N. 48 Augusta 2016.pdf · PDF file — 1 — Augusta 2016 Sommario IL SOSTEGNO AL...

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    Augusta 2016 Sommario

    IL SOSTEGNO AL VALLONE DI SAN GRATO DATO DA “LA CAROVANA DELLE ALPI” 2

    SANDRA BARBERI A volte ritornano. La ritrovata Madonna col Bambino della cappella del Praz 4

    ELISABETTA BRUGIAPAGLIA Il Vallone di San Grato ed il suo ruolo per la ricostruzione paleo ambientale con particolare riferimento all’occupazione umana. Importanza biologica e scientifica delle torbiere 9

    FRANCESCO SPINELLO l S.I.C. “Ambienti glaciali del gruppo del Monte Rosa” 20

    SILVIA DAL NEGRO, MARCO ANGSTER Francoprovenzale e walser nell’alta valle del Lys 22

    ANDREA ZENONI Lessico di Gaby: tra derivazione romanza e alemannica 27

    VITTORIA BUSSO LIXANDRISCH 25 mérze 1945, d’varbrantun ketschi im Tschachtelljer - Le case bruciate del Tschachtelljer 36

    IMELDA RONCO HANTSCH Im Léjunh – A Lion 39

    ELIDE SQUINDO Cappella della S.S. Vergine della Neve a Agren – Oagre 40

    MICHELE MUSSO La place publique d’Issime 42

    ROBERTO FANTONI Il nome della Rosa. Le origini medievali dell’antico nome del Monte Rosa 51

    LAURA e GIORGIO ALIPRANDI Sempre a proposito del nome del Monte Rosa 54

    IN MEMORIAM Giovanna Nicco 55

    IN MEMORIAM Maria Stévenin 56

    COMITATO DI REDAZIONE

    Direttore responsabile Domenico Albiero

    Coordinatore di redazione Michele Musso

    Membri Michele Musso Barbara Ronco Luigi Busso

    Foto di copertina Madonna in trono con Bambino di Issime, secolo XIII (legno scolpito e dipinto, altezza 70 cm.) (Studio fotografico Gonella, Torino)

    Foto della quarta di copertina Issime, Vallone di San Grato – villaggio di Benecade, 1910 circa. In primo piano i coniugi Jean Goyet (1852-1917) medico e Hortanse Christillin Pintsche (1864-1919). Sullo sfondo il villaggio di Écku e oltre la conca innevata di Roseritz. Fondo dr. Goyet (Ass. Augusta, dono di Floriana Linty).

    Altre foto: Roberto Cilenti, Rino Alessandrini, Michele Musso, Elisabetta Brugiapaglia,

    Sara Ronco, Imelda Ronco, collezione Guido Pession, Foto Archivio Guido Cavalli,

    Foto Archivio Guindani di Gressoney- Saint-Jean.

    Tutti i diritti sono riservati per ciò che concerne gli articoli e le foto.

    Rivista disponibile online: www.augustaissime.it

    ISSN 1120-1320

    Autorizzazione Tribunale di Aosta n° 18 del 22-05-2007

    AUGUSTA: Rivista annuale di storia, lingua e cultura alpina

    Proprietario ed editore: Associazione Augusta

    Amministrazione e Redazione: loc. Capoluogo, 2 - 11020 - Issime (Ao)

    Stampa: Tipografia Valdostana, C.so P. Lorenzo, 5 - 11100 Aosta

    N. 48

  • A U G U S T A

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    sia intensivi (campi e prati). Questo esempio di habitat diffuso, dove hanno coesistito delle popolazioni di origine differente su un territorio limitato, è unico in Valle d’Aosta.

    Inoltre il vallone, dal punto di vista naturalistico, comprende due importanti zone umide, che di recente, sempre ad opera dell’associazione Augusta, sono state studiate dalla prof.ssa Elisabetta Brugiapaglia dell’Università del Molise.

    Lo studio ha evidenziato che i sedimenti delle torbiere del Val- lone, a 2 m. e mezzo di profondità, sono datati al carbonio-14 al 9200 a.C. epoca in cui i ghiacci hanno iniziato ad abban- donare il Vallone ed è iniziata la colonizzazione arborea dello stesso. È assai difficile e raro trovare dei sedimenti così antichi ad altitudine elevata (1950m.s.l.m.) come nel caso del Vallone.

    Gli ambienti umidi ospitano delle specie vegetali altamente specializzate e quindi localizzate solo in particolari situazioni ecologiche. L’individuazione e la conservazione dei residui ambienti umi- di, quindi, si impone non solo per ragioni naturalistiche, ma anche perché essi vanno considerati come veri e propri archivi storici in progressivo naturale aggiornamento.

    Per questi motivi il sito è tutelato dal 1998 dal Piano Territo- riale Paesistico della Valle d’Aosta. Il progetto presentato nel 2009, che avrebbe irrimediabilmente deturpato il vallone, com- promettendone le testimonianze storico-architettoniche, era stato proposto dall’amministrazione comunale, come valoriz- zazione agricola e turistica. Una prospettiva condivisibile, ma che non richiedeva, per essere realizzata, la realizzazione del- le opere previste, che anzi avrebbero banalizzato il territorio, stravolgendone gli equilibri. Un collegamento stradale esiste, e consente di superare un forte dislivello e giungere all’imbocco del vallone. Su questo progetto, oltre ad organizzare iniziative pubbliche e marce di protesta nel vallone, cittadini ed associa- zioni presentarono osservazioni nell’ambito della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale. Nei primi mesi del 2010 il Comitato Tecnico per l’Ambiente espresse una valutazio- ne negativa sul progetto, che venne recepita il 23 aprile dal- la Giunta Regionale con la Delibera n.1127. Sembrava finita. Negli anni successivi l’Associazione Augusta ha continuato a sottoporre il vallone a studi scientifici e ad avanzare propo- ste per una valorizzazione sostenibile che offrisse a visitatori sensibili le bellezze che possiede. Poi, il 24 febbraio 2016, è arrivata l’approvazione del nuovo PRGC di Issime, che pre- vede, nell’ambito di una valorizzazione agricola del vallone

    La carovana delle Alpi ha quest’anno toccato il Vallone di San Grato e confermato l’impegno pluriennale di Legambiente a fianco dell’Asso-ciazione Augusta per la tutela di quel prezioso territorio. Pubblichiamo la motivazione dell’as- segnazione della Bandiera Nera di Legambiente al Comune di Issime e alla Giunta Regionale della Valle d’Aosta, per avere riproposto il progetto di valorizzazione del Vallone, già respin- to nel 2010.

    BANDIERA NERA

    A CHI : Comune di Issime e Giunta Regionale della Valle d’Aosta MOTIVAZIONE : per la riproposizione del progetto di va- lorizzazione e urbanizzazione del Vallone di San Grato, nel Comune di Issime, già bocciato nel 2010.

    A volte ritornano, purtroppo. Negli anni 2009-2010 Legam- biente si era schierata a fianco dell’Associazione Augusta (che studia e salvaguarda i luoghi e la cultura Walser, tipica di al- cuni comuni della vallata di Gressoney), per tutelare il vallone di San Grato, a monte dell’abitato di Issime, unico per le sue bellezze naturali e culturali, minacciato da un progetto di stra- da poderale, un acquedotto che avrebbe captato le sorgenti che alimentano le zone umide, una rete di distribuzione di energia elettrica e una centrale idroelettrica. La realizzazione di queste opere avrebbe irrimediabilmente intaccato il pregio paesaggi- stico, naturale e architettonico del vallone. Il sito è infatti ric- chissimo di testimonianze del modo di abitare e di svolgere l’attività agricola in montagna nel passato, edifici in legno ri- salenti al XV secolo, l’antico sistema viario di colonizzazione, gli antichi canali di irrigazione, gli opifici quali mulini e forge, la divisione medievale delle proprietà. Il Vallone di San Grato infatti nel suo stato attuale mostra i segni visibili della storia della sua colonizzazione. In effetti, si tratta di un vallone di cui una larga fetta del versante esposto a sud è stata nel medioe- vo divisa in lotti (particelle). I Walser, popolazione di origine e lingua germanica, si sono installati nel Vallone e vi hanno vissuto almeno a partire dal XIII secolo, utilizzando una parte di queste grandi particelle, dopo aver disboscato parte del ter- ritorio in differenti modi. Il paesaggio presenta, quindi, gli ele- menti di modifica del territorio che ricordano i molteplici modi di sfruttare la montagna a fini agricoli, sia estensivi (pascoli),

    Il sostegno al Vallone di San Grato dato da “La carovana delle Alpi”

  • A U G U S T A

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    turistica. Sappiamo bene che alcune delle ragioni addotte per difendere questa prospettiva (la necessità di portare acqua po- tabile ed energia elettrica nel vallone) si rivelano, a ben vedere, pretestuose. Da molti anni ormai gli alpeggi delle nostre mon- tagne si autoalimentano con mini impianti idroelettrici e che le fonti da utilizzare per il consumo umano non mancano, senza andare ad intaccare quelle che alimentano le zone umide! Sia- mo di fronte all’ennesimo tentativo di banalizzazione del ter- ritorio, e alla volontà degli amministratori locali e regionali di ignorare le valutazioni tecniche espresse nel 2010.

    Si deve sempre partire dal presupposto di valorizzare gli attrat- tori ambientali e culturali e non di penalizzarli. Il Vallone di San Grato, antico insediamento walser rimasto intatto e quindi ormai unico nel suo genere, è un potente attrattore. Compro- metterlo con una strada ed altro ancora è un autogol. Perderem- mo per sempre l’unicità di questo antico insediamento che ha saputo armonizzare antropizzazione e ambiente naturale.

    di San Grato, la realizzazione di una strada. Dalle successive dichiarazioni apparse sui media, abbiamo appreso che Comune e Regione concordano non soltanto sull’ipotesi di collegamen- to stradale, ma addirittura sull’idea di assumere come base di partenza il progetto complessivo di urbanizzazione bocciato nel 2010. Vale la pena ricordare le motivazioni addotte nella sopra citata Delibera per la bocciatura di quel progetto. - gli interventi proposti non sono coerenti con gli obiettivi previsti dal PTP; - alcuni degli stessi ricadono in ambiti inedificabili e non risultano accettabili ai fini della tutela dei siti naturalistici (zone umide) coinvolti; - la strada e le relative opere accessorie proposte risultano incompatibi