Book ventennale

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    18-Jul-2015
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  • 20 ANNILINFORMATICA SECONDO IL CLUB- BIT

    di esperienze umane e professionali

  • Linformatica secondo iL cLub-bit20 anni di esperienze umane e professionali

    a cura di marco de alberti

  • linformatica secondo il club bit

    LE TRE SFIDE DEL CLUB-BIT PER IL FUTUROIn questa occasione in cui guardiamo con soddisfazione e un pizzico di malin-conia ai venti anni della storia del Club Bit, attraverso le testimonianze di tutti i presidenti che si sono succeduti in questi anni, doverosa una riflessione sulle sfide che lo attendono per il futuro. Dobbiamo fare tesoro delle espe-rienze umane e professionali di tutti questi anni e su queste porre le basi per unulteriore evoluzione della nostra associazione. Io credo che il Club abbia 3 terreni fondamentali su cui misurarsi nel prossimo futuro.

    LA SFIDA PROFESSIONALELIT manager sempre pi un agente di innovazione e unanalista-gestore di processi e sempre meno un tecnico che fa assistenza e manutenzione di pro-grammi e macchine. La diffusione di applicazioni lato utente molto efficienti, lo svilupparsi del mobile device e dellassociato fenomeno del BYOD (Bring Your Own Device) oltre al grande successo del Cloud Computing, sono fenomeni che stanno ponendo nuove sfide alla nostra figura professionale.

    Da un lato lesternalizzazione dei servizi, a partire dallo storage dei dati, la posta elettronica, gli strumenti di comunicazione/condivisione, ecc consentono alla-zienda di semplificare la gestione e la manutenzione di hardware e software e di abbattere drasticamente i costi; dallaltro per pongono nuovi e pressanti proble-mi riguardo la sicurezza nella gestione dei dispositivi e di salvaguardia di integrit dei dati. Infatti non sempre chiaro dove si trovano realmente i nostri dati e che politiche di sicurezza adottano i provider a cui ci affidiamo.

    Ad esempio una domanda che ci dovremmo porre : siamo sempre sicuri di sapere che un dato cancellato volontariamente in un server non permanga nei backup per un periodo indefinito? Per gestire una situazione cos complessa

    PREMESSA luca milanese presidente club-bit

    3linformatica secondo il club bit

  • servono nuove competenze professionali, una conoscenza approfondita dei nuovi device, dei servizi offerti dai grandi operatori internazionali come Google, Apple o Microsoft, delle minacce che possono venire dallinterno e dallesterno dellazienda.

    LA SFIDA ASSOCIATIVASe devo pensare al ruolo del Club Bit io lo vedo allargarsi verso tre dimensioni, due delle quali inedite:

    Il Club proprio per la sua natura di condivisione tra i soci, deve assumere sempre pi il ruolo di repository - cio magazzino - di conoscenze che permettono ad un CIO di espletare i propri compiti o le analisi in minor tempo garantendo altres un significativo risparmio di costi per la propria azienda. Serve che queste conoscenze siano sempre pi codificate e rese disponibili a tutti i soci.

    Il Club pu anche diventare il terreno di best practice di progetti realizzati in collaborazione tra responsabili IT delle aziende e dei rappresentanti dei soci uditori, fornitori delle tecnologie necessarie. E fare in modo che questi progetti abbiano adeguato risalto verso lesterno, valorizzando un modello di collaborazione che ha pochi altri esempi a livello nazionale. Infatti uno degli obiettivi principali che ci siamo dati come direttivo in questo mandato quello di stimolare la partecipazione dei soci uditori coinvolgendoli in progetti che interessino trasversalmente anche i soci ordinari.

    Il Club potrebbe diventare un punto di riferimento anche per altri comparti dellazienda, essendo unassociazione di persone per le quali linnovazio-ne il pane quotidiano. Ora pi che mai il reparto IT pu dare una mano alle aziende che hanno bisogno di aiuto, proprio per lintrinseca attitudine al problem solving e alla notevole capacit di ragionamento dovuta alla realizzazione di molteplici progetti spesso con risorse limitate.

    LA SFIDA UMANA E GENERAZIONALEMa forse la sfida pi importante quella che il Club riesca a mantenere quello spirito di grande collaborazione e di solidariet umana che lo ha caratterizzato fin dallinizio. Dai tempi in cui Claudio Pieri unico socio del Club manager di un azienda di grandi dimensioni faceva attivit di assistenza gratuita per tutti

    4 linformatica secondo il club bit

  • i suoi colleghi che dovevano affrontare compiti a quel tempo pi grandi di loro; oppure in cui persone come Claudio stesso, Renzo Taffarello, Lorenzo Secco e Toni Nardo occupavano il loro tempo libero a fare corsi di formazione di base per gli studenti del progetto Icaro.Quella solidariet umana che ha fatto gemmare proprio dal Club Bit un progetto di portata nazionale ed internazionale come Informatici senza Frontiere. Leg-gendo le testimonianze dei past-president e ascoltando i racconti di tanti altri soci del Club, si capisce che il principale motivo della longevit del Club-Bit - a differenza di tanti altri gruppi professionali nati e ben presto afflosciatisi - il fatto che le persone stanno bene assieme, riuscendo a condividere momenti di amicizia e convivialit. Con il nuovo direttivo avvenuto una specie di passaggio del testimone anche di tipo generazionale nel senso che la maggior parte dei nuovi componenti giovane anche se supportato da elementi di grande esperienza. per me un grande onore e un grande impegno quello di proseguire lo spirito positivo che ha sempre animato il Club e che la base per il conseguimento degli ambiziosi obiettivi di cui abbiamo parlato.

    5linformatica secondo il club bit

  • un grande piacere festeggiare il ventesimo anniversario del Club BIT e mi complimento con tutti i soci e con lattuale Presidente Luca Milanese per que-sto libro che ne ripercorre la storia. Attraverso le testimonianze dei Presidenti del Club ripercorriamo lo sviluppo dellInformation & Communication Techno-logy nelle nostre aziende e del ruolo, ormai essenziale, che hanno assunto nel favorire tutti i processi gestionali oltre alle relazioni stesse tra le persone. Se pensiamo a come lavoravamo ventanni fa, quando linformatica era in mol-te aziende ai primi passi, e a come operiamo adesso, sempre connessi e ag-giornati in tempo reale, ci rendiamo conto di quanto cambiato.

    E quindi del grande contributo che i soci del Club BIT, che sono manager, esperti e imprenditori uniti dalla passione per linnovazione, hanno dato alla crescita, culturale prima ancora che economica, delle imprese e del territorio. Ma considero importante il Club BIT anche quale riuscito esempio di asso-ciazionismo che motivo di orgoglio che abbia trovato il suo ambiente ideale in Unindustria Treviso. Il Club BIT luogo dincontro, scambio e di amicizia, virtualmente in rete nella community ma anche nella vita reale, che ha saputo consolidarsi nel tempo e diventare centro di riferimento per la crescita profes-sionale e personale dei suoi soci.

    Lo consideriamo un modello di aggregazione che pu essere utile anche per altre realt di persone e imprese. Il racconto di questa esperienza e di que-sti ventanni raccolto in questo libro pertanto prezioso non solo come testi-monianza e ricordo ma quale stimolo per nuove collaborazione nellinteresse delle persone, delle aziende e di tutta la comunit. I soci del Club BIT hanno dimostrato che si pu fare e che senzaltro ne vale la pena.

    maria cristina piovesana presidente unindustria trevisoPREFAZIONE

    7linformatica secondo il club bit

  • 8

  • ITALO CECCONResponsabile IT di Cacao importante mar-chio di abbigliamento per bambino co-fon-datore e primo presidente del Club BIT, ide-atore del Progetto I.C.A.R.O.Ha rassegnato le dimissioni da presidente prima del termine del suo mandato, e una maledetta malattia lha portato via troppo presto.

    LORENZO SECCO53 anni, trevigiano, architetto, co-fondatore del club BIT. Allepoca dei fatti responsabile informatico (ma anche dellorganizzazione aziendale e dello sviluppo prodotti) in Appli-cazioni srl, finalmente da qualche anno fa il designer industriale e insegna allUniversit IUAV di Venezia. Gli piace linformatica e si picca di capirne qualcosa: attualmente usa solo sistemi Linux e preferisce softwa-re Open Source perch gli pare di aver maggior possesso dei propri dati. Grande appassionato di vela, quando pu suona il basso elettrico con scarso profitto ma molto divertimento.

    ALTRI CONSIGLIERI CLUB-BIT

    1994 - Maggio 1995CLAUDIO PIERI ADOLfO BATTISTONLORENzO SECCO

    DaTi iSCRiTTi

    Soci Ordinari: 30 circa (1995)

    REFEREnTE UninDUSTRia

    Roberto Dalla Riva

    LE TECNOLOGIE DELLEPOCA I PRIMI CELLULARI GSMfLOPPY 1.44 MBBACkUP SU CASSETTE A NASTROI PORTATILI DA 4,5kGI MODEM A 57.6 kBPSLINEE ISDN (LALTA VELOCIT DI ALLORA)STAMPANTI SU PORTA PARALLELA (LPT1:)TRASMISSIONE DATI SU COM1: A 115 kBPS

    PROGETTI/EVENTI PI SIGNIFICATIVIPROGETTO ICAROPRIMI INCONTRI DI CONOSCENzA(POI 4 CIACOE, POI MEET-BIT)

    PRESIDENTEITALO CECCON

    CONSIGLIERELORENZO SECCO (FOTO)

    9linformatica secondo il club bit

  • per quali motivazioni nato il club, visto che tu sei stato uno dei soci fondatori?Il Club BIT nato da uniniziativa di Giuseppe Antonello che, come direttore del Consorzio formazione dellAssociazione Industriali di Treviso, nel 1993 aveva colto che la capillare diffusione dei personal computer negli uffici stava cambiando il ruolo della funzione informatica nelle aziende. Il ruolo dei capo CED (cos si chiamavano i responsabili IT allepoca) non era pi quello di semplice custode e dispensatore di dati, perch i dati erano ormai spesso elaborati fuori dal CED da una serie di utenti che per necessitavano di nuova e diversa assistenza per usare il PC. Ai primi incontri presso la sede all ex-PIME lungo il Terraglio parteciparono i responsabili informatici di una trentina di aziende per capire