Il Periodico News - Maggio 2015

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Anno 9 - N° 91 Maggio 2015 EDITORE DIRETTORE RESPONSABILE Alessandro Disperati [email protected] Per la Vostra pubblicità: [email protected] oppure contattateci ai numeri 0383-944916 338 6751406 Direzione, redazione, amministrazione, grafica, marketing, pubblicità Via Marconi, 21 27052 Godiasco Salice Terme tel.0383/944916 fax.0383/934583 www.ilperiodiconews.it [email protected] Tutti i diritti sono riservati. E’ vietata la riproduzione, di testi e foto. STAMPA: Monza Stampa S.r.l. Tel. 039 28288201 Registrazione presso il Tribunale di Pavia N. 1 del 27/02/2015 il Periodico news Distribuzione Gratuita 20.000 COPIE 20.000 COPIE Barbieri, Torriani, Ghezzi, Grimaldi, Aquilini, Bottini, Di Pierro: ecco i sette candidati a Palazzo Gounela La città di Stradella festeggia i 150 anni Retorbido: tutti contro l'impianto di pirolisi Torna il Rally 4 Regioni... Per ora un'edizione storica Oltre football al rush finale

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DIRETTORE RESPONSABILE Alessandro Disperati [email protected] Per la Vostra pubblicità: [email protected] oppure 0383-944916 3386751406 Direzione, redazione, amministrazione, grafica, marketing, pubblicità: Viale delle Terme N° 97 27052 Godiasco Salice Terme 0383 944916 - fax 0383 934583 www.ilperiodiconews.it [email protected] Tutti i diritti sono riservati. E’ vietata la riproduzione, di testi e foto. Stampa: Monza Stampa S.r.l. Registrazione presso il Tribunale di Voghera N. 178 del 31/03/2011

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Anno 9 - N° 91Maggio 2015

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Barbieri, Torriani, Ghezzi, Grimaldi, Aquilini, Bottini, Di Pierro: ecco i sette candidati a Palazzo Gounela

La città di Stradellafesteggia i 150 anni

Retorbido: tutti contro l'impianto di pirolisi

Torna il Rally 4 Regioni...Per ora un'edizione storica

Oltrefootballal rush finale

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1 MAGGIO, OLTREPO MA COSA FESTEGGI? TERZA PAGINACommento di antonio La trippa

Mi chiedo, e non senza amarezza, se abbia ancora un senso festeggiare la festa del 1 Maggio… il quesito vale per tutta italia, ma visto che ci viviamo in Ol-trepo dobbiamo riflettere soprattutto su questo: (in Oltrepo) • Non c’è da festeggiare perché se è vero che l'Ita-lia è una Repubblica fondata sul lavoro, allora vuol dire che l’Oltrepo sta affondando e magra consola-zione se anche in tutto il resto d’Italia la situazione è drammatica. • Non c’è da festeggiare perché ci sono troppi applausi fatti a tanti, troppi politici che hanno portato, per miopia e molto più spesso, per incapacità, l’Oltre-po ad essere un territorio in crisi. • Non c’è da festeggiare perché dopo 30 anni e più di parole, simposi, seminari ed altre amenità si-mili, ci sono ancora produttori, imbottigliatori e can-tine oltrepadane che vengono trovate con le “mani nella marmellata” per guadagnare due “lire” in più e arrecano un danno di centinaia di migliaia di euro e soprattutto d’immagine a tutti quei produttori che lavorano duramente e correttamente, un Oltrepo dove molti sapevano e ora molti fanno finta di cadere dal pero e dove molti, anche chi doveva o poteva con-trollare, si nasconde dietro a frasi fatte di omertoso silenzio, in molti casi aspettando ordini dal padrino politico di turno. • Non c’è da festeggiare perché in troppi consigli di amministrazioni delle società pubbliche oltrepada-ne, in troppe posizioni dirigenziali, in troppi enti ed “affini” dell’Oltrepo, ci sono solo dei “modesti , ma ubbidienti mestieranti” messi lì dai politici di turno, con l’unico risultato che oltre a qualche foto su qual-che giornale o su qualche social a livello di risultati ottengono poco o nulla. Oltre naturalmente al loro più o meno lauto stipendio. • Non c’è da festeggiare perché ci sono le frane, crollano i ponti, crollano lavori appena fatti e rifatti e non è mai colpa di nessuno.• Non c’è da festeggiare perché in Oltrepo sem-pre più spesso si dice che bisogna cambiare e non si cambia. • Non c’è da festeggiare perché chi è politica-mente in minoranza e dice di voler cambiare le cose perde troppo tempo a strillare, parlare e apparire, fa-cendo finta di non voler apparire, perde troppo tempo nel fare ostruzionismo e polemica su dettagli e cose inutili ed invece non ha il coraggio o la capacità di denunciare , anche alle autorità competenti, gravi mi-sfatti sotto gli occhi di tutti i cittadini oltrepadani. E soprattutto chi è in minoranza molto spesso si perde in un bicchier d’acqua , non vedendo i misfatti veri ed importanti, non perché non vuole, ma perché pro-prio non “riesce” a vederli ed è appunto per questo che è in minoranza di una normalmente insufficiente maggioranza. • Non c’è da festeggiare perché ci sono poli-tici, tecnici pubblici, sindaci, assessori e compagnia cantando che continuano a spendere soldi pubblici in opere e progetti senza senso o perlomeno di seconda-ria importanza, quando invece i problemi da risolvere e le cose da fare sarebbero ben altre, incominciando dalle strade “sgarrupate” che “ornano” l’Oltrepo. • Non c’è da festeggiare, perchè troppi sinda-ci o assessori, quanto ottengono un finanziamento a fondo perduto dalla regione o dallo stato , affermano che i soldi arrivati sono gratis e non costano nulla al comune che amministrano, come se la regione e lo stato non fossimo tutti noi, quindi anche i cittadini del comune che amministrano , pensano o credono che i soldi arrivati, a volte, molte volte per opere inuti-

li, siano gratis, dimenticandosi invece che sono soldi delle tasse, tante, che pagano i cittadini. • Non c’è da festeggiare perché ci sono politi-ci regionali, provinciali e comunali che dicono che è sereno e invece piove, che hanno parlato e parlano di Expo 2015 come soluzione di molti mali oltrepadani, gente che non ha mai visto un’esposizione universa-le, molti neanche una fiera, se non quella del proprio paese, e che pontificano dicendo amenità senza senso logico e pratico. • Non c’è da festeggiare perché sempre più spesso i nostri politici, tutti o quasi tutti fanno pre-visioni che assomigliano alle previsioni del tempo, previsioni che potrei fare anche io, perché indicano "variabile" e se poi piove o c'è il sole dicono sempre che ci hanno indovinato. • Non c’è da festeggiare perché sono convinto che ancora una volta alle prossime elezioni comunali di Voghera non vincerà e non perderà nessuno, tutti troveranno un lato positivo anche nella loro sconfitta. • Non c’è da festeggiare perché i nostri politici locali sono molto spesso bravi a puntare il dito contro qualcun altro o contro i loro predecessori o successori e non si accorgono che mentre lo fanno puntano il dito contro loro stessi.• Non c’è da festeggiare perché quando sono arrivati i rifugiati in Oltrepo ed altri ne arriveranno, in troppi casi molti hanno “a scatola chiusa” contesta-to, sbraitato, detto facili e qualunquiste sciocchezze, invece di prenderne atto, tanto nulla a livello politi-co locale si può fare, ed invece non hanno cercato di trasformare questi arrivi, queste presenze in una opportunità, magari magra, ma comunque in una op-portunità.• Non c’è da festeggiare perché di solito e pur-troppo in Oltrepo, si mettono in politica quelli che non hanno niente da dire o che sarebbe meglio non si cimentassero nel voler governare ed invece restano in silenzio , in disparte senza mettersi in politica per-sone che hanno troppo da fare per perdere tempo nel mettersi in lista.• Non c’è da festeggiare perché troppi politici oltrepadani hanno fatto della politica un lavoro e del loro lavoro, molto spesso, troppo spesso un impiego pubblico o para pubblico, un hobby…a spese nostre. • Non c’è da festeggiare perché per palese inca-pacità, per decisioni sbagliate prese 10 anni orsono, perché si sono fatti convincere da qualche “barone” che aveva interessi di bottega, che poi li ha ripaga-ti con forse una piccola elemosina, molti politici da paese hanno svenduto e dilapidato la prima azienda turistica della provincia di Pavia, le Terme di Salice, affossando con altre decisioni o indecisioni tragiche la capitale , ora ex capitale, del turismo dell’Oltrepo,

ficare, dicendo e commettendo le stesse “castronerie” da anni….senza neanche il coraggio, non dico di an-darsi a nascondere, ma almeno di chiedere scusa. • Non c’è da festeggiare, perché , poche persone, forse nessuna, di buon senso, e con voglia di lavora-re, oggi in oltrepo si mette in politica , onde evitare di perder tempo con politici, la cui stragrande mag-gioranza sono dei “poveri quaquaraquà”…a spese dei cittadini si intende.• Non c’è da festeggiare perché dopo 50 anni, quando un “pellegrino” qualsiasi entra in politica dice le solite frasi “mi è stato chiesto” , “lo faccio per la mia gente”, “lo faccio per il mio paese” ed altre amenità simili, neanche uno che dice lo faccio perchè “voglio apparire, voglio essere qualcuno, voglio gua-dagnarmi la pagnotta , voglio contare qualche cosa” …molti, quasi tutti che trovano patetiche frasi fatte per giustificare la loro patetica “discesa in campo”. • Non c’è da festeggiare, perchè in Oltrepo, come del resto in tutta Italia, non trovi un politico che parla chiaro , anche chi ha difficolta a parlare l’italiano e sono in tanti, legge sul giornale alcuni frasi che dico-no a Roma o a Milano, le studia a memoria …come una poesia e poi le ridice, magari inserendo una pa-rola in inglese, pronunciata in modo “canino” ma che secondo questi politici o politicanti “fa figo”. • Non c’è da festeggiare, perché forse non c’è un politico, un dirigente pubblico, di destra, di cen-tro o di sinistra che riesce a dire concretamente come vorrebbe risolvere un problema , tutti fumosi discorsi programmatici alla Camusso o alla Landini …paro-le in fila che vogliono dir tutto , ma soprattutto non vogliono dire niente… neanche uno che parla come mangia. • Non c’è da festeggiare, perché anche mol-ti, giornalisti locali, sono dei cerchiobottisti, scrivo-no dei potenti e poche volte contro i potenti senza dire , stando coperti, perché non si sa mai, perché comunque a sentir loro devono mediare, dove esse-re mediatore, si intende che prendono la mediazione. Al contrario sono molto più spavaldi, al limite della calunnia, quando devono attaccare chi non può o in quel momento non può difendersi… dimenticando che il conto poi viene presentato sempre e salato sia dai potenti o politici che gli hanno elargito la media-zione magari sotto forma di qualche cena o qualche bottiglia di vino, ma anche da chi ritornato nella pos-sibilità di difendersi gli “chiarisce “ le idee. • Non c’è da festeggiare perché l'Oltrepo non sarà la zona più bella d’Italia, ma non è “malaccio” e non merita di essere ridotto così, non merita una festa a metà. • Non c’è da festeggiare perché non c'è nulla da festeggiare se non possono festeggiare tutti, un Oltre-po Pavese in crisi non può permettersi troppi brindi-si perché rischia di cadere a terra ubriaco, magari di vino adulterato.

Salice Terme che era e poteva essere il motore trainante del turismo oltre padano. • Non c’è da festeggiare, perché molti assessori , molti sindaci , molti “capetti” , molti pusillanimi anche e soprattutto da paese , dopo aver fat-to, in tanti troppi comuni dell’oltre-po, una serie di “castronerie” che in qualsiasi azienda privata, avrebbero portato al licenziamento per manife-sta incapacità, oggi a distanza di anni sono ancora li, alcuni che governano, altri che vorrebbero governare altri che oramai rassegnati sono all’oppo-sizione perenne continuando a ponti-

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ATTU

ALITA

’ Villani: "L'impianto di Retorbido di pirolisi non deve essere realizzato"

IN CAMPO IL CONSIGLIERE REGIONALE DEL PD

stioni che riguardano la Valle Staffora e l’Oltrepo. Parlo, ad esempio, dei tagli dei fondi regionali sulla questione di Expo, che riducono una serie di poten-zialità nonostante l’impegno di coordinamento di Provincia, Comunità montana e Gal”.Dopo il cedimento del ponte di Salice, cosa ha fatto Regione Lombardia?"Prima un chiarimento dovuto a cittadini, ammi-nistratori e categorie economiche, al quale tengo particolarmente perché sono interessato da sempre ad avere un rapporto di grande chiarezza e traspa-renza con questo territorio. Certe volte si confondo-no i ruoli: si parla di Regione come se non esistes-se una maggioranza di centrodestra che governa e un’opposizione democratica, quella del Pd, che naturalmente cerca di risolvere i problemi, di co-struire azioni condivise con il territorio, ma che ha un ruolo diverso rispetto a chi governa".Cosa è accaduto?"Il mio impegno per la riapertura del ponte di Sa-lice Terme è stato fin dall’inizio totale, ben sapen-do l’importanza strategica che riveste per la zona. Escludendo ogni atto demagogico e di pura propa-ganda, ho lavorato con gli altri consiglieri regio-nali per arrivare alla soluzione del problema. Da qui è nato l’ordine del giorno che impegnava la Giunta a intervenire, anche dal punto di vista finan-ziario, individuando pure il settore dove attingere i finanziamenti. Se questo non è ancora avvenuto, è dovuto esclusivamente a chi ha la gestione con-creta del bilancio, che naturalmente è in capo alla maggioranza. L’unica cosa che ha fatto Regione Lombardia è stata quella di consentire lo stralcio di 120mila euro che erano destinati ad altre opere in provincia di Pavia, e il sopralluogo, fatto dai tecnici proprio in questi giorni, che potrebbe significare la

ne integrata ambientale, considerandola un atto dovuto. Ma io non cambio idea: questo impianto non s’ha da fare per il grande impatto ambientale e perché in contrasto con la vocazione naturale del territorio".La Valle Staffora potrebbe dare molto al turi-smo. Che fare in questa direzione?"Occorre affermare l’assoluta priorità del turismo anche come fatto economico, non solo per la valo-rizzazione delle nostre bellezze naturali, artistiche, paesaggistiche, dei borghi e delle valli, ma anche per un turismo specifico che diventi occasione di ri-lancio e di valorizzazione dei nostri prodotti".Sul fronte del commercio, che novità dalla Re-gione?"I Comuni, singoli e associati, si stanno impegnan-do molto per i distretti. Credo che alcuni progetti che tengono insieme negozi di vicinato, momento di valorizzazione dei prodotti tipici, collegamento con il turismo, meritino di essere presi in grande consi-derazione, anche con finanziamenti adeguati".E quali sono le politiche regionali per l’agricoltu-ra di montagna?"In un convegno a Santa Margherita Staffora ab-biamo delineato alcuni specifici progetti di suppor-to allo sviluppo dell’agricoltura di montagna. Ora, stiamo preparando un progetto organico, sull’esem-pio di altri territori lombardi, che si chiama ‘Aree interne’. Significa che in specifiche zone sono pre-visti sostegni dedicati in quanto considerate aree particolari".Sul piano dei rapporti istituzionali, come vede quelli con Voghera?"Sicuramente Voghera può svolgere un grande ruo-lo di traino nell’ambito di un nuovo sviluppo della zona. Al tempo stesso, Voghera ha bisogno di un’in-tegrazione di carattere economico e sociale con le politiche degli altri Comuni e degli altri enti. Mi auguro che questo possa avvenire attraverso un confronto serio".Che nuovo ruolo avranno Comunità montana e Area vasta alla luce della riforma Del Rio?"Per quanto riguarda il territorio della Comunità montana, si dovrà puntare allo strumento dell’Unio-ne dei Comuni. Al tempo stesso questi territori po-tranno dare un contributo fondamentale nella ride-finizione del ruolo della provincia nel processo di costruzione dell’Area vasta".

di aLeSSandro diSperati

Un ambiente naturalistico splendido, belle comunità, antichi borghi. Eppu-re la Valle Staffora soffre di problemi infrastrutturali e idrogeologici di non poco conto che portano Giuseppe Villani, consigliere regionale del Pd, a fare un’affermazione forte: “Fatti significativi e profonde trasformazio-ni determinano l’esigenza di un de-ciso e rinnovato impegno sulle que-

Il consigliere regionale Giuseppe Villani

restituzione parziale dei 600mila euro spesi dalla Provincia". In Valle Staffora le frane sono all’ordine del giorno. Cosa suggerisce per rimediare?"Occorre affrontare e risolvere le emergenze e ri-muovere le cause strutturali del dissesto, metten-do mano al tipo di sviluppo della zona. Da questo punto di vista, dopo che Regione Lombardia aveva minacciato di tagliare finanziamenti già destinati alla zona, con un emendamento in Commissione Bi-lancio abbiamo ottenuto il mantenimento dell’im-pegno. Ora bisognerà superare tutta una serie di ostacoli di carattere burocratico legati al patto di stabilità, anche discutendo con il Governo naziona-le che si è già impegnato in tal senso".Che ne pensa dell’impianto di pirolisi di Retor-bido?"I tecnici dell’assessorato regionale all’Ambiente stanno avviando la procedura per l’Autorizzazio-

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Centinaio: "Sono scettico su Expo 2015All'Oltrepò resteranno solo briciole..."

INTERVISTA AL CAPOGRUPPO DELLA LEGA NORD AL SENATO

di aLeSSandro diSperati

Intervista a 360 gradi con il capogruppo della Lega Nord al Senato, Gian Marco Centinaio, pavese, da sempre attento ai problemi che attanagliano il nostro Oltrepò e la provincia di Pavia.Centinaio, partiamo dalla viabilità in Oltrepò. Le strade sono ridotte a pezzi, il presidente della Pro-vincia Bosone dice che se non arriveranno fondi dallo stato le chiuderà tutte quest’autunno. Cosa proponete voi? "Mi dispiace ma, ancora una volta, il Presidente Bosone ha perso un'occasione per lavorare concre-tamente per il nostro territorio. Non è chiudendo (o minacciando) le strade che si risolvono i problemi. Bisogna trovare i fondi e lavorare seriamente per trovarli. Dai dati in nostro possesso sappiamo che per sistemare bene tutte le strade della provincia di Pavia servono 15 milioni di Euro. E' la stessa cifra che il Governo Renzi taglierà alla Provincia di Pavia. Compito di Bosone, che tra le varie cose è del PD proprio come Renzi, dovrebbe essere quello di chie-dere al Presidente del Consiglio il blocco dei tagli, per un anno, agli enti locali causa dissesto ed emer-genza delle strade provinciali di tutta Italia".Frane e dissesti: un problema che attanaglia l’Ol-trepò da decenni: cosa fare?"A nostro parere una seria collaborazione con tutti coloro che si occupano di ambiente nel nostro ter-ritorio. Iniziando dagli agricoltori (veri conoscitori delle nostre terre) sino ad arrivare alle associazioni di categoria. Da studi in nostro possesso il dissesto idrogeologico si combatte con la prevenzione e con la manutenzione dei territori e dei fiumi. E' interes-se di tutti riuscire a prevenire e a salvaguardare il territorio. Anche in questo caso se fossi il Presiden-te della Provincia aprirei immediatamente un tavolo di confronto con gli operatori in modo da lavorare velocemente e capire dove investire i pochi fondi a disposizione".Ospedale di Varzi: il presidente della Regione, Maroni, ha promesso che non chiuderà. Ci sono sviluppi in merito? "Per ora, dalle informazioni in mio possesso, esiste un accordo in Giunta tra le varie parti politiche per salvare l'ospedale di Varzi. Troppo importante per l'Oltrepò pertanto sono certo che la promessa di Ma-roni verrà mantenuta".Rilancio turistico dell’Oltrepò: ci sono vie di usci-ta perché si concretizzi finalmente qualche cosa? "Il rilancio turistico dell'Oltrepò passa necessaria-mente tramite il giusto mix tra gli operatori del set-tore e gli enti locali. Bisogna smetterla di pensare al proprio piccolo orticello e iniziare a pensare all'Ol-trepò come un unica entità da promuovere. Arte, cul-tura, natura, enogastronomia. Da persona che lavo-ra quotidianamente nel settore del turismo non posso pensare a questo territorio come una risorsa spreca-ta. Alcuni punti di forza lo rendono unico: vicino agli aeroporti, a ridosso di grandi centri urbani, servito da buone vie di comunicazione. Ad oggi, però, non vedo uno sforzo reale di rilancio comune se non da parte di alcuni operatori isolati che non hanno rag-giunto grandissimi risultati".Elezioni di Voghera: cosa farà la Lega? "La Lega parteciperà con un proprio candidato Sin-daco insieme ad alleati che, come noi, hanno prefe-rito lavorare prima sui programmi e poi sui nomi. Non ci è piaciuto il walzer dei nomi che parte del

ATTUALITA’

centrodestra ha inscenato nelle scorse settimane. Inoltre, come dirigenza Lega Nord abbiamo seguito l'idea che proponiamo da sempre: la libertà di scelta da parte delle sezioni Lega sul territorio. E condivido e sostengo le scelte della Lega di Voghera".Immigrazione: una lunga scia di morti e poi di su-perstiti arrivati anche in Oltrepò. Qual è la vostra

è quella di commisurare pene certe e, magari, riabi-litative. Mi piacerebbe vedere i giovani della Baby Gang scontare le pene in ospizi per anziani, ad aiuta-re i ragazzi disabili, ad aiutare i comuni a tener pulite le strade o pulire i parchi (nei casi di reati contro il patrimonio). Inoltre sono convinto che qualche cor-so ai genitori dovrebbe essere fatto: non si possono sempre tenere gli occhi chiusi quando i propri figli compiono reati".Tornare alle ronde padane? "Le ronde erano l'estrema razio. Anche in questo caso non posso pensare che, a fronte di un aumento della criminalità, il governo tagli i fondi per le forze dell'ordine e depenalizzi alcuni reati. Facendo cosi ci troveremo i cittadini che si faranno giustizia da soli. E sarà troppo tardi. Sono convinto che uno Stato co-stretto ad usare le ronde per proteggere il territorio è uno Stato fallito che non fa il suo dovere". Expo 2015: una grande opportunità anche per la nostra provincia? "Sono molto scettico su EXPO. Conosco molti Tour Operator che considerano già EXPO un mezzo fal-limento. Temo che alla nostra provincia rimarranno le briciole di un evento che presenta molte criticità. Basta chiedere agli alberghi dell'Oltrepò se hanno avuto un incremento di turisti stranieri per il periodo maggio - ottobre. Inoltre mi chiedo cosa abbia fatto la Provincia per promuovere l'Oltrepò ai Tour opera-tor in vista di EXPO 2015".

Gian Marco Centinaio

il caso di vedere gli extracomunitari negli alberghi (anche dell'Oltrepò) e gli italiani senza lavoro che perdono anche la casa. Accoglienza si. Spre-chi no".Voghera, Pavia, Vigevano in balia di baby gang ma anche di micro-criminalità: c’è una soluzione? "Io dico solo una parola: certezza della pena. Sappiamo tutti che que-sti giovani compiono reati perchè sanno di essere impuniti. Una volta presi non succede nulla. La proposta

opinione? "Anche alla luce di quan-to accaduto in queste ore bisogna fermare le parten-ze dalla Libia. Creare dei centri di identificazione dei richiedenti asilo diret-tamente in Libia e conce-dere l'asilo politico a chi ne ha realmente bisogno. Mare Nostrum e Triton hanno permesso agli sca-fisti di incrementare il traf-fico di esseri umani e non abbiamo risolto il proble-ma. Inoltre l'italia spende soldi per: pattugliare le coste, trasportare i profu-ghi dal mare a Lampedu-sa, per identificarli, per mantenerli nei centri d'ac-coglienza, per trasportarli nei territori ed infine negli alberghi. Tutti soldi che potrebbero essere usati in un altro modo. Impensa-bile infine che si verifichi

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il Periodico 6

Il calcio in Oltrepò è tutto da rifareMa la colpa è dei presidenti

NE PARLA UN GRANDE EXL'I

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VIST

A X

riflettere.Presidente, cosa spinge una persona a diventare presidente di una piccola-media squadra di calcio?"Nel mio caso ed in quello della stragrande maggio-ranza dei presidenti di squadre dell’Oltrepo Pavese, ma direi di tutta Italia, la molla è la passione. In alcuni casi sono interessi diversi, principalmente le-gati all’attività di alcuni presidenti con enti pubblici, in questo caso diventano presidenti per poter fare i “loro” lavori e tener calme le acque con la scusa del-la valenza sociale del calcio. Insomma della squadra di calcio o del calcio non gli importa nulla, in genere finito il business che devono fare si dimettono e la società di calcio in genere sparisce o si trova in dif-ficoltà". Lei ha mai conosciuti in Oltrepo presidenti che lo sono diventati per carriera politica?"Si, in primis il compianto Lavezzari, che divenne presidente del Voghera quando si era messo in po-litica, ma anche altri. Devo dire comunque che que-sto genere di operazioni “politiche-pallonare” sono molto più spesso fatte nei settori giovanili, mi spiego meglio: ci sono persone, che vorrebbero essere eletti in comune, che iniziano ad avvicinarsi alle squadre di calcio, dandosi da fare, in modo da farsi amiche le famiglie dei bambini, facendo vedere come si impe-gnano per il settore giovanile, cercano di crearsi una base elettorale. Il conto è semplice ogni settore gio-vanile ha circa dai 150 ai 300 bambini, vogliono dire tanti votanti, tra genitori nonni e parenti, riuscire ad avere solamente anche 100 voti, in realtà comunali come le nostre non è poco".Cosa l’ha spinta a smettere?"Se mi guardo indietro non rimpiango nulla delle scelte, anche personali, fatte in questi anni, ma guar-dando avanti, è naturale chiedersi: “ma per chi e per cosa?” Il ruolo di Presidente di una squadra di calcio è un ruolo scomodo. Prima di tutto per motivi economici, perché a parte pochissime eccezioni dove ci sono due o tre soci appassionati che “tirano fuori” i soldi, nel 99% dei casi è il presidente che deve pa-gare i costi, soldi che devi togliere alla sua azienda ed alla sua famiglia, poi se tutto va bene nessuno ti dice niente, se qualche cosa sportivamente parlando va male, l’opinione pubblica, specialmente quella di paese, aspetta solo un tuo presunto passo falso per vomitare menzogne e ricostruzioni ad personam, sen-za nemmeno conoscere i fatti e le verità, col solo fine di denigrarti". Quali sono stati i suoi rapporti con i tanti calciatori “dilettanti” che hanno giocato nella sua squadra? "I calciatori, che nella tua ingenuità vorresti avere come amici, cambiano modo di parlarti e di salutarti solo se ritardi il pagamento di quello che dovrebbe essere un rimborso spese e invece, spesso, è un vero e proprio stipendio. Poco importa se il ritardo è conse-guenza di una promessa non adempiuta da un poten-

ex-colleghi presidenti si pongono ogni notte i miei interrogativi. E vanno avanti spinti dalla passione e dall’orgoglio. Ma certamente per primi sbagliano i presidenti". Che soluzioni ci sono? "La soluzione migliore, quella più giusta e con più valore sociale e sportivo è quella di destinare le ora-mai poche risorse economiche che ci sono, ai settori giovanili. Ritornare a fare le squadre dei giovani, ma con i giovani del paese, non andando a “strappare” ragazzini alle società dei paesi vicini. Gli unici in-convenienti dei settori giovanili sono molti genito-ri che come detto prima, pensano che il figlio sia il nuovo Messi e che quindi brigano, insultano, litigano per difendere. Dico io diseducare il figlio, affinche giochi etc etc. Il secondo problema sono molti pseu-do allenatori, che credendosi Mourinho, vogliono far imparare schemi che hanno visto in televisione o letto sulla Gazzetta dello Sport, se poi i bambini non ci ri-escono, urlano e sbraitano, a volte gli consigliano at-teggiamenti copiati “dai grandi”, tutte cose disedu-cative. Una volta andavamo all’oratorio, giocavamo senza allenatore, i nostri genitori intervenivano solo alla sera per “riportarci” a casa per cena, eppure tutti giocavano, tutti si divertivano e tanti sono di-ventati buoni calciatori, certamente di più di adesso e con un livello tecnico superiore. Mi sono chiesto spesso a cosa servano questi pseudo Mourinho del settore giovanile, a mio giudizio a niente. Una vol-ta erano i ragazzi che si autogestivano, facevano la squadra, decidevano loro, tutti insieme dove uno do-veva giocare chi in difesa, chi a centrocampo e chi in attacco. Decidevano loro anche le sostituzioni e tutto funzionava e tutti si divertivano". Un giorno questi ragazzi diventeranno “grandi”, dove giocheranno? "Se tutti i calciatori si ricordassero di essere dilettan-ti e prendessero la loro attività sportiva come hobby e non come seconda, ed a volte prima, attività lavora-tiva, se “effettivamente” il rimborso spese fosse solo quello della benzina per andare all’allenamento ed alla partita e se gli altri presidenti non strappassero i giocatori delle altre squadre promettendo “rimborsi spese” maggiorati e più alti, tutto ritornerebbe alla “normalità” ed il calcio ritornerebbe ad essere un divertimento ed avere una funzione sociale e non dico tutti ma molti paesi potrebbero avere una “prima” squadra". Quale può essere la soluzione? "A mio giudizio l’unica soluzione è che tutte le so-cietà, e sottolineo tutte, magari sotto l’egida della federazione di appartenenza, devono sottoscrivere un codice morale che imponga il rispetto di regole, stile “fair play finanziario”, nella quale esse stesse si impegnano a rispettare dei tetti massimi sui rimborsi ai giocatori. Con un limite massimo di 150 Euro al mese. Questo in tutte le squadre dilettantistiche fino alla serie C esclusa, a quel punto non ci sarebbero più calciatori che arrivano da 200 km di distanza, perché ci rimetterebbero in benzina e ogni squadra di ogni paese per ovvie ragioni sarebbe composta in stragrande maggioranza dai ragazzi usciti dal settore giovanile della squadra di appartenenza e sarebbero in maggioranza e gioco forza ragazzi del paese. Poi se uno è bravo e la Vogherese, ad esempio, lo vuole, per passione, per orgoglio, per voglia di arrivare va a giocare a Voghera, ma sempre con un rimborso spese di 150 euro, poi se è veramente bravo le squadre di serie C, B ed A lo prendono ed allora e solo allora prende uno stipendio".

ziale sponsor o da un semplice ritardo nell’arrivo di un bonifico. Già, sono dilettanti ma ragionano come professionisti e si sentono autorizzati a rilasciare af-fermazioni, anche i più giovani, come fossero dei pic-coli fenomeni del “futbal”. In queste categorie dilettantistiche ci dovrebbe essere solo l’eventuale rimborso spese di viaggio? "Ma non scherziamo, ho incontrato calciatori che hanno costruito la richiesta di un mutuo bancario su questo “presunto rimborso spese”, è un vero e pro-prio stipendio mascherato con mille sotterfugi e mille paraventi, ci sono calciatori che prima di una partita ti chiedono l’assegno altrimenti non giocano oppure giocano a modo loro. E nessuno di questi, dico nessu-no, ti chiede scusa se in allenamento o alla domenica non ci mette l’impegno dovuto per il quale lo hai vo-luto nella tua squadra. No, per quello c’è sempre una scusa: l’indolenzimento, qualche problema persona-le, la ragazzina che l’ha lasciato… insomma, diritti e doveri che si dividono gli uni da una parte, gli altri dall’altra".Pensiamo che tutti non saranno così? "E’ chiaro è doveroso dire che non voglio fare di tutta l’erba un fascio. In questi cinque anni ho incontrato ragazzi d’oro e collaboratori instancabili che hanno messo la passione davanti a tutto, ma, ahimè, se faces-si una statistica sarebbero una strenua minoranza".Di chi è la colpa di questa situazione? "Penso sia dei genitori dei ragazzi e capisco perché crescono con questa mentalità. Tutti vorrebbero che il proprio figlio diventasse Ronaldo. Il loro non sbaglia mai, nemmeno nelle parole, nei comportamenti, nei commenti denigratori su facebook. Penso a come mi hanno educato i miei genitori: a una parola o una smorfia sbagliata corrispondeva una tirata d’orec-chie o, peggio, un calcio nel sedere. Oggi no, difeso a prescindere, pensando, erroneamente, di fare il bene del ragazzo. E ti trovi a dover mediare con gli allena-tori o con i responsabili del settore giovanile. Poi cre-scendo questi ragazzi, non giocano più per passione, ma in base all’educazione ricevuta pensano di essere dei “professionisti” e quindi vogliono essere pagati con il famoso “rimborso spese”. La colpa sarà anche dei presidenti che accettano tutto questo, mica lo ha prescritto il Dottore che bisogna diventare Presidente di una squadra di calcio? "Giustissimo, la colpa in primis è di chi ci mette i soldi, di chi come ho fatto io li mette in questo si-stema sbagliato, sono convinto che tanti miei ormai

di niLo Combi

Il “ Mister X “ di questo mese è un noto imprenditore, che da appassiona-to di calcio è stato per anni dirigente di una squadra oltrepadana fino a di-ventarne presidente. Da alcuni tempi ha lasciato la presidenza ed ogni in-carico per dedicarsi più intensamente alla propria famiglia ed al lavoro. In questa intervista emerge una fotogra-fia del calcio in Oltrepò, ma anche del calcio in generale, che deve far

MAGGIO 2015

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VOGHERABattistella: "La Fiera di Voghera saràall'insegna di Expo 2015"

PRESENTATA IN COMUNE LA 633° EDIZIONE DELLA SENSIA

di Serena SimuLa

Tutto è pronto per la 633° Fiera dell'Ascensione. Cu-rata ne minimi dettagli dall'assessorato alle fiere e ai mercati, si collocherà in linea con il tema di Expo: grande spazio verrà riservato infatti alle produzioni locali all'interno della corte del gusto ma non man-cheranno bancarelle, aree espositive, divertimento e intrattenimento. Per farci illustrare meglio il pro-gramma di questa Sensia 2015 (che aprirà i battenti il 14 maggio) abbiamo intervistato direttamente l'asses-sore Alida Battistella, che insieme al presidente del consiglio comunale Nicola Affronti se ne sta occu-pando sin dall'inizio.Quali saranno le novità?«Accanto all'anima storica della fiera, quella che ce-lebra una tradizione di lunghissima data, quest'anno ci saranno tante e diverse novità. Innanzitutto nuovo è il panorama in cui si inserisce: l'Ascensione comin-cia tredici giorni dopo l'apertura di Expo e proprio questo sarà il tema ispiratore, il filo rosso di tutta la manifestazione. Noi idealmente e materialmente col-legati con loro parleremo di cibo (il 40% degli stand è enogastronomico), che vuol dire arte culinaria, ri-storazione ma anche street food e convivialità. Del tutto nuova sarà l'area Fermi che diventa area moto-ri, area sport, area associazioni e area mobilità soste-nibile: qui si potrà partire per effettuare delle visite guidate su bicicletta con pedalata assistita. Il calen-dario di eventi (che comprende anche tutto il palinse-

sto della zona spettacoli) sarà comunque aggiornato in tempo reale sul sito www.fieradellascensione.it».Quale sarà lo slogan di questa fiera?«Noi abbiamo coniato "Fieri della nostra fiera": questo perchè l'obbiettivo che ci poniamo è quello di valorizzare il nostro territorio e il commercio locale, ma soprattutto è quello di rendere davvero la Sensia la fiera dei vogheresi. I nostri concittadini, infatti, at-tendono tutto l'anno questo momento e non solo da amministratori ma anche da vogheresi vogliamo che le loro aspettative vengano esaudite al 100%».C'è stata tanta partecipazione?«Assolutamente sì, il numero di espositori che ha fat-to richiesta è stato molto alto. Questo vuol dire che la città, orgogliosa del suo territorio e di ciò che sa fare,

ha voglia di celebrare la sua identità e i suoi prodotti. Ma vuol dire anche che è una piazza appetibile per l'esterno, richiesta tanto dai limitrofi quanto da coloro che vengono da lontano. E di questi tempi se si riesce ad essere attrattivi vuol dire che viene riconosciuta la qualità del nostro territorio e la bontà delle attività che vi si svolgono».E le attività del centro?«Ai commercianti abbiamo proposto diverse soluzio-ni per non sentirsi tagliati fuori. Scartata l'idea di mettere ognuno un banchetto davanti al proprio ne-gozio, rimane la possibilità di allungare il percorso delle bancarelle lungo la via Emilia, dove stavamo considerando di aggiungere anche mostre e intratte-nimento con artisti di strada».

La conferenzastampa della

Fiera

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VOGHERABariani: «La raccolta differenziata? Miglioriamo giorno dopo giorno»

PARLA IL PRESIDENTE DELL'ASM DI VOGHERA

di Serena SimuLa

Un bilancio positivo, un'azienda efficiente, tanti pro-getti sviluppati e ancora altrettanti su cui lavorare: Asm è cresciuta ancora nell'ultimo anno grazie anche all'acquisizione di Asmt Tortona e si prepara in que-sti giorni al lancio di una nuova sfida in centro e nel quartiere sud della città con l'attivazione della rac-colta differenziata porta a porta della carta. Il nuovo servizio interesserà una zona in cui risiedono 17 mila vogheresi, presso i quali l'azienda si è già assicurata di svolgere delle indagini accurate. Di questo e di altri argomenti abbiamo parlato con il presidente di Asm Sergio Bariani.A che punto siamo con l'organizzazione della rac-colta differenziata della carta?«Abbiamo appena concluso le indagini preliminari e ci siamo fatti un'idea precisa della volumetria che do-vremo raccogliere settimanalmente e del numero dei contenitori necessari per dare inizio al nuovo servi-zio. In base alla dimensione dell'abitazione verranno distribuiti diversi tipi di kit (si va da quello minimo da 50 litri per le utenze mono-familiari a quello da 660 litri per i condomini) per un totale di 3595 conte-nitori. Verosimilmente la distribuzione avverrà entro la fine di maggio ed entro giugno partiremo ufficial-mente».In generale siete soddisfatti di come sta proceden-do la raccolta differenziata a Voghera?«Non ancora, per la verità. Al momento nella zona del centro dove si effettua il porta a porta siamo riu-sciti a coinvolgere il 40% degli abitanti ma il nostro

giorno dopo giorno riscontriamo che anche i voghe-resi si stanno adeguando. Certo come tutte le novità è un po' difficile da assimilare ma sono certo che riu-sciremo a migliorare tutti insieme».Che progetti avete in programma?«Il settore in cui stiamo investendo molto al momento è quello dell'energia rinnovabile e del teleriscalda-mento. Per la verità, però, in ogni settore in cui ope-riamo portiamo avanti progetti nuovi ogni giorno: al momento, per esempio, è in corso una trattativa con l'azienda ospedaliera vogherese per la realizzazione di un nuovo parcheggio».

obbiettivo è superare abbondantemente il 50%. La decisione di partire con il porta a porta della carta è stata presa proprio con lo scopo di potenziare e svi-luppare ulteriormente un servizio che per funzionare ha bisogno della totale collaborazione dei cittadini: senza un po' di senso civico, infatti, la raccolta dif-ferenziata è molto difficile da portare avanti con suc-cesso».I vogheresi fanno fatica ad abituarsi alla novità?«Questo è il classico servizio che ha bisogno dell'ef-ficienza dell'azienda e della piena disponibilità del fruitore: da parte nostra stiamo facendo il massimo e

Affronti: «Con Asm siamo da oltre unsecolo al servizio dell'Oltrepò pavese»

LA PAROLA AL VICE PRESIDENTE CHE TRACCIA UN BILANCIO

di Serena SimuLa

Espansione continua e controllo degli sprechi: sono queste le due linee di azione che hanno permesso ad Asm di registrare ottimi utili anche quest'anno, raffor-zando il suo ruolo di azienda leader nell'erogazione di servizi sul territorio. A parlarne con noi è stato il vicepresidente Paolo Affronti, il quale ha ricordato la lunga storia dell'azienda partecipata e il suo essere sempre a servizio dei cittadini oltrepadani.Come sta Asm oggi?«Asm è una delle poche aziende municipalizzate che registrano attivi non solo nella holding ma anche in tutte le società partecipate. Questo è un indicatore assolutamente positivo, frutto di quanto abbiamo ere-ditato ma anche della buona conduzione degli ultimi anni. Noi abbiamo cercato di sviluppare l'azienda creando nuovi interessi e nuove attrattive, per esem-pio acquisendo Asm Tortona. Ma non solo, abbiamo consolidato la rete di trentotto comuni che fanno par-te della nostra società per azioni e che godono dei nostri servizi, confermandoci un'azienda del territo-rio, sentita tale da chi partecipa e dai suoi abitanti». Un radicamento che non è una novità dell'ultimo periodo..«Certo che no: Asm ha una storia di 125 anni alle spalle e questo è un numero sul quale si può fare af-fidamento, che indica una realtà solida e ben inserita

una società multiservizi che sta al passo coi tempi, di condizioni considerevoli anche per il mercato ita-liano».Un bilancio positivo che si fonda anche sui tagli agli sprechi: avete dovuto ridurre anche il perso-nale?«Sviluppando nuovi servizi e quindi ottenendo mag-giori introiti noi siamo riusciti a ridurre i costi tenen-do lo stesso numero di persone. La riduzione delle spese è però un processo costante che accompagna Asm da molti anni: non abbiamo ad esempio auto blu, i rimborsi spesa del consiglio d'amministrazione sono minimi e si cerca di operare sempre con co-scienza e senso di responsabilità. L'azienda è pubbli-ca, i soldi sono dei cittadini e vanno gestiti in modo corretto».Che ruolo ha Asm nell'amministrazione comunale di Voghera?«Asm è un'azienda pubblica e partecipata di cui il comune di Voghera è socio di maggioranza. E' fonda-mentale quindi che non solo quella di palazzo Goune-la ma anche tutte le altre amministrazioni continuino a credere nella nostra azienda, punto di riferimento per l'erogazione di servizi di qualità in grado di dare utili che vengono reinvestiti poi per lo sviluppo di ulteriori servizi per i cittadini. È importante dunque proseguire questa storia ultracentenaria perchè i ri-sultati sono sotto gli occhi di tutti».

nella realtà oltrepadana. Da oltre un secolo Asm non solo fornisce servizi fondamentali ai cittadini del ter-ritorio ma continua a rinnovarsi, espandendo i propri campi d'azione e sviluppando nuovi progetti. Nata come azienda erogatrice di gas ed elettricità oggi è

Paolo Affronti

SergioBariani

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nunciarlo in conferenza stampa i sindaci Carlo Bar-bieri, Lorenzo Callegari, Luigi Paroni, Piergiorgio Maggi, Romano Ferrari e Gianfranco Alberti (il quale oltre ad essere primo cittadino di Varzi è anche presi-dente della comunità montana), i quali hanno firmato ufficialmente l'accordo davanti ai fotografi. Secondo quanto stabilito, le varie iniziative che si svolgeranno dal primo maggio fino al 31 dicembre verranno scan-sionate in modo da non accavallarsi le une con le al-tre, metodo che consentirebbe anche ai turisti di ave-re ogni weekend qualche cosa da fare: «Negli ultimi mesi - ha commentato Barbieri - si è lavorato in modo congiunto e sinergico con le principali realtà locali dell'Oltrepò per arrivare a quello che è un grande ri-sultato: trovare un percorso comune per un territorio come il nostro è un punto di partenza e forse l'unica vera salvezza per guardare al futuro sia dal punto di vista economico e turistico che, io spero, occupazio-nale». Altrettanto soddisfatti gli altri sindaci del ter-

Voghera, Casteggio, Broni, Stradella, Rivanazzano: "Tutti uniti verso Expo"

INSIEME ALLA COMUNITA' MONTANA DELL'OLTREPO' PAVESEVO

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di Serena SimuLa

Tutti uniti in vista di Expo: i comuni di Voghera, Casteggio, Broni, Stra-della e Rivanazzano Terme insieme alla comunità montana hanno firmato nei giorni scorsi a Palazzo Gounela un protocollo d'intesa che si propone di creare un calendario di manifesta-zioni condiviso, superando almeno per i sei mesi dell'esposizione univer-sale campanilismi e rivalità. Ad an-

ritorio, i quali hanno però ricordato come un proget-to più ampio non si sia potuto realizzare a causa del mancato ascolto da parte della provincia: «Toccava al nostro ente di riferimento - ha attaccato Romano Fer-rari - mettere a disposizione delle risorse con cui por-tare a termine il progetto a cui lavoravamo da tanto tempo ma da Pavia non è arrivato alcun sostegno. Purtroppo solitamente con piccoli progetti si otten-gono piccoli risultati ma da parte nostra la volontà di collaborare c'è e noi faremo del nostro meglio per far funzionare le cose». Ad alimentare le polemiche ci

si è messo anche Callegari, che ha rilanciato con una frecciatina destinata ai comuni più piccoli: «Quando parlo alla necessità di abbandonare i campanili - ha detto - io mi riferisco soprattutto a quelli di dimen-sioni più ridotte, che spesso rifiutano di farsi guidare dalle realtà più grandi. Un appunto che faccio non per una qualche volontà egemonica ma perchè mi rendo conto che spesso non hanno nemmeno le strut-ture e i mezzi necessari per portare avanti i loro pro-getti e nonostante questo non vogliono appoggiarsi a noi che potremmo dar loro una mano».

Ferrari, Callegari, Paroni, Barbieri, Maggi, Alberti

di Serena SimuLa

Un accavallarsi di norme complicate, una divergen-za nell'interpretazione e un buco di 355 mila euro: sono questi gli ingredienti della vicenda che vede protagonista in questi giorni l'assessore al bilancio del comune di Voghera Daniele Salerno, il quale ha deciso di rivolgersi al giudice per stabilire se lo Sta-to avrebbe dovuto o meno versare quella cifra nelle casse di palazzo Gounela. Difficile da spiegare senza delle precise nozioni in campo tributario, la questione è delle più complesse e a spiegarcela è stato proprio l'assessore Salerno.Assessore, che cosa è successo?«In pratica riteniamo che in un periodo di tempo piuttosto ampio (dal 2001 al 2012) lo Stato non abbia dato al comune di Voghera ciò che era corretto in materia tributaria, con particolare riferimento all'Ici (quell'imposta che, come tutti ricorderanno, doveva essere pagata sulla casa e che è stata sostituita dal-la Tasi e dall'Imu). Nello specifico per un calcolo matematico che sarebbe impossibile riassumere in poche parole siamo arrivati alla conclusione che lo Stato debba ancora al comune di Voghera 355 mila euro. E visto che siamo in uno stato di diritto e che il mio compito primario è quello di tenere conto delle esigenze dei cittadini di Voghera ritengo che a loro

In questo anno abbiamo avuto delle riduzioni enormi (intorno ai 12 milioni di euro) della nostra possibi-lità finanziaria e nonostante questo siamo riusciti a diminuire il debito pubblico in maniera sostanziale (il 30% in meno), riuscendo nel frattempo a non far pagare la Tasi a chi è in affitto e a chi ha un'attività commerciale, abbassando anche del 15% la tassa sulla spazzatura: noi le cose le abbiamo fatte e pre-tendiamo che anche gli altri le facciano».Anche lo Stato.«Chiunque deve farle. Qualunque soggetto, Stato in-cluso. Abbiamo calcolato una diminuzione non cor-retta del denaro che doveva arrivarci dallo Stato e glielo abbiamo chiesto».Ma come mai questi soldi non sono arrivati?«Perchè secondo alcuni dirigenti questi soldi non do-vevano essere erogati ad alcuni comuni, tra cui anche Voghera. Secondo noi la loro interpretazione è sba-gliata e vediamo chi avrà ragione: per il momento ce li hanno presi e noi li chiediamo perchè possano es-sere utilizzati a Voghera, in favore dei suoi cittadini».Ci sono quindi altri comuni nella stessa situazio-ne? «Assolutamente sì. Noi siamo stati tra i primi ad inviare la diffida ma nei prossimi giorni non è da escludere che altri comuni ci seguiranno su questa strada».

debba essere data questa somma».E quindi come ha deciso di agire?«Come ci si comporterebbe se il debito lo avesse con-tratto un qualunque altro soggetto: abbiamo inviato una diffida ad adempiere allo Stato in cui abbiamo richiesto il pagamento di questa somma e qualora non venisse erogata andremo di fronte a un giudice.

I FONDI RISALGONO AL PERIODO COMPRESO TRA IL 2001 E IL 2012

Salerno: «Non ci hanno dato 355 mila euro, ecco perchè faccio causa allo Stato»

Daniele Salerno

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VOGHERAIL SINDACO USCENTE TENTA LA SCALATA AL SUO SECONDO MANDATO

Barbieri: "Nei primi cento giorni del nuovo mandato ridurrò le tasse ai vogheresi"di Serena SimuLa

Carlo Barbieri lo conosciamo: 50 anni, sindaco uscente della città di Voghera, correrà nuovamente per Forza Italia alle prossime elezioni. Con lui anche Udc, Ncd-centristi, Voghera Lombarda (con i dissi-denti leghisti di Giuseppe Fiocchi), Alleanza demo-cratica per Voghera e «Voghera attiva». A Voghera tanti furti e poca sicurezza. Cosa inten-de fare per risolvere la situazione? «Abbiamo approvato un imponente progetto Sicurez-za che prevede l’aumento delle telecamere da 25 a 60 e altre ne posizioneremo agli accessi della città per individuare i veicoli rubati e senza assicurazione, installando un sistema altamente tecnologico di con-trollo in diverse zone della città. Tutto questo consen-tirà di rendere Voghera molto più sicura».Cosa intende fare per il miglioramento e il mante-nimento del decoro urbano?«Grazie a Voghera Città Pulita abbiamo iniziato a cancellare i graffiti dai muri degli edifici pubblici e sui segnali stradali. Cercheremo di estendere questi servizi anche agli edifici privati, alle scuole e a tutti coloro che ne faranno richiesta. Serve poi una cultu-ra del decoro urbano da insegnare nelle scuole, per mantenere una città più pulita e nel contempo punire coloro che sporcano».I vogheresi lamentano che ci sono tante figure espressione dei partiti politici nelle società parte-cipate. Come invertire questa tendenza?

«Il programma elettorale dei prossimi cinque anni ha dei grandi progetti mirati a incentivare e facilitare le start-up in collaborazione con l’Università degli Studi di Pavia. Un progetto ambizioso in cui Voghera avrà un ruolo da protagonista».Cosa farebbe nei suoi primi 100 giorni da sindaco? «Nei primi cento giorni del prossimo mandato il mio impegno principale sarà quello di approvare un bi-lancio che preveda la riduzione delle tasse per tutti i Cittadini Vogheresi».Si definisca dal punto di vista politico in dieci pa-role. «Prima di tutto un cittadino. Corretto, equilibrato, concreto, lungimirante, onesto, disponibile, respon-sabile, semplice e anche ambizioso».

«Io sono stato il primo sindaco ad aver nominato alla presidenza di Asm un tecnico e non un politico. Ser-gio Bariani è infatti un manager che in Asm ha una ventennale esperienza nel settore energetico. Il mio modus operandi è anzitutto quello di valutare il cur-riculum e le capacità della persona».I negozi sono in crisi. Come aiutarli?«Il primo bando per l’assegnazione dei negozi sotto il municipio ha visto partecipare otto concorrenti. Que-sto è stato possibile grazie ad un canone di locazione fissato a base d’asta e quindi più contenuto. Significa che a condizioni concorrenziali c’è ancora chi vuole investire nella nostra Città».È favorevole all'apertura di nuovi centri commer-ciali? Anche se un nuovo punto vendita desse lavo-ro a cento vogheresi?«Un’attività che dovesse assumere cento lavoratori vogheresi oggi sarebbe senz’altro ben accetta. Diver-so è il discorso dell’apertura di centri commerciali: serve una politica territoriale, è inutile che Voghera dica no se poi i Comuni vicini dicono si».Teatro Sociale: sembra che il traguardo sia ormai imminente. Quali sono i suoi programmi per una eventuale riapertura? «E’ un impegno e una promessa. Il Teatro Sociale sarà ristrutturato, riaperto e riconsegnato alla Città. Ad accompagnarci in questo cammino ci sarà l’As-sociazione Amici della Società del Teatro Sociale». Cosa intende fare per attirare nuove aziende e nuove realtà imprenditoriali a Voghera?

CarloBarbieri

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Pier Ezio Ghezzi: «Abbiamo idee chiare su come amministrare»

ECCO IL CANDIDATO DEL CENTROSINISTRA CHE PUNTA A FARE IL SINDACOVO

GHER

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«Vogliamo varare programmi di prevenzione anticri-mine tra cui: mantenimento caserma dei carabinieri; costituzione di un'unica stazione di polizia nazionale e locale per consentire un maggior presidio del ter-ritorio; vigili di quartiere; installazione di ulteriori telecamere in grado di leggere le targhe; assistenza ai cittadini da parte delle forze dell’ordine con misu-re anti furto».Cosa intende fare per il miglioramento e il mante-nimento del decoro urbano?«L’arredo urbano va rivisto e rinnovato recuperando le aree verdi, aumentando le piste ciclabili, sensibi-lizzando i cittadini nella cura dello spazio pubblico, rivedendo il piano della viabilità e facendo manuten-zione in strade quartieri».I vogheresi lamentano che ci sono tante figure espressione dei partiti politici nelle società parte-cipate. Come invertire questa tendenza? «Citando Renzi noi metteremo nei posti di respon-

di Serena SimuLa

Pier Ezio Ghezzi è il candidato sin-daco del centrosinistra. Con lui non solo la lista "Ghezzi sindaco" ma an-che quella del Partito Democratico. Ingegnere, 60 anni, crede nel rilancio della città attraverso la valorizzazione dei suoi tanti punti di forza.A Voghera tanti furti e poca sicu-rezza. Cosa intende fare per risol-vere la situazione?

di spesa dei cittadini. Ci opporremo ad ogni ulteriore insediamento commerciale».Teatro Sociale: sembra che il traguardo sia ormai imminente. Quali sono i suoi programmi per una eventuale riapertura? «La riapertura dipenderà dal reperimento dei fondi e da quanto tempo occorrerà per i lavori di ristruttu-razione. Per quanto riguarda la gestione ci si dovrà collegare con altri teatri della zona per programmi comuni con riduzione delle spese. La gestione eco-nomica non dovrà pesare sul bilancio comunale: la ricerca di un partner privato è fondamentale».Cosa intende fare per attirare nuove aziende e nuove realtà imprenditoriali a Voghera?«Nei primi cento giorni convocheremo gli “stati ge-nerali dell’economia cittadina e oltrepadana”, con cui vogliamo trovare misure che invertano l’anda-mento negativo dell’economia cittadina, mettendo a punto un nuovo modello di sviluppo che comprende imprese ma anche conoscenza, innovazione, legalità, cooperazione, tutela dell’ambiente». Cosa farebbe nei suoi primi 100 giorni da sindaco? «Come dicevo prima prenderei subito decisioni im-portanti evitando lungaggini. Abbiamo idee chiare su come amministrare e di conseguenza ci metteremo al lavoro immediatamente».Si definisca dal punto di vista politico in dieci pa-role. «Disponibile all’ascolto, concreto, razionale e affe-zionato a Voghera, il luogo più importante della mia vita».

sabilità coloro che sanno fare le cose e non coloro che conoscono qualcuno. Le decisioni devono essere trasparenti, pubbliche, così i cittadini potranno con-trollare».I negozi sono in crisi. Come aiutarli?«Centro di una zona di produzione agricola interes-sante, di mercati frequentati, è stata città di sarti, di moda, di cultura. Occorre trovare delle formule di ri-lancio del piccolo commercio in collaborazione con le categoria interessate, ripensare la fiera dell’Ascen-sione, coordinare gli assessorati al commercio e alla cultura».È favorevole all'apertura di nuovi centri commer-ciali? Anche se un nuovo punto vendita desse lavo-ro a cento vogheresi?«La pressione commerciale sulla città è oltre ogni limite. Aggiungere licenze significa penalizzare ulte-riormente il commercio e non favorire le condizioni

Pier Ezio Ghezzi

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VOGHERAL'EX SINDACO DI VOGHERA TORNA DI NUOVO IN CAMPO

Torriani: "Più attenzione a giovani e anziani oltre che alla sicurezza"di Serena SimuLa

Aurelio Torriani è tornato in pista. Da sempre dell'area di centrodestra, l'ex sindaco di Voghera (alle spalle due mandati dal 2000 al 2010) ha deciso di correre questa volta con Lega Nord, Fratelli d'Italia e la lista di Giancarlo Gabba abbandonando la compagine di Forza Italia che sosterrà invece Carlo Barbieri. Sicu-rezza, semplificazione, viabilità, vivibilità e attenzio-ne per giovani e anziani sono i punti su cui costruirà il suo programma.A Voghera tanti furti e poca sicurezza. Cosa inten-de fare per risolvere la situazione? «La mia azione politico amministrativa sarà finaliz-zata ad evitare che altre presenze istituzionali quali il Tribunale e poi la Compagnia Carabinieri possano essere trasferite. Inoltre cercherò di riunire i vertici delle varie Forze dell’Ordine presenti a Voghera per proporre l’istituzione di una centrale decisionale in-tegrata per l’attività di controllo del territorio».Cosa intende fare per il miglioramento e il mante-nimento del decoro urbano?«Una città è più vivibile con un miglioramento del decoro urbano e con una mobilità sostenibile ed effi-ciente. In particolare penso a sensi unici più scorre-voli, a un piano parcheggi con nuove aree di sosta e al potenziamento del servizio bus a richiesta».I vogheresi lamentano che ci sono tante figure espressione dei partiti politici nelle società parte-cipate. Come invertire questa tendenza?«Sono assolutamente d'accordo con loro e per questo

ho preparato una lista civica lontana dai partiti e con la massiccia presenza della società civile».I negozi sono in crisi. Come aiutarli?«Una migliore viabilità è amica del commerciante ma la desertificazione dei centri storici dipende so-prattutto dalla tassazione esagerata posta in essere dai governi che si sono succeduti dal 2011 in avanti. Per quello che concerne il comune, quindi, farò at-tenzione all'aspetto tributario».È favorevole all'apertura di nuovi centri commer-ciali? Anche se un nuovo punto vendita desse lavo-

«Bisogna trovare il finanziamento di 5 milioni di euro necessario per terminare il progetto di riapertura del Teatro Sociale, inserito durante i miei due precedenti mandati nel grande Progetto Asse Culturale Atrezza-to».Cosa intende fare per attirare nuove aziende e nuove realtà imprenditoriali a Voghera?«Ove possibile sgravi fiscali per le nuove imprese, creazione di un portale Voghera Oltrepo per la pub-blicizzazione e diffusione dei prodotti tipici del terri-torio ma anche organizzazione di incontri, convegni, fiere e mercati dedicati».Cosa farebbe nei suoi primi 100 giorni da sindaco? «La priorità di Voghera è sicuramente la sicurezza, quindi mi impegnerei concretamente in questo senso»Si definisca dal punto di vista politico in dieci pa-role. «Un cittadino vogherese che vuol fare della sua città un buon posto dove vivere».

Aurelio Torriani

ro a cento vogheresi?«Fermare la grande distribuzione è quasi impossibile ma personalmente preferisco rilanciare il centro di Vo-ghera: gli stessi cento posti di lavo-ro che può offrire un supermercato li possono offrire infatti anche altret-tanti nuovi negozi aperti in città».Teatro Sociale: sembra che il tra-guardo sia ormai imminente. Qua-li sono i suoi programmi per una eventuale riapertura?

Lega, Gabba e Fratelli d'Italia: "Con Torriani vinceremo le elezioni"

UN'ALLEANZA PER CERCARE DI BATTERE CARLO BARBIERI E PIER EZIO GHEZZI

di Serena SimuLa

Lega Nord, Fratelli d'Italia e lista Gabba appoggeran-no il candidato sindaco Aurelio Torriani alle prossime elezioni vogheresi. Si ufficializza così la spaccatura all'interno del centrodestra cittadino, resa ormai irre-parabile dalle reciproche dichiarazioni di guerra. «La nostra coalizione - ha detto durante la conferen-za stampa l'avvocato Antonio Rossi - esprime la vera anima del centrodestra vogherese, quella che si ri-bella alle decisioni prese dall'alto e alle imposizioni dei vertici di partito. Candidando nuovamente Car-lo Barbieri Forza Italia ha ignorato il volere degli elettori e noi non potevamo esimerci dallo scendere in campo per rispondere alle loro aspettative». Se-duti uno di fianco all'altro alla presentazione ufficia-le i rappresentanti di tutte le liste coinvolte (oltre ad Aurelio Torriani la candidata vicesindaco Emanuela Pastore, il segretario leghista Filippo Musti, Vincen-zo Giugliano di fratelli d'Italia e Giancarlo Gabba) i quali hanno espresso soddisfazione ed ottimismo per l'accordo raggiunto: «Noi della Lega - ha commen-tato Musti - avevamo già scelto la nostra candida-ta ma non abbiamo esitato a fare un passo indietro per decidere di sostenere Torriani, convinti che la sua esperienza possa coniugarsi perfettamente con l'entusiasmo e la visione moderna di Emanuela: per questo motivo abbiamo deciso di proporre in coppia sindaco e vicesindaco, un po' come si fa in America».

dichiarato - e anche questa volta corro con in mente quell'obbiettivo. Non mi interessa battere Barbieri, non è certo la mia ossessione».Il nome del sindaco, però, è stato fatto anche dall'ex assessore alla sicurezza Vincenzo Giugliano: «Il vero centrodestra è quello che si è riunito qui stasera e che ha trovato un accordo sul programma e non sulla spartizione delle poltrone. Noi siamo stati coerenti e voglio vedere come altri (penso a Fiocchi, ad Albini e a Roffi, tutti espulsi dai precedenti partiti) spieghe-ranno ai loro elettori cosa ci fanno con il Nuovo Cen-tro Destra».

Nel suo discorso, Torriani ha sottolineato come la priorità della città sia quella di recuperare il lustro che questi ultimi cinque anni di amministrazione Barbieri le hanno tolto, a cominciare dalle periferie: «Oltre al riscatto delle aree più degradate - ha detto - ci sono poi un'altra serie di punti su cui lavorare: sicurezza e legalità, semplificazione della burocrazia, attenzione per giovani e anziani, vivibilità. Si tratta di argomenti a cui l'attuale giunta non ha prestato la dovuta atten-zione ma che noi riporteremo all'ordine del giorno». Quanto alle possibilità di vittoria, Torriani non ha dubbi: «Sono abituato a vincere al primo turno - ha

Un momento della conferenza stampa di presentazione

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VOGHERA

di Serena SimuLa

Alla presentazione della lista dell'Udc, i vertici del partito hanno voluto anche il sindaco Carlo Barbie-ri. Il giorno dopo la presentazione della coalizione guidata da Torriani, lo hanno voluto seduto a destra di Paolo Affronti, di fianco al capolista (e presidente del consiglio comunale) Nicola Affronti e all'asses-sore Alida Battistella. Lo hanno voluto lì per dare un segnale forte agli elettori e soprattutto a Forza Italia, un modo per ribadire ancora una volta pubblicamente che il percorso fatto insieme negli ultimi cinque anni non è certo finito, ma anzi è da portare avanti insie-me a tanti volti nuovi. Abbiamo intervistato Nicola Affronti per parlare di questa lista e, soprattutto, di questa intesa rinnovata.Nicola, ha definito questa lista come una delle più belle che abbiate mai presentato...«Sicuramente sì, una lista con tanti giovani e con tan-te persone che vengono dalla società civile. Persone che gravitavano attorno al nostro partito ma che ven-gono dai quartieri e dal mondo del lavoro. Abbiamo candidati che svolgono le più diverse funzioni nel-la società civile (dalla caposala al commercialista, dall'avvocato all'ex carabiniere, dall'imprenditore all'insegnante) e tutti hanno una gran voglia di impe-gnarsi in prima persona per continuare ciò che è sta-to fatto negli ultimi cinque anni di amministrazione».

rimaniamo perchè non siamo coloro i quali se ne vanno se non gli viene concessa una poltrona. Noi ci confrontiamo sul programma dei prossimi cinque anni per decidere chi sarà il nostro candidato e dal momento che le nostre idee e quelle di Carlo Barbieri coincidono non possiamo che sostenerlo».Quali punti vi accomunano?«Sicuramente sicurezza, sanità, lavoro, trasporti e valorizzazione del territorio. Sotto questi punti rien-trano il mantenimento della caserma dei carabinieri, la creazione di una stroke unit, la volontà di favorire il dialogo per la creazione di nuovi posti di lavoro, il miglioramento dei mezzi pubblici e la crescita dei servizi commerciali nella nostra città. Questo solo per fare alcuni esempi ma il programma (che sarà molto più corposo) verrà presentato nella sua inte-rezza solo più avanti».

L'UDC PRESENTA LA LISTA CHE APPOGGERA' IL SINDACO USCENTE

Nicola Affronti: "Ancora una volta l'Udc si schiera al fianco di Barbieri"

Nicola Affronti

Un'amministrazione in cui avete avuto un ruolo centrale.«Assolutamente, un ruolo importante a sostegno del sindaco e soprattutto della nostra città. Con la nostra se-rietà e la nostra passione abbiamo dato un grande contributo riuscendo a realizzare per altro il 95% del pro-gramma».Insomma ancora al fianco di Bar-bieri a differenza di altri...«Esatto, a differenza di altri noi ci

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Bottini: "Il lavoro sarà la mia priorità, oltre a ecologia e partecipazione"

E' LA CANDIDATA DELLA LISTA TSIPRAS - L'ALTRA VOGHERAVO

GHER

A

di Serena SimuLa

Ultima ad essersi inserita tra i candidati sindaci è An-tonietta Bottini della lista Tsipras-l’Altra Voghera. Occupazione, ecologia e partecipazione sono le sue parole d'ordine.A Voghera tanti furti e poca sicurezza. Cosa inten-de fare per risolvere la situazione? «Credo che le paure crescano insieme al senso di precarietà che opprime le famiglie quando il lavoro non è più sicuro, quando i giovani vengono sballottati tra lavoretti precari e tirocini gratuiti, quando le pen-sioni non assicurano più una vecchiaia serena. Per

Teatro Sociale: sembra che il traguardo sia ormai imminente. Quali sono i suoi programmi per una eventuale riapertura? «Non vedo come imminente il recupero del Teatro Sociale. Credo si debba definire giuridicamente la proprietà dell’immobile (che deve essere in capo al comune) e a seguire si potrà coinvolgere la città a partire da progettazione e preventivazione per far ri-corso magari a qualche forma di finanziamento dif-fuso e popolare».Cosa intende fare per attirare nuove aziende e nuove realtà imprenditoriali a Voghera?«Si può trovare risposte pensando alle energie rin-novabili: il comune deve aprire uno sportello ener-getico dando garanzie al credito per questi interventi e facendo gratuitamente le verifiche di certificazione energetica per favorire la riqualificazione degli edi-fici. Il tutto si può quantificare anche sul piano occu-pazionale e si può immaginare un riuso a fini produt-tivi dei capannoni ora abbandonati nella filiera delle fonti rinnovabili».Cosa farebbe nei suoi primi 100 giorni da sindaco? «Mi dedicherei ad ascoltare chi si occupa da sem-pre dei problemi della città, chi ci vive e ci lavora. Cercherei di raccogliere idee e progetti che possono essere messi in atto e mi muoverei per la ripubbliciz-zazione dei servizi comunali».Si definisca dal punto di vista politico in dieci pa-role. «Sono una donna ottimista, femminista e comunista, legata al sogno di una futura umanità di uguali».

quanto concerne i furti nelle abitazioni, il deterrente più efficace è quello del buon vicinato».Cosa intende fare per il miglioramento e il mante-nimento del decoro urbano?«Accoglierei idee e suggerimenti di professionisti e giovani architetti. Penso siano da coinvolgere diret-tamente i residenti, gli amministratori di condominio, i commercianti per condividere un piano di miglio-ramento».I vogheresi lamentano che ci sono tante figure espressione dei partiti politici nelle società parte-cipate. Come invertire questa tendenza?« I servizi comunali vanno gestiti mediante azienda di diritto pubblico che opera in ambito strettamente territoriale. In questo modo si superano i pretesti di decisionismo, di tempi stretti, di competenze speciali che favoriscono nomine e incarichi affidati agli amici anziché attraverso selezioni pubbliche».I negozi sono in crisi. Come aiutarli?«I negozi sono in crisi perché le famiglie vogheresi non dispongono più di un reddito adeguato per fare acquisti. È necessario che il comune ponga grande attenzione alle richieste, ai progetti, alle proposte che vengono formulate dalle associazioni».È favorevole all'apertura di nuovi centri commer-ciali? Anche se un nuovo punto vendita desse lavo-ro a cento vogheresi?«Il comune deve intervenire con una strategia finaliz-zata a soddisfare esigenze reali: non c’è affatto l’esi-genza di nuovi centri commerciali, quindi l’ipotesi di assumere 100 vogheresi sarebbe del tutto aleatoria».

Antonietta Bottini

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di Serena SimuLa

Dopo essersi candidato alla Presidenza della Repub-blica, Diego Di Pierro è ora pronto a fare il sindaco di Voghera. Liberale da sempre, si propone di ridurre al minimo la pressione fiscale e di coinvolgere attiva-mente gli abitanti nella vita della città. A Voghera tanti furti e poca sicurezza. Cosa inten-de fare per risolvere la situazione? «Ho un progetto molto concreto e di immediata rea-lizzazione che vedrà da un lato una revisione radicale delle funzioni della polizia municipale e dall'altro i cittadini stessi protagonisti della tutela della propria sicurezza».Cosa intende fare per il miglioramento e il mante-nimento del decoro urbano?«In un tempo di crisi economica come quello che stiamo vivendo credo che chi può debba fare la sua parte. La mia idea è che chiunque si impegnerà nella manutenzione delle aree verdi e delle panchine dovrà ottenere sconti sui servizi erogati dalle aziende muni-cipalizzate».I vogheresi lamentano che ci sono tante figure espressione dei partiti politici nelle società parte-cipate. Come invertire questa tendenza?«Da anni le solite facce amministrano la città con fa-voritismi personali mentre le opposizioni non fanno il loro lavoro: per questo la mia è una squadra di volti completamente nuovi. La stessa cosa intendo fare per le società partecipate: assoluta trasparenza nei con-

Di Pierro: "Più sicurezza e maggiore libertà ai commercianti"

FRA LE PROPOSTE ANCHE LA RIDUZIONE DELLA PRESSIONE FISCALEVOGHERA

sigli di amministrazione».I negozi sono in crisi. Come aiutarli?«Il commercio è in crisi non solo per la riduzione del-le vendite imputabile alla crisi economica ma anche e soprattutto per la quantità esorbitante di tasse che opprimono gli esercenti e per i troppo restrittivi rego-lamenti ai quali devono sottostare: per loro prevedo la riduzione della tassazione comunale e la conces-sione di maggiori libertà».È favorevole all'apertura di nuovi centri commer-ciali? Anche se un nuovo punto vendita desse lavo-ro a cento vogheresi?«Ogni iniziativa che produca nuovi posti di lavoro è una buona iniziativa: direi certamente di sì ma affian-cando alle nuove aperture norme precise a tutela dei piccoli commercianti».Teatro Sociale: sembra che il traguardo sia ormai imminente. Quali sono i suoi programmi per una eventuale riapertura? «Credo sia possibile riaprire il Teatro Sociale entro l'8 dicembre 2016: con l'Assessorato alla cultura e le associazioni culturali renderei questo gioiello un luogo di elevata cultura, un punto di riferimento per tutta la provincia e non solo».Cosa intende fare per attirare nuove aziende e nuove realtà imprenditoriali a Voghera?«Ridurre l'imposizione fiscale per i nuovi insedia-menti e aumentare il livello di sicurezza sul territo-rio. Intendo anche coinvolgere i comuni limitrofi in un rapporto di proficua e virtuosa collaborazione in

progetti per far crescere non solo la nostra città ma anche tutto l'Oltrepò».Cosa farebbe nei suoi primi 100 giorni da sindaco? «Mi piacerebbe che ogni punto del mio programma si potesse realizzare entro i primi tre mesi ma quello che certamente potrei fare in questo lasso di tempo è l'avvio del mio progetto sulla sicurezza in città, la concessione di maggior libertà alle attività commer-ciali e il ripristino del decoro urbano».Si definisca dal punto di vista politico in dieci pa-role. «In realtà me ne bastano cinque: credibile, onesto, coerente, pragmatico e liberale».

Diego Di Pierro

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VOGHERA

ciali? Anche se un nuovo punto vendita desse lavo-ro a cento vogheresi?«In quanto commerciante credo che la grande di-stribuzione abbia distrutto il tessuto commerciale di Voghera e direi che il saldo tra cento nuovi posti di lavoro e le chiusure dei negozi che ne conseguireb-bero sarebbe nettamente negativo per la città. Il mio quindi è un no tassativo».Teatro Sociale: sembra che il traguardo sia ormai imminente. Quali sono i suoi programmi per una eventuale riapertura? «Il mio programma si basa su punti orientati alla cre-azione di nuovi posti di lavoro e non credo che la ri-apertura del teatro sociale apporti benefici in questa direzione. Ritengo più opportuno investire fondi per incentivare nuove assunzioni».Cosa intende fare per attirare nuove aziende e nuove realtà imprenditoriali a Voghera?«Apportare sul territorio comunale una completa e ampia ristrutturazione del piano industriale. Ridurre i costi di produzione attraverso una defiscalizzazione e un abbattimento del costo dell'energia e incentivare l' insediamento di nuove industrie riducendo gli oneri urbanistici»Cosa farebbe nei suoi primi 100 giorni da sindaco? «Io credo che il cittadino vogherese di questi tempi viva nella paura: per questo nei primi 100 giorni in-vestirei sulla sicurezza».Si definisca dal punto di vista politico in dieci pa-role. «Se questa è la politica, io non sono un politico».

diretta di un' interazione tra individui fondata sul ri-spetto».I negozi sono in crisi. Cosa aiutarli?«Promuoverò i settori del commercio e dell' artigia-nato riducendo la pressione fiscale per quella parte di competenza comunale e tratterò con i proprietari dei locali per una riduzione degli affitti. Infine avvie-rò con urgenza un piano commerciale».È favorevole all'apertura di nuovi centri commer-

E' ALLA GUIDA DELLA LISTA CIVICA 'L'ITALIA DEL RISPETTO'

Aquilini: "Non sono un politico, punto al riordino della città nel giro di tre mesi"di Serena SimuLa

Il suo obbiettivo è quello di destituire i partititi tra-dizionali e consegnare le chiavi della città in mano ai suoi abitanti: Fabio Aquilini, candidato sindaco della lista civica "L'Italia del rispetto" accusa la poli-tica vogherese di aver causato il degrado economico, culturale e sociale della capitale dell'Oltrepò. Oppo-nendosi fermamente allo scambio di poltrone e di fa-vori, propone una politica trasparente nel segno del rispetto.A Voghera tanti furti e poca sicurezza. Cosa inten-de fare per risolvere questa situazione? «L'obiettivo da raggiungere in tre mesi è il riordino della città e il rispetto delle regole per una buona convivenza sociale. Per riuscirci è necessaria una razionalizzazione dei servizi di polizia locale e la col-laborazione con altri attori della sicurezza, attraver-so un percorso partecipativo tra forze di polizia ed organismi associativi».Cosa intende fare per il miglioramento e il mante-nimento del decoro urbano?«Investire in opere di manutenzione e di ristruttura-zione della città, in particolare per quanto riguarda l'edilizia scolastica».I vogheresi lamentano che ci sono tante figure espressione dei partiti politici nelle società parte-cipate. Come invertire questa tendenza?«Per abbattere il sistema clientelare partitocratico è necessario un approccio meritocratico alle istitu-zioni, in quanto la meritocrazia è una conseguenza

ECCO LA CANDIDATA DEL MOVIMENTO 5 STELLE

Caterina Grimaldi: "Puntiamo su trasparenza e partecipazione"

I negozi sono in crisi. Come aiutarli?«Perseguendo politiche per regolamentare le attività, favorire l’apertura di negozi, sviluppare la vendita di prodotti alimentari e artigianali tipici del territorio a “filiera corta” e avviare un programma innovativo di iniziative turistico-commerciali».È favorevole all'apertura di nuovi centri commer-ciali? Anche se un nuovo punto vendita desse lavo-ro a cento vogheresi?«Sono assolutamente contraria. La città è già sta-ta saturata dalla costruzione del Centro Voghera Est e con la costruzione in corso della nuova Coop nell’area ex Parco Baratta. Il settore della Grande Distribuzione Organizzata in Lombardia ha perso nell'ultimo anno 1400 posti di lavoro quindi è invero-simile che ne possa offrire cento ai vogheresi». Teatro Sociale: sembra che il traguardo sia ormai imminente. Quali sono i suoi programmi per una eventuale riapertura? «Il Teatro potrà essere riaperto dopo la ristruttura-zione che potrà avere inizio dopo il reperimento di circa 5 milioni di euro. Potremmo valutare forme in-novative di finanziamento dal basso come il Crowd-funding».Cosa intende fare per attirare nuove aziende e nuove realtà imprenditoriali a Voghera?«Puntare sulle aree strategiche per accedere ai Fon-di Strutturali Europei 2014-2020, vale a dire chimica verde, agrifood, aerospazio, scienze della vita, ener-gia, tecnologie per smart communities, mezzi e siste-

mi per la mobilità, tecnologie per gli ambienti di vita, fabbriche intelligenti».Cosa farebbe nei suoi primi 100 giorni da sindaco? «Approvazione da parte del consiglio comunale del Codice Etico per la Buona Politica ad integrazione delle leggi antimafia e anticorruzione. Studio del bi-lancio comunale ed eliminazione di tutti gli sprechi. Attivazione di progetti per la sicurezza. Supporto alle imprese con l’attivazione dello sportello per l’acces-so ai Fondi Strutturali Europei 2014-2020».Si definisca dal punto di vista politico in dieci pa-role. «Normale cittadina prestata alla politica. Incensura-ta. Ancorata a solidi principi di onestà, etica e re-sponsabilità».

Caterina Grimaldi

di Serena SimuLa

Alla guida del Movimento 5 Stelle vogherese per le prossime elezioni c'è Caterina Grimaldi. Architetto residente a Santa Giuletta, ha 57 anni e nel suo pro-gramma punta su sicurezza, vivibilità e vivacità.A Voghera tanti furti e poca sicurezza. Cosa inten-de fare per risolvere la situazione? «Attuando nuove strategie di prevenzione e controllo: polizia locale maggiormente presente sul territorio in base a una mappatura della criminalità, priorità al progetto “Quartieri Sicuri” nelle zone della Stazione Ferroviaria e di Piazza San Bovo».Cosa intende fare per il miglioramento e il mante-nimento del decoro urbano?«Istituire “Laboratori di Quartiere” partecipati dai cittadini, dando priorità al monitoraggio di proble-mi di degrado relativo a rifiuti e deiezioni animali, dissesto stradale, zone verdi, affissioni abusive, se-gnaletica, vandalismo ed incuria per effettuarne la tempestiva risoluzione».I vogheresi lamentano che ci sono tante figure espressione dei partiti politici nelle società parte-cipate. Come invertire questa tendenza?«Con una revisione dei metodi di nomina dei Consigli di Amministrazione ed esclusione di nominati affilia-ti a partiti politici. Le nomine saranno sottoposte a un comitato tecnico consultivo che valuti i curricula dei candidati, inserendo nel CdA anche dipendenti dell’azienda e la figura del “Cittadino Controllore».

Fabio Aquilini

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di aLeSSandro diSperati

"Il Comune di Rivanazzano Terme, inserito in quel contesto ecologico ambientale così eccezionale com’è l’Oltrepò Pavese, sa quanto il suolo inedifi-cato sia un bene comune e che, in quanto tale, sia necessario limitarne il più possibile il “consumo”, valorizzando il ruolo degli spazi aperti e non edifi-cati sia per il ruolo ecologico che essi hanno sia per il ruolo decongestionante che assumono all'interno dell'edificato, rappresentando inoltre una fonda-mentale risorsa, non solo per lo sfruttamento agri-colo, ma anche laddove sono semplici spazi a verde attrezzati, per il miglioramento della qualità della vita". Così si esprime il presidente del consiglio co-munale Luca Schavi.Per il nuovo Pgt cosa avete fatto?"Anche la situazione economica ed edilizia attuale ha poi portato alla decisione di accogliere le molte domande di cittadini che chiedevano lo stralcio del-le loro aree delle zone edificabili".Quali sono gli obiettivi da raggiungere?"Il secondo obiettivo verte sull’incanalamento degli investimenti immobiliari nella riqualificazione del tessuto urbano consolidato che a Rivanazzano Ter-me, comincia a presentare dismissioni e abbandono molecolari e porzione di diffuso degrado fisico edili-zio (Vedasi l’edificio situato in piazza Papa Giovan-ni, ormai da anni in stato di abbandono e degrado). Il contenimento del consumo di suolo, pertanto non costituisce solo la premessa per la valorizzazione ecologica, paesistica fruitiva degli spazi aperti resi-dui, ma anche una mossa essenziale per evitare che in futuro nuovi edifici magari con elevati standard energetici e prestazionali si affianchino a edifici ab-bandonati pericolosamente trasformati in macerie e rovine".Su cosa puntare quindi?"La domanda, per quanto ridimensionata dopo gli anni di crescita estensiva e quantitativa, quando ri-prenderà vigore dopo questa stagione di crisi dovrà indirizzarsi sul già ricostruito favorendo la sua ri-qualificazione.Ulteriore obiettivo è quello di rimet-tere al centro delle trasformazioni del territorio le ragioni del lavoro, anziché quelle esclusive del set-tore immobiliare. Innanzitutto le attività produttive insediate nel comune di Rivanazzano Terme, devono essere tutelate e valorizzate, restituendogli la fa-coltà di ampliamenti e migliorie - a meno di reali incompatibilità ambientali che dovranno tuttavia essere affrontate favorendo il passaggio ad attività produttive compatibili ovvero l’adeguamento degli impianti. In un momento storico quale quello attuale che vede il settore produttivo subire forti pressioni, la politica urbanistica ha il dovere di tutelare e va-lorizzare gli spazi del lavoro".Schiavi, quali sono stati gli elementi oggetto di discussione? "In particolare che per l’edificio di Piazza Papa Giovanni XXIII non è previsto un aumento delle al-tezze, ma la possibilità di modificare le sagome da valutare attraverso un Piano Integrato di Intervento da sottoporre all’approvazione del Consiglio Comu-nale, in relazione alla modifica dell’area Eckart fa presente che sono cambiate le condizioni rispetto all’approvazione del PGT ed all’epoca la previsio-ne del tracciato della tangenziale era obbligatoria.

LE ILLUSTRA IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO, LUCA SCHIAVI

Ecco le linee guida utilizzate perla variante semplificata del PGT

RIVANAZZANO TERME

Sottolinea che oggi la situazione è mutata e la pos-sibilità di realizzazione della tangenziale, stante la situazione di finanza pubblica, è molto remota. Con riferimento all’ex area Zella rileva che non è sta-ta accettata alcuna osservazione che richiedesse la possibilità di realizzare una media struttura com-merciale di tipo alimentare e che la richiesta pre-sentata è stata bocciata. Per i parcheggi la scelta operata è stata quella di prevedere dei permessi di costruire convenzionati con obbligo a carico dei pri-vati di realizzare e cedere nuove aree di sosta".

PARLA IL SINDACO DI RIVANAZZANO TERME

"Il comune sempre piùpenalizzato dai tagli"Il nuovo sistema di calcolo delle risorse per gli enti locali, previsto dal governo centrale, comporterà, per il comune di Rivanazzano Terme nel corso del 2015, la necessità di dover recuperare ulteriori ri-sorse per oltre 200.000 Euro. Questo sarà necessario per mantenere gli stessi servizi dello scorso anno.Il sindaco Romano Ferrari spiega: ”Facciamo par-te di una fascia di comuni penalizzata dal nuovo sistema di calcolo delle risorse per gli enti locali. Non ci sembra equo che il Comune di Rivanazzano Terme sia trattato come un Comune della Riviera Ligure che usufruisce di ben altre entrate. Ricordo che i Rivanazzanesi danno allo Stato, con l’IMU, sommando anche i fabbricati D versati direttamente allo Stato, oltre 1.500.000,00 euro".E quindi?“Ad esempio, da qualche tempo, è stato istituito il Fondo di solidarietà comunale (FSC). E' un fondo che viene alimentato con una parte del gettito IMU di competenza dei Comuni, ripartita con modalità fissate da un Decreto del Presidente del Consiglio. Il

remo i salti mortali e riusciremo a far quadrare il bilancio di previsione che voteremo in consiglio comunale entro il 31 maggio. Però non è assolu-tamente giusto che noi Sindaci dobbiamo fare gli esattori delle tasse per conto dello Stato e fare an-che la figura di quelli che a livello locale aumentano le tasse. Purtroppo i soldi dei nostri concittadini, con questi sistemi di calcolo, vanno a finire altrove e noi dobbiamo far quadrare il bilancio in maniera sempre più difficoltosa".

Fondo dovrebbe limi-tare le disuguaglianze tra i Comuni, per que-sto motivo la redistri-buzione delle quote dovrebbe essere effet-tuata in maniera equa. I sindaci alimentano e versano nel Fondo il 38,23% dell’Imu ge-nerata dall’aliquota standard, dando modo di raccogliere 4,7 mi-liardi di euro".Concludendo?"Nel caso del nostro Comune, secondo una stima fatta dallo Stato al 15 aprile, non solo non ci sarà ridistribu-zione a nostro favore di quote, ma lo Stato tratterrà un’ulterio-re parte degli incassi IMU, che andrà a be-neficio di altri comuni.Ancora una volta fa-

A Rivanazzano ecco la 'Fiera del Libro'

IN PROGRAMMA IL 30-31 MAGGIO

Sabato 30 maggio si alzerà il sipario, a partire dalle 10,30 della quarta edizione della Fiera del Libro che si terrà a Rivanazzano Terme. Alle 11,30 è previsto il taglio del nastro e l'apertura degli stand e poi per due giorni i libri la faranno da padrona nella località termale con la possibilità oltre che di poter vedere numerose bancarelle con editori locali che proporranno i loro libri anche una serie innumerevoli di presentazioni di nuovi volumi. Saranno presenti: Ales-sandro Disperati Editore; Altravista Editore; CEO Cooperativa Editoriale Ol-trepò; EDO Edizioni Oltrepò; Guardamagna Editore; Ibis Edizioni; Iperpress Editore; Primula Edizioni; Publicenter Editore; Ticinum Editore; Todaro Edi-tore; La Ricotta edizioni. La Fiera del libro rivanazzanese si configura ormai come un appuntamento fisso per l’editoria provinciale e non solo: un mo-mento di incontro e di confronto tra autori, editori e, ovviamente, lettori. Sarà offerto un grande spazio all’esposizione di materiale librario e multimediale da parte delle numerose case editrici invitate. Non mancheranno incontri con gli autori, laboratori ed iniziative dedicate ai più piccoli, conferenze e dibatti-ti, momenti di piacevole intrattenimento. Quest’anno la manifestazione assu-me un’importanza ancora maggiore vista la concomitanza con EXPO 2015.

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di Stefania bertonazzi

Da quasi un anno al servizio del cittadino, incontria-mo il vice sindaco di Godiasco Salice Terme, Pier Andrea Aresu.Come ci si sente dopo questi primi mesi di opera-to? "Ho deciso di dare il mio contributo e con un gruppo affiatato e coeso, capeggiato da Gabriele Barbieri, attraverso la lista civica “Rinnovamento e Progres-so”: l’esito delle votazioni è noto a tutti! Si è detto e scritto che la nuova Amministrazione Comunale nei primi sette/otto mesi di vita ha prodotto poco o nulla, dimenticando che negli ultimi cinque anni il quantum dei predecessori, pur avendo avuto maggiori risor-se a disposizione, è stato quello di produrre un bel “buco” nelle casse comunali: “buco” di centinaia di migliaia di euro; “buco” che ha messo in forse l’or-dinario funzionamento degli uffici e l’assicurazione degli stipendi al personale comunale; “buco” trat-tato ampiamente nell’ultimo Consiglio Comunale; “buco” che morde tuttora con il perdurare della crisi generalizzata anche per i Comuni, chiamati ad am-ministrare con sempre minori fondi, causa i mancati trasferimenti di risorse da parte del Governo centra-le". Quasi alla prima candelina, un bilancio?"A fronte di tale situazione l’input che ci siamo dati un anno fa è stato quello di dovere e volere realiz-zare cose utili nell’immediato e nel futuro e così: è stato garantito il servizio “sgombero neve” (for-tunatamente le uscite degli automezzi sono state minime); è stato istituito lo sportello IMU-Tasi, un servizio, un aiuto offerto gratuitamente (grazie alla disponibilità del geom. F. Rolandi) a tutti i cittadini (Godiasco e Salice) per la compilazione sia del mod. F24-Tasi, sia per il calcolo del contributo IMU da versare al Comune. E’ stata, altresì, attivata la di-stribuzione dei buoni pasto, per le scuole di Infan-zia, Primaria e Secondaria, presso l’ufficio comunale di Salice Terme; è’ stata assegnata ed inaugurata la nuova sede della Protezione Civile, fiore all’occhiel-lo di tutto l’Oltrepò Pavese, con il suo Centro Ope-rativo Comunale (COC) che, all’abbisogna, diventa intercomunale. Ma non solo, aggiunge Aresu, è stato implementato il sistema di video sorveglianza, tenu-to “cieco” inspiegabilmente da anni ed attualmente tutta la rete è visibile da postazione remota. Grazie alla lungimiranza del Sindaco è stato raggiunto un accordo con la Caritas Diocesana e la cooperativa AGAPE. Inizialmente, sulla riuscita della iniziativa, tutti o quasi erano pessimisti; Gabriele Barbieri ci ha sempre creduto ed oggi possiamo vedere con i nostri

"Sul ponte di Salice c'è stato un attovergognoso e strumentale contro di noi"

PARLA IL VICE SINDACO DI GODIASCO SALICE TERME, ARESUGO

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occhi cosa stanno realizzando, su base volontaria, i ragazzi profughi ospitati a Salice Terme, un esempio tangibile per facilitare la tolleranza e l’integrazione di questi ragazzi; è stato istituito uno sportello per facilitare le prenotazioni presso le strutture ospeda-liere di accertamenti clinici e strumentali prescritti dai medici di famiglia. Tra le altre cose, infine, grazie alla donazione di un anonimo benefattore, saranno installati prossimamente due defibrillatori, a Godia-sco e Salice Terme".In programma?"A breve, a beneficio, soprattutto, dei cittadini con difficolta di autonomia, ci sarà la possibilità di ef-fettuare il prelievo del sangue a Godiasco e a Salice Terme presso gli ambulatori rispettivamente della dottoressa M.E. Baiardi e del dottor P. Barbieri; sul fronte Reticolo Idrico Minore sono emerse critici-tà, che sono state rimosse per consentire il coeren-te convogliamento delle acque nella rete fognaria o nel torrente Staffora; il dissesto idrogeologico ci ha impegnati e ci impegna tuttora, per ripristinare per-corsi stradali occlusi da smottamenti ed in taluni casi l’intervento è stato preventivo per evitare il peggiora-mento dell’evento medesimo; a ridosso della prima-vera è stata la volta delle potature, siepi ed alberi, iniziativa che ha riscosso apprezzamento nonostante lo scetticismo iniziale di alcune persone. In campo edilizio, il settore langue ormai da anni, stiamo la-vorando con l’obiettivo di stimolare le richieste di interventi edilizi, in tal senso gli strumenti che disci-plinano la materia non aiutano, sono da revisionare (P.G.T. e R.E.). A tale proposito, a breve indiremo un incontro con gli operatori del settore e con chiunque fosse interessato per un confronto aperto, costruttivo e trasparente; stiamo programmando di attrezzare due aree per la sosta dei Camper, a Godiasco e Salice Terme. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Traspor-ti (MIT) e l’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI) nell’ambito del “Sblocca Italia”, hanno in programma di finanziare progetti ai Comuni sotto i 5.000 ab.; se ciò accadesse, ci faremo trovare prepa-rati, soprattutto con la “firma digitale”.Per il territorio?Vogliamo promuovere, valorizzare, far conoscere il nostro territorio, grazie anche ad una collabora-zione fattiva con le Associazioni locali ed iniziative lodevoli di cittadini, con eventi volti ad attrarre tu-risti, visitatori o semplici curiosi. E’ in programma a maggio, il mese della prevenzione sanitaria, quattro serate di venerdì 08 - 15 - 22 - 29 ore 21.00 presso il Teatro Cagnoni a Godiasco. Grazie ad amministra-tori volenterosi e parte attiva nell’organizzazione, a giugno, in sinergia con l’ACI, riproporremo il Rally quattro Regioni a Salice Terme. In calendario, inol-tre, tra luglio e settembre a Salice Terme si inaugure-rà il “Salice Musica Festival 2015”. In quest’ambito ci saranno importanti manifestazioni: al Diviani il 03 luglio concerto del tenore Giorgio Trucco; il 04 ago-sto “Concerto per piano forte e violino” con i mae-stri Roberto Moretti e Paolo Morena; per concludere con il clou l’08 settembre, in occasione della festa patronale di Salice Terme, un “Recital” del notissimo baritono Ambrogio Maestri". Tasto dolente: ponte di Salice Terme?"Sono contento di questa domanda perché il tema ponte è per me molto importante e ci tengo partico-larmente parlarne. Partiamo da tre dati oggettivi: 1) il proprietario del ponte è la Provincia; 2) il manu-fatto insiste sul territorio di Rivanazzano Terme; 3) la

manutenzione dell’alveo del torrente spetta allo Ster.Questa premessa non vuole essere una presa di di-stanza dal problema, anzi, noi siamo ben consapevoli del disagio per la mobilità dei cittadini e per certi versi del danno economico arrecato ai commercianti ed agli operatori turistici allocati al di là del ponte interdetto. Ma quello che si è letto e sentito, da metà novembre scorso nei confronti dell’Amministrazione comunale, è stato semplicemente vergognoso, stru-mentale e speculazione di piccolo cabotaggio. Il Sin-daco ha subito una campagna denigratoria pregiudi-ziale e patetica per un’assenza ben motivata, come se la Sua presenza, o di chiunque d’altro, alla famosa Cabina di Regia c/o lo STER di Pavia (22/12/2014) avesse potuto modificare il destino delle cose".Da parte vostra che cosa avete fatto?"Il Sindaco si è sempre prodigato per arrivare alla so-luzione del problema il prima possibile, anzi, in tempi non sospetti, quando il ponte era ancora percorribile, chiese un intervento di verifica strutturale del manu-fatto, ma la richiesta venne disattesa. Subito dopo l’evento disastroso, capendo come le cose si erano indirizzate all’interno degli Enti coinvolti, propose una alternativa provvisoria, il ponte Bailey, ripreso successivamente in considerazione anche dalla Pro-vincia, però subito accantonato perché il costo del realizzo era equivalente alla ricostruzione della pila collassata. Ciò nonostante, non abbiamo mai desisti-to dal sollecitare, pungolare, tenere contatti anche informali per non far cadere l’attenzione sul ponte di Salice. Durante la Cabina di Regia del 27/01/2015 ventilammo anche la possibilità di effettuare un atto dimostrativo eclatante “bloccare la strada provincia-le per il Penice”. E per rimarcare l’attenzione speci-fica sul ponte, sono state ottime le 3000 firme raccolte dal Comitato Pro ponte, e l’intervento di Striscia che ha contribuito sicuramente ad incastonare un altro tassello nel mosaico".Ma Salice è in attesa di un rilancio..."Io sono convinto che un Centro Termale come Salice Terme non può e non deve essere trattato marginal-mente; è forse il più importante della Provincia e cre-do che gli Enti preposti al reperimento dei fondi ab-biamo capito, nonostante le difficolta intrinseche ai medesimi, che avrebbero soltanto da perderci nel non ottemperare il ripristino dell’esercizio del ponte, ac-cesso principale al Centro Termale di riferimento per un vasto bacino d’utenza. Ho sempre avuto fiducia nelle persone che si stanno adoperando in un “mare” di difficoltà, ognuna per le proprie competenze, per il raggiungimento dell’obiettivo finale che non era e non è l’abbandono del Ponte di Salice Terme, bensì il recupero dello stesso entro giugno 2015. Confer-ma, che il ponte sarà fruibile entro giugno, l’ho avuta durante una diretta televisiva presso gli studi a Vi-gevano di TelePavia dall’Assessore provinciale alla mobilità e questo è un ulteriore motivo per crederci".Un messaggio per gli elettori?"E’ d’obbligo fare una riflessione su quanto accadu-to, al di là della spicciola speculazione e di qualche bassezza intellettuale; ho visto il tessuto sociale pro-duttivo di riferimento in fermento ed attento alle di-namiche createsi in un momento storico e di difficoltà come l’attuale, ho visto esseri umani al quale stava a cuore, a prescindere di chi fossero i meriti, la sorte di Salice Terme tout court, lavorare per il raggiun-gimento della meta comune, ecco, spero di vedere coesione sociale e spirito collaborativo anche dopo giugno 2015".

Il vice sindacoPier AndreaAresu

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MAGGIO 2015il Periodico 23 GODIASCO SALICE T.INTERVISTA ALL'ASSESSORE PROVINCIALE PAOLO GRAMIGNA

"Entro il mese di giugno il ponte di Salice Terme verrà riaperto al traffico"di aLeSSandro diSperati

Con l'assessore ai trasporti e mobilità della Provincia di Pavia, Paolo Gramigna facciamo il punto sui lavori del ponte di Salice Terme, chiuso ormai da mesi.Come stanno andando i lavori per il ripristino del ponte di Salice Terme?"Attualmente sono terminati i lavori di consolida-mento di due pile e della spalla del ponte. Questi lavori hanno avuto un costo di circa 200.000 euro, totalmente a carico della Provincia. Con i predetti consolidamenti si è potuto riaprire il ponte al transito pedonale a fine marzo, rispettando l’impegno che ci si era presi con la popolazione. Ora, si è provveduto a predisporre un progetto per il consolidamento della terza pila del ponte del valore di 120.000 euro e sono in corso le procedure di gara d’appalto. Intanto lo STER sta provvedendo ad ultimare i lavori di terra-pieno del greto e difese spondali dello Staffora".Quando si prevede la riapertura?"Il cronoprogramma dei lavori di consolidamento della terza pila dovrebbe consentire la riapertura al traffico autoveicolare entro il mese di giugno. Un plauso va senza dubbio all'Assessore Maurizio Vispo-netti, ai tecnici della Provincia ed alle imprese che con abnegazione hanno lavorato in questo periodo".Si poteva fare di meglio?"Certamente è sempre possibile fare di meglio. Se consideriamo l’attuale situazione economico finan-ziaria degli Enti locali, riuscire a riaprire un ponte al limite del crollo in soli sei mesi credo sia un risultato

"Essenzialmente per due motivi. Perché siamo all’inizio del ciclo di programmazione di spesa dei fondi strutturali Europei e per l’attuale momento di trasformazione Istituzionale cui gli Enti Locali sono sottoposti. Per quanto i fondi strutturali europei, soprattutto il Piano di sviluppo rurale (PSR) ed il Fondo regionale di sviluppo regionale (FESR) sono interessanti per comuni ed imprenditori del nostro territorio. Altro tema caldo riteniamo essere la tra-sformazione istituzionale con la quale il prossimo anno la provincia di Pavia si trasformerà in Ente di secondo livello e come superare l’attuale momento di finanza degli Enti locali. L’invito alla partecipazione al dibattito è rivolto a tutti gli imprenditori ed ammi-nistratori pubblici dell’Oltrepò pavese".

notevole".Ci può confermare che anche la greenway tra Ri-vanazzano Terme e Salice Terme verrà ripristina-ta ed asfaltata?"Certamente si. Il progetto esecutivo del ripristino è stato approvato negli scorsi giorni e a breve partiran-no i lavori. Il 14 di giugno prossimo è in programma la mezza maratona Rivanazzano Terme - Voghera, con la family run che si svolgerà tra Rivanazzano Terme e Salice Terme. Per tale data confidiamo che il tracciato possa essere ripristinato".L’otto maggio prossimo il circolo del PD di Riva-nazzano Terme organizzerà un dibattito sullo svi-luppo dell’Oltrepò pavese. Come mai proprio in questo momento?

Il ponte diSalice e Paolo

Gramigna

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VALLE STAFFORALA LOTTA ALLA REALIZZAZIONE DELL'IMPIANTO DI PIROLISI PROSEGUE

“Il superamento dei motivi ostativi era prevedibile, ma nessun via libera" di VaLentina ViLLani

Nei mesi passati abbiamo parlato in maniera detta-gliata del grosso problema che da tempo sta attana-gliando il Comune di Retorbido. La società Italiana Energetica Tire S.r.l.. ha presentato un progetto per la realizzazione di un impianto industriale per il re-cupero ed il trattamento di pneumatici fuori uso, in sostanza vorrebbero avviare un'attività industriale basata sulla pirolisi. L’area su cui si prevede di rea-lizzare questo impianto attualmente é occupata dal-la fornace “ex-Valdata” per la produzione di argilla espansa della ditta Laterite S.p.A., che, tra l’altro, è inattiva da almeno cinque anni. Inutile asserire nuo-vamente quanto quest'impianto potrebbe nuocere in primis al nostro territorio, poiché verrebbe realizza-to all'interno di un contesto oltrepadano naturalisti-co, in terre prevalentemente vitivinicole ed agricole. Inoltre, è bene ricordare che il trattamento termico di pneumatici non è sicuramente salutare, vi saranno delle emissioni in atmosfera che saranno davvero no-tevoli se rapportate al quantitativo di pneumatici che verrebbero trattati, potrebbe impattare negativamente sulla salute dei residenti, anche perché, non sono sta-te chiaramente esplicitate la qualità e quantità delle emissioni. Certo è che questa società non ha nessuna intenzione di lasciar perdere il suddetto progetto e la battaglia contro la realizzazione dell'impianto di Piro-lisi sembra non avere fine.Nei mesi passati, la Regione Lombardia, aveva pre-sentato notizia di preavviso di rigetto del progetto per motivi tecnici, alla società Italiana Energetica Tire S.r.l., in quanto la recinzione dell'impianto si sarebbe dovuta spostare di pochi metri, poiché obbligatorio rispettare le distanze dal torrente Rile e per escludere le aree a destinazione agricola. La suddetta società, ha risposto con le controdeduzioni dei proponenti, presentando le modifiche richieste con una nuova perimetrazione dell’impianto che esclude le aree di cui sopra, al fine della risoluzione dei motivi ostativi evidenziati. Purtroppo, la ditta proponente è riuscita a rientrare nelle richieste da parte della Regione che non ha potuto far altro che ritenere superati i motivi ostativi presentati.La Società Italiana Energetica Tire potrà quindi pro-seguire con l’iter necessario all’ottenimento dell’Au-torizzazione Integrata Ambientale.Abbiamo incontrato il Sindaco di Retorbido, Isabella Cebrelli, per avere un suo parere alla luce degli ulti-mi fatti trascorsi.Sindaco, un suo commento in merito agli ultimi fatti avvenuti?“Posso solo asserire che il superamento da parte della Società Energetica Tire dei motivi ostativi era ovviamente prevedibile. La Regione ha chiesto alla ditta due integrazioni non sul progetto, bensì su quanto richiesto dai soli tecnici e, allo stato attua-le, non ha dato nessun “via libera”come invece si vocifera da qualche giorno. Puntualizzo inoltre che questi non erano due punti di vitale importanza, e che sostanzialmente è come se fossimo ancora fermi al punto di partenza. La Regione si è presa ora 180 giorni di tempo per esprimersi nuovamente e dare ulteriori giudizi. Questo continuare a parlarne non credo serva a qualcosa ma anzi porta solo della gran confusione che, in un momento delicato come questo, è tutt'altro che costruttiva. Noi andremo avanti per la strada intrapresa facendo possibile ed impossibile per impedire la realizzazione di quest'impianto”.

Ma sentiamo anche cosa ne pensa il comitato rispet-tiamo e valorizziamo il territorio, che si batte da tem-po per contrastare la realizzazione di quest'impianto, abbiamo incontrato il portavoce: Marco Dapiaggi.Dapiaggi, cosa pensa il comitato di questi ultimi accadimenti?“Innanzitutto ci teniamo comunque a precisare che questo primo “ok regionale” è relativo esclusiva-mente alla valutazione degli elementi ostativi dell'Aia (Autorizzazione Integrata Ambientale). Vorremmo inoltre ribadire che risulta ancora mancante il ne-cessario parere dell'Ente Nazionale per l'aviazione Civile (ENAC ), competente per il vicino aeroporto

di Rivanazzano Terme. La tempistica istruttoria quindi riparte, ed ora, i Tecnici della Regione, dovranno ne-cessariamente entrare nel merito del progetto, passando per le diverse fasi delle procedure stesse in merito a ri-chieste di integrazioni, acquisizione pareri enti e commissione VIA (Valu-tazione Impatto Ambientale), inoltre la valutazione delle osservazioni per-venute e la formulazione delle valuta-zioni VIA e AIA. Crediamo che ci sarà ancora parecchio da lavorare e che

Il sindaco di Retorbido, Isabella Cebrelli

contrastare la realizzazione dell'impianto non sarà una passeggiata di salute, continueremo quindi ad operare per predisporre delle valide osservazioni da sottoporre al vaglio della Regione. Non é più il tempo di tergiversare ma di agire. La battaglia continua”.

SCENDONO IN CAMPO I CITTADINI RETORBIDESI

Un no secco degli abitanti contro questo progetto Nei giorni scorsi presso il teatro comunale a Retor-bido si è svolta una riunione pubblica riguardan-te il progetto di smaltimento pneumatici fuori uso tramite pirolisi. Tale proposta è tuttora al vaglio delle commissioni tecniche e ambientali regionali. Promotori di questa serata sono stati i cittadini re-torbidesi che sensibilizzando associazioni e forze politiche sono riuscite nell'intento di riempire la sala teatro e di avviare un vivace dibattito che ha coinvolto tutti i presenti sull'argomento. Il proget-to in atto, che si andrebbe ad insidiare nell'area ex Valdata, interesserebbe non solo il comune di Re-torbido ma, oltre ai comuni limitrofi, anche l'intero territorio oltrepadano già segnato in passato da in-sediamenti a rischio come la Fibronit di Broni e la discarica di pneumatici di Castelletto di Branduzzo. Molto alta quindi l'attenzione di tutti soprattutto per le incognite che ricadrebbero sul territorio oltrepa-dano con l'istallazione di un simile inceneritore. Tale progetto avrebbe conseguenze economiche molto negative insediandosi in un territorio vocato per i suoi pregiati vigneti e per i suoi molteplici pro-dotti enogastronomici provocando sicuramente un danno rilevante a livello economico e di immagine alle numerose aziende presenti in loco. Numerosi

gli interventi anche sulla garanzia che i prodotti di scarto e i fumi incidano negativamente sulle falde acquifere, sulla qualità dell'aria e sulla salute dei cittadini. La provincia di Pavia detiene a livello re-gionale il triste primato della maggior percentuale di malattie tumorali. Per questo lo scopo della serata è stato quello di sensibilizzare il più possibile ognu-no dei presenti: un NO deciso all'impianto è stato espresso da tutti i presenti cittadini e politici. E' sta-ta quindi proposta una manifestazione pacifica di protesta che si terrà il 24 maggio 2015; per le ore 15 si partirà dal centro sportivo di Retorbido dirigen-dosi verso la pista ciclabile, con l'adesione di tutte le associazioni territoriali e di tutte le forze politi-che a cui, ci si auspica, intervenga il maggior nume-ro possibile di cittadini. Prima di tale data però non mancheranno altre iniziative, una su tutte, la pre-senza di uno stand nell’area fieristica dell’Ascen-sione di Voghera in cui si daranno informazioni, si raccoglieranno firme e si darà visibilità alla mani-festazione del 24. Per domenica 3 maggio sempre in teatro a Retorbido alle 21 incontro per distribuire i volantini e per fare il punto della situazione su cosa è stato prodotto in questa settimana e su cosa i vari politici presenti in sala hanno deciso di fare.

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il Periodico 26 MAGGIO 2015

ciazione Ghinaglia di Rivanazzano Terme.Giudice, partiamo da un concetto... la nostra colli-na rischia il collassamento?"Viviamo un momento di passaggio dove l’assetto sociale del nostro territorio di bassa collina e pianu-ra è arrivato a un punto di svolta. Il sistema fondato sul pendolarismo non si regge più a causa della crisi economico-finanziaria e per dare un futuro alle nuove generazioni gli sforzi andrebbero indirizzati a mante-nere il capitale umano nella nostra Valle Staffora. È un concetto importante, fatto suo dalla Provincia di Pavia ad esempio che ha iniziato a lavorare in questo senso con progetti volti a rilanciare la sostenibilità del nostro sistema economico, fondato sull’agricol-tura di qualità". Qual'è il patrimonio più importante per la Valle Staffora?"Credo di essere diventato noioso a continuare a ri-petere che il nostro più importante conto in banca è il panorama naturale delle colline, sono i colori e i sapori che ci circondano, e non può che farmi piace-re constatare come l’amministrazione di Rivanazzano Terme abbia intrapreso la strada di valorizzare que-ste specificità". La strada da percorrere è lunga..."Certo, la strada è lunga, ma bisogna pure iniziare da qualche parte perché a leggere certi numeri ci si può anche arrabbiare: in Italia si sono registrati, dal 2002 al 2014 oltre 2.000 eventi alluvionali che hanno causato circa 300 morti e ingenti danni economici. In

"Non basta dire di noAgire contro l'impianto"

PARLA GIUDICE, DELL'ASSOCIAZIONE GHINAGLIAVA

LLE S

TAFF

ORA

Italia circa 6 milioni di persone vivono o lavorano in un territorio ad elevato rischio idrogeologico e 6.633 Comuni hanno almeno parte del territorio a rischio frane e alluvioni, anche per la mancanza di una ade-guata pianificazione territoriale".Perché dice questo? "Perché pochi mesi fa abbiamo constatato con mano la forza dell’acqua. E non si parla di alluvione, ma di una semplice piena dello Staffora che ha fatto crolla-re il ponte di Salice Terme. Cosa potrebbe succedere all’inceneritore di Retorbido dopo una esondazione del vicino Staffora o anche del piccolo Rile per non parlare di una scossa di terremoto? È del tutto in-comprensibile la logica che permetterebbe di instal-lare un inceneritore in piena campagna a Retorbido proprio quando le amministrazioni locali hanno ini-ziato a pensare e ad avviare progetti di valorizzazio-ne del nostro ambiente naturale".Ma la ditta dice che ormai è quasi fatta..."Sgombriamo il campo dagli equivoci. I toni trionfa-listici usati dall’Italiana Energetica Tire, la società che vuole ricavare oli combustibili dall’incenerimen-to dei pneumatici usati a Retorbido, dopo la prima valutazione dei tecnici dell’assessorato Ambiente di Regione Lombardia sono quanto mai fuori luogo e fuori tempo. Cantino pure vittoria lor signori, che come sempre cercano di gettare fumo negli occhi di noi poveri oltrepadani, considerati alla stregua di un manipolo di zoticoni e analfabeti, ma va ricordato che l’atto della scorsa settimana non significa pro-prio nulla. Tantomeno l’approvazione del progetto". Ma la Regione ha dato l'ok..."Avremmo tutti preferito che i tecnici avessero fatto scattare il semaforo rosso, ma tant’è. Siamo ormai abituati a vivere in questo strano Paese dove non si sa mai quando arriva un giudizio definitivo su un pro-getto, e soprattutto da chi. I tecnici con il loro parere hanno solamente dato l’avvio preliminare del pro-cedimento? Bene, i cittadini continueranno la loro battaglia per dire no a questo progetto assurdo che non ha eguali in Europa. Conclusa la verifica delle condizioni minime di fattività del progetto da parte

dell’AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) re-lativamente al superamento degli elementi ostativi evidenziati, la partita vera si gioca ora sulla verifica ambientale. Come si sapeva fin dall’inizio, nessuna sorpresa quindi". Cosa intendete fare per fermare il progetto?"Adesso è arrivato il momento di farsi sentire. E questo vale per i cittadini, gli imprenditori locali, gli amministratori e i politici. Tutti si dicono contro que-sto progetto devastante, ora bisogna passare ai fatti. Dire un semplice NO, non basta. È necessario farsi vedere, confrontarsi e coinvolgere più persone pos-sibili perché la forza del numero è dalla nostra parte e dobbiamo far capire che “da qui non si passa”, e impianti come questi non vanno fatti a Retorbido e in nessun altro luogo. È curioso che dopo diversi mesi siamo ancora qui a parlare di un progetto che ha in-cassato parere negativo da tutti i Comuni circostanti Retorbido (persino la dormiente amministrazione di Voghera dopo aver inizialmente snobbato la questio-ne, spero solo per insipienza, ha dovuto prendere po-sizione. Forse per le pressioni esterne, ma va bene lo stesso)".Voi farete un incontro per parlare di questo..."Venerdì prossimo, 8 maggio, alle ore 18.00, presso la biblioteca civica Migliora di Rivanazzano Terme, il circolo locale del PD e l’Associazione cultura-le Ferruccio Ghinaglia organizzano un’assemblea pubblica dedicata allo sviluppo dell’Oltrepò dove si parlerà anche dell’inceneritore di Retorbido, mentre domenica 24 maggio si terrà a Retorbido una cam-minata sulla greenway per protestare contro il pro-getto della ex Valdata. Certo fa veramente ridere che all’Italiana Energetica Tire sia bastato spostare di qualche metro i confini dell’impianto per azzerare i motivi ostativi che avevano portato al preavviso di diniego dei tecnici. Una recinzione spostata di pochi metri non cambia il problema". Cosa significa pirolisi?"Pirolisi significa bruciare materiale ad altissima temperatura in mancanza di ossigeno, creando del gas di sintesi (syngas) altamente tossico (essenzial-mente monossido di carbonio e idrogeno) e del car-bone, con una grande dispersione di fumi. Se però l’ossigeno entra in contatto con il materiale l’inte-ro processo fallisce. E stiamo parlando di materiali altamente tossici, trattati a temperature elevatissime con un alto rischio di incendi. Una potenziale bomba ambientale in grado di uccidere ogni idea di “nuovo” sviluppo economico".

di aLeSSandro diSperati

"Partita tutta da giocare per l'incene-ritore e aumenta la mobilitazione dei cittadini... camminata di protesta sul-la greenway il 24 e incontro a riva l'8 maggio sono solo le prime 2 iniziative in calendario a difesa dello sviluppo economico dell'Oltrepo fondato sulla qualità dei nostri prodotti e sul rilan-cio del turismo": così si esprime Vin-cenzo Giudice, presidente dell'Asso-

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VAL TIDONEINTERVISTA AL SINDACO DI ZAVATTARELLO, SIMONE TIGLIO

"Con queste condizioni valutiamo lapossibilità di passare con l'Emilia..."di aLeSSandro diSperati

Abbiamo incontrato Simone Tiglio, sindaco di Zavatta-rello per un’intervista a 360 gradi. Non solo sulle pro-blematiche e sulle iniziative di uno dei borghi più belli d’Italia ma anche per capire le aspettative del paese in vista di Expo.Tiglio, partiamo dal patto di stabilità. A differenza di tanti altri comuni voi avete sforato, perchè?“Come ho già detto in altre occasioni, siamo orgoglio-si di aver sforato il patto di stabilità. Perché sforarlo ha significato riuscire ad onorare i debiti verso i propri fornitori. È vero che il nostro è uno dei pochi nel nord Italia che ha sforato il patto. Avevamo un obiettivo ab-bastanza difficile da raggiungere, duecentoundicimila euro, e molti investimenti già fatti, da pagare alle im-prese. Per raggiungere l’obiettivo di finanza pubblica avremmo potuto fare come tanti enti, e cioè evitare di pagare i fornitori. Invece abbiamo preferito onorare gli impegni ed evitare di mandare le nostre imprese in crisi di liquidità”. Quando eravate entrati nel patto di stabilità?“Siamo entrati nel patto nel 2013, cioè nell’anno in cui abbiamo attivato il maggior numero di investimenti della scorsa tornata amministrativa e non ci sembrava giusto mettere in difficoltà e tutte le imprese che sono state coinvolte. Prima di giudicare, rispetto al mancato rispetto del patto di stabilità, un’amministrazione, bi-sognerebbe innanzi tutto sapere come funziona il patto, sapere che cosa è: io ho come l’impressione che la mag-gior parte di quelli che parlano di sforamento, non sono neanche capaci di calcolarlo questo patto di stabilità”.Economicamente in che condizioni si trova il comune di Zavattarello?“La nostra pressione finanziaria fiscale rimane, rispet-to ai servizi erogati, bassa, e come ha dimostrato una ricerca compiuta dal Ministero degli Interni, il comune di Zavattarello è ancora oggi il comune che con quattro-mila euro di spesa procapite eroga il maggior numero di servizi ai cittadini, in provincia di Pavia, pur non essen-do quello che fa pagare più tasse. Questo significa che la nostra gestione è stata virtuosa. Lo stesso Premier Renzi aveva più volte definito il ‘patto di stabilità’ un ‘patto di stupidità’. Quindi, il fatto di non aver rispettato il ‘patto di stupidità’ non è un peccato capitale; soprattutto se si considera che il rischio era calcolato, in quanto già dall’anno prossimo non saremo più soggetti al patto, stando alla vigente legislazione". Il comune di Zavattarello negli ultimi cinque anni è riuscito a realizzare opere per due milioni e mezzo di euro…“Si, in realtà siamo già oltre i due milioni e mezzo per-ché è già trascorso un anno da quel conteggio. Abbiamo fatto diversi investimenti, nella maggior parte dei casi finanziati al cento per cento a fondo perduto e si è trat-tato di un risultato record, tenendo conto della tendenza degli ultimi anni, verso la riduzione degli investimenti delle pubbliche amministrazioni a tutti i livelli. Oltre ad aver asfaltato undici chilometri di strade comunali, abbiamo realizzato una nuova palestra scolastica, nuo-vi marciapiedi, abbiamo riqualificato completamente il borgo medioevale di Zavattarello, abbiamo fatto diversi lavori di manutenzione straordinaria e di riqualifica-zione del territorio, risanamento di versanti franosi, regimazione idraulica di diversi fossi e corsi di acqua. Oltre a tutto questo abbiamo rilanciato l’immagine di Zavattarello attraverso tutta una serie di iniziative, di manifestazioni nel campo del turismo e della cultura che hanno fatto si che in cinque anni il numero di visitatori paganti al castello triplicasse, passando dai 2.700 del 2009 ai quasi 7.000 del 2014”.Opere invece in programma in futuro?“Attualmente abbiamo in corso di realizzazione un pro-

degli organi di rappresentanza della Provincia sareb-be necessario: in altre parole, bisognerebbe utilizzare le poche risorse che ci sono, anche sforando il patto, affinché la permanenza in carica del Presidente e della Giunta continui ad avere un senso. Se non danno rispo-ste, che cosa stanno lì a fare?”.Expo 2015: quale opportunità?“Expo rappresentava sicuramente una grossa opportu-nità per l’Italia, non solo per l’Oltrepò. Come sempre accade le grandi opportunità vengono dal nostro paese colte e sfruttate solo parzialmente. In sette anni, cioè dal 2008, anno in cui a Milano si è aggiudicato l’onere e l’onore di organizzare questa manifestazione mondiale, si è fatto di tutto per perdere del tempo, per non prepa-rarsi adeguatamente all’evento e prova ne è il fatto che la maggior parte dei lavori ormai in fase di conclusione e i lavori secondari ma utili legati alla viabilità, legati all’offerta di servizi di parcheggio sono in ritardo, e lo stesso commissario del Governo, Sala ha sostenuto che una parte delle opere secondarie non verranno concluse entro l’inizio della Manifestazione; e ci sono dubbi an-che sul fatto che lo stesso padiglione Italia possa essere completato entro il primo maggio”.E per quanto riguarda l’Oltrepò?“Per quanto riguarda l’Oltrepo e la provincia di Pa-via è di questi giorni la notizia che Regione Lombar-dia, rimangiandosi quanto aveva detto fino ad un mese fa, non finanzierà più nella stessa misura il progetto di valorizzazione del territorio in vista di Expo. Le risor-se sono state tagliate inspiegabilmente di quasi l’80%. Con le pochissime risorse a disposizione penso che sarà estremamente difficile fare qualcosa di incisivo, se non sforzarsi di realizzare una comunicazione integrata del territorio. Spero a questo proposito che venga portata avanti almeno la mia proposta, sostenuta anche da mol-ti altri sindaci, di allestire una vetrina dell’Oltrepo in centro a Milano".Provincia e Regione sembra che si stiano un po’ di-menticando dell’Oltrepò montano, dimenticandosi di rilanciare il territorio e soprattutto di mantenere i servizi come può essere l’ospedale di Varzi. Tante promesse ma alla fine pochi fatti. “La situazione non è sicuramente delle migliori. Le isti-tuzioni sono assenti, ma questo ormai da anni: il proble-ma è che la debolezza delle istituzioni non è una novità dell’oggi, ma uno dei mali cronici della nostra nazione. Questa debolezza era compensata, fino a qualche de-cennio fa, dalla forza dei partiti politici tradizionali e successivamente, fino a tre, quattro anni fa, dal carisma personale di alcuni leader politici o notabili locali, che sono stati in grado di fare da raccordo fra le istanze del territorio e le istituzioni regionali e nazionali. Ora non è più così. Siamo in una fase di crisi perché le risorse si sono ridotte drasticamente, le istituzioni hanno rivelato tutta la loro debolezza e contemporaneamente i leader politici locali, che hanno garantito negli ultimi anni un ruolo alla provincia di Pavia, hanno smarrito gran parte della loro forza politica. E chi sta tentando di prenderne il posto, non è attrezzato per riuscire nell’intento".

getto di valorizzazione del castello e del museo di arte che prevede il potenziamento dell’illuminazione, degli allestimenti, delle sale del museo, la realizzazione di nuovi pannelli informativi in sei lingue all’interno del museo, la fornitura e la posa di nuovi cartelli stradali che indichino il castello di Zavattarello e il suo museo lungo le direttrici principali della provincia di Pavia e di quelle limitrofe e la realizzazione di un punto di ri-storo attrezzato che costituirà il completamento neces-sario della gamma di servizi di accoglienza già attivi presso il castello. Si tratterà di un punto ristoro, gestito da privati, che si collocherà in una fascia di mercato e di prezzo più elevata rispetto a quella coperta dagli altri esercizi pubblici presenti nel nostro paese, per due ragioni: perché è necessario qualificare l’offerta del ca-stello dal punto di vista turistico, mettendolo allo stesso livello degli altri principali centri di cultura e complessi monumentali italiani, con un servizio di ristorazione di qualità, e perché collocandoli in una fascia superiore, da questo punto di vista, significa anche non fare diretta concorrenza a tutti gli altri ristoratori locali”.Proprio sulla questione del nuovo punto di ristoro, la minoranza vi ha attaccato dicendo che andate a sna-turare quella che è la naturalezza del castello.“Non so che cosa intenda la minoranza con snaturare il castello. L’opposizione, che è stata maggioranza per trent’anni, aveva sostenuto che l’accettazione della do-nazione del castello da parte dei conti Dal Verme era e sarebbe stato un grosso errore politico e amministrativo. Ci fa piacere che oggi abbiano cambiato idea e che si elevino a difensori della purezza del castello come luogo di cultura. Quello che posso dire è che nell’atto di do-nazione è previsto che il maniero possa essere destinato a finalità culturali ma anche turistiche; e tra le finalità turistiche chiaramente rientra anche un’attività di ri-storazione. Su questo punto specifico è stato interpellato direttamente il conte Dal Verme, il quale non solo ha espresso il proprio parere favorevole, ma ha anche pro-mosso la realizzazione di questa nuova attività. Per il re-sto non ritengo di commentare l’articolo apparso sullo scorso numero del Periodico a firma del capogruppo di opposizione perché non ritengo necessario replicare a critiche dal tenore così basso. Al nulla non si replica…”. Parliamo di viabilità tra frane e dissesti. Proprio in questi giorni il presidente della Provincia Bosone ha sottolineato che se non arriveranno fondi dalla Re-gione o dallo Stato per risanare le strade, molte di queste ultime verranno addirittura chiuse entro l’au-tunno. “Ho presente la dichiarazione del presidente della Pro-vincia, noi in effetti ci troviamo in una condizione critica perché tre delle quattro strade provinciali che collega-no il nostro territorio al resto della Provincia risultano interrotte o semi-interrotte almeno in un punto. Se non cambia nulla è altamente probabile che entro l’autunno le strade vengano chiuse per forza di cose e il nostro comune rimanga isolato su tre lati e possa accedere alla pianura soltanto passando attraverso la Val Tidone, la 412". E quindi?“A questo proposito dovremmo anche valutare la possi-bilità di annessione all’Emilia Romagna e quindi indire un referendum in quella direzione perché ci riteniamo completamente abbandonati dalle istituzioni lombarde, le quali anziché preoccuparsi delle cose prioritarie, tra cui rientra la manutenzione e il decoroso mantenimen-to delle strade esistenti, spesso si rendono protagonisti di spreco di denaro pubblico o di opere mastodontiche che non hanno nessun beneficio tangibile alla popola-zione. Per quanto riguarda la posizione della Provincia io capisco perfettamente le difficoltà in cui versa l’ente e quindi anche le dichiarazioni del presidente Bosone; ritengo che però un maggiore coraggio da parte anche

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OLTREPODA UN'INDAGINE COMPIUTA A STRADELLA

Caritas: oltre 300 le famiglie che ricevono aiuti, crescono gli italianidi Gaia martini

Lo ricorda costantemente l'informazione, lo chiari-scono i numeri, ma basta uno sguardo, anche distrat-to, per scoprire che il fantasma della crisi economica è diventato uno scomodo compagno di viaggio per un numero sempre maggiore di famiglie. Vive tra noi, spesso nascosta a causa di una vergogna senza colpa, e a contatto con la vita quotidiana, quel con-cetto astratto che infarcisce la retorica, diventa una realtà spesso difficile da fronteggiare. Sono oltre 30 i volontari che mensilmente distribu-iscono viveri a 300 famiglie circa: “Ma la nostra attività – spiega Marisa Guarnaschelli, responsa-bile del gruppo caritatevole Il pane quotidiano di Stradella - non si limita a questo. Alla distribuzione mensile si è aggiunta da qualche anno anche quel-la a cadenza settimanale, ogni mercoledì e venerdì, del fresco: pane, frutta e verdura e questo grazie ad accordi con i negozianti, aziende e centri di grande distribuzione. Sono tra le 70 e le 90 le famiglie che usufruiscono di questo ulteriore aiuto”. Se dovesse fotografare i beneficiari degli aiuti, che immagine userebbe? “Fino a qualche anno fa si trattava in prevalenza di extracomunitari, ma oggi, complice la crisi, sono molti gli italiani a rivolgersi a noi: anziani, ma an-che giovani, famiglie monoreddito o con più figli a carico: il disagio, come è noto, è diffuso e le risorse non bastano mai, soprattutto da quando il banco ali-mentare ha ridotto le donazioni”.Non è sempre possibile soddisfare tutte le richie-ste? “Esattamente; a volte a mancare è persino la pasta: se un tempo era il banco alimentare la nostra più importante risorsa, oggi sono le donazioni da parte di aziende e privati a permetterci di aiutare chi re-almente ha bisogno. Fortunatamente c'è stata un'in-versione di tendenza; rispetto al passato registria-mo un'accresciuta sensibilità da parte delle aziende rispetto agli sprechi alimentari e questo si traduce per noi in una maggiore disponibilità in termini di risorse”. Di cosa avreste maggiormente bisogno; cosa po-trebbe donare chi è nelle disponibilità di farlo?“A mancare sono olio, pasta e riso, ma anche for-maggio, zucchero, caffè, biscotti e scatolame: in-somma ogni forma d'aiuto è ben accetta”.

Sabato 9 e domenica 10 maggio torna in grande stile in Oltrepò Pavese “Bollicine in Castello”, per la sua seconda edizione. L’evento sarà a cura di FQ-Communication/Mabedo e Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese con l’obiettivo di valorizzare le grandi produzioni spumantistiche in una cor-nice storica inedita. Il teatro dell’imperdibile due giorni sarà l’esclusivo Castello di San Gaudenzio a Cervesina (PV), a poca distanza dalle colline del Pinot nero dell’Oltrepò Pavese. Il programma del-la manifestazione prevede l’apertura al pubblico di winelovers e addetti ai lavori il sabato pome-riggio, dalle ore 15 alle 19; domenica, dalle ore 11 alle 19. Inoltre sarà portato in scena un gran-de spettacolo che legherà la cultura del tango e l’identità delle grandi bollicine: sabato 9 maggio, alle ore 21, il Castello di San Gaudenzio ospiterà Luis Castro e Claudia Mendoza, star internazio-nali del tango, per una notte di grandi emozioni, affidata alla direzione artistica di Laura Boatti. Nel corso della giornata di domenica 10 maggio,

invece, la cantante californiana Sherrita Duran rega-lerà al pubblico una sua performance canora ad im-preziosire il pomeriggio d’incontri e degustazioni. La due giorni sarà arricchita dalla possibilità di be-neficiare dell’ottima ristorazione del Castello di San Gaudenzio, tra sfiziosità “finger food” e grandi piat-ti della tradizione. A testimonianza dell’alta valenza culturale di “Bollicine in Castello”, l’artista pavese Stefano Bressani, ideatore delle “Sculture Vestite”, ha sentito di donare alla manifestazione un nuovo logo, frutto della sua creatività, che sarà un’altra delle sorprese di quest’anno. E’ possibile richiedere il biglietto di ingresso scontato via mail all’indiriz-zo [email protected]. Si pagherà così 15 euro anziché 20. Sabato 9 maggio alle ore 21 sarà la volta della cena di gala con l’esibizione di Tango argentino dei maestri Luis Osvaldo Castro e Claudia Mendoza. La prenotazione è obbligatoria, e da effet-tuarsi entro il 30 aprile via mail a [email protected] o al numero 320 699 0692. Il costo della cena è di 35 euro a persona, vini inclusi.

L'APPUNTAMENTO AL CASTELLO DI SAN GAUDENZIO

Il 9 e 10 maggio va in scenaBollicine in Castello

Il gruppo Il Pane

quotidianodi Stradella

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Convegni del Castello di Montesegale alla presenza di numerosi Sindaci della Comunità Montana Oltre-pò Pavese, di vari amministratori locali, del Consi-gliere Regionale Giuseppe Villani, di Sandro Bruni in rappresentanza dell’Assessore Regionale Melazzini, dell’Assessore Provinciale Paolo Gramigna, del Pre-sidente del Consiglio provinciale Vittorio Poma, de-gli Assessori della Comunità Montana Gianni Andri-ni e Ivan Elfi, di Elio Berogno in rappresentanza della Fondazione Comunitaria della Provincia di Pavia, di Annibale Bigoni in rappresentanza del Consorzio di Tutela del Salame di Varzi Dop e di Ruggiero Ian-nuzzelli, proprietario del Castello di Montesegale e Presidente del Museo d’Arte Contemporanea Castel-lo di Montesegale. L’ottenimento della certificazione ha generato grande interesse tra i numerosi cittadini presenti e tra i rappresentanti delle istituzioni presen-ti che hanno partecipato all’incontro intervenendo a supporto della validità del percorso e della necessità di avviare anche nel territorio della Comunità Mon-tana Oltrepò Pavese, progetti a rete tra Comuni, che valorizzino le peculiarità del territorio, lo rendano sempre più “smart” da un punto di vista ambientale ed energetico, oltre che migliorare la qualità di vita per le comunità locali. Sono intervenuti inoltre Da-niele La Regina – Certification Manager di DEKRA, Ivan Stomeo – Presidente Borghi Autentici d’Italia, Antonio Cardelli – assitenza tecnica Borghi Autentici e redattore del Piano di Miglioramento di Montese-gale, Marina Castaldini – consigliere del Comitato di

"La certificazione di borgo autenticocontribuisce allo sviluppo del territorio"

SODDISFATTO IL SINDACO CARLO FERRARIVA

LLE S

TAFF

ORA

di aLeSSandro diSperati

Il Comune di Montesegale si confer-ma un Comune pioniere, questa volta non solo dell’Oltrepò Pavese, ma nel panorama nazionale, acquisendo per primo la Certificazione realizzata e promossa da Borghi Autentici d’Italia "Borgo Autentico Certificato". La cerimonia di consegna della cer-tificazione si è svolta nei giorni scor-si, nella splendida cornice della sala

Alcuni momenti della certificazione

Ai fini pratici, a cosa serve questo riconoscimento?“Il percorso Borgo Autentico Certificato contribui-sce allo sviluppo del territorio rispettando comunque l’ambiente, l’energia, la ruralità stessa del territorio, quale fattore di riconoscimento della comunità” ha spiegato Daniele La Regina – Certification Manager DEKRA.“Con Borgo Autentico Certificato, andiamo a certi-ficare la buona politica di un’amministrazione che si sta mettendo in gioco e che chiede a un Ente terzo internazionale di certificare il proprio mandato po-litico, che nel presente periodo storico rappresenta sicuramente un valore aggiunto e un fattore di rico-noscimento” ha spiegato Ivan Stomeo – Presidente dell’Associazione Borghi Autentici d’Italia.

Gestione del Marchio “Borgo Autentico Certificato”.Sindaco come si è arrivati alla certificazione?“Fondamentale è stata la collaborazione e il coin-volgimento di tutta la cittadinanza e dell’Associa-zione Borghi Autentici d’Italia. Ognuno di noi ha in mano un tassello per comporre uno splendido mosai-co e così contribuire al bene comune. Dobbiamo con-tinuare a lavorare insieme per riscoprire e ricostruire la rete umana e civile dell’identità locale e prosegui-re nel nostro originale percorso di sviluppo. Si tratta di un progetto di forte impatto innovativo capace di migliorare la governance locale e di ristabilire, fra Amministrazione e cittadini, un rapporto aperto, tra-sparente e di prospettiva condivisa che potrà giovare alle dinamiche della democrazia locale”.

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CASTEGGIO

di VaLentina ViLLani

L'amminstrazione Comunale di Casteggio sta facen-do i salti mortali nell'intento di riuscire ad arginare il problema dei plessi scolastici ereditato dalla passata amministrazione Manfra e nello scopo di realizzare dei plessi idonei al regolare svolgimento delle lezioni dei suoi ragazzi, in virtù di una struttura più moder-na, sicura ed innovativa. “La giunta Callegari tiene particolarmente al tema istruzione e contestualmente ai suoi cittadini, il possibile possiamo dire di averlo già fatto, ora non ci resta che passare all'impossibile, resta chiaro ovviamente che noi non ci fermeremo”.Parole chiare e decise quelle dell'assessore alla pro-grammazione territoriale, opere pubbliche e manu-tenzione dei beni patrimoniali, Andrea Mussi che noi abbiamo incontrato per analizzare la questione più da vicino...Assessore Mussi, perché l'amministrazione comu-nale di Casteggio ha ritenuto fosse opportuna la realizzazione di un nuovo plesso scolastico?“Si è arrivati a dover effettuare una scelta simile poi-ché, dopo attente verifiche, si è riscontrata la necessi-tà della realizzazione di una nuova scuola dell’infan-zia in quanto l'edificio l’attuale non può più assolvere ai parametri fissati dal D.M. 18/12/1975, poiché re-alizzato con criteri ormai superati, in base anche al numero degli occupanti”.Ci parli del progetto che si vuole realizzare...“Abbiamo partecipato ad un bando specifico, pubbli-cato dalla Regione Lombardia, e destinato a finan-ziare interventi di edilizia scolastica che andava in scadenza il 10 aprile ultimo scorso. E' stato così pre-sentato il nostro progetto preliminare, relativo alla costruzione di una nuova scuola per l’infanzia in Via Montebello, costituita da n. 6 sezioni. L’area indivi-duata è frutto di un’analisi compiuta nell’ambito del programma integrato di intervento (P.I.I.) esistente, nel quale si è scelto di intervenire insediando il nuovo edificio scolastico con annessa palestra, mantenendo la viabilità esistente ed ampliando l’offerta sportiva e per il tempo libero, prevedendo la realizzazione di un’area verde attrezzata con pista ciclabile e campo pratica per il calcio, il tutto per migliorare ed im-plementare la dotazione funzionale del comparto. At-tualmente siamo in attesa di risposte da parte della Regione, sperando che ci venga concesso questo fi-nanziamento. In caso di esito positivo, saranno quin-di compiti dell’aggiudicatario, tutte le attività di pro-gettazione definitiva ed esecutiva, oltre alla direzione dei lavori, la contabilizzazione delle opere, i collaudi, la sicurezza in cantiere, l’ottenimento di tutti i pareri e autorizzazioni necessarie”.Come sarà strutturato questo complesso scolasti-co?“Il nuovo corpo di fabbrica proposto avrà superfi-cie in pianta pari a circa mq. 1720 comprendendo, ai sensi del D.M. 1975, n° 6 sezioni con spazi per attività ordinate, per attività speciali e per attività li-bere, oltre che locali destinati a refettorio. L’ingresso avverrà da Via Montebello, nell’ambito di un’ipotesi di riqualificazione dell’area comunale, attualmen-te adibita a parcheggio. L’area è inserita nel P.G.T. (piano governo territoriale) vigente, con destinazione a “servizi” ed è già di proprietà del Comune di Ca-steggio”.E per quanto riguarda i costi per gli interventi?“Il costo totale dell’intervento in progetto ammonta

“La giunta Callegari ha ereditato dal sindaco Manfra una pesante situazione”

PROGETTO SCUOLE A CASTEGGIO: PARLA L'ASSESSORE ANDREA MUSSI

ad € 1.704.788,80 complessivamente calcolato tra lavori a base d’asta e spese accessorie, finanziato, come già asserito, mediante richiesta di contributo regionale in conto capitale a fondo perduto, ai sensi della D.G.R.- Regione Lombardia per l’80% dell’in-vestimento, ed il restante 20% mediante il reperimen-to di risorse comunali derivanti dall’alienazione di beni immobili”.Sappiamo che sono ormai diversi anni che la vo-stra amministrazione comunale ha espresso la volotà di voler sistemare la questione scuole ma, volenti o nolenti, non siete ancora riusciti a porta-re a termine i progetti tanto desiderati. Ci illustri questo cammino...“Purtroppo, la giunta Callegari ha ereditato dall’Amministrazione Manfra una pesante situazione che riguarda il complesso edilizio scolastico di Via Montebello: nell’anno 2006 il Comune di Casteggio autorizzò la costruzione di un edificio scolastico e di una palestra, nell’ambito di un programma integrato di intervento (P.I.I.), sottoscrivendo una convenzione urbanistica che vincola i rapporti tra le parti (Co-mune e Lottizzante). Questi vincoli attestano che il Comune sarà obbligato nel corrispondere un canone di locazione annuo alla suddetta ditta: gravissimo errore di valutazione che oggi rischia di pesare sulle casse comunali con un debito pesantissimo, che an-drà crescendo negli anni e contestualmente metterà in seria difficoltà il Comune di Casteggio”.Come pensate di procedere a riguardo?“L’attuale Amministrazione sta valutando la possibi-lità di acquisire dette strutture al patrimonio comu-nale, anziché corrispondere, come asserito preceden-temente, un canone di locazione annuo previsto dalla convenzione. L’unica via di uscita da questo “impas-

se”, che assicuri e garantisca il più efficace perse-guimento dell'interesse pubblico, è appunto l’acqui-sizione di dette strutture al patrimonio comunale, per trasferirvi le scuole primarie e, in caso di finanzia-mento da parte di Regione Lombardia, realizzarvi la nuova sede della scuola dell’infanzia, trasferendo il plesso scolastico di Via Fermi/Via Duca d’Aosta in un‘area dotata di attrezzature sportive già presenti, che potranno essere implementate con la realizzazio-ne di un nuovo campo pratica per il calcio e ulteriori spazi attrezzati per lo sport in genere”.Il patto di stabilità però potrebbe rischiare di fre-narvi nella realizzazione del vostro progetto?“Esattamente. Quest'operazione prevede spese im-portanti per il nostro Comune, per cui, dovendo far fronte ai vincoli finanziari dettati dal patto di stabili-tà, la fonte di finanziamento per ottenere il reperimen-to delle risorse necessarie al trasferimento della pro-prietà degli immobili interessati non può che essere la cessione o permuta di aree comunali e l’eventuale accantonamento di proventi derivanti da alienazioni ed eventualmente di oneri di urbanizzazione”.Assessore, mi pare di capire che quella da lei cita-ta sia l'unica alternativa possibile per provvedere a sistemare questa spiacevole situazione, è esatto?“La soluzione di trasferire la scuola primaria è senza ombra di dubbio una scelta obbligata, ma anche di responsabilità e buon senso, finalizzata alla risolu-zione di un problema che si trascina ormai da troppo tempo e che potrebbe addirittura compromettere la sana ed oculata gestione delle nostre casse comuna-li. Ritengo opportuno rassicurare la collettività però che a tutt’oggi, la nostra Amministrazione Comunale, non ha assunto alcuna determinazione in merito che comporti impegni economici/finanziari”.

AndreaMussi

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MAGGIO 2015il Periodico 33 20° FIERA DI VARZI

di aLeSSandro diSperati

Quella che andrà in scena venerdì primo maggio a Varzi sarà una fiera all'insegna della novità. Una fie-ra che punta a valorizzare i produttori e gli operatori locali danno un taglio netto non solo al passato ma anche a banchetti di bigiotteria, di cinesui e di prodot-ti etnici. "Ma non certo perchè siamo razzisti - tende subito a sottolineare il vice presidente della Nuova Pro Loco di Varzi, Giorgio Rizzotto - ma perchè vo-gliamo che la Fiera di Varzi sia la vetrina dei pro-dotti e delle eccellenze della Valle Staffora". Grande spazio al mercato dei prodotti del territorio, il salame ovviamente la farà da padrone ma non solo: è sta-to sottoposto ad accurata selezione confermandone e sottolineandone gli elementi “veramente” territo-riali. Si aggiungeranno nuovi banchi di artigianato e prodotti particolari non alimentari: si è voluto questo per aumentare le dimensioni dell’evento, per diver-sificarlo e per proporre anche in questo caso prodotti selezionati e originali. Come ogni anno protagonisti saranno gli animali: nel centro storico ci sarà l’espo-sizione degli animali da cortile mentre in Piazza della Fiera cavalli, mucche della razza varzese e altri ani-mali, la faranno da padroni. Alle ore 11, sul ponte dello Staffora, ci sarà il ritorno delle vacche Varzesi sui pascoli dell’alto appennino. Un evento importante per il rilancio di una razza che fa parte della storia delle colline e che ha sfamato per secoli i contadini di quattro regioni del nostro Appennino: Pavese, Ales-sandrino, Ligure e Piacentino. Per questa occasione è bandito un concorso fotografico: verrà premiata la migliore immagine che colga le peculiarità dell’even-to. La Nuova Pro Loco di Varzi, guidata dal presiden-te Giogio Pagani, vuole davvero trasformare la fiera e fare le cose in grande dando slancio alle attività legate prettamente al territorio. "Il nostro intento - sottolinea ancora il vice presidente Giorgio Rizzotto - è quello di dare una scossa a Varzi. Con un motto ben preciso: "Per Varzi fiori e colori' legato anche ad un concor-so che andrà a premiare i migliori balconi e giardini

Una fiera nel segno dei produttori localiPer dare un'immagine nuova a Varzi

SI PUNTA SUI PRODOTTI DELLA TERRA, SALUMI E ARTIGIANATO LOCALE

fioriti perchè vogliamo che la nostra località diven-ti un piccolo gioiello dell'Oltrepò pavave. La Fiera dunque vedrà banconieri del territorio, produttori lo-cali che lavorano la terra. Artigiani del legno ma co-munque setrattamente legati alla Valle Staffora. Uno spazio sarà dedicato alla solidarietà perchè a questo teniamo in modo particolare. Infatti la fiera ospietrà Carla dei bomboloni di Savona. Lei vende bomboloni

e i fondi raccolti li devolverà ad un centro oncologico che cura i bambi-ni malati. Perchè credo che fare del bene sia sempre una cosa bella. Ab-biamo invertito la tendenza rispetto al passato. Speriamo che la gente, i visitatori ed i turisti apprezzino que-sto nostro sforzo di rilanciare la Fie-ra di Varzi".

Due foto delle passate edizioni della fiera. (foto di

Antonio Di Tomaso)

Sotto una vecchia

cartolina di Varzi

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20° F

IERA D

I VAR

ZI

concorso fotografico: il ritorno della razza varzese, musiche e canti delle terre alte, rappresentazione di antichi mestieri e tanto altro ancora. Alle ore 11.30 è prevista la sfilata di un primo gruppo di cavalieri medievali, un secondo gruppo sfilerà alle ore 15.30. Alle ore 16 si susseguiranno la presentazione delle razze con dimostrazioni di lavoro, lo spettacolo eque-stre dei cavalieri e la presentazione della razza var-zese. Inoltre durante tutta la giornata sarà possibile intrattenersi, sia in Piazza della Fiera che lungo le vie del borgo, con: mostra mercato dei prodotti locali, mostra mercato degli animali da cortile, esposizione animali della montagna, rassegna gestione ungulati della Provincia di Pavia con esposizione trofei. La Nuova Pro Loco Varzi in concomitanza con la mani-festazione «Varzi in Fiera» presenterà “Esposizione Trattori d’Epoca e rievocazione trebbiatura”, inoltre è stata organizzata una mostra, presso la casa dei ser-vizi delle terre alte, dei Pittori Alberta Ruffolo, Pia Bernini e Giorgio Pietrella. Alle ore 20 la tradizionale polentata sull’aia (casa servizi terre alte) e per con-cludere la giornata dalle ore 21.00 alle 21.30 dimo-strazione di ballo tango argentino coi Maestri Cinzia Sottile e Guido Crivellente, Campioni Italiani FIDS danze argentine 2010/2011, e dalle ore 22.00 serata danzante con musiche popolari del duo: Faravelli & Burrone. Un evento da non perdere e che richiamerà come sempre tanti visitatori e turisti.

"Varzi in fiera": il primo maggio sarà grande festa tra le vie del borgo anticoTorna la tradizionale fiera varzese del 1° Maggio, giunta alla sua 20° edizione. Alle ore 9 l’effettivo inizio con l’apertura della fiera e del merca-to nel borgo, alle 9.30 il saluto delle autorità. Dalle ore 10 presso il “Ca-sone” attività ludico ricreative (a cura di “I giochi del cortile”), degustazio-ne guidata di prodotti tipici (in col-laborazione con Slow Food Oltrepò pavese), mostre fotografiche diffuse a cura dell’associazione “Varzi viva”,

ECCO IL PROGRAMMA DELLA MANIFESTAZIONE

Una foto di Antonio Di Tomaso di una vecchia edizione della fiera

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CASTEGGIO

di GiaComo braGhieri

Intervista a Lorenzo Callegari, medico, sindaco di Casteggio nella prima e nella seconda repubblica.Nel 2009 mise d'accordo Pdl e Lega e fu sindaco per la terza volta a Casteggio con il 55% di prefe-renze, nel 2014 con il 61% dei voti. Dopo un anno a 20 km di distanza, sulla via Emilia, a Voghera, nell'ex Pdl è il far west cosa ne pensa?"La situazione del centrodestra di Voghera rivela la mancanza assoluta di cultura politica, l'area ex pen-tapartito si è sfaldata. A Voghera l'assenza di linea politica ha portato a una battaglia fra "potentati". Il commissario di FI, l'on Bocciardo, ha espresso una linea di partito, ma molti alimentano il populismo che nega ai partiti il ruolo fondamentale d'indirizzo de-mocratico. Amministrare un comune significa gestire tagli al bilancio quotidiani, emergenze viabilistiche ed industriali, solo un partito strutturato può garan-tire contatti istituzionali certi e chiari. Altrimenti si affida la gestione di quella che amo pensare la res pubblica a gruppi di potere che somigliano a lobbies. Per quanto riguardo la Lega è tornata ad essere un movimento populista, come alle origini, e il populi-smo è una pietra che da monte scende a valle travol-gendo tutto. Per essere chiaro la modernità è togliere le regioni a statuto speciale e non farne un altra come vorrebbe la Lega di Salvini. Il mio sostegno va a Bar-bieri, che è un ottimo amministratore e con cui ho lavorato per la valorizzazione dell'Oltrepo insieme al sindaco di Broni. Ripartire da capo richiede tempo e comporterebbe la perdita di occasioni di sviluppo".Il lobbismo è una pratica non normata, è un bene o un male?"Il lavoro di lobby deve essere normato perchè è una fonte di finanziamento dei partiti. In caso contrario le lobbies si rivolgono ai singoli e il "particulare" di-venta la linea del partito, in fondo siamo la patria del Macchiavelli. Ma a livello locale fanno più danni i personalismi, la vanità e l'incapacità di fare un pas-so indietro a favore del partito. In questo modo ri-schiamo seriamente di perdere il comune di Voghera e anche a Vigevano sarà una sfida durissima. Spero e lavoro come posso perchè non accada".Un politico di lungo corso nato negli anni '30 mi ha detto che il rilancio di Voghera come città riferi-mento dell'Oltrepo è stato un fallimento. Lei aveva 20 anni nel '68 cosa ne pensa?"Voghera è una città con una forte connotazione pie-montese. E' laboriosa chiusa ed austera. Non si può pensare che sia tutta colpa della politica il fatto che non sia riuscita a mantenere una forte presenza indu-striale o che non abbia sfruttato il fatto di essere stata per anni uno degli snodi ferroviari più importanti del nord Italia. Voghera offre tutti i servizi indispensabili per le famiglie e collegamenti con Milano eccellen-ti eppure non riesce ad essere attrattiva come l'area dell'hinterland milanese. E' rimasta una città di pro-vincia nonostante abbia dato i natali a personaggi come Valentino Garavani o Alberto Arbasino. Più che una questione politica è una questione di menta-lità, c'è e c'è stata una mancanza di visione. Pensi a cosa potrebbe essere oggi se a Salice accanto alle terme ci fosse un casinò. Se ne discusse a lungo e poi non se ne fece nulla, ora abbiamo slot machines in tutti bar sotto casa". I suoi riferimenti politici."A vent'anni ero iscritto all'MSI e di quella stagione, di quella destra ho un buon ricordo. Dopo la laurea in

"Nel centrodestra manca una cultura politica: appoggio Carlo Barbieri"

INTERVISTA AL SINDACO DI CASTEGGIO, LORENZO CALLEGARI

medicina per anni ho rifiutato proposte perchè amavo e amo ancora il mio mestiere e volevo crescere pro-fessionalmente. Affrancatomi come professionista ho ceduto alle lusinghe dell'On. Mario Campagnoli che spesso passava a trovarmi in ambulatorio, come ulti-mo paziente, per parlare di politica e per convincermi a seguirlo nella Dc. Nel frattempo strinsi un legame di amicizia con un giovane e dinamico consigliere regionale Dc di Broni, Giancarlo Abelli, e lo seguii nella corrente "Forze Nuove" di Carlo Donat-Cattin che insieme al socialista Gino Giugni aveva creato lo statuto dei lavoratori. Ad Abelli riconosco un at-taccamento vero e fattivo al suo territorio; in questo marasma è l'unico che ancora ha la lucidità politica di tenere la barra dritta e porre la questione della disciplina di partito. Infine voglio ricordare l'amico Renzo Guarnaschelli, "Mimino", che ha inventato la rassegna dei vini di Casteggio e per anni mi ha dato preziosi consigli per amministrare il comune. Ora che è un anno che ci ha lasciati la sua mancanza si sente più forte". I suoi riferimenti storici."Ho una cultura classica, più che a personaggi sto-rici sono legato a concetti della classicità come "res publica" o "pater familias", sono concetti che si evol-vono pur tenendoci legati alle nostre radici. Se pro-prio devo dire un personaggio, in questo momento mi sento come Virdumaro re dei Gesati che nella batta-glia di Casteggio nel 222 a.C. condusse i galli insubri contro i romani e fu sconfitto e ucciso per mano del console Marcello Claudio che ne prese l'armatura e la portò in trionfo a Roma". Torniamo a Voghera: il ruolo di ASM in una giun-ta di centrodestra?"L'ASM dovrebbe essere meno votata alla gestione delle utenze e più progettuale. Ha la possibilità e la capacità tecnica per progettare soluzioni innovative per la gestione e per lo smaltimento dei rifiuti, così come per l'approvigionamento delle acque. E' gestita bene ma non riesce ad essere volano di crescita per il territorio". Il ruolo dell'ospedale di Voghera dopo un investi-mento di 300.000€ in stroke unit e dopo il depoten-

centrodestra a non essere mai stato coinvolto nel "mondo di mezzo" è ora che tenga un master o è un caso?"Sa come definisce la democrazia di oggi un mio caro?". No, ci dica..."E' il permesso che si dà alle pulci di mangiarsi il cane"; forse perchè amo dormire sonni tranquilli, forse la militanza giovanile nell'MSI, sicuro perchè non mi sento una pulce, sono sempre stato lontano dall'idea di amministrare la cosa pubblica per mio tornaconto personale. Lo faccio e l'ho sempre fatto per passione. Mi dimisi dal consiglio d'amministra-zione del S. Matteo quando capii che ero un figurante, le decisioni venivano prese altrove e noi dovevamo ratificarle in modo acritico. La filiera del vino in Oltrepò, è cronaca, vive un momento di crisi, Voghera e la provincia di Pavia sono state segnate dalla crisi industriale tuttora in atto, sono fenomeni connessi o differenti?"Sono fenomeni connessi nel senso che la filiera del vino che significa anche salumi e formaggi deve es-sere considerata una filiera industriale. Senza un'ot-tica che tiene insieme la produzione di eccellenza, la quantità e la commercializzazione dei prodotti in nuovi mercati la filiera del vino va in crisi. E qui ci mettiamo del nostro a dividerci e a litigare invece di fare squadra. La rassegna dei vini è nata prima di Vi-nitaly, siamo stati i primi ad adottare il metodo cham-penoise grazie ad enologi come Angelo Ballabio, a imprenditori come Odero o come il duca Denari che fece una operazione di marketing straordinaria per l'epoca. Io nel mio piccolo ho cercato di legare la cultura e la storia dei luoghi con l'enogastronomia. Il risultato è che in piena crisi, per questioni di pollaio, abbiamo fatto scappare un imprenditore come Zonin, e grazie anche alla Provincia che non ha creduto nei nostri progetti avremo una visibilità minima all'Ex-po. Nessuno ricorda che la Franciacorta è diventata come la conosciamo ora grazie a investimenti fatti con un ottica industriale". Lei è medico di base, ha un modello di spending review per la sanità nel suo settore?"Non servono rivoluzioni, basterebbe che l'appro-piatezza dei drg fosse meglio curata. Non si posso-no riempire le corsie di degenti affetti da influenza. Come non si possono prescrivere esami diagnostici a ogni piè sospinto magari per la paura di incorrere in errori di valutazione. Vero è che i pazienti non ci riconoscono più l'autorevolezza di un tempo e hanno la denuncia facile".Cosa dovrebbe fare subito il Sindaco di Voghera?"Se rieletto, Barbieri sa già cosa fare, non ha bisogno di consigli, per quanto mi riguarda continueremo a collaborare per migliorare la situazione economica dell'Oltrepo. Ripartire da capo sarebbe un'ulteriore perdita di tempo".

Il sindaco di Categgio, Callegari

ziamento dell'ospedale di Tortona."L'ospedale di Voghera deve diven-tare un ottimo presidio di II livello. Per fare questo ha bisogno di per-sonale adeguato. Potrebbe diven-tare un riferimento per parte della provincia di Tortona se si risolvesse la questione della dissimetria del valore dei drg fra Lombardia e Pie-monte". Lei è uno dei pochi politici ed am-ministratori di lungo corso nel

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Guerci: "Cosa mi spinge? Rispondo con una sola parola... la passione!"

INTERVISTA ALL'ASSESSORE DEL COMUNE DI CASTEGGIOCA

STEG

GIO

di VaLentina ViLLani

Milena Guerci: casteggiana d'origine, da parecchi anni importante figura all'interno dell'amministrazione co-munale e, dallo scorso maggio, assessore all'agricoltu-ra, all'ambiente ed ecologia, al personale ed alla polizia locale. Siamo andati ad intervistarla per avere qualche notizia delle sue cariche più da vicino....Guerci, sono diversi anni che l'amministrazione co-munale di Casteggio conta sulla sua presenza. Pas-sione? Dovere? Cosa la spinge da anni a continuare questo suo cammino?“Sono ormai più di dieci anni che collaboro con l'am-ministrazione casteggiana. Ho iniziato, come tutti del resto, dalla gavetta, successivamente sono diventata consigliere ed in seguito assessore. Cosa mi spinge? Rispondo con una sola parola: la passione! Questo è prima di tutto un impegno, un grande impegno, ma quello che mi da gioia è il prodigarmi per il mio pae-se, per i miei concittadini. Ho iniziato con un'ammini-strazione totalmente diversa rispetto a quella di oggi, sempre della stessa corrente politica ovviamente, sono sempre andata d'accordo con tutti, ma devo ammettere che con questo gruppo mi trovo davvero molto bene: tra colleghi ci si consiglia, ci si confronta, ci si aiuta, siamo prima di tutto una squadra”.Assessore, ci stili un punto sulla sicurezza.“La sicurezza è ormai divenuta cruciale per quella che è la vita di un paese, di una città. Ormai viviamo in un mondo dove ogni giorno bisogna ingegnarsi per com-battere e contrastare la microcriminalità: furti, borseg-gi, accattonaggio. Purtroppo, a causa delle leggi che

nel settore per chi non esporta che è davvero grave. Aggiungiamo a questo gli ultimi fatti di cronaca che certamente non aiutano, anzi....”.E lei, cosa pensa delle ultime vicende?“Credo che l'Oltrepò si stava in qualche modo risolle-vando e questi “scandali vitivinicoli” hanno rallentato il grande processo di svolta che era in atto: le aziende stavano facendo grossi sforzi per poter dare un'im-magine diversa del nostro territorio da quella hanno avuto fin ora, purtroppo con questo hanno subito una frenata. Il consiglio che mi sento di dare ai viticoltori però è che questa frenata non devono vederla come un rallentamento, bensì come una grande spinta: dobbia-mo far capire a tutti che l'Oltrepò non è quello degli ultimi fatti di cronaca, l'Oltrepò è una terra sana e fat-ta di persone che lavorano in modo serio ed onesto. Su Casteggio posso puntualizzare che negli ultimi anni abbiamo applicato il regolamento di pulizia rurale: ha dato e da' tutt'ora una grossa mano, sia ai cittadini che agli agricoltori, nel tenere in considerazione il territo-rio dal punto di vista agronomico. Ne sono l'esempio la pulizia dei fossi, dei canali di scolo, che aiutano a con-servare il nostro territorio. Abbiamo inoltre a disposi-zione un agronomo che lavora per l'ufficio ambiente, posso con grande orgoglio affermare che Casteggio di grossi problemi come sversamenti di fanghi o simili non ne ha mai avuti ringraziando questo regolamento, sono ormai 8 anni che è applicato, dà ed ha sempre dato ottimi frutti”.Un commento sui “comportamenti” della minoran-za?“Personalmente mi ritegno un po' amareggiata a cau-sa di questo atteggiamento sempre critico e oserei dire poco costruttivo. Questo andare sempre a cercare il negativo, dove poi non c'è, non aiuta certo a risolvere i problemi. La nostra amministrazione cerca di dare il massimo e si prodiga affinché la cittadina sia fun-zionale, non abbiamo altri interessi all'infuori di quelli del buon andamento del paese. Purtroppo però, que-ste persone credono sia necessario continuare con un inutile “caccia al lupo”, bisognerebbe avere un atteg-giamento un po' meno critico e un po' più costruttivo e risolvere insieme i problemi della cittadinanza. Non si può vedere sempre nero dappertutto”.

non ci lasciano buon margine per iniziative personali, ci troviamo con le mani legate, ciononostante portiamo avanti i nostri progetti come meglio possiamo”.Quali progetti? Ci dica qualcosa di più...“Per quanto concerne la sicurezza mi riferisco al po-tenziamento della videosorveglianza. Nei mesi passati abbiamo partecipato ad un bando: a breve riceveremo i finanziamenti che ci permetteranno di incrementare i sistemi di videosorveglianza, già presenti nella nostra cittadina. Ci stiamo già muovendo in questa direzione e posso quindi affermare che a breve i lavori saranno terminati. Ammetto che questo è un mezzo di sicurez-za passivo, nel senso che non fornisce una sicurezza immediata, però ha altre utilità: in primis il territorio è video sorvegliato, per cui questo è sicuramente un buon metodo per disincentivare eventuali malavitosi e, nel caso in cui l'atto di criminalità fosse stato com-piuto, sarà uno strumento in più per aiutare le forze dell'ordine in eventuali indagini”.Si parla di una nuova piazzola ecologica dedicata alla raccolta rifiuti, ci spieghi l'utilizzo di questo nuovo servizio alla cittadinanza.“Tra gli obiettivi primari che ci siamo prefissati c'è an-che quello di aumentare la percentuale della raccolta differenziata dei rifiuti. Il centro di multi raccolta sta per essere terminato, dovrebbe essere già operativo tra maggio e giugno. E' nostra intenzione poi, chiede-re un incontro ad Asm per collaborare, nell'intento di potenziare la raccolta differenziata, sia per quello che riguarda i conferimenti per il centro di multi raccolta ma anche per una differenziata più mirata all'interno del paese. Un'altra cosa davvero molto importante è la sensibilizzazione della cittadinanza (in particolar modo ai giovani) all'educazione della civiltà: una città pulita e in ordine è sicuramente più vivibile, ospitale, piacevole”.Un altro assessorato molto importante per il nostro territorio e che rientra tra le sue cariche è quello che riguarda l'agricoltura...“A Casteggio, se escludiamo ovviamente appezzamen-ti di terreno nei dintorni, abbiamo più che altro una monocultura: la vite. Purtroppo questo è un periodo molto particolare per quello che riguarda la viticoltu-ra, specialmente nella nostra zona: c'è una crisi latente

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LUNGO IL PO

di franCeSCa raGazzi

Il sindaco di Poltalbera Pierluigi Bruni ogni giorno combatte per facilitare la vita dei suoi cittadini dopo i tagli apportati dallo Stato.Da quanti anni è in carica?"Sono ormai 4 anni che sono in carica; sono stato eletto il 5 maggio 2011".Di quale lista fa parte?"È una lista civica, che si chiama “Una nuova Pol-talbera”; ci siamo riuniti per il bene del paese senza parlare mai di politica".In questi anni sono stati apportati miglioramenti al paese?"Si, abbiamo iniziato ad installare per il paese i LED, già l’ 80% del comune ne è avvantaggiato e si lavora per raggiungere il 100%; grazie a questa tecnologia si avrà un risparmio sull’energia, e il centro sarà piú illuminato, ed è una bella cosa dato che prima Pol-talbera era scura".Giovedì 9 Ottobre 2014 vi è stata una riunione sul problema dell’amianto; da quel giorno le cose sono migliorate?"La sitiazione è in continuo miglioramento. Vi sono utenti, famiglie o aziende, che quasi tutti i mesi s’in-caricano di rimuovere le lastre d’amianto sostituen-dole; c’è ne sono ancora ma a piccoli passi si spera di toglierle tutte. Negli edifici comunali non ne ab-biamo più: li ho tolti tutti io il primo anno del mio mandato".

Bruni: "Cerchiamo di fare il possibile per mantenere vivo il nostro paese"

INTERVISTA A PIERLUIGI BRUNI, SINDACO DI PORTALBERA

Vi sono o ci sono state attività comunali che hanno reso partecipe il paese?"Vi sono associazioni come ad esempio la proloco che coinvolge tutto il paese, dai bambini agli anzia-ni. Ad inizio anno vi è il pranzo degli anziani, vi è una festa a carnevale che coinvolge tutti i bambini e durante l’anno vi sono feste per le vie e le pazze del paese, a turno, che coinvolgono tutti i cittadini in pranzi, musica e danze".Vi sono progetti che agevolano la vita degli anzia-ni?"Insieme alla Caritas cerchiamo d’individuare fa-miglie economicamente deboli, con debolezze o con handicap; cerchiamo di aiutarli per esempio favoren-do il trasporto. Un’altra forma d’aiuto per i cittadini è il Miotaxi: un servizio di taxi a chiamata che ga-rantisce trasporti veloci, quando è necessario; questo servizio è rivolto ad anziani e cittadini rientranti in categorie protette. Collaboriamo anche con il Punto Rosa di Stradella per aiutare chi ha problemi, anche legali".Quali sono i suoi progetti futuri? Pensa di realiz-zarli?"Vogliamo rimettere in sicurezza le scuole elementa-ri ma riusciremo a realizzare questo progetto solo se abbiamo i finanziamenti necessari. In collaborazione con Aipo vogliamo sistemare il reticolo minore intor-no al paese; è un’opera grande perché si cerca di fer-mare le acque che vengono dalla collina di Stradella; per realizzare questi progetti bisogna avere dei fondi

che sono stati tagliati ai Comuni; per aiutare il mio paese mi sono decurtato lo stipendio. Sto aiutando dei ragazzi a trovare lavoro; due stanno lavorando per il comune, facendo per esempio le pulizie del pae-se per 150 euro al mese. Ho firmato una convenzione con i tribunali di Voghera e di Pavia per permettere ai ragazzi che hanno preso multe di pagare attraver-so servizi sociali: mi sono trovato benissimo e loro sono stati contenti perché non avevano un’ orario ri-gido ma basato sui loro impegni professionali".

Il sindaco Pierluigi

Bruni

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LUNGO IL PO“Abbiamo tante idee, per questo abbiamo battezzato il 2015 anno del progetto”

PARLA LA SINDACA DI BRESSANA BOTTARONE, MARIA TERESA TORRETTA

di VaLentina ViLLani

Maria Teresa Torretta, 5 anni di presenza all'interno del Comune di Bressana Bottarone come consigliere di minoranza, lo scorso maggio si candida alle ele-zioni e diviene primo cittadino.“Cosa ama di più del suo mestiere? Amo dedicare il mio tempo ad incontrare la mia gente, ad ascoltar-la, spesso purtroppo non accontentando tutti, anche perché sarebbe impossibile; amo risolvere i loro problemi e contestualmente quelli all'interno della mia cittadina, cercando di trovare la miglior soluzio-ne al problema in questione”.Noi siamo andati ad incontrarla, come si definisce lei, la sindaca “al femminile” di Bressana Bottaro-ne, comune di 3.552 abitanti che sorge nella pianura dell'Oltrepò Pavese, alla destra del fiume Po.Sindaca Torretta, ci stili un bilancio all'interno del suo Comune.“Il Comune di Bressana, tutto sommato è sempre stato piuttosto ricco. Il perchè è presto detto... Ab-biamo, già dall'amministrazione precedente, delle entrate extra tributarie, che sarebbero poi tradotte in gergo “naturale” le famose multe e diciamo che con-corrono ad occupare un buon posto all'interno del bilancio, ma questo però cosa significa? Vuol dire che una parte dei nostri servizi vengono proprio pa-gati da queste multe. Detto in tutta franchezza devo asserire che non mi piace molto l'idea che il bilancio sia fatto prevalentemente su entrate extra tributarie poiché incerte. Il problema è che ormai tutto l'im-pianto dei servizi fino ad oggi è stato costruito così e, di conseguenza, per eliminare il discorso multe dovrei togliere il discorso servizi. In virtù di questo stiamo lavorando in modo da modificare tutta l'atti-vità della tassazione in maniera diversa”.Vuole spiegarci meglio di cosa si tratta?“Abbiamo cominciato a ragionare su quello che sono le tasse comunali, modulandole secondo il red-dito: anziché applicare un'aliquota unica moduliamo le tasse in 4/5 fasce di reddito, compreso l'intervento sull'irpef. Stessa cosa sull'imu per le case: abbiamo deciso di suddividerle tra sfitte ed affittate, sembre-rebbe un paradosso ma abbiamo aumentato l'imu su quelle sfitte, questo per un semplice motivo: quelle affittate contribuiscono a mantenere vivo il paese, per cui noi incentiviamo chi vuole far rivivere la nostra cittadina. Abbiamo perseguito un duro lavo-ro con queste manovre, ci siamo impegnati di più e sicuramente abbiamo speso molto più tempo, però è cosa certa che il nostro Comune quest'anno vedrà un avanzo di amministrazione molto alto rispetto a quello dell'anno passato, grazie a questo cambia-mento radicale del sistema di contabilità. Abbiamo tante idee, tante innovazioni, per questo motivo ab-biamo battezzato il 2015 come: anno del progetto”.E' il caso di dire: un nome un programma... ci il-lustri quest'anno del progetto...“Abbiamo fatto un po' un repulisti generale di tutte le opere che ci trascinavamo dietro da tempo e mai effettuate negli anni precedenti che però erano state messe a bilancio. Quest'anno avremo la possibilità di mettere in campo tutta la progettazione di ciò che volevamo fare, e anche di ciò che mai è stato fatto.Innanzitutto verrà sistemata la strada principale, che in passato è sempre stata provinciale, abbiamo in primis fatto richiesta per il declassamento dalla Provincia a Comune, con successiva progettazione

degli interventi, ed il prossimo anno la messa in ope-ra dei primi tratti. Altro importante progetto è la ri-qualificazione della frazione di Argine, e con l'anno prossimo, patto di stabilità permettendo, partiremo con i lavori".Altre idee?“Verranno inoltre riqualificate le nostre 2 stazioni, dalle quali faremo partire dei percorsi ciclo pedona-li, per andare sia incontro ai pendolari che vogliono spostarsi su 2 ruote, ma anche per chi abbia sem-plicemente voglia di farsi una pedalata all'interno dei percorsi natura che creeremo all'interno di quel contesto. Stiamo partecipando a tutti i bandi possi-bili ed immaginabili, ne stiamo preparando 2 molto impegnativi, ed altri 2 li abbiamo appena portati a casa uno sulla questione sicurezza, e l'altro per l'in-tegrazione. Nostro intento è collaborare con gli altri Comuni alla ricerca di bandi a cui poter partecipare per portare a casa finanziamenti utili alla realizza-zione di opere necessarie alla nostra cittadina. Di “cose” ne stiamo mettendo in atto parecchie e siamo solo al primo anno”.Per quanto riguarda l'ambito sociale invece come avete intenzione di muovervi?“Abbiamo mantenuto tutti i servizi sociali, ed inoltre stiamo incrementando agevolazioni per i nostri citta-dini attraverso convenzioni con case di riposo e cen-tri diurni. E' stato messo in atto il progetto di Leva Civica attivando un percorso di dare/avere, che inte-resserà soggetti già aiutati dal Comune o che si sono trovati ad avere problemi economici causati dalla crisi, alle quali in cambio di un minimo di ore di ma-nodopera daremo un contributo. Allo stato attuale è attivo un percorso per 18 persone che restituirà un po' di dignità a quello che è l'obolo caritatevole. Noi non siamo solo degli amministratori, lavoriamo an-che fisicamente per tutto ciò che c'è bisogno di fare all'interno del nostro Comune, ci preme riqualifica-

re questo paese, rivitalizzarlo e per farlo ci stiamo mettendo anima e corpo, ci vorrà solo del tempo ma siamo certi che la strada è quella giusta”.Torretta, cosa pensa delle ultime manovre dello stato verso i Comuni?“Sono una sindaca che va un po' controcorrente, nel senso che non amo i piccoli Comuni, li ritengo trop-po inefficienti rispetto al bisogno della popolazione, credo che il Governo dovrebbe trovare il coraggio non solo di incentivare ma coordinare un accor-pamento. Sono fermamente convinta che ormai sia giunto il momento di fare un passo verso la colletti-vità e lasciar perdere in maniera definitiva il campa-nilismo. Inoltre sono totalmente contraria alle unioni fra Comuni fatte e stabilite come e quando decide il Governo; se io Comune devo dare un servizio alla comunità voglio poter decidere quando, come e dove farlo, e che non mi vengano a parlare di local tax per l'anno prossimo. Compito di noi sindaci è quello di vedere un po' più in là rispetto alla quotidianità, ab-biamo bisogno di servizi che coprano tutti i bisogni emergenti e lavoriamo per cercare di rendere tutto questo un po' migliore”.Cosa vorrebbe per la sua cittadina?“Vorrei che i miei concittadini l'amassero di più, purtroppo, troppo spesso mi accorgo che il singolo cittadino pulisce davanti al proprio marciapiede ma non pensa al suo territorio come ad un'unica grande casa. Stiamo mirando soprattutto ai giovani, perché crescano con un senso di comunità più intenso, e devo ammettere che ultimamente molti stanno en-trando in quest'ottica, i cittadini ma anche gli stessi i commercianti. Vorrei che Bressana fosse un paese unito, che dia un senso di collettività perché ognuno deve amare la comunità in cui vive, partecipare agli eventi che si propongono ed aiutarsi l'uno con l'al-tro, i miei cittadini devono imparare a riprendersi il proprio territorio”.

La sindacadi Bressana

BottaroneMaria Teresa

Torretta

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“Con la mia squadra abbiamo creato un clima meno conflittuale e più costruttivo”

INTERVISTA A CLAUDIO SEGNI, SINDACO DI REA POLU

NGO I

L PO

di VaLentina ViLLani

Claudio Segni vanta la sua presenza all'interno dell'amministrazione comunale di Rea Po dal 1980, attualmente è primo cittadino, alla sua quinta legisla-tura, nella sua piccola realtà di 438 abitanti che sorge sulla destra del fiume Po.“Quando nasce la sua passione politica? “Nasce con Claudio Segni, da sempre, fin dai tem-pi della scuola: ricordo la mia generazione, fin da giovani per noi la politica era all'ordine del giorno”.Sindaco, parliamo del Comune di Rea Po...“Allo stato attuale c'è proprio poco di cui parlare purtroppo. Nella situazione in cui versiamo noi co-muni diciamo che è già tanto se riusciamo a mante-nere i servizi ai cittadini e le strutture attive con un minimo di manutenzione ordinaria, cercando in ogni modo di non far degradare tutto il lavoro fatto fino ad ora: purtroppo dobbiamo prendere atto che l'era dei grandi progetti è finita. Noi andiamo avanti, è chiaro che in un comune così piccolo questo mestiere o lo si fa per passione o si lascia perdere, e a noi comunque questa passione, fortunatamente, non è mai manca-ta”.Quindi di progetti in cantiere non se ne parla? “I progetti sarebbero sempre tanti, la questione prin-cipale è che è diventato quasi del tutto impossibile reperire le risorse: più si va avanti e più la situazione si complica, ci sono sempre meno soldi e questo è un grave problema. Purtroppo non abbiamo in cantie-re molti progetti, anche se sarebbe bello poterle dire che abbiamo approvato un bilancio dove sono previ-sti 4milioni di opere, che faremo strade, sistemeremo piazze; ma questa sarebbe solo una cosa strumentale perché è chiaro che non abbiamo la possibilità di re-alizzarle. Cerchiamo in ogni caso di tener viva la no-stra cittadina, grazie anche alla collaborazione della pro loco, che ogni anno mette in cantiere tante mani-festazioni, e all'auser che fornisce un grosso aiuto ai nostri anziani; in una piccola realtà come la nostra questo è davvero molto importante. Un progetto però ci sarebbe, ormai lo stiamo portando avanti da diver-si anni, è la riqualificazione dell'area ex depuratore. Innanzitutto sarebbe da bonificare e successivamente riqualificare: l'idea è realizzarvi una piazzola eco-logica per la raccolta differenziata dei rifiuti, ci sta particolarmente a cuore, sono anni che ci lavoriamo e, finanze permettendo, porteremo a termine questo progetto tanto desiderato”.Sindaco, lei che mastica politica già dagli anni '80, cosa pensa sia cambiato nel tempo all'interno delle amministrazioni comunali?

per il futuro”.La sua cittadina in passato ha già vissuto quest'esperienza, ciò significa che già nelle epoche precedenti si pensava ad unificare i piccoli comu-ni, perché si è tornati ancora indietro?“Nel 1929, il comune di Rea fu soppresso ed unito a quello di Verrua Po, successivamente, nel 1954, ci fu referendum che ci fece separare nuovamente. Proba-bilmente quella fu una decisione imposta e non sen-tita da nessuno, dimostrazione del fatto che poi si è voluti tornare nuovamente indietro, l'imposizione non è mai redditizia e questo ne è stato un chiaro esempio. Ciononostante abbiamo sempre collaborato per un fine comune: il bene delle nostre cittadine. Ci vorrà del tempo perché la gente entri nell'ottica dell'accor-pamento e sicuramente avrà luogo quando anche tra i cittadini sarà maturata questa volontà”.Qual è la cosa più importante che ritiene sia alla base per una corretta gestione amministrativa?“Due parole: unione e collaborazione. Ne è un chia-ro esempio la mia squadra costantemente unita: siamo gli stessi di sempre, salvo qualcuno perso nel corso degli anni ovviamente. Nel tempo siamo riu-sciti ad abbandonare un clima di conflittualità e, nel 1990 abbiamo fatto questa scommessa presentandoci con una lista civica che andava aldilà di partiti po-litici, abbiamo portato avanti i nostri ideali creando un clima meno conflittuale e più costruttivo. Questa è sicuramente l'azione che ha portato maggior positivi-tà all'interno della nostra cittadina e dovrebbe essere così in tutte le altre realtà amministrative”.

“C'era disponibilità economica, per cui l'ammini-stratore riusciva a realizzare nuove opere, a mettere in pratica progetti ed idee. La differenza è che oggi non si possono fare cose nuove e non se ne posso-no mettere in cantiere: in sostanza diciamo che è già tanto riuscire a mantenere i servizi che ci sono. Una volta c'erano fin troppe risorse economiche, bastava avere un po' di fantasia e tanta voglia di realizzare e di cose se ne riuscivano a fare, eccome se si riusciva! Dobbiamo anche ammettere che forse in quei mo-menti “buoni” abbiamo fin esagerato un po' con le opere, i progetti, le spese; ora però lo Stato ci sta esa-sperando, ci tolgono anche il pane quotidiano e la si-tuazione è veramente tragica, a maggior ragione per i piccoli comuni come il nostro che hanno economie di scala diverse dalle grandi amministrazioni e che, volenti o nolenti, dobbiamo comunque rispettare”.Segni, l'unione con Verrua Po come procede?“L'unione è sicuramente ciò che ci ha dato la possi-bilità di realizzare qualcosa, di poter dare qualche servizio in più. Quest'unione ci ha fornito la possi-bilità, da un lato di avere comunque dei risparmi di gestione e dall'altro di accedere più agevolmente ai pochi contributi che ci sono ancora, perché è chiaro e scontato che ormai da anni l'orientamento della Re-gione è finanziare unioni di comuni o progetti sovra comunali anziché le tradizionali richieste di contri-buto presentate dal singolo Comune. Vorrei precisa-re che già almeno da 20 anni, insieme a Verrua Po, abbiamo diversi servizi gestiti in convenzione, ov-viamente in diverse forme e tipologie che sono state poi riviste nel tempo, at-tualmente proseguiamo con l'unione”.Quindi un suo parere: accorpamento o unione dei comuni? E perché?“Secondo me il discor-so dell'accorpamento sarebbe senza ombra di dubbio più raziona-le, darebbe più risul-tati ed anche maggior economia di gestione. Teniamo presente però che la cosa non è cosi semplice: i Comuni possono fare richiesta di accorpamento però poi c'è un referendum da votare e, esempio ne sono fatti precedente-mente accaduti, nella maggior parte dei casi alla fine la gente ha vo-tato contro. Resta chiaro che i piccoli comuni più si va avanti ed è chiaro che non potranno più amministrarsi da loro, l'era del campanilismo è giunta al capolinea, e forse questo è anche un bene. I piccoli comuni non hanno più risorse ne tanto meno strumenti per andare avanti e l'ac-corpamento dei comuni penso sarà necessario

Claudio Segni sindaco di Rea Po

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BRONIIl semestre bronese in risposta ad Expo: oltre all'enoteca regionale c'è molto di più

IL CONSIGLIERE MATTEO CALIOGNA ILLUSTRA I PROGRAMMI

di Gaia martini

Se a livello istituzionale Expo viene venduto come panacea di ogni crisi, la manifestazione milanese ha senza dubbio stimolato le amministrazioni locali, che, sospinte dall'entusiasmo di un semestre che si attende da anni, non si sono di certo risparmiate – in termini di energie mentali e nonostante le ristrettezze economiche in cui sono costrette – al fine di offrire una valida alternativa al grigio che domina Milano. In contrapposizione infatti, un arcobaleno di colori che spazia dal rosso del vino – simbolo indiscusso dell'Oltrepò – al verde delle colline, senza dimenti-care le sfumature che rendono reale un contesto al-trimenti relegato al cliché. Per Broni si preannuncia un semestre ricco di eventi ed iniziative, varie e va-riegate nei contenuti, pronte ad accogliere quanto più pubblico possibile: accantonati gli abiti dismessi del quotidiano, la cittadina oltrepadana ha tutte le inten-zioni di indossare l'abito di gala. A disegnare il ricco calendario, il Consigliere Matteo Caliogna. A proposito di eventi organizzati a Broni, può an-ticiparci alcuni degli appuntamenti che si svolge-ranno nei prossimi mesi?“Il calendario di quest’anno è particolarmente ricco e variegato; abbiamo fatto uno sforzo maggiore per sfruttare il volano rappresentato dalla concomitanza con l’Expo, organizzando iniziative di livello per at-trarre in città turisti e semplici curiosi. Si inizia il 9 e 10 maggio, con il motogiro dei vigneti e dei punti di ristoro della valle Scuropasso, in collaborazione con i comuni dell’itinerario turistico e la manifesta-zione ‘artisti di strada’, organizzata dalla Nuova Pro Loco. Si continua sabato 6 giugno con la terza edi-zione della Festa dello sport, che quest’anno vedrà il coinvolgimento delle scuole elementari e medie della città. Il secondo week end del mese di giugno ci sarà l’evento clou di tutto il programma, l’inaugurazio-ne ufficiale della prima Enoteca regionale lombarda nella splendida cornice di Cassino Po. Ricordo che il 3 giugno partirà “Broni by night”, consueto appun-tamento che ogni mercoledì accompagnerà le serate

va pro loco. L’ 11,12 e 13 settembre sarà la volta dell’attesissimo ‘Oltrepo Wine Festival’, organizzato in collaborazione con l’Enoteca Regionale Lombar-da di Cassino Po e i Comuni dell’itinerario turistico della valle Scuropasso. Il 10 e 11 ottobre si svolgerà “Oltregusto”, a cura della Strada dei vini e dei sa-pori in collaborazione con i comuni dell’itinerario turistico della valle Scuropasso. Il 14 e 15 novem-bre si terrà la ‘giornata europea dell’enoturismo’ e la festa del Vino novello, a cura di Terre d’Oltrepò. Le iniziative si concluderanno il 12 e il 13 dicembre con il mercatino degli hobby e ‘Natale sotto i porti-ci’. Tutte le iniziative di ogni secondo week end del mese saranno arricchite nella giornata dal mercati-no dell’antiquariato”. Non sarà sicuramente semplice organizzare tutte queste iniziative... “Non è facile né dal punto di vista organizzativo né da quello economico. Riguardo al primo aspetto, grazie alla vivacità delle associazioni di promozio-ne, alla collaborazione di quelle di categoria ed alla disponibilità dei commercianti e degli esercenti dei locali pubblici siamo riusciti a creare una macchina organizzativa ben collaudata. Dal punto di vista eco-nomico, invece, stiamo facendo i salti mortali: visto che il calendario degli eventi di quest’anno costitu-isce un'eccellente vetrina mediatica per le aziende che intendono sostenerlo economicamente, se c’è qualcuno che vuole dare una mano tramite un accor-do di sponsorizzazione è il benvenuto”.

estive a cura di Ascom, Nuova pro loco e degli eser-centi dei bar del centro, che, visto il successo delle scorse edizioni, arriverà fino al 26 agosto. Le inizia-tive di luglio, che partiranno il 10 e termineranno il 12, consistono in un concerto di musica leggera organizzato dall’Associazione Vivoltrepò, la tradi-zionale pesciolata, a cura della Nuova pro loco e la Festa del volontariato".Ma il programma degli eventi è molto lungo..."Il primo agosto ci sarà un concerto del circuito

Matteo Caliogna

“Borghi e valli”, in collaborazione con la parrocchia e l’associazione Amici della musica di Casteggio. Il secondo week end di agosto ci sarà l’iniziativa ‘Stelle e bollicine al Mon-te” e la festa “Sapori di birra”, a cura delle associazioni Amici della birra e Vivoltrepò. Il mese di ago-sto si concluderà il 29, 30 e 31 con la festa patronale di San Contardo, il luna park, la fiera di merci varie, lo “gnocco fritto” a cura della Nuo-

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BRONI

di Gaia martini

Il ricorso al termine territorio appare talvolta essere un artificio ormai logoro nella dialettica politica, buo-ne intenzioni che si arenano e sfumano all'atto prati-co, spesso contaminato da piccoli egoismi locali che assurgono ad ostacoli insormontabili. Questa la rego-la, tutta retorica e pochi contenuti, ma, talvolta, è la storia ad imporsi sulla tradizione-negativa- e a riscri-vere le sorti di un destino che sembrava ormai inciso nei secoli dei secoli. Già perchè può succedere, ed è successo, che la volontà si imponga sulla contingenza e che stravolga lo status quo. A raccontare le specifi-che di questa rivoluzione copernicana in terra padana, il Vicesindaco di Broni Antonio Riviezzi.Eppur si muove, diceva Galilei... sbaglio o qualco-sa si è smosso anche in Oltrepò? “Proprio così... lo scorso 22 aprile, nella prestigiosa cornice della sala della Battaglia di Palazzo Gounela a Voghera, il Sindaco Luigi Paroni, insieme ai colle-ghi Carlo Barbieri di Voghera, Piergiorgio Maggi di Stradella, Lorenzo Callegari di Casteggio, Romano Ferrari di Rivanazzano Terme e Gianfranco Alberti di Varzi e Comunità Montana dell’Oltrepò Pavese, hanno sottoscritto il Patto territoriale sul Calendario unico degli eventi. E’ stato un primo, storico passo verso l’unità d’intenti dei Comuni dell’Oltrepò pave-se che supera la vecchia logica del campanilismo: è solo facendo gioco di squadra e superando gli indi-

vidualismi che si riesce a portare a casa il risultato”.Come nasce l'accordo? “Negli ultimi anni i maggiori Comuni dell’Oltrepò hanno sviluppato una particolare sensibilità verso la promozione e la realizzazione di modelli di turismo sostenibile per la valorizzazione del comune patrimo-nio ambientale, culturale ed enogastronomico. Sia-mo convinti che il turismo e la valorizzazione delle ricchezze del territorio abbiano da sempre suscita-to particolare attenzione e attrazione di rimando. Quest’anno si è deciso di rafforzare la strada della collaborazione tra i comuni dell’Oltrepò proprio per quanto concerne la valorizzazione e la promozione del territorio, formalizzando un vero e proprio pro-tocollo d’intesa per la condivisione di un calendario unico degli eventi del territorio”. Quali sono gli obiettivi del protocollo? “L’obiettivo principale è, come detto, quello di va-lorizzare in modo coordinato e sinergico tutte le fiere e le manifestazioni organizzate dai comuni aderenti, evitando così controproducenti sovrapposizioni at-traverso la condivisione di un programma unitario di eventi. Il programma comune prevede che le mani-festazioni organizzate a Stradella e nei comuni del-la valle Versa si svolgano il primo week end di ogni mese; quelle svolte a Broni e nei comuni della Valle-scuropasso il secondo fine settimana; quelle previste a Casteggio e nei comuni della Valle Coppa il terzo week end mentre le iniziative progettate a Voghera,

nei comuni della Valle Staffora, di Rivanazzano e nel territorio della Comunità montana il quarto fine set-timana”. Va bene il politically correct, ma un minimo di rivalità è insita del dna, non crede? Che ora la “guerra” si consumi sui contenuti... chi insomma sarà in grado di organizzare al meglio gli eventi? “Credo che sia una guerra che vale la pena di com-battere; un conflitto senza vinti, ma nel quale vince-ranno tutti, il pubblico in primis... la “sfida è aperta”.

“L'unione fa la forza: siglato il patto territoriale sul calendario condiviso”

INTERVISTA AL VICE SINDACO DI BRONI, ANTONIO RIVIEZZI

Antonio Riviezzi

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OLTR

EPO

Il destino dei pendolari dopo Expo: "Si parla già di nuovi tagli al servizio"

PARLA SIMONE VERNI DEL COORDINAMENTO PROVINCIALE PENDOLARI PAVESI

insufficienti rispetto al numero di persone che ne usu-fruiscono: la tratta che unisce Stradella - passando per Broni - a Pavia e Milano è una croce senza delizia per i tanti che quotidianamente giocano a dadi con la sorte. Quale la situazione attuale? “Noi rappresentanti dei Viaggiatori alla Conferenza Regionale TPL siamo molto preoccupati per quanto sta accadendo al servizio ferroviario – commenta Simone Verni (del Coordinamento Provinciale Pen-dolari Pavesi) –. A seguito del terzo incontro con l'as-sessore regionale Alessandro Sorte, abbiamo dirama-to un comunicato stampa, fatto una nuova richiesta e-mail specifica all'Assessore e scritto una lettera al Consiglio Regionale”.Quali le specifiche? “I problemi riguardano in generale tutta la tratta

al 31/10) si attuerà un taglio a tutto il sistema fer-roviario regionale di circa 380.000 km (concentrati principalmente ad Agosto e nei week-end). Per chi ha scelto i mezzi pubblici rappresenta senza dubbio un disincentivo al loro utilizzo”. Già in passato sono stati promossi diversi incontri, anche alla presenza dei consiglieri regionali M5S, PD e Patto Civico, per discutere la precaria condi-zione del servizio ferroviario.“Esattamente; riteniamo che Regione Lombardia debba tutelare gli interessi pubblici dei cittadini che già pagano - a caro prezzo - un servizio spesso sca-dente: a fronte di questo ci chiediamo infatti quale coerenza stia dietro la scelta di consegnare il servizio lombardo per i prossimi sei anni ad un Azienda che manifesta di non essere in grado di gestire la totalità dell'offerta di cui la Lombardia necessita e che, a dir-la tutta, necessiterebbe di un continuo incremento, vi-sta la costante crescita della domanda e l'auspicabile raggiungimento ad un servizio sempre più in linea agli standard europei. A maggior ragione, comun-que, ci risulta incomprensibile la scelta di Regione Lombardia di avallare un piano di tagli al servizio che erano stati giustificati da Trenord proprio con la necessità di alzare i livelli di puntualità del servizio”. Volendo sdrammatizzare, si potrebbe dire che il pendolare oltrepadano non rischia di annoiarsi... “Questo è sicuro; gli inconvenienti sono talvolta re-gola più che eccezione”.

provinciale, ma, come è facilmente immaginabile, in quelle “secondarie” si hanno ripercussioni ancor più pesanti. Parliamo del Servizio Ferroviario Regionale all'indomani di Expo, anche a seguito dell'incontro che abbiamo avuto con l'Assessore Sorte. Si parla dei tagli al servizio pubblico annunciati negli scorsi mesi: a fronte di un aumento di un circa 800.000 km di servizi ferroviari per il periodo di Expo (dal 26/04

di Gaia martini

Novello Ulisse contemporaneo, il pendolare nostrano è costretto ad infinite odissee, scandite da ritardi, guasti e disservizi di vario genere e natura. Stando alla storia recente e non solo, sembrerebbe appartenere al DNA stesso del viaggiatore quoti-diano questo naufragare che di dolce ha ben poco: treni talvolta sporchi, ritardi a cadenza regolare, carrozze

L'odissea dei pendolari

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STRADELLA

di Gaia martini

Non tutti i comuni possono vantare una data di com-pleanno, diversamente Stradella, che il prossimo 25 maggio, spegnerà le 150 candeline. Risale infatti al 25 maggio 1865 il decreto del Re Vittorio Emanuele II che conferì all'antico borgo medievale il titolo di città. Un numero che, a discapito dell'anagrafe, non suona come una condanna, ma anzi, come un: se gli anni sono tanti infatti, lo spirito è lo stesso che ne sancì la promozione: “Stradella - commenta il Pri-mo Cittadino PierGiorgio Maggi - oggi come allora è una città viva e vivace; lo è nonostante i problemi e le contingenze. Un mix di natura e cultura che si è consolidato nella storia”.Le celebrazioni di questo importante traguardo sono già inziate, e non sono mancate le prime sor-prese... “Esattamente: abbiamo cominciato con la presenta-zione del libro “1766 a Stradella, un trattato di pace” di Ettore Cantù che rivela un fatto sinora sconosciu-to: Stradella fu fede della rettifica di un accordo in-ternazionale di definizione dei confini tra il Ducato di Parma ed il Regno di Sardegna, l'accordo fu siglato a Palazzo Isimbardi il 10 marzo 1766. Quegli stessi confini sono tutt'ora praticamente immutati; se per la storia avevamo una data, ora anche la geografia di Stradella può vantare un compleanno”. Quali altre iniziative in programma? “Per il 25 abbiamo indetto un consiglio comunale straordinario proprio per ripercorrere la storia di

Stradella; relatori saranno lo stesso Cantù e Pieran-gelo Lombardi, che per l'occasione svestirà i panni strettamente istituzionali ed indosserà quelli che per vocazione gli appartengono, quelli dello storico. Inutile comunque negare che le celebrazioni dei 150 anni si intrecciano con Expo: il cibo infatti non è solo il tema principe della manifestazione milanese, ma è nel dna e nell'identità degli Stradellini. Il 2-3 maggio, ad esempio, con Terre a Confronto si è realizzata l'in-tenzione di valorizzare le produzioni locali mettendo-le a confronto con quelle di una realtà diversa dalla nostra, quella ligure nello specifico: anche questo è un modo per promuovere le nostre eccellenze”. Stradella nella storia si è raccontata anche attra-verso le sue eccellenze; cosa ne è di quelle; mera nostalgia o qualcosa di più? “Innanzitutto un vanto ed un orgoglio: per quanto concerne le moto, la storia delle nostre tre aziende locali - Ardito, Alpino e Trespidi - vive grazie al Mo-toclub che vanta la presenza dei protagonisti di quel-la stessa storia. Vi è poi la fisarmonica, il cui nome e la cui fama si sono irrimediabilmente e nel mondo intrecciate con la nostra città”. Quale invece il destino della fisarmonica? “Attualmente a Stradella vi sono ancora quattro pro-duttori di fisarmoniche; è nostra intenzione riallac-ciare il discorso in modo più sistematico di quanto non sia stato fatto sinora: la fisarmonica non rappre-senta solo un simbolo per la nostra città, ma un vero e proprio patrimonio: storico, culturale e potenzial-mente economico in senso ampio”.

Vi sono poi i personaggi simbolo... “Uno su tutti Agostino Depretis: tra settembre e ot-tobre è nostra intenzione omaggiare questa figura di primaria importanza nella vita di Stradella; an-che attraverso il lavoro di Siro Brondoni, il nostro compianto concittadino da poco scomparso, che alla figura di Depretis ha dedicato molti studi”. A distanza di 150 anni: com'era e com'è Stradella? “Credo che vi sia un filo rosso che la collega alla sua storia: oggi come allora Stradella è un centro vivo e vivace da tutti i punti di vista, e lo è nonostante il pe-riodo difficile. Alla luce di questo a chi, e immagino siano pochi, dice “Stradella è morta”, non posso che rispondere “Viva Stradella”!”.

Maggi: “A distanza di 150 anni, Stradella continua ad essere viva e vivace

IL SINDACO ILLUSTRA I PROGRAMMI PER FESTEGGIARE qUESTO TRAGUARDO

PierGiorgio Maggi

di Gaia martini

Parte di quella storia che si è costruita nel tempo so-pravvive nelle geografie della città, che, nonostante i secoli sedimentati, continuano a raccontarsi e raccon-tare. Come spesso accade, comunque, la storia non si lascia conoscere, ma solo intuire: per scovare le pri-me notizie relative a Stradella, il cui nome rimanda ad un suono antico -stricta via- probabilmente di origini romane, occorre un balzo temporale di svariati seco-li: le prime notizie risalgono a prima dell'anno 1000, ma la prima fonte documentale è datata 1029 dove il nome di Stradella, citata come Stratella, viene acco-stato a quello di Montalino. A parlare di quest'ultima località persino il Barbarossa: il nome infatti compa-re in un documento redatto nell'XI secolo. Entrambe appartenenti al vescovato di Pavia, costituivano il centro pulsante della signoria stessa, probabilmente anche in virtù di una posizione geografica strategica. A quell'epoca era però la località Montalino il cen-tro più importante; nei secoli i ruoli tra i due centri si invertirono: bisogna però attendere il 1300 per as-sistere al passaggio- nel frattempo, 1164,Stradella e Montalino passarono con l'Oltrepò sotto la giurisdi-zione pavese . Nel 1300 Stradella appare come cinta di mura, ma la Rocca di Montalino, grazie alla sua posizione che domina la pianura sottostante, ricopre comunque un ruolo strategico di primaria importan-za: a far da cornice a questa geografia in evoluzione i continui scontri tra Pavia e Piacenza. Nel corso dei

vescovo Pietro Grassi diede a Stradella gli statuti co-munali. Il vescovato cessò con l'abolizione del feuda-lesimo, 1797, ma furono diversi gli attori che si sus-seguirono alla “proprietà” di Stradella: passò infatti sotto i Visconti e gli Sforza, fu poi il turno di francesi, spagnoli ed austriaci che si imposero in Lombardia. Attorno all'800 fu possedimento della casa di Savoia che, dopo la definitiva sconfitta di Napoleone, ripre-se ad amministrare il borgo. Nel frattempo Stradella era già il secondo comune dell'Oltrepò per numero di abitanti, una realtà economicamente, socialmente e culturalmente vivace; tanto da conquistarsi il titolo di città nel 1865. Di quella storia che si è costruita ne sono testimonianza anche gli edifici tutt'ora presen-ti in città; squarci di un passato che si rivela, nono-stante l'occhio assuefatto dall'abitudine: dalla Rocca

di Montalino alla Torre civica, unica testimonianza diretta dell'antica città forte, fino al seicentesco Pa-lazzo Isimbardi , oggi sede del Municipio, senza poi dimenticare la Basilica di Montalino, edificata nel XII secolo. Se il destino italiano di Stradella è sicuramen-te legato ad un nome, quello di Agostino Depretis, che tra le altre cose favorì la costruzione della prima linea ferroviaria Tortona-Stradella nel 1854, la fama internazionale del comune oltrepadano è sicuramente legata a due elementi che oggi assurgono a simbo-li della città: le moto- Stradella vantava tre aziende, Ardito, Alpino e Trespidi, ma soprattutto la fisarmo-nica, un nome che rimanda immediatamente all'uomo simbolo di questo strumento, Mariano Dallapé, che nel 1876 costruì proprio a Stradella una delle prime fisarmoniche.

Stradella: storia e geografia nei secoliDALL'ANNO MILLE AI GIORNI NOSTRI ECCO LA STORIA DELLA CITTA'

secoli Stradella fu saccheggiata, distrutta ed incendiata, ma come un'araba fenice, fu in grado di risorgere dalle proprie ceneri: lo fece in tre occasioni, nel 1214 e 1216, e in seguito nel 1373 quando fu bersaglio di Giovan-ni Acuto. Mentre la storia con la S maiuscola continuava a farsi, parallelamente, quella intima della città andava costruendosi: nel 1220 nacque quello che oggi è istituzione consumata, quella del mercato, mentre nel 1419 il

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OLTREPO

di VaLentina ViLLani

Dalla tornata elettorale di maggio Borgoratto Mormo-rolo, comune immerso nelle colline oltrepadane, ha un nuovo primo cittadino: parliamo di Fabio Molinari classe 1965, da sempre attivo presso Pro loco e Co-mune, complice la passione per questo mestiere così “emozionante ma talvolta anche molto complicato”...Sindaco Molinari, a quasi un anno dalla sua nomina di primo cittadino parliamo delle sue impressioni...“Innanzitutto vorrei asserire che il mestiere di Sindaco è davvero appassionante ed entusiasmante ma ahimè al tempo stesso molto cervellotico. Sapevo più o meno a cosa sarei andato incontro, poiché già presente all'interno dell'amministrazione negli anni passati, ma non credevo fosse così dura: la nostra è una piccola realtà di 425 abitanti ma, nonostante tutto, c'è sem-pre parecchio lavoro da svolgere; aggiungiamo inoltre tutti i vari ostacoli che ci mette davanti uno Stato che pare neanche lui sappia dove vuole andare a parare con i suoi repentini cambi di regolamenti ad esempio, o la confusione creata dalle continue nuove disposizio-ni, e queste sono solo alcune delle difficoltà causate da chi “ci obbliga” ad utilizzare metodi poco chiari por-tandoci gravi difficoltà ad amministrare invece come vorremmo”.Da dove nasce la sua idea di candidarsi come Sin-daco?“Come già accennato prima, ho sempre avuto un sen-so di appartenenza alla comunità, collaboro da anni con associazioni e Comune, spinto da un senso civico

sibile”.Sindaco, cosa sogna per il suo paese?“Mi piacerebbe che Borgoratto venisse finalmente considerato per come merita. Il nostro è un piccolo paese collinare ma molto ricco di paesaggi, che nul-la hanno da invidiare a mete più conosciute. Abbiamo un patrimonio naturalistico eccellente, non solo nel-la nostra piccola realtà ma anche nei paesi limitrofi, purtroppo però siamo ancora poco considerati dai turisti. Inoltre la nostra cittadina presenta una singo-lare particolarità naturalistica della zona: le orchidee selvatiche. A tal proposito è stato creato un percorso, proprio per valorizzare questo fiore, da percorrere ri-gorosamente a piedi e in aperta campagna all'insegna di escursioni naturalistiche. Il cammino sarà lungo ed il lavoro altrettanto ma l'importante è riuscire un gior-no a compiere una manovra di rilancio del turismo pa-esaggistico, enogastronomico, storico e culturale del nostro paese”.

“Il bilancio si è chiuso positivamente, non ci sono fondi per grandi progetti”

INTERVISTA A FABIO MOLINARI, SINDACO DI BORGORATTO MORMOROLO

unito alla passione per la mia gente. L'anno passato, un gruppo di consiglieri della vecchia amministrazio-ne ha lavorato per la creazione di una nuova lista ci-vica, successivamente mi è stato comunicato che in me era stata vista la figura adatta alla candidatura di Sin-daco, così, (non lo nascondo tormentato dai dubbi), ho deciso di provarci. Devo ammettere che sono felice di aver accettato, ripeto, gli ostacoli sono parecchi, ma noi andiamo avanti per la nostra strada anche se il futuro purtroppo appare tutt'altro che roseo....”.Molinari, parliamo ora di bilancio...“Allo stato attuale il bilancio si è chiuso positivamente e di questo andiamo molto fieri considerati i tempi in cui versiamo. Resta inteso che di grandi progetti ov-viamente non se ne possono fare, le idee sono tante, forse troppe, però dobbiamo tenere i piedi per terra e concentrarci prima di tutto sulle priorità, quali i lavo-ri ordinari ad esempio, e tenere da parte gli “avanzi di bilancio” in vista di possibili frane, non dimentican-doci mai la cosa più importante: i servizi ai cittadini”.Per i servizi ai cittadini cosa intende?“Sicuramente la prima cosa importante ed essenzia-le è l'assistenza: siamo un piccolo comune, la mag-gior parte della popolazione è composta da persone anziane che hanno bisogno giornalmente di sostegno: dall'aiuto nelle faccende “burocratiche” al trasporto per visite mediche, a volte anche solo con qualche pa-rola di conforto. La cosa importante è che sappiano che noi ci siamo e dove non riusciamo ad arrivare, abbiamo i piani di zona a cui appoggiarci in caso di bisogno”.

Per poter dare i servizi però biso-gna anche far quadrare i bilanci, con le tasse come vi siete compor-tati?“Purtroppo non possiamo vantarci di avere le tasse più basse, le aliquote sono a livello medio-alto, ovviamente l'intento sarebbe quello di abbassarle ma considerato che il Comune non ha altri introiti e che lo Stato in ogni caso questi soldi li vuole, al momento questa è stata l'unica soluzione pos-

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OLTREPO

di VaLentina ViLLani

All'interno del Comune di Codevilla da diverso tempo si vive una situazione anomala: la minoranza si com-porta come fosse al governo del paese, poiché “da par-te della maggioranza non vi è" - secondo l'opposizione - "una valida gestione amministrativa". L'opposizione presenta innumerevoli proposte, al fine di poter costru-ire qualcosa di valido per la gestione della cittadina, ma anche in questo ambito la maggioranza non sempre pare ci senta. Abbiamo incontrato Marco Dapiaggi, consigliere di minoranza per avere un quadro più chia-ro della situazione.Dapiaggi, innanzitutto partiamo con i problemi presenti all'interno del consiglio comunale...“Anzitutto devo partire con questa premessa: con le elezioni dello scorso anno, il consiglio Comunale si è rinnovato e metà dei consiglieri sono alla loro prima esperienza. Contrariamente a quanto avviene in altri Comuni, la nostra compagine (Risposta Civica per Codevilla), seppur di minoranza, ha da subito cerca-to di tener fede agli impegni programmatici espressi nel corso della campagna elettorale, mantenendo un corretto dialogo con il Sindaco, gli Assessori, i Consi-glieri di maggioranza e rendendosi parte attiva della vita amministrativa, suggerendo altresì innumerevoli iniziative nell’interesse esclusivo dei cittadini di Co-devilla".E la maggioranza?"Le accuse che noi muoviamo alla maggioranza sono dati di fatto: non è propositiva, non si “mette in gio-co”, purtroppo troppo spesso è inesistente dal punto di vista di iniziative e progetti. I Consigli all'interno del Comune di Codevilla sono lunghi e dibattuti, come mai successo prima d'ora, e spesso terminano dopo la mezzanotte, svolgendosi nel reciproco rispetto dei ruo-li, ed a onor del vero, si concretizzano quasi sempre in una presa d’atto della bontà delle nostre iniziative che all’unanimità, vengono poi adottate. Inoltre, essen-do pubblici, sono molto partecipati dai residenti che ascoltano volentieri gli interventi dei consiglieri della nostra compagine; interessati dalle nostre iniziative stanno acquisendo quella mentalità partecipativa che

insistentemente di dotare il paese di Codevilla di un impianto di videosorveglianza, nel tentativo di con-trastare i numerosi episodi di microcriminalità, che in maniera esponenziale stanno interessando il paese. Il convegno è stato organizzato proprio per sollecitare iniziative da parte dell’amministrazione comunale, che purtroppo, debbo rilevare essere assolutamente inerte al riguardo, tanto che abbiamo iniziato una raccolta firme per impegnare la giunta ad adottare provvedi-menti. Recentemente abbiamo addirittura richiesto un consiglio Comunale Aperto, proprio per mettere il Sindaco di fronte alle domande dirette dei cittadini che a gran voce chiedono interventi per tutelare il paese. La maggioranza ad oggi ha solo fatto proclami ma di concreto nulla, trincerandosi dietro l’alibi della man-canza di soldi. Abbiamo anche sottoposto all’attenzio-ne del Sindaco un progetto che prevede l’installazione di 5 telecamere poste ai 5 ingressi del paese, la cui spesa prevista ammonta a meno di 28.000 euro, cifra assolutamente spendibile per tutelare la sicurezza dei Codevillesi”.C'è qualcosa che vorrebbe dire alla maggioranza?“La maggioranza dovrebbe prendere atto che la vec-chia oligarchia, che ancora siede tra i banchi del con-siglio comunale, sta remando contro. Auspichiamo che le forze giovani della maggioranza prendano atto di questo marginalizzando le “cariatidi” che in tanti anni di governo poco o nulla hanno fatto ma che ,con arroganza, pretendono ancora di mantenere la guida, che se non fosse per le tante nostre iniziative sarebbe da bocciare. Speriamo che il Sindaco ne prenda atto”.

"L'amministrazione comunale si sta scordando di chi li ha votati"

INTERVISTA A MARCO DAPIAGGI, CONSIGLIERE DI MINORANZA DI CODEVILLA

nell’ultimo decennio di gestione Marchesotti (il prece-dente Sindaco) si era persa”.Ci spieghi meglio, di che iniziative parla?"Innanzitutto vorrei precisare, come testimoniato an-che dal Sindaco Roberto Pastormerlo, che le iniziative intraprese nel corso dell’ultimo anno sono ascrivibili unicamente a proposte di Risposta Civica per Codevil-la e cito in tal caso la modifica del Regolamento di Po-lizia Rurale ad esempio, oppure il conferimento della Cittadinanza Onoraria a Valeria Mondello che ha sal-vato la vita ad un ragazzo di Codevilla caduto in moto, proseguendo con la rinunzia ai gettoni di presenza de-gli Assessori e Consiglieri Comunali, con contestuale destinazione di quanto avrebbero dovuto incamerare a favore dell’Auser Antonietta di Codevilla. Proseguirei citando altresì un'altra nostra proposta di adozione del progetto “Cittadinanza Attiva” che consentirà al Comune, a fronte di uno sconto su TASI e TARI, di po-ter beneficiare di lavori di pubblica utilità, attraverso i progetto Leva Civica, da parte di cittadini residenti che versano in stato di bisogno essendo disoccupati o inoccupati, ed a fronte di un servizio reso alla colletti-vità abbiamo impegnato il Comune a riconoscere loro un emolumento per sostenerli economicamente, asse-risco inoltre generando rilevanti risparmi sui costi che invece l’affido a ditte avrebbe comportato”.Quali sono i contrasti tra le parti che ritiene impor-tante evidenziare?“Attesa l’inerzia della maggioranza, non possono sor-gere contrasti anzi, le critiche che facciamo sono pro-prio in ordine alla diversa visione del verbo “fare”; per noi si tratta di realizzare concretamente qualcosa per il paese, per loro solo gestire l’ordinaria ammi-nistratore, cullandosi nella constatazione che sino al 2019 saranno al governo della nostra cittadina”.Per quel riguarda il sistema di videosorveglianza, vi siete battuti mettendo in piedi anche un convegno, nell'intento di riuscire a spingere verso la realizza-zione di un sistema per combattere il grande pro-blema della criminalità, ce ne vuol parlare?“E' da oltre un anno che ci attanaglia il problema del-la sicurezza, da dicembre ad oggi sono oltre 50 le case che sono state “visitate” dai ladri. Abbiamo richiesto

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quando gli animali scendono in campo per le terapie a favore delle persone

ANCHE IN ITALIA STA PRENDENDO PIEDE qUESTA NUOVA CURA

Nel 1953 lo psichiatra infantile Boris Levinson, gra-zie a un evento fortuito, osservò come i suoi pazienti miglioravano incontrando il suo cane Jingle durante le sedute. In particolare osservò come risultasse più semplice ai piccoli pazienti interagire con l'animale piuttosto che con lui e ne dedusse che il cane, con il suo aspetto e la sua impossibilità di giudicare, invo-gliasse le persone a interagirci. Decise così di coin-volgere Jingle nel suo lavoro dandogli il ruolo di co-terapeuta, nacque ufficialmente il primo progetto di pet-therapy. Nei successivi anni molti specialisti si approcciarono a questa co-terapia coinvolgendo pa-zienti con problemi diversi a livello psichico e moto-rio, di ogni fascia d'età e con situazioni traumatiche dovute a eventi come abbandono, perdite di cari, vio-lenze, guerre, detenzione. Nella quasi totalità dei casi i miglioramenti erano confermati scientificamente ed evidenti soprattutto sull'umore dei pazienti. La pet-therapy coinvolge animali preparati per poter soppor-tare il lavoro richiestogli senza arrecare danni ne alle persone ne a se stessi e prevede diverse tipologie di intervento.La terapia assistita da animaleIl coinvolgimento di animali per le terapie nei Paesi anglosassoni e negli Stati Uniti è una pratica diffu-sa, l'Italia sta iniziando ora ad approcciarcisi. Ge-neralmente questo tipo di programma è consigliato per pazienti che hanno problemi a livello psichico, psichiatrico o motorio e viene abbinato alle terapie già in atto;per lo più vengono coinvolti nelle sedute

Questo tipo di intervento si svolge nelle scuole coin-volgendo studenti dall’asilo nido all’università! Que-sta attività prende il nome di zoo antropologia didatti-ca ed ha innanzitutto una funzione di apprendimento, impartendo agli alunni informazioni riguardanti il mondo animale. Grazie al coinvolgimento diretto de-gli animali durante questo tipo di lezione, gli alunni apprendono anche principi come il rispetto per tutte le creature e la convivenza con essi. Ci sono benefici didattici: unisce gioco a studio aumentando l’interes-se per certe materie; migliora il livello di attenzione e partecipazione; rende comprensibili concetti e valori altrimenti leggibili solo sui libri. Benefici formati-vi: il rispetto per le creature diverse dall’uomo e di conseguenza per le persone diverse, sviluppo del-la sensibilità, capacità di collaborare coi compagni e motivazione a mettersi in gioco. Visto il continuo aumento di casi di bullismo nelle scuole italiane si stanno studiando programmi di zoo antropologia di-dattica che possano portare miglioramenti all’interno delle dinamiche tra studenti facendo leva sulla capa-cità degli animali di creare clima positivo e facilitare la cooperazione. La pet therapy è una pratica messa in opera da professionisti per migliorare la qualità della vita delle persone, ma nasce dalla semplice os-servazione di come la vita dell’uomo sia migliore se trascorsa in compagnia di un animale, qualunque esso sia sarà sempre in grado di portarci benefici e darci affetto. Quante persone prendono un cane per avere compagnia, un micino da coccolare o un pesce rosso per aver qualcuno di cui occuparsi? anche questa è pet - therpay!

soprattutto cani e cavalli in quanto hanno un impatto più forte sull'uomo grazie alla storia millenaria che ci lega. Le loro doti abbattono barriere che i professio-nisti non sempre riescono a superare: ci sono studi in diversi campi che provano ciò in casi di autismo, de-pressione, tetraplegia, reduci di guerra, orfani, vittime di violenze e molto altro. Ad esempio per persone che hanno problemi a fidarsi dei simili, relazionari, tolle-rare il contatto fisico, risulta più facile approcciarsi a un animale perchè ha il potere di sciogliere nodi e paure grazie al suo aspetto, al suo comunicare con il corpo e i movimenti, alla capacità di coinvolgere, di stare vicino senza voler nulla in cambio, dare fiducia.Le attività di gruppo assistiteLe attività di gruppo con animali si rivolgono in par-ticolare ad anziani ricoverati in case di riposo, carce-rati, malati ospedalizzati da lungo tempo, bambini in centri di accoglienza e situazioni simili. In questi casi la possibilità di rompere la routine di una vita isti-tuzionalizzata, che porta a lungo andare alla perdita di ogni interesse verso se stessi, gli altri e il mondo esterno, con l’inserimento di un animale si hanno risultati visibili nell’immediato sul loro benessere: si spezzano i ritmi donando ore di distrazione e di-vertimento, riportando il buon umore, risvegliando emozioni positive, rimettendo voglia di fare e farsi coinvolgere. Nel caso degli anziani ricoverati, l’ani-male arricchisce la qualità di queste persone spesso fragili e predisposte a sentimenti di rassegnazione e depressione, apatia e perdita di fiducia in sé stessi. In questa situazione il gioco e l’accudimento diventano importanti canali di interazione tra uomo e pet pro-muovendo comportamenti e abitudini che migliorano anche il rapporto quotidiano con le altre persone. La semplice presenza dell’animale riempie tanti vuoti, la sua funzione di catalizzatore sociale agevola e in-voglia i partecipanti a essere coinvolti in attività che normalmente non svolgerebbero o svolgerebbero con meno interesse. A chi poi si sente relegato in una po-sizione marginale, un altro essere vivente da accudire offre l’opportunità di riprendere un ruolo utile.Le attività educative

a Cura di eLiSa nerVetti

'Non si cura di chiedersi se abbiate torto o ragione; non gli interessa se abbiate fortuna o no, se siete ricco o povero, istruito o ignorante, santo o peccatore. Siete il suo compagno e ciò basta. Egli sarà accanto a voi per confortarvi, proteggervi e dare la sua vita per salvarvi. Egli vi sarà fedele nella fortuna come nella miseria. Egli è il cane! j.k. Jerome'

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OLTREPO

di GiuLia Vanarri

L’ambiente famigliare, la stufa accesa e il sorriso di “Rosetta” descrivono a pieno l’atmosfera di Perduc-co, piccola frazione di Zavattarello. Seduto comodo sul divano Arturo, partigiano e testimone di quanto avvenne a Dongo il 28 Aprile 1945.Lei è diventato partigiano perché costretto dai terribili eventi di quegli anni o per convinzione politica?"I lunghi anni di guerra mi hanno spinto ad unirmi alla resistenza per liberare il mio paese dalla dit-tatura fascista. Inutile dire che non saremmo mai riusciti nell’intento se non fossimo stati guidati dagl’ideali di libertà e giustizia".I partigiani erano di due matrici politiche diverse i "bianchi " ed i "rossi" lei di quale delle fazioni era?"Io non appartenevo a nessuna fazione. Mi sono uni-to alla resistenza per mettere fine alla guerra, l’idea comune era quella di liberare il nostro paese".Tra i partigiani delle due fazioni c'era collabora-zione andavate d'accordo? "Eravamo tutti uniti al fine di perseguire i nostri obiettivi".Avete continuato a frequentarvi anche dopo la fine della guerra?"Sono rimasto in contatto con molti dei miei compa-gni, l’affrontare la guerra insieme ci ha uniti molto ed è un legame che è durato nel tempo".E' mai successo che qualche partigiano abbia ap-profittato del fatto di essere armato?"Anche noi avevamo qualche testa calda da tenere a bada, ma fortunatamente erano casi sporadici".In Oltrepò molti erano i fascisti e molti i partigia-ni, dopo la guerra, le è mai capitato di incontrare un fascista contro il quale ha combattuto?"Quelli che si erano esposti maggiormente dopo la guerra sono scappati. È capitato di incontrare mem-bri appartenenti a frange più moderate, ma la fine della guerra si era portata via anche l’astio".

to d’animo della gente era bene diverso da quello attuale. Ci tengo a sottolineare che con l’aiuto dei vigili del fuoco abbiamo impedito che le salme ve-nissero oltraggiate dalla folla".Nel dopoguerra ha mai avuto il desiderio di anda-re a visitare l'Unione Sovietica?"Nel gennaio del 1942 fui chiamato alle armi. A cau-sa di gravi problemi di salute, fortunatamente, non fui inviato al fronte russo, ma mio fratello Cesare dovette partire e non fece più ritorno. Mi avrebbe fatto piacere portare un fiore a mio fratello". I partigiani hanno combattuto per degli ideali in tutti questi anni non ha mai pensato che alcuni di questi ideali sono stati traditi dai politici? "Si la nostra storia ha tradito ampiamente quegli ideali, la classe politica nel corso degli ultimi 70 anni si è dimostrata indegna dell’Italia che noi gli abbiamo consegnato".A Voghera è stata esposta una lapide per i morti fascisti , lei ritiene sia una cosa giusta o ingiusta? "Ritengo sia un atto irrispettoso".Oggi la sinistra è rappresentata dal PD e da Ren-zi, lei si riconosce ancora in questa sinistra?"Assolutamente no, è una cosa molto differente".Di tutti i grandi uomini politici italiani di sinistra qual è quello che secondo Lei ha incarnato meglio i suoi ideali di partigiano?"Alessandro Pertini".

Il partigiano Giacomo Bruni con la moglie Rosetta Arbusti

'Arturo', l'ultimo di Dongo: "Unito alla resistenza per liberare il mio paese"

GIACOMO BRUNI PATRIARCA DI UNA NUMEROSA FAMIGLIA

Quando nel dopoguerra incontrava un fascista che Lei aveva combattuto che sentimento prova-va? "Ripeto la guerra era finita, nessun astio, quello era scomparso con la fine del conflitto. Prevaleva la vo-glia di ricostruire l’Italia".Lei è stato uno dei grandi testimoni di un momen-to storico molto importate per l'Italia, l'uccisione di Mussolini, secondo lei ha avuto un giusto “pro-cesso” o la sua uccisione è stata affrettata?"Facevo parte della formazione partigiana che ave-va l’incarico di processare i più importanti gerarchi fascisti, a Dongo sul lago di Como. Non ho assistito personalmente alla esecuzione del duce, ma c’erano i miei compagni, i miei superiori, avevo e ho fiducia in loro".I fascisti insieme ai nazisti, sono stati autori di enormi barbarie, l'esposizione di Mussolini in piazza Lotto in quel momento lo ha ritenuta una cosa giusta?"L’esposizione di Mussolini pur riconoscendo che è

stato un gesto barbaro era, in quel momento, la cosa giusta da fare e non mi sento di poterlo minimamen-te paragonare alle molte crudeltà e barbarie compiute dai fascisti e dai nazisti".Oggi dopo 60 anni ritiene ancora che esporre Mussolini in Piazzale Loreto sia stata una cosa giusta? "Oggi riteniamo l’esposizione di un cadavere al pubblico un atto ese-crabile, ma allora… Uscivamo da 5 anni di guerra sanguinosa, lo sta-

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“SPACCATA” CONSORZIO/DISTRETTO: PARLA IL DIRETTORE DEL CONSORZIO

Bottiroli: “Abbiamo spinto l'acceleratore sul dialogo: è l'unica possibilità che abbiamo”di VaLentina ViLLani

Negli ultimi mesi abbiamo assistito ad un progressivo inasprimento del confronto tra Consorzio Tutela Vini e parte del Distretto del Vino di qualità... il “bubbo-ne”, neanche a dirlo, è scoppiato ad un mese dall'in-sediamento del nuovo consiglio d'amministrazione del Consorzio: noi abbiamo incontrato il direttore Emanuele Bottiroli, per far luce sulla situazione più da vicino...Direttore, i riflettori sono tutti sulla notizia del mese, ovvero lo strappo tra Consorzio e parte delle cantine facenti capo al Distretto...“Innanzitutto vorrei partire illustrando un concetto: il nostro è un Consorzio erga omnes; e cosa significa questo? Il dispositivo erga omnes viene concesso dal Ministero solo ai consorzi di tutela più importanti e rappresentativi d'Italia. Questo strumento attribuisce la facoltà al consorzio di emettere, in base ai dati di produzione di uva e di vino, delle quote: in sostan-za, le aziende godono dell'attività di promozione che il consorzio attua sui loro prodotti a denominazio-ne Oltrepò e, contestualmente, viene richiesto alle aziende del territorio di contribuire a quest'attività; resta chiaro che più uva e vino si produce più si sarà chiamati a contribuire. Il nostro consorzio rappre-senta 1700 aziende vitivinicole, siamo una famiglia molto numerosa e, come tutte le famiglie numerose, è del tutto normale che si sviluppino discussioni e cer-te volte anche contrasti; il confronto tra le aziende è parte fondamentale del cuore di un Consorzio come il nostro: e dove sta allora il problema? Il problema nasce dal fatto che le questioni potevano essere af-frontate non sui giornali ma all'interno degli organi-smi preposti, già diversi anni fa, con ordini del gior-no e richieste formali. Non dimentichiamo poi che il nostro Consiglio d'Amministrazione è formato da 15 consiglieri e 5 di questi sono anche rappresentanti di aziende del Distretto del Vino”.Quali passi ha fatto fino ad ora il Consorzio nel tentativo di “ricucire”?“Sicuramente il punto fondamentale sul quale ab-biamo voluto spingere l'acceleratore è il dialogo, poiché questa è l'unica possibilità e senza, non si va da nessuna parte. Abbiamo convocato degli incontri per ascoltare tutte le campane così da poter trovare una squadra e cercare di uscire da questa spiacevole situazione. Il primo passo è stata una riunione con l'assessore regionale all'agricoltura Gianni Fava, il Consorzio, il Distretto e le cooperative. Il Distretto ha presentato un documento con richieste perento-rie e ultimative, in primis la variazione della legge elettorale del Consorzio. Immediatamente dopo, solo perché si è detto che occorreva tempo e un iter forma-le, è partita la diaspora. Il Consorzio non è mai sta-to governato a suon di colpi di mano. I cambiamenti cruciali degli ultimi vent'anni sono passati in assem-blea con voto pressoché unanime della base sociale”.Bottiroli, sono state fatte altre proposte ai consi-glieri per ulteriori confronti?“Sì. Successivamente sono stati organizzati altri due incontri: sono state invitate le aziende del Distretto per un ulteriore percorso di dialogo e confronto con il nostro consiglio d'amministrazione, ed in seguito, non essendo ciò sufficiente, abbiamo invitato nuova-mente tutte le aziende, questa volta sia del Consorzio che del Distretto, per un nuovo appuntamento qui a Riccagioia. Ma ahimè, tutta questa voglia di fare proposte per il cambiamento non è coincisa con una

680.000 euro a cura del Consorzio. Tutto ovviamente senza mai dimenticare il nostro territorio: dal link con la rinata Strada dei Vini alla sempre e costante presenza in iniziative, eventi e manifestazioni, dagli eventi nei castelli, ai tour con le auto 4x4 e le biciclet-te a pedalata assistita”.L'assessore Fava ha dichiarato che il Consorzio ri-mane naturale interlocutore per la Regione, quali saranno i prossimi passi che farete per diventare il naturale interlocutore per l'Oltrepò?“Tengo a precisare che l'assessore Fava non ci ha benedetto, ci ha responsabilizzato. Se è vero che i successi del nostro territorio passano anche da un Consorzio forte, allora è necessario che questo deb-ba rappresentare un territorio unito. Per fare 10 pas-si avanti spesso è necessario farne uno indietro: ci aspettiamo questo atteggiamento da parte di tutti. Anche affrontare la questione della rappresentatività nel cda del Consorzio rappresenta un'assunzione di responsabilità: in Oltrepò ha sede la più grande can-tina cooperativa della Lombardia, Terre d'Oltrepò, che ha 900 soci, 50 dipendenti, un fatturato oltre i 43 milioni di euro l'anno e che pigia ogni anno 500mila quintali d'uva. E' naturale che il suo potere elettorale sia importante. E' però altrettanto vero che, nono-stante la posizione dominante, mai nessuno ha impe-dito ad altri di proporre o portare all'attenzione idee. Il nuovo consiglio d'amministrazione che s'insedierà avrà sulle spalle quella responsabilità che arriva dal-la Regione e dal territorio oltrepadano che necessi-ta non di liti ma di risposte. Il Consorzio Tutela Vini non è una proprietà privata, ma è di tutto l'Oltrepò, è parte fondamentale della sua identità. Una struttura così importante ha bisogno di opinioni, di confronti e di iniziative per rispondere alle legittime esigenze di tutti, che vanno messe a sintesi”.Consorzio e territorio: la vostra azione di promo-zione sul prodotto vino può essere uno dei motori della promozione del territorio. Quali sono i lega-mi ed i rapporti con le realtà locali?“I legami sono da sempre forti e vanno intensifican-dosi. Oltre ai Comuni, oggi abbiamo un nuovo atto-re sul territorio, la Strada del Vino e dei Sapori, il nostro partner naturale nella promozione turistica del territorio. Dobbiamo lavorare forte su progetti di iniziative di accoglienza dove il vino è il princi-pe, ma il territorio è il vero prodotto commerciale da promuovere e vendere. Qui facciamo il 65% del vino della Lombardia, significa che c'è veramente tanto da vendere, da proporre; però ci serve anche un nuo-vo pubblico, dobbiamo dialogare diversamente con i giovani, dobbiamo usare degli strumenti di comuni-cazione innovativi. Abbiamo un paradiso a 40 minuti da Milano, ricco di paesaggi, storia, cultura e sapori, una terra unica: ora l'unica cosa sulla quale dobbia-mo puntare è lavorare sinergicamente, farci conosce-re nel mondo e renderle il giusto merito”.

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alla Lake Arena. Un'altra azione che siamo certi potrà avere una buona ricaduta sul territorio è il primo ca-nale e-commerce consortile per i vini dell'Oltrepò Pavese ed uno spazio enoteca in centro a Milano, in zona Missori. Stiamo lavorando anche allo sviluppo di rapporti con l'estero e con importanti mercati di riferimen-to come Stati uniti, Russia, Cina e Svizzera tramite un progetto di inter-nazionalizzazione del valore di circa

grande partecipazione da parte delle aziende del Di-stretto che hanno preferito non partecipare, ritenendo forse di aver già detto tutto su giornali e televisioni”.Come pensate di muovervi per il futuro?“Innanzitutto è assolutamente essenziale arginare questa litigiosità: questa situazione pone inevitabil-mente degli argomenti di riflessione. Infatti se noi guardiamo ad altri Consorzi, rappresentativi di altri territori, notiamo come problemi e discussioni, che sono inevitabili, vengono trattati e risolti “in casa”, così da comunicare un'immagine sempre forte e com-patta del territorio e del prodotto vitivinicolo. Il ruolo del Consorzio può essere ancora più decisivo, se la sua azione di promozione si sposa con piani azien-dali importanti: questa sinergia dev'essere cercata e trovata tramite il rapporto con le aziende che sono le protagoniste del territorio. Non esiste una rispo-sta unica ai problemi di tutti. Ogni impresa merita ascolto e i problemi di ciascuno approfondimenti. Per il futuro sarà fondamentale compito del Consorzio riportare tutte le cantine ad un confronto interno e costruttivo; oggi viviamo un momento di importan-te crisi economica a cui si danno risposte solo se si agisce uniti e compatti. E' con questo spirito che stia-mo attivando il nostro Ufficio Studi e Osservatorio Marketing con l'Università di Pavia e che abbiamo avviato una collaborazione con il laboratorio di Neu-romarketing dello Iulm. La Fondazione Bussolera Branca, dal canto suo, metterà presto a disposizio-ne un'indagine scientifica molto interessante da cui partire. Noi abbiamo il dovere di parlare a tutte le aziende, piccole, medie e grandi, ascoltando i loro problemi ed i loro desideri: solo così un Consorzio importante come il nostro può dare ad ogni interlo-cutore delle riposte concrete. Da queste risposte pas-sa il futuro del nostro territorio, dalla possibilità di incrementare gli standard qualitativi, aumentare la quota di export, oggi ferma ad un 15% che non fa onore alle nostre possibilità e capacità. Questa è la strada per tornare a dare reddito alle imprese e agli agricoltori dell'Oltrepò. Come Consorzio di tutela e promozione siamo impegnati quotidianamente con azioni concrete che pensiamo avranno un buona ri-caduta sul territorio”.Immagino che delle azioni di cui parlate facciano anche parte i progetti legati ad Expo?“Esattamente, la presenza dell'Oltrepò ad Expo sarà forte e chiara, avremo modo di farci conoscere all'interno del padiglione di Regione Lombardia, ci sarà inoltre un punto degustazione e vendita accanto

Emanuele Bottiroli

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I ragazzi del Faravelli hanno incontrato il campione mondiale Marchesini

pionico di canoa per disabili. Il motivo per cui ha co-minciato a praticare questo sport è che da adolescen-te fece un incidente in moto perdendo dopo un anno di ospedale una gamba. Con l'aiuto dei suoi più cari amici riuscì a superare quel tempo poco felice per lui.Alcune persone lo ostacolavano, consigliandogli di non fare quello sport perché con una gamba non sa-rebbe mai riuscito ad andare in canoa, ma lui seguì il suo istinto e, con tanto lavoro e voglia di arrivare ad un obiettivo, riuscì a vincere ben 7 titoli regionali, ed arrivare terzo nel 2008 con le persone che non sono disabili come lui. Per lui significò tanto: si sentì pre-sente, anche essendo disabile. Quando vinse per la prima volta rimase sconvolto perché non ci credeva: aveva gareggiato e proprio lui con una sola gamba era riuscito a vincere. Arrivò anche tra 9 più forti al mondo in canoa. Adesso è anche istruttore di ca-noa per disabili, perché vuole far provare il piacere della libertà e della natura e tutti, aiutare chi ha una disabilità a superare la tristezza che lui ha provato dentro di sé prima di loro. Da ragazzo aveva tanti sogni da realizzare, ad esempio voleva fare il para-cadutista o lavorare nei reparti speciali: certo non li realizzò, ma tanti altri sì! Per arrivare a tutto ciò che si vuole bisogna lottare fino alla fine, avere un preciso obiettivo da superare di volta in volta e orga-nizzarsi bene nella vita. Il suo è stato duro lavoro e lo è ancora: tutti i giorni si allena due o tre nei fiumi, alzandosi la mattina presto prima di andare al lavo-ro. Oltre all'esperienza sportiva in questo incontro ci ha parlato di altro, della sua famiglia, dei suoi figli e del viaggio compiuto in Kenia come testimonial di AMREF. Raccontò che lì, tra i poveri delle baracco-poli ha ricevuto tanto rispetto, a volte è stato trattato meglio che in Italia perché quelle persone hanno sen-tito come lui si sente. Adesso, il 20 giugno 2015, ha organizzato una sfida: fare 250 km in meno di 30 ore suddivise in tappe da Ostia alla Sardegna e il ricava-

to di questa gara sarà devoluto ad AMREF.Grazie, Riccardo per ciò che ci hai insegnato e grazie Amref per l'invito.

JAWAD HANNOUCH

Altre impressioni dei ragazzi riguardo l'incontro

E' stato molto bello, ci ha raccontato cosa ha passato quando era un ragazzo come noi, di come è diventato campione paraolimpico dopo l’incidente e di come ha affrontato la sua vita dovendo reinventare il suo modo di vivere. Alla fine ci ha descritto il progetto di fare un percorso di 250km via mare da Ostia alla Sardegna che solo quattro persone al mondo sono riuscite a fare e lui sarebbe il primo al mondo con una protesi alla gamba. I fondi raccolti andranno ad Amref e quindi è anche un progetto di grande genero-sità. Adesso è diventato istruttore di canoa anche per quelli che hanno una disabilità. Altro grande segno di generosità.

Giuseppe Bruno

Mi è piaciuto molto, in particolare mi ha colpito la grinta che ci ha messo dopo l’incidente e il suo amore per la canoa per cui a volte ha dovuto sacrificare altri impegni o momenti di piacere.

Riccardo Oliviero

E' stato importante perché abbiamo imparato molto. La sua esperienza e la sua vita hanno avuto alti e bas-si, però, come abbiamo visto, la voglia di combattere e vivere è tanta. Per me perdere una gamba sarebbe davvero brutto, però ci ha spiegato di non arrendersi e provare anche se non si riesce, questo è fondamen-tale. Ciò che conta è porsi degli obiettivi nella vita e voler realizzare il proprio sogno.

Denis Raduica

E' stato molto sorprendente. Il fatto che lui pur aven-do perso una gamba non ha mai smesso di lottare e sognare cose che gl’altri pensavano impossibili per un uomo con un handicap è bellissimo. dopo l’inci-dente che ha avuto, quando era giovane, doveva di-magrire, quindi provò quasi tutti gli sport ma nessuno era adatto al suo handicap. Un giorno i suoi amici lo invitarono in canoa e così iniziò l’avventura. An-dando sempre più volte cominciò a fare le gare e a vincere diverse medaglie fino alle vittorie mondiali. Alcune persone vedendolo gli danno del pazzo, ma

la verità è che se loro non riescono a farlo non vuol dire che un altro non riesce anche se con un handi-cap. Le sue frasi mi sono entrate nel cuore, sono vere e toccano ciascuno in modo diverso. La prima frase è quella che “nessuno puo dirmi cosa posso fare o che non posso fare”. La seconda frase è quella che “un uomo, pur essendo povero, da il suo poco anche a un altro”. Lui diceva che non importa se una persona è bella, brutta, ricca, povera, solo il cuore conta.

Costantin Surlin

Riccardo Marchesini è un uomo fantastico che ben-ché abbia perso la gamba lotta ogni giorno per fare ciò che gli piace e trova tempo per la famiglia no-nostante tutto. Ha saputo superare momenti cruciali della sua vita e grazie agli amici e alle persone più care che gli sono state vicine e gli hanno sempre det-to in tutto quello che faceva che ce l’avrebbe fatta. Riccardo non si è mai fatto dire cosa fare da nessuno perché nessuno sa cosa ciascuno di noi può fare e vuole raggiungere.

Andrey Duluman

Anche Riccardo Marchesini, è voluto intervenire:

“Beh, gli occhi sono lucidi, le parole dei ragazzi mi hanno commosso. Mi hanno fatto capire quanto sono attenti a quanto noi adulti diciamo, sono commosso perché hanno recepito esattamente quello che volevo trasmettere loro, ed ho capito ancora una volta, che la conoscenza, intesa come conoscere i problemi de-gli altri, e la positività, possono cambiare il mondo, come l'amore per il prossimo. Hanno recepito esat-tamente il mio pensiero, e lo hanno fatto loro, ognu-no di loro è un vincente, quanta sensibilità nelle loro parole. Dobbiamo sempre essere positivi, propositivi, ed aprire il nostro cuore, loro lo capiscono, lo fan-no loro con molta facilità, è tutto molto semplice: se trasmettiamo loro forza diventeranno uomini forti, se trasmettiamo loro messaggi negativi, diventeran-no uomini e donne negativi. Era già stata per me un esperienza stupenda interagire con loro, ma dopo queste parole, spero si possa ripetere molte altre volte ancora. Se ho trasmesso loro questo, allora l'obietti-vo è raggiunto. Grazie a tutti voi, Non mollate mai, inseguite i vostri sogni nel rispetto altrui, e quando vi diranno non puoi farcela, dimostrate loro che si sbagliano. Un Abbraccio

Riki

HA VINTO NEL 2010 IL TITOLO NELLA PARACANOA

I ragazzi della classe 1BFP dell'Istituto Faravelli con Riccardo Marchesini

a Cura di VirGinia Guerra

Gli studenti dell'Istituto Faravelli di Stradella hanno incontrato Riccardo Marchesini campione mondiale di paracanoa nel 2010 e testimonial di Amref. Ecco i resoconti dei ragazzi.

Una mattina davvero speciale

Marchesini è un campione paraolim-IL PE

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Riccardo Marchesini

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L’istituto di Rivanazzano è un esempio di eccellenza nel panorama scolastico

IL PERIODICO ENTRA NELL'ISTITUTO COMPRENSIVO DI RIVANAZZANO TERME

a Cura di VirGinia Guerra

L’istituto comprensivo di Rivanazzano Terme per migliorare e ampliare l’offerta formativa promuove progetti che consentono agli studenti di imparare “fa-cendo”, senza sacrificare, per questo, le ore di inse-gnamento.La sede di Rivanazzano è uno dei pochi a poter vanta-re un aula interamente dedicata alle attività musicali. La scuola ha acquisito 26 tastiere funzionali al labora-torio di musica, in collaborazione con Yamaha. L’in-segnante Emiliana Galante, referente del progetto, si dice entusiasta del lavoro del Maestro Cristiano He-redia che rende l’apprendimento della musica facile, immediato e divertente. Il 27 e il 28 maggio, presso il teatro di Rivanazzano terme alle ore 21:00, gli alunni terranno un saggio di fine corso. La maestra Galante è stata referente di un altro pro-getto, in collaborazione con Volfango Rizzi la scuola ha organizzato un corso di scacchi della durata di 11 lezioni. alla fine del quale i ragazzi sono stati iscritti ad un concorso nazionale riuscendo ad accedere alle regionali.L’istituto è inoltre impegnato nei progetti “adotta un prodotto” e “orto in condotta”:Adotta un prodotto:rivolto ai ragazzi delle scuole pavesi, promosso dal Comitato Pavia per Expo 2015, al fine di sostenere i prodotti dell’agricoltura del territorio pavese. La mo-stra finale si terrà in una struttura della regione Lom-bardia, Riccagioia (comune di Torrazza Coste).Orto in condotta:L'Orto in condotta è un progetto di durata triennale, promosso da Slow Food, che prevede attività di edu-cazione alimentare e del gusto e di educazione am-bientale. L'orto rappresenta uno strumento didattico per conoscere il territorio, anche i nonni degli studen-ti sono intervenuti per insegnare come ci si prende cura dell’orto.Rita Raciti, insegnante di inglese presso l’istituto, referente del Pof (piano dell’offerta formativa) e del progetto triennale “Orto in condotta” ha dichiarato che i ragazzi sono molto motivati e chiedono loro stessi di partecipare ai vari progetti, ottenendo ottimi risultati come ad esempio il primo premio per la “casa ecologia” presentata al concorso indetto dal gal “valle Staffora sostenibile”.Altro fiore all’occhiello dell’istituto, come ha voluto

sottolineare l’insegnante Maurizia Assanelli, è l’im-portanza dei metodi e dei fini della didattica ottenuti attraverso due progetti dei quali è referente: L’Auto-valutazione d’istituto e il Labtalento.L’autovalutazione d’istituto:l’USR, ufficio scolastico regionale, per la regione Lombardia promuove il miglioramento del Sistema d’Istruzione. Gli insegnanti che si occupano del pro-getto, sulla base del modello CAF, devono fornire una scheda di valutazione delle azioni volte al migliora-mento del sistema d’istruzione. Il presupposto è che è sempre possibile apportare miglioramenti che vanno individuati attraverso un analisi oggettiva del lavoro svolto. La scuola di Rivanazzano crede fortemente in questo progetto ed ha ottenuto un alto punteggio a seguito di un controllo esterno effettuato dall’ispetto-rato di Roma.Lab Talento:Promotrice del progetto è la professoressa Zanetti M.A. dell’Università degli studi di Pavia. Il Labora-torio accreditato dal miur è nato per aiutare i ragazzi, dotati di elevate capacità cognitive o in possesso di

un talento ed un abilità specifica, a sviluppare il loro potenziale. Secondo i risultati dei test, effettuati l’an-no scorso, sono risultati bambini dall’alto potenziale. “Questo progetto apre le porte a un nuovo modo di fare didattica, introduce la scuola in una dimensione che rispecchia la persona. È necessario un nuovo ap-proccio all’insegnamento e la scuola di Rivanazzano sta lavorando in questa direzione. Bisogna aiutare i ragazzi a sfruttare al meglio le loro capacità indivi-duali. Il rendimento scolastico non è tutto”.L’insegnante Giovanna Draghi, responsabile delle scuole primarie di primo grado e referente scolastica dell’organizzazione della Fiera d’Aprile, ha inoltre spiegato che la maggior parte dei progetti realizzati sono finalizzati all’insegnamento del rispetto del ter-ritorio e alla valorizzazione delle sue bellezze. Inol-tre ha affermato che il successo e i risultati ottenuti sono il risultato della sinergia e collaborazione tra istituzione scolastica, famiglie e comune. L’istituto di Rivanazzano Terme è sicuramente un esempio di ec-cellenza nel panorama scolastico italiano e un vanto del nostro territorio.

IL PERIODICO A SCUOLA

Ecco i vincitori del Torneo di Scacchi di Rivanazzano Terme che hanno avuto accesso alle fasi regionali

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Dall'Iria Festival al viaggio nei quartieri:un maggio nella cultura a Vogheradi Serena SimuLa

e aLeSSandro diSperati

Tantissime sorprese attendono i vogheresi nei prossi-mi due mesi, quando tra il castello e le vie della città andrà in scena "Iria Festival", la rassegna organizzata dall'assessore alla cultura Marina Azzaretti per i mesi primaverili. Realizzata in parte grazie ai contributi regionali per Expo e in parte con un finanziamento della Fondazione Cariplo, la kermesse conta nel suo programma venticinque eventi diversi in cui verrà dato spazio non solo alle mostre e a tante realtà locali ma anche a grandi ospiti e rappresentazioni. Tra gli appuntamenti più importanti la visita guidata al Tea-tro Sociale (9 maggio ore 16.30), il concerto di Ivana Spagna in piazza Duomo (21 maggio ore 21) e l'al-lestimento de "La Boheme" e "La Traviata" (rispet-tivamente in castello il 9 maggio alle 21 e in piazza Duomo il 25 giugno alla stessa ora). «La nostra idea - ha spiegato la Azzaretti - è quella di riuscire un passo alla volta a tenere il castello aperto quasi tutto l'anno con eventi sempre nuovi e diversi. Nel 2010 abbiamo cominciato con tre giorni di "Porte Aperte", l'anno scorso siamo arrivati a due mesi e da qui a dicembre ho in programma di raggiungere i 120 giorni. Per ovvi motivi il calendario arriva momentaneamente fino al 25 giugno ma le idee con cui proseguire non mancano di certo». Presente alla conferenza stam-pa di presentazione anche il sindaco Carlo Barbieri: «Sono lieto - ha detto- che il nostro assessorato alla

cultura riesca a reperire fondi esterni che il comune non potrebbe permettersi di stanziare, consentendo così ai nostri monumenti di vivere e di essere vissuti dai cittadini. Tenere aperto il castello è uno sforzo notevole per noi ma come sempre il programma sti-lato è fantastico e sono sicuro che sarà ancora una volta un grande successo». Il programma completo è disponibile sulla pagina facebook "Iria Castle Fe-stival".

Il viaggio nei quartieri

Il 10 maggio alle 15.00 presso il cortile dell'asilo di Torremenapace e alle ore 16.30 presso il giardino dell'opera Pia Don Guanella di Campoferro si svolge-ranno due momenti di festa con musica, una mostra di foto d'epoca, racconti della storia passata e merenda per tutti, piccoli e grandi. Questi due incontri sono il proseguimento del viaggio alla scoperta della storia dei quartieri vogheresi fortemente voluto dall'asses-sore alla cultura Marina Azzaretti che così spiega : "" Voghera ieri e oggi", finanziato dalla Fondazione Ca-riplo, punta alla valorizzazione della città di Voghera e delle sue peculiarità: gli anziani vengono intervista-ti da esperti di storia locale della cooperativa Progetti, con la partecipazione dell'Unitre e degli studenti del Maragliano, per raccogliere le testimonianze su come fossero quei luoghi nella meta' del Novecento; dalle antiche botteghe, alle vecchie costruzioni, dal periodo della guerra ai divertimenti di una volta, ai possedi-menti delle famiglie nobili. Accompagna la interviste

una raccolta di fotografie d'epoca, provenienti dagli archivi familiari, che confluirà in una mostra curata da Spazio 53 ". Torremenapace e Campoferro sono le tappe finali di questo percorso iniziato a febbraio., che ha coinvolto Medassino, Oriolo, Valle, Pombio e San Vittore. "Sono molto soddisfatta - continua l'assessore Azza-retti - dell' esito del progetto . I cittadini più anziani sono diventati protagonisti; abbiamo intervistato an-che persone di oltre 90 anni; abbiamo unito le gene-razioni coinvolgendo gli alunni del Maragliano che con grande entusiasmo hanno incontrato coloro che avrebbero potuto essere nonni o bisnonni. E ' un'ini-ziativa di cui vado fiera perché è viva come deve es-sere la nostra città !".

TANTI APPUNTAMENTI ORGANIZZATI DALL'ASSESSORATO ALLA CULTURAEVENTI

Marina Azzaretti

L’incantesimo femminile di Stefano Gatti Allo Spazio 53 di Voghera acquarelli estrosi

INIZIA LA STAGIONE DELLE MOSTRE

con i grandi illustratori coloristi della prima metà del Novecento come Rackham e Dulac, senza tralasciare fumetti e attualità. Ne ha avuto alternativa il banale quotidiano, il carattere dell’artista con un’apertura alle emozioni, al mondo. Chi osserva riesce a entrare in contatto con la donna, al centro delle opere, a com-prenderne la vitalità, la grazia, la sensualità, la capaci-tà di trovare in se stessa risorse residue, interprete dei ruoli più differenti: dalla casalinga alla maniaca dello shopping, dalla seduttrice alla mistica eroina. Si com-prende l’intento dell’artista: quello di reinterpretare e riformare ruoli scolpiti nei secoli in un’atmosfera tra fantasia e realtà. L’universo femminile viene sondato in particolare «nella sua leggerezza e capacità anche di non prendersi troppo sul serio» in opposizione al materialismo dilagante e alla follia contemporanea.Le pareti della galleria sembravano ai visitatori essere addirittura illuminate dai cromatismi – da accesi e se-tosi a trasparenti e vetrificati – dei quadri. La locandi-na, nella riproduzione dell’opera “Danza sul piccolo vulcano” raccontava la leggerezza della donna che si distacca dalla materialità del mondo. Il quadro “Re-gno promesso” riprodotto sugli inviti personali la-sciava spazio alla fantasia del singolo che mai smette di sognare, seppur legato da catene invisibili alla quo-tidianità. Così andava a realizzarsi quel che vorrebbe il pittore «Guardate, scoprite, immaginate, seguite la strada indicata dalla vostra personalità».

di bruna SpaLLa Lozza

Per la stagione espositiva 2015 la galleria Spazio 53 di Voghera ha messo in calendario mostre dal for-te impatto emotivo. Nel mese di marzo si è svolta quella di Stefano Gatti, acquarellista brillante e spi-ritoso. “L’incantesimo femminile nelle pagine nasco-ste” ha avuto il patrocinio del Comune di Voghera e dell’UNICEF e la presentazione degli Assessori Da-niele Salerno e Marina Azzaretti, del presidente dello Spazio 53 Arnaldo Calanca, con la collaborazione per le riprese di Pierpaolo Cigagna. Dopo alcune mostre nel territorio pavese, inclusa un’esposizione alla Sala Pagano nel 2012, Gatti è tornato ad esporre a Voghe-ra presentando quaranta opere, attestanti un percorso in crescita della sua espressione artistica. Già in età scolare, il noto artista Dino Grassi lo aveva sprona-to a realizzare il suo sogno, a estrapolare l’insolito e l’inedito nelle cose e nelle esperienze di tutti i giorni. C’era curiosità tra i visitatori, a cominciare dal tito-lo. «Sono un bibliofilo che gira tra i personaggi dei mercatini: ecco dove si trovano le pagine nascoste. Riguardo all’incantesimo femminile mi rifaccio al Taoismo, religione cinese, secondo cui la natura è formata da due forze che hanno come simboli Yang, elemento mascolino, e Yin quello femminile, nascosto dallo squilibrio di questo millennio. Di qui è nato il mio desiderio di sondare l’universo della donna». Le

parole del pittore creano un’atmosfera magica, sono il filo che conduce alle immagini, di una bellezza po-etica anche grazie ad un uso speciale dell’acquarello. «L’ho scelto perché mi piace più dell’acrilico, della tempera, della tecnica mista. A volte arrivo a un mix di tempera e acquarello. Crea maggiori emozioni, alternanza di precisione e elementi cromatici. Il mio acquarello si ispira alla tradizione inglese. Io mesco-lo le tecniche del bagnato e dell’asciutto ottenendone una più vicina all’illustrazione».I quadri di Gatti non sono semplicemente opere mira-bili per gli occhi, ma offrono alla mente un percorso onirico attraverso leggende, fiabe, simboli e anche realtà dei costumi contemporanei. E nel simbolismo, nello stile Art Nouveau si trova la rilettura dell’au-tore che ha saputo trovare le giuste fonti ispiratrici, che non si è fossilizzato nello stile Liberty o nel mo-vimento Arts and Crafts, che si è incontrato anche

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MAGGIO 2015il Periodico 58

EVEN

TIRinasce la pro loco di Santa Margherita con l'obiettivo di rilanciare il territorio

ABBIAMO INCONTRATO IL PRESIDENTE ANDREA ZANOCCO

lendario?"Il primo evento è la Festa della Birra di Casanova il 3, 4 e 5 Luglio poi il 25 Luglio la "Festa di San Giacomo" a Cignolo. Ad Agosto, l’8 la "Bicchierata" a Fego, il 9 la "Raviolata" a Pian del Poggio, il 10 Agosto la "Festa di San Lorenzo" a Casale Staffora, l’11 la "Festa della Fontana" a Santa Margherita, il 16 il "Carnevale Bianco" a Cegni, il 17 la "Festa delle Cantine" a Cignolo, il 22 la "Festa sull'Aia" a Negruzzo ed infine, il 21 Agosto la "Festa della Bir-ra" a Fego. Abbiamo in previsione tante altre manife-stazioni…invito i suoi lettori a visitare periodicamen-te il sito www.santamargheritadistaffora.gov.it alla pagina Pro Loco di Santa Margherita di Staffora o seguirci sulla pagina facebook dell’Associazione così da rimanere costantemente aggiornati sulle manife-stazioni in Alta Valle".L’amministrazione comunale vi sostiene?"Certo, ci aiuta e ci sostiene… tutto il consiglio Co-munale è socio della Proloco. E’ stato grazie all’Am-ministrazione, e qui ne approfitto per ringraziarla tutta, dal Sindaco Andrea Gandolfi agli impiegati comunali, se si è riusciti a portare avanti il progetto di integrazione tra le varie associazioni del Comune, progetto che mi auguro risulti vincente e funzionale per far diventare il nostro Comune un luogo di attra-zione e divertimento per tutti".

di aLeSSandro diSperati

E' rinata, dopo anni di silenzio, la pro loco di Santa Margherita Staffora. Abbiamo incontrato il presiden-te, Andrea Zanocco.Perché avete deciso di rifondare la Pro loco?"Diciamo che non abbiamo proprio rifondato la Pro-loco, piuttosto direi che le abbiamo dato una nuova veste. Il direttivo in carica era ormai giunto alla sua scandenza naturale, perciò si è pensato di rinnovare le cariche seguendo un principio di territorialità. Le spiego, nel nostro comune, quasi ogni frazione ha un associazione che si occupa dell'animazione del pae-se: penso, per quel che riguarda il mio borgo, Cegni, all’Oriundi Club, a Casale Staffora l' "\Associazione Sostenitori di Casale”, a Santa Margherita l'Asso-ciazione “Il Sassone”...e via discorrendo...abbiamo quindi pensato, insieme all'Amministrazione Comu-nale, in una logica di ottimizzazione delle risorse, umane ed economiche, di riunire sotto l'egida del-la Proloco di Santa Margherita di Staffora, tutte le associazioni che già operano sul territorio, così da poter portare avanti in primis, un calendario manife-stazioni ormai consolidato per poi, successivamente, andarlo ad integrare con nuovi eventi, ed in secondo luogo per ridare forza e voce ad una delle associazio-ni più importanti per la rinascita e la promozione del nostro territorio".Da chi è composta l’associazione?"L'Associazione è composta da una cinquantina di associati, anzi, approfitto del suo Periodico, mol-to letto dai miei concittadini, per esortare chi non l'avesse ancora fatto, a sottoscrivere la tessera as-sociativa per il modico prezzo di 5 euro! Il direttivo invece è così strutturato: Andrea Zanocco di Cegni, come Presidente, Luigi Masante di Casanova alla Vice-Presidenza. Davide Albertocchi di Bersanino - tesoriere, Paola Fossati di Casale Staffora - segreta-ria ed il Consiglio è formato da Luigi Zanardi (Fego), Matteo Burrone (Negruzzo), Mirella Balletti (Pian del Poggio), Valeria Colombi (Santa Margherita), Moreno Dedomenici (Cignolo), Donatella Muffato (Casanova), Mario Masante (Cignolo)".Quali sono gli obiettivi che vi prefissate?"L'obiettivo principale è quello di promuovere il no-stro territorio verso l'esterno, organizzando eventi e manifestazioni capaci di attrarre il turista nel il nostro Comune. Vogliamo che il nostro sia un ter-ritorio Family Friendly e pertanto ci impegneremo per organizzare, insieme al Comune e all'Ecomuseo

dell'Appennino Lombardo "Il grano in erba" giorna-te di festa capaci di attirare verso il nostro territo-rio comunale grandi e piccini, con la speranza, che come noi, si innamorino di questo bellissimo angolo di paradiso è qui decidano almeno di trascorrere le proprie vacanze".Cosa fare per il territorio per Santa Margherita Staffora?

Lo staff dellaPro loco di Santa Margherita

"Come le di-cevo prima, la nostra vo-lontà è quella di promuove-re il Comune a t t r a v e r s o feste e mani-festazioni e rendere il no-stro territorio il più acco-gliente possi-bile. Per quel che si potrà, con il ricava-to delle feste organizzate dalla nostra associazione, ci piacerebbe aiutare il co-mune nell'ab-bellimento e la manuten-zione delle frazioni, spe-cialmente i parchi gioco e le aree re-lax, cosa che tra l'altro, le associazioni che operano nei singoli paesini già si prodigano a fare".Quali gli eventi prin-cipali che avete in ca-

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MAGGIO 2015il Periodico 59

MOTORIIl campione Luca Cantamessa, Cantaluka... a 'ruota libera' sul mondo dei rally dell'OltrepòLuca Cantamessa, per tutti “Cantaluka,” una carrie-ra sportiva iniziata nel 1997 e non ancora finita, uno dei più forti piloti italiani degli ultimi 15 anni, più di 150 gare disputate in carriera coronate da tantissime vittorie. Nella sua carriera si è confrontato con tutti i piloti italiani più “forti” degli ultimi 20 anni, per-sonaggio schietto ed a volte burbero e polemico, ma personaggio e un pilota “vero”. Imprenditore e pilota di successo, è “salicese d’adozione” avendo corso per anni con i colori di una società di Salice. La sua voglia di fare e di provare nuove esperienze lo ha portato ad essere parte attiva e fattiva dello staff organizzativo del Beta Rally Oltrepo, rally da lui vinto nel 2004. A Cantamessa che conosce molto bene l’Oltrepo, le sue strade, i suoi piloti e i molti appassionati, abbiamo fatto 15 domande secche alle quali, come al solito, ha risposto senza “peli sulla lingua” . Lei ha disputato molti rally in Oltrepo pavese, vincendo nel 2004 il Rally Oltrepò Terme di Sa-lice, qual è stato l'avversario più ostico tra i piloti oltrepadani che ha affrontato durante i vari rally disputati?"Sicuramente Matteo Musti è stato quello più ostico inerente al rally dell’Oltrepo, complice sicuramente la conoscenza anche troppo millimetrica delle prove speciali, invece nell’anno 2000 ricordo con piacere che Michele Tagliani è sempre stato molto competiti-vo nel trofeo Punto Kit".Brega, Leoni, Musti e Tagliani i 4 piloti che per anni si sono contesi la "palma" del più forte pilota oltrepadano, battaglie sportive senza esclusione di "colpi" ricorda un episodio o un aneddoto diver-tente del quale lei è stato spettatore?"Quattro piloti dalle caratteristiche sia di guida che personalità ben differenti che nel complessivo hanno sempre dato battaglia nelle gare in cui hanno parte-cipato. La rivalità al volante è sempre stata argomen-to ricco di contenuti, anche con la “lingua” non si sono mai risparmiati ma so che comunque sono tutti amici. Aneddoti particolari non ne ricordo ma sono certo di non sbagliare dicendo che Leoni è sempre stato il più “chiaccherone”…".Brega, rallysticamente i suoi punti di forza e punti di debolezza ?"Grinta e determinazione sono da sempre i suoi ca-valli di battaglia, arrembante e spettacolare alla guida ma spesso in passato è incappato in errori di troppa esuberanza".Leoni, rallysticamente i suoi punti di forza e punti di debolezza?"Beh… Leoni correva già quando io andavo ancora in bicicletta con ottimi risultati e su macchine mera-vigliose. Con il passare degli anni e con l’arrivo del-le nuove generazioni di piloti che lo mettevano sotto pressione è diventato sempre più un grande amico della franchigia. Nonostante questo anche in tempi recenti ha dimostrato di saper girare un volante, fin-chè non spegne il cervello".Musti, rallysticamente i suoi punti di forza e punti di debolezza?"Matteo è sempre stato estremamente veloce, pulito, lineare e mai troppo spettacolare. Forse peccava di un po’ di sana e genuina follia per dare più spazio alla sua indole di calcolatore “precisino”. Il suo più grosso difetto è sempre stato quello di consumare le speciali in ricognizione e di non essersi mai messo in gioco nel Cir di quegli anni, ove se imparava a pro-vare meno secondo me poteva anche fare bene, cosa che poi ha fatto nelle storiche".Tagliani, rallysticamente i suoi punti di forza e punti di debolezza?

"Michele è un pilota molto particolare. Sa guidare molto bene da anni e ancora la scorsa settimana lo ha dimostrato vincendo il Rally Coppa d’Oro, ma tut-to deve girare alla perfezione. Al minimo problema, per esempio alla macchina o alle gomme spesso và in crisi mistica e ci vuole un po’ per farlo riprendere". Lei ha partecipato attivamente come organizzato-re di tutte le edizioni del Beta Rally Oltrepò, l'ul-timo importante rally organizzato in Provincia di Pavia, perché a suo giudizio questo rally non si è più disputato?"Molto semplicemente perché quando crei qualcosa di innovativo, che supera con grande distacco qual-siasi altro competitor in Italia vince l’invidia e l’ipo-crisia. Gli “altri”, a partire dalla federazione stessa, non hanno capito che quello che proponeva il Beta Rally era ciò che serviva per uscire dal baratro co-municativo che i rally stavano e stanno attraversan-do, in quanto era qualcosa di alternativo, ed invece di adeguarsi ed allinearsi tutti a questo nuovo sistema è stato più facile per loro sopprimerlo".Quando veniva organizzato il Beta Rally Oltrepò, tanti sono stati gli elogi e tante le critiche , queste ultime si concentravano sul fatto che dava troppo spazio allo show extra rally. A posteriori qual è la sua idea e la sua risposta al riguardo?"La risposta precedente credo sia valida anche per questa domanda, il resto erano solo balle colossali di bigotti puristi. Sarei curioso di sapere quale altro evento post Beta Rally, oltre al ritiro della Juventus, ha saputo riempire Salice Terme di gente così come accadeva in quei quatto giorni di evento….Eravamo niente meno di ciò che tutti gli sport motoristici di alto livello sono tutt’oggi. Sport e spettacolo, intrat-tenimento e competizione. Non c’è altro modo per rendersi interessanti ad investitori se non quello di ampliare le fasce di interesse".Lei conosce bene le strade dell’Oltrepo, come le definirebbe? Dopo aver corso e vinto in tutta italia a quali altre strade assomigliano? "Beh le strade erano molto belle, in alcuni tratti ten-devano a “sporcarsi” molto ma niente di così diverso da tante altre gare a cui ho partecipato. In più c’era la possibilità di avere prove anche molto lunghe ed impegnative, cosa che bisogna tornare assolutamente a fare per invertire la rotta di gare sprint sempre più corte ed insignificanti".I rally in Oltrepò sono in crisi, dopo il Beta Rally, nessun altro rally importante è stato più organiz-zato, secondo lei come mai?"Per fare certe tipologie di gare non basta la passio-ne, ci vogliono anche idee e capacità".Dopo alcuni lodevoli tentativi negli anni scorsi, quest'anno l'ACI di Pavia ha ripreso "in mano"

l'organizzazione del 4 Regioni Storico, a suo giu-dizio questo può riportare entusiasmo e nuovi fans al rallysmo oltrepadano ed in generale i rally sto-rici sono utile incentivo per rinverdire la passione rallystica fra i giovani?"I rally storici, sebbene regolamenti assurdi li stiano rovinando nella loro vera essenza, attraggono sem-pre molto interesse. Onestamente vedo più un seguito di pubblico “del ricordo” che di giovani… anche se effettivamente l’età media dei piloti che vi partecipa-no sta calando".Da pilota, da commentatore ed opinionista rally-stico, chi è secondo lei il più promettente pilota giovane oltrepadano, quali sono i suoi punti di for-za e sui punti deboli?"Senza ombra di dubbio Giacomo Scattolon, veloce e costante. Sin dal primo anno nel Campionato Italia-no Rally ha dimostrato queste qualità. Io lo definisco un “personaggio”, a volte pare sia sulle nuvole e ti sembra un po’ strano, in realtà è il suo bello ed è un bravissimo ragazzo".Lei ha avuto diversi navigatori, anche se il "suo" navigatore è stato Capolongo e negli ultimi anni Lisa Bollito, chi è secondo lei tra i giovani navi-gatori oltrepadani quello che ha più possibilità di diventare navigatore ad alto livello e perché?"Io ho avuto per mia scelta sempre navigatori molto bravi indipendentemente dal fatto che io abbia in-fluito o meno a migliorare il loro percorso e la loro professionalità. Con tutti sono arrivato alla massima simbiosi e affidabilità. Un giovane che ho seguito sin dai suoi esordi, anche piuttosto rocamboleschi, ma che proprio in questo fine settimana visionandone il camera car mi è piaciuto tantissimo, è Daniele Man-giarotti".Il mondo dei rally è composto oltre che da fans appassionati anche da personaggi "simpaticamen-te curiosi", questo anche in Oltrepo, chi è secondo lei "il personaggio" dei rally in Oltrepo e perché? "Ehehehhe… l’Oltrepo ha due icone assolute: I “fra-telli Buzzi” e il Bruno Bazzini da me sempre amiche-volmente chiamato “Bazzo”. I primi sono due pazzi scatenati estremamente coriacei sulle prove speciali. Il Bazzo invece è un personaggio molto conosciuto anche al di fuori dell’Oltrepo in quanto in passato è stato presente in molte gare nazionali ed internazio-nali in qualità di commissario sportivo".Se le chiedessero nuovamente di "aiutare" ad or-ganizzare un rally in Oltrepo, rifarebbe l'esperien-za del Beta Rally, se si perché se no perché?"Si, perché mi piacciono le sfide e perché se all’epoca si scrisse una pagina di rallysmo che ancor oggi è rimpianta da tutti, la si può serenamente riprendere a scrivere".

LucaCantamessa

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MAGGIO 2015il Periodico 60

SPOR

T

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DIVE

RTIM

ENTO

MAGGIO 2015il Periodico 61

SPORT1° Categoria Best Player: Guidi (Varzi) ha nel mirino Averaimo (Casteggio)

DE COLOMBI (CERTOSA) E R. REBOLINI (VARZI) ACCORCIANO SUI PRIMI

Giuseppe Averaimo

Prima Categoria

Casteggio

28

Attaccante

29/19

425

"Tempismo, è un leader in difesa". "La magia che riesce a mettere in ogni pallone che tocca, spiazzando sempre il suo diretto avversario".I pregi del suo avversario

"I capelli, anzi se vince lui gli lancio la sfida di tagliarsi i capelli a zero".

"Non gioca nella mia stessa squadra…".I difetti del suo avversario

"L'ho visto giocare solo due volte e non ho avuto il piacere di averlo come compagno di squadra quindi non saprei".

"I piedi".Cosa pensa di avere di più del suo

avversario

"9,5! Vincere un campionato è difficile, vincerlo con le pressioni dei favoriti di più, non dico 10 perché si può sem-pre migliorare".

"Dopo la passata stagione sofferta, in lotta per la salvezza, da quest'anno il Casteggio ha gettato le basi per puntare a traguardi importanti, in una piazza blasonata che ama questo sport e i suoi colori".

Dia un voto da 1 a 10 alla squadra del suo avversario

"Lui ha vinto già il campionato.. facciamo un po’ per uno…"."Di solito questi concorsi li vincono i numeri 10 o i numeri 9, sarebbe una rivincita per i difensori che stanno là dietro a far legna e di cui si parla meno. E dico ad Averaimo che non accetto la sfida perche pur di vedermi tagliare i capelli saboterebbe le votazioni per farmi vincere".

Ultimo mese di votazioni: i voti su Facebook valgono doppi, cosa

direbbe per farsi votare?

"Fa sentire dei giocatori dilettanti un po’ piu importanti di quello che sono... Divertente!".

"Brillante e innovativa".Un aggettivo per definire la nostra iniziativa "IL PERIODICO OLTRE-

FOOTBALL BEST COACH".

Matteo Guidi

Prima Categoria

As Varzi

25

Difensore

29/0

395

Nome

Categoria

Squadra

Età

Ruolo

Presenze/Gol

VOTI

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MAGGIO 2015il Periodico 62

SPOR

T2° Categoria Best Player: Castagna-Nobili, 27 voti per un finale da brivido

MONTAGNA (APOS) SCAVALCA CARBONE (GIUSSAGO) E TENTA IL MIRACOLO

Davide Castagna

Seconda Categoria

Portalberese

34

Attaccante

26/18

423"La forza, non molla mai e corre per tre, sprecato per que-sta categoria".

In seconda categoria dice sempre la sua...una sicurezza che porta sempre gol sicuri.

I pregi del suo avversario

"I cross!!! Non mi ha fatto un assist in 4 anni che abbiamo giocato insieme! Scherzo non ne ha!".

Sta invecchiando.I difetti del suo avversario

"L'età!!! Siamo uguali, vogliamo vincere sempre, anche le partitelle d'allenamento!".

Niente. Giochiamo in 2 ruoli differenti ed ognuno ha le sue caratteristiche.

Cosa pensa di avere di più del suo avversario

6,5! Poteva fare meglio. Personalmente a “Zava” ho fatto 4 anni bellissimi, la differenza l'ha sempre fatta il gruppo. In più ha un ds, Marco Castelli, super juventino. Quest’an-no poteva fare meglio con Corti, Nobili, Ferrari, Zolo.

6! Un campionato simile al nostro dovuto alle squalifiche iniziali e alla situazione non chiara ad inizio anno.Dia un voto da 1 a 10 alla squadra

del suo avversario

Che non può vincere un terzino nel caso specifico Nobili. Userei il motto di sempre “Dai Zava dai…”Ultimo mese di votazioni: i voti su Facebook valgono doppi, cosa

direbbe per farsi votare?

Ottima iniziativa, simpatica e ben costruita, complimenti! Bella iniziativa soprattutto perché contribuisce a dare visi-bilità a molti giocatori.

Un aggettivo per definire la nostra iniziativa "IL PERIODICO OLTRE-

FOOTBALL BEST COACH".

Filippo Nobili

Seconda Categoria

Zavattarello

28

Centrocampista

25/4

396

Nome

Categoria

Squadra

Età

Ruolo

Presenze/Gol

VOTI

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MAGGIO 2015il Periodico 63

SPORT1° Categoria Best Coach: Landini - Poma sfida all'ultimo voto per l'Oltrefootball

ORBETELI (CERTOSA) E REBECCHI (TORREVILLESE) NON MOLLANO

Matteo Landini

Prima Categoria

As Varzi

34

30/19

59/28

635

"L’esperienza e la preparazione, dovute anche certamente al fatto di aver allenato categorie superiori per circa 10 anni".

"Preparato".I pregi del suo avversario

"Trovare un difetto". "Non sono io che posso rispondere".I difetti del suo avversario

"Aver vinto questo campionato (ride ndr). Da un mister cosi esperto e preparato posso solo prendere spunto. Sono gio-vane ho molto da imparare. Il successo in questo campio-nato e nel vostro concorso prende ancora più valore".

"L'età sicuramente, per il resto lascio ad altri la risposta".

Cosa pensa di avere di più del suo avversario

"8! Le prime 5 squadre avevano un tasso tecnico/tattico di giocatori e allenatori di categoria superiore. Purtroppo in promozione ce ne va una sola e vincere un campionato non è mai facile, arrivare terzi è comunque un buon risultato. 8 perche’ ci hanno messo un po’ ad adattarsi alla categoria, poi hanno fatto un filotto impressionante nel ritorno. Sul finale hanno pagato quello "sforzo". Ripeto: quando parti per vincere e ci sono 5 squadre forti come te e tu arrivi terzo hai fatto un buon campionato".

"10! Ha vinto con merito anche se mi sarebbe piaciuto ave-re il mio Lomello al completo come loro nella fase decisi-va".

Dia un voto da 1 a 10 alla squadra del suo avversario

"Ho vinto il campionato con una squadra poco votata a questo concorso.. Come si fa a non votarmi?". (Ride, ndr)

"Direi che il Lomello ha fatto un gran campionato nono-stante tutti gli infortuni che hanno colpito la squadra negli ultimi 2 mesi".

Ultimo mese di votazioni: i voti su Facebook valgono doppi, cosa

direbbe per farsi votare?

"Bellissima iniziativa". "Ottima iniziativa e ottima organizzazione, lusingato dell’attenzione ricevuta".

Un aggettivo per definire la nostra iniziativa

"IL PERIODICO OLTREFOOT-BALL BEST COACH".

Marco Poma

Prima Categoria

Lomello

52

30/16

51/31

532

Nome

Categoria

Squadra

Età

Partite/Vittorie

Gol fatti/subiti

VOTI

Andrea 'Tigo' Salviotti ottiene al 1° Rally Event, andato in scena a Cervesina, al Tazio Nuvolari, un terzo posto di classe super 1600 a bordo di una Fiat Punto della Speedrally, navigato da Alessan-dro Zerbini. "Sono in parte sod-disfatto: poteva andare meglio purtroppo qualche minuto perso per delle penalità durante la gara mi hanno tolto nella lotta per la prima posizione. Spero di andare meglio nella prossima gara". Il Tigo sarà al via a metà maggio nel piacentino al Rally Day Valtidone sempre a bordo di una Fiat Punto Super 1600. Il Tigo fa parte della Scuderai piloti Oltrepò.

Terzo posto per il Tigo al Rally Event

Due rivanazzanesi al via della 1000 Miglia

IN GARA A CERVESINA

Due cittadini rivanazzanesi parteciperanno alla 1000 Miglia edizione 2015 che si svolgerà da mercoledì 13 a domenica 17 maggio. Un percorso da Brescia a Roma e poi di nuovo a Brescia per un totale di 1.760,92 KM coniugando sport natura ambiente e storia. Maurizio Berisonzi e Luigi Barbieri questi i nomi dei due rivanazzanesi con una Fiat 600 preserie del 1955 saranno presenti a questa gara così prestigiosa.

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MAGGIO 2015il Periodico 64

2° Categoria Best Coach: Bissacco, 1000 voti che sanno di trionfo

GROSSI, CAVO E TAMER SI SFIDANO PER IL SECONDO POSTO

Carlo Bissacco

Seconda Categoria

Apos Stradella

69

30/21

66/29

1029

"Un allenatore molto organizzato". "Bravo e vincente. I numeri parlano per lui".I pregi del suo avversario

"Non ho riscontrato difetti eclatanti, anzi molto bravo". "Non posso rispondere".I difetti del suo avversario

"La rosa, penso di aver avuto a disposizione dei giocatori fortissimi per il campionato".

"Non lo conosco di persona, da lui posso solo imparare quindi non ho niente più di lui".Cosa pensa di avere di più del suo

avversario

"8! In base alla rosa a disposizione ha fatto un ottimo cam-pionato, salvandosi anticipatamente e senza problemi".

"10! La miglior squadra, che ha giocato a calcio, vincen-do".Dia un voto da 1 a 10 alla squadra

del suo avversario

"Io dico solamente di voltare l’allenatore che li ha fatti diver-tire di piu’ e che ha giocato sempre all’attacco".

"Io direi non votate me, ma allenatori giovani che vivono di entusiasmo".Ultimo mese di votazioni: i voti

su Facebook valgono doppi, cosa direbbe per farsi votare?

"Bellissima e esclusiva iniziativa, sarà utile anche per il mercato trasferimenti estivo".

"Geniale..."premio seminatore d'oro Oltrepò pavese'".Un aggettivo per definire la nostra iniziativa

"IL PERIODICO OLTREFOOT-BALL BEST COACH".

Maurizio Cavo

Seconda Categoria

Retorbido

54

30/10

35/32

431

Nome

Categoria

Squadra

Età

Partite/Vittorie

Gol fatti/subiti

VOTI

SPOR

T

quando lo sport diventa solidarietà: una corsa a Voghera contro il parkinson

PARLA LA REFERENTE FEDERICA BASADONNE

caccina dolce(Roberta) con tutti i clown VIP,i bimbi dell’Istituto Santa Caterina di Voghera coordinati da Sr. Battistina, Alessandra Corradi, che hanno aiutato i piccoli a disegnare, la maglietta con l’Omino, altro simbolo della corsa ed affidati alla bravissima Pol-petta (Chiara) con i Clown Auser.Rin.”.Molta sensibilità su questo tema?“Fondamentali ed indispensabili tutti gli Sponsor che con le loro donazioni hanno permesso la realiz-zazione di questa giornata. Pazienti, parenti, amici e in generale tutti coloro che hanno portato la loro testimonianza e si sono ritrovati per una giornata di solidarietà e condivisione con i malati di Parkinson e le loro famiglie che la maratona la percorrono tutti i giorni. Dopo le premiazioni della classifica ufficiale Fidal , la coppa per la Scuola più numerosa, è stata vinta dall’Istituto Santa Caterina".

di Stefania bertonazzi

Incontriamo Federica Basadonne, referente della sede di Voghera dell'Associazione Parkinson Pavese che ci ha illustrato l'evento.“Run For Parkinson è arrivata alla sua sesta edi-zione ed ha trionfato in una Voghera solidale, dopo il tam tam del Team RUN sul sito dell’Associazione Parkinson Pavese, sulle pagine facebook di molti Sponsor, amici e simpatizzanti ha risposto molto ge-nerosamente, raccogliendo presso l’ex Caserma di Cavalleria prima i professionisti con la gara dei 10 Km omologati FIDAL e poi con l’invasione dei parte-cipanti alla camminata libera, di 3 Km, raggiungen-do la partecipazione straordinaria di 1280 persone totali”.Chi sono stati i veri protagonisti?

“I veri protagonisti: il pubblico, la gente comune, professionisti della corsa competitiva, il Comitato Locale della Croce Rossa di Voghera per l’assisten-za alla gara, oltre ai Giovani “trucca bimbi” della C.R.I., i Clown dello staff V.I.P. ONLUS di Pavia ed i Clown dello staff AUSER di Voghera, insieme han-no artisticamente disegnato il nostro logo APP sui palloncini per i bimbi ed invaso le strade di Voghera per far conoscere la nostra Associazione, regalando sorrisi, giochi e simpatia a tutti i presenti dal sinda-co Barbieri all'assessore Azzaretti. E poi i dirigen-ti scolastici e a tutti i genitori hanno sostenuto con grande partecipazione questa giornata, I piccolissi-mi bimbi dell’Asilo Cairoli che coordinati da Cinzia Alù , hanno disegnato sulle magliette, con l’aiuto delle maestre, il Tulipano simbolo del Parkinson ed assistiti nella corsa breve, dalla simpaticissima Fo-

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DAI LETTORI

Gentile Direttore,

nell’ultimo periodo mi è capitato di assistere ad un paio di dibattiti (o risse) televisive aventi per argomento il caso del benzinaio che aveva uc-ciso un rapinatore. Siccome fra i miei molti di-fetti non c’è l’ipocrisia, dico subito che non mi dispiace neanche un po’ che un furfante sia sta-to tolto dalla circolazione; ma quello che mi ha dato soprattutto fastidio era che alcuni dei parte-cipanti ripetevano come un disco rotto che “si era fatto giustizia da solo”. Io inviterei a distinguere prima di tutto due cose: la sicurezza e la difesa. Nessuno discute che la prima sia compito del-lo stato, ma relativamente alla seconda ci sono dei momenti in cui non si può aspettare; di so-lito, sono azioni molto veloci, e se si chiamano le Forze dell’Ordine, c’è il caso che, pur con il massimo impegno, arrivino a cose fatte. E poi, ricordiamo che era in pericolo la vita di un’altra persona, la commessa della gioielleria. Ora, non può benissimo decidere di lasciarsi am-mazzare senza reagire, ma non può assolutamen-

Treni sempre in ritardo: le lamentele dei pendolari e degli studenti

te prendere una decisione del genere per conto di un’altra persona. Oppure, doveva uscire fuori e dire ai malandrini “guardate che ho chiamato la Polizia?”. Nel migliore dei casi gli avrebbero riso in fac-cia, nel peggiore (e notoriamente i bricconi sono sprovvisti di senso dell’umorismo) non oso pen-sare come sarebbe finita! Qualcuno si è lamen-tato perché troppa gente, vedendo qualcuno in pericolo, invece di intervenire, “guarda e passa”. Non mi stupirei (anche se spero di sbagliarmi) se in futuro saranno ancora di meno; chi si ar-rischierà ad aiutare il prossimo, se poi qualche Solone lo accuserà di “essersi fatto giustizia da sé”, o di chissà che altro? Sarà colpa del mio li-mitato comprendonio, ma tutto questo buonismo e pietismo nei confronti dei malavitosi faccio sempre più fatica a capirlo. Mi può anche andar bene “nessuno tocchi Caino”, ma vorrei proprio sapere perché Abele deve uscire sempre cornuto e mazziato…

Luisella Fiocchi Casteggio

"Caro funzionario, la nostra vita corre e scorre viaggiando mattina, po-meriggio e sera sul binario Voghera – Pavia - Mila-no e Milano – Pavia –Voghera. Il treno per andare a scuola o a lavorare noi prendiamo e sempre in ritardo arriviamo, ma non é la puntualità il motivo per cui la lettera le scriviamo. Il treno per noi é una neces-sità, ci garantisce più velocità, ma non del servizio la qualità. Possiamo sopportare il ritardo, anche se il cuore ci scoppia come un petardo. I vagoni sporchi che Ci fanno diventare orchi, l'acqua che dal tetto del treno scende giù e che ci fa arrabbiare sempre più. Inoltre sopportiamo dei vagoni il calore asfissiante o il freddo penetrante, tutto ingoiamo purché alla meta rapidamente arriviamo. Caro funzionario la presente La inviamo perché

L'inciviltà regna nel cuore di StradellaPasseggiando per la città, scene indescrivibili"Può capitare, passeggiando per il centro d Stradella, di assistere a scene che fanno riflettere... non tanto su comportamenti facilmente etichettabili come incivili, ma sulla presunta capacità di persone apparentemen-te per bene, di teorizzare e legittimare l'inciviltà. Mi sono imbattuta, dunque, in un concittadino che butta-va il vetro nei depositi per i rifiuti organici. Certo potevo far finta di niente, ma quel rumore di bottiglie lanciate con disinvoltura mi è sembrato un gesto consapevole e abituale. E' così che il mio inter-vento contrariato, molto timido per altro, ha fornito al signore (un ingegnere) l'occasione per giustificare il gesto più o meno con queste parole: "io pago fior di

Sicurezza e difesa: due cose da distinguere molto bene

questo che raccomandiamo di fare, non si può più rimandare. Tutti ci preoccupiamo e a casa la paura di non tornare noi abbiamo. Pertanto sollecitamente la invitiamo, con gentilezza ma anche con grande fer-mezza, ad occuparsi della nostra sicurezza. Di scusarci la preghiamo se quanto proponiamo é già stato fatto e se per cortesia ci inviate l'atto da voi redatto. Cosa le suggeriamo di fare e di verificare? Da quanti anni sono stati costruiti i ponti? Non é il caso di fare un poco i conti? Il ponte può crollare? Facciamolo dal tecnico controllare e se necessario al più presto cantierare. Bisogna rifare la ringhiera, é arrugginita, é troppo bassa, non é più funzionale, provvediamo prima che qualcuno si possa fare male. Il treno si può su di essa rovesciare e sulla statale impattare,

facciamo di tutto perché si possa la disgrazia evitare. La terra frana é certo un' altra gra-na, ma siamo sicuri che é solo col-pa dell' Acqua piovana? Forse c'è una debolezza strutturale bisogna assolutamente indagare, studiare e il peggio scongiurare, prima che il treno posso deragliare e precipitare. Bisogna tutto controllare, ricon-trollare e saggiare, per evitare che tutti voi poi, cari funzionari pos-siate alla memoria tutti noi omag-giare".

Luigi Scanarotti, Voghera

tasse e l'immondizia la metto dove dico io, non dove vogliono loro". Seguiva un invito perentorio e ripe-tuto a farmi gli affari miei. Non ho avuto neanche il tempo di ribattere che tutti noi paghiamo le tasse.. e forse per comportamenti come i suoi ne paghiamo di più. Ho solo avuto la possibilità di invitare gli avven-tori dei numerosi bar lì vicino a indignarsi, ma certi concetti, come quello della cittadinanza attiva, sfugge ai più. Inutile appellarsi al senso di civiltà smarrito, alla legalità negata, alle più elementari norme che do-vrebbero essere rispettate in un consorzio umano. La miopia del ragionamento fatto dall'ingegnere coin-cide con una visione limitata, individuale, egoistica

della vita, al punto di mancare di rispetto a se stesso e soprattutto ai suoi figli che in questa città vivono. E' come se a volte alcuni si guardassero compiaciu-ti nello specchio delle proprie convinzioni e non ri-uscissero ad ascoltare nient'altro. Chissà se queste mie parole riusciranno a far riflettere a far elevare il pensiero di questo ingegnere che vola troppo basso… quasi intrappolato dalla pochezza di una certa cultura, anche politica, sotto cui la civiltà sta soccombendo. Mi piacerebbe che l'ingegnere leggesse questa lettera, magari anche solo l'ultima riga, per cambiare le sue idee sulle regole che riguardano l'ambiente!"

Luisella Montagna – Stradella

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