Trantran 20 sfogliabile online

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Con il Patrocinio di [ SPECIALE ] Max Poggini racconta Ligabue [ ACCADE IN BRIANZA, PAROLA CANTATA 2011 ] Luca Madonia Cristina Dona’ Nathalie Enrico Ruggeri [ MUSICA ] Piazzola Live Festival 2011 [ ESTATE IN CITTÀ ] Consigli per Agosto [ ANIMALI ] Enpa sez. Monza e Brianza: campagna contro l’abbandono [ SPORT ] Pro Lissone, 110 anni di storia www.trantran.net | n. 20 mensile | 28 Giugno_2011 | Distribuzione gratuita | Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in abbonamento postale -70% - CN/RE - n. 8/2011
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Il numero 20 di Trantran...Intorno a Monza & Brianza

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  • Con il Patrocinio di

    [ SPECIALE ]Max Poggini racconta Ligabue

    [ ACCADE IN BRIANZA,PAROLA CANTATA 2011 ]

    Luca MadoniaCristina Dona

    NathalieEnrico Ruggeri

    [ MUSICA ]Piazzola

    Live Festival 2011

    [ ESTATE IN CITT ]

    Consigli per Agosto

    [ ANIMALI ]Enpa sez.

    Monza e Brianza: campagna contro

    labbandono

    [ SPORT ]Pro Lissone,

    110 anni di storia

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    In questo numero...

    [ SOMMARIO ]

    Anno II - numero 20 - 28 giugno 2011Editore: Trantran Editore s.r.l.Sede e Redazione:Viale Cesare Battisti, 121Vedano al LambroC.F./P.I./RIMB 06774520966REA MB1864900Reg. Trib. di Monza n.1995 del 29/06/2010

    Fondatori

    Marta Migliardi, Elena Gorla,Adriana Colombo, Guido Bertoni

    Direttore

    Alfredo Rossi

    Capo Redazione

    Marta Migliardi

    Vice Capo Redazione

    Elena Gorla

    Inviata Speciale:

    Adriana Colombo

    Redazione

    Alberto Citterio, Juri Casati, Giulia Cavaliere, Gabry, Claudio, Fabio Paolo, Guido, Niccol, Gaber, Lorenzo, Sara Tripaldi, Marco Riva, Guido Caimmi, Massimiliano Bevacqua, Lorenzo Andrea Paolo Balducci

    Si ringraziano per questo numero

    Andrea Benesso, Paolo Mariani, Sabrina, Zia Teresella, Zio Giovannino, Adriano Mammano, la tartaruga Genny e il picchettare magico, Fantasa, lamico Gaber, Guido Benedetto, Alice per la sua inestimabile bellezza, Caracas 1 e Caracas 2, Umberto Grasso, Davide, Cristina Spagna e Joe, lo zompo di Luglio, leroico sopportare, lo stoico sbobinamento e la disperata stesura, i vigli di Monza, gli Energy drink e la comunit bengalese di Monza. Ci vediamo il 30 Agosto! Buone vacanze.

    In copertina

    Max Poggini e LigabueFoto di Alessio Pizzicannella

    Per contattarci

    [email protected]@[email protected]@trantran.net

    Progetto grafico, impaginazione,raccolta pubblicitaria

    Direttore Responsabile e Amministratore Unico Genesio Ferrari

    SedeVia Degani, 1 - 42124 Reggio Emilia (RE)Tel. 0522.232092 - 926424Fax [email protected] www.eridania-editrice.it

    Stampa

    Grafiche2000 - Cassinetta di Lug. (MI)

    Tiratura 26.000 copie

    vietata la riproduzione di testi, grafica, immagini e impostazione. Eridania Editrice s.r.l. non si assume nessuna responsabilit diretta e indiretta sullesattezza dei dati e dei nominativi contenuti nella presente pubblicazione, nonch sul contenuto dei testi, degli slogan, sulluso dei marchi e delle foto da parte degli inserzionisti.

    5 Editoriale

    6 Spunti di vista La pesantezza della scuola!

    7 Clochart 7 Parola Cantata 2011 neanche la pioggia pu spegnere larte14 Fabio Cinti: gli uomini che fanno il verso dellasino.17 Reunion dei Soerba: come a Casa Vianello 19 Bis!19 Piazzola Live Festival, la grande musica a cielo aperto 21 Libri per lestate. Il caso De Marchi22 Tutta mia la citt! Vita anticonvenzionale ad Agosto in citt

    23 Altrove Alla scoperta delle bellezze dAbruzzo. La variet a portata di mano

    26 In cuccia I volontari ENPA e i Vigili del Fuoco, insieme per salvare un gattino

    27 Verdissimo S.O.S. vacanza. Trucchi e segreti per la cura del verde domestico del vacanziere

    28 Brigantia 65 milioni di anni intorno al lago Alserio e due minuti di filosofia spicciola

    30 NonsoloMonza Lissone, Fermento brianteo fra design e cultura

    31 I segreti dello chef Allombra dell ultimo sole

    32 Reality 33 Raccontiamoci Liga: una biografia senza reticenze

    35 Langolo del pendolare Trrenitalia addio, arriva Trenord

    36 Di tutto un p Tutti (o quasi) al mare...

    37 Dalla Provincia La guida per la famiglia sugli eventi e gli itinerari della Provincia di Monza e Brianza

    38 Dal Comune MonzaEstate2011

    39 Sportivamente La ginnastica della Pro Lissone continua a crescere!

    40 Cosa succede in citt 43 Le sciure

  • E arrivata in redazione questa mail, che pub-blico quasi integralmente.

    Ho letto larticolo Le sette: un fenomeno ita-liano, apparso sul n. 16 di Trantran. Nellar-ticolo si cita Scientology in modo diffamato-rio, dimenticando che le accuse che lautrice rivolge gratuitamente alla chiesa di Scientology sono state rigettate dalla magistratura italiana (vedasi sentenza n. 1329, 8/10/97 della Cor-te Suprema di Cassazione e n. 4780, 5/10/00 della Corte dAppello di Milano). E forse il caso di ricordare che i Cristiani furono consi-derati settari sia dagli ebrei che dai romani del tempo per quasi tre secoli e che attorno a loro vennero divulgate le pi terribili leggen-de. Nellimmaginario popolare, i primi cristiani erano dei cannibali, poich cera la convinzio-ne che nelleucaristia si cibassero veramente del corpo di Cristo. Le folle arrivavano perfino a considerate del tutto meritato il loro marti-rio... Oggi abbiamo statuti e leggi come la Dichiarazione universale dei diritti delluomo e la stessa Costituzione Italiana che garanti-scono a ciascuno il diritto di scegliere la pro-pria religione, un diritto riaffermato anche nel vostro articolo, con la frase Ci che ciascuno di noi sceglie di professare come religione un diritto sacrosanto e inviolabile. Un diritto per spesso negato e leso da chi fa cattiva informa-zione, divulgando calunnie, esattamente come

    al tempo dei primi cristiani... Scientology una religione gnostica, un percorso spirituale. Il suo un messaggio di salvezza e verit. Molti suoi fedeli sono impegnati in importanti attivit sociali ed umanitarie... Per quanto riguarda il mito del controllo mentale, invito a leggere il libro Il lavaggio del cervello: realt o mito? del dottor Massimo Introvigne, sociologo, tra i pi noti esperti internazionali di nuove religioni e direttore del CESNUR (Centro Studi Nuove Religioni). La Chiesa di Scientology stata uffi-cialmente riconosciuta come ente religioso dai governi dei seguenti paesi: Albania, Argentina, Australia, Brasile, Costa Rica, Croazia, Repub-blica Dominicana, Ecuador, India, Kazakistan, Kenya, Kirghizistan, Nepal, Nuova Zelanda, Ni-caragua, Filippine, Portogallo, Scozia, Slove-nia, Spagna, Sud Africa, Sri Lanka, Stati Uniti

    dAmerica, Svezia, Taiwan, Tanzania, Unghe-ria, Venezuela e Zimbabwe...Chiunque voglia informarsi davvero su Scien-tology dovrebbe farlo direttamente, visitando una Chiesa di Scientology o visitando il sito ufficiale www.scientology.it.

    Il portavoce, Ester Galli La lettera nasce da questa frase contenuta nel nostro articolo: uno tra i tanti esempi (di cor-renti di pensiero dubbie) la Scientology ame-ricana. Quellaggettivo, AMERICANA, mette-va in evidenza quello che era successo con la Scientology originaria, che molte controver-sie ha suscitato nel mondo intero (accuse di spionaggio, truffa, circonvenzione dincapaci, disinformazione eccetera). E per completezza, se molti sono gli stati che hanno ufficialmente riconosciuto come ente religioso Scientology, lelenco di quelli che NON lhanno riconosciuto ancora pi lungo. Ci non toglie che, essendo daccordo con le affermazioni di principio contenute nella sua lettera, non ho nulla da obiettare se uno decide di aderire alla chiesa di Scientology e fare del bene al prossimo aderendo a quel credo.

    Alfredo Rossi

    [ EDITORIALE ]

    CE SCIENTOLOGY E SCIENTOLOGY

    [ Il Direttore ALFREDO ROSSIfoto di GAbRIELE bEnInI ]

    Ci che ciascuno di noi sceglie di professare come religione un diritto sacrosanto e inviolabile

  • [ SPUNTI DI VISTA ]

    LA PESANTEZZA DELLA SCUOLA![ di LOAnA E. TREvISOL, Dott. ssa in

    psicologia esperta in disturbi scolastici ]Siamo a giugno e finalmente, per la maggior par-te di alunni e studenti la scuola finisce. Restano ancora impegnati, per un mesetto, gli esaminan-di ma poi finir anche per loro il fatidico anno scolastico.In questo mese studenti, insegnanti e genitori si rilassano da quelle che sembrano le fatiche di Ercole e si lasciano andare, comunque sia stato lesito dellanno appena trascorso: se finito con una promozione si rilassano; se finito con una sospensione di giudizio (esami a settembre) o con una bocciatura se ne fanno una ragione e in ogni caso si rilassano lo stesso. I soggetti impegnati nella scuola lo sono per un periodo complessivo di nove mesi allanno eppure si stancano molto di pi di tutte le altre categorie di lavoratori che, in genere, sono impegnate undici mesi allanno. Come mai? Per quel che riguarda gli insegnanti strano perch questi si preparano per diversi anni per diventarlo e lo fanno sulla materia che amano di pi. Poi fanno concorsi, si arrampicano su gra-duatorie insidiose e aspettano anni infiniti per es-sere di ruolo e insegnare e quando, finalmente, lo fanno si accorgono che un lavoro faticosissimo, usurante, che in nove mesi ti sfianca! Che dire poi degli alunni, loro, in piena scuola dellobbligo , come afferma Carl Rogers (psicologo statuni-tense, 1902-1987) ... sono naturalmente moti-vati ad apprendere e dovrebbero esserlo anche oltre la scuola media perch sono loro stessi a scegliere a che scuola superiore iscriversi in base ai loro interessi e alle loro capacit. Gli unici veramente titolati ad esprimere le stan-chezze di fine anno scolastico sono i genitori per-ch non hanno scelto di insegnare ma si trovano a doverlo fare a casa con i compiti dei figli, non sono pi in et fertile per apprendere quindi sono in difficolt nel ripasso pomeridiano. Scegliendo di procreare avevano sicuramente immaginato di dover accudire, educare e sostenere i figli nella crescita, ma studiare con loro e ben altra cosa, e la scuola di oggi glielo chiede, anzi lo impone! Fin dalla scuola elementare i genitori sono conside-rati parte attiva dellinsegnamento: devono con-trollare il materiale scolastico, le cartelle, il diario, i compiti che vengano eseguiti a casa e anche i compiti fatti a scuola con i relativi giudizi e, tutto

    questo deve essere avvallato dalle firme per at-testare di averlo fatto davvero. Poveri genitori!Sono una psicologa scolastica e lavoro da nove anni nelle scuole e mi rendo conto di quanto siano torturati i genitori; ne vedo arrivare di continuo allo Sportello dAscolto Psicologico praticamente disperati, afflitti, rosi dal senso di colpa per non essere in grado di seguire, come dovrebbero, i loro figli a scuola. Ce ne sono di tutte le estrazioni sociali: donne in carriera, ca-salinghe, operai, manager, liberi professionisti e stranieri. Tutti arrivano in questo spazio neutro con un sentimento misto tra il preoccupato, il rassegnato e larrabbiato ed esprimono il loro sentimento di inadeguatezza rispetto a questa scuola cos difficile per i loro bambini.La scuola dovrebbe, invece, essere facile per i bambini, facile divertente e stimolante. Dovrebbe far nascere le curiosit, dare strumenti diversi per risolvere problemi, insegnare i metodi pi sem-plici per giocare con i numeri. Dovrebbe svelare i segreti delluso della parola, aiutare a capire la forza e il fascino del sapere, svelare la bellezza del piccolo mondo in cui viviamo e del grande mondo che esiste oltre confine. Dovrebbe aiuta-re a capire, attraverso il passato, cosa e possibile aspettarci dal futuro. Dovrebbe appassionare allo studio e non demotivare. Dovrebbe far emergere le difficolt degli alunni per trovare con loro le vie pi facili per superarle e non demonizzarle fino a far sentire il bambino in difetto. Perch la scuola oggi non tutto questo?Sicuramente una parte di colpa possiamo trovar-la nei fatidici Programmi, le insegnanti sono in-gabbiate nei programmi. Le frasi tipiche che sen-to a scuola dagli insegnanti pi affannati sono: sono indietro con il programma, non riesco a finire il programma e ho ancora bambini che non riescono a stare al passo con gli altri. Il Programma, deciso, immagino, da una qual-che Commissione del Ministero dellIstruzione, sembra qualcosa che arriva da lontano e che poco ha a che fare con la classe di allievi che linsegnante ha di fronte a s. Poi ci sono i Pro-getti, altro elemento alieno che arriva da non so dove ma che bisogna seguire. Ogni scuola ha un tot di progetti da proporre ed attuare che spesso esulano dal Programma e addirittura lo ostaco-lano. Quindi esistono Programmi complessi e Progetti fantasiosi che li ostacolano! Poi ci sono i VOTI, belli e gratificanti per i bambini, pochi, che

    vanno bene a scuola, ma veri e propri incubi per i bambini, tanti, che vanno cos cos (o male) a scuola. La legittimit dei voti fa parte di quei di-lemmi irrisolvibili che la scuola si porta sul grop-pone da tempo. Nel corso della storia qualcuno ha provato a trasformarli in giudizi, in percentuali, a farli diventare politici, ad eliminarli del tutto ma sono come un elastico: tornano! Oggi, dopo tan-te battaglie e contestazioni, sono tornati, sotto forma di numero, come quarantanni fa, quando andavo a scuola io. Nulla cambiato sono sem-pre loro, dall1 al 10, lo zero non si da per prin-cipio, dal 5 in gi sono brutti voti. E i voti brutti sono demoralizzanti per tutti: per gli insegnanti che sono costretti a darli, per gli alunni che de-vono portarli a casa e per i genitori che devono sgridare e punire chi li ha portati a casa. Accanto a programmi, progetti e voti, ci sono an-che una serie di altre variabili che giocano contro una scuola incoraggiante, motivante e creativa: le difficolt oggettive dei bambini che, a diffe-renza di un tempo, oggi si conoscono e si de-vono affrontare, purtroppo con una persistente preparazione inadeguata degli insegnanti! Cos, disturbi specifici dapprendimento, ansie scola-stiche, difficolt di linguaggio e disabilit certifi-cate di diverso tipo dovrebbero essere seguite in modo professionale con insegnanti preparati a farlo. Invece di investire nella preparazione assi-stiamo a continui tagli soprattutto al sostegno e alle compresenze. In conclusione oggi c ancora molto da fare per arrivare ad avere una scuola semplice, incorag-giante, appassionante, a misura di bambino, che faccia arrivare tutti a giugno non pi stanchi e demotivati ma tristi, tristi perch lanno scolasti-co E GIA FINITO!

    La Dott.ssa Loana E. Trevisol, esperta in di-sturbi scolastici, riceve presso: Polidiagnostico CABVia IV Novembre 26Barzan (Lc)Studio medicoVia Marconi 29Lesmo (MB) tel. 333 2601797

  • [ CLOCHART ]

    [ di MIGLIARDI e GORLA. Con la collaborazione di COLOMbO Foto di STEFAnO POnTI ]

    17 Giugno 2011. Si aprono le danze di Parola Cantata, happening della musica dautore a Brugherio. E si aprono con il profumo di don-na, nel Venerd di Venere, cos come ideato dal direttore artistico Mauro Ermanno Gio-vanardi. E venerd 17. Il cielo non promette bene, ma nonostante qualche goccia tenti di fermare gli incontri, tutto comincia in perfetto orario alle ore18.00, alla Casa del Popolo con uninteressante e vivace presentazione.

    Si parla di corpi di donna, di arte, con grazia e ironia, cosa assai rara di questi tempi. Michele Monina racconta il suo progetto (disponibile da luglio), Anatomia Femminile, dove 23 cantautrici, stimolate dallautore, regalano can-zoni dedicate ad una parte femminile del corpo, il tutto coadiuvato dalle immagini della fotografa Zoe Vincenti che ha ritratto le parti anatomi-che che ognuna ha scelto e cantato. Monina dice di aver proposto questo progetto alle can-tautrici soprattutto via internet: avevo paura di essere scambiato per un maniaco, confessa ridendo. Ma ci spiega soprattutto com nata in lui questa idea: un atto damore verso la fi-glia adolescente che presto si trover davanti ai cambiamenti del corpo e della vita. Le cantau-

    PAROLA CANTATA 2011 NEANChE LA PIOGGIA PU SPEGNERE LARTE

    Elisabetta Citterio e, sullo sfondo,

    Michele Monina

  • Ho scelto per passione di suonare tantissimo nei localetti e localoni, ovunque.

    Ho aperto anche concerti dei La Crus e di Cristina Don:

    una bella palestra, parliamo di otto anni fa

    ed era gi un bel po che suonavo.

    Nathalie

    [ CLOCHART ]

    Nathalie durante il live

  • [ CLOCHART ]

    trici interpellate si sono ingegnate con grande creativit ed evidenziando le loro diverse sensibilit, scegliendo ognuna una chiave interpretativa dif-ferente. Dallironica ed eclettica Elisabetta Citterio che ne Il naso per caso (orecchiabile e arguta canzone), canta mi rifaccio il naso, mi rifaccio il naso, alla pi delicata e romantica Ilaria Pastore che, finalmente, ri-dona alla gambe delle donne anche il valore del movimento, del mezzo di trasporto verso qualcuno o qualcosa, gambe simbolo di avvicinamento e grazia.Il tempo di sorseggiare un prosecco e arrivano, sempre alla Casa del Po-polo, Erica Boschiero e Laura Campisi, vincitrici del Premio Bian-ca (dedicato ai nuovi talenti femminili). Di rilievo il duetto finale tra le due promesse, una sorta di ninna nanna a due voci: splendido ed ipnotico, da brividi sulla pelle. Ma ecco che alle 20.30 si aprono i cancelli di Villa Fiorita, location dei concerti serali. Il tempo incerto non ha scoraggiato la gente, ombrellini in borsa, cerate e cappelli e tutti ad ascoltare queste meravigliose voci femminili: Susanna Parigi, Patrizia Laquidara, Nathalie, Cristina

    Don e Paola Turci.Dietro le quinte, scambiamo due parole con alcune di loro, cominciando da Cristina Dona, due volte premio Tenco: Quando ho cominciato a fare musica, non avrei mai pensato di arrivare a un contratto io facevo la scenografa. Sentivo che la musica mi ha, da sempre, dato pi di qualsiasi altra attivit ma non credevo di riuscire a farlo diventare un lavoro, ancora adesso non facile! Amo fare i live, e per que-sto i miei tour sono sempre stati piuttosto lunghicerto adesso con un bimbo di due anni e mezzo le cose sono un po cambiate, per cerco di conciliarle, come tante donne, come tante madri che lavorano in Italia.Cristina ci parla anche del suo rapporto con Mauro Ermanno Giovanardi e Manuel Agnelli (che si esibiranno lindomani sempre sul palco di Villa Fiorita, nel sabato di Saturno, la giornata degli uomini.)Si pu dire che io sia nata con loro, ho cominciato a suonare le mie prime canzoni dal vivo perch aprivo i concerti dei La Crus che mi avevano un po adottata e mi portavano in giro. Contemporaneamente lavoravo al mio primo disco con Manuel come produttore e mi hanno assistita per parec-

    Giordano Casiraghi (a sinistra)

    e Marco Ferradini (a destra)

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    [ CLOCHART ]

    chi anni, quindi per me sono come dei fratelli. E sono felice di vedere che comunque tutti e tre con le nostre strade e con le nostre diversit, siamo ancora qui, oggi.In merito ai due premi Tenco che le sono stati assegnati nel corso della carriera, dice: quei premi mi hanno dato la forza di crederci anco-ra di pi ed ho sentito anche la responsabilit che a volte pu pesare, tipo ansia da presta-zione, ma sono stati importanti. Non mi piace sbandierarli, ma li tengo custoditi e quando li riguardo mi ricordo con emozione quei bei mo-menti molto gratificanti.

    Appena scesa dal palco, dove ha incantato tutti con la sua musica, ci rivolgiamo a Nathalie ai pi nota dopo la sua partecipazione (e vittoria) ad X Factor ma in realt la carriera di questar-tista nasce molti anni fa: Ho scelto per passio-ne di suonare tantissimo nei localetti e localoni, ovunque, ci racconta, ho aperto anche con-certi dei La Crus e di Cristina Don: una bella palestra, parliamo di otto anni faed era gi un bel po che suonavo. Sono curiosa, ho fatto tante cose, anche musical..non mi sono fatta mancare niente!. Quindi sia anche ballare? Le domandiamo in-curiositeNo, risponde, erano musical pi che altro teatrali, per mi sono divertita a uscire un po dal personaggio e togliermi alcune delle mie maschere. Come diceva Pirandello, ognuno di noi ne ha tanteAnche fare musica mi da la possibilit di esprimermi con altre modalit, di svelarmi e di cambiare prospettive. X Factor comunque, ci tiene a precisare la cantautrice, stata unesperienza molto in-tensa e mi ha dato la possibilit di avere grandi riscontri e amplificare quello che gi facevo e adesso vado avanti con le tourne e devo dire che il tutto ha una connotazione quasi surreale: dopo tanti anni sentire le persone che cantano le mie canzoni, davvero strano.Finisce la serata. Il brutto tempo ha risparmiato le performance di questo Venerd di Venere e gli ombrelli sono rimasti nelle borse: un atto di ga-lanteria verso queste donne dalle forti e brillanti personalit che con le loro parole e le loro note, con la perseveranza e la passione ci ridonano la dignit e il decoro, la grazia e la bellezza di essere donne. Comincia il Sabato di Saturno, ricchissima giornata dedicata alla parola maschile. E comin-cia niente meno che con un pranzo in compa-gnia di Franco Battiato, al ristorante lounge Controluce di Brugherio. Non c dato sapere cosa accadde tra le mura del riservatissimo happening. La leggenda narra che sia sceso da un disco volante, avvolto da un fascio di luce luminoso portando larmonia e la positivit dei suoi 41 anni di meditazione. Out of limits per i giornalisti. Beati coloro che pranzarono con il Maestro. Sappiamo per certo, avendo do-mandato ai commensali che uscivano dopo tre ore abbondanti dal locale, che Battiato stato molto giovale e generoso, ironico e sagace nei racconti della sua vita e della sua filosofia. Noi

    Luca Madonia durante lintervista

    Io guardo me stesso

    dallesterno. E chiaro che le

    canzoni nascono dai miei stati

    danimo da amori da indignazioni,

    da momenti di gioia e da

    depressioni. Luca Madonia

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    labbiamo visto andare via in auto, quindi sfatiamo la leggenda e crediamo che lalieno sia ancora tra noi. Indagheremo e chiss che qualche testimo-ne del pranzo, magari in futuro, possa tramandarci le parole del Maestro.Ci spostiamo alla Biblioteca Civica, dove Matteo Guarnaccia presenta, condotto da Enzo Gentile, il suo nuovo libro Bob Dylan Fun Book, dove fun (per un gioco di assonanza) sta per divertimento e fan. Il libro dedicato a Dylan davvero un pezzo raro, 1000 copie numerate piene di curiosit, foto e rarit sullartista, con una grafica molto accattivante e originale.

    E gi il momento di dirigersi verso la Casa del Popolo dove a breve Mar-co Ferradini, con la conduzione di Giordano Casiraghi, presenter il di-sco e spettacolo teatrale La mia generazione, tributo al bravissimo e troppo poco ricordato e celebrato Herbert Pagani. Ferradini, che con Pagani condivideva una profonda amicizia, racconta la vita e lopera del-lamico attraverso aneddoti divertenti (come quello che li vide eremiti in un paese di montagna dopo essere stati entrambi scaricati dalle compagne dellepoca e che port, nella noia delle lunghe serate, ad arditi giochi di chitarre attorno al fuoco dai quali scaturirono canzoni, tra cui la celebre Teorema che decret il successo presso il grande pubblico dello stesso Ferradini) e, soprattutto attraverso la musica e le canzoni di Pagani. Il di-sco uscir nellautunno e noi, di certo, torneremo a parlarvi di questo in-teressante progetto-tributo ma, intanto cogliamo loccasione per rivolgere a Marco Ferradini, che oggi ci ha parlato di passato, due domande sulla percezione del presente, su quella che , a suo avviso, la condizione della musica oggi: Forse unimmagine forte ma credo che noi musicisti siamo un po come le cozze: assorbiamo e filtriamo quello che ci sta attorno e sulla base di ci che filtriamo poi creiamo. Il musicista produce quello che assorbe. Siamo un insieme di suoni e parole che scaturiscono da quello che ci sta attorno ed ascoltiamo. Negli anni 60 e 70 tutto era nuovo, ogni semplice suono che ci arrivava era una cosa inaudita, mai ascoltata prima. Quando arrivarono i Rolling Stones con Satisfaction e quellattac-

    Mauro Ermanno Giovanardi [ CLOCHART ]

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    Manuel Agnelli sul palco di Villa Fiorita

    co di chitarra cos caratteristico, tutti rimasero allibiti. Che cos era? In realt era un suono rea-lizzato con un distorsore ma ricordo che una volta qualcuno mi disse una sega elettrica ed iogli credetti! Eravamo a questo livello di ingenuit! Da musicisti eravamo abituati a crea-re il suono sperimentando con la materia come se fosse plastica, creando, dunque, come un artigiano qualsiasi. E l era racchiusa lanima, in quel suono. Adesso invece sufficiente schiac-ciare un tasto ed il computer ti offre tremila suoni gi preconfezionati, gi studiati. E questo esempio del suono pu essere riportato su tut-to. Che genere di musica fai? Un altro tasto ti offre una vasta serie di proposte per la base di ogni genereTutto questo, io credo, ha ucciso la libert del musicista perch ne limita, in realt, lo spazio di azione limitando la necessit di ri-cerca. La libert, io credo, spesso nasce proprio dalla povert, la creativit nasce dalla necessit, dalla famequando si vive in una condizione in cui tutto gi stato creato ed pronto alluso si vive una condizione di grande confusione det-tata dallimpossibilit di focalizzare, dallincapa-cit, dunque, di scegliere. Penso che questo sia proprio il problema dei giovani di oggi, non solo a livello musicale, il problema della scelta. Que-sto perch tutto sembra cos fascinoso, dotato

    di una propria valenza e bello, e tutto, per di pi gi pronto e confezionato, di proprio, sembra, non occorre aggiungere niente. Ed il nocciolo del problema qui: senza la sperimentazione e lagire non si cresce. La crescita data dall errore, dalle proprie potenzialit che si affinano man mano attraverso la creazione. Se invece tutto gi fatto finisce che non si crea pi nien-te e la mancanza di creazione genera persone intimamente vuote. Questo perch non hanno vestito linteriorit, non lhanno coltivata, hanno un abito perfetto masotto il vestito niente. Si finisce col ridursi a mero apparire. La musica un espressione dellanima quindi, spesso, alcu-na musica non che leco di questo vuoto. Mi fa sorridere lidea di un ragazzo cresciuto in un ricco quartiere milanese che, ce ne sono parec-chi, fa rap. Il rap un linguaggio sporco e duro, nato da un ambiente sporco e duro come grido di rivolta e riscossa. In centro a Milano il rap, io penso, solo apparenza e maniera. Il figlio del ricco milanese non pu fare rap, pu solo schiacciare il tasto del PC ed abbinarci frasi di vite che non ha mai vissuto. E se non c vita non c creativit.Ci congediamo dalla chiacchierata con Mar-co Ferradini e gi si stanno accomodando nel salotto del cortile della Casa del Popolo i pro-

    tagonisti del prossimo incontro, Brunori sas, Manuel Agnelli (Afterhours) e Luca Ma-donia, per una chiacchierata dallemblematico titolo Dimmi cosa canti e ti dir chi sei, attorno al lavoro del fare canzoni. Guidati in modo rit-mato e divertito dalle domande della dinamica conduzione di Niccol Agliardi, i tre autori raccontano le tre personali soggettive del me-stiere di musicista, in bilico fra privata emotivit e pubblica rappresentazione. Perch nasce una canzone, cosa significa per il suo autore e come viene interiorizzata dal pubblico? Temi comples-si e privati sviscerati con ironia e sincerit che hanno scatenato il pubblico presente in unam-pia serie di domande ai tre autori, prolungando lincontro ben oltre lorario di cartellone: i con-certi di Villa Fiorita stanno per iniziare e gli artisti sono costretti a congedarsi in vista dellimmi-nente appuntamento.Prima di scappare sul palco Luca Madonia si intrattiene con Trantran per una chiacchierata ed approfittiamo della sua disponibilit per rivol-gergli, anche noi, qualche domanda: Come ti approcci alla scrittura dallinter-no o dallesterno, ossia cerchi di guar-darti dentro o di vederti dal di fuori?Io guardo me stesso dallesterno. E chiaro che le canzoni nascono dai miei stati danimo da

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    amori da indignazioni, da momenti di gioia e da depressioni per per non darmi allinerzia ci sono dei momenti in cui decido di lavoraree mi osservo. Poi se sono in un momento di gra-zia nasce una canzone, se, invece, sono in un momento sfigato non accade nulla.Nellhappening odierno A pranzo con lautore, era ospite Franco Battiato, come te siciliano, e si sollevato il tema del legame con le originiIn tema di origini io mi sento un po controver-so perch io sono un po un bastardonenel senso che mio padre era di Forl, mia madre di Roma ed io, invece, sono nato a Catania dove ho praticamente sempre vissuto e continuo a vivere. Tutto questo miscuglio ha formato ed ha contribuito a determinare quello che sono e fac-cio. I miei luoghi topici sono certamente la Sicilia ma anche la Romagna dove c la casa di fami-glia e dove io mi reco molto spessodal punto di vista artistico, pur non avendo mai fatto nulla in siciliano o che parlasse di Sicilia, tuttavia il vivere in quella terra, lassorbire certi colori, certi odori, la presenza incombente dellEtna, sono tutte cose che anche se non in modo diretto, confluiscono nella mia sensibilit artistica ed influiscono sulla composizione. La Sicilia nelle mie canzoni cos: centra e non entra.

    Nella tua partecipazione sanremese ti abbiamo visto collaborare con Franco Battiato che ha fatto una partecipazio-ne per il tuo brano LAlieno. Com stata questa collaborazione?C una grande amicizia ed io ho vissuto que-sta collaborazione come un grandissimo gesto damicizia da parte suaabbiamo collaborato per alcuni brani del disco e lui ha capito che la sua partecipazione sul palco per me pote-va essere importante:ed venuto e per me stata una grandissima gioia perch quei trenta secondi della mia canzone fatti alla Battiato sono stati un momento importante. Ma credo che alla fine si sia anche divertito a Sanremo perch un personaggio talmente grande, talmente trasversale, che non teme nulla, non gliene frega niente di un palco piuttosto che di un altro.Definisci LAlieno, il tuo ultimo album, con un aggettivoEvanescente, per quanto riguarda la coperti-na e molto tosto per quanto concerne i con-tenuti!

    Lartista si congeda, laria gi porta le prime note che si alzano dal palco di Villa Fiorita: Brunori sas gi in scena, noi corriamo verso lo spet-tacolo. Nella serata assistiamo alle esibizioni di Amor Fou, Luca Madonia, Manuel Agnel-li, e Mauro Ermanno Giovanardi.Manuel Agnelli a Villa Fiorita si esibisce per la prima volta e solo per questa occasione, senza gli Afterhours, e regala al pubblico un concer-to acustico ricco di forza e suggestioni. Anche da solo esprime magistralmente la potenza dei pezzi che hanno decretato il successo del grup-po. Propone brani fra un repertorio di classici alcuni aspri come la Ballata per la mia piccola iena, incisivo e diretto anche in questa inedita veste fino alla ballata, perfetta in questa ese-cuzione a chitarra, come Bianca.

    E il padrone di casa, Mauro Ermanno Gio-vanardi, direttore artistico della manifestazio-ne, che chiude la serata con quella che , a tutti gli effetti, la prima data del suo nuovo tour (che proseguir per tutta lestate in giro per lItalia. Per le date si veda il sito www.mauroermanno-giovanardi.it). Un concerto emozionante, aperto con il successo sanremese Io Confesso, che ha

    saputo coinvolgere e incatenare il pubblico no-nostante un tempo inclemente.

    Un sole finalmente splendente si affaccia sul-la Domenica del Villaggio, e rende ancora pi bella latmosfera di questa terza giornata dincontri. Al ristorante Controluce, per lap-puntamento A Pranzo con lAutore, la volta di Enrico Ruggeri che in veste di romanziere presenta ai commensali il suo primo romanzo Che giorno sar? (Kowalski, 2011).Una chiacchierata divertente e divertita in cui Ruggeri, pungolato dalla sarcastica ed arguta Tiziana Cera Rosco, parla della propria espe-rienza da romanziere, del libro, e, naturalmente, di musica. Dal tavolo scherza sulla particolari-t dellincontro: la famiglia gi partita per il marefacciamolo pi spesso altrimenti la do-menica a pranzo mi tocca arrangiarmi frugando nel frigorifero! e si racconta con ironia, parlan-do con un cinismo volutamente esasperato, del suo rapporto con le donne, con i suoi figli, con la sua arte. Il romanzo intrigante, il finale sor-prendente ma per ora vi lasciamo ogni curiosit: ne riparleremo in modo pi approfondito nel nu-mero che uscir il 30 agosto, nel nostro spazio dedicato a libri ed autori

    La giornata solo agli inizi, la Domenica del Villaggio proseguir fino a sera, noi dobbiamo scappare: le macchine sono gi calde, la tipo-grafia mette fretta. Trantran deve andare in stampa! Vi salutiamo qui vi ma sul sito www.trantran.net potrete proseguire con noi fino a sera questo viaggio nella musica dautoreVi lasciamo con una banale riflessione, ma spesso le banalit ignorate diventano pi im-portanti delle originalit urlate: sono passati tre giorni. Tre giorni in cui si cantato, ascoltato, suonato, parlato. Di donne, di testi, di Herbert Pagani, di Pietro Ciampi, di parole, paesaggi, origini, di Bob Dylan, di libri, di cultura e di arte. Giorni in cui ci stato dato spazio e ci siamo presi spazio per ricordare, pensare, creare e respirare. Sono rare queste giornate, sono pre-ziose boccate daria. Lunga vita a Parola Cantata, e grazie a tutti coloro che lhanno realizzata e amata.

    Manuel Agnelli a Villa Fiorita si esibisce per la

    prima volta e solo per questa

    occasione, senza gli Afterhours,

    e regala al pubblico un

    concerto acustico ricco di forza e

    suggestioni.

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    FAbIO CINTI:

    GLI UOmINI ChE FANNO IL vERSO

    DELLASINOIntervista a cielo aperto

    [ di MARTA MIGLIARDI ]LEsempio delle mele lalbum di esordio di Fabio Cinti, uscito l11 febbraio 2011 dopo, come dichiara lui stesso, un lungo travaglio. Vanta prestigiose collaborazioni, da Pasquale Panella a Livio Magnini, Massimo Martellotta (Calibro 35) e Massimo Spinosa senza, ovviamente, dimenticare la partecipazione di Marco Castoldi, in arte Morgan. Paragonato spesso a Franco Battiato, forse per i testi eclettici e curati ed il timbro della sua voce, Fabio Cinti non pecca mai di presunzione ed davvero un artigiano della musica. Anche se non propriamente brianzolo, lui Monza la conosce bene pertan-to vorremmo restituire il favore e farlo conoscere meglio ai nostri concittadini e non solo. In merito al titolo del suo disco aveva dichiarato (in una prece-dente intervista di Andrea Turetta) : Se scendessi gi in strada e chiedessi a una persona qualunque di farmi un esempio delle mele sono sicuro che almeno uno gli verrebbe in mente. Da Adamo ed Eva a Guglielmo Tell, da Biancaneve a Newton, da Platone a Quando gli mando le domande via mail mi risponde: mi sono divertito a ri-spondere, perch riguardano pi me che il disco e questo incuriosisce.Fabio ha ragione: non sono una critica musicale e non pretendo di esserlo. Mi piace incontrare persone e non riesco a separare luomo dallartista: credo sia una dicotomia imprescindibile. Il suo disco lho ascoltato e mi piaciuto. Ma ancora di pi sono stata sor-presa dallessenza umana che traspare dalle sue parole: pacate, ricercate, anche dure ma mai urlate. Prima dellintervista lavevo incontrato a Cremo-na, in occasione della reunion dei Soerba (si veda pag. 17), sotto un cielo umido, come lacrime appena versate, ma che volgeva al sereno e ci ha

    concesso una birra allaperto chiacchierando del pi e del meno. - La pietra donata da un amico una mela- (proverbio cinese). Questo il mio esempio delle mele.

    LEsempio delle mele, il titolo del tuo primo album. Com nato questo progetto?Questo primo album ha avuto un travaglio, se cos si pu dire, molto lungo. Gi da un po le cose sono cambiate discograficamente, in generale dico, e non ho mai avuto lidea precisa di fare, per esempio, un disco fisico. Cosa che arrivata dopo, con lincontro di Simone Di Turo (che con la sua im-maginazione mi ha convinto subito...) e di Sounday, la label con la quale collaboro. E dai tempi delladolescenza che scrivo canzoni: sapevo che prima o poi avrei dovuto raggrupparne un po ma non mi sono mai chiesto come. Poi le cose sono maturate da sole. Ho incontrato persone che mi hanno dato la chiave per capire certe cose, altre che mi hanno spinto nella direzione opposta a quella che stavo prendendo. La cosa che potrei dire curiosa che se fosse passato ancora del tempo prima di pubblicare LEsempio delle Mele avrei ancora cambiato qualcosa, la scaletta dei brani per esempio o addirittura il titolo!Non mi piace fermarmi o portare ostinatamente avanti idee che non hanno le gambe per poter andare da sole. E questo disco, in qualche modo, si fatto da s...

    Quanto sono importanti per te i titoli?I titoli sono come le insegne dei negozi, quando sono brutte non ti viene

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    gran voglia di entrare. E se entri hai la predisposizione ad avere qualcosa da ridire su tutto. E molto difficile azzeccarli (molto pi difficile che azzeccare uninsegna...). Per quanto mi riguarda cerco sempre unalterit nel titolo, meglio ancora se nella canzone non compaiono le parole che lo compon-gono anche se a volte si quasi obbligati...LEsempio delle Mele per esempio viene da una specie di racconto-barzel-letta di uno sconosciuto. Quando lho sentito non ci ho pensato ma a distanza di anni, quando mi tornato mi in mente, mi sembrato perfetto... I motivi della coerenza sono lincoerenza, lassurdo e, appunto, lalterit.

    So che, oltre che con le note, ti diverti anche molto con i giochi di parole. Come si fa a non cadere nel manierismo?Beh s, lho sempre fatto, dai tempi del liceo. Trovo che le parole siano dei mondi a s stanti, la grammatica poi un argomento che mi ha sempre affascinato. Si gioca tutto sul piano della comprensione e del fraintendimento, del ca-povolgimento, del senso e del controsenso. Questo meccanismo appar-tiene per esempio anche alla satira, o alla comicit pi raffinata. Se penso a Dario Fo, al Grammelot, in cui le parole non esistono eppure si capisce tutto! Non passa giorno in cui non mi diverta da solo con battute, o fred-dure, di questo genere e devo dire che ho trovato dei compagni di gioco che mi hanno sempre dato grosse soddisfazioni, come Morgan (credo che le migliori risate della mia vita vengano da momenti esilaranti passati con Marco a inventare paradossi, a volte portati anche sul palcoscenico...) o come Massimo Spinosa che un maestro assoluto. Molte delle idee che ci passano per la testa vengono proprio da questo frullare le parole e le frasi in modo divertente... Il manierismo s, sempre in agguato e per non caderci basta non prendersi troppo sul serio, consci di non essere dei Bartezzaghi...

    Hai vissuto tra Roma e Milano (passando per Monza). Mi descrivi queste tre citt con pochi aggettivi?Roma non lho mai amata molto: ci ho studiato e vissuto ma non mi ha mai dato grosse opportunit, non mi riguarda molto, caratterialmente sono distante dalla Capitale. Direi di Roma che rumorosa e lenta. Monza stata una scoperta... naturalmente lego questa citt alla mia ami-cizia con Morgan quindi ho dei ricordi molto particolari non solo per la loro qualit, per il contenuto, ma soprattutto per come sono stati vissuti. E una citt scostante e solitaria. Milano mi piace molto, sapevo mi sarebbe piaciuta anche quando ne sen-

    tivo solo parlare (male dai romani...) e conto di restarci ancora molto. Come tutte le grandi citt ha i suoi difetti, per la sto vivendo in un momento di cambiamento generale e chiss che non riservi nuove sorprese anche per quanto riguarda il mondo della musica, che storicamente ha avuto, in que-sta citt, un posto importante tra le attivit. Non trovo aggettivi per Milano, forse cangiante...

    Scrivi molto bene (leggo su fb le tue note, sempre originali, ac-comunate da un uso eclettico degli aggettivi). Quali sono le tue influenze letterarie?Grazie... Come la maggior parte degli adolescenti della mia generazione ho letto molto e non forzatamente ma per il puro gusto di farlo. Con i compagni di scuola si parlava di letteratura e quella stata una vera e propria scuola, pi dellora di italiano (anche se ho avuto la fortuna di avere insegnanti molto in gamba). Sono partito dai classici, che consiglio a tutti perch sono pi divertenti e fluidi di quanto, proprio a scuola, ci facciano intendere. Uno immagina che leggere Thomas Mann sia unimpresa titanica, che sia cosa difficile, da secchione, peggio, da noiosi... e invece un piacere e un divertimento che autori moderni o contemporanei non danno. Quando sento dire che peso leggere un mattone di Tolstoj... mi viene da pensare che chi lo dice non lha mai fatto e non sa quel che dice.Ho adorato Mann, Stendhal, Cervantes (i ragazzi di quindici anni dovreb-bero leggere tutti il Don Chisciotte, lo leggerebbero volentieri e avrebbero molte armi in pi...) e altri classici europei soprattutto, e tra i contemporanei Roberto Calasso, Jos Saramago, Giorgio Manganelli. Ma sono sempre stato vorace e perci ho letto di tutto anche se pi passano gli anni pi di-vento selettivo. In questi giorni sto leggendo un bellissimo, semiconosciuto, romanzo di Jack London (quello di Zanna Bianca per intenderci), Il Vaga-bondo delle Stelle, e un libretto di Alan Bennet, Nudi e Crudi, che fa molto ridere...

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    Mai pensato di fare lo scrittore?Lo scrittore, uhm... Credo che pi che farlo bisogna esserlo, un po come il musicista... Scrivo molto, forse abbastanza per poter dire di esserlo, se-condo certi canoni. Mah... Bisognerebbe che qualcuno dia unocchiata ai contenuti, non saprei dire... La letteratura ha un buon legame anche con la vecchiaia, cosa che il palco fa fatica ad avere...

    Cosa significa, per te, avere successo?Spesso si confonde il successo con la fama. Il primo la risposta positiva al proprio lavoro, tale, per esempio, da poterci vivere. Avere successo non comporta necessariamente una fama, almeno come la si intende oggi. E inutile ribadire che la tv ha distorto tutto in maniera orribile. Mi piacerebbe vivere del mestiere di musicista, a volte ci riesco ma molto spesso no. Sar perch non sono ancora famoso (quindi non ho ancora a che fare con la fama)? - e questo sarebbe sbagliato per come la vedo io. O sar perch non mi viene ancora riconosciuto fino in fondo il mestiere che faccio? E un mestiere, per, che non posso fare a meno di esercitare, per cui successo o no, fama o non fama, continuer a scrivere canzoni.

    Sei stato pi volte paragonato a Franco Battiato, forse perch (come leggo) esci dal seminato dei classici cantautori italianiTi rispondo cos... In una piacevole conversazione telefonica, proprio con Franco Battiato, si discuteva di questa cosa. E lui ha esposto la sua: quan-do qualcuno fa qualcosa di strano, di leggermente diverso dalla solita mine-stra la prima cosa che dicono : Battiato quelluscire dal seminato...Non posso negare le sue influenze, n che il mio timbro di voce abbia delle somiglianze. Per la gente dovrebbe un po staccarsi dai paragoni a priori. Le canzoni sono fatte per essere ascoltate e, anche se hanno somiglianze o rimandi, questo non vuol dire che ne debba risentire il giudizio estetico. Ma tant.Daltra parte, a pensarci bene, essere paragonato a Battiato una fortuna rara... Forse dovrei impegnarmi di pi per...!

    Fabio Cinti e la musica anni 80Uh... Ho una minuscola maglietta, di quando avevo 4 anni, ingiallita dal tempo e dal baule di mia madre, con una stampa in plastica che recita I am the son of Duran Duran. Me la regal mio fratello, forse reduce da qualche concerto... Perci puoi immaginare. Non tutto per mi piace di quegli anni. E innegabile che hanno dato un forte contributo allimmaginario comune per quanto riguarda un certo tipo di suono. Anche il pi sordo riuscirebbe a individuare sonorit anni ottanta in una canzone moderna... Pensa a Sweet Dreams (Are Made of This), del 1983...Tre motivi per cui vale la pena vivere.Ti giro la domanda. Albert Camus scrisse che bisogna amarsi molto per

    uccidersi. Ecco, la vita secondo me la viviamo per gli altri. E necessario che noi ci diamo agli altri. Anche larte non avrebbe senso se non ci fosse chi ne gode. Chi passa la vita a pensare di andarsene vive nella presunzione assoluta, nellamore viscerale della propria persona, in uno sfrenato narci-sismo. Non mi piacciono le persone cos, hanno in bocca sempre la solita parolina, in comune con il verso dellasino: io.Dunque si vive per gli altri e, per citare Pasquale Panella, si sopravvive a tutto per innamorarsi.

    Dove possiamo trovare il tuo album?Il mio album se non negli scaffali dei maggiori negozi di CD, lo si pu sem-pre ordinare da quei negozi! Noi poveri emergenti abbiamo, si sa, un trattamento diverso da Vasco & Co., la musica viene appunto catalogata per indice di fama. E il risultato questo. Oppure su iTunes, oppure dal mio sito (www.fabiocinti.it ), lo si pu ordinare per vederselo recapitare direttamente a casa.

    Progetti per il futuro? Sono previsti live questa estate?Da un po di tempo mi sto divertendo anche a scrivere per altri. Il primo lavoro a uscire - tra i pi grossi - dovrebbe essere quello di Andrea Giops, per il quale ho scritto e arrangiato tre canzoni. Poi alcune produzioni di ra-gazzi molto in gamba e di cui avr modo di parlare in modo approfondito sui miei spazi web.A piccoli passetti va avanti una, per ora segreta, collaborazione con Me-gahertz (al secolo Daniele Dupuis) e con Lele Battista, due amici che reputo artisti molto in gamba.E poi, la cosa che mi riguarda pi da vicino, sto per uscire con un singolo che spero faccia parlare per il suo argomento, singolo non incluso nellal-bum. Sintitola Waiting For My Bear...Di conseguenza dovrebbero uscire delle date...In autunno mi metter seriamente a lavoro sul secondo album che, come il primo, sta seguendo la sua strada da solo...

    Ti piace esibirti dal vivo? Molto, credo che sia unesigenza di cui un musicista non pu fare a meno. Purtroppo il genere di musica che produco spesso non si adatta a situazioni facili, per cui mi difficile esserci sempre.Il periodo storico che stiamo vivendo poi, fitto di ostacoli culturali e econo-mici, ha delle ricadute anche su tutto lapparato di produzione live, perci spesso capita che non ci siano abbastanza fondi, eccetera Oltre al co-raggio che troppe volte manca agli organizzatori sempre pi spesso con le orecchie rivolte al rumore dei soldi piuttosto che alle tracce dei cd...

    Lions Club Corona Ferrea MonzaSi chiuso con un bilancio attivissimo, denso di iniziative realizzate, la prima parte dellanno sociale del LIONS CLUB MONZA CORONA FERREA. Prima della pausa estiva, ben due occasioni hanno visto impegnati i soci del club di servizio monzese: un incontro a met di maggio con il mondo della giustizia, incentrato sulla storia e levoluzione del nostro sistema giudiziario che ha visto protagonista deccezione S. E. Mario Blandini, gi Procuratore Generale di Milano, ora Garante del Contribuente per la Regione Lombardia e Componente del Collegio Nord del-lArbitro Bancario Finanziario costituito presso la Banca dItalia. Il tema -Giustizia civile e penale dallUnit dItalia a oggi- sia per il relatore che per gli ospiti presenti (al tavolo del presidente Edoar-do Cavall sedevano i principali rappresentanti della giustizia monzese: il Presidente del Tribunale, Annamaria Di Oreste; Corrado Carnevali, Procuratore della Repubblica presso il Tribunale, Italo Ghitti, Presidente della Sezione Penale e Corte dAssise; Alfredo De Lillo, Magistrato coordinatore del GIP del Tribunale) ha voluto segnare un contributo inedito e fuori programma al panorama di celebrazioni che stanno segnan-do sul piano cittadino lAnniversario dellUnit.Una occasione differente, multicolore e festosa, ha poi riunito i soci alla fine del mese per la tradizionale festa del CER, il Centro riabilita-zione Equestre nel Parco di Monza, voluto e sostenuto dal club. Il sodalizio, improntato al recupero e al mantenimento delle abilit motorie di soggetti disabili costituisce un punto di riferimento che valica i confini di Monza e Brianza, come testimoniato dagli oltre 120 partecipanti che hanno preso parte alliniziativa, tra cui anche lassessore Pierfranco Maff, intervenuto per un momento di saluto agli ospiti quale amministra-tore con delega al Parco e ai Servizi Sociali.

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    [ di MARTA MIGLIARDI ]Cremona, Giugno 2011. Luca Urbani e Ga-briele DAmora (che insieme sono i Soerba) si riuniscono pubblicamente dopo 10 anni, in occasione della presentazione della biografia Chi ha detto Soerba? scritta da Stefano Duchi (si veda Trantran n.18 su www.trantran.net ). Il tempo non sembra passato per i due artisti monzesi e, come spesso accadeva un decen-nio fa, anche in questa occasione non manca-no scenette ironiche stile Casa Vianello, dove, sempre con rispetto e dispetto, Luca e Gabriele raccontano la loro esperienza dai rispettivi punti

    di vista. La serata, condotta dallautore Stefano Duchi, scorre piacevolmente tra ricordi, proget-ti per il futuro ed esecuzioni acustiche di alcuni brani del nuovo album di Luca Urbani, Catodico Praticante, accompagnato alla chitarra da Mat-teo Agosti. Il tutto termina con unottima esecu-zione di I am Happy (il brano che port i Soerba al successo del grande pubblico nel 1998) in versione acustica, rallentata rispetto allorigi-nale, ma che mantiene quel tono agrodolce di un perfetto pezzo pop, anzi del perfetto brano pop, con il tocco tragicomico dato dallintelli-genza e dalloriginalit autorale e compositiva che ha reso unici i Soerba.

    Ma volgiamo lo sguardo al futuro e, approfittan-do delloccasione, mi fermo a parlare con Luca Urbani del suo nuovo lavoro, Catodico Pra-ticante, uscito a Maggio 2011 per letichetta Discipline

    Catodico Praticante, il tuo ultimo album. Parlaci di questo progetto e delle varie collaborazioni che vi abitanoLe canzoni del disco sono state composte tra il 2005 e il 2010... lultima fatica La tua ombra. Lalbum stato prodotto quasi interamente da Hellzapop ed stato lavorato nei nostri rispettivi studi casalinghi oltre che in provincia di Mas-

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    REUNION DEI SOERbA: COmE A Casa VianelloLuca Urbani ci parla del suo nuovo album Catodico Praticante

    I Soerba sul palco durante la presentazione a Cremona

  • sa Carrara, mentre vagavamo con uno studio mobile.Al disco hanno partecipato oltre a me e a Hell-zapop: Matteo Gentili (chitarre acustiche e ta-stiere), Davide Floriello (cori), Stefano Floriello (flauto indiano).Il titolo dellalbum , come sempre, ori-ginale. Com nato? C una vena diro-nia o polemica nei confronti dei media e della televisione?Il titolo nato in maniera del tutto casuale. Sta-vamo ironizzando sul mio continuo giocare con le parole (dovuto anche da una mia dislessia la-tente) e tra le varie voci e risate un ragazzo se n uscito con questo titolo: Catodico Pratican-te... Un genio! Ovviamente c una forte com-ponente ironica in tutto quello che faccio: non bisogna mai prendersi troppo sul serio! Io guar-do molta televisione distrattamente e in orari notturni e ne faccio pochissima (mi terrorizza).La televisione comunque ha un potere straordi-nario sulle persone; molte notizie se non passa-no attraverso la tv come se non esistessero Questa grossa affluenza allultimo referendum, quasi un miracolo o solo pi tristemente lec-cezione che conferma la regola anche se gli ottimisti pensano che sia lalba di un nuovo giorno.

    Tu che rapporto hai con la tv? Mi hai det-to, un giorno, che la usi come sottofon-doCome ti dicevo, ho un rapporto molto disincan-tato e distratto... Solitamente laccendo di notte quando torno dallo studio dove lavoro e contemporaneamen-te cucino e viaggio in rete... se sento distratta-mente qualche notizia apparentemente interes-sante, poi la verifico su internet !

    Parteciperesti mai a un talent show come giudice? Cosa ne pensi di questo modo veloce di raggiungere il successo?No, no per carit!!! Io sono veramente atter-rito dalla telecamera che mi fissa e mi fruga.

    Di conseguenza, non mi faccio una ragione di tutte le persone che sarebbero disposte a uc-cidere (e succede veramente) per comparire 5 o 15 minuti in tv: i famosi 15 minuti di celebrit dei quali pare tutti noi abbiamo diritto secondo Andy Warhol. Sempre sconvolgente vedere che poi, quando sono in TV, tutti si comportano in modo naturale, come se avessero sempre fatto quello nella vitacompreso uccidere. In-fine non voglio giudicare in pubblico una perso-na; non mi sentirei a posto con la coscienza. Detto ci, devo ammettere che un talent lho guardato e mi ha pure divertito.

    In uno dei pezzi dellalbum Ai miei tem-pi (Ndr. il mio preferito,) parli del tempo. Qual il tuo rapporto con il tempo? E con il passato?Non saprei che dirti, nel senso che non ho un

    vero rapporto con il tempo. Non sono nostal-gico ma di contro non mi sento giovane tanto quanto non mi sento vecchio! Sarebbe fantasti-co se riuscissi veramente a godermi il presente ma, ahim, non ci riesco. Sono sempre proiet-tato verso il futuro. Ecco: il mio rapporto con il tempo si traduce pensando a quello che far.

    Si pu dire che le canzoni che scrivi, an-che se argutamente e sempre con gran-de stile, siano autobiografiche?Sono per forza autobiografiche. Nel senso che scrivo di quello che vedo con i miei occhi, de-scrivo le mie esperienze, rapportate a chi fre-quento. Guardo il mio mondo e prendo appun-ti!

    Cosa vuol dire per te musica leggera?Vuole dire musica leggera ... tanto leggera che voler via (piaciuta lautocitazione?)Un modo come un altro per esprimersi che, per come me la immagino, serve a far star bene me e anche gli altri. La musica leggera pu essere utile per far riflettere (ci sono testi a volte che nascondono una serie di significati dietro alla melodia orecchiabile. Pensa ad I am Happy, ad esempio. Ma la musica leggera anche relax!. Se fai musica leggera devi ricordarti (devo ricor-darmi) di non menartela troppo, di non pren-dendoti troppo seriamente. Inoltre devi sapere (devo sapere) che fai parte della dura legge di mercato. Infine che, se hai la possibilit (se ce lho), di fare musica leggera, devi accontentarti di quello che ricevi.

    A Cremona ho assistito ad un reading (in occasione della presentazione della bio-grafia dei Soerba di Stefano Duchi Chi ha detto Soerba?) dove, dopo 10 anni, tu e Gabriele DAmora, vi siete riuniti. A me sembrato che non fosse passato un giornotu cosa hai provato?In effetti ho avuto la stessa sensazione; sem-brava tutto come una volta, sopratutto il rap-porto fra me e Gabrieleuna sorta di Casa Vianello. Devo dire che mi sono divertito molto. E stata una serata molto serena e piacevole ero contento!

    Il tuo concetto di amicizia?Che domanda difficile. Non saprei risponderti. Spesso mi capita di considerare un amico quasi come un parente, anche se i parenti te li ritrovi in sorte mentre gli amici te li cerchi. Nellamicizia c sempre una certa affinit. Un esempio? Io e Gabriele siamo amici!

    Progetti per il futuro?Continuer la promozione di Catodico Pratican-te suonando live il pi possibile.Poi ho in ballo un progetto musicale con Nico-demo, ma non dico altro per scaramanzia. Infine stiamo gettando le basi per il nuovo capi-tolo di Zerouno.

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    [ CLOCHART ] Esclusivo i Soerba riuniti, Cremona 2011.Foto di Marta Migliardi

    Luca Urbani - Catodico Praticante

  • TITOLO 50 bATTUTESU DUE RIGhE

    [ BIS! TEATRO, musIcA ED EvEnTI A mOnzA E bRIAnzA ]

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    [ Speciale a cura di ELEnA GORLA, con la preziosa collaborazione di AnDREA bE-nESSO della Zed Live Entertainment Italia ]

    Anche questanno lo splendido scenario dellAn-fitetro Camerini di Piazzola sul Brenta (PD) far da cornice al festival musicale pi ricco e variegato dellestate 2011: il Piazzola Live Festival.Un festival, organizzato da Zed Live Enter-tainment, che vede alternarsi sul palco moltis-simi artisti italiani ed esteri, per un estate di mu-sica davvero lunghissima: pi di un mese di date ed appuntamenti di altissimo livello.Il festival ha ufficialmente preso il via nel mese di giugno, portando in scena il musical Notre Dame de Paris, lopera moderna con le musiche di Ric-cardo Cocciante e i testi di Luc Plamondon, tratta dallomonimo romanzo di Victor Hugo, che da anni sbanca i botteghini di ogni teatro in cui stato rappresentato. Ma il grosso degli eventi ancora tutto da sentire: dal 28 giugno (con i californiani Korn) fino al 23 di luglio (protago-nisti i belgi Hooverphonic), infatti, che il palco dellAnfiteatro Camerini offrir un mese denso di spettacoli, quasi senza sosta. E ce n davvero per tutti i gusti: dallintramontabile e raffinato pop di Sir Elton John (il 12/07, unica data per

    il nord Italia) al reggae del nostro connazio-nale (oramai naturalizzato giamaicano) Alboro-sie; dai ritmi blues incendiari dellipnotico Otis Taylor assieme a Michael Burks (Otis Taylor Band and Michael Burks Band Blues Explosion Night) fino alle icone pop di marchio anni 80 che si preannunciano pi fresche che mai dopo il grande successo del loro nuovo album All You Need Is Now, i Duran Duran (prima data italiana), passando per lo scintillio a cavallo fra acid jazz, pop e funky che caratterizza il sound di Jamiroquai.E gli italiani? Anche su questo fronte altissima qualit e grande variet: la tappa veneta dell ORA tour di Jovanotti, che si preannuncia dav-vero spettacolare, sar di scena il 2 luglio e lo seguiranno nomi altrettanto attesi come Cesare Cremonini, i Mod e Giovanni Allevi. Ma ascoltiamo dalla voce di Andrea Benesso, della Zed Live Entertainment, le emozioni di un grande festival

    Da cosa nata lidea del Piazzola Live Fe-stiva giunto oramai alla quarta edizione?Il Piazzola Live Festival nasce dal desiderio di proporre grandi eventi live in un contesto ar-chitettonico di pregio. Abbiamo, in precedenza, lavorato per anni presso Villa Pisani, a Stra, ma Piazzola Sul Brenta si rivelata una location

    straordinaria anche per la logistica. E facilmente raggiungibile, ha comodi parcheggi e larea Live enorme, oltre che bellissima!

    La scelta degli artisti notevole sia sul piano nazionale che internazionale. E spazia vari generi. Com collaborare con questi grandi nomi?E sempre unesperienza entusiasmante, so-prattutto per la passione che li circonda. Pro-fessionalmente, inoltre, incontrare questi artisti rappresenta un traguardo ed uno stimolo a con-tinuare

    Ci racconti qualche aneddoto curioso delle scorse edizioni?Ce ne sarebbero molti. Diciamo che le richieste degli artisti possono essere davvero originali, ma anche lamore del pubblico nei loro confronti , a volte, stupefacente. Un solo aneddoto: nono-stante lo staff della sicurezza fosse molto preoc-cupato, i Massive Attak, a fine concerto, hanno praticamente aperto al pubblico il loro camerino e organizzato un divertente brindisi collettivo!

    Ancora dubbi? Non perdetevi il Piazzola Live Fe-stival 2011.

    PIAZZOLA LIvE FESTIvAL LA GRANDE mUSICA A CIELO APERTO (in contesto di pregio)

    I prossimi appuntamenti:28 giugno 2011 Korn2 luglio 2011 Jovanotti7 luglio 2011 Michael Burks, Otis Taylor8 luglio 2011 Cesare Cremonini9 luglio 2011 Alessandra Amoroso10 luglio 2011 Alborosie12 luglio 2011 Elton John15 luglio 2011 Mod17 luglio 2011 Giovanni Allevi21 luglio 2011 Jamiroquai22 luglio 2011 Duran Duran23 luglio 2011 HooverphonicPer info: www.piazzolalivefestival.comPer biglietti e info anche: www.zedlive.com

    Il palco del Piazzola Live Festival

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    [ BIS! ]

    Il 2 Luglio 2011 alle ore 21.30 al Piazzola Live Festival la volta di Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti. Vincitore del Premio Mogol 2011 per Le tasche piene di sassi (gi coronato miglior autore in occasione delle prima edizione del 2008) questo cantautore di strada ne ha fatta davvero tanta. Da Sei come la mia moto fino a questultimo album, Ora, dove con i suoi testi e le sue musiche riesce davvero a toccare le cor-de dellanima. Non a caso la motivazione della sua vittoria del premio Mogol cos riassunta: Un ricordo rivissuto al presente, un uomo che si rivede bambino davanti alla scuola in attesa della mamma che non potr pi venire a pren-derlo, ancora con le sue tasche piene di sassi e con il cuore pieno di smarrimento. Una serie

    di immagini che facile veder tremare dietro le lacrime. In questo testo ritroviamo il miglior Jo-vanotti, vero artista che raggiunge spesso i suoi acuti nei ricordi familiari, che sa trasferire a tutti cos come li ha vissuti.E i suoi live, naturalmente, non mancano di stu-pire e di coinvolgere, in particolare questo Ora Tour come lui stesso racconta: E questo lo spettacolo che sognavo da bambino. Abbiamo lavorato tanto, allestendo un laboratorio dove far scorrere le idee. E un evento dove si pensa poco ma si gode parecchio, ci si emoziona, si balla come in un rave, mentre davanti agli occhi scorre qualcosa che ha a che fare con quello che ce dentro di noi, di piu bello e vivo. * (fonte TM News)

    JOvANOTTI

    Il 21 luglio al Piazzola Live Festival la volta del re della funky disco Jay Kay - JAMIROQUAI - e la sua band, che porta in tour mondiale lultimo lavoro discografico Rock Dust Light Star, primo album di inediti dopo Dynamite del 2005. Nel lontano 1992 con lalbum Emergency On Planet Earth inizi lavventura dei Jamiroquai, forma-zione fondata per lappunto dalleclettico Jay Kay, anima e corpo del gruppo. Il nome deriva da una fusione tra i termini jam- e -iroquai, nome in inglese delle trib native americane delle Sei Nazioni che vanno sotto il nome di Irochesi. Nel settembre del 2010 esce il singolo White Knuckle Ride, che an-ticipa lalbum Rock Dust Light Star, ed ottiene subito la prima posizione dei singoli pi scaricati in Italia. Il 6 giugno 2011, uscito il nuovo singolo

    intitolato Smile del quale stato reso disponi-bile il download gratuito su molti siti web e social network..Jay Kay ( allanagrafe Jason Cheetham, nato il 30 dicembre 1969 ) se ne and di casa a 15 anni mantenendosi con lavori saltuari e in-guaiandosi anche con la legge per piccoli crimini. La vita dura di strada lo fece avvicinare anche allhip hop, allarte dei grafitti e alla break dance ma soprattutto lo condusse a pi profonde rifles-sioni sul mondo e sulla vita fino a che, dopo un grave episodio di accoltellamento, non cambi definitivamente direzione dedicandosi alla musica ed arrivando quasi al successo immediato. Ha la passione per i copricapo stravaganti, le macchine costose e, la leggenda narra, che abbia anche un caratterino decisamente difficile.

    JAmIROqUAI

    Duran Duran, il ritorno: prima data in Ita-lia al Piazzola Live Festival il 22 LuglioAll you need is now.Chi tra i nostri lettori appartiene alla mia genera-

    zione, quella che, alla fine degli anni 80 passava del-linfanzia alladolescenza, sar ben lieto di appren-dere che, questestate i Duran Duran ritornano in tour in Italia, in occasione delluscita del loro nuo-vo album All you need is now. Roger, Nick, John e Simon, la formazione ori-ginale ( manca solo Andy Taylor) che fece impazzi-re milioni di fan in tutto il mondo. Lultimo Album vanta la collaborazione

    delleclettico Mark Ronson (produttore inglese che ha lavorato, tra gli altri con Amy Whinhose e Cristina Aguilera) e il suo mixaggio stato

    messo nelle mani del mitico Mark Stent (tecni-co del suono con allattivo innumerevoli dischi di successo per artisti del calibro di U2, Depeche Mode, Madonna, ecc). Il risultato riporta i Du-ran alle loro sonorit originali pur con un tocco di contemporaneit e soprattutto li ha condotti, alluscita del primo singolo All You Need Is Now, sulle vette delle classifiche di Stati Uniti, Regno Unito, Canada, Italia, Grecia e Portogallo. Alla faccia di tutti coloro che , per anni, hanno snob-bato la valenza di questa band inglese, consi-derandoli apprezzati ed apprezzabili solo per il loro look e per il successo che riscuotevano tra le ragazzine. Ebbene le ragazzine sono cresciu-te, e anche Simon & co incominciano ad avere i loro annetti ma la musica non ha et. Pertanto eccoli di ritorno nella nostra penisola. Prima ed attesissima data proprio al Piazzola Live Festiva il 22 Luglio 2011.

    DURAN DURAN

    Lorenzo Cherubini in arte Jovanotti

    Jamiroquai

    Duran Duran press shot 3

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    [ di JURI CASATI ]Arriva lestate. Tempo disponibile e tanta luce naturale: sono le condizioni ideali per concedersi qualche lettura. Eccovi qualche consiglio a parti-re da un testo che ci riguarda da vicino. In un precedente numero di Trantran vi abbiamo segnalato che leditore Aret, nella collana I libri di Brianze, pubblica agili volumetti che trattano argomenti brianzoli. In questo caso tra i I li-bri di Brianze vi suggeriamo un testo di Emilio De Marchi: Quel maledetto coltello (Il delitto di Osnago). Quel maledetto coltello (Il delitto di Osnago) non pu essere definito un romanzo visto che un testo di sole 46 pagine. Si tratta di un racconto che poi si trasforma in un saggio ed la riprodu-zione di un fascicolo de La Buona Parola, un periodico di grande diffusione diretto da De Mar-chi stesso con lobiettivo di diffondere nel popolo i buoni comportamenti.La trama del racconto quasi banale. Due ban-de di ragazzi di Osnago e Usmate si affrontano per futili motivi durante la visita di leva e Stefano che non aveva alcuna colpa, ma anzi aveva tentato di far da paciere tra i litiganti muore accoltellato. La madre di Stefano, una povera vedova, alla notizia che il suo unico figlio stato ucciso perde il senno e passa il resto dei suoi giorni chiedendo informazioni in merito al treno da Lecco - quello stesso treno che non aveva riportato a casa Stefano e ridestandosi solo,

    anche se per un attimo, quando sente il fischio di questo treno. Dallepisodio narrato lautore prende spunto per fare una lunga tirata retorica contro il coltello e labitudine di portarlo con s. Il tutto corredato, da buon educatore ottocentesco, da tutta una serie di statistiche giudiziarie. Quel maledetto coltello (Il delitto di Osnago) proprio un libriccino che si legge senza sforzo, ma ha alcuni pregi. Innanzitutto pu essere uno stimolo per cominciare a riprendere contatto con la letteratura italiana dellOttocento che non cir-coscrivibile al solo Manzoni. A questo proposito teniamo presente che in questi mesi tutto lOtto-cento, complici anche le celebrazioni per il 150 anniversario dellUnit di Italia, al centro di un rinnovato interesse.Inoltre Quel maledetto coltello (Il delitto di Osnago) ci pu aiutare a riscoprire la figura e lopera di Emilio De Marchi (1851-1901), un au-tore un tempo molto celebre che oggi purtrop-po totalmente dimenticato.E invece di De Marchi non dovrebbe esse-re dimenticato il libro Demetrio Pianelli (Editore Mursia). In una Milano in cui si possono ricono-scere vie e monumenti ancora esistenti e in cui il denaro la fa da padrone, un povero impiegato - Demetrio Pianelli - riceve in eredit dal fratello suicida una montagna di debiti. Con immensi sforzi ripaga i debiti, mantiene i suoi nipoti e la cognata. Si innamora della cognata, ma accetta che la cognata sposi un altro perch costui in

    grado di garantirle un futuro migliore. Demetrio Pianelli, pubblicato nel 1890, un ro-manzo che esalta valori oggi disprezzati come la dignit, lumilt, il contegno, il senso dellonore e del dovere. Si tratta degli stessi valori che trovia-mo anche in un altro libro pubblicato pochi anni prima: Cuore di Edmondo de Amicis. Si trat-ta dei valori tipici dellet risorgimentale e degli anni immediatamente successivi. Valori che non sempre ottengono un pubblico riconoscimento - ed infatti nel Demetrio Pianelli non c il lieto fine perch la mentalit dellepoca considerava questi valori come un premio in s.Ma De Marchi anche altro. Forse non tutti san-no che stato lautore del primo libro noir in Ita-lia, un piccolo capolavoro imperdibile, un mecca-nismo perfetto: Il Cappello del Prete (Mondadori) pubblicato nel 1887. La vicenda questa: un nobile decaduto che ha fatto studi di occultismo uccide un prete usuraio e negromante per rubar-gli i soldi e lo seppellisce alla bella e meglio nella sua villa in campagna. Il nobile viene presto assa-lito dal dubbio di non aver fatto sparire il cappello del prete e da una serie di rimorsi che non pos-sono non far pensare al libro Delitto e Castigo di Dostoewskij che era stato pubblicato ventanni prima. Il cappello ricompare pi volte, passa di mano in mano e spinge il colpevole sullorlo della pazzia. Il clima quello di una Napoli dai vicoli brulicanti, un po magica e un po maligna. Una Napoli incatenata al gioco del Lotto e tutta ripie-gata su s stessa e che ricorda il libro Il Ventre di Napoli di Matilde Serao (Avagliano Editore) pubblicato tre anni prima. Una Napoli da cui il prete aveva deciso comunque di scappare prima di essere ucciso. Una Napoli che il prete lascia suggerendo ad un negoziante una miracolosa cinquina che esce e suggerendo ad un parente una disastrosa cinquina che non esce. Non vi dico il finale. Buona lettura a tutti.

    LIbRI PER LESTATE. IL CASO DE mARChI

    Milano - Giardini Pubblici - Monumento a Emilio De Marchi (1851-1901) - Foto Giovanni DallOrto

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    [ BIS! ]

    [ di LOREnZO AnDREA PAOLO bALDUCCI ]

    Avere uno stile di vita apertamente anticon-venzionale pu dare le sue belle soddisfazioni, ubriacando la testa di una imprevedibile e nuova libert. Per dirne una, non so guidare: mai voluto farlo, mai sentito linteresse. Meglio evitare rate, assicurazioni, benzina, caselli, incroci, rotonde, incidenti e tutto il resto. Non cos anche per Guccini? (scusa spesso valida a disarmare lau-tomofilo oltranzista).Con i piedi che Natura mi ha donato, posso spo-starmi ovunque punga voglia, o meglio: dove con i piedi possa essere interessante o accetta-bile o ragionevole arrivare.Il che, come si pu facilmente desumere, esclu-de parecchie possibilit e localit: ma cosa im-porta! Meglio pagar questo che rovinarsi anima, umore e portafogli, per giunta cronicamente vuo-toplenusque aranearum (Ndr. in latino: pieno di ragnatele) chiudendosi in una scatola di metalli e plastiche di dubbia affidabilit e resistenza.Meglio lasciar perdere, meglio rinunciare: non si raggiunge cos la santit? Forse, ma accompa-gnata da un poco discreto stress, depresso da inerzia da panorami immobili.Hai voglia a prendere un autobus: fatico anche con quelli, spaventato dallincomprensibilit di tragitti, fermate e orari.Meglio lasciar perdere, meglio lasciar stare.Poi capita (ed questa loccasione), che qual-cuno ti chieda: Chessif? Dovesiv?, fidandosi del tuo animo ribelle e iconoclasta.Come al solito i pensieri confusi si presentano a schiere, alcune gi note, altre nuove ma non per questo pi simpatiche: che fare? dove andare? cosa cercare? E senza macchina, poi! Non sar me-glio lasciar perdere? E in fine: come lo spiego? Come lo racconto?Mentre scrivo, agosto ancora piuttosto lonta-no, anche climaticamente: una tarda primavera

    grigia, camuffata dautunno (eh, non ci son pi le mezze stagioni!), copre e inzuppa una Brianza che con giusta stanchezza si avvicina allestate.Ma cosa, di qui a poco, succeder lespe-rienza a raccontarlo. Lesperienza di un mondo che, tutto sommato, non ha ancora n voglia n bisogno di abbandonare le vecchie, contadine ciclicit: verr il caldo, verr la luce bianca che calciner la pelle e i muri, verranno sempre meno macchine per strada (un bel vantaggio per il pe-done) e sempre pi serrande chiuse.Gli amici spariranno un po per volta: chi per terre lontane (se non nello spazio, almeno nella testa), chi per chiudersi nel frigorifero e riapparire verso i primi di settembre, quando i locali riapriranno e la musica ricomincer a scivolare per le strade, promettendoci un futuro diverso. S, riconosco dessere un po di parte, per quan-to riguarda i passatempi: evito i pub, detesto le discoteche, non mi diverto nei teatri, se vado ai cinema allaperto generalmente piove, al parco gli insetti minfastidiscono e, se mi sdraio, finisco sempre su un sasso, su un rametto nascosto, sulla traiettoria di un frisbee o di un pallone, tol-lero a fatica i live-club, i posti affollati mi mettono ansia e quelli un po vuoti tristezza.Forse il mio problema sono gli esseri umani, pu anche darsi: ma per una volta, per questa volta, dico basta! Oh! decisamente ora di darsi una mossa, alzarsi in piedi, adoperarsi! In fin dei conti una ribellione pure questa, no?Una ribellione allinedia emotiva che saprebbe benissimo prendermi e fare di me il solito strac-cio sfibrato senza un motivo al mondo per riusci-re a sentirsi vivo.Come tutti sappiamo, ogni ribellione presuppo-ne per sua natura un minimo di sforzo iniziale, una fatica in buona parte dei casi dolorosa: tra lo spezzare le catene o immaginare unaltra via per liberarsene, corpo e spirito hanno da versare qualche debita secchiata di sudore. E ora fru-sto entrambi, corpo e spirito, vincendo la forzata

    pigrizia di questi giorni umidicci, per stilare una rapida lista da sopravvissuti, per chi, nelleste-nuante day after agostano, non ha voglia di mo-rire come un sorcio nel suo bunker.Stabiliamo delle caratteristiche fondamentali per quello che stiamo cercando: deve essere qualcosa di raggiungibile a piedi o in treno, ad agosto, entro i confini della provincia di MB (un po di sfida) e presentare delle minime attrat-tive.Attrattive che sancirei essere: cibo (molto e grasso), vino (c da parlarne?), musica (anche del liscio via mangiacassette va benissimo). La risposta una: le sagre!Ogni anno mi riprometto di comperarmi lonusto volume che raccoglie tutti gli eventi del genere in programmazione sul territorio nazionale e ogni anno. Puntualmente, mi dimentico, termina prima che lo compri o, molto pi banalmente, non ho soldi. Ora che mi servono informazioni, mi affido al web sperando in un consiglio. Pur-troppo scopro che persino listituzionalissimo sito della provincia non da nessuna notizia circa sagre o eventi enogastronomici durante il mese di agosto. Per quanto riguarda luglio mi lascio stuzzicare da Kernel Festival 2011 - Linguaggi espressivi dellarte contemporanea (01-03/07, Villa Tittoni-Traversi, Desio) che con le sagre non centra nulla, ma la foto della Villa illuminata tipo Tron mi colpisce parecchio.Cerco agosto e Nessuna news trovata in ar-chivio per questo mese compare sullo scher-mo.Ma come nessuna news?! Cerca bene! Selezio-no di nuovo agosto, clicco di nuovo cerca: stessa storia.Questo giochino va avanti per un altro paio mi-nuti, poi mi arrendo: niente sagre. Allora cine-ma allaperto! E chi se ne frega se piove: tanto piove dal primo di giugno e, ormai, voglio solo capire se ad agosto in MB succeda qualcosa.Niente: tutto sembra terminare attorno a luglio. Lascio perdere internet e guardo fuori dalla fine-stra: piove, pare ottobre.Agosto ancora lontano e sembra gi supera-to da un pezzo. Non capisco che succeda ora: che ne so di cosa accadr tra due mesi?Le immagini costruite poco fa mi attraversano gli occhi: la luce bianca, i muri cotti, il silenzio, le strade vuote, le case vuote, lo spazio vuotoil day after. E un sorriso mi si taglia in bocca: nel-le strade vuote vedo un tizio solo, passeggia sciolto, scruta ogni angolo, gode del sole sulle panchine, dellombra degli alberi, dei vecchietti nei bar che non chiudono quasi mai. Sta bene. Davvero! E a guardarlo meglio, mi sembra mi assomigli parecchio!

    TUTTA mIA LA CITT!Vita anticonvenzionale ad Agosto in citt

    Kernel Festival 2011 - Villa Tittoni Traversi

  • [ ALTROVE RAccOnTI E cOnsIgLI DI vIAggIO ]

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    [ di ADRIAnA COLOMbO ]Tempo di vacanze: mare o montagna? C un luogo capace di mettere tutti daccordo, un luo-go che offre chilometri di costa dal mare cristal-lino, centri costieri di antica fondazione, ricchi di storia e di tradizioni, parchi e riserve naturali, montagne e boschi selvaggi in cui ancora vivono allo stato brado tante specie animale purtroppo estinte in molte altre regioni italiane. In una sola parola Abruzzo, una regione capace di racchiu-dere una variet paesaggistica, climatica, cul-turale e gastronomica davvero incomparabile. Litorali lunghi e dorati al nord, con lidi attrezzati e molto frequentati e coste dai ciottoli levigati dalla risacca a sud, costellate da cale selvagge in cui godere il mare lontani dalla confusione. Una costa impreziosita da magiche costruzioni sospese fra terra e mare, i trabocchi, macchine da pesca di antica memoria che ancora oggi, conservati e tutelati, caratterizzano la costa. Unarea costellata da molti paesi e citt di anti-

    ALLA SCOPERTA DELLE bELLEZZE DAbRUZZOLa variet a portata di mano

    Scorcio di Tagliacozzo

    Paesaggio marsicano

  • [ ALTROVE ]

    ca fondazione in cui i secoli di storia traspaiono senza reticenze dalle mura degli antichi abitati e dalla perimetria dei borghi.La bella ed antica Vasto, edificata direttamente sul mare, con la sua antica fortezza (Castello Caldoresco) risalente al XV, a monito del suo glorioso passato, la localit pi rinomata del-la costa teatina ed ogni anno, nei mesi estivi, viene animata da una serie di iniziative ed even-ti culturali, il pi importante fra i quali senza dubbio Cammini Europei, giunto alla sua XVII edizione, festival di musica che ha ravvivato Va-sto ed i vicini comuni con i nomi pi importanti della musica italiana ed internazionale. La cu-cina della zona costiera , ovviamente, molto differente da quella dellentroterra montuoso e si basa principalmente sui frutti del mare. Il bro-detto allabruzzese imperdibile ma, come in tutta la regione che vanta a tal proposito una lunga tradizione, anche le paste fresche meri-tano una menzione donore e sono alla base di primi piatti sontuosi.Spostandosi nellentroterra vi sono ampie diste-se di verde, incantevoli per ogni tipo di escur-sionista (cicloturismo, trekking, ecc) interrotte da una moltitudine di borghi e cittadine di ori-gine medievale: dallAquila, a Sulmona, fino a Castelli, nota per le sue splendide ceramiche ed il museo ad esse dedicato, ed ancora Santo Stefano di Sessanio e tante altre.Gli amanti della montagna e della natura, non hanno che limbarazzo della scelta fra gli innu-merevoli parchi naturali presenti nella zona: oltre ai famosi Parco Nazionale dAbruzzo e a quello della Maiella, sono tantissime le zone boschive protette tramite tutela ambientale. A tal proposito ci addentreremo alla scoperta del territorio della Marsica, zona montana nel cuore dellAppennino abruzzese che abbrac-cia la Piana del Fucino ovvero la fertile conca derivata dal prosciugamento artificiale del lago Fucino, ad opera di un tenutario senza scrupoli, il Principe Torlonia, nel corso del XIX secolo.Visitare la Marsica come effettuare un viaggio a ritroso nel tempo: la natura incontaminata e vi si possono incontrare facilmente animali allo stato brado.

    Ritirarsi per qualche giorno in questi luoghi un toccasana per lanima: la frenesia del mon-do moderno apparir come un ricordo lontano, sbiadito. Camminando per i boschi di questa zona si scoprono luoghi fatati dove faggi, ca-stagni, querce, sorbi, roseti, rovi si aprono su prati fioriti e colorati nelle sfumature del bianco e dellazzurro proprie dei fiori di cardo che l sboc-ciano numerosissimi. A bassa quota potrete in-contrare mucche e cavalli liberi al pascolo, ghiri, scoiattoli, donnole e cinghiali selvatici mentre, alta quota, possibile imbattersi in orsi bruni e lupi marsicani, originari di queste zone, ma sempre pi rari. Tagliacozzo, uno dei borghi pi caratteristici della zona, famosa per la sua parte medioeva-le perfettamente conservata e per la splendida Piazza dellObelisco nota ai pi per i versi danteschi: la da Tagliacozzo ove senzarmi vinse il vecchio Alardo (Inferno, canto XXVIII, vv. 16-18) riferiti alla sconfitta di Corradino di Svevia da parte di Carlo dAngi.Facendo base nella Marsica, con poche ore dauto potrete visitare molte localit dinteresse storico ed archeologico come Alba Fucens, in

    cui ammirare, a cielo aperto, lo scavo di unin-tera citt romana. Altra meta da non perdere il borgo medievale di Santo Stefano in Sessanio, un luogo assai suggestivo: si erge, infatti, su unaltura da cui si pu ammirare tutta la vallata sottostante. Fu base operativa della Signoria di Firenze in ter-re dAbruzzo dal 1543 al 1715 ed i segni del passaggio dei Medici sono ancora ben visibili. Il borgo, con le sue strette viuzze, percorribile solo a piedi e questo concorre nellaccrescere la sensazione di viaggio a ritroso nel tempo. Consiglio caldamente di fare tappa per mangia-re un piatto di zuppa di lenticchie, coltivazione tipica del luogo, servita con pane fritto. Tra i piatti che consiglio di assaggiare passando in Marsica ci sono le fettuccine alla chitarra, gli ar-rosticini di pecora, i formaggi, tutta la norcineria e, in stagione di funghi, anche un buon piatto di fettuccine coi porcini. Quanto ai dolci sono imperdibili le ferratelle e le ciambelline al vino, accompagnate da un bic-chierino di liquore alla genziana. Insomma, Abruzzo: da scoprire e da assag-giare.

    Vasto vista dalla riserva di Punta Derci

    Un tipico trabocco Cavalli al pascolo nel marsicano

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    [ IN CUCCIA DuE chIAcchERE A quATTRO zAmpE ]

    I volontari ENPA e i Vigili del Fuoco

    INSIEmE PER SALvARE UN GATTINO

    Non uno, non due ma tre: sono infatti tre i mici-ni recuperati sabato 4 giugno a Limbiate (MB). Tutto era partito con una segnalazione da parte di due ragazze, che dal terreno confinante sen-tivano miagolare disperatamente da un paio di giorni. Un primo intervento dei volontari ENPA nel pomeriggio ha consentito il recupero di un gattino vagante nel cortile, mentre il miagolio non si sentiva pi. Verso le otto di sera unaltra segnalazione: il gat-tino miagolava ancora! Questa volta i volontari Anna e Andrea, capendo di non essere in gra-do di recuperare il micino da soli, hanno allertato i Vigili del Fuoco. Gli agenti si sono resi conto che lunico sistema per recuperare il gattino, ca-duto in un tubo dellimpianto fognario (lasciato sguarnito di protezione), era quello di rompere il pavimento. Senza un attimo di esitazione, la squadra si organizzata con martello pneuma-tico e, alla luce delle fotoelettriche, dopo avere rotto il pavimento e scavato tra le macerie a mani nude per pi di due ore, sono riusciti a sospinge-re lanimale fino a farlo uscire dallaltra parte del tubo dove Andrea era pronto a prenderlo. Tutto bagnato e in stato di ipotermia, affamato e allo stremo delle forze dopo avere miagolato per due giorni, era pure terrorizzato per il lungo periodo trascorso immerso nellacqua. Tutti i presenti hanno applaudito, commossi per il lieto epilogo della vicenda. Avvolta tra le coperte,

    il micetto ha iniziato subito a fare le fusa, e tutta la fatica e limpegno a notte fonda sono stati am-piamente ricompensati.

    La cucciolata si completa!Durante il rocambolesco recupero stata no-tata la presenza di un terzo gattino, e anche lui stato recuperato e portato al Canile/Gattile di Monza. Qui i piccoli, di circa 35 giorni e tutti e tre interamente neri, sono stati rifocillati con alimen-ti adeguati alla loro giovane et, sottoposti alle cure di rito dai veterinari dellENPA. I tre micetti, battezzati Fiamma, Diablo e Sire-na (nella foto in braccio ad Anna e Andrea), sono stati poi affidati alle cure della volontaria Gian-carla, veterana del progetto Asilo dei Cuccioli. Doveroso segnalare la grande disponibilit e la sensibilit delle forze intervenute in aiuto del-lENPA di Monza in questo salvataggio: ai Vigili del Fuoco Volontari di Bovisio Masciago, nella persona del caposquadra Paolo Corbetta e ai militi della locale stazione Carabinieri van-no i pi sentiti e sinceri ringraziamenti dallEnte Nazionale Protezione Animali, sezione di Monza e Brianza, per avere messo a disposizione il loro tempo e la loro professionalit solo per salvare un piccolo gattino da una morte certa e atroce.

    Per informazioni sulleventuale ado-zione di Fiamma e i suoi fratelli, o di altri gattini, potete scrivere a Paola: [email protected] Le schede con foto degli animali in affido sono sul sito www.enpamonza.it > Adozioni.

    C bisogno di voi!Ci sono molti modi di aiutare lENPA: di-ventando soci o volontari, adottando a distanza uno dei nostri ospiti, facendo offerte in denaro o ancora portandoci ali-menti e altri materiali per gli animali ospi-tati. Una delle necessit pi impellenti e costanti in questo periodo riguarda pro-prio i numerosi gattini accuditi dalla no-stra associazione, il cui numero cresce di giorno in giorno. Pur avendo gi affi-data una trentina di gattini dallinizio del-la stagione, ci sono attualmente altri 70 ricoverati presso le strutture dellENPA o collocati provvisoriamente a casa di volontari. Per sfamarli tutti la Protezione Animali ha urgente bisogno di alimen-ti umidi specifici per gattini gi svezzati (non le crocchette), ovvero le scatolette denominate kitten, reperibili nei negozi di articoli per animali.Potete portare le vostre gentili offerte presso il Canile/Gattile di Monza in Via Buonarroti 52, aperto ogni pome-riggio dalle 14,30 alle 17,30 per riceve-re queste donazioni; oppure presso la Sede Operativa ENPA di Via Lecco 164, aperta ogni pomeriggio da luned a venerd dalle 14,30 alle 17,30 e marted e gioved sera dalle 21,15 in avanti.

    Nella foto, la piccola tigratina Tosca, trovata vagante a Monza e accudita a casa da Em-manuela, volontaria ENPA

  • [ VERDISSIMO cuRIOsIT, pROpRIET E usI DELLE pIAnTE InTORnO A nOI ]

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    S.O.S. vACANZA Trucchi e segreti per la cura del verde domestico del vacanziere

    [ di ELEnA GORLA ]La vecchietta del piano di sopra vi detesta e non vi farebbe un piacere nemmeno per tutto loro del mondo? La portinaia parte per un lungo viaggio in paesi tropicali? I pa-renti abitano molto lontano? Gli amici se ne vanno e chi rimane troppo impegnato in lunghi turni di lavoro e proprio non riesce a

    darvi una mano nella cura del vostro focolare abbandonato a s stesso? Se questa la vostra condizione dovete certo essere molto stressati ed avete davvero bisogno di una vacanza per ritemprare corpo e spirito. Come fare, allora, con le piante in casa e sul terrazzo? Come provvedere al loro approvvigionamento idrico durante le vostre assenza? Non disperate e non stressatevi troppo, le soluzioni sono molteplici e anche molto economiche. Procediamo caso per caso:

    Piante in casaAssenze prolungate: ovviamente la luce resta un requisito fondamentale quindi rinunciate allidea di blindare ermeticamente ogni finestra prima di partire. Le piante dovranno essere collocate in prossimit di una finestra molto luminosa ma non esposte in modo diretto ai raggi solari che, soprat-tutto attraverso il vetro, potrebbero bruciare le foglie. Ricordate, inoltre, di garantire alle piante anche un buon riciclo daria senza esporle a correnti di-rette, quindi lasciando uno spiraglio aperto in una finestra non troppo vicina alle piante ma nella stessa stanza.Per quanto concerne lapprovvigionamento idrico, invece, il modo pi effi-cace sicuramente quello basato sul principio fisico dei vasi comunicanti, che noi, volgarmente, chiameremo del secchio e della corda. Si riempie dacqua un secchio e lo si colloca in posizione sopraelevata (almeno di una decina di centimetri) rispetto ai vasi con le piante. Si mettono, quindi, a bagno delle corde (o delle fettucce di panno o cotone tagliate a strisce) che dovranno essere sufficientemente lunghe per arrivare dal secchio ai vasi. Quando le corde saranno ben impregnate dacqua, si immerger un capo di ognuno fino in fondo al secchio pieno dacqua e si appogger laltro sul terriccio di un vaso, bloccandolo bene con del fil di ferro. Lacqua passer, man mano che il terriccio asciuga, dal secchio al vaso. Per vasi di media dimensione possono essere sufficienti due o tre corde: aumentate propor-zionalmente il numero di fettucce a seconda della dimensione del vostro vaso ed il numero di secchi dacqua in relazione al tempo della vostra assenza da casa.Con questo metodo potrete godervi le vacanze in assoluto relax e con la certezza di trovare, al vostro rientro, le vostre piante in piena salute. Solo due accorgimenti: - per evitare che le zanzare depongano le proprie larve nei secchi coprite-li con della pellicola. In questo modo ridurrete anche levaporazione nel-lambiente e la riserva dacqua rester interamente disponibile per le vostre piante.- Qualche tempo prima di partire fate una prova empirica in modo da valuta-re il consumo esatto di acqua per ogni settimana dassenza. Naturalmente

    resta la variabile meteorologica: nelle giornate pi calde il fa