Le novità su tributi comunali, Patto di stabilità e gestioni associate

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Le novità su tributi comunali, Patto di stabilità e gestioni associate L’Arte di Amministrare A CURA DI: Matteo Barbero

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Le novità su tributi comunali, Patto di stabilità e gestioni associate. A CURA DI: Matteo Barbero. Entro il 24 gennaio vanno pagate la c.d. “mini IMU” e la maggiorazione TARES. Si tratta di “code” del convulso anno tributario 2013. Importante la comunicazione ai cittadini! - PowerPoint PPT Presentation

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Le novità su tributi comunali, Patto di stabilità e gestioni associate

L’Arte di Amministrare

A CURA DI: Matteo Barbero

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Il quadro (confuso) dei tributi comunali

• Entro il 24 gennaio vanno pagate la c.d. “mini IMU” e la maggiorazione TARES. Si tratta di “code” del convulso anno tributario 2013. Importante la comunicazione ai cittadini!

• Per il 2014 è previsto un nuovo tributo, formalmente unitario – l’imposta unica comunale o IUC – ma sostanzialmente articolato su tre “gambe” distinte: 1) l’IMU, di natura patrimoniale, dovuta dal possessore di immobili, escluse le abitazioni principali; 2) una componente riferita ai servizi, che si esaurisce nel tributo per i servizi indivisibili (TASI), a carico sia del possessore che dell’utilizzatore dell’immobile (incluse prime case); 3) una tassa sui rifiuti (TARI), destinata a finanziare i costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, a carico dell’utilizzatore.

• Il comune stabilisce il numero e le scadenze di pagamento del tributo, consentendo di norma almeno due rate a scadenza semestrale e in modo anche differenziato con riferimento alla TARI e alla TASI. E' comunque consentito il pagamento in un'unica soluzione entro il 16 giugno di ciascun anno.

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Il quadro (confuso) dei tributi comunali

• IMU. Rimane (con limitate modifiche) la stessa del 2013, ma non si applica più sulle abitazioni principali non di lusso, né a fabbricati rurali ad uso strumentale.

• TARI. E’ dovuta da chiunque possieda o detenga a qualsiasi titolo locali o aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti, suscettibili di produrre rifiuti urbani. Deve assicurare la copertura integrale dei costi di investimento e di esercizio relativi al servizio rifiuti.

• TASI. È dovuto da chiunque possieda o detenga a qualsiasi titolo fabbricati, ivi compresa l'abitazione principale, o aree scoperte (terreni agricoli?) o edificabili, a qualsiasi uso adibiti. La base imponibile è la stessa dell’IMU. Deve essere pagata, oltre che dal proprietario o titolare di altro diritto reale, anche dall’eventuale occupante ,in una misure fissata dal comune fra il 10 e il 30% dell’ammontare complessivo.

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Il quadro (confuso) dei tributi comunali

• Il vero cambiamento nasce dl combinato disposto di IMU e TASI, dal momento che la struttura del TARI ricalca in gran parte quella della TARES (anche se prevede una maggiore flessibilità nei criteri applicativi).

• Rispetto alle altre due componenti (appunto, IMU e TASI), la regola è che la somma delle rispettive aliquote non potrà essere superiore all’aliquota massima consentita dalla legge statale per l’IMU al 31 dicembre 2013. Ciò per ciascuna tipologia di immobile, differenziando quindi il tetto per l’abitazione principale (0,6%), per gli altri immobili (1,06%), oltre che per quelli che hanno finora beneficiato di un’aliquota ridotta, come ad esempio i fabbricati rurali strumentali (per i quali il TASI non può superare lo 0,1%). Il TASI, inoltre, avrà un’aliquota base pari allo 0,1%, incrementabile dai comuni entro i descritti limiti massimi, per il solo 2014, dovrà fermarsi allo 0,25%.

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Il quadro (confuso) dei tributi comunali

• Le maggiori discussioni sono sul TASI. I limiti all’aliquota ed al cumulo con l’Imu rischiano di creare buchi nei bilanci dei comuni (l’Anci parla di 1,5 miliardi) e di scaricare gli aumenti sulle prime case.

• Essa, inoltre, a causa della cancellazione delle detrazioni standard previste per l’Imu (200 euro + 50 a figlio), avrà effetti regressivi.

• Fra le diverse ipotesi vagliate, alla fine il Governo ha deciso di presentare un emendamento per consentire ai Comuni, per il solo 2014 ed esclusivamente allo scopo di deliberare ulteriori detrazioni a favore delle famiglie e dei ceti più deboli, aumentare il TASI oltre il 2,5 per mille ed il cumulo IMU+TASI oltre il 10,6 per mille. Tale incremento, sarà compreso tra lo 0,1 e lo 0,8 per mille complessivo e i comuni saranno liberi di decidere come ripartirlo tra le diverse basi imponibili.

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VERSO DOVE? CAMBIARE L'ITALIA, MISSIONE STORICA DEL PD

IMU vs TASI

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Il quadro (confuso) dei tributi comunali

• Per l'anno 2014, e' attribuito ai comuni un contributo di 500 milioni di euro finalizzato a finanziare la previsione di detrazioni dalla TASI a favore dell'abitazione principale e delle pertinenze della stessa, nonché dei familiari dimoranti abitualmente e residenti anagraficamente nell'unita‘ immobiliare adibita ad abitazione principale, ovvero dei cittadini italiani residenti all'estero.

• La quota di spettanza di ciascun comune è determinata entro il 28 febbraio 2014 con decreto del Mef, tenendo conto dei gettiti standard ed effettivi dell'IMU e del gettito standard della TASI, relativi all'abitazione principale, e della prevedibile dimensione delle detrazioni adottabili da ciascun comune.

• Il contributo eventualmente inutilizzato viene ripartito in proporzione del gettito della TASI relativo all'abitazione principale dei comuni che hanno introdotto le detrazioni nel 2013, entro il 28 febbraio 2014.

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Le (poche) novità sul Patto

• La “grammatica” continua ad essere la regola della “competenza mista”. Cambiano base e coefficienti di calcolo, che dal 2016 aumenteranno il peso degli obiettivi di circa 330 milioni all’anno.

• Nessuna deroga per i comuni sotto i 5.000 abitanti, salvo il possibile azzeramento dell’obiettivo da parte delle regioni.

• Previste esclusioni per 1 miliardo per il solo 2014 per favorire gli investimenti (850 milioni per i comuni, 150 per le province) e lo sblocco di ulteriori 500 milioni di debiti commerciali.

• Previsione di vincoli a carico degli enti che detengono partecipazioni in società, aziende speciali o istituzioni in perdita. accantonare nell'anno successivo in apposito fondo vincolato un importo pari alla perdita non immediatamente ripianata, in misura proporzionale alla quota di partecipazione. L'importo accantonato è reso disponibile in misura proporzionale alla quota di partecipazione nel caso in cui l'ente partecipante ripiani la perdita di esercizio o dismetta la partecipazione o il soggetto partecipato sia posto in liquidazione.

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Gestioni associate

• Concessa una nuova proroga: anziché una dead-line unica (in precedenza fissata al 31 dicembre 2013), sono ora previste due scadenze: entro il prossimo 30 giugno, i predetti comuni dovranno mettere insieme altre tre funzioni, oltre alle tre già conferite entro la fine del 2012, mentre al 31 dicembre 2014 l’intero “core business” dovrà essere gestito tramite unione o convenzione.

• È saltato, invece, il differimento al 30 giugno 2014 del termine per l’attivazione, da parte dei comuni al di sotto dei 5.000 abitanti, delle centrali uniche di committenza.

• Incremento delle risorse dedicate alle unioni e degli incentivi per le fusioni.

• Riduzione degli obiettivi di Patto per i comuni capofila.

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