Cactus - Giugno/Juni 2009

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Juni 2009 1 Eurocactus grünes alternatives forum meran spazio verde alternativo merano Anno 7 / n° 3 di CACTUS - giugno 2009 - bimensile Poste Italiane s.p.a. – Spedizione in A.P. – D.L. 353/2003 (conv. in L. 27.02.2004 n. 46) art. 1, comma 2, DCB Bolzano Die Kandidatin für die Europa- Parlaments-Wahl Renate Holzeisen: „Grün sein ist attraktiv – das will ich vermitteln.“ Das SchülerInnen-Team von RETTET DEN REGENWALD war in Ecuador und berichtet vom Lokalaugenschein. Seite 9 Seite 6-7 Seite 3 Im Portrait: Der Europaparlamentarier und grüne Co-Vorsitzende Sepp Kusstatscher Un cactus per le elezioni, per le persone che vorremmo fossero elette il 6-7 giugno. Ma allora anche la redazione del Cactus si schiera? La risposta è sì, ci schieriamo, apertamente, senza sentire la necessità di sembrare bipartisan. Perchè siamo convin- ti che in questo periodo di populismo della peggior sorte, con tinte berlusconiane in tutta Italia, con tinte rosso-bianche nella nostra piccola provincia, ci sia tanto bisogno di Europa e tanto bisogno di persone adatte a darne il contenuto e la direzione giusta. Abbiamo bisogno di un Sepp Kusstatscher che è persona integra quasi al limite dell’autolesionismo, alla faccia della “ca- sta” dei politici, e abbiamo bisogno di una Renate Holzeisen, donna tosta con una identità forte costruita su tante piccole e grandi lotte, svelando un diffuso malco- stume istituzionalizzato a livello provincia- le. Comunque siamo, come sempre, ten- tati dagli sconfinamenti. Per cui anche questo numero non si ferma in Europa, vola alto e ci racconta una piccola gran- de storia di creatività e solidarietà di una scuola meranese volata in Ecuador. E poi c’è il nostro amante del clima caldo in copertina che quest’anno ha deciso di passare l’estate a Merano. Fatevi sorprendere dai posticini che ha individuato per chi ha voglia di oziare, ri- manendo nella nostra bella cittá. Garan- tiamo assenza di code, ingressi gratuiti, sole, tanto relax e tanta voglia di sfoglia- re il nostro Cactus.

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Anno 7 - Numero 3 - Ultimo numero della rivista dell'associazione culturale CACTUS

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Eurocactus

grünes alternatives forum meranspazio verde alternativo meranoAnno 7 / n° 3 di CACTUS - giugno 2009 - bimensile

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Die Kandidatin für die Europa-

Parlaments-Wahl RenateHolzeisen: „Grün sein ist

attraktiv – das will ichvermitteln.“

Das SchülerInnen-Team von

RETTET DEN REGENWALD

war in Ecuador und

berichtet vomLokalaugenschein.

Seite 9Seite 6-7Seite 3

Im Portrait:

Der Europaparlamentarier

und grüne Co-Vorsitzende

Sepp Kusstatscher

Un cactus per le elezioni, per le personeche vorremmo fossero elette il 6-7 giugno.Ma allora anche la redazione del Cactus sischiera? La risposta è sì, ci schieriamo,apertamente, senza sentire la necessità disembrare bipartisan. Perchè siamo convin-ti che in questo periodo di populismo dellapeggior sorte, con tinte berlusconiane in tuttaItalia, con tinte rosso-bianche nella nostrapiccola provincia, ci sia tanto bisogno diEuropa e tanto bisogno di persone adatte adarne il contenuto e la direzione giusta.

Abbiamo bisogno di un Sepp Kusstatscherche è persona integra quasi al limitedell’autolesionismo, alla faccia della “ca-sta” dei politici, e abbiamo bisogno di unaRenate Holzeisen, donna tosta con unaidentità forte costruita su tante piccole egrandi lotte, svelando un diffuso malco-stume istituzionalizzato a livello provincia-le. Comunque siamo, come sempre, ten-tati dagli sconfinamenti. Per cui anchequesto numero non si ferma in Europa,vola alto e ci racconta una piccola gran-

de storia di creatività e solidarietà di unascuola meranese volata in Ecuador. E poic’è il nostro amante del clima caldo incopertina che quest’anno ha deciso dipassare l’estate a Merano.Fatevi sorprendere dai posticini che haindividuato per chi ha voglia di oziare, ri-manendo nella nostra bella cittá. Garan-tiamo assenza di code, ingressi gratuiti,sole, tanto relax e tanta voglia di sfoglia-re il nostro Cactus.

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Alleanza elettorale per l‘Europa

Sinistra e LibertàLa scelta dei Verdi di cercare alleanzenelle forze della “sinistra nuova e rifor-matrice”Le soglie servono per escludere. Cosìla soglia del 4% imposta in fretta e fu-ria per le elezioni europee 2009 dalla“strana coppia” Veltroni (Pd) –Berlusconi (Pdl) per “forzare” la crea-zione in Italia di un sistema bipartitico.Alla introduzione della soglia non èinfatti seguita alcuna proposta di alle-anza da parte del Pd, per salvaguarda-re quel pluralismo che caratterizzaval’Ulivo di Prodi. Ma il Professore è sta-to mandato in pensione e a Roma oradettano legge i teorici dell’”autonomiadel politico”: quelli che pensano di ri-solvere la crisi del centro sinistra sem-plicemente eliminando la concorrenzapolitica, quelli che pensano di elimi-nare i conflitti sociali semplicementeeliminando la loro rappresentanza.Occorre dunque scongiurare il rischioche si ripeta per Bruxelles quello che ègià avvenuto per Roma: lasciar can-cellare intere culture politiche che tro-vano posto nei due “partitoni” (chisente più parlare degli “ambientalistidel sì” del Pd?).

Sinistra e Libertà

Per impedire questa deriva, la sceltadei Verdi è stata quella di cercare alle-anze nelle forze a noi più vicine, nella“sinistra nuova e riformatrice” checerca di pensare il futuro liberandosidegli schematismi del passato. E’ cosìnata l’alleanza elettorale “Sinistra e Li-bertà”.

A farne parte, oltre aiVerdi, sono altre quat-tro formazioni politiche.I socialisti democratici

di Riccardo Nencini,presidente del Consi-glio della Regione tosca-na, un intellettuale chesi è sempre battuto persalvare l’ideale sociali-sta dalla degenerazionecraxiana.Il “Movimento per la si-

nistra” di Nicki

Vendola, il governatoredella Puglia impegnatis-simo per i diritti civili, ildialogo col mondo cat-tolico, il riconoscimen-to dei diversi orienta-menti sessuali, che haavuto il coraggio di im-pedire nella sua Regione “ordinaria”l’applicazione delle leggi razziste diBerlusconi (cosa che la nostra Pro-vincia ad “autonomia speciale” nonsi azzarda a fare).La “Sinistra democratica” di Fabio

Mussi, l’ex braccio destro di Massi-mo D’Alema che ha abbandonato iDS prima della loro confluenza nel Pd,presentando una piattaforma che de-scrive un percorso intellettuale mol-to vicino al pensiero di noi Verdi: conun’evoluzione che va da Marx aRifkin, dalla lotta di classe all’eco-so-cialismo.I repubblicani progressisti di Giu-

liana Sbarbati, anche lei a lungo conProdi nell’Ulivo, forti della tradizione„democratico-mazziniana“ radicatasoprattutto in Emilia Romagna.

In buona compagnia

Con queste persone ci sentiamo inbuona compagnia, una compagniache rispecchia in gran parte l’esperi-mento pilota che stiamo facendo nel-la città di Bolzano col “gruppo

consiliare eco-sociale” in Comune,dove come Verdi lavoriamo bene conpersone come Guido Margheri (Sd) oStefano Pagani (Sdi), con i quali affron-teremo ora anche la campagna per leeuropee a sostegno delle candidaturedi Sepp Kusstatscher e RenateHolzeisen.Non ci nascondiamo che per alcune diqueste forze la lista „Sinistra e Liber-tà“ è solo la prima tappa per la forma-zione di un nuovo partito.Per noi Verdi è un’alleanza elettoraleimportante, cui potrà far seguito unacollaborazione intensa in battaglie co-muni. Ma la nostra collocazione – so-prattutto in Sudtirolo - è e resterà nellafamiglia verde europea, poiché siamoconvinti che la politica ecologista –diversamente da molte altre – è la poli-tica del XXI secolo e trova le sue ra-gioni profonde in una rotturaepistemologica prima che politica: laconsapevolezza dei limiti del pianeta,la responsabilità di noi umani verso lanostra Madre Terra.

Riccardo dello Sbarba

„La nostra collocazione – soprattutto in Sudtirolo - è e resterà nella

famiglia verde europea.“

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Europawahlen

„Der montanaro mit den acht Ge-schwistern und acht Stück Vieh imStall, so kennen sie mich in Rom“,sagt er und lacht. Josef Kusstatscher(„detto Sepp“, wie es auf den offiziel-len Wahlplakaten heißt) gehört zurseltenen Spezies der Politiker mitHumor. So wirkt er auch nach Jahrenintensiver Tätigkeit immer noch nichtverbraucht und schon gar nichtverbittert. Im Gegenteil: Er ist kämp-ferisch, motiviert und entscheidungs-freudig und packt auch, siehe Grund-einkommen, gerne neue Themen an.Sepp, der nun zum zweiten Mal fürsEuropaparlament kandidiert, ist nichtimmer schon bei den Grünen gewe-sen, das dürfte bekannt sein. Vorherwar er Bürgermeister seiner Heimat-gemeinde Villanders, Chef der „Arbeit-nehmer in der SVP“ und derenLandtagsabgeordneter. Schon damalshat er Spuren hinterlassen, nicht nurStaub. In seiner Amtszeit alsGemeindeverwalter entstand der ers-te Fahrradweg im Eisacktal; im Land-tag war er einer der ersten, der sichfür die Schaffung einer Universität in

Er vertritt Europa inSüdtirol und umgekehrtund er macht es gut.Der grüne EU-Parlamentarier SeppKusstatscher im Porträt

Bozen engagiert hat. Damals wurde erfür seine Vorstöße von manchen be-kämpft und auch ausgelacht, aber, wiegesagt, der Sepp hat Humor. Denbrauchte er auch, als er 1993 denWiedereinzug in den Landtag verfehl-te; seine großzügige Unterstützungfür eine junge Eisacktaler „Arbeitneh-mer“-Kollegin hat ihn damals selberdie entscheidenden Stimmen gekos-tet. Zehn Jahre später zog er für dieSüdtiroler Grünen wieder in den Land-tag ein und ein Jahr darauf erkämpfteer sogar einen Sitz im Europaparlament– und das mit einem persönlichenTraumergebnis. Dass er dafür inStraßburg und Brüssel auch noch derFleißigste gewesen ist, passtdurchaus ins Bild. Dass er über jedendort verdienten und ausgegebenenEuro öffentlich Auskunft gibt,ebenfalls. Im Wochenrhythmus pen-delt Sepp im Zug zu seinem Arbeits-platz. Darum weiß er auch aus eigenerAnschauung mehr über Effizienz undIneffizienz des Bahnbetriebs, als denbauwütigen BBT-Betreibern lieb ist.Sepp war nie „nur“ Politiker. In denJahren ohne Mandat stand er alsBerufsschuldirektor seinen Mann. Diebäuerliche Kultur hat ihn geprägt, stu-diert hat er Philosophie und Theolo-gie. Das merkt man nicht nur an denstrengen ethischen Maßstäben, die ervor allem an sich selber legt, sondernauch an seiner Sprache. Sepp geht

nicht um den 22. Juli in Urlaub, son-dern „in der Magdalenswoche“ under kehrt auch nicht spätestens am 24.August an seinen Schreibtisch zu-rück, sondern „zu Bartlmä“. Natürlichhat er im Studium auch Griechisch undLatein gelernt, was ihn mit seinem Vor-gänger Alexander Langer ideal ver-bindet. In Brüssel und überhaupt inder Welt aber sind klassischeSprachen heute weniger gefragt undso hat sich Sepp nach seiner Wahl zumMandatar in Brüssel in einem Crash-Kurs gleich noch das nötige Englischangeeignet. Ansonsten ergreift erauch als Vertreter der italienischenGrünen in Brüssel und anderswo dasWort gerne auf Deutsch; so vielEuropa muss sein. Wenn Sepp sichunter Freunden zu Wort meldet, sagter gerne „Jetzt redet Eur-Opa!“ Dasist nicht nur ein augenzwinkernderHinweis auf seine Pensionsreife,sondern auch auf seinen familiärenEinsatz als Großvater. Seine FrauMaria hat jüngst ja ihren KVW-Vorsitzabgegeben und wäre ganz frei für dieWonnen der Enkelbetreuung, Seppselbst muss darauf wohl noch etwaswarten. Ein paar weitere Jahre„Hundeleben zwischen Belgien undMazedonien“, wie er es manchmalnennt, könnten ihm noch blühen.Aber er würde es mit Humor nehmen– wie sonst?

Franco Bernard

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Der mit dem Zug fährt

Sepp Kusstatscher gehört zur seltenen Spezies der Politiker mit Humor.

Sepp weiß mehr über den Bahnbetrieb, als

den bauwütigen BBT-Betreibern lieb ist.

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Das schönste Friedens-projekt ist in Gefahr

Das Zusammenführen der europäi-schen Völker zu einer politischen Uni-on ist das schönste und erfolgreichs-te Friedensprojekt der Menschheits-geschichte. Trotzdem wird die EU oftschlecht geredet. Politiker in Amerikaund anderswo schätzen oft mehr alswir Europäer die Erfolge der wirt-schaftlichen Zusammenarbeit unddes Umweltschutzes in Europa sowieunsere sozialen Errungenschaften.Es ist nicht selbstverständlich, dassEuropa als politische Union weiterzusammenwächst. Die zwei gefähr-lichsten Feinde der EU sind die Nati-onalisten und die neoliberalen Kapi-talisten. Diesen Antieuropäern ma-chen wir den größten Gefallen, wennwir alle ständig auf Brüssel undStraßburg schimpfen bzw. uns nichtum die gemeinsame europäische Po-litik kümmern. Wenn immer wenigerMenschen die EU politisch mittragen,z.B. indem sie sich nicht an den Wah-len beteiligen, dann überlassen wirdas Feld eben diesen Antieuropäern.Je schwächer das Europäische Parla-ment wird, desto mehr steuerneinerseits die Lobbyisten des Groß-kapitals die Politik, desto mehr unter-graben andererseits Rassisten undNationalisten das Völkerverbindende.Wenn wir uns selbstzufrieden undegoistisch in unser Schneckenhauszurückziehen, dann könnte es leichtsein, dass wir, wenn wir wieder dasFenster oder die Tür öffnen, die Dik-tatur des Kapitals und die Oberhandder Nationalisten rund um uns herumfeststellen müssen. Demokratie istkein Zustand, sondern ein Ziel, umdas wir ständig ringen müssen.

EuropaFür ein ökosozialesEuropa der Völker, fürweniger umwelt-belastenden Verkehrund für gesundeLebensmittel

Ökosozial und trans-national

Gegen nationalstaatliche Egoismenund gegen die asozialen undumweltzerstörerischen Kräfte desGroßkapitals braucht es ein viel stär-keres Engagement all jener, denen dieZukunft unserer Kinder ein Anliegenist. Bei vielen Diskussionen muss ichimmer wieder an meine drei Enkelkin-der denken. Was werde ich Katharina,Sophia und Jonas sagen, wenn siemich später z.B. auf die Folgen derKlimakatastrophe ansprechen oderzum Monsterprojekt Brenner-Basis-tunnel ohne Verbesserungen für Ver-kehr, Umwelt und Gesundheit oder aufdie Energieprobleme, wenn die fossi-len Energieträger zur Neige gehen…Am ehesten können wir die Problemelösen, wenn wir unsere Schrebergär-ten-Mentalität ablegen und die Mau-ern zwischen den Nationen und Nati-onalitäten sowie zwischen Arm undReich niederreißen. Die Entscheidun-gen sind demokratischer zu treffen.Nachhaltigkeit wird nur erreicht mitmehr Solidarität, einer umfassende-ren Gerechtigkeit und einer größerenRücksicht auf Umwelt und Natur. Die-se Prinzipien haben inzwischen fastalle Parteien verstanden. Sogar diegrößten „Machos“ in der Wirtschaftkleben gerne grüne Etiketten auf ihreProdukte. Doch bei der praktischenUmsetzung der schönen Ziele tun sichviele sehr schwer. BeispielEurovignette im Güterverkehr: DasPrinzip Kostenwahrheit wird allgemeinanerkannt. Trotzdem ist noch keineMehrheit zu bekommen, um ähnlich

wie in der Schweiz die vollen externenKosten verpflichtend aufzurechnen.

Südtirol in Europa

Bezogen auf die Bevölkerung undauch auf die Fläche macht Südtirolungefähr ein Promille der EU aus. Eswäre verwegen, so zu tun, als ob dieVertreter aus Südtirol die PolitikEuropas wesentlich beeinflussenkönnten. Alexander Langer war bisherwohl der einzige Südtiroler, der in derinternationalen Politik eine bedeuten-de Rolle gespielt hat, z.B. im Konfliktam Balkan.Wenn ich gefragt werde, inwiefern ichim Europaparlament die InteressenSüdtirols vertrete, zögere ich oft mit

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Wenn wir in Europa für den Ausbau der sozialen Rechte kämpfen, kommt dies auch den

Südtirolerinnen und Südtirolern zugute.

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Demokratie ist kein Zustand, sondern ein

Ziel, um das wir ständig ringen müssen.

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meiner Antwort. Der Grund dafür ist,dass dem Fragesteller oft nicht klarist, dass es bei Europa darum geht,ein Verständnis dafür zu entwickeln,dass auch Südtirol Teil eines größerenGanzen darstellt. Wenn wir in Europazum Beispiel für den Ausbau dersozialen Rechte kämpfen, für wenigerumweltbelastenden Verkehr, fürgesundere Lebensmittel usw., sokommt dies auch den Südtirolerinnenund Südtirolern zugute.

Sinistra e libertà

Die Grünen allein hätten italienweit nieund nimmer die Chance, die Wahl-hürde von vier Prozent zu erreichen.So haben sich die Grünen mit SinistraDemocratica, Movimento per laSinistra, Partito Socialista und mitUnire la Sinistra zu einem Wahl-bündnis zusammen getan. Wir Grünehätten diesem Bündnis von fünf Par-teien gerne den Namen „Alleanzaecosociale“ gegeben. Mehrheitlichfiel aber der Name auf „Sinistra elibertà“. Zu unserem Trost blieb imListenzeichen die Farbe Grün nebendem Rot. Wir als Ökosoziale wollendieses scheinbare Gegensatzpaar„Links und Freiheit“ weiter deklinie-ren: Solidarität und Freiheit, Gemein-schaft und Individuum… Immer einUND dazwischen, das verbindet unddas im Grunde die alten Fronten zwi-schen Links und Rechts überwindenhelfen soll. Grün verbindet. Wir wol-len die alten Ideologien verbinden undbegrünen.

Warum trete ich wiederan?

Warum kandidiere ich wieder, obwohlich zunächst immer nur von einer Le-gislaturperiode geredet habe? Eineberechtigte Frage! Soll ich einfachantworten, dass ich noch viel zu gutbin, um in Pension zu gehen? Odersoll ich die „Schuld“ jenen geben, diemich um eine Wiederkandidatur er-sucht haben? Oder soll ich zugeben,dass ich wieder mehr Lust aufBegrünung und Mitgestaltung habeund dass ich somit ganz einfach mei-ne Meinung geändert habe? Ich teilean dieser Stelle den LeserInnen mit,dass ich gerne weitermache.Zum Beispiel möchte ich - sollte die

Emilio Arisi, medico e direttore del-l’unità operativa di ginecologia edostetricia dell’ospedale Santa Chiaradi Trento, è membro attivo di orga-nizzazioni nazionali ed internazionalidedicate alla salute sessuale e ripro-duttiva. Fu fondatore e gestore peralcuni anni del primo consultorio pub-blico in Italia, a Carpi (Modena) al-l’inizio del 1972 e co-autore del libro„Aborto e controllo delle nascite“,uscito nel 1976; il libro fu una iconadel movimento del-le donne, e per isuoi contenuti fuusato a vari livelli,inclusa la formazio-ne scolastica nel-l’ambito della edu-cazione sessuale.

Era collaboratoredelle battaglie sul-l’aborto, suiconsultori e sulcontrollo delle na-scite sviluppatodalla sezione fem-minile del partitocomunista Italianonegli anni ’70 ed ’80,promotore di cam-pagne per la con-traccezione, l’abor-to, la libertà di scel-ta nell’ambito dellasalute sessuale e ri-produttiva, attra-verso giornali, ra-dio, TV.E’ stato tra coloroche in Italia hanno

Emilio Arisi - il candidato Trentino di Sinistra eLibertà

EuropaWiederwahl gelingen - zwei Themensofort in Angriff nehmen:- die Gründung einer fraktionsüber-greifenden Arbeitsgruppe mit Vertre-tern aus möglichst vielen EU-Staaten,um das Thema Grundeinkommen (mitgrößerer Harmonisierung der Sozial-und Steuerpolitik in der EU) auf dieeuropäische Agenda zu bringen;- ein Moratorium für die Großprojektewie z.B. Brenner-Basistunnel und Brü-cke von Messina - mit der Folge, dassbei der fälligen Modernisierung,

introdotto il Mifepristone –RU486,facendo in questo ambito battaglie lo-cali e nazionali tuttora vive.

Laico militante da sempre, ha accetta-to di candidare con „Sinistra e Liber-tà“, e si impegnerà in Europa per lalaicità della politica e per una societàresponsabile, che rispetti i diritti e l’am-biente, e perché sia il merito la regolaper la mobilità sociale.

Klaudia Resch

Potenzierung und Ergänzung vonbestehenden Eisenbahn-Infrastruktu-ren mit weniger Geld eine viel größereWirksamkeit erreicht, mehr regionaleWirtschaft gefördert, weniger Umwelt-schäden verursacht würden… AmEnde dieser Finanz- und Wirtschafts-krise stellen wir in einem an Einwoh-nern schrumpfenden Europa wahr-scheinlich fest, dass wir gar kein quan-titatives Wachstum brauchen,jedenfalls kein Verkehrswachstum!

Sepp Kusstatscher

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Emilio Arisi, fondatore del primo consultorio pubblico in Italia

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Frau Holzeisen, was hat Sie bewegt,

auf der grünen Liste fürs europäische

Parlament zu kandidieren?

Ich habe die Kandidatur mit Enthusi-asmus angenommen, weil die Grünendie einzige moderne Partei sind, diekeinen alten Ballast hat und nicht vonirgendwelchen Lobbys beeinflusst ist.Grüne Politik ist daher frei, selbst zudenken. Ich bin ein liberaler Mensch,der grün denkt und ich möchte diegrüne Wählerschaft erweitern.

Grün ist attraktiv

Grün sein ist attraktiv – das will ichvermitteln. Die Grünen sind DIE mo-derne, progressive Partei, die effektivdie Antworten auf die Probleme der

Zukunft hat. Umweltschutz ist Schutzunserer Lebensqualität. JederMensch freut sich an den Schönhei-ten der Natur – daher ist Umweltschutzschon aus egoistischen Gründensinnvoll. Grün sein heißt das Lebenzu bejahen. Es ist das Verdienst derGrünen, dass sich heute alle Parteien,die Umweltpolitik auf die Fahnenschreiben, auch wenn das meist nicht

Grüne Politik ist frei selbst zu denken

anerkannt wird.Ich fühle mich geehrt, für eine Bewe-gung zu kandidieren, die vonAlexander Langer geprägt wurde undsehe meine Aufgabe darin, Themenwie Demokratie, Transparenz undRechtsstaatlichkeit wieder stärker zuakzentuieren. Es waren schon die The-men von Alexander Langer. Undletztendlich ist Alexander Langer ja andiesem „System Südtirol“ zerbrochen,gegen das ich auch heute noch an-kämpfe. Ich möchte der Bevölkerungbewusst machen, welchen Wert ech-te Demokratie und echte Transparenzhaben.

Lebensraum Europa

Und was reizt Sie an Europa

besonders?

Dass in Europa keine Nabelschau be-trieben werden kann, da in größerenKontexten gedacht werden muss. Esgeht heute auf europäischer Ebenenicht mehr nur um die Regelung desBinnenmarktes und der Wirtschafts-politik, sondern es geht um unsereLebensqualität, um soziale Anliegenund um den Lebensraum derMenschen in den Mitgliedsstaaten.Die Globalisierung ist eine Realitätund hat auch viele gute Seiten. DieMenschen kommen weltweit inKontakt. Ich bin überzeugt, dass mangrundsätzlich von jedem und jederlernen kann, daher kann uns dieGlobalisierung weiter bringen.Wir können z.B. durch das Internetnicht nur weltweit kommunizieren, wirkönnen uns auch mehr Informationenbeschaffen – wissend, dass Informa-tionen oft manipuliert sind. Es ist abernicht mehr möglich, Leute durch Des-information und Nichtinformationdumm zu halten – auch nicht inSüdtirol.

Welche Themen liegen Ihnen

besonders am Herzen?

Außenpolitik ist für mich ein zentra-

les Thema. Europa muss in Zukunftmehr Verantwortung im internationa-len Kontext übernehmen. Diese For-derung stellen richtigerweise auch dieneue USA und Barack Obama. Als jun-ge Studentin war es für mich sehr ent-täuschend zu erleben, dass in Ex-Ju-goslawien, in unserem Nachbarland,ein grausamer Krieg geführt wurdeund die Europäische Union nur hilf-los zuschaute. So etwas darf sich nichtwiederholen.

Verantwortung für Afrika

Ich denke insbesondere an die Afrika-politik, an den fairen Welthandel undan die Migration. Es geht darum, diewirtschaftliche Basisentwicklung derMenschen in Afrika zu fördern unddadurch auch demokratische,menschenrechtskonforme Systemeaufzubauen. Bis dato ist das unmög-lich, weil die Außenpolitik von derWaffen- und Rohstofflobby diktiertwird. Europa soll nicht Mauern gegendie Migration hochziehen, sondernmuss den Menschen vor Ort helfen.

Migrationsängste ernstnehmen

Umgekehrt dürfen die Probleme, diesich aus der Einwanderung ergeben,auch nicht heruntergespielt werden,da wir sonst dem Rechtspopulismuseine offene Flanke bieten. Wir wissen,dass die Migration andauern wird,daher müssen wir einerseits diesozialen Spannungen in unserer Ge-sellschaft abfedern und andererseitsuns in Afrika engagieren. Was wir anmenschlichen Tragödien mit-bekommen, ist ja nur ein kleiner Teilder humanitären Katastrophen. Hierdürfen die Europäer als ehemalige Ko-lonialmächte nicht wegschauen.Ich vertrete ein laizistisches Rechts-und Staatssystem, was bedeutet, dassich ethische Grundwerte wie die Men-schenrechte an die oberste Stelle

Renate Holzeisen: “Ich akzeptiere die Grabenkämpfe zwischen Wirtschaftund Sozialem nicht, denn wir sitzen alle im selben Boot“

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Renate Holzeisen

„Ich möchte die grüne Wählerschaft erweitern. Grün

sein ist attraktiv – das will ich vermitteln.“

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setze. Aber wir haben hier auch einegoistisches Interesse und Egoismusist wahrscheinlich die effizientesteTriebfeder der Gesellschaft. Es mussden Menschen in Europa klar werden,dass es unser ureigenstes Interesseist, uns für menschenwürdige Verhält-nisse in Afrika zu engagieren, um dennegativen Auswirkungen der Migrati-on zu begegnen.

New Green Economy

Und was denken Sie als Wirtschafts-

fachfrau über Wirtschafts- und Sozi-

alpolitik?

Grüne Wirtschaft – die New GreenEconomy – im Sinne der ökologischen

Intelligenz ist die Zukunft und eineNotwendigkeit für das Überleben derMenschen. Umweltschutz und Sozial-verträglichkeit sind notgedrungenmiteinander verbunden, Nachhaltig-keit wird durch umweltschonendeTechnologien und durch einenhumanen Umgang mit den Mitarbei-tern erreicht.

Vielleicht verspüren wir Frauen dieseNotwendigkeit, nachhaltig zuwirtschaften, noch stärker als Männer.Als Mutter will ich meinem Sohn undder nächsten Generation eine intakteUmwelt und wenn möglich einebessere Welt hinterlassen. Aber auchals Volkswirtschaftlerin sehe ich dieseNotwendigkeit.

Anerkennungfür Unternehmer

Wir brauchen die Wirtschaft um lebenzu können. In der Privatwirtschaftwerden ja die Steuern erwirtschaftet,die uns auch einen öffentlichen Sek-tor ermöglichen. Ich akzeptiere des-halb die Grabenkämpfe zwischen Wirt-schaft und Sozialem nicht, denn wirsitzen alle im selben Boot und habenein gemeinsames Interesse – Unter-nehmen und abhängig Beschäftigte.Man sieht immer nur den erfolgrei-chen Unternehmer, der es zu etwasgebracht hat. Was übersehen wird, istder Einsatz der Unternehmer, die ihrpersönliches Vermögen einsetzen, dieVerantwortung übernehmen, dasUnternehmerrisiko tragen und oft auchscheitern. Wenn ein Unternehmer le-gal arbeitet und Arbeitsplätze schafft,dann muss er dafür auch anerkanntwerden.Umgekehrt existiert ein Unternehmenohne Arbeitnehmerinnen undArbeitnehmer gar nicht. Ein Unter-nehmen ist ein Zusammenspiel vonbeiden Seiten – es ist im Grunde eingroßes Team. Daher ist es im Interes-se der Wirtschaft, dass es den Arbeit-nehmern gut geht, dass sie ein gutesEinkommen haben, sie tragen ja we-sentlich zum Erfolg des Unterneh-mens bei und sie sind dieKonsumenten der Wirtschaft.

Und die derzeitige Wirtschaftskrise?

Die derzeitige Krise ist auch eineChance – eine Chance neue Wege zugehen. Und hier ist die Politik gefragt.Politiker haben eine große Verantwor-tung: Sie müssen zuallererst einmalechte Anliegen vertreten. Die Drama-tik in der Politik ist ja die, dass viele

Politiker selbst nicht wissen, wofür siestehen, immer nur opportunistisch ar-gumentieren und dadurch austausch-bar sind. Diese Politiker werden nichtdie Weichen stellen für eine nachhal-tige Entwicklung. Vielmehr fördern siedie Politikverdrossenheit mit ihren lee-ren Floskeln, denn die Menschenmerken sehr wohl, ob Politiker authen-tisch sind oder nicht. Und Politik-verdrossenheit ist sehr gefährlich,denn sie betrifft besonders die gemä-ßigten Wähler – also jene, die nichtfür Radikalismen anfällig sind. Geradediese Wählerinnen und Wähler darfman in einer Demokratie nichtverlieren.

Interview von Klaudia Resch

„Ich bin eine Liberale aus der Mitte, die sich

grundsätzlich beide Seiten anhört. Ich glaube an den

goldenen Mittelweg und befürworte die soziale

Marktwirtschaft.“

„Als Mutter will ich meinem Sohn und der nächsten

Generation eine intakte Umwelt hinterlassen..“

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Die Steigerungsstufe des Themas dieser Cactus-Num-mer heißt dann vermutlich „Gott und die Welt“, und da-mit wäre diese Kolumne definitiv aus den Angeln geho-ben. Vorerst noch eine Basisbibliothek zum –überschaubaren - alten Kontinent:Geert Mak: In Europa. Pantheon-Verlag. Ein wunderbaresGeschichte(n)-Panoptikum als Reise durch das europäi-sche 20. Jahrhundert. Ediz. ital. per Fazi.Guido Barosio: Europa. Flying high. White Star. DiePsychologie der Luftbilder: sie lehren immer noch, dieWelt schätzen zu lernen.Ulrich Reinhardt (Hg.): Wie die Europäer ihre Zukunft

sehen. Primus-Verl. Zukunftsforscher stützen sich aufeine Repräsentativbefragung in 9 Ländern: Wie siehtEuropa 2030 aus?

Alfred Schlicht: Die Araber und

Europa. 2000 Jahre gemeinsa-

mer Geschichte Kohlhammer-

Verlag. Dopo il pamphlet diSylvain Gouguenheim,Aristotele contro Averroè, su quanto di fasullo ci sarebbedietro la storia dell’influenza araba sulla cultura europea,è bene leggere quest’altro punto di vista.Jorge Semprún & Dominique de Villepin: Was es heißt,

Europäer zu sein. Murmann-Verlag. Weltanschaulichweit voneinander entfernt, kommen in diesem Dialog ge-meinsame Werte zum Vorschein, die Europa auf seine Fah-nen schreibt.

Martin Alber* Titel gestohlen von der Reihe literarischer Reiseführer aus

dem Wieser-Verlag.

Europa erlesen*

Si svolgeranno a giugno le elezioni per il rinnovo delParlamento europeo, il secondo più grande parla-mento al mondo, dopo l’India, ad essere scelto tra-mite elezioni democratiche. I 375 milioni di votantiappartenenti ai 27 Stati membri dovranno sceglierei 785 deputati nuovi.In Italia si voterà sabato 6 giugno (dalle 15 alle 22)e domenica 7 giugno (dalle 7 alle 22).

Come si vota

E’ importante esprimere sempre il voto di lista,tracciando una croce sul simbolo. Si possonoesprimere fino a tre preferenze, scrivendo a fiancodel contrassegno il cognome della/del candidata/oo delle/dei candidate/i prescelti (vedi facsimile).

Am Samstag, 06. Juni und Sonntag, 07. Juni wäh-len wir die Abgeordneten zum Europäischen Parla-ment. Europaweit sind ca. 375 Millionen Wählerund Wählerinnen dazu aufgerufen die 785Europaabgeordnete zu wählen.

Wie wählen Sie richtig?

Für eine gültige Wahl ist es notwendig die Stimmeeiner Liste zu geben. Kreuzen Sie hierfür das Sym-bol der Liste an.Zusätzlich sollten Sie auch bis zu drei Vorzugs-stimmen vergeben. Schreiben Sie hierfür den Nach-namen des Kandidaten / der Kandidatin neben dasangekreuzte Listensymbol (siehe Facsimile).

Come si vota / So wählen Sie richtig

bücherecke

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Projektfahrt nach Ecuador

Anstrengende Märsche durch denRegenwald, beschauliche Fluss-fahrten und Kontakte mit der einhei-mischen Bevölkerung standen auf demProgramm. Die LeiterInnen von SelvaViva, Remigio Canelos und AngelikaRaimann, führten die SchülerInnendurch die Vielfalt der Pflanzen- undTierwelt, wanderten mit ihnen durchden angekauften Regenwald und dieTierauffangstation und organisiertensogar einen Besuch beim 30kmentfernten Erdölkonzern. Die dortvorgefundenen Zerstörungenmachten deutlich, warum es so wich-tig ist, Regenwaldflächen durch An-kauf zu schützen. Die Erdölförderungmitten im Regenwald wirkt sich aufzweifache Weise katastrophal aus:einerseits treten immer wieder Öl undChemikalien aus und verseuchen rie-sige Gebiete, andererseits haben dieden Pipelines entlang gebauten neuenStraßen den Nebeneffekt, dass derPrimärwald für illegalen Holzschlag,

Wilderer und anderen Raubbau zu-gänglich wird.

Auch mal selbst Hand anlegen standauf dem Programm: Einige Kubikme-ter Sand hat das Team der Aktion„RETTET DEN REGENWALD / RET-TET EUCH SELBST“ bei strömendemRegen aus dem Bach geholt, um demWaldhüter ein neues Haus zu bauen.300 Setzlinge des gefährdetenChuncho-Baums hat das „Regenwald-team“ eingepflanzt.

Vor Ort haben die SchülerInnen derFachoberschule für Soziales „MarieCurie“ überprüft, wie die Spenden-gelder eingesetzt wurden und alleszum Besten vorgefunden. Die Reisehaben sich die findigenUmweltschützerInnen durch einenMaturaball und durch die Zusammen-arbeit mit Unternehmen aus demBurggrafenamt finanziert, die als Ge-genleistung auf ihre Klima-

Schüler im RegenwaldDie Jugendlichen, die sich seit drei Jahren für den Regenwaldschutz inAmazonien engagieren und dafür 40.000 Euro gesammelt haben, warenfür drei Wochen beim Projektpartner „Selva Viva“ in Ecuador zu Gast.

freundlichkeit getestet wurden:Naturalia, Alte Mühle, Studio Unter-hauser und GP Supercars.

Bilder, Videos und weitere Informatio-nen zu diesem Schulprojekt finden Siehier: www.rettetdenregenwald.it

Thomas Spitaler, Projektleiter

Am Dienstag, den 9. Juni, können ab8 Uhr wieder alle am Regenwaldlaufteilnehmen, der auf der Promenade inMeran stattfindet. Wer für den Re-genwald laufen möchte, sucht sichselbst eine/n SponsorIn, der/die fürjede Runde, die man rennt, 1Euro be-zahlt. Das Geld dient zu 100% zur Fi-nanzierung der Tätigkeiten desProjektpartners Selva Viva(www.selvaviva.ec).

[email protected]

www.rettetdenregenwald.it

Tel. 329 2040800

lauf um mein leben!

Das Regenwaldteam der FOS mit der Indiogemeinschaft der „Isla Anaconda“ zwischen den Flüssen Napo und Arajuno

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Giugno 200910

+/- Radverbindung ins Vinschgau

Ha una testa, ma rischia di rimaneresenza gambe il piano di mobilità intor-no al tunnel di Monte Benedetto. Il 22aprile il sindaco ha finalmente presen-tato i progetti dell’amministrazioneintorno a quello che diventerà lo sboc-co dello svincolo MeBo alla stazioneferroviaria. Un piano che avevamo ri-chiesto da anni, ma che la SVP ha sem-pre osteggiato. In occasione della se-duta di consiglio comunale del mesescorso si sono viste alcune piantineche danno un’idea di come dovrebbesvilupparsi la mobilità quando lo svin-colo sarà terminato. Contiene alcuneidee interessanti - che andrebberoapprofondite - ma mette anche in lucela scarsa volontà politica di realizzar-lo. Un piano con una testa, ma senzale gambe per camminare.La riorganizzazione della vasta areaintorno all’uscita dello svincolo devediventare un centro della mobilità coninterconnessioni efficaci e comode tralo svincolo, il traffico urbano, i servizidi trasporto pubblico (ferrovia, busurbani e intercomunali), i percorsi pe-

donali e quelli ciclabili.Il piano, redatto dagli architetti Nicolie Piller, tiene conto di questi elementie li rappresenta a grandi linee. Puntonevralgico del centro di mobilità è ilparcheggio interrato che dovrebbesorgere tra stazione e svincolo.A ragione Nicoli e Piller sottolineanoinoltre che le aree di riqualificazioneurbanistica devono essere considera-te parte integrante del piano: l’area delvecchio stadio del ghiaccio, il piazza-le Prader e l’area privata tra edificioAE, via Cantiere e l’attuale cantierecomunale.E qui, come si suol dire, casca l’asino.La SVP non intende approfondire econcretizzare il discorso. Ha fatto riz-zare i capelli sulla testa ai consiglieriverdi l’affermazione del sindaco che ilparcheggio sotterraneo “potrà” esse-re realizzato “in futuro”.Un’affermazione tanto vaga e perico-losa che il capogruppo Torneri ha sen-tito il dovere di assicurare che per ilPD il parcheggio è irrinunciabile.Il gruppo consigliare dei Verdi ha chie-

sto rassicurazionisul parcheggio,sulle “aree diriqualificazione ur-banistica” e sullamobilità pedonale eciclabile. Ma le ri-sposte hanno con-fermato i timori chela SVP non ne vo-glia parlare e que-sto per due ragio-ni. In primo luogoperché vi sono for-ti pressioni per re-alizzare il famigera-to parcheggio in caverna più un ulte-riore parcheggio privato sotto l’ortodei Cappuccini. In secondo luogo per-ché le “aree di riqualificazione urbani-stica” fanno evidentemente gola amolti potenti e meno se ne parla e me-glio è.La vicenda del tunnel di Monte Bene-detto diventa, purtroppo, sempre piùquello che avevamo temuto: un’occa-sione per gli speculatori e un’occa-sione perduta per la città.

Marco Dalbosco

Die Lücke im Westen ist geschlossen - und das auch nochvorbildlich. Das im Frühjahr neu eröffnete Teilstück bin-det Meran endlich an den Vinschgauer Radweg an. Dieäußerst großzügig gestaltete Trasse windet sich in meh-reren Spitzkehren mit außergewöhnlichem Panoramablickauf den Talkessel in die Höhe. Das Südtiroler Radwege-netz hat ein neues Highlight. Bravo!

Von Algund zur Töll

Kaum ist die Lücke zwischen Algund und Töll geschlos-sen, ist der Radweg Meran – Algund unterbrochen. Auf-grund der neuen MEBO-Ausfahrt, als Zubringer für denKüchelbergtunnel, wurde der Radweg kurzer Hand ge-schlossen. Ein Lob in der Kritik: es gibt eine Umleitungüber die Lange Gasse, die auf Meraner Gebiet vorbildlichausgeschildert ist. Die Stadtregierung hat dazugelernt.

Küchelberg fordert erstes Opfer

Grandi affari nascosti intorno al tunnel di MonteBenedetto. Sindaco e SVP tacciono. Per coprire?

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dal consiglio comunale

Tunnel Monte Benedetto - Piano mobilità senza gambe

Marco Dalbosco, capogruppo dei

Verdi a Merano

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Il nostro inviato speciale suggerisce alcune località meranesi dove potertrascorrere serenamente le meritate vacanze

in vacanza a Merano

Un‘estate a misura di cactus

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Per i cactus più piccoli, il Parco Fermi a Sinigo rappresenta unottimo luogo dove poter giocare in tranquillità con altalene,giostre, pareti per l’arrampicata, teleferiche, scivoli, ecc.

Inoltre, un piccolo campo da calcio consente l’esecuzione diindimenticabili partite (una fontana nelle immediate vicinanzeè l’ideale punto di rifornimento tra un tempo e l’altro).

La zona di Sinigo, facilmente raggiungibile attraverso la pistaciclabile, offre numerosi punti di svago, come il centro sporti-vo-ricreativo e il laghetto per la pesca sportiva.

Nei pressi di Casa Basaglia è possibile dedicarsi anche all’ar-rampicata sportiva, sulle vie della palestra degli alpini (anchese una scritta avverte che ci si arrampica a proprio rischio).

Se ci trasferiamo nella zona di Lazago, possiamo approfittarneper un bel tuffo ristoratore nelle acque del Passirio, per poirilassarci lungo le sue sponde.

Sempre a Lazago è possibile usufruire della meravigliosa zonanaturalistico-ricreativa, leggendo un bel libro (o un bel Cac-tus) sulle rive del laghetto.

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Giugno 200912

[email protected]

Associazione culturale CACTUS KulturvereinWinkelweg 46/b, via Winkel, 39012 Meran/o

Tel. 0471- 976299, Fax 0471 - 312280Registrato al Tribunale di Bolzano, n.16/2003

Direttore Responsabile: Aldo Mazzastampa/Druck: Union Druck, Meran

tiratura/Auflage: 2.600Layout: Thomas Spitaler, Alexander Wallnöfer,

Nicola Morandini foto copertina: Nicola Morandini

redazione/Redaktion: Klaudia Resch, Anni Schwarz, Martina Juda, Alexander Wallnöfer,

Nicola Morandini, Thomas Spitaler, Franco BernardVignetta/Karikatur: Veronika Leiter

hanno collaborato/MitarbeiterInnen dieser Nummer:

Martin Alber, Marco Dalbosco, Riccardo dello Sbarba,Christine Tonsern, Sepp Kusstatscher.

C’è tutto un mondo intorno...Il 2009 è stato proclamato dall’ONU Anno Internazionaledell’Astronomia, per celebrare il quattrocentesimo anni-versario delle prime osservazioni astronomiche, graziealle scoperte di Galileo Galilei. Sempre nel 2009 molte per-sone pensano ancora che il mondo sia costituito essen-zialmente da Sudtirolo, Austria e Italia, che non ci sianoaltre lingue al di fuori del tedesco, dell’italiano e del ladino,che il problema più impellente sia l’autodeterminazione,che la popolazione mondiale possa essere suddivisa indue grandi macrocategorie: gli Schützen e gli Alpini...Eppure, come riportato enigmaticamente nei sacri testidei Matia Bazar, “c’è tutto un mondo intorno che gira

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ogni giorno e che fermare non potrai”. Rischiando diessere accusati d’eresia e di essere processati dallaLandinquisizione, dopo aver decodificato l’oscuro mes-saggio canoro, possiamo affermare che c’è dell’altro oltrele Alpi. Altre persone, altri popoli, altre lingue, altre tradi-zioni, altri Paesi... un’Europa per la quale le priorità daaffrontare nel prossimo futuro sono ben altre rispetto allascelta di glorificare o abbattere un monumento, di cam-biare il nome di una strada o di cancellarne un altro. Allora“e viva viva il mondo, tu non girargli intorno, ma entra

dentro al mondo, dai!”.Senecio