAPODANNO

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  • BaSta pElliCCE. Per alcuni anni si creduto che le pellicce stessero finalmente passando di moda, ma il mercato delle pelli ha risolto il calo delle vendite con un astuto escamotage: gli inserti in pelliccia. Con lappre-starsi della stagione fredda, infatti, i capi che propongono inserti di pelliccia riempiono le vetrine dei negozi e, spesso, lofferta di questi indumenti a prezzi davvero irrisori, unita ad un etichettatura sibillina ed ingannatrice, pu indurre il consumatore anche a credere che si tratti di pellicce sinte-tiche. attenzione! spesso il basso costo dato solo dallutilizzo di pellicce di animali il cui pelo ritenuto meno pregiato rispetto ai tradizionali vi-soni provenienti da allevamenti, o a volpi, foche ed alti animali vittime dei bracconieri. Molto diffuse, soprattutto fra i prodotti di provenienza cinese ma non solo, anche le pellicce di cane e gatto, reperibili in gran quantit e a basso costo! Per evitare di promuovere questo commercio necessario prestare molta attenzione al momento dellacquisto. sul sito LaV tutte le indicazioni e i trucchi per distinguere con certezza una pelliccia sintetica da una grondante sangue.8 HOURS.EU: Stop ai lunghi viaggi degli animali da macello. nel 2002 il Comitato scientifico della Commissione europea ha pubblicato un rapporto sulla protezione degli animali durante il trasporto, che recita: Come regola generale, i trasporti degli animali dovrebbero durare meno possibile. Questa raccomandazione non mai stata presa in considerazio-ne. ogni anno milioni di animali sono trasportati per migliaia di chilometri sulle strade europee in condizioni inaccettabili. La legislazione attuale con-

    Martina Miscioscia la Responsabile della giovane sezione di Monza e Brianza della Lega Anti Vivisezione (LAV), ed lei a raccontarci dellim-pegno della sezione brianzola di laV in difesa dei diritti degli animali.e intenzione di laV arrivare ad avere una sezione in tutte le provincie ita-liane... se nellautunno del 2008 la neonata sezione di laV di monza e Brianza contava non pi di pochi volontari, nel arco di soli tre anni questi sono sensibilmente cresciuti riuscendo a programmare molte utili iniziati-ve su tutto il territorio provinciale: banchetti, ma anche incontri didatti-ci presso le scuole elementari e medie, organizzate con la collaborazione di molti comuni del territorio. Questo perch, ci spiega martina, importante educare i ragazzi al rispetto degli animali e spiegare i molti modi attraverso cui, anche adottando comportamenti ed atteggiamenti quotidiani, possibi-le tutelarne i diritti. in coordinazione con la sezione nazionale, vengono poi promosse importanti campagne informative e petizioni.

    sente che i trasporti durino pi giorni e per migliaia di chilometri, mol-tiplicando la sofferenza degli animali coinvolti. Dobbiamo mettere fine a questa inutile sofferenza: gli animali vivi destinati al macello devono essere trasportati al massimo per 8 ore! La Commissione europea sta rivedendo il regolamento, per questo fondamentale agire ora: servono un milione di firme, firma e fai firmare ai tuoi amici la petizione che LaV promuove assieme a tante altre associazioni animaliste europee. Puoi aderire firmando online dal sito LaV nella sezione le nostre campagne o rivolgendoti ai banchi LaV organizzati nelle piazza briantee.Stop ai tESt CoSmEtiCi condotti in laboratorio su animali. non solo in campo farmaceutico e medico ma anche in campo cosmetico gli animali sono vittime della ricerca industriale: sfigurati dai rossetti, in-tossicati dai profumi, bruciati da creme e saponi. La maggioranza dei con-sumatori contraria ai test su animali per i cosmetici ma si continuano comunque a produrre e commercializzare prodotti i cui ingredienti sono testati su animali. una intensa campagna internazionale ha fatto s che una direttiva europea vietasse il commercio di cosmetici testati su animali a partire dal 1998 ma lintroduzione di quel divieto stata posticipata pi volte. i consumatori possono fare molto affinch il divieto venga finalmente reso esecutivo ed affinch il mercato capisca che la sperimentazione su ani-mali una scelta che non paga. il modo semplice, basta non acquistare prodotti testati su animali prediligendo aziende amiche degli animali. Qui a seguire lelenco delle aziende che aderiscono allo standard e riportano sulla confezione la dicitura Stop ai test su animali. Controllato da ICEA per LAV. Per info visita il sito della LaV: www.lav.it

    Bisteatro, musica ed eventi a monza e brianza

    Puoi incontrare direttamente i volontari LaV di Monza e brianza ai banchi che terranno nei giorni:Sabato 17, a vimercate in piazza romadomenica 18, a Seregno in piazza italiaPer avere informazioni sulle attivit organizzate dalla sezione monzese della LaV, per iscriversi o diventare attivisti LaV potete scrivere a: [email protected] La sezione si riunisce ogni due settimane per discutere e pro-grammare attivit ed iniziative: ParteCiPa!

    Lega anti ViVisezione (LaV) una realt attiva anche in Brianza

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    che finisce con il ridurti a mero interprete di lavori di altri. noi abbiamo avuto la fortuna di renderci conto che lidea di musicista vero (ed unidea che arriva direttamente dal sette-ottocento, con Mozart, beethoven e tanti altri grandi musicisti dellepoca), non quella di esecutore ma di artista globale, qualcuno che crea e innova mettendoci del suo. Per questo abbiamo pensato di metterci in gioco: il bagaglio tecnico c ed una base acqui-sita, ma abbiamo scelto di spingerci oltre, apren-doci ai suoni, agli strumenti e allelettronica. una creazione che sia arte totale, inevitabile mete reca i segni del tempo in cui nasce, per questo oggi, non possibile trascurare il versante visivo, anzi biso-gna integrarlo e armonizzarlo.

    in questo lavoro la volont di sperimentazio-ne davvero molto evidente, credete che in futuro questa voglia di innovazione vi porte-r su vie ancora diverse rispetto a quelle che oggi state percorrendo?in realt, anche se questa una presentazione del nuovo album, noi stiamo gi lavorando al ter-zoper ora stimo rafforzando le basi concettuali gi presenti in Plagiarism e la nostra impostazio-ne, la nostra firma, sta diventando sempre pi leggibile. Con questo nuovo lavoro che stiamo affrontando ci stiamo rendendo conto che per noi, lo sforzo pi impegnativo quello di lavo-rare di sottrazione, nel senso che abbiamo un bagaglio cos vasto dal punto di vista tecnico ma anche di ascolti, che tutto ci che conosciamo e abbiamo fatto nostro tende a confluire nella nostra musica: ecco il nostro impegno attuale togliere. non vogliamo approfittare del baroc-chismo che la nostra impostazione accademica inevitabilmente ci palesa come la via per noi pi facile. togliere elementi, cercare lessenza nella semplicit, togliere i virtuosismi fini a s stessi. Vogliamo che la ricchezza di idee, di faccettature insite nella nostra musica e nei nostri modi di essere emergano in modo naturale, non forzato.

    nel disco sono presenti anche 2 cover di bra-ni assai distanti fra loro: perch li avete scel-ti? nella scelta insita anche una volont di aprirsi a quello che il mercato discografico?intanto lidea di cover gi di per s sposava li-dea di Plagiarism a meravigliapoi volevamo di-mostrare che talvolta una cover pu essere non solo pi bella delloriginale ma pu essere anche altro dalloriginale. nel caso degli arcade Fire, soprattutto la cosa nata cosascoltandoli abbia-mo selezionato tutto ci che non ci piaceva del-le loro canzoni e abbiamo pensato di rifarne una (My body is a Cage) e di farla diventare bella. Poi la cover pu anche una mossa commerciale perch, indubbiamente, da molta visibilit, ma non stato questo il motivo che ci ha spinti a realizzarle. Per noi le cover sono state una sfida, soprattutto quella di Poker Face di Lady gaga: eravamo desiderosi di cimentarci con qualcosa di completamente diver-so da noi da trasformare, riarrangiandolo in chiave completamente diversa, in chiave dark.

    torniamo a plagiarism: lidea di plagio insita nel titolo evidente. una provocazione che volete lanciare al mercato italiano?innanzitutto dobbiamo dire che il mercato italia-no, anche se nel suo complesso molto distante dallidea di Plagiarism, sta reagendo molto bene al disco, anche perch nella realt il mercato fatto da persone, e molte persone hanno voglia di cose nuove, di qualit non dei soliti prodotti. il pi grosso difetto del mercato italiano, anche a livello critico, quello di cercare sempre di inglobarti, di classificarti. Quando non riesce a classificarti allora il giudizio : un potroppo variose non riescono a definirti i critici impazziscono! Di fronte alla nostra musica il critico classico resta spiazzato, non pu dire nulla di male perch tecni-camente ci trova impeccabili ma nel contempo non capiscono perch abbiamo scelto di staccarci da un percorso classico; i critici pi rock, invece, quasi ci snobbano per la nostra impostazione classicain-

    somma se non catalogano non sanno come muo-versi e danno origine a una querelle tra classico e moderno davvero senza senso, destinata a lasciare il tempo che trova. Larte deve essere considerata sotto una prospettiva pi ampia e globale, non settoriale e manieristica. Per fortuna le persone, il pubblico, almeno un certo pubblico, sfuggono alla logica del mercato e seguono il proprio gusto, la propria sensibilit e noi siamo un esempio concre-to che anche in italia si pu fare qualcosa di qua-lit, qualcosa che vada oltre il solito pop, e si pu farlo anche con il supporto di una major. Ci tenia-mo a dirlo ai tanti musicisti di valore che esistono nel nostro paese: non bisogna rinunciare, la buona musica si pu fare.

    la copertina del disco davvero molto bella, un mix di pop art e musica con i tanti volti di musicisti famosi di epoche diversechi lha ideata?Ci ha aiutati un nostro amico pittore e disegna-tore, bravissimo, che lha realizzata a partire dalla nostra idea di una copertina che racchiudesse un potutto ci che c allinterno del disco. La coper-tina rappresenta in modo immediato questa idea di tante cose e di livello: tutti i musicisti che vi sono raffigurati hanno a loro modo cambiato la storia della musica e hanno segnato le nostre vite e i nostri percorsi. Qualcuno pi semplice da rico-noscere, qualcun altro un po meno, come al'fred nitke (compositore russo, 1934-1998), che addirittura raffigurato due volte, da giovane e da vecchio. Poi di solito notiamo una certa fatica nel riconoscere anche shumman, (ndr. compositore tedesco, 1810-1856), ozzy osbourne, che viene scambiato per Marilyn Manson, arturo benedetti Michelangeli (ndr. pianista classico), Freddie Mer-cury, Madonna, che va cercata bene perch un po nascosta tanti altri: a voi la ricerca! .

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    Com nata in lei la passione per gli animali e il desiderio di diventare medico veterinario?La passione per gli animali mi accompagna fin da quando ero bambina ed anche la passione per que-sta professione: da piccola la figura del veterinario che seguiva i miei animali era per me un modello, un ri-ferimento e unideale che non mi ha abbandonata neanche crescendo e che ha sostenuto la mia voglia di intraprendere un percorso di studi cos lungo e difficile.anche i miei genitori mi hanno sostenuto e mi han-no dato la possibilit di studiare per tanti annianche perch davvero un percorso di studi molto lungo ed oneroso, come tutte le facolt di medicina. Ho fatto, poi, anni di tirocinio presso varie strutture e poi, final-mente, ho aperto questa mia clinica che nasce dalla voglia di fare un qualcosa di nuovo rispetto ai tanti ambulato ri gi esistenti: non una struttura di base ma qualcosa di ben pi specialistico.

    Come organizzato, quindi, il suo studio?C, innanzi tutto, il front-office dedicato allaccetta-zione: qui, al loro arrivo, i pazienti vengono registrati nel nostro sistema informatico che raccoglie tutte le informazioni che serviranno per la compilazione e gli aggiornamenti delle cartelle cliniche e che ci per-mette, inoltre, di avere una banca dati molto utile per effettuare studi di carattere epidemiologico sulle varie malattie. La struttura organizzata in reparti: ambu-latori visita; prechirugia e chirurgia; diagnostica per immagini , cio ecografia, endoscopia, e radiologia digitale; laboratorio interno, che permette di avere delle analisi del sangue o altro, se occorre, in pochi minuti; 2 reparti di degenza; un servizio di pet corner, per agevolare linizio delle terapie veterinarie, anche di domenica o negli orari serali, in cui sarebbe improba-bile trovare farmaci veterinari subito disponibili nelle

    farmacie di turno la notte e nei festivi. infine, desidero sottolineare che siamo un team in maggioranza don-ne (10 su 12), ognuno con un settore di maggiore competenza tra quelli elencati, ma ancor pi impor-tante dire che il team vanta di colleghe esperte in animali non convenzionali (naC), modo in cui vengono oggi definiti tutti gli animali che non sono i classici cane e gatto, per offrire anche a conigli, furetti, cincill, criceti, gerbilli, cani della prateria e tutti i tipi di volatili, tartarughe, ser-penti, iguane ecc. un servizio di assistenza e cure mediche specifiche. a tal fine abbiamo un ambulatorio allinterno della clinica dedicato proprio ai naC, che in natura sono, per lo pi, prede: ci teniamo a differenziare le sedi di visita di questi animali prede rispetto a cani e felini , predatori invece, perch altrimenti accuserebbero