Capitolo 3 Teorie alternative dell’equilibrio economico .Teorie alternative dell’equilibrio...

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Capitolo 3

Teorie alternative dellequilibrio economico

Il sistema economico in equilibrio quando lofferta trova sul mercato una domanda uguale e corrispondente: in questo caso le imprese riescono a vendere a prezzi remunerativi tutto ci che stato prodotto e mantengono i livelli di produzione e di occupazione. Al contrario se ci che prodotto non interamente venduto sul mercato, se la domanda non in grado di assorbire lofferta, le imprese cercheranno di diminuire lofferta riducendo la produzione ed accrescendo la disoccupazione.

Si possono considerare due impostazioni teoriche che spiegano in misura contrapposta il funzionamento del sistema economico e la determinazione del reddito di equilibrio: limpostazione che definiamo liberista e quella keynesiana. Si tratta di impostazioni teoriche estremamente semplificate che vengono espressamente esposte in modo contrapposto.

3.1 Limpostazione liberista

La prima impostazione, quella liberista, si basa su tre presupposti fondamentali:

a) lesistenza di mercati perfettamente concorrenziali e perfetta flessibilit dei prezzi.

Mario Oterisulla base di questo presupposto esiste sempre un prezzo che in grado di portare in equilibrio domanda ed offerta. Non possibile che su un mercato si possa verificare un eccesso di produzione: il prezzo tenderebbe a ridursi sino a portare in equilibrio domanda e offerta. Analogamente un aumento dei prezzi porterebbe il mercato in equilibrio in caso di un eccesso di domanda sullofferta.

b) la legge degli sbocchi o Legge di Say.per la Legge di Say tutto ci che prodotto trova sempre sul mercato una domanda corrispondente. Infatti poich il valore della produzione identico al valore dei redditi distribuiti , se lammontare del reddito speso interamente, tutto ci che prodotto trover sempre sul mercato una domanda in grado di acquistarlo. Com noto le famiglie spendono direttamente una parte del reddito per acquistare beni di consumo mentre una parte viene ad essere risparmiata. Secondo questa impostazione le famiglie sono disposte a risparmiare, cio a rinunziare al consumo presente, soltanto se possono avere un consumo futuro maggiore. In altri termini sono disposti a non consumare oggi solo se possono ottenere sul reddito risparmiato un interesse positivo : essi considerano infatti il risparmio come una funzione crescente del tasso dinteresse di mercato. Daltra parte lInvestimento, cio la spesa fatta dalle imprese per acquistare beni che servono a produrre altri beni, dipende dallo stesso tasso dinteresse: infatti le imprese prendono a prestito i mezzi necessari per effettuare la spesa per gli investimenti pagando il tasso dinteresse previsto dal mercato. Esiste perci sempre, sul mercato, un tasso dinteresse in grado di portare in equilibrio Risparmi e

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Teorie alternative dellequilibrio economicoInvestimenti. In tal modo ci che non speso dalle famiglie viene ad essere speso dalle imprese.

c) la teoria quantitativa della moneta.secondo questa teoria la moneta pu influenzare soltanto il livello generale dei prezzi e le altre variabili monetarie ma non ha effetti sul livello del reddito e sulle altre variabili reali. La teoria quantitativa si basa su una semplice identit :

M v = p Y la quantit di moneta in circolazione(M) per la sua velocit di circolazione (v) sempre uguale al valore del reddito monetario dato dal reddito reale (Y) per il livello generale dei prezzi (p). Questa identit si trasforma nella Teoria quantitativa della moneta assumendo che la velocit di circolazione della moneta costante e che il reddito dato al livello di pieno impiego e non pu variare. I liberisti ritengono che la moneta abbia solo la funzione di mezzo di pagamento e sia perci domandata (= tenuta) solo per fare fronte alle spese che si devono effettuare, visto che non vi coincidenza fra incassi ed esborsi. Poich le abitudini di spesa sono abbastanza standardizzate ( Natale, fine settimana, vacanze estive, pagamento imposte etc.) la quantit di moneta domandata stabile e, di conseguenza, anche la sua velocit di circolazione, cio il numero di scambi che la moneta pu sostenere nel sistema economico in un determinato periodo di tempo. Avremo perci _ _

Mv = pYNe consegue che un aumento della quantit di moneta (M) potr fare aumentare soltanto il livello generale dei prezzi (p)

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Mario Oteridato che la velocit di circolazione (v) costante e il reddito reale (Y) determinato al livello di pieno impiego e non pu aumentare. In altri termini un aumento della quantit di moneta ha come unica conseguenza laumento dei prezzi ma non ha alcun effetto sul reddito reale e sulla quantit di prodotto.

Sulla base dei tre presupposti illustrati, limpostazione liberista afferma che il sistema economico in grado di garantire un equilibrio di pieno impiego se lasciato libero di operare secondo le regole della concorrenza e se non vi sono rigidit che impediscono la perfetta flessibilit dei prezzi.

La perfetta flessibilit dei salari in grado di assicurare sul mercato del lavoro un equilibrio di piena occupazione. Infatti lesistenza di disoccupazione determinata da un eccesso di offerta sulla domanda di lavoro: si verifica se al livello attuale di salario reale i lavoratori offrono pi lavoro di quanto le imprese non siano disposte ad assumerne. Ma se i salari sono perfettamente flessibili leccesso di offerta fa diminuire i salari monetari ( e quindi reali) portando ad una situazione di equilibrio dove domanda e offerta sono uguali.Questo un equilibrio di pieno impiego poich tutti quelli che vogliono lavorare a quel salario possono trovare occupazione: non esiste disoccupazione involontaria. Pu essere disoccupato soltanto chi sceglie di non lavorare al salario di equilibrio, si tratta di disoccupazione volontaria .

Poich siamo nel breve periodo la disponibilit di fattori produttivi ( impianti, macchinari, etc.) e il livello delle tecniche sono da considerarsi dati, cio non modificabili, dato il numero di lavoratori occupati si determina, attraverso la funzione di produzione, la quantit di output prodotta nel

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Teorie alternative dellequilibrio economicosistema economico: si tratta del livello di produzione di pieno impiego che determinato indipendentemente dal livello generale dei prezzi. Data lofferta di pieno impiego, la domanda aggregata, cio la spesa per consumi e investimenti del settore privato e del settore pubblico e la spesa netta proveniente dal resto del mondo (export meno import), determina il livello generale dei prezzi. La flessibilit del tasso dinteresse , eguagliando risparmio e investimento, fa s che tutto quello che viene offerto sul mercato trovi una domanda in grado di assorbirlo, come sostenuto dalla Legge di Say. Un aumento di una componente della spesa, necessariamente finanziata dalla creazione di una maggiore quantit di moneta, ha come unico effetto quello di fare aumentare il livello dei prezzi lasciando invariata la quantit offerta al livello di pieno impiego. Infatti anche se liniziale aumento dei prezzi dovesse ridurre il salario reale , accrescendo la domanda di lavoro, si determinerebbe sul mercato del lavoro un eccesso di domanda sullofferta che spingerebbe il salario nominale verso lalto riportando il salario reale al precedente livello di equilibrio. Quindi un aumento della domanda sostenuto da una crescita della quantit di moneta avrebbe come unico effetto quello di fare aumentare il livello generale dei prezzi e il salario nominale, lasciando invariati il livello di occupazione, il livello di produzione e il salario reale, confermando la dicotomia ( separazione) fra settore reale e settore monetario e la neutralit della politica monetaria previste dalla teoria quantitativa della moneta.

Secondo limpostazione liberista il livello del reddito dipende dalla capacit del sistema economico di produrre beni e servizi, cio dalla disponibilit di risorse, dalla loro

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Mario Oteriorganizzazione, dalla produttivit dei fattori, dal livello della tecnica. Sono perci essenziali per la crescita fattori come listruzione, la ricerca scientifica di base ed applicata, la realizzazione di forme concorrenziali sia sul mercato dei fattori che sul mercato delle merci. Pu anche determinarsi una situazione di equilibrio con disoccupazione ma questa dipende dal fatto che il potere dei sindacati impedisce una diminuzione dei salari nominali, ovvero che lesistenza di normative sociali vincolano la flessibilit delloccupazione etc.( rigidit dei salari e delloccupazione).

3.2 L'impostazione keynesiana e l'equilibrio del reddito nazionale

Secondo l'impostazione keynesiana il sistema economico pu trovarsi in una situazione di equilibrio pur senza raggiungere il pieno impiego delle risorse: equilibrio dunque con disoccupazione.

I keynesiani mettono in discussione i presupposti sui quali si basa l'impostazione liberista. Innanzitutto negano che in una moderna economia di mercato la concorrenza perfetta sia prevalente: l'oligopolio e la concorrenza

monopolistica sono invece le forme di mercato pi diffuse. I prezzi non sono perfettamente flessibili ma sono invece rigidi verso il basso: piuttosto che ridurre i prezzi le imprese preferiscono ridurre la quantit prodotta e l'occupazione.Negano anche che il mercato del lavoro possa essere un