Dai Mass Media Ai Social Media

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Dai mass-media ai social-media Introduzione al Corso di Comunicazione Multimediale 2009/2010 prof. Ugo Guidolin Comunicazione Multimediale Milano, 5 ottobre 2009

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Dai mass-mediaai social-mediaIntroduzione al Corso di Comunicazione Multimediale 2009/2010

prof. Ugo GuidolinComunicazione Multimediale

Milano, 5 ottobre 2009

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Apocalittici

"La televisione non potrà mai essere un serio contendente per la radio, perchè la gente deve

stare seduta e tenere gli occhi incollati a uno schermo. La famiglia media americana

non ha tempo per queste cose"New York Times, 19 marzo 1939

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Integrati

"La televisione è destinata a fornire una conoscenza più grande a un numero di persone

più ampio, una percezione più vera del signi!cato degli avvenimenti, una valutazione

più accurata degli uomini nella vita pubblica, una comprensione più ampia dei bisogni e delle

aspirazioni dei nostri simili”David Sarnoff, Presidente RCA, 1939

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I MEDIA si STANNO TRASFORMANDO

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Quadro evolutivoFrameworkistituzione di un linguaggio codificato universale

Reticolaritàelettrificazione

Interattivitàinterazione con un terminale domestico

VirtualitàIdentificazione e proiezione

Multidimensionalità Dal broadband al narrowband

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Motori della trasformazione

I media si stanno trasformando:

• La convergenza al digitale(dimensione tecnologica)

• La ri-mediazione dei linguaggi comunicativi (dimensione semiotica)

• Il passaggio dalla linearità alla multidimensionalità del pensiero (dimensione cognitiva)

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Convergenza al digitale

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I MEDIA ci STANNO TRASFORMANDO

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Sistema nervoso esteso

"In quest'era elettrica ci vediamo tradotti sempre più nella forma dell'informazione e avanziamo verso l'estensione

tecnologica della conoscenza. Inserendo con i media elettrici i nostri corpi !sici nei nostri sistemi nervosi estesi, istituiamo

una dinamica mediante la quale tutte le tecnologie precedenti, che sono soltanto estensioni delle mani, dei piedi,

dei denti, dei controlli termici del corpo, saranno tutte tradotte, comprese le città, in sistemi di informazione"

Marshall McLuhan, Understanding Media, 1964

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La comunità organica(modello orizzontale)

Condizioni• Dimensioni: Solo un numero limitato di

elementi interagenti garantiscono che il sistema non arrivi a un livello di complessità così elevato da sviluppare più “rumore” che risultati effettivi.

• Prossimità: Gli elementi devono condividere la loro presenza all’interno di uno spazio di prossimità che consenta loro di partecipare e avere una percezione globale del sistema.

Media interpersonali

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Dai mass-media...

Massmedia

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...ai social mediaMass

media

Web

Paytv

Com

unità

orga

niche

Comunità virtuali

MULTIMEDIALITÅVIDEO-ON-DEMAND

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Intelligenza connettiva

“Quello che comunque a me interessava maggiormente era intervenire sul rituale espositivo; il rituale classico prevede la presenza di un'autore e delle sue opere presentate al meglio, mentre in questo caso l'opera era inizialmente allo stato potenziale, era caricata di tutti i rischi possibili, e soprattutto l'autore non era presente, era praticamente scomparso lasciando un meccanismo in funzione che lo sostituiva.“

Franco Vaccarisull’esposizione “Lascia su queste pareti una traccia del tuo passaggio” (Biennale di Venezia, 1972)

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Cellularità

L’informazione si scompone costitutivamente in una molteplicità di unità informative decontestualizzate all’interno di una mappa cognitiva priva di linearità narrativa.• E’ una forma di linguaggio che si predispone all’immaginazione e

induce il “lettore” a metterla in racconto.

• Il pensiero è così portato a ricomporre queste unità secondo modalità nuove e molteplici percorsi di conoscenza (interattività).

• Il medium diventa quindi luogo di esperienza e abilità dove vengono ridefiniti volta per volta montaggio, inquadrature, linguaggi ed equilibri

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Reticolarità

Il modello many-to-many estende il nostro sistema cognitivo all’interno di una rete di informazione globale includendo la nostra esperienza in un campo uni!cato di esperienza (interattività e cooperazione).

• Il passaggio da una struttura di comunicazione verticale, autoreferenziale, da un punto verso molti punti a una comunicazione di tipo orizzontale: da molti punti a molti punti.

• Oggi, diventano sempre più determinanti le community nell’elaborazione della conoscenza collettiva che introducono un paradigma innovativo che riduce sempre più le distanze tra produttore e consumatore di informazione (prosumer).

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Padova, 6 dicembre 2006

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L’opera è la folla

Il "ashmob nasce come performance artistica basata su quattro elementi di base: il momento temporale, il luogo, l’individuo (performer), la relazione tra l’individuo e il resto della folla.

• Il performer conosce il luogo e l’ora, ma non sa cosa accadrà, perchè dovrà partecipare anche lui attivamente alla creazione artistica

• L’opera non è artefatto dell’artista, come nella pittura o nella scultura, l’artista stesso (il performer) diventa oggetto, parte della sua stessa opera

• In particolare, nel flashmob, il performer non conosce quali siano gli altri performer: il legame trasversale tra i partecipanti viene stabilito NON da obiettivi, MA solo da poche e basilari regole di partecipazione che il performer conosce all’ultimo momento.

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L’organizzazione many-to-many

Nessun sistema gerarchico, ma piuttosto compiti, ruoli dinamici con processi da innescare e completare• non promozione dell’azione di massa, ma promozione dell’azione

ristretta del singolo.

• azione ristretta: “parla a tutti perchè non pretende di parlare di tutti” (Miguel Benasayag, Contro il niente, Feltrinelli, Milano, 2005)

• logica di sciame: le scelte operative e sociali del singolo non fanno riferimento a una direttiva dall’alto, ma alla situazione contingente. Pensa e agisce localmente, ma l’azione collettiva produce comportamento globale.

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Organizzazione cooperativa

“Vi dicono: potrete avere accesso a tutte le informazioni, alla totalità delle informazioni, ma è proprio il contrario: adesso

sapete che non avrete mai accesso alla totalità. [...] Nasce così la necessità di fare appello agli altri, alle conoscenze degli

altri e alle loro capacità di navigazione: i messaggi che hanno più valore nel cyberspazio sono quelli che vi aiutano a trovare

dei riferimenti, a orientarvi, quelli che hanno meno valore sono quelli che aumentano la massa senza dare visibilità o

trasparenza alle conoscenze disponibili.”Pierre Levy

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Organizzazione cooperativa

La Rete come spazio di elaborazione del sapere collettivo: non tanto fornire informazioni, ma strumenti cooperativi di costruzione della conoscenza • Rielabora e seleziona costantemente le risorse culturali

• Garantisce la validità e la rilevanza delle informazioni

• E’ artefice di nuovi linguaggi e pratiche comunicative

• E’ artefice di nuove forme di distribuzione, condivisione e gestione della conoscenza

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I MODELLI ECONOMICISI STANNO TRASFORMANDO

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Nuovi modelli economici

• “In un mondo di produzioni personalizzate, di continue innovazioni e aggiornamenti costanti, di prodotti con un ciclo di vita sempre più breve tutto invecchia molto in fretta: in un’economia la cui unica costante è il cambiamento, avere, possedere, accumulare ha sempre meno senso” (Jeremy Rifkin, L’era dell’accesso, 2002)

• Il modello economico che sta maturando è un modello in cui al concetto di distribuzione va sostituendosi sempre più quello di comunicazione o di condivisione, mentre il consumo dei beni diventa sempre più utilizzo dei beni secondo logiche più affini al concetto di leasing che non di proprietà.

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Dal bestseller al lowseller

L’utilizzo della piattaforma websposta il controllo del mercato dal bestseller al lowseller

Google, Yahoo, eBay, Amazon, iTunes Store

Testa

Long Tail

20%

Popo

larità

Brand

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Donazioni: “Yes, you can!”L’utilizzo della piattaforma web amplia maggiormente il mercato delle donazioni sulla fascia dei piccoli donatori (long tail)

Obama, Spot.us, Global Giving, Changingthepresent.org

Valor

e dell

a don

azion

e

Distribuzione

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Donazioni: “Yes, you can!”

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Dati social network

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Blogosphere 2008

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QUALE FUTURO?

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Strategie operative

• Comunicazione bottom-up• Network community, non siti web• Narrowband, non broadband• Informazione on-demand• Pubblicità come servizio• Comunicazione d’impatto• Comunicazione Wiki

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1/ Comunicazione bottom-up

Nella logica many-to-many il medium diventa sempre più spazio di elaborazione e condivisione dell’informazione dal basso:• Organizzare una piattaforma web dove l’utente partecipi a livello

progettuale, diventi fornitore, collaboratore possa cioè partecipare direttamente alla costruzione del prodotto o del progetto (SaaS).

• Organizzare una comunicazione di prodotto, quindi, non più focalizzata sul brand, ma sul fornire strumenti di comunicazione del brand che promuovano viralmente la cooperazione dell’utenza e la loro fidelizzazione.

• Stabilire ruoli e regole comunitarie di partecipazione e di cooperazione che regolino le relazioni e la crescita di un membro all’interno della comunità.

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2/ Network Communitynon siti web

Nella logica many-to-many l’informazione non è ubicata in un luogo preciso della rete (URL), ma è inserita in un network• L’informazione suddivide e moltiplica il proprio contenuto su canali multipli: come

le news, viene scorporata dal suo contesto originario per essere fruibile presso altri spazi della rete, secondo logiche di blogrolling, trackback e permalink, in maniera da aumentare così il suo consenso e la sua visibilità.

• Il medium può e deve diventare concretamente anche strumento di partecipazione sociale in rete e condivisione dei propri palinsesti informativi (vedi Facebook, LinkedIn, YouTube, Last.fm).

• L’informazione dev’essere trasferibile su più dispositivi che ne permettano la riorganizzazione di contenuto, secondo formati e processi di sincronizzazione standard e immediati da utilizzare (smartphone, palmari, iPod, mobile computing).

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3/ Narrowband, non broadband

Nella logica many-to-many la comunicazione pone l’attenzione sul singolo attore, non sulla massa, nè su un target• L’informazione dev’essere focalizzata sugli interessi specifici del singolo che

coopera alla produzione sulla base dei propri requisiti.

• La struttura delle informazioni deve condurre l’utente nella selezione di contenuto che più soddisfa gli interessi personali secondo gli schemi del protocollo RSS (Really Simple Syndication, Podcasting)

• L’informazione deve potersi focalizzare sulle realtà locali dell’utente e fornire servizi e contenuti anche in base alla sua ubicazione geografica (geotracking).

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4/ Informazione on-demand

Nella logica many-to-many anche il medium deve diventare sempre più strumento modulare per la gestione personalizzata dei palinsesti:• L’unità d’informazione dev’essere fruibile in maniera autonoma e

modulare per permettere all’utente di selezionare il contenuto desiderato configurandolo secondo palinsesti personali (playlist) o definiti automaticamente sulla base di criteri logici di aggregazione (RSS).

• In tal senso, il medium dev’essere inteso sempre più anche come motore semantico di ricerca per i contenuti specifici, la musica e i servizi su cui è specializzato e i contenuti devono essere organizzati secondo tassonomie che ne facilitino la selezione da parte dell’utenza (Wikipedia, Wolfram Alpha).

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5/ Pubblicità come servizio

Nella logica many-to-many la fruizione interattiva del contenuto non può essere ostacolata da messaggi intrusivi, quali quelli della pubblicità interruptive:• Anche la pubblicità deve diventare interattiva e tematica, vale a dire che

dev’essere oltre che una promozione per lo sponsor anche un servizio utile per l’utente, rispondendo agli interessi dell’ascoltatore e coinvolgendolo in un’attività partecipativa (p.e. concorsi, servizi sponsorizzati, mappa dei locali musicali, fruizione di directories...)

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6/ Comunicazione d’impatto

Nella logica many-to-many il contenuto deve avere una forte personalità e un grande impatto: multimedialità• Recenti indagini (BBC) ci rivelano che il podcast sta ridando il cuore alla radio

perchè più focalizzati sul contenuto che sullo show.

• Il reporting di strada, la voce umana sono elementi empatici e dal forte impatto comunicativo in grado di restituire un’anima all’informazione multimediale.

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Modelli

• Social Networking•Wiki Media• Self Commerce & Publishing• Social Actions• Giornalismo partecipativo•Web radio

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Social networking

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Wikipedia

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Self Commerce & Publishing

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Social Actions: Spot.us

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Social Actions

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Giornalismo partecipativo

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Web radio

Rete sociale musicalein cui gli utenti possonoprogrammare un propriopalinsesto di branimusicali con un client e trasmetterlo agli altriutenti in webcast dalproprio pc. Mobile Radioe Artist Program.

www.mercora.com

Rete sociale musicalein cui gli utenticondividono artisti,generi e gusti musicaliattraverso la creazionedi stazioni radiopersonalizzate basatesul profilo dell’utentee dei propri “vicini”

www.lastfm.it

Piattaforma online di talk radio,attraverso la quale gli utenti possono creare gruppi di discussioneonline utilizzando un telefonoo un client VoIP, con la possibilitàdi controllare o moderare i partecipanti e avere una chat disupporto alla discussione.

www.talkshoe.com

Piattaforma di hosting live radio online con oltre 10.000 stazioni radio online di libero ascolto. Chi trasmette paga un cifra fissa mensile per l’hosting dei propri file mp3 e l’utilizzo dei servizi offerti da Live365 per la trasmissione della propria stazione radio online.

www.live365.com/broadcast