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LA NUOVAGIURISPRUDENZA

CIVILECOMMENTATA

IvAN LIBERO NOCERA

Esperibilit delle azioni surrogatoria e revocatoria in vista dellesecuzione in forma specifica dellobbligo di concludere un contratto

Estratto:

ISSN 1593-7305N. 12 DICEMBRE 2009 Anno XXVRIVISTA MENSILEde Le Nuove Leggi Civili Commentate

auto: implicazioni del passaggio dalla legge 990/69 alcodice delle assicurazioni private, Relazione al Con-vegno su Il codice delle assicurazioni private, Mi-lano 27 e 28 ottobre 2005; Pezzani, Le norme pro-cessuali del nuovo codice delle assicurazioni, in Riv.dir. proc., 2007, 683 ss.; Polotti di Zumaglia, Bre-vi osservazioni in tema di applicazione pratica del co-dice delle assicurazioni ad uso dei Giudici di pace diTorino, in Dir. ed econ. ass., 2007, 785 ss.; Rossetti,Lazione diretta del danneggiato nei confronti del-limpresa assicuratrice per la r.c.a. e di altri soggetti le-gittimati. La procedura stragiudiziale per la liquida-zione dellindennizzo, in Assicurazioni, 2007, I, 437ss.

Le prime considerazioni critiche alla sentenzaannotata sono di Rodolfi, La Consulta amplia latutela dei consumatori ma rischia di far collassare ilsistema, in Guida al dir., 2009, n. 30, 35 ss. Sullor-

dinanza della Corte costituzionale del 13.6.2008, n.205 si rinvia a: Hazan, Per forza o per scelta: lin-dennizzo diretto e lart. 141 cod. assicurazioni priva-te dopo lintervento della Consulta, in Danno e resp.,2009, 333; Quadri, Codice delle assicurazioni eazioni del danneggiato: la decisione della Consulta,in www.altalex.com; Sabbatelli, Domanda del ter-zo trasportato e regole di responsabilit civile, inquesta Rivista, 2008, I, 1464 ss. Sulla finalit con-correnziale dellindennizzo diretto e sullesperienzadegli altri paesi europei e degli Stati Uniti, si vedaCandian-Paci-Prosperetti-Galli, Lindennizzodiretto: analisi e riflessioni, in Dir. ed econ. ass.,2005, 647 ss.; Pardolesi, Dal dire al fare: la disci-plina dellindennizzo diretto, in Danno e resp., 2007,273 ss.

Illa Sabbatelli

CASS. CIV., III sez., 11.5.2009, n. 10744Conferma App. Potenza, 26.4.2007

Azione surrogatoria - Funzione sati-sfattiva - Azione revocatoria - Diffe-renze (cod. civ., artt. 2900, 2901)

Muovendo dallassunto della funzionenon pi meramente conservativa, maprincipalmente satisfattiva dellazionesurrogatoria, in linea con le evoluzionidella migliore dottrina processualistica,intesa a far conseguire allattore proprioil bene della vita cui ha diritto, ormaigeneralmente riconosciuta la neutralitdella surrogatoria rispetto al tipo di tute-la, reale o obbligatoria, la cui esperibilitlattore mira con essa a salvaguardare.Tuttavia lazione surrogatoria non puessere esperita dal creditore rispetto aquelle attivit (o a quelle volontarie iner-zie) del debitore che si risolvano in attidi disposizione dei suoi diritti, e sianocome tali manifestazione della sua volon-t di gestione, piuttosto che indice di tra-scuratezza. Allazione revocatoria al con-trario non dato riconoscere effetti reali,

di recupero del bene alla sfera giuridicadellalienante, in quanto caratteristica ditale azione lassoggettamento del beneallazione esecutiva del creditore che,avendola vittoriosamente esperita, puaggredire la res anche presso i terzi chene siano divenuti proprietari attraversolatto dispositivo, il quale pur dichiaratoinefficace resta valido tra le parti e il rela-tivo oggetto permane nella titolarit del-lacquirente.

dal testo:

Il fatto. Con citazione notificata il 17 e il 18ottobre 1975 Se.A. convenne in giudizio innan-zi al Tribunale di Salerno P.A. e S.G. esponen-do che con scrittura privata del (Omissis) le erastato promesso in vendita dalla prima un terre-no subordinatamente alla condizione della ri-nuncia al diritto di prelazione da parte dei col-tivatori diretti proprietari di terreni confinanti;che la P. aveva successivamente alienato il fon-do al S., asserito proprietario confinante prela-zionario; che, nella dedotta carenza dei requisi-

Cass., 11.5.2009, n. 10744 Azione surrogatoria

1192 NGCC 2009 - Parte prima

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ti soggettivi e oggettivi per il valido eserciziodel diritto di prelazione da parte dellacquiren-te, ella aveva diritto di ottenere o lannullamen-to del predetto contratto in surroga della P.,per errore essenziale sulle qualit del S., ex art.2900 c.c., ovvero la declaratoria di inefficaciadello stesso, in quanto stipulato in frode ai suoidiritti, ex art. 2901 c.c.; che allaccoglimento ditali domande doveva conseguire il risorgere deldiritto alla esecuzione in forma specifica delpreliminare, ex art. 2932 c.c.

Costituitisi in giudizio, i convenuti resistette-ro alla pretesa attrice.

Con sentenza del 25 febbraio 1978 il Tribu-nale di Salerno ritenne che la P. si fosse corret-tamente avvalsa del diritto di recedere dal pre-liminare, conseguentemente condannandola apagare la sola differenza ancora dovuta sullasomma contrattualmente convenuta per leser-cizio del ius poenitendi e rigettando ogni altradomanda.

Proposto gravame, in via principale, daparte della Se., e, in via incidentale, da partedella P. e del S., la Corte dappello di Saler-no, con sentenza del 2 giugno 1982, in parzia-le riforma della impugnata pronuncia, riget-t integralmente le domande proposte dallat-trice, ritenendo che il contratto fosse diventa-to inefficace, a seguito del mancato avvera-mento della condizione sospensiva della ri-nuncia al diritto di prelazione da parte deiconfinanti.

Con sentenza del 17 gennaio 1987 n. 373 laCorte di cassazione cass tale pronuncia, conrinvio alla Corte dappello di Napoli. Rilev ilSupremo Collegio che il giudice di merito ave-va omesso di accertare se effettivamente il S. egli altri dieci confinanti fossero titolari del di-ritto di prelazione e se gli stessi lo avessero cor-rettamente esercitato.

Il giudice di rinvio, innanzi al quale la causavenne riassunta, con sentenza del 23 settembre1993, in riforma della decisione di primo gra-do, accolse integralmente le domande della Se.e, dichiarata inefficace, nei confronti della stes-sa, la vendita conclusa tra la P. e il S., le trasfe-r, ex art. 2932 c.c., la propriet del fondo, su-bordinatamente al pagamento del prezzo.

Anche questa pronuncia venne tuttavia cas-sata dal Supremo Collegio con la sentenza 1 di-cembre 1994, n. 10300: ivi la Corte precis che

il suo precedente arresto aveva vincolato il giu-dice di rinvio al rispetto del principio per cui,al fine di ritenere esercitato il diritto di prela-zione, non sufficiente che il confinante abbiamanifestato lintenzione di acquistare il fondo,ma necessario che abbia adempiuto a tutti glioneri previsti dalla L. n. 590 del 1965, art. 8, edallomologo articolo della L. n. 817 del 1971,in tale prospettiva impartendogli la direttiva diindagare sulle situazioni giuridiche dei dieciconfinanti, in relazione alla loro condizione diprelazionisti ossia di accertare se alcuno diessi avesse posto in essere una condotta tale dadeterminare lavveramento della condizionesospensiva e, in caso di esito negativo di talescrutinio, di esaminare la particolare posizionedel S., laddove il giudice di rinvio aveva com-pletamente trascurato la prima di dette indagi-ni. La Corte ritenne inoltre erronea la statui-zione dei giudici di merito secondo cui la facol-t di recesso, cos come preclusa dalla propo-sizione di una domanda di risoluzione per ina-dempimento, lo da quella di esecuzione informa specifica dellobbligo di contrarre. Pre-cisato quindi che al promittente venditore,convenuto con domanda ex art. 2932 c.c., consentito opporre la facolt di recesso, statuche nella fattispecie andava accertato se tale fa-colt era stata esercitata e correttamente eserci-tata.

Lulteriore giudizio di rinvio che segu a taledecisione si chiuse con sentenza della Cortedappello di Napoli del 17 marzo 1998, con cuivenne integralmente confermata la sentenza diprimo grado, rigettandosi sia lappello princi-pale che quello incidentale.

Nuovamente impugnata tale pronuncia conricorso per cassazione, questa Corte, con sen-tenza del 14 novembre 2000, cass la sentenzaimpugnata, con rinvio alla Corte dappello diPotenza.

In tale pronuncia, per quanto qui interessa, ilSupremo Collegio ritenne preclusa, perch im-plicitamente risolta in senso positivo, con sta-tuizione ormai coperta da giudicato, leccezio-ne, formulata dal S., in ordine al difetto di le-gittimazione della Se. a proporre domanda diesecuzione in forma specifica in ragione del-lintervenuta vendita del bene oggetto del pre-liminare; afferm che del pari non poteva piessere oggetto di discussione la possibilit, per

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la P., sia di esercitare il diritto di recedere dalcontratto, sia di agire in giudizio, chiedendolaccertamento del mancato avveramento dellacondizione sospensiva cui era sottoposta leffi-cacia del contratto, essendole stata riconosciu-ta la facolt di percorrere entrambe le vie nelleprecedenti pronunce; neg, infine, che nellafattispecie il diritto di recesso potesse ritenersivalidamente esercitato, mancando la formascritta ad substantiam.

Con sentenza del 26 aprile 2007, il giudice dirinvio, non definitivamente pronunziando, harigettato le domande oggetto di azione surro-gatoria e revocatoria; ha dichiarato assorbitolesame della domanda di esecuzione in formaspecifica dellobbligo di concludere il contrat-to preliminare e, ritenuto la P. inadempientealle obbligazioni ivi assunte, per laccertata in-sussistenza delle condizioni necessarie al validoesercizio della prelazione agraria da parte delS., ha disposto con separata ordinanza la ri-messione della causa sul ruolo al fine di accer-tare, a mezzo di consulenza tecnica dufficio,lentit dei danni derivati dalla privazione delgodimento del fondo.

Avverso tale pronuncia pro