10. Radiazioni ionizzanti e non ionizzanti · Radiazioni ionizzanti e non ionizzanti 229 di 380...

Click here to load reader

  • date post

    15-Feb-2019
  • Category

    Documents

  • view

    213
  • download

    0

Embed Size (px)

Transcript of 10. Radiazioni ionizzanti e non ionizzanti · Radiazioni ionizzanti e non ionizzanti 229 di 380...

Radiazioni ionizzanti e non ionizzanti 228 di 380

10. Radiazioni ionizzanti e non ionizzanti

Il termine radiazione pu essere riferito ad una serie di avvenimenti molto complessi e differenti fra loro, sia per natura che per effetti sulluomo. In generale indica il fenomeno per cui dalla materia viene emessa energia sotto forma di particelle o di onde elettromagnetiche, che si propagano nello spazio circostante andando a interagire o meno con cose e persone che trovano sul loro passaggio. Una prima distinzione pu essere fatta in base agli effetti che provocano le radiazioni sulla materia con la quale vanno ad impattare. Su questa base si pu fare una distinzione fra:

radiazioni ionizzanti; non ionizzanti.

10.1. Radiazioni ionizzanti

Le radiazioni ionizzanti sono dotate di un potere altamente penetrante, che permette loro di ionizzare la materia e cio di riuscire a separare gli elettroni dagli atomi che incontrano nel loro percorso. Di conseguenza gli atomi perdono la loro neutralit (che consiste nell'avere un uguale numero di protoni e di elettroni) e si caricano elettricamente1. La ionizzazione pu causare negli organismi viventi fenomeni chimici che portano a lesioni osservabili sia a livello cellulare che dell'organismo, con conseguenti alterazioni funzionali e morfologiche, fino alla morte delle cellule o alla loro radicale trasformazione. Sorgenti tipiche di radiazioni ionizzanti sono alcune sostanze instabili, dette radioisotopi o radionuclidi, in grado di mutare la propria composizione chimico-fisica, emettendo, per effetto di disintegrazioni del nucleo (fenomeno detto decadimento) radiazioni costituite da particelle (raggi o raggi ) o onde elettromagnetiche particolarmente energetiche (raggi o raggi ). La possibilit che un materiale radioattivo diventi innocuo dipende dal cosiddetto tempo di dimezzamento: questo valore definisce lintervallo di tempo entro cui la met degli atomi di una sostanza decade. In caso di contaminazione radioattiva, dellambiente o di un organismo, diventa importante conoscere anche il tempo di dimezzamento effettivo, ovvero lintervallo di tempo entro cui i radioisotopi vengono eliminati, attraverso processi metabolici, chimici o fisici, prima ancora di decadere. Lesposizione a radiazioni, cui soggetto luomo pu essere esterna o interna. Se la fonte demissione si trova allesterno del corpo, come per esempio nel caso delle radiografie, dei voli ad alte quote (radiazioni cosmiche) o di incidenti nucleari, tutti gli organi sono colpiti pi meno con uguale intensit, ma la durata dellesposizione piuttosto breve. In caso dirradiazione interna invece, la sostanza radioattiva entrata nellorganismo attraverso gli alimenti, laria o lacqua e continua ad emettere radiazioni, finch non viene eliminata o decade. In questo caso alcuni organi saranno colpiti pi di altri: lo iodio-131, per esempio, va ad

1 Gli atomi sono costituiti da un nucleo centrale, formato da un aggregato di particelle dette protoni e neutroni, e da altre particelle, gli elettroni, che si muovono intorno al nucleo. I protoni hanno carica positiva, i neutroni nulla e gli elettroni negativa. In condizioni normali, la carica positiva dei protoni si annulla con quella negativa degli elettroni, visto che i primi e i secondi sono presenti in egual numero, rendendo latomo stabile e di carica complessiva nulla.

Radiazioni ionizzanti e non ionizzanti 229 di 380

accumularsi nella tiroide, lo stronzio-90 nelle ossa e nei denti, il cesio-137 si fissa in special modo nei muscoli, mentre i prodotti di decadimento del radon-222 attaccano soprattutto i polmoni. Le sostanze radioattive vengono usate dalluomo in vari settori, fra i quali:

in medicina, nella radiodiagnostica (ad es: macchine a raggi X) e nella radioterapia; in campo industriale (impianti elettronucleari, controlli non distruttivi, misure di livello, spessore,

densit, impianti per sterilizzazione di prodotti e in vari altri settori produttivi) nella ricerca (universitaria, industriale, medico-sanitaria), in agrobiologia, nell'archeologia, in

geologia e prospezione mineraria. Fra le sostanze radioattive presenti normalmente in natura e che maggiormente rappresentano un pericolo per la salute umana vi il gas radon.

10.1.1. Il Radon

Il radon (Rn) un gas radioattivo naturale che tipicamente si sprigiona dal suolo e si pu diffondere nellaria delle abitazioni liberandosi da aperture o microfratture delle fondamenta. Il radon pericoloso per inalazione: tanto maggiore la sua concentrazione nellaria tanto pi alta la possibilit di sviluppare un tumore in seguito alle radiazioni emanate. In ambienti aperti la sua concentrazione nellaria bassissima, mentre allinterno degli edifici tende ad accumularsi rappresentando un serio pericolo per la salute. Questo gas si pu liberare anche da alcuni materiali da costruzione (come ad esempio il tufo) o dallacqua sorgiva o prelevata dal sottosuolo. La pericolosit del radon come agente cancerogeno stata rilevata tramite studi di epidemiologia su minatori. La valutazione dellimpatto sulla popolazione generale invece presenta ancora alcuni elementi di incertezza, in quanto gli ambienti di lavoro ai quali si riferiscono gli studi appena citati presentano livelli di esposizione almeno 10 volte maggiori che gli ambienti domestici, e non ancora stato chiarito se la pericolosit del gas sia direttamente proporzionale alla concentrazione o vi sia un qualche valore di soglia. Vi sono alcuni studi inoltre che indicherebbero una sinergia fra lesposizione al radon e il fumo di sigaretta nel provocare il tumore polmonare, sebbene non ne sia ancora stata chiarita lentit.

10.2. Radiazioni non ionizzanti

La terra, latmosfera e il sole da sempre generano un fondo elettromagnetico naturale, al quale si sono aggiunti, come conseguenza del progresso tecnologico, i campi prodotti dalle sorgenti legate allattivit antropica, campi che hanno provocato un notevole innalzamento di tale fondo naturale. Gli esseri viventi hanno da sempre convissuto con tali radiazioni, evolvendosi in modo da adattarsi ad esse, proteggersi o utilizzare al meglio questi agenti fisici. La componente principale di quelle che vengono definite radiazioni non ionizzanti costituita dalle onde elettromagnetiche comprese nellarco di frequenza 2 0-300 GHz 3. I campi elettromagnetici si propagano come onde (onde elettromagnetiche) che si differenziano sulla base della frequenza. Le onde elettromagnetiche possono quindi essere classificate in base ad essa. Per questo motivo, le sorgenti di onde elettromagnetiche comprese nel range di frequenza 0-300 GHz, vengono suddivise in tre categorie principali: 2 Frequenza: il numero di volte in cui un fenomeno periodico si ripete nell'unit di tempo. 3 GHz: 1.000.000.000 di Hz. 1 Hz consiste in una frequenza di 1 volta al secondo.

Radiazioni ionizzanti e non ionizzanti 230 di 380

sorgenti di campi a bassa frequenza (fino a 300 Hz), comunemente definiti come campi ELF (Extremely Low Frequency), dovute essenzialmente al sistema di produzione, distribuzione e utilizzo dellenergia elettrica (linee elettriche, cabine di trasformazione, elettrodomestici, ecc.) che in Italia presenta una frequenza industriale costante pari a 50 Hz;

sorgenti di campi a radio-frequenza, comunemente definiti come campi RF (Radio Frequency - fra i 100 kHz e i 300 MHz) dovute generalmente agli impianti di ricetrasmissione radio e tv;

sorgenti di campi a Micro Onde o MO (fra i 300 MHz e i 300 GHz) dovute agli impianti per cellulari o ai ponti radio che prevedono frequenze molto pi alte, comprese tra 100 kHz e 300 GHz.

10.2.1. Impianti per le teleradiocomunicazioni

Un tema di particolare interesse nel campo dellesposizione umana a campi ad alta frequenza rappresentato dallutilizzo dei telefoni cellulari, soprattutto in ragione della loro larga diffusione. A tale riguardo generalmente le preoccupazioni dei cittadini nascono molto pi dalle antenne fisse per il servizio (tecnicamente indicate come Stazioni Radio Base o SRB) che dallutilizzo del telefono in s, nonostante quest'ultimo, in quanto molto pi vicino allutente, lo esponga a campi molto pi intensi rispetto a quelli ai quali esposto chi vive vicino ad una SRB 4. Ogni SRB serve una porzione limitata del territorio, in funzione del basso numero di telefonate che in grado di gestire contemporaneamente. Per questo motivo, maggiore il numero di utenti da servire, maggiore sar il numero di antenne installate sullo stesso territorio e minore sar per la potenza emessa da ciascuna antenna. Le potenze irradiate non variano molto da impianto a impianto e generalmente non superano i 200 W per le antenne GSM Dual Band e possono scendere fino a 50 W per le nuove antenne UMTS. Con queste potenze, la zona nello spazio nella quale si possono trovare livelli di campo superiori ai valori di tutela dell'attuale normativa (6 V/m)5 si estende per 40-80 metri davanti alle antenne, normalmente al di sopra dei tetti dei palazzi vicini, in quanto le antenne sono progettate per ottenere unirradiazione sul piano orizzontale piuttosto che su quello verticale. Un altro tipo di impianti per telecomunicazioni presenti sul territorio riguarda quelli preposti alla diffusione dei segnali radio-televisivi. Essi ricevono il segnale da amplificare dagli studi di trasmissione tramite impianti molto direttivi e di piccola potenza, in quanto sono comunemente posti in posizione sopraelevata al di fuori dei centri abitati, in maniera da poter diffondere il segnale su aree abbastanza vaste per raggiungere il maggior numero di utenti possibile. Per questo motivo, essi vengono generalmente alimentati con un segnale elettrico di elevata potenza ed irradiano in maniera poco direttiva, generando un livello di campo elettromagnetico fra i pi elevati. Vi sono infine i cosiddetti ponti radio, antenne dedicate alla trasmissione del segnale da un punto allaltro (e quindi non alla diffusione verso gli utenti) che irradiano lenergia elettromagnetica in fasci molto stretti, sia orizzontalmente che verticalmente, con potenze molto basse. Questo tipo di impianti generalmente non comporta situazioni sensibili di inquinamento elettromagnetico. Riguardo agli effetti sulla salute umana, le evidenze attualmente disponibili sulle conseguenze sanitarie associate allesposizione a campi generati a diverse frequenze non sono uniformi. Per quanto riguarda lesposizione a campi RF e MO, le uniche conseguenze sulla salute che siano state finora dimostrate riguardano effetti biologici di tipo acuto (es: opacizzazione del cristallino, anomalie alla cornea,

4 OMS, maggio1998, Promemoria n. 193 5 V/m: volt su metro lunit di misura del campo elettrico.

Radiazioni ionizzanti e non ionizzanti 231 di 380

alterazioni delle funzioni neurali e neuromuscolari, alterazioni nel sistema immunitario, ecc.), peraltro causati da livelli di esposizione molto pi alti rispetto a quelli che si incontrano negli ambienti di vita. Gli studi epidemiologici sugli effetti a lungo termine invece sono ancora insufficienti per stabilire una collegamento di tipo causa-effetto fra questo tipo di radiazioni e linsorgere di patologie tumorali. Secondo l Organizzazione Mondiale della Sanit 6 (OMS):

L'esposizione a campi RF e MO pu causare riscaldamento o indurre correnti elettriche nei tessuti corporei. Il riscaldamento costituisce la principale interazione dei campi al di sopra di circa 1 MHz. Al di sotto di circa 1 MHz, l'azione dominante l'induzione di correnti elettriche nel corpo.

Sulla base della letteratura attuale, non c' nessuna evidenza convincente che l'esposizione a RF e MO abbrevi la durata della vita umana, n che induca o favorisca il cancro.

Sono necessari ulteriori studi, per delineare un quadro pi completo dei rischi sanitari, specialmente per quanto concerne un possibile rischio di cancro connesso all'esposizione a bassi livelli di campi RF e MO.

10.2.2. Impianti per la trasmissione e distribuzione dellenergia elettrica

I campi elettromagnetici a bassa frequenza vengono tipicamente generati da tutti i conduttori di alimentazione elettrica, che vanno dagli elettrodotti 7ad alta tensione fino ai cavi degli elettrodomestici. Per quanto riguarda le linee preposte alla trasmissione e distribuzione di energia elettrica, esse sono classificabili in funzione della tensione di esercizio come: linee ad altissima tensione (380-220 kV), dedicate al trasporto dellenergia elettrica su grandi distanze; linee ad alta tensione (150-30 kV), per il trasporto e la distribuzione dellenergia elettrica; linee a media tensione (generalmente 20-10 KV), per la fornitura ad industrie, centri commerciali, grandi condomini ecc.; linee a bassa tensione (220-380V), per la fornitura alle piccole utenze, come le singole abitazioni. La loro frequenza sempre 50 Hz: a questa frequenza il campo elettrico e quello magnetico risultano indipendenti; cos possibile trovare un campo elettrico molto intenso e assente quello magnetico o viceversa. In generale lintensit del campo magnetico proporzionale alla corrente elettrica passante nei conduttori, mentre lintensit del campo elettrico proporzionale alla tensione di esercizio. Il campo elettrico di queste sorgenti facilmente schermato dalla maggior parte degli oggetti. Sono un buono schermo non solo tutti i conduttori (metalli), ma anche la vegetazione e le strutture murarie. Allinterno degli edifici si avr quindi una riduzione del campo elettrico che sar funzione dei materiali da costruzione e della struttura. Per questo motivo non si mai ritenuto che il campo elettrico generato da queste sorgenti possa produrre un'esposizione intensa e prolungata della popolazione. Il campo magnetico prodotto dagli impianti elettrici invece, poco attenuato da quasi tutti gli ostacoli normalmente presenti, per cui la sua intensit si riduce soltanto al crescere della distanza dalla sorgente. Per questo motivo gli elettrodotti possono essere causa di un'esposizione intensa e prolungata di coloro che abitano in edifici vicini alla linea elettrica. Essendo l'intensit del campo magnetico direttamente

6 OMS, maggio1998, Promemoria n. 183 7 Elettrodotto: linsieme delle linee elettriche delle sottostazioni e delle cabine di trasformazione.

Radiazioni ionizzanti e non ionizzanti 232 di 380

proporzionale alla quantit di corrente che attraversa i conduttori che lo generano, esso varia di momento in momento in funzione della potenza assorbita (i consumi). A differenza di quanto osservato per le alte frequenze, gli studi sugli effetti dellesposizione a campi ELF hanno avuto uno sviluppo notevole, particolarmente negli ultimi anni. Le evidenze scientifiche attualmente disponibili, e che hanno un peso dal punto di vista di sanit pubblica, riguardano soprattutto un possibile incremento del rischio di leucemia infantile. Secondo stime effettuate dallIstituto Superiore di Sanit, gli studi epidemiologici suggeriscono unassociazione tra lesposizione residenziale a campi magnetici a 50 Hz e la leucemia infantile. Il nesso di causalit non tuttavia dimostrato, sia a causa di limitazioni nel disegno degli studi e nel controllo di potenziali fattori di confondimento, sia per il carattere contrastante dei dati ottenuti mediante differenti procedure di valutazione dellesposizione (...), sia infine a causa della mancanza di un chiaro meccanismo dazione per leventuale cancerogenicit dei campi magnetici di frequenza industriale.8

10.3. Riferimenti normativi

10.3.1. Radiazioni ionizzanti

Il quadro generale normativo inerente le radiazioni ionizzanti, ed in particolare il loro impiego, la sicurezza, i rischi connessi, e tutti gli ulteriori aspetti legati alla loro presenza, caratterizzato dall'emanazione di una notevole quantit di Leggi e Decreti in un continuo aggiornamento in linea con le evoluzioni della scienza e della tecnologia, oltre ch della conoscenza. In linea di principio si pu affermare che la prima legge quadro risulta emanata nel 1962: Legge 31 dicembre numero 1860 "Impiego pacifico dell'energia nucleare", la quale ha avuto il suo naturale sviluppo integrativo nel 1964 con la pubblicazione del D.P.R. 13 febbraio 1964 numero 185 "Sicurezza degli impianti e protezione sanitaria dei lavoratori e delle popolazioni contro i pericoli delle radiazioni ionizzanti derivanti dall'impiego pacifico dell'energia nucleare". Successivamente sono stati emanati diverse decine di decreti applicativi inerenti gli aspetti puramente tecnici delle citate norme. Fino ad arrivare al 1995, anno in cui viene pubblicato un Decreto Legislativo n. 230/95 che abroga le precedenti norme e rappresenta l'attuazione di diverse direttive EURATOM sviluppate ed emanate nel corso del periodo di attesa. Nel corso degli anni successivi, la mancata emanazione degli opportuni decreti attuativi, a cui il D.Lgs 230/95 rimanda, implica il continuo riferimento degli operatori ai decreti applicativi dell'oramai abrogato D.P.R. 185/64. Ultimamente il quadro normativo generale stato ulteriormente integrato con il recepimento di due importanti direttive e la conseguente pubblicazione di due nuovi Decreti Legislativi (241/00 e 187/00) a modificare il D.Lgs 230/95. La principale normativa nazionale di riferimento :

Decreto Legislativo 9 maggio 2001, n. 257, "Disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 26 maggio 2000, n. 241, recante attuazione della direttiva 96/59/EURATOM in materia di protezione sanitaria della popolazione e dei lavoratori contro i rischi derivanti dalle radiazioni ionizzanti".

8 vedi Rapporto ISTISAN 98/31 Tumori e malattie neurodegenerative in relazione allesposizione a campi elettrici e magnetici a 50/60 Hz: rassegna degli studi epidemiologici

Radiazioni ionizzanti e non ionizzanti 233 di 380

Decreto Legislativo 26 maggio 2000, n. 241, "Attuazione della direttiva 96/29/EURATOM in materia di protezione sanitaria della popolazione e dei lavoratori contro i rischi derivanti dalle radiazioni ionizzanti".

Decreto Legislativo 26 maggio 2000, n. 187, "Attuazione della direttiva 97/43/EURATOM in materia di protezione sanitaria delle persone contro i pericoli delle radiazioni ionizzanti connesse ad esposizione mediche".

Decreto Legislativo 17 marzo 1995, n. 230, "Attuazione delle direttive EURATOM n. 80/386, 84/467, 84/466, 89/618, 90/641 e 92/3 in materia di radiazioni ionizzanti".

Decreto Legislativo 19 dicembre 1994, n. 758, "Modificazioni alla disciplina sanzionatoria in materia di lavoro".

10.3.2. Radiazioni non ionizzanti

Come gi scritto in precedenza i campi elettromagnetici possono originare nellorganismo umano correnti elettriche superficiali, il riscaldamento dei tessuti e tutta una serie di effetti associati alle esposizioni a breve termine. Questi effetti sono ben documentati e compresi, e costituiscono la base per la definizione di limiti di esposizione da parte di organismi internazionali come la Commissione Internazionale per la Protezione dalle Radiazioni Non Ionizzanti (ICNIRP), limiti ripresi da molti paesi per le proprie normative nazionali. E invece tuttora oggetto di dibattito scientifico la possibilit che questi effetti biologici si traducano, per la loro natura ed entit, in effetti sanitari, cio in danni per la salute. Gli interrogativi riguardano soprattutto gli effetti a lungo termine (in particolare quelli cancerogeni) che sono stati suggeriti da alcuni studi epidemiologici ma sono ancora lontani dall'essere provati. In questo senso lItalia ha attuato comunque una politica maggiormente cautelativa rispetto ad altri paesi, adottando particolari precauzioni nei confronti degli effetti a lungo termine. Difatti con la legge n. 36 del 22 febbraio 2001, Legge quadro sulla protezione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici., vengono date le definizioni di:

limite di esposizione: il valore di campo elettrico, magnetico ed elettromagnetico, considerato come valore di immissione, definito ai fini della tutela della salute da effetti acuti, che non deve essere superato in alcuna condizione di esposizione della popolazione e dei lavoratori ...; valore di attenzione: il valore di campo elettrico, magnetico ed elettromagnetico, considerato come valore di immissione, che non deve essere, superato negli ambienti abitativi, scolastici e nei luoghi adibiti a permanenze prolungate [...]. Esso costituisce misura di cautela ai fini della protezione da possibili effetti a lungo termine e deve essere raggiunto nei tempi e nei modi previsti dalla legge; obiettivi di qualit:

o i criteri localizzativi, gli standard urbanistici, le prescrizioni e le incentivazioni per l'utilizzo delle migliori tecnologie disponibili, ...;

o i valori di campo elettrico, magnetico ed elettromagnetico, definiti [...] ai fini della progressiva minimizzazione dell'esposizione ai campi medesimi;

Vengono quindi definiti tre livelli di indicatori in funzione delle diverse esigenze di protezione. La fissazione dei diversi limiti viene demandata a decreti successivi. Il DPCM 08/07/2003 Fissazione dei limiti di esposizione, dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualit per la protezione della popolazione dalle esposizioni ai campi elettrici e magnetici alla frequenza di rete (50

Radiazioni ionizzanti e non ionizzanti 234 di 380

Hz) generati dagli elettrodotti., fissa i limiti di esposizione di 100 T per l'induzione magnetica e 5 kV/m per il campo elettrico, intesi come valori efficaci. Nei luoghi adibiti a permanenze non inferiori a quattro ore giornaliere, si assume per l'induzione magnetica il valore di attenzione di 10 T, da intendersi come mediana dei valori nell'arco delle 24 ore nelle normali condizioni di esercizio. Nella progettazione di nuovi insediamenti o aree adibiti a permanenze non inferiori a quattro ore, in prossimit di linee ed installazioni elettriche gi presenti nel territorio, fissato l'obiettivo di qualit di 3 T per il valore dell'induzione magnetica, da intendersi come mediana dei valori nell'arco delle 24 ore nelle normali condizioni di esercizio.

Limiti

Valore efficace di campo elettrico (kV/m)

Valore efficace di induzione magnetica

(T)

Limiti di esposizione 5 100 Valore di attenzione (mediana dei valori misurati nellarco di 24h)

- 10

Obiettivi di qualit (mediana dei valori misurati nellarco di 24h)

- 3

Tabella 140 - Limiti di esposizione, valori di attenzione e obiettivi di qualit per i campi elettro-magnetici alla frequenza di rete generati dagli elettrodotti

Il DPCM del 08/07/2003 Fissazione dei limiti di esposizione, dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualit per la protezione della popolazione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici generati a frequenze comprese tra 100 kHz e 300 GHz fissa i limiti per il campo elettrico, il campo magnetico e la densit di potenza per le sorgenti a radiofrequenza, riprendendo le prescrizioni del DM 381/98:

Limiti Frequenza f (MHz)

Valore efficace di campo elettrico E (V/m)

Intensit di campo magnetico (A/m)

Densit di potenza dellonda piana equivalente (W/m2)

0,1 3 60 0,2 -

> 3 3.000 20 0,05 1 Limiti di esposizione

> 3.000 300.000

40 0,1 4

Limiti di attenzione

0,1 300.000 6 0,016 0,10 (solo per le frequenze comprese nellintervallo

3 MHz 300 GHz)

Tabella 141 - Limiti di esposizione, valori di attenzione e obiettivi di qualit per i campi elettro-magnetici con ferquenze comprese fra 100 kHz e 300 GHz

In corrispondenza di edifici adibiti a permanenze non inferiori a quattro ore, i limiti suddetti vengono ulteriormente ridotti, indipendentemente dalla frequenza, a 6 V/m per il campo elettrico, a 0,016 A/m per il campo magnetico e, solo per le frequenze comprese tra 3 MHz e 300 GHz, a 0,1 W/m2 per la densit di potenza. Gli stessi valori vengono fissati come obiettivi di qualit da raggiungersi all'aperto nelle aree intensamente frequentate.

Radiazioni ionizzanti e non ionizzanti 235 di 380

In attuazione dei principi della Legge quadro 36/01 la Regione Marche ha emanato infine la Legge n. 25 del 13 novembre 2001 Disciplina Regionale in materia di impianti fissi di radiocomunicazione al fine della tutela ambientale e sanitaria della popolazione che fra le altre: prevede il rilascio di una concessione edilizia per linstallazione di nuovi impianti o per la modifica di impianti preesistenti sia per emittenti radiofoniche e televisive sia per stazioni radio base per telefonia mobile; prevede che i Comuni adottino dei regolamenti per assicurare il corretto insediamento urbanistico e territoriale degli impianti; vieta l'installazione dei sistemi radianti relativi agli impianti di radiodiffusione 9 su:

o edifici destinati ad abitazioni, a luoghi di lavoro o ad attivit diverse da quelle specificatamente connesse all'esercizio degli impianti stessi;

o ospedali, case di cura e di riposo, edifici adibiti al culto, scuole ed asili nido, parchi pubblici, parchi gioco, aree verdi attrezzate e impianti sportivi;

o in zone classificate dagli strumenti urbanistici come zone di interesse paesaggistico-ambientale, storico architettonico, monumentale ed archeologico.

vieta l'installazione di impianti per telefonia mobile su: o immobili vincolati o individuati dai Comuni come edifici di pregio storico-architettonico; o ospedali, case di cura e di riposo, edifici adibiti al culto, scuole ed asili nido, parchi pubblici,

parchi gioco, aree, verdi attrezzate e impianti sportivi.

10.4. Analisi dei dati

10.4.1. Monitoraggio delle radiazioni ionizzanti

Il controllo della radioattivit ambientale in Italia regolamentato dall'art. 104 del Decreto Legislativo 17 marzo 1995 n. 230. La struttura attuale di controllo prevede 3 livelli cos suddivisi:

1) reti locali: sono reti delegate al controllo attorno a centrali nucleari ed ad altri impianti di particolare importanza;

2) reti regionali: sono reti delegate al controllo generale dei livelli di radioattivit sul territorio regionale;

3) reti nazionali: sono reti che hanno il compito di fornire il quadro d riferimento generale della situazione italiana.

Dopo l'incidente nucleare di Chernobyl, a seguito della circolare n. 2 del 03/03/87 del Ministero della Sanit, sono stati istituiti in ogni Regione d'Italia (e nello specifico presso le ARPA) i Centri Regionali di Riferimento per il Controllo della Radioattivit Ambientale (CRR). II compito dei CRR quello di analizzare l'andamento spazio-temporale delle concentrazioni di radionuclidi nelle matrici10 dei diversi comparti ambientali interessati alla diffusione della radioattivit e al trasferimento di questa all'uomo. Di seguito si riportano i risultati delle attivit di controllo per il 2003 effettuate dallUnit Operativa Ambientale del Dipartimento Prov.le di Ancona dellARPAM su: 9 Impianti di radiodiffusione: le antenne preposte alla diffusione dei segnali radio-televisivi. 10 Matrice ambientale: elementi fisico, chimico o biologico che compone un ambiente (ad es: aria, acqua, substrato geologico, flora, fauna, ecc.)

Radiazioni ionizzanti e non ionizzanti 236 di 380

1) particolato 11 atmosferico; 2) campioni alimentari; 3) campioni di acqua potabile.

Si riportano anche i risultati della campagna regionale di monitoraggio del gas radon nelle abitazioni, effettuata dal CRR di Ancona negli anni 1991-1993 e viene altres riportata l'attivit svolta nel corso dell'anno 2003, in questo settore.

10.4.2. Particolato atmosferico

Per il monitoraggio della radioattivit dovuta a radionuclidi presenti nel particolato atmosferico, stata attivata dal mese di marzo 2003 una stazione di prelievo situata ad Ancona in via Colombo n. 106. Il sistema adottato prevede laspirazione di aria con un campionatore ad alto volume (50-200 l/min) raccogliendo il particolato presente su filtri appositi, che vengono sostituiti ogni 24 ore. Dopo aver lasciato trascorrere almeno 5 giorni dal termine dell'aspirazione per permettere il decadimento di gran parte dell'attivit dovuta a radionuclidi di origine naturale, ovvero quelli con breve tempo di decadimento, i filtri vengono dapprima sottoposti a misure di radioattivit beta totale e successivamente ad analisi di spettrometria gamma, secondo quanto previsto dalla Raccomandazione della Commissione Europea n. 2000/473/Euratom del 08/06/2000. Le misure di radioattivit beta totale vengono effettuate, per un tempo di misura pari a 60 minuti con un contatore proporzionale a basso fondo. In Tabella 142 si riportano i valori medi mensili e la concentrazione media annuale di radioattivit beta totale misurata nel corso dellanno 2003. I valori vengono riportati in mBq 12 per m3.

Mese Concentrazione di attivit (mBq/m3) Deviazione standard 13 (mBq/m3)

marzo 0,34 0,11

aprile 0,28 0,14

maggio 0,39 0,15

giugno 0,53 0,20

luglio 0,35 0,15

agosto 0,58 0,17

settembre 0,50 0,22

ottobre 0,53 0,17

novembre 0,83 0,27

dicembre 0,41 0,19 Media annuale 0,50 0,24

Tabella 142 - Concentrazione media mensile e annuale di radioattivit beta totale artificiale per l'anno 2003, fonte: ARPAM

In Figura 63 si riportano gli stessi valori sotto forma di grafico evidenziando anche gli intervalli relativi alla deviazione standard. 11 Particolato: termine generale che indica le sostanze presenti in aria sottoforma di particelle solide o liquide 12 mBq: si fa riferimento al Becquerel, unit di misura dell'attivit nucleare adottata a livello internazionale e corrispondente alla disintegrazione di un nucleo al secondo. 13 Deviazione standard: il grado di dispersione dei valori che concorrono a generare una media. Maggiore il suo valore e maggiore la dispersione dei dati concorrenti.

Radiazioni ionizzanti e non ionizzanti 237 di 380

Concentrazione media mensile di attivit beta totale artificiale

0,00

0,20

0,40

0,60

0,80

1,00

1,20m

arzo

april

e

mag

gio

giug

no

lugl

io

agos

to

sette

mbr

e

otto

bre

nove

mbr

e

dice

mbr

e

mB

q/m

3

Figura 63 - Concentrazione media mensile e annuale di radioattivit beta totale artificiale per l'anno 2003

Questi valori risultano estremamente bassi e in particolare il valore medio annuale risulta circa 1400 volte pi basso rispetto al limite derivato di concentrazione di attivit pari a 0,74 Bq/m3, valore previsto in base alla normativa italiana. Nel corso del 2003 non sono state eseguite misure di spettrometria gamma sui filtri a causa della non disponibilit del rivelatore al germanio utilizzato normalmente allo scopo.

10.4.3. Alimenti

II controllo della radioattivit negli alimenti viene effettuata da ARPAM sulla base di campioni prelevati dagli organi di vigilanza, quali le Aziende Sanitarie Locali, l'Ufficio di Sanit Marittima ed Aerea del Ministero della Salute, i NAS dei Carabinieri oppure inviati da singoli privati che necessitano di ottenere certificati che attestino il livello di radioattivit dei loro prodotti destinati all'esportazione. In data 28/04/03 stato emanato il Decreto n. 21 del Dirigente del Servizio Veterinaria, Igiene, Sicurezza e Qualit Nutrizionale degli Alimenti della Regione Marche in cui viene fissato il piano di campionamento regionale per il controllo della radioattivit negli alimenti. Nel suddetto Decreto vengono definite per ogni matrice i seguenti dati:

1) i prodotti alimentari da campionare 2) la periodicit di campionamento 3) la quantit da prelevare 4) i punti di prelievo consigliati 5) le ASL interessate al campionamento

il numero totale di prodotti alimentari da campionare, nell'arco di un anno, da parte dei Dipartimenti di Prevenzione delle Aziende Sanitarie Locali della Regione Marche pari a 163. Le analisi vengono effettuate presso il laboratorio del CRR mediante spettrometria gamma utilizzando dei rivelatori al germanio.

Radiazioni ionizzanti e non ionizzanti 238 di 380

Attualmente nell'Unione Europea in vigore il Regolamento (CE) n. 616/2000, che proroga fino al 2010 il Regolamento (CEE) n. 737/90 relativo alle condizioni di importazione di prodotti agricoli originari da paesi terzi, a seguito dell'incidente verificatosi presso la centrale nucleare di Chernobyl; Nel suddetto Regolamento vengono riconfermati i limiti di radioattivit massima cumulata di Cs-134 e Cs-13714, gi previsti dal precedente Regolamento 737/90, che sono pari a: 370 Bq/kg per i prodotti lattiera caseari nonch per le derrate alimentari destinate all'alimentazione particolare dei lattanti durante i primi 4-6 mesi di vita; 600 Bq/kg per tutti gli altri prodotti interessati. Dal momento che il Cs-134 ha un tempo di dimezzamento fisico di 2 anni, esso risulta completamente decaduto in tutti i campioni alimentari analizzati (visto che sono trascorsi 17 anni dall'incidente nucleare di Chernobyl), per cui i livelli di concentrazione di attivit di questo radionuclide, nei suddetti campioni, sono sempre inferiori allerrore strumentale. Al contrario il Cs-137, che ha un tempo di dimezzamento fisico di 30 anni, risulta essere ancora presente in taluni campioni, come per esempio i tartufi ed i funghi. Su scala regionale, i livelli di concentrazione di attivit di Cs-137 nei campioni prelevati da privati nel corso dell'anno 2003 sono compresi tra 5,34 Bq/kg (riferiti al peso fresco) e 247,99 Bq/kg (riferiti al peso secco), per quanto riguarda i funghi del tipo "boletus edulis", mentre per quanto riguarda i tartufi i livelli di concentrazione di attivit per il Cs-137 sono compresi tra 0,78 Bq/kg per il tipo "tuber aestivum vitt." e 14,02 Bq/kg per il tipo "tuber melanosporum vitt.". Tali livelli di concentrazione d attivit risultano comunque inferiori al limite di 600 Bq/kg fissati dal regolamento europeo precedentemente citato. In Tabella 143 si riportano i risultati delle analisi eseguite sui campioni alimentari prelevati dai Dipartimenti di Prevenzione delle Aziende Sanitarie Locali della regione, per i quali viene indicata la localit di prelievo, il radionuclide analizzato, la concentrazione di attivit AC espressa in Bq/Kg o Bq/l per il latte vaccino e lincertezza estesa UAc anchessa espressa in espressa in Bq/Kg o Bq/l, con un fattore di copertura K=2. Quando il valore della concentrazione di attivit AC preceduto dal simbolo "

Radiazioni ionizzanti e non ionizzanti 239 di 380

Categoria Prodotto Localit Data Radionuclide AC

(Bq/Kg o Bq/l)

UAc (Bq/Kg o Bq/l)

Grano tenero locale Senigallia 01/04/2003 Cs-137 < 0,26 n.a.

Grano tenero locale Ripe 01/04/2003 Cs-137 < 0,45 n.a.

Farina G.T. "0" Monsano 22/01/2003 Cs-137 < 0,13 n.a.

Farina G.T. "0" Sassoferrato 01/12/2003 Cs-137 < 0,64 n.a. Derivati dei cereali

Pasta integrale G.D. Monsano 22/01/2003 Cs-137 < 0,14 n.a.

Arance Fabriano 02/05/2003 Cs-137 < 0,07 n.a.

Arance (AN) Camerano 12/04/2003 Cs-137 < 0,12 n.a.

Arance (MC) Ancona 11/04/2003 Cs-137 < 0,17 n.a.

Arance Osimo 05/12/2003 Cs-137 < 0,36 n.a.

Arance (Sicilia) Jesi 02/12/2003 Cs-137 < 0,93 n.a.

Arance Fabriano 05/03/2003 Cs-137 < 0,25 n.a.

Kiwi (Italia) Osimo 02/05/2003 Cs-137 < 0,19 n.a.

Mele Ancona 11/07/2003 Cs-137 < 0,09 n.a.

Mele Fabriano 15/10/2003 Cs-137 < 0,64 n.a.

Mele (MC) Ancona 11/04/2003 Cs-137 < 0,30 n.a.

Mele (FO) Ancona 22/01/2003 Cs-137 < 0,11 n.a.

Mele (Locali) Ancona 08/04/2003 Cs-137 < 0,20 n.a.

Mele (TN) Monsano 29/09/2003 Cs-137 < 0,39 n.a.

Mele Genga 04/12/2003 Cs-137 < 0,52 n.a.

Mele (Locali) Castelfidardo 28/02/2003 Cs-137 < 0,22 n.a.

Mele (Locali) Castelfidardo 24/04/2003 Cs-137 < 0,10 n.a.

Mele (Locali) Osimo 24/05/2003 Cs-137 < 0,11 n.a.

Mele (AP) Fabriano 03/09/2003 Cs-137 < 0,50 n.a.

Pere (FO) Ancona 21/02/2003 Cs-137 < 0,13 n.a.

Pere (Emilia-Romagna) Jesi 20/06/2003 Cs-137 < 0,37 n.a.

Pere (FO) Ancona 21/02/2003 Cs-137 < 0,16 n.a.

Pesche (locali) Jesi 07/07/2003 Cs-137 < 0,32 n.a.

Frutta

Susine (Emlia-Romagna) Ancona 31/07/2003 Cs-137 < 1,23 n.a.

Latte crudo Jesi 12/08/2003 Cs-137 < 0,86 n.a.

Latte crudo Jesi 12/08/2003 k-40 47,59 n.a.

Latte crudo Jesi 03/12/2003 Cs-137 < 0,28 n.a. Latte vaccino

Latte crudo Jesi 04/12/2003 k-40 49,28 n.a.

Miele (locale) Ancona 23/09/2003 Cs-137 < 0,83 n.a. Miele

Miele (locale) Ancona 23/09/2003 Cs-137 < 0,50 n.a.

Pesce Alici (adriatico) Ancona 17/09/2003 Cs-137 < 0,59 n.a.

Spezie Pepe nero Genga 25/02/2003 Cs-137 1,03 0,34

Carote biologiche (AP) Ancona 10/10/2003 Cs-137 < 0,30 n.a.

Bietola Ancona 21/03/2003 Cs-137 < 0,22 n.a.

Bietola (AP) Ancona 26/02/2003 Cs-137 < 0,17 n.a.

Bietola (locale) Loreto 24/02/2003 Cs-137 < 0,01 n.a.

Bietola (FO) Ancona 23/04/2003 Cs-137 < 0,21 n.a.

Bietola (locale) Castelfidardo 24/04/2003 Cs-137 < 0,19 n.a.

Ceci Agugliano 29/04/2003 Cs-137 < 0,04 n.a.

Vegetali

Cicoria (locale) Ancona 22/01/2003 Cs-137 < 0,13 n.a.

Radiazioni ionizzanti e non ionizzanti 240 di 380

Categoria Prodotto Localit Data Radionuclide AC

(Bq/Kg o Bq/l)

UAc (Bq/Kg o Bq/l)

Fagioli (Cina) Fabriano 17/06/2003 Cs-137 < 0,42 n.a.

Fagioli (FO) Numana 29/01/2003 Cs-137 < 0,18 n.a.

Fagioli (PG) Castelfidardo 25/02/2003 Cs-137 < 0,05 n.a.

Fagioli (Argentina) Fabriano 30/04/2003 Cs-137 < 0,23 n.a.

Finocchi (locali) Camerano 12/04/2003 Cs-137 < 0,09 n.a.

Insalata Agugliano 01/03/2003 Cs-137 < 0,01 n.a.

Insalata (locale) Chiaravalle 16/01/2003 Cs-137 < 0,19 n.a.

Insalata Jesi 19/11/2003 Cs-137 < 0,05 n.a.

Insalata (locale) Ripe 12/05/2003 Cs-137 < 0,14 n.a.

Insalata Ancona 17/10/2003 Cs-137 < 0,46 n.a.

Insalata (locale) Loreto 25/02/2003 Cs-137 < 0,17 n.a.

Insalata (locale) Ancona 08/04/2003 Cs-137 < 0,08 n.a.

Insalata Ancona 21/03/2003 Cs-137 < 0,11 n.a.

Insalata (BO) Ancona 14/11/2003 Cs-137 < 0,66 n.a.

Lenticchie (Canada) Fabriano 23/01/2003 Cs-137 < 0,16 n.a.

Lenticchie (FO) Numana 29/01/2003 Cs-137 < 0,13 n.a.

Lenticchie Falconara M.ma 04/04/2003 Cs-137 < 0,15 n.a.

Origano foglie Ancona 19/03/2003 Cs-137 < 1,20 n.a.

Papavero semi Osimo 19/03/2003 Cs-137 < 0,31 n.a.

Piselli (locali) Chiaravalle 22/05/2003 Cs-137 < 0,11 n.a.

Pomodori Loreto 24/02/2003 Cs-137 < 0,01 n.a.

Pomodori Jesi 20/06/2003 Cs-137 < 0,24 n.a.

Pomodori Ancona 16/05/2003 Cs-137 < 0,18 n.a.

Pomodori (LT) Fabriano 03/09/2003 Cs-137 < 0,32 n.a.

Pomodori (Sicilia) Falconara M.ma 20/11/2003 Cs-137 < 0,63 n.a.

Verza (locale) Falconara M.ma 15/01/2003 Cs-137 < 0,16 n.a.

Zucchine Ancona 20/03/2003 Cs-137 < 0,50 n.a.

Tabella 143 - Analisi eseguite su campioni alimentari, fonte:ARPAM

Per tutti i campioni alimentari prelevati dalle Aziende Sanitarie Locali, possibile vedere come i livelli d concentrazione di attivit relativi al Cs-137 siano sempre inferiori alle M.A.R., tranne per un campione di pepe nero prelevato a Genga, il cui valore appena superiore alla M.A.R. e risulta pari a 1,03 Bq/kg, quindi ben al di sotto del limite di 600 Bq/Kg.

10.4.4. Acqua potabile

Nel corso dell'anno 2003 sono stati prelevati dal Servizio igiene degli Alimenti e della Nutrizione dell'Azienda U.S.L n. 7 di Ancona 65 campioni di acqua potabile. In Tabella 144 viene riportato lelenco dei campioni di acqua potabile analizzati, indicando la localit, la data di campionamento, il radionuclide e il valore di concentrazione di attivit AC. Essi sono stati sottoposti dal ARPAM a controllo della radioattivit di origine artificiale, mediante analisi di spettrometria gamma, senza

Radiazioni ionizzanti e non ionizzanti 241 di 380

effettuare alcun pretrattamento sui campioni. I livelli di concentrazione di attivit di Cs-137 rilevati sono tutti inferiori alle Minime Attivit Rilevabili (MAR.) e variano tra 0,004 Bq/l e 1,04 Bq/l. Essi dipendono, come gi detto in precedenza, dalla quantit di campione analizzato e dal tipo di rivelatore utilizzato, a parit di tempo di conteggio utilizzato. Tali livelli risultano inferiori al valore di 11 Bq/l che rappresenta il livello derivato di concentrazione di attivit per ingestione, riferito al radionuclide Cs-137 per la classe d'et maggiore di 17 anni. Tale dato stato tratto da una pubblicazione dell'Istituto Superiore di Sanit che, su incarico della Commissione dell'Unione Europea, ha calcolato i livelli di riferimento derivati di concentrazione di attivit per ingestione di acqua potabile, relativi ai vari radionuclidi e alle diverse classi d'et, utilizzando il valore di dose totale indicativa di 0,10 mSv16/anno (definito dalla Direttiva Europea 98/83/CE), i coefficienti di dose della Direttiva Euratom 96/29 ed opportune ipotesi sui consumi annuali17.

Localit Data Rn Ac (Bq/l) Numana via Azalee 07/05/2003 Cs-137 < 0,30

Loreto via Carpine 08/05/2003 Cs-137 < 0,34

Osimo Aspio 12/05/2003 Cs-137 < 0,32

Castelfidardo P.zz S. Pellico 27/05/2003 Cs-137 < 0,32

Osimo Stazione 27/05/2003 Cs-137 < 0,30

Loreto Stazione 28/05/2003 Cs-137 < 0,32

Castelfidardo via Brancondi 04/06/2003 Cs-137 < 0,28

Osimo Passatempo 04/06/2003 Cs-137 < 0,39

Falconara Guastaglia 18/06/2003 Cs-137 < 0,27

Massignano 18/06/2003 Cs-137 < 0,30

Loreto via Carpine 19/06/2003 Cs-137 < 0,27

Castelfidardo via G. Da Fabriano 24/06/2003 Cs-137 < 0,33

Osimo Passatempo 24/06/2003 Cs-137 < 0,33

Loreto via Altotting 25/06/2003 Cs-137 < 0,34

Massignano Ancona 04/07/2003 Cs-137 < 0,32

Castelfidardo P.zz S. Pellico 09/07/2003 Cs-137 < 0,30

Osimo Passatempo 09/07/2003 Cs-137 < 0,29

Falconara Guastaglia 10/07/2003 Cs-137 < 0,29

Loreto via Rosario 10/07/2003 Cs-137 < 0,33

Loreto via Altotting 23/07/2003 Cs-137 < 0,51

Castelfidardo Sede CIGAD 24/07/2003 Cs-137 < 0,71

Osimo Aspio 24/07/2003 Cs-137 < 0,63

Osimo Centro 04/08/2003 Cs-137 < 0,56

Numana via Milano 05/08/2003 Cs-137 < 0,71

Loreto via Montorso 06/08/2003 Cs-137 < 0,52

Falconara Guastaglia 22/08/2003 Cs-137 < 0,76

Massignano Ancona 22/08/2003 Cs-137 < 0,54

Falconara Guastaglia 29/08/2003 Cs-137 < 0,55

Massignano Ancona 29/08/2003 Cs-137 < 0,41

16 Sievert: unit di misura dell'equivalente di dose e dell'equivalente di dose efficace; 1 Sv = 1 J.kg-1. 17 Vedi S. Risica, S. Grande, Council Directive 98/83/EC on the quality of water intended for human consumption: calculation of derived acitivity concentrations, Rapporti ISTISAN 00/16, Roma, 2000

Radiazioni ionizzanti e non ionizzanti 242 di 380

Localit Data Rn Ac (Bq/l) Osimo Aspio 01/09/2003 Cs-137 < 0,80

Numana via Azalee 09/09/2003 Cs-137 < 0,71

Loreto via Altotting 11/09/2003 Cs-137 < 0,15

Massignano Ancona 18/09/2003 Cs-137 < 0,45

Loreto via Asdrubali 25/09/2003 Cs-137 < 0,89

Falconara Guastaglia 26/09/2003 Cs-137 < 0,82

Massignano Ancona 26/09/2003 Cs-137 < 0,73

Castelfidardo Sede CIGAD 30/09/2003 Cs-137 < 1,04

Osimo Passatempo 30/09/2003 Cs-137 < 0,37

Massignano Ancona 17/10/2003 Cs-137 < 0,30

Osimo Aspio 20/10/2003 Cs-137 < 0,88

Falconara Guastaglia 23/10/2003 Cs-137 < 0,35

Loreto via Rosario 23/10/2003 Cs-137 < 0,90

Massignano Ancona 23/10/2003 Cs-137 < 0,92

Castelfidardo via Battisti 28/10/2003 Cs-137 < 0,15

Loreto via Asdrubali 06/11/2003 Cs-137 < 0,88

Massignano Ancona 06/11/2003 Cs-137 < 0,20

Sirolo via Giulietti 11/11/2003 Cs-137 < 0,83

Osimo Centro 13/11/2003 Cs-137 < 0,32

Massignano Ancona 17/11/2003 Cs-137 < 0,35

Falconara Guastaglia 20/11/2003 Cs-137 < 0,30

Castelfidardo Sede CIGAD 24/11/2003 Cs-137 < 0,36

Massignano Ancona 24/11/2003 Cs-137 < 0,16

Osimo Padaglione 24/11/2003 Cs-137 < 0,31

Falconara Guastaglia 25/11/2003 Cs-137 < 0,28

Loreto via Rosario 26/11/2003 Cs-137 < 0,35

Osimo Aspio 01/12/2003 Cs-137 < 0,36

Sirolo via Giulietti 02/12/2003 Cs-137 < 0,31

Loreto Stazione 03/12/2003 Cs-137 < 0,42

Massignano Ancona 04/12/2003 Cs-137 < 0,20

Massignano Ancona 12/12/2003 Cs-137 < 0,22

Castelfidardo via G. Da Fabriano 15/12/2003 Cs-137 < 0,09

Osimo Passatempo 15/12/2003 Cs-137 < 0,02

Loreto via Altotting 17/12/2003 Cs-137 < 0,011

Massignano Ancona 17/12/2003 Cs-137 < 0,008

Falconara Guastaglia 18/12/2003 Cs-137 < 0,004

Tabella 144 - Analisi eseguite su campioni di acqua potabile, fonte:ARPAM

10.4.5. Radon

Per quanto riguarda il gas radon, la normativa attualmente vigente in Italia prevede la misura della concentrazione in aria solo per i luoghi di lavoro. Tale normativa fissa anche un livello di azione pari a 500 Bq/m3, come valore medio di esposizione annuale per i luoghi di lavoro sotterranei ed in zone ad alto rischio radon, che devono essere individuate dalle Regioni (entro il 31/08/2005), secondo quanto previsto dall'art. 10-sexies del D. Lgs. n. 230/1995 e s.m.i.

Radiazioni ionizzanti e non ionizzanti 243 di 380

A differenza di quanto avviene in altri Paesi, in Italia non esiste n una normativa riguardante l'esposizione al radon nelle abitazioni n una normativa specifica sulla radioattivit naturale applicabile ai materiali da costruzione. Esiste per sin dal 1990 la raccomandazione europea 90/143/Euratom concernente la tutela della popolazione contro l'esposizione al radon negli ambienti chiusi. Tale raccomandazione fissa: 1) per gli edifici esistenti un livello di azione di 20 mSv/anno, considerati equivalenti a 400 Bq/m3 di concentrazione media annua di gas radon; 2) per gli edifici da costruire un livello di progettazione (cio un valore da non superare) di 10 mSv/anno, considerati equivalenti a 200 Bq/m3 di concentrazione media annua di gas radon. Nelle Marche la concentrazione media regionale di gas radon, ottenuta nell'indagine effettuata nel corso degli anni 1991-1993 dal CRR, in collaborazione con l'ANPA (oggi APAT) e l'Istituto Superiore di Sanit (ISS), risultata pari a 29 2 Bq/m3. Tale livello risulta essere fra quelli pi bassi rilevati nelle varie regioni d'Italia. La media nazionale infatti pari a 70 1 Bq/m3. Tale indagine stata effettuata su un campione di 239 abitazioni, dislocate in 12 comuni della Regione. Il 90% delle abitazioni prese in esame ha presentato livelli inferiori a 50 Bq/m inoltre non si evidenziata alcuna situazione di superamento del valore di riferimento di 400 Bq/m3, suggerito dalla Raccomandazione 90/143/EURATOM della Commissione Europea, per gli edifici esistenti.

10.4.6. Impianti radiotelevisivi

In Tabella 145 si riporta il numero di siti sede di impianti radiotelevisivi (RTV), il numero di impianti stessi (in quanto pu capitare che uno stesso sito ne ospiti diversi), il numero di impianti normalizzato rispetto alla superficie e alla popolazione, la potenza totale installata e la potenza media per impianto. Vengono riportati i valori relativi alla Provincia di Ancona riferiti allanno 2003, confrontati con i valori relativi alla Regione Marche e allItalia riferiti per allanno 2002. Questo confronto risulta accettabile in quanto il numero di impianti e la potenza complessiva installata dovrebbero risultare abbastanza stabili da un anno allaltro. I valori relativi al territorio italiano e della regione marche sono stati ricavati dallAnnuario dei Dati Ambientali 2003 edito da APAT, mentre i dati relativi alla Provincia di Ancona sono stati forniti da ARPA Marche, a cui la Legge Regionale 25/01 ha conferito le funzioni di controllo dei livelli di esposizione ai campi elettromagnetici prodotti dagli impianti di radio-telecomunicazione e di mantenimento del Catasto regionale degli impianti irradianti campi elettrici magnetici ed elettromagnetici (vedi articoli 10 e 6 della 13 L.R. 13 novembre 2001 n. 25). La situazione italiana deriva in realt da una media basata sui dati di tutte le regioni per le quali sono disponibili (Piemonte, Valle dAosta, Lombardia, Trentino Alto Adige, Friuli, Veneto, Emilia-Romagna, Umbria, Marche, Abruzzo, Molise, Puglia e Basilicata), in maniera tale da poterli confrontare con quelli della Provincia di Ancona.

Territorio Anno N. siti

impianti N.

impianti N. impianti per unit di

superficie (n./km2) N. impianti/10.000

ab. P tot (kW)

Provincia di Ancona 2003 114 248 0,13 5,53 251

Marche 2002 308 1.334 0,14 9,10 553

Radiazioni ionizzanti e non ionizzanti 244 di 380

Territorio Anno N. siti

impianti N.

impianti N. impianti per unit di

superficie (n./km2) N. impianti/10.000

ab. P tot (kW)

Italia 18 2002 5.687 21.994 0,10 5,64 11.738

Tabella 145 - Impianti RTV, fonte: ARPAM e APAT

Come si vede anche da Figura 64, la densit degli impianti in Provincia di Ancona (0,13 impianti per km2) risulta analoga al valore regionale (0,14 impianti per km2) e di poco superiore a quello nazionale (0,10 impianti per km2). Per quanto riguarda il numero di impianti rispetto alla popolazione, si vede come il valore relativo alla provincia di Ancona (5,53 impianti ogni 10.000 ab.) sia poco pi basso di quello nazionale (9,10 impianti ogni 10.000 ab.) e minore di quasi il 40% rispetto al corrispettivo valore regionale (5,64 impianti ogni 10.000 ab.). Bisogna notare per come la categoria impianti radio-televisivi comprenda antenne di tipologie e potenze irradiate molto diverse le une dalle altre (cos come spiegato nel paragrafo 10.2.1) e che quindi una calcolo della densit o del numero di antenne in funzione della popolazione non sia da solo sufficiente per valutare un fenomeno complesso come quello dellesposizione ai campi elettro-magnetici. E utile quindi conoscere la reale situazione dei superamenti dei limiti di legge nelle zone circostanti ai singoli siti sede di installazioni radio-televisive.

0,00

0,02

0,04

0,06

0,08

0,10

0,12

0,14

n./k

mq

Provincia diAncona

Marche Italia

Densit impianti RTV

0,001,002,003,004,005,006,007,008,009,00

10,00

n./1

0.00

0 ab

.

Provincia diAncona

Marche Italia

Num. di impianti RTV ogni 10.000 ab.

Figura 64 - Densit impianti RTV Figura 65 - Impianti RTV ogni 10.000 ab.

In Tabella 146 si riportano il numero di pareri preventivi e delle attivit di controllo su impianti RTV effettuati da ARPAM per lanno 2003 nellambito delle funzioni che le sono state conferite dalla normativa regionale. I pareri preventivi riguardano la modifica o linstallazione di nuovi impianti. Le attivit di controllo sono suddivise in: verifiche strumentali, cio utilizzando strumenti di misura direttamente presso i siti di installazione degli impianti; calcoli teorici, cio utilizzando modelli di calcolo in grado di valutare lintensit dei campi elettro-magnetici nello spazio circostante le sorgenti. Tipo di attivit Numero

18 I valori n. di siti, n. di impianti e P tot. non sono riferiti a tutto il territorio nazionale, ma risultano da una somma dei valori relativi a quelle regioni (vedi Annuario dei Dati Ambientali 2003 edito da APAT) per cui erano disponibili alla stesura di questo documento.

Radiazioni ionizzanti e non ionizzanti 245 di 380

Pareri preventivi 2

Interventi di controllo (con verifiche strumentali) 26

Interventi di controllo (con calcoli teorici) 72

Tabella 146 - Attivit di controllo su emittenti radio-televisive, Fonte: ARPAM

In seguito alle attivit di controllo sono state verificate delle situazioni di superamento dei limiti di esposizione, la cui situazione aggiornata allanno 2003 viene riportata in Tabella 147. Vengono riportate: il nome della localit in cui vi il sito sede di installazioni di tipo RTV presso cui stato verificato il superamento dei limiti di legge; il tipo di superamento, in quanto il DPCM 08/07/2003 prevede diversi limiti di esposizione in funzione della frequenza del campo elettro-magnetico ma anche della presenza o meno di edifici con permanenze prolungate di umani nelle vicinanze (vedi paragrafo 0). Sito Tipo di superamento Stato del risanamento

Ancona - Localit Massignano 6 V/m programmato

Ancona - Localit Massignano 20 V/m programmato

Ancona - Localit Montagnolo 6 V/m programmato

Ancona - Localit Montagnolo 20 V/m programmato

Ancona - via Panoramica 6 V/m programmato

Senigallia - Localit Scapezzano 6 V/m concluso nellanno 2003 con la delocalizzazione delle emittenti in due nuovi siti: Monte Solazzi e via delle Cone

Tabella 147 - Situazione superamenti limiti di emissione delle emittenti RTV, Fonte: ARPAM

Dalla tabella si evince come si siano situazioni di superamento in quattro siti diversi: Ancona - Localit Massignano Ancona - Localit Montagnolo Ancona - via Panoramica Senigallia - Localit Scapezzano In tutti e quattro stato superato il limite di attenzione di 6 V/m (inteso come valore efficace del campo elettrico) da considerarsi allinterno, su balconi, su terrazzi e in cortili di edifici adibiti a permanenze di persone per pi di quattro ore giornaliere. Per i siti in localit Massignano e Montagnolo stato rilevato anche il superamento del limite di esposizione di 20 V/m (inteso come valore efficace del campo elettrico) relativo ai campi con frequenze comprese fra i 3 MHz e i 3 GHz. Per i siti nei pressi di Ancona il risanamento stato programmato, mentre per il sito in localit Scapezzano nei pressi di Senigallia stato gi concluso con la delocalizzazione delle emittenti in due nuovi siti presso il Monte Solazzi e in via delle Cone.

10.4.7. Stazioni radio base

In Tabella 148 si riporta il numero di siti sede di Stazioni Radio Base (SRB), il numero di impianti stessi (in quanto pu capitare che uno stesso sito ne ospiti diversi), il numero di impianti normalizzato rispetto alla

Radiazioni ionizzanti e non ionizzanti 246 di 380

superficie e alla popolazione e la potenza totale installata. Vengono riportati i valori relativi alla Provincia di Ancona riferiti allanno 2003, confrontati con i valori relativi allItalia riferiti per allanno 2002. La situazione italiana deriva in realt da una media basata sui dati di tutte le regioni per le quali sono disponibili (Piemonte, Valle dAosta, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Umbria, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Sardegna), in maniera tale da poterli confrontare con quelli della Provincia di Ancona.

Territorio Anno N siti impianti

N. impianti

N. impianti per unit di superficie (n./km2)

N. impianti/10.000 ab.

P tot (kW)

Provincia di Ancona

2003 153 178 0,09 3,97 21

Italia 2002 21.723 18.491 0,10 5,11 2.153

Tabella 148 - Impianti SRB, fonte: ARPAM e APAT

Come si pu vedere in Figura 66 il numero di impianti sul territorio della provincia di Ancona pi basso (0,09 impianti per km2) rispetto alla media italiana (0,10 impianti per km2). Per quanto riguarda il numero di impianti rispetto alla popolazione totale si pu vedere come il valore riferito alla Provincia di Ancona sia minore (3,97 impianti ogni 10.000 ab.) rispetto a quello Italiano (5,11 impianti ogni 10.000 ab.).

0,00

0,02

0,04

0,06

0,08

0,10

0,12

Provincia di Ancona Italia

D ensit imp iant i SR B

Figura 66 - Densit impianti SRB

0,00

1,00

2,00

3,00

4,00

5,00

6,00

N./k

mq.

Provincia di Ancona Italia

Num. di impianti SRB ogni 10.000 ab.

Figura 67 - Impianti SRB ogni 10.000 ab.

E interessante notare come la potenza media degli impianti SRB in provincia di Ancona e in Italia risulti analoga (vedi Figura 68) e poco elevata. Come gi spiegato nel paragrafo 10.2.1 gli impianti di questo tipo non presentano grosse differenze gli uni dagli altri nelle caratteristiche del campo elettro-magnetico generato e sono generalmente caratterizzati da potenze che non superano i 200 W.

Radiazioni ionizzanti e non ionizzanti 247 di 380

0

20

40

60

80

100

120

Provincia di Ancona Italia

Potenza media impiant i SRB

Figura 68 - Potenza media impianti SRB

Inoltre si pu calcolare come la potenza totale degli impianti SRB (circa 21 kW) installati nella provincia di Ancona sia minore di quasi 12 volte rispetto a quella degli impianti RTV (circa 251 kW). I pareri preventivi e gli interventi di controllo effettuati da ARPAM nellanno 2003 sugli impianti SRB in Provincia di Ancona sono riassunti in Tabella 149. Nessuna delle attivit di controllo ha evidenziato un superamento dei limiti di legge. Tipo di attivit Numero

Pareri preventivi 98

Interventi di controllo (con verifiche strumentali) 46

Interventi di controllo (con calcoli teorici) 27

Tabella 149 - Pareri preventivi e interventi di controllo su impianti SRB, Fonte: ARPAM

10.4.8. Impianti per la trasmissione e distribuzione dellenergia elettrica

Lemissione di onde elettro-magnetiche a bassa frequenza principalmente dovuta al sistema di produzione, distribuzione e utilizzo dellenergia elettrica. Lintensit del campo magnetico proporzionale alla corrente elettrica passante nei conduttori, mentre lintensit del campo elettrico proporzionale alla tensione di esercizio. Per quanto riguarda la rete di trasporto e distribuzione, lentit del campo elettro-magnetico generato generalmente proporzionale alla tensione della linea. In Tabella 150 si riportano i km di terna19 relativi alle linee per il trasporto di corrente elettrica a 220 kV e 380 kV in provincia di Ancona, nelle Marche e in Italia. Vengono riportate anche le lunghezze normalizzate rispetto alla superficie territoriale.

Lunghezza (km) 220 kV Lunghezza (km) 380 kV

Lunghezza/Superficie (km/100 km2) 220 kV

Lunghezza/Superficie (km/100 km2) 380 kV

Ancona 15 68 0,8 3,5 Marche 99 220 1,0 2,3 Italia 11.705 9.891 3,9 3,3 19 Terna: termine usato con riferimento alle linee elettriche che trasportano energia con tre diversi conduttori o fasci di conduttori.

Radiazioni ionizzanti e non ionizzanti 248 di 380

Tabella 150 - Linee elettriche (terne) ad altissima tensione, Fonte: GRTN

Come si pu vedere anche dalla Figura 69 la densit di linee elettriche a 220 kV (0,8 km ogni 100 km2 di territorio) in Provincia di Ancona risulta minore del corrispettivo valore regionale (1 km ogni 100 km2 di territorio) e nazionale (3,9 km ogni 100 km2 di territorio). Per quanto riguarda le linee elettriche con tensione di 380 kV si vede invece come per la provincia di Ancona vi sia un valore (3,5 km ogni 100 km2 di territorio) di poco superiore (circa il 6%) a quello nazionale (3,3 km ogni 100 km2 di territorio) e superiore anche al corrispettivo regionale (2,3 km ogni 100 km2 di territorio).

0,0

0,5

1,0

1,5

2,0

2,5

3,0

3,5

4,0

km/(1

00 k

m2)

Ancona Marche Italia

Densit linee elettriche 220 kV

Figura 69 - Densit linee elettriche 220 kV, Fonte: GRTN S.p.a.

0,0

0,5

1,0

1,5

2,0

2,5

3,0

3,5

km/(1

00 k

m2)

Ancona Marche Italia

Densit linee elettriche 380 kV

Figura 70 - Densit linee elettriche 380 kV, Fonte: GRTN S.p.a.

I pareri preventivi e gli interventi di controllo effettuati da ARPAM nellanno 2003 sugli elettrodotti in Provincia di Ancona sono riassunti in Tabella 151. Nessuna delle attivit di controllo ha evidenziato un superamento dei limiti di legge. Tipo di attivit Numero

Pareri preventivi 3

Interventi di controllo 24

Tabella 151 - Pareri preventivi e interventi di controllo su elettrodotti, Fonte: ARPAM

10.5. Scheda di sintesi degli indicatori

Indicatore Tipo Disponibilit

dei dati Fonte

dei dati Stato Tendenza Paragrafo

Radioattivit - particolato atmosferico

P D ARPAM - 10.4.2

Radioattivit - alimenti P D ARPAM 10.4.3

Radiazioni ionizzanti e non ionizzanti 249 di 380

Indicatore Tipo Disponibilit

dei dati Fonte

dei dati Stato Tendenza Paragrafo

Radioattivit - acqua potabile

P D ARPAM 10.4.4

Radioattivit - Radon P I (Dati disponibili

riferiti agli anni 1991-93)

ARPAM - 10.4.5

Impianti RTV (Numero, Numero di siti in cui sono installati, Potenza , n. impianti/km2, n. impianti/1000 ab.

D D ARPAM Errore. L'origine riferimento non stata trovata.

Superamento dei limiti di legge per i campi elettro-magnetici generati da impianti RTV

P D ARPAM Errore. L'origine riferimento non stata trovata.

Attivit di controllo su impianti radio-televisive

R D ARPAM - Errore. L'origine riferimento non stata trovata.

Impianti SRB (Numero, Numero di siti in cui sono installati, Potenza , n. impianti/km2, n. impianti/1000 ab.

D D ARPAM - 10.4.7

Superamento dei limiti di legge per i campi elettro-magnetici generati da impianti SRB

P D ARPAM - 10.4.7

Attivit di controllo su impianti SRB

R D ARPAM - 10.4.7

Linee elettriche (sviluppo in km, in valore assoluto e i rapporto alla superficie)

D D GRTN S.p.A.

- 10.4.8

Superamento dei limiti di legge per i campi elettro-magnetici generati da linee elettriche

P D ARPAM - 10.4.8

Attivit di controllo su sorgenti di campi elettromagnetici a bassa frequenza

R D ARPAM - 10.4.8

Tabella 152 - Sintesi degli indicatori - tematica "Radiazioni ionizzanti e non ionizzanti"

Radiazioni ionizzanti e non ionizzanti 250 di 380

Disponibilit dei dati

Stato degli aspetti ambientali

Tendenza degli aspetti

ambientali D Indicatori

disponibili e di buona qualit

Positivo Trend in miglioramento nel tempo

ND Indicatori non disponibili

Intermedio Trend stabile

I Dati insufficienti per una valutazione compiuta

Negativo Trend in peggioramento nel tempo

- Incerto/sconosciuto - Non applicabile/disponibile

Tabella 153- Legenda

Indicatore aggiunto, mancante o modificato Motivazioni

Aggiunto Radioattivit - Particolato atmosferico -

Aggiunto Radioattivit - Alimenti -

Aggiunto Radioattivit - Acqua potabile -

Aggiunto Radioattivit - Radon -

Modificato Linee elettriche Riportate le lunghezze delle sole linee elettriche a 380 kV e 220 kV per mancanza di dati omogenei e completi delle linee a voltaggio minore.

Tabella 154 - Variazione agli indicatori rispetto a quelli approvati dal forum