Presentation China and case study - eami13 IULM

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Cina
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    13-Dec-2014
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    Marketing

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This is a presentation about some political, social, economic, administrative and cultural aspects in China, following by a real business case study in which we highlighted some opportunities and some threats in order to invest in this Country.

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  • 1. Superficie: 9.572.900 km2 (un quarto dellAsia). Popolazione: 1.343.239.923 Densit della popolazione: 140 abitanti per km2 Concentrata soprattutto nelle regioni orientali. Paese giovane: 0-14 anni 20% / 15-65 70% / 65+ meno del 10%. Capitale: Pechino (Beijing) Lingua ufficiale: Cinese Mandarino Altre lingue parlate: Cinese cantonese e inglese Honk Kong Cinese cantonese e portoghese Macao Forma di stato: repubblica socialista governata da un unico partito, il partito comunista cinese. Moneta ufficiale: Renminbi Religioni praticate: Buddismo, Islamismo, Taoismo e Cristianesimo.

2. La Repubblica Popolare Cinese (Zhnghu Rnmn Gnghgu) e una repubblica a partito unico, il Partito Comunista Cinese (PCC) fondato nel 1921, e si basa su una Costituzione promulgata il 4 Dicembre del 1982. La suddivisione amministrativa della Cina sin dall'antichit si sempre basata su pi livelli di suddivisione per governare al meglio il vasto territorio e l'elevata popolazione. 1. Livello delle Province: Provincia ( shng) (22) Regione Autonoma ( zzhq) (5) Municipalit ( zhxish) (4) Regione Amministrativa Speciale ( tbi xngzhngq) (2) 2. Livello delle Prefetture: Prefettura ( dq) (17) Prefettura Autonoma ( zzhzhu) (30) Citt con status di prefettura ( djsh) (283) Lega ( mng) (3) 3. Livello delle Contee: Contea ( xin) (1.464) Contea autonoma ( zzhxin) (117) Citt con status di contea ( xinjsh) (367) Distretto ( shxiq) (855) Banner ( q) (49) Banner autonomo ( zzhq) (3) Area Forestale ( lnq) (1) Distretto Speciale ( tq) (2)4. Livello dei Comuni: Comuni ( xing) (13.749) Comuni etnici ( mnzxing) (1.098) Citt ( zhn) (19.322) Sotto-distretti ( jidobnshch) (6.686) Ufficio Pubblico Distrettuale ( qgngsu) (3) Sumu ( sm) (181) Sumu etnico ( mnzsm) (1)5.Livello dei Villaggi (informale): Comitato di quartiere ( jmnwiyunhu) (80.717) -Quartiere (; shq) Comitato di Villaggio ( cnmnwiyunhu) o Gruppi del Villaggio ( cnmnxioz) (623.669) -Villaggio Amministrativo ( xngzhngcn) -Villaggio Naturale ( zrncn) 3. Principali indicatori economici (USD$) 1. Prodotto interno lordo (2010) 2. Tasso di crescita del PIL (2010) 3. PIL pro capite (2010) 4. Composizione settoriale del PIL (2010)5. Tasso di inflazione (2010) 6. Investimenti (2010) 7. Debito Pubblico (2010) 8. Esportazioni (2010) 9. Esportazioni - partners (2010)10. Importazioni (2010) 11. Importazioni - partners (2009)$ 5,878,6 miliardi 10.3% $ 7,400 Agricoltura: 9.6% Industria: 46.8% Servizi: 43.6% 5% 47.8% del PIL 17.5% del PIL $ 1,106 miliardi (f.o.b. = free on board basis) US 20.03%, Hong Kong 12.03%, Japan 8.32%, South Korea 4.55%, Germany 4.27% $ 1,307 miliardi (f.o.b. = free on board basis) Japan 12.27%, South Korea 9.04%, Taiwan 6.84%, 4. 12. Tasso di cambio con Euro (2010) 13. Tasso di disoccupazione (2009) 14. Forza Lavoro (2010)US 7.66%, Germany 5.54% 1 Euro equivale circa a 9 Renminbi 9 % aree urbane(con popolazione immigrata) 819.5 milioni 5. La presenza economica dellItalia in Cina continua ad essere marginale dimostrando le debolezze strutturali del nostro paese, ovvero lincapacit di fare economie di scala in tutti i settori necessari alleconomia moderna. Perci per interscambio siamo terzi in Europa dietro Germania, Francia e di gran lunga avanti a Gran Bretagna e Spagna. In termini assoluti, nel 2009 la nostra posizione era la 21, dietro Canada e Cile. 6. Linterscambio commerciale tra Cina e Italia e cresciuto negli ultimi anni con tassi lievemente decrescenti (+31,9% nel 2006, +27,7% nel 2007, +21,9% nel 2008), per poi subire gli effetti della crisi globale nel 2009 (-18,3%). Il 2010 si e pero rivelato un anno di grande ripresa con una crescita dellinterscambio del 44,3% sullanno precedente, per un valore totale di 45,13 miliardi di USD, un valore quasi doppio rispetto al 2006. Il deficit italiano, che si era ridotto del 38,3% nel 2009 rispetto al 2008, e tornato ad essere pesantemente negativo per lItalia. Il saldo commerciale negativo per lItalia ha raggiunto nel 2010 il valore di 17,1 miliardi di USD. Il 50% dellexport italiano in Cina e composto da macchinari; il 20,8% principalmente da pelli e prodotti farmaceutici; il 13,2% rappresenta labbigliamento e gli accessori italiani; i veicoli e i mezzi di trasporto rappresentano il 4%. Settore chiave italiano: lagroalimentare che rappresenta l1,3%; tra i settori del Made in Italy, larredamento costituisce l1,2% dellexport italiano in Cina. 7. Con oltre 200 miliardi di investimenti annui, le infrastrutture sono la chiave di volta del miracolo cinese e sono la premessa per una nuova espansione delle imprese agricole e industriali: oltre a creare direttamente nuovi posti di lavoro, aprono anche intere regioni vergini a nuovi insediamenti produttivi.Il sistema energetico ancora inefficiente: sebbene oggi la Cina sia il maggior consumatore mondiale di elettricit, ha bisogno di molta pi energia della media dei paesi OCSE per svolgere gli stessi processi industriali, e circa il 70% della produzione viene dalle centrali a carbone, il combustibile fossile di cui la Cina pi ricca. Per ovviare a questo ritardo strutturale il governo sta promuovendo fortemente fonti di energia pi pulite: la Cina il secondo paese al mondo per produzione di energia eolica dopo gli Stati Uniti, e sfrutta molto anche il suo potenziale idroelettrico; inoltre sono attive 4 centrali nucleari, per un totale di 11 reattori, e altri 17 sono in costruzione con l'obiettivo di soddisfare il 6% del fabbisogno energetico con l'energia nucleare entro il 2020. 8. La rete stradale cinese si estende per una lunghezza complessiva di 1,87 milioni di km, concentrati maggiormente lungo la zona costiera, di cui 34.300 km sono costituiti da strade a scorrimento veloce. A partire dagli anni novanta i collegamenti stradali sono notevolmente aumentati grazie alla costruzione di una rete autostradale che collega l'intera nazione La rete ferroviaria operativa ha raggiunto 73.100 km di cui 23.700 km di ferrovie a pi binari e 18.500 km di ferrovie elettriche. Attualmente la Cina possiede la pi vasta rete ferroviaria ad alta velocit, con oltre 7.050 km complessivi di tratte. Il treno costituisce, insieme agli autobus, il mezzo di trasporto pi frequentato anche per le tratte lunghe, vista la relativa onerosit dei viaggi aerei. Lo sviluppo del sistema ferroviario, monopolizzato dallo Stato, stata la risposta privilegiata alla crescente domanda di trasporti che ha accompagnato lo sviluppo economico cinese, ed per questo che molte centri urbani in forte crescita si stanno dotando di trasporti pubblici su rotaie, come di una rete metropolitana. Per quanto riguarda il trasporto marittimo, cruciale per esportare la produzione manifatturiera cinese sui mercati mondiali, nei maggiori porti stato recentemente migliorato il sistema di movimentazione dei container. Tutti i maggiori porti fanno parte del circuito dei primi 50 containers-ports del mondo, dove ogni anno transitano anche pi di 100 milioni di tonnellate di merci. Anche il sistema aeroportuale si fortemente sviluppato recentemente. 9. Il servizio di telefonia mobile cinese stato inaugurato nel 1987 e dopo il 1990 il servizio ha registrato un rapido sviluppo. Tuttavia, in alcune zone meno urbanizzate la copertura non sempre garantita. Per ci che riguarda la rete internet, attualmente il numero di utenti cinesi che navigano in rete ammonta a oltre 400 milioni. Lobiettivo dichiarato dalle autorit quello di raggiungere nei prossimi 5 anni un tasso di penetrazione della rete pari al 45%.Sono cominciati nel 2010 i lavori per la costruzione del ponte pi lungo del mondo: 50 Km che collegheranno Hong Kong a Zhuhai e a Macao. Il progetto dovrebbe concludersi tra il 2015 e il 2016. Esistono, inoltre, notevoli spazi di penetrazione nel settore della gestione delle public utilities (in primis il trattamento dei rifiuti, con il progetto di costruire 1.000 impianti nel periodo dal 2006 al 2010 e nella depurazione delle acque) e della fornitura delle sottostanti tecnologie. 10. La Cina si muove da anni sullo scacchiere globale con le imprese per garantirsi lapprovvigionamento di materie prime, attraverso investimenti diretti allestero (IDE) e contratti. Gli IDE si sono moltiplicati a ritmo sostenuto e, gi nel 1995, la Cina diventata il secondo ricettore di IDE, dopo gli USA, e il primo tra i paesi in via di sviluppo. La dimensione del mercato, le potenzialit del territorio e i bassi costi della manodopera sono alcune delle innumerevoli attrattive che la Cina offre a chi intende avviarvi il proprio business. 11. La Cina ormai lottavo paese per presenza italiana allestero anche se rispetto ad altri paesi europei, la posizione dellItalia per ancora contenuta, con una quota sugli investimenti nel paese inferiore a Germania, UK, Paesi Bassi e Francia. Osservando la distribuzione settoriale emerge il ruolo significativo del comparto manifatturiero . Al suo interno sono prevalenti i settori tradizionali del Made in Italy e quelli pi labor-intensive ( calzature, mobili e abbigliamento) e la meccanica. 12. Gli strumenti di tutela della propriet intellettuale in Cina coprono un territorio quasi trentadue volte superiore a quello italiano, con una popolazione circa ventitr volte maggiore ed operano in un mercato estremamente attivo e dinamico, tanto che, nonostante la congiuntura economica internazionale non certo favorevole, ha visto pi che raddoppiare il suo PIL. La Cina ha aderito a tutti i principali accordi internazionali in materia di diritti di propriet intellettuale ed industriale (il pi recente risale al 2001 ed laccordo sugli aspetti afferenti al commercio dei diritti di propriet intellettuale). I principali organismi cinesi competenti a livello nazionale sono lUfficio statale per la propriet intellettuale (SIPO), lAmministrazione statale per lindustria e il commercio (SAIC) e lAmministrazione nazionale per il diritto dautore. Ogni anno il Consiglio di Stato emana la strategia nazionale per la propriet intellettuale seguita da un piano dazione. Tale strategia deve essere formulata sulla base degli interessi nazionali del paese e del suo sviluppo economico e sociale; deve promuovere linnovazione tecnica e il trasferimento dei diritti di propriet intellettuale; salvaguardare gli interessi generali e dei detentori dei diritti e degli utilizzatori e consumatori; rispettare gli impegni internazionali assunti; tenere in considerazione gli squilibri esistenti tra regioni e settori produttivi e instaurare un ciclo armonioso tra creazione della propriet intellettuale, protezione e consumo. Nel maggio 2010, il Governo di Pechino ha fornito i nuovi indirizzi in materia di IDE , che si concretizzano in esenzioni fiscali e altre facilitazioni per gli IDE connessi ad alta e nuova tecnologia, ambiente e nuova energia. 13. Forme societarie vigenti in CinaLimited Liability Company (LLC) One-person Limited Liability Company Joint Stock Limited CompanyPer la costituzione di una societ, la societ deve far richiesta allautorit competente: se la domanda ha i requisiti previsti dalla legge lautorit registrer la societ come societ a responsabilit limitata o come societ per azioni; se tali requisiti mancano ci non avviene.Le condizioni richieste per la costituzione di una societ: il numero degli azionisti; lammontare dei conferimenti in denaro; la costituzione della societ; lo statuto e la registrazione; la modifica del capitale sociale e la liquidazione; il capitale e la responsabilit. Nel caso di investitori stranieri che de localizzino la propria produzione in Cina esistono delle forme societarie dedicate come la Foreign Invested Enterprise (FIE). 14. Salari (valori medi mensili in euro) Lavoratori del settore assicurativo1758Lavoratori in altre attivit finanziarie896Lavoratori nel trasporto aereo773Lavoratori dipendenti200Operai industriali160Occupazione per settori PrimarioSecondarioTerziario26% 19%55% 15. In seguito alladesione della Cina al WTO chiaro che le opportunit di ingresso nel mercato cinese per le aziende straniere sono destinate ad aumentare. Infatti, non solo le aziende straniere potranno davvero entrare per la prima volta, nellenorme mercato cinese da 1,3 miliardi di abitanti, ma, grazie al miglioramento delle infrastrutture, della forza lavoro e dellambiente normativo potranno investire, oltre che per produrre a costi inferiori, anche per raggiungere economie di scala nella ricerca. Laccesso al mercato cinese pu essere strutturato in due ampie fasi: la prima di ingresso e conoscenza del paese, la seconda di sviluppo del mercato. 16. Lattuale sistema di tassazione, la cui elaborazione risale al 1994, di revenuesharing (spartizione delle entrate), con limposizione di alcune tasse centrali, di altre locali e di altre da suddividersi tra i due livelli di governo. In conseguenza dellingresso della Cina nel WTO stata posta in essere una completa revisione del sistema fiscale cinese la quale ha dato vita, nel Marzo 2007, alla Enterprise Income Tax Law in vigore dal 1 Gennaio 2008. Il nuovo regime costituisce lunione dei regimi di imposta sul reddito di impresa precedentemente separati: quello per le domestic-invested enterprises e quello per le foreign-invested enterprises. Lobiettivo principale uniformare il trattamento fiscale tra imprese locali e straniere, eliminando cos i privilegi previgenti posti in essere per le imprese straniere. Il sistema comprende 22 tipi di tasse. Le tasse indirette e quelle sui redditi costituiscono le classi principali. Con lentrata in vigore della nuova Enterprise Income Tax Law nel 2008 sono eliminati i trattamenti preferenziali in precedenza riservati agli investimenti stranieri. E stata abrogata lesenzione fiscale (tax holiday) per le societ produttive e per le societ export oriented, costituite dopo il 16 marzo 2007. Sono per previsti trattamenti fiscali preferenziali di riduzione o esenzione della enterprise income tax per: - imprese operanti nel settore agricolo, forestale, zootecnico o della pesca - imprese con progetti di sviluppo di infrastrutture supportati dal governo; - imprese focalizzate nello sviluppo di progetti per la tutela dellambiente,dellenergia e dellacqua ; - imprese che contribuiscono al progresso tecnico ed importano alta tecnologia 17. Rischio politico. La stabilit politica garantita dalla centralit del Partito comunista cinese (CCP). Il 18 congresso concluso il 15 novembre 2012 ha nominato i nuovi vertici di partito e i futuri governanti. Le relazioni internazionali con USA e Giappone si sono deteriorate nellultimo anno. Rischio economico Il rallentamento delle economie avanzate influisce negativamente sulleconomia cinese, sia in termini di minore export che in termini di minori IDE nel Paese. La nuova leadership avr limpegno di riformare il modello di sviluppo, spingendo su produzioni ad elevato valore aggiunto. Rischio finanziario e operativo La Banca Centrale ha rivolto la politica monetaria al sostegno e alla stabilizzazione della crescita. Il settore bancario vulnerabile a shock esterni. Nonostante i progressi, il contesto operativo resta caratterizzato da elevata burocrazia e scarsa trasparenza. Condizioni SACE di assicurabilit 7 Categoria OCSE: 2/7- rischio basso 6 Rischio sovrano: senza condizioni 5 Rischio bancario: senza condizioni 4 Rischio privato: senza condizioni 3 2 1 0 Cina 18. Nasce nel 1951 a Reggio Emilia grazie ad Achille Maramotti; Volont di produrre abbigliamento femminile confezionato di alta qualit del Made in Italy ; Gruppo operante attraverso una holding e diverse societ operative (Max&Co, Sportmax, M arella, Marina Rinaldi e Pennyblack); Negozi sparsi in oltre 90 paesi. 19. Anni 80-90: massiccia politica di espansione sui mercati esteri, in primis in Cina; 1987: primo negozio MaxMara aperto ad Hong Kong, con una produzione delocalizzata in Cina o in paesi terzi; Il solo mercato cinese vale pi di 10 milioni di dollari, circa il 25% del fatturato; Difficolt dovute alla tradizione e al suo background culturale 2007:blocco di import per alcuni marchi della moda, tra cui MaxMara; Modalit di entrata di esportazione diretta con partner legati da accordi di franchising. 20. Punti di forza Forte vantaggio competitivo legato al suo marchio, simbolo di lusso, qualit, eleganza e stile italiano; Antica tradizione e know-how altamente specializzato nella lavorazione dei tessuti; Fascia medio-alta del mercato del lusso: no concorrenza con i prodotti low-cost del mercato cinese; Accordi di franchising che consentono unespansione rapida nel mercato, senza un eccessivo impiego di risorse. Punti di debolezza Struttura familiare = limitata disponibilit di capitali; Attivit produttiva svolta in Italia compromettente per il mantenimento dei margini di profitto; Brand di medio livello del Gruppo attaccati dai marchi come Zara ed H&M; I numerosi accordi di tipo franchising possono costituire una minaccia nel caso in cui i partner non rispettino i termini del contratto, compromettendo limmagine del marchio. 21. Opportunit Domanda potenziale dei beni di lusso crescente consolidamento del marchio Max Mara in Cina e potenziamento della sua offerta.; Possibilit di delocalizzazione in Cina tramite insediamenti produttivi, abbassando il costo unitario di produzione; Riforme, in seguito alladesione al WTO, che hanno agevolato lingresso di aziende estere nel mercato cinese, joint-venture ed unit operative di propriet; Cina: 2 mercato per i beni di lusso nonostante la crisi finanziaria; Il rallentamento economico pu costituire una buona opportunit per espandere ulteriormente la propria presenza nel Paese.Minacce Sviluppo economico cinese abbassamento dei differenziali qualitativi tra le produzioni italiane/cinesi; Maggiore tensione competitiva da parte delle imprese occidentali; Campagna mondiale per rendere marchi e stilisti fur-free indebolisce notevolmente limmagine della casa di moda. 22. Camera di commercio italiana in Cina Unit 1612, Zhongyu Plaza A6, Gongti North Road, Chaoyang District, 100027, Pechino, Cina Tel: 0086-10-85910545 Fax: 0086-10-85910546Camera di commercio europea in Cina Unit 2204, Shui On Plaza, 333 Huai Hai Zhong Road,Shanghai, 200021, P. R. China Tel: +86 (21) 6385 2023 Fax: +86 (21) 6385 2381 [email protected] ber.com.cnMinistero del commercio cinese 2 Dong Chang'an Avenue,Beijing China (100731) Tel:(010)51651200612/623/613 Fax:(010)65677512Ambasciata dItalia a Pechino 2, San Li Tun Dong Er Jie 100600 Beijing - CHINA tel.: +86 10 8532.7600 fax: +86 10 6532.4676 [email protected] cinese Tel: (8610) 88050813 Fax: (8610) 63070900