Per.corsi aprile 2012

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per . corsi PERIODICO DELLA SOCIETÀ COOPERATIVA PER LA RADIOTELEVISIONE SVIZZERA DI LINGUA ITALIANA APRILE2012 EDITORIALE Fare rete: questo il principio alla base delle numerose iniziative e collabora- zioni che la Corsi ha previsto e stretto per il 2012, con l’obiettivo di rendersi maggiormente visibile sul territorio, di spiegare la propria missione a chi ancora non ne è consapevole, di sostenere progetti vicini al mondo e ai diversi aspetti del servizio pubblico radiotelevisivo, e non da ultimo di allargare costantemente il numero dei propri soci - condizione essenziale per assolvere in modo efficace al ruolo di portavoce ufficiale del pubblico - (intervista a Francesca Gemnetti, Segretaria generale della Corsi, pag.11). Anche per.corsi intende fare rete, raccogliendo e proponendo varie voci - tanto di membri istituzionali della Società cooperativa e dirigenti Rsi e Srg Ssr, che di professionisti dell’infor- mazione e personaggi di rilievo o d’attualità -, che permettano di avvici- nare i soci e tutti i lettori agli organismi di rappresentanza degli utenti, al loro lavoro e più in generale al servizio pubblico radiotelevisivo; di conoscere quanto emerge di volta in volta dai dibattiti mensili incentrati sui programmi Rsi e le attese di spettatori, ascoltatori ed internauti; di riflettere sul presente e sul futuro della Corsi nella ‘società che cambia’, aprendosi anche ad analisi e critiche costruttive. Tutto questo, nell’intento di informare, incuriosire, stimolare e coinvolgere il pubblico di lingua italiana, che la Corsi rappresenta presso la Rsi. Confidando di riuscire, edizione dopo edizione, a centrare questo bersaglio, vi auguriamo una buona lettura e anticipiamo ai soci che l’Assemblea generale 2012 avrà luogo sabato 2 giugno all’Auditorio Stelio Molo a Besso. Per maggiori informazioni, vi invitiamo a rivolgervi al nostro Segretariato. CORSI DENTRO Luigi Pedrazzini - La strada per interessarsi del servizio pubblico radiotelevisivo 2 CORSI OLTRE Raymond Loretan - Una Srg Ssr forte al servizio della coesione nazionale 4 PER.CORSI COMUNI ISTITUZIONALI I lavori di inizio anno 6 CO:RSI Dino Balestra - La Rsi non è un’isola 7 CORSI DENTRO Tiziana Mona e Raffaella Adobati Bondolfi - Come antenne sul territorio 8 PER.CORSI COMUNI La Società che cambia - serate pubbliche Presentazione del ciclo 10 PER.CORSI COMUNI La Corsi e l’impegno sul territorio 11 PER.CORSI COMUNI Cronaca degli eventi 12 CORSI IN OSSERVATORIO Avanzano le donne nel servizio pubblico radiotelevisivo ma c’è ancora terra da conquistare 14 CORSI DI STORIA I primi passi verso Radio Monte Ceneri 18 CORSI INCONTRO Andrea Paganini - Di intellettuali, letteratura e Rsi 20 CORSI IN BUCALETTERE Marco Bazzi - L’informazione ha bisogno di garanti, non di sentinelle 22 CORSI SUL CALENDARIO Eventi pubblici 24 SOMMARIO

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Periodico della Società cooperativa per la Radiotelevisione svizzera di lingua italiana. Edizione APRILE 2012

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per.corsiPER IODICO DELLA SOCIETÀ COOPERAT IVA PER LA RADIOTELEV IS IONE SV IZZERA D I L INGUA ITAL IAN A

APRILE2012E D I T O R I A L E

Fare rete: questo il principio alla basedelle numerose iniziative e collabora-zioni che la Corsi ha previsto e strettoper il 2012, con l’obiettivo di rendersi maggiormente visibile sul territorio, di spiegare la propria missione a chi ancora non ne è consapevole, di sostenere progetti vicini al mondo e ai diversi aspetti del servizio pubblicoradiotelevisivo, e non da ultimo di allargare costantemente il numero deipropri soci - condizione essenziale perassolvere in modo efficace al ruolo diportavoce ufficiale del pubblico - (intervista a Francesca Gemnetti,Segretaria generale della Corsi, pag.11).Anche per.corsi intende fare rete, raccogliendo e proponendo varie voci- tanto di membri istituzionali dellaSocietà cooperativa e dirigenti Rsi eSrg Ssr, che di professionisti dell’infor-mazione e personaggi di rilievo o d’attualità -, che permettano di avvici-

nare i soci e tutti i lettori agli organismidi rappresentanza degli utenti, al lorolavoro e più in generale al servizio pubblico radiotelevisivo; di conoscerequanto emerge di volta in volta daidibattiti mensili incentrati sui programmiRsi e le attese di spettatori, ascoltatoried internauti; di riflettere sul presente e sul futuro della Corsi nella ‘societàche cambia’, aprendosi anche ad analisie critiche costruttive. Tutto questo, nell’intento di informare, incuriosire, stimolare e coinvolgere il pubblico dilingua italiana, che la Corsi rappresentapresso la Rsi. Confidando di riuscire,edizione dopo edizione, a centrarequesto bersaglio, vi auguriamo unabuona lettura e anticipiamo ai soci che l’Assemblea generale 2012 avràluogo sabato 2 giugno all’AuditorioStelio Molo a Besso. Per maggiori informazioni, vi invitiamo arivolgervi al nostro Segretariato.

CORSI DENTRO

Luigi Pedrazzini - La strada perinteressarsi del servizio pubblicoradiotelevisivo 2CORSI OLTRE

Raymond Loretan - Una Srg Ssrforte al servizio della coesionenazionale 4PER.CORSI COMUNI ISTITUZIONALI

I lavori di inizio anno 6CO:RSI

Dino Balestra - La Rsi non èun’isola 7CORSI DENTRO

Tiziana Mona e Raffaella AdobatiBondolfi - Come antenne sulterritorio 8PER.CORSI COMUNI

La Società che cambia - serate pubblichePresentazione del ciclo 10PER.CORSI COMUNI

La Corsi e l’impegno sul territorio 11PER.CORSI COMUNI

Cronaca degli eventi 12CORSI IN OSSERVATORIO

Avanzano le donne nel serviziopubblico radiotelevisivo ma c’èancora terra da conquistare 14CORSI DI STORIA

I primi passi verso Radio Monte Ceneri 18CORSI INCONTRO

Andrea Paganini - Di intellettuali,letteratura e Rsi 20CORSI IN BUCALETTERE

Marco Bazzi - L’informazione habisogno di garanti, non di sentinelle 22CORSI SUL CALENDARIO

Eventi pubblici 24SO

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Temi, persone e notizie dagli organi istituzionali. Uno sguardo dall’interno e sull’interno, per capire come funziona la Società cooperativa. In questo primonumero del 2012, incontriamo il neopresidente Corsi entrato in carica a gennaio.

Presidente, nel nuovo ruolo alla guidadella Corsi, quali sono le sue aspetta-tive personali da un lato, e nei con-fronti del servizio pubblico radiotele-visivo (Rsi) dall’altro? Ho già detto a più riprese che la Rsi è, per la Svizzera italiana, un “gioiello di famiglia”. Va tutelato e valorizzato, perché deve affrontare sfide insidiose a vari livelli. L’esercizio della critica èsacrosanto e benefico, ma deve averecome obiettivo un miglioramentodell’Azienda, non il suo indebolimento.Dall’interno mi attendo invece che icollaboratori capiscano l’importanzache ha questa Azienda come elementodi crescita del Paese; non si tratta ditacere le vicende scomode, come talunoteme (e magari altri auspicano) o diaccantonare i commenti sferzanti e critici, bensì di operare sempre inmodo serio, competente e sensibile: dal collaboratore del servizio pubblicoci si attende uno sforzo di oggettivitàsuperiore alle media, perché superiorealla media è l’impatto del suo lavoro!

La sfida maggiore che attende laSocietà cooperativa nel quadriennioappena iniziato? Come vincerla?Semplice: far capire bene quale è il suovero ruolo. Molti pensano che la Corsisia proprietaria della Rsi e che il presi-dente della Corsi sia di fatto il presi-dente della Rsi. Le cose non stanno inquesti termini. La Corsi non ha compe-tenze gestionali e operative, ma eserci-ta un ruolo importante di collegamen-to fra la Rsi (unità aziendale della SrgSsr) e la comunità della Svizzera italiana. Far capire il ruolo della Corsi è impor-tante perché le permette di svolgere in modo incisivo i compiti che le sonoassegnati. Come far passare il messaggio?Io penso che sarà necessaria una cam-pagna d’informazione mirata, voltaanche ad aumentare il numero deimembri della cooperativa, che potrannocosì esprimersi in modo più diretto.

Da quanto ha potuto osservare, come è cambiato nel corso degli anniil rapporto fra politica e servizio pubblico radiotelevisivo?Il cambiamento è stato importante enon limitato al servizio pubblico.Quando ho iniziato a fare politica inTicino esistevano ancora i quotidiani di partito che scrivevano di politica inmodo unilaterale e francamente nonsempre obiettivo. Erano utili perchépermettevano di capire la posizioneufficiale del partito di riferimento. I quotidiani indipendenti, la radio e latelevisione si occupavano di politica inmodo “istituzionale” e un po’ gessato.Oggi i giornali di partito sono diventatisettimanali e, fatta eccezione per il“Mattino” della Lega, non hanno grandediffusione. Gli altri giornali, le radio e laTv (servizio pubblico e non) riferisconodi politica in modo più libero, tendendoperò a “spettacolarizzare” le informa-zioni, caricandole di elementi di attratti-vità che non sempre esistono.L’impressione avuta negli anni della miapresenza in Governo era che si tendes-se a esagerare (più volte ho espressoun po’ di invidia per i miei colleghi d’ol-tralpe, molto meno sollecitati sul frontedella comunicazione). In questa situa-

LA STRADA PER INTERESSARSI DELSERVIZIO PUBBLICO RADIOTELEVISIVO

zione può accadere che il giornalistadiventi strumento inconsapevole delpolitico. Mi chiedo, ma è domandaaccademica, se fra l’informazione grigiae istituzionale d’un tempo e quella spu-meggiante e talvolta superficiale di ogginon si possa trovare un compromesso.

La composizione dell’attualeComitato del Consiglio regionaleriflette gli equilibri politici delCantone Ticino. E’ di conseguenzaaumentata la rappresentanza diun’area partitica (Lega dei Ticinesi)fortemente critica e battagliera neiconfronti della Rsi. Prevede un dibattito interno più vivace?Un dibattito interno più vivace è aparer mio nell’interesse della Corsistessa e anche della Rsi. Come presi-dente sto adoperandomi per favorire ladiscussione. Importante è che venganorispettate alcune condizioni. Il dibattitodeve fondarsi sulla conoscenza della Rsie dei suoi problemi e non su “voci dicorridoio”. Ho per questo motivo sug-gerito ai colleghi di dedicare una partedelle sedute del primo anno ad assu-mere informazioni sull’Azienda (funzio-namento, problemi, organizzazione,risorse ecc.). E’ importante che lediscussioni non riflettano la logica del-l’appartenenza partitica: il Comitatodella Corsi non è un organismo politico,non è una sorta di Parlamento. Esso avrà maggiore autorevolezza(verso l’interno e l’esterno) se sapràdimostrare di muoversi in modo auto-nomo dai partiti. E’ pure importanteche le discussioni siano orientate a faregli interessi della Rsi. Il Ccr è una sortadi Consiglio di amministrazione e nonpuò mettersi in una posizione di“opposizione” nei confronti dell’Azienda.Sarà infine essenziale che il Ccr rispettii doveri che sono propri di un Consigliodi amministrazione e in particolare iprincipi del rispetto collegiale per ledecisioni prese e della discrezione perquanto concerne il contenuto dei lavori.

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In che misura il lavoro e le decisionidel Comitato Corsi si riflettono concretamente sulla produzione esulla programmazione Rsi? E’ bene sottolineare che le discussioni ele decisioni del Comitato del Consiglioregionale della Corsi non si devonoriflettere direttamente sulle emissionidella Rsi. L’azienda e i suoi collaboratorigodono anche nei confronti del Ccr diuna precisa autonomia. L’organo dellaCorsi deputato a esprimersi sulla produzione e sulla programmazione,dando dei segnali in tempi brevi, è ilConsiglio del pubblico. Il Ccr ha sem-mai un'altra funzione, e cioè quella di segnalare in una visione a medio termine quali risposte ci si attendedall’Azienda e dai suoi collaboratori, e questo nell’ambito delle cosiddettepolitiche dei programmi. Il Ccr è legitti-mato a agire per la sua funzione dianello di congiunzione fra la Rsi e lacomunità regionale della Svizzera italiana.Al di là degli aspetti statutari, io speroche l’Azienda e i suoi collaboratoripossano recepire costruttivamente ilcontributo del Ccr (soprattutto quandoriflette le opinioni raccolte in modoserio presso differenti ambiti di popola-zione, e penso qui alle varie serate diinformazione - discussione organizzatedalla Corsi, che si terranno nel corsodell’anno).

Ritiene che con l’allargamento del Consiglio regionale da 17 a 25 membri, la società civile sia sufficientemente rappresentata?Non sono invero molti i rappresentantidella cosiddetta società civile eletti nelConsiglio regionale. Bisognerà insisterenel futuro e far riflettere anche i partitisull’importanza di fare un passo indie-tro, a beneficio di persone rappresen-tanti di realtà sociali importanti. Al di làdei numeri conta comunque la sostanza,la capacità cioè di rendere l’Aziendaattenta alle aspettative differenziatepresenti nel Paese. Recentemente hopartecipato a Balerna alla prima seratad’informazione promossa dalla Corsi e ho ad esempio constatato come rap-presentanti delle imprese economichee dei sindacati condividano la necessitàdi programmi più attenti ai problemidell’economia, maggiormente orientatia fornire all’utenza gli strumenti per

capire il difficile momento economico.Questi sono segnali importanti dellasocietà civile, che devono passare indipendentemente dalla composizionedel Consiglio regionale.

Che impressioni ha potuto raccoglieredalle sue prime trasferte presso lasede centrale Srg Ssr a Berna ?Che dovrò lavorare molto per cono-scere l’Azienda e i suoi problemi, per-ché l’autorevolezza del mio impegnodipenderà in larga misura dal fatto diessere riconosciuto come interlocutorecompetente. Ho pure constatato, maforse si tratta di un’impressione checorreggerò col tempo, che c’è moltorispetto delle forme (forse un po’eccessivo per la nostra indole latina).Infine, ed è il rilievo più importante, hoavuto la chiara percezione che talunepreoccupazioni che abbiamo in Ticino,pur importanti, rischiano di passare insecondo piano di fronte alla rivoluzionein atto nel mondo della comunicazione.E’ giusto che qui si ponga attenzionealla “produzione” locale; per difenderee promuovere la Rsi dovremo essereperò capaci di comprendere le dinami-che in atto a livello nazionale e internazionale.

Perché diventare soci della Corsi?La Corsi è la strada che permette aogni persona di interessarsi dei destinidella radiotelevisione in quanto serviziopubblico, partecipando a una serieimportante di eventi. Personalmenteintendo adoperarmi nel corso deiprossimi anni per rafforzare e profilarela Corsi, per darle autorevolezza neisuoi rapporti con la Rsi. Ciò è possibilese la Corsi sa proporsi quale strumentodi ritrasmissione corretta e competen-te delle aspettative della comunità dellaSvizzera italiana. Io penso che ci siavero bisogno che ciò avvenga, che qualcuno – la Corsi ! – assuma inmodo costruttivo, assolutamente nonpolitico, non partitico e non ideologico,il compito di fare entrare ancorameglio nell’Azienda i valori della società.

Luigi Pedrazzini è nato a Locarno 59anni fa. Ottenuta la maturità federalepresso il Collegio Papio di Ascona, haconseguito la laurea in giurisprudenzaall’Università di Zurigo nel 1977 e successivamente la patente di avvocatoin Ticino. Dal 1978 al 1983 è stato giornalista, quale direttore dell’alloraquotidiano Popolo e Libertà. Sonoanche gli anni del servizio militare:Luigi Pedrazzini diventa capitano ecomanda una compagnia della difesacontraerea. Dal 1983 al 1999 ha lavorato presso la Società ElettricaSopracenerina di Locarno, che hadiretto dal 1986 al 1999. Agli impegniprofessionali intercalava quelli politici:in particolare di deputato al GranConsiglio (dal 1979 al 1995), di presi-dente cantonale del Ppd (a due riprese, dal 1987 al 1991 e dal 1996 al 2000) e di Consigliere comunale aLocarno. Sempre in questo periodo è stato attivo in alcuni Consigli diAmministrazione pubblici e privati (Ptt, Eoc, Banca del Gottardo ecc.). Nel 1999 Luigi Pedrazzini lascia tuttele precedenti attività e inizia un nuovosolo lavoro, quello di Consigliere diStato del canton Ticino, dove assumela direzione del Dipartimento delleistituzioni. Dal 1999 al 2011 presiedeper tre volte il Consiglio di Stato e, dal 2001 al 2005, la conferenza deigoverni cantonali svizzeri.Lascia il Governo nel 2011, dopo 12anni e prima di intraprendere nuoveattività cammina per 30 giorni da St. Jean Pied de Port a Compostella,percorrendo circa 800 km. Poi, il 1°gennaio 2012, diventa presidente dellaCorsi. E’ inoltre membro del Consigliodi amministrazione Srg Ssr, delegatodel cantone per Expo 2015, e collabora,come avvocato, con lo studio legaleBrunoni, Mottis e associati.Luigi e Valeria, sposati dal 1978, hanno4 figli, ormai maggiorenni.

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Come ho potuto constatare io stesso, i nostri 6100 collaboratori svolgonoquesti compiti con competenza e fie-rezza, sforzandosi di informare in modooggettivo e preoccupandosi di rifletterela diversità delle opinioni. I sondaggiconfermano che le radio, le televisionie l’offerta web della Srg Ssr godono diun’eccellente reputazione tra il pubbli-co, grazie in particolare alla loro affida-bilità e alla loro indipendenza.Si tratta di un aspetto essenziale dellastessa ragione d’essere del serviziopubblico Srg ssr e del suo mandato isti-tuzionale. Per questo motivo la pere-quazione finanziaria interna alla Srg Ssrsvolge un ruolo-chiave: sebbene essanon sia messa in discussione né in senoall’Azienda né nella società, occorrerestare vigili, perché offrire, in quattrolingue, programmi di qualità equivalenteè costoso, soprattutto potendo dispor-re di mezzi finanziari assai minoririspetto ai nostri vicini monolingui.

Che ripercussioni ha avuto e conti-nuerà ad avere sul ruolo del serviziopubblico radiotelevisivo la concorren-za dei siti online d’informazione?Il servizio pubblico Srg Ssr deve esserepresente là dove si trova il pubblico, ilquale - in particolare le giovani genera-zioni - segue viepiù i mass media online.L’Azienda è chiamata a tenere in consi-derazione le nuove abitudini dei fruitoridi mass media e, per questo motivo,intende mostrarsi proattiva di fronte aquesti sviluppi. Se da un lato le nostretrasmissioni devono rivolgersi alle gio-vani generazioni e a un pubblico mobile(dinamico), l’audiovisivo rimane laragione d’essere della Srg Ssr e la suaprincipale attività.

Una sua valutazione in merito allapresenza della Srg Ssr e delle diverseunità aziendali sui social media.Una presenza attiva delle Unità azien-dali e dell’Azienda Srg Ssr sui socialmedia è ineluttabile, perché permettedi completare l’informazione sullenostre offerte verso le cittadine e i cittadini, soprattutto i giovani. I blog, i forum di discussione e le gallerie foto-grafiche dei social media completano i contenuti in linea legati a una trasmis-sione. Il nostro obiettivo, in quantoazienda di comunicazione di punta,

è quello di comunicare con il nostropubblico attraverso tutti i canali dispo-nibili. Diventa così possibile spiegaremeglio l’importanza del servizio pubbli-co a quanti pagano il canone.

La convergenza è un progetto a livello nazionale fortemente volutodall’Azienda radiotelevisiva, conl’obiettivo di ottimizzare le competenze del personale giornalistico. A che punto siamo?La convergenza avanza in tutte leregioni del Paese e in tutte le Ua SrgSsr secondo le particolarità di ciascuna.Numerose redazioni sono state riunitee riorganizzate, i giornalisti si familiariz-zano progressivamente con il “trime-dia”, un aspetto ormai acquisito per legiovani generazioni. L’iter proseguesenza sosta considerato che la conver-genza è un processo di lungo respiro.Il Consiglio d’amministrazione segue davicino l’avanzamento della convergenzaattraverso bilanci regolari che gli sonosottoposti in occasione della revisionestrategica annuale e ne discute appro-fonditamente con il direttore generale.

La Corsi e la Rsi viste da Berna...La Corsi è una società regionale conun importante ruolo da svolgere nellasocietà civile e competenze da far valere, come d’altronde previsto dallariforma delle strutture. Le novità devono ancora essere attuate in modoottimale. Nell’ambito delle proprie precise facoltà, è importante accordarsisu soluzioni efficaci per l’Azienda esoddisfacenti per tutti, e dunque privile-giare il dialogo senza ingerenze recipro-che. La messa a concorso dei mandatiregionali, l’intensificazione dei contatticon il pubblico e la massiccia partecipa-zione alle assemblee generali impres-sionano in modo positivo e mi rallegrodi poterle ora vivere in diretta. Sonoaltrettanti modi di concretizzare e diassumere un ruolo dinamico nellasocietà civile. La Rsi è tra l’altro un’Uaefficiente che registra un forte successodi pubblico pur con i mezzi finanziariproporzionalmente modesti di cuidispone. Sono contento di rendervivisita nella Svizzera italiana1.

Vallesano d’origine, Raymond Loretanentra al Dipartimento federale degliaffari esteri nel 1983 dopo gli studi indiritto all’Università di Friburgo e stagea Strasburgo, a New York (pressol’Onu) e all’Aia.Assistente personale del segretario diStato Édouard Brunner per quattroanni, nel 1987diventa collaboratoredel consigliere federale Arnold Koller.Nel 1991 è attivo come delegato agliaffari europei e transfrontalieri delcanton Vallese nell’ambito della cam-pagna sulla votazione sullo Spazioeconomico europeo. Segretario generale del Ppd svizzero dal 1993,nel 1997 è nominato dal Consigliofederale ambasciatore di Svizzera aSingapore e nel Brunei, in seguito, nel2002, console generale a New Yorkcon il titolo di ambasciatore. All’iniziodel 2007, Raymond Loretan decide dicogliere una nuova sfida professionalefondando con Chantal Balet e EdgarFasel il Cabinet conseils Fasel BaletLoretan; dal mese di giugno dello stes-so anno, assume anche la presidenzaesecutiva del Consiglio di amministra-zione di Genolier Swiss MedicalNetwork. Nell’ottobre 2008 è elettoall’Assemblea costituente dellaRepubblica e Cantone di Ginevranelle fila del partito democratico-cristiano. Raymond Loretan siede pure in diversi Consigli di amministrazioneed è impegnato in numerosi progetticulturali e caritativi. Dal 1° gennaio2012 è alla presidenza della Societàsvizzera di radiodiffusione.

in merito alla pubblicità online rivesto-no un’importanza significativa. Il passag-gio all’era digitale, inoltre, ci sollecita aessere tecnologicamente all’avanguardia,e questo senza venir meno all’impegnodi rafforzare la convergenza e diaumentare la produttività riducendo irelativi costi. Infine l’Azienda è confron-tata con una grossa sfida nell’ambitodella comunicazione, in particolarequella rivolta alle giovani generazioni: èfondamentale riuscire a spiegare megliola necessità di mantenere una Srg Ssrforte al servizio della solidarietà confe-derale e della coesione nazionale.

In che modo le società regionali possono contribuire alla qualità dell’offerta della Srg Ssr, e all’apprez-zamento delle singole radiotelevisioni?La risposta a questa domanda è datadagli articoli 4, 14 e 15 dello statutodella Srg Ssr, che fissano in sintesi treobiettivi:a) la sorveglianza dei programmi e l’influenza sulla loro qualità: lo statutoSrg Ssr assegna compiti e competenzedettagliate al Consiglio regionale, alComitato del Consiglio regionale (chesi esprime sui concetti di programmadelle reti radio e dei “domaines” televi-sivi) e al Consiglio del pubblico (cheesamina punti forti e lacune delle trasmissioni diffuse);b) l’animazione e la promozione deldibattito pubblico sui principi e sullo svi-luppo del servizio pubblico audiovisivo;c) il conseguimento di un ampio soste-gno nella regione attraverso l’affiliazio-ne di persone fisiche e giuridiche allesocietà regionali e, dove presenti, allesocietà membro.Per conseguire questi obiettivi è essen-ziale che le società regionali collaborinostrettamente con l’Azienda Srg Ssr. A questo proposito la recente riformadelle strutture va ancora affinata alloscopo di precisare le competenze reciproche e consentire che, ciascunonel proprio ambito, operi al meglio alservizio della causa comune. Tutto ciòavviene attraverso un dialogo

4per.corsiSguardi sulla Srg Ssr e sulle sue società regionali. Vi proponiamo un’intervista al nuovo presidente Srg Ssr Raymond Loretan.

C O R S I O L T R E

UNA SRG SSR FORTEAL SERVIZIO DELLA COESIONE NAZIONALEPresidente, nel suo precedente ruolodi diplomatico e uomo politico conuna solida esperienza internazionale,ha mai avuto apprezzamenti o critichespecifiche da muovere al nostro servizio pubblico radiotelevisivo?Nel corso della mia carriera professio-nale ho sempre considerato i giornalistidei partner e anche la mia esperienzacon quelli della Srg Ssr nella maggiorparte dei casi è stata positiva. Qualesegretario generale di un partito digoverno spesso mi sono trovato adovermi confrontare con la stampa: adesempio, mi sono impegnato affinché irappresentanti del mio partito fosserocorrettamente valorizzati nella trasmis-sione svizzero-tedesca Arena. Inoltre,nell’ambito delle mie attività di promo-zione del nostro Paese all’esterno, laSrg Ssr è sempre stata vicina ai mieiprogetti e regolarmente li ha diffusi in Svizzera, in particolare in occasionedella campagna “swisspeaks” a NewYork (tra il 2003 e il 2005) e soprattuttoil progetto “swissroots” (nel 2006), ini-ziativa estesa a tutti gli Usa e volta amobilitare il milione di statunitensi diorigine svizzera a riscoprire le lororadici elvetiche. In qualità di commenta-tore politico spesso sono pure statoinvitato alla radio e alla televisione, eanche in quelle occasioni il dialogo coni conduttori si è rivelato stimolante e le domande dei giornalisti, per quanto critiche, sempre scevre da qualsiasi preconcetto.

Con quali sfide si confronta oggi principalmente la Srg Ssr?Sono diverse le sfide che meritano di essere menzionate. Cito anzitutto la messa in discussione, in taluni ambiti,del servizio pubblico in quanto tale; in secondo luogo la definizione di unastrategia dell’offerta competitiva macapace contemporaneamente di adem-piere il mandato fissato dalla Conces-sione. Un’altra sfida è la stabilità delfinanziamento della Srg Ssr attraverso ilcanone e la pubblicità: in questo conte-sto i negoziati in corso con gli editori

approfondito fra il Consiglio di ammini-strazione, la Direzione generale e lesocietà regionali; fra le mie priorità figura proprio la conduzione di questodialogo, che auspico costruttivo.

Che cosa comporta per la Srg Ssrdover garantire un servizio pubblicoequivalente per le quattro culture enelle quattro lingue nazionali?Grazie alle trasmissioni della Srg Ssr,ovunque in Svizzera le cittadine e i cittadini sono informati dai mass mediaelettronici in modo esauriente e posso-no formarsi un’opinione personale sullamaggior parte dei temi d’attualità. È un contributo importante non soloalla qualità del dibattito democratico,ma anche alla costituzione di una società e di un’economia del sapere.Di certo la Srg Ssr è il “cemento” dellanostra eterogenea “Willensnation”. Perincoraggiare la comprensione reciproca,le nostre radio, le nostre televisioni e lanostra offerta online devono rendereconto regolarmente di quello che acca-de nelle altre regioni del Paese. In questo modo la Srg Ssr promuoveuno spazio pubblico svizzero, rafforza la coesione in seno al nostro Paese quadrilingue nel rispetto delle identitàe delle culture.

1 Il presidente Loretan è stato ospitedel Ccr Corsi a Besso lo scorso 29 febbraio 2012.

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Nel solo 2010 la Rsi ha ridistribuitosul territorio quasi 175 milioni di fran-chi: buona parte sotto forma di salariversati ai suoi collaboratori, ma anchedi approvvigionamenti, incarichi a terzie nell’ambito del suo ruolo di sostegnoalle principali manifestazioni culturalidella Svizzera italiana che la vedonodirettamente coinvolta. Vi sono molti criteri con cui valutarel’importanza, la posizione, l’impatto diun’azienda sulla sua regione di riferi-mento. Che, per la Rsi, è anzitutto (manon soltanto) la Svizzera italiana.Sarebbe facile dire: ciò che conta è l’of-ferta di programma, la sua sintonia conle attese, gli interessi, i gusti del pubblico.Ed è così, poiché proprio questo nelegittima l’esistenza, le dimensioni e,diciamolo pure, anche i costi. Alla Rsi sono stati attribuiti, nel 2010,230 milioni di franchi, pari al 21% dellerisorse complessive della Srg Ssr.Sempre nel 2010, gli utenti/cittadinidella Svizzera italiana hanno versato, in tasse di ricezione, circa 47 milioni emezzo di franchi.Detto del primo obiettivo che la Rsideve prefiggersi, il successo (in sensolato) della sua offerta di programma,essa ha anche un impatto di altra natu-ra sul proprio territorio, che spesso sitende – in parte strumentalmente – asottacere: ai suoi 1'152 collaboratori,

ha distribuito, nel 2010, salari e contri-buti sociali per quasi 128 milioni, chegarantiscono ai due cantoni, ai singolicomuni e alla Confederazione introitifiscali proporzionali.Ma c’è dell’altro: la Rsi ha anche contri-buito in misura importante all’econo-mia regionale acquistando, presso 885aziende e ditte grandi e piccole ope-ranti nella Svizzera italiana, beni e serviziper 35 milioni di franchi, pari al 40%delle forniture complessive. Proprio nelcampo degli approvvigionamenti la Rsisi è dotata di criteri molto severi, fissatidalla Direzione generale Srg Ssr edapplicati in sinergia dalle singole Unitàaziendali, per ottimizzare, da un lato,l’impiego delle risorse, e premiare, dal-l’altro, fornitori che rispettino le leggi, le regole commerciali, l’etica del lavoro,precisi criteri ambientali, un’attenzionea consumi ridotti. Terzo criterio da tenere in considera-zione volendo misurare l’impatto dellaRsi sulla Svizzera italiana è il contributo– in termini di impegno finanziario, maanche di promozione e di visibilità –che essa assicura ogni anno ad enti,organizzazioni, associazioni attive inambito culturale. Il Festival del Film diLocarno e Estival Jazz sono gli esempiche balzano subito alla mente: ma cosasarebbe la scena musicale della Svizzeraitaliana senza i Concerti dell’Auditorio

Stelio Molo? Senza i Concertid’Autunno? Senza le rassegne jazz?Senza il Progetto Marta Argerich?Soprattutto, senza l’Orchestra dellaSvizzera italiana, alla quale la Rsi ha versato nel 2010 3.4 milioni di franchi ? O senza il Coro della Rsi (700 mila)? Rapporti utili, fecondi, preziosi e di reci-proca utilità: grazie a rassegne e forma-zioni come quelle menzionate, la Rsiproduce programmi e contenuti tele-visivi, radiofonici e multimediali originaliper il pubblico. Ma, in parte, addiritturaindispensabili per gli organizzatori diquesti avvenimenti che, senza la Rsi el’eco che essa riesce a creare, verreb-bero notevolmente ridimensionati nelloro impatto. Insomma, la Rsi non è un’isola, non vivee si muove – come taluni pretendono– in una riserva protetta e sotto unacampana di vetro: il suo impatto, le suescelte, il suo destino sono intimamentelegati a quello di tutta la Svizzera italiana (e del senso stesso dellaWillensnation Schweiz).Ricordiamocene, facciamo tesoro diqueste cifre che mostrano inequivoca-bilmente il vero volto della nostraAzienda: aperta, pienamente inseritanel Paese e nel suo mercato.

Dino Balestradirettore Rsi

C O : R S I

LARSINON ÈUN’ISOLA

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Si è svolta venerdì 13 gennaio presso lasede Rsi a Comano la seduta costitutivadel Consiglio del pubblico; all’ordinedel giorno la scelta per cooptazionedegli ultimi quattro membri mancanti,effettuata dagli 11 membri già elettidall’Assemblea generale dei soci a mag-gio 2011, e dai due rappresentanti delConsiglio regionale presso il Consigliodel pubblico. Sono stati nominati acompletare l’organico: Don MassimoBraguglia, Nicola Pini, Paolo Sala,Marco Züblin. Venerdì 27 gennaio si èinvece tenuta la prima seduta istituzio-nale dell’anno, nella cui agenda figurava

IL CONSIGLIO DEL PUBBLICO

ILCOMITATO DEL CONSIGLIOREGIONALEIL CONSIGLIO REGIONALE

6P E R . C O R S I C O M U N I I S T I T U Z I O N A L I

Questi i nomi di tutti i 17 rappresen-tanti del pubblico Rsi, per il quadriennio2012-2015: Raffaella Adobati Bondolfi,Francesca Bordoni Brooks, Don Massimo Braguglia, Franco Celio,Giulia Fazioli, Francesco Galli, Stefano Lappe, Giacomo Garzoli (inrappresentanza del Consiglio regiona-le), Tiziana Mona, Paola Müller-Storni,Yvonne Pesenti Salazar (in rappresen-tanza del Consiglio regionale), Nicola Pini, Paolo Sala, Saverio Snider,Silvia Torricelli, Giacomo Viviani, Marco Züblin.

Sono iniziati i lavori degli organi e del Consiglio del pubblico Corsi, i cui membri per il quadriennio 2012-2015 sono ufficialmente entrati in carica il 1° gennaio.

si riunisce a scadenza mensile da mercoledì 18 gennaio.

I comunicati stampa rilasciati di volta in volta dagli organi e dal Consiglio delpubblico sono disponibili sul sito internet www.corsi-rsi.ch

la nomina del nuovo presidente. Allaguida è stata designata Tiziana Mona,membro del Consiglio del pubblico dal2008, mentre la vice-presidenza è stataaffidata a Raffaella Adobati Bondolfi,eletta dall’Assemblea generale nel 2008 e residente nel canton Grigioni.Entrambe ricopriranno i rispettivi ruoli per un biennio (2012-2013).Nella medesima occasione è stata rinnovata la fiducia al mediatore, l’avv. Gianpiero Raveglia, che resteràinvece in carica per l’intero quadriennio2012-2015. Il Consiglio del pubblico si riunisce ogni mese.

dell’esame dei vari rapporti che la Rsiredige all’attenzione del Cr e della progettazione delle attività sul territorioper il 2013. Il Cr ha infine ratificatol’iscrizione di 22 nuovi soci. Il prossimo plenum del Consiglio regionale è previsto per il 17 novembre.

La prima riunione ha avuto luogo nel pomeriggio di sabato 24 marzo aComano. I lavori sono stati caratterizzatidall’approvazione del Rapporto d’attività2011 e dei conti della Società coopera-tiva radiotelevisiva, che saranno sotto-posti al voto dell’Assemblea generale il prossimo 2 giugno. Sono stati inoltrecostituiti i Gruppi di lavoro incaricati

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Intervista a Tiziana Mona e RaffaellaAdobati Bondolfi, rispettivamente presidente e vicepresidente delConsiglio del pubblico per il biennio2012-2013: due generazioni a confronto.

Quanto incide la sua lunga esperienzanel giornalismo sulla valutazione di unprodotto radiotelevisivo?TM: Come giornalista prima e comeresponsabile di coproduzioni televisivenazionali e internazionali poi so comefunziona la macchina, posso valutarele difficoltà oggettive e gli sforzi umanie finanziari investiti per fare un deter-minato programma radiotelevisivo.Questo può certamente aiutare nelfare una valutazione, ma quale membrodel Consiglio del pubblico ho cercatose non proprio di cambiare pelle, perlo meno di non lasciarmi determinarein maniera preponderante dalle cono-scenze nel campo specifico. Anzi, nelcorso dei due primi anni, venendo dallatelevisione, ho scelto quasi sempre dioccuparmi in maniera approfondita diprogrammi radiofonici.

Quali competenze e caratteristichepersonali dovrebbero avere i membridel Consiglio del pubblico, per svolgereal meglio il proprio compito? RAB: Il Consiglio del pubblico non èuna commissione di esperti, è piuttostoun gruppo di telespettatori e radioa-scolatori attenti e appassionati. La sen-sibilità nei confronti delle esigenze edelle reazioni del pubblico, l’interesseper il servizio pubblico e una certacuriosità per il funzionamento e lenuove sfide dei mezzi d’informazionesono presupposti importanti. Inoltre un buon radicamento nella società, la vicinanza al territorio e l’eterogeneitàdel gruppo aiutano i membri delConsiglio del pubblico a farsi portavoce,con un buon grado di credibilità, delleimpressioni dell’utenza Rsi.

Presidente e vicepresidente: due generazioni al vertice...TM: Questa accoppiata mi piace moltissimo. In primo luogo perché hovisto con quanta passione e competen-za Raffaella ha affrontato il lavoro nelConsiglio del pubblico e poi perché èimportante che nessuno si sorprendapiù che ci siano due donne alla testa diun gremio che non sia quello di unaassociazione femminile. Che poi legenerazioni siano diverse ancor meglio,vuol dire che il passaggio di testimonefunziona.

Il Consiglio del pubblico è compostoda individui di diversa età, formazione,professione, interessi. Come si riflettono nel concreto del vostrolavoro tutte queste differenze?RAB: Ben venga questa eterogeneità.La varietà è un plusvalore e una garan-zia di rappresentatività del pubblico Rsi.Il bagaglio professionale e personale, le competenze e gli interessi, le espe-rienze e le percezioni che ognuno dinoi porta nella discussione animano lo scambio dialettico, arricchiscono ediversificano le informazioni che ci permettono di fare delle valutazioni.Direi che grazie alle nostre differenzeriusciamo a essere più completi e qualificati nel nostro lavoro.

Ritiene che gli organi della Corsi,l’azienda Rsi e la società circostantesiano informati in modo adeguatosulle attività e sul lavoro del Consigliodel pubblico? TM: Negli ultimi anni la presentazionedel rapporto annuale del Consiglio delpubblico è stata seguita abbastanzabene dai media, ma penso che si possafare di più con informazioni regolari sullavoro del Consiglio del pubblico sull’ar-co di tutto l’anno. Si devono inoltre sviluppare modalità di comunicazioneatte a superare l’ostacolo di un giorna-lismo piuttosto conformista che privile-gia la critica aneddotica all’analisi. E non si tratta di una questione legataunicamente al lavoro del Consiglio delpubblico ma alla scarsa presenza neinostri media (stampa ma anche radio e tv) di commenti regolari sull’offertaradiotelevisiva e di approfondimenti sulpanorama massmediatico.

Il Consiglio del pubblico rappresental’insieme degli utenti italofoni dellaRsi. Che rapporti intrattiene conradioascoltatori, telespettatori edinternauti?RAB: I singoli membri del Consigliodel pubblico sono loro stessi radio-ascoltatori, telespettatori e internauti equindi in prima persona delle antenne

COME ANTENNE SUL TERRITORIO‘

‘Ogni edizione di per.corsi rinnova l’appuntamento con il Consiglio del pubblico, organo consultivo della Corsi che rappresenta l’utenza radiotelevisiva e che ha il compito di analizzare e valutare l’insieme dell’offerta editoriale della Rsi.

Tiziana Mona, giornalista, è stata laprima presentatrice del Telegiornaledell’allora Tsi. Era il 1967. Ricoprirà questo ruolo per 20 anni, assumendonel contempo la carica di presidentecentrale del Sindacato svizzero deimassmedia (1980-1994). Lascia l’aziendanel 2004, dopo ulteriori 10 anni di attività quale membro della direzionegenerale Srg Ssr. Pensionata e nonnafelice di 6 nipotini, collabora a variemanifestazioni culturali in Ticino - daChiasso Letteraria ad Airolo in transi-zione -; presiede l’Associazione Il beccogiallo a sostegno dell’attività dellaFondazione Pellegrini Canevascini, ed è membro dell’Academy che assegna i Premi del cinema svizzero.

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sul territorio. Inoltre, attraverso la pro-pria rete di contatti, fungono da puntidi raccolta delle reazioni del pubblico. Il Consiglio del pubblico ha delle scadenze “istituzionali” di contatto conil pubblico tramite il rapporto annuale,le conferenze e i comunicati stampa,l’Assemblea Corsi, le serate pubbliche, il sito internet e le pubblicazioni Corsi.Ma al Consiglio del pubblico ci si puòsempre rivolgere anche con contattispontanei. Le segnalazioni del pubblicosono preziose per indirizzare o com-pletare il nostro lavoro.

Offerta radio, tv, online: come si poneil Consiglio del pubblico nei confrontidi questi tre vettori diversi ma complementari?TM: Dato per scontato che il pubblicoche noi siamo chiamati a rappresentareusufruisce oramai con pochissime eccezioni e ben inteso con intensitàdiverse di tutti e tre i vettori, noi comeConsiglio del pubblico ci poniamo difronte a queste offerte con l’ambizionedi farne una questione di qualità e divalutare in tal senso. Per questo motivolo scorso anno ci siamo dati uno strumento quale la tabella dei criteri di valutazione della qualità che vale per i tre vettori e che ci sarà di aiuto per il lavoro aiutandoci anche a superare gliscogli di un eccesso di soggettività o di affinità con un media piuttosto che con un altro.

Sia il Consiglio del pubblico che il Consiglio regionale si occupano di qualità: quali sono le diverse competenze?RAB: Il monitoraggio e la valutazionedella qualità dei programmi e dei palin-sesti è certamente un compito centraledei due Consigli, che tuttavia svolgonocon modalità in parte diverse ma fraloro complementari. Se da un lato ilConsiglio regionale si esprime sullepolitiche e l’orientamento dei program-mi con sguardo prospettico, dall’altro il Consiglio del pubblico si concentrasulla valutazione puntuale e critica deiprogrammi in corso di diffusione. Per avere un quadro completo della

qualità è necessaria la collaborazionefra i due Consigli. Si sta lavorando proprio in questo senso cercando di individuare nuove piattaforme discambio fra i due consessi.

Ritenete che le osservazioni formulatedai vostri gruppi di lavoro interni ven-gano prese sufficientemente in consi-derazione dalla direzione Rsi? Gli obiettivi vengono quindi raggiunti?TM: Direi di sì e non solo dalla direzione ma a quanto ho potuto constatare, direttamente anche dai singoli produttori. Abbiamo però unapendenza che è quasi un tormentone -una serie americana di cui non dirò il titolo e che si distingue per eccelsa volgarità che sembra inaffondabile,nonostante le ripetute critiche sia suigiornali sia da parte nostra, scompareda una parte riappare dall’altra.

Attraverso quale canale di diffusionesegue più frequentemente la Rsi(radio, tv o web), e perché?RAB: Un po’ di tutto con modalità etempi diversi. Avendo una bimba piccolaguardo poca televisione in temporeale, se non la sera tardi. Recupero iprogrammi che mi interessano attraver-so il web della Rsi, che utilizzo ancheper tenermi informata nel corso dellagiornata. Faccio la traduttrice e quandolavoro al computer ascolto volentieritutti i canali radio della Rsi.

Attraverso quale canale di diffusione segue più frequentementela Rsi, e perché?TM: Consumo un po’ ballerino -guardo relativamente poco la televisionein tempo reale. Preferisco, e da pensionata me lo posso permettere,vedere le ripetizioni magari in mattinata.I Tg li ricupero quasi sempre via internet, mentre ascolto regolarmentela radio durante la giornata, con preferenza per la Rete Due quandosono in casa e la Rete Tre quando viaggio in macchina.

Raffaella Adobati Bondolfi (1971),nata e cresciuta in Ticino, vive a Coiracon la figlia Sofia e il marito Ilario. Ha conseguito la laurea in letteratura e linguistica tedesca e italianaall’Università di Zurigo. Ha lavoratopresso la Cancelleria di Stato delCantone dei Grigioni come traduttrice,dirigendone poi i servizi linguistici. È pure entrata in contatto con ilmondo della scuola con supplenze e come insegnante dei corsi di linguae cultura italiana patrocinati daiConsolati italiani in Svizzera.Successivamente ha lavorato per laPro Grigioni Italiano curando progetticome operatrice culturale centrale. Ha collaborato con il Dipartimentoeducazione e cultura dei Grigioni, conl‘Agenzia Consolare d’Italia a Coira e con il Consolato d’Italia a San Gallonell’ambito di iniziative volte a difendere e promuovere la lingua e lacultura italiana. Ora lavora in propriocome traduttrice e dal 2008 è membro del Consiglio del pubblicodella Corsi.

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per.corsi 11P E R . C O R S I C O M U N Iper.corsi 10P E R . C O R S I C O M U N I

Sono ripresi gli appuntamenti dellaCorsi con i soci e con il pubblico dellaRsi: a scadenza pressoché mensile e indiverse regioni della Svizzera italiana -inclusa un’uscita a Friburgo per incon-trare gli utenti italofoni residenti oltreGottardo - la Società cooperativa ancorauna volta promuove il confronto fraascoltatori, spettatori, internauti eazienda radiotelevisiva, organizzandodibattiti aperti a tutti sull’offerta e sui programmi della Rsi.

Nel 2012, al centro dell’attenzione ver-ranno poste le esigenze e le attese deiprofessionisti attivi nei diversi ambiti diuna società in rapida trasformazione.Incontriamo Anna Biscossa, vicepresi-dente della Corsi e coordinatrice delGruppo di lavoro vicinanza al territoriodel Consiglio regionale, incaricato nel2011 di studiare il programma di questa nuova serie di serate pubbliche:

A chi sono rivolte queste serate, e perché parteciparvi?L’Art. 23 bis cpv. 1 dello Statuto dellaCorsi recita: "Il Consiglio regionale prepara e anima la riflessione sul radi-camento dell'Azienda nel contestosociale della Svizzera italiana e promuo-ve azioni concrete atte a far conoscerela funzione del servizio pubblico radiotelevisivo. In tutte le sue attività perse-gue l'affiliazione di nuovi membri". Sulla base di questo preciso mandato, il Consiglio regionale, attraverso un suoGruppo di lavoro, ha ritenuto impor-tante e utile creare alcuni momenti privilegiati di scambio con i principaliprotagonisti attivi sul territorio dellaSvizzera italiana.Si sono scelti quindi alcuni ambiti diriflessione (economia, lavoro, comunica-zione, formazione, educazione, cultura,identità svizzera) e su questi temi si è deciso di confrontarsi con un ampioe qualificato pubblico per capire qualisiano le aspettative del territorio neiconfronti della Rsi e per dar modo,nello stesso tempo, alla Rsi di illustrarequale sia l’impegno e l’offerta che

l’Azienda propone alla Svizzera italiana.Per questo è molto importante potercontare su un’ampia e attiva partecipa-zione di pubblico che avrà così l’oppor-tunità di conoscere meglio la Rsi e laCorsi e, nel contempo, potrà esprimeredesideri, aspettative, critiche, auspiciecc. nei confronti del nostro serviziopubblico d’informazione.

Cosa vi ha spinto a scegliere il tema della “società che cambia”?E’ innegabile che stiamo vivendomomenti di grandi e profonde trasfor-mazioni. Quelle che sino a qualcheanno fa sembravano essere certezze,oggi vedono messe in profonda discussione le proprie fondamenta.Dall’economia alla formazione, dall’in-formazione alla cultura tutto sembraessere in continuo divenire. Ha unruolo e un mandato in tutto ciò la Rsi?La nostra risposta è un convinto sì,tenendo conto in particolare del mandato ad essa assegnato nell’ambitodel servizio pubblico. All’articolo 2 dellaConcessione rilasciata dal Consigliofederale alla Srg Ssr si legge infatti: “Nei suoi programmi la Ssr promuovela comprensione, la coesione e loscambio fra le regioni del Paese, lecomunità linguistiche, le culture, le religioni e i gruppi sociali. Essa pro-

muove l’integrazione in Svizzera deglistranieri, il contatto fra gli Svizzeriall’estero e la patria nonché la presenzadella Svizzera all’estero e la compren-sione per le sue aspirazioni. Prende inconsiderazione le particolarità delPaese e i bisogni dei Cantoni”. E’ dunque logico ritenere che se lasocietà è in profonda trasformazione ci debba essere l’impegno di capire finoin fondo questi cambiamenti, per poisaperli interpretare. L’offerta della Rsine deve essere strumento. In tal senso,le riflessioni che scaturiranno dallediverse serate proposte, verranno poiraccolte in una breve e agile pubblica-zione che potrà essere un’utile tracciasia per l’Azienda, sia per la Corsi, sia piùin generale per la Svizzera italiana.

Ritenete che vi sia molta differenza fra le esigenze e le aspettative di un pubblico”non specializzato”, e quelle di professionisti e dirigentiattivi nei vari settori della società? Sì e no. Sì, nel senso che siamo convintiche sia utile sentire le esigenze e leaspettative di entrambi questi gruppi di fruitori del servizio pubblico. Se ci sono differenze di linguaggio, diaspettative, di bisogni è senz’altroimportante poterne prendere atto.D’alto canto si potrebbe anche rispon-dere di no, visto che entrambi questipubblici sono componenti fondamentalidel tessuto vitale della Svizzera italiana,un territorio a cui la Rsi deve saperdare risposte nel suo insieme, attraverso la sua offerta. Tener conto delle esigenze e dei bisogni di ciascuno, per saper offrirerisposte e proposte per l’insieme delterritorio della Svizzera italiana è lasfida proposta con questo ciclo di serate.

NUOVO CICLO: LA SOCIETA’ CHE CAMBIA

UN CALENDARIO FITTO DI APPUNTAMENTI

Serate pubbliche e altri eventi. Sul territorio, in mezzo a voi.

Al di là del consueto ciclo annuale di serate pubbliche, il 2012 sarà unanno intenso sotto il profilo delle attività sul territorio (v. calendario a p. 24). Per capire l’importanza di queste iniziative anche in relazione ai compiti istituzionali della Corsi, incontriamo la segretaria generale Francesca Gemnetti.

Le collaborazioni avviate con altre manifestazioni ed istituzioni inserite nel territorio italofono (Osi, Settimane musicali di Ascona,Festival Castellinaria, Archivio eBiblioteca cantonale) rappresentanoun’occasione per farsi meglio conoscere dal vasto pubblico, oppuresono un segno della considerazione di cui già gode la Corsi?In quasi ogni attività rivolta al pubblico,oggi la parola d’ordine è “fare rete”,traduzione moderna del principio di“tessere relazioni” da sempre alla basedella comunicazione e dell’informazio-ne. Il fatto di collaborare con altre istituzioni aventi finalità che in qualchemodo si intersecano con quelle dellaCorsi favorisce una conoscenza e unoscambio reciproci, con risultati interes-santi per entrambe le parti. Lo sforzoche la Corsi sta compiendo nel rendersiattiva con collaborazioni mirate haquindi il duplice significato di farsiconoscere e “considerare” da un piùvasto pubblico, che potrebbe divenirne

socio, e quello di sostenere progetticollegati con la missione del serviziopubblico radiotelevisivo prevista dallaConcessione federale.

Come convivono le due anime della Corsi, quella istituzionale con le attività del Consiglio regionale e del Consiglio del pubblico, e quella di rappresentanza e di contatto con l’utenza?Il ruolo istituzionale degli organi dellaCorsi e del Consiglio del pubblico siincentra sull’impostazione e sulla vigilanza dei programmi. Il Cp verifica laqualità e la conformità delle produzionidiffuse dalla Rsi, mentre Comitato eConsiglio regionale si concentranopiuttosto sull’indirizzo della politica deiprogrammi per l’utenza italofona. Per svolgere efficacemente quest’ultimaattività è però necessario che si raccol-gano, presso il pubblico della Svizzeraitaliana e anche presso l’utenza italofonad’Oltralpe, le aspettative relative all’offerta della Rsi. L’attività di contattocon il pubblico e di confronto su quantoci si attende dalla Rsi è quindi unaparte significativa della missione assegnata non solo ai citati organi maanche ai soci della Corsi, che possonodare voce a queste attese.

Su cosa può fare leva una societàcome la Corsi per suscitare l’interessenei confronti della sua missione?

Sulla curiosità e volontà del pubblico di“essere parte”, vale a dire di partecipareall’insieme di creatività, riflessione etica,confronto con altri media e ricerca dinuovi modi di comunicazione multi-mediale che caratterizzano la radio-televisione svizzera di servizio pubblico. Ce n’è sicuramente per tutti i gusti, equando la Rsi stessa avrà preso piena-mente atto che il suo slogan “essereparte del tuo mondo” vale reciproca-mente, dato che sono gli utenti a legittimare la qualità e a dare senso alservizio pubblico offerto, potremo diredi aver raggiunto un primo importanteobiettivo. Per le minoranze linguistichecome la nostra, l’identità da affermare e da far riconoscere è sicuramentetraguardo essenziale oltre che riconfer-ma dei valori federalisti. È del restoquanto recita il preambolo degli statutidella Corsi, votato all’unanimità inAssemblea nel 2009.

Per ciò che riguarda le attività rivolteal pubblico, cosa contraddistingue la Corsi dalle altre società regionalidella Srg Ssr?È evidente che tra le varie societàregionali vi è una marcata diversità culturale nell’approccio al mandatoassegnato, ma questa è anche “la provadel nove” che il federalismo funziona!L’approccio della Corsi, dato il suo ter-ritorio di riferimento limitato, avvienecon un contatto diretto con il pubblico,attraverso serate da essa organizzate ela partecipazione ad eventi che hannoun nesso con il servizio pubblico radiotelevisivo. Sono stati fatti notevolisforzi per garantire una buona segnala-zione degli eventi e delle finalità che la cooperativa si propone. In questo quadriennio, il sensibile rinnovamento all’interno dei Consigli(regionale e del pubblico) induce aripensare le varie attività, a verificarnel’efficacia e anche a mettere in discus-sione i modi di procedere. E’ insommaun bello stimolo, oltre che un testper il funzionamento del nostro piccoloSegretariato.

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per.corsi 13P E R . C O R S I C O M U N I

Sul territorio, in mezzo a voi.Piccola cronaca delle serate pubbliche.

Si è svolta nel segno dell’incontro e delconfronto diretto fra relatori e pubblicoda una parte, giornalisti e vertici azien-dali dall’altra, la seconda serata Corsi in calendario a marzo. Focalizzata sul-l’offerta Rsi in ambito di programmi etematiche legate all’economia, la discus-sione ha così permesso sia di esprime-re e ribadire esigenze ed attese neiconfronti di radio e televisione, che dispiegare le ragioni che determinanoalcune scelte di contenuto e produzio-ne. E’ opinione condivisa che l’informa-zione economica alla Rsi sia puntuale,ben calibrata e presente (l’informazionenel suo complesso corrisponde ad uninvestimento pari al 40% del budgettotale Rsi). Tuttavia, se la giustificazioneche sottende alla scelta di suddividerlasu più reti, media (radio, tv, online) e programmi/rubriche (da Tg e Rg aModem, Patti chiari, 60 minuti,Plusvalore, Moby Dick, Laser ecc.) - e cioè il fatto che tocchi moltepliciaspetti della vita quotidiana dell’interapopolazione- trovi tutti d’accordo, continua ad emergere la richiesta diuna trasmissione specifica che permetta

un approfondimento ulteriore, renden-do accessibile al cittadino i grandi temie quesiti dell’economia (micro vsmacro economia). Anche la culturainveste molti aspetti del nostro vivere,è stato fatto notare, ma continua adoccupare spazi specifici e ben ricono-scibili nella programmazione. E se la differenza sta nel fatto che, come indicail direttore Balestra, “la cultura è dasostenere, l’economia da spiegare”, hauna sua ragion d’essere anche l’auspiciodi una maggiore collaborazione e di unmaggiore coinvolgimento di esperti emondo accademico locale (o altri partner qualificati e interessati), anchenell’eventuale realizzazione di un’emis-sione dedicata che permetta un piùampio respiro rispetto all’informazionedi cronaca o d’attualità. Riconoscendole legittime aspettative del pubblico,

BALERNA, SALA CARLO BASILICO,CENTRO POLUS, GIOVEDÌ 1 MARZO

Ha ottenuto un ottimo riscontro laprima serata organizzata dalla Corsi nel 2012. Alla presenza di un pubbliconumeroso, attento e coinvolto, il dibat-tito ha permesso ai relatori e agli altri-convenuti - professionisti ed esponentidelle associazioni di categoria ma anche semplici ascoltatori e spettatori -di esprimersi spontaneamente sui programmi radiotelevisivi Rsi legati alletematiche economiche e del lavoro,esternando nel contempo le proprieaspettative in tale ambito. Se nel com-plesso l’offerta della nostra radiotv èconsiderata da tutti adeguata, equilibratae valida - particolarmente apprezzato è l’approfondimento radiofonico delprimo mattino proposto da Modem -le attese maggiori si concentrano sullaqualità, piuttosto che sulla quantitàdelle informazioni. Chi vive sfide e cam-biamenti profondi nel proprio campo,come gli imprenditori, ha la sensazioneche la popolazione circostante non nesia sufficientemente consapevole, e chei mutamenti che investono il mondo

per.corsi 12P E R . C O R S I C O M U N I

FRONTIEREDEL LAVORO

BIASCA, AULAPOLIVALENTE, SCUOLE MEDIEGIOVEDÌ22 MARZO

I TEMI DELL’ECONOMIA NEI PROGRAMMIRSI

del lavoro, nonché quelli relativi allo sviluppo delle nuove tecnologie, nonsempre trovino uno sbocco sui mediadel servizio pubblico. Tutti i relatori(esterni) hanno auspicato che accantoalle notizie di cronaca possano trovarespazio anche realtà imprenditoriali eartigianali innovative e positive per laregione e per l’intero Cantone. Dallaserata è inoltre emersa chiaramentel’esigenza di un programma d’approfon-dimento sulla scia del compiantoMicromacro, che possa avvicinare ilgrande pubblico ai temi complessi dellavoro, da cui è direttamente e quotidia-

namente toccato.La Corsi ha raccolto l’invito a trasmet-tere alla Rsi le osservazioni, opinioni erichieste di pubblico e relatori, attraver-so un rapporto scritto che il Segre-tariato trasmetterà ai vertici aziendali aseguito di ogni incontro sul territorio. Le immagini della serata sono disponi-bili sul nostro sito internet www.corsi-rsi.ch

Relatori: Rolando Lepori (co-segretarioregionale Unia Ticino), Monica DucaWidmer (vicepresidente dellaCommissione federale delle comunica-zioni), Roberta Cattaneo (responsabilerisorse umane Rsi), Franz Bernasconi(imprenditore); moderatore: AlfonsoTuor (giornalista ed economista).

il direttore Balestra ha dal canto suo tenuto a ricordare come l’Aziendanella sua programmazione debba teneranche conto di fattori imprescindibiliquali gli indici d’ascolto, le risorse finan-ziare e la scarsa disponibilità di perso-nale specializzato. Non sono state avanzate richieste particolari in meritoalla copertura delle regioni periferiche,se non l’augurio di un’informazione chetenga maggiormente conto di realtàlocali a valenza positiva. Le immaginidella serata sono disponibili sul nostrosito internet www-corsi-rsi.chSi ricorda che le serate pubbliche sonoaperte a tutti e seguite da un aperitivo,nel corso del quale potrete incontrare i membri Corsi e i responsabili Rsi pre-senti all’evento. Vi aspettiamo numerosi!

Relatori: Laura Sadis (consigliera di Stato e direttrice del Dipartimentofinanze ed economia Ti), Rico Maggi(professore e decano della Facoltà di Scienze economiche dell’Usi), Alfonso Tuor (economista e giornalista),Giuseppe Gallucci (responsabile finanze e amministrazione Rsi);moderatore Lino Terlizzi (vicedirettoredel Corriere del Ticino).

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AVANZANO LE DONNE NELSERVIZIO PUBBLICO RADIO-TELEVISIVO MA C’È ANCORATERRA DA CONQUISTARE di Natascha Fioretti

per.corsi 14C O R S I I N O S S E R VA T O R I OOpportunità, interrogativi, sfide del mondo della comunicazionee dei media presentate dall’Osservatorio europeo di giornalismodell’Università della Svizzera italiana.

A guidare il New York Times in unmomento critico e difficile per il settoredella carta stampata è stata designatauna donna, Jill Abramson. Ai verticidella Bbc per fine anno all’attuale Mark Thompson molto probabilmente succederà una donna, sarebbe la primanella storia dell’emittente pubblicainglese. Alle nostre latitudini, facendo le dovute proporzioni, c’è un esempiorecente, quello della nomina di PriscaDindo a capo del sito del Corriere delTicino. Proporzioni a parte, la nomina è di per sé importante perché secondoquanto pubblicato in un recente articoloproprio dal CdT (Il potere è ancoramaschio) nel settore della carta stam-pata ticinese le donne nelle redazionisono ancora una netta minoranzarispetto agli uomini: al CdT su 50 gior-nalisti 6 sono donne, alla Regione su 43giornalisti 7 e al Giornale del Popolosempre 7 su un totale di 30 giornalisti.Dunque se da un lato qualche cosa stacambiando nel panorama dell’informa-zione e dei media, dall’altro è anchevero che molto c’è ancora da fare eche, seppur in passato molte conquisteimportanti sono state fatte, oggi per le donne non è tempo di stare sedutesugli allori o di pensare di poter viveredi rendita. In Italia si stanno muovendodiversi movimenti femminili e blog diinformazione e di opinione. In Inghilterra di recente diverse associa-zioni femminili si sono unite denuncian-do un marcato sessismo da parte dellastampa britannica. Forse è proprio perquesto che il Guardian nella sua versio-ne online ha deciso di distinguersi dedicando invece un’intera sezione alledonne declinata per tematiche specifiche“pari opportunità”, “femminismo”, “questioni di genere”, “donne e politica”.E in effetti i fronti sui quali oggi ci simuove con tutte le diverse specifiche

a seconda dei paesi sono, da un lato, la promozione, il raggiungimento e la salvaguardia delle pari opportunitàall’interno delle aziende mediatiche,dall’altra la battaglia per una correttarappresentazione e comunicazione delfemminile che sia libera da stereotipi di genere e non offensiva nei confrontidelle donne. E se una politica che promuove le pari opportunità e dunque un “diversity management” è auspicabile per tutte le aziende, inqualunque settore e a qualsiasi livello,lo è in particolare per il servizio pubblico televisivo che di questodovrebbe farne una sua missione.E allora vediamo la politica e le attivitàche la Srg Ssr porta avanti e comequesta si traduce e si caratterizza inparticolare nel canton Ticino e nellaRsi. Partiamo da qualche numero pervedere subito come le donne sonorappresentate e a quali livelli: tra i colla-boratori con un contratto fisso e atempo indeterminato, le donne fino al2010 costituivano il 37%. Tra i quadri,uno su cinque è di sesso femminile,quota che poche aziende pubbliche eprivate della Svizzera italiana oggi possono vantare. Del Comitato direttivoRsi inoltre fanno parte tre donne su un totale di 10 membri. Per quanto riguarda invece la ripartizione tra isessi, considerando tutto il personaleRsi, prevale la popolazione maschile(63.6%) rispetto a quella femminile(36.4%). L’elevato bisogno di professionitecniche, rappresentate nel mercatodel lavoro per lo più da uomini, fa sìche le donne siano percentualmentesottorappresentate in Rsi. Infatti, solo48 donne su 320 collaboratori (15% donne, 85% uomini) lavorano alDipartimento produzione. Le donnesono sottorappresentate anche nelDipartimento sport. Cresce invece la

proporzione di donne con funzioni di conduzione e con il 20% tocca laquota più alta mai raggiunta in Rsi. Un quadro che per poter meglio interpretare e conoscere abbiamoarricchito facendo qualche domanda a chi di pari opportunità si occupa datempo in Rsi, Krysia Binek, e a chi invece con interesse dal di fuori studiae verifica quanto succede all’interno del servizio pubblico radiotelevisivonazionale attraverso un progetto diricerca, attualmente in corso d’opera,promosso da un programma nazionaledel Fondo Nazionale Svizzero per laRicerca sulla parità tra uomini e donne(Pnr 60) dal titolo Uguaglianza dei sessi:un'idea svizzera? Pari opportunità nellaSsr dal 1980 ad oggi.

L’idea alla base del progetto è quella dianalizzare contemporaneamente comei media presentano il tema nei propriprogrammi e come applicano il principionella propria struttura aziendale.

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KRYSIA BINEK, REFERENTEPARI OPPORTUNITÀRSISignora Binek, in quale misura si occupa di pari opportunità in Rsi?La denominazione ufficiale attribuita aquesto incarico è referente pari oppor-tunità e me ne occupo con una per-centuale massima del 30%, mentre peril 70% lavoro al programma. Da diecianni mi occupo di pari opportunitàinserite in un contesto più articolatoquello del “Diversity management”,cioè di come valorizzare le potenzialitàal femminile, partendo dal presuppostoche essere donna rappresenta un valore e una ricchezza nella gestionedelle risorse umane, che forse vale lapena di implementare.

Di che cosa si occupa il GruppoAntenna che lei coordina?Il Gruppo Antenna (Ga), istituito dallaDirezione regionale Rsi, oltre alla sotto-scritta conta due uomini e due donne.Questo team multimediale deve moni-torare la situazione e il rispetto dellepari opportunità in Azienda; ogni annopropone alla Direzione misure concrete,da realizzare poi in sinergia con l’areadelle risorse umane. Misure che devo-no incidere su un cambio effettivo dellacultura aziendale. All’inizio del nostrolavoro ci siamo avvalsi della super-visione esterna di una professionista, la dr. C. Bombelli della Wise-Growth,un’esperta di Diversity Managementche da anni si occupa di queste tema-tiche in azienda. Tra le misure individuate nel corso degli anni, direiche la più riuscita è stata la propostadi un Coaching al femminile.

Che cosa è esattamente il coaching al femminile e quali sono le suepotenzialità? Si tratta di un’opportunità unica nelsuo genere a cui la direzione Rsi haaderito subito, esprimendo la volontàdell’azienda di una maggior attenzioneal fenomeno del “soffitto di vetro” checontinua a penalizzare le carriere alfemminile. Aziendalmente parlando equindi da un punto di vista economico,

promuovere una politica improntatasulla diversità è vantaggioso e redditi-zio. Il coaching non è solo occasione dicrescita personale per chi lo segue, ma è anche per l’azienda un modo diverificare se gli strumenti in vigoresono in grado di cogliere il merito làdove esiste, indipendentemente dalgenere, dal colore della pelle o dall’etàdella persona. Come strumento forma-tivo il coaching si rivolge a piccoligruppi, focalizzati sulla gestione di problematiche lavorative con le quali si è confrontati. L’obiettivo è quello difinalizzare l’intervento a tematiche spe-cifiche, fornendo suggerimenti pratici,ma sostanziati da teorie di riferimento.Si tratta quindi di un percorso diapprendimento il più possibile persona-lizzato, che aiuti le persone “qui e adesso”, evitando temi non pertinenti e teorizzazioni spesso distanti dallapropria realtà professionale.

Perché al femminile?Primo, perché storicamente le donnesono entrate relativamente tardi nelmercato del lavoro e imporsi in unmondo economico maschile non èsempre facile. Inoltre le stesse donne avolte faticano a imporsi professional-mente a causa di stereotipi e pregiudiziancora diffusi. Declinare al femminileuno strumento formativo nasce dallaconsapevolezza della diversità, chespesso porta le donne ad affrontare inmodo difforme le tematiche legate almondo del lavoro. Per alcuni unapproccio di genere costituisce un peri-colo di ghettizzazione. Il rischio sussistee va preso in considerazione, maun’azienda come la Rsi ha un piano diformazione e di sviluppo che coinvolgetutto il personale e un intervento alfemminile costituisce un “di cui” chenon sostituisce altre occasioni diapprendimento miste.

Funziona, quali sono i risultati?Siamo molto soddisfatti, perché ormaisiamo alla terza edizione del coaching.Nell’ultimo, iniziato a novembre e terminato alla fine di marzo, alcunecollaboratrici pensavano si trattasse delsolito corso, ma già al secondo incon-tro hanno afferrato la diversa modalitàdell’esercizio, apprezzando in particolareil ruolo e l’esperienza delle coacher.Una volta concluso questo ciclo, adistanza di sei mesi segue una verificapuntuale, il “follow up”che permette dievidenziare i risultati raggiunti. A dettadi tutte le collaboratrici che vi hannopartecipato in questi anni l’esperienza è stata più che positiva.

Altre iniziative?Il Ga sta cercando di intensificare legiornate di formazione di Diversity almaschile, rivolte non necessariamenteai quadri ma alle persone che hannouna funzione di responsabilità e a cui è affidata la conduzione di un gruppo.Tre anni fa abbiamo rivisto il regola-mento aziendale sulle molestie sessualie il mobbing, che ora ha una base legale.Tutte norme oggi accessibili facilmentein “Intranoi”*, a cui si aggiungono alcune giornate formative organizzatesul tema. Non dimentichiamo poi i 10anni da poco compiuti dall’Oasi dellagioia, l’asilo nido Rsi, che è un must pereccellenza visto che siamo l’unica unitàaziendale Srg Ssr a disporre di unastruttura simile anche se ci sono volutiquasi vent’anni per concretizzare questa misura. L’Oasi della gioia è statotra i primi nidi per l’infanzia aziendaliaperti nella Svizzera italiana, è una realtàche continua a essere un modello, da noi come all’estero. ...

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... Tre anni fa è stata aperta anche unasezione neonati dai 3-4 mesi. Una realizzazione che si è rivelata una dellemisure vincenti della strategia Rsi, perconciliare responsabilità famigliari eprofessionali.

Progetti per il futuro?Il mio sogno sarebbe che il coaching alfemminile entrasse a pieno titolo - equindi diventi un appuntamento fissodel programma di Diversity. Certo nonè semplice riunire e coordinare unadozzina di persone dalle professioni piùdisparate per questo tipo di formazione,ma sono convinta che da qui si debbapassare.

Oggi è in corso una ricerca del FondoNazionale sulle pari opportunità inSrg Ssr, però qualche anno fa era giàstato fatto qualche cosa del genere?Si, è stato un lavoro complesso, duratodue anni e conclusosi nel 2010.Un progetto di ricerca nazionale daltitolo “Carriere professionali eque:un’opportunità per l’azienda” che laSupsi ha condotto in tre aziende delterziario abbastanza rappresentative:Banca Stato, l’Associazione delle clinicheprivate ticinesi e Rsi. La ricerca si proponeva di individuare gli ostacoliimpliciti ed espliciti alle carriere didonne attive sul mercato del lavoro.L’ipotesi di un’influenza congiunta, sull’evoluzione dei piani di carriera, deimeccanismi organizzativi (la pianifica-zione dei tempi di lavoro, I processi di assunzione e di promozione) e dellapercezione dei ruoli femminili emaschili in azienda ha guidato l’analisi.Delle tre, secondo i risultati dello studio, Rsi è sicuramente l’azienda cheha fatto e sta facendo di più. Questo ci sprona a continuare anche se la strada a volte è in salita. Vedremo aquali risultati arriverà prossimamente la nuova ricerca del Fondo nazionale.

* pagina web interna accessibile ai collaboratori dell’Azienda

Signora Valsangiacomo, ci parli della ricerca alla quale collabora.Il progetto si svolge su due piani: unacollaborazione tra l’Università dellaSvizzera italiana per la quale il direttore del progetto è la prof. RuthHungerbühler e l’Università di Losannaalla quale io appartengo. Insieme abbia-mo sviluppato un progetto su due livelli,uno che prevede un’analisi istituzionalee quindi verifica come dagli anni 80 a oggi la Srg ha integrato o applicato le norme di pari opportunità e comequeste si sono evolute, e in un secondolivello come la Srg Ssr veicola il mes-saggio delle pari opportunità all’internodella sua programmazione.

Non era già stata fatta una ricerca simile dalla Supsi?Diciamo che lo studio che è statocompiuto dalla Supsi è uno studio conun’impronta molto sociologica mentrein questo caso si tratta di uno studiocon una forte valenza storica che nonsi basa esclusivamente sulle interviste acampione ma indaga tutto il materialearchivistico a disposizione, quindi tutti idocumenti che sono stati sviluppati, nellimite del possibile, perchè la Srg Ssrcome azienda ha degli archivi non sem-pre coerenti e disponibili, in particolarmodo per quanto riguarda le azienderegionali. Il nostro lavoro avviene sudiversi tipi di fonti, da un lato lavoriamosulle fonti cosiddette cartacee, recupe-rate dall'archivio centrale della Srg Ssrdalle tre aziende regionali quindi tede-sca, romancia e italofona, poi lavoriamosugli archivi sindacali e sulle interviste.Questo per quanto riguarda l’aspettoistituzionale, mentre per quanto riguardal’aspetto prevalentemente di program-mazione, abbiamo fatto un’indagine atappeto interrogando le teche audio-visive. L’idea è quella di verificare comeè stato impostato l’archivio audiovisivorispetto a certe parole chiave, “interrogare l’archivio stesso, non i

programmi in quanto tali” e poi faredelle campionature per capire il tipo di programmazione.

Avete un periodo preciso di osservazione? Il periodo che ci è stato imposto dalprogramma generale nazionale, il Dnr60 al quale noi aderiamo, e dunquedagli anni 80 ai giorni nostri. Noi poiperò siamo rusciti a risalire un po’ piùindietro nel tempo sia per l’aspettoaudiovisivo ma soprattutto istituzionale,perchè evidentemente i mutamenti sisono compiuti anche tra gli anni 60 e gli anni 80: penso ad esempio a tuttala questione delle donne sposate.

La ricerca è in corso d’opera e terminerà nel 2013. La sensazioneperò che emerge rispetto alla politicaSrg per le pari opportunità quale è?La questione è abbastanza complessaanche a livello istituzionale. Fino aglianni 90 esisteva soprattutto quello cheveniva definito “l’eguaglianza dei sessi”,intesa come eguaglianza tra donne euomini che poi si è trasformata in quelle che sono oggi le pari opportunitànel senso più ampio del termine.Significa che all’interno delle pariopportunità non si prende più solo il parametro donne ma si prendono in considerazione tutta una serie di parametri che possono essere legatiall’handicap ecc. Dunque c’è uno slitta-mento a livello concettuale che avvienea partire dalla fine degli anni 90. In secondo luogo bisogna considerare ilproblema della discriminazione orizzon-tale e verticale, perchè se da un lato sirileva un attenuamento della discrimi-nazione orizzontale, grazie all’aumentodi un numero considerevole di donnein ambiti come per esempio il giornali-smo che prima era tendenzialmentepiù maschile, la discriminazione inveceverticale, quella che concerne la posizione delle donne all’interno dei

L’Osservatorio europeo di giornalismo (Ejo) rileva le tendenze più significativenel mondo dei media. Lo scopo è di contribuire al miglioramento qualitativodella professione agendo in stretta relazione con le esigenze di giornalisti, direttori ed editori. L’Osservatorio è un centro studi non profit dell’Universitàdella Svizzera italiana inaugurato nella primavera 2004 a Lugano con il sostegnodella Fondazione per il Corriere del Ticino. www.ejo.ch

Natascha Fioretti è ricercatrice presso la Facoltà diScienze della comunicazione dell’Università della Svizzeraitaliana a Lugano (Usi) e collaboratrice dell’Osservatorioeuropeo di giornalismo per il quale cura il sito italiano ecoordina attività ed eventi. Come giornalista freelance,scrive per diversi quotidiani e riviste specializzate.

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quadri dirigenti, in particolare quellecorrelate non direttamente alla pro-grammazione ma alla gestione aziendale,non lascia intuire un avanzamento inparticolare del ruolo delle donne inquesto campo.

In questa analisi c’è anche da considerare la componente dei tipi di contratto?L’altro aspetto importante da conside-rare è che esiste un problema corre-lato a quelli che sono i diversi tipi dicontratto: l’azienda Srg Ssr ha contrattimolto diversificati. Noi purtroppodovremo concentrarci solo su uncerto tipo di professione, ad esempiole giornaliste o tutti i quadri dirigenti,proprio per una questione di dimen-sione, però non va dimenticato cheuno degli aspetti dietro cui spesso unadiscriminazione di genere si nascondeè quello legato ai tempi di lavoro e alleesternalizzazioni.

E per quanto riguarda l’analisi della programmazione?Fino ad ora abbiamo interrogato gliarchivi chiedendoci come i documenta-risti e dunque l’azienda stessa hannointegrato all’interno degli archivi il ter-mine pari opportunità. Secondo quelloche abbiamo potuto verificare fino adora all’interno della Rsi il termine pariopportunità, eguaglianza dei sessi oaltro è poco presente. Piuttosto si privilegia il termine “donne” e quindi“donne e salute”, “donne e cultura”,“donne e violenza”, un elemento interessante perchè mostra un certotipo di approccio alla questione.

L’altro aspetto che abbiamo potutoverificare attraverso i primi grafici èappunto il fatto che negli anni 80 c’èun certo interesse per quella che èl’eguaglianza dei sessi, con un piccodurante gli anni 90 da mettere in cor-relazione anche con l’agenda politica, epoi una netta diminuzione. Dagli anni2000 in avanti i temi più diffusi rispettoa questa idea di “donne” riguardanosoprattutto l’aspetto di “donne e politi-ca”, “donne e violenza”. L’aspetto delruolo delle donne o della discrimina-zione delle donne all’interno del lavorosembra essere stato maggiormentemarginalizzato a favore invece del doppio aspetto “donne e politica” e“donne e violenza.”

Quale è l’interesse preponderante di questa ricerca? Per noi la Srg Ssr è un’azienda esem-plare perché è presente su tutto il territorio nazionale e si definisce diservizio pubblico, quindi ci sono dueelementi forti per valutare se esistono,per esempio, delle differenze forti traun’azienda privata e una di serviziopubblico, per quanto concerne il ruolodelle donne all’interno dell’aziendastessa e se esistono delle differenzeregionali forti, di tipo culturale o fattuale.In effetti quelle regionali sono aziendeche si gestiscono parzialmente inmaniera autonoma, poi dipende daitempi perchè la Srg passa da una cen-tralizzazione a una regionalizzazione epoi di nuovo ad una centralizzazione.L’altro aspetto interessante che abbiamointegrato è quello sindacale, cioè se ecome i partner sociali hanno o nonhanno trattato l’aspetto delle donne edell’uguaglianza di genere e se esistonodelle differenze.

È importante avere una referente pari opportunità?Il problema di fondo una volta che sinomina un delegato alle pari opportu-nità è capire quanto tempo ha a dispo-sizione, quale e quanto è il suo marginedi manovra e anche quale è in effetti lasua formazione perchè molto spessoquesti delegati non hanno delle forma-zioni specifiche o hanno delle forma-zioni più di tipo culturale che non correlate al mondo del lavoro.Parlando della Srg Ssr quello che noivediamo è che il programma di promozione delle donne che si è sviluppato teoricamente negli anni 90,accettato a suo tempo e composto di21 principi e proposte con una organizzazione di delegate alle pariopportunità nelle varie regioni è statopoi smantellato in pochi anni. Si vede come esistono delle difficoltàall’interno di questa azienda, ma anchedi altre, in una continuità del messaggio,del lavoro. Evidentemente poiché lasocietà cambia, le aziende, le donnesono più presenti, però bisogna vederecome queste aziende reagiscono. Io le posso dire che quando abbiamolanciato il progetto, un membro dellerisorse umane o della direzione - per altro la Srg è stata molto gentileperchè ci ha messo a disposizionequanto possibile - ci ha risposto che il problema delle pari opportunità all’interno della Srg non sussisteva.

EGALITÉ DES SEXES: UNE IDÉE SUISSE?PROGETTO DIRICERCA Nelly Valsangiacomo,

Università di Losanna, responsabile del progetto

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per.corsi 18 19per.corsiQuesta nuova rubrica presenterà vicende, documenti, curiosità e approfondimentilegati allo sviluppo della radiotelevisione di servizio pubblico nella Svizzera italiana.In questo numero il vibrante appello dell'Unione radiofonica intercantonale.

alla Svizzera italiana «un posto baliaggioe mantenuto». In effetti, i desiderata diTicino e Grigioni italiano erano bendiversi, come a più riprese espressosulla stampa; anche gli avamprogettidella riorganizzazione prevedevano chepure la Svizzera italiana disponesse«anch'essa, come è equo e salutare,possibilmente presto una sua radio sta-zione autonoma nel reggersi, nell'ammi-nistrarsi e nel compilare i suoi program-mi completando le emanazioni propriedettate dall’ambiente coll’appoggio,ormai tecnicamente possibile in modoperfetto, ai programmi di quelle radio-stazioni che, volta a volta, meglio convenissero ai nostri gusti».Si sottolineava poi che la radiofonia «èatta (o lo diventerà in breve) ad influiresull’intima essenza di un popolo, pla-smandone le tendenze e la colturacome fanno la scuola e la stampa». La riorganizzazione proposta dalle Ptt,invece, esprimeva un «intento di spo-gliazione della radio dal colorito ambien-tale per conferirle un carattere nazionale». Le cause che hanno porta-to a questa situazione, ammette l'ing.Bonzanigo, vanno cercate anche nelloscarso interesse delle autorità svizzero-italiane nei confronti del nuovo medium;d'altro canto neppure a livello federalel'impegno a favore della radiofonia inSvizzera si rivelò brillante, in quanto alcongresso mondiale di Washington,l’amministrazione Ptt fu incapace didifendere gli interessi del Paese, avendoottenuto solo due onde esclusive perl’intero territorio nazionale.

Al di là degli aspetti tecnici, si leggenell'Appello, «assai più utile e urgente èche la Svizzera Italiana sorga dall'apatiaa salvaguardare il suo diritto primordia-le di aver essa pure una Radiostazione.Non è meramente una questione diamor proprio e di prestigio. La Svizzeraitaliana vanta una missione e non vorràessere né jattante né indegna nel per-seguirla. Non vorrà vivere di soli sussidie di postume rivendicazioni. Non vorràoffrire genuflessioni a nessuno. Nonvorrà abdicare al suo carattere, pena ilvivere di una vita minore e il firmare lapropria decadenza. [...] Ogni nazionalitànostra deve essere degna e vivaceassertrice dei propri doveri: la Svizzera

italiana non meno della Svizzera tede-sca e della Svizzera francese. Perché lagrandezza della nostra Patria non simisura a chilometri; essa è data soprat-tutto da questa meravigliosa alleanza dipopoli che senza snaturare se stessi,senza sciupare la loro personalità, senzainfirmare la loro essenza, senza smorza-re la fiamma della loro idealità, senzatrafficare le loro convinzioni, convivonorispettandosi, amandosi e verificandocosì, come scrisse Carlo Cattaneo, inbreve territorio, lo splendido sognodella pace e della fraternità universale».La radio era destinata a diventare unmezzo accessibile a tutti per assicurare(e rinsaldare) i contatti fra città e zoneperiferiche. Per il comitato dell'Uri aquest'uopo occorrevano poche cose:«che l'amministrazione Ptt si accontentidi rizzare certi pilastri, certi muri mae-stri e di sistemare il terreno radiofoni-co; che con la imminente riorganizza-zione la Radiostazione della Svizzeraitaliana sia prevista e considerata dirango e dignità pari alle altre due nazio-nali e trattata di conseguenza; che laRadiostazione della Svizzera italiana siaeretta per la prima dopo le due nuovepotenti anzidette, le quali dovrannoessere gestite in modo da lasciare ilmargine finanziario necessario allagestione della nostra radiostazione; chela ripartizione dei proventi di tutti iradioabbonati nella Svizzera sia di poifatta tra le 3 Radiostazioni principalisecondo il loro fabbisogno, affinché idiritti e la protezione delle minoranzenon siano parole vane ed offensive; chela gestione della Radiostazione per laSvizzera italiana sia affidata completa-mente all'Associazione RadiofonicaIntercantonale che ne fa richiesta».

A prescindere dallo stile e dalle que-stioni contingenti, stupisce e fa rifletterel'attualità di talune considerazioni, ancora oggi al centro del dibattito sulservizio pubblico radiotelevisivo.Già il 4 aprile del 1929 l'Uri presentòufficialmente alle autorità competenti larichiesta di una radiostazione autono-ma per la Svizzera italiana e al terminedella successiva riunione tripartita (aBellinzona, il 23 maggio, alla presenzadella Direzione delle Ptt, dell'Uri e delConsiglio di Stato del canton Ticino), le

Ptt assicurarono la posa di un emettoresul Monte Ceneri. Un anno più tardi fucostituito l'Ente autonomo per laradiodiffusione nella Svizzera italiana(Earsi) e il 22 maggio 1932, attraversoil radiotelefono, fu diffusa la prima trasmissione di Radio Monte Ceneri.Ma questa è un'altra storia, cheper.corsi vi inviterà a prossimamente apercorrere. Giampaolo Baragiola

1 Statuto dell'Unione radiofonica inter-cantonale Bellinzona, Locarno, Tipografia Vito Carminati, [marzo 1929]. Si ringraziaJacky Marti, già direttore radio Rsi, per aversegnalato e messo a disposizione questodocumento.

Per saperne di piùLa nostra radio 1931-1941, Lugano-Bellinzona 1941.Gian Piero Pedrazzi, 50 anni di Radio nella Svizzera italiana, Locarno 1983.Una radio, una televisione per la Svizzera,Lugano 1997.Andrea Torreggiani, Storia delle radiocronachesportive in Ticino, tesi di laurea presentatapresso l'Università della Svizzera italiana, facoltà di scienze della comunicazione,Lugano, sessione autunnale 2000, pp. 9-10.Voce e specchio. Storia della radiotelevisionesvizzera di lingua italiana, a cura di Theo Mäusli, Locarno 2009.

I PRIMI PASSIVERSORADIOMONTE CENERI

C O R S I D I S T O R I A

Al costituirsi della Corsi (allora Co-operativa per la radiodiffusione nellaSvizzera italiana), il 29 dicembre 1938,da oltre una decina d'anni anche a suddelle Alpi era in corso il dibattito sullanecessità di una radiostazione “autono-ma” nella e per la Svizzera italiana.In verità il Ticino si avvicinò concreta-mente alla radiodiffusione solo a parti-re dalla fine degli anni Venti del secoloscorso; oltre Gottardo, invece, già nel1922 a Ginevra, poi tra il 1924 e il1926 a Zurigo, Berna e Basilea sorserostazioni emittenti sotto l'egida delDipartimento federale delle poste edelle ferrovie. Lo studio di Zurigo avevapure il compito di promuovere gli inte-ressi della comunità italofona a suddelle Alpi con la diffusione di program-mi radiofonici in lingua italiana. Questasituazione, che risentiva tra l'altro deglieffetti di uno sviluppo disomogeneofrutto di marcati regionalismi linguisticie culturali, era però assai insoddisfacen-te, tanto che la Direzione generaledelle Ptt avviò nel 1928 una riformaradicale del panorama radiofoniconazionale.In vista della conferenza nazionale cheavrebbe dovuto promuovere la riforma

della radiofonia in Svizzera, l'ingegnerebellinzonese Fernando Bonzanigo solle-citò il direttore del Dipartimento can-tonale delle pubbliche costruzioniGuglielmo Canevascini ad assicurareanche al Ticino la partecipazione all'in-contro in questione. La vicenda ebbeper certi versi un esito grottesco: dap-prima le Ptt rifiutarono la richiesta, poil'accolsero ma il responso giunse inritardo a Bonzanigo, impedendogli cosìdi partecipare in rappresentanza dellaSvizzera italiana.La conferenza di Berna si concluse conl'annuncio, nel febbraio del 1929, del-l'assegnazione alla Svizzera di onderadiofoniche solo per le regioni di lin-gua tedesca e francese. Confrontato aquesta prospettiva, l'ingegner Bonzanigonon restò inattivo e appena un mesepiù tardi costituì a Bellinzona l'Unioneradiofonica intercantonale (Uri), con ilpreciso scopo di «conseguire la conces-sione per l'esercizio nel Ct. Ticino di unaRadiostazione con carattere nazionale».

Eloquente per cogliere le sensibilità e leaspettative di coloro che, in quegli anni,contribuirono a gettare le basi quelloche diverrà il servizio pubblico radiofo-nico (e in tempi più recenti anche tele-visivo e multimediale) equivalente pertutte le comunità culturali e linguistichedella Svizzera, è un opuscolo di 24pagine pubblicato nella primavera del1929 dalla Tipografia Vito Carminati diLocarno. Si tratta dello Statutodell'Unione radiofonica intercantonaleBellinzona, testo istituzionale precedutoda un vibrante Appello sottoscritto, anome del comitato dell'Uri, dall'ing.Bonzanigo

1.

Lo statuto fu approvato dall’assembleacostitutiva del 16 marzo 1929 che eles-se pure il primo consiglio direttivo del-l'associazione composto da G. B. Nicola(Roveredo), Fernando Bonzanigo(Bellinzona), Pietro Melera (Giubiasco),Remo Cavalli (Locarno) e GuidoHoltmann (Lugano). Lo statuto sancivache l'Uri, con sede a Bellinzona presso

lo studio legale Franco Bonzanigo (art.2), «si propone il fine di conseguire laconcessione per la creazione e l’eserci-zio di una Radiostazione per la SvizzeraItaliana» (art. 3). L’associazione è apertaa tutti (art. 4) e nelle località con alme-no 20 soci si possono costituire sezioni(art. 6). Organi sono l’assemblea deisoci, il consiglio direttivo e la commis-sione di revisione (art. 8); il consigliodirettivo, di almeno 5 membri, è l’orga-no amministrativo ed esecutivo dell’as-semblea (art. 13); i suoi membri hannodiritto a un onorario (art. 14).

Di particolare interesse è l'Appello amo' di prologo al documento statuta-rio. L'estensore constata anzitutto larapida diffusione della radiofonia nelmondo a pochi decenni dalla sua sco-perta (70 000 circa i ricevitori installatiin Svizzera , 1000 dei quali in Ticino eMesolcina) e, parallelamente, gli insod-disfacenti e zoppicanti risultati delle sta-zioni trasmittenti sorte in Svizzera(Ginevra, Losanna, Zurigo, Berna eBasilea).

La commissione tecnica incaricata distudiare la riorganizzazione dell'etere –con il compito di tenere in considera-zione non solo le questioni tecniche,ma anche gli interessi delle tre lingue eculture nazionali – propose la creazio-ne di due nuove stazioni nazionali (unaper la Svizzera tedesca e una per laSvizzera francese) accanto alle 5 esi-stenti. In una seconda fase era previstala costruzione da parte delle Ptt di altri4 posti ritrasmettenti o planetari aSion, San Gallo, Coira e in Ticino. In merito alla futura radiostazione ticinese, l'Appello cita un articolo de Il Dovere del 15 febbraio 1929, in cui,riportando il comunicato dell’Ammini-strazione Ptt, è scritto che «la radio-stazione della Svizzera tedesca devepensare a “mantenere” anche quelladella Svizzera italiana».I promotori dell’Uri stigmatizzaronofermamente questa scelta che assegnava

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per.corsi 20C O R S I I N C O N T R O per.corsi 21

DI INTELLETTUALI, LETTERATURAERSINe parliamo con Andrea Paganini, insignito del Premio LetterarioGrigione 2012.

Scrittore, ricercatore ed editore, ilsuo mondo ruota attorno alla parolascritta. Com’è invece il suo rapportocon la radio e la tv? Il mio mondoruota attorno alla parola scritta, maanche a quella parlata: la mia occupa-zione professionale principale è infattiquella didattica (solo nel tempo liberomi occupo di letteratura e di editoria).E quando preparo una presentazione -per i miei studenti o per una conferen-za - mi piace integrare parole, immaginie suoni in una ponderata regia; puòdarsi che in questo la mia sensibilità - la sensibilità del nostro tempo - siastata formata anche dalla fruizione diuna produzione radiotelevisiva di quali-tà, attenta ai vari aspetti della comuni-cazione: al messaggio, ma anche allemodalità di trasmissione, ai destinatari,all’interattività... Seguo la tv in modomirato, prevalentemente per programmidi informazione o per film scelti, menoper intrattenimento; la radio l’ascoltosovente anche per compagnia, non dirado in automobile (e la nostra Rsi mipare in genere molto migliore rispettoalle radio italiane, che sento quandosono in viaggio nella vicina Penisola).

La Svizzera e il Ticino in senso strettamente geografico, ma anche la nostra radio e la nostra televisione,sono state spesso un punto di approdoper grandi figure culturali (non solo)italiane. In che modo hanno rappre-sentato un’alternativa ai media dellavicina penisola e soprattutto, la Rsipuò ancora esercitare lo stesso tipodi richiamo? Anche il Grigioni italianoha giocato un ruolo non trascurabile inquesto senso; basti pensare ad alcunifuorusciti italiani che nei secoli scorsi esoprattutto durante la Seconda guerramondiale hanno trascorso un momen-to più o meno lungo della loro vitanella nostra terra o in stretto contattocon la nostra gente; menziono qui

almeno Ugo Foscolo, Ignazio Silone,Piero Chiara, Giorgio Scerbanenco,Giancarlo Vigorelli, Arturo Lanocita,Aldo Borlenghi, Wolfgang Hildesheimer,per limitarci all’ambito letterario a mepiù vicino. I motivi per cui la Svizzeraitaliana e la Rsi hanno rappresentatoquesto porto sicuro per le lettere italiane (senza sdegnare ovviamentequelle ticinesi e grigionesi, nonché lealtre arti) sono molteplici, primo fratutti la posizione di confine geografico-politico-culturale per cui l’identità di lingua si concilia con una realtà istitu-zionalmente diversa, vale a dire con lademocrazia matura e tutto sommatoaperta della Svizzera plurilingue; ma poiè stata decisiva anche la presenza dipersone-perno di talento - quali, inambiti diversi, Pino Bernasconi, FeliceMenghini, Giovanni Gaetano Tuor, Felice Filippini, Eros Bellinelli, FrancoPool, Marco Blaser, Grytzko Mascioni,Michele Fazioli - che hanno saputocatalizzare l’attenzione, la collaborazionee l’amicizia delle menti più insigni delloro tempo, scoprendo una «comune e fraterna vocazione letteraria» (letteradi Chiara a Menghini del 26 novembre1945). Paradossalmente tutto questo è avve-nuto più in un tempo di conflitto, diguerra, di esilio, che non in tempo dipace, quando le frontiere sono piùaperte e i contatti di per sé più facili. Io penso che anche nel nostro tempo,connotato del resto da una crisi nonsolo economica, debba essere possibilee auspicabile stabilire tali rapporti diconoscenza, di scambio, di collabora-zione. Nello specifico dell’ambito radio-televisivo, credo che la Rsi possa anco-ra costituire a tale scopo una piattafor-ma ideale, per serietà, affidabilità, professionalità. In un’epoca poi in cui i media moderni (compreso internet)permettono una comunicazione a piùampio raggio, credo che sia in fondointrinsecamente più agevole superarealcune forme di provincialismo chepossono caratterizzare le minoranze.

Qual è oggi a suo avviso il ruolo del-l’intellettuale rispetto al mezzo radio-televisivo, e come è cambiato nelcorso degli ultimi decenni?Forse è proprio la figura dell’intellettuale- così come si era abituati a vederlafino a pochi decenni fa - che è entratain crisi. L’intellettuale è nel migliore deicasi una persona di una grande culturae di un’apertura mentale disposta auna libera ricerca della verità, in gradodi indicare lucidamente alla società unavia buona, da seguire. Eppure raramentegli uomini dediti alla speculazione intel-lettuale hanno visto lontano o richia-mato i loro contemporanei verso dire-zioni apprezzabili (e quando lo hannofatto pochi li hanno presi sul serio).Che dire, ad esempio, degli intellettualiitaliani del dopoguerra che a ben guar-dare sono stati quasi tutti antifascistidell’ultima ora. Silone l’ha osservato findagli anni Quaranta: «i letterati, gli artisti e, in generale, gli intellettuali, nonhanno proprio alcun motivo di vantarsidi una qualche disinteressata, preveg-gente e coraggiosa parte da essi rappresentata nei tristi decenni ora trascorsi. [...] gli avvenimenti hannoinsomma dimostrato che l’esercizioprofessionale delle lettere e delle artinon costituisce di per sé una garanziadi moralità e di fermezza di carattere»(Sulla dignità dell’intelligenza e l’indegnitàdegli intellettuali). E oggi? Intanto mi sembra che ci sianella nostra epoca una forte tendenzaalla settorializzazione e quindi alla fram-mentazione del sapere. Non raramentegli intellettuali, non possedendo unavisione “globale” dell’esistenza umana,non sono in grado di dialogare nem-meno tra di loro, per non parlare deglisteccati ideologici, sempre in agguato.C’è invece tanta necessità di uomini edonne esperti nel loro settore, ingrado però anche di dire qualcosa dipiù sull’esistenza, sulla vita, sul mondo:persone umili (l’umiltà è una dotetroppo trascurata, specie tra coloroche credono di avere le risposte a tuttele domande), ma capaci di sviluppare

uno sguardo a tutto tondo, per pro-muovere un vero dialogo tra i saperi. Può darsi che nei primi decenni dellastoria radiotelevisiva si sia andati a cercare degli intellettuali - studiosi,scrittori, scienziati, artisti - per affidarloro dei programmi culturali, mentrenegli ultimi anni tali programmi sianostati affidati più ai moderatori cresciutidentro il bacino dei media: quindimagari meno esperti ma più abilicomunicatori (gli esperti semmai sonoinvitati come ospiti delle trasmissioni).Ma la storia televisiva ha sfornatoanche eccellenti giornalisti che sonostati al contempo ottimi intellettuali(penso ad esempio, in ambito italiano, a Sergio Zavoli). Ma, senza nulla togliereagli specialisti della comunicazione,potrebbe essere auspicabile un maggio-re coinvolgimento degli “intellettuali”anche nell’ideazione o nella realizzazionedi certe trasmissioni radiotelevisive: avolte la confezione di un certo pro-gramma può essere suggerita dai contenuti stessi; Il giardino di Albert,condotto da Giovanni Pellegri, mi parein tal senso, per l’ambito scientifico,un’operazione ben riuscita.

Cosa implica essere editore in unCantone in cui l’italiano è lingua diminoranza, e da editore, quali sono lesue aspettative nei confronti del servizio pubblico radiotelevisivo (Rsi)? L’italiano nei Grigioni è una lingua diminoranza, ma, a differenza del roman-cio, dispone di un grande retroterraculturale - l’Italia e il Ticino - con cuicondivide lo stesso patrimonio lettera-rio. “L’ora d’oro” è una piccola casa editrice che intende mettere in rilievoe promuovere la produzione letterariadi valore, con un'attenzione particolareal suo ruolo "di confine" - inteso comeincontro, scambio, arricchimento reci-proco - tra Italia e Svizzera italiana, traminoranza e maggioranza, tra Sud eNord delle Alpi. Per quanto riguarda laRsi, beh, penso che sia doveroso eopportuno che un’azienda pubblicacosì importante si mantenga ricettiva e attenta ai prodotti culturali di qualitàrealizzati nel nostro territorio per riservar loro il giusto spazio. Vi sonopoi anche delle opere che si prestereb-bero molto bene, ad esempio, a un

adattamento radiofonico e che potrebbero offrire per la radio dellepiccole perle di bellezza o delle pilloledi sapienza; penso in questo momento- per non parlare de “L’ora d’oro” - aun libro da me curato per una casaeditrice italiana, ma molto legato allanostra terra, perché scritto qui, inSvizzera: Il mestiere di uomo di GiorgioScerbanenco (Aragno, 2006).

Cosa le piacerebbe vedere/ascoltarepiù spesso - o di diverso - alla Rsi? Intanto va detto che la nostra radio ela nostra televisione sono a mio avvisodi ottima qualità, anche considerandociò che passa su altri canali. Si tratta diun servizio pubblico che cerca di darvoce alla pluralità delle istanze, allevarie sensibilità ed esigenze; il giornali-smo praticato alle nostre latitudini misembra più serio e rispettoso in con-fronto a quello italiano; mi piace poiche vi sia una presenza tutto sommatodiscreta della pubblicità. Naturalmentesi può sempre migliorare, ed è anziopportuno porsi sempre nuovi obiettivi.A volte ho l’impressione che possa crescere l’attenzione e il rispetto neiconfronti del pubblico giovane e deglianimi vulnerabili (di tutte le età), anchese mi pare che su questo versantesiano stati fatti importanti passi avanti.Per quanto riguarda i programmi culturali nello specifico, a volte i tempiradiotelevisivi moderni - pare che tuttovada fatto di corsa - costringono alsolo accenno, al titolo, alla superficialità.Per ovviare a questo si necessita daparte degli operatori di una pronunciatacapacità di approfondimento e di sintesi,per discernere e valorizzare la qualità.Credo che sia importante far percepireal pubblico che la cultura intesa insenso alto non è un optional, un’ag-giunta o un ornamento, ma una parteintegrante ed essenziale dell’esistenza, ilsale delle nostre giornate. Inoltre miconvinco sempre più che, nell'artecome nella vita, quando sono autenti-che, onestà e bellezza, etica ed estetica,procedono di pari passo; anche nelmondo della comunicazione.

Andrea Paganini (Poschiavo, 26 gen-naio 1974) si è laureato in lingua e letteratura italiana, storia e storia dell'arte all'Università di Zurigo (conuna tesi su La città murata di IginoGiordani), dove ha poi conseguito ildottorato in letteratura italiana con ilprofessor Georges Güntert (con unatesi sui corrispondenti di FeliceMenghini e sulla collana letteraria"L'ora d'oro"). Docente di italiano presso il Cfss di Coira, ricercatore epoeta, ama la vita, l'arte, l'amicizia e lealtre cose belle; vive a Coira con suamoglie Yail. Ha studiato l'opera di variautori della letteratura italiana, fra cuiDante Alighieri, Piero Chiara, RemoFasani, Felice Menghini, Igino Giordani,Umberto Saba, Giorgio Scerbanenco,Ignazio Silone. In particolare si è specializzato sull'opera degli scrittoriitaliani che durante la Seconda guerra mondiale erano in esilio in Svizzera. Ha pubblicato recentemente: Un'ora d'oro della letteratura italiana inSvizzera, Lettere sul confine, L'ora d'oro di Felice Menghini. Ha curato edizioni di opere di GiorgioScerbanenco (Il mestiere di uomo ePatria mia), Piero Chiara (Quaderno di un tempo felice), Ignazio Silone (Lavolpe e le camelie) e Igino Giordani (Il fratello). Dal 2009 dirige le edizioni"L'ora d'oro". Nel 2008 ha ricevuto ilPremio Culturale di incoraggiamentodel Cantone dei Grigioni e nel 2012 il Premio Letterario Grigione «per lasua attività di letterato-italianista, storico, poeta e in particolare per ilsuo impegno per la cultura letterariadel Grigioni italiano».

Appuntamento con il mondo che ci osserva e che ci parla.

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per.corsi 22C O R S I I N B U C A L E T T E R E per.corsi 23

L’INFORMAZIONE HABISOGNO DI GARANTI,NON DI SENTINELLERadiotelevisione pubblica e partiti: untema importante, centrale. Non soloper chi lavora nel cosiddetto “serviziopubblico”. Ne ha parlato in questarubrica anche il collega Enrico Morresi.Un tema centrale non solo per laradiotelevisione pubblica, ma per tutti imedia. Oggi più che mai, in una piccolaregione come la nostra: una riservaindiana piena di terre che fanno gola acoloni e speculatori, per usare unametafora da vecchio West.

Morresi ha fatto un discorso più istitu-zionale. Io vorrei farne uno più corsaro,parlando anzitutto più di potere che dipartiti, e lo faccio partendo da PierPaolo Pasolini, quando a proposito delrapporto tra potere e tivù scriveva: “Iovedo chiaramente il terrore negli occhi

degli annunciatori e degli intervistatiufficiali. Non va pronunciata una solaparola di scandalo. Praticamente nonpuò essere pronunciata una parola, inqualche modo, vera”. Pasolini giunse agiustificare la lottizzazione delle reti Raidicendo che, paradossalmente, era pre-feribile una situazione di spartizionepalese rispetto a un controllo subdolodei partiti sulla televisione pubblica.I tempi sono cambiati, il contesto tici-nese è molto diverso da quello italianodi allora e di oggi. Ma il tema del rap-porto tra media e potere rimane piùattuale che mai. Ho letto su questoperiodico l'intervista all'ex presidentedella Corsi Claudio Generali che, aonor di memoria ma senza polemica, èstato consigliere di Stato, dirigente diuna importante banca e presidentedell'Associazione bancaria, e non puòquindi non dirsi uomo di potere.C'è un passo in cui Generali dice: “Noncredo che la presenza negli organi dellaCorsi di persone designate dai partiti,ora affiancate altresì da membri dellasocietà civile, possa condizionare lalinea editoriale”.Due riflessioni. La prima: come si puòessere così ingenui da credere che siadavvero così, se nel Consiglio regionaledella Corsi siedono, nominati con votiorganizzati e scambiati - sempre appel-landosi al Manuale Cencelli -, deputatied ex deputati in Gran consiglio, muni-cipali, consiglieri comunali, il sindaco diLugano, una ex presidente di partito,due ex ministri (fino a un anno fa). Per non parlare della cosiddetta societàcivile, più lottizzata degli stessi partiti.Nulla da dire su doti e qualità personalidi questi delegati, ma è legittimo chie-dersi come mai abbiano questo ruoloin rapporto alla radiotelevisione. Delledue l'una: o gli si è voluto trovare unmotivo di svago, o la loro presenza èfunzionale e utile ai partiti e, quindi, alpotere. Fosse anche soltanto in unaforma “difensiva”. Mi viene quindi allora

in mente il concetto di “presidio”. Le sentinelle, insomma.E qui c'è qualcosa che non torna:dovrebbero essere i giornalisti le senti-nelle del potere, non il contrario!L'informazione ha bisogno di garanti,non di sentinelle (o di cecchini). Faccioper inciso una nota sul malvezzo di eti-chettare politicamente i giornalisti chia-mati a dirigere testate e programmi diinformazione. Sbagliano i partiti a farlo,e sbagliano i giornalisti ad accettare di essere nominati in quota a questo o a quel partito.Seconda riflessione: se si ritiene che,come dice ancora Generali, “i partitipolitici sono le strutture deputate arappresentare cerchie diverse dellapopolazione che esprimono aspirazionie convinzioni divergenti”, non si puòcontinuare a ignorare quel 40/50 percento di ticinesi che nemmeno va avotare, come anche non considerare la rilevante percentuale di votanti chenon si riconosce più nei partiti e usa lascheda non intestata. Chi li rappresentaquesti cittadini, che pure guardano latelevisione e pagano il canone? Sempre e ancora i partiti?Conducendo su TeleTicino da ormaidieci anni un dibattito che quasi sem-pre parla di politica, penso di conoscer-ne abbastanza bene le logiche e quelleche guidano i politici.Il discorso va tuttavia allargato al potere,che usa spesso i media, cercando dicondizionarli, per difendere e promuo-vere i propri interessi, i quali non sempre coincidono con quelli della collettività. Intendo il potere nonespresso solo attraverso i partiti, maanche attraverso le lobby economiche,sindacali, religiose, sanitarie, o attraversopersonaggi non necessariamente “orga-nizzati”, ma economicamente o intellet-tualmente influenti. Il potere è l'intrec-cio di tutti questi attori con la politica.Se infatti oggi disegniamo la mappa delpotere della nostra piccola riserva

indiana vediamo che i partiti hannorappresentanti diretti in ogni ente oistituto, in ogni associazione importante,perfino nei consigli d'amministrazionedi banche, supermercati, cliniche, industrie, casinò, imprese di costruzione.A volte sono i partiti che vogliono controllare questi enti (come nel casodella Corsi), altre volte sono gli entistessi a “invitare” i politici alla lorocorte. I partiti hanno quindi molto piùpotere di quello che si manifesta nellepure e semplici scelte istituzionali,governative o parlamentari che siano.

Hanno potere sull'intera organizzazionesociale e sono in grado di esercitarepressioni, anche economiche quando leaziende in cui siedono loro rappresen-tanti diventano inserzioniste o azionistedi una testata giornalistica.Questi sono i rischi che dobbiamotenere sotto controllo, e non solo neimedia pubblici. Nell'editoria privata sista verificando un'altra pericolosa corsaal potere finalizzata a una battaglia poli-tica, pubblicitaria ed editoriale chetende all’omologazione e mette indiscussione i principi fondamentali della

libera informazione. Di fronte a concet-ti tipo “chi mette i soldi decide” chi haa cuore la libertà di stampa, e quindi lademocrazia, dovrebbe preoccuparsi.In conclusione, quello che manca, a mioparere negli organi direttivi della Corsi,è un garante dell'indipendenza dell'informazione, una personalità chesia pronta a usare ogni mezzo peropporsi a indebite influenze e pressioni.Ma il potere ha interesse a che vi siauna figura del genere?

Marco Bazzi, direttore di Teleticino

C O R S I I N R E T E

LE INFORMAZIONICONTINUANOANCHE SUL SITO...ANDATE A VEDERE

COMUNICAZIONI DAGLI ORGANI ISTITUZIONALIANTICIPAZIONI SULLE SERATE PUBBLICHEE GLI EVENTI, LOCANDINE, COMUNICATI STAMPA,GALLERIE DI IMMAGINIPER.CORSI ONLINEE ANCORA… I NOSTRI SONDAGGI PARTECIPATE ANCHE VOI, FATECI SAPERE COME LA PENSATE, LA VOSTRA OPINIONE CI INTERESSA

CORSI... CI SONOANCORAPOSTI!Le stanno a cuore i programmi della Rsi e la loro qualità? Le interessa partecipare al dibattito e far valere la sua opinione sul servizio pubblico radiotelevisivo nella Svizzera di lingua italiana? Vuole avere l’opportunità di scegliere i suoi rappresentanti presso gli organiistituzionali e il Consiglio del pubblicodella Corsi, che ricoprono il ruolo di portavoce ufficiale degli utenti radiotelevisivi? La invitiamo allora a diventare socio/a della Corsi! Per maggiori informazioni, visiti il nostro sito www.corsi-rsi.ch

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Editore:

Società cooperativa per la radiotelevisione svizzera di lingua italiana

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I M P R E S S U MContatti: www.corsi-rsi.ch [email protected] Tel: +41 (0)91 803 65 09 o +41 (0)91 803 60 17Fax: +41 (0)91 803 95 79casella postale, via Canevascini 76903 Lugano

Redazione: Chiara SulmoniGiampaolo Baragiola

Progetto grafico e impaginazione: Marco Mariotta Designs Ascona

Immagini:Alessandro CrinariAli Kashef al-GhataaMassimo Pacciorini Job

Sito internet:Cryms sagl, Manno

Stampa: Tipografia Stucchi SA, Mendrisio

C O R S I I N C A L E N D A R I O

VI ASPETTIAMOAI PROSSIMI EVENTISERATE PUBBLICHE CORSI

BELLINZONA19 aprile ore 18Si parlerà di formazione continua e RSICentro d’arti e mestieri

ASCONA10 maggio ore 18Si parlerà di cultura e RsiMonte Verità

POSCHIAVO14 giugno ore 18Si parlerà di scuola, di educazione e RsiSala La Tor

FRIBURGO29 settembre ore 17Si parlerà di multiculturalità svizzera,identità linguistica e RsiNH Hotel

LUGANO10 ottobre ore 18.30Il mandato della Radiotelevisione svizzera di servizio pubblico nella società che cambiaUsi

LUGANO15 novembre ore 18Chiusura del ciclo (in diretta radio)Studio 2 Rsi

SERATA EVENTOBELLINZONA15 maggio ore 18Si parlerà di fotografia e media audio-visivi nella realtà sociale, in conco-mitanza con l’installazione fotograficaSopra&Sotto e in collaborazione con la Biblioteca cantonale,Palazzo Franscini

CI VEDIAMOANCHE AI CONCERTI sostenuti dalla Corsi

ASCONA 17 ottobre ore 20.30Solisti e Coro della Radiotelevisionesvizzera, I BarocchistiCollegio Papiopreceduto da dibattito e aperitivo Corsi

LOCARNO30 novembre ore 20.30Orchestra della Svizzera italianapreceduto da aperitivo di gala Corsiper i nuovi soci

E ALLA INSTALLAZIONESOPRA&SOTTOLa Corsi patrocina l’evento“Installazione fotografica Sopra&Sotto”di Roberto Pellegrini, 4.5 - 27.7.2012Inaugurazione 3 maggio ore 18Palazzo Franscini Bellinzona

PER I SOCI

ASSEMBLEA GENERALE CORSI2 giugno ore 15Besso, Auditorio Stelio Molo

PER I MEMBRI CORSI

GIORNATA NAZIONALEDEGLI ORGANI SRGSSR20125 ottobre ore 12.30 Besso, Auditorio Stelio Molo

Concorso audiovisivo Corsi 2012 per i giovani dai 18 ai 25 anniin collaborazione con Castellinaria, Festival internazionale del cinema giovane, BellinzonaA breve! Seguiteci.

Informazioni dettagliate sul sito www.corsi-rsi.ch

ORSIC..CONCORSOAUDIOVISIVO