Agostino - Contro Giuliano

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Transcript of Agostino - Contro Giuliano

LIBRO PRIMO Sentimenti di Agostino alle offese di Giuliano.1. 1. Se dicessi, o Giuliano, che disprezzo le offese e le imprecazioni delle quali, acceso d'ira, hai riempito i tuoi quattro libri, mentirei. Come infatti potrei disprezzarle, pensando alla testimonianza della mia coscienza, secondo la quale sento di dovermi o rallegrare per me o addolorare per te e per quanti sono ingannati da te? Chi mai disprezza l'oggetto della propria gioia o del proprio dolore? Per nessun motivo noi disprezziamo quello che per un verso ci rallegra e per un verso ci rattrista. Causa della mia gioia la promessa del Signore che dice: [Beati siete quando vi oltraggeranno e vi perseguiteranno] e diranno, mentendo, ogni male contro di voi per causa mia, gioite ed esultate, perch la vostra ricompensa grande nei cieli 1. Causa della mia tristezza invece il sentimento dell'Apostolo che afferma: Chi debole, e debole non lo sia anch'io con lui? Chi soffre scandalo senza che io mi senta bruciare? 2 Ma queste parole le puoi dire anche tu per la tua tesi, che ritieni sia la vera. Lasciamo dunque da parte, se vuoi, queste cose comuni che possono essere dette da entrambi, quantunque non possano essere dette da entrambi con identica verit.Quattro libri di Giuliano contro uno solo di Agostino.1. 2. Innanzitutto, chiedo, perch ti vai gloriando di avere risposto almeno apparentemente al mio libro, dal momento che, nei tuoi quattro, non hai toccato neppure la quarta parte del mio per confutarla, e, per scansare le mie argomentazioni, hai fatto salti tanto vistosi da escludere quasi la possibilit che ci possano essere lettori dell'una o dell'altra opera, della mia cio e della tua, in grado di rendersene conto. Pressoch superfluo, poi, il dimostrare come le poche argomentazioni che, come dicevo, a mala pena rappresentano la quarta parte del mio libro e che tu, quasi con l'impeto di una quadriga, hai cercato di abbattere e di schiacciare col frastuono dei tuoi quattro voluminosi libri, ritenendole pi vulnerabili, restano anch'esse ben salde, non fosse altro che in considerazione delle rimanenti argomentazioni, di numero di gran lunga superiore, che tu hai avuto timore di toccare. opportuno tuttavia esortare tutti coloro che vorranno rendersene conto a non farsi rincrescere di leggerli entrambi, quello che ho scritto io e quello che hai scritto tu. La cosa apparir talmente chiara ed evidente che sarebbero veramente ottusi quelli che mi chiedessero di dimostrarlo.Divisione dell'opera.1. 3. Or dunque, poich vedo che tu, abbandonato dalla verit, sei passato agli insulti, tratter l'argomento nel modo seguente. Per prima cosa dimostrer a quali e quanti Dottori della Chiesa Cattolica tu non esiti ad arrecare intollerabile offesa, con l'accusa di manicheismo, e come, nell'intento di colpire me, scagli contro di essi i tuoi dardi sacrileghi. Ti mostrer poi come tu stesso sei di tanto aiuto al dannoso ed empio errore dei manichei al punto che essi non riescono a trovare un pari difensore neppure tra i propri amici. In terzo luogo confuter nel modo pi breve possibile le tue vane sottigliezze e i tuoi elaborati argomenti con affermazioni non mie, ma di coloro che sono vissuti prima di noi ed hanno difeso la Chiesa Cattolica contro gli empi. Per ultimo, dal momento che, se non cambierai idea, sarai costretto a combattere anche quei Dottori della Chiesa Cattolica e sostenere che, in questa questione, neppure essi si sono trovati in possesso della verit cattolica, con l'aiuto di Dio difender la mia e la loro fede. Apparir chiaro allora quanto aiuto arrecheranno ai manichei non solo le tue parole, come ho promesso di dimostrare nel secondo punto, ma gli stessi dommi pelagiani, comuni a tutti voi.I temi della controversia.2. 4. Poni attenzione pertanto al modo col quale svolger la prima parte della mia trattazione. Tra di noi, almeno per quanto attiene l'intento dei mio libro, al quale ti vanti di aver risposto con i tuoi quattro, in discussione la mia seguente affermazione: il matrimonio deve essere lodato in maniera tale che in nessun modo gli si possa imputare a colpa o a disprezzo il fatto che tutti gli uomini nascono soggetti al peccato dei primi uomini. Negare questo significa minare i fondamenti stessi della fede cristiana. Ho scritto un libro Sul matrimonio e la concupiscenza proprio per distinguere il bene del matrimonio dal male, da cui si contrae il peccato originale. Al contrario, tu affermi che il matrimonio deve essere senz'altro condannato a meno che chi nasce da esso non sia immune da ogni obbligazione di peccato. Per questo ti glori di avere confutato il mio libro con i tuoi quattro. Volendo distogliere gli uomini dalla saldissima fede cattolica per portarli al vostro nuovo errore, attraverso i tuoi libri cerchi di infondere nella sensibilit dei lettori l'orrore della peste manichea. Vorresti fare intendere che sono assertori del "male naturale" al pari dei manichei coloro che affermano che i bambini, nati da Adamo secondo la carne, contraggono con la prima nascita il contagio della morte antica ed hanno bisogno, di conseguenza, di una seconda nascita affinch, purgati dapprima con la remissione del peccato originale per mezzo del lavacro di rigenerazione e diventati figli di Dio adottivi, siano trasferiti nel regno del suo Unigenito. Questa accusa di manicheismo la faceva pure Gioviniano quando negava che la verginit di Maria santa nella concezione fosse rimasta integra anche durante il parto, come se l'affermare che Cristo nato dalla verginit incorrotta della madre significasse pensare insieme ai manichei Cristo come un fantasma. Con l'aiuto dello stesso Salvatore, per, i cattolici disprezzarono quello che sembrava un argomento acutissimo sciorinato da Gioviniano, si rifiutarono di credere che Maria santa si fosse corrotta nel parto e che il Signore fosse stato un fantasma, e riaffermarono che Maria rimase vergine nel parto e diede alla luce Cristo con un corpo reale. Alla stessa maniera essi disprezzeranno le vostre calunniose e vuote chiacchiere e non inventeranno alla maniera dei manichei un principio naturale del male, ma, secondo l'antica e vera fede cattolica, non avranno alcun dubbio che Cristo, svuotando il chirografo del debito paterno, il liberatore dei bambini.Le testimonianze patristiche sul peccato originale: Ireneo di Lione.3. 5. Tu per, che tanto frequentemente ci accusi di manicheismo, se sei sveglio, considera un po' quali e quanti uomini, quali e quanti difensori della fede cattolica colpisci con tale esecranda incriminazione. Non prometto di raccogliere su questo argomento le affermazioni di tutti, n tutte le affermazioni di quelli che citer. Sarebbe troppo lungo e non affatto necessario. Ne riporter soltanto poche e di pochi autori; ma sufficienti a fare arrossire e cedere i nostri avversari, purch in essi il timor di Dio o il pudore umano riescano a superare la loro grande ostinazione. Ireneo, vescovo di Lione, che visse non molto tempo dopo gli Apostoli, scrive: "Gli uomini non si possono salvare dall'antica piaga del serpente, se non attraverso la fede in colui il quale, nella somiglianza della carne di peccato, innalzato da terra sul legno del martirio, attir ogni cosa a s e diede la vita ai morti" 3. Lo stesso Ireneo ancora: "Come per mezzo di una vergine il genere umano fu assoggettato alla morte, cos, con identica predisposizione, fu sciolto dalla morte per mezzo di una vergine: la disubbidienza di una vergine fu compensata dall'obbedienza di una vergine. Poich il peccato della prima creatura fu purificato dal sacrificio del Primogenito e l'astuzia del serpente fu sconfitta dalla semplicit della colomba, noi siamo stati sciolti da quei legami che ci tenevano soggetti alla morte" 4. Vedi dunque cosa l'antico uomo di Dio pensava dell'antica piaga del serpente? Cosa pensava della somiglianza della carne del peccato in virt della quale viene sanata la piaga del serpente nella carne del peccato? Vedi cosa pensava del peccato della prima creatura per cui eravamo legati?.Cipriano di Cartagine.3. 6. Una testimonianza ancor pi limpida della stessa fede ce la d il santo vescovo e martire Cipriano: "Se qualcosa pu impedire agli uomini il conseguimento della grazia, a maggior ragione peccati pi gravi lo possono impedire agli adulti, a quelli avanzati in et ed ai vecchi. Se per i pi grandi peccatori e coloro che hanno peccato molto contro Dio ottengono la remissione dei peccati quando arrivano alla fede e nessuno viene escluso dal battesimo e dalla grazia, a maggior ragione non debbono esserne esclusi i bambini, che, nati da poco, non hanno alcun peccato all'infuori di quello che essi, nati da Adamo secondo la carne, hanno contratto dalla prima nascita. Costoro, anzi, pervengono pi facilmente alla remissione dei peccati proprio per il fatto che ad essi vengono rimessi non i peccati propri, ma quelli di altri" 5.Reticio di Autun.3. 7. Le cronache ecclesiastiche riferiscono che Reticio, vescovo di Autun, durante il suo episcopato, ebbe grande autorit nella Chiesa quando a Roma, ove presiedeva la Sede Apostolica il vescovo Melchiade, intervenne come giudice insieme ad altri vescovi e condann Donato, primo responsabile dello scisma donatista, ed assolse Ceciliano, vescovo di Cartagine. Parlando del battesimo, egli afferm: "A nessuno sfugge che questa la fondamentale indulgenza nella Chiesa, in seno alla quale noi deponiamo tutto il peso dell'antico delitto, distruggiamo i primi misfatti della nostra ignoranza e spogliamo il vecchio uomo con i suoi innati delitti" 6. Comprendi le espressioni "il peso dell'antico delitto", "i primi misfatti" e "il vecchio uomo con i suoi innati delitti"? Ed osi ancora costruire una rovinosa novit contro tutto questo?.Olimpio, vescovo della Spagna3. 8. Il vescovo spagnolo Olimpio, uomo di grande gloria nella Chiesa ed in Cristo, afferm in un suo discorso ecclesiastico: "Se la fede fosse rimasta sempre incorrotta sulla terra ed avesse continuato a seguire le orme fissate, che pur indicate lasci,