Best Practice

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La Fondazione IG Students ottiene il riconoscimento di BEST PRACTICE dalla Commissione UE nel novembre 2002, dunque successivamente all'Interrogazione Parlamentare Lega Nord del 20.02.2001.

Transcript of Best Practice

  • IG STUDENTS:

    BEST PRACTICE COMMISSIONE UE

    NOVEMBRE 2002

    (PAGINE 39-40)

  • RELAZIONE FINALE DEL GRUPPO DI ESPERTI PROGETTO "PROCEDURA BEST"

    SULL'EDUCAZIONE E LA FORMAZIONEALL'IMPRENDITORIALIT

    Novembre 2002

    Direzione generale per le Imprese

    Commissione Europea

  • Nota legale

    Il presente progetto stato realizzato con la collaborazione di esperti nel settoredell'educazione e della formazione alla imprenditorialit, nominati dalle autoritnazionali nell'ambito della procedura BEST della Direzione generale per le Impresedella Commissione europea.

    Bench il lavoro sia stato condotto sotto la supervisione di funzionari dellaCommissione, le opinioni espresse nel presente documento non riflettononecessariamente l'opinione della Commissione europea.

    La riproduzione autorizzata, a condizione che venga citata la fonte.

    Per ulteriori informazioni:

    Commissione europeaDirezione generale per le ImpreseUnit B.1 Migliorare le misure di sostegno alle impreseB-1049 Bruxelles, BelgioFax: +32-2-29.66 27 8E-mail: [email protected]://europa.eu.int/comm/enterprise/entrepreneurship/support_measures/index.htm

    Informazioni su altri progetti:

    Per informazioni relative ad altri progetti realizzati congiuntamente dallaCommissione europea e dalle amministrazioni pubbliche nazionali sui temi dellapromozione dello spirito imprenditoriale e del miglioramento delle misure a sostegnodelle imprese consultare il sito web:

    http://europa.eu.int/comm/enterprise/entrepreneurship/index.htm

  • 3Indice

    ELENCO DEI MEMBRI DEL GRUPPO DI ESPERTI.......................................................................... 4

    SOMMARIO .............................................................................................................................. 6

    1. INTRODUZIONE E ANTECEDENTI .................................................................................... 10

    2. OBIETTIVI E METODOLOGIA........................................................................................... 12

    3. DEFINIZIONE DI "FORMAZIONE ALL'IMPRENDITORIALIT" ............................................ 16

    4. ANALISI DELLA SITUAZIONE ATTUALE .......................................................................... 18

    - Tavole sinottiche ............................................................................................................... 26

    5. PANORAMICA DELLA FORMAZIONE ALLIMPRENDITORIALIT NEL CONTESTO DEISISTEMI D'ISTRUZIONE NAZIONALI ................................................................................. 31

    6. INDIVIDUAZIONE DI ESEMPI E MODELLI CONCRETI......................................................... 48

    7. CONCLUSIONI POLITICHE E RACCOMANDAZIONI............................................................ 57

    ALLEGATO 1: ELENCO DI POSSIBILI INDICATORI RELATIVI ALL'EDUCAZIONEALL'IMPRENDITORIALIT....................................................................................................... 61

  • 4MEMBRI DEL GRUPPO DI ESPERTI

    Paese Nome Organizzazione E-mail

    Austria

    Belgio

    Danimarca

    Finlandia

    Francia

    Germania

    Grecia

    Irlanda

    Italia

    Lussemburgo

    Paesi Bassi

    Norvegia

    Portogallo

    Dr. Hermann Frank

    Mr. Charles Hittelet

    Mr. Jan Hein Nielsen

    Mr. Jussi Pihkala

    Dr. Alain Fayolle

    Ms. MarionHchtermann

    Dr. Joseph Hassid

    Ms Anna Gethings

    Dr. Franco Sensi

    Mr. Gilbert Engel

    Mr. Robin van IJperenMr. Edwin Bakker

    Dr. Lars KolvereidMs. Elin M. Oftedal

    Dr. Jaime Prudente

    Wirtschaftsuniversitt WienInstitut frBetriebswirtschaftslehre der Klein- und Mittelbetriebe

    Institut de Formation Permanentepour les Classes moyennes et lesPME (IFPME)

    Uphill (Consulente di processo)

    Ministry of Education

    INPG-ESISAR

    Institut der deutschen WirtschaftKln

    University of Piraeus

    AG Services

    Ministero per le AttivitEconomiche e Produttive(Consulente).

    Ministre de l'EducationNationale, de la FormationProfessionnelle et du Sport

    Ministry of Economic Affairs

    Hgskolen i Bod

    IAPME-Direcao de Politicaspara a Inovaao Empresarial

    [email protected]

    [email protected]

    [email protected]

    [email protected]

    [email protected]

    [email protected]

    [email protected]

    [email protected]

    [email protected]

    [email protected]

    [email protected]

    [email protected]@hibo.no

    [email protected]

  • 5Spagna

    Svezia

    Regno Unito

    Commissioneeuropea

    Dr. Ignacio FernandezToca

    Mr. John Wallon

    Mr. Alastair Mathews

    Mr. SimoneBaldassarri

    Subdireccion General deFormacion ProfesionalMinisterio de Educacion, Culturay Deporte

    NUTEK, the Swedish BusinessDevelopment Agency (Esperto)

    Department of Trade and Industry- DTI (Consulente)

    Direzione generale Imprese

    [email protected]

    [email protected]

    [email protected]

    [email protected]

    Il gruppo si riunito cinque volte, presieduto dalla Commissione. La relazione basata sui contributi degli esperti ed stata redatta dalla Commissione.

  • 6SOMMARIO

    Incoraggiare lo spirito imprenditoriale significa contribuire in modo decisivo allacreazione di posti di lavoro e al miglioramento della competitivit e della crescitaeconomica in tutta Europa. Bench l'imprenditorialit (effettiva o potenziale) possaessere influenzata da una serie di fattori di vario tipo, vi sicuramente un aspettoculturale di cui occorre tenere conto. Su questo versante, l'istruzione pu svolgereun'azione molto importante, favorendo lo sviluppo di attitudini e capacitimprenditoriali nei giovani fin dai banchi di scuola.

    L'importanza dell'imprenditorialit viene ampiamente riconosciuta attualmente qualecompetenza di base che deve essere acquisita attraverso l'apprendimento lungo tuttol'arco della vita e in questo ambito esistono gi esperienze stimolanti in tutti i paesi.Con il presente progetto ci si proposti di "censire" le iniziative avviate in tuttaEuropa volte a promuovere la formazione all'imprenditorialit presso i sistemid'istruzione a tutti i livelli: dalla scuola primaria fino all'universit. La finalitgenerale era quella di acquisire una maggiore conoscenza della natura e della portatadelle misure e dei programmi esistenti.

    Nell'affrontare questo tema si avvertita chiaramente l'esigenza di adottare un"approccio qualitativo", pi che procedere esclusivamente sulla base di datiquantitativi, in considerazione del tipo di argomento trattato e in quanto la maggiorparte dei paesi non dispone di dati precisi sull'educazione all'imprenditorialit (quali,il numero di istituti che offrono programmi di questo tipo e il numero di studenti chevi partecipano). In mancanza di dati ufficiali, l'analisi comparativa (tavole sinottiche)si basata per lo pi su stime effettuate dagli esperti della situazione del propriopaese, sulla scorta delle informazioni disponibili a livello nazionale. I risultati delpresente studio, pertanto, non mirano a fornire alcuna evidenza statistica, quantopiuttosto a delineare un quadro globale della situazione attuale in Europa che sia il pipossibile fedele alla realt, consentendo al lettore di trarne una panoramica delleprincipali carenze nell'educazione all'imprenditorialit e anche di cogliere alcunedifferenze fra i vari paesi.

    Nell'ambito del presente progetto ci si avvalsi delle informazioni esistenti, ossianon stata condotta nessuna nuova indagine. A tal fine, nel giugno 2001 statoistituito un gruppo di esperti, composto da membri nominati dai governi nazionali,all'interno del quale la Commissione ha assunto un ruolo di coordinamento. Nellaraccolta dei dati, gli esperti hanno attinto alle proprie conoscenze e competenzepersonali, nonch alle fonti rese disponibili dalle amministrazioni pubbliche nazionali.

    Sono stati trattati i seguenti punti chiave:

    imprenditorialit nella scuola primaria e secondaria;

    formazione dei docenti sul tema dell'imprenditorialit;

    cooperazione fra scuole/universit e imprese per la promozionedell'imprenditorialit;

    attivit e cattedre dedicate all'imprenditorialit a livello universitario.

  • 7Uno dei compiti assegnati al gruppo di esperti stato quello di pervenire a unadefinizione comune di "formazione all'imprenditorialit". In generale si convenuto sull'importanza che tale definizione comprendesse due diversi elementi:

    una pi ampia accezione del concetto di educazione volta all'acquisizione dicapacit e competenze imprenditoriali, che comporti lo sviluppo di determinatequalit personali e non sia direttamente finalizzata alla creazione di nuoveimprese;

    un concetto pi specifico di formazione in vista della creazione di un'impresa.Fra gli obiettivi di questo tipo di insegnamento - da definire pi specificamente aseconda del livello d'istruzione - figurano: la sensibilizzazione degli studentiall'attivit autonoma quale scelta professionale (trasmettendo il messaggio che si puaspirare a diventare non soltanto lavoratori dipendenti ma anche imprenditori); lapromozione dello sviluppo di qualit personali attinenti all'attivit imprenditoriale,quali la creativit, l'assunzione del rischio e la responsabilit; l'acquisizione dellecompetenze tecnico-commerciali necessarie per avviare un nuovo progettoimprenditoriale.

    Nell'ambito del progetto gli esperti nazionali hanno selezionato alcuni esempi qualicasi di "buone prassi" per i rispettivi paesi, sulla base di criteri generali stabiliti inprecedenza. Essi vengono esposti nella presente relazione in quanto possibili modelli,riuniti in sei ampie categorie tematiche.

    Nel censire le attivit in corso e le misure adottate a livello nazionale dagli Statimembri e dalla Norvegia, gli esperti hanno evidenziato come particolarmentesignificativi i seguenti aspetti.Bench numerose attivit siano attualmente in via di elaborazione a tutti i livellid'istruzione, molte di esse non sono integrate nel programma di studi nazionale, ninserite all'interno di un quadro coerente. Le attivit sono spesso isolate, vengonoprese da singoli istituti, partenariati o autorit locali. In molti casi esse si svolgono suiniziativa di attori esterni e non del sistema d'istruzione. E' pi probabile chel'educazione all'imprenditorialit venga impartita come materia separata o considerataun'attivit extracurricolare.

    Ne consegue che la maggior parte degli studenti non ha ancora la possibilit difrequentare corsi e programmi dedicati all'imprenditorialit.Resta ancora da stabilire se sia preferibile che l'educazione all'imprenditorialit vengainserita nel programma di studi nazionale o se questo tipo d'insegnamento debbapiuttosto figurare fra le attivit integrative ed extracurricolari. Tuttavia, se essa nonverr inserita all'interno di una strategia globale, neppure i programmi pi interessantie innovativi potranno fornire la soluzione ottimale. Il sistema d'istruzione deve esserepreparato a far fronte a questa sfida dal proprio interno. A tal fine occorre creare unsolido quadro per la formazione all'imprenditorialit e proiettarlo in una prospettiva alungo termine, aumentando il numero di docenti con una formazione specifica inmateria e assicurando, infine, che detti programmi siano accessibili in generale aglistudenti.

    In conclusione, si prende atto che vi stato sicuramente un importante mutamentoculturale, in quanto l'educazione all'imprenditorialit viene ormai generalmenteconsiderata una importante materia di insegnamento. Tuttavia, e bench non

  • 8manchino esempi di buone prassi in tutti i paesi, si avverte ancora una forte esigenzadi migliorare e consolidare ulteriormente questo ambito. Ci che sembra mancare,nella maggior parte dei casi, un quadro coerente, che garantisca alle attivitesistenti una collocazione all'interno del sistema d'istruzione.

    Oltre a quanto sin qui esposto, di seguito vengono riportate alcune delle principaliconclusioni alle quali si pervenuti nel corso dei lavori.

    Al giorno d'oggi in quasi tutti i paesi sebbene in misura diversa riscontrabileun impegno politico a livello governativo/ministeriale volto a promuovere laformazione all'imprenditorialit all'interno del sistema d'istruzione.

    La definizione di indicatori e la raccolta di dati quantitativi in questo settoresono ancora alquanto limitate.

    La valutazione delle misure intraprese viene effettuata per lo pi in misuralimitata o non sistematica.

    Le iniziative volte a promuovere lo sviluppo dello spirito imprenditoriale neglialunni della scuola primaria sono ancora rare, bench non manchino anche inquesto ambito alcuni validi esempi di buone prassi.

    Questo tipo di insegnamento viene impartito con maggiore frequenza nelle scuolesecondarie, molto spesso su iniziativa di singoli istituti d'istruzione.

    Attualmente i sistemi di formazione professionale iniziale di livello secondario,nella maggior parte dei paesi, non sono sufficientemente orientati all'eserciziodell'attivit autonoma e imprenditoriale.

    La formazione all'imprenditorialit a livello universitario attualmente si rivolgeprincipalmente agli studenti che seguono corsi di economia e commercio.

    I programmi basati su metodi di apprendimento sul campo (learning by doing)- nell'ambito dei quali gli studenti hanno la possibilit di creare e gestire mini-imprese - sono una prassi ampiamente utilizzata in molti paesi per sviluppare lecapacit imprenditoriali, soprattutto a livello secondario.

    La formazione specifica attualmente impartita agli insegnanti sul temadell'imprenditorialit insufficiente e ci costituisce un grave ostacoloall'introduzione della concezione imprenditoriale all'interno delle classi.

    I collegamenti fra la scuola e il mondo dell'impresa finalizzati alla promozionedello spirito imprenditoriale sono ampiamente sviluppati nella maggior parte deipaesi; spesso ci si deve a iniziative prese a livello locale e autonomamente dasingoli organismi o istituti scolastici.

    Sussiste tuttavia una mancanza di finanziamenti privati destinati a programmidi formazione all'imprenditorialit in Europa.

    Il gruppo di esperti, pertanto, ha formulato una serie di raccomandazioni in vista diinterventi da attuare in questo ambito, fra le quali:

    l'organizzazione di una Giornata europea di educazioneall'imprenditorialit;

    la creazione di reti permanenti fra esperti in questo settore;

  • 9 intensificazione degli sforzi in vista della raccolta di dati quantitativi, ivi compresal'istituzione di piani d'azione a livello nazionale;

    l'aumento dell'offerta di formazione specifica per i docenti;

    l'ulteriore promozione dei programmi internazionali esistenti basatisull'apprendimento sul campo;

    la creazione di un quadro (a livello nazionale o regionale) per l'educazioneall'imprenditorialit;

    la trasposizione dell'impegno politico in azioni concrete (ossia la riforma deiprogrammi di studi nazionali laddove il sistema d'istruzione centralizzato e/oofferta di assistenza e incentivi nei paesi in cui le scuole sono libere di stabilire ipropri programmi).

    Subito dopo la pubblicazione della presente relazione sono state avviate attivit difollow-up al presente progetto (estese ad alcuni dei paesi candidati), volte a definireuna metodologia per conseguire e valutare i progressi in questo ambito.

  • 10

    1. Introduzione e antecedenti

    Incoraggiare lo spirito imprenditoriale significa contribuire in modo decisivo allacreazione di posti di lavoro e al miglioramento della competitivit e della crescitaeconomica in tutta Europa.

    Bench variabili quali il numero di nuove imprese avviate ("tasso diimprenditorialit") o gli atteggiamenti psicologici delle persone nei confrontidell'attivit autonoma (imprenditorialit latente o potenziale) possano essereinfluenzate da fattori diversi, vi sicuramente un aspetto culturale di cui occorretenere conto. In Europa l'immagine degli imprenditori in quanto modelli positivi nonha mai goduto di un grado di considerazione molto elevato, a differenza di quantoavviene invece negli Stati Uniti. Per molto tempo in Europa diventare imprenditore stata ritenuta una scelta rischiosa e incerta, non particolarmente allettante e menogratificante dal punto di vista sociale rispetto ad altre professioni pi tradizionali. Inpassato i sistemi d'istruzione non erano predisposti in modo da preparare allo sviluppodello spirito imprenditoriale e all'attivit autonoma, in quanto la finalit ultima delpercorso formativo era quella di produrre lavoratori dipendenti destinati a lavorare inuna grande azienda o presso la pubblica amministrazione.

    Negli ultimi anni, tuttavia, si assistito a rapidi mutamenti e si va diffondendo inEuropa la consapevolezza della necessit di dare impulso a iniziative volte apromuovere una cultura d'impresa, incoraggiando l'assunzione del rischio, la creativite l'innovazione. L'imprenditorialit viene finalmente considerata un presupposto per lacrescita.

    Ne consegue che al giorno d'oggi viene ampiamente riconosciuta l'importanza dellacapacit imprenditoriale, da annoverare fra le competenze di base che devono essereacquisite nell'apprendimento lungo tutto l'arco della vita. Questo aspetto statosottolineato in particolare al Consiglio europeo di Lisbona e nella Carta europea per lepiccole imprese1.

    In particolare, con la Carta europea per le piccole imprese l'Unione europea siimpegna a promuovere l'insegnamento di conoscenze in campo aziendale eimprenditoriale a tutti i livelli scolastici e a mettere a punto programmi di formazioneper manager.

    Inoltre, nel febbraio 2001, il Consiglio "Istruzione" ha adottato una relazione suifuturi obiettivi dei sistemi d'istruzione. Fra i principali ambiti individuati figurano ilrafforzamento dei collegamenti fra scuole e imprese e lo sviluppo dello spiritoimprenditoriale presso tutti i sistemi d'istruzione e formazione.

    Bench solo di pochi individui eccezionali si possa dire che sono "imprenditori nati",l'acquisizione di una mentalit imprenditoriale pu essere incoraggiata nei giovani, findai banchi di scuola. Inoltre, occorre fornire le competenze tecnico-imprenditorialinecessarie a coloro che scelgono di svolgere un'attivit autonoma e/o di avviare unproprio progetto imprenditoriale o che potrebbero farlo a breve.

    1 Adottata dal Consiglio "Affari generali" e approvata dal Consiglio europeo di Feira del 19-20 giugno2000.

  • 11

    Tuttavia, l'imprenditorialit non dovrebbe essere considerata soltanto uno strumentoper creare nuove imprese, ma un atteggiamento generale che pu essere utilmenteapplicato da chiunque nella vita quotidiana e in tutte le attivit lavorative.

    Nella maggior parte dei paesi dell'UE sono gi in atto iniziative volte ad affrontarequesta tematica. Alcune informazioni qualitative sulle buone prassi esistenti in Europanel settore dell'istruzione e della formazione all'imprenditorialit sono state raccolteattraverso attivit precedenti svolte o coordinate dalla Commissione europea.

    Adottando la metodologia delle azioni concertate elaborata dalla Commissione, iForum organizzati nel 1998 a Stoccolma ("Formazione per l'avvio di nuove aziende")e Baden ( Workshop 1: "Formazione per imprenditori") hanno favorito lo scambio dibuone prassi fra Stati membri e stimolato la consapevolezza a livello europeo sugliobiettivi da raggiungere.

    Pi recentemente (nell'ottobre 2000), il Forum sulla "Formazioneall'imprenditorialit" di Sophia-Antipolis (Nizza) - organizzato in collaborazionedalla Commissione e dalle autorit francesi - ha affrontato il temadell'imprenditorialit da tre diversi punti di vista:

    all'interno del sistema d'istruzione (dall'istruzione primaria fino all'istruzioneuniversitaria)

    all'interno del sistema di formazione professionale a livello aziendale ("intra-prenditorialit")

    Ulteriori informazioni sul Forum dedicato alla Formazione all'imprenditorialitsono disponibili sul sito:http://europa.eu.int/comm/enterprise/entrepreneurship/support_measures/training_education/index.htm

    A seguito di queste iniziative - e dato l'elevato livello di priorit attribuito a questoargomento a livello europeo - si riconosciuta l'esigenza di "censire" le misureesistenti in Europa e di cercare di valutarne la portata e l'impatto.

    Successivamente - sulla base delle conclusioni del Forum summenzionato e nelquadro del Programma pluriennale a favore dell'impresa e dell'imprenditorialit(2001-2005) - stato adottato il presente progetto sull'educazione e la formazioneall'imprenditorialit nell'ambito della procedura BEST.

    La procedura BEST stata avviata (a seguito di un mandato ricevuto dal Consigliodi Lisbona) nell'intento di promuovere lo scambio di buone prassi e di favorire lesinergie fra i processi in corso che vanno in tale direzione. La caratteristica comunedei progetti realizzati nell'ambito della procedura BEST l'analisi di aspetti diinteresse per la Commissione e le amministrazioni nazionali, allo scopo di trarne unamaggiore conoscenza della natura di tali aspetti e degli sforzi in atto, nonch al fine diindividuare le buone prassi.

    L'intero processo mira a incoraggiare il cambiamento politico negli Stati membri,visto che una delle caratteristiche essenziali di questa metodologia che i progettivengono eseguiti congiuntamente dalla Commissione e dalle amministrazioninazionali interessate.

  • 12

    2. Obiettivi e metodologia

    - Obiettivi del presente lavoro

    Il presente progetto mira a identificare iniziative intraprese in tutta Europa al fine dipromuovere la formazione all'imprenditorialit a tutti i livelli del sistema d'istruzione,dalla scuola primaria fino all'universit. L'obiettivo generale quello di comprenderemeglio la natura e la portata delle misure e dei programmi esistenti.

    Non possibile - e non rientra fra gli scopi della presente trattazione - compilare unelenco esaustivo di tutte le iniziative esistenti, in quanto un gran numero di interventispecifici in via di attuazione a livello locale autonomamente a opera di singolescuole e universit. Nella maggior parte dei casi le istituzioni scolastiche sono liberedi istituire i propri corsi e di avviare alcune attivit in materia di formazione aziendalee imprenditoriale, sia a livello curricolare che extracurricolare. In tutti i paesi esistonoforme di partenariato fra le scuole e le imprese locali o le associazioni imprenditorialilocali finalizzate all'elaborazione di progetti comuni.

    Il presente lavoro mira piuttosto a tracciare un quadro della situazione attuale inEuropa che possa costituire un possibile punto di riferimento per i futuri interventi inquesto ambito, in particolare

    preparare il terreno in vista dell'adozione di un eventuale approccio comune alivello europeo nell'affrontare una serie di elementi chiave (quali una definizionecomune di formazione all'imprenditorialit, indicatori specifici in questo settore,criteri di identificazione delle buone prassi, ecc.;

    tracciare una panoramica della formazione all'imprenditorialit nel contesto deidiversi sistemi d'istruzione;

    raccogliere e diffondere informazioni sui punti di forza e i punti debolidell'educazione all'imprenditorialit in Europa;

    fornire un'analisi comparativa della situazione in ciascun paese sulla base diinformazioni qualitative, dei dati quantitativi e delle stime disponibili;

    individuare e presentare una serie di esempi da proporre quali possibili modelli inEuropa;

    formulare conclusioni politiche sull'argomento e raccomandazioni in vista difuturi interventi in questo ambito.

    Il presente lavoro si propone l'ambizioso obiettivo di creare un quadro per ulteriorisviluppi e ricerche in questo settore, che possa essere utilizzato dalle istituzionieuropee e dalle amministrazioni nazionali in vista delle loro future attivit.

    Infine, l'obiettivo finale del presente progetto - come si detto nel precedente capitolo- quello di fornire un contributo ad una azione politica di orientamento in Europanel settore dell'educazione all'imprenditorialit.

    - Metodologia adottata

    Per realizzare il presente progetto stato istituito un gruppo di lavoro composto daesperti nazionali in questo settore. Gli esperti sono stati designati ufficialmente daigoverni di tutti gli Stati membri dell'UE e dalla Norvegia. Il gruppo si proposto le

  • 13

    seguenti finalit: riunire le competenze necessarie; raccogliere informazioni e dati suiprogrammi e le misure relative all'imprenditorialit; assicurare la cooperazione el'attiva partecipazione al progetto delle amministrazioni nazionali dei paesipartecipanti.

    Bench tutti gli esperti siano stati nominati dai governi nazionali, essi nonappartengono necessariamente alle amministrazioni pubbliche. In effetti, soltantoquattro dei 15 esperti operano presso i ministeri (dell'Istruzione o dell'Economia). Glialtri lavorano presso universit, enti di sviluppo, istituti di formazione o organismiprivati. In alcuni casi si tratta di consulenti indipendenti. Una tale composizione delgruppo si dimostrata una preziosa risorsa, in quanto ha consentito di beneficiare diuna vasta gamma di competenze - nonch di diversi punti di vista - nel corsodell'attuazione dell'intero progetto. Ovviamente, tutti gli esperti hanno ricevuto ilsupporto necessario da parte delle amministrazioni nazionali che li hanno nominati(l'elenco completo degli esperti riportato a pagina 4).L'educazione e la formazione all'imprenditorialit costituiscono un ambito alquantovasto, che pu comprendere diverse aree di attivit. Nella prima riunione del gruppodi esperti nazionali la Commissione ha proposto che il progetto si concentri suisistemi d'istruzione, dal livello primario fino all'universit. Ci significa chenell'ambito del presente progetto si tenuto conto dell'aspetto della formazioneprofessionale soltanto in relazione alla formazione professionale iniziale impartita alivello di scuola secondaria e che rientra nel sistema d'istruzione formale. L'ulterioreformazione professionale (ad eccezione della formazione dei docenti), i programmi diformazione rivolti ai disoccupati o a gruppi svantaggiati, la formazione in azienda, laformazione manageriale, ecc. esulano dall'ambito della presente trattazione.

    La decisione di evitare di affrontare un numero eccessivo di questioni diverserispondeva all'esigenza di concentrare gli sforzi, assicurando in tal modo la coerenza ela visibilit dei risultati ottenuti.

    Pertanto, stato necessario individuare un numero limitato di aspetti chiavedell'educazione all'imprenditorialit che devono fungere da punti focali per lasuccessiva attivit. Gli aspetti chiave vengono elencati di seguito:

    1) Imprenditorialit nella scuola primaria e secondaria;2) Formazione dei docenti sul tema dell'imprenditorialit;3) Cooperazione fra scuole/universit e imprese volta alla promozione

    dell'imprenditorialit;

    4) Attivit e cattedre dedicate all'imprenditorialit a livello universitario.

    L'esigenza di adottare un approccio qualitativo nell'affrontare questo argomento,invece di basarsi su dati quantitativi, stata sottolineata dagli esperti fin dall'inizio diquesto lavoro. Si ritenuto che un'analisi qualitativa potesse costituire uno strumentopi efficace e realistico nel settore dell'educazione all'imprenditorialit, data anche ladifficolt riscontrata nel raccogliere dati soddisfacenti di natura quantitativa a livellonazionale.

    I principali problemi evidenziati dagli esperti riguardavano:

  • 14

    la mancanza di una definizione comune di formazione all'imprenditorialit e deirelativi obiettivi (possono venire utilizzati definizioni o concetti diversi a secondadei paesi o pu persino mancare una definizione comune a livello nazionale);

    il fatto che molte iniziative vengano adottate a livello locale o autonomamente dasingole istituzioni, e, pertanto, che in molti casi non sia disponibile un quadrocompleto delle attivit in corso a livello centrale ;

    la difficolt nel raccogliere dati quantitativi completi a livello nazionale (quali, ilnumero di istituzioni e di docenti che partecipano a questo tipo di attivit, ilnumero di studenti partecipanti, ecc.) a causa della mancanza di questeinformazioni nella maggior parte dei paesi.

    Il gruppo di lavoro ha elaborato una serie di indicatori che possono essere utili nelcaso si voglia valutare (e confrontare) lo "sforzo" prodotto dall'intero sistema(amministrazioni pubbliche, istituti d'istruzione, associazioni imprenditoriali, ecc.) perpromuovere attitudini e capacit imprenditoriali nell'ambito dell'istruzione formale.

    Sarebbe pi difficile definire indicatori di "impatto", che misurino i risultati finalidelle iniziative esistenti, per esempio in termini di nuovi progetti imprenditoriali creatio di un atteggiamento pi positivo nei confronti dell'imprenditoria fra i giovani. Inrealt sviluppi di questo tipo possono verificarsi a parecchi anni di distanza dallapartecipazione degli studenti ad attivit o programmi specifici ed essere influenzati dauna serie di fattori diversi.

    Per questa ragione, gli indicatori elaborati nell'ambito del presente progetto sonoprincipalmente indicatori di sforzo (input) e non indicatori d'impatto ("output").Allo scopo di raccogliere e diffondere informazioni su alcuni aspetti qualitativi inmerito, si convenuto di compilare una tavola sinottica con indicatori che fornisconoalcune informazioni di base sulla situazione attuale della formazioneall'imprenditorialit in ciascun paese. La tavola riportata al capitolo 4.

    Come si gi detto, nella maggior parte dei paesi non sono disponibili datiquantitativi precisi sull'educazione all'imprenditorialit. Tuttavia, si convenuto diprodurre una tavola sinottica con indicatori di natura quantitativa, trattandosi diuno strumento essenziale se si vogliono valutare, confrontare e individuare leprincipali carenze.

    Pertanto, per quanto riguarda questa seconda tabella, gli esperti del gruppo di lavorohanno proposto di sostituire numeri e percentuali con una scala di valutazione basatasui dati disponibili e su stime. Anche questa tabella riportata al capitolo 4.

    I risultati ottenuti non mirano a fornire evidenza statistica quanto piuttosto a tracciareun quadro globale della situazione attuale in ciascun paese partecipante che sia il pipossibile fedele alla realt, consentendo al lettore di trarne una panoramica delleprincipali carenze nell'ambito dell'educazione all'imprenditorialit e anche di coglierele differenze attualmente esistenti a livello europeo.

    E' evidente che l'aspetto statistico dovr essere ulteriormente approfondito in futuro,sia a livello nazionale che a livello europeo. Uno degli obiettivi principali di questolavoro proprio quello di promuovere la definizione di indicatori e la raccolta di datia livello nazionale, nonch di porre le basi di un possibile quadro europeo a tal fine (siveda, a questo proposito, il capitolo 7, Conclusioni politiche e raccomandazioni).

  • 15

    - Informazioni sulla raccolta dei dati

    In primo luogo, la Commissione ha preparato un questionario - concordato con ilgruppo di lavoro - che stato distribuito agli esperti nazionali, contenentedomande specifiche sul tema dell'educazione all'imprenditorialit, connesse adaspetti chiave individuati in vista del presente progetto.

    Successivamente, dalla Commissione sono state predisposte due tabelle conindicatori qualitativi e quantitativi - precedentemente stabiliti dal gruppo - chesono state compilate da ciascun esperto nazionale. I dati contenuti nelle suddettetabelle - cos come la loro coerenza complessiva - sono stati sottoposti a controlloincrociato da parte degli stessi esperti e della Commissione.

    Ovviamente, in questo processo di raccolta delle informazioni, gli esperti hannoattinto non soltanto alle proprie competenze ed esperienze personali, ma anche afonti d'informazione rese disponibili dalla amministrazioni nazionali ai fini delpresente progetto.

    Dopo aver stabilito di comune accordo un elenco di criteri generali chedefiniscono una "buona prassi" gli esperti hanno proposto una serie di casi chevengono riportati nella presente relazione come possibili modelli.

    Cinque riunioni a Bruxelles sono state dedicate alla definizione di obiettiviconcreti da raggiungere, accordi sui provvedimenti da adottare, scambi di idee einformazioni, nonch al coordinamento del lavoro da intraprendere.

    Nell'ambito del presente progetto non ci si avvalsi della collaborazione di consulentiesterni. Tutte le attivit, ivi compresa la raccolta delle informazioni, sono state svoltedagli esperti del gruppo di lavoro, dalle amministrazioni nazionali interessate e daiservizi della Commissione.

    - Seguito del presente progetto

    Immediatamente dopo la stesura della presente relazione, sono state avviate le attivitdi follow-up del progetto (estese anche ad alcuni paesi candidati) al fine di definireuna metodologia per conseguire e valutare i progressi compiuti in questo ambito.I risultati finali di questa seconda fase sono previsti entro giugno 2003.

  • 16

    3. Definizione di formazione all'imprenditorialit

    - Che cosa si intende per formazione all'imprenditorialit?

    All'interno del gruppo di lavoro stata riconosciuta in generale l'importanza che ladefinizione di "formazione all'imprenditorialit" comprenda due diversi elementi:

    un'accezione pi ampia di educazione volta all'acquisizione di capacit ecompetenze imprenditoriali, che implichi lo sviluppo di determinate qualitpersonali e che non sia direttamente finalizzata alla creazione di nuove imprese;

    un concetto pi specifico di formazione in vista della creazione di un'impresa.

    Il gruppo di lavoro quindi pervenuto alla seguente definizione comune diformazione all'imprenditorialit e dei relativi obiettivi ai vari livelli d'istruzione.La presente definizione alla base di tutte le attivit elaborate nel quadro del presenteprogetto e viene proposta quale punto di riferimento per l'ulteriore analisi in questoambito.

    Proposta di definizione di formazione all'imprenditorialit:

    L'insegnamento e l'apprendimento dell'imprenditorialit comportano lo sviluppo diconoscenze, competenze, attitudini e qualit personali adeguate in funzione dell'et edella fase di sviluppo di alunni e studenti.

    A livello d'istruzione primaria, la formazione all'imprenditorialit sar volta apromuovere negli alunni qualit personali quali la creativit, lo spiritod'iniziativa e l'indipendenza che contribuiscono a sviluppare un atteggiamentoimprenditoriale che risulter utile nella loro vita e in qualsiasi attivit lavorativa.In questa fase vanno sviluppate forme di apprendimento autonomo e attivo.Inoltre nell'ambito di tale formazione verranno fornite conoscenze preliminari eoccasioni di contatto con il mondo dell'impresa, nonch alcuni elementi dicomprensione del ruolo degli imprenditori nella comunit. Fra le attivit previstepossono figurare attivit centrate su progetti, l'apprendimento attraverso il gioco,la presentazione di semplici casi di studio e visite presso le imprese locali.

    A livello d'istruzione secondaria, lo sviluppo delle suddette qualit personalicontinuer ad essere valorizzato. La formazione all'imprenditorialitcomprender inoltre attivit di: sensibilizzazione degli studenti sull'attivitautonoma in quanto possibile scelta professionale (trasmettendo il messaggio chesi pu aspirare a diventare non soltanto un lavoratore dipendente ma anche unimprenditore); apprendimento sul campo - ad esempio attraverso la gestione dimini-imprese; formazione specifica su come creare un'impresa (soprattuttopresso gli istituti professionali o tecnici).

    A livello d'istruzione superiore, la formazione all'imprenditorialit mirer afornire agli studenti una preparazione specifica su come avviare (e gestire)un'impresa, ivi compresa la capacit di redigere un vero e proprio business plan(piano d'impresa), nonch le competenze connesse ai metodi di individuazione e

  • 17

    valutazione di opportunit imprenditoriali. Inoltre verranno incoraggiate esostenute idee imprenditoriali in fase iniziale ( ad esempio, attraverso l'offertadi prestiti speciali, strutture aziendali, tutoraggio, ecc.) - affinch possano essererealizzati e infine essere immessi sul mercato progetti frutto di una ricercaadeguata.

    - Presupposto: lo sviluppo di qualit personali

    In merito allo sviluppo di qualit personali che siano rilevanti ai finidell'imprenditorialit, al Forum di Sophia Antipolis (Nizza) sul tema "Formazioneall'imprenditorialit" nell'ottobre 2000 sono stati indicati i seguenti obiettivi perl'istruzione, in particolare ai livelli inferiori (scuola primaria e secondaria):

    Deve essere incoraggiata progressivamente la capacit degli alunni e deglistudenti di risolvere i problemi. A tal fine occorre promuovere la capacit diprogrammare, prendere decisioni e di comunicare, nonch la disponibilit adassumersi responsabilit. Si tratta di aspetti tipici della competenza manageriale.

    Gli alunni e gli studenti devono progressivamente acquisire competenze nei settoridella capacit di cooperare, stabilire reti di contatti, imparare ad assumerenuovi ruoli, ecc. Questi aspetti rientrano per lo pi nella sfera della competenzasociale.

    Nel corso della propria istruzione, gli alunni e gli studenti devono sviluppare lafiducia in s stessi e motivazione in vista del raggiungimento di risultati,imparare a pensare in modo critico e indipendente e, in particolare, acquisire lavolont e la capacit di imparare autonomamente. Questi aspetti rientranopropriamente negli ambiti personali di competenza.

    Gli alunni e gli studenti devono imparare a dimostrare iniziativa personale,intraprendenza e creativit, ed essere altres disposti a fare fronte ai rischiconnessi alla realizzazione delle idee. In questo caso di tratta propriamente diqualit imprenditoriali.

  • 18

    4. Analisi della situazione attuale

    - Introduzione sulla metodologia adottata

    Alla fine del presente capitolo sono allegate due tavole sinottiche ( per ulterioriinformazioni, si veda, a questo proposito, anche il capitolo 2 sulla metodologia).Queste tabelle vengono utilizzate quali basi per l'analisi elaborata nel corso dellapresente trattazione.

    Nella tabella 1 vengono riportati indicatori di natura "qualitativa", il cui scopo quello di fornire informazioni su alcuni aspetti chiave della formazioneall'imprenditorialit in ciascun paese. Bench si tratti di domande che richiederebberogeneralmente una risposta "S" o "No", il gruppo di lavoro ha convenuto che allerisposte "S" possa essere attribuito un grado variabile di intensit al fine di definirecon maggiore precisione le informazioni fornite attraverso la presente tabella. Perquesta ragione sono stati stabiliti quattro gradi: S / Piena applicazione,Applicazione frequente, Applicazione limitata o occasionale e No/ Nessunaapplicazione.La tabella 2 presenta una serie di indicatori "quantitativi" che mirano a quantificare glisforzi compiuti dall'intero sistema ai fini della promozione dell'educazioneall'imprenditorialit. Data la mancanza di dati quantitativi completi e precisi a livellonazionale, anche in questo caso ci si avvalsi di una scala di valutazione("Applicazione generale", "Applicazione frequente", ecc.) La valutazione statacompiuta sulla base dei dati quantitativi disponibili e (nella maggior parte dei casi) distime.

    Le due tavole sinottiche non pretendono di fornire evidenza statistica n hannol'ambizione di riportare dati ufficiali relativi ai paesi interessati. L'obiettivo piuttostoquello di contribuire ad una migliore conoscenza della tematica e degli sviluppiattualmente in corso in Europa, tracciando una panoramica globale della situazione edevidenziando i punti di forza e i punti deboli dell'educazione all'imprenditorialit nei16 paesi presi in esame.

    Oltre ad attingere alle conoscenze e competenze degli esperti nazionali designati, leinformazioni fornite nella presente relazione sono il risultato di indagini specifichecondotte a livello nazionale ad opera, o con il supporto, delle amministrazionipubbliche e di altri enti o istituzioni interessate.

    Ulteriori informazioni sul processo di raccolta delle informazioni vengono fornite nelcapitolo 2.

    - Risultati principali

    Impegno politico a livello nazionale per promuovere l'imprenditorialitnell'ambito dell'istruzione

    E' difficile, ovviamente, misurare qualcosa d'intangibile come "l'impegno". Gli espertinazionali, tuttavia, hanno cercato di definire il livello d'impegno politico esistente neirispettivi paesi in base a una scala variabile d'intensit.

  • 19

    Ne risulta che, nella maggior parte dei paesi, l'impegno politico dimostrato a livellogovernativo o ministeriale per promuovere la formazione all'imprenditorialitall'interno dei sistemi d'istruzione elevato o significativo. In molti casi, stataattuata una strategia per promuovere questo tipo d'insegnamento ai vari livellid'istruzione. Inoltre vi sono alcuni esempi di cooperazione strutturata in questo ambitofra i vari ministeri e gli enti pubblici interessati (fra l'altro, in Francia, Finlandia eNorvegia).

    Si tratta comunque di una priorit relativamente nuova per le amministrazionipubbliche. In alcuni casi l'impegno non si ancora tradotto in misure concrete, oppuresolo di recente sono state avviate iniziative pratiche (Grecia e Paesi Bassi). In un solopaese (Portogallo) non sembra essere stato manifestato un impegno politico esplicitonell'ambito dell'educazione all'imprenditorialit, mentre in quattro paesi (Austria,Germania, Italia e Svezia) l'impegno appare piuttosto debole.

    Definizione di indicatori relativi al tema dell'imprenditorialit nell'istruzione

    In tutti i paesi la definizione di indicatori relativi al tema dell'imprenditorialitnell'istruzione risulta ancora poco avanzata. Questo , ovviamente, un ostacolonotevole alla valutazione dei progressi compiuti a livello nazionale ed europeo.

    Inoltre, anche nei casi in cui tali indicatori esistano, essi variano da paese a paese efinora non sono stati stabiliti indicatori comuni a livello europeo in questo ambito.

    Raccolta di dati quantitativi a livello nazionale sull'imprenditorialitnell'istruzione

    In tutti i paesi, salvo poche eccezioni, la raccolta di dati quantitativi a livello nazionalein questo settore risulta inesistente o limitata/occasionale.

    Alcune circostanze specifiche rendono particolarmente problematica la disponibilitdi dati. I sistemi d'istruzione sono spesso decentrati e le istituzioni dispongono di unelevato grado di autonomia nello stabilire i propri corsi e programmi di studio anchenel quadro dei programmi nazionali. Buona parte degli interventi viene avviata alivello locale da singole istituzioni e da vari attori, generalmente attraversopartenariati. A causa di questa situazione, difficile per le amministrazioni centralitracciare un quadro completo di tutte le iniziative in corso. E' necessario condurrestudi ad hoc. L'importanza di raccogliere dati in questo settore viene ormaiampiamente riconosciuta a livello nazionale. Recentemente sono state avviate alcuneiniziative interessanti in questa direzione, ad esempio nel Regno Unito e in Francia.

    Data la mancanza di dati aggregati relativi a elementi chiave quali il numero di corsi eprogrammi disponibili a tutti i livelli nonch il numero di docenti e di studentiimpegnati in tali programmi, risulta alquanto difficile valutare la portata e l'impattodelle iniziative esistenti a livello nazionale ed ancora pi arduo farlo a livelloeuropeo. E' necessario migliorare notevolmente gli interventi a tal fine,preferibilmente nell'ambito di un quadro europeo (si veda, a questo proposito, ilCapitolo 7, Conclusioni politiche e raccomandazioni).

  • 20

    Meccanismi adottati per valutare l'efficacia delle misure

    Nella maggior parte dei casi, la valutazione delle misure, viene effettuatasaltuariamente o in misura limitata. Inoltre non esistono parametri ampiamentericonosciuti per la valutazione degli esiti (quali, ad esempio la capacitimprenditoriale), in base ai quali possano essere giudicate dette attivit.

    Si avverte la necessit di una valutazione sistematica dell'impatto dei programmiesistenti (si veda, a questo proposito, Capitolo 7, Conclusioni politiche eraccomandazioni).

    Finanziamenti privati destinati all'imprenditorialit nell'istruzione

    Quasi tutti i paesi riferiscono che i finanziamenti forniti da fonti private (imprese,associazioni imprenditoriali, ecc.) a favore di corsi e programmi volti a promuoverel'imprenditorialit a livello scolastico e universitario sono scarsi o sporadici.

    Si riscontra dunque una carenza di finanziamenti privati a favore dei programmi dipromozione dell'imprenditorialit in Europa. Da un'indagine condotta nel 2000 suifinanziamenti disponibili per le cattedre di imprenditorialit a livello d'istruzionesuperiore, risulta che i fondi forniti alle facolt di economia e commercio negli StatiUniti tanto dagli ex studenti che dagli imprenditori sono 20 volte superiori rispetto aquelli destinati alle stesse facolt in Europa2.

    Il settore privato, inoltre, tende a investire per lo pi a livello universitario (soprattuttonei settori scientifici e tecnologici), ritenendo di poter trarre dal proprio investimentoun rendimento pi sicuro, che non a livello dell'istruzione primaria e secondaria. Ifondi provenienti dal mondo imprenditoriale, invece, dovrebbero essere destinatianche ai livelli d'istruzione inferiori.

    Introduzione dell'imprenditorialit nel programma di studi nazionale

    A livello d'istruzione primaria

    Raramente o solo in misura limitata, l'imprenditorialit stata inserita nei programminazionali per la scuola primaria. Di norma il termine "imprenditorialit" non figura inquanto tale (salvo alcune eccezioni, come la Finlandia). In alcuni paesi, tuttavia, esisteun quadro generale che consente l'adozione di questo tipo di insegnamento. Se ciavvenga effettivamente o meno dipende per lo pi dalle singole scuole e dai singolidocenti.

    I programmi esistenti a questo livello riguardano principalmente gli atteggiamenti, lamotivazione e l'adozione di metodi di lavoro che favoriscano l'auto-apprendimento, lospirito di collaborazione e la creativit. E' raro che l'attenzione si concentri pispecificamente sull'imprenditorialit.

    2 "Entrepreneurship Education and its Funding A comparison between Europe and the United States",di Bert W.M. Twaalfhoven, giugno 2000.

  • 21

    A livello di istruzione secondaria a indirizzo generale

    Com' prevedibile, l'imprenditorialit maggiormente presente nei programmi distudi nazionali per la scuola secondaria. Tuttavia, normalmente non vige l'obbligo, osoltanto indirettamente, di promuovere l'imprenditorialit; l'attuazione effettiva diiniziative in tal senso dipende pertanto, cos come nelle scuole primarie, dalla volontdelle singole istituzioni e dei singoli docenti. Generalmente le scuole godono di unalto grado di autonomia nello svolgimento delle proprie attivit educative. In molticasi il programma di studi nazionale fornisce un ampio quadro che pu essereutilizzato a tal fine ( il caso, ad esempio, dell'Austria e del Regno Unito). Tuttavia, laformazione all'imprenditorialit viene considerata pi spesso un'attivitextracurricolare (Danimarca, Italia).

    A livello di formazione professionale iniziale nell'ambito dell'istruzionesecondaria

    Nei programmi di studi nazionali relativi alla formazione professionale inizialenell'ambito dell'istruzione secondaria non di rado l'accenno alla "educazioneall'imprenditorialit" ricorre quale possibile obiettivo della formazione ( il caso, adesempio, della Spagna). Tuttavia la situazione varia notevolmente a seconda del paeseconsiderato e, in pratica, nella maggior parte dei casi, sembra mancare un chiaroorientamento all'esercizio dell'imprenditorialit e dell'attivit professionale autonoma(si veda, a questo proposito, il punto successivo sulla formazione professionaleiniziale).

    Misure adottate a livello nazionale per promuovere la formazioneall'imprenditorialit presso le universit

    Nell'ambito dell'istruzione superiore, le iniziative vengono adottate autonomamentedalle singole universit, pi che a livello centrale. Le amministrazioni centrali nonpossono esercitare un'azione prescrittiva in questo ambito, ma soltanto un'azione disostegno e di facilitazione.

    Non mancano, tuttavia, alcuni validi esempi di strategia nazionale di promozionedell'imprenditorialit a livello nazionale, in molti casi frutto della cooperazione fraamministrazioni nazionali e universit. Questo tipo di strategia si riscontra, adesempio, nel Regno Unito, in Finlandia e in Francia (si vedano, a questo proposito, iresoconti relativi alle situazioni dei singoli paesi nel capitolo 5).

    Formazione dei docenti

    Come risulta dalle tabelle, in quasi tutti i paesi la formazione in materia diimprenditorialit rivolta ai docenti viene fornita raramente, oppure in modo saltuario elimitato. Ci vale sia per l'inserimento di corsi specifici nel programma universitariodi formazione degli insegnanti (formazione professionale iniziale) che per lasuccessiva formazione in servizio. Questa situazione sembra accomunare tutti i paesisenza alcuna eccezione, nonostante si segnalino alcune prassi interessanti a livellolocale (ad esempio, in Norvegia e in Finlandia).

  • 22

    Talvolta viene offerta agli insegnanti una formazione specifica su base volontaria. Unostacolo che stato individuato la mancanza di motivazione da parte degliinsegnanti - con la conseguente scarsa partecipazione a tali corsi - allorchl'importanza dell'imprenditorialit non viene sancita dal programma di studinazionale.

    Un elemento essenziale migliorare la capacit dei formatori di comprendere einsegnare l'imprenditorialit. Senza il loro entusiasmo e la loro attiva partecipazione,- tanto pi in una situazione in cui lo svolgimento di attivit connesseall'imprenditorialit dipende ampiamente dall'iniziativa personale dei docenti - infatti alquanto improbabile che si possano compiere progressi significativi in questoambito. La mancanza di docenti sufficientemente motivati e dotati di formazionespecifica, pertanto, costituisce un ostacolo all'attuazione di programmi e corsi sultema dell'imprenditorialit.

    Una possibile alternativa all'offerta di formazione adeguata rivolta ai docenti ilricorso a "tutori" provenienti dal mondo imprenditoriale che assicurino l'apporto delleproprie competenze specifiche all'interno delle scuole. Esiste una serie di esempiinteressanti dell'adozione di questa impostazione (si vedano, a tale proposito, alcunicasi selezionati relativi all'Italia e al Lussemburgo citati nel capitolo 6). Si trattatuttavia di una soluzione integrativa, senz'altro utile in relazione a situazioni eprogrammi specifici, che tuttavia non pu sostituire lo sviluppo di capacit di questotipo all'interno dei sistemi d'istruzione.

    Scuole primarie che prevedono fra le proprie attivit un elemento diimprenditorialit

    Nella maggior parte dei paesi, l'attuazione a livello di scuola primaria di corsi eattivit connessi all'imprenditorialit viene definita "rara o inesistente" (in 9 paesi su16). In altri casi (cinque) risulta limitata o occasionale.

    L'unica eccezione di rilievo in questo panorama altrimenti uniforme rappresentatadal Lussemburgo in cui si segnala una "piena applicazione". Ci si deveall'introduzione nel programma obbligatorio di francese per il 6 anno di un modulobasato su una serie a fumetti intitolata Boule et Bill crent une entreprise ("Boule eBill creano un'impresa"), espressamente finalizzato a far s che gli alunni acquistinofamiliarit con lo spirito imprenditoriale e a spiegare loro alcuni elementifondamentali del funzionamento dell'economia (si veda, a tale proposito, il resocontodella situazione nei singoli paesi nel capitolo 5)Esistono tuttavia alcune esperienze interessanti in vari paesi. In molti casi taliesperienze non sono integrate nel programma di studi nazionale e vengono promosseda attori o organismi esterni al sistema d'istruzione, in cooperazione con le scuole.L'esempio pi importante in merito probabilmente il programma JuniorAchievement (che registra una presenza significativa, per esempio, in Irlanda).

    Scuole secondarie a indirizzo generale che forniscono formazioneall'imprenditorialit

    La situazione risulta pi incoraggiante a livello d'istruzione secondaria: sono solocinque i paesi in cui si segnala una "applicazione rara" della formazione

  • 23

    all'imprenditorialit. Mentre in altri tre paesi viene riferita un'applicazione limitata ooccasionale, negli altri l'applicazione viene definita per lo meno "significativa" o"frequente", mentre due paesi (Irlanda e Spagna) riferiscono un'applicazionegeneralizzata di programmi di questo tipo.

    Sono in atto numerose iniziative, bench molto spesso esse vengano adottateautonomamente dai vari istituti scolastici o da attori esterni al sistema d'istruzione enon siano iscritte n in un quadro n in una strategia generale per la promozione dellospirito imprenditoriale. Non mancano tuttavia esempi di un approccio globale, tanto alivello nazionale che a livello regionale ( si vedano, ad esempio, i casi di Francia,Paesi Bassi, Svezia e Regno Unito esposti nel capitolo 6).Dai resoconti ricevuti risulta che a livello d'istruzione secondaria i programmi basatisull'apprendimento sul campo - nei quali gli studenti creano e gestiscono mini-imprese - sono uno strumento ampiamente diffuso in molti paesi per promuovere losviluppo di capacit imprenditoriali fra gli studenti. Il programma di questo tipo con ilmaggiore impatto in Europa probabilmente Young Enterprise. Young EnterpriseEurope (YEE) un'organizzazione internazionale con affiliati in 20 paesi in tuttaEuropa e nell'area del Mediterraneo3. Attualmente i programmi YEE sono presenti in12 dei 16 paesi presi in esame nel presente studio. Detti programmi sono rivoltigeneralmente agli istituti d'istruzione secondaria ma, in alcuni casi, interessano anchele universit. Fra il 1996 e il 2001 circa 2,35 milioni di giovani (in 20 paesi) hannopartecipato ai programmi organizzati nell'ambito di YEE. Ogni anno sono circa600.000 gli studenti (di tutti i livelli) che partecipano a questi programmi (perulteriori dettagli si rinvia al capitolo 6). In alcuni paesi (fra i quali il Belgio e laNorvegia) il contributo offerto da questi programmi alla promozione dell'educazioneall'imprenditorialit particolarmente significativo.

    Istituti di formazione professionale iniziale a livello d'istruzione secondaria cheprevedono elementi di imprenditorialit

    A tale livello d'istruzione in 7 dei 16 paesi presi in esame si segnala un'applicazionelimitata o occasionale della formazione all'imprenditorialit.

    Inoltre, confrontando questi dati con quelli indicati in precedenza per le scuolesecondarie a indirizzo generale, si constata che in alcuni casi negli istituti tecnici eprofessionali i programmi di imprenditorialit non sembrano venire attuati conmaggiore frequenza rispetto ad istituti d'istruzione secondaria di altro tipo.

    Ci si potrebbe attendere che la formazione professionale iniziale sia l'ambitoprivilegiato in cui adottare iniziative per promuovere l'imprenditorialit. Nellamaggior parte dei casi, tuttavia, questo tipo d'istruzione non effettivamente orientataall'esercizio di un'attivit autonoma o all'avvio di un'attivit imprenditoriale (a quantoviene riferito, ad esempio, in Austria, nei Paesi Bassi e nel Regno Unito). Cisignifica che molto spesso in queste scuole si tiene conto esclusivamente degli aspettitecnici (ossia si insegna agli studenti, ad esempio, come diventare parrucchieri ma noncome aprire un negozio di parrucchieri). Il programma di studi richiede agli studenti eagli apprendisti di prepararsi a diventare lavoratori dipendenti, in quanto si ritiene che

    3 Da settembre 2002 le reti internazionali Young Enterprise Europe e Junior Achievement si sonofuse. L'attuale denominazione della nuova organizzazione JA-YE Europe.

  • 24

    la finalit sia quella di formare operai qualificati. Inoltre va tenuto conto del fatto chei programmi Young Enterprise - diffusi nelle scuole d'istruzione secondaria con unapresenza significativa in alcuni paesi - generalmente non vengono attuati negli istitutidi formazione professionale.

    La Spagna il solo paese in cui i programmi di educazione all'imprenditorialitrisultano di applicazione generale nell'ambito del sistema di formazione professionaleiniziale a livello secondario. Il sistema spagnolo un esempio senz'altro interessanteda questo punto di vista, in quanto questo tipo d'istruzione si pone espressamentequale obiettivo l'attivit autonoma (si veda, a tale proposito, il resoconto relativo allasituazione spagnola nel capitolo 5 e anche il caso selezionato per la Spagna nelcapitolo 6).

    Collegamento e cooperazione fra istituti d'istruzione e imprese finalizzati allapromozione dell'imprenditorialit

    In base ai dati disponibili, i collegamenti fra la scuola e il mondo dell'impresafinalizzati alla promozione dell'imprenditorialit risultano ben sviluppati nellamaggior parte dei paesi. Le iniziative vengono adottate in genere a livello locale daparte di imprese o associazioni imprenditoriali e da singoli istituti d'istruzioneautonomamente. Non mancano tuttavia alcuni esempi di strategia globale dicooperazione anche a livello nazionale, per esempio nel Regno Unito, in cui statoistituito uno strumento nazionale (in Inghilterra) per promuovere collegamenti fra ilmondo della scuola e le imprese (si veda, a tale proposito, la relazione nazionale nelcapitolo 5).I partenariati fra enti pubblici e privati sono molto importanti in questo ambito e invari paesi si segnalano modelli positivi al riguardo.

    Attivit e cattedre dedicate all'imprenditorialit a livello d'istruzione superiore

    Dai dati riportati nella tabella 2 risulta che solo presso poche universit esistonocattedre di imprenditorialit. La situazione pi incoraggiante se si prendono inesame le attivit imprenditoriali in generale, ossia se si considera la trattazione deltema dell'imprenditorialit all'interno di vari ambiti disciplinari (tanto a livellouniversitario che post-universitario)

    Tuttavia, bench presso le universit vengano segnalate numerose iniziative, difficile ottenere dati precisi. Le universit sono istituzioni autonome e molte di esseoffrono moduli e corsi di imprenditorialit di propria iniziativa. Nella maggior partedei casi non sono disponibili dati a livello nazionale ed difficile quantificare laportata di tale offerta autonoma di formazione.

    I resoconti nazionali sono concordi nel sottolineare che attualmente la formazioneall'imprenditorialit a livello d'istruzione superiore rivolta per lo pi agli studentiche frequentano corsi di economia e commercio mentre l'offerta ancora alquantolimitata per chi studia discipline scientifiche, artistiche, ingegneria, ecc. L'offerta diquesto tipo di formazione non dovrebbe essere limitata a determinati corsi o facolt,in quanto le qualit e competenze imprenditoriali possono risultare necessarie inqualsiasi settore dell'attivit umana (fra gli esempi di buone prassi si segnala il casoselezionato dell'Irlanda descritto nel capitolo 6).

  • 25

    Osservazioni conclusive

    Bench siano attualmente in via di elaborazione numerose attivit a tutti i livellid'istruzione, molte di esse non sono integrate nel programma di studi nazionale nrientrano in un quadro coerente. Le iniziative sono spesso isolate, vengono intrapreseda singoli istituti, partenariati o da enti locali. Spesso vengono trainate da attori esternie non dal sistema d'istruzione stesso. E' pi probabile che l'educazioneall'imprenditorialit venga considerata una materia distinta o un'attivitextracurricolare.

    Ne consegue che la maggior parte degli studenti non ha ancora la possibilit dipartecipare a corsi e programmi di educazione all'imprenditorialit.Resta ancora da stabilire se sia preferibile che la formazione all'imprenditorialitvenga integrata nel programma di studi nazionale o se questo tipo di insegnamentovada considerato come un'attivit integrativa ed extracurricolare. Entrambe leimpostazioni presentano alcuni vantaggi e potrebbero essere combinate diversesoluzioni, adeguandole in funzione delle esigenze specifiche. Per esempio, alcunimembri del gruppo di lavoro sono dell'opinione che un programma svolto su basevolontaria e al di fuori del normale orario scolastico richieda un maggior senso diresponsabilit e un grado pi alto di motivazione da parte degli studenti che scelgonodi parteciparvi. Altri ritengono che sia importante non presentare alle scuolel'educazione all'imprenditorialit come una ulteriore materia aggiuntiva quantopiuttosto come un insegnamento orizzontale e complementare rispetto ai programmigi esistenti.

    Tuttavia neppure i programmi pi innovativi e stimolanti potranno rappresentare unasoluzione adeguata se non verranno integrati all'interno di una strategia globale. Ilsistema d'istruzione deve essere preparato ad affrontare questa sfida dal propriointerno. Ci significa creare un solido quadro per la formazione all'imprenditorialitcon una prospettiva a lungo termine, aumentando il numero di insegnanti ai qualiviene fornita una formazione specifica al riguardo e assicurando, infine, che questiprogrammi siano accessibili a tutti gli studenti.Concludendo, si prende atto di un significativo mutamento culturale, in quantol'imprenditorialit viene ormai riconosciuta come un'importante materia diinsegnamento. Ci che sembra ancora mancare un quadro coerente, che garantiscaalle attivit in corso e agli esempi di buone prassi una collocazione adeguataall'interno del sistema d'istruzione (si veda anche, a tale proposito, il capitolo 7,Conclusioni politiche e raccomandazioni).

  • TABE

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  • 5. Panoramica della formazione allimprenditorialit nel contesto dei sistemi diistruzione nazionali

    Austria

    Il sistema d'istruzione austriaco prevede una serie di attivit finalizzate allapromozione o stimolo dellimprenditorialit, ma non una strategia sistematica cheriguardi tutti gli istituti di ogni ordine e grado. Pi precisamente, a livello centralevengono organizzate campagne di informazione e opportunit di cooperazione con leimprese e/o i gruppi di interesse, alle quali le scuole possono scegliere di aderire infunzione delle proprie priorit ed esigenze.

    La rapidit con la quale possono essere sviluppati i progetti e la cooperazione notevole. Il progetto "Unternehmen-Bildung" (www.unternehmen-bildung.at) illustra,fra altri, il successo di tale metodo.

    A livello distruzione primaria e secondaria inferiore, concesso un ampio marginedi autonomia quanto alla scelta dei contenuti e dei metodi didattici adottati perpromuovere la fiducia in s stessi e lo spirito imprenditoriale, ma a questo livello delsistema d'istruzione non sono riscontrabili strategie pi sistematiche o globali e leiniziative ad hoc o una tantum non bastano a promuovere lindipendenzanecessariamente associata allo spirito imprenditoriale.

    Negli istituti d'istruzione secondaria di orientamento accademico e negli istitutiprofessionali predominano i metodi didattici tradizionali, che incoraggianolindipendenza solo in misura limitata. Dagli due ultimi anni scolastici presso gliistituti a indirizzo commerciale stata offerta la possibilit di specializzarsinell'avviamento di nuove imprese e nell'attivit imprenditoriale e vi sono numeroseaziende di praticantato che possono essere considerate una soluzione pratica peraccedere al mondo del lavoro. Il progetto Junior (nell'ambito del quale gli studentiavviano unattivit per la durata di un anno scolastico), aperto a tutti gli istituti e tuttele scuole secondarie superiori, ha ottenuto risultati lusinghieri concentrandosi sul temadellimprenditorialit, anche se in considerazione dell'elevato numero di scuoleesistenti, il suo impatto stato piuttosto limitato.

    Presso i politecnici e altri atenei, attualmente sono state istituite cinque cattedre -nelle sedi universitarie di Klagenfurt, Linz, Salisburgo (Politecnico) e due a Vienna per lo studio delle varie materie correlate allimprenditorialit e alla gestione dipiccole imprese, anche se i corsi proposti non hanno avuto un impatto particolarmenteesteso, a fronte di una popolazione universitaria pari a 180.000 studenti circa. Inoltre,presso la Donauuniversitt Krems vi un corso di specializzazione post laureaincentrato sullimprenditorialit, frequentato da circa 15-20 studenti allanno.

    Vi sono numerosi esempi di cooperazione fra scuole e universit (a indirizzo tecnico oaltro) da un lato e imprese dallaltro, anche se sono per lo pi frutto di iniziativeindividuali assunte dalle scuole stesse o dal personale docente. Le attivit in questionecontinuano ad essere piuttosto orientate allinput, mentre la cooperazionespecificamente mirata al conseguimento di obiettivi molto limitata. Qualsiasi lineadazione rispondente principalmente a questa impostazione tende a far nascere neglistudenti la percezione di s come amministratori o manager, con il risultato di renderemolto difficile incoraggiare capacit imprenditoriali a uno stadio successivo.

  • 32

    Belgio

    In Belgio il sistema d'istruzione rientra nell'ambito di competenza delle tre comunitlinguistiche (francese, fiamminga e tedesca) ed pertanto estremamente decentrato.Allinterno di ognuna di dette comunit listruzione viene erogata tanto dal settoreprivato che dal settore pubblico. Questultimo comprende i comuni, le provincie e lecomunit stesse. Vi sono sostanzialmente tre categorie d'istruzione: listruzioneerogata a livello di comunit, listruzione libera sovvenzionata, prevalentementecattolica, e listruzione ufficiale sovvenzionata, organizzata dalle citt e dai comuni.

    Il 1 gennaio 1989, con il trasferimento alle comunit delle competenze in materiad'istruzione, alle scuole stata riconosciuta una maggiore autonomia. Non esistepertanto ununica struttura monolitica preposta alla formazione imprenditoriale, mapiuttosto un vasto numero di iniziative spesso organizzate su base occasionale dasingole scuole o da raggruppamenti di scuole, camere di commercio o aziende.

    Nellordinamento belga il governo federale non esercita alcun controllo sul modo incui organizzata listruzione; lorganizzazione dellistruzione primaria, secondaria esuperiore spetta invece alle tre comunit sul rispettivo territorio.

    Alcune iniziative rivolte agli alunni della scuola primaria vengono promosse daassociazioni professionali e interprofessionali o da centri di formazione allo scopo disuscitare sin da quellet linteresse dei verso alcuni settori di attivit.

    Pi numerosi sono gli eventi organizzati per gli studenti degli istituti distruzionesecondaria (in particolare per quelli che frequentano gli ultimi anni di scuola). Unacaratteristica che accomuna le tre comunit listituto della mini-impresa, checonsente ai giovani di avviare unazienda per la durata di ogni anno scolastico.

    A livello d'istruzione superiore, sono previste attivit di formazioneallimprenditorialit presso numerose universit per gli studenti iscritti ai corsi dilaurea. Di seguito citiamo alcuni esempi:

    Il Belgian Euro Business Challenge, organizzato da Jeunes Entreprises asbl:questo concorso prevede la simulazione di una situazione di mercato nella quale aun gruppo di dirigenti affidato il compito di far crescere lazienda.

    Il concorso per il miglior business plan "1,2,3, Go", aperto anche agli studenti, sipropone di incoraggiare lo spirito imprenditoriale nellintera regionetransfrontaliera comprendente la Lorena, il Granducato di Lussemburgo, larea diTreviri, il Saarland e la Vallonia.

    Il corso interdisciplinare in Business Creation presso lUniversit cattolica diLovanio, rivolto a studenti di giurisprudenza, ingegneria civile ed economia ecommercio.

    Studi specialistici in imprenditorialit (DES en entrepreneuriat) pressolUniversit di Liegi, rivolti a laureati e a personale docente di qualsiasi facolt.

    Danimarca

    Nel 1996, il ministero dellistruzione danese ha varato un piano dazione biennaleavente per oggetto tutti i programmi d'istruzione destinati ai giovani. Tale piano erafinalizzato a sostenere la motivazione allavviamento di attivit in proprio e apromuovere una mentalit imprenditoriale fra i giovani in generale, siano essilavoratori dipendenti o autonomi. Il piano interessava tutti i gradi del sistema

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    d'istruzione, a partire dalla Folkeskole (corrispondente alla scuola primaria e mediainferiore). Nel bilancio 1996-97 sono stati stanziati 21 milioni di corone danesi perquesto piano dazione; sono state varate circa 200 iniziative mirate all'interno dellevarie aree tematiche, molte delle quali rivolte al personale docente e alla didattica. Irisultati di tali iniziative sono stati oggetto di una vasta divulgazione presso le scuole ealtre parti interessate affinch fossero oggetto di discussione e ulteriore elaborazione.Sebbene il ministero dellistruzione attualmente non stia pi destinando stanziamentispecifici per interventi su vasta scala in questo ambito, numerose scuole continuano aconcentrarsi su questo tema nel quadro di un pi generale impegno sul fronte delladidattica.

    Nel seguito dato a questa campagna generale si voluta garantire la visibilit delladimensione imprenditoriale, dell'iniziativa privata e della cultura dellinnovazione intutti i contesti rilevanti ai fini dell'istruzione. In alcuni programmi, segnatamentenell'ambito dell'istruzione e formazione professionale e in taluni corsi brevid'istruzione superiore, sono stati messi a punto nuovi programmi di studio ponendo inparticolare l'accento sullimprenditorialit. Nelle scuole primarie e secondarie sonostati varati provvedimenti di varia natura, molti dei quali volti a favorire l'adozione diatteggiamenti, motivazioni e metodi di lavoro che valorizzino lauto-apprendimento,la gestione dei progetti e la creativit. Gli attori interessati sono quasi sempre le scuolelocali e il loro personale docente. Strumenti e risorse sono generalmente assicurati conil concorso congiunto delle scuole e del ministero.

    A livello d'istruzione superiore, le tematiche imprenditoriali sono state integrate neiprogrammi di studio e ci si sforzati di stabilire collegamenti pi stretti fra gli istitutid'istruzione superiore, gli studenti e le imprese. Negli anni novanta sono statifinanziati 9 progetti sullimprenditorialit a livello d'istruzione superiore, ivi compresalattuazione di nuovi programmi. Una volta ultimati i progetti, stata istituita una retedi universit e di altri istituti d'istruzione superiore interessati a uno sviluppo in questoambito. La rete finanziata dal ministero.

    Nellimmediato sono previste ulteriori iniziative per la promozione di una mentalit edi competenze imprenditoriali. Il governo danese ha istituito un comitato speciale alquale partecipano tutti gli enti governativi competenti di vari ambiti dell'economia edella societ, nellintento di definire una nuova politica nazionale per la promozionedello spirito imprenditoriale in vari settori, ivi compresa listruzione a tutti livelli.

    Finlandia

    In Finlandia il processo di definizione dei programmi di studio duplice: da un lato ilConsiglio nazionale dellistruzione, che fa capo al ministero dellistruzione, definiscei programmi di base per la scuola dellobbligo (dai 7 ai 16 anni di et), la scuolasecondaria superiore e gli istituti professionali (d'istruzione secondaria superiore).

    E attualmente in corso la riforma dei programmi di base dellistruzione primaria esecondaria, all'interno dei quali viene riconosciuto pi spazio alleducazioneallimprenditorialit, trattata non come una materia a s stante, ma come una tematicaintegrata. Ci significa che l'educazione all'imprenditorialit verr affrontata in variambiti disciplinari, in modo mirato. Saranno le scuole stesse a determinarne lemodalit d'inserimento nei rispettivi programmi di studio. Il programma di base per

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    lintera scuola dellobbligo (dalla 1a alla 9a classe) sar reso noto nel 2003 e verrgradualmente adottato nel corso del periodo 2004-2006. Le stesse scadenze sonopreviste anche per i programmi di base per listruzione secondaria superiore.

    Gi oggi, tuttavia, i programmi scolastici nazionali di base per la scuola dellobbligoe listruzione secondaria superiore prevedono moduli dedicati allimprenditorialitche i singoli istituti possono attivare nei loro programmi di studio. Inoltre, sonoincoraggiate le metodologie didattiche atte a promuovere comportamentiimprenditoriali.

    Tutti i titoli di formazione professionale sono stati recentemente oggetto di unarevisione e, dal 2001, prevedono l'acquisizione di cognizioni e capacitimprenditoriali.

    Per quanto riguarda le universit e i politecnici, al ministero dellistruzione spetta ilcompito di approvare i titoli e l'ambito dei corsi di laurea. I contenuti sono stabilitiinvece dagli istituti d'istruzione interessati. La formazione all'imprenditorialit vieneinserito in misura variabile, a seconda dei corsi di laurea. Vengono valorizzati inparticolare la cooperazione fra mondo dell'istruzione e mondo imprenditoriale, loscambio di esperti e il trasferimento di conoscenze dagli istituti d'istruzione alleimprese.

    Esiste un programma nazionale per le capacit imprenditoriali (Business SkillsProgramme), volto a promuovere, fra il 2001 e il 2003, l'imprenditorialit e le attiviteconomiche presso le universit. Grazie a tale programma, attuato congiuntamentedal ministero dellistruzione e dalle universit, il numero di posti a disposizione per laformazione allimprenditorialit dovrebbe crescere di 200 unit. Tale formazione integrata non solo nei corsi di laurea, ma anche nelle formule di universit apertadestinate allintera popolazione. Sono inoltre in via di adozione misure per assicurarela commercializzazione dei risultati della ricerca, per accelerare lavviamento dinuove imprese e per promuovere unistruzione combinata di tipo tecnologico-aziendale.

    Nellautunno del 2002, il ministero dellistruzione ha istituito un ampio comitatodirettivo per limprenditorialit, con mandato triennale, che verr a scadenza nel 2005;ad esso stato assegnato il compito di sviluppare e coordinare la formazioneallimprenditorialit, rafforzare le reti e la cooperazione a livello regionale, produrremateriale didattico, incidere sulla formazione iniziale e continua dei docenti nonchfavorire l'assegnazione temporanea di docenti presso aziende e industrie.

    Francia

    Il nuovo governo francese ha assunto, molto recentemente, alcune decisioni tese aincoraggiare lo spirito imprenditoriale. Verr varata una campagna nazionale disensibilizzazione allo scopo di promuovere limprenditorialit in seno al sistemad'istruzione, nonch di indurre un cambiamento negli atteggiamenti e nella mentalit.A tal fine sono previste varie iniziative. Una di queste consister in una campagnanazionale di comunicazione, principalmente rivolta allistruzione secondaria.Verranno inoltre individuate e divulgate su larga scala le buone prassi nell'ambito

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    della formazione all'imprenditorialit. Limprenditorialit in quanto materia di studiosar presto inserita nei programmi nazionali per l'istruzione secondaria.

    Ulteriori iniziative sono gi in corso o in fase di lancio:

    1) LOsservatorio delle prassi nella formazione all'imprenditorialit (nellambitodell'istruzione secondaria e superiore), che censisce programmi di insegnamento,campagne di sensibilizzazione e istituti d'istruzione attivi in questo campo, alloscopo di divulgare prassi e informazioni sulla formazione all'imprenditorialit.

    2) LAccademia dell'imprenditorialit, unassociazione di docenti e ricercatoripresso le universit, gli istituti tecnici e commerciali che opera principalmente inambito aziendale e che ha per obiettivo la promozione dellimprenditorialit(prassi, esperimenti, ricerca, ecc.) all'interno del sistema d'istruzione francese.

    3) Il club franco-britannico per listruzione s