Trantran 37 sfogliabile online

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Il nuovo numero di Trantran anche online

Transcript of Trantran 37 sfogliabile online

  • PATTY PRAVO: QUANDO LA VITA E UNA PAZZA IDEA

    Attualit: parliamo di banche

    Musica: Antonio Maggio, Pino Scotto, Ketty Passa, Elena Cirillo / Teatro: Ale & Franz / Brianza: la Grande Diga del Lambro / Sport: David Fumanelli, la Formula 1 nel DNAww

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  • Sommario

    Raccolta Pubblicitaria

    Direttore CommercialePaola scappatura

    [email protected]

    [email protected] editore s.r.l.

    sede Via Cesare battisti 121Vedano al Lambro (Mb)[email protected]

    Si ringraziano per questo numero:ringrazio le mie due Francesche e lalbiz,

    gilberto e gloria, giorgio riva e Lenpa tutta. ringrazio Michele Paolilla e le ragazze della

    MPe. ringraziamo e diamo il benvenuto a Daniele rolandi nel nostro pazzo mondo di trantran. ringrazio Claudia attanasi per le

    telefonate che mi fanno ridere e piangere. ringrazio come sempre umberto grasso per

    esserci. un ringraziamento al Presidente allevi e allassessore dellaquila. grazie

    anche a nando e bruno, a rafa (panzon) e la bella e brava alice. grazie a tutti e pensate

    sempre positivo!

    Foto di Copertinaantonio ricci

    Stampareggiani s.p.a. 20126 gavirate (Va)

    Tiratura26.000 Copie

    Maggio 2013

    28 lo chef risponde

    Chef a casa tua

    22 BrigantiaCavo Diotti, la grande diga del lambro.

    5 EditorialeA volte le banche si possono spalmare

    9 Enoteca al Convegno

    37 PendolareTaxi e liberalizzazioni

    25 BisElena Cirillo

    13 Clochart

    Antonio Maggio

    16 ReportageBanche: pu darsi che muoia

    18 Il Veterianario RispondeParliamo di Anestesia...

    22 OdontoiatriaIl dottor Scamazzo risponde

    35 In CucinaDa Aldo

    39 Cosa succede in citt

    41 SportivamenteLa formula uno nel mio DNA36 Verdissimo

    Una primavera aromatica

    45 Il Commercialista informa45 Le Sciure

    44 Su la Testa

    29 RaccontiamociMarina Marazza

    12 ClochartFrancesca Fawn Masperi

    15 Psicologia Oggi

    26 BisKanta Ketty Passa

    24 BisAle&Franz

    34 Altrove

    33 RealitySantina e Alberta

    21 Tanta paura per nulla

    32 Speciale SaluteHalo Clinic

    27 BisAfter the end

    21 Storie di serpenti.. sfratto con sorpresa

    6 Spunti di VistaIl campo dei miracoli

    11 ClochartPino Scotto:Il prezzo della sincerit

    7Patty PravoQuando la vita ... una pazza idea

    anno iV - numero 37 - 14 Maggio 2013editore: trantran editore s.r.l. sede: Via Cesare battisti 121

    Vedano al Lambro C.F./P.i./riMb 06774520966

    rea Mb 1864900 reg. trib. di Monza n.1995 del 29/06/2010

    Per [email protected]@[email protected]

    FondatoriMarta Migliardi, elena gorla,

    adriana Colombo, guido bertoni

    Direttorealfredo rossi

    Capo RedattoreMarta Migliardi

    Vice Capo Redattoreelena gorla

    Inviata Specialeadriana Colombo

    Grafica e Fotografi Ufficialialberto zanardo e Francesca Fawn Masperi

    RedazioneJuri Casati, guido Caimmi, gabry, gaber

    (utgaber), niccol rossi, alberto zanardo, Francesca Fawn Masperi, Jacopo rossi,

    giulia Larocca, Francesca rizzuti. Luca Vanni e il misterioso redo alfossi.

  • 5SEDE MONZA Via Meda 63 Tel. 039 74 84 34 Cell: 3316260000 Struttura accreditata privata Direttore Sanitario Dott. Iliano Desiderati SEDE SEREGNO P. zza Donatori Sangue 2 Tel. 0362 23 85 22 Monospecialistica Direttore Sanitario Dott. Flavio Scippa

    CONVENZIONI IN FORMA DIRETTAPratiche risolte dal personale in sede

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    A volte le banchesi possono spalmare

    Editoriale | Il Direttore Alfredo Rossi

    Che il rapporto con le banche sia decisamente cambiato, lo capisco -io che non capisco proprio niente di finanza e lo ammetto senza vergogna- da come vanno le cose. Mio padre faceva lartigiano e quando aveva bisogno di un macchinario nuovo andava dal direttore della sua banca. Ci parlava un po, gli faceva capire che con quella macchina nuova avrebbe guadagnato di pi e che quindi gli avrebbe restituito il debito senza problemi. Una stretta di mano e via! Ecco qua i soldi, sciur Rossi!. Per inciso, quel direttore di banca rimasto in quella filiale per anni, era un amico di mio padre e anchio, quando ho avuto ventanni, ci ho aperto il mio primo conto corrente. Da allora di direttori ne sono cambiati a decine, soprattutto negli ultimi quindici anni e anche la banca ha cambiato nome due volte, entrando in due fusioni. Certo, le cose non sono pi quelle di allora: le concentrazioni, bancarie e no,

    sono inevitabili, il lavoro non pi cos facile e quindi le garanzie ci vogliono mentre prima bastava la stretta di mano, ci sono nuove regole per il credito imposteci dallappartenenza allUnione Europea, eccetera eccetera eccetera. Ma sicuramente il dato di fatto che le banche, che prima erano la benzina della nostra economia, adesso -stando a quello che mi raccontano i miei amici che hanno piccole o medie imprese- lo sono molto meno o addirittura non lo sono pi. Non so dire, per ignoranza della materia, cosa si dovrebbe fare per farle tornare a essere la benzina di allora, ma chi lo sa pregato di darsi da fare, altrimenti quella benzina potrebbe prendere fuoco e mandarci ancora pi in crisi di quello che gi siamo.E a proposito di banche, o simili, qualche giorno fa sono stato invitato alla conferenza stampa del consorzio italiano del Gorgonzola.

    Le cifre che ho sentito (in termini di fatturato e di esportazione) mi hanno fatto capire che di banche ne abbiamo ancora in Italia. Banche del gusto (gorgonzola, grana, vino, moda eccetera) conosciute in tutto il mondo: il momento della nostra economia pessimo, ma forse basta davvero poco (almeno mi piace sperarlo) per far ripartire il nostro Paese. Forse anche perch, alla fine di quellincontro, Ernst Knam, nato in Germania ma formatosi alla scuola del grande chef Gualtiero Marchesi in Italia e che a Milano ha aperto una pasticceria che una vera gioielleria dei sapori e dei colori, ha fatto degustare il gorgonzola con tanti tipi di cioccolato, visto che lui un pasticciere con tre stellette. Impensabile (per me) ma davvero straordinario. Ecco, il gorgonzola una banca da spalmare o da pucciare nel cioccolato.

    Alfredo Rossi

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    Spunti di Vista | Linnocenza del principio relativo

    Il Campo dei Miracoli

    La popolarit del sistema bancario internazionale non mai stata a livelli cos bassi come quelli di oggi. Le speculazioni folli che, approfittando del boom del mercato immobiliare degli Stati Uniti, hanno costruito prodotti finanziati basati su mutui concessi a debitori inaffidabili, sono crollate di schianto trascinando con s una bella fetta delleconomia mondiale, e il sogno di far soldi grazie a qualcuno che probabilmente non avrebbe onorato le rate del mutuo che gli era stato concesso si rivelato una pretesa illusoria, cos come si era rivelata una pretesa illusoria quella di Pinocchio di seppellire cinque monete doro nel Campo dei Miracoli e di veder crescere lalbero degli zecchini doro. Se quella di Pinocchio era per una fiaba, i mutui subprime, che hanno innescato la pi grave crisi finanziaria mondiale dal 1929, sono stati una triste realt.Tuttavia i mutui subprime non rappresentano altro che il peccato originale del sistema bancario, a cui si sono poi aggiunti altri e gravi peccati.Per esempio un altro grave peccato stato che i manager colpevoli del disastro pochissimi dei quali hanno perso il posto si siano attribuiti pesanti retribuzioni, condite da altrettanto pesanti quanto inspiegabili premi, utilizzando fondi pubblici che erano destinati per a salvare le banche che loro stessi avevano contribuito a far fallire. Ma c ancora dellaltro. Quello che adesso, e in particolare in Italia, viene rinfacciato al sistema bancario il fatto che esso non conceda pi credito alle imprese o lo

    conceda con il contagocce, oppure lo offra a condizioni impossibili, chiedendo per esempio garanzie di una portata tale che, se unazienda disponesse davvero di tali garanzie, non avrebbe bisogno di chiedere un prestito. un problema delicato, perch senza credito le imprese soffocano e poi muoiono. Non problema per relativo solo alle aziende, perch per quanto riguarda i prestiti ai privati le cose non vanno meglio. Si ha poi limpressione ed pi di unimpressione che il sistema bancario continui a fare un po il furbo nei confronti del suo salvatore, cio noi, anche quando si occupi dei nostri magri risparmi. A parte la deprecabile abitudine di disseminare un po ovunque spese e commissioni, in ogni caso negli ultimi anni si sono moltiplicati anche i casi in cui il sistema bancario ha spinto la clientela ad acquistare, se andava bene, i prodotti finanziari che banca di turno aveva a sua volta confezionato o, se andava male, i prodotti di cui la banca di turno si voleva disfare perch si era accorta che non valevano pi niente; e i casi dei bond Cirio e dei bond argentini (oltre che ovviamente dei derivati costruiti sui mutui subprime) sono l a dimostralo.Insomma: appare evidente che gli aiuti che in questi ultimi anni siamo stati costretti a erogare, sostenendo sacrifici enormi, al sistema bancario per salvarlo da un sicuro crack causato in buona parte da speculazioni suicide che il sistema bancario aveva inventato, aveva tollerato e di cui, almeno per i primi tempi, si era pure giovato oggi non ci siano minimamente restituiti dal sistema bancario.

    Se il settore bancario gode di una pessima fama, tuttavia si dice che quantomeno la sua salute stia migliorando. Ma proprio cos? Alcuni hanno osservato che proprio gli interventi pubblici di salvataggio potrebbero incentivare quello che gli economisti chiamano moral hazard, cio un azzardo morale, da parte del sistema bancario, poich esso ha oggi la ragionevole certezza che in futuro i costi dei suoi eventuali insuccessi dovuti a sue scelte rischiose come per esempio lemissione di nuovi titoli spazzatura saranno ripagati dalla collettivit cos come avvenuto in questi anni. E tutto ci sfruttando anche il ricatto morale derivante dalla certezza che linstabilit finanziaria che seguirebbe al fallimento anche di una sola parte del sistema bancario avrebbe ripercussioni economiche estremamente negative sulleconomia di tutta la collettivit. Pertanto il sistema bancario secondo alcuni economisti in futuro tender ad essere pi imprudente di quanto invece non sarebbe se fosse consapevole di dovere pagare di tasca propria le eventuali perdite economiche derivanti dalle sue scelte. La stabilit finanziaria garantita dagli interventi pubblici per salvare il sistema bancario, oltre ad essere per adesso relativamente modesta, potrebbe dunque avere anche i giorni contati.

    La vita di Nicoletta Strambelli, diventata per esigenze darte Patty Pravo, un vero romanzo. A cominciare dal nome: lha detto anche lei: In realt allanagrafe sono stata registrata con il nome di Nicola e quando cominciai a esibirmi, in microgonna ma con una voce roca e graffiante, un po maschile, nacque la voce che ero un maschio travestito. E la cosa mi divert da matti!.Un romanzo, per essere tale, passa anche tra grandi storie damore. E matrimoni: e lei ne ha avuti quattro, celebrati civilmente, secondo il rito ortodosso, in Scozia, in Italia e nel resto del mondo. Ho sempre voluto dare il suggello di un rito a una grande

    storia damore. Il fatto , che quando mi innamoro, mi vien voglia di innamorarmi anche degli altri, non solo di mio marito. E cos oggi mi ritrovo anche con tante suocere e ci vogliamo tutti bene. Sono stata anche tra i primi a divorziare e cos ho creato una gran confusione tra le diverse leggi dei vari Paesi e mi sono ritrovata anche, per qualche tempo, bigama e trigama. Ma lamore una cosa meravigliosa che va vissuto anche quando ti mette nei casini.Ma tornando alla Nicoletta bambina c da dire che stata allevata dai nonni. I miei erano giovani e avevano altro da fare e cos mi hanno affidata ai nonni: loro per me sono stati pi che dei genitori. A mio

    nonno Domenico era attaccata come una cozza: lui mi ha insegnato la disciplina, che ancora oggi governa la mia vita professionale e la gioia della libert, anche quando devi pagarne il prezzo.E gli amici di nonno Domenico, e di lei ragazzina, hanno probabilmente segnato la sua vita. Perch i suoi amici erano il cardinale Roncalli (che poi sarebbe diventato papa Giovanni XXIII), Peggy Guggenheim (celebre collezionista darte che aveva scelto Venezia tra tutte le citt del mondo perch la considerava magica) e gli artisti che la circondavano. E poi il Ezra Pound, il poeta e scrittore americano da molti considerato maledetto e tanti altri. Giovanissima

    di Juri Casati

    Clochart | Interviste a volti noti in giro per la Brianza

    di Alfredo Rossi

    Patty Pravo

    Quando la vita una... pazza idea

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    Nicoletta si iscrive al conservatorio, sa gi suonare il pianoforte e in testa ha unidea: diventare direttrice dorchestra.Ma sarebbe stato troppo banale in un romanzo. Allora se ne va in Inghilterra per studiare bene linglesee da l una sera piomba al Piper, un locale di Roma che in quel momento furoreggiava, non solo in Italia ma nel resto dEuropa. Lei ci arriva appunto in microgonna, capelli lunghi e sciolti, una capacit di ballare che le deriva dallaver frequentato la scuola di ballo alla Fenice di Venezia: ed subito notata, visto che tutti si bloccano a guardarla, tra cui Gianni Boncompagni, Renzo Arbore e Luigi Tenco, che frequentavano il Piper.Da l a diventare cantante il passo fu breve e cos nacque Patty Pravo: Perch quel nome? Perch a me quando studiavo Dante piacevano di pi le anime prave dellInferno, invece che i protagonisti del paradiso o del purgatorio. E Patty perch suona bene con Pravo e ha lo stesso numero di lettere, spiega lei stessa.E da allora successi che ancora oggi si ascoltano e si cantano: Ragazzo triste, Se perdo te, La bambola (canzone che non le piaceva e la incise solo perch alla casa discografica insistettero molto perch lo facesse), Pazza idea, Pensiero stupendo e tante, tantissime altre, tra cui anche Il vento e le rose, presentata a Sanremo 2011 e che canta in duetto con Morgan. E di lui dice: Lho capito subito, 10 anni fa, che aveva qualcosa di speciale: le idee. Io ho lottato per le mie idee e adesso tocca a lui. E non lo giudico: anchio ho commesso degli errori e li ho pagati. Ma sono tanti gli amici del mondo dello spettacolo, a cominciare da Vasco Rossi che per lui ha

    scritto diversi brani: Ogni tanto lo sento al telefono. Quello che ha avuto non stata una passeggiata ma recentemente lho sentito bello carico. Anche lei, un paio di anni fa, era andata in crisi: Gli attacchi di panico, mi colpivano e mi asciugavano lanima e la testa. Per fortuna ne sono venuta fuori, ma stata unesperienza durissima che mi ha davvero segnato. Oggi ha 65 anni, splendidamente portati: Il fatto che me ne sbatto dellet. Quando ne avevo 57 dicevo di averne gi 60 Let che hai conta fino a un certo punto: Limportante essere in buona salute, il resto sono solo numeri. Certo, non nego che sarebbe meglio averne 25, ma non si pu fare e allora va bene cos.E felicissima dellingresso di tante donne nel nuovo governo e soprattutto del fatto che ci sia Emma Bonino: Una donna libera e competente. Ne sono felice. Cos come sono stata felice per lelezione a papa di Francesco: mi ricorda tanto Giovanni XXIII. Ma Patty Pravo crede in Dio: Certo che s, forse credo meno nei suoi ministri. Ma a Dio ci credo e ogni tanto lo ringrazio di avermi dato questo splendido dono: la mia voce. Quanto si diventa ricchi a vendere cos tanti dischi? Non lo so. Ho sempre avuto le mani bucate, perch trovo che dia pi libert spendere che accumulare, accumulare intristisce e io non voglio essere triste. Tanto per dirne una nella met degli anni 70 ho speso un miliardo di lire per comprare limpianto scenico dei Pink Floyd: Uno potrebbe chiedermi: ma non era meglio se tenevi quei soldi? No, la soddisfazione e la gioia che ho provato nel sentirmi proprietaria di quella cosa impagabile.E si potrebbe andare avanti per ore a leggere il romanzo della vita di Nicoletta Strambelli in arte Patty Pravo, senza la paura di annoiarsi. Ma forse la cosa migliore,

    ancora oggi, ascoltarla. E infatti uscito da pochi giorni un cofanetto con tre Cd intitolato Meravigliosamente Patty che propone 46 sue canzoni, un best of della sua vita musicale: Questa volta ho scelto io i brani, dopo tutti i cofanetti usciti senza che io avessi deciso niente. E ho scelto anche pezzi che erano rimasti in ombra, che avrebbero meritato pi attenzione. Mi sono messa a riascoltare tutto quello che avevo fatto in oltre quarantanni di carriera. Quasi una vita. E chiss quanti, giovani e meno giovani, hanno punteggiato il romanzo della loro vita con un brano imparato a memoria di Patty Pravo, allanagrafe Nicoletta (a dire il vero Nicola) Strambelli

    Clochart | Interviste a volti noti in giro per la Brianza

    Siamo in compagnia di Mario Brambilla e Stefano Ravelli che ci accolgono nella storica Enoteca al Convegno, in via Cattaneo 53 (tel. 039 483880) a Lissone. Il locale stato da poco splendidamente rinnovato ma mantiene sempre le caratteristiche tradizionali e qualitative che lo distinguono da tutti gli altri. Questo luogo nasce da unidea di Ambrogio Brambilla che gi negli anni 70, precursore di molti, volle aprire il locale per amatori e intenditori di vini e liquori. Storia, passione, tradizione ma anche il saper stare a passo con i tempi hanno reso questo luogo uno dei pi conosciuti, sia per la qualit sia per laccoglienza, nel nostro territorio, e non solo.

    LEnoteca al Convegno vanta una lunga tradizioneFu mio padre Ambrogio, chiamato il profeta del vino che, iniziato il boom economico, riusc a far capire ai brianzoli di lasciare la damigiana per il buon vino. Cap che il tempo del vino sfuso nelle damigiane e nei bottiglioni di manduria e squinzano che allora si bevevano in grandi quantita era finito e che la gente desiderava bottiglie di qualit, comprese che oltre a vendere bisognava far assaggiare! Lasci la societa con i fratelli e apr nel 77 lEnoteca al convegno, diventando fra i primi in Brianza a vendere vini di qualit in bottiglia e la possibilit di degustarli al calice.

    Stefano, in qualit di sommelier, quali sono le tendenze del momento?Lidea di Ambrogio Brambilla viene rispecchiata ancora oggi, poich la gente continua a chiedere vino di qualit, tralasciando la tendenza al vino sfuso. Il nostro lavoro quindi non cambiato, abbiamo seguito il filone storico dellattivit, potenziando la sala degustazione. Allinizio cera solo una taverna mentre da pi di dieci anni c la nuova sala degustazione! Dopo 30 anni abbiamo anche ristrutturato il negozio pur mantenendo la seriet e le caratteristiche aziendali e il nostro servizio di qualit lo stesso. Continuiamo a tenere informati i nostri clienti su eventi, degustazioni e corsi di conoscenza sul vino tramite newsletter sul sito aziendale o tramite i social network, dove possibile reperire informazioni su degustazioni, eventi realizzati con case vitivinicole e scoprire i prodotti in offerta; in pi da questanno abbiamo ampliato la rete di vendita online, www.enotecaalconvegno.com dove i clienti italiani ed esteri possono acquistare i prodotti allo stesso prezzo da scaffale o anche con delle buone offerte!

    Avete anche la possibilit di mangiare in loco?Certo, la tradizione continua! Siamo aperti anche la sera fino a tardi, dal gioved al sabato e prenotando

    siamo a disposizione della clientela per aperitivi, compleanni e feste a tema, offrendo buone proposte in base alle esigenze del cliente. Inoltre disponiamo di una selezione di formaggi, salumi e specialit alimentari di qualit e per quanto riguarda il vino di circa 600 etichette proveniente da tutta Italia. La passione ci ha spinto, come dei pionieri, a cercare nuovi prodotti non solo in Italia, ma anche nelle nuove zone emergenti e nei nuovi mercati come Nuova Zelanda, Sudafrica, Australia ecc... in pi proponiamo un vasto assortimento di distillati, grappe, cognac, rhum, whisky e birre artigianali.

    Fate anche corsi di formazione?I primi corsi furono fatti con Luigi Veronelli proprio per educare alla cultura del vino! Tramite newsletter, come dicevamo, teniamo costantemente aggiornati tutti su degustazioni in programma e corsi di conoscenza sul vino.

    Non solo vino, ma anche birre speciali di provenienza sia italiana che estera. Nel cuore della Brianza un luogo che racchiude la magia della storia, della passione e della dedizione che ancora oggi Mario e la moglie Raffaella e Stefano Ravelli trasmettono ad ogni cliente! Non a caso, talvolta, troviamo anche volti noti della musica, perch si sa: le cose buone e di qualit piacciono a tutti! Andate a nome di Trantran! Alla salute!

    Enoteca al Convegno: i

    profeti del vino

    i profeti del vinoVia Carlo Cattaneo, 53 - Lissone (MB)

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    Clochart | Interviste a volti noti in giro per la Brianza

    Pino Scotto: il prezzo della sincerita

    Cominciamo subito con il parlare del tuo ultimo lavoro CodicikappaoPenso che gi il titolo dica il contenuto. In questo paese andato tutto storto, la prostituzione, i codici, i politici che si fanno le leggi da soli, ma la cosa pi triste che stanno rovinando la dignit delle persone.

    In questo disco parli del degrado culturale e socio politico che stiamo vivendo, secondo te il rock ha ancora questa funzione di ribellione e informazione?Il rock non ha perso questa funzione, ma la gente che se l dimenticata! La gente pensa che io ce labbia con Vasco o Ligabue ma a me non interessa la loro musica; non capisco perch loro che hanno milioni di fan non abbiano il coraggio di dirgli che gli stanno rubando la vita! Gli unici, oggi, che hanno il coraggio di dire queste cose, sono le nuove generazioni di rapper che sono nate in Italia.

    A proposito di questo, hai delle collaborazioni con i Club Dogo, vuoi parlarcene? Le collaborazioni dei miei album sono fatte con amici con cui ci frequentiamo, nella Milano by night; sono lavori cominciati gi da Date di fuoco, album di qualche anno fa, dove avevo iniziato a contaminare la mia musica con quella di J-Ax, Enrico Ruggeri e tanti altri. Nellalbum c un brano con Edoardo Bennato, uno con i Modena City Ramblers e un brano con i Club Dogo, le chitarre le ha fatte un chitarrista degli Europe, la batteria Mike Terrana, batterista americano che ha suonato con gli Ozborne. Il pezzo con i Club Dogo lavevamo gi registrato otto mesi prima dellalbum e lavevamo messo su iTunes per il progetto Rainbow, realizzato con la Dott.ssa Vetro in Centro America. Io mi aspettavo che almeno un migliaio di persone lo avrebbero scaricato, ma va bene comunque

    Puoi dirci qualcosa di pi di questo progetto?Questo progetto nasce dalla mente e dallanima della Dott.ssa Caterina Vetro, nata a Monza , psicologa che appena laureata, cominciando a lavorare a Milano si era accorta che stava curando solo finti malati, persone che si preoccupavano solo di problemi futili, e per questo ha cominciato a lavorare nelle associazioni umanitarie. Un giorno, vedendo dei piccolissimi bambini negli orfanotrofi, vittime di abusi, ho detto : dobbiamo fare qualcosa, cos abbiamo cominciato a costruire piccole casette, tirando fuori questi bambini dagli orfanotrofi, abbiamo costruito una scuola di musica; lanno dopo siamo andati in Guatemala, dove c la pi grande discarica di rifiuti e dove i bambini lavorano tutto il giorno in mezzo alla sporcizia per raccogliere qualsiasi cosa. Abbiamo costruito una piccola clinica che gi operativa. Ora siamo in Cambogia, dove abbiamo costruito un laboratorio di saponi e oli naturali, dando cos lavorano alle donne. Per chi ne volesse

    sapere di pi: Rainbowprojects.it, dove potete trovare tutti i progetti passati e in corso.

    Oltre che per la tua musica sei famoso anche per il tuo carattere acceso. Parlandoti si capisce, invece, che sei una persona molto gentile e disponibile...qual quindi il prezzo della sincerit?E un prezzo molto alto, perch le persone che desiderano un mondo pulito, dove regna il rispetto, lamore, la compassione e laiuto reciproco vivono male perch sentono addosso tutta questa sporcizia ed un prezzo che non paga. Negli altri ambiti lavorativi, come per esempio una fabbrica paghi, perch non riesci a non dire quello che pensi, mentre questo, dello spettacolo, un mondo dove la gente si lecca il culo luno con laltro.

    Anche nel mondo della musica ci sono questi pregiudizi? In questo mondo molto peggio! C molta finzione, purtroppo...ho visto artisti che sul palco si abbracciano ma appena si incontrano se ne dicono dietro di ogni.

    Tornando alla musica, Codicekappao, ritmi inconsueti che rispecchiano la tua personalit eclettica e le tue idee, com nata la passione per questo genere?Nasce da un Pino Scotto 13enne, quando ascoltavo Elvis e mi pettinavo come lui, mi facevo fare le camicie come lui, mi mettevo davanti allo specchio con la scopa! Mintrigava tutto questo ma non pensavo di cantare, invece sono bastati due anni!A sedici anni

    sono scappato di casa, da un piccolo paese in provincia a Napoli perch l cerano pi possibilit. Ho dormito per tre mesi in una 500 che un parcheggiatore abusivo mi faceva usare perch il proprietario spesso non la utilizzava e mi diceva:questo quello che non va mai a lavorare, altre volte, invece quando lo vedeva arrivare mi svegliava...ed l che iniziata la mia passione!

    Dato che sei una persona senza peli sulla lingua, cosa ne pensi del Movimento 5 stelle?Io sto lavorando con Beppe da 5 anni, ero a Roma con lui prima delle elezioni lo conosco bene e ci credo, la cosa che mi dispiace che se prendevamo un po di voti in pi potevamo mandare a casa tutta questa gente! So che c un certo tipo di italiano che vuole il bunga bunga, un paese di inciuci e di ladri, perch ladro anche lui, ma non caspico quella gente che ha votato le persone che hanno rovinato il nostro paese..non dico di credere in Beppe Grillo, ma almeno proviamo...tanto peggio di cos non pu andare! Prima cera Monti che ci ha dissanguati adesso ci sono i saggi che studiano come dissanguarci dagli ultimi centesimi che ci sono rimasti!

    Tre motivi per cui vale la pena vivere?Brian, mio figlio, mentre io ad ottobre faccio 64 anni lui il giorno prima ne fa 41per me come se fosse ancora un bambino, la musica, il rock and roll e la speranza di veder e un mondo migliore.. io continuo a crederci, anche se mia mamma da buon napoletana dice: chi vive sperando muore cagando!

    di Marta Migliardi

    Clochart | Interviste a volti noti in giro per la Brianza

    Pino Scotto non ha certo bisogno di lunghi preamboli; lo conosciamo tutti per la sua lunga carriera dai Vanadium fino ai giorni nostri, con il suo ultimo lavoro Codickappao. Pino Scotto e anche famoso per non avere peli sulla lingua e per la sua irriverenza e voglia di giustizia e ribellione contro cio che nega la dignita e il rispetto delle persone. Concetti che ha spesso espresso senza tante metafore. Prima di incontrarlo, con la troupe di TMB, mi figuro scene alla Ozzy Osbourne e mi preparo, timorosa, allintervista. Ma, come spesso accade, lapparenza inganna: gentilissimo e pieno di entusiasmo si racconta generosamente ai nostri microfoni. Conosce Monza e la Brianza non solo perche va ogni tanto allEnoteca di Lissone ma anche perche si occupa di un grande progetto umanitario insieme alla Dott.ssa monzese Caterina Vetro, a favore dei bambini del Guatemala. Ci salutiamo con un abbraccio. E bello poter cambiare idea.

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    Clochart | Interviste a volti noti in giro per la Brianza Clochart | Interviste a volti noti in giro per la Brianza

    Antonio Maggio: il pretesto del testo!

    Francesca Fawn Masperi:larte non sregolatezza, larte bisogno!

    di Francesca Rizzuti

    di Marta Migliardi

    Antonio Maggio, 26enne vincitore di Sanremo Giovani 2013, per chi non si ricordasse di lui, ex concorrente e vincitore di XFactor con gli Aram Quartet, ci parla del suo disco desordio come solista e cantautore, svelandoci i retroscena che lo hanno portato dal talent show, alla pubblicazione di questo suo ultimo album. Un giovane musicista, ispirato dagli

    insegnamenti del suo vecchio maestro Morgan, entusiasta della sua nuova carriera musicale che ci sorprende per la sua propriet linguistica e per lironia che pervade i suoi testi.quando il testo solo un pretesto!

    Vincitore per la critica e vincitore assoluto di Sanremo Giovani 2013, cominciamo subito con il parlare del tuo

    ultimo album Nonostante tuttoNonostante tutto , come prima cosa, il mio disco desordio, e sebbene ne abbi fatti altri due con gli Aram Quartet (nb. Gruppo vocale vincitore della prima edizione di XFactor ), pu essere considerato a tutti gli effetti il mio primo album da solista e cantautore. Si

    tratta di dieci canzoni scritte interamente da me, ed un paio in collaborazione con un mio caro amico ed ex compagno di scuola, salentino anche lui; sono autore e compositore sia delle musiche sia dei testi. In questo disco c una sorta di mix tra la ricerca del nostro folklore musicale, la cui melodia ha reso cos grande la nostra musica nel mondo, misto allelettronica.. .e il mix esplosivo che ne esce

    Francesca, stai conseguendo il Diploma di secondo livello in Terapeutica Artistica allAccademia di Belle Arti di Brera. Come si applica larte alla terapia? Larte terapeutica?Larte e la creativit sono la cosa pi libera e personale che una persona ha di suo e che nessuno le potr mai portare via. Per questo terapeutica, perch ti permette di prenderti cura di te in un modo unico. Quando uso la parola arte intendo quellesperienza personale che chiunque pu fare (perch chiunque ha qualcosa che gli fa battere il cuore) che ci appassiona a tal punto da entrare dentro noi stessi e uscirne creando qualcosa dirripetibile. Chi poi lo mette ci che crea al servizio degli altri, in modo che possano trarre qualcosa per loro stessi attraverso un saper fare di un altro, un artista. La terapeutica artistica che studiamo a Brera ci d i mezzi per condurre laboratori artistici terapeutici con persone che hanno voglia di intraprendere percorsi personali o gruppali che abbiano lo scopo di stare bene. Quindi studiamo materie psicologiche con la docenza di professori della Bicocca, delluniversit di Pavia e della scuola di terapia analitica LISTA e ci perfezioniamo nelle materie e tecniche artistiche coordinate dalle docenti dindirizzo, creatrici dellintero corso, Tiziana Tacconi e Laura Tonani. Ed con la supervisione della professoressa Tonani che io e la mia collega Cecilia Marchetti, ora stiamo conducendo laboratori di formazione sperimentali per parte dello staff medico di psichiatri e infermieri dellazienda ospedaliera di Pavia.Nel Carcere di Bollate, nel Reparto di S.P.D.C. di Pavia, nella Bottega dellarte di Guido Uggeri della clinica psichiatriche del Fatebenefratelli di Brescia stai facendo tirocini di terapeutica artistica. Come si coniuga larte, che da sempre sinonimo di libert espressiva con situazioni di reclusione? Non sono in antitesi?Proprio perch sono in antitesi,

    funzionano. Larte ti libera, ti scioglie, ti rende felice: entri in un percorso difficile che non sai se riuscirai a portare a termine e poi ce la fai, e lhai fatto tu, e non ci credevi! E ogni volta che riguardi ci che hai fatto te ne innamori ancora di pi... lopera che hai davanti un tuo figlio, parte di te, e se lei cos bella lo sei anche tu. E cos per chiunque ( questo il prendersi cura di s di cui parlavo prima), pensate per persone screditate come chi in carcere per qualsiasi motivo, o chi chiuso in S.P.D.C a causa di qualche malattia psichica in acuzie o di un tentato suicidio. Larte non guarisce malattie n salva dagli errori, ma ti fa sentire di nuovo un essere umano agli occhi tuoi e a quelli degli altri.Coma hai scelto di occuparti nello specifico di arte e terapia?Lho scoperta per caso sbagliando aula al primo anno di pittura anni fa. Lho poi scelta due anni fa sentendo che lo volevo fare. Ho capito perch lho scelta questanno: fare arte per me un modo di comunicare con me stessa e creare un contatto con laltro attraverso lopera finita; mentre la terapeutica artistica ti permette di dare agli altri i mezzi per fare lo stesso. Ho sempre in mente questa immagine: lartista quando fa arte entra nel buio di se stesso con una luce, che il mezzo artistico, la materia con cui crei lopera dialogandoci; lartista terapista invece entra nel buio dellaltro accompagnandolo reggendo insieme la luce e, sapendo bene quando e come uscirne, gli insegna a farlo, finch il suo aiuto sar superfluo.

    Sei molto versatile: dipingi, scrivi, crei mosaici, fotografi: in quale forma darte ti senti pi realizzata?Non saprei...la pittura e il disegno sono stati i miei primi mezzi, come per le Impressioni.. ma qualsiasi materia mi attiri ho voglia di sperimentarla, stendere il colore a olio con il pennello o con le dita e il palmo delle mani come nei Sudari; rompere il marmo, perdersi nei suoi colori e nelle sfumature e diversit

    di durezza, prendere una penna e cominciare a disegnare su fogli a caso o invece farlo sul tessuto, sui muri, sui fogli adatti.. tutto cos bello.. non importa il mezzo di cui ti innamori per fare arte, qualsiasi materiale o materia vale se la scegli, limportante quello che ti d quando la lavori e lei ti risponde e quello che ne viene fuori.Potrebbe farti schifo qualcosa che fai, ma ti dice comunque qualcosa di te e di quel momento. E una traccia comunque bellissima di te.

    Hai disegnato la copertina del libro di Fabio Cinti Un anno damor(gan). Come hai affrontato questa esperienza nel dover interpretare e sintetizzare due personaggi famosi? Come ti nata lidea?E nata, come al solito, facendo. Allinizio ho studiato e cercato di conoscere, per quanto possibile, Fabio Cinti e Morgan, che sono uno lautore e protagonista del libro e laltro colui che ha reso possibile questopera. Intanto disegnavo e uscivano idee. Senza sapere del gatto Maff, nei primi disegni con Fabio disegnavo anche un gatto nero. Poi ho trovato il disegno giusto: il libro racconta sottoforma di favola onirica una parte della vita di Fabio, quella che ha visto Morgan come amico e maestro. Parla della crescita e del cambiamento di questo ragazzo grazie a questo complicato rapporto. E lui il protagonista, sono suoi il volto e suo lo sguardo dipinti in copertina. Solo i capelli, parti del nostro corpo sempre in rinnovamento e che spesso raccontano qualcosa di noi, sono quel ciuffo che Morgan ha portato per anni fino a ottobre. Ricordano quella parte di vita in cui sono cresciuti insieme, per poi prendere strade diverse. E un po come quando vedi una vecchia foto in cui avevi quegli strani capelli un po troppo rossi o un po troppo ricci e ti ricordi istantaneamente chi eri in quel momento, e ti vuoi bene comunque.

    Progetti per il futuro?Sto creando un libro dillustrazioni che riguarda la perdita e labbandono. Poi tra maggio e giugno partir il corso di mosaico creativo, saranno 4 incontri

    serali i due ore alla settimana (per informazioni [email protected]). Infine a settembre sar 3 mesi a Parigi per interviste a psichiatri e professori darte e per visitare i laboratori di arte terapia in centri psichiatrici. Sto cominciando ora a studiar francese, la cosa mi terrorizza un poco. In questo momento sono in mostra insieme allartista Francesco Serenth a Muggi in Sala Pasolini nella villa storica del comune, al Festival Mousik uno squarcio musicale nella citt,, (ieri il pianista Andrea Micucci e gli archi del Quartetto Gea hanno suonato Schumann e Chopin, sono sati fantastici!) Ah! E a giugno parteciper a una mostra collettiva nella Quadreria di Malgrate, sul lago di Lecco, con il gruppo WelcomeCant. Tra gli altri sta organizzando tutto Graziano Galli, una persona splendida.

    Il connubio tra artista e vita dannata da sempre in voga, dai poeti ai pittorifino ai giorni nostri: larte quindi sregolatezza e viene dal dolore o vi sono altre fonti, per te?Larte non sregolatezza, larte bisogno. Gli artisti dannati sono persone che non stanno bene con loro stessi o con il mondo intorno, che hanno qualcosa dirrisolto. E che usano larte per allontanarsene o invece per farsi bruciare. Un artista una persona empatica, emotiva, sensibile, per questo o sta infinitamente bene o infinitamente male. Non credo che larte venga dal dolore, ma da qualsiasi stimolo che porti a una trasformazione. Pu essere un dolore, ma anche un piacere immenso provocato dalle quotidiane foglie che ballano sugli alberi. O da quellemozione viscerale che parte dal ventre e ti scalda fino alla gola che ti prende in certe situazioni della vita, ognuno ha le proprie. Un artista non sar mai completamente felice, ci vede troppo. Ma quando gli capita di esserlo, arriva a una felicit difficile da raggiungere. (Poi ci sono quelle persone che chiamano arte i prodotti commerciali che fanno, ma questo un altro argomento e opinione personale.)Sentirete presto parlare ancora di lei!

    Arte. Parliamo spesso di arte riferendoci a varie realt. A volte abusiamo della parola, confondiamo il successo con il merito, la facciata con lanima. Oggi vi presentiamo ufficialmente Francesca Fawn Masperi, una giovane e promettente artista che noi conosciamo molto bene perch da anni collabora con la nostra rivista come fotografa, scrittrice, illustratrice (la copertina di Un anno damor(gan) Trantran Editore opera sua). Lascer che siano le sue parole a descrivere ci che e ci che fa perch non potrei essere obiettiva. Francesca rappresenta, per me, tutto ci che vi di bello: il cuore, i pensieri, il linguaggio, i gesti, i sentimenti. Questa bellezza traspare nelle sue opere, nei suoi scritti e anche nella sua fisicit. Sfatiamo il mito del bello, dannato, artista maledetto. Larte anche il sole e la libert.

  • 15

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    fuori rappresenta tutto il mio lavoro!

    Sono rimasta colpita dai tuoi testi molto ironici. Nella vita e nellarte quanto conta per te lironia?E molto importante perch ci aiuta ad affrontare la vita in maniera pi leggera e scanzonata; la musica poi dovrebbe essere un momento di svago, quindi a maggior ragione, oltre che nella vita, la uso anche artisticamente

    Lavorare da solista e lavorare in gruppo com stata questa trasformazione? Oppure tu ti sei sempre sentito un po pi solista?Anche prima degli Aram ero solista, stato un po un ritorno alle origini! Lesperienza con gli Aram stata una parentesi bellissima, a cui sono ovviamente grato perch mi ha aiutato ad allargarele spallucce per affrontare questa nuova esperienza nella maniera pi serena possibile, ovviamente da solo si ha una libert creativa che prima non si aveva, perch bisogna condividere la creativit

    con le esigenze delle altre persone, in ogni caso stata unesperienza impagabile! Ora mi sento totalmente sicuro, perch ho la libert di far arrivare alla gente la mia musica e di conseguenza quello che sono io...

    Ho letto nella tua biografia che hai fatto un corso di canto jazz, una cosa molto bella e curiosa,eclettica direi, come mai proprio il canto jazz?Esuccesso poco prima dellesperienza di X Factor, in realt volevo affiancare allo studio universitario, (lo scorso marzo ho conseguito la Laurea in Lingue e Letterature Mediterranee) qualcosa di accademico, musicalmente parlando, e al Conservatorio di Tarato lunico corso relativo al canto era il canto Jazz.. stata unesperienza che mi ha aperto anche ad altri orizzonti musicali.

    Due domande un po particolari: nei tuoi testi si parla sempre di bene e di male, di quello che fa bene

    e di quello che fa male, un tema che voi artisti affrontate spesso sul filo del rasoio, per te cosa fa bene e cosa fa male?La musica bella fa bene e la musica brutta fa male!

    Domanda dobbligo per noi monzesi: tu sei stato nella squadra di XFactor con Morgan vi lega unamicizia e stima reciproca, cosa ti porti dietro dei suoi insegnamenti ?Mi porto dietro tanto... perch parliamo di una persona che un pozzo senza fondo di conoscenze musicali! Mi ricordo il primo periodo che abbiamo collaborato insieme c stata subito una scintilla fra di noi, e questo penso che si sia visto nel corso della trasmissione; i primi mesi mi ricordo che lo guardavo a bocca aperta mentre parlava di musica, unenciclopedia, sa veramente tutto! Al di l del suo essere, il suo genio e la sua cultura musicale sono le cose che mi colpiscono di pi.

    Secondo te, in una canzone pi importante il testo o il sottotesto?

    Ovviamente il sottotesto.. perch il testo un pretesto!

    Se avessi la bacchetta magica, con chi ti piacerebbe, duettare? Vivo o morto, reale o immaginario?Beh, un duetto con Lucio Dalla o Domenico Modugno sarebbe il top!

    Hai qualche progetto imminente per il futuro?Concerti, tour? Puoi darci un sito dove controllare?Il sito www.antoniomaggio.net, poi ce la pagina facebook ufficiale e Twitter. Il tour partir da maggio.

    Clochart | Interviste a volti noti in giro per la Brianza

    Da contorsionisti a conquistatori della libert.

    Ecco gli step per superare lansia

    2. Coltivare la propria energia e definire il proprio spazio personale. Ogni persona pu trovarsi in situazioni ed ambienti che inviano stimoli e richieste percepiti come eccessivi, e che spesso si ha difficolt a gestire. Riconoscere le proprie risorse ed imparare a dire di no, permette di stabilire in modo pi chiaro i confini del proprio spazio e di porre al centro i propri bisogni. Come imparare a dire di no? Innanzitutto

    iniziando a tollerare la distanza: essere di parere diverso definisce un limite tra s e laltro, necessario per riportare il proprio pensiero su se stessi. Utilizzare delle frasi sistematiche pu essere daiuto per dare un tempo di attesa allaltro e sviluppare un linguaggio efficace per stare bene: Mi dispiace ma ora sono impegnato, mi liberer alle; Ti aiuter con piacere quando avr finito questo lavoro; Mi dispiace molto non accontentarti, ma se

    vuoi che ti aiuto ho bisogno di saperlo prima in modo da programmarmi meglio; In questo momento non posso darti una risposta, lasciami un po di tempo per pensarci. Questo tipo di comunicazione permette di non interrompere i propri piani per rispondere alle richieste dellaltro, ma di imparare ad essere protagonista, fondando la propria esistenza nella ricerca dialogica e progettuale con laltro, in continua interdipendenza e trasformazione.3. Tecniche di rilassamento. Concentrarsi ed allenarsi sul respiro, consente di lasciar andare le tensioni, rilassare il corpo e alleggerire la mente. Compiere ogni giorno esercizi di respirazione, in un clima adeguato, permette di sviluppare uno stato di benessere e di maggiore concentrazione, utili per affrontare ogni situazione. 4. Potenziare le strategie positive. Riconoscere leffetto limitante di pensieri e convinzioni negative il primo passo per trasformare e per elaborare nuove strategie utili a sviluppare e potenziare il proprio s. Come fare? La psicoterapia mirata consente di individuare i pensieri e le strategie disfunzionali e rielaborare i punti problematici della vita e delle relazioni, sia del singolo sia della famiglia, bambini compresi, per rinforzare nuovi modi di comportarsi e agire nelle relazioni. 5. Aumentare la consapevolezza delle proprie risorse. I test e le tecniche personalizzate, allinterno di un percorso psicologico, offrono la possibilit di approfondire e identificare con precisione la sintomatologia, individuare le fonti di stress interne ed esterne ad essa legate, riconoscere e sviluppare le proprie risorse e migliorarsi. Considerare lansia come un alleato che permette di sbloccare la propria energia consente di riappropriarsene, imparare a canalizzarla e a trasformarsi. Ognuno possiede una chiave di svolta per aprirsi a nuove possibilit: importante prendere la decisione di cambiare.

    Aiuto, ho lansia! E adesso? Ho paura di fare tutto, non ce la faccio pi!. Capita sempre pi spesso di sentire queste frasi, e di accogliere queste richieste di intervento. Cosa fare allora se lansia si presenta, e come affrontarla?

    importante innanzitutto individuare e riconoscere alcuni dei numerosi sintomi di uno stato ansioso: Sintomi Fisiologici: la tachicardia, le palpitazioni, la sudorazione, i tremoriSintomi Psicologici: paura di morire, di impazzire, di perdere il controllo, le fobieSintomi Comportamentali: azioni di evitamento, di fuga, reazioni eccessive a stimoli innoqui. Tutti questi sintomi sono da considerarsi preziosi segnali, che indicano alla persona di fermarsi e di comprendere i propri comportamenti e le relazioni con gli altri. Lagitazione, lo stress e gli attacchi di panico possono rappresentare un segnale di bisogni pi profondi, celando quindi energia e creativit, nascoste da molto tempo. Come liberarle? 1. Rinforzare limmaginario positivo. Provate a fermarvi ad immaginare una situazione che vi dia tranquillit, a soffermare i pensieri su questa immagine e recuperare le sensazioni positive associate. Questo processo permette di rafforzare la propria fiducia personale e la forza interiore. Esercizi e tecniche specifiche possono aiutare a sviluppare queste rappresentazioni interne, aumentando cos lautostima personale.

    Psicologa psicoterapeuta della coppia e della famiglia da 26 anni.Esperta in psicodiagnosi e psicologia clinica.

    Lansia e le paure nascondono in realt unintensa voglia di vivere, di creare e manifestarsi con pienezza

    Per chi volesse contattare la dott.ssa Ornella Convertino:SEDE: Monza-Lissone | Tel: 039.2301179 | [email protected] | www.studio-convertino.it

    Psicologia OggiLa Dottoressa Convertino risponde

  • 1716

    BANCHE: PUO DARSI CHE MUOIA

    Reportage

    La storia vera di unanonima cittadina

    Avrete gi letto a pagina sei, le osservazioni del mio collega inerenti il sistema bancario odierno. Non credo di avere molto da aggiungere e non vorrei neanche pedis-sequamente ripetere gli stessi concetti. Per-tanto, quando mi stato domandato di scrivere uno speciale sul tema, ho deciso di affrontarlo rac-contando non la disastro-sa storia della decadenza di un sistema ma le storie concrete delle persone, della gente, dei volti che incrociamo agli sportelli, quasi mai allegri. Mi sono, quindi, piazzata fuori da diverse banche negli orari pi disparati, per cercare di incontrare tipologie differenti di per-sone e, senza pregiudizi e garantendo loro il giusto anonimato, ho chiac-chierato con loro, con quelli che non mi hanno mandato al diavolo.I nomi riportati di seguito sono, pertanto, di pura fantasia. Le storie temo, invece, siano vere.Quella che mi preme raccontarvi la storia di Chiara.Tacchi, gonna al ginocchio, occhialoni da sole e borsa allultima moda: una cos, che esce dalla banca alle ore 12.30 imbronciata e furibonda, non me la posso proprio far scappare. Immaginavo mi avrebbe ignorata, dato il passo spedito che la conduceva verso la sua macchina parcheggiata rigorosamente in seconda fila, invece, grazie alle chiavi che si erano smarrite nella grande borsa e che le impedivano di scappare senza neanche guardarmi negli occhi, alla fine lho convinta a rispondere ad alcune domande, sfociate in

    un fiume in piena, un legittimo sfogo: la sua storia merita davvero di essere raccontata.Chiara ha 35 anni. Una laurea umanistica, un lavoro a tempo indeterminato, una casa che divide con il fidanzato e un mutuo che paga regolarmente da 8 anni e le cui rate termin-eranno quando io sar gi al creatore (sue parole testuali). Non ha grossi problemi eco-nomici, sia lei sia il convivente lavorano, ma la Banca, essendo lei unottima pagatrice, lha convocata per sapere se volesse usufruire di un nuovo prestito. Perche no? Mi sono detta, tanto niente mio: la casa non sar mia fino al 2020, la macchina la sta pagando il mio ragazzo e sar sua tra cinque anni, a questo punto qualche lira in pi sul conto, poich

    mi hanno chiamato loro, mi poteva fare davvero comodo. Il ragionamento non fa una piega. Ma una volta allo sportello, dallo stesso ad-detto che lha chiamata per proporle laffarone, le ven-gono fatte delle osservazioni: il suo stipendio non basta pi (anche se ha un contratto a tempo indeterminato) e nemmeno quello del suo ragazzo (non sono regolar-mente sposati e ora come garanti prediligono familiari). Chiara, un po perplessa pro-pone di far fare da garante a suo padre, 72 anni e una pensione che sfiora i 4000 euro. Una pensione alta data dal lavoro di dirigente di una vita intera che nulla ha a che fare con quella della Minetti, per intenderci. Lo sportellista tutto contento prende i documenti di lei, del padre e per sicurezza pure del convivente e inoltra alla finanziaria. Eh gi! Perch, spiega Chiara, non la Banca a dare il prestito ma la finanziaria cui la Banca si appoggia. Nei successivi due

    giorni letteralmente inondata di telefonate in italiano scorretto, con congiuntivi sbagliati e una certa maleducazione di base, classica di chi sfoga le sue frustrazioni nellunico momento in cui sente di avere un minimo e misero potere: le centraliniste della finanzi-aria cominciano a scrutare la vita di Chiara. Dove lavori, quanti anni hai, hai figli, conosci il sig. Rossi? No, perche? E nel tuo palazzo. Cose assurde insomma. Chiara un po seccata, anche perch le telefonate arrivavano in qualsiasi ora del giorno, anche quando lei era al lavoro, risponde un po seccata a tutto, ma sempre con gentilezza, fino allultima, grande provocazione.

    di Marta Migliardi

    Chi le farebbe da garante?Mio padre

    Quanti anni ha suo padre?72 appena compiuti.

    Quanto prende di pensione?Le ho mandato il foglio INPS, comunque pi di 3000 euro. Ma anchio ho il mio lavoro.

    Eh no cos non possiamo erogarle il pres-tito perch suo padre pu darsi che muoia.Mi scusi?

    Volevo dire vecchio, per dieci anni non glielo possiamo fare. Dovrebbe alzare la rata e diminuire il tempo.

    A quel punto Chiara, molto incazzata per la risposta zotica e indelicata, chiede alla signo-rina centralinista di poter avere il tempo di consultarsi con la sua banca (tanto per ricord-arvi, la stessa Banca che laveva chiamata,

    essendo lei unottima pagatrice per proporle questo meraviglioso prestito) per simulare con lo sportellista eventuale nuovo importo o nuova dilazione.Aih loro, limpiegato che aveva in mano la pratica di Chiara quel giorno era in ferie. Il giorno dopo la Banca riceve dalla finanziaria lesito negativo della richiesta.Ricapitolando:

    Chiara ha un lavoro

    Chiara unottima pagatrice

    Chiara contattata dalla Banca, proprio per questo, per proporle un altro finanziamento.

    Chiara non ha proprio bisogno di un altro finanziamento ma, infine, si persuade.

    Chiara non va pi bene: ci vuole un garante.

    Chiara trova come garante suo padre: super pensionato di 72 anni.

    Chiara scopre dalla gentile centralinista che suo padre deve morire (ricordatevi che dovete morire).

    Chiara respinta e segnalata nel registro nero delle finanziarie. Registro dove per 6 mesi, se mettono anche solo il suo nome e cognome, risulter un bel NO grande come una casa. E non importa se il NO perch sei protestato, insolvente, aguzzino, criminale: il NO NO. Il male di Chiara, per cui per i prossimi sei mesi sar additata da Banche e finanziare, di avere un lavoro fisso che non basta pi e un padre di 72 anni che pu darsi che muoia.Ah, dimenticavo: Giorgio Napolitano stato rieletto Presidente della Repubblica ed ha 88 anni.

    Non dategli credito.

    Pu darsi che muoia.

    Reportage

    Se pensate di aver subito un torto dalla vostra banca, ma non volete tirare in ballo costosi avvocati, sappiate che esistono anche soluzioni low cost. Innanzitutto provate a comunicare alla banca le vostre rimostranze in forma scritta con una raccomandata con ricevuta di ritorno. In questo caso la banca dovr rispondervi per legge entro 30 giorni. Se la banca non vi risponder o se considererete insufficienti le risposte ottenute, allora potrete rivolgervi allArbitro bancario finanziario o alla

    Camera di Conciliazione Consob.

    Maggiori informazioni su www.arbitrobancariofinanziario.it e www.camera-consob.it

  • 18

    Parliamo di anestesia

    Lanestesia in medicina veterinaria oggi.

    Il termine anestesia (dal greco A, mancanza di sensazione) viene usato per indicare la perdita di sensibilit di una o tutte le parti del corpo. Lo scopo dellanestesia praticata ai pazienti che devono subire un intervento chirurgico infatti quello di evitare che questi percepiscano il dolore indotto dallintervento stesso. Questo si pu ottenere tramite unanestesia locale , in cui si desensibilizzano solo i nervi della zona in cui si opera effettivamente, o tramite unanestesia generale, in cui si crea un vero e proprio stato di incoscienza. Nei nostri animali lanestesia generale necessaria nella maggior parte degli interventi chirurgici, dal momento che molto difficile convincere un cane o un gatto a stare immobile sul tavolo operatorio. Anche quando si decide di praticare unanestesia locale per ridurre il dolore, in genere necessario associare unanestesia generale leggera o almeno una sedazione. Tuttavia i recenti progressi della Medicina Veterinaria hanno ridotto i casi di complicanze per queste procedure. Attualmente sono infatti utilizzabili farmaci molto sicuri e maneggevoli, le tecniche anestesiologiche sono sempre pi perfezionate, sono disponibili attrezzature e sistemi di monitoraggio allavanguardia. Ma soprattutto si sta delineando nella professione la figura dellAnestesista. Se, infatti, non possibile garantire che unanestesia sia completamente esente da complicazioni, quello che il medico veterinario pu e deve garantire al paziente

    lessere seguito da un anestesista esperto che possa valutare le condizioni del nostro animale e scegliere le tecniche e i farmaci pi adatti al tipo di paziente e di chirurgia, che sia in grado di monitorare continuamente le sue condizioni durante lintervento e di prendere adeguati provvedimenti in caso di necessit.

    Come funziona lanestesia: dalla visita alla sala operatoria al risveglio

    Come gi accennato non esiste unanestesia standard: lanestesista, in base alle condizioni generali del paziente, alla sua storia clinica, agli eventuali accertamenti eseguiti (esami del sangue, visita cardiologica, ecc) decider un protocollo adeguato.In genere al vostro animale viene fatta una iniezione con un farmaco antidolorifico associato o meno ad un tranquillante, che gli permette di rilassarsi e di essere meno stressato durante le fasi di preparazione per lintervento. Una volta che si tranquillizzato, gli viene applicato su una zampa un catetere endovenoso che permette al veterinario di somministrare lanestetico vero e proprio direttamente nel circolo sanguigno. Il paziente viene cos addormentato, intubato e collegato alla macchina dellanestesia che gli fornisce ossigeno e anestetico sotto forma di gas. Le funzioni vitali del paziente vengono costantemente valutate durante il corso dellintervento dallanestesista tramite i parametri clinici e i dati forniti dal monitor collegato all animale.Terminato lintervento, il vostro amico a

    quattro zampe si sveglier sotto lo stretto monitoraggio dellanestesista. Particolare attenzione sar dedicata a rendere il risveglio confortevole, in un luogo caldo e tranquillo, curando la ripresa graduale del paziente e il controllo del dolore. La dimissione avverr solo a paziente completamente sveglio, in grado di camminare, con una temperatura corporea normale e una copertura antidolorifica adeguata.

    Sempre pi attenzione per il controllo del dolore!

    LAssociazione Internazionale per lo Studio del Dolore ha definito il dolore come: una spiacevole sensazione ed esperienza emotiva associata con leffettivo o potenziale danneggiamento dei tessuti. In medicina umana ormai provato che una corretta gestione del dolore si traduce in una ripresa pi rapida del paziente e ad una riduzione delle complicanze post-operatorie a breve e a lungo termine. Tutte queste considerazioni valgono anche in Medicina Veterinaria. Lattenzione verso lanalgesia (dal greco senza dolore) e deve essere un caposaldo delle buone pratiche veterinarie.Anche qui il progresso ha notevolmente migliorato le armi a nostra disposizione nel controllo del dolore: luso di farmaci antidolorifici (oppioidi, farmaci anti-infiammatori,ecc) e le tecniche di anestesia locale (epidurale, spinale, blocchi dei nervi periferici) trovano ormai applicazione di routine, garantendo ai nostri animali una buona, giusta ed etica analgesia prima, durante e dopo interventi anche complicati e invasivi.

    Il Veterinario Risponde | Il russare del cane

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  • In Cuccia

    Storie di serpenti...Sfratto con sorpresa

    Tanta paura per nulla!

    Una sorpresa, e non certamente come di quelle che si trovano nelle uova di Pasqua, stata trovata il giorno 27 marzo dalla proprietaria di un piccolo appartamento in una vecchia casa di corte a Limbiate (MB). Intervenuta con un fabbro e con lUfficiale Giudiziario per dare luogo ad uno sfratto esecutivo nei confronti di un inquilino moroso, ha scoperto nella camera da letto una teca di vetro contenente un enorme rettile. Dopo una lunga serie di telefonate alla ricerca di qualcuno che si occupasse dello scomodo ospite, stata allertata lENPA di Monza che ha immediatamente inviato due operatori sul posto. Il terrario, ridotto in condizioni igieniche indescrivibili (dalla quantit delle feci e dai resti delle mute, non veniva pulito da almeno un anno) conteneva un grande esemplare di Boa constrictor, della lunghezza di oltre due metri e del peso di quasi 11 Kg. Il rettile, con il suo contenitore, stato trasferito alla sede dellENPA in via Lecco e sistemato in un nuovo ambiente pulito e fornito delle apposite lampade per garantirgli il giusto grado di luce e di temperatura. Visionato da personale esperto,

    il boa stato comunque trovato in buone condizioni di salute e, tutto sommato, ben nutrito. Il Boa constrictor, specie originaria dellAmerica centrale, pur non essendo velenoso, molto temuto per la sua capacit di uccidere anche grandi prede avvolgendole con il corpo e soffocandole (da cui il nome). ENPA ribadisce ancora una volta la sua pi totale contrariet al commercio e detenzione di animali esotici, uno pseudo-amore per gli animali che costringe esseri nati per la libert a un simulacro di vita chiusi in ambienti, nella migliore delle ipotesi, estremamente limitati rispetto a quello che dovrebbe essere il loro habitat naturale. E un rettile come il boa, oltre a non provare un rapporto di affetto verso il proprietario, vincola allacquisto a cibo vivo. Il boa (nella foto con il presidente dellENPA monzese, Giorgio Riva) ora in cerca di affidamento presso persone esperte che ne garantiscano unidonea custodia in un ambiente di dimensioni adatte alle esigenze etologiche dellanimale. Per informazioni: [email protected]

    Sabato 13 aprile nel tardo pomeriggio giunge al telefono del canile di Monza una richiesta di intervento relativa a tre serpenti rinvenuti nel giardino di un condominio a Bernareggio (MB). La persona che fa la segnalazione afferma di avere bloccato i rettili mettendo loro sopra una rete. Sul posto si recano la volontaria Simona Levati insieme a Sergio Banfi, responsabile della nostra sede operativa, che verificano la presenza di due bisce dacqua lunghe circa un metro, bloccate sotto la rete. Nel tentativo di liberarsi, i due poveri animali sono passati pi volte attraverso le maglie della rete che di fatto li ha intrappolati, aderendo pericolosamente al loro corpo con il rischio di procurare loro ferite. Con lausilio di un paio di forbici, mentre Sergio trattiene delicatamente le bisce per la testa, Simona taglia con pazienza e calma le maglie della rete che rischiano di recidere i corpi dei due sfortunati animali, il tutto sotto la luce di una torcia in quanto ormai il sole calato da tempo. Dopo diversi minuti, sempre con la paura di ferire le bisce per tagliare la rete che le

    stringe in modo impressionante, finalmente si riesce a liberarle e a metterle in un sacchetto di tela. Dopo avere tranquillizzato gli abitanti del condominio sulla non pericolosit ed evidenziando anzi lutilit di questi animali per lecosistema, Simona e Sergio rilasciano le bisce in un luogo sicuro vicino a un corso dacqua. ENPA ricorda che la biscia dacqua (Tropidonotus natrix), nella foto, come pure la biscia dal collare (Natrix natrix), del tutto innocua per luomo. Dallindole molto mansueta, non tenta mai di mordere: se minacciata, infatti, adotta un curioso sistema di sopravvivenza che consiste nel fingersi morta. Predilige i luoghi erbosi in vicinanza dellacqua. Striscia, si arrampica e nuota perfettamente, nutrendosi di piccoli pesci e anfibi.

    20

    Bioimplantologia

    Limplantologia una branca dellodontoiatria ormai praticata e riconosciuta scientificamente quotidianamente negli studi odontoiatrici per sostituire denti mancanti.Nellambito della implantologia vengono sempre pi riconosciute tecniche chirurgiche che permettono una mini invasivit operativa nel rispetto biologico dei tessuti.Lutilizzo di materiali ossei riempitivi particolari favorisce le ricostruzioni compreso le espansioni crestali nellarco di tre o sei mesi con la completa sostituzione con losso lamellare maturo. Infine nel rispetto biologico dei tessuti ed in caso di carenza ossea verticale vi la prospettiva

    di utilizzare impianti Short Implant capaci di resistere a lungo termine alle forze masticatorie grazie alla superficie bioattiva, al sigillo batterico ottenuto ed alla forma che permette lo scarico delle forze a 360 sullimpianto stesso, eliminando cos la necessit di interventi pi invasivi (come il grande rialzo del seno mascellare), nella maggior parte dei casi.

    Parliamo di...Odontoiatria | La Bioimplantologia

    A Cura del Dottor Antonio Scamazzo

    Dr. Scamazzo AntonioMedico - Dentista - Odontoiatra

    Direttore Sanitario Dr. Scamazzo Antonio

    Via Dante, 25 Seregno (MB)T. 0362.236338

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    Cavo Diotti, la grande diga del Lambro

    Brigantia | Storia ed escursioni nel nostro territorio

    Lopera prende nome dal possidente locale avvocato Luigi Diotti, colui che nel lontano 1793 ebbe la brillante idea di costruire un emissario artificiale del lago di Pusiano in modo da regimentarne le piene e disciplinare il flusso delle acque del fiume Lambro, acque di vitale importanza per leconomia briantea dellepoca. Un paio danni pi tardi lingegner Paolo Rigamonti fu ufficialmente incaricato di svilupparne il progetto. Il fiume Lambro originariamente scorreva fra i due bacini del Lago di Alserio e del lago di Pusiano e solo in funzione alla realizzazione di questopera si decise di deviarne il corso,

    facendolo entrare come emissario nel lago di Pusiano, dal quale poi fuoriesce sotto il controllo della diga in frazione Pontenuovo di Merone, ossia il Cavo Diotti. Per diversi anni il Cavo Diotti, pur elencato fra le grandi dighe dItalia (ha, infatti, un invaso superiore a un milione di metri cubi dacqua) non fu gestito e potenziato come opportuno per unopera della sua importanza tant che il suo cattivo funzionamento concorse ad aggravare la situazione durante la recente grande alluvione del 2002 che ha causato ingenti danni alle localit rivierasche e solo in seguito a questo, divenuta evidente la sua fondamentale funzione di prevenzione

    di disastri ambientali e di protezione civile. Finalmente dal 19 dicembre 2008 la Regione Lombardia diventata proprietaria del Cavo Diotti (che in precedenza era di propriet privata), del fabbricato della Casa del Camparo e di tutti i terreni annessi, ivi compreso il canale di adduzione e di scarico della diga. Contemporaneamente allacquisizione del manufatto la Regione Lombardia ha affidato la gestione operativa delle opere al Parco Regionale della Valle del Lambro: lintero bacino fa, infatti, parte del Parco Naturale della Valle del Lambro ed , quindi, zona protetta. Questa importante opera idraulica composta da un primo tratto di canale a cielo libero, da

    di Elena Gorla

    Brigantia | Storia ed escursioni nel nostro territorio

    un edificio che contiene le opere di regolazione e, infine, da un canale interrato. Negli anni cinquanta del secolo scorso il Cavo Diotti stato dotato di un sistema di chiuse regolabili elettricamente (la possibilit di regolazione manuale per chiaramente mantenuta per questioni di sicurezza). Le chiuse sono due, alte 70 cm e larghe due metri, e vengono aperte nei periodi di forte pioggia in modo da abbassare il livello del lago in modo che possa sopportare le piene del Lambrone (nome che viene dato a quel tratto del fiume Lambro che, uscito dalla forra di Castelmarte, diviene un irruente e talvolta impetuoso corso dacqua che, dopo essere sceso fino a Erba, va a sfociare nel lago di Pusiano) ma sempre prestando la massima attenzione e dissociando la loro apertura dalle piene del torrente Bevera a Molteno, in modo da non creare problemi e allagamenti nella parte pi bassa del fiume Lambro. In pratica attraverso la regolazione delle paratoie del Diotti si possono determinare i livelli del lago di Pusiano e quindi del fiume Lambro. Questo comporta che, nel caso di particolari eventi meteorologici, il Cavo Diotti viene chiuso per diminuire la portata del fiume Lambro gi ingrossato da tutti i suoi affluenti per poi riaprire lo scarico della diga quando nel fiume passata londata di piena. Detta in questi termini la gestione sembra semplice, tuttavia la chiusura dello scarico comporta il rapido innalzamento del livello del lago sulle cui sponde esistono gli abitati di Merone, Rogeno, Bosisio Parini e Pusiano. Per questo motivo durante gli eventi particolarmente intensi, quasi sempre concentrati nei mesi di novembre-dicembre e aprile-maggio, la regolazione un continuo aprire chiudere di

    paratoie di giorno e di notte spesso per diversi giorni di seguito. Oggi, dopo duecento anni di attivit, la grande diga di Merone deve subire degli interventi di ammodernamento e ristrutturazione e adeguamento alla normativa in materia di grandi opere di sbarramento. Dovranno essere sistemate la casa del camparo (colui che da sempre l addetto alle chiuse), che oggi ridotta a ripostiglio per le attrezzature di pulizia e manutenzione della diga in modo che possa ospitare anche gli uffici dei responsabili della diga e, intervento ben pi complesso, messe a punto le nuove paratie, che andranno a sostituire quelle esistenti per rendere ancora pi sicuro il controllo dei flussi.

    IL COMITATO BEVERE Il Consorzio Parco Regionale della Valle del Lambro, nello spirito di condivisione degli intenti, della disponibilit e della capacit dintervento delle Associazioni di Volontariato presenti sul territorio, ha stipulato una convenzione con il Comitato Bevere per lattivit di ma-nutenzione ordinaria delle opere e dei manufatti costituenti il Cavo Diotti e di cura dello stesso.Il Comitato Bevere una libera associazione costituitasi per il risanamento delle rogge Bevera e per la tutela e salvaguardia del fiume Lambro. Questo gruppo ecologico brianzolo annovera fra i suoi membri tecnici ambientali di diversificata formazione che permettono al Comitato Bevere di essere attivo sul territorio con svariati progetti di monitoraggio e riqualifica ambientale.

    Per saperne di pi: www.comitatobevere.org

    Per associarsi (costo tessera annuale 10,00): [email protected]

    Per devolvere il 5x100: Codice Fiscale 91069530151

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    Bis: Teatro, Musica ed Eventi

    Ale&FranzRecital: passato, presente e futuro.

    Alessandro Besentini e Francesco Villa, in arte Ale & Franz, si incontrano nel 1994 durante lo spettacolo teatrale M di Woody Allen per la regia di Teo Guadalupi; nello stesso anno si iscrivono al Centro Teatro Attivo e, nel 1995, mettono in scena il loro primo spettacolo: Dalla A alla Z; linizio della gavetta e dei giri nei locali.Nel 1997 arriva la prima apparizione televisiva in Facciamo Cabaret e da qui un susseguirsi di successi: trasmissioni televisive, film, teatro, il doppiaggio in Madagascar 1 e Madagascar 2, dove danno le voci ad Alex il leone (Ale) e Marty la zebra (Franz). Il 18 maggio saranno a Monza al Teatro Manzoni con lo spettacolo Recital.Credo non ci sia molto altro da dire di due comici cos conosciuti e amati, quindi lascio la parola ad Ale.

    Il 18 maggio siete a Monza, al Teatro Manzoni, con lo spettacolo Recital che contiene spunti della vostra comicit di sempre; ci parla di questo spettacolo? Recital il nostro passato, il nostro presente e il nostro futuro: quello che stiamo spiegando un po a tutti, ed quello che poi succede effettivamente sul palco. Recital non mai uguale a se stesso. Non si pu mai sapere se lo spettacolo sar uguale a quello della sera prima perch alcune cose le facciamo e le rifaremo, altre non le rifacciamo e altre ancora ci sono, ma non uguali alla sera prima. Ci lasciamo un margine di improvvisazione.

    Voi state insieme dal 1994: una vita! Come si fa a convivere cos a lungo?S, proprio una vita. Per durare bisogna avere gli stessi obiettivi e condividerli: solo cos si pu durare per sempre.

    Guardandovi sul palco, date sempre limpressione di divertirviS, in effetti cos. Il nostro un lavoro molto fortunato, un lavoro che mira a far ridere la gente, non andiamo a operare a

    cuore aperto. comunque un lavoro che va affrontato con molta seriet; nel prepararlo, poi, lo si affronta con divertimento mentre si fa.

    Nel 2001 voi vincete il Premio Satira politica di Forte dei Marmi: come lo avete vissuto?Da anni quel premio aperto anche alla satira di costume e lo vincemmo con la panchina.

    Come vi venuta lidea della panchina? successo un po come quello che accade ora a teatro. Era unidea che aveva poco di quello che poi diventata, si modificata e facendola abbiamo trovato la chiave giusta, il tipo di carattere, di scrittura. Si modificata nel tempo durante una turne fatta nel 2002/2003. Anche lei ha una decina danni, inizialmente era uno spunto che poi si modificato in itinere.

    Tra le tante cose che avete fatto, c qualcosa che le rimasta di pi nel cuore?Molte cose ci sono rimaste nel cuore. Anche il film Mi fido di te (ndr. regia di Massimo Venier), girato nel 2007. Quello stato un progetto che partito con tanto amore e con tante speranze: quando abbiamo rivisto il prodotto ultimato siamo stati molto soddisfatti.

    Noi appoggiamo da sempre la causa degli animali e collaboriamo con lEnte Protezione Animali di Monza. Che rapporto avete con gli animali?Franz ottimo, nel senso che lui quasi vegetariano, eccezion fatta per il pesce. Io sono ancora indietro perch mangio di tutto, ma ho un forte rispetto per gli animali.

    C qualcosa che non avete ancora fatto ma vi piacerebbe fare?Un notturno in radio, a stretto contatto con gli ascoltatori: quello ci piacerebbe davvero farlo.

    Che differenza c tra teatro e piazza?Tutto bello. Ovviamente se si parla del teatro, che uno spazio chiuso rispetto a una piazza grande, enorme, hai meno distrazioni: in uno spazio chiuso si coglie qualsiasi particolare, sia tu che la gente; in teatro puoi fare cogliere meglio le sfumature.

    Che consigli dareste a dei giovani che vorrebbero iniziare a intraprendere la vostra professione?Innanzitutto devono capire se si pi o meno portati a farlo. Se si portati, scrivere molto, crearsi un proprio stile, mettersi in gioco, provare ad andare in tanti piccoli locali a provare le cose, confrontarsi con un pubblico che non ti conosce: tanta gavetta e non mollare.

    Cosa si potrebbe fare per incentivare il Teatro?Il nostro da sempre un Paese dove il Teatro fatica. La formula magica sarebbe innanzitutto rappresentare nelle scuole anche spettacoli alternativi ai soliti classici. Far vedere dei classici interpretati da registi con un occhio diverso e proposti ai ragazzi in modo pi leggero, che non li annoino.

    Ora qualche domanda per conoscere un po meglio Ale:piatto preferitola pastaultimo libro letto..FrankensteinConosce la Brianza?S, non abitandoci cos lontano, un po la conosciamo e la frequentiamo.Un desiderioChe si mettano a posto le cose nel nostro Paese. Che la gente viva e possa vivere in modo pi sereno. Una cosa che mi addolora vedere, oggi, il nostro Paese triste come mai lo avevo visto.Se non fosse nato in questepoca, in che epoca sarebbe voluto nascere?Nel Medioevo, per mettermi a dura prova.

    di Adriana Colombo

    Bis: Teatro, Musica ed Eventi

    Elena Cirillo: la passione e il divertimento.

    Elena Cirillo: musicista a 360 gradi, diplomata in violino e canto lirico al conservatorio Puccini di La Spezia. Grandi collaborazioni e immenso amore per quella che e la sua grande passione: la musica in tutte le sue forme. Strumentale, dove il violino diventa un prolungamento del suo corpo, vocale dove la voce prende ritmo e armonia.. Senza pregiudizi: dal lavoro di orchestra alla fusione della stessa con la musica leggera. Bella Elena, come vuole la mitologia. Ride ed e gentile, ma i suoi occhi profondi dicono altro e raccontano storie di profonde contraddizioni e gioie: sono occhi che solo i veri artisti hanno.

    Elena Cirillo, stasera ti esibirai al teatro degli Arcimboldi insieme a Francesco De Gregori, ma hai alle spalle moltissime esperienze. Partendo dalla fine, come nata questa collaborazione?Ho iniziato nel 2008 perch chiamata a mettere il violino come solista e nei cori nel disco Vita chiamata artista, quindi stato solo un sodalizio dal punto di vista della registrazione in studio mentre ho iniziato a lavorare nel live tour nel 2011.

    Puoi raccontarci le differenza fra i vari artisti, e come vivi queste esperienza?Con molta passione e divertimento! Perch questo mestiere si fa principalmente per quello, e per questo mi reputo fortunata perch faccio un lavoro che la mia passione. La mia ripresa dellattivit orchestrale ha coinciso con lutilizzo da parte di molti artisti, dellorchestra nel campo della musica leggera. Le mie esperienze orchestrali erano state soprattutto nel sinfonico e nel lirico, quindi mi ha fatto piacere provare questa nuova esperienza dellorchestra sinfonica unita nella musica leggera o anche ad una band dal vivo! Con Francesco Renga infatti abbiamo fatto il Tour Orchestra e Voce che prevedeva solo lutilizzo dellorchestra, avevamo quindi tantissimi strumenti ; nel tour con Morgan, erano presenti un nucleo di band,le batterie di Sergio Carnevale,

    Megaherz che faceva leffettistica. Morgan stesso, inoltre, suona pi cose e fa il suo show.. .due approcci differenti, con Renga bello ma pi stabile, avevamo delle parti e si seguiva quello, mentre con Morgan era lui che rendeva un concerto diverso luno dallaltro perch improvvisava spesso. Ho lavorato anche con Mario Biondi, orientato verso il jazz, con una band adatta al genere:fiati, sax, trombe, serie di ottoni, coristi che si muovevano con dei balletti.. E come non citare Sting! Abbiamo fatto parte delle date italiane, unesperienza grandissima, quasi mistica.. credo di avere studiato cos tanto solo sotto diploma!

    Come mai il violino?Euno strumento che ho sempre desiderato studiare fin da piccola, ma nella citt non cera nessuno che lo insegnava.. iniziai cos con il pianoforte, fino agli 11 anni, poi aprirono la scuola comunale e iniziai lo studio del violino portando avanti entrambi gli strumenti fino ai 17 anni con i relativi esami in conservatorio, dando gli esami privatamente. Con il pianoforte sono arrivata fino al settimo anno ma lottavo era uno scoglio molto grande,e mi venne anche una tendinite e quindi dovetti scegliere. Scelsi il violino perch dal punto di vista lavorativo era quello che dava maggiori possibilit di lavoro, e perch era quello che fin da bambina volevo suonare.

    Un altro strumento la voce,

    insegni anche..Alla scuola comunale dove iniziai lo studio del violino, mi chiese di insegnare questo strumento, da allieva ad insegnante! Poi con linizio dei vari talent ci fu un boom di insegnamento del canto moderno, mi chiesero di tentare, nel frattempo avevo fatto degli stage per questo tipo di canto, molto differente da quello lirico, in via sperimentale nel giro di un paio di anni questa classe arriv fino a 22 allievi, scelsi quindi di lasciare la classe di violino alla mia collega e mi dedicai solo al canto; cos da ottobre del 2012 e nata laccademia di canto PlayThe Voice! Gli allievi vengono preparati a 360 gradi, imparano la tecnica vocale, lo studio di uno strumento, a cantare senza luso di basi, a pi voci, fanno sessioni in studio di registrazione.. .ci son due tipi di percorso: quello artistico e quello didattico, che prevede un anno integrativo in pi perch se si vuole insegnare bisogna fare un anno di tirocinio in affiancamento ad un insegnante qualificato.

    Cosa ne pensi dei talent show?Inizialmente avevo un atteggiamento di chiusura, perch abituata al conservatorio dove tutto si suda, dove si studia dalle 6 alle 8 ore al giorno: questo successo immediato senza merito o gavetta, non mi piaceva, poteva essere fuorviante nei confronti degli allievi. Di contro per hanno dato sempre pi lavoro, e se cresce

    la voglia di cantare crescono anche le richieste di insegnamento..ho fatto pace con i talent, e poi bisogna pensare al presente ed i talent ne fanno parte per esempio fino a 6 anni fa io non usavo neanche il computer!Ho dovuto adattarmi, il mondo va avanti!

    La musica la conosci perfettamente, hai una bella voce, sei laureata in canto, non hai mai pensato di uscire con un tuo album o un tuo progetto? Si, ci ho pensato! Ho anche scritto dei pezzi,.. per sono anche fatalista.. mi arrivata questa opportunit di lavorare con De Gregori,e sono gi grata per questo! Ho la fortuna di lavorare con un artista eccezionale e con una band dinamica, ho la possibilit di esprimermi mettendoci del mio negli arrangiamenti, di proporre idee, i concerti non sono mai uguali uno allaltro, abbiamo delle parti stabilite ma tante improvvisazioni, infatti sul leggio ho un libro con i testi che capisco solo io! una grande fortuna e mi ritengo soddisfatta!

    Qual la tua canzone preferita o che ti rappresenta maggiormente? Una canzone che ho sempre adorato e mi fa venire i brividi ogni volta che la ascolto Save the Prayer dei Duran Duran, per me ha un effetto quasi terapeutico! Tante canzoni hanno rappresentato dei momenti della mia vita, ma questa mi rappresenta da una vita!

    di Marta Migliardi

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    Bis: Teatro, Musica ed Eventi

    Da veejay a cantautrice. Esce il disco desordio Canta Ketty Passa

    E un pomeriggio plumbeo. Questa primavera 2013 davvero pazza! La redazione di Trantran in trasferta a Milano per intervistare Ketty Passa, voce nuova del panorama musicale italiano, volto noto per quello televisivo. Ketty Passa stata infatti conduttrice di alcuni programmi su deejay tv, ha partecipato al programma di Chiambretti su mediaset e da anni si divide tra Tv e radio. Insomma, un personaggio davvero interessante! Appena la vediamo rimaniamo abbagliati dal colore azzurro dei suoi capelli! Il grigiore di questo pomeriggio piovoso primaverile viene subito scansato dalla sua energia e solarit. Lazzuro della capigliatura sostituisce il grigio del cielo. La giusta atmosfera dunque ristabilizzata. Cominciamo con lintervista!

    Ketty abbiamo ascoltato il tuo disco CantaKettypassa e lo abbiamo trovato davvero molto bello e interessante. Ci racconti qualcosa sul tuo esordio musicale?Cantakettypassa un percorso, una sorta di auto guarigione psicologica. E Un disco composto da 11 pezzi ed la risposta ad un evento molto importante che ha segnato la mia vita nel 2010, oltre che il risultato di un nuovo progetto nato dal riassettamento del gruppo Toxic Tuna, che mi accompagna nel disco. Ho ricominciato a scrivere e a fare musica concentrandomi molto sulla comunicazione e sulla volont di far comprendere al meglio le

    mie emozioni. Il disco parla di amore, di disillusione ma anche di speranza e consapevolezze. Il tutto condito da una certa ironia.

    Nel disco savvertono echi di molti generi musicali. Sembra quasi una sorta di Melting pot di sonorit.

    E verissimo! E credo anche che ti ruber il termine con cui lhai descritto. Nel disco si respirano diversi generi e questo nasce dallesigenza di non volersi chiudere in un solo genere musicale. Abbiamo sperimentato molte sonorit. C un po di swing, un po di reggae, un po di pop anni 60, un po di elettronica. Insieme a Olly Riva, cantante degli Shandon e produttore del disco,abbiamo unito la tradizione a qualcosa di nuovo.

    Domanda che discerne dallambito musicale. Vivisezione: cosa ne pensi di questa piaga?E un argomento molto delicato. Ho un cugino che si batte molto per la causa animalista. Io sonoun po meno attiva in questo senso ma appoggio tutte le iniziative a favore degli animali. Chi fa male a un animale fa male anche a se stesso e non

    ha capito cosa vuol dire la parola amore.

    Abbiamo visto il video del singolo Ultimo tango. E davvero molto interessante. Ce ne parli?Angelo Poli il regista del videoclip. E stato bravissimo e sicuramente collaboreremo ancora insieme in futuro. Non era facile comunicare quello che canto nel pezzo ma Angelo riuscito perfettamente nella mission lavorando molto con la fotografia, alternando molto immagini a colori e il bianco nero. I ballerini che appaiono nel video sono 2 insegnanti di tango (Luca Giadima e Marzi Colangelo), vorremmo addirittura inserirli nei concerti live. La loro performance nel video stata veramente un grande valore aggiunto. Sarebbe bello dunque riuscire a creare un spettacolo che includa anche la danza, unaltra mia grande passione che porto avanti da oltre 20 anni.

    I tuoi prossimi impegni artistici?Stiamo strutturando un tuor promozionale per presentare il nostro disco in situazioni sia electro che acustiche. Avremo date in tutta Italia: seguiteci su www.kettypassa.it dove potrete vedere direttamente tutte le date. Per il momento vi poss dire che il 4 maggio sar al Vinile Club di Ros (Vicenza) e il 17 maggio allUna e trentacinque circa di Cant (Como).Che dire? Kettypassa davvero unartista molto interessante e completa. Il disco CantaKettypassa in vendita in tutti i negozi di dischi, il videoclip del singolo Ultimo tango online. Il sito ufficiale www.kettypassa.it. Tutti i riferimenti quindi ve li abbiamo dati. Ora tocca a voi scoprire la sua musica!Se vuoi vedere lintervista integrale in video vai su www.tmbtv.it sezione ON DEMAND - MUSICA &SPETTACOLO - programma OVERSOUND.

    ANTIPASTOFrutti di Mare gratinati, Alici ariganate

    Polpo rucola e pomodorini,Rostuna di Tonno, Millefoglie di Salmone

    PRIMO A SCELTA TRA:Riso Venere con scampi

    Linguine di Gragnano con pescato del giorno

    SECONDO A SCELTA TRA:

    Pescato del giorno alla palermitanaFiletto di Branzino pescato in crosta

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    regia Luca Ligatocon Alessandro Lussiana e Valeria Perdonresponsabile organizzativo e di produzione Monica De Giuli

    C un unico modo per farsi distruggere, permettere agli altri di trasformarti in qualcosa di diverso da quello che sei

    Debutter il 16 Maggio allo Spazio Tertulliano di Milano, la nuova produzione della Compagnia Alraune Teatro: After the end. Scritto dal drammaturgo contemporaneo Dennis Kelly, la pice unavvincente dramma psicologico e una pungente commedia nera dal ritmo serrato, duro e spiazzante che indaga sugli aspetti pi reconditi delluomo, sulle sue paure e sulla sua fragilit, attraverso una scrittura appassionante, raffinata e ricca di umorismo nero con un finale a sorpresa.Ambientato allinterno di un rifugio antiatomico, due ragazzi Mark (Alessandro Lussiana) e Louise (Valeria Perdon) parlano di unesplosione nucleare, probabilmente un attacco terroristico, che ha raso al suolo interi quartieri e ucciso molti dei loro amici e le loro famiglie. Mark riuscito a mettere in salvo Louise portandola in braccio, priva di sensi, nel suo

    rifugio, a causa del quale prima stato spesso preso in giro dagli amici.E in questo ambiente di convivenza forzata che aspetti pi profondi dellanimo umano crescono e tutto si trasforma in un gioco per il potere. I ruoli di vittima e carnefice si confondono, il confine tra il bene e il male diventa sempre pi labile e gli istinti prendono il predominio sulla ragione.Nel raccontarci il progetto, Luca Ligato, regista dello spettacolo, ci spiega come nellaffrontare il testo nella sua realizzazione sia stata fondamentale lambientazione della pice, il bunker, un luogo in cui le regole sociali, allinterno delle quali ci muoviamo ogni giorno