L'emergere della civiltà maya - · PDF file di lingua maya che occupano lo stesso...

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  • lità che i primi occupanti fossero i diretti progenitori della popolazione maya del Periodo classico. Una data di occupazione così antica rende più accettabile la nozione di civiltà preclassica, concedendo più tem- po per lo sviluppo sociale. Negli 8000 anni che precedettero l'emergere dell'alta cultu- ra classica, gli antenati dei maya ebbero tempo bastante per costruire ipitastri eco- nomici e tecnici della futura civiltà.

    Uno fra i più importanti di tali pilastri è l'agricoltura, un argomento su cui le re- centi scoperte hanno fatto molta luce. Un decennio fa si pensava che le prime comu- nità agricole sedentarie risalissero al 900 a.C. circa. Oggi si sa che la data reale si colloca fra il 2500 e il 1250 a.C. (2000 e 1000 A.C.). A C uello, nel Belize settentrio- nale, dove ho diretto una spedizione della National Geographic Society dal 1978 al

    1980, datazioni con radiocarbonio sugge- riscono che il primo insediamento agricolo stabile sia stato creato attorno al 2500 a.C. (2000 A.C.). Si veda in proposito l'ar- ticolo I primi maya di Norman Hammond in «Le Scienze» n. 108, agosto 1977. La cronologia di C uello, elaborata per mezzo del metodo della datazione con radiocar- bonia suscitato molte COntroversie, ma neppure i critici più prudenti collocano l'i-

    Queste nove teste di giada costituiscono offerte rituali portate alla luce in due siti maya. Le quattro teste nella fila superiore furono rinvenute dall'autore a Nohmul, nel Belize. Le quattro al centro e quella in basso furono trovate a 28 chilometri di distanza, a Cerros, da David A. Freidel, della Southern Methodist University. L'autore ritiene che le prime due file rappresentino una stessa serie di divinità: due ritratti del dio del Sole (le prime due teste a sinistra di entrambe le file), uno del dio del granoturco (la seconda da destra) e uno del dio del buio (a

    destra). Le due serie di teste furono intagliate fra il 100 a.C. e il 100 d.C., durante il tardo Periodo preclassico. La corrispondenza fra i ritrat- ti, provenienti da siti diversi, suggerisce che una cultura intellettuale comune si sia sviluppata molto tempo prima dell'inizio del Periodo clas- sico nel III secolo d.C.. data che in passato si pensava segnasse l'inizio della civiltà maya. La testa in basso potrebbe raffigurare la dualità della vita e della morte: la parte sinistra, profondamente intagliata, potrebbe essere un cranio, mentre la parte destra, il volto di una persona viva.

    L'emergere della civiltà maya Le scoperte dell'ultimo decennio hanno dimostrato che quello che un tempo si riteneva uno sviluppo improvviso e rapido, avvenuto nel III secolo d.C., fu in realtà un processo lento, iniziato ben prima del Periodo classico

    C

    ome sorge una grande civiltà? E- merge già matura in un singolo episodio di trasformazione cul-

    turale, o è la fioritura finale di un lungo processo che implica il paziente accumulo di molte innovazioni? Queste due possibi- lità sono gli estremi di uno spettro. Benché il punto di vista che gli studiosi hanno di una particolare cultura possa verosimil- mente subire di tanto in tanto piccoli cam- biamenti lungo questo spettro, pare impro- babile che la visione di una qualsiasi cul- tura possa passare da un estremo all'altro. Pure, ciò è proprio quanto è accaduto nel caso della civiltà maya. Maggior rilievo ha il fatto che questa trasformazione, che ha modificato radicalmente la nostra com- prensione delle origini della civiltà maya, abbia richiesto poco più di un decennio.

    È noto da molto tempo che i maya, che occupavano la penisola dello Yucatàn, as- sieme a parti del Belize, del Guatemala, del Salvador e dell'Honduras, svilupparono una delle più raffinate fra tutte le culture americane indigene. La società maya, al suo culmine nel Periodo classico (dal 300 circa al 900 d.C.), era altamente stratifi- cata, con un sovrano al vertice di sei o sette classi sociali chiaramente definite. Una cosmologia complessa situava in po- sti ben precisi gli dèi, le forze naturali e gli antenati. Un calendario molto elaborato forniva il sistema di riferimento per eventi rituali e storici. I rituali venivano praticati in centri cerimoniali che formavano il cuo- re di grandi città. Questa sovrastruttura culturale affondava le sue radici nella col- tivazione del granoturco; furono sviluppa- te tecniche per rendere coltivabili ripide pendici di colline e terreni paludosi.

    Fino a un decennio fa si pensava che la civiltà maya classica avesse avuto origine in modo brusco durante il III secolo d.C. Si riteneva che il periodo precedente, chia- mato Preclassico o Formativo, fosse stato un'epoca di umili società agricole di villag- gio. Dopo il 1975 molte scoperte e una valutazione radicalmente nuova di quanto già si conosceva hanno modificato sostan- zialmente il quadro accettato della cultura

    di Norman Hammond

    preclassica. Un'agricoltura intensiva, che aveva superato lo stadio del disboscamen- to per mezzo dell'ascia e del fuoco, si era sviluppata molto tempo prima di quanto si ritenesse. Immensi edifici datati come risa- lenti al Periodo preclassico implicano già una considerevole organizzazione sociale ed economica. Scavi recenti dimostrano che utensili standardizzati venivano pro- dotti in officine operanti su vasta scala e commerciati su gradi distanze. Pare addi- rittura che alcuni elementi della cultura in- tellettuale classica fossero diffusi già nel Periodo formativo. In conseguenza di que- ste scoperte, la cultura preclassica non ci appare più nella luce modesta di una sem- plice anticipazione. Al contrario, pare che essa sia stata (almeno al suo culmine) la prima fase della civiltà maya.

    U nadelle ragioni per le quali gli studiosi hanno potuto accettare l'idea di uno

    sviluppo sociale avanzato nel Periodo pre- classico è la scoperta che gli antenati dei maya occuparono il loro territorio molto tempo prima di quanto si sapesse fino a poco tempo fa. Nel 1975, la più antica data certa dell'occupazione si basava su una datazione con radiocarbonio corri- spondente a una data calendariale attorno al 900 a.C. (Per il periodo anteriore al 400 a.C. c'è una discrepanza fra datazioni con radiocarbonio e date calendariali. Le pri- me vengono corrette con quelle calenda- riali per mezzo di esemplari di Pinus lon- geva di età nota. Per il 900 a.0 . la discre- panza è di circa 200 anni, e la data non corretta sarà indicata da noi con le due lettere in maiuscoletto: 700 A.C., anno ca- lendariale). Dopo il 1975 la stima del pe- riodo dell'occupazione è stata estesa di un fattore cinque. Oggi sembra probabile che i precursori dei maya e i loro discendenti abbiano occupato il territorio in modo continuo a partire già dalla fine dell'ultima epoca glaciale, circa 10 000 anni fa.

    La retrocessione della data di occupa- zione si applica a tutti e tre gli ambienti in cui vissero i maya: gli altipiani vulcanici del Guatemala, i bassipiani ricoperti da fo-

    reste tropicali del Belize e la bassa penisola dello Yucatàn, con la sua scarsa piovosità e la vegetazione arbustiva. Nella caverna di Loltun, nelle colline Puuc nello Yuca- tàn, Norberto Gonzàlez Crespo e Ricardo Velàsquez Valaclez, dell'Instituto Nacio- nal de Antropologia e Historia del Messi- co, hanno scoperto una lunga sequenza di depositi culturali. Pare che gli strati più antichi, nella parte più bassa della sequen- za, contengano ossa di specie animali (co- me il cavallo indigeno) estintesi subito do- po la fine dell'epoca glaciale pleistocenica. Purtroppo a tutt'oggi possediamo una sola datazione con radiocarbonio per la se- quenza di Loltun. Questa data, attorno al 2300 a.C. (1800 A.C.), segna la fine degli strati preceramici e la produzione dei pri- mi oggetti in ceramica.

    Nel Belize sono state trovate varie pun- te di armi da lancio in pietra molto simili a quelle usate dai cacciatori di animali di grossa taglia della cultura di Clovis, che percorsero le Great Plains degli attuali Stati Uniti fra 12 000 e 10 .000 anni fa. Il più noto fra gli oggetti rinvenuti nel Belize è la «punta di Ladyville», scoperta da un gruppo dell'Università del Texas a San Antonio sotto la direzione di Thomas R. Hester. Richard S. MacNeish. dell'Uni- versità di Boston, è autore di una serie di altre scoperte che integrano la punta di Ladyville. MacNeish suggerisce che questi reperti possano essere disposti in una se- quenza che si estende dal 9000 al 2500 a.C. Sugli altipiani del Guatemala un sito chiamato Los Tapiales ha fornito punte del tipo di Clovis in associazone a manu- fatti che datati con il metodo del radiocar- bonio appaiono risalire a circa 10 000 an- ni fa. Nella regione circostante a El Qui- ché, una ricerca preliminare di Kenneth L. Brown, dell'Università di Houston, ha portato alla luce un gran numero di siti preceramici anteriori al 2500 a.C.

    Le recenti scoperte hanno avuto l'effet- to cumulativo di dimostrare che l'intera area maya era occupata da esseri umani almeno 8000 anni prima dell'inizio del Pe- riodo classico. Vi è poi una forte probabi-

    102

    103

  • BELIZE•POLOL

    SEIBAL

    Los TAPIAL •

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    • CAVERNA DI LOLTUN

    • UXMAL

    PENISOLA • EDZNA DELLO

    YUCATÀN

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    ERROS

    MESSICO

    NOHMUL SAN ANTONIO

    EL MIR DOR \vir CUE

    UAXACTLIN • TIK.AL •

    COLHA LADY VILLE

    MANAI

    — ----

    GUATEM A OUICHÉ

    nizio della sequenza culturale dopo il 1500 a.C. (1200 A.C.).

    più antichi coltivatori di granoturco a Cuello fanno parte de