L’uccello di fuoco e la principessa Vassilissa (1) .Può accadere che per paura del castigo non

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IL NOSTRO MOTTO: COME ESSERE MIGLIORI OGNI GIORNO

Pag. 1

Marzo 2014

Volume V n. 32

Luccello di fuoco e la principessa Vassilissa (1)

Lamore autentico quello che vuole solo la felicit della persona amata e non chiede nulla per s

In un certo reame, ai confini della Terra, nell'ultimo degli stati, vi-

veva una volta, uno zar forte e potente.

Questo zar aveva un giovane arciere, e il

giovane arciere aveva un valente cavallo.

Una volta l'arciere se ne and a caccia nel

bosco col suo cavallo; v lungo la larga

strada, ed ecco trov una piuma d'oro dell' uccello di fuoco; co-

me fiamma splendeva quella piuma! Gli dice il valente cavallo:

"Non prendere piuma d'oro; se prendi, un guaio ti attende!"

Medit il prode giovane: raccoglierla o non raccoglierla? Se la rac-

coglie e la porta allo zar lui lo ricompenser generosamente; e a

chi non caro il favore di un re? L'arciere non diede ascolto al suo

cavallo, raccolse la piuma dell'uccello di fuoco, la port e la present in dono allo

zar. Grazie" disse lo zar, "e poich sei stato capace di

trovare una piuma dell'uccello di fuoco, trovami l'uccello

stesso; e se non lo trovi, ecco la mia spada: che la tua

testa cada!"

L'arciere vers calde lacrime, and al suo valente caval-

lo. Di che piangi padrone?" Lo zar mi ha ordinato di tro-

vargli l'uccello di fuoco. "Te l'avevo detto: non prendere

la piuma, che ti metter nei guai! B, non aver paura, non

affannarti; questa non ancora una disgrazia, la disgrazia

verr dopo! V dallo zar e chiedigli che per domani vengano

sparsi per i campi cento sacchi di granone."

2) le parole evidenziate in blu sono spiegate a pag. 12

(1) Fiaba russa di Aleksandr Afanasjev

Pag. 2

Lo zar diede ordine di spargere per i prati cento sacchi di granone

Il giorno dopo, all'alba, il giovane arciere and su quel campo, lasci il caval-

lo libero di passeggiare e lui si nascose dietro un albero. D'un tratto il bosco storm, le onde del mare si agitarono: ecco volare l'uccello di fuoco; arriv, si

pos a terra e prese a beccare il grano. Il valente cavallo si avvicin all'uccel-lo di fuoco, gli pos uno zoccolo sull'ala pre-mendo forte contro terra; il baldo arciere salt

fuori dall'albero, accorse, leg con uno spago l'uccello di fuoco, sal a cavallo e galopp ver-

so la reggia.

Port l'uccello di fuoco allo zar; al vederlo, il sovrano si rallegr, ringrazi l'arciere del buon

servigio, lo ricompens innalzandolo di grado ,

e gli affid subito un altro compito:

Adesso trovami la mia fidanzata, la

principessa Vassilissa, che vive ai confini della terra dove nasce il rosso

sole.

Devi trovarla perch sei stato capace di catturare l'uccello di fuoco.

Se non la trovi, la tua testa cadr.

L ' a r c i e r e t o r n p i a n g e n d o d a l s u o c a v a l l o .

Il cavallo disse: - Chiedi allo zar una tenda dalla cupola d'oro e cibi e be-

vande per il viaggio.

Lo zar gli diede i cibi, le bevande e la tenda dalla cupola d'oro. Il prode

arciere sal sul suo valente cavallo e part per l'ultimo dei reami.

Cammina cammina, arriva ai confini del mondo, dove il rosso solicello

spunta dall'azzurro mare.

Guard e vide che sull'azzurro mare navigava la principessa Vassilissa in una

barchetta d'argento e vogava con i remi d'oro.

Il baldo arciere spinse il suo valente cavallo nei verdi prati a pascolare, a mangiar la

fresca erbetta; lui intanto drizz la tenda dalla cupola d'oro, dispose cibi e bevande

varie, sedette nella tenda a mangiare, ad aspettare la principessa.

Vassilissa vide la cupola d'oro, e vog a riva, usc dalla barchetta ad ammirare la

tenda. "Salute, principessa Vassilissa!" dice

l'arciere "Fatemi l'onore di accettare la mia

ospitalit, di assaggiare i vini d'oltremare"

La principessa entr nella tenda; cominciarono a bere, a

mangiare, far baldoria. La principessa bevve un bicchiere di

vino d'oltre mare, s'ubriac e cadde in un sonno profondo.

Il prode arciere lanci un grido al suo valente cavallo, e il

cavallo accorse; subito l'arciere smont la tenda dalla cupo-

la d'oro, salta a cavallo, prese con s la principessa Vassilis-

sa addormentata e si mise in cammino, come una freccia

scoccata dall'arco.

Pag. 3

Arriv dallo zar; quando vide la principessa il sovrano si rallegr assai, rin-grazi l'arciere del buon servigio, lo ricompens con una grossa somma, e lo

insign di un grado altissimo.

La principessa Vassilissa si svegli, apprese che si trovava ben lontana dall'azzurro mare, e cominci a piangere, a languire, il suo viso cambi com-

pletamente; per quanto lo zar la esortasse, tutto fu vano. Ecco che lo zar

pens di sposarla, ma lei disse:

"Lascia che quello che mi ha portato qui vada all'azzurro mare; in mezzo al mare c' una grossa pietra, sotto quella pietra nascosto il mio abito nuzia-

le. Io non mi sposer se non avr quel vestito!"

Subito lo zar and dal prode arciere: "Va presto ai confini del mondo, dove spunta il rosso solicello, l

nell'azzurro mare si trova una gran pietra, e sotto la pietra nascosto l'abito nuziale della principessa Vassilissa; trova quell'abito e portalo

qua; venuto il tempo di celebrare le nozze!

Se lo trovi, vi ricompenser ancor meglio di prima, ma se non lo trovi,

ecco la mia spada: che la tua testa cada!"

L'arciere pianse lacrime amare, and dal suo valente cavallo: " Questa volta," pensa, "non sfuggi-

r alla morte!"

"Di che piangi, padrone!" domanda il cavallo.

"Lo zar mi ha ordinato di cercargli sul fondo del mare l'abito nuziale della principessa Vassilissa."

"Ecco! te l'avevo detto: non prendere la piuma d'oro, che ti capiteranno dei guai! Suvvia, ora non

temere: questa non ancora una disgrazia, la disgrazia verr dopo! Siediti su di me e andiamo

all'azzurro mare."

Il baldo arciere arriv ai confini del mondo e si ferm proprio sulla riva del mare; il valente cavallo vide un enorme gambero marino che strisciava sulla sabbia, e gli pose sul collo il suo pe-

sante zoccolo. Disse il gambero marino:" Non uccidermi, lascia-

mi vivere! Far tutto quel che ti occorre!"

Gli rispose il cavallo "In mezzo all'azzurro mare giace una gros-sa pietra, sotto questa pietra nascosto l'abito nuziale della principessa Vassilissa; portami

quell'abito!"

Il gambero url con voce profonda per tutto l'azzurro mare; subito le acque ribollirono, da ogni parte s'arrampicarono sulla riva gamberi grossi e piccoli: una quantit prodigiosa! Il vecchio gam-

bero diede loro un ordine ed essi si gettarono in acqua; un'ora dopo trae-vano dal fondo del mare, da sotto la grande pietra, l'abito nuziale della

principessa Vassilissa.

Il prode arciere torn come un fulmine dallo zar, portando l'abito della

principessa; ma di nuovo Vassilissa s'intestardisce:

"Non ti sposer" dice allo zar "finch non avrai dato ordine al giovane ar-

ciere di fare un bagno nell'acqua bollente."

Lo zar ordin di riempire d'acqua un pentolone di ferro, di riscaldarla il pi

possibile e, quando fosse bollente, di gettarvi l'arciere. Ecco che tutto

pronto, l'acqua bolle, gli spruzzi volano; portarono il povero arciere.

Pag. 4

"Che guaio, questa s che una disgrazia!" pensava "ah! perch ho preso la piuma d'o-ro dell'uccello di fuoco? Perch non ho dato ascolto al cavallo?" Si ramment di lui e disse

allo zar "Zar sovrano! permetti che prima di morire io dica addio al mio cavallo"

"Bene, vai a dirgli addio!" L'arciere and dal suo valente cavallo, e pianse a calde lacrime.

"Di che piangi, padrone?"

"Lo zar m'ha ordinato di fare un bagno nell'acqua bollente"

"Non temere, non piangere, resterai vivo!" gli disse il cavallo, e presto fece un incantesimo sull'arciere, perch il bollore non nuocesse al suo

bianco corpo.

Tornato dallo zar, l'arciere fu

subito afferrato e buttato nel pentolone.

And a fondo una o due volte e poi salt fuori co-s bello da non potersi raccontare.

Lo zar, per diventare bello come il suo arcie-

re, si tuff nell'acqua

bollente e in un momento si less. Seppellirono lo zar.

Il giovane arciere spos la principessa Vassilissa e visse con lei

d'amore e d'accordo per lunghi anni.

Questa fiaba il racconto di un sogno.

I sogni raccontano cosa si nasconde nel nostro cuore rispettando per il suo segreto; in-fatti tutti gli elementi, i fatti e i personaggi dei sogni vanno interpretati perch hanno un

significato diverso da quello che appare nel racconto cio sono come dei simboli dietro i

quali si cela la verit del nostro modo di vivere.

Simbolo 1: Il reame ai confini della terra, rappresenta la nostra anima che pur essen-

do unita nel corpo posta ai confini della terra, cio non appartiene alla terra. Il corpo formato di carne e ossa, materia, terra. Tutto quanto materiale muore

e quando muore ritorna ad essere terra. Lanima invece di natura spiritu-ale, ha la natura come quella degli angeli, non muore mai, appartiene al

Cielo. Dopo la morte del corpo, lanima che stata buona; che ha amato gli altri come insegna nel vangelo Ges che Dio viene pre-miata co