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    . , . , ., 1928. :

    o Evelina, 1868;o Natalina. I drammi del lusso, 1878.o I racconti del maggiore Sigismondo, 1908.

    :o Spartaco, 1874;o Opimia, 1875;o Plautilla, 1878;o Saturnino, 1879;o Faustina, 1881;o La guerra sociale. Aquilonia, 1884;o Messalina, 1885;o Benedetto IX, 1899;o Publio Clodio, 1905;

    :o Peccata juventutis meae, 1883;

    La moglie di Putifarre, 1876. Marocia (), 1875. . ., , ., 1916; Russo Luigi, I narratori

    italiani contemporanei 18601926, Roma, 1926 (. .: Italienische Erzhler 1860

    1926, Heidelberg, 1927).

    , 1936 [1]

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    Raffaello GiovagnoliDa Wikipedia, l'enciclopedia libera.

    Raffaello Giovagnoli (Roma, 14 maggio1838 Roma, 15 luglio1915) stato un romanziereitaliano.

    Primi anni

    Raffaello Giovagnoli nacque il 14 maggio 1838 in via de Sediari a Roma, primogenito della famiglia. Raffaellotrascorse nella medesima casa di via de Sediari i primi cinque anni di vita, serbandone una viva memoria,

    probabilmente perch collegata al ricordo della madre, perduta in tenera et. A questi ricordi appartiene il primo viaggio

    a Monterotondo: "Ricordo che faceva molto freddo, quella mattina, e che io piagnucolava sonnacchioso; ma poi, appena

    fui in vettura con il Babbo e la Mamma, mi divertii tanto, alla vista dellaperta campagna, per la quale spirava unacuta

    brezza primaverile e che appariva indorata dai fasci luminosi che sirradiavano dal sole nascente".

    Nella casa di via Urbana il padre Francesco inizi ad indirizzare la passione per la lettura di Raffaello, gi viva dai

    primissimi anni di vita, incaricandolo di leggere alcune pagine della Storia Romana di Goldsmith chiedendo poi di

    rendere conto di quanto letto e commentandolo insieme. Ben presto allo studio domestico viene aggiunta liscrizione

    alla Prima Classe di Grammatica presso il Collegio Romano.

    La passione per il teatro si rivela immediatamente nel 1843, quando viene iniziato al teatro e ancora in tarda et ricordai primi spettacoli, "Attila" e "Lucia di Lammermoor". A otto anni ricorda di aver scoperto un tesoro: un armadio in cui

    il padre conservava i libretti teatrali che riceveva in qualit di Giudice Istruttore del Vicariato.

    Il 1848 fu un anno decisivo nella vita di Raffaello, non solo per la perdita della madre, ma anche il confluire delleletture storiche negli avvenimenti contemporanei, cos come riferisce direttamente: "In Roma si era acclamata, a norma

    di governo, la forma repubblicana, i fatti che accadevano attorno a me erano in perfetta armonia con il mio sviluppo

    morale ed intellettuale; le battaglie dellindipendenza nel Veneto e nella Lombardia trovavano un riscontro nella letturadelle Vite di Valerio Publicola e di Furio Camillo, luccisione di Pellegrino Rossi nelle gesta di Timoleone e di Bruno

    Minore, la maschia figura di Garibaldi nella colossale statua di Plutarco eresse a Spartaco nella vita di Marco Crasso".

    Da qui, come intuibile, nasce la figura di Spartaco, sviluppata a lungo fino alla pubblicazione del romanzo nel 1873. Il

    primo scritto storico di Raffaello, fu tuttavia una dissertazione "a favore dei Romani contro i Sabini".

    AdolescenzaA Monterotondo, dove la famiglia si trasferisce nel 1849, Raffaello compie gli studi di filosofia, riportando nei noveanni sempre il primo premio. Linteresse per il teatro non si spegne negli anni, anzi cresce e si sviluppa. A dodici anni

    organizza spettacolini, con teatri costruiti utilizzando cannucce e cartoni e burattini da pochi soldi, organizzando "i

    drammi pi commoventi e le pi ridevoli commedie di questo mondo". Parallelamente leggeva Goldoni, Girand, Nota,

    Bon, Albergati, Federici, Avelloni e maturava una profonda ammirazione anche per attori quali Seghezza, Morelli,Lupi, Domenicani e Buonamici. Inseguendo queste stelle del palcoscenico, ottiene di far leggere la sua prima operateatrale, Sposo e fratello, allattrice Clotilde Vergani.

    Secondo la matura donna di scena, che pure incute venerante timore nel giovane Raffaello, larchitettura resa

    particolarmente interessante dalla non conclusione di una storia non particolarmente brillante: un giovane

    intraprendente lascia un figlio non riconosciuto per poi accasarsi e avere una figlia; ritornato da un lungo viaggio trova

    che i due figli, ignari di essere fratelli, sono innamorati e decisi al matrimonio; per evitare il sacrilegio rivela ai figli la

    verit. Cos si chiude il dramma, senza giudizi morali e senza condanna.Tale conclusione, tanto apprezzabile e innovativa secondo lattrice, imped la messa in scena dellopera in quanto la

    censura pontificia non concesse lautorizzazione, nonostante i molti sforzi del giovane Raffaello. Questa opera prima,

    racconta lo stesso Giovagnoli, and perduta nellattraversare in barca il fiume Cecina in una notte del 1859, insieme a

    tre numeri dello Spettatore, dove erano pubblicati un suo sonetto e due testi di critica letteraria, e due numeri del

    Giornale delle strade ferrate, con due articoli storico statistici su Monterotondo.

    GiovinezzaA ventuno anni Raffaello parte per la seconda guerra di indipendenza, nel 1859, insieme ai tre fratelli minori e al cugino

    Alessandro Giovagnoli, entrando nei Cacciatori delle Alpi. Durante tale campagna si guadagna i gradi da ufficiale e tale

    rimase nelle successive battaglie a Castelfidardo, Ancona, Gaeta, Custoza e Mentana.

    La dura vita militare sop solo per due anni il fervore creativo e nel 1864 and in scena il dramma Diomira

    dAltobrando, ambientata a Ferrara nel XIII secolo, composto a partire dal 1862. Tale opera caus a Giovagnoli molti

    problemi con il generale Gabet, fortemente contrario allesibizione pubblica di ufficiali in pubblici spettacoli e, secondoRaffaello, nemico di quei soldati eruditi e provenienti da famiglie borghesi: descrivendo il generale Gabet arriva

    addirittura a dire che "se avesse valore quanto ignoranza sarebbe il pi grande eroe della storia".

    Alla vita militare, Raffaello affianca la collaborazione con il giornale Colonne del Temporale, per il quale scrive diverse

    biografie di sostenitori del papato, con una luce non proprio positiva. Nel 1866 and poi in scenaLa vedova di Putifarre

    e presero vita diverse altre commedie, non immediatamente rappresentate per diversi motivi, non ultimo lo scarso

    apprezzamento per i militari, poeti da parte di alti ufficiali, come gi ricordato.

    MaturitLa maturit di Raffaello inizia bruscamente, sotto le mura di Monterotondo, quando il fratello Fabio perisce sotto il

    fuoco pontificio. Per partecipare alla battaglia di Mentana al seguito di Garibaldi era uscito dallesercito regolare,

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    sottoscrivendo per di pi una lettera di protesta allarresto di Garibaldi. Volendo poi rientrare nellesercito scrisse

    allamico Checchetelli per ottenere aiuto poich si sentiva come un pesce fuor dacqua.

    Nel periodo che trascorse in attesa di rientrare nellesercito, visse a Firenze dove, nel Caf delle Alpi, conobbe Giosu

    Carducci, rimanendone estasiato e balbuziente. Nel periodo 1869-1872 diede alla luce diverse opere: Audacia e

    timidezza, Tutto per la patria, Un angelo a casa del diavolo,Marozia. Nel 1870, rientrato a Roma, spos Leontina Papa

    dalla quale si separ dopo circa sette anni, unendosi a Teresa Tassinari, della quale adott la figlia Enrichetta. A Roma

    collabor con il giornaleLa Capitale e diresseIl diavolo color di rosa da maggio a settembre1871.Nel 1873 viene pubblicato lo Spartaco, che, come detto, ha iniziato a prendere forma gi nella mente fanciulla di

    Raffaello dal 1848. Fu subito un grande successo, al quale seguirono gli altri romanzi storici di argomento romano. Nel

    1877 visse a Genova e poi a Venezia, rientrando a Roma nel 1879 per ricevere lincarico di docente di Storia dellItalia

    allIstituto Superiore di Magistero femminile. A Venezia, il 20 gennaio1878, nell'aula magna del liceo-ginnasio MarcoFoscarini tiene l'orazione funebre per la morte di Vittorio Emanuele II; essa viene stampata in dodicimila copie gratuite

    dal tipografo Antonelli.

    A Roma fu Consigliere comunale della citt eterna per dieci anni e