Marzo Sfogliabile

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L’EDITORIALE di Diego Cordioli MARZO 2013 Registrazione al Tribunale di Verona n. 1838 NOTIZIARIO DI INFORMAZIONE DEL COMPRENSORIO VILLAFRANCHESE Villafranca alzerà la testa? Se la confusione post elettorale re- gna sovrana, in questo numero cer- chiamo di fare un po’di chiarezza sulla condizione del nostro Paese. Viviamo in una nazione alla deriva? Ingovernabile? Luogo di impossibili alleanze? Quando il nuovo avanza porta sempre con sé una carica de- stabilizzante. Quali sono le novità, quali i rischi dell’attuale situazione politica? E come potrebbero riper- cuotersi su Villafranca in vista delle elezioni amministrative di maggio? Certo è che quello di cui avrebbero bisogno i cittadini villafranchesi, sa- rebbe un Primo Cittadino in grado di riportare Villafranca al ruolo che le compete. Non di paese satellite, succube di volontà politiche che provengono da altrove, ma indipen- dente, orgoglioso della propria auto- nomia. Una Villafranca libera di espri- mere le volontà dei suoi abitanti, non quella di chi, con la nostra cittadina, poco ha a che fare. Il nuovo Sindaco e la nuova classe dirigente dovreb- bero far si che Villafranca possa sco- prire di essere quello che è: un paese libero. Facendo in modo che possa crescere sempre di più, svincolando- si dal provincialismo in cui una certa politica vorrebbe isolarla. Villafranca è stanca di obbedire, vorrebbe fi- nalmente poter essere degnamente amministrata. Con l’orgoglio di una cittadina che sa di avere le risorse per poter primeggiare. Le riflessioni politiche saranno il filo conduttore di questo numero del giornale. Per alleggerire un po’ la seriosità degli argomenti, abbiamo pensato anche ad uno spazio nuovo, un luogo in cui svagare l’attenzione, allentare la concentrazione per indirizzarla al › segue pag. 3 Villafranca: borgo libero VILLAFRANCA DOMANDA... articolo a pag. 3 Grezzanella: una priorità mancata articolo a pag. 5 ATTUALITA’ Chi di politica ferisce di politica perisce L’avanzata dei grillini al potere. L’instabilità politica di un Paese diviso. Come si orienterà Villafranca in vista delle prossime elezioni amministrative di Maggio? Carabinieri: l’arma risponde articolo a pag. 8 NOTIZIE DALL’ARMA Aeronautica: un pezzo da novanta! L’ARMA AZZURRA articolo a pag. 9 Ah, se potessi avere ne mio paese... AMBIENTE articolo a pag. 12 Benessere e sport: il mondo del fitness SPORT articolo a pag. 13 GdVilla MARZO 2013.indd 1 19/03/13 16:29
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Sfogliabile Marzo

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  • L E D I TO R I A L E d i Diego Cordiol i

    MARZO 2013Reg is t raz ione a l Tr ibuna le d i Verona n . 1838

    N OT I Z I A R I O D I I N F O R M A Z I O N E D E L C O M P R E N S O R I O V I L L A F R A N C H E S E

    Villafranca alzer la testa?

    Se la confusione post elettorale re-gna sovrana, in questo numero cer-chiamo di fare un podi chiarezza sulla condizione del nostro Paese. Viviamo in una nazione alla deriva? Ingovernabile? Luogo di impossibili alleanze? Quando il nuovo avanza porta sempre con s una carica de-stabilizzante. Quali sono le novit, quali i rischi dellattuale situazione politica? E come potrebbero riper-cuotersi su Villafranca in vista delle elezioni amministrative di maggio? Certo che quello di cui avrebbero bisogno i cittadini villafranchesi, sa-rebbe un Primo Cittadino in grado di riportare Villafranca al ruolo che le compete. Non di paese satellite, succube di volont politiche che provengono da altrove, ma indipen-dente, orgoglioso della propria auto-nomia. Una Villafranca libera di espri-mere le volont dei suoi abitanti, non quella di chi, con la nostra cittadina, poco ha a che fare. Il nuovo Sindaco e la nuova classe dirigente dovreb-bero far si che Villafranca possa sco-prire di essere quello che : un paese libero. Facendo in modo che possa crescere sempre di pi, svincolando-si dal provincialismo in cui una certa politica vorrebbe isolarla. Villafranca stanca di obbedire, vorrebbe fi-nalmente poter essere degnamente amministrata. Con lorgoglio di una cittadina che sa di avere le risorse per poter primeggiare. Le riflessioni politiche saranno il filo conduttore di questo numero del giornale. Per alleggerire un po la seriosit degli argomenti, abbiamo pensato anche ad uno spazio nuovo, un luogo in cui svagare lattenzione, allentare la concentrazione per indirizzarla al

    segue pag. 3

    Villafranca: borgo libero

    VILLAFRANCA DOMANDA...

    articolo a pag. 3

    Grezzanella: unapriorit mancata

    articolo a pag. 5

    ATTUALITA

    Chi di politica ferisce di politica perisceLavanzata dei grillini al potere. Linstabilit politica di un Paese diviso. Come si orienter Villafranca in vista delle prossime elezioni amministrative di Maggio?

    Carabinieri: larma risponde

    articolo a pag. 8

    NOTIZIE DALLARMA

    Aeronautica: un pezzo da novanta!

    LARMA AZZURRA

    articolo a pag. 9

    Ah, se potessi avere ne mio paese...

    AMBIENTE

    articolo a pag. 12

    Benessere e sport:il mondo del fitness

    SPORT

    articolo a pag. 13

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  • Chi di politica feriscedi politica perisce

    UnItalia divisa, incerta, che avanza insicura: la stabilit sem-bra una meta lontana. In qualche modo anche lassetto politico ri-flette la situazione pi diffusa nel nostro Paese, quella del precaria-to. Il lavoro precario. I rappor-ti umani, ugualmente precari. E precaria anche la situazione di una politica che si destreggia a fa-tica nel mondo liquido della con-temporaneit. Lei, cos abituata a posizioni di potere immutabi-li. Ma non questa lepoca dei troni, anche se c chi in politica, nonostante la precariet della stessa, troneggia da fin troppo tempo. E poi, ci sono comparse nuove. Che siano i grilli parlanti di una coscienza collettiva che pare abbiano improvvisamente risvegliato? O presenze fastidio-se, che sarebbe meglio mettere a tacere? La novit di queste ele-zioni, sono loro, Grillo e i grillini. Se una ventata daria fresca in un panorama spesso cos paludoso e stagnante com la politica,

    sempre ben accetta, il loro suc-cesso apre spazi di riflessione che crediamo sia importante condividere. Se comici in politi-ca, seppur non di professione, se ne possono annoverare diversi, un fatto nuovo che chi si era per anni occupato di contestare il mondo politico, ne entri a far parte. Il ruolo della satira, dalle sue pi remote origini, sempre stato quello di opporsi a posizio-ni di potere istituzionali. La sua forza consisteva proprio nel non venir assorbita da quei meccani-smi propri del potere e dei suoi apparati. Ora, se chi ad esso si opponeva ricopre una posizione di potere, come si potr risolve-re questo implicito paradosso? Sar ancora possibile una genu-ina, libera opposizione? Il rischio quello che la carica eversiva e di contestazione di quel po-tere venga meno, una volta che chi lo criticava, stato investito dello stesso potere (politico). La funzione oppositiva sarebbe si-curamente stata assolta meglio se Grillo fosse rimasto dallaltra parte della barricata. In un certo senso, in questo modo, si alle-

    ato con il nemico, politicizzando quella che per sua natura forse avrebbe dovuto restare unanti-politica o per lo meno, unanti-partitica. In un certo senso, il di-scorso contro il potere si fatto esso stesso discorso del potere. Sono meccanismi che non risul-tano evidenti, sicuramente sono occulti agli elettori, talvolta invi-sibili agli stessi attori politici: ma quella che sembra essersi realiz-zata, con la vittoria dei grillini alle politiche, una protesta ghigliot-tinata sul nascere, un movimento inglobato nelle logiche del potere e reso subito, dopo questa assi-milazione, non diverso dalle altre forze politiche in gioco. Coloro che hanno espresso attraverso un voto di protesta a Grillo, la loro rabbia verso le istituzioni, in qualche modo hanno contribui-to ad uccidere la protesta di cui essi stessi si facevano i depositari. Ed ora, lo stallo. E naturale che Grillo e i suoi, dopo aver rac-colto tanti voti a loro favorevoli, facciano fatica a stringere alle-anze politiche. Loro sono prima e innanzitutto, contro. Ma chi contro, pu esprimere il suo dis-

    senso attraverso la piazza, linfor-mazione via web e altri strumen-ti, quando non entra nelle grigie aule del potere. L gli ingranaggi funzionano diversamente e per far muovere limponente macchi-na-nazione, bisogna pur iniziare a stringere alleanze e a muoversi per rendere realizzabili le pro-prie proposte. Sono le regole di quel complicato gioco che la politica. Se si tenta di mutare le regole, il rischio quello di cam-biare il gioco, se si ha abbastanza forza, o di venirne estromessi ed ostracizzati, se lenergia che si supponeva di avere era superiore a quella reale. Grillo gi si lamen-ta dellattacco mediatico che sta subendo: al posto di accusare gli organi di informazione di essere servi di questo o di quel partito, forse farebbe meglio a interro-garsi sul loro ruolo, non dissimile da quello che ha quella satira di cui egli stesso, fino a poco tem-po fa, si faceva portavoce. Chi informa, almeno nel caso della libera informazione, dovrebbe essere portato a puntare spesso il dito contro il potere, piuttosto che assecondarlo. Ora che anche

    Grillo di quel potere fa parte, dovr abituarcisi. Ad altre forze nuove della politica, come il mo-vimento FARE di Oscar Gianni-no, ma anche a Rivoluzione Civile di Ingroia e agli altri nuovi e vec-chi protagonisti di queste elezio-ni politiche, non stato riservato certo un trattamento diverso. Venendo a Villafranca, a maggio ci saranno le elezioni amministra-tive. La situazione locale vede di solito la prevalenza del singolo sul partito: spesso la persona che si vota la si conosce ed il voto va alla fiducia che sappiamo di poter riporre in lei. Ma se anche a Villa-franca si ripetesse, in miniatura, a livello micro, la stessa situazione nazionale? Sarebbe possibile am-ministrare una Villafranca scissa come il nostro Paese, che sar probabilmente chiamato a vota-re ancora, per formare il nuovo Governo? E quali potrebbero essere gli antidoti per assicurare alla nostra cittadina una governa-bilit maggiore di quella naziona-le? Lasciamo aperti questi quesiti: la risposta, la affidiamo alle rifles-sioni di ogni singolo lettore ed elettore.

    A dominare, nel nostro Paese, sicuramente lincertezza. E lei la vera vincitrice delle elezioni politiche nazionali che

    si sono concluse lasciando in eredit ad una nazione governata male, la spada di Damocle dellingovernabilit.

    2 03 13Primo Piano

    A cura di Diego Cordioli

    di Diego Cordioli

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  • proprio benessere. Ecco quindi una nuova rubri-ca dedicata al mondo del fitness, perch, si sa, che la salute della mente, passa anche per quella del corpo. Ritornano poi i temi di im-portanza nazionale, come lascesa di Grillo al potere e di stretta attualit loca-le, come la Grezzanella: perch la sua conclusione non sembra pi una prio-rit per lamministrazione? Seguono le rubriche dedi-cate alla salute, le pagine intrepide dei Carabinieri di Villafranca e dellArma Azzurra. Poi langolo dei Frati Cappuccini e accanto a quello, le mostre in Ca-stello. Non si possono di-menticare lambiente e lo sport; infine presentiamo le lettere dei lettori: per-ch linformazione siete anche voi.

    Diego Cordioli

    ...continua da pag. 1

    L E D I TO R I A L E

    A cura di Diego Cordioli

    Primo Piano 3

    Dunque ci penser lui e solo lui a far tornare la pace e la serenit tra gli uomini del PdL. Ed il sistema pare sia quello delle epurazionia cominciare dal Presidente del Consiglio Comunale Enrico Or-tombina, reo di essersi avvicinato a Tosi. Ma probabile che a lui seguiranno altri, visto che molti senatori pidiellini ne hanno condiviso la scelta. Nel frattem-po la maggioranza villafranchese ha smesso di governare da mol-ti mesi e, nel silenzio generale, il Consiglio Comunale difficilmen-te verr ancora convocato prima di maggio. E una dichiarazione,

    quella di Miozzi, che certifica, per lennesima volta, che il centrode-stra di Villafranca non in grado di fare sintesi per il bene comu-ne replica il candidato Sindaco Paolo Martari e chiama in aiuto i reggenti provinciali, regionali se non addirittura nazionali per ri-solvere le diatribe interne. Dopo coloro che vogliono portare a Villafranca il modello Verona e la lista civica di Tosi, ora arriva in soccorso del Sindaco leserci-to della salvezza del PdL guidato dal presidente Miozzi. Cambiano i nomi ma il risultato sempre identico: a ciacole Villafranca ambisce a diventare grande, ma alla prova dei fatti gli amministra-tori del centrodestra villafran-chese non si mettono daccordo

    su nulla e obbediscono agli ordini che vengono imposti da Verona (ricordo che anche Faccioli ven-ne deciso a Padova dopo lunga contesa con Francesco Arduini: historia docet). Andando avanti cos continueremo ad essere la succursale di Verona, non sapre-mo mai fare sistema col territo-rio che ci circonda e perderemo altre possibilit oltre a quelle che sin qui sono state perse!. Secon-do lesponente del PD, che ha da tempo avviato il progetto Idee in Cantiere e che sta dando for-ma ad una sua lista civica in vista delle imminenti elezioni ammini-strative, dunque per questa via si fa del male a Villafranca ed al villafranchese. Villafranca nasceva oltre 800 anni fa per essere bor-

    Villafranca: borgo liberoCi mancava solo Miozzi nella campagna elettorale villafranchese. Le dichiarazioni del Presidente della Provincia e Sindaco di Isola della Scala, secondo Paolo Martari, danno lidea dellelevata temperatura che regna nel centrodestra.

    Secondo lei, a cosa sono da imputare i ritardi nella riapertura del Magalini?Sono passati ormai 10 anni

    dallincendio del vecchio Ma-galini ed ancora non operati-vo il nuovo Magalini. Questo grave ritardo mi pare che non possa essere messo n sul con-to dei progettisti, n su quello delle imprese appaltatrici. Va at-tribuito alle forze politiche che hanno gestito la sanit veneta negli ultimi 15 anni: Lega Nord e PdL. Da tempo denunciamo che per Villafranca mancato un progetto chiaro ed ancora non si sa quale sar il futuro del nostro ospedale. Nel frattem-po per la Regione ha investi-to decine e decine di milioni di euro per ampliare Bussolengo, per sostenere la sanit privata nel veronese ed ora costret-ta a chiudere molte strutture. Ma alzi la mano chi sa dire con esattezza quali funzioni e ser-vizi saranno inseriti nel nuovo ospedale.

    Quali sono le sue previsio-ni in merito? Quando cio, secondo lei, i villafranchesi potranno riavere un noso-comio funzionante?Io mi auguro che nel giro di

    18 mesi possa essere aperto il

    nuovo ospedale. Ma soprattut-to spero che esso risponda alle esigenze principali di questo territorio, che interessa oltre 80.000 persone. Mi riferisco principalmente ad un Pronto Soccorso ed ai reparti neces-sari per salvare la vita nei casi durgenza (rianimazione, terapia intensiva, ecc.). E ci dipender molto dalla quantit e qualit del personale medico ed infer-mieristico oltre che da quella degli apparecchi diagnostici che la Regione metter a disposi-zione del Magalini. Per devo dire che sono seriamente pre-occupato per lincertezza sulle schede sanitarie che stabilisco-no quali reparti saranno ospita-ti a Villafranca. La Regione dice che tutto chiaro, ma perch non le diffonde prima delle ele-zioni amministrative di Maggio? Eviterebbe dietrologie e rasse-renerebbe il clima. Oppure ci dobbiamo attendere qualche amara sorpresa per lestate?

    Cosa si potrebbe fare a suo avviso per accelerare il processo?Nulla sotto il profilo del can-

    tiere: se non ci saranno imprevi-sti dovrebbero essere rispettati i tempi per terminare il fabbri-cato. Rimane invece da capire

    quando, dove e come verranno realizzate le opere di viabilit ed i parcheggi necessari. Il co-mune deve pretendere di non essere abbandonato da Venezia, che pu benissimo usare i soldi risparmiati dallappalto (circa 20 milioni) per completare le in-frastrutture di completamento. Altrimenti il Magalini sarebbe unopera incompleta.

    Chi o quali strutture do-vrebbero essere coinvolte, a livello politico, economico ma anche di volontariato, per assicurare a Villafranca il suo ospedale?Io la vedo cos: il bilancio re-

    gionale in affanno e le spese socio-sanitarie vanno ridotte. Si parla di riorganizzazione de-gli ospedali veneti, che signifi-ca chiusura di molte strutture. Leccellenza chirurgica stata costruita a Verona, in Borgo Trento, con oltre 30 sale ope-ratorie che devono funzionare a spron battuto. E chiuso Valeg-gio, chiude Isola, chiude Bovolo-ne, rimane Legnago: c un area vastissima quella a sud ovest di Verona che richiede una ri-sposta forte. Ragionare ancora nella logica della contrapposi-zione tra Villafranca e Busso-lengo mi pare anacronistico. Il

    Magalini serve non solo per Vil-lafranca, ma per un grande ter-ritorio che reclama servizi qua-lificati. Credo che sia un intero territorio che debba credere in questo progetto. Il che vuol dire collaborare sotto il profilo politico ed economico perch il nuovo Magalini sia lospedale di tutti. E Villafranca ha, in questo, un compito fondamentale.

    Secondo lei, quali sono le responsabilit dellattuale amministrazione e cosa in-vece ha fatto per il Magali-ni?Lamministrazione ha com-

    messo lerrore di ritenere che la filiera di riferimento po-tesse rassicurare su tempi di realizzazione e risultato finale. Hanno pensato che le scelte ospedaliere fatte nel 2003 po-tessero restare immutate per sempre, mentre invece ora tut-to rimesso in discussione. Bi-sogna vedere se 4 ospedali (Pe-schiera, Negrar, Bussolengo e Villafranca) possono essere an-cora sostenuti finanziariamen-te nella nostra ASL 22. Inoltre mentre Isola della Scala ha mo-bilitato 26 sindaci dei comuni della Bassa a difesa del proprio ospedale (in fase di chiusura), noi ci siamo isolati e siamo ri-

    Paolo Martari: parliamo del cantiere MagaliniAbbiamo intervistato il candidato Sindaco del PD, fondatore del movimento Idee in Cantiere, sul tema dellospedale Magalini.

    go libero, non asservito ad altri. Mentre in modo recidivo questi amministratori ci vogliono rac-contare che dobbiamo metterci lanello al naso, chinare il capo ed essere guidati da illuminati politici di citt, che nulla o qua-si conoscono della dinamica e delle potenzialit della nostra citt, del nostro territorio e dei

    nostri concittadini. Credo che serva davvero un maggiore amor proprio e un gesto di orgoglio: Villafranca sa scegliere la propria classe dirigente e vuole cambiare passo, per crescere davvero as-sieme ai comuni contermini, non isolandosi e perdendosi in beghe di bassa politica spicciola.

    di Paolo Martari

    masti tranquilli aspettando che da Venezia giungessero notizie rassicuranti. Invece lincertez-za regna sovrana e rimaniamo in attesa di scoprire le nuove schede sanitarie, come alla lot-teria di Capodanno. Solo che qui, se non vinciamo, perdiamo tutti un treno importante, che non ritorner.

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  • La Grezzanella: una priorit mancataA distanza di 5 anni dallavvio del 1 lotto della Circonvallazione di Villafranca, si riassume il deprimente stato

    in cui versa detta opera stradale, con il timore che il completamento non avverr neppure nei prossimi 5 anni.

    Da vecchie rilevazioni, il traf-fico cittadino supera gli 80.000 veicoli al giorno e non sembra avere una soluzione a breve ter-mine limperversare dei mezzi pesanti della S.R. n. 62 VR-MN che attraversano il centro sto-rico nelle due direttrici dei viali di via N. Bixio e di via Messeda-glia. Purtroppo, da anni, non si eseguono i necessari controlli dellintenso inquinamento urba-no. Detto ci si aggiunge quanto poco venga considerata la realiz-zazione della Circonvallazione di Villafranca, che non appare cer-to una priorit, n nella lettera del Presidente della Provincia del 07/11/2012 allAssessore Renato Chisso dove il 2 lotto della Grezzanella si trova al 3 posto delle priorit veronesi, n

    nel Piano triennale regionale In-tegrativo 2009-2011 (v. Bur re-gionale), dove non si compren-de n la reale priorit assegnata alla nostra circonvallazione n come verranno utilizzati i 100 mln di finanziamento integrati-vo assegnati nel 2012. Si tratta poi di finanziamenti incerti, se si considera che il bilancio regio-nale, in perdita, nellultimo ren-diconto 2011 di - 834 mln! Lo stato dopera del 1 lotto della circonvallazione rimane in grave ritardo rispetto ai programmi ed alle aspettative dei cittadini, mentre il 2 lotto (per il quale la Provincia chiede limpegno di spesa a partire dal 2014) di cer-to subir gli stessi ritardi, se non vi sar, almeno ora, un pressan-te e deciso interessamento da

    parte dellAmministrazione Co-munale per mutare la situazione. Affinch le parole sulla priorit della Grezzanella non siano vane chimere, tutti i cittadini vorreb-bero sapere se, o quando, il pro-getto definitivo del 2 lotto sar affrontato dalla Commissione provinciale VIA. Ed in proposito duole ricordare che Veneto Stra-de, e/o la Regione, non rispetta-rono le raccomandazioni della Commissione provinciale VIA (e le osservazioni dei cittadini) sul 1 lotto: di sottoporre alla valu-tazione entrambi i lotti, invece (come si evince dal verbale n. 87 del 10/02/2005 della Commis-sione) furono presentati senza soluzione di continuit seppure funzionali al reperimento dei fondi necessari e inoltre Veneto

    Strade non diede risposta alla ri-chiesta della Commissione (inse-rita nel punto 4 della VIA) di uno studio di fattibilit e di analisi dei costi concernente un diverso posizionamento della rotonda di attraversamento dellincrocio di Via Sant Eurosia. Di conseguen-za nel 2008 (dopo ricorso dei proprietari di via SantEurosia danneggiati dallopera stradale), Veneto Infrastrutture non esegu gli espropri dei terreni coinvolti dal tracciato che rispetto al pro-getto originario fu accorciato di 25 metri nel tratto finale, cos come non si fece il sottopasso ciclabile previsto in quellincro-cio, manufatto che ora dovreb-be far parte del progetto del 2 lotto. Ora il 1 lotto inu-tilizzabile nella parte terminale,

    ad eccezione della controversa rotatoria di via SantEurosia che invece stata aperta al traffico prematuramente e forse senza il necessario collaudo. Si domanda pertanto al Sindaco quali iniziati-ve intenda adottare per risolvere le problematiche qui segnalate e se abbia intenzione di far rimuo-vere ogni ostacolo burocratico e finanziario affinch la Provincia di Verona e la Regione diano la giusta priorit alla Grezzanella, rispetto le altre opere stradali veronesi e del resto del Veneto. I cittadini e il Comitato Antitraffi-co di Villafranca domandano che sia certa nei tempi, la rapida re-alizzazione dellintero tracciato della Circonvallazione.

    Ora vediamo se i grillini sono capaci di governareDora in poi, bisogner tenere in forte considerazione il voto di protesta. Il presidente

    della Provincia, Giovanni Miozzi non sfugge di fronte allevidenza dei risultati elettorali

    Adesso vediamo cosa faranno i parlamentari eletti da Cinque stelle quando si troveranno di fronte allamministrazione della cosa pubblica. facile protestare e contestare, ma ora i grillini de-vono dimostrare che sono in grado di passare dalla protesta al governo, afferma ancora Miozzi. E ha aggiunto poi ai microfoni di Telearena: Solo dopo aver dato le risposte ai tanti problemi del nostro Paese, potremo capire la capacit dei grillini. Poi, per, lesponente del Pdl non pu non fare i conti anche con il risultato del centrodestra, ottenuto dal Pdl sia in citt che in provincia vero, affer-ma, siamo passati dal 56 per cento ottenuto alle elezioni per la presidenza della Provincia (ma era il

    59% ndr) al 33% di queste votazioni ma neanche il centro sinistra ha fatto tanto meglio di noi. Il mo-tivo? Aveva il 44% nelle elezioni per la Provincia (ma aveva il 23% ndr) ora ha avuto il 21% e abbia-mo perso tutti e due il 20% in queste votazioni. Poi precisa: Si tratta di ragionamenti a spanne, afferma Miozzi. Un risultato elettorale con uno stravolgimento dei rapporti di forza esistenti prima dellappuntamento alle urne. Miozzi sembra avere una spiegazione: Prima di oggi, spiega, cera il bipolarismo del centrodestra contro il centrosini-stra. Ora il voto molto pi frammentato ed entrato in gioco prepotentemente il movimento di Beppe Grillo che ha scombinato le previsioni.

    A cura di Diego Cordioli

    5Attualit

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    290

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    La propaganda a mezzo stampa e radiotelevisiva:

    Le regole per la propaganda elettorale a mezzo stampa e radiotelevisiva sono stabilite con apposito provvedimento dallAutorit per le Garanzie sulla Comunicazione in attuazione della legge 22 febbraio 2000, n. 28 in materia di parit di accesso ai mezzi dinformazione e di comunicazione politica e decorre dalla data di convocazione dei comizi elettorali. Queste regole non si applicano agli organi ufficiali di stampa e radiofonici dei partiti e dei movimenti politici e alle stampe elettorali di liste, gruppi di candidati e candidati impegnati nella competizione elettorale.Sono consentiti:1. gli annunci di dibattiti, tavole rotonde, conferenze, discorsi; 2. le pubblicazioni o le trasmissioni destinate alla presentazione dei programmi delle liste dei gruppi di candidati e dei candidati;3. le pubblicazioni o le trasmissioni di confronto tra pi candidati.Tutte le pubblicazioni di propaganda elettorale a mezzo di scritti, stampa o foto stampa, radio, televisione, incisione magnetica ed ogni altro mezzo di divulgazione, debbono indicare il nome del responsabile committente. Gli strumenti di propaganda elettorale relativi ad uno o pi candidati, prodotti o commissionati da sindacati, organizzazioni di categoria o associazioni, devono essere autorizzati dai candidati o dai loro mandatari. Dalla mezzanotte del secondo giorno antecedente la data delle elezioni, e cio con la chiusura della campagna elettorale scatta il divieto per qualsiasi forma di propaganda, compresa quella effettuata attraverso giornali e spot televisivi.

    PER LA VOSTRA PUBBLICITA ELETTORALE INVIATE UNA E-MAIL A : [email protected]

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  • 6 Salute & Sanit 03 13

    A cura di Diego Cordioli

    MEDICINA GERIATRICA a cura del Dott. Garzotti Dirigente Medico I livello presso 1^ Geriatria O.C.M. Borgo Trento

    Responsabile di Struttura Semplice di Malattie Reumatiche dellAnziano Specialista in Medicina Interna

    Cari lettori, abbiamo pi volte sottoline-ato limportanza dellattivit fisica nella terza et come prevenzione dellosteo-porosi e delle sue complicanze (cadute a terra con conseguenti fratture).Credo sia importante dedicare un giu-sto spazio allesercizio fisico nellanziano per i benefici effetti che una regolare attivit fisica pu rappresentare come fattore di prevenzione di malattia e di rallentamento dei normali eventi fi-siologici dellinvecchiamento. Tutta la letteratura internazionale (es. rapporti della ACSM=American College of Sport Medicine; Physical Activity Guidelines of Americans; AHA= American Heart As-sociation) concorde nellaffermare che i benefici dellesercizio fisico si eviden-ziano sia sul piano sociale: togliendo lan-ziano dallisolamento, sia sul piano fisico: utilizzando idonei programmi di attivit fisica che hanno dimostrato positivi ef-fetti sulla sfera cognitiva, neuromotoria, osteoarticolare, muscolare ed infine sul-le capacit polmonari e cardio-vascolari. Largomento molto vasto e richieder di essere sviluppato in pi articoli.

    Quali sono gli effetti dellinvecchia-mento?Il passare degli anni porta inevitabilmen-te con s cambiamenti di natura fisica e psico-caratteriale che sono facilmente evidenziabili, ma che talvolta, per il loro lento sviluppo, risultano difficilmente avvertibili. Risulta difficile accettare il di-stacco dal proprio ruolo professionale e sociale ed i cambiamenti del proprio corpo. Resistere a tale cambiamento in modo irrazionale o abbandonarsi con rassegnazione e passivit al passare del

    tempo sono scelte scorrette. Esiste un modo attivo di vivere il proprio invec-chiamento, con percorsi adattativi che hanno obiettivi realistici e compatibili con la fisiologia dellet che si sta viven-do. Un corretto ed idoneo esercizio fi-sico rappresenta uno di questi percorsi. E per importante sottolineare che per impostare un programma di attivit fisica necessario conoscere alcuni aspetti fi-siologici dellinvecchiamento. La mancan-za di questa premessa espone lanziano, ma anche la persona di et media, a gravi rischi e trasforma una utile attivit fisica in uno strumento di danno. Effetti sulla cute: si osserva una dimi-nuzione di consistenza e resistenza mec-canica della cute con aumentata fragilit dei vasi sanguigni, comparsa di ecchimosi (macchie di sangue), ematomi e lesioni cutanee. Da questo consegue che lan-ziano deve usare un idoneo abbigliamen-to protettivo ed utilizzare, negli esercizi a terra, idonei materassini. Effetti sul sistema sensoriale: dimi-nuisce lacuit visiva (cataratta, proble-matiche retiniche), ludito (otosclerosi), il gusto e lolfatto. Si modifica anche la sen-sibilit tattile e la percezione del dolore. Effetti sui muscoli: linvecchiamento riduce la massa muscolare e ne modifica la qualit. Sostanzialmente si riducono le fibre muscolari (sarcopenia) a scapito di un aumento del tessuto fibroso e grasso. Si assiste a un processo di denervazione con una conseguente riduzione del nu-mero delle unit motorie funzionanti ed un peggioramento della funzione ener-getica della fibra muscolare. Effetti sullosso ed articolazioni: come sottolineato pi volte linvecchia-

    mento di per s un fattore di rischio per losteoporosi e linattivit fisica lo aggrava. Ricordo che losteoporosi pro-duce una riduzione della massa ossea, una alterazione della sua normale archi-tettura con aumento del rischio di frat-tura. Per quanto riguarda le articolazioni con linvecchiamento si osserva una pro-gressiva degenerazione della cartilagine articolare, deposizione anomala di calcio nei tessuti, aumento della rigidit e ridu-zione della escursione articolare. Il qua-dro finale porta ad una grave artrosi con limitazione funzionale e difficolt nelle-seguire le attivit della vita quotidiana. Effetti sul sistema nervoso: il sistema nervoso con il passare degli anni subi-sce una riduzione delle cellule nervose, delle sue diramazioni e guaine. Si assiste inoltre ad una diminuzione della velocit di conduzione elettrica delle cellule ner-vose che spiega laumento dei tempi di reazione che si nota nellanziano. Queste alterazioni giustificano i deficit di equi-librio e coordinazione e la difficolt di eseguire esercizi fisici complessi. Effetti sullapparato cardio-circola-torio: con linvecchiamento si evidenzia una riduzione della contrattilit cardiaca, della quantit di sangue pompata ad ogni battito e della frequenza cardiaca massi-ma sotto sforzo. Laterosclerosi vascola-re determina una riduzione di elasticit dei vasi con aumento della resistenza e conseguente incremento della pressione arteriosa. Effetti sullapparato respiratorio: la ridotta capacit respiratoria nellanziano si spiega con un deficit ventilatorio di tipo meccanico (ridotta espansibilit del-la gabbia toracica) e per una riduzione

    dello scambio alveolo-capillare polmo-nare (ossigeno che entra nei polmoni dal sangue). Tra i 20 e 65 anni si assiste a una riduzione media del 35% della capacit ventilatoria massima. La riduzione degli scambi gassosi documentata dal rilievo di una sostanziale riduzione, nellanziano, della quantit di ossigeno arterioso. Effetti sullapparato digerente e urinario: aumenta il rischio di stipsi e la difficolt digestiva, si riduce la funzionalit renale e la capacit della vescica. Effetti sulla sfera psicologica: con linvecchiamento si evidenziano spesso quadri clinici ansioso depressivi con per-dita di interessi, relazioni sociali e fami-liari. Lanziano si rifugia nella solitudine, riduce la comunicazione e gli scambi emotivi. Questi effetti possono essere contrastati da un idoneo programma di attivit fisica. La sedentariet ha riper-cussioni assolutamente negative sulla sa-lute dellanziano. Bisogna interrompere il circolo vizioso: sedentariet, deteriora-mento, limitazione funzionale, disabilit , perdita della autonomia, sedentariet. Al di l di queste tristi, ma reali consi-derazioni, limmagine dellanziano completamente cambiata in questi ultimi anni. Laumento della vita media ha por-tato con s la necessit di una revisione di vecchi stereotipi e lesigenza di una vi-sione diversa e attiva dellinvecchiamen-to. Bisogna favorire le potenzialit resi-due dellanziano, stimolando lautonomia, lautostima e una vita socialmente atti-va. La partecipazione a corsi specifici di esercizio fisico rappresenta sicuramente un utile strumento per raggiungere que-sti obiettivi. Continueremo queste rifles-sioni nei prossimi articoli.

    Se ti muovi non invecchi!

    Per porre i vostri quesiti, potete scrivete direttamente al Dott. Garzotti alla mail [email protected] o alla redazione del giornale a [email protected]

    UROLOGIA a cura del Dott. Pecoraro Primario di Urologia presso lOspedale di Isola della Scala Specialista in Urologia

    Per porre i vostri quesiti, potete scrivere direttamente al Dott. Pecoraro alla mail [email protected] o alla redazione del giornale a [email protected]

    Da circa tre anni mi hanno riscontrato i diverticoli intestinali e da allora ho spesso infezioni nellurina e disturbi. E possibile che i diverticoli siano la causa di queste infezioni?G.C., Villafranca

    Diverticoli intestinali

    Purtroppo possibile. Come le avran-no spiegato i colleghi che le hanno diagnosticato i diverticoli, si tratta di estroflessioni sacciformi della parete intestinale. Allinterno di queste sac-cocce possono residuare feci e ci ov-viamente pu favorire lo sviluppo di microbi che possono esitare in infezio-ni dello stesso diverticolo, chiamate di-verticoliti. Tali infezioni possono essere causa in qualche caso di gravi conse-guenze. La pi grave in assoluto avvie-ne quando, a causa di dette infezioni, il diverticolo si perfora e materiale fecale si riversa fuori con conseguente perito-nite. In altri casi il diverticolo pu attac-

    carsi alla parete vescicale e perforarsi allinterno di essa. In questi casi si crea una comunicazione diretta con la vesci-ca (chiamata fistola entero-vescicale) e materiale fecale tender ad andare in vescica (la pressione allinterno dellin-testino maggiore di quella vescicale per cui saranno aria e feci a passare in vescica e non le urine nellintestino). I sintomi caratteristici sono emissione di aria e materiale fecale con le urine e infezioni urinarie che non si riescono a far guarire. Fortunatamente si tratta di casi piuttosto rari. Nella maggior parte dei casi invece i diverticoli possono favorire, diciamo,

    infezioni urinarie che si riescono a trat-tare ma che facilmente recidivano o possono dare dolori in sede ipogastrica che al paziente danno la sensazione che sia la vescica a far male. Anche perch bisogna notare che, svuotando la vescica, spesso il dolore si riduce. Ribadisco che tali infezioni sono favorite dal fatto che dentro i divertico-li ristagnano feci che favoriscono lo svi-luppo di batteri che possono migrare verso le vie urinarie. Va ricordato che i germi che danno infezioni urinarie pro-vengono nella maggior parte dei casi dallintestino.

    Per questo noi urologi quando abbia-mo pazienti che hanno infezioni urina-rie molto ripetute o con sintomi parti-colari, facciamo fare diversi esami alla ricerca di possibili fattori favorenti tali infezioni e tra questi esami vi anche la colonscopia proprio per verificare che quella stessa persona non abbia diverticoli intestinali. Il trattamento dei diverticoli prevede una dieta appropria-ta e in casi con episodi di diverticoliti, anche terapie antibiotiche periodiche. Solo nei casi gravi, come quelli sopra citati, si deve ricorrere allintervento chirurgico.

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  • 03 138

    Attivit della Compagnia Carabinieri di Villafranca

    Notizie dallArma

    Criminalit: i Carabinieri rispondono

    Arresto a Nogara

    A Nogara, dopo unincursione notturna al bar, sono stati arrestati, durante la fuga, dei ladri di origine rumena dai Carabinieri. I ladri si erano introdotti allinterno del bar Black and White di via Sterzi di Nogara, poco dopo le 03.30 della notte tra sabato 23 e domenica 24 febbraio, per fare razzia dellincasso; non avevano per tenuto in debita considerazione che il titolare abitasse in uno stabile adiacente a quello del bar. Egli, udendo dei rumori provenire dal proprio locale, affacciandosi alla finestra, aveva notato chiaramente delle luci allinterno del bar, in quel momento ovviamente chiuso. Aveva fatto appena in tempo ad avvisare il 112, quando allistante si era accorto di due soggetti che uscivano di corsa dal bar e montavano a bordo di unAlfa 156 nera. Pochi minuti dopo giungeva a Nogara la pattuglia del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Villafranca che, a distanza di alcune centinaia di metri dal bar, incrociava lautovettura dei ladri, il cui modello era stato nel frattempo comunicato dal titolare con una seconda chiamata al 112. Grazie alla pioggia battente, i ladri non si erano accorti che lautovettura appena incrociata era la Gazzella dei Carabinieri e soprattutto non avevano notato linversione di marcia che i militari avevano effettuato per mettersi sulla stessa direzione di marcia dei fuggitivi. Dopo pochi minuti, giunti allaltezza del centro abitato di Erb, i militari avevano deciso di bloccare lAlfa 156; i soggetti a bordo, che fino al quel momento non si erano accorti di esser stati seguiti, credendolo un normale controllo, avevano fornito le proprie generalit ed i propri documenti personali. Sono stati cos identificati in: Filip Marius, rumeno 22nne, domiciliato a Roncoferraro (Mn), operaio; Ciubancan Codrut Stefan, rumeno 24nne, domiciliato a Villimpenta, operaio. Nel frattempo era giunta in ausilio anche la pattuglia del Comando stazione di Castel DAzzano, in quel momento impegnata nel turno di perlustrazione notturna. LAlfa 156 stata cos perquisita e al suo interno sono stati rinvenuti due cacciavite di 30cm, utilizzati poco prima per forzare la finestra del bar e per scassinare un cambiamonete e un apparecchio da gioco. Sotto il sedile dal lato del passeggero stato recuperato uno zainetto Adidas con allinterno la refurtiva in denaro trafugata dal bar costituita da monete e banconote per 1.519 euro. Per i due rumeni sono scattati le manette e larresto per furto aggravato in concorso e sono stati rinchiusi presso le camere di sicurezza del Comando compagnia di Villafranca in attesa del processo per direttissima.

    Le ultime operazioni del Comando di VillafrancaStalking a Sommacampagna

    A Sommacampagna, un uomo stato arrestato per ripetute azioni di stalking nei confronti della ex. Il 2 agosto 2012 il Comando stazione di Sommacam-pagna ha arrestato A. M. di anni 69, residente a Sona, ritenuto responsabile di atti persecutori nei confronti della ex convivente 45nne domiciliata a Sona, accusata di averlo lasciato e di aver interrotto la loro relazione. Successiva-mente, il 18 settembre 2012, i militari di Sommacampagna hanno nuovamente arrestato A. M., che aveva importunato un uomo di anni 52 residente a Sona e una donna di 36 anni di Sommacampagna, ritenuti colpevoli da A. M. di essere il nuovo compagno e lamica del cuore della ex compagna, e, quindi, anche loro causa della fine del rapporto sentimentale tra lui e la ex. Terminata la durata del provvedimento restrittivo, dal 17 gennaio 2013 al 23 febbraio 2013, A. M. ha attuato nuovi comportamenti molesti e violenti, ripetendo atti persecutori sia nei confronti della sua ex compagna sia nei confronti del nuovo compagno di questultima. Nei loro confronti, con cadenza quasi quotidiana, A. M., si reso autore di minacce, ingiurie, lesioni, inseguimenti, danneggiamento delle vetture private; e tutto ci nonostante venisse pi volte denunciato. Lultimo episodio risale al 23 febbraio: c stata lennesima aggressione nei confronti della ex, a seguito della quale la donna ha riportato lesioni; durante laggressione stata pure ferita la figlia avuta in comune da A.M. con la ex, di 10 anni, che, interve-nuta in soccorso della madre, stata morsicata alla gamba dal padre. Sul posto, poco dopo, intervenuta la pattuglia della stazione di Sommacampagna, che raccolte le prime testimonianze, si messa alla ricerca di A.M., che stato successivamente rintracciato ed arrestato in flagranza dei reato. Il 26 febbraio, la dr.ssa Franciosi, G.i.p. del Tribunale di Verona ha convalidato larresto e di-sposto gli arresti domiciliari nei confronti di A.M. a Catanzaro.

    Arrestato un ladro a Salizzole

    La notte del 14 gennaio 2013 si era introdotto nellabitazione di unanziana donna a Salizzole, la aveva afferrata per il collo, visto che nel frattempo si era svegliata per i rumori e laveva costretta a consegnargli il denaro cu-stodito in casa. Il fatto, anche per la violenta modalit con cui avvenuto, ha destato allarme e preoccupazione nella frazione di Engazz. Le indagini immediatamente avviate dai Carabinieri dalla stazione di Bovolone e dal nucleo operativo della compagnia di Villafranca, anche grazie agli indizi rac-colti ed alle tracce lasciate dal malvivente, hanno consentito ai militari di identificare il responsabile, raggiunto il 1 marzo da unordinanza di custodia cautelare in carcere.

    Tentata rapina a mano armata

    Castel DAzzano: tentata rapina al bar Regina di cuori. I carabinieri indi-viduano ed arrestano un pregiudicato bosniaco. E durata solo poche ore la fuga di K.A., bosniaco 25nne, domiciliato a La Rizza di Castel DAzzano. Erano da poco passate le 19.30, sabato 9 marzo, quando presso il bar Regina di cuori di via Mascagni, un individuo con il volto travisato, incurante della presenza dei clienti, fatta irruzione allinterno del locale, pistola alla mano, si diretto verso la titolare del bar, chiedendo lincasso della giornata. Vista lesi-tazione della donna, il rapinatore passato allazione, iniziando a rovistare e a perquisire la donna in cerca del denaro. Forse temendo che qualcuno avesse allertato le forze dellordine, il rapinatore alla fine fuggito senza bottino. Poco dopo sono giunti i Carabinieri della locale stazione che, senza poter avvalersi di immagini di alcun sistema di videosorveglianza, hanno iniziato a raccogliere le testimonianze delle numerose persone presenti alla tentata rapina. Sebbene le poche parole proferite dal malvivente non consentissero di definirne la nazionalit, alcuni testimoni hanno dichiarato di aver avuto la sensazione di aver gi visto luomo e che questo doveva essere un cliente abituale del bar. Ristretta al massimo la possibile gamma di soggetti sospetti, i militari dopo qualche ora sono partiti alla ricerca di K.A., disoccupato, ef-fettivamente assiduo cliente del bar. E soprattutto, cosa non irrilevante, gi arrestato nel 2008 dai Carabinieri di Vigasio per rapina. Giunti i Carabinieri presso la sua abitazione a La Rizza, il giovane si fatto trovare in procinto di andare a letto, negando ogni cosa e presentando anche un alibi a suo dire inconfutabile. Durante la perquisizione tuttavia, mentre i Carabinieri lascia-vano intendere di credere alla sua versione, parte del suo abbigliamento veniva passato al setaccio, finch non saltata fuori una felpa, perfettamente corrispondente alla descrizione raccolta poco prima dai militari al bar (ab-bigliamento poi definitivamente riconosciuto da vittima e testimoni). A quel punto il bosniaco, pur respingendo ancora le accuse, iniziava ad avere alcune esitazioni nel ricostruire ai militari i propri movimenti nelle ultime ore. La sua difesa si progressivamente trasformata in parziali ammissioni, quando nella sua camera, dietro ad un armadio, i Carabinieri hanno trovato e recuperato la pistola utilizzata per la rapina, rivelatasi poi un giocattolo, riproducente una semiautomatica cal. 9. Per il bosniaco sono scattati le manette e limmediato arresto per rapina, seguito dal trasferimento al carcere di Verona Montorio.

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  • 9Larma Azzurra

    A cura del Col. Marco Maistrello

    Aeronautica, un pezzo da novanta!Il 28 marzo 2013 ricorre il 90esimo anniversario della costituzione dellAeronautica Militare Italiana

    Le sue origini risalgono alla campagna dAfrica Orientale del 1887-1888, dove il Corpo del Genio dellEsercito utilizz degli aerostati per effettuare osserva-zioni dallalto. Arriviamo al 1909 quando, presso la scuola di volo militare fondata sullaeroporto romano di Centocelle, il Tenen-te di Vascello della Regia Marina Mario Calderara fu il primo ita-liano a conseguire il brevetto di pilota daeroplano, sotto la guida di Wilbur Wright, che sei anni prima insieme al fratello Orvil-le, negli Stati Uniti, entr nella storia per aver violato la ter-za dimensione con un mezzo pi pesante dellaria. Altri due fratelli, i Montgolfier, nel 1783, furono invece i primi uomini a realizzare il sogno di volare, evidentemente con un mezzo pi leggero dellaria. Il primo utilizzo operativo delle forze aeree in un conflitto fu italiano e avvenne con la campagna di Libia del 1911-1912, attraverso limpiego di alcuni aerostati, 3 di-rigibili e 9 aerei, usati per la rico-gnizione e i bombardamenti con il lancio di bombe a mano effet-tuato dal pilota stesso. Dopo i primi successi nel campo belli-co, in Italia si svilupp lArmata dellAria, anche se allinizio della Grande Guerra possedevamo solo 86 aerei; in seguito, vista la sempre maggiore importanza che tra i belligeranti assumevano le operazioni dal cielo, in pochi anni si costruirono circa 12.000 aeroplani e le forze aeree si spe-cializzarono nei bombardamenti e nella specialit caccia, di comu-ne memoria per i combattimenti aerei rievocanti i duelli tra nobili cavalieri del medioevo: il nostro Asso fu Francesco Baracca con 34 aerei austriaci abbat-tuti. Sempre in Italia, negli anni 20, si sviluppano delle dottrine sullimpiego del mezzo aereo, tra queste ricordiamo quelle anco-ra attuali del dominio dellaria del Generale casertano Giulio Douhet. Limportanza dellavia-zione militare crebbe ulterior-mente dopo la fine del conflitto e, come logica conseguenza dei tempi ormai maturi, si decise di scorporarla dallEsercito ed elevarla a forza armata indipen-dente: per lappunto il 28 mar-

    del Col. Marco Maistrello zo 1923. Il suo primo nome fu Arma Azzurra, prima di divenire ufficialmente Regia Aeronautica su decisione del re Vittorio Ema-nuele III, su suggerimento di Ga-briele DAnnunzio.Durante il periodo fascista e

    con la nomina di Italo Balbo a Ministro dellAviazione, la Re-gia Aeronautica raggiunse la sua massima espansione e, con la crescita e lo sviluppo del setto-re, inizi il mitico periodo delle trasvolate di massa e dei record. Trionfali furono le imprese che portano formazioni di idrovolan-ti italiani, capitanati dallo stesso

    Balbo, ad ammarare nella baia di Rio de Janeiro nel 1931 e di New York nel 1933. Record di velocit, di altezza, di volo senza scalo e rovescio: in una decina danni vennero conquistati ol-tre cento primati e non a caso, alla vigilia dellentrata in guerra, lItalia deteneva 33 dei 57 prima-ti riconosciuti dalla Federazione Aeronautica Internazionale. Per quanto riguarda la II Guerra Mondiale, da ricordare la massic-cia presenza di caccia italiani che affiancarono la Luftwaffe (Ae-ronautica Tedesca) nella famosa

    battaglia dInghilterra, oltre al successivo utilizzo di aerei in tut-to il Mediterraneo per bombar-dare citt lungo la costa, come in Francia, oppure per azioni a difesa della Marina, in cui tuttavia la scarsa coordinazione provoc numerose disfatte, come quella di Capo Matapan. Nel 1946, con la nascita della

    Repubblica, la Regia Aeronautica venne ri-denominata Aeronau-tica Militare. Oggi una Forza Armata che, insieme allEsercito, la Marina e i Carabinieri, costi-tuisce lo strumento di difesa del Paese, cio quel dispositivo di

    sicurezza universalmente rico-nosciuto indispensabile per la salvaguardia e il mantenimento di una democrazia. In partico-lare, la Forza Armata destina-ta alle operazioni aeree, con la missione di difendere la Patria, il suo territorio, la sua sovranit e i suoi interessi vitali, garanten-do lapprontamento, lefficacia operativa e limpiego delle forze aeree nel quadro del sistema di sicurezza nazionale e internazio-nale, trovando il suo riferimento normativo negli articoli 11, 52 e 87 della Costituzione e nel-

    le Norme per listituzione del servizio militare professionale, contenute nella Legge n. 331 del 14 novembre 2000. In tale ambito, allAeronautica Militare vengono assegnati dei compiti operativi, dinteresse nazionale e complementari derivanti da accordi internazionali. I princi-pali compiti operativi sono di assicurare la difesa dello spazio aereo, la ricerca e il soccor-so aereo, partecipare ad azio-ni congiunte con le altre Forze Armate, garantire la protezione delle installazioni aeronautiche e concorrere alla difesa del ter-

    ritorio. A questi, si aggiungono i compiti operativi derivanti da accordi internazionali, che indi-viduano responsabilit e com-petenze della Forza Armata in materia di sicurezza militare del Paese e delle attivit dellONU, NATO, UE e OSCE, garantendo la prontezza e il mantenimento in efficienza degli assetti operati-vi designati per la partecipazione a operazioni combinate di Peace Support Operations/Crisis Re-sponse Operations. Tra i compiti dinteresse nazionale ricordiamo quelli di delineare gli indirizzi e

    i criteri generali della sicurezza aerea, assicurare il servizio di assistenza al volo e meteorolo-gico, provvedere alla formazione dei piloti daeroplano e di elicot-tero delle altre Forze Armate e soprattutto, quando richiesto, partecipare alle operazioni di difesa civile, di ordine pubblico, di soccorso e assistenza alle popolazioni in caso di calamit. I compiti complementari consi-stono nel diffondere gli elemen-ti di situazione meteorologica, sviluppare il necessario coordi-namento con gli organismi non governativi che partecipano alle

    missioni internazionali e parteci-pare alle attivit di studio, ricer-ca e sperimentazioni nel settore aerospaziale. Lorganizzazione, il personale e i mezzi dellAe-ronautica Militare di oggi sono il frutto dellevoluzione di uno strumento nazionale di difesa che si adeguato ai tempi e che ha seguito, passo dopo passo, la crescita del Paese che lo ha por-tato nel consesso delle nazioni pi sviluppate e progredite del mondo. Ora non ci resta che ini-ziare il countdown verso il pre-stigioso traguardo dei centanni!

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  • 10 Langolo dei Frati Cappuccini 03 13

    A cura della comunit dei Frati Cappuccini di Villafranca di Verona

    di Padre Dumitru Petrovan

    Il rito bizantino: la comunit rumena a VillafrancaI rumeni greco-cattolici di Villafranca hanno un loro pastore: Padre Dumitru Petrovan, ospite dei Frati Cappuccini, che impegnato nella realizzazione di un progetto di assistenza pastorale delle comunit greco cattoliche rumene presenti nel nostro territorio.

    Ospitalit, carit e fraternit creano famiglia: sono arrivato nel convento dei Frati Cappuc-cini per rimanervi come ospite solo per qualche giorno, ma poi in questa comunit di frati cap-puccini mi sono trovato bene. Mi stato facile inserirmi e tuttora ci vivo proprio come in famiglia. Anzi, grazie a Dio, rivivo larmo-nia della mia famiglia di origine formata da sei fratelli. Mio padre ci diceva: Per fare una buona polenta, tutti devono parteci-pare. E si faceva proprio cos! Ognuno dava il suo contributo. Io ero il pi piccolo ed era mio compito portare la legna per il fuoco. Un altro andava a prende-re lacqua, le mie sorelle aiutava-no la mamma in cucina e, infine, avevamo limpressione di aver fatto il pranzo migliore del mon-do. Con questa impronta educa-tiva ricevuta fin da piccolo, sento forte il valore della famiglia e larmonia che vi deve regnare. Dai frati sta succedendo la stes-sa cosa: finito il pranzo o la cena, ognuno d il suo contributo per preparare, lavare, riordinare e in un attimo ritorna tutto pulito e in ordine. Posso proprio dire che in questo convento regna lar-monia di rapporti e di ambien-te. Sarebbe bello poter vivere cos anche nella nostra societ. In realt essa dovrebbe essere come una famiglia allargata dove si vive in pace e in armonia. Lo-spitalit che ho trovato in tutta Villafranca, mi riporta al senso genuino e buono della cristianit. In occasione del primo dicem-bre, ad esempio, le autorit civi-li ci hanno dato il permesso di organizzare nel castello la festa nazionale del nostro Paese. Per la numerosa comunit rumena che vive in questa citt, questo stato un evento che ha contribu-ito enormemente allintegrazio-ne e al reciproco aiuto. E gi ci sono i risvolti positivi perch il gruppo di ascolto che si incontra ogni gioved sera al binario zero di Villafranca con il signor Mu-statea Catalin, responsabile del gruppo, sta portando avanti un lavoro impegnativo ed utile per sostenere i concittadini rumeni nelle difficolt che incontrano e per aiutarli ad integrarsi. Le au-torit ecclesiastiche non sono da

    meno, anzi, con un gesto corag-gioso, ci hanno dato la possibilit di celebrare nella Chiesa Orato-rio della Visitazione o Disciplina la santa messa in rito greco-cattolico in lingua rumena. Per cui, ogni domenica alle ore dieci, la comunit rumena di questa Citt e dintorni, si riunisce per celebrare in rito bizantino. Que-sto momento sta diventando un punto di aggregazione importan-te, cosicch ha senso il mio esse-re qui a svolgere il mio compito di pastore e sacerdote che si de-dica alla sua comunit in comu-nione con la chiesa locale di Ve-rona, e con quella universale di Roma. Il mio obiettivo principale

    rimane fermo: portare questar-monia alla comunit rumena che vive a Villafranca e dare il mio contributo affinch sinserisca gradualmente in questo paese che li ospita. Credo opportuno esporre qualche chiarimento re-ligioso per non confondere il rito con la fede. La Chiesa di Cristo , e rimane sempre, una, sancta, cattolica (cio universale), come ci ricorda san Paolo: Un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo (Lettera ai Efesini 4, 5). Tuttavia ci sono tante espres-sioni di chiese, che si differen-ziano per i loro diversi riti, ma tutti sono espressione (manife-stazione) dellunica fede nel Dio di Ges Cristo. Allinterno della

    Chiesa cattolica esistono due grandi identit: quella occidenta-le e quella orientale. Il gruppo di chiese cattoliche orientali mol-to vario, perch ci sono chiese di tradizione alessandrina o copta, antiochena o siro-occidentale, armena, caldea o siro-orientale e costantinopolitana o bizantina. Tutte queste chiese hanno un rito proprio e sono chiese sui iuris (sono cio di diritto pro-prio). A capo di ciascuna c un arcivescovo o patriarca, e si diffe-renziano per una maggiore auto-nomia, riconosciuta per altro dal Concilio Vaticano II con il decre-to sulle chiese cattoliche orien-tali: Orientalium Ecclesiarum.

    La storia racconta che la divisio-ne avvenne nel 1054, anno dello scisma tra la Chiesa dOriente e quella dOccidente. Poi, ci fu ef-fettivamente un lungo periodo di progressivo allontanamento. Tale separazione avvenne lungo linee dottrinali, teologiche, linguisti-che, politiche e geografiche. Di fatto la frattura non si pi ri-sanata. In effetti si tent lunifica-zione attraverso due formali riu-nioni: al Concilio di Lione (1274) e al Concilio di Ferrara-Firenze (1438-1439), ma in entrambi i casi non si pervenne ad un ac-cordo, in quanto i capi spirituali dellortodossia che vi presero parte, andavano oltre la propria autorit giurisdizionale. Anche

    gli ulteriori e successivi tentati-vi fallirono. Solo nel XVI secolo una parte dei cristiani orientali, gli ucraini appunto, ritorn sot-to la guida della Chiesa di Roma. Tale evento storico conosciuto come lunione di Brest-Litovsk (1595-1596), seguito poco dopo dallunione di una parte dei ru-meni della Transilvania (1697-1701 - la Transilvania occupa oggi il 41,5% dal territorio della Romania). Queste comunit ec-clesiastiche, originariamente or-todosse, cambiarono giurisdizio-ne, ed ora sono chiamate Chie-se Cattoliche di Rito Orientale (o greco-cattoliche). In seguito, purtroppo, lorientamento filo-

    occidentale e la comunione con la Santa Sede di Roma, nel 1948 - cio subito dopo la seconda guerra mondiale - spinse il regi-me comunista a muoversi verso la soppressione di queste chiese cattoliche orientali. Cosicch, tra il 1948 ed il 1989, la Chiesa Rumena Unita con Roma fu co-stretta ad andare nelle catacom-be: vescovi, sacerdoti e anche semplici fedeli furono imprigio-nati ed uccisi; i luoghi di culto e le loro propriet confiscati. Qua-le fu il risultato? Dei 12 vescovi, nessuno ha abiurato la fede cat-tolica, pur avendo sofferto per lunghi anni la detenzione. Sette di questi 12 vescovi sono morti in carcere. Pi di 350 sacerdoti e

    tantissimi laici subirono le stesse condizioni e non si sa dove fu-rono sepolti. Questi santi martiri rumeni del 20 secolo morivano di fame o di sete, di stenti, nei lager comunisti e nel freddo ri-gido del loro paese, senza alcuna assistenza medica. I loro carne-fici li picchiavano e strappavano loro la barba, ed essi offrivano i loro sacrifici per amore di Cri-sto. Sono storie conosciute e recentemente raccontate in una pubblicazione tradotta in italia-no dal titolo Catene e terrore, che verr presentata il 14 aprile a Villafranca nella chiesa dei frati Cappuccini. Il Vangelo ci insegna, non solo a vivere in pace con tut-

    ti, ma anche a costruire la nostra storia di salvezza attraverso il prossimo. Il nostro rapporto con Dio, non solo verticale, ma an-che orizzontale, cio si rapporta con il nostro prossimo. Proprio come il principio dei vasi co-municanti dimostrato dalla fi-sica. Non possiamo crescere nel rapporto con Dio, se il rapporto con il prossimo langue. La pagina del giudizio finale, descritta dal Vangelo di Matteo, adotta dei criteri di giudizio molto chiari: Rispondendo, il Re dir loro: In verit vi dico, ogni volta che ave-te fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli pi piccoli, lavete fatto a Me.

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  • A cura di Antonia Tommasi

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    Il Castello apre le porte allarteMaria Cristina Arru pittrice di talento, misto a gentilezza, discrezione e umilt. Unartista sensibile e di grande spessore, da ammirare sia per le doti artistiche sia per quelle umane.

    Dall 8 marzo al 24 marzo si potranno ve-dere i suoi lavori nella cantoria delloratorio del Cristo del castello scaligero di Villafranca di Verona: una mostra in collaborazione con lAssociazione Ti con zero e col comune di Villafranca di Verona -Assessorato alla cultura. Maria Cristina ha conseguito il diploma di

    maturit presso il Liceo artistico statale di Verona nel 1986. Subito dopo il diploma ha lavorato in modo continuativo con importan-ti maestri restauratori, fino al 2008, operando nel campo del restauro di affreschi, dipinti su tela, su tavola e materiale lapideo. Contem-poraneamente si dedicata alla decorazione pittorica collaborando con ditte artigiane (tessuto, ferro battuto, mobili). Ha eseguito su commissione trompe - loeil in case pri-vate e cappelle cimiteriali, dipinti ad olio e acrilico (paesaggi, ritratti e fiori) e copie di quadri dautore antichi. In questo periodo impegnata per il secondo anno consecutivo come insegnante nei corsi di pittura proposti dallAssociazione culturale Ti con zero nel comune di Villafranca di Verona.A maggio 2012 ha esposto le sue opere pres-

    so la biblioteca comunale di Negrar nellambi-to delliniziativa Artisti in biblioteca.

    PUNTI di DISTRIBUZIONE del GIORNALE

    Il Giornale disponibile presso i seguenti punti di distribuzione di VILLAFRANCA:

    Municipio di Villafranca corso Garibaldi 24 MBE - Mail Boxes Etc. via Napoleone III, 6Distretto A.S.L.22 - Via Ospedale, 5 Liceo Enrico Medi Via Magenta, 9Istituto Carlo Anti Via Magenta, 7Ospedale Magalini - Via Ospedale, 2 Casa di Riposo Morelli-Bugna - Via Rinaldo da Villafranca, 16 Centro Sociale CIRICUPE - Via Rinaldo da Villafranca, 9 Supermercati Martinelli - Via Don Fumano, 3 / Viale del Lavoro, 1 Uffici INPS - Via Marconi, 18 Staz. di servizio AGIP di Bernabeni - Via Mantova Piscine Comunali - Via Olimpia, 1

    Il Giornale anche disponibile presso gli OSPEDALI della provincia di Verona (Borgo Roma, Borgo Trento, Valeggio sul Mincio, Bussolengo, Isola della Scala e Peschiera del Garda), presso i centri commerciali IperFamila di Dossobuono, Auchan di Bussolengo, La Grande Mela di Sona, nelle Stazioni FS di Villafranca di Verona e Verona Porta Nuova, e nelle edicole di DOSSOBUONO, QUADERNI, PIZZOLETTA, ROSEGAFERRO, ALPO, POVEGLIANO e MOZZECANE.

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  • Ah, se potessi avere nel mio paese una Piazza GrandeOvvero Corso Vittorio Ema-

    nuele, dallincrocio con via Pace e via Garibaldi fino al Castello Scaligero chiuso tutti i giorni al traffico automobilistico, fornito di comode panchine ed alberi di alto fusto per ripararsi dal sole, qualche fioriera e qualche bassa siepe ben curata per abbellire il contesto ed un paio di fontanelle

    di acqua qua e l. Vi sarebbe spa-zio per una grande zona pedona-le dove poter passeggiare senza avere a fianco il traffico automo-bilistico. Unarea di rispetto che diventa luogo di incontro, di so-cializzazione e di svago per i cit-tadini al riparo dallinquinamento diretto dei gas di scarico e dallin-quinamento acustico generato dai motori. Vi sarebbe spazio an-che per i tavolini dei bar, magari non cos invadenti come lo sono a volte. In un angolo della gran-de piazza mettiamoci una grande bacheca sulla quale lAmministra-

    zione Comunale e le associazioni del territorio possano esporre le loro comunicazioni ed iniziative e vicino alla quale possano fermarsi i cittadini per conoscere e com-mentare quanto esposto. Nel medesimo angolo si potrebbe an-che predisporre una pedana per improvvisare un dibattito o un comizio. In questa grande piazza, attraversata da due piste ciclabili di collegamento con le altre piste esterne, libera dal traffico auto-mobilistico, si potr trovare lo spazio per realizzare piccoli spet-tacoli, intrattenimenti estempo-ranei ed altre attivit di socializ-zazione. Una Piazza Grande per tutti i giorni e per tutti i cittadini e non solo per il mercato setti-manale e per le altre feste pretta-mente di carattere commerciale. Si pu cominciare con la chiusura al traffico veicolare, le piste cicla-bili e qualche panchina e, un po alla volta proseguire con le altre attrezzature man mano che si trovano i finanziamenti.

    Ah, se potessi avere nel mio paese le piste ciclabili di col-legamento con le frazioniMolte volte viene spontaneo

    pensare che i cittadini non rie-scano a muoversi di casa se non sono seduti alla guida di una au-tomobile grande o piccola che

    sia. Invece lecito pensare che in molti casi pi sicuro muoversi nel traffico cittadino e nelle stra-de di collegamento con gli altri paesi utilizzando lautomobile piuttosto che la bicicletta, in as-senza di spazi riservati ai ciclisti. Possiamo aggiungere anche che la convenienza delluso della bi-cicletta misurabile sia con il ri-sparmio di denaro che con un mi-gliore utilizzo del proprio tempo. Ovvero meno stress nella ricerca di un parcheggio. Nel contempo si fa anche attivit motoria. Non tutti i ciclisti sono giovani, attenti, reattivi e sicuri di s sulle strade trafficate. Vi sono anche bambini, ragazzi, anziani ed altre persone comunque a disagio o in difficol-t nellaffrontare in bicicletta con sufficiente sicurezza il traffico a volte molto caotico. Oramai tutti sono consapevoli che automobi-listi, ciclisti e pedoni dovrebbero avere garantito il proprio spazio riservato, in assenza di pericolo per s e per gli altri. Immaginate di collegare con piste ciclabili Vil-lafranca con: Caluri, Dossobuono, Alpo e Rizza a nord e Pizzoletta, Volpare, Rosegaferro e Quaderni a sud, senza dimenticare Pozzo-moretto ad ovest. Da anni giace in qualche cassetto presso lAm-ministrazione Comunale un pia-no generale per le piste ciclabili

    in cui si prospettavano numerose soluzioni organiche che avrebbe-ro reso agevoli e sicuri gli spo-stamenti in bicicletta. Basterebbe riprenderlo in mano, aggiornarlo, mantenerlo sempre aperto ed iniziare una concreta program-mazione per i prossimi anni.

    Ah, se potessi avere nel mio paese un Sindaco sensibile e determinatoUn Sindaco che fosse consape-

    vole che si tratta di progetti rea-lizzabili anche a breve, facilmente comunicabili e rappresentabili, destinati a favorire il benessere, la socializzazione, lo svago e nel complesso la qualit della vita dei cittadini. Un Sindaco con una buona dose di coraggio, lungimi-ranza, capacit di innovazione, passione e spirito di servizio del-la comunit. Senza dimenticare le numerose ed importanti altre incombenze cui deve dar segui-to lAmministrazione Comunale, queste elencate sarebbero ini-ziative concrete di sostanziale miglioramento ambientale per le quali gli amministratori promo-tori sarebbero ricordati anche in futuro e certamente premiati dal consenso popolare.

    Ah, se potessi avere nel mio paeseUna lista di desideri, per Villafranca: una piazza grande anche da noi, come quella bolognese cantata da Lucio Dalla, con

    unampia zona pedonale, panchine e arbusti; piste ciclabili e un Sindaco sensibile alle esigenze dei suoi cittadini. Sar mai possibile?

    A cura di Luigi Facincani

    Ambiente

    di Luigi Facincani

    GLOSSARIO ECOLOGICO

    Lagricoltura biologica un metodo di produzione definito e disciplinato a livello comunitario dal Rego-lamento CE 834/07, e dal Regolamento di applicazio-ne CE 889/08, e a livello nazionale dal D.M. 220/95. In agricoltura biologica non si utilizzano sostanze chi-miche di sintesi (concimi, diserbanti, anticrittogamici, insetticidi, pesticidi in genere), n Organismi Geneti-camente Modificati (OGM). Alla difesa delle colture si provvede innanzitutto in via preventiva, selezio-nando specie resistenti alle malattie e intervenendo con tecniche di coltivazione appropriate come, per esempio:- la rotazione delle colture, si evita di coltivare per pi stagioni consecutive sullo stesso terreno la stes-sa pianta. In questo modo, da un lato si impedisce ai parassiti di trovare lambiente favorevole al loro proliferare, e dallaltro si utilizzano in modo pi ra-zionale e meno intensivo le sostanze nutrienti del terreno;- la piantumazione di siepi ed alberi, che ricreano il paesaggio, danno ospitalit ai predatori naturali dei

    parassiti e fungono da barriera fisica a possibili in-quinamenti esterni;- la consociazione, che consiste nel coltivare con-temporaneamente piante diverse, luna sgradita ai parassiti dellaltra.In agricoltura biologica si usano fertilizzanti naturali come il letame ed altre sostanze organiche compo-state (sfalci, ecc.) e sovesci, ossia si incorporano nel terreno piante appositamente seminate, come trifo-glio o senape. In caso di necessit, per la difesa delle colture si interviene con sostanze naturali vegetali, animali o minerali: estratti di piante, insetti utili che predano i parassiti, farina di roccia o minerali naturali per correggere struttura e caratteristiche chimiche del terreno e per difendere le coltivazioni dalle crit-togame. Qualora fosse necessario intervenire per la difesa delle coltivazioni da parassiti e altre avversi-t, lagricoltore pu fare ricorso esclusivamente alle sostanze di origine naturale espressamente autoriz-zate e dettagliate dal Regolamento europeo (con il criterio della cosiddetta lista positiva).

    Agricoltura biologica

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  • Sport

    A cura di Diego Cordioli

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    Il percorso breve di 7 km pianeg-giante e quasi interamente chiuso al traffico, stato completamente rinnovato. Attenzione! La deviazio-ne proprio vicinissima alla par-tenza di Piazzale Olimpia, allaltez-za del ponte rosso sul Fiume Tio-ne, si gira a sinistra. Si costeggiano le rive del fiume per alcuni Km, ci si inoltra nella campagna coltivata a frutteti, lasciando sulla destra la salitella della Zaghina fino ad inol-trarsi in un piccolo boschetto di rovi. Alluscita, ad accoglierci, la vi-sione dei peschi in fiore che ci ac-compagnano fin dopo met corsa. Qui si rientra sulla ciclabile dove stato allestito il ristoro, in un am-pio spazio adibito appositamente. Pochi km ancora e si ritorna verso i campi sportivi, qualche curva, per approdare infine presso larea dal-la quale si era partiti. Il percorso medio di 10 km e il lungo di 15 km ondulati, ricalcano i tracciati degli scorsi anni, alternando strade asfaltate a carrarecce con fondo in

    39^ Marcia del Tamburino Sardo di Giorgio NegriniIl Gruppo Podistico Villafranca dal 1974 organizza la Marcia del Tamburino Sardo, manifestazione podistica che si snoda su tre percorsi di varia lunghezza: 7 km pianeggiante, 10 km e 15 km ondulati. A Villafranca, il 7 aprile.

    Benessere e sport: il mondo del fitnessUn nuovo spazio nel quale mensilmente verranno trattati diversi argomenti inerenti il benessere e lattivit fisica. I due principali relatori saranno Adami Alessandro e Wenter Riccardo.

    Il termine fitness deriva dallaggettivo inglese fit (adatto) e viene tradotto in lingua italiana con i termini: idoneit, capacit, preparazione fisica e stato di forma fisica. Nellultimo ventennio questo termine stato adoperato sempre pi frequentemente per definire lo stato di benesse-re fisico o la forma fisica dellindividuo. In ambito sportivo il fitness pu essere inteso come: Fitness specifico, cio la capacit di svolgere un particolare compito motorio, indipendentemente dallo stato di forma fisica del soggetto; Fitness generale, quando viene identificato con lo stato generale di salute, forma fisica e benessere dellorganismo. Lattivit di fitness pu essere praticata nelle palestre (Centri Fitness) o allaria aperta. Qualsiasi attivit motoria, adattata alle caratteristiche della persona, pu essere un mezzo per fare del fitness. Nella maggior parte dei casi la persona che pratica del fitness ha obiettivi salutistici/estetici.

    Lo scopo della rubrica sar quello di trattare e approfondire attivit svolte in piscina e in palestra, con lintento di dare notizie utili ai lettori, di chiarire alcuni aspetti di questi sport, e magari di affiancare chi fosse interessato, durante le sue esperienze o allenamenti personali. Alessandro e Riccardo sono a disposizione di tutti per rispondere ad eventuali richieste o per trattare gli argomenti di maggior interesse relativi al fitness. Per qualsiasi domanda, scrivete a: [email protected]

    Adami Alessandro, laureato in scienze motorie, istruttore di nuoto e fitness presso il centro sportivo LEOSPORT.

    Wenter Riccardo, tecnico e co-ordinatore dellattivit agoni-stica presso la piscina di Villa-franca LEOSPORT, istruttore di nuoto e sala pesi.

    terra battuta. Si snodano su saliscendi di vario livello ed en-trambi comprendono la mitica salita, breve ma intensa, che ci porta alla casa, Dalla quale il Tamburino Sardo usc per salire nella luce della storia e della leggenda accesa dal Cuore di Ed-mondo de Amicis per i ragazzi dItalia, come recita la lapide affissa sulla parete nord (di difficile visione in quanto coperta al pubblico da unalta siepe). Per una sintesi della vicenda si ri-manda alla lettura del cartello situato sulla sommit della col-lina. Qui troverete il ristoro centrale e la deviazione tra i due percorsi: il medio gira verso il ritorno, il lungo vi porta verso

    lOssario e passa attraverso il paese di Custoza. Rivolgerete uno sguardo dinsieme alle magnifiche colline moreniche e poi gi verso Villafranca in uno scenario sempre affascinante. E tutta discesa, o quasi, ma attenzione a gestire bene le

    vostre energie. Quando sarete in grado di scorgere il Tione, un ultimo sforzo, rifiatate, siete vicini al traguardo. Ancora pochi metri, rilassatevi, siete arrivati. Il mega ristoro finale vi attende. Ve lo siete meritato!

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  • stampato in 25.000 copie con distribuzione gratuita nel comune di Villafranca di Verona

    Societ editrice: Pirite S.r.l.Editore: Diego Cordioli

    Direttore responsabile: Elisa Zanola Redazione: via Napoleone III, 6 - Villafranca di Verona

    Cell. 393.9413610 - [email protected]

    Grafica e impaginazione: Sibilla Tenero - [email protected]

    Stampa: Centro Stampa Editoriale S.r.l. Grisignano di Zocco (VI)

    Si ringraziano per il contributo gratuito: Paolo Martari, dott. Pecoraro, dott. Garzotti, la Compagnia Carabinieri di Villafranca,

    Col. Marco Maistrello, Padre Dumitru Petrovan, prof. Antonia Tommasi,

    Luigi Facincani, Giorgio Negrini, Elena Faccioli, Luciano Modena, Rico Bresaola, dott. Enrico Buttitta, avv. Giorgia Dongili, dott.ssa Sabrina Camera,

    dott.ssa Giuliana Guadagnini, 118 Verona, dott. Giovanni Serpelloni,

    dott.ssa Claudia Rimondo, Aeroporto di Villafranca, dott.Paolo Agnelli, avv. Aventino Frau,

    arch. Lucio Merlini, Marisa Tumicelli, Prof.ssa Fiorenza Gallina, Giorgio Negrini

    Registrazione al Tribunale di Verona n. 1838

    Numero chiuso in redazione il 19/03/2013

    Fatti & Misfatti 03 1314

    A cura di Diego Cordioli

    Labbattimento dei pini stato fatto in nome della costruzione di una pista ciclabile inutile, in quanto il marciapiede gi presente, molto ampio, e per lo pi inutilizzato, avrebbe potuto essere dedicato in parte alla suddetta pista, semplicemente tracciando una linea (che poi ci che in sostanza verr fatto).Quali sono le intenzioni del comune in merito alla rivalutazione della via? Altri alberi verranno ripiantati? I pini abbattuti avevano pi di 50 anni, con diametro per la maggior parte superiore ai 25cm: erano sanissimi, non perdevano molti aghi e comunque fornivano ossigeno anche in inverno in questa cittadina som-mersa nella nebbia e nello smog e donavano ristoro alle abitazioni adiacenti durante la calura estiva. Ora resta solo il cemento. I primi alberi abbattuti di-versi anni fa, nella stessa via, avrebbero dovuto essere prontamente sostituiti, come mi era stato promesso dall allora assessore allurbanistica: cosa che non mai stata fatta. Questa operazione stata eseguita dal sindaco in scadenza di mandato, e quindi dubbio se tale opera rientri nella gestione fattibile di tale periodo. Il sindaco sembra abbia anche intenzione di tagliare alberi storici presso il Castello del paese. Questa operazione di abbattimento degli alberi sta avendo luogo anche a Verona, in alcune zone, senza giustificato motivo. E pure nel nostro paese ogni tanto un albero sparisce in luoghi dove non c mo-tivo. Ci chiediamo se il sindaco abbia intenzione di intervenire per una dovuta

    verifica della reale utilit dellabbattimento degli alberi o se si debba ricorrere a comportamenti estremi, come quello di legarci agli alberi del Castello per evitare che vengano tagliati. Sarebbe opportuno anche che si verificasse il livello delle polveri sottili di Villafranca. Sappiamo bene che da molti studi ese-guiti anche nella citt di Roma, allinterno dei parchi le stesse polveri vengono ridotte almeno per l80%: un buon motivo per lasciare gli alberi vivere. Sarebbe anche da rivedere la legge sul censimento degli alberi secolari, perch se si d questo compito in mano alle amministrazioni locali, molte, per motivi incom-prensibili a noi cittadini, non avranno interesse ad eseguire il censimento. Que-sto compito andrebbe affidato invece a commissari esterni o ai cittadini che davvero si curano della natura e dellambiente, quindi anche a tutti noi, anche a costo zero e non a chi pu avere altri interessi e vede gli alberi come un osta-colo alla loro realizzazione. Occorre inoltre incrementare, dove possibile, la presenza dei sempreverdi, perch dinverno gli altri alberi non migliorano la qualit dellaria. Per non affrontare poi la questione del Parco del Tione La speranza va riposta nella sensibilit civica di tutti, confidando anche di poter ottenere una risposta da parte del sindaco su queste questioni ambientali cos importanti.

    Salviamo gli alberi dallabbattimento Lettera di Elena FaccioliIn riferimento allabbattimento dei pini marittimi di Via Nino Bixio, avvenuto ad opera dellattuale sindaco nonostante

    il parere vivamente contrario della popolazione abitante in tale via, volevo sottoporre ai lettori del Giornale di

    Villafranca alcune riflessioni, che riguardano anche la volont dellamministrazione di abbattere altri alberi a Villafranca

    Una Lega Nord ormai romanizzata e a caccia di poltrone non ha mai, in tutti questi anni di partecipazione al Governo di Villafranca, divulgato un volantino, un manifesto dove spiegasse le proprie posizioni, non ha mai sbattuto i pugni sul tavolo in Giunta per rivendicare con forza e coraggio le legittime ed ormai incontenibili aspettative, tuttora irrisolte, della gente del nord. Alla prossima scadenza elettorale locale ci sara il De profundis e questi pseudo duri e puri andranno giustamente a casa. Basta feste, poltrone, prebende e brindisi! La Pa-dania che volevamo ventanni fa era unaltra cosa. Il Direttore generale in quota Lega Nord dellAzienda Trasporti Verona (ATV) va a lavorare con la Porsche Cayenne bella e lucida, parcheggiata in prima fila in piena solidariet(!) con i

    dipendenti della municipalizzata sopra citata, i quali, guidando le corriere notte e giorno guadagnano 1400 euro al mese. De Gasperi nel 46, subito dopo la guerra, and con il piattino in mano, ma con tanta dignit, negli USA. Aveva il cappotto rivoltato perch la parte esterna era oramai troppo consunta. Altri tempi, altri valori viene da dire, ma la classe si nasconde nei dettagli. Certo, a casa sua il Presidente con i suoi soldi fa quello che vuole, ma visto laria che tira e alla faccia della gente che piena di rabbia tira la cinghia, mi sembra un comportamento che non attira di certo simpatie e consensi elettorali. E i fatti lo stanno dimostrando.

    Dalla Lega a Grillo Lettera di Luciano ModenaNon c da stupirsi se la questione settentrionale sia passata dalle mani della Lega Nord a quelle di Beppe Grillo e soci. La spinta

    rivoluzionaria intesa non come lotta di classe ma come il mettere in discussione lorganizzazione dello Stato Italiano per ora finita.

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  • Le maestre Rensi

    Cari amici, care amiche, come ben ricordate, non molto che si assopita la querelle che ha coinvolto il mondo del-la scuola (si concluso con un nulla di fatto, il tentativo di aumentare le ore di lezione degli insegnanti da 18 a 24) ed allora, pur non volendo entrare nel merito (non questo n il luogo n lo spazio), colgo tuttavia loccasione, attraverso la storia delle maestre Rensi, di raccontarvi come era la scuola nella Villafranca de na olta. Prima per occorre fare un breve excursus storico sulla nostra istruzione sco-lastica. In origine (dallUnit dItalia) la scuola elementare era gestita direttamente dai comuni che provvedevano in pro-prio assumendo gli insegnanti alla bisogna. Per tutti, ragazzi e non, era obbligatoria la frequenza solo per i primi tre anni e facoltativa per altri tre. Di quel periodo appare quanto meno degna di nota la notizia (come risulta dal registro delle Delibere di Giunta del nostro comune, anno 1897) dellesposto di tale ma-estra Carlini che chiedeva lurgente assunzione di unaltra maestra in quanto i suoi scolari erano ormai ben 146. Nel 1911, con la legge Daneo, la scuola fu resa statale, cinque anni ripartiti sempre in due cicli, tre pi due. Nel 1923, con la legge Gentile (Mussolini la chiam la pi fascista delle leggi fasciste), la scuola dellobbligo fu portata ad otto anni, (tale obbligo rimase tuttavia alquanto teorico almeno fino a dopo la guerra): cinque anni di scuola elementare, sempre divisi in due cicli, tre pi due, e poi altri tre anni. O scuola media, con obbligo del superamento del relativo esame di ammissione e dello studio del latino oppure, in alternativa, tre anni di corsi di avviamento professionale con preclusa per la possibilit di continuare gli studi. Solo nel 1963, (con la legge1859 del dicembre 1962 che ovviamente non stata lultima delle riforme), fermo restando il ciclo delle elementari, le medie ed i cor-si professionali furono unificati, consentendo cos a tutti di proseguire negli studi. Ora torniamo a noi, alle maestre Rensi. Delle quattro sorelle Rensi, le maestre erano Maria (classe 1888) e Gaetanina (classe 1897), entrambe insignite della Medaglia dOro al merito dellinsegnamento . Delle altre due, Antonia faceva la sarta e Lina la collaboratrice domestica. La sola Gaetanina form una famiglia propria (si spos con Ermenegildo Fiorio dal quale ebbe Walter, altro emerito insegnante) andando ad abitare in via Tione, mentre la maestra Maria con le sorelle visse nella casa di famiglia in via Garibaldi, proprio adiacente al municipio (oggi ne parte integrante). Quelle case io, e tanti altri villafranchesi, le abbiamo conosciute bene perch era l che le maestre e Walter davano ripetizione. Alle elementari i miei genitori, un po perch ero duro di comprendonio e un po per togliermi di torno, perch tra forno, bottega e cinque femmine da tendarghe ed un altro fratello pi piccolo non avevano propri tempo par starme a drio, mi mandavano tutti i giorni a ripetizione dalla maestra Maria. Ricordo che eravamo l contemporaneamente anche in pi di una decina di ragazzi e ragazze, di tutte le et. Destate, tutti nel cortile interno attorno ad un grande tavolo, dinverno in casa nei vari locali, dove cera posto. La maestra Maria era veramente uninsegnante alla maniera antica. Me la ricordo severa allinverosimile, non lho mai vista sorridere (se non nella foto). Anche se eravamo in tanti a ripetizione, non volava una mosca, altrimenti penso che, alla meglio, avremmo dovuto ricopiare diverse volte la stessa pagina e se invece fosse andata male, sarebbe arrivata qualche bacchettata sulle dita. Credo che sia di pubblico dominio la storia che raccontava a tutti. Quando insegnava in quel di Mozzecane, dove si recava in bicicletta, chiese ai suoi alunni se qualcuno gli poteva procurare una solida bacchetta. Ovviamente ne trov uno pi solerte degli altri che subito gliela procur e fu anche il primo ad assaggiarne la consistenza. Per lo pi erano ripetizioni di latino ed italiano: la maestra Maria era solita dare a tutti, oltre ai compiti, un tema, uno ogni due o tre giorni, che poi, una volta corretto, veniva fatto ricopiare su un apposito quaderno che teneva lei. Quanti di Villafranca, in occasione del proprio matrimonio, quando andavano a portare i confetti alla loro maestra, (perch allora si usava cos e daltronde allora di maestra, come di mamma, ce nera una sola) ricevevano in regalo, rilegati con un bel nastro, i propri quaderni dei temi delle elementari che per anni la maestra Maria aveva gelosamente custodito. Che emozione sfogliare le pagine di tanti anni prima: lo so bene, perch anchio cero. La maestra Gaetanina invece era di carattere completamente opposto alla sorella. Sempre sorridente, affettuosa e di una pazienza illimitata, era pronta ad incoraggiare e sostenere chiunque. E stata anche la mia maestra alle elementari (nella foto, la maestra Gaetanina con la mia seconda classe delle elementari). La sua casa in via Tione per lho frequentata solo alle medie perch andavo a ripetizione di matematica da suo figlio Walter. Allora dalle Rensi o da altri maestri, eravamo in tanti ad andare a ripetizione perch sia alle elementari che alle medie, non era come adesso: bocciavano, e se bocciavano! Oggi a ripensarci sembra incredibile ma era la Villafranca de na olta, quando nellastuccio degli scolari cerano solo: una penna (n la stilografica n la biro, che sono venute dopo: solo una bacchetta porta pennino), la scatoletta con i pennini, un lapis (una matita), la gomma da cancellare e la carta assorbente. Il calamaio invece era inserito nel banco e linchiostro era fornito dalla scuola, lo portava il bidello alla bisogna. E se la maestra ti rifilava qualche scapelo-to te lo tenevi e non andavi certo a raccontarlo a casa perch ne avresti presi altri e con gli interessi. Alla prossima. Rico Bresaola

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