Colazionando 11 Novembre 2012

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Quattro passi di cultura alla scoperta di Milano un’idea di Pan d’ Arte

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Colazionando "Quattro passi di cultura alla scoperta di Milano"

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Quattropassidi cultura

alla scoperta di Milanoun’idea di

Pan d’Arte

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ATELIER FORTELa ricerca sulla spazialità in un luogo abitativo di grado zero

Via Corelli è una delle zone della città dove si sono conservati alcuni degli antichi cascinali milane-si; si tratta di edifici che si sviluppano in maniera preponderante in periodo seicentesco. Ancora oggi questi edifici sono parzialmente immersi nel proprio contesto storico di partenza: le piantagioni di riso fonte di lavoro e sostentamento delle famiglie contadine lombarde. Proprio all’interno di uno di questi cascinali ristrutturati, un’antica fabbrica di inizio Novecento, si trova oggi l’AtelierFORTE: il luogo di studio e ricerca dove l’architetto Duilio Forte ha

raccolto, una gran parte delle sue opere che vanno ad aggiungersi alle numerosissime installazioni per-manenti sparse sul territorio italiano e internazionale. La creazione dell’Atelier ha richiesto un lungo lavoro di restauro del cascinale che da molti anni si trovava in uno stato di abbandono. Un’opera di rielabora-zione complessa di un ambiente già esistente, un lavoro non ancora concluso che permette di pensare all’Atelier come a uno spazio di grado zero, e non adattabile alla dimensione già conformata tipica del vivere contemporaneo.

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COLAZIONIAMO?Quando le giornate diventano più fredde un ambiente caldo e piacevole può fare la differenza per iniziare la giornata. Quando poi la scelta di caffè e cappuc-cini, oltre ai classici sempre ben fatti, si arricchisce di panna, nutella e granella di nocciole, la colazione può dare una mar-cia in più. Senza considerare il grande buffet di muffin, torte e brioche!

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Duilio ForteDi origine italo-svedse, Duilio Forte di laurea in archittettura a Milano nel 1994. Sin dalle sue prime opere, lo stesso anno della laurea vince il premio San Carlo Borromeo per la sauna Ekberg realizzata in Svezia, emerge in maniera preponderante la necessità di compiere una nuova ricerca sul concetto di spazialità inteso come dimensione di vita e movimento per l’essere umano. Una volontà di uscire dalla conformità dei luoghi cittadini e degli spazi costretti dei luoghi abitativi contemporanei che, come racconta lo stesso artista, è stata intrinseca nella sua coscienza sin da bambino. Lo spazio in cui si vive è un insieme composito di elementi in continua evoluzione; stabilire a tavolino come sarà strutturata la propria casa è come voler definire a priori la complessità delle proprie vite. Per questi motivi, l’Atelier si autodefinisce un progetto in continua evoluzione che ancora oggi non ha definito che parzialmente la sua forma e la sua struttura. Partendo da questi presupposti, nel 2009, Duilio Forte ha dato il via a una nuova era architettonica: ArkiZoica è l’era artistica contemporanea, caratterizzata dal connubio tra Arte e Anima, che in greco significa vento, soffio vitale, quindi essere animato o animale. Da questa esperienza sono nati le in-numerevoli strutture lignee dalle grandi dimensioni che si possono scoprire in molte parti del mondo. Tali opere sono caratterizzate da un continuo studio della materia e dell’opera inserita in un preciso ambiente di riferimento perché in quello stesso luogo realizzata. Dal video Sleipnir Automatum (www.atelierforte.com) che racconta dell’esperienza del laboratorio Stugaproject 2012, si evince come il connubio tra la foresta e i suoi elementi e la realizzazione dell’opera rispecchino la complessità dell’ambiente di riferimento, divenendo, altresì lo specchio dello stesso animo umano.

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LA LAND ARTLa Land art nasce negli anni Ses-santa negli Stati Uniti, dove Gerry Schum realizza un videotape sui lavori di Long, De Maria e Christo. Questi artisti sentivano l’esigenza di un forte ritorno alla natura con-tro l’artificialità della metropoli. L’artista esce dallo spazio tradi-zionale per intervenire diretta-

mente sull’ambiente, lasciandovi tracce e segni macroscopici a volte aggressivi, a volte protettivi. Lo scopo è far entrare in sintonia l’opera con l’ambiente circo-stantenpermettendo al fruitore di avere un’esperienza diretta con uno spazio depurato e libero da condizionamento.

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LA MITOLOGIA NORRENAIl ciclo della mitologia nordica era basato sulla natura e sulla guerra e caratterizzato da figure leggendarie. Molte delle dinamiche della mitologia norrena sono incentrate sul continuo conflitto di due famiglie rappresen-tanti il bene e il male. Per i Vichinghi il mondo reale era il palcoscenico della magia, comandata da esseri

arcani. Mani, capelli e unghie, come tutte le parti sporgenti del corpo, era-no fonte di inesauribile energia e per questo il lavoro manuale godeva di molto rispetto. Sleipnir è il cavallo di Odino, nato dal possente Svaðilfœri e dal malvagio Loki, tramutatosi in puledra durante uno dei suoi inganni. Sleipnir, il cui nome significa “colui

che scivola rapidamente”, era il miglior cavallo e il più veloce, di color grigio, aveva otto zampe e era in gra-do di solcare cielo e acque e correre lungo altri mondi. Il cavallo diviene quindi simbolo di esplorazione e scoperta e trova un importante punto di incontro con la mitologia classica e il cavallo di Troia.

IL GIARDINOIl luogo in cui veglia SleipnirIl giardino dell’Atelier racchiude al suo interno numerose opere in ferro e in legno. Tra queste Sleipnir Bastu, scultura lignea alta più di 10 metri che al suo interno racchiude una sauna funzionante per 6 persone (“bastu” in svedese significa sauna). Queste strutture sono proget-tate perché possano interagire nell’ambiente di riferimento in maniera dinamica, ed essere fruite e vissute, in modo tale da creare un legame empatico con l’opera stessa.Così come il resto della casa, anche il giardino è un ambiente in continua evoluzione, secondo i dettami del Manifesto ArkiZoic: i luoghi di vita così come le opere rimangono sempre aperti

e mai compiuti. “La forma nasce da un dise-gno non tecnico, e la progettazione procede parallelamente alla realizzazione, così nascono continue modifiche e migliorie. L’opera rimane aperta, viva e senza fine, in quanto sempre passibile di un seguito, perfetta perché im-perfetta, finita perché infinita.” (Manifesto Arki-Zoic). All’interno del giardino è presente una parte dell’opera Sleipnir Venexia, scultura na-tante esposta alla Biennale di Archittettura di Venezia nel 2008. Infine tra le possenti zampe di Sleipnir Bastu si trovano la testa e le zanne di 6 metri in ferro dell’opera Mammuthus Belli, un’altra sauna decisamente ArkiZoica.

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IL GIARDINO

Le porteAlle porte viene riservata una cura e un’atten-zione particolare, sono l’esempio di come ferro e legno convergano in un’opera resistente, funzionale e piacevole. Le porte hanno un signi-ficato simbolico di superamento da un mondo all’altro, un passaggio tra due diverse dimen-sioni che va oltre la sfera spaziale ma coinvolge anche quella empatica. Quattro porte dislocate nell’atelier omaggiano i nani della mitologia norrena che sorreggono la volta celeste: Nordri, Sudri, Vestri, Austri.

Nel 2011 Duilio Forte ha presentato la mo-stra dedicata ad Asgard, la città degli dei nella mitologia norrena.Una serie di disegni, dipinti e sculture dove elementi di fantasia e spunti architettonici costruiscono uno scenario onirico e possi-bile. Nelle opere di Duilio Forte è sempre presente la componente di mistero e discoperta, i suoi disegni sono delle istan-tanee di un viaggio fantastico. Le sculture sono modelli plausibili di architetture fru-ibili. La dimensione progettuale si insinua dirompente nella poetica romantica e oni-rica. Fanno parte di questa mostra le due torri, Asgard Turris e Asgard Venti Turris, alcune sculture in ferro dedicate a Sleipnir e la serie numerata di stampe fotografiche e serigrafiche, realizzate a mano all’internodell’Atelier.

Asgard

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IL LABORATORIOUno degli aspetti che più caratterizza l’opera di Duilio Forte è la componente manuale racchiusa all’interno del suo lavoro. Il gesto che porta alla realizzazio-ne ha, secondo l’artista, la pari dignità dell’atto intellettuale e nasconde, nella sua fisicità, una componente empirica e creativa fondamentale nella definizione di un’opera. Progettare qualcosa che viene fatta realizzare esternamente significa perdere il contatto con il lavoro mancando una parte fondamentale della sua genesi. All’interno del laboratorio si trovano tutti gli utensili necessari per la lavorazione del legno e del ferro, inoltre sulla parete

di fondo del laboratorio è situato un piccolo palco che viene utilizzato per spettacoli e concerti in occasione di al-cuni eventi in cui l’Atelier apre le porte al pubblico. Durante i festeggiamenti di San-ta Lucia ha ospitato il coro dell’Università degli Studi di Milano e per il Fuorisalone alcune letture sulla mitologia norrena. Sulla porta rossa del laboratorio spicca il simbolo dell’AtelierFORTE che racchiude in sè il concetto di ricerca sulla spazialità che su cui si basa una grande parte del lavoro dell’artista: uno scudo a tre punte che nasconde, al suo interno, la visione prospettica della tridimensionalità.

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LA SCELTA DEI MATERIALIAtelierForte si distingue nell’uso di due materiali principali: il legno principal-mente nello sviluppo delle grandi opere architettoniche come nella serie Sleipnir, e il ferro, che domina invece nella pla-stica scultorea. I due materiali legandosi insieme creano opere con caratteristiche speciali. Strutture leggere e al tempo stesso molto resistenti. Due materiali

antichi che concorrono alla definizione di un mondo proiettato nel futuro con radici profonde nel passato, nella storia e nella tradizione. AtelierFORTE utilizza ferro pieno e legno massello proveniente da foreste a sviluppo sostenibile. Promuove l’uso di trattamenti naturali come cera d’api e olio di lino e limita l’uso di colle e agenti chimici.

Il contatto tra passato e futuro

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LA SALA DEI CAVALLINella sala dei cavalli sono raccolte molte delle opere di media e piccola dimensione dedicate a Sleipnir. La maggior parte di questa raccolta è rappresentata dai lavori dell’AtelierFORTE nel campo del design: sedie, sgabelli, tavoli e complementi d’arredo che rispondono anch’essi allo stile imposto dal Manifesto ArkiZoic. La serie Troll è composta da sedute e scrittoi in legno massiccio trattato a fiamma e vernice in cui l’artista lascia visibile la materia prima, decorandola con il colore bianco perché le striature e le venature del legno diventino esse stesse tracce decorative dell’oggetto. Oppure le sedie e panche Freyja, realizzate in acciaio e legno di pino, il cui

nome deriva dalla dea della bellezza nella mitologia norrena. In una parete della sala sono visibili alcune delle stampe fotografiche e serigrafiche realizzate a mano in Atelier: piccole serie numerate a tiratura limitata che riproducono disegni e dipinti di Duilio Forte. Proprio nella sala dei cavalli sono situati il tavolo con le attrezzature necessarie per la serigrafia, e la porta che dà l’accesso alla ca-mera oscura in cui sono sviluppate le stampe fotografiche. Altro tema presente è quello delle spade, sempre ispirato alla mitologia norrena che ritorna più volte all’interno delle stanze dell’Atelier divenendo, in molti casi, parte integrante della struttura dell’edificio.

Il design all’interno dell’Atelier

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LA BIBLIOTECALa biblioteca si trova al primo pia-no dell’Atelier, al termine di una delle scalinate che lo rendono un ambiente dall’aspetto composito e quasi labirintico. È una delle stanze che, per definizione dell’artista stesso, può essere conside-rata più avanti nel lavoro di definizione dello spazio della casa. Si tratta di un ambiente vario e articolato, che è stato più volte modificato: non molto tempo fa è stata aggiunta una parete che racchiude completamente la stanza rendendo la grande scrivania cen-trale il fulcro e nucleo pulsante di tutto l’ambiente. I numerosi oggetti posizionati

sul grande pianale in legno hanno varie forme e provenienze, dalle sculture in ferro, sino a giungere ai libri sulla mitolo-gia norrena. La biblioteca è volutamente una Wunderkammer contemporanea ispirata alle “stanze delle meraviglie” che si svilupparono in Europa, all’interno delle corti e dei palazzi nobiliari tra il XV e il XVII secolo. In questi luoghi i signori dell’epoca solevano esporre, all’iterno di grandi armadi e in scrivanie ricche di vani e cassetti oggetti appartenenti al mondo naturale conosciuto e legati a quello, che per l’epoca, veniva ritenuto appartenente alla sfera del fantastico.

Una wunderkammer post moderna

IL MANIFESTO ARKIZOICNella sala riunioni è presente una lavagna che riassume i punti fon-danti del manifesto ArkiZoic. Lo stile ArkiZoic è determinato dalla regola e dalla forma. La forma ArkiZoic è dotata di Anima, il soffio vitale, è Empatica e suscita Emozioni. Deve galoppare, avere un capo, una coda e delle zampe, deve essere animorfica

ovvero fitomorfica e zoomorfica. Ane-mos in greco vuol dire vento brezza e per estensione soffio vitale. La forma ArkiZoic è organica, presenta molti livelli, nasce dal dinamismo e dal movimento, è complessa e articolata, si sviluppa con inclinazioni e incroci, è imprecisa, presenta errori e disconti-nuità, punti pericolosi e non è finita.

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Quattropassidi cultura

alla scoperta di Milanoda un’idea di

Grafica e impaginazione: Ad Friends srlHanno collab.: Valeria Bottiglieri, Beatrice Nizzetto, Francesca Giunti e Simone Abbottoni per conto di AtelierFORTEFoto di: Fabrizio BottiglieriUfficio stampa: Alessandra Vezzolitel. 02.6552781/335.6813563; [email protected] marketing: Marco Ranieritel. 02.36740400; [email protected]© RIPRODUZIONE RISERVATA - materiale promozionale riservato agli utenti del sito colazioneincitta.it NON destinato alla vendita.

Pan d’ArteLA CULTURA VIEN MANGIANDO

LO STUDIOLo studio dell’artista è il luogo della “pit-tura”: qui Duilio Forte, attraverso il gesto pittorico, racconta immagini di viaggi, di scoperta verso un mondo fantastico e lontano. Le opere trovano posto alle pareti, sui cavalletti alcuni in attesa di essere terminati, altri esposti come in una galleria ogni volta riallestita e ricomposta. I soggetti raffigurati sono i miti tratti dal ciclo della mitologia norrena: il cavallo di Odino, Sleipnir e la città degli dei, Asgard, architetture greche e romane, tutte visioni di un mondo fantastico che in Atelier trovano una realizzazione fisica. Nello studio si trova anche il grande libro

che attraverso una ricca documentazione fotografica raccoglie e descrive le mag-giori opere di AtelierFORTE: dai prodotti di art-design, agli allestimenti tra Parigi, New York, Milano, fino alle grandi sculture in ferro e le maestose installazioni in legno.

Le immagini dei dipinti di Duilio Forte e delle sue innumerevoli installazioni, insieme alle sue interviste sono raccolte sul suo sito internet: www.atelierforte.com

La città degli dei

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