Cassandra | Giugno 2014

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i negri nel palazzo i negri ci hanno il cazzo

Transcript of Cassandra | Giugno 2014

  • cassandra

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    Ok, forse detta cos un po tragica. Per il mio ultimo editoriale e la cosa mi fa venire un po le vertigini. Per esempio ho realizzato che il 26 maggio stato lultimo luned di scuola della mia vita. Cio, se io a 40 anni mi ricorder del mio ultimo luned, mi ricorder di pochi giorni fa. Insomma, questo Cassandra che stiamo per stampare (manco solo io che scrivo mentre interroga in italiano) lo avete in mano oggi ultimo giorno, mentre mangiate torte ed imparate a fare bolle di sapone e pensate che finalmente finita questa tortura, anche se vi mancheranno i vostri compagni, per tanto ci rivediamo a settembre, e stare tre mesi lontani dalla vostra compagna di banco che strilla come unaquila non deve essere poi cos male. E magari guardandovi intorno vedrete gente che si salta addosso e piange disperata. Forse non li capirete fino in fondo ora, ma fra qualche anno s. Per la maggior parte di loro ( non tutti, ci sono anche quartini in lacrime perch finito il loro periodo di segregazione), finisce la vita come sempre stata e ne inizia una parte nuova che, per quanto bellissima, fa un po paura. Per la vita non a blocchi, un cammi-no e se mi giro indietro vedo tutta la strada che ho fatto, nella quale il Sarpi tappa fondamen-tale. Detto questo, potete saltare direttamente al ciao! finale e non sorbirvi i miei ringraziamenti, ma lasciatemeli fare perch li sogno dalla quarta ginnasio. Grazie a Giulia perch se devo descri-vere la nostra amicizia dico che Dio ha fatto unanima e poi lha divisa in due. Grazie a Pietro per-ch mi allaccia sempre le scarpe senza chiedersi mai il motivo. Grazie alla Cami perch condivide con me il mio pi grande segreto, e a Marco perch so che suona sempre e solo per me. Grazie alla Ale perch mi provoca molto questa nostra neonata amicizia e alla Lalla perch in fondo io lamer sempre. Grazie al Sarino che mi fa sempre i grattini anche se acida con Vincent, e alla Patty che la persona pi buona del mondo. Grazie a Filippo che mi scrive lAve Maria sul braccio e a Muzzi che mi presta Adventure Time. Grazie a Chiara P. per lApollo up and down e a Chiara C. perch dice agli altri di non picchiarmi. Grazie al Pedro perch anche Ale respirava!. Grazie alla Paolina e alla Lu che mi facevano fare la mamma apprensiva in Puglia e a Monica che stava con me ad aspettarle, le disgraziate. E grazie anche per le bruschette con i pomodorini. Grazie alla Gio e alla Lela che mi hanno detto che da grande far il pusher. Grazie alla Cate, che mi manche-r tantissimo e a Giorgio, Elisa e Chiara perch un giorno saranno loro i grandi, e io sar vecchia. Grazie a Bonti che mi chiama sempre Beatrice, e alla Paola che non ho ancora capito perch mi voglia cos bene. Grazie a Sotti perch la nostra amicizia un compromesso storico e io sono Don Camillo. Grazie alla Bob che anche se non era con noi, io lho pensata sempre. E grazie alla fu 4C con tutti quelli che ci siamo persi per strada perch siete stati la mia famiglia, anche se non siete tutti normali. Vi voglio bene. Ciao!

    Micaela Brembilla, IIIC

    The last Supper

  • editoriale

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    A fine anno ci si aspetterebbe un po di caldo, no? Non so come sia per voi ma giugno, nel mio immaginario, evoca pienamente latmosfera di inizio estate e magari lascia fantasticare riguardo le prime mete di vacanza. E invece a noi studenti non data nemmeno questa certezza, in aggiun-ta allincognita degli scrutini che ci tiene sicuramente gi abbastanza impegnati, sia che si punti ad avere tutti nove che tutti sei. Eppure durante lultima settimana non si pu fare a meno di essere almeno un po allegri perch dopotutto la vita da liceali funziona ancora a cicli di nove e tre mesi anche se avremmo dovuto imparare che la scuola ad essere al primo posto (soprattutto al liceo, in vista dellUniversit). Non so se il mio sia un caso anomalo, soprattutto al Sarpi, ma non lho mai vista cos. Inconsciamente sono sempre stata convinta che la mia condizione naturale di bambina, e poi di adolescente, fosse di poter usufruire del mio tempo a mio piacimento, che di base io fossi nata per scegliere come meglio impiegarlo in base ai miei gusti, alle mie esigenze e alle mie voglie. La scuola, attivit di primaria importanza, ha sempre avuto il peso di una costrizione, una cosa necessaria, da sopportare e da cui a Giugno sarei finalmente stata libera. Semplicemente intral-ciava irrimediabilmente il mio modo di vivere. Nemmeno in sei anni siete riusciti a farmi cambiare idea, fortunatamente, aggiungerei. Non sarebbe stato un adeguamento spontaneo ma la conse-guenza di una martellante riproposizione di idee diverse dalle mie a cui avrei rischiato per finire di abituarmi. Questo non significa che andarmene non mi causi una discreta dose di malinconia. In questi anni citt alta e il Sarpi sono diventati casa mia, non una seconda casa ma una equiparata a quella degli affetti. In quanto casa a tutti gli effetti mi sono adoperata, per quanto possibile, per migliorarla, per fornire il mio contributo alla sua sopravvivenza e alla dignit della sua esistenza e limpegno che vi ho profuso stato pienamente sentito e sincero. Sono stati soprattutto gli altri di voi che ho conosciuto a rendermi caro un posto che per certi aspetti somiglia ad una selva oscura e piena di rovi. Cassandra per prima: siete stati da sempre una seconda famiglia in cui ho fatto diverse esperienze e da cui ho imparato le cose pi varie, fornendo contributi a mia volta. Ringra-ziare tutti uno per uno non mi sembra sensato dato che finire i per allungare ulteriormente tutta la faccenda e molte delle persone che includerei sono diplomate da qualche anno e non potrebbero mai sapere di essere state citate (e sappiamo tutti che fa sempre piacere). Quindi un grazie col-lettivo a quella parte di studenti che rende questa scuola degna di essere affrontata, perch sono convinta che in nessun altro liceo avrei potuto trovare un ambiente che sapesse accogliermi in un modo migliore. E se siete arrivati a leggere questa riga mi conoscete, mi vorreste conoscere o mi volete tanto bene, perch oltre alla mia presa di posizione reazionaria, amara e nostalgica c un intero numero che aspetta e si merita di essere letto.

    Marta Cagnin, IIID

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    AVVERTENZE PREULTIMO NUMERO CHE POI COME FA A ESSERE LULTIMO NUMERO SE IN NUMERI SONO INFINITI 2

    Come assumere questo cassandra Preferibilmente a sangue freddo, e nelle ore di Greco e Latino. Se vi piacciono le cose estreme anche durante la partita di pallavolo in palestra. Rischi per la salute Potreste morire in un incidente intellettuale Rischi per salute starnuto Consigli da Ippocrate e Galeno Non portare a contatto il giornale con uno dei quattro umori (Scazzo, incazzo, sciallanza e gioia). Scazzo: periodo di verifiche e interrogazioni una il giorno dopo laltra Incazzo: periodo di verifiche e interrogazioni una il giorno dopo laltra + Dolori mestruali(anche per i maschietti) Sciallanza: Pasqua Natale et similia Gioia: Mai.

    Consigli da Lino Campanelli(estrapolati da una qualunque conversazione della prima ora) V****************TUTTOFOTTUTAMENTECENSURATO*****************S*******D*****DF**F****gnomo*******scialaquaformiche********************************Gnekki***************paoloefrancescahannodettonoalC****O Che cosa leggere Non leggere nulla e risolvete il problema. Rischi per la salute Troppi. Tra cui: 1. Cecit causata da unimpaginazione frettolosa 2. Noia provocata dagli articoli di attualit 3. Dolori muscolari causati da Crippa e quelli della sua sottocommissione 4. Mascheronit causata dagli articoli di Sarpi 5. Sottosviluppo causato da Sabbo e Cultura

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    6. Pianto e pessimismo causato dalle poesie di Raimondi e dai suoi amici di Narrativa 7. Fascismo e Comunismo causati da nobili sotto casa vostra 8. Vomito provocato da queste avvertenze dalle vignette di Lio (e dallinutilit di Terza Pagina, perch non fa mai ridere) 9. Morte provocata dagli editoriali di Cagnin (e talvolta anche da quelli di Micaela) Altro nome e Chiaramente Altro ancora basta

    Paolo Bontempo, IID

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    Per lASS si sta per concludere il secondo anno di attivit. Dunque, come avviene per tutte le associazioni che si rispettino, ora di fare un bilancio. Niente cifre, per carit: mettiamo sul-la bilancia ci che ha funzionato e ci che biso-gna migliorare. Innanzitutto, in concreto, cosa stato realizzato? Parecchio, anche se magari nemmeno ve ne siete accorti. Ad esempio, le magliette che ogni tanto vedo spuntare dalle felpe: tutto made in Sarpi, un po alla disperata come sempre, ma tanto simpatico ed autentico. Con il ricavato della vendita delle magliette sar pagata la quota di partecipazione per la festa di fine anno al Lazzaretto, organizzata con diverse scuole della citt. Quindi grazie a voi e a noi: c un gran senso di soddisfazione nel sapere che siamo riusciti a pagare tutto di tasca nostra. Anche perch se aspettiamo gli altri

    Dopo avere vestito i sarpini, abbiamo pensato che avrebbe potuto far comodo un aiutino in la-tino e greco, perci ci siamo impegnati a stipu-lare una convenzione con il dott. Luca Cortinovis per lezioni di latinorum e graecorum, garanten-do agli associati di poter usufruire del 20% di sconto.

    Abbiamo anche tentato unimpresa pi ambi-ziosa: proporre una mostra accompagnata da una conferenza allinterno delledificio scola-stico. Il tema scelto non era affatto leggero, anzi; questa particolare preferenza aveva come obiettivo quello di sensibilizzare lopinione di voi-noi studenti in merito ad un problema che ha percorso il Novecento, suscitando reazioni, polemiche e scandalo. La follia nei lager e la follia nei manicomi (prima della legge Basaglia) stata declinata in immagini e testi che hanno ricoperto le pareti dello scalone, in modo che tutti poteste avere lopportunit di conoscere anche quella realt, che purtroppo e