Diritto Medievale

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CAPITOLO I Limpero e la Chiesa dopo Costantino Diocleziano e Costantino gettarono basi di una nuova monarchia che per senza dubbio cominciava a risentire degli influssi orientali. Si dice che gi Aureliano nel 270 esigesse il bacio dellanello, la genuflessione e ladorazione orientale(proschinesi). Potere assolutistico. Oltre ci si assiste a un dilatamento dei poteri imperiali che oramai si avvicinava allassolutismo(legittimazione di ogni potere del governante anche se tenuto in violazione delle leggi). Inizialmente lidea dellabsolutio legibus alludeva solo al privilegio del princeps di sfuggire a qualche requisito formale riservato dal dir civile specie in tema di successioni. Severo e Caracalla ritenevano di esser legibus soluti ma allo stesso tempo volevano vivere secondo le leggi rifiutandosi di avvalersi di testamenti illegittimi in loro favore. Questa situazione per degenera dopo che Giustiniano a seguito della fallita rivolta di Nika del 532 dichiara che Dio aveva assoggettato a tal punto le leggi dellimperaotre da fare di questultimo la legge animata in terra. Cambiamento del sistema delle fonti del diritto. Il binomio leges-iura continu a caratterizzare la dinamica interna(sebbene sl nella lex romana visighotorum appaia una marcata divisione) dellordinamento(dora in poi ord) fino a Giustiniano che promulg il Digesto trasformando gli Iura in leges unificando quindi i due tipi normativi. Iura. Esse erano principi provenienti da editti pretori e opere dei giureconsulti( i pareri di questi ultimi quando il principe li autorizzava(ius respondendi) e tra loro fossero concordi riguardo una questione avevano per Gaio forza di legge) idonei allapplicazione nella prassi. Questo potere poteva per dar fastidio allimperatore stesso: anche principi moderati come Adriano quindi preferirono confinare i giuristi in un consilium del principe poi divenuto concistoro cn Costantino. Limportanza degli iura dopo Costantino visibile dal fatto che Valentiniano III nel 426 indirizzo da Ravenna al senato di roma la legge delle citazioni approvata da Teodosio II che la inser nel codex theodosianus: le opinioni dei giuristi Papiniano, Paolo, Gaio, Upiano e Modestino godevano di efficacia vincolante qualora fossero concordi, vinceva la maggioranza quando erano discordi e in caso di parit numerica prevaleva quello di Papiniano. Pauli receptae sentetiae. Esse circolarono per secoli sotto il nome di paolo appunto ed eran considerate la gemma degli iura antichi. 100 anni dopo costantino la legge delle citazioni le nomin testualmente sostenendo che dovevano valere sempre(pleonastico: gi cera legge delle citazioni). La prima stesura sembra del 300 il successo fu tale che nel 506 Alarico la introdusse nella lex romana Visigigothorum e Giustiniano la mise nel digesto. Tuttavia il giurista contemporaneo Levy conta 7 revisioni successive: il testo era quindi probabilmente sconvolto. Istituzioni di Gaio. Create nel II sec passarono indenni let del principato cadendo poi nei sec IV e V nella rozza interpretazione dei c.d. Fragmenta Augustodunensia finendo infine nella Epitome Gai(che in realt pi un commento quindi sarebbe meglio per lautore del libro Cortese chiamarlo Liber Gai). Giustiniano infine appose lultima contraffazione alloriginale antico e segn la loro fine tra gli iura trasformandole in legge(ci testimonia il fatto che gli iura fossero al tramonto proprio perch le idee orientali(Costantinopoli sede dellimpero dal 330) spostavano lasse portante del dir sulle leggi Tituli ex corpore Ulpiani(IV sec). Essi rappresentano una volgarizzazione intesa ad adattare un testo celebre a un pubblico sempre meno raffinato. Fragmenta vaticana(trovati da Angelo Mai in biblioteca vaticana) esso appare come un manualetto istituzionale presumibilmente scolastico. Consultatio vetereris cuisdam iuriconsulti(1577) Essa appare lultimo iura e contiene pareri di un giurista forse un avvocato e rappresenta la ancora esistente attivit scientifica in zone barbarizzate come la Gallia e oltre ci si avverte il perdurante uso forense della cosulenza tecnico giuridica. Oltre a ci troviamo(prima)

la Lex Dei: un manualetto di comparazione tra legge biblica e quella di Roma dove si evidenziavano concordanze e cos quindi si volevano tranquillizzare i fedeli inducendoli ad obbedire allimpero. I codici. Nel basso impero essi apparivano come collezioni di norme vecchie e nuove, come se fossero grosse antologie di pezzi ripescati dalla propria storia da quella pi antica a quella pi recente(x il viora meglio quindi consolidazioni che codici). I primi codici arrivano con Diocleziano(284- 305): erano raccolte di rescritti: ci sembra confermare unidea di princeps sommo magistrato dellesercizio di poteri giurisdizionali testimoniato dal preesistente Codice gregoriano del 292 il quale esibiva rescritti dellet di adriano e il Codice ermogeniano ke cm un seguito al primo raccoglieva rescritti dioclezianei. 429. In questanno si prov la svolta: una raccolta normativa da intendere come seguito di quella gregoriana ed ermogeniana che portasse a un volume di costituzioni imperiali completo di quelle vigenti e non vigenti per le scuole(sl questo fu effettivamente fatto:sia x tribunali e per le scuole, tralasciando gli iura) e un altro volume per la prassi forense contenente leggi vigenti e un po di iura. Codice Teodosiano. Promulgato nel 438 e entrato in vigore nel 439 consisteva in 16 libri fitti di costituzioni generali. Voleva esser la continuazione dellermogeniano e del gregoriano, fu di fatto lattestato di un mondo completamente trasformato. La chiesa e gli imperatori: Diocleziano e Galerio limmagine di Diocleziano giunta a noi a tinte oscure per lastio della chiesa. Questo perch egli si prefigurava come un conservatore del passato e difensore della gloriosit romana pagana contro ogni forma di culto moderno. Per i persiani limpero era un mondo cristiano e si sorprendevano di come un pagano potesse governarlo. Ci non voleva dire che i cristiani erano pacifici: gi nel II sec ad Edessa era nato uno stato cristiano che si era dedicato anima e corpo alla persecuzione dei pagani. Diocleziano tra 303 e 304 pubblic i 4 editti dellultima persecuzione contro i cristiani sebbene egli non fosse pervaso da ire particolari contro i cristiani. Invece Galerio(uno dei due cesari dopo la tetrarchia 2 augusti 2 cesari) era nemico dichiarato dei cristiani e si dice che ci porto il Dio dei perseguitati a fargli venire una malattia letale e sul letto di morte per placare la divinit divina gioc lultima carta emanando a Sardica un editto di tolleranza che anticipa di 2 anni quello di Costantino. Mor comunque. La chiesa e gli imperatori: Costantino. Egli stato sempre invece reso luminoso dalla Chiesa. Egli promulg nel 313 insieme al collega Licinio leditto di tolleranza di Milano di cui per non si ha traccia(ne tengon conto Eusebio di cesarea e lapologista Lattanzio: essi per sostengono ke varrebbe x ogni culto. La maligna critica moderna pi restia nellesaltazione di Costantino ha sostenuto addirittura che questo editto non sarebbe mai esistito. Limperatore sempre nella primavera di quellanno restitu ai cristiani i beni confiscati in Africa e Calabria e concesse ai chierici lesenzione dai munera personali. I 3 provvedimenti famosi furono poi: 1)possibilit per le Chiese di ricever donazioni e legati, 2)istituzione della episcopalis audentia(non si voleva con essa creare una giurisdizione speciale per la chiesa: un sec dopo Valentiniano III escluder da essa le cause penali riconoscendo la audentia come una forma di arbitrato che Roma lasciava ai vari culti.Per Giustiano invece ci appare come una forma di giurisdizione speciale.) ,3) la manomissione durante la messa che portava la latinit(v.appunti) Dies soli. Essa fu una festivit istituita nel 321 non a favore dei cristiani(diventer res dominica solo pi tardi): essa fu pi che altro un tributo reso da Costantino al culto solare. Il culto del sole era diffuso anche ad occidente ma evidentemente ma chiaramente era anche molto orientale. A Costantino doveva piacere molto se arriv a farsi rappresentare con fattezze di una divinit solare prescrivendo ladorazione per questa figura. Costantinopoli sembrava dopo ci aver il marchio di una citt pagana per rispettare i culti pagani della vecchia roma. Infatti Costantino conserv il titolo di pontifex maximus. Il concilio di Nicea(325) Alcuni sostengono che Costantino vi abbia partecipato solo perch lo Stato doveva interessarsi a tutti i fatti religiosi dellimpero. In questo concilio la Chiesa cominci ad innalzare il grande edificio del suo dogma autoaffermandosi di fronte alleresia. La chiesa gett anche le prime basi di un organizzazione gerarchica proclamando la preminenza delle sedi di Roma e Antiochia. Fu condannata leresia di Ario(che sosteneva che solo il padre aveva natura divina mentre il figlio pur voluto dal Padre era

creato) in quanto i padri della chiesa enunciarono il dogma della identit della sostanza divina di padre e figlio e 50 anni dopo nel concilio di Costantinopoli anche lo Spirito Santo fu assunto nella consustanzia divina. La presenza di costantino a Nicea con un banco pi alto rispetto ai vescovi richiama forse la nascita dellidea di cesaropapismo con cui limperatore poteva entrare nelle verit della fede. Cesaropapismo e arianesimo(v.appunti). Costantino divent ariano: si fece battezzare in fin di vita dal vescovo Eusebio di Nocomedia quindi egli mor da eretico. Anche suo figlio Costanzo II fu eretico e questi si adoper non riuscendovi per a dare allarianesimo la qualifica di religione cattolica. Il collegamento tra cespapismo e arianesimo si trova quando gli ariani definiscono Costanzo II che li proteggeva vescovo dei vescovi(titolo che sar dato anke a Carlomagno) ke diverso dalla qualifica vescovo esteriore attribuita a costantino con cui si alludeva allimperatore come sorvegliante dei laici. Vittoria del cattolicesimo romano. Essa fu sanzionata nel 380 quando Teodosio I il Grande eman leditto di Tessalonica con cui si imponeva che il cattolicesimo niceo-apostolico dovesse esser seguito da ogni cittadino dellimpero divenendo religione di stato. Inoltre fu chiarita che questa religione era quella insegnata dallaposto Pietro professata dal pontefice di Roma e dal vescovo di Alessandria: queste due citt appaiono quindi come la coppia di autorit garanti del magistero ortodosso. Ma il vero problema delleditto dellunit del comando che Roma tradurr nella rivendicazione di quel primato papale cui Bisanzio si opporr e finir col negare. Il concilio di Costantinopoli del 381 sanc il primato papale collocando tra le sedi maggiori al primo posto Roma e al secondo Costantinopoli. 70 anni dopo Costantinopoli non accett pi ci e il concilio di Calcedonia mise Roma sullo stesso piano di Costantinopoli quindi il papa perse il suo primato. Ambrogio vescovo di milano. Egli sta dietro a tutte le vicende nel rapporto chiesa/impero: ottenne che Graziano rinunciasse al titolo di pontifex maximus, che Teodosio facesse penitenza pubblica per il massacro da lui ordinato a seguito del tumulto di Tessalonica: quindi per la prima volta il pi grande dei sovrani si sottomise alla chiesa per poter celebrare il Natale. Il motto di Ambrogio era imperator enim intra ecclesiam nn supra ecclesiam est. Ci vuol dire che limperatore( e non limpero) nella chiesa. Quindi limperatore nella sua qualit di cristiano e fedele deve obbedire a papa e vescovi, mentre lImpero un'altra cosa: la Chiesa fa parte dellImpero. Papa Gelasio(492-496)egli ebbe un pontificato brevissimo ma tuttavia fu un essenziale difensore della chiesa sul primato di essa(egli fece propria la interpretazione romana per cui nonostante la parit tra poteri del concilio di calcedonia il papa aveva il primato perch Cristo lo aveva inequivocabilmente attribuito a Pietro) e sul cesaropapismo. Su questo secondo punto il papa ammon il sovrano doriente Anastasio sostenendo che il mondo retta da due dignit:una chiamata da Cristo a guidare le anime(auctoritas), laltra a governare i negozi temporali(potestas) e luno e laltro non devono interferire. I termini auctoritas e potestas non pongono particolari gerarchie: la prima si pone in senso di un potere astratto garante di legittimit tipica del sacerdote, la seconda fonte di obbligatoriet verso comportament esterni chiaramente del governo secolare. Questa affermazione di Gelasio aveva fatto capire che la Chiesa era ansiosa di fissare il proprio status. Essa godeva di unautonomia che si esprimeva dalle origini dei concili: ma questi di solito producevano pi dogmi ke norme giur, in quanto erano creati per combattere le eresie. Tuttavia il fatto che a oriente non si riconosceva il primato del papa caus lo spezzamento della chiesa tra i tronconi di Roma e Costantinopoli. Il potere normativo del papa si cominciava a vedere attraverso i decreta che erano una controfigura canonica dei rescritti imperiali. A partire dal V sec vi fu unesplosione di iniziative compilatorie a roma tra cui la Collezione Dionisiana: ne fu autore il monaco Dionigi il piccolo che si trov davanti una versione latina di canoni orientali che lo disgust per il disordine: cerano 38 decretali in un periodo tra il 384 e 498. Egli si adoper per renderla migliore e questa collezione ebbe tanto successo da renderla il codice ufficioso della Chiesa di roma e leditore le diede il nome di Prisca. La sua forza cera ancora nel 774 quando Carlo magno la ricevetta da papa Adriano I col compito di farla rispettare nei suoi regni. Oltralpe circolava invece la collezione Hispana: il contenuto era simile a quella di Roma con laggiunta per di canoni dei recenti concili gallici e iberici e in questo modo affrontavano problemi dellorg ecclesiastica contemporanea e si interessavano a questioni giuridiche concrete.

CAP II- Regni e leggi romano-barbariche: la volgarizzazione del dir romano Le invasioni barbariche apparvero pi che altro come scorrerie di trib che varcavano le frontiere per fare saccheggi e prender bottino. Ci inizi in particolare dopo che Roma a fronte della penuria di legioni cominci ad assoldare i barbari per la loro passione alla guerra e per evitare razzie. Essi tuttavia a volte si ribellarono: questo perch essi erano milites foederati che avevan combattuto sotto le bandiere di roma ma si erano ribellati perch gli imperatori nn avevano mantenuto qualche promessa, o non li avevano pagati, o avevano dimostrato ingratitudine. Visigoti e Roma. Alarico, re dei Visigoti, era un dux dellimpero doccidente nei Balcani. Dopo eventi burrascosi fu per nominato magister militum dellIllirico dallimperatore d Oriente Arcadio ed era sceso in Italia guerreggiando cn Onorio imperatore d Occidente e i Vandali. Onorio e Alarico si incontrarono: Onorio propose allaltro uno stanziamento in Spagna se essi fossero riusciti ad allontanare i Vandali. Alarico accett ma sotto le Alpi fu preso alle spalle dalle truppe romane che la storia ha falsamente tramandato che eran comandate dal capo dei vandali Stilicone. Il risultato fu il sacco di Roma dei Visigoti del 410, sebbene si cur che i luoghi sacri nn venissero molestati. Dopo ci Alarico and verso lAfrica ma mor: il successore Atatulfo arriv in Gallia e ricomincio a combattere per loccidente come milite federato. Egli era un filo romano: spos addirittura la sorella di Onorio nonch figlia di Teodosio il grande, pens addirittura di sostituire limpero goto a quello romano ma si arrese perch i barbari erano rozzi. Fu ammazzato per i suoi sentimenti filo romani. Da lui in poi ogni re visigoto si fece dare il prenome Flavius in omaggio al massimo esponente dei secondi Flavii,Costantino. Primi ordinamenti giuridici negli stati barbarici: I Visigoti o goti Nel 506 Alarico II fece comporre la Lex Romana Wisigothorum detta anche breviarum alaricum: era una raccolta di fonti normative romane vigenti riprodotte in testo originale. Prima parte: leges con 1/8 codice teodosiano, leggi di Valentiniano III. Seconda parte: iura con Pauli Sententiae e Liber Gai. Ci venne fatto, secondo molti, per ingraziarsi i cattolici a seguito della decisiva battaglia con i Franchi: questi ultimi sconfissero i Goti, che scapparono dietro i Pirenei perdendo la loro capitale Tolosa. Questa Lex tuttavia seguiva unaltra gi esistente, promulgata circa 30 anni prima: la Lex Visigothorum. La presenza di queste due leggi almeno fino al re Chindasvindo dal 642 quindi plausibile: una era rivolta solo ai romani(la prima), la seconda solo ai Goti. Ci per porta a dei problemi in quanto il principio della personalit del dir risponde a unesigenza dei popoli di conservare le proprie consuetudini: ma nella lex Visogothorum cerano regole tratte dalla prassi volgare romana. Inoltre la lex romana wisighotorum appare idonea a risolver ogni contestazione non solo quelle romane. Quindi entrambi le leggi vigevano con valenza territoriale. Questultima considerazione per urta con la constatazione che i barbari difficilmente potevano osservare il dir ufficiale dellimpero, quindi gli si dovuto consegnare un adattamento ridotto. Ci si chiede poi cosa ci dovessero fare i romani della legge visigota: il giurista Dors ha quindi suggerito che il breviarum fosse riservato solo alluso didattico per la formazione del giurista. Lex mundialis. Questa la legge secolare che i padri del Concilio di Siviglia del 619 avevano invocato identificandola con il Breviarum. Questa sar valida addirittura fino a Carlo Magno. Quindi la Chiesa si interessa al momento conferendo a questo diritto la patina delluniversalit. Siamo forse alla nascita del diritto comune tipico del medioevo. I burgundi. Essi entrarono in Gallia da nemici dei romani. Ezio generale romano gli sconfisse con laiuto degli Unni collocando i burgundi nellattuale Savoia facendoli milites foederati. Essi si romanizzarono ruotando intorno alla figura di re Gundobado che sal al trono nel 472 ereditando dal predecessore il titolo di magister militum e patritius. Egli si era rifugiato in Italia perch momentaneamente privato della corona dai fratelli burgundi: cre limperatore Glicerio che era persona di sua fiducia ma poi torn a fare il re del suo popolo. Il suo regno lungo fu costellato x la devozione verso limpero. La Lex Burgundionum chiamata poi Lex Gundobada, rispetto al caso visigoto ha disposizioni che appaiono chiaramente rivolte a entrambi i gruppi etnici . Gundobado nella prefazione scrive un qualcosa ke non si trova nella legge visigota: i giudici dovranno usare questo codice per risolver le controversie tra Burgundi e Romani. Fu fatto un altro ordinamento: la Lex Romana Burgundionum ma difficile dire quanto sia apparso. Il contenuto sarebbe

molto simile a quello della lex rom.visigothorum solo che qui parasafrasata e nn nel testo originale come la prima. I franchi. Essi non furono toccati dal fenomeno della doppia legislazione. Essi diventarono padroni nel VI seco della gallia e nellepoca di Clodoveo(fine V sec) sembra che entr in vigore il Pactus legis Salicae ossia un piccolo complesso normativo di impronta germanica, specie per stabilir pene pecuniarie per reati. Odoacre e gli sviluppi del 476. Egli era cresciuto sotto limpero unno ed era entrato a far parte presto nei ranghi romani con il grado di comandante delle guardie imperiali. Fu eletto re di un accozzaglia di barbari e fu chiamato dallimperatore doccidente Oreste ad andare a guerreggiare contro i Visigoti in cambio di uno stanziamento in Italia e una concessione al suo poplo di un terzo delle terre conquistate. Oreste si oppose a ci e venne ammazzato. Romolo Augustolo, il figlio, venne risparmiato a relegato a Napoli. Per la prima volta deposto un imperatore nn se ne fece un altro: era la fine dellimpero doccidente. Tuttavia ci si accorse solo a distanza di anni che quello che era successo chiudeva una fase della storia: li per li neppure i cronisti ne parlarono molto. Odoacre conquist quindi lItalia: gli mancava per il riconoscimento bizantino che avveniva con lattribuzione del patriziato. Grazie allintercessione del risparmiato Romolo Augustolo il senato mand unambasceria a Zenone imperatore doriente per assicurarlo che ormai bastava un solo Augusto nel cui nome Odoacre avrebbe governato. Zenone rifiut ci sostenendo che quel titolo doveva esser dato da Giulio Nepote, destituito da Oreste nel 475, che quindi a Costantinopoli appariva ancora come il titolare del potere a occidente. Non si sa se Odoacre ricevette mai il titolo di Patrizio, ma comunque egli govern rispettando pienamente Roma e le istituzioni preesistenti collocandosi allinterno dellimpero. Teoderico re degli Ostrogoti. Lo storico Giordane racconta che questi chiese e ottenne dallimperatore Zenone di poter andare in Italia alla testa del suo popolo per prender il posto di Odoacre. Ci avvenne e nel 483 Teoderico chiuse Odoacre nelle mura di Ravenna e chiese a questultimo un patto per spartirsi lItalia ma poi in seguito fece strage di lui e della famiglia. Il regno di Teoderico sarebbe stato un regno rispettoso dellord e dellamministrazione romana, ad imitatio vestra di quello di Costantinopoli. In particolare egli diceva di npn aver fatto alcuna legge, ma in realt sembra che esista un suo Editto e un altro del nipote Atalarico. Questi non erano stati trovati nel testo originale, ma allinterno delle Variae di Cassiodoro. Pithou trov questo testo dando la paternit a Teoderico. Rasi tuttavia nel 1953 si chiese come fosse possibile che le cronache del tempo non dessero notizia di un qualcosa di tale importanza e perch nella Pragmatica Sanctio del 554 ci fossero disposizioni dei successori di Teoderico e non di lui. Quindi contest la paternit e avanz fantasiose ipotesi su quale soggetto potesse esser il titolare delleditto: la pi importante che lautore fosse Teoderico II visigoto fratello e predecessore di Eurico nn questo re dItalia. Eurico uccise il fratello ma ci si chiede perch un editto di tale importanza npn avesse trovato un qualche accenno nella lex Visigothorum che successiva. Tuttavia si rimane nel campo dei dubbi, ma Cortese sostiene che sia meglio astenersi dal ripudiare la vecchia attribuzione al Teodorico italiano proprio x salvare la politica normativa dei 2 rami fratelli del popolo goto. Letto cos quindi leditto di Teodorico(ad efficacia territoriale goti-romani) fu emanato per tentare di risolvere le cause tra goti e romani le quali per una decisione precedente alleditto erano affidate a un comes gothorum di rango militare che quindi per le cause miste doveva esser affiancato da un prudens romanus. Leditto non portava fondamentali novit al sistema normativo: inoltre leditto non da intendere come quello degli imperatori che era legge bens come quelli dei magistrati provinciali adoperati in passato per pubblicare nel luogo le costituzioni dei monarchi. Bisognava comunque obbedire alleditto perch ci voleva dire obbedire al diritto dellimpero. Contenuto delleditto. Il diritto penale certamente una parte consistente ma anche la parte privatistica non trascurabile: in particolare vi il divieto di trasferire azioni giudiziarie a potenti(sia barbari che romani) pratica che si faceva abitualmente per far pesare lautorit di cui questi godevano. Oltre a ci c il richiamo al dies soli, elenchi delle cause di divorzio, divieto della chiamata in giudizio delle mogli al posto dei mariti ecc. Patrocinium. Esso indica la condizione di una moltitudine di persone che cercano protezione da parte di grandi personaggi. Di questo strumento i potenti si servivano per spogliare i miseri e renderli ancora pi miseri obbligandoli in cambio di favori a cedere ogni bene defraudando quindi i figli delle giuste eredit

dei padri. Questo fenomeno interess molto la societ agricola del tardo impero e port alla diffusione del colonato. La pars colonaria era quella parte del fondo riservata dal proprietario a coltivatori liberi che erano obbligati per contratto a versare un censo e prestare opere al proprietario. Ci si tramut in una forte soggezione personale, che fu il primo passo per lo sviluppo medievale della servit della gleba. Anche in citt i collegia( le corporazioni di mestiere) incatenavano i cittadini in quanto i discendenti ne dovevano comunque far parte. Buccellari. Esse son le milizie private dei signori facoltosi. Questultimi li riforniscono di armi e concedono doni(specie terre) per il tempo in cui questi soggetti gli prestano servizio. CAP III GIUSTINIANO Egli nacque nel 482 vicino allattuale macedonia in un luogo dove si parlava latina. Fu chiamato a Costantinopoli ancora giovane dallimperatore Giustino(fratelloi della madre) che gli impart un insegnamento superiore che lo apri alla cultura ellenistica orientandolo verso la teologia. Fu associato al trono dello zio nel 527 e nello stesso anno di ritrov da solo a governare fino al 565. 3 linee della sua politica:

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Impegno per una codificazione attenta al nuovo e fedele allantico per assicurare certezza del dir Programma di restaurazione con le armi delleffettivo potere di Costantinopoli Iniziative per unificare la Chiesa cristiana lacerata dallarianesimo dei regni goti(solo ci fall, in quanto divent cesaropapista)

PRIMA LINEA POLITICA.Fece subito una commissione presieduta da Triboniano per rielaborare codici gregoriano, ermogeniano e Teodosiano per ammodernarli e preparare un nuovo codice snello e aggiornato. Nel 529 il lavoro era gi pronto e fu chiamato Novus Iustinianus Codex: 5 anni dopo per la nuova edizione lo soppiant definitivamente. Digesto. Giust. Matur egli stesso lidea di selezionare egli degli iura. Il via al nuovo lavoro fu dato nel 530 ed egli ordin che degli iura si facesse un templum iustitiae per far si che potessero costituire una sezione autonoma dellord. Ci vollero solo 3 anni perch questo venisse alla luce: ci incredibile, e bisogna dire ke i giuristi non furono tranquilli per i motivi sottoscritti. Insurrezione di Nika. Protagonisti di questa rivolta furono i demi dei Verdi(ke rappresentavano la borghesia cittadina e commerciale ed erano invisi a Giustiniano perch rivendicavano i diritti dinastici dei nipoti del vecchio imperatore Anastasio) e degli Azzurri(portavoci dei latifondisti e delleconomia terriera, cattolici ortodossi e appoggiati dallimperatore. I verdi fecero scoppiare la rivolta durante una corsa allippodromo, gli Azzurri si allearono perch contro le nuove leggi fiscali e proprio per questo si chiese la destituzione del praefectus urbi Giovanni di Cappadocia e di Triboniano. Fu destituito Giustiniano incoronato al suo posto Ipazio nipote di Anastasio. A salvare Giustiniano ci pens la discussa imperatrice Teodora che affid al capitano degli Illiri e a Belisario il compito di espugnare lippodromo e sedare linsurrezione, Giustiniano fece poi un massacro e divent molto pi assolutista e Triboniano fu reintegrato e il digesto concluso. Cost Omnem e la riforma didattica. Prima della pubblicazione del Digesto egli fece ci: questa costituzione prevedeva uno studio di 5 anni del diritto in cui gli studenti si trovavano a che fare con il codex(x ultimo: idea piramidale dellord cn allapice la legge del monarca) e i digesti. Le nozioni elementari del primo anno furono raggruppate nelle Istitutiones che divennero il primo manuale scolastico con forza di legge. La falsariga erano le istituzioni di Gaio. Successivamente ci fu la creazione definitiva del Digesto: questultimo era per palesemente in disarmonia con il codice e questultimo fra laltro pareva palesemente incompleto dato che non teneva conto di norme cm ad es le Quinquaginta decisiones. Si fece quindi una nuova edizione lanno dopo: il Codex repetitae praelectionis.

Raccolte di novelle di Giustiniano (non fatte da lui ma da altri: queste 2 si diffusero in occidente, un'altra greca in oriente). Epitome Iuliani. Essa fu forse composta da un Giuliano professore a Costantinopoli e riassume traducendole in latino 124 novelle greche. Sembra che la traduzione fosse stata fatta per volere della Chiesa di Roma che infatti se ne serv molto. Authenticum. Essa una collezione di 134 novelle rese tutte in latino. Una collezione letterale e affidabile per Cortese. Esso fu usato fino al 643 quando spar e venne recuperato verso la fine del XI sec. SECONDA LINEA POLITICA. Belisario fu inviato in Africa, sconfisse i Vandali catturando Gelimero il lo re, conquistando quindi di conquistare e metter le basi per la conquista italiana. Campagna dItalia. Il pretesto fu lassassinio di Amalasunta reggente del governo goto durante la minore et del figlio Alarico, filo romana. Belisario nel dicembre 535 era, partito dalla Sicilia, gi arrivato in Calabria e marciava verso Ravenna. Nel 540 stava per ottenere la vittoria definitiva quando gli Unni piombarono a minacciare Tracia e Macedonia e il nemico persiano Cosroe ruppe una tregua che era stata fatta prima dellafrica.Belisario torna in patria, i Goti riprendono pian piano lItalia, poi per nuovo armistizio con Cosroe e il nuovo comandante Narsete attraversando Dalmazia e Friuli riusc nel 553 ad aver in mano la penisola. Giustianiano impose subito una riforma normativa a un paese distrutto dalla guerra e dalla carestia. La costituizione Omnem per la parte italiana. Essa era costituita da una sorta di testo unico composto da 27 disposizioni intese a restituire lassetto della propriet fondiaria sconvolto dai soprusi dei re goti negli anni della guerra. La Chiesa, grande proprietaria terriera, fu molto contenta di ci. Questa costituzione appare esser una pragmatica sanctio, cio un genere normativo che sembra aver tra i suoi requisiti quello di far inoltrare al sovrano una esplicita richiesta e degli episodi concreti a giustificarla. Litalia divenne terra di dir giustinianeo mentre nel resto di europa cerano leggi romano barbariche quindi diritto teodosiano. Tuttavia il diritto volgare ha continuato a scorrere nella prassi. Formule classiche al rapporto col periodo. Era venuta meno gi da Leone I nel 472 e con la riconferma di Giustiniano la stipulatio antica che consisteva nella rigida congruenza della domanda e della risposta; nellalto medioevo listituto era anche scomparso dalla prassi e per i notai nella conclusione di certi contratti obbligatori ne utilizzavano il nomen solo per rafforzare il tutto: ci testimonia lapparire nuovo del rito scomparso in quanto il tardo notaio aretino si accorse che liniziale meccanismo di interrogazione/risposta delle parti era ricordato in un passo delle Istitutiones in tema di acceptilatio e stipulatio aquiliana. Per Cortese per tutto ci si giustifica nella voglia del notaio quindi di dar sfoggio della sua cultura. Mancipatio.La mancipatio era stata abolita da Giustiniano (probabilmente eliminando la distinzione tra res mancipi e nec mancipi) tuttavia essa ricomparve in una serie di compravendite allinterno del territorio piacentino negli ultimi anni dellVIII: cortese riconduce ci al fatto che i notai erano attaccati a formulari vecchi e superati. Tuttavia essa conservava ancora una vitalit: es. un notaio aveva affermato di aver eseguito un trasferimento di beni ricorrendo a mancipatio per alcuni e traditio per altri. Unaltra forma di vitalit dettata dalla emancipazione del filiusfamiliae: questa cerimonia doveva esser praticata nei Balcani in quanto leditto di Rotari al cap 224 descrive 3 cerimonie di emancipazione: 1) per dar semilibert ai singoli aldi che rimangono sottoposti a mundio bastava redigere un documento scritto senza altra formalit. 2) per dare libert piena bisogner portare il servo in un quadrivio e dirgli hai facolt di scegliere la strada che vorrai 3) per sciogliere il servo anche da vincoli parentali: cerimonia quadrivio congiuntamente al gairethinx triplice nelle mani di successivi fiduciari, con testimoni e un gisel(quindi questa come se fosse una di testamentum x aes et libram fatta con mancipatio) Thinx=donazione. In realt si configura cm latto dispositivo del patrimonio mortis causa in favore di estranei. CAP IV- I LONGOBARDI Giustiniano mor nel 565: 4 anni dopo i longobardi si affacciarono capeggiati da Alboino dai passi del Friuli sulla pianura padana. Essi erano stati milites foederati sotto Giustiniano ottenendo in dono Norico e le fortezze della Pannonia. Sembra che il nuovo imperatore Giustino II non li vedesse male in quanto pensava che il loro

avvento avrebbe potuto sedare le bramosie dei franchi sulla pianura padana e infatti Alboino nei primi 3 anni nn ebbe resistenze. La strage di Clefi(successore di Alboino) contro molti potenti cittadini romani, ammazzandoli ed esiliandoli, fu famosa. Secondo la versione ufficiale, per vendicare il padre assassinato in una congiura di palazzo, per Paolo Diacono invece fu fatta x cupidigia. Dietro ci si vede forse il vero obiettivo della crudelt cio una serie di sistematiche confische coadiuvate da un tributo imposto solo ai romani: comincia a nascere la curtis regia che da Autari in poi sar la base del potere centrale. Organizzazione in distretti autonomi. I longobardi ebbero unorganizzazione di questo tipo allinterno di tutti i territori italiani conquistati: in questo modo egli riconoscevano lunit del comando regio in guerra, ma nn vi si sottomettevano in tempo di pace. I singoli distretti erano occupati da gruppi di farae con a capo un dux. Si crearono 36 ducati che dopo lassassinio di Clefi per 10 anni si rifiutarono di eleggere un successore e Bisanzio approfitt di ci in quanto riusc mediante doni a far ritornare a combattere sotto la bandiera imperiale la maggior parte dei ducati longobardi. Autari(Flavius in quanto essi si rispecchiavano nellunico vero stato: quello bizantino. Tutti i successori con questo nome) Egli venne alla fine eletto re dei longobardi e si diede a un importante programma di restaurazione in quanto ruppe con il ceto dei romani potenti, ritorn allarianesimo e cre una struttura politica unitaria e indipendente per unire davvero i longobardi(in particolare ottenenendo lamministrazione di met dei beni ducali creando quindi una vera curtis regia invece che curtis ducalis). Rotari. Egli dopo 40 anni di pace cerc di impadronirsi degli ultimi territori dellItalia centro-superiore a seguito delle vittorie dellIslam contro Bisanzio, il deterioramento dei rapporti occidente-oriente in quanto il secondo aveva di moda il monotelismo(pp.85) condannato dal papa e infine i Franchi non erano pi un vero problema con il nuovo re. Rotari conquist quindi Liguria e Lunigiana, ritorn a Pavia(la capitale) e promulg il suo editto. Editto di Rotari. Egli scrive nella conclusione di aver fatto il lavoro cn il consiglio e il consenso dei maggiorenti(i primati iudices) e di tutto lesercito vittorioso(formale approvazione della legge) e di averne ordinata la redazione scritta, proclamando inoltre di aver eseguito secondo lantico rito del suo popolo un solenne gairethinx per render inattaccabile e inviolabile la legge. Gairethinx. Esso si gi visto prima come testamento dispositivo del patrimonio e emancipazione dai vincoli familiari. La storiografia tedesca si concentrata invece su una delle tradizioni della parola nei linguaggi germanici: thinx=assemblea. In base a ci questo filone tedesco, che si rif a Tacito che nella sua vita aveva visitato i popoli germanici e aveva visto le loro usanze, ha concluso sostenendo che esso riproduceva la rumorosa cerimonia antica con cui il re proponeva e lassemblea approvava battendo lancia(gaire potrebbe derivare da gere che in certi idiomi vuol dire lancia: quindi assemblea in armi) o spada sugli scudi. A ci si pu far critica per sostenendo che Rotari usa formule come ita previdemus che ricalcano una sua decisione e non unapprovazione popolare. Quindi bisogna leggere la parola thinx nel senso di donazione, ossia LA LEGGE CONSEGNATA(DONATA) AL POPOLO, evitando interpretazioni semantiche inutili. Lidea dellapprovazione popolare poi viene anche meno guardando al fatto ke il patto non tra re e popolo ma tra re e maggiorenti. Novit del codice: composizioni pecuniarie per i reati. Il motivo centrale era evitare le faide per cui venne imposto questo tariffario per la composizione dei reati, che doveva valere per ogni strato sociale. Questa cosa era stata promessa da Rotari agli uomini darme prima della campagnia di Liguria e poi venne introdotta stabilmente nelleditto. Es. per un pugno 3 soldi. Tuttavia per i poveri queste composizioni pecuniarie erano comunque pesantissime e per questo si utilizzava lespediente di consegnare il colpevole in schiavit al creditore. Si ripudia quindi il gusto bizantino per le mutilazioni, tagli mano, lingua: Rotari lo ammette solo per i reati di falso. La pena capitale per la congiuria contro il re, la diserzione, collusione col nemico, abbandono posto di battaglia, servo che uccide padrone, moglie assassina marito. Guidrigildo. Esso nel primo Duecento fu considerato come il prezzo del corpo nel senso del valore sociale dellarimanno(luomo darme era una societ darmi). Quindi nel caso di fattispecie gravissime(fino allomicidio) si doveva corrispondere anche ci. N a Roma n da altra parte ci esisteva. Le

donne non lo avevano, partecipavano di riflesso a quello del padre o fratello ma il loro omicidio comunque precedeva una somma pari a quella maschile o a volte addirittura superiore in quanto assente dal prezzario. Infine entra in gioco il fisco: non era raro ke le composizioni per met andavano ai privati e per met al fisco. Potere di mundio. Esso era esercitato dai maschi della famiglia(se mancavano dalla curtis regia) verso la donna la quale per questo motivo non poteva alienare o donare beni propri senza il consenso del mundoaldo(non aveva capacit dagire quindi sl giuridica). Rotari parla di questo potere come una potestas in quanto il mundoaldo oltre a ci doveva compiere la desponsatio e la consegna al marito allatto del matrimonio, oppure permetterne la monacazione ed esercitare cmq su di lei un modico potere disciplinare. Si sostenuta la corrispondenza tra il mundio e la manus e alcuni storici hanno proprio trovato la trasfigurazione volgare dellistituto latino in quello germanico. Il mundio non era per il potere del capofamiglia: la donna era soggetta a due potest quella familiare in senso largo e quella del mundio e queste 2 nn stavano per forza nelle stesse mani perch il matrimonio poteva ad es non trasmetter al marito il mundio: lo sposo per acquistarlo doveva pagarlo. Listituto quindi anche patrimoniale oltre che potestativo. Matrimonio.Lultima considerazione potrebbe far pensare che il matrimonio fosse una compravendita della donna anche perch latto conclusivo che perfezionava le nozze era la traditio della sposa nelle mani del marito. Ci in realt per non esatto perch il consenso della donna era necessario e il mundoaldo che le aveva fatto prender marito contro la sua volont perdeva il mundio.(tranne padre e fratello). Alla donna andavano poi dei doni dello sposo come il morgincap o pretium virginitatis: esso era una parte del patrimonio del marito destinato a lei nel caso in cui fosse diventata vedova. Oltre a ci la donna godeva della meta cio di una donazione nuziale che veniva contrattata dagli sponsali e fissata in un patto solenne. La cerimonia in cui avveniva la traditio era ecclesiastica: chiamata subarrhatio anulo vedeva nel centro lanello con alfa e omega quindi un forte contenuto simbolico; la circolarit dellanello evocava inoltre perpetuo affectio e fedelt sicch lanello si chiam anulus fidei(oggi la fede). La sposa poi portava dalla casa paterna a un corredo di vesti e utensili (faderfio), oppure poteva ricever una parte della sostanza paterna e in questo caso era esclusa dalla successione mortis causa ai genitori(rifacimento alla dote). Eredit. P i figli era sl legittima, si poteva fare il gairethinx(come testamento) solo verso estranei. la legge prevedeva che sl i figli naturali maschi potevano concorrere con i figli maschi legittimi. Le femmine eran chiamate alla successione solo se non avevano fratelli legittimi. Parentela fino a settimo grado, diseredazione dei figli possibile ma era evento terribile. La famiglia longobarda. Essa sembrava ruotare intorno al patrimonio ereditario: esso stentava ad esser alienato in quanto componente economica stabile della famiglia e modo di assicurare ad essa sopravvivenza e coesione. Rotari sostiene che nel caso in cui muoia il padre, i fratelli che non si separano devono rimanere nella dimora avita e mantenre indiviso il patrimonio. Gli acquisti occasionali erano di propriet di colui che li aveva fatti, quelli derivanti da guerra erano invece in comune e ci si oppone a quanto accadeva a Roma. Il patrimonio ereditario poteva esser alienato solo per la necessit e con il consenso di tutti, altrimenti si tramandava per le generazioni. Ci per Cortese porta ad unidea di propriet comunitaria dei beni, in un mondo dove la propriet privata comunque esisteva. Questo concetto facilmente conciliabile con lidea medievale di stringere comunit: Rotari ad es. testimonia il caso dei vicini proprietari terrieri che facevano una fabula(patto) che sembrava esser uno statuto e pu richiamare alla lontana i futuri comuni rurali. Obbligazioni tra i longobardi. Essi non avevano loro contratti veri e propri e utilizzavano quelli che la prassi romana gli presentava: compravendita, locazione, mutuo enfiteusi ecc. Oltre a ci avevano riti che producevano effetti obbligatori come la gairethinx archetipo della mancipatio(buono per ogni dimissio di beni e di persone in potestate) (come i romani: es. mancipatio). Esso stato definito contratto ereditario perch principalmente utilizzato per trasmettere il patrimonio mortis causa. Oltre alla thinx cera il launegild: essa appariva come la controprestazione simbolica atta a dare firmitas definitiva alla donazione rendendola irrevocabile. Ci era fatto per eliminare i ripensamenti dei donanti e quindi il flagello di atti alienativi di beni gi donati in precedenza oppure la doppia donazione. Un altro contratto per la storiografia formale obbligatorio la datio wadiae o wadatio. Lanalogia con vades e vadimonium sembra evidente quindi

probabilmente allinizio sembra che presso i longobardi fosse utilizzato come a roma per garantire la comparsa in giudizio. In questo caso il soggetto debitore consegnava al creditore un wadia a mo di pegno. In epoca avanzata esso sar un bastoncello e questo sarebbe poi dovuto esser riscattato consegnando ci ad un intermediario- garante, il fideiussor. Questo soggetto rappresenta un problema in quanto a volte lo si vede incaricato di eseguire una giustizia privata verso il debitore insolvente(pigneratio: prima solo su beni mobili, poi anche su quelli immobili, altre volte egli stesso soggetto a questa possibilit in quanto legato in solido col debitore. In pratica il fideiussor cadeva in servit se il debitore era insolvente e pagando poteva riscattarsi. Anche lanticresi continu a resistere anke se la chiesa la osteggiava perch diceva che si poteva usare per nascondere la corresponsione di interessi sul capitale. La wadia divent una garanzia dellosservanza di negozi pi vari per attribuire a questi la firmitas che era la vera efficacia del contratto. Essa poteva diventare oggetto di un giudizio e il creditore sfidava il debitore a giurare che la promessa wadiata era unaltra rispetto a quella che il creditore diceva. Se non si affrontava il processo , si andava a duello. Processo longobardo(gare ludiche uguali x civile e penale) Lo scopo di esso era allontanare lincombente minaccia delle faide. Per questo motivo fu creato subito il duello tra campioni delle famiglie in lite: chi vinceva aveva soddisfazione. Questo istituto era stato adattato alla cristianit dicendo che era un giudizio di Dio. Ci faceva mutare lidea longobarda di gara ludica in un idea di giudizio etico-giuridico e inoltre lidea che gli dei intervenissero nei duelli per dare la vittoria a chi aveva ragione era pagana non cristiana. Listituto fu quindi criticato, specie da GundoBado e dai vescovi ovviamente. Fu riportato in auge in epoca carolingia. Oltre a ci unaltra forma di giudizio era far entrare limputato insieme a una schiera di soggetti che giuravano con lui(le leggi preferivano questo gioco ludico nelle cause socialmente pi importanti) Essi eran detti aidos e non erano testimoni perch giudicavano sullaffidabilit della persona, nn sui fatti. Se il convenuto non riusciva a dimostrare linnocenza, cera pigneratio privata. Successivamente nel processo cominci ad entrare anche la prova scritta: tracce se ne trovano gi in Rotari nella norma che consente di presentare in giudizio il documento di compravendita di una terra o di una casa per smentire il venditore che pretenda di non aver venduto il bene. CAP V- CHIESA, BISANZIO E CAROLINGI Fu la chiesa a far cadere limpero longobardo. Il crollo cominci quando i longobardi decisero di prendere lultima enclave bizantina in Italia: Ravenna, che occup. Ci venne deciso dal grande legislatore e principe Liutprando. Appariva chiaro per che la spedizione nn poteva fermarsi ai confini del ducato di Roma e sarebbe andata avanti fino ad essa. Tuttavia Liutprando appariva come un principe cristiano e non sembrava aver alcun desiderio di prendere Roma: la restituzione del castrum di Sutri sembr apparire conforme a ci. La Chiesa continu per a vederlo come una minaccia. Intanto a Costantinopoli si stava sviluppando liconoclastia: limperatore Leone III aveva cominciato la campagna contro questo fenomeno, emanando un decreto contro il culto delle immagini. In opposizione a ci insorse il patriarca, che si dimise e fu costretto a fuggire; anche loccidente allora in un sinodo romano condann liconoclastia. Limperatore si incazz colp la Roma nelle sue prerogative e nella borsa(tasse maggiori da rendite ecclesiastiche nellitalia bizantina, sottrazione di territori da chiesa a patriarca). Ci port allassassinio a Ravenna dellesarca Paolo(Bisanzio aveva riconquistato ravenna): il monarca invi allora in Italia un nuovo esarca con il compito di imporre liconoclastia riducendo Roma allobbedienza anche eliminando il pontefice. Gregorio II papa, tuttavia, pronunci parole distensive invocando fedelt al monarca, come il successore. I longobardi intanto con il nuovo capo Astolfo riconquistarono Ravennna nel 751. La paura ora non era solo di Roma ma anche di bisanzio: limperatore mand un messo al papa Stefano II perch questi si recasse da Astolfo per chiedergli di restituire Ravenna. Lentrata in scena dei Franchi.Dato che non gli diede ascolto, il papa si rivolse ai Franchi. Il nuovo re franco era Pipino il breve: il papa lo incontr nel 754 a Ponthion e il re prese limpegno di riconquistare tutto lesarcato restituendolo poi allo Stato bizantino. Il papa poi continu il proprio soggiorno l rafforzando il legame con i Franchi: impart uningiunzione regia a Pipino, Carlo e Carlomanno. Furono unti cm re e patrizi nella cerimonia di Saint Denis Ci comprensibile nel senso che il titolo di patritii romanorum in occidente designava gli esarchi e quindi si presume che Stefano volesse fare di Pipino e figli i nuovi esarchi. Tuttavia Pipino gi era stato fatto re 3 anni prima: questa unctio quindi si spiega meglio forse nellidea papale di

elevare lEsarcato a regno. Nacque nellidea del papa di sostituire i Franchi, potenti e fedeli, ai bizantini incapaci sul piano militare e inaffidabili su quello religioso. Questo sentimento si dimostra nel fatto che il nuovo papa Paolo I invece che annunciare, come di prassi, la sua nomina allesarcato, la annunci a Pipino subito. Nello stesso anno Pipino cambi radicalmente la precedente decisione e promise Esarcato, Venezia, Istria, Emilia, Tuscia e Corsica non allimpero ma alla Chiesa(Promissio Carisiaca). Questa promessa fu fatta a voce al Papa, che era l presente e che chiaramente si prefigurava un dominio peculiare di S. Pietro. La donazione non fu mai completa, ma dopo la vittoria franca contro Astolfo e Bisanzio nel 756 i Franchi diedero a Roma Esarcato, Emilia e Pentapoli sottratte ai longobardi. Anni dopo quando il re era Carlo Magno, papa Adriano I si spinse a configurare la promissio carisiaca come istitutiva di un patriziato della Chiesa parallelo a quello conferito al re dei franchi(concetto di un doppio regno sullo stesso territorio). Infine Bisanzio: essa era sicuramente preoccupata e invi una delegazione in Gallia a cui si aggiunse anche un ecclesiastico romano. Adriano giocava sullambiguit: da una parte di dichiarava fedele suddito dellimperatore dando a questi il capo del partito filo longobardo a Roma perch il monarca potesse giudicarlo, ma dallaltra parte si defin titolare della giurisdizione sul territorio cominciando fra laltro a coniare monete. Constitutum Costantini(donazione di Costantino). Esso rappresenta il pi celebre falso medievale che allinzio del duecento servir a corroborare le pretese ierocratiche della Chiesa. Esso fu introdotto nei Decretali pseudo-Isidoriane. Nel documento si avverte la forte atmosfera romana intravedendosi anche la Promissio Carisiaca alla quale la Chiesa nellVIII sec ancora credeva. Addirittura Adriano I per farsi dare i territori della promessa scrisse a Carlo Magno della possibilit di poter esser insignito del titolo di novello Costantino. Ad ogni modo il contenuto del Constitutum Costantini appariva molto pi grande della Promissio carisiaca: comprendeva il Palazzo Lateranense, la citt di Roma, genericamente le provincie dItalia(ossia esarcato e pentapoli ke la Chiesa non aveva restituito a Costantino V imperatore), tutte le regioni occidentali, la corona e le vesti imperiali al papa, diritto di creare consoli e patrizi, e infine che la capitale era a Costantinopoli perch limperatore non voleva dare fastidio al papa a Roma. Il falsario non era per un visionario: alla base cera il tentativo di legittimare il dominium peculiare Petri che la promissio aveva alimentato e che portava al tradimento dellImpero. Lincoronazione di Carlo Magno. Il papa Leone III, quando lo nomin imperatore nella notte di Natale dell800, aveva senza dubbio il progetto di trasferirlo a Roma, profittando del fatto che il trono bizantino era considerato vacante perch illegittimamente occupato dallusurpatrice Irene. La decisione del papa di volere quindi ricreare un impero romano dOccidente non venne li per li, ma era unidea che balenava da tempo e ne aveva gi discusso in concilio giorni prima: egli aveva subito accuse di adulterio e spergiuro lanno prima e quellatto cos straordinario poteva apparire il modo per uscire da un periodo per lui di grandi umiliazioni. Il rito per lincoronazione dellimperatore in S.Pietro fu quello praticato da secoli in Oriente, in cui il papa si prostrava nella proscrinesi(infatti le fonti ecclesiastiche non ne parlano). Il biografo di Carlo disse che questi si sarebbe detto pentito di aver assunto il titolo imperiale, per Cortese forse perch gli diede fastidio esser consacrato dal Papa perch ci lo avrebbe messo nelle mani del papa. Tuttavia giudicando i successivi rapporti sembra che avvenne esattamente il contrario. Comunque sembra che Carlo si comport da buon successore di Giustiniano: un placito tenuto da Carlo a Bologna fu verbalizzando chiamando limperatore Romanum gubernans Imperium, formula cara a Giustiniano che divenne lintitolazione ufficiale di tutti i suoi placiti e scritti privati, servendosi di ci anke dopo(almeno 4 anni dp) la pax di Aquisgrana con cui Carlo restituiva a Bisanzio il titolo di imperatore dei romani. Per la Chiesa era probabilmente un successo: il trono era tornato a Roma e ci era la renovatio di un favoloso mondo che rievocava antichit: Roma caput mundi. Rapporti con Bisanzio. Per quietare questa situazione le diplomazie avanzarono lidea di far sposare Carlo e lusurpatrice Irene, la quale aveva anke mandato segnali distensivi.Ci tuttavia non avvenne, Irene fu deposta e il successore Niceforo altern buoni e cattivi rapporti con Carlo fino all812 quando Carlo rinunci appunto a favore di Bisanzio del titolo di imperatore romano ad Aquisgrana e gli emissari di Costantinopoli lo chiamarono Basileus(dei Franchi). Carlo di ci probabilmente fu anche contento in quanto a una monarchia romana poco amata ne preferiva una barbarica pi adatta a lui. Questo cambiamento gener il fatto che nell813 il figlio Ludovico il Pio fu incoronato da Carlo e non dal papa, questo perch lintervento del papa non era necessario per creare un imperatore germanico e non romano. In punto di morte

inoltre Carlo fece sostiuire sul simbolo la scritta Renovatio Imperii Romani con le parole Renovatio Regni Francorum. La Chiesa dopo la pace di Aquisgrana. Essa continu a pensare che dal 25 dicembre 800 lImpero romano fosse stato trasferito definitivamente nelle mani di monarchi occidentali e non orientali. Riusc a far accettare ci a tutto loccidente. La Chiesa poi considerava limpero sacro perch cera stata lunctio con il sacro crisma e distingueva limpero dagli altri regni perch era universale. Cera quindi la volont(in opposizione a Gelasio) di ridurre a unit il multiforme universo romano, integrando il potere temporale e quello religioso. CAP VI- LIMPERO CAROLINGIO 1) La riforma della Chiesa Capitolari.Le norme adottate sotto il periodo carolingio sono definite capitolari in quanto non erano mai comandi singoli bens norme pi o meno lunghe e non sempre omogenee fatte di brevi capitoli. In questo modo scompaiono le parole edictum, decretum, decretio, praeceptio che venivano dallantichit romana. Essi comunque come gli editti si considerano emanati dalla volont del re. Dopo Carlo i capitularia cominciarono a specializzarsi in: capitularia ecclesiastica(provvedimenti relativi al clero), mundana(del mondo laico),misso rum(istruzioni x i missii dominici), legibus addita(per modificare le leggi ancestrali). Capitularia ecclesiastica. Essi riflettono uno dei temi pi importanti del periodo: quello del rapporto tra Chiesa e regno. Ve ne furono molti: quindi i sovrani avevano molto a cuore lidea di assicurare alla Chiesa una vita ordinata. La Chiesa poi era in una profonda fase di decadenza: la gerarchia andava in pezzi, clero ignorante, corruzione. I carolingi si erano accorti dei problemi e la Chiesa accoglieva le interferenze spesso chiedendole anche dentro i concili. Queste leggi quindi erano importanti per riparare usurpazioni, iniquit ed erano il miglior mezzo per attuare i desideri dei sinodi regionali. Con la progressiva perdita di potere della dinastia tuttavia, il potere fu acquistato dallaristocrazia che riusc a impedire lemanazione di questi capitolari(episodio storico quello della dieta di Compigne del 823). Quindi la dieta comincia a non esser pi il luogo di ratifica delle decisioni del re, bens il luogo in cui si discutono tali norme: i capitolari si feudalizzano come i centri del potere. Fenomeno delle falsificazioni. Questo fenomeno dilag misteriosamente in oscuri ambienti ecclesiastici francesi: ci gett sul mercato un numero di capitolari pi o meno alterati. Sicuramente la pi riuscita e importante fu quella delle Decretali Pseudo- Isidoriane. Il nome di Isidoro compare nella prefazione: egli si definisce peccator e mercator e rivolge al lettore la sua ansia per la verit e dicendo che 80 vescovi lo hanno sollecitato ala compilazione. La falsificazione va intesa nel senso di unabile mosaico di pezzi carpiti da tradizioni ecclesiastiche e laiche per lo pi ritoccati e definiti di nuova paternit. La ratio della raccolta desumibile dalla sua insistenza sul tema dellautonomia dei vescovi e della loro pari dignit. La falsificazione va contro la feudalizzazione della chiesa transalpina: un mondo ecclesiastico ch si stava gerarchizzando dal primate ai semplici frati. Tuttavia a parte ci lo Pseudo- Isidoro con la Donazione di Costantino consegna anche ai posteri un contributo straordinario per le mire gregoriane di affrancare la Chiesa dallImpero. Lobiettivo era quindi riportare la chiesa alla purezza dello stato di grazia originario. 2) Le leggi popolari e la personalit del diritto Leggi popolari. Esse non vennero trascurate dal monarca e anzi alcuni cronisti dicono che egli ne cur le redazioni: viene quindi prepotentemente fuori il fatto che let carolingia abbia voluto riattivare il vecchio circuito bipolare composto dallo ius vetus(le tradizioni popolari) e lo ius novum(i capitolari). Gli annali di Lorsch raccontano proprio di queste grandi assemblee di ecclesiastici e laici: davanti a questultimi cio duchi, conti veniva affrontato il problema delle leggi popolari e Carlo le faceva legger pubblicamente emendandole e mettendole per scritto per assicurare giustizia a ricchi e poveri. Carlo poi sicuramente cur le revisioni della Lex Salica emendata(che modificava un testo curato da suo padre Pipino) e la Karolina.

Capitularia legibus addenda. Essi si configurano come la forza di attrazione nella sfera legislativa del sovrano anche delle antiche leggi popolari, sottolineando lunit dei quellord generale dellImpero in parte decentrato ma sempre controllollato alla fine da un potere centrale. E bene sottolineare che per questi non si volle alcun consenso popolare. Era per unepoca difficile per uniformare il diritto a quello salico in quanto vi erano una moltitudine di diritti e uniformarli sotto quello salico appariva difficile. Davanti a ci il rimedio che propone Agobardo vescovo di Lione che il sovrano imponga a tutti la legge franca appare illusorio e ingenuo. Si vengono allora a inserire negli strumenti notarili le professionnes iuris: un contratto veniva stipulato sulla base di una certa legge che le parti sceglievano per la loro natio cio la nascita che li aveva radicati in un certo gruppo etnico. Si entra nellepoca della personalit della legge allora, non pi universalit: entriamo nel medioevo. Ci in Italia nn si era trovato sotto i Longobardi in quanto fu male interpretato il cap 91 del de scribis di Liutprando, sostenendo che egli dicesse che le parti contraenti potevano scegliere la legge da rispettare, mentre linterpretazione giusta era che le parti potevano rinunciare ai loro diritti soggettivi a patto di non ledere la controparte. Capitolare italicum. Esso un capitolarium legibus addenda con cui Carlo cerc di dare una patina salica allord longobardo radicato in Italia. In esso si distinguono le materie in cui si sarebbe usata la personalit del diritto e le materie in cui si sarebbe usata la legge comune aggiunta da Carlo negli editti. La raccolta fu usata forse fino allanno 1000. 3) Collezioni di diritto romano(carolingia e post carolingia) Nei due secoli della dominazione longobarda le fonti giustinianee originali subirono duri colpi. I testi giustinianei dovevano esser diventati praticamente irreperibili e lultima effettiva applicazione del Digesto databile nel 603 a soli 50 anni dalla Pragmatica sanctio promulgato x lItalia. Riguardo invece al codice, probabilmente esso era stato scorciato mettendo in circolazione un Epitome Codicis da cui furono estromessi gli ultimi 3 libri. Questa epitome per appare cm un fantasma. Riguardo alle novelle lAuthenticum ancora comparve a Rotari ma poi scomparve, mentre rimase in vita lEpitome Iuliani molto cara alla Chiesa Rilancio delle fonti giustinianee originiali. Il clima della renovatio Imperii a Roma gener una fervente compilazione in ambito ecclesiale di antologie di testi in forma originale in un clima di restaurazione dellantico. La pi importante la Lex Romana canonice compta il cui autore ignoto(forse Mor monaco del monastero di Bobbio) utilizz molto lEpitome Iuliani, poco il codice e le istituzioni. Una parte dei capitoli di questopera ricomparve anni dopo nella collezione canonica Collectio Anselmo dedicata dedicata ad anselmo vescovo di Milano nell883. Quei capitoli compaiono in mezzo a decretali e canoni. Il Fournier ha sostenuto che queste due opere avessero una fonte comune e quindi unipotesi possibile che nellepoca della rinnovazione dellimpero si sia forse fatta una grande antologia di dir romano sotto il titolo di Lex Romana. Ci sarebbe confermato anche da un aneddoto in cui Carlo dice a un messo che gli chiedeva notizie su certe tasse di consultare la legge romana. Summa Perusina. Esso un testo del Codice incompleto e trasformato che comparve per qualche tempo nellitalia centrale. Si sa che i giudici del territorio romani tra il 999 e il 1014 lo applicarono al posto delle costituzioni genuine del codice. La rozzezza delle trasformazioni ci danno comunque un dato interessante: la sostituzione di scriptum al posto di stipulatio che fa pensare che lantica forma obbligatoria romana si fosse tramutata in un contratto scritto. Il quadro europeo giuridico appare allora diviso in 2 tronconi: in Italia ancora Giustiniano, nelle regioni transalpine diritto teodosiano anke perch la Chiesa ha continuato a usare la lex romana wisigothorum.Tuttavia il breviario di Alarico sarebbe comunque giunto in Italia(ma non composto in Italia) sottoforma di un testo chiamato per Lex romana Raetica Curiensis. Anche in Italia meridionale dettami di diritto visigotico sarebbe giunto mediante la Collezione Gaudenziana, il cui contenuto apparte attribuito a Giustiniano che per si sarebbe avvalso in base allinscriptio di sacerdoti e vescovi romani imitando lassenso di sacerdoti/vescovi celebrato da Alarico II per comporre il suo breviario. La seconda parte di questopera raccogli 159 cap della legge visigotica, la prima parte romana. CAP VII- ALLE ORIGINI DEL FEUDO

CI si chiedeva cosa potesse essere: Andrea dIsernia diceva che probabilmente era un nomen novum, ma dal 1500 con lumanesimo che attizzava il suo gusto per la storia venne di moda mettere in discussione con argomenti eruditi il problema delle origini del feudo. Esso un istituto medievale che per designa delle strutture che potremmo poi ritrovare in altri momenti della storia certamente non medievali in quanto pi lo stato centrale assente pi le societ si organizzano in maniera feudale(es. i picciotti che giurano di obbedire agli ordini del mafioso) riconoscendo obblighi e doveri naturali che diventano reali. Quindi il concetto di stato si contrappone a quello di feudo: dove c uno normalmente non c laltro: questa unopinione del prof Conte. Tre elementi dovevano esser alla base della concezione di feudo(questo solo dopo il 1000 ma i 3 elementi gi esistevano singolarmente prima.

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Un rapporto personale ossia il vassallaggio tra signore e un suo subordinato(elemento germanista personale) Concessione patrimoniale ispirata a benevolenza ma di fatto una remunerazione di servizi(beneficium) che si ricava da prassi ecclesiastiche(elemento ecclesiastico reale) Limmunitas ossia un privilegio formale proprio delle terre fiscali e dei latifondi imperiali(elemento della romanit pubblicistico)

Conte critica la visione meccanica dei 3 elementi definiti come germanista, ecclesiastico e romanit matrici del dir medievale: per Conte anche difficile dire quale sia la branca riservata ai 3 elementi, quindi questa visione degli storici del diritto non gli piace pur mantenendo la distinzione dei 3 elementi. Rapporto personale. Il suo primo contenuto era nella fidelitas che il vassallo doveva prestare al suo signore. Questo elemento per non nuovo, ma trova una forte tradizione nel passato a partire dal giuramento (un rito cn cui si stabilisce una relazione stabile tra un superiore e un inferiore. Il sacramentum o commendatio cambia lo stato di un soggetto e appare come un negozio a effetti reali in quanto in capo al soggetto si formano degli obblighi che provengono dallo status: obblighi verso il signore:accorrere in sua difficolt, nascita di un esercito vassallatico di fedelt rikiesto da imperatore ai funzionari a Bisanzio: non quindi di origine germanica. La fedelt si caratterizza come fedelt generale quando tutti la prestano al re e da ci deriva che il concetto di reato vuol dire violare quella fedelt quindi il delinquente perseguito non perch ha fatto delitto ma perch si reso infedele al re. Fidelitas(che quindi il contenuto del rapporto) specifica:

1) Vassallaggio(per costruire un esercito creando piramide medievale) Questo termine forse derivada gwas che in celtico vuol dire uomo. Compare in Gallia nellVIII sec dove il re tiene alcuni vassi(servitori) a palazzo altri li manda fuori ad amministrare. Son quindi servitori di re e potenti quindi le loro mansioni acquistano un qualcosa di onorifico. Il vassallo, legato da questo rapporto quasi indissolubile col signore, se ne pu liberare per un capitolare dell816 quando il signore abbia preteso ingiustamente servizi non previsti, quando abbia congiurato e se non labbia difeso(questultimo sl se cera commendatio)

2) Commendatio. Essa era praticata gi da secoli(nei visigoti, nellEditto di Teoderico a propositodellassunzione dei bnel patrocinium di potenti) e i Longobardi lavevano attinta dagli usi volgari. Teodorico aveva condannato il patrocinium, ma nello stesso editto aveva parlato della commendatio usata sempre in ambito militare in quanto i generali del periodo si potevano fare dei piccoli eserciti di buccellari che entravano mediante questo rito in cui linferiore inginocchiandosi metteva le mani in quelle del signore(esempio seguito dal vassallo) Scalate gerarchiche dei primi vassalli. I vassalli ke ne 792-793 erano chiamati servi essendo costantemente onorati di beneficia e ministeria progredirono nella scala delle gerarchie. Il beneficio era chiaramente connesso con un servizio e per il vassallo svolgerlo per il Signore equivaleva a legarsi ad un ambiente prestigioso. Il beneficio inizialmente pi remunerato fu quello militare: grazie ai benefici Carlo Martello

avrebbe potuto costituire un esercito di vassalli di cavalleria pesante per sconfiggere gli arabi nella storia battaglia di Poitiers(ci per non sembra vero, fu la fanteria a far vincere, quindi non nasce qui quel concetto). Comunque successivamente lesercito carolingio in questo modo diventer il pi potente dEuropa. Si us allinizio dare terre ai combattenti sotto forma di precaria cio la forma di concessione agraria usata dalla Chiesa. Fu scelto ci perch le terre scelte per queste assegnazioni erano la maggior parte ecclesiastiche ed erano equiparate ai beni fiscali in quanto la chiesa era istituzione pubblica quindi avevano il vantaggio desser abbondanti. Beneficium(elemento reale). La nascita di questo elemento imputabile ai costi di un cavaliere: armature, cavalli, persone che ti aiutavano ecc. Quindi il cavaliere andava pagato e i carolingi pensarono di legare alla funzione militare lassegnazione di alcune terre fino a che cera fidelitas(unione elemento personale e reale). Il termine usato nel significato di atto benevolo ha comunque contenuti vari: si pensi al sovrano desideroso di premiare coloro che gli prestano fedelt e obsequium. Un carattere tuttavia peser sempre sul beneficium: il carattere aleatorio, oltre quello della temporaneit. Tutto ci era tratto dallesperienza ecclesiastica: le terre dei monaci non erano coltivate solo dai monaci, ma essi concedevano i terreni a qualche coltivatore laico su preghiera(precarie) di questultimo. Questo carattere dellalea impedisce la redazione di un documento notarile di concessione in quanto il documento produrrebbe firmitas et stabilitas. In questo modo il beneficio era spesso fonte di disordine e in certi casi truffatori potevano approfittare del beneficio temporaneo alienandolo a terzi e il re si indignava. Immunitas(elemento pubblcistico) Gli imperatori dotavano alcune terre di immunit: questo privilegio era concesso ai grandi latifondisti amici dellimperatore e ci portava al fatto che gli ufficiali imperiali non potevano entrare nelle terre immuni per es riscuotere tasse o fare azione di polizia.Il latifondista era quindi il giudice.Scoprire il gioco di questo elemento appare molto pi difficile. Si pu affermare che i beneficia conservassero lo status delle terre fiscali e della Chiesa su cui venivano costituiti le quali terre eran quasi sempre immuni, anke se non certificata la concessione a laici. Il contenuto dellimmunitas appare quello del formulario redatto dal monaco Marcollo: il divieto per gli ufficiali pubblici di esercitare giurisdizione, compiere atti preliminari o conseguenti a un giudizio e riscuotere ammende o tributi(autopragia: limmune decideva quanto pagare di tasse).. Ci avveniva spesso per attrarre lente ecclesiasiastico nella protezione del sovrano. Anche ci probabilmente costitu confusione specie verso le esazioni regie di censi e tributi. In questo modo nasce la signoria sulle cosa territorio e sulle persone che vi abitavano. Concessione della ereditariet dei feudi maggiori Un punto importante fu quando Carlo il Calvo che, attraversato da momenti di lotte familiari, convoc una dieta a Quierzy in cui chiese aiuto alla nobilt x difendere il trono promettendo allaristocrazia che nel caso che un conte(solo i conti)fosse morto il figlio sarebbe stato onorato(con questa tappa i benefici da aleatori diventano stabili: stabilizzazione dei benefici maggiori)Nello specifico se moriva un conte quando il figlio di questi si trovava al seguito del sovrano lamministrazione della contea sarebbe stata affidata a un consiglio di reggenza finch il figlio potesse avere gli onori(oltre alpe essi appaiono come concessioni terriere ma forse anche dignit e ufficio comitale). I conti non erano vassalli qualunque perch essi ricevano contee ke non son beneficia bens territori che essi governano in quanto ufficiali del re. Il termine feudo che appare sui documenti dal X seco. Inizialmente si pensava che questo termine potesse indicare grosso modo il beneficio cio il bene dato in concessione a titolo remuneratorio. La culla della parola feudo sarebbe stata rinvenuta in Italia e Francia meridionale(territori a influenza gotica) dalla parola gotica thiuth ke significa bonum(bene). A tolosa il termine feo indicava i beni avuti in donazione e restituiti in godimento. Quindi theo e feo ci fanno pensare che il feudo inizialmente fosse il beneficio e che fu trasmesso dalla lingua gotica al linguaggio giuridico della Chiesa. Ulteriore storia del termine feudo. Bisogna parlare del terribile popolo dei Magiari ke partendo dal Caucaso erano arrivati nello attuale Ungheria, cominciando una serie di incursioni europee tra l898 e il 955 che coinvolsero il centro europa ma anche lItalia in quanto arrivarono fino in Puglia. Ottone re di sassonia nel 955 li respinse in Ungheria e ci valse a Ottone la corona imperiale: salutato come nuovo Carlo, si ebbe la seconda renovatio imperii dopo il periodo di buio a seguito della morte dellultimo re franco Carlo il

Grosso, passando limpero in mano tedesca. La paura per gli ungari port al rafforzamento delle citt creando castelli consolidandosi quindi il potere nobiliare e quindi delle milizie cittadine Furono formate le prime formazioni di armati cittadini ke nel X e XI sec diveranno valvassori maggiori o capitanei o milites primi ordinis e vescovi/conti daranno loro beneficia. Si creeranno anche valvassori minori, anche essi retribuiti con benefici a mo di stipendio che potevano anche essere ponti, strade, cespiti fiscali. Nuovi tipi di feudi quindi anche se la terra rimane sempre il pi importante. Con Corrado II poi i benefici vengono poi trasferiti direttamente agli eredi di beneficiari: saldatura quindi vassallaggio e beneficium. La posizione verr poi contrattualizzata cn lenfiteusi.

CAP VII- IL DIR BIZANTINO E IL MEZZOGIORNO Bisanzio, nonostante la presenza dei germani, fu comunque presente sulla scena normativa mondiale specie con limperatore Leone III lEsaurico. Egli sconfisse gli arabi nel 719 i quali stavano x prendere Costantinopoli e poi come la regola della grandezza dei monarchi volle anche legiferare. Eclogh ton nmon. Essa la sua raccolta normativa che consta di un complesso di norme tratte da Istituzioni, Digesti, Codice e Novelle giustinianee intessute per di consuetudini bizantine. Lepoca di pubblicazione tra il 726 e il 741 in piena lotta per liconoclastia e quindi dello scontro Roma-Costantinopoli. Il codice breve(150 capitoletti) e la parte del leone la fa il diritto penale. Si trovano una gamma di crudelt ispirate al culto orientale per le mutilazioni. Tuttavia riguardo poi al diritto civile disciplina il matrimonio e il testo prevedeva la possibilit di concluderlo o con una scrittura notarile alla presenza di 3 testimoni oppure con una celebrazione tenuta in Chiesa o dinnanzi agli amici e questultima era specialmente per i meno abbienti(matrimonio inter amicos tipico della romanit che piaceva alla Chiesa per la facilit con cui poteva trasformarsi in rito religioso).Qualche cosa viene detta anche sullo scioglimento del matrimonio ma c confusione tra unidea di scioglimento del vincolo e separazione dei coniugi. Specificazione del matrimonio scritto. Esso era inteso pi a determinare conferimenti patrimoniali ke instaurare il vincolo personale. In questo modo i patrimoni delle due famiglie di origine erano equilibrati e convolati in un patrimonio familiare del nuovo gruppo domestico. Gli apporti dei coniugi erano comunque diseguali in quanto la dote doveva esser superiore al contributo del marito(lipobolo).La prassi per voleva una parificazione delle donazioni. Nella prima met del X sec a questo poi si aggiunger il theoretron che appare un po come la contrifigura maskile del pretium virginitatis ossia il dono del mattino germanico. I meno abbienti chiaramente non davano doni: il regime era quindi quello della comunione dei beni a cui ovviamente erano esclusi i beni futuri. Successivamente questo regime fu comunque adottato anche dai pi ricchi. Equilibrio uomo-donna sul piano dei rapporti personali. La vecchia patria potestas oramai esercitata sl fu minorenni solo per intenti protettivi non sembra pi esclusiva del marito. Se uno dei due coniugi muore il superstite(uomo o donna) acquista lamministrazione di tutto il patrimonio fino alla maggiore et dei figli. Riguardo alle successioni mortis causa in quelle legittime se mancano i figli i genitori del de cuius son preferiti ai fratelli, mentre il testamento sia scritto che orale ed ha come unico requisito la presenza di testimoni e la diseredazione pu esser fatta solo per giusta causa. Lecloga non lo scrive ma tuttavia abbastanza palese che accettasse lidea che le figlie maritate e dotate non concorressero alla successione del dotante. Lecogla sui contratti. Essa prende in considerazione tutti i contratti pi usuali(donazione, vendita, deposito, enfiteusi, locazione, transazione) mentre non cita la stipulatio, quindi questo rito orale era probabilmente scomparso. In generale per nei contratti soprascritti, specie per la donazione, la scrittura presentata come facoltativa mentre laccento posto sui testimoni richiesti solo a fine probatoria nel numero di 5 testimoni. Raccoltine di norme speciali in quellepoca. La prima una legge agraria la Nmos gheorghiks la quale esibisce condanne contro i furti, negligenze dei pastori, incendi, danni causati dal bestiame. La seconda

invece il Nmos Rhodon nautiks che un codicetto sulla navigazione ed fatta da una cinquantina di capitoli tolti dal Digesto e dal Codice, norme consuetudinarie e regole nautiche. Una terza legge il Nmos stratiotiks ke raccoglie norme di diritto penale militare avendo reati come sedizione, ammutinamento, tumulto, disobbedienza, fuga..ecc. Storia: vicende nellItalia meridionale. Nell846 i saraceni giunsero alle porte di Roma saccheggiando S.Paolo. Fu dichiarata guerra agli infedeli e Ludovico II figlio dellimperatore Lotario si mise a capo di un esercito scendendo nel Mezzogiorno. Era tuttavia impossibile prendere Bari e Taranto senza blocchi navali e per questo fu necessario cercare unalleanza con la potenza marittima bizantina. Questo fu trovato con limperatore doriente Basilio I e Bari fu presa. Ci per non gener un vantaggio a Lodovico in quanto i principi longobardi del Sud giurarono fedelt a Bisanzio e non ai carolingi. Novit normative di Basilio. Egli aveva un proposito normativo di voler creare una Purificazione delle leggi antiche(Anactharsis)con una raccolta di materiale giustinianeo. Limpresa fu portata avanti ma mai compiuta. Egli pubblic sotto il suo governo 2 sillogi: la prima di esse fu la Legge manuale unopera divisa in 40 titoli che intendeva dare un prontuario di norme nelle materie pi frequenti. Basilio dichiarava di rifarsi a Giustiniano(specie quando rimette in luce la patria potest) ignorando per ad es il testo originale delle Istituzioni e utilizzando la Parafrasi attribuita a Teofilo, attingendo poi allecogla isaurica anche se in realt diceva di disprezzarla. Inoltre al suo interno si proclamava lo stato avanzato di composizione della Purificazione delle. La seconda opera fu la Ripetizione delle leggi divisa anche essa in 40 titoli in cui si avvertiva un riferimento alla prima opera con comunque qualche debito verso lEcogla. Allinterno si trova una descrizione degli status dellimperatore. Basilici. Questopera fu completata dal figlio Leone VI il Saggio che sicuramente raccolse in questopera una parte del materiale dellAnacatarsi. Questa collezione conteneva 60 libri, quindi 20 in pi dellanacatarsi. In questopera il ritorno a Giustiniano comp un balzo in avanti, in quanto ci furono richiami a codice, digesto, novelle, poco dalle istituzioni. Questo testo fu la maggiore opera legislativa medievale. Il fatto che fosse in greco certamente agevol la diffusione. C una sapiente commistione tra scienza antica e contaminazioni moderni risalenti alla Legge manuale. Questopera fu oggetto di importante interpretazione scientifica in quanto si compilarono scholia gi prima dellanno mille. Tuttavia la legge isaurica e quelle di Basilio I continuavano a vivere quindi i Basilici si mettevano accanto a loro x integrarle, senza per nulla sostituirle. Ritorno ai due piani romanistici: uno per dare le norme volgari essenziali alla pratica corrente, laltro per configurare un pi ristretto diritto comune sussidiario. Epitome marciana. Essa una opera composta nel mezzogiorno con leggi e strumenti giuridici in uso agli avvocati tra il X e XIII sec.

CAPITOLO IX- ASPETTI DELLA PRASSI Notaio. Egli appare un soggetto non simile a quello di oggi cio un soggetto a cui lo stato assicura la publica fides dei suoi documenti. Tuttavia un qualcosa di pubblico lo aveva in quanto a volte viene citato come notarius publicus e ci potrebbe significare o che era un dipendente di palazzo capace di provvedere gli atti ke scriveva di una certe credibilit oppure che ci significasse vedere un privato che usava esplicare la propria attivit pubblicamente. Firmitas. Essa assumeva tanti significati tra cui quelli della irrevocabilit e inattaccabilit dellatto e del suo contenuto. Nel mondo medievale il documento stesso si chiamer firmitas assumendo quindi il nome dalleffetto che conseguiva. La firmitas era generata dalla sottoscrizione delle parti (anche oggi si parla di firma) e lultima face di efficacia della firmitas stava nellassicurare linattaccabilit in giudizio sia degli assetti dinteressi che il documento conteneva sia del documento stesso. Brunner un secolo fa ha dato oltre questo valore probatorio alla firmitas anche un valore costitutivo facendo di essa quindi forma idonea a generare obbligazioni e trasferire beni. Questa tesi nasce dalla riforma leoniana che avrebbe fatto venire meno il contratto orale. Il Brandileone contesta ci per dicendo che permaneva il contratto orale e quindi la firmitas andasse intesa nel senso di prova in giudizio sebbene latto diveniva obbligatorio

quando cera la firmitas: ma questa coincidenza non comporta il presupposto logico che il documento fosse produttivo di obbligazione come causa che genera leffetto. La firmitas allora con valore probatorio sembra vincere. Problema del concreto possesso della terra. Durante il 1800 si messo in luce la Gewere germanica ci un istituto che avrebbe designato il mero legame materiale delluomo con la terra fuori da qualificazioni giuridiche. In pratica essa si configurerebbe come una tutela giurisdizionale riservata al proprietario o allusufruttuario o al concessionario o al beneficiario. Lequivalente latino di questo termine il termine investitura. Questo ultimo termine il solo che appare in Italia e per Oberto autore dei Libri feudorum essa molto simile allenfiteusi, al livello e alla precaria ma con la differenza che linvestitura vede la consegna di una bacchetta o di un altro oggetto che si tenga in mano e questo un requisito indispensabile. Sistema agrario. Esso si configura come un sistema curtense: la struttura tipica era esemplata su quella del latifondo romano tardo-antico e prevedeva un comprensorio centrale sfruttato direttamente dal padrone con mano dopera servile e una costellazione di fondi detti mansi dati in concessione con la contropartita di censi in moneta o in natura e di una serie di prestazioni di lavoro. I contratti agrari si instauravano secondo il modello dellenfiteusi quindi del miglioramento del fondo. Le terre della Chiesa erano solo concessi in quanto inalienabili. Oltre ci vennero introdotti i contratti di livello: furono evocati da Liutprando per lo scopo di obbligare i proprietari terrieri a unazione di polizia. Convenientiae. Essi son accordi che rientrano tra i contratti agrari usando la forma del livello. La storiografia ha paragonato convenientia con stantia che appare come un atto dotato di efficacia obbligatoria. Essa deve esser compiuta davanti a uomini liberi quindi alla presenza di testimoni i quali son necessari perch laccordo divenga contratto formale. CAPITOLO X- DOPO LANNO MILLE Ottone I, sassone, come detto divent imperatore e un vento di germanizzazione sembr abbattersi sullItalia ma ci dur poco in quanto Ottone decise di unire il figlio in matrimonio a una principessa bizantina. Il nipote di Ottone I poi Ottone III soggiorn a Roma, se ne dichiar affascinato e pass alla storia come restauratore della tradizione imperiale, anche se in realt non riavvi il rilancio del diritto romano. Dopo la sua morte tuttavia ci fu un restauro di tutti quei diritti sovrani che nello sfacelo postcarolingio lImpero aveva perduto: diritti esclusivi su ogni bene della corona e demaniale, su feudi maggiori, su nomina degli alti magistrati, sul conio della moneta ecc. Tutta questa restaurazione non poteva per non scontrarsi con la Chiesa che non sembrava accettare la costante superiorit imperiale. Guerra tra Impero e Chiesa. La Chiesa vedeva molto male la tradizione imperiale di far eleggere pontefici e nominare vescovi. Una riscossa per la Chiesa fu data dalla diffusione capillare dellordine benedettino: in Francia ci si diffuse mediante lordine di Cluny che rispondeva alla regola benedettina e che allinterno prevedeva disciplina e obbedienza diretta al pontefice romano. Inoltre alcuni monaci si formarono anche negli eremi: un caso celebre quello del futuro cardinale Pier Damiani a cui il futuro Gregorio VII chiese di redigere una raccolta normativa canonica con lunico tema dei poteri del pontefice: il Dictatus papae. Decreto di Burcardo. Esso fu composto dal vescovo di Worms Burcardo che molto vicino allimperatore Enrico II compose quella che appare la vera e propria nuova collezione canonica del nuovo millennio. In esso si presenta la Chiesa secondo la concezione imperiale di stampo Costantiniano(quindi a sfavore della Chiesa) ma dispose che i poteri secolari non potevano disporre liberamente dei beni delle chiese, sottoline lautonomia dei vescovi. Nuovi obiettivi della Chiesa. Essi apparvero grandemente a met del secolo in cui si vide chiaramente lesaltazione del primato del papa, la sua preminenza sui poteri temporali, conferma del celibato per i preti, lotta contro la simonia(vendita dei beni sacri), rivendicazione di giurisdizione ecclesiastica, processo senza pi ordalie e duelli e disegno preciso dei sacramenti, in opposizione concubinato(prete che fa figli con la concubina)

Collezione in 74 titoli. Il Fournier imputa questa collezione al monaco benedettino Umberto sotto il pontificato di Leone IX. Oggi si dubita sia della datazione che della paternit e inoltre questopera apparte molto moderata il che poco si lega con lintransigenza della Chiesa di quel periodo. Dictatus papae. Parliamo pi approfonditamente di questopera: essa un lapidario complesso di 27 brevi proposizioni rivolte ad esaltare la dignit e i poteri del papa. Allinterno si trovano proposizioni secche e lapidarie. Vi scritto che ogni norma canonica deve esser approvata dal papa e che lui ha la giurisdizione delle cause maggiori e che nessuno ha il diritto di giudicarlo. Egli solo pu convocare un concilio e a lui spetta la ratifica dei lavori. Nei rapporti con lImpero ci sono clamorose novit: tutti i principi della terra devono baciare il piede del papa, nessun contatto si deve aver con gli scomunicati del pontefice e questi pu sciogliere i sudditi dal giuramento del re e deporre i re stessi. Quindi questo senza dubbio il chiaro segnale della riforma ecclesiale in una situazione di forte accentramento. Collezione del vescovo Anselmo di Lucca. Essa la collezione in cui c la maggior parte dellinsegnamento di Gregorio VII. Composta in 74 titoli, pi accesa nel sottolineare che il primato del pontefice su tutta la gerarchia ecclesiastica e sui concili e insiste sul primato dellevangelico Tu es Petrus di Cristo per mettere il papa sopra qualsiasi contestazione terrena. Ivo di Chartes. Egli appare sulla scena dopo la morte di Gregorio VII nel 1085 e si presenta come autore del Decretum, la Panormia(sl questa appare accertata) e la Tripartita. Tuttavia anche gli altri due libri, se nn scritti dal grande vescovo, appaiono vicino alla sua idea , in quanto esprimono opinioni pi pacate rispetto a Gregorio VII dando pi spazio a Burcardo di Worms e il diritto romano(specie con il Digesto e quindi torna alla luce la pi alta scienza giuridica della storia che il segno per la nascita di una nuova scienza) entra pi prepotentemente ridimensionando la figura dellassolutismo papale. In questo periodo di moderazione trovano comunque luogo anche raccolte riformistiche come la collezione di Farfa che un esempio di resistenza al movimento innovatore gregoriano. Britannica. Questa collezione chiamata cos perch si trova al British museum: contiene 93 frammenti del Digesto indicando di ciascuno il libro e il titolo in cui contenuto. Essa offre redazioni divergenti rispetto a quella dell lettera Pisano/fiorentina o della tradizione vulgata che sembravano le tradizioni attestate in occidente. Caso di applicazione del Digesto. Esso venne fatto sotto lepoca di Beatrice madre della gran contessa Matilde. Ella, che rispetto ai predecessori favoriva i conventi, ribalt una decisione dei predecessori relativa a dei beni che il convento di S.Michele reclamava in quanto donati dal marchese Ugo di Toscana ma ora in mano a dei fideles dei canossiani ossia i fedeli di Matilde di Canossa e che precedentemente non erano stati riconsegnati al convento per decisione imperiale, utilizzando un passo inconsueto del Digesto in cui si parla di restituito ad integrum nel caso in cui il soggetto non avesse giudici a cui poter ricorrere: questo era il caso pratico, in quanto era scattata precedentemente una prescrizione. Defensio Henrici IV Regis. Essa una raccolta databile intorno al 1084 attribuita a un certo Pietro Crasso uno scrittore cesarista fidelis di un sovrano assolutamente incerto. Lautore ha sicuramente una cultura teologico-canonista ma anche una discreta conoscenza del dir romano citando molto del Codice, poco delle istituzioni e una volta richiama Digesto e Epitome Iuliani. Lopera da collocare in quellambiente ravennate dipinto come di stretta obbedienza imperiale dominato dallarcivescovo Ghiberto. Grandi falsificazioni della cerchia ravennate. La prima lHadrianum cio la narrazione del soggiorno di Carlo Magno a Roma nel 774, dove egli insieme al papa Adriano avrebbe riunito un sinodo nel patriarchio lateranense con partecipazione di vescovi ma anche di giudici, clero e popolo romano. Tutti questi partecipanti avrebbero conferito a Carlo Magno il patriziato e il diritto di eleggere il pontefice e ordinando la Chiesa. Altre due opere, il Privilegium maius e il Privilegium minus son altre due falsificazioni attribuite allantipapa Leone VIII che avrebbe in queste due opere attribuoto a Ottone I le stesse disposizioni dellHadrianum. La prima delle due in particolare rikiama la lex regia mostrando di aver notizia delle Istituzioni. Conclusioni, Le iniziative culturali che muovono da ambienti riformisti gregoriani e da quelli conservatori cesaristi son soffusi da quelle aspirazioni religiose accese nel fervore delle lotte tra papi e principi di

vero fanatismo che costituiscono la caratteristica saliente dellintera societ del sec XI. Nella zona di Gaeta il Calsasso fu molto colpito da documenti in cui notai redigono donazioni e testamenti assicurandone la legittimit invocando lauctoritas ecclesiastica e la lex romana. Ci non sarebbe un qualcosa presente solo a Gaeta anzi probabilmente gi nel X sec in Provenza i lombardi si dichiaravano proprietari et canonico ordine et legibus. La gi vista Defensio Henrici IV Regis arriva a dare una descrizione teorica delle professioni di fede dellalto Medioevo quando sostiente che il Creatore ha dato alluomo 2 leggi, una per il tramite degli apostoli che ha indirizzato agli ecclesiastici, laltra per mezzo degli imperatori e re data ai laici. Ma la bont divina ha voluto che luna e laltra legge profittasse sia al clero che al popolo in modo che nessun negozio osasse violarla, creando quindi ununione tra leggi canoniche ed imperiali e ununione indissolubile tra spirituale e temporale. PARTE SECONDA- IL DIRITTO COMUNE. LE SCUOLE E SCIENZA CAP I-SCUOLE PREIRNERIANE DI DIRITTO La cultura allo sbocciare del nuovo millennio appariva in grande crescita.Stavano sensibilmente crescendo le arti liberali