Brochure 2011

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Associazione culturale “La Lanterna” O.N.L.U.S. Premio Letterario Internazionale Feudo di Maida Sabato 5 Novembre ore 17.30 Locali ex cinema corso Garibaldi Maida (cz) 2011 Curinga Jacurso San Pietro a Maida Maida Cortale
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  • 1. Associazione culturaleLa Lanterna O.N.L.U.S.Premio Letterario InternazionaleFeudo di MaidaMaida Curinga Jacurso Cortale 2011San Pietro a Maida Sabato 5 Novembre ore 17.30Locali ex cinema corso Garibaldi Maida (cz)

2. Premio letterario internazionale "FEUDO DI MAIDA"edizione 2011Cofinanziamento:POR CALABRIA FESR 2007/2013 Linea di intervento 5.2.3.9.Patrocinio di:Senato della Repubblica ItalianaMinistero per i Beni e le Attivit CulturaliMinistero della Pubblica IstruzioneUniversit LUMSA di RomaUniversit degli Studi "La Sapienza" RomaRegione CalabriaUniversit degli Studi della Calabria CosenzaUniversit degli Studi del Mediterraneo Reggio C.Universit per Stranieri Dante Alighieri Reggio C.Universit degli Studi "Magna Graecia" di CatanzaroAmministrazione provinciale di CatanzaroUnione dei Comuni di Monte Contessa (Cortale, Curinga,Jacurso, Maida, S. Pietro a Maida)Amministrazioni comunali di:Amaroni, Girifalco, Lamezia Terme, Paterno Calabro.LAssociazione ringrazia quanti hanno sostenuto lini-ziativa ed in particolare, per il contributo finanziario, la Re-gione Calabria, i Sindaci e le Amministrazioni comunali diMaida, Cortale, Girifalco, Lamezia Terme, Jacurso, S. Pie-tro a Maida, Curinga, Amaroni, Paterno Calabro, la Cameradi Commercio I.A.A. di Catanzaro, lAvis provinciale, i di-rigenti scolastici delle scuole interessate dallincontro conlautore e gli sponsor.Un ringraziamento particolare al prof. Salvatore Spezialecuratore dei saggi. La S.V. invitata ad intervenire alla cerimonia di premiazione Il Presidente dellAssociazione Avv. Stefania Vasta Iuffrida 2 3. PROGRAMMAOre 17,30 Saluto delle autoritProf. Natale AMANTEASindaco di MaidaAvv. Stefania VASTA IUFFRIDAPresidente dellAssociazione "La Lanterna"Dott.ssa Wanda FERROPresidente della Giunta provinciale di CatanzaroOn. Prof. Mario CALIGIURIAssessore Cultura e Beni culturali Regione CalabriaOre 18,00 Intermezzo musicale Quartetto darchi, orchestra laGreca della Provincia di Catanzaro.Ore 18,20 Relazione del senatore prof.Luigi M. LOMBARDI SATRIANIPresidente della Giuria del Premio LetterarioOre 18,30 Cerimonia di premiazioneconduceCatena FIORELLOscrittriceAndrea Cefaly, La battaglia di Capua o Campagna del Volturno (1 ottobre 1860), 1860-1861 Olio su tela,133 x 211 Reggio Calabria, Pinacoteca civica.Hanno condotto le precedenti edizioni del premio:Gina BASSO, scrittrice, giornalista RAI - 1997, Paola PITAGORA, at-trice - 1998, Roberta CANNATA, attrice - 1999, Teresa MUNARI, gior-nalista - 2000, Francesca NOCERINO, giornalista TG2 RAI - 2001,Lucrezia SCARDINI, giornalista Radio l RAI - 2002, 2003, LucreziaSCARDINI e Franco DI MARE, giornalisti RAI - 2004, Gian MaurizioFODERARO, giornalista Radio l RAI - 2005, 06, 07, 08, Claudia BEL-LIENI, giornalista TG3 RAI - 2009, Catena FIORELLO, scrittrice, 2010.3 4. La Giuria del PremioPRESIDENTESenatore prof. Luigi M. LOMBARDI SATRIANIUniversit Suor Orsola Benincasa NapoliSEGRETARIOProf. Leopardi GRETO CIRIACOAssociazione culturale "La Lanterna"Prof.ssa Laura FARANDACattedra di Etnologia IIIUniversit degli Studi La Sapienza RomaProf.ssa Rossana M. CAIRAUniversit Lumsa RomaProf.ssa Maria Grazia BIANCOCattedra di Letteratura cristiana antica Universit Lumsa RomaAvv. Stefania VASTA IUFFRIDAPresidente associazione culturale "La Lanterna"PREMIO DELLA GIURIAEnzo IuffridaGiacomo PANIZZAcon Goffredo FOFIQui ho conosciuto Purgatorio, Infernoe Paradiso.La storia del prete che ha sfidato la NdranghetaFeltrinelli, 2011Giacomo Panizza nato 63 anni fa a Brescia e nel 1976 stato ordinato sa-cerdote. Nato da una famiglia di operai, nel 1964 ha cominciato a lavorare infabbrica dopo aver terminato la scuola elementare. La vocazione lo ha coltoda adulto e fidanzato, parecchio a digiuno di cristianesimo: dopo il semina-rio, il suo vescovo con molte titubanze lo ha ordinato sacerdote, obbligan-dolo a lasciare il quartiere delle prostitute per lavorare tra i disabili. Ha cosconosciuto la Comunit di Capodarco nelle Marche, un istituto che offrivaagli handicappati amore e rispetto, coinvolgendoli nelle decisioni e richie-dendo da parte loro responsabilit. Un bel giorno giunse a Fermo un gruppodi scout di Catanzaro che chiesero a Giacomo di ospitare anche qualche di-sabile calabrese; venne deciso che a spostarsi non fossero i disabili ma la co-munit, spingendo alla nascita, a Lamezia Terme (Cz) della ComunitProgetto Sud, che, come dice Fofi, suo amico di vecchia data e compagno inmolte battaglie sociali, una esperienza minoritaria che si radica e si con-cretizza nel mondo reale.4 5. Lanno che viviamo, il tempo che verrdi Salvatore Speziale Il 2011 segna una doppia ricorrenza. Una che tocca lintimo del nostrospirito associativo, i 15 anni del Premio letterario Feudo di Maida e dellasua brochure; laltra che segna lintimo della nostra coscienza collettiva,i 150 anni dellUnit del paese. Luna e laltra ci spingono a seguire dueparalleli percorsi a ritroso nella nostra memoria per ripensare e rilan-ciare il nostro futuro come associazione e come cittadini italiani. Se praticamente impossibile ricordare qui tutti gli oltre cento stu-diosi locali, nazionali e internazionali che hanno collaborato alla nostrabrochure - ci proponiamo di farlo con una pubblicazione collettanea - , invece possibile ricordare i temi trattati con al centro, sempre, la Ca-labria e il Mediterraneo: il territorio, le personalit laiche e religiose,lidentit storica, le relazioni mediterranee, la santit, la donna, la pacee la guerra, integrazione e intercultura, la battaglia di Maida, San Fran-cesco di Paola, lemigrazione verso lAfrica, limmigrazione dallAfricae, infine, lUnit del paese. Su questultimo tema abbiamo voluto soffermarci anche questanno,150 dellUnit, con contributi che toccano una gamma di tematiche di si-curo appeal: dal forte accostamento tra i briganti e i bantiten del periododella resistenza del Di Bella, alle mire sulla Sicilia attraverso la corri-spondenza manoscritta di Napoleone esaminata da Curr; dalla rigogliosastampa calabrese postunitaria, densa di speranze ma anche di spirito cri-tico sintetizzata da Criniti, allestenuante salasso migratorio maidesemesso in luce da Paone per tutto il periodo unitario; dalla cruenta sconfittadella battaglia delle Grazie del 1848 tra i borbonici del Nunziante e i ri-voltosi dello Stocco, tratteggiata da Gullo, al contributo e alle pene soffertedei volontari albanesi di Vena per le imprese militari di Calabria, redattoda Giordano; dalladesione di patrioti curinghesi alle imprese garibaldinedi Monteleone, ai ritratti di due delle pi importanti figure del Risorgi-mento dellItalia meridionale, Carlo Pisacane e il gi nominato FrancescoStocco, dipinti rispettivamente da Cannataro e Guzzo. Anche se 150 anni sono decisamente pochi per un paese, le nostre an-tiche carte trasudano letteralmente di storie, di ideali, di slanci e di sa-crifici che, in momenti difficili, come quelli in cui viviamo, possonoservirci da monito, da stimolo e da guida.Il Premio ed il territorioOpere letterarie eccellenti abbinate a prodotti di eccellenza. Dopo il vino e lolio, un prodotto che si accompagna bene con entrambi: il fagiolo, quello colti-vato e prodotto a Cortale (Cz) su di un terreno fertile e ricchissimo di acqua a 400 metri di altitudine. Si tratta di un fagiolo autoctono e perci unico, conosciuto come fagiolo cortalese , nelle sue cin-que variet: reginella bianca, detta ammalateddha, gialla, detta coc, cannellina bianca, detta rugnuni,coc gialla, detta limunidu e coc bianca. Nei primi anni postunitari, nella cosiddetta inchiesta Jacini(1877), i fagioli di Cortale erano considerati di tale qualit da coltivarsi con risultato tale da per-metterne lesportazione nei paesi vicini. Il senatore A. Cefaly, nel 1880, scrive che i fagioli erano il cibo del contadino: egli si ciba di solopane di granone ed alla sera mangia in seno alla sua famiglia una minestra di erbe e per lo pi di pa-tate o fagiuoli, con scarsissimo o nessun condimento . Venerd 4 novembre, di concerto con gli amministratori di Cortale, degli specialisti illustrerannoagli illustri ospiti del Premio le qualit, le caratteristiche e le fasi di produzione del fagiolo di Cortaleper il quale in corso di assegnazione il marchio Denominazione Comunale di Origine. Al fagiolo sar abbinato il dolce tipico: la graffila, anchesso a marchio De.C.O., esempio di tra-dizione dolciaria e di salvaguardia dellidentit culturale.5 6. Giuria di selezioneAntonio BAGNATO Professore di Storia e FilosofiaCoordinatore sez. SaggisticaSalvatore SPEZIALEProf. di Storia dei Paesi islamiciMe/Rc Coordinatore sez. CulturemediterraneeSergio TANZARELLA Docente straord. di St. della ChiesaFacolt Teologica Italia MeridionaleMauro VASTA ScrittoreCoordinatore sez. NarrativaVincenzo CANONACO GiornalistaRita CERVADORODirigente scolasticoFilippo DANDREAMembro della Societ filosofica edellAss. Teologica ItalianaCarla DI STASIO Docente di Materie letterarieCostanza FALVO DURSO Docente UNITER Lamezia TermeMimmo GANGEMI ScrittoreTeobaldo GUZZODirigente scolastico/GiornalistaMarina IANNELLO Docente di Lingue scuola secondariaAugusto LEONE DocenteGiuseppe MASI Docente (a contratto) UNICALFranco PAPITTOGiornalistaPasqualina TORCASIO ArchitettoDavide VESPIERGiornalistaVincenzo VILLELLA StoricoBasilio De Fiore di Maida, ufficiale garibaldino. Archivio privato.6 7. Giuseppe Garibaldi tra briganti e banditen di Saverio Di Bella Giuseppe Garibaldi, il pi grande guerriero italiano degli ultimi se-coli e uno dei pi grandi di tutti i tempi, indica nel brigante il combat-tente che incarna il decoro e lonore militare del soldato italiano. Leroedei due mondi conosce bene il potere e la rivolta contro il potere; sa chequando la sete di giustizia e lamore della libert spingono allinsurre-zione contadino senza terra o sfruttato dai mille mestieri di una cittostile il nome che gli tocca quello di brigante. Il potere e chi lo de-tiene lo bollano cos come nemico. Un nemico al quale non dare treguae per il quale non c piet. Neanche dopo la morte. Il popolo degli op-pressi, dei senza terra e senza pane, degli esclusi, dei senza diritti d altrigiudizi e opera in maniera opposta. Il brigante vive tra le sue fila come un pesce nellacqua. Ne condividei sogni, ne giustifica i delitti: sono la vendetta di chi non ha giustizia,sono la giustizia di chi escluso dal governo dello stato e non accetta laconfisca del diritto di essere uomo, intuito e vissuto come intangibile einalienabile ben prima che i dotti ne codificassero il concetto. Garibaldisa che ogni brigante, ribelle perch vindice di offese inflitte alla famigliadorigine o al gruppo sociale di appartenenza, un guerrigliero. E che unguerrigliero un combattente che anticipa una rivoluzione, la precorre,la aspetta, ne diventa un soldato. Le doti di audacia, di astuzia, la pa-dronanza del territorio, i legami con i concittadini, il coraggio temerario,il preferire la morte alla resa, la lotta alla quiete del sottomesso, la spadaalle catene e il non contare i nemici che ha di fronte in battaglia; il sa-pere tener testa a un cavaliere nemico anche quando si combatte appie-dato per la scelta di vivere tra forre e boschi per Garibaldi lapersonificazione delleccellenza del fante. Anche perch il brigante sinutre di poco, e quel poco lo trova da s quando non pu fruire dellaiutodella popolazione. cio un combattente veloce, frugale, coraggioso,resistente, forte, deciso. Quello che ci vuole in guerra per vincere e perdifendere la propria terra e la propria libert. Passano i decenni. Arrival8 settembre 43. Tutti a casa. Tranne coloro che per tetto scelgono lestelle, per letto le grotte o le baite di montagna, o le pietre e lerba per-ch hanno preferito scegliere la lotta per la libert, la guerra contro levilt dei potenti in fuga e dei forti che occupano la patria. Ricevono unnome che dovrebbe bollarli con infamia: banditen. Il potere nazi-fascista li condanna a morte e cerca di coprirli dinfa-mia criminalizzandoli. Il popolo li riconosce come i propri figli, i propricampioni, i propri paladini. Vivono come pesci nellacqua. Anche i lorocadaveri rimangono insepolti, quando catturati vengono processati e uc-cisi. Popolazioni intere Marzabotto per tutte vengono sterminate perisolare i banditen. Guerriglieri, partigiani, senza paura e senza pietverso il piede nemico che preme crudele e cinico, sul cuore della patria.Che appartiene al popolo. Foreste, montagne, burroni sono ancora ilregno dei ribelli in attesa di vittoria.7 8. OPERA VINCITRICEDEL PREMIOLetteratura religiosa:Alberto VITALIOscar A. RomeroPastore di agnelli e lupiPaoline, 2010Alberto Vitali, nato a Bellano nel 1964, prete della diocesi diMilano dal 1988. Dopo due esperienze di pastorale giovanile,come vicario parrocchiale nella periferia e nellhinterland mila-nese, dal 1999 ha rivestito diversi incarichi in Pax Christi Italia,come coordinatore dei gruppi dellItalia settentrionale e consi-gliere nazionale. Attualmente segretario del Centro studi econo-mico-sociali per la pace dello stesso movimento, delegato dellareainternazionale per El Salvador C.A. e referente del progetto Con-flitti dimenticati che Pax Christi Italia realizza congiuntamente aCaritas italiana. Nel 1996 ha fondato lAssociazione Oscar Ro-mero di Milano ed coordinatore europeo del SICSAL, la rete in-ternazionale dei Comitati Oscar Romero di solidariet con i popolidellAmerica latina. Risiede presso la parrocchia di san Giovanniin Laterano a Milano, dove svolge una parte di servizio pastorale. VINCITORI PRECEDENTI EDIZIONI1998 - Michele AIELLO1999 - Francesco BARBAGALLO Andreina DE CLEMENTI2000 - Ryszard KAPUSCINSKI Sandra PUCCINI2001 - Armando GENOVESE2002 - Cristina DI LAGOPESOLE Michele FORTUNA Giovanni MAGNANI2003 - Ferdinando CASTELLI Rosino GIBELLINI Ruggero ORFEI2004 - Dario ANTISERI Rino FISICHELLA Hans KUNG2005 - Giancarlo PANI, Maffeo PRETTO2006 - Giovanni MAZZILLO2007 - Enzo BIANCHI2008 - Sergio TANZARELLA2009 - Christian W. TROLL2010 - Antonio VIGILANTE 8 9. La nuova stampa calabrese tra Risorgimento e Unitdi Nicola Criniti Con il raggiungimento dellUnit, la stampa calabrese, nonostante ildiffuso analfabetismo caratterizzante il panorama regionale, assunse unasua spiccata rilevanza. Nel quadro di ritrovata libert, difatti, i periodicidiventarono lunico strumento di formazione ed informazione di quellafascia di popolazione che, pur circoscritta, pesava (esercitando il ristrettodiritto di voto) sulle scelte nazionali e su quelle amministrative. A Cosenza nacquero Il Monitore Bruzio (1860), Il Calabrese (1861),soppresso nel 1844 gi dopo la spedizione dei Bandiera, ripreso da Ma-riano Campagna, Luigi Valentini, Bonaventura Zumbini, Francesco Mar-tire e Ferdinando Balsamo (tutti gi ne Il Monitore Bruzio), Il Bruzio(1864) di Vincenzo Padula, Il Corriere di Calabria (1865) di Martire eLa Libert (1866) di Zumbini. Anche Catanzaro conobbe un giornalismo legato ai grandi temi risor-gimentali. La Media Calabria (fondata nel 1864 da Vincenzo Gallo Ar-curi, Cristiano Garzya e Luigi Tamburini) fu lorgano della Societ delPlebiscito e con La Calabria (1865, che sostenne il Consorzio nazionalee una sottoscrizione per la statua al DAzeglio) e il Cittadino Calabrese(fondato nel 1864 da Vincenzo Bona, poi Il Nuovo Periodo) anim un in-tenso dibattito sui problemi dellarea centrale della regione, specie di-nanzi allimperversarvi del brigantaggio. La Luce Calabra (1869) sidistinse invece per lorientamento democratico del suo ideatore, Giu-seppe Giamp (mazziniano e fondatore del movimento repubblicano ca-tanzarese), patendo la censura gi nelle prime uscite. Reggio Calabria ebbe La Fata Morgana nel 1838, soppresso dopo imoti cosentini del 44, ma il primo vero periodico unitario fu LAmicodella Libert (1860) di Achille Canale. Su posizioni antigovernative fu-rono Lamico della Verit (1867) diretto da Domenico Span Bolani eBruno Rossi e LArtigiano (1869), mentre accenti antistatali distinsero iperiodici di Filippo Capr, cattolico intransigente, fondatore, tra gli altri,de LAlbo Bibliografico e Albo Reggino (1864). Animati da uno spirito a tratti messianico, i giornalisti calabresi, purtra difficolt economico-logistiche e spesso censurati, guidarono le im-provvisate redazioni puntellando, non senza toni critici, il sentimento dipartecipazione al nuovo Stato, coinvolgendo i lettori su questioni am-ministrative e nazionali, in un quadro che tra il 1890 e il 1915 avrebbevisto la nascita di ben 217 periodici calabresi. Dopo le restrizioni patitesotto i Borbone, il rigoglio di testate fu segno di volont di riscatto perlopinione pubblica della regione e se, in seguito, gran parte di quei pe-riodici avrebbe assunto toni antigovernativi, quando non antistatali, cisarebbe dipeso proprio dalla frustrazione per il tradimento delle speranzeriposte nellUnit. Speranze ben vive nelle province calabre, gi ricchedi forze intellettuali che avrebbero trovato nelle redazioni dei giornalila loro palestra ideale.9 10. OPERA VINCITRICEDEL PREMIOCulture mediterranee:Maurizio COSTANZALa mezzaluna sul filo:La riforma ottomana di Mahmd II (1808-1839)Marcianum Press, 2010Maurizio Costanza nato in Libia nel 1960. I suoi studi si sonoarticolati lungo una vasta gamma riguardante la storia e la civiltdel mondo islamico; si laureato a Roma in Lingua e letteraturaturca. Lavora per il Ministero degli Esteri ed ha vissuto in diversiPaesi dellEuropa e del Medio Oriente.VINCITORI PRECEDENTI EDIZIONI1998 - Friedrich George FRIEDMAN1999 - Yves GONZALES QUIJANO2000 - Stefano ALLIEVI2001 - Luigi VASALE2002 - Ignazio E. BUTTITTA Enzo CICONTE Genevive MAKAPING Rosa PARISI Pierre VOELKE2003 - Magdi ALLAM Giuliano DELLA PERGOLA Biancamaria SCARCIA AMORETTI2004 - Manuela DVIRI VITALI Mirella GALLETTI Silvio MARCONI2005 - Massimo CAMPANINI Saverio DI BELLA - Giovanni IUFFRIDA2006 - Anna VANZAN2007 - Alessandro COPPOLA, Barbara DE POLI2008 - Marta PETRICIOLI2009 - Vincenza PELLEGRINO2010 - Paolo GOMARASCA 10 11. Lettere sulla Siciliadi Placido Curr 1806, linguaggio scarno. Napoleone ha di fronte il Mediterraneo; il Mez-zogiorno viene ad esserne inghiottito. Non esistono altre vie. Lidea pre-sto tormento: sistemare quanto dovuto a Napoli e alle porte del Regno,estendere la conquista, surtout ne perdez pas un moment, [] pour tcherdenlever la Sicile. Sincrociano velieri inglesi diretti a Venezia. Bastimentipartono da Tolone verso Portici. Linverno alle spalle, gli spazi della ne-goziazione si sono chiusi, stagioni pi miti non aspettano: si nelle condi-zioni di puntare Messina. Napoleone sente di essere matre de Naples et dela Sicile. La violenza piegher qualunque sacca di resistenza: Jattends desavoir [] le nombre de rvolts dont vous avez fait bonne justice. Faites fu-siller [] des chefs des rebelles. Si occupano allora le citt e le campagne che si allungano dalla Sila al-lAspromonte. Il controllo della regione significher presenza salda sulloStretto. Ma il 1807 lpoque critique de mon arme de Naples, ed inac-cettabile pensare al nemico col piede ancora sul continente: Mais, parbleu!Ne souffrez pas la honte davoir les Anglais Reggio et Scilla; cest uneignominie sans gal. Eppure lentrata in guerra dello Zar a fianco di Bo-naparte dirotta verso loceano buona parte dei britannici. ora di agire. Rag-giunta lisola, sar una formalit trarre il dado: Cette expdition est fondesur ce seul principe: avoir Scilla et le Phare. I movimenti di cavalleria, dar-tiglieria, di marina sono regolati simmetricamente. Il Mediterraneo, del resto,freme: Zante, Corf, Taranto, Costantinopoli non hanno pace. Il Tirreno vivedi continui sussulti. Ma i francesi marciano ancora verso Sud: Ce plan estcalcul sur le principe que vous tes matre de Scilla, le point plus importantdu monde. Lattesa diventa impaziente. Muovere verso Reggio: Je com-pte que lexpdition [] russira. 1808: lordine finanziato. Milano e Fi-renze verseranno i denari necessari alla campagna. Il comando in Calabria,per, sotto pressione. I mesi scorrono, la reazione borbonica non si scompone: Faites fortifierle fort de Scilla, car il nest impossible que lennemi fasse des efforts pourreprendre ce point. Intanto, Giuseppe va a Madrid; Napoli accoglie Gioac-chino. Tutto sembra doversi riscrivere da capo. Ma il re abbraccia la causa.Limmagine del Mediterraneo come trama di percorsi, di fantasie e principrimane intatta. Murat lerede diretto della rivoluzione e di questa sensibi-lit. Cos, se lo spettro delle incursioni corsare non si disperde, la stabiliz-zazione dellAdriatico settentrionale d nuovo vigore alliniziativa: lapossession de Trieste sera dun bon rsultat pour ce qui regarde la Sicile, quidsormais naura plus aucun contact direct avec lAutriche. E tuttavia, Gio-acchino deve affrontare miseria, briganti, identit differenti. La materialitdella resistenza e lintransigenza del corso. Un urto che conferma la centra-lit dellisola nella geopolitica di Bonaparte e, allo stesso tempo, il cedi-mento e le future divergenze: crivez-lui quil a tort de parler ainsi de mesprojets sans mon autorisation. La misura colma: je suis fort surpris. Ma i tempi stanno mutando. I dubbi scalzano le certezze. Napoleone cedealla rassegnazione. Quando Gioacchino prova la sorte, limperatore gi suposizioni diverse. Il Mediterraneo un mare di speranze e di naufragi. Spet-tacolo terribile, drammatico e, nonostante tutto, grandioso. 11 12. OPERA VINCITRICE DEL PREMIOSaggistica:Silvio LANARORetorica e politicaAlle origini dellItalia contemporaneaDonzelli Editore, 2011Silvio Lanaro professore di Storia contemporanea allUniversitdi Padova. Tra i suoi studi ricordiamo: Societ e ideologie nel Ve-neto rurale, 1866-1898 (Edizioni di storia e letteratura, 1976), Na-zione e lavoro (Marsilio, 1987), LItalia nuova (Einaudi, 1988),Storia dellItalia repubblicana (Marsilio,1994), Patria (Marsilio,1996) e Raccontare la storia (Marsilio, 2004). Ha curato il volumeIl Veneto della Storia dItalia. Le regioni dallUnit ad oggi (Ei-naudi, 1984).VINCITORI PRECEDENTI EDIZIONI1997 - Vito TETI1998 - Paolo SORCINELLI1999 - Wolfgang SCHIVELBUSCH 2000 - Salvatore TRAMONTANA Tonino CERAVOLO2001 - Franco CARDINI Giovanna DE SENSI SESTITO2002 - Sabino ACQUAVIVA Marco DE NICOL Margherita HACK Pierfranco MALIZIA Franco RIVA2003 - Ferdinando CORDOVA Giangiorgio PASQUALOTTO Tariq AL2004 - Stefania BARTOLONI Claudio CAVALIERE Antonio LA SPINA2005 - Fulvio CONTI Maria T. FUMAGALLI BEONIO BROCCHIERI Davide RODOGNO2006 - Stefania FALASCA2007 - Andrea TORNIELLI2008 - Sandro PROVVISIONATO Ferdinando IMPOSIMATO Enzo CICONTE2009 - Gianluigi NUZZI2010 - Isaia SALES 12 13. La battaglia delle Grazie - 27 giugno 1848di Pietro Gullo quel fanciullo, consumate le munizioni, non si volle arrendere, ma si slan-ci con il pugnale sguainato e si difese a tuttuomo, fin quando un fendentedi sciabola gli mozz la testa e cadde sui cadaveri nemici Un flash. Unicona. Un ricordo. Si gusta il sapore argomentativo dellaPiccola vedetta lombarda. Ma non cos. Di sicuro un atto di vero eroi-smo, seppur disconosciuto: nella storiografia ufficiale sentir parlare di Ri-sorgimento calabro rarissimo. Eppure un Risorgimento calabro esiste. Celo dicono le numerose condanne a morte, le persecuzioni, i saccheggi e gli84 secoli di carcere inflitti ai nostri patrioti; ce lo dice leroismo di uominiche si sono votati alla morte per amore della Patria; ce lo dice il sangue ver-sato sui campi di battaglia; ce lo dice il grido straziato di quel fanciullo de-capitato nella battaglia delle Grazie. Si, la battaglia delle Grazie, che per lamole dei soldati impegnati, 7.000 borbonici e 5.000 volontari, rappresenta unimportante scontro bellico del Risorgimento italiano. Correva lanno 1848, quando sbarcava a Pizzo con 2.000 soldati, il gene-rale borbonico Nunziante. Giungeva in Calabria, su ordine del re FerdinandoII per reprimere i turbamenti rivoluzionari che si erano diffusi in tutte le pro-vince, soprattutto nel nicastrese, dove gli sviluppi bellici ebbero una coe-renza ed una consistenza pi evidente, dove il movimento patriottico ebbela fortuna di avere una sola guida, Francesco Stocco, e di ritrovarsi unito in-torno alle idee mazziniane. Queste ultime erano ben radicate in tutto il di-stretto e in particolare nei territori dellex feudo di Maida, grazie al lavorodi alcune vendite carbonare, dal Trionfo della Giustizia e della Libert diSan Pietro a Maida alla Perfetta Concordia di Maida, e grazie anche al-limpulso degli ufficiali dello Stocco: Bevilacqua, Aiello, Fabiani, De Vito,Cefaly e Boca. Un simile afflato liberale facilit il compito dello Stocco, che fu il primoa muoversi alla notizia dello sbarco. Nel giro di 48 ore il generale era gi inmarcia con migliaia di volontari verso Maida. Qui convenne anche la com-pagnia di San Pietro a Maida, con pi di 100 volontari, guidati dal capitanoAiello e da Grassi. Trascorsi alcuni giorni, un contingente di 3.000 nazionali,guidato dal tenente Griffo, si trasfer al campo di Filadelfia. La battagliaormai era vicina. Infatti, il 27 giugno il Nunziante con 4.000 uomini sferrlattacco presso il ponte delle Grazie, dove trov lo Stocco con i suoi 400 vo-lontari. Di l a poche ore principi la zuffa. Nella foresta sibilavano in-cessanti le bombe, schiantando i rami . Gli insorti rispondevano al fuoco costringendo il Nunziante al ritiro. I pa-trioti, felici, inneggiavano al trionfo, quando purtroppo arriv il maggioreGrosso. Lo Stocco, accerchiato, tent di resistere, speranzoso dellaiuto delGriffo. Ci, purtroppo non avvenne, per cui lo Stocco fu costretto a rifu-giarsi sulle alture di San Pietro a Maida. Terminava cos la battaglia delleGrazie, con una sconfitta, certo, ma leroico slancio di quel pugno di volon-tari resta una pietra miliare del Risorgimento ed un fulgido esempio dim-pegno a difesa della patria e degli ideali di libert e di democrazia. 13 14. OPERA VINCITRICE DEL PREMIONarrativa:Nando DALLA CHIESAAlbum di famigliaEinaudi, 2009Nando Dalla Chiesa insegna Sociologia della criminalit organizzataallUniversit statale di Milano. Gi parlamentare della Repubblica e sot-tosegretario allUniversit, editorialista dellUnit e di Europa e presi-dente onorario dellassociazione Libera. Con Einaudi ha pubblicatoStorie (1990), Il giudice ragazzino (1992,da cui stato tratto lomonimofilm), La politica della doppiezza(1996)e Storie eretiche di cittadini perbene (1999). Tra gli altri suoi libri di successo: Delitto imperfetto (1984),La farfalla granata (1995) e Le ribelli (1997). VINCITORI PRECEDENTI EDIZIONI1997 - Mario FORTUNATO1998 - Giuseppe GIACOVAZZO1999 - Carlo LUCARELLI2000 - Salvatore MANNUZZU2001 - Giorgio DE RIENZO2002 - Domenico GANGEMI Silvana GRASSO Alessandra LAVAGNINO Margherita OGGERO Marcela SERRANO2003 - Carmine ABATE Carlo CASTELLANETA Asne SEIERSTAD2004 - Massimo CACCIAPUOTI Paolo DI STEFANO Pietro SPIRITO2005 - Carla CERATI Antonio PASCALE Sonia SERAZZI2006 - Carla Maria RUSSO2007 - Salvo SOTTILE2008 - Cosimo CALAMINI2009 - Salvatore NIFFOI Ermanno REA2010 - Gianrico CAROFIGLIO Salvatore COBUZIO 14 15. Gli albanesi di Vena di Maida ed il Risorgimento di Giuseppe Giordano Gli albanesi di Calabria condividevano gli ideali e i principi di libert euguaglianza che infervoravano gli animi dei patrioti risorgimentali. A que-sti aggiungevano motivazioni proprie. Essi desideravano: migliori condizioni economiche e sociali (le terre loroassegnate erano le pi povere); abrogare le disposizioni reali atte a disper-dere la comunit albanese in agglomerati distanti tra loro al fine di distrug-gerne la potenzialit offensiva; opporsi efficacemente ai tentativi del papa diportare le comunit religiose bizantine ad abbracciare il rito latino; integrarsicon le popolazioni dei luoghi vicini e nello stesso tempo conservare la cul-tura, la lingua e le tradizioni nella consapevolezza che, non potendo costituirelo stato dellArberia, lideale pi realistico era la creazione di uno stato uni-tario dove fossero rispettate le diversit dei popoli coinvolti. Negli scontri, nelle rivolte, dove cera da organizzare e da combattere, fu-rono spesso presenti. Gli albanesi di Vena, agli ordini di Francesco Stoccodiedero il loro contributo nei campi di Maida, di Filadelfia, di Nicastro, nelloscontro alle Grazie, nella spedizione dei Mille, al Volturno. Per le loro imprese furono condannati a lunghi anni di carcere. Questi inomi e le imputazioni della gran Corte criminale di Catanzaro: FrancescoComit, sacerdote, Carlo Boca, proprietario, Giovanni e Giuseppe Saraceno,proprietari, accusati di provocazione, di reati contro la sicurezza dello Statoal fine di distruggere e cambiare il Governo e di attentati contro la sicurezzadello Stato con arruolamenti di bande armate; Domenico Peta fu Gaetano, dianni 28, accusato di attentato contro la sicurezza dello Stato, di ferimenti, diingiurie, di percosse; Gaetano Boca, proprietario, di anni 32, accusato di at-tentati contro la sicurezza dello Stato con arruolamento in banda armata alfine di distruggere e cambiare il governo. Questultimo, capitano comandante la milizia agli ordini di Stocco, con-dusse al campo di Filadelfia una forza di circa 100 uomini che combatte-rono alle Grazie il 27 giugno del 48 contro il generale Nunziante e il 27agosto 1860 contro il generale Ghio. Contro di loro la gran Corte criminale emise le seguenti condanne: oltread una malleveria di ducati 100 per tre anni e spese di giudizio, Comit, Sa-raceno e Peta furono condannati a 25 anni di ferri e Boca a 7 anni (forse perla giovane et). Le condanne ai venoti ammontavano complessivamente a132 anni, 50 dei quali furono realmente scontati nel carcere di Santo Ste-fano sullisola pontina di Ventotene. N gli anni di carcere, n le conseguenze sociali e le ripercussioni eco-nomiche li distolsero dal riprendere le armi ed a seguire Garibaldi nella spe-dizione dei Mille e sul Volturno. Qui, nel corso della battaglia, Garibaldiebbe modo di verificare limpeto guerriero dei discendenti di Scanderberg eli qualific prodi e valorosi. Dopo il favorevole esito plebiscitario, Vena, dal 1839 assegnata come fra-zione al comune di Maida, esult alla proclamazione del Regno dItalia.Nella toponomastica cittadina ancora oggi una via porta il nome di UmbertoI e la piazza principale il nome di Vittorio Emanuele. 15 16. Autori partecipanti al Premio 2011Kaha Mohamed Aden, Giorgio Agamben, Salvatore Agati, Monique Ag-nor, Tiziana Agostini, Michele Ainis, Ernesto Aloia, padre Biagio Aprile,Sergio Aquino, Alessandro Aruffo, Leonardo P. Aucello, Leonardo P. Au-cello, Raffaele Aufiero, Arcangelo Badolati, Liana Badr, Bruno Ballardini,Andrea Baranes, Bernardo Baratti, Remo Bassini, Aurelio Benevento,Francesco Benigno, Carlo Bernardini, Aldo Berselli, Sara Boero, Anna-maria Bonucci, Mirko Bradley, Silvestro Bressi, Stefano Briccanti, Pier-franco Bruni, Salvatore Bugnatelli, Adele Cambria, Ferdinando Camon,Giuseppe Cantarano, Mons. Antonio Cantisani, Vittoriano Caporale, An-drea Carlo Cappi, Antonello Capurso, Massimo Carlotto, Philippe Car-rese, Mario Casaburi, Vittorio Casali, Giovanna Castellano, AugustoCavadi, Francesca Chirico, Alda Cicognani, Giuliana Colella, Maria Ame-lia Comito, Guido Corb, Lucio Cortella, Rita Coruzzi, Rocco Cosentino,Maurizio Costanza, Michle Courbou, Mons.Giampaolo Crepaldi, Gioac-chino Criaco, Riccardo Cristiano, Leda Cuccaro, Giovanni Cucci, FatimaCurzio, Vincenzo DAcquaviva, Paolo Dal Poggetto, Nando Dalla Chiesa,Marco De Biase, Gabriele De Cecco, Chiara De Manzini Himmrich, Fran-cesco De Martino, Nicola De Meo, Giuseppe Decollanz, Gilles Del Pap-pas, Angelo Del Vecchio, Fortunato Dello Russo, Duccio Demetrio,Giuliano Di Bernardo, Dedo Di Francesco, Anna Di Giglio, Viola DiGrado, Marianna Di Nardo, Enzo Di Nuoscio, Suor Cristiana Dobner, Ste-fano Domenichini, Elena Doni, Rita El Khayati, Giovanni Falsetti, OlgaFerraioli, Guido Ferrari, Fabrizio Foni, Michele Fortuna, Nadia Franca-lacci, Luigi Garofalo, Francesca Genti, Livio Ghersi, Santo Gioffr, Giu-lio Giorello, Giampiero Gramaglia, Gerolamo Grassi, Silvana Grasso,Nicola Gratteri, Angelo Greco, Carlo Guarrera, Olimpio Guerra, UmbertoGuidoni, Shady Hamadi, Ettore Ian, Gennaro Iannarone, Antonio Ianni-celli, Amara Lakhous, Silvio Lanaro, Luciano Lepri, Roberta Lepri, Vale-rio Lessi, Alessandro Limena, Concetta Lojacono, Isabella Lorusso,Marianna Mada, Pasquale Maffeo, Dante Maffia, Marcus Malte, MarcoMalvaldi, Isidoro Malvarosa, Fabio Manfredi, Laura Maniscalco, don Gil-fredo Marengo, Paola Mastrocola, Giovanni Mati, Massimo Maugeri, Fer-ruccio Mazzariol, Francesco Mellace, Alberto Melloni, Davide MennellaBettino, Luca Mercalli, Domenico Mercurio, Ren Merle, Lia Migale, Car-lotta Mismetti Capua, Maria Modesti, Andrea Monda, Raul Montanari,Giuseppe Moscati, Ugo Mucci, Michela Murgia, Luciano Nanni, NicolaNeri, Guido Nicosia, Giovanni Occhipinti, don Gino Oliosi, Gaetano Origo,Franois Orsini, Salomone Ovadia, Francesca Paci, Chiara Palazzolo, Sal-vatore Palidda, Clelia Palombo, Giacomo Panizza, Matteo Pasini, FrancoPasqua, Lino Patruno, Lorenzo Pavolini, Laura Pedicone, Walter Pedull,Romano Penna, Pepetela, Romana Petri, Antonio Petrocelli, Claudio Pe-truccioli, Francesco Piccolo, Caroline Pigozzi, Angelo Pizzarelli, VivianaPonti, Jean-Bernard Pouy, Matteo Rampin, Dario Rezza, Andrea Riccardi,Maurizio Ridolfi, Matteo Righetto, Anna R.G. Rivelli, Franco Rizzi, Giu-seppe Rizzo, Domenico Romeo, Michele Rosan, Leonardo Rossiello Ra-mirez, Angelo Rubino, Paolo Ruffilli, Cataldo Russo, Ivano Sallusti,Gianna Sallustio, Marida Salvatori, Umberto Santino, Roberto Saporito,Sonia Savioli, Giuseppe Scrima, Marcello Scurria, Giuseppe Segalla, Vin-cenzo Servedio, Manlio Sgalambro, Marina Silvestri, Manlio Simonetti,Domenico Sorace, Gennaro Sorrentino, Antonio Spena, Olimpio Talarico,Rocco Taverna, Biagio Tempesta, Giuseppe Tribuzio, Alessandro Vagnini,Anna Vanzan, Antonino Velez, Serena Vitale, Alberto Vitali, Andrea Vitali,Davide Zanchettin, Stefano Zecchi, Rolando Zucchini. 16 17. Curinghesi nel Risorgimento italianodi Pietro Monteleone Giuseppe Garibaldi sost a Curinga fra il 28 e il 29 agosto 1860, ospitedella famiglia Bevilacqua. La sosta fu determinata da ragioni di strategia mi-litare: forse Garibaldi voleva evitare uno scontro con le truppe del generaleGhio, accampate a pochi chilometri di distanza dal bivio da cui si diparte, su-bito dopo il ponte sul torrente Turrina, la strada che dallattuale ss 19 portaa Curinga. La deviazione per Curinga poteva poi servire a dare nuovo entu-siasmo ai patrioti della zona. Appena il giorno prima, infatti, circa 500 uo-mini partiti da Curinga avevano tentato uno sfortunato attacco alle truppeborboniche nei pressi del ponte sul torrente La Grazia, pi o meno nellostesso punto in cui il 27 giugno 1848 cera stato uno scontro fra un gruppodi Nazionali e lesercito borbonico. il caso di ricordare che protagonista diquestultimo episodio era stato Francescantonio Bevilacqua, mentre alcunisuoi figli, in particolare Giacinto, avevano combattuto nel secondo scontrosulla Grazia. lecito pensare che in casa Bevilacqua Garibaldi aveva buonimotivi per sentirsi in un ambiente fidato; e questo fa capire lo stato danimocon cui il generale lasci Curinga, indossando il cappello conico dalle lun-ghe fettuccine di velluto che aveva avuto da un contadino in cambio delsuo. Poco dopo la partenza di Garibaldi, si mosse da Curinga, guidato da duedei fratelli Bevilacqua, Giacinto e Bonaventura (entrambi con il grado di ca-pitano), un gruppo di volontari che combatt nella battaglia del Volturno:Calvieri Domenico (sergente), Ceneviva Domenico, Ceneviva Domenico sr,Cirianni Tommaso, De Sando Antonio, Funaro Pietrantonio, Giamp Vin-cenzo, Lorusso Salvatore, Marinaro Giuseppe, Monteleone Pietrantonio,Riccio Giov. Battista, Pizzonia Giuseppe, Santo Orlando, Senese Agostino,Sestito Vincenzo, Summa Bruno. Manca, in questo elenco, che conosciamo grazie al lavoro di GaetanoBoca, il nome di Vincenzo Losco, il quale pure fu certamente tra i garibal-dini. Tale assenza potrebbe spiegarsi con il fatto che Losco aveva raggiuntoi Mille prima che questi sbarcassero in Calabria, dopo avere attraversato loStretto di Messina, come attestato da fonti orali che trovano conferma nel-lepigrafe posta sulla tomba eretta nel cimitero di Curinga, per additare ai po-steri la memoria di unanima eletta che la giovinezza consacr allapatria/sospirando combattendo/nelle epiche/campagne garibaldine/da Mi-lazzo a Mentana. In sostanza, Losco non compare fra i volontari reclutatinel mese di settembre perch egli era gi da tempo nellarmata garibaldinae probabilmente con essa continu il suo viaggio verso Napoli. Il fatto chepoi si sia ritrovato ancora a Mentana con Garibaldi indica unadesione con-sapevole e matura ad un ideale si pu ben definire amore per la patria. E quasi certa la presenza a Curinga di un gruppo di persone che, ancoranegli anni 80 del XIX secolo, avevano come riferimento le figure di Cavour,di Mazzini e di Garibaldi, come si evince dalla lettura degli atti della ceri-monia commemorativa organizzata dal Comune dopo la morte di Garibaldi.Era sindaco, in quellanno, Giacinto Bevilacqua, lo stesso che aveva gui-dato i volontari curinghesi al Volturno, dove si era conquistato i gradi dimaggiore.17 18. Case editrici partecipanti al Premio 2011Albertini Trevozzo Pc, Aletti Villalba di Guidonia Roma, Alfredo GuidaNapoli, Alinea Firenze, Apoikia Vibo Valentia, Arti grafiche edizioni Ar-dore Marina Rc, Avagliano Roma, Bastogi editrice italiana Foggia, Bi-bliosofica Roma, Bonaccorso Verona, Booksprint Buccino Sa, BrunoMondadori Mi, Bulzoni Roma, Cacucci Ba, Calabria Letteraria SoveriaMannelli Cz, CalicEditori Rionero in Vulture Pz, Cantagalli Si, CarocciRoma, Castelvecchi Roma, Centro di documentazione giornalistica Roma,Cittadella editrice Assisi, Carocci Roma, Castelvecchi Roma, Centro didocumentazione giornalistica Roma, Chiarelettere Milano, Cittadella edi-trice Assisi, Claudiana Torino, Cleup Padova, Coop culturale R.T.S. Ter-lizzi Ba, Corbaccio Milano, Dalai (Baldini Castoldi Dalai) Milano,Datanews Roma, Dedalo Bari, Di Girolamo Trapani, Di Renzo EditoreRoma, Donzelli Roma, Edilet Roma, Editori Riuniti Roma, Edizioni Centoautori Villaricca Na, Edizioni dellorso Alessandria, Edizioni E/O Roma,Edizioni Lavoro Roma, Edizioni Multimedia Napoli, Edizioni NottetempoRoma, Edizioni Nuova Cultura Roma, Edizioni scientifiche italiane Na-poli, Edizioni Starale 3 S.Marco in Lamis Fg, Edizioni Tyrus Arrone Tr, Ei-naudi Torino, Erga Genova, Falzea Reggio Calabria, Fazi Roma, Fede ecultura Verona, Feltrinelli Milano, Florence Art Edizioni Firenze, Galle-ria Fandango Roma, Galzerano Casalvelino scalo Sa, Garzanti Milano,Giulio Perrone Roma, Giuseppe Maimone Catania, Grafica Pollino S.r.l.Castrovillari Cosenza, Graus Editore S.r.l. Napoli, Gruppo Albatros Vi-terbo, Gruppo editoriale srl Acireale Ct, Gruppo Perdisa Editore OzzanoEmilia Bo, Guanda Parma, Hacca Matelica Mc, Ibiskos di A. Risolo Cor-ridonia Mc, Ibiskos Editrice Risolo Empoli, Il Coscile Castrovillari Cs, Ila-palma Mazzone Produzioni Palermo, Istituto grafico editoriale italianoNapoli, La Modernissima Lamezia Terme Cz, La Vallisa Bari, LevanteBari, Libritali Vibo Valentia, Longanesi Milano, Lucio Pugliese Firenze,Manni San Cesario di Lecce, Marcianum Press Venezia, Marietti 1820 Mi-lano, Marsilio Venezia, Mesogea Messina, Messaggero Padova, Minumumfax Roma, Mobydick Editore Faenza Ra, Mondadori Milano, Montag Edi-zioni Corridonia Mc, Morlacchi Perugia, Munari Carmignano di Brenta Pd,Newton Compton Roma, Nuova Cultura Roma, Paoline Milano, PtronGranarolo dellEmilia Bo, Pellegrini Cosenza, Piemme Casale MonferratoAl, Punto rosso Milano, Queriniana Brescia, Robin Edizioni Roma, Rub-bettino Soveria Mannelli Cz, Salani Milano, San Paolo Cinisello BalsamoMi, Santi Quaranta Treviso, Santuario S. Domenico Soriano Calabro Vv,Sellerio Palermo, Sonzogno Venezia, Sovera multimedia Roma, StampaSud Lamezia Terme Cz, Studio 12 Roma, Tracce Pescara, Ursini EdizioniCatanzaro, Vallardi Milano, Voland Roma. Cortale, Piazza Italia. Statua su colonna raffigurante lunit dItalia 18 19. Carlo Pisacane ed i federalisti del Risorgimentodi Italia Cannataro Napoletano, figlio cadetto dei duchi di San Giovanni, Pisacane nacquenel 1818 cio al principio della restaurazione borbonica. Come tutti irampolli dellaristocrazia venne educato nellAccademia della Nunzia-tella e allinterno del mondo dorato e compassato della corte borbonica,realt che, ben presto, gli sembr angusta e poco in linea con le sue aspi-razioni culturali. Di questo personaggio, fin ai primi degli anni 80 del Novecento, fupressoch ignorato lo spessore ideologico formatosi nei circoli parigini,laddove conobbe Blanc e soprattutto nella Londra in fermento per laf-fermarsi del liberalismo egalitario della scuola di Manchester. Quelleidee di solidariet internazionale per cui il benessere di un popolo eracondizione di quello di un altro e la prospettiva di un superamento delloscontro tra le classi sostituito da un pi proficuo confronto, rappresen-tavano, per Pisacane, la spinta per una nuova e definitiva rivoluzione na-zionale. LItalia, scriveva, era una terra dalle grandi tradizioni ma dallapoca coscienza degli errori del passato; la sua idea di rivoluzione eraper cos eroica, cos sfrontatamente ideale che prescindeva da ogni pre-ventivo intervento didattico a favore del popolo: il terrore e la speranzasarebbero stati i maestri della rivolta. La spedizione di Sapri e il suo tragico epilogo rappresentano laspettopi conosciuto della sua storia, il sistema federale quello pi interessantee moderno. La struttura portante del suo federalismo era comune a quella degliappartenenti al filone ed era costituita dalla consapevolezza che la sto-ria dItalia era sempre stata la storia delle sue citt, la novit introdottada Pisacane fu la trasposizione dal piano culturale a quello politico diquesta consapevolezza. Lanalisi rivelava un preciso piano politico divalorizzazione degli elementi positivi del passato della penisola senza di-menticare che allinterno di quelle realt sopravvivevano i privilegi dellaborghesia che limitavano lespressione del popolo intero. Il suo modello si inseriva nellambito della questione nazionale che,negli ambienti della sinistra democratica, corrispondeva con la questionedella libert e dellindipendenza dallo straniero. Tali presupposti nonpermettevano, al repubblicano Pisacane, di accettare alcun compromesson con i murattiani, n con chi, come Ferrari, auspicava lintervento di-retto della Francia in favore della questione italiana. Nessuna contami-nazione esterna doveva mortificare la storia della penisola cio quelladelle sue citt. Quello di Pisacane fu dunque il primo progetto comunaledellepoca. Lo schema appare oggi, certamente, poco maturo ed em-brionale per via della mancanza di adeguate mediazioni istituzionali traStato e libera espressione popolare allinterno dei singoli comuni o perla totale mancanza della definizione di confini territoriali degli enti lo-cali ma, di certo, resta un punto di riferimento essenziale per la modernadefinizione dellunit nazionale in questo paese. 19 20. PREMI E RICONOSCIMENTI SPECIALIASSEGNATI DALLA GIURIANELLE PRECEDENTI EDIZIONI:Roberto ALAJMOPasqualino PANDULLOGiuseppe AMMENDOLASalvatore PIERMARINILetizia BATTAGLIA Adriana PIGAElena BERTONELLILuigi PINTORFrancesco BEVILACQUAVincenzo RIMEDIOAlessandro BIANCHIEnzo ROMEOPiero COPPO Santino SALERNOGabriele DE ROSAEnzo SANTARELLIGiovanna DE SENSI Fortunato SEMINARAFrancesco DE VITO Pantaleone SERGIMichela FUSASCHIGiovanni SOLEGiuseppe GALZERANOVito TETIDanilo GATTOTOURING CLUBGiordano Bruno GUERRI Francesco TURANOVinicio LEONETTISergio ZAVOLIAdriana LIGUORI PROTO Premio alla carriera ad:Antonio MARINAIAndrea CAMILLERIEmanuele MACALUSOFranco PAPITTOArmando MATTEOEdoardo MOLLICA Premiati dal Comune di MaidaElisabetta MORO Antonio ARACOSabatino MOSCATITony COLIBRAROPino NANO Antonio DI MAJOGiorgio NICOLETTI Giuseppe GIORDANODomenico NUCERA Francesco MARASCOMarco PACCIARELLI Domenico SCICCHITANOINCONTRO CON LAUTOREGli studenti, dopo aver letto e commentato i testi con i loro insegnanti,ne discutono con gli autori.Giacomo PANIZZAIstituto tecnico commerciale "V. De Fazio" di Lamezia Terme.Nando DALLA CHIESALiceo scientico "E. Majorana" di GirifalcoAlberto VITALIIstituto istruzione superiore "Leonardo da Vinci" di Lamezia Terme.Silvio LANAROGinnasio Liceo "F. Fiorentino" di Lamezia Terme.Maurizio COSTANZAV Circolo didattico F. Costabile di Lamezia Terme. 20 21. Maida, 150 anni di emigrazionedi Salvatore Paone Quanti furono i meridionali che emigrarono tra il 1861, anno del-lunit, ed il 1876, anno in cui il nuovo Stato pubblic i primi risultati sta-tistici nazionali? Le cifre oscillano, a seconda degli studiosi, da 20 a 40mila unit allanno fino a superare, nellarco di un secolo, la cifra di 11milioni e mezzo. Le statistiche ufficiali del periodo dal 1876 al 1890 di-mostrano che il primato dell emigrazione apparteneva allepoca a tre re-gioni settentrionali (Veneto, Friuli Venezia Giulia e Piemonte) mentre ilnumero degli emigrati di Calabria, Puglia e Basilicata non superava il12,9% del totale nazionale. Furono gli anni della grande emigrazione,furono gli anni in cui i maidesi scelsero come destinazione gli Stati unitidAmerica e formarono una comunit nella cittadina di Ambler, in Pen-nsylvania. I dati che seguono riguardano il fenomeno migratorio dal 1930 al 1997,anni in cui le partenze si susseguirono inarrestabili, una vera emorragiache ha sconvolto famiglie, societ ed economia impoverendo Maida (com-presa la frazione Vena), nellarco di 67 anni, di ben 5206 cittadini, con unamedia di 80 allanno. Una situazione identica ai paesi del circondario. Dal 1930 al 1940, diminuisce lemigrazione verso lestero e verso gliStati Uniti, destinazione prescelta nei decenni precedenti, anzi, si regi-strano 89 rimpatri. Meta diventano gli altri comuni italiani. E la tendenzarimane costante fino alla conclusione della seconda guerra mondiale ealla caduta del Fascismo. Con la nascita della Repubblica lesodo hacome destinazione prevalente le regioni del triangolo industriale e delPiemonte in particolare. Il numero delle partenze varia dalle poche decinealle 448 unit dellanno 1953. Gli anni che vanno dal 1953 al 1976 sono gli anni della seconda im-ponente ondata migratoria provocata dal forte dislivello economico tra ilNord ed il Sud del paese e tra il Sud e il Nord dellEuropa. Una media dicentocinquanta concittadini allanno saluta i parenti per avviarsi preva-lentemente verso le regioni del Nord Italia. Alcuni addirittura scelgonolAustralia. Dal 1965 al 1982, a ridosso del boom economico italiano, la forteeconomia svizzera attira un forte flusso migratorio. Dai cantoni di Basi-lea e di Zurigo si calcola che siano transitati, in quel periodo, oltre 500maidesi e molti si trovano tuttora nelle cittadine di Muttenz e Liestal. La crisi petrolifera della met degli anni 70 segn una fase di contro-tendenza. Da quegli anni si verificano i primi modesti saldi positivi tra ilnumero di emigrati e di immigrati. Mentre durante la grande emigrazionelesperienza migratoria serv ai contadini per acquistare la propriet dellaterra, le pi recenti ondate hanno mirato alla costruzione della casa, al-lacquisto dei beni di consumo ed al miglioramento delle condizioni di vitadella famiglia con particolare attenzione per listruzione dei figli. Con la crisi economica mondiale degli ultimi anni, la situazione eco-nomica si ulteriormente aggravata mentre il piccolo commercio ha de-finitivamente ceduto il passo alla grande distribuzione. E lemigrazionecontinua: i registri comunali attestano che dal 2001 al 2010 Maida haperso altri 807 abitanti (739 verso altri comuni dItalia e 68 allestero),con una punta massima di 97 nel 2009 per cui oggi il centro storico unsusseguirsi di serrande sprangate tanto che Maida appare deserta e vuotacome un De Chirico metafisico.21 22. Vincitori del concorsoALBO DORO DEL FEUDO DI MAIDAper il migliore profitto maturato nellanno scolastico 20102011 dagli alunni di scuola secondaria disecondo grado residenti nei comuni di Cortale, Curinga,Jacurso, Lamezia Terme, Maida, San Pietro a Maida.Classe 1 Miriam GRANDENata a Lamezia Terme, il 19/08/1996Residente in Lamezia Terme (Cz)Liceo T. Campanella di Lamezia TermeMedia dei voti: 9,00Classe 2 Chiara PANEDIGRANONata a Lamezia Terme, il 5/05/1995Residente in Lamezia Terme (Cz)Ginnasio Liceo F. Fiorentino di Lamezia TermeMedia dei voti: 9,57Classe 3 Francesco DAVOLINato a Lamezia Terme, il 25/02/1994Residente in Lamezia Terme (Cz)Ginnasio Liceo F. Fiorentino di Lamezia TermeMedia dei voti: 9,33Classe 4 Serena CARNOVALENata a Catanzaro, il 16/11/1993Residente in San Pietro a Maida (Cz)Liceo scientifico E. Majorana di GirifalcoMedia dei voti: 9,40Classe 5 Maria Francesca COLELLANata a Soveria Mannelli (Cz), il 27/12/1992Residente in Lamezia Terme (Cz)Ginnasio Liceo F. Fiorentino di Lamezia TermeMedia dei voti: 9,9Voto finale: 100 e lodeCommissione esaminatrice:prof.ssa Francesca QUATTRONE (Presidente)prof.ssa Gabriella COLISTRA (Segretaria)prof.ssa Annalisa AIELLOprof.ssa Rosalba AMANTEAprof.ssa Iolanda BARBERIO 22 23. Francesco Stocco, liberale e patriota di Luigi Mariano GuzzoA volte il destino gioca strani scherzi. I genitori lo chiamano Francesco,in onore del futuro re delle Due Sicilie, Francesco I di Borbone, che addi-rittura, da padrino, a Messina, lo terr pure a battesimo. Fedelt alla famigliaBorbone? Nemmeno a parlarne. Dopo qualche anno trascorso alla corte diNapoli, la storia lo ricorda quale uno dei protagonisti indiscussi dellimpresaunitaria ed indipendentista.Francesco Stocco nasce ad Adami di Decollatura il primo marzo 1806.La sua una famiglia aristocratica e filo borbonica. Dopo aver studiato incollegio a Cosenza, i reali Borbone lo accolgono nella capitale partenopeacome cavallerizzo. Ma Napoli una citt grande, foriera di idee e di pen-sieri. Francesco entra a contatto con la scuola del letterato Basilio Puoti,uomo dai forti ideali patriottici. Inoltre il giovane Stocco, vivendo a corte,si scontra con la faccia peggiore del regime borbonico: la prepotenza, la cor-ruzione, la vilt. Matura una coscienza liberale e aderisce alla setta dei Fi-glioli della Giovane Italia, fondata da Benedetto Musolino. Tra la fine del1847 e linizio dellanno successivo, lo ritroviamo in carcere per avversioneai Borbone. Liberato, rientra in Calabria e partecipa ai moti della primaveradel 1848, guidando linsurrezione dellAngitola contro le truppe borboni-che, comandate dal generale Nunziante. I moti calabresi falliscono e il co-mandante Stocco costretto a rifugiarsi prima a Malta, poi a Genova,successivamente a Nizza dove incontra Garibaldi. Ormai il dado tratto!Nel 1860 anchegli veste la giubba rossa delle truppe garibaldine e si preparaad essere una delle figure di spicco della spedizione dei Mille. A Calatafimi ferito ad un braccio. Garibaldi lo premia nominandolo colonnello briga-diere. Organizzando il corpo dei volontari garibaldini Cacciatori della Sila,Francesco Stocco avr un ruolo determinante nella battaglia di Soveria Man-nelli il 30 agosto 1860. Il disarmo delle truppe borboniche con la resa del ge-nerale Ghio di fatto aprir ai Mille la strada verso Napoli.Con la proclamazione del Regno dItalia, Stocco entra nellesercito rego-lare con il grado di maggiore generale e, messo a riposo nel 1862, vieneeletto senatore per il collegio di Nicastro. Fa parte della commissione perredigere il primo elenco dei Mille sbarcati a Marsala l11 maggio1860. Benpresto per lascia lattivit politica per ritirarsi a vita privata nella Villa dellaMajolina, tra Capo Suvero ed Amantea. Muore a Nicastro l8 novembre del1880 ed a tenere lelogio funebre un altro grande del risorgimento cala-brese, il filosofo Francesco Fiorentino.Catanzaro nel 1898 gli dedica un monumento con una statua, a dimen-sione duomo, opera di Giuseppe Scerbo, uno scultore che vive la passioneper larte, ma che incarna lideale della patria. Collocato inizialmente inpiazza Matteotti, il monumento nel 1939 fu trasferito nella piazzetta prospi-ciente lex Ospedale Militare, alla quale oggi ha dato il nome.Il ricordo di Francesco Stocco non una semplice nostalgia storica. Mapiuttosto serve, in questi centocinquantanni di Unit dItalia, a non dimen-ticare che la storia inesorabilmente legata alle vicende di una Calabria cheha molto contributo alla formazione di un paese unito. 23 24. UNIONE EUROPEA REGIONE CALABRIAREPUBBLICA ITALIANAPOR CALABRIA FESR 2007/2013 Linea di intervento 5.2.3.9.PROVINCIA DICOMUNE DICOMUNE DICOMUNE DICATANZARO MAIDALAMEZIA TERMEGIRIFALCO COMUNE DICOMUNE DI COMUNE DI COMUNE DICORTALEJACURSOSAN PIETRO A MAIDA AMARONIC/da Casetta Postale88025 Maida (Cz) COMUNE DICOMUNE DITel.0968.751666 - Fax 0968.751914PATERNO CALABROCURINGA Agenzia 1915di Vaccaro Aquila MariaVia XX Settembre, 110 Tel. 0968.27158 88046 Lamezia Terme (Cz) ASSOCIAZIONE VOLONTARI ITALIANI SANGUEPROVINCIALE CATANZARO Lospitalit prevista presso:GRAND HOTEL LAMEZIA (Tel. 0968.53021)(difronte stazione ferroviaria di Lamezia Terme Centrale)Per informazioni e prenotazioni segreteria del Premio:Tel. e fax 0968.751222 - Cell. [email protected]