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Page 1: TRE MENU DELLA SALUTE - La Difesa del Popolo 25 luglio 2010

LA DIFESA DEL POPOLO PAESI & CITTÀ 25 LUGLIO 2010 41GASTRONOMIA

GRAND HOTEL TERME - MONTEGROTTO

! Fra i molti piaceri che re-stano a ricordare una vacan-za ben riuscita, ai primi postic’è sicuramente la soddisfa-zione del palato, anche percoloro che, pur con le dovuteattenzioni alla linea, non san-no rinunciare ai veniali pec-cati di gola che vengono favo-riti giocoforza dal senso di li-bertà che le ferie portano ap-presso. Bene lo sanno alGrand hotel Terme, albergocinque stelle di Montegrottoche ha deciso di fare dell’of-ferta gastronomica uno deisuoi molti punti di forza. Of-ferta valorizzata, proprio inqueste ultime settimane, dalla collaborazionecon un professionista del calibro dello stellatochef Pier Angelo Barontini, tra i più apprezzaticonsulenti del gusto a livello nazionale. Un cuo-co di grande notorietà che, partendo dal “Dimmicosa mangi e ti dirò chi sei”, celebre frase del ga-stronomo e pensatore francese Jean AnthelmeBrillat-Savarin, ha elaborato per l’hotel della fa-miglia Legnaro una brillante strategia che ben siaddice all’ospitalità dei tempi d’oggi e alla clien-tela sempre più preparata e attenta a cosa vieneservito nei piatti, oltre che ai confort e i servizitradizionalmente proposti dai grandi hotel delleterme euganee. Ecco spiegate le chiavi di lettura fornite da Ba-rontini per il menu del Grand hotel Terme: ilmenu benessere o, come va di moda, wellness; ilgourmet, ovvero un piccolo e selezionato menudel meglio della brigata dello chef dell’albergo,Gregorio Scicchitano; un menu a chilometri ze-

ro. Vale a dire un trionfo di specialità locali pre-parate con prodotti di stagione e del territorioche sono quanto di più salutare può essere abbi-nato alle “coccole” termali. In questo modo,spiega Pier Angelo Barontini, il cliente può deci-dere ogni giorno se è meglio scoprire le specia-lità culinarie regionali piuttosto che le propostegastronomiche più interessanti e personali dellochef o le pietanze elaborate dallo staff medicodell’hotel per ritrovare la forma, sempre però sa-crifici per il gusto e il piacere di sedere a tavola.Altra particolarità golosamente invitante, la di-versa ambientazione dei due ristoranti interni alGrand hotel Terme: di giorno, con servizio a buf-fet, nel luminoso ristorante a bordo piscina con icuochi che preparano squisite pietanze in diret-ta di fronte al cliente; di sera, nell’elegante risto-rante panoramico all’ultimo piano dell’hotel, conimpagabile vista sui colli Euganei. È così che se-condo Barontini e la famiglia Legnaro, che ne ha

sposato la filosofia, la deliziadella buona tavola si sposacon il relax termale e il piace-re di risiedere in una dellepiù grandi e rinomate stazio-ni termali d’Europa. Stazioneche, proprio perché così vici-na, è spesso ignorata proprioda molti che invece potrebbe-ro approfittarne facendo soloqualche chilometro da casa.Senza dovere sobbarcarsi mi-gliaia di chilometri per rige-nerare spirito e fisico e, aconti fatti, spendendo forse dipiù di quel che viene propo-ste dal cinque stelle di Monte-grotto. Giusto per fare un

esempio, l’hotel offre il soggiorno “Revital &Thermae”, a partire da 339 euro per persona,comprensivo di due notti in camera doppia, contrattamento pensione completa, fango estetico erigenerante agli oli essenziali, efficace peelingcorpo dall’effetto purificante e drenante fattocon fango naturale termale miscelato agli oli es-senziali, a cui segue un bagno termale, massag-gio agli oli essenziali, massaggio rilassante e varialtri trattamenti estetico-salutistici. Il tutto a duepassi da casa con le cinque stelle più una: quelladella cucina ideata da Barontini. Riservata, maforse ancora per poco, da vecchi regolamentiche molti albergatori vorrebbero cambiare, ai so-li clienti dell’hotel che possono gustarla congrande soddisfazione in abbinata a una seppurbreve e rilassante vacanza.Info: Grand hotel Terme di Montegrotto,049.8911444, www.grandhotelterme.it

pagina a cura di Mario Stramazzo

I tre menu della saluteLa filosofia del gusto di Pier Angelo Barontini

! Sono la malga Porta Manazzo di Asiagoe la malga Pusterle di Roana i due alpeggivincitori della quarta edizione del concor-so “Miglior formaggio asiago d’allevo vec-chio e stravecchio prodotto in malga”, or-ganizzato dal Consorzio tutela formaggioAsiago in collaborazione con la comunitàmontana Spettabile reggenza dei SetteComuni di Asiago. In particolare, la com-missione di esperti degustatori, compostada rappresentanti dell’Onaf, di Venetoagricoltura e Slow food, ha assegnato lapalma di migliori casari di montagna ri-spettivamente ad Antonio Rodeghiero perla categoria vecchio e a Sergio Basso perlo stravecchio nei giorni scorsi nella saladella Comunità Montana di Asiago. Il concorso che premia l’eccellenza dellaproduzione di formaggio Asiago d’allevo dimalga, quest’anno ha visto la partecipa-zione di sei alpeggi soci del consorzio ditutela: malga Secondo lotto Marcesina(Enego, azienda agricola Tognon); malgaprimo lotto Valmaron (Enego, aziendaDalla Palma); malga Verde (Conco, azien-da Cortese); malga Pusterle (Roana,azienda Basso); malga Larici (Lusiana,azienda Frigo) e malga Porta Manazzo(Asiago, azienda Rodeghiero). «Abbiamo ritenuto di portare avanti que-

sta iniziativa – dichiara il presidente delConsorzio tutela formaggio asiago, Rober-to Gasparini – per rendere omaggio al ter-ritorio dove il formaggio Asiago è nato, neiconfronti del quale abbiamo un forte debi-to di riconoscenza. La nostra intenzione èdunque di valorizzare maggiormente laproduzione di montagna e quindi il lega-me tra il consorzio di tutela e l’Altopiano». Nel corso della cerimonia di premiazionisono intervenuti il sindaco di Asiago An-drea Gios, l’esperto Onaf (organizzazionenazionale degli assaggiatori di formaggi)Giancarlo Coghetto e lo storico GiancarloBortoli. Il formaggio prodotto dagli alpeggiaderenti al consorzio di tutela gode di ca-ratteristiche specifiche che ne assicuranola riconoscibilità: la marchiatura a fuococon la menzione aggiuntiva di “Prodottodella montagna”, la presenza sul piatto diogni forma di una speciale “pelure” di car-ta riso, recante la denominazione e il logodella dop, e infine, la scritta “Malga” se-guita dal nome dell’alpeggio di produzio-ne. Per la cronaca, l’asiago è la quarta specia-lità casearia dop italiana di latte di vacca ela produzione nel 2009 è stata di 235 milaquintali di formaggio, per un totale di unmilione e 800 mila forme.

! In occasione dell’annointernazionale della biodi-versità, il comune di Vene-zia organizza un ciclo dieventi tra cui spicca, dome-nica 1° agosto, un incontroalla tenuta Venissa, nell’iso-la di Mazzorbo su “Biodiver-sità a tavola: la vegetazionenelle sue applicazioni eno-gastronomiche”. Il programma, curatodall’assessorato all’ambientedi Venezia e realizzato incollaborazione con l’istitu-zione Parco della laguna diVento e Terre di Venezia,inizia alle 17 con una visitaguidata dall’ingegnere am-bientale Tiberio Scozzafavaall’interno della tenuta ri-portata all’antico splendoredalla famiglia di vignaioli Bi-sol di Valdobbiadene. Gian-luca Bisol, membro dellastorica famiglia trevigiana edirettore generale della Bi-sol, parlerà della culturadella vite a Venezia e in par-ticolare dell’opera di recu-pero della dorona, antico vi-tigno a bacca gialla che risa-le al 1400 di cui si eranoperse le tracce, effettuatoproprio a Mazzorbo. Alle 19degustazione di prodotti lo-cali tradizionali preparatidalla chef Paola Budel.

PREMIATI I MIGLIOR PRODUTTORI DI ASIAGO VECCHIO E STRAVECCHIO

Le stelle della malga

BIODIVERSITÀ A TAVOLA

Recuperataa Mazzorbol’anticadorona