Introduzione - La Stella del Mattino · PDF filefigliol prodigo ed una parabola del Sutra del...

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Introduzione

Vorremmointrodurrelanostraricercaconlospiegareilsuotitolo.Il perdono nel Cristianesimo e nel Buddismo: la ricerca di una equivalenzaomeomorfica.Ci cheinprimisvaesplicato il termineomeomorfico. Questaparoladioriginepanikariana.Panikkarhadedicatolasuavitadistudiosoaldialogoeallacomparazionetra diverse tradizioni religiose. Nel suo corpus dottrinale nata una determinataterminologia. Noineattingiamointuttoilnostrolavoro.Unodeiterminiconiati daPanikkarproprioomeomorfico.Questoterminevieneaccostatoadunaltro,ovvero,equivalente."L'equivalenteomeomorfico"nonvuolsignificareidenticitstatica,mavuolerinviareadunaequivalenzadinamicachepuesisteretradiversecosmologiereligiose.In ogni cosmologia religiosa vivono riti, specifiche parole, una specifica storia. Inquestolavorovengonoaffrontateduecosmologie:ilCristianesimoedilBuddismo.Queste due cosmologie millenarie hanno attraversato la storia mondiale. Hannoprodottoeproduconounaletteraturasterminata.Analizzareallorointernounospecificotema comporta necessariamente non toccarne tanti altri, comporta fare delle sceltemetodologiche.Nonostanteciinevitabilenonanalizzaremoltepliciconcetticonnessiaquellochel'oggettodellanostraricerca.Questaesigenzametodologicasarevidenteneiduecapitolifondamentalidellavoro,ovvero,quellosulCristianesimoequellosulBuddismo.Oltreall'esigenzadiaffrontareconcetticonnessialperdono,abbiamosentitol'esigenzadifarprecedereaicapitolisulCristianesimoesulBuddismo,duecapitolidallosfondononspecificamentereligioso.Il concetto da cui sono scaturiti questi due capitoli che la religione non unacosmologia estraniata dal contesto culturale. Nel nostro caso ci sembra un'operaartificialecollocareilperdonoinunambitostrettamentereligioso.Perquestaragioneabbiamopremessouncapitoloepistemologicosulperdono.Successivamente si mostrato evidente un problema, quello del male. Prima diosservareilperdononelCristianesimoenelBuddismo,ciparsonecessarioaffrontarecicheilperdonoosservanegliocchi:ilmale.In questo capitolo riprendiamosinteticamente la struttura dell'intera ricerca: c' unapartepiepistemologicadovemettiamoinrapportoilmalealtempoedallamemoria;poic'unapartedovevediamoilmalenelCristianesimoenelBuddismo.Fattaquestapremessametodologicaillavorosisviluppasuduecapitoliprincipali.Ledue parti sono volutamente autonome. Infatti, se osserviamo il titolo da noi sceltopossiamovederecheabbiamodecisodiparlarediperdono"nel"Cristianesimoe"nel"Buddismo.Crediamo che bisogna osservare come il perdono viva in ogni singola cosmologiareligiosa, come esso sia microcosmo di ulteriori significati religiosi per quellacosmologia. Per mettere in luce questa capacit che il perdono possiede statonecessarioscrivereduepartidistinte.Questasceltahafattoperdereincontinuit,maessendo il perdono l'oggetto di entrambe le parti, ha favorito, crediamo, unacomparazionepiesaustiva.Ladifficoltdiquestaricercastainunmotivo,apparentementedisarmante,ovveroche

nelBuddismononsiparla diperdono.Neivari sutradanoi letti nonabbiamomaitrovato la parola perdono. Mentre nei Vangeli questa parola molto presente.Sapevamoapriorichesisarebbepresentatoquestoproblema,malanostraipotesistaproprio nello scardinare questo punto. Abbiamocercato di dimostrare che l'assenzadella parola non significa l'assenza della dinamica perdono. Abbiamo cercato dievidenziarecheilperdonosiacomeunamatrioscachesvelailsuovaloreselasiapre.Sesi fa una tale operazione perdono solounodei modi incui quell'insiemedidinamichesimanifestano.Laparolaperdonohanellasuamortelasuavita.Illavorosiconcludeconunconfrontodidueparabole,ovveroquellaevangelicadelfigliol prodigo ed una parabola del Sutra del Loto che ha una struttura narrativaanaloga". Queste due parabole dal senso religioso complesso e stratificato, offronol'allegoriadelpellegrinaggioesistenziale. Pellegrinaggioesistenzialechesirivelanelmomentoincuisiviveilperdono.

1.Laparoladellascusa,ilsilenziodelperdono

Vichiedoperdono,perchviparlerdelperdono.Lanostraipotesicheunperdonogenuino sia nella sua quiddit un atto apofatico, in cui lindividuo stesso devesfumarecomeioagente.Proviamoadanalizzarequestatto,inquadrandolo,inprimis,inuncontestolinguistico.Laprimariflessionechepossiamofaresuquestolemmariguardoallasuastruttura:evidenziamocheperdonocompostodadono.Checosundono?Undono,perdare una prima risposta, unazione essenziale che crea o sancisce una relazionesociale.Ancheseildonosipresentasottovarieformeeinsvariaticontestipossiamoaffermare che in linea di massima il dono crea una relazione. Il dono lamanifestazionediaffettocheproviamoversounaltrapersona,unsimbolodellanostrastima verso laltro, alcune volte un oggetto per esercitare un potere sullaltro, epotremmo ancora continuare nel formulare tipologie di dono, tuttavia cinteressamettere inevidenzacomelasemanticadeldonocambiasedavanti aquestequattrolettere ne scriviamoaltre tre, ovvero, per. Il donosi svuota del tutto della suafunzionerelazionale, della suacapacit diprodurre,invarieforme,delguadagno,ediventaungestogratuitochenullapretendeincambio.Sentiamolesigenzadiprecisareche non si vuole dare un giudizio negativo al dono ed uno positivo al perdono,semplicementesivuolefarnotarequellachecrediamoessereunadifferenzasostanzialetraiduetermini.Ilperdonoportatorediunagratuitcheildonononsempreha;tutticonosconolamassima: doutdes, massimachenonavrebbesensoseal termine dosostituissimo il termine perdono. Affermare chesi perdonaaffinch si possaessereperdonatisignificanoncomprendereilmessaggiogenuinodelperdono,checomeabbiamodettolagratuit.Sultemadellagratuitinsitonelperdonotorneremo,maperilmomentofermiamocisullaparolaperdonoeproviamoavederlaancoradavicino.Unfilosofodellinguaggio,Austin1,hafattodelpoterecostruttivodelleparolelelementocentrale del suo sistema filosofico. I suoi esempi sono celebri: dire s ad unmatrimoniosignificacreareunarealtcheunattimoprimanonesisteva.Dichiarareunapersonacolpevolediunreato,conunaformulaclassica,significacreareunarealtcheprimanonesisteva.Dire:iotiperdonochecosacreacheprimanonviera?Larispostachecisentiamodidareilnulla.Sipucreareilnulla?Sesisegueunragionamento,diunacertalogicaovviamenteno,perseconcreazionesintendescoprirequalcosachevisemprestato,mafinadalloraignoravamo,crediamosipossaparlaredicreazionedelnulla.Lascopertainuncertosensoanchecreazione,daquellistanteioconoscocicheprimaignoravo,cicheignorolosiponediprassicomenonesistente,tuttaviaspessochiedesolodiesserescoperto.Ilnullaintesointalmodoproduttore,daquestonullapuscaturireunarealt,tuttavianonpossiamodirequaleessasia,eccoperchnonsipuperdonare e poi pretendere che da questa nostra azione nasca un perdono per noi.Jankelevitchutilizzadelleparolemoltochiareebelleariguardo:

1 Howtodothingswithwords,Ed.Harvarduniversitypress1975

Unadelleformeforsepimachiavellichedellacattivavolontrisiedenelconfonderel'evoluzionebiologicaeildivenirepsicologicoconlavitamorale.Lavitamoralenonunprocesso,maundramma,unadrammapunteggiatodidecisionichecostano.Il progresso morale avanza esclusivamente per lo sforzo esplicito di una decisioneintermittenteespasmodicaenellatensionediuninstancabilericominciare;ilvolere,chevuoleerivuolesenzasosta,nonfaalcuncontosull'inerziadelmotoacquisito,nonvivemaisullerenditedelmeritoaccumulato.Ecosilprogressomoraleriparteaogniistantedazero.Nonc'altracontinuit eticachequestaspossantecontinuazionedel"rilancio" e della ripresa; il progresso morale dunque piuttosto laboriosamentecontinuato che spontaneamente continuativo o continuo, e assomiglia pi ad unarinnovatacreazionecheaunacrescita.2

Nelpassocheabbiamoriportatononc iltermineperdono,tuttaviaevidenziamolariflessionedellautoresullavitaetica,chenoninparalleloaquellabiologica,noncrescita,macreazione.Eccoperchcrediamocheilperdonocreiilnulla,seponiamoilperdonocomeunmomentodiunprocessoevolutivo,glidiamounacausaeduneffettochesostanzialmentelosminuiscono.IlfilosofoWittengsteinscrivevachedeterminatiargomenti,comeletica,portanoillinguaggioaschiantarsicontroilimitidisestesso3.Crediamochequestariflessionesipossaapplicarealperdono:nonsipudefinirecosaesso sia, cosa esso produca, i suoi confini sono estremamente sfumati. QuandostudieremoilperdononelBuddismo,vedremocheneitestinonpresentecomeparola,tuttaviapresentecomeazione.Ilperdonohalacapacitdiesserci,senzaaverelesigenzadireificarsiinunaparola.Quandoiochiedoperdono,comequandoloconcedo,nonpossoaspettarmiincambiodiessereperdonato.Seconcedereilperdonoscoprireunnulla,chiederlougualmenteuna scoperta del nulla, solo che la via diversa. Possiamochiederci: il dire io tiperdonopresupponelaversentito,letteralmente,iotichiedoperdono?Larispostachecisentiamodidareno.Comeabbiamogidettoilperdonogratuito,lagratuitnonpupresupporrealcunarichiestaesplicita.Eccoperchabbiamoscrittoilsilenziodelperdono,inquantodaessosipugenerareedinessopusfociare.Altrodiscorso,invece,lascusa.Iotichiedoscusa,iotiscuso,equivaleadire:iotiperdono, io ti chiedoperdono?Larisposta checrediamogiusta no. Cerchiamodicapireperch.RicorriamoancoraunavoltaaJankelevitch:

Dell'inscusabile il perdono che se ne incarica, giacch l'inscusabile pu essereperdonabile,benchnonsiascusabile;loscusabile,amaggiorragione,perdonabile,manonhabisognodivenir perdonato, dalmomento chebasta lascusarazionale adimostrarelasuainnocenzaenoispenderemmoperluilanostrabenevolenzainpuraperdita. L'inscusabile invece che non trova avvocati per difenderlo ha bisogno delperdono. Dunque, se tutto non scusabile per la scusa, tutto perdonabile per ilperdono, tutto.., salvo, beninteso l'imperdonabile, ammettendo che esista unimperdonabile,ciouncriminemetempiricamenteimpossibileaperdonare.Nonc'nientedigratuito,nientedisoprannaturalenelfattodiscusareloScusabile,nonpi di quanto non