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DISPENSA di DIRITTO Amministrativo

Le fonti del diritto amministrativo

A cura di

Marco Fratini

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Le fonti del diritto amministrativo.

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Indice

1. Diritto dellUnione europea e diritto interno

1.1 Corte di Giustizia UE, 9 marzo 1978, in causa 106/77 : la tesi monista accolta dalla Corte di

Giustizia

1.2 Corte Costituzionale, 8 giugno 1984, n. 170 : tesi dualista e disapplicazione diretta

1.3 Corte di Giustizia 19 novembre 1991, in causa C-6/90 e C-9/90 : responsabilit dello Stato

per mancata attuazione delle direttive

1.4 Corte di Giustizia, 27 febbraio 2003, C- 327/2000 : disapplicabilit dei bandi anticomunitari

1.5 Corte Costituzionale, ordinanza n. 103 del 2008 : rinvio alla Corte di giustizia europea ai

sensi dellart. 234 TCE

1.6 Cassazione Civile, Sezioni Unite, 17 aprile 2009, n. 9147 : natura della responsabilit dello

Stato per mancata attuazione delle direttive

1.7 Consiglio di Stato, 15 febbraio 2012, n. 750: incompatibilit del provvedimento

amministrativo con il diritto dellUnione europea

1.8 Corte Giust. UE 11 settembre 2014, C-112-2013 : antinomie tra fonti interne e diritti garantiti

dalla Carta dei diritti fondamentali dellUnione europea e compatibilit con il diritto dellUnione

dei meccanismi ( vigenti in Austria) volti a risolverle

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2. CEDU e diritto interno

2.1 Corte cost. n. 210 del 2013 (allegato 1)

2.2 Corte Costituzionale 28 novembre 2012, n. 264: norme della Cedu e rapporti con il diritto

costituzionale interno in materia di diritti fondamentali

3. Cedu ed ordinamento nazionale

3.1 Corte Costituzionale, 24 ottobre 2007, n. 348 e 349 : Il rango delle norme Cedu

nellordinamento interno

3.2 Corte costituzionale, 11 marzo 2011, n. 80 : rigetto della tesi della comunitarizzazione della

Cedu

3.3 Consiglio di Stato, sez. IV, sentenza 17 febbraio 2014, n. 754 : contrasto norma Cedu e

norma interna

4. Leggi di interpretazione autentica e leggi retroattive

4.1 Corte Cost. n. 103 del 2013

4.2 Corte Cost. n. 160 del 2013

4.3 Corte Cost. n. 170 del 2013

4.4 Corte Cost. 2 aprile 2014, n. 69 (allegato 2)

4.5 Corte Cost., 4 luglio 2014, n. 191 (allegato 3)

5. Legge provvedimento

5.1 Corte cost., sentenze n. 94 del 2009

5.2 Corte cost., sentenza n. 137 del 2009

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5.3 Corte cost., sentenze n. 270 del 2010

5.4 Corte cost., sentenze n. 20 del 2012

5.5 Corte cost., sentenze n. 85 del 2013

5.6 Corte Cost., sentenza n. 154 del 2013

5.7 Corte Cost. 20 novembre 2013, n. 275

6. Il principio di legalit nel diritto amministrativo

6.1 Corte Costituzionale 4 aprile 2001, n.115 : il principio di legalit sostanziale e le ordinanze

sindacali

6.2 Consiglio di Stato 17 ottobre 2005, n. 5827 : i poteri amministrativi impliciti

7. Fonti secondarie dellordinamento nazionale: i regolamenti

7.1 Consiglio di Stato, commissione speciale, parere 26 giugno 2013, n. 3014: criteri di

distinzione atto amministrativo ed atto normativo. Impugnabilit dei regolamenti

7.2 Consiglio di Stato, Adunanza plenaria, 4 maggio 2012, n.9 : la fuga dal regolamento e

latipicit degli atti normativi

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Selezione giurisprudenziale

1. Diritto dellUnione europea e diritto interno

1.1 Corte di Giustizia UE, 9 marzo 1978, in causa 106/77 : la tesi monista accolta dalla Corte di

Giustizia

Corte di Giustizia delle Comunit europee, 9 marzo 1978

C-106/77, Amministrazione delle finanze dello Stato Spa Simmenthal Nel procedimento 106/77, avente ad oggetto la domanda di pronunzia pregiudiziale proposta a questa Corte , a norma dellart. 177 del Trattato CEE, dal Pretore di Susa ( Italia ) nella causa dinanzi ad esso pendente fra Amministrazione delle finanze dello Stato e Spa Simmenthal, con sede in Monza, Oggetto della causa domanda vertente sullinterpretazione dellart. 189 del Trattato CEE e, in particolare, sulle conseguenze dellefficacia diretta delle norme comunitarie in caso di conflitto con eventuali disposizioni nazionali con queste contrastanti, Motivazione della sentenza 1 Con ordinanza 28 luglio 1977, pervenuta in cancelleria il 29 agosto successivo, il Pretore di Susa ha sottoposto a questa Corte , in forza dellart. 177 del Trattato CEE, due questioni pregiudiziali relative al principio della diretta applicabilit del diritto comunitario, enunciato nellart. 189 del Trattato, al fine di determinare le conseguenze di tale principio in caso di conflitto fra una norma di diritto comunitario ed una disposizione legislativa interna posteriore. 2 E opportuno ricordare che, in una precedente fase della controversia, il Pretore aveva sottoposto a questa Corte talune questioni pregiudiziali intese a permettergli di valutare la compatibilit col Trattato e con determinate disposizioni regolamentari - in particolare , col Regolamento del Consiglio 27 giugno 1968, n. 805, relativo allorganizzazione comune dei mercati nel settore delle carni bovine ( GU n. l 148, pag. 24 ) - di certi diritti di visita sanitaria riscossi sulle importazioni di carni bovine in forza del Testo unico delle leggi sanitarie italiane, diritti il cui importo era stato da ultimo fissato nella tabella allegata alla legge 30 dicembre 1970, n. 1239 ( Gazzetta Ufficiale n. 26, del 1 febbraio 1971 ); 3 In seguito alla soluzione data dalla Corte a tali questioni nella sentenza 15 dicembre 1976 ( causa 35/76, racc. pag. 1871 ), il Pretore, ritenendo incompatibile la riscossione dei tributi considerati con

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quanto disposto dal diritto comunitario, ingiungeva all' Amministrazione delle finanze dello Stato di rimborsare i diritti indebitamente percepiti, pi gli interessi; 4 LAmministrazione delle finanze faceva opposizione al relativo decreto ingiuntivo; 5 Tenendo conto degli argomenti svolti dalle parti nel corso del procedimento di opposizione, il Pretore ha ritenuto di trovarsi di fronte ad un problema di contrasto fra certe norme comunitarie ed una legge nazionale posteriore ( legge n . 1239 del 1970 ); 6 Egli ha rilevato che, secondo la recente giurisprudenza della Corte costituzionale italiana ( sentenze nn. 232/75 e 205/76, ordinanza n. 206/76 ), la soluzione di un siffatto problema implica la necessit di rinviare alla stessa Corte costituzionale la questione dell' illegittimit costituzionale della legge controversa, con riguardo allart. 11 della Costituzione; 7 Considerando, da un lato, la ben consolidata giurisprudenza della Corte di giustizia in tema di efficacia del diritto comunitario negli ordinamenti giuridici degli Stati membri e , dallaltro, gli inconvenienti che possono derivare da situazioni in cui il giudice , invece di disapplicare di propria iniziativa una legge che osta alla piena efficacia del diritto comunitario, debba sollevare la questione di legittimit costituzionale, il Pretore si rivolto a questa Corte per sottoporle due quesiti del seguente tenore : a ) posto che , ai sensi dell' art. 189 del Trattato CEE e della costante giurisprudenza della Corte di giustizia delle Comunit europee, le disposizioni comunitarie direttamente applicabili devono esplicare, a dispetto di qualsivoglia norma o prassi interna degli Stati membri , piena , integrale ed uniforme efficacia negli ordinamenti di questi ultimi, anche al fine della garanzia delle situazioni giuridiche soggettive create in capo ai privati, se ne consegua che la portata di dette norme va intesa nel senso che eventuali disposizioni nazionali successive con esse contrastanti vanno immediatamente disapplicate senza che si debba attendere la loro rimozione ad opera dello stesso legislatore nazionale ( abrogazione ) o di altri organi costituzionali ( dichiarazione di incostituzionalit ), specie ove si consideri , rispetto a questa seconda ipotesi , che fino a detta dichiarazione , permanendo la piena efficacia della legge nazionale, risulta impedita l ' applicazione delle norme comunitarie , e quindi non garantita la piena, integrale ed uniforme applicazione delle medesime e non protette le situazioni giuridiche create in capo ai privati. b ) in relazione al quesito che precede, qualora il diritto comunitario ammetta che la tutela delle situazioni giuridiche soggettive, sorte per effetto di disposizioni comunitarie ' direttamente applicabili ' , possa essere rinviata al momento della effettiva rimozione ad opera dei competenti organi nazionali delle eventuali misure nazionali contrastanti , se tale operazione debba avere in ogni caso efficacia totalmente retroattiva in modo da evitare ogni conseguenza pregiudizievole per le situazioni giuridiche soggettive. Sul rinvio pregiudiziale 8(omissis) Nel merito 13 La prima questione mira in sostanza a far precisare le conseguenze dell' applicabilit diretta di una disposizione di diritto comunitario in caso d ' incompatibilit con una disposizione successiva facente parte della legislazione d' uno Stato membro.

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14 Considerata sotto questo profilo, l' applicabilit diretta va intesa nel senso che le norme di diritto comunitario devono esplicare la pienezza dei loro effetti, in maniera uniforme in tutti gli Stati membri, a partire dalla loro entrata in vigore e per tutta la durata della loro validit; 15 Dette norme sono quindi fonte immediata di diritti e di obblighi per tutti coloro ch' essere riguardano, siano questi gli Stati membri ovvero i singoli, soggetti di rapporti giuridici disciplinati dal diritto comunitario; 16 Questo effetto riguarda anche tutti i giudici che, aditi nellambito della loro c