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document.doc 19/02/22 1 I CARATTERI FONDAMENTALI DELLA RESTAURAZIONE IN EUROPA.............5 2 IL CONGRESSO DI VIENNA E LA SANTA ALLEANZA.........................6 3 LA CULTURA DEL ROMANTICISMO E LA POLITICA..........................7 4 IL CONCETTO DI NAZIONE E LO SVILUPPO DEL LIBERALISMO...............7 5 LE SOCIETÀ SEGRETE NELL’EPOCA DELLA RESTAURAZIONE..................8 6 LE RIVOLUZIONI E I MOTI DEGLI ANNI VENTI IN EUROPA.................8 7 L’INDIPENDENZA DELL’AMERICA LATINA.................................9 8 LO SVILUPPO DEGLI STATI UNITI NELLA PRIMA METÀ DEL ’800...........10 9 LE RIVOLUZIONI E I MOTI DEL 1830-1831 IN EUROPA...................11 10 IL REGNO DI LUIGI FILIPPO IN FRANCIA.............................11 11 L’INGHILTERRA NELL’ETÀ DELLE RIFORME (prima metà 800)............12 12 CONFLITTI ED EQUILIBRI INTERNAZIONALI 1830-1848..................12 13 I FATTORI DINAMICI DELLO SVILUPPO ECONOMICO EUROPEO NEL 1° 800. . .13 14 INDUSTRIALIZZAZIONE E NASCITA DELLA CLASSE OPERAIA...............14 15 LE ORIGINI DEL SOCIALISMO E LE SUE DIVERSE MATRICI IDEOLOGICHE. . .14 16 Il 1848 IN EUROPA: ASPETTI GENERALI..............................15 17 LA RIVOLUZIONE DEL 1848 E L’EVOLUZIONE VERSO IL SECONDO IMPERO. . .16 18 RIVOLUZIONE DEL 1848 NELL’IMPERO ABURGICO E IN GERMANIA..........16 19 LE TRASFORMAZIONI SCIENTIFICHE, ECONOMICHE E SOCIALI ALLA METÀ DEL '800................................................................17 20 IL MOVIMENTO OPERAIO DOPO IL ’48. LA 1° INTERNAZIONALE E LA SUA CRISI...............................................................18 21 L’ATTEGGIAMENTO DELLA CHIESA DI FRONTE A SOCIETÀ E STATO DEL ’800 19 22 L’INGHILTERRA LIBERALE...........................................19 23 LA RUSSIA ALLA METÀ DEL ’800...................................20 24 IL SECONDO IMPERO E LE GUERRE DI NAPOLEONE III...................21 25 L’ASCESA DELLA PRUSSIA E LA POLITICA DI BISMARK..................21 26 LA GUERRA FRANCO-PRUSSIANA E L’UNIFICAZIONE TEDESCA..............22 27 LA COMUNE DI PARIGI..............................................22 28 LE DIFFERENZE ECONOMICHE E SOCIALI IN USA E LA GUERRA DI SECCESIONE..........................................................23 29 DAL GIAPPONE FEUDALE AL GIAPPONE MODERNO.........................24 30 LA RESTAURAZIONE IN ITALIA (1815-’21)............................24 31 I MOTI DEL 1820-1821.............................................25 32 I MOTI DEL 1831..................................................26 33 MAZZINI: FORMAZIONE, IDEE E INIZIATIVE...........................26 34 LO SVILUPPO DEGLI STATI ITALIANI FRA IL 1830 E IL 1848...........27 35 MODERATISMO, NEOGUELFISMO, FEDERALISMO...........................28 36 IL 1848 IN ITALIA E LA PRIMA GUERRA D’INIDIPENDENZA..............29 37 LOTTE DEMOCRATICHE E NUOVA RESTAURAZIONE (1848-49)...............29 38 CAVOUR E IL PIEMONTE.............................................31 39 INIZIATIVE MAZZINIANE E REPUBBLICANE NEGLI ANNI ‘50..............31 40 LA SECONDA GUERRA D’INDIPENDENZA.................................32 41 GARIBALDI E LA SPEDIZIONE DEI MILLE..............................32 42 L’UNIFICAZIONE ITALIANA, I PLEBISCITI E LA PROCLAMAZIONE DEL NUOVO REGNO...............................................................33 43 BISMARK, POLITICA INTERNA ED ESTERA..............................34 44 LA TERZA REPUBBLICA IN FRANCIA (SINO AL 1914)....................35 45 L’INGHILTERRA NELLA SECONDA METÀ DEL XIX SECOLO..................36 46 LIBERISMO, PROTEZIONISMO E CRISI AGRARIA.........................37 47 LO SVILUPPO SCIENTIFICO NELLA SECONDA METÀ DEL XIX° SECOLO.......38 48 I CARATTERI DEL COLONIALISMO E DELL’IMPERIALISMO NEL ‘800........39 1

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1 I CARATTERI FONDAMENTALI DELLA RESTAURAZIONE IN EUROPA

ManualeStoriaContemporanea.doc 06/07/04

51 I CARATTERI FONDAMENTALI DELLA RESTAURAZIONE IN EUROPA

62 IL CONGRESSO DI VIENNA E LA SANTA ALLEANZA

73 LA CULTURA DEL ROMANTICISMO E LA POLITICA

74 IL CONCETTO DI NAZIONE E LO SVILUPPO DEL LIBERALISMO

85 LE SOCIET SEGRETE NELLEPOCA DELLA RESTAURAZIONE

86 LE RIVOLUZIONI E I MOTI DEGLI ANNI VENTI IN EUROPA

97 LINDIPENDENZA DELLAMERICA LATINA

108 LO SVILUPPO DEGLI STATI UNITI NELLA PRIMA MET DEL 800

119 LE RIVOLUZIONI E I MOTI DEL 1830-1831 IN EUROPA

1110 IL REGNO DI LUIGI FILIPPO IN FRANCIA

1211 LINGHILTERRA NELLET DELLE RIFORME (prima met 800)

1212 CONFLITTI ED EQUILIBRI INTERNAZIONALI 1830-1848

1313 I FATTORI DINAMICI DELLO SVILUPPO ECONOMICO EUROPEO NEL 1 800

1414 INDUSTRIALIZZAZIONE E NASCITA DELLA CLASSE OPERAIA

1415 LE ORIGINI DEL SOCIALISMO E LE SUE DIVERSE MATRICI IDEOLOGICHE

1516 Il 1848 IN EUROPA: ASPETTI GENERALI

1617 LA RIVOLUZIONE DEL 1848 E LEVOLUZIONE VERSO IL SECONDO IMPERO

1618 RIVOLUZIONE DEL 1848 NELLIMPERO ABURGICO E IN GERMANIA

1719 LE TRASFORMAZIONI SCIENTIFICHE, ECONOMICHE E SOCIALI ALLA MET DEL '800

1820 IL MOVIMENTO OPERAIO DOPO IL 48. LA 1 INTERNAZIONALE E LA SUA CRISI

1921 LATTEGGIAMENTO DELLA CHIESA DI FRONTE A SOCIET E STATO DEL 800

1922 LINGHILTERRA LIBERALE

2023 LA RUSSIA ALLA MET DEL 800

2124 IL SECONDO IMPERO E LE GUERRE DI NAPOLEONE III

2125 LASCESA DELLA PRUSSIA E LA POLITICA DI BISMARK

2226 LA GUERRA FRANCO-PRUSSIANA E LUNIFICAZIONE TEDESCA

2227 LA COMUNE DI PARIGI

2328LE DIFFERENZE ECONOMICHE E SOCIALI IN USA E LA GUERRA DI SECCESIONE

2429 DAL GIAPPONE FEUDALE AL GIAPPONE MODERNO

2430 LA RESTAURAZIONE IN ITALIA (1815-21)

2531 I MOTI DEL 1820-1821

2632 I MOTI DEL 1831

2633 MAZZINI: FORMAZIONE, IDEE E INIZIATIVE

2734 LO SVILUPPO DEGLI STATI ITALIANI FRA IL 1830 E IL 1848

2835 MODERATISMO, NEOGUELFISMO, FEDERALISMO

2936 IL 1848 IN ITALIA E LA PRIMA GUERRA DINIDIPENDENZA

2937 LOTTE DEMOCRATICHE E NUOVA RESTAURAZIONE (1848-49).

3138 CAVOUR E IL PIEMONTE

3139 INIZIATIVE MAZZINIANE E REPUBBLICANE NEGLI ANNI 50

3240 LA SECONDA GUERRA DINDIPENDENZA

3241 GARIBALDI E LA SPEDIZIONE DEI MILLE

3342 LUNIFICAZIONE ITALIANA, I PLEBISCITI E LA PROCLAMAZIONE DEL NUOVO REGNO

3443 BISMARK, POLITICA INTERNA ED ESTERA

3544 LA TERZA REPUBBLICA IN FRANCIA (SINO AL 1914)

3645 LINGHILTERRA NELLA SECONDA MET DEL XIX SECOLO

3746 LIBERISMO, PROTEZIONISMO E CRISI AGRARIA

3847 LO SVILUPPO SCIENTIFICO NELLA SECONDA MET DEL XIX SECOLO

3948 I CARATTERI DEL COLONIALISMO E DELLIMPERIALISMO NEL 800

4049GLI EUROPEI IN AFRICA. ESPANSIONISMO E SPARTIZIONI. LA GUERRA ANGLO-BOERA

41La guerra Anglo-boera.

4250 ESPANSIONE EUROPEA IN ASIA E OCEANIA.

4251 Cina nel 800. Panoramica, dalle guerre delloppio alla rivolta dei boxers.

4352 GLI STATI UNITI POTENZA MONDIALE ALLA FINE DEL 800

4453 SOCIET DI MASSA E LE CONSEGUENZE POLITICHE: PARTITI, SINDACATI, ESERCITI

4554 LE ORIGINI DEL MOVIMENTO FEMMINILE

4655 I PARTITI SOCIALISTI, LA II INTERNAZIONALE, IL DIBATTITO TRA I MARXISTI.

4756 LEONE XIII: I CARATTERI DEL SUO PONTIFICATO E LA RERUM NOVARUM.

4757 LA CULTURA DEL POSITIVISMO, LA SUA CRISI, LE NUOVE SCIENZE.

4858 NAZIONALISMO, ANTISEMITISMO, SIONISMO ALLA FINE DEL 800.

4959 LA FRANCIA TRA DEMOCRAZIA E RIFORME

5060 IMPERIALISMO E RIFORME IN GRAN BRETAGNA.

5061 LA GERMANIA GUGLIELMINA

5162 I CONFLITTI DI NAZIONALIT IN AUSTRIA-UNGHERIA.

5163 LA RUSSIA NELLA SECONDA MET DELLOTTOCENTO.

5264 I CONFLITTI INTERNAZIONALI PRECEDENTI LA I GUERRA MONDIALE

5365 LA GUERRA RUSSO GIAPPONESE E LA RIVOLUZIONE DEL 1905

5366 LA RIVOLUZIONE IN CINA

5467 IMPERIALISMO E RIFORME NEGLI USA

5468 LAMERICA LATINA E LA RIVOLUZIONE MESSICANA

5569 DESTRA E SINISTRA DOPO IL 1861 IN ITALIA

5570 ITALIA DOPO IL 61 ACCENTRAMENTO STATALE E QUESTIONE SOCIALE

5671 LA III GUERRA DINDIPENDENZA

5772 LA QUESTIONE ROMANA LA PRESA DI ROMA E LE SUE CONSEGUENZE.

5873 LA SINISTRA AL POTERE E IL TRASFORMISMO(1871-1882)

5974 LE ORIGINI DEL MOVIMENTO OPERAIO E DEL SOCIALISMO IN ITALIA

5975 I CATTOLICI INTRANSIGENTI E LOPERA DEI CONGRESSI.

6076 POLITICA ECONOMICA CRISI AGRARIA E SVILUPPO INDUSTRIALE IN ITALIA

6177 LA POLITICA ESTERA TRIPLICE ALLEANZA E COLONIALISMO

6178 FRANCESCO CRISPI POLITICA INTERNA ED ESTERA

6279 LA NASCITA DEL PARTITO SOCIALISTA

6380 LA CRISI DI FINE SECOLO

6381 LA SVOLTA LIBERALE DI ZANARDELLI E GIOLITTI

6482 LO SVILUPPO INDUSTRIALE IN ITALIA IN EPOCA GIOLITTIANA

6483 IL SISTEMA DI GOVERNO DI GIOLITTI E I SUOI CRITICI

6584 LE RIFORME DI GIOLITTI

6685 LA POLITICA ESTERA DI GIOLITTI I NAZIONALISTI E LA GUERRA DI LIBIA

6686 RIFORMISTI E RIVOLUZIONARI NEL PARTITO SOCIALISTA

6787 DEMOCRATICI CRISTIANI CLERICO MODERATI PATTO GENTILONI

6888 LA CRISI DI GIOLITTI E LINTERVENTO NELLA I GUERRA MONDIALE

6989 LO SCOPPIO DELLA I GUERRA MONDIALE CAUSE PROSSIME E REMOTE.

6990 FASI E VICENDE MILITARI DELLA I GUERRA MONDIALE

70Prima fase

70Seconda fase

71La svolta

71Terza fase

7291 LE NOVIT DELLA GUERRA NUOVI ARMAMENTI MOBILITAZIONE CIVILE

7392 LA SVOLTA DELLA GUERRA IL 1917 E LA POLITICA DI WILSON

7393 LE RIVOLUZIONE DI FEBBRAIO E OTTOBRE 1917, IN RUSSIA

7494 LA TERZA INTERNAZIONALE (LINTERNAZIONALE COMUNISTA)

7495 COMUNISMO DI GUERRA, NUOVA POLITICA ECONOMICA E NASCITA DELLURSS

7596 I TRATTATI DI PACE DEL 1919 E LA SOCIET DELLA NAZIONI

7697 LE CONSEGUENZE SOCIALI ED ECONOMICHE DELLA GUERRA.

7798 CONSEGUENZE POLITICHE DELLA GUERRA: BIENNIO ROSSO E RIVOLUZIONI IN EUROPA

7999 RIVOLUZIONE E MODERNIZZAZIONE IN TURCHIA

79100 LA FRANCIA E LA GRAN BRETAGNA TRA LE DUE GUERRE

79101 LA REPUBBLICA DI WEIMAR.

81102 GLI STATI UNITI NEGLI ANNI 20 E LA CRISI DEL 1929

82103 LE CONSEGUENZE MONDIALI ED EUROPEE DELLA CRISI DEL 1929

82104 ROOSEVELT ED IL NEW DEAL

83105 CULTURA DELLA CRISI ED ECLISSI DELLA DEMOCRAZIA TRA LE DUE GUERRE MONDIALI

83Arti e scienze.

84Politica

85106 LA CRISI DELLA REPUBBLICA DI WEIMAR E LAVVENTO DEL NAZISMO

86107 I CARATTERI DEL TERZO REICH: IDEOLOGIA, REPRESSIONE, CONSENSO

86Ideologia

87Persecuzione degli ebrei

87Opposizione al Regime

87Forme di consenso al regime

88108 LO SVILUPPO DELLUNIONE SOVIETICA TRA LE DUE GUERRE MONDIALI

89109 STALIN E LO STALINISMO

90110 I FRONTI POPOLARI

90111 LA GUERRA DI SPAGNA

91112 LA CRISI INTERNAZIONALE DEGLI ANNI TRENTA

92113 LIMPERO BRITANNICO TRA LE DUE GUERRE MONDIALI

92114 NAZIONALISMO E COMUNISMO IN CINA TRA LE DUE GUERRE MONDIALI

93115 IL GIAPPONE TRA LE DUE GUERRE MONDIALI

94116 LA PERSECUZIONE DEGLI EBREI

94117LITALIA IN GUERRA: VICENDE MILITARI, FRONTE INTERNO1915-1917

95118 IL 1917 1918: DA CAPORETTO A VITTORIO VENETO

95119 LITALIA NEL 1919: TENSIONI SOCIALI, NUOVI PARTITI, ELEZIONI POLITICHE

96120 IL RITORNO DI GIOLITTI, LA QUESTIONE DI FIUME E LOCCUPAZIONE DELLE FABBRICHE.

98121 LA NASCITA DEL PCI: RADICI SOCIALI E POLITICHE E INFLUENZE INTERNAZIONALI

98122 IL FASCISMO DA MOVIMENTO A PARTITO: LA REAZIONE AGRARIA

100123 DAL GOVERNO BONOMI AI GOVERNI FACTA ED ALLA MARCIA SU ROMA

101124. LA POLITICA ITALIANA DAL 22 AL 25

102125 IL FASCISMO: FORME E STRUMENTI DELLA REPRESSIONE DEL DISSENSO

103126. IL FASCISMO: IL TOTALITARISMO IMPERFETTO

104127 IL REGIME FASCISTA: COMUNICAZIONI DI MASSA, SCUOLA, CULTURA

105128 LA POLITICA ECONOMICA E SOCIALE DEL FASCISMO PRIMA E DOPO LA GRANDE CRISI.

106129 I RAPPORTI DEL FASCISMO CON LA CHIESA CATTOLICA

107130 LIMPERIALISMO FASCISTA E LA GUERRA DETIOPIA

108131 GLI ANTIFASCISTI ALLINTERNO E ALLESTERNO

109132 LITALIA E IL FASCISMO NELLA SECONDA MET DEGLI ANNI 30

110133 LE ORIGINI DELLA II GUERRA MONDIALE

111134 LA GUERRA IN EUROPA 1939-1941

113135 LATTACCO ALLUNIONE SOVIETICA

114136 LAGGRESSIONE GIAPPONESE E IL COINVOLGIMENTO DEGLI STATI UNITI

114137 RESISTENZA E COLLABORAZIONISMO

115138 LA SVOLTA DELLA GUERRA E LE VICENDE MILITARI 1943-1945

118139 LA GUERRA NEL PACIFICO E IN ASIA E LA SCONFITTA DEL GIAPPONE

118La prima Arma Totale della storia: la Bomba Atomica

118140 I PROBLEMI DEL DOPOGUERRA E LE NAZIONI UNITE.

120141 LA GUERRA FREDDA

121142 L'URSS E L'EUROPA ORIENTALE DAL 1945 ALLA MORTE DI STALIN

122143 L'EUROPA OCCIDENTALE NEL DOPOGUERRA: CARATTERI GENERALI

122144 ORIGINI E SVILUPPI DELLA COMUNIT EUROPEA

123145 LA FRANCIA DOPO IL 1945 : LA IV E V REPUBBLICA

123146 GERMANIA: SPACCATURA DEL PAESE E SVILUPPI SUCCESSIVI DELLE DUE REPUBBLICHE

124147 GLI STATI UNITI DOPO IL 1945: GLI ANNI 50 E IL MACCARTISMO

124148 LA RIVOLUZIONE COMUNISTA IN CINA

125149 DISTENSIONE, DESTALINAZIONE, CRISI DEL 1956

125150 L'INDIA: L'INDIPENDENZA E SVLUPPI POLITICI SUCCESSIVI

126151 LA DECOLINIZZAZIONE IN ASIA

126152 IL MEDIO ORIENTE ISRAELE LE GUERRE ARABOISRAELIANE

128153 LEGITTO DI NASSER E LA CRISI DEL 1956

129154 LA DECOLONIZZAZIONE DEL MAGHREB E DELLAFRICA NERA

130155 L'AMERICA LATINA NEGLI ANNI 50 E 60

131156 IL TERZO MONDO, IL NON ALLINEAMENTO E IL SOTTOSVILUPPO

132157 KENNEDY, KUSCEV E LA DISTENSIONE

133158 LA CINA DI MAO

134159 LA GUERRA DEL VIETNAM

134160 LURSS E LEUROPA ORIENTALE DA KRUSCEV A BREZNEV

135161 TRASFORMAZIONE ECONOMICHE, SOCIALI E DI COSTUME TRA GLI ANNI 50-60

135162 I MOVIMENTI DI CONTESTAZIONE NEGLI ANNI 60

136163 CONCILIO ECUMENICO

137164 EUROPA OCCIDENTALE TRA ANNI SETTANTA E OTTANTA

138165 DITTATURE E DEMOCRAZIE IN AMERICA LATINA

139166 GLI USA DA NIXON A REAGAN E BUSH

140167 DOPO BREZNEV: LA CRISI E LA DISSOLUZIONE DELL'URSS

140168 IL 1989 E LA CRISI DEL COMUNISMO IN EUROPA ORIENTALE

141169 LA GUERRA NEL GOLFO

141170 L'INTERVENTO ITALIANO NELLA II GUERRA MONDIALE E LE VIVENDE MILITARI

142171 LE VICENDE DEL 1943, IL CROLLO DEL FASCISMO, I 45 GIORNI

143172 LA SPACCATURA DELL'ITALIA: REGNO DEL SUD REPUBBLICA SOCIALE E RESISTENZA

143173 L'OCCUPAZIONE DELL'ITALIA E LE VICENDE POLITICHE E MILITARI 1943-1945

144174 L'ITALIA DOPO IL 1945: SCELTA ISTITUZIONALE E COSTITUENTE

145175 L'ITALIA DOPO IL 1945 : VICENDE POLITICHE, RICOSTRUZIONE, POLITICA ESTERA

145176 I PARTITI NELL'ITALIA DEL DOPOGUERRA

146177 IL CENTRISMO

147178 Miracolo economico e trasformazioni sociali

148179 IL CENTRO-SINISTRA

150180 IL '68 E L'AUTUNNO CALDO

150181 IL TERRORISMO

151182 CRISI DEL CENTRO SINISTRA, SOLIDARIET NAZIONALE, PENTAPARTITO

1 I CARATTERI FONDAMENTALI DELLA RESTAURAZIONE IN EUROPA

La Restaurazione, il periodo che comprende la storia europea dal 1815 al 30, caratterizzata dalla reimposizione, anche contro la volont dei popoli, di forme di governo e amministrazione precedenti la Rivoluzione Francese (1790), applicando il principio di legittimit sancito dal Congresso di Vienna; disconoscendo le nuove grandi tendenze spirituali, le idee di libert politica e di nazionalit, in modo da fallire, in definitiva alle aspirazioni di fondere la vecchia con la nuova Europa. Furono pertanto ristabiliti sui troni europei le dinastie antecedenti il 1790. Contemporaneamente lazione politica delle potenze vincitrici aveva lintento di vigilare e contrastare i possibili tentativi di rivalsa della Francia e di mantenere lo status qu, impedendo ogni destabilizzazione dellordine ricostituito.

Tre erano le direttrici lungo le quali si sarebbe orientata la Restaurazione:

Ricostituzione dellordine precedente la rivoluzione francese secondo il principio di legittimit;

Nuovo assetto politico dellEuropa dopo la sconfitta di Napoleone a Waterloo del Giugno 1815, con egemonia delle nazioni vincitrici;

Costituzione di un sistema dalleanze per mantenere a lungo il ricostituito assetto, con un occhio di riguardo ad eventuali tentativi di rivalsa francese.

Ma troppi erano stati i mutamenti nella societ del tempo (la certezza del diritto e luguaglianza formale dei cittadini) e troppo in profondit si erano radicate le idee rivoluzionarie da consentire un tale progetto. La situazione si sarebbe risolta in un compromesso fa antico e nuovo; fra il ritorno al potere dei conservatori e il notevole sviluppo dei borghesi (Inghilterra, Francia, Germania, Belgio e Italia settentrionale).

La stagione della Restaurazione, coincideva con la sconfitta di Napoleone e si proponeva la ricostituzione del vecchio ordine infranto. Alla base si pose il principio di legittimit, abilmente proposto dagli stessi francesi al congresso di Vienna (novembre 1814-giugno 1815), che riallocava i troni su base dinastica (diritto divino dei sovrani, a contrapporsi ai principi rivoluzionari della volont del popolo).

Furono ristabilite le reggenze al potere prima del 1790, con lintento di mantenere la situazione per un lungo periodo. Per ottenere il risultato era necessaria unopportuna rete dalleanze, con lintento di vigilare sui tentativi di rivalsa francesi.

La Santa Alleanza (Francia, Prussia, Russia e Austria)

Quadruplice Alleanza (Inghilterra, Prussia, Russia e Austria).

Queste diedero inizio al concerto europeo, un dialogo politico periodico fra le potenze.

Con criteri settecenteschi intere regioni passarono da uno stato allaltro, come compensi di guerra, senza considerare principi di nazionalit e con effetti diversi a seconda dei singoli paesi interessati.

In Gran Bretagna prevalse lala destra del partito conservatore, che produsse una politica rivolta a favorire gli interessi della grande propriet terriera, inasprendo le tensioni sociali che portarono a numerose agitazioni operaie.

Prussia, Russia e Austria confermarono i vecchi assolutismi settecenteschi (politiche autoritarie appoggiate da interventi militari).

La Spagna vide il misero riconoscimento di una costituzione conservatrice e la repressione di tutte le correnti liberali.

Il Regno dei Paesi Bassi e in alcuni stati della Confederazione germanica i regimi furono parzialmente rappresentativi con Parlamenti eletti a suffragio ristretto.

In Francia, invece, il nuovo re Luigi XVIII promulg una costituzione liberale proclamando luguaglianza dei cittadini davanti alla legge, garant in forma limitata i diritti fondamentali e un Parlamento bicamerale, che provoc lo scontento dei legittimisti pi intransigenti che organizzarono un partito ultras - che alla morte del re, avrebbero portato al trono il fratello Carlo X, capo riconosciuto degli ultrarealisti.

In Italia fu particolarmente dura nel Regno di Sardegna (lunico autonomo dallinfluenza austriaca), dove fu bloccata la legislazione e altre riforme napoleoniche. Nel Regno delle Due Sicilie e nello Stato Pontificio le spinte reazionarie furono in parte frenate dalla presenza di correnti moderate.

Nel Lombardo-Veneto autoritarismo e buona amministrazione caratterizzarono la dominazione austriaca. Agricoltura e industria ne trassero benefici cos come la rete interna di comunicazioni, che la resero la pi avanzata dItalia economicamente.

2 IL CONGRESSO DI VIENNA E LA SANTA ALLEANZA

Il Congresso di Vienna fu proposto dal cancelliere austriaco: Metternich, dopo la caduta dellImpero napoleonico ad opera delle potenze vincitrici (Inghilterra, Russia, Austria e Prussia), per portare in Europa un equilibrio politico che impedisse il sorgere di nuove rivoluzioni.

Inaugurato nellOttobre 1814 e termin i propri lavori nel Giugno 1815. Nelloccasione furono sanciti i principi della Restaurazione, per la ricostruzione di un equilibrio solido e duraturo, su proposta del Principe di Taylerrand, delegato francese che si seppe inserire nella partita politica, sulla base del principio di legittimit.

Parteciparono ai lavori moltissime delegazioni diplomatiche, ma le decisioni pi importanti furono prese dalle quattro maggiori potenze vincitrici della guerra a Napoleone: Gran Bretagna (Castlereagh), Russia (Nasselroad delegato dello zar), Prussia (il cancelliere Hardenberg) e Austria (Metternich).

Riusc, ad inserirsi nella riunione anche la Francia, grazie allabilit di Taylerrand che permise alla sua nazione di rimanere un pilastro del nuovo equilibrio europeo. Il principio di legittimit che ispir il congresso, suggerito dal delegato francese si riveriva ad una legittimit dinastica, basata sul diritto divino dei sovrani (contrapposta ai principi rivoluzionari del potere per volont del popolo). Sulla base di quanto furono ristabiliti sui troni quei sovrani che erano al potere prima del 1790:

la Francia nonostante la sconfitta,conserv lintegrit territoriale

La Prussia ottenne la Sassonia e alcuni territori nella zona del Reno;

Linfinit dei vari stati tedeschi furono ridotti di numero e riuniti in una Confederazione germanica (vedi Austria);

La Russia annesse: una fetta rilevante della Polonia, che costitu un regno autonomo unito allimpero Russo; Finlandia, Polonia e Bessarabia;

LInghilterra non ebbe in Europa vantaggi territoriali rilevanti (Malta e alcune isole), ma entr in possesso di molte colonie francesi e olandesi (Colonia del Capo, Isola di Ceylon). Rafforz quindi la sua presenza nel Mediterraneo e nei mari in genere, mantenendo la supremazia navale e legemonia economica;

Spagna e Portogallo mantennero le vecchie monarchie;

LAustria perse Belgio e Lussemburgo che con lOlanda formarono i Paesi Bassi, ma torn in possesso di:

Lombardo-Veneto;

Trentino e Tirolo;

Della Repubblica Indipendente di Venezia;

Il diritto di mantenere guarnigioni nel Granducato di Parma e Piacenza;

una notevole influenza militare nelle due Sicilie e Legazioni Pontificie;

Ottenne la presidenza della Nuova confederazione germanica.

Per il mantenimento del nuovo ordine fu istituita, per idea dello zar dAlessandro I, la Santa Alleanza (chiamata cos per i suoi riferimenti mistico-religiosi), come appendice del Congresso di Vienna. Vi aderirono: Francia, Russia, Prussia e Austria, ma non lInghilterra, che non si riconosceva nei presupposti religiosi dellaccordo.

Si propose di mutuare le regole principali della religione cristiana per creare quei vincoli di fratellanza per i sovrani considerati padri dei loro popoli. Fu trasformata dal Metternich come strumento dintervento per stroncare ogni tentativo di restaurazione liberale in Europa.

Per tutta risposta la stessa Inghilterra propose un secondo trattato la Quadruplice Alleanza (- con Russia, Prussia e Austria) che impegnava a vigilare sulle ambizioni di rivalsa francesi.

Le due alleanze prevedevano consultazioni periodiche tra le potenze, nacque cos il cosiddetto concerto europeo, un dialogo costante fra le potenze.

3 LA CULTURA DEL ROMANTICISMO E LA POLITICA

Durante let della Restaurazione in tutta Europa si diffuse la cultura romantica, nata in Germania negli ultimi decenni del 700 (Hamann e Herder). Si contrapponeva al razionalismo settecentesco, esaltando la spontaneit dei sentimenti, la libera creativit e i valori di tradizione, nazione e patriottismo.

Presto si diffuse in Inghilterra coi romanzi storici di Walter Scott;

in Francia nella versione cattolica e tradizionalista di Chateaubriand;

In Italia spiccher soprattutto la scuola Lombarda che ebbe nella rivista Il Conciliatore un veicolo culturale molto innovativo e vide il suo esponente di spicco in Alessandro Manzoni.

Dal 1815 si afferm un po ovunque come un riferimento comune della cultura europea dalla poesia al romanzo, dalla musica alla pittura. La sensibilit romantica fu un fenomeno di costume per i giovani intellettuali, divent un modo di muoversi, vestirsi, nuova visione dellabbigliamento, dallaccostamento dei colori allindossare un abito. Per alcuni si tradusse anche in una riscoperta religiosa, in particolare un riavvicinamento al cattolicesimo con le sue gerarchie e suoi culti tradizionali, per altri non signific un ritorno al passato e alle tradizioni, ma un nuovo concetto di libert, collegato con il sistema dei valori di chi combatteva contro la restaurazione. Per Francia, Spagna e Gran Bretagna, lidea di nazione e di patriottismo poteva esprimersi compiutamente grazie alla storia unitaria, ma molti altri paesi che dovevano riconquistare la loro indipendenza, come Polonia, Italia e Grecia, il sentimento patriottico assumeva un carattere rivoluzionario e nazionalistico.

4 IL CONCETTO DI NAZIONE E LO SVILUPPO DEL LIBERALISMO

I concetti principali che emersero dalla Restaurazione furono due:

nuovo ideale di nazione, come entit omogenea che accorpa un tuttuno di persone che condividono cultura, lingua, tradizioni e religione;

contrapposizione tra legittimisti (ritorno allantico regime) e liberali-democratici (desiderosi di un sistema rappresentativo e di una costituzione).

Il liberalismo poteva basare le sue tesi su un aspetto ideale e un materiale:

gli ideali di libert illuminista di Locke (Il Re regna ma non governa, il cittadino non prevaricato dal governo e pu essere certo del mantenimento dei suoi diritti fondamentali) e Montesquieau (La libert il bene fondamentale che permette il godimento di tutti gli altri beni. luomo a formare lo stato, non viceversa);

le realt istituzionali americane e inglesi, frutto dellevoluzione delle idee rivoluzionarie in Francia, America e Inghilterra

Se sul piano teorico le differenze tra liberali e democratici erano nette, su quello pratico trovavano il loro punto dunione negli obiettivi comuni:

lotta ai principi della Restaurazione;

parlamenti elettivi con regimi costituzionali;

la garanzia dei diritti fondamentali.

Il modello politico liberale proponeva la tolleranza e la libert dopinione, la divisione dei poteri, la rappresentativit elettiva limitata ad unelite di cittadini, sullesempio del modello britannico (rispettato della propriet privata, della libera iniziativa, assicurazione dei diritti fondamentali come la libert di pensiero, stampa e associazione; esercizio della rappresentativit solo tra aristocratici e borghesi.

Il modello politico democratico invece prevedeva il principio fondamentale della sovranit popolare, espressa attraverso il suffragio universale come unico modo per assicurare una giustizia sociale; sullesempio della rivoluzione francese.

Ad aumentare la coesione fra democratici e liberali contribu un nuovo sentimento nazionalista dovuto dalleccessivo accanimento degli stranieri invasori nei territori occupati e un forte supporto culturale-filosofico romantico. Il nuovo impulso nazionalista trov concretezza in numerosi episodi di sommosse di democratico-liberali di cittadini, nati in un certo territorio, che parlano la stessa lingua e che hanno costumi e tradizione comuni capaci desprimere una volont comune.

5 LE SOCIET SEGRETE NELLEPOCA DELLA RESTAURAZIONE

Nei paesi sottoposti alla Restaurazione la lotta per laffermazione degli ideali liberali, democratici e nazionali, assunse forme illegali e segrete. A prendere parte a queste organizzazioni furono soprattutto i militari ed ex-burocrati che erano stati epurati dai loro incarici precedenti con lavvento della Restaurazione. Ma gli stessi legittimisti se ne servirono per combattere gli avversari politici e per privilegiare le proprie politiche.

Le societ segrete pi note erano ispirate a principi democratici e liberali, presero ispirazione dalla Massoneria, nata nel Medioevo come corporazione di mestiere e divenuta nel 700 centro di diffusione degli ideali laici ed illuministi. La pi importante fu la Carboneria(ma anche gli Adelfi e i Filadelfi) presente soprattutto in Spagna e Italia, con ideali di liberalismo democratico moderato.

Le strutture erano di tipo verticistico e gerarchicizzato (ogni adepto aveva una propria collocazione e dei propri compiti, funzione dello stato sociale e del grado ricoperto). Il numero elevato di militari aumentava la disponibilit di forza armata capace di fornire il braccio armato per la realizzazione pratica dei moti(come in Spagna nel20, grazie ai Comuneros, o in Piemonte e Lombardia nel 31).

Ma una mancanza di coordinamento e dintenti generalmente provoc i fallimenti delle sollevazioni che organizzarono. Ad esempio, i carbonari siciliani chiedevano la costituzione e lautonomia dal Regno di Napoli; i carbonari napoletani volevano, anchessi, la Costituzione, ma il controllo dellisola siciliana; i carbonari veneti e Piemontesi volevano la costituzione francese del 14 e lindipendenza dallAustria e si proponevano di costituire un regno dellItalia Settentrionale.

Fa una timida apparizione anche unorganizzazione chiamata Federazione Italiana che per la prima volta propose ideali dunit nazionale.

6 LE RIVOLUZIONI E I MOTI DEGLI ANNI VENTI IN EUROPA

Londata rivoluzionaria part dalla Spagna, dove la restaurazione fu durissima causando una profonda crisi economica e aggravata dalle rivolte nelle colonie, uno dei paesi in cui era pi dura la repressione. Con una situazione economica allo strenuo e, nel 1820, durante limbarco di nuove truppe per il sud America, alcuni reparti ammutinarono sotto il comando di Raffael Riego dei Comuneros. Il Re Ferdinando VII fu costretto a concedere la Costituzione di Cadige del 1812, continuando per ad osteggiare la frangia liberale, poco invisa ad una massa contadina pilotata dalla Chiesa.

Cos da riuscire a breve a riprendere il potere, grazie allintervento della Francia nel 23.

Anche in Portogallo il Re Giovanni VII fu costretto a concedere una Costituzione.

Quindi scoppiarono rivolte, anche nel Regno delle Due Sicilie e in Piemonte e Lombardia. Entrambi i progetti insurrezionali sarebbero falliti.

Dopo poco anche il Portogallo mise fine alla fase liberal-democratica.

Lultima rivoluzione europea fu quella in Russia del moto decabrista nel 25. Esigui gruppi dintellettuali e ufficiali dellesercito cercarono dimporre dottrine liberali, provando soprattutto ad ammutinare lesercito. La rivolta scoppi a Sanpietroburgo in occasione dellinsediamento del nuovo ZAR Nicola I. Provoc reazioni durissime e una violenta repressione delle truppe zariste ripresero il controllo della situazione.

Lunica rivoluzione che si concluse positivamente fu quella dellindipendenza greca dal dominio turco, favorita dallavvallo delle potenze europee contrarie alla presenza turca nel continente. La partecipazione popolare rappresent lelemento vincente della rivolta. La setta patriottica Eteria organizz linsurrezione nel 21 scatenando una serie di durissime repressioni ottomane da causare forte sdegno nellopinione pubblica europea. Inghilterra, Francia e Russia intervennero per equilibrare lappoggio egiziano ai turchi. Nel 27 la flotta turco-egiziana si scontr con quella alleata e fu sconfitta La vittoria decret lindipendenza della Grecia (e lautonomia della Serbia, Moldavia e Valacchia) e lannessione dalcuni territori dellImpero ottomano, da parte della Russia.

7 LINDIPENDENZA DELLAMERICA LATINA

In America Latina le colonie spagnole e portoghesi portavano a compimento la loro indipendenza, sfruttando le difficolt in cui verteva la situazione europea.

Dal 700 questi paesi fungevano da magazzino di materie prime e prodotti agricoli (zucchero, cacao, tabacco, caff). Grandi monoculture in ampi territori, coltivate da schiavi neri africani, di propriet di pochi ricchi con una stratificazione sociale:

latifondisti bianchi dorigine europea;

creoli, bianchi dorigine europea discendenti dei primi coloni;

meticci locali di ceto medio-basso, artigiani e commercianti dipendenti dai creoli;

indios, i locali pi poveri;

i neri, solitamente schiavi.

Lorganizzazione delle rivolte indipendentiste fu proposta dagli stessi creoli che volevano liberarsi dal controllo e sfruttamento dei funzionari spagnoli.

La prima fase della lotta cominci quando Napoleone invase la Spagna. Al posto dei governatori sinsediarono delle rappresentanze locali creole. Il percorso verso lindipendenza, sinterruppe nel 14-15 in coincidenza con la sconfitta di Napoleone e la Restaurazione. Il ristabilito trono spagnolo invi truppe regolari contro i ribelli.

La seconda fase cominci subito dopo, nel 1816. Appoggiata dalla Gran Bretagna interessata a subentrare alla Spagna negli interessi commerciali, vide lorganizzazione di autentiche operazioni militari, distribuite su due fronti: al nord un esercito guidato da Bolvar e a Sud nelle province del Rio de la Plata (attuale Argentina) un contingente guidato da San Martin(ufficiale spagnolo passato agli insorti). Tra il 16 e il 19 i ribelli resero indipendenti Argentina, Cile e Colombia.

La terza fase, nel 20. La Spagna travolta dalla rivoluzione liberale blocc linvio di nuove truppe. I rivoluzionari (appoggiati da Inghilterra e USA) completarono lemancipazione con lintento di creare una confederazione sullo stile americano.

Il progetto si scontr per con limpreparazione politica delle classi sociali locali e i contrasti territoriali, sorti fra i nuovi stati durante la lotta di liberazione. Si verific, altres, unulteriore frammentazione tra gli stati liberati (la Gran Colombia che si divise in Venezuela, Colombia ed Equador; ecc.). La situazione economica era molto difforme da quella statunitense. Tre secoli di sfruttamento avevano orientato la politica economica allesportazione in Europa bloccando, di fatto, lo sviluppo del mercato interno succube di quello europeo. Alla fine gli squilibri sociali risultarono aggravati, ovunque era presente povert e analfabetismo; solo su piano dei diritti civili ci furono dei progressi: fu abolita la schiavit e le discriminazioni razziali si attenuarono, ma i nuovi organi rappresentativi non riuscirono ad assumere una fisionomia politica stabile. Lamministrazione dei territori era particolarmente difficile, anche a causa della scarsezza dinfrastrutture e dei grandi spazi tipici del continente. Questa situazione porter spesso a situazioni di malcontento e a sommovimenti rivoluzionari che favoriranno repressioni militaresche con lascesa al potere di governi autoritari.

8 LO SVILUPPO DEGLI STATI UNITI NELLA PRIMA MET DEL 800

Gli Stati Uniti allinizio del 800 occupavano solo una piccola striscia di costa Atlantica, e presentavano una netta separazione territoriale-politica.

stati del Sud, grandi piantagioni lavorate da schiavi neri africani con uneconomia dedita quasi esclusivamente allagricoltura;

stati del Nord, coi primi insediamenti industriali e dotati di una buona rete di trasporti basati su uno sviluppo economico tipicamente liberista.

Lespansione americana avvenne lungo due direttrici principali: Ovest e Sud.

Per posizione geografica erano naturalmente incentivati allespansione verso ovest; con lo Spirito della Frontiera ondate successive di pionieri aggiornarono periodicamente i confini dello Stato spaziando con libera iniziativa (proprio dal necessario individualismo nascer lo spirito americano), anche se frequentemente il governo centrale li appoggiava militarmente nei frequenti conflitti con le trib indiane(nativi nomadi con cui la convivenza non fu mai facile, che dopo una serie di sanguinosi conflitti furono costretti in riserve territorialmente sempre pi esigue).

Lespansione a Sud, fu propiziata grazie allacquisto della Louisiana nel 1803 da una Francia indebitata dalle guerre napoleoniche; e della Florida dalla Spagna, in difficolt per le lotte dindipendenza in America latina.

Un tentativo despansione a Nord, fu segnato dallinsuccesso militare contro il Canada appoggiato dalla Gran Bretagna.

Levoluzione politica del sistema americano era favorita dallinesistente radicamento aristocratico nel paese, in breve si afferm lo spirito di frontiera anche nella politica, le istituzioni procedettero ad un costante processo di democratizzazione sul modello dello stile britannico: competizione dei partiti aperta con scelta della rappresentativit(a suffragio limitato).

La scena politica fu dominata dal contrasto tra federalisti e repubblicani.

I federalisti con leader Washington, esprimevano gli interessi della borghesia urbana, favorevoli ad uneconomia protezionista che prevedeva il rafforzamento del potere centrale.

I repubblicani di T. Jefferson, esprimevano gli interessi degli agricoltori del Sud favorevoli ad una politica liberista (per incentivare lesportazioni) e assertori di un sistema federalista con ampie autonomie locali.

Dopo un ventennio di supremazia federalista, salirono al potere i repubblicani di Jefferson nel 1800 e vi rimasero per quasi 30 anni, risentendo del profondo mutamento avvenuto nella seconda met degli anni 20.

Scomparsi di scena i federalisti, i repubblicani si divisero in:

whigs (liberali), eredi del programma federalista;

democratici desiderosi di unampia democratizzazione.

Furono proprio i democratici ad affermarsi nel 28, con Jackson che abbass i dazi doganali e allarg il diritto di voto svincolandolo dai criteri di censo.

La lotta dindipendenza nei paesi latino-americani offr loccasione agli USA di scalzare la Gran Bretagna e imporre la propria egemonia economica-politica sul continente. Il presidente Monroe nel 1824 dichiar che tutto il continente era americano e ogni eventuale tentativo di colonizzazione sarebbe stato considerato atto ostile. Questo fu uno dei motivi per cui le potenze europee evitarono gli aiuti alla Spagna.

Negli anni successivi lespansione avvenne con lannessione del Texas. Lo Stato apparteneva al Messico, dopo una forte immigrazione americana si autodichiar prima indipendente, poi manifest il desiderio di annettersi agli USA(1845). Ne segu una guerra col Messico (45-48) che si concluse con una netta vittoria americana. Ulteriore espansione del neonato Stato avvenne poco dopo con lacquisto della California (dal Messico), particolarmente importante per i suoi giacimenti auriferi.

9 LE RIVOLUZIONI E I MOTI DEL 1830-1831 IN EUROPA

Fra il 30-31lEuropa fu attraversata da una seconda ondata rivoluzionaria, simile a quelli degli anni 20, ma che riusc a mettere in crisi i principi della Restaurazione. Primo e pi importante fatto si verific in Francia, dove il Re Carlo X, successo a Luigi XVIII, tent di ristabilire un rigido autoritarismo assecondato dagli ultras, limitando le libert costituzionali in favore di privilegi per clero e aristocrazia. Il Parlamento cerc di varare una serie di riforme per rafforzare i propri poteri di fronte al sovrano, ma queste furono sistematicamente bloccate, fino a che lo stesso Carlo X tent un vero e proprio colpo di stato emanando ordinanze con le quali:

sospendeva la libert di stampa

scioglieva la Camera appena eletta;

modificava a proprio favore la legge elettorale.

Contro il Re si schierarono in molti: democratici, intellettuali liberali, ma soprattutto la ricca borghesia e persino laristocrazia illuminata. Il popolo parigino nel Luglio 30 scese in piazza, costringendolo ad abbandonare la capitale e nominando al suo posto Luigi Filippo dOrlans che sispir dallinizio a un liberalismo moderato, e in politica estera per un moderato appoggio alle forze liberali in Spagna e Portogallo.

La Rivoluzione Di Luglio apr nuovi fronti in Europa, a partire dal Belgio (che era allora unificato con lOlanda in un unico stato). Il paese cattolico, dopo lannessione al Regno dei Paesi Bassi decisa al congresso di Vienna si trov succube dei protestanti olandesi. Lo scontento provoc uninsurrezione a Bruxelles nellAgosto 30 che port allintervento di Francia e Gran Bretagna, che ne ottennero la discussione questione a una conferenza internazionale, che sanc lindipendenza belga, con la nuova monarchia affidata a un principe di Sassonia.

Altre insurrezioni, con esiti negativi, si verificarono in Italia settentrionale (Parma, Modena e Bologna) e Polonia (che in un primo tempo conquist lindipendenza dallimpero russo, ma che poi fu sottoposta ad unopera di repressioni e di russificazione).

Verso la prima met degli anni 30 si configur una divisione in Europa:

nuove monarchie liberali: Spagna, Portogallo, Inghilterra e Francia;

vecchie monarchie autoritarie: Austria, Prussia e Russia.

10 IL REGNO DI LUIGI FILIPPO IN FRANCIA

Filippo Luigi dOrleans, Re dopo i moti del 30, attu una politica interna liberal-moderata, e in politica estera, per il non intervento nelle insurrezioni scoppiate in altre zone(soprattutto quelle pi distanti). Var una nuova Costituzione:

allargava il diritto di voto;

rafforzava il controllo del Parlamento sullesecutivo;

realizzava una netta separazione tra Stato e Chiesa (laicizzazione).

Il suo indirizzo politico sidentificava con gli interessi dellalta borghesia degli affari, questo non gli consentiva davere un adeguato consenso. Lesecutivo trov lopposizione di aristocrazia (ultras legittimisti) e clero, ma anche quella degli stessi rivoluzionari democratici che, organizzatori della sommossa di Luglio erano diventati i veri padroni dellordine sociale. Questultimi provocarono insurrezioni nel paese chiedendo a gran voce una politica pi radicale e liberista. Linstabilit dellesecutivo provoc una variazione di rotta nella politica di Luigi Filippo in senso conservatore, con la nomina a capo del governo di Guizot(teorico del giusto mezzo fra legittimisti e rivoluzionari). Il nuovo primo ministro limit la libert di stampa e di associazione, con lo scopo di ristabilire lordine pubblico. Per riprendere in mano le redini del potere fu incrementata la repressione energica dei malcontenti attraverso un incremento dei poteri ai rappresentanti pubblici. In questo modo la classe dirigente contribu ad accrescere quel malcontento da qualche tempo avvertito e che vedeva una netta contrapposizione tra un paese legale (quello della classe dirigente, onnipotente) e il paese reale (quello della popolazione, inerte). Se da un punto di vista sociale la politica di Guizot fu un fallimento, da quello economico, favor soprattutto la gran borghesia degli affari, contribuendo a sviluppare il paese, ma anche ad aumentare ulteriormente il divario fra le classi ricche e povere; provocando insanabili malcontenti che avrebbero portato a breve ad ulteriori cambiamenti dello scenario francese.

11 LINGHILTERRA NELLET DELLE RIFORME (prima met 800)

Fra gli anni20 e40 lInghilterra visse una stagione decisiva nella sua storia liberale.

Le riforme pi significative si ebbero quando nelle file del partito conservatore prevalse la componente meno radicale con: Canning, artefice della politica britannica al di fuori dallequilibrio del congresso di Vienna, e Peel grande riformatore. Numerose furono le riforme in campo sociale:

concessione ai lavoratori di unirsi in libere associazioni. Sorsero numerose unioni di mestiere (Trade Unions) organizzate dagli operai per la tutela dei diritti e per le rivendicazioni economiche(i primi sindacati);

Nel 28-29 riconoscimento della parit dei diritti alle differenti religioni (protestanti della Chiesa Anglicana e cattolici soprattutto irlandesi).

Ma il nodo fondamentale era quello della riforma elettorale che vedeva allargarsi considerevolmente la base attiva rendendola adatta allevoluta situazione economica del paese. Allinizio degli anni 30, una coalizione fra whigs e tories liberali, affront il problema delle circoscrizioni elettorali, che penalizzava i grossi centri abitati. Ad accelerare i termini della politica riformatrice contribu lascesa al trono del nuovo Re Guglielmo IV, favorevole allindirizzo liberale.

Furono approvate ancora, numerose e importanti riforme:

lavoro nelle fabbriche (10 ore massime giornaliere);

poveri(erogazione di indennizzi da statali);

una nuova riforma elettorale che avrebbe ulteriormente allargato la base attiva (bench rimasero ancora fuori dal sistema le classi pi povere, il sistema inglese era il pi moderno ed efficiente dEuropa).

In questo panorama estremamente favorevole alla concertazione sociale, i leaders delle Trade Unions, nel 38 elaborarono un documento - la Carta del popolo (da cui movimento cartista) - con il quale si chiedeva:

il suffragio universale maschile;

la garanzia della segretezza del voto;

labolizione dei criteri di censo per leleggibilit.

Il movimento cartista rimase attivo per molti anni, ma non riuscendo ad ottenere nessuno dei suoi obiettivi fin con lesaurirsi spontaneamente.

Tra la fine degli anni 30 e linizio dei 40, con lappoggio del partito liberale, si abbattevano i dazi doganali che, se da una parte salvaguardavano la produzione nazionale, dallaltro bloccavano leconomia e sfavorivano le classi pi povere. In questo modo, la ricca borghesia, vedeva soddisfatta la propria richiesta di rimozione degli ostacoli che si opponevano principalmente allesportazione dei prodotti.

Nel 46 con labolizione del dazio sul grano, si decretava la vittoria del liberismo.

12 CONFLITTI ED EQUILIBRI INTERNAZIONALI 1830-1848

La contrapposizione nata dopo i moti del 30 in Europa tra monarchie illuminate e autoritarie, aveva creato una frattura evolutiva tra i due schieramenti.

Inghilterra e Francia dimostrarono dinamismo politico e sociale.

Austria, Russia e Prussia si chiusero ad ogni innovazione, con rifiuto per ogni organo rappresentativo e ciascuno la propria caratteristica:

Per la Russia, il problema principale era la disastrosa situazione economica-sociale che provocava continue rivolte contadine;

LAustria doveva fronteggiare le spinte autonomiste delle diverse etnie.

La federazione germanica ebbe vita a s. Il conservatorismo aristocratico unito ad un forte nazionalismo finirono col rappresentare un elemento di coesione e di sviluppo delleconomia (e della borghesia) che trov il suo risultato pi brillante nel breve con lunione doganale del 34 (Zollverein a differenza del liberismo inglese prevedeva labbattimento delle barriere interne). Il sistema oligarchico teutonico rappresent un punto di forza per lo sviluppo del paese, un primo passo per lunione politica del Reich.

In politica internazionale gli anni furono segnati dallintesa tra Inghilterra e Francia, entrambe ostili alle mire espansionistiche russe nei Balcani(contro i turchi). La questione dOriente: lEgitto, di Mohammed Al, volle rendersi indipendente dalla Turchia. La Russia desiderosa dottenere vantaggi per la navigazione(stretti: Dardanelli e Bosforo)si schier con la Turchia; nacquero due guerre turco-egiziane:

primo scontro(32-33) culmin con un tentativo di mediazione degli anglo-francesi e si concluse con una vittoria diplomatica russa;

secondo scontro(39-40)segn la rottura tra lintesa anglo-francese. LInghilterra appoggi la Turchia, in funzione antirussa, mentre la Francia lEgitto per rafforzare la sua posizione nel Mediterraneo. Le sorti del contrasto arrisero allInghilterra (anche per un cedimento politico della Francia) e termin con la conferenza di Londra del 41.

lEgitto rimase turco e la Russia rinunci ai privilegi marittimi sugli stretti.

La politica estera francese, del ministro Guizot, imped il rappacificamento con lInghilterra. Il suo timore dulteriori sviluppi rivoluzionari lo riaccost alle forze conservatrici per finire con lassumere il ruolo di custode dei privilegi della monarchia. Ruolo che si concret appieno nellintervento nella guerra civile in Svizzera. Nel 45 i cantoni cattolici, si staccarono da quelli protestanti, la Francia si schier coi primi, la Gran Bretagna con i secondi. Lintervento non fu necessario a causa della secca sconfitta interna dei secessionisti(la nuova Confederazione. Elvetica aveva forma democratica: una nuova Costituzione e un parlamento elettivo).

13 I FATTORI DINAMICI DELLO SVILUPPO ECONOMICO EUROPEO NEL 1 800

La prima met del 800 offre una realt contraddittoria sul piano economico.

una realt preindustriale trainata dallinarrivabile Inghilterra;

una realt alle prese con una serie di segnali che porter, negli anni 30, allaffermarsi del capitalismo europeo.

Leconomia dellEuropa continentale era essenzialmente agricola, in uno stadio tecnicamente ancora arretrato, malgrado alcune innovazioni introdotte da poco come la rotazione delle colture e le prime macchine agricole. Larretratezza era dovuta anche alleccessiva frammentazione del mercato, alla scarsit di vie di comunicazione e lelevato numero di barriere doganali. Altro elemento critico furono le carestie del 16-17 e del 46-47(con effetti devastanti soprattutto sulla poverissima Irlanda).

Nonostante ci, si verificarono numerosi fattori di dinamicit rispetto al passato.

La crescita demografica che in mezzo secolo fece salire del 50% la popolazione europea( dovuta al calo della mortalit, ai progressi della medicina e nelligiene).

Il lento ma costante allargamento del mercato favor il commercio (che con la colonizzazione divenne internazionale).

Il progresso scientifico che port numerose innovazioni e scoperte e lintroduzione della macchina a vapore, sia come strumento di locomozione (trasporti) che di lavoro. Linvenzione della locomotiva(Stephenson) favor le comunicazioni con la rete ferroviaria (soprattutto in Gran Bretagna, Usa e Belgio) e: siderurgia e meccanica.

14 INDUSTRIALIZZAZIONE E NASCITA DELLA CLASSE OPERAIA

Let della Restaurazione mostr allEuropa come fosse improponibile la concorrenza coi prodotti delleconomia liberista inglese. La scarsit dei capitali e linadeguatezza del sistema bancario contribuivano a divaricare il tenore di vita europeo rispetto a quello britannico.

Nacquero centri dindustria moderna, soprattutto nel settore tessile e meccanico, nelle zone ricche di materie prime o sorgenti denergia (idrica o carbonifera). Lo sviluppo fu favorito soprattutto laddove proliferava la borghesia imprenditoriale, che favoriti dalla buona congiuntura economica degli anni 30 avevano dato il via alla prima rivoluzione industriale.

Il Belgio(supportato dallInghilterra)fu il primo e pi importante esempio di stato industrializzato.

La Francia ebbe una crescita pi lenta, (sviluppo nei settori laniero e cotoniero). Ad impedire un decollo pi rapido fu la presenza di piccola e media propriet contadina che teneva legati alla terra capitali e forza-lavoro.

La Germania a met del secolo era ancora indietro, ma gettava le premesse per il futuro. Svantaggiata dallo strapotere aristocratico e dalle numerose barriere doganali, giocava tutte le sue carte nella costruzione di una rete ferroviaria e nello sviluppo dellistruzione (chimica, siderurgia e ingegneria).

Al di fuori di questi paesi lindustria moderna era praticante sconosciuta.

Con la nascita dellindustria, prendeva forma un nuovo conflitto sociale: quello tra borghesi e proletari, imprenditori e salariati (proletari = proprietari di prole).

Quella delloperaio di fabbrica era una figura sociale nuova, che a differenza dei vecchi artigiani mancava di qualifica ed era privo dabilit tecniche proprie. Le loro condizioni di vita peggiorarono soprattutto a causa degli enormi costi davviamento dellattivit. Lavoravano anche donne e ragazzi, gli orari massacranti, i salari molto bassi. Le condizioni di vita nei nuovi centri urbani erano carenti digiene e inadatte a sopportare veloci variazioni di densit di residenti.

Le classi dirigenti, tentarono timide aperture riformiste per rimediare la drammaticit di tali condizioni; ma la risposta migliore per la tutela della nuova figura professionale provenne dallinterno: nasce lassociazionismo degli operai stessi.

Le prime forme di protesta assunsero i toni singolari del luddismo(violenza contro apparati produttivi). In seguito, quando le associazioni si strutturarono opportunamente, nacquero nuclei sindacali, come le Trade Unions in Inghilterra, le corporazioni di mestiere in Germania e le societ di mutuo soccorso in Francia (queste ultime con intenti pi paternalistici che tutelativi); con lintento di tutelare la nuova figura sociale.

Lemergenza sulla questione operaia e lo sviluppo delle associazioni di categoria, port allordine del giorno delle nazioni in via dindustrializzazione la ricerca della gestione politica e sociale del confronto.

15 LE ORIGINI DEL SOCIALISMO E LE SUE DIVERSE MATRICI IDEOLOGICHE

Le nuove idee rivoluzionarie che presero forma lindustrializzazione, erano troppo innovative pur non riuscendo a concrearsi in ambito istituzionale, gettarono le basi per la realizzazione del primo grande partito di massa della storia.

Accettata lindustrializzazione come unica strada per lo sviluppo, la nascita del proletariato, porter lo sviluppo di nuove idee: socialiste, indispensabili per ridisegnare le tutele del proletariato, con lesigenza di strutturare contrappesi politici-sociali. Precursori dellideologia socialista furono linglese Owen e il francese Saint-Simon.

Owen pensava che il sistema industriale potesse offrire il meglio delle sue potenzialit anche senza sfruttare i lavoratori. Ricco industriale, intraprese un tentativo di costituzione di una piccola comunit socialista; ma nella realt realizz unindustria modello in cui agli operai furono offerte tutele per quel tempo inimmaginabili. Leccessiva ambizione del suo progetto finirono con lisolarlo e limitarlo alla battaglia istituzionale per lo sviluppo delle Trade Unions in Inghilterra.

Saint-Simon vedeva la realt industriale come lunica strada percorribile dalla societ ottocentesca, teorizz una societ liberata da ogni parassitismo e governata da tecnici e produttori(influenza economica nella politica).

In Francia si svilupparono numerose correnti filosofico-utopistiche:

Fourier che auspicava una comunit in cui i lavoratori scegliessero il lavoro secondo le proprie inclinazioni;

Cobet e Blanqui, che vedevano nellinsurrezione popolare lextrema ratio per affidare il pieno governo al popolo(le prime idee rivoluzionarie);

Blanc precursore del socialismo riformista, per cui la soluzione dei mali del capitalismo dovevano essere superati dallintervento di uno stato moderatore;

Proudhon teorico dellesigenza rivoluzionaria per contrastare il capitalismo.

Le ideologie socialiste si svilupparono anche nei pensatori tedeschi. Nel 47 a Londra, fu fondata la Lega dei comunisti, fu affidato a Karl Marx e Friedrich Engels, lincarico di stenderne il Manifesto programmatico. Marx e Engels proposero il loro socialismo scientifico che univa a una carica rivoluzionaria un solido fondamento economico. Nucleo centrale delle teorie era la visione materialista della storia, come cio fosse stata caratterizzata da un susseguirsi di lotte di classe dovute ad interessi economici, che trovava la sua attualizzazione allinterno del nuovo sistema industriale, nel nuovo conflitto tra borghesia e proletariato. Erano i proletari ad essere in numero maggiore e a trovarsi nelle condizioni dinferiorit, per risolvere questa incongruenza lunica soluzione era la rivolta popolare (niente da perdere se non le proprie catene). Una rivolta che avrebbe dovuto estendersi a tutte le nazioni; cerando una rivoluzione internazionale (proletari di tutto il mondo unitevi). In questo clima di sommossa universale, il proletariato avrebbe sopraffatto la borghesia e, preso il potere, avrebbe governato inizialmente con una dittatura(per contrastare i prevedibili tentativi di rivalsa borghese) per fondare poi una nuova societ libera da ogni privilegio e vincolo economico e politico.

La societ comunista: senza stato, privilegi, classi.

16 Il 1848 IN EUROPA: ASPETTI GENERALI

A met del 800 non si poteva pi rimandare la risoluzione del problema politico delle richieste delle forze progressiste (liberali, democratici e socialisti), che erano quelle tipiche degli ideali rivoluzionari: libert politiche, istituzioni rappresentative e indipendenza nazionale. La situazione del 48 mostr:

Lanacronismo dei principi restauratori;

una nuova spinta nazionalista e indipendentista soprattutto per quelle etnie senza nazione come: Italia, Ungheria e Germania e Polonia;

allargamento dei consensi alle rivolte delle grandi masse popolari.

Il proliferare tra gli intellettuali delle idee socialiste, soprattutto quelle di Marx, favor una naturale evoluzione degli ideali nazionali. I nuovi moti insurrezionali che ne nacquero furono organizzati secondo lo schema base di giornate rivoluzionarie con dimostrazioni popolari nelle capitali, per sfociare in rivolte. La popolarit delle nuove idee consent di trovare anche quellappoggio popolare che era mancato nei moti del 20 e del 30, causandone linsuccesso.

Nel 48 londata rivoluzionaria fu deccezionale proporzioni, sia dal punto di vista territoriale che dintensit. Tutta lEuropa ne fu interessata, ad eccezione lInghilterra con episodi particolarmente violenti, nella repressione in Russia, dove lo sviluppo del dialogo politico era da sempre impedito.

17 LA RIVOLUZIONE DEL 1848 E LEVOLUZIONE VERSO IL SECONDO IMPERO

Il centro dirradiazione dei moti fu la Francia. La debolezza dimostrata dalla monarchia orleanista e del Ministro Guizot era messa in discussione da: democratici, bonapartisti e socialisti che chiedevano riformismo incisivo.

A causa dei divieti, il nuovo strumento di protesta fu il banchetto, riunione privata. Fu proprio la proibizione di uno di questi, il 22 febbraio a Parigi, ad innescare la scintilla. Il Re invi la guardia nazionale (corpo volontario di cittadini per lordine pubblico), che anzich sedarlo si un agli insorti. Fu inviato allora lesercito che fu sconfitto dopo due giorni di scontri, costringendo Luigi Filippo allabbandono del trono. Gli insorti organizzarono un nuovo governo repubblicano, dispirazione democratica (con la rappresentanza di alcune componenti operaie socialiste) che proponeva unAssemblea Costituente da eleggere a suffragio universale. I primi passi della 2 repubblica si mossero in un clima di generale entusiasmo.

In politica interna fu seguita una certa moderazione:

nuovi giornali;

abolita la pena di morte per i reati politici;

definizione dellorario massimo di lavoro in 10 ore;

sancito il principio del diritto al lavoro (gli ateliers nationaux, cooperative con lo scopo di realizzare il pieno impiego; nella realt riuscirono solo a rappezzare alcune situazioni eclatanti occupando manodopera in lavori di pubblica utilit).

In politica estera simpegnava a rispettare lequilibrio europeo, dichiarando di non volere esportare la rivoluzione.

Nonostante lentusiasmo popolare, le elezioni (a suffragio universale) per lassemblea costituente, dellAprile 48, videro la vittoria dei repubblicani moderati. Invano i democratici tentarono di riprendere liniziativa creando nuove sollevazioni.

Il nuovo esecutivo per ripristinare lordine, chiuse gli ateliers e obblig i giovani disoccupati ad arruolarsi nellesercito, misura che provoc linsurrezione di giugno dei lavoratori di Parigi, che fu duramente repressa.

I tempi erano ormai maturi per una nuova svolta conservatrice nella 2 Repubblica. Nel novembre 48 lapprovazione di una nuova Costituzione dispirazione Americana porter ad un ulteriore rafforzamento del centro moderato-conservatore che porter, nel dicembre 48, allelezione di Luigi Napoleone Buonaparte. La situazione sociale rimaneva alquanto agitata, per togliersi dallo stallo il nuovo capo dellesecutivo rafforz progressivamente il proprio potere. Nel dicembre 51 Luigi Napoleone Bonaparte organizz il colpo di Stato che con un plebiscito popolare ratificava la restaurazione dellImpero: Luigi Napoleone Bonaparte diventava imperatore con il nome di Napoleone III.

18 RIVOLUZIONE DEL 1848 NELLIMPERO ABURGICO E IN GERMANIA

Dopo linsurrezione parigina, i moti si propagarono in gran parte dellEuropa.

Nellimpero asburgico e nella confederazione germanica i malcontenti per la crisi economica si aggiunsero alle questioni nazionaliste.

La prima insurrezione, a Vienna nel marzo 48, fu la causa delle dimissioni del cancelliere Matternich, simbolo della Restaurazione, e provoc la diffusione del fenomeno in tutto lImpero al punto che la situazione a fine primavera sembrava fatale. Limperatore Ferdinando I dovette abbandonare la capitale e promettere un Parlamento.

Il primo ad insorgere fu lUngheria dove lala democratica-radicale cre un governo nazionale, fu istituito un nuovo parlamento eletto a suffragio universale e organizzato un esercito.

A Praga il governo provvisorio che avrebbe voluto presiedere un congresso di tutti gli stati dellImpero per chiedere lautonomia. Ma laggravarsi della situazione interna, tra i rivoltosi (antiche rivalit tra slavi, che miravano ad una confederazione jugoslava; e magiari, desiderosi di costituire una grande Ungheria), appena prima del congresso, consent la riscossa austriaca che ristabil lordine imperiale.

Lo stesso esercito croato si un a quello austriaco per fermare gli ungheresi. Poco dopo la repressione, Ferdinando I abdicava per il nipote Francesco Giuseppe, che cap la necessit di unapertura ai democratici e promulg una costituzione moderata che prevedeva un parlamento a suffragio ristretto e con poteri limitati.

Nella confederazione germanica (fu richiesta unassemblea costituente) dopo linsurrezione di Berlino del Marzo 48. Il re di Prussia fu costretto a concedere:

un parlamento;

libert di stampa.

Ma, una volta eletta la Costituente di Francoforte, apparve evidente la scarsit del suo potere e la subordinazione allo stato pi forte tra i confederati, cio la Prussia, che intanto aveva provveduto a sedare duramente una rivolta interna. Nellassemblea di Francoforte largomento allordine del giorno era la questione nazionale, con due correnti: la grande Germania (unificazione degli stati tedeschi sotto limpero Asburgico) e la piccola Germania (unificazione degli stati germanici in ununica nazione attorno alla Prussia). Prevalse la tesi piccolo-tedesca. Nel 49 Federico Guglielmo IV, Re di Prussia, dimostr la sua disapprovazione per le correnti liberali-democratiche rifiutando la corona imperiale, perch offertagli da unassemblea nata da uninsurrezione popolare. Fu la fine ingloriosa della Costituente di Francoforte che si sciolse nel giugno 49 riconsegnando la confederazione germanica ad una monarchia autoritaria.

19 LE TRASFORMAZIONI SCIENTIFICHE, ECONOMICHE E SOCIALI ALLA MET DEL '800

Le rivoluzioni del 48 erano terminate con una restaurazione delle monarchie conservatrici, ma il ceto che si afferm definitivamente fu la borghesia (nonostante la presenza limitata nelle classi dirigenziali), che rappresentava, lunica forza capace di riformare la societ europea e di promuoverne lo sviluppo economico, con individualit, libera iniziativa e concorrenza.

Lo sviluppo borghese provoc un fenomeno culturale, capace di disegnare uno stile di vita, con alla base valori fondamentali etica, lausterit, moderazione e il risparmio.

Particolare cura fu dedicata allabbigliamento e allarredamento (nellimitazione aristocratica).

Al centro delletica borghese cera la famiglia (punto di riferimento da contrapporre alla difficolt della lotta quotidiana), strutturata su un modello patriarcale fortemente gerarchizzato e con uno stato di decisa sovraordinazione delluomo sulla donna.

Nasce una nuova una corrente filosofica, il POSITIVISMO(capostipite Comte): la scienza come strumento per la soluzione a tutti i problemi della societ e lunica fonte la verit storica. Si sviluppano le scienze naturali: la biologia, la fisica(studi sullelettricit), la chimica. Maggiore rappresentante dello spirito positivista fu Charles Darwin che con la sua teoria sullevoluzione e sulla selezione naturale aveva sentenziato che gli esseri umani sono il risultato di una lotta quotidiana alladattamento naturale dove solo la specie forte (capace dadattarsi) sopravvive(sposava i presupposti borghesi ed infliggeva un duro colpo allautorit religiosa rafforzando le direttici che da tempo cercavano di laicizzare lo Stato).

Superata la crisi del 47 leconomia conobbe una fase despansione, che miglior le condizioni di vita e premise di incrementare la produttivit. Importanti risultati si ottennero anche in agricoltura, ma il perno del boom economico era lindustria che si potenzi notevolmente. Le applicazioni della meccanica e la macchina a vapore contribuirono a grandi svolte; ma gli elevati costi di avviamento degli impianti frenarono lindustrializzazione nei piccoli e poveri Stati, favorendola soprattutto laddove la disponibilit di risorse e capitali consentivano la nascita di grandi apparati e societ per azioni creando uno sviluppo selettivo. Il nuovo slancio industriale provoc due periodi di crisi nel 57 e nel 67; dovute a problemi di sovrapproduzione: le prime crisi economiche cicliche, che il mercato riusc ad assorbire.

A favorire lo sviluppo industriale furono soprattutto alcune importanti innovazioni:

Smantellamento dei privilegi corporativi;

Diffusione della carta-moneta come sistema di pagamento e di misura;

Soppressione quasi totale delle barrire doganali(liberismo);

Scoperta di nuovi giacimenti di materie prime (Francia, Germania e Belgio);

Sviluppo delle infrastrutture: strade, porti e vie di comunicazione;

Sviluppo dei mezzi di comunicazione (ferrovizzazzione dellEuropa);

Forte sviluppo dei sistemi di telecomunicazione premoderni, come il telegrafo;

Nascita delle banche commerciali (banche miste) con la funzione di convogliare i risparmi verso impieghi a lungo termine (investimenti industriali); assumendo la forma delle banche contemporanee.

20 IL MOVIMENTO OPERAIO DOPO IL 48. LA 1 INTERNAZIONALE E LA SUA CRISI

La scientificit delle nuove concezioni proposte da Marx, si affermarono sulle altre ideologie socialiste cos da rappresentare la dottrina ufficiale del movimento operaio. I nuovi partiti socialisti che nasceranno in questo periodo saranno ritenuti responsabili dogni agitazione e complotto, finendo col rappresentare il nemico di tutti i governi conservatori. Il movimento operaio attorno cui si coagularono non era ovunque egualmente sviluppato.

In Gran Bretagna, era strutturato solidamente e riconosciuto istituzionalmente. La sinistra liberale rappresentava in parlamento le Trade Unions in costante evoluzione.

In Francia, i pochi nuclei si dividevano tra le idee comuniste di Blanqui e quelle libertarie-democratiche di Proudhon (cooperazione spontanea di piccole realt autogestite), che sadattavano alla societ francese (piccoli proprietari terrieri).

In Italia i primi timidi tentativi dorganizzazione operaia erano orientati ad una miscela ideologica tra le idee di Proudhon e quelle di Mazzini.

Nella Confederazione Germanica, si stava formando rapidamente una solida classe operaia, trov in Vassalle un leader autorevole che credeva nella possibilit per gli operai di potere entrare nello stato borghese dallinterno e trasformandolo attraverso il suffragio universale.

Il fallimento dei moti del 48 costrinse Marx e Engels a rivedere le proprie tesi. Marx dedic tutto il suo tempo allo studio delleconomia e realizz nel 67 il Capitale. Dottrina fondamentale del socialismo, che proponeva unattenta analisi delleconomia politica e individuava nel nuovo soggetto emergente, il proletariato, lattore della rivoluzione.

Base teoria il concetto di valore-lavoro, secondo cui il valore di scambio di una merce dato dal tempo impiegato per produrla. Il lavoro stesso diventa quindi una merce compravenduta. Luomo-lavoro era un normale prodotto, che faceva arricchire il borghese, creando una sperequazione progressiva che provocava un allontanamento tra le classi. Per Marx il capitalismo doveva rappresentare solo una fase storica, avrebbe dovuto esaurirsi in breve, perch il suo sviluppo avrebbe portato alla concentrazione dei capitali in poche mani, acuendo le divisioni di classe, realizzando dapprima una crisi di sovrapproduzione (aggravata dal mancato assorbimento dei prodotti, stagnazione dei consumi), quindi alla rivolta delle classi oppresse. Le stesse leggi del capitalismo lavrebbero portato alla sua dissoluzione.

Nel 64 i movimenti operai europei cominciarono a organizzarsi nellintento di aumentare la propria visibilit; fu costituita a Londra la PRIMA INTERNAZIONALE SOCIALISTA, cui parteciparono i rappresentanti di molti paesi e il cui statuto fu redatto dallo stesso Marx che fu preso a modello dai vari partiti socialisti europei.

La vita dellinternazionale fu contrastata sia per indirizzi ideologici che per struttura organizzativa:

Contrasti ideologici: le prime fratture arrivarono dalla contrapposizione tra Bakunin e Marx. Il Russo era un convinto assertore dellanarchismo socialista, secondo cui lo Stato era la causa della non libert dellindividuo. Stato e Religione erano gli strumenti attraverso cui la classe dominante esercitava il potere sulle altre e le sottometteva. Liberate le masse da religione e stato, il comunismo si sarebbe instaurato spontaneamente. Per Marx, invece, religione e stato altro non erano che sovrastrutture originate dalla struttura principale: cio dallo sfruttamento delle classi operaie. Leliminazione dello Stato avrebbe dovuto essere una conseguenza della rivoluzione proletaria, che dopo una fase transitoria di dittatura del proletariato (per sedare ogni eventuale rigurgito borghese), avrebbe dovuto evolvere naturalmente in uno stato senza alcune distinzioni sociali;

Contrasti organizzativi: Bakunin riteneva che linternazionale doveva essere organizzata come una confederazione di partiti socialisti con forte decentramento organizzativo locale. Marx, privilegiava unorganizzazione degli obiettivi e strategie secondo un modello accentratore, dove la dirigenza fosse ben strutturata.

Lo stesso Marx, a causa delle conflittualit interne, e conscio dellinadeguatezza dei tempi per il progetto fin col sancire la fine della Prima Internazionale nel 76 poco dopo il trasferimento della sede da Londra a New York.

21 LATTEGGIAMENTO DELLA CHIESA DI FRONTE A SOCIET E STATO DEL 800

La chiesa a met del 800 fu presa tra due fuochi:

Stati nazionali votati ad un tentativo di laicizzazione;

Proliferare di ideologie anticlericali dei partiti socialisti.

la Chiesa assunse un atteggiamento molto critico nei confronti del capitalismo. Se il pericolo socialista appariva ancora piuttosto distante, quello liberista della religione relegata a credenza popolare, non poteva essere accettato in alcun modo.

Il mondo cattolico e il Papa Pio IX tentarono di riaffermare lortodossia cattolica, con provvedimenti significativi:

Nel 54 proclam il dogma dellImmacolata Concezione;

Nel 64, il Papa eman la Quarta Cura e il Sillabo nei quali elencava, le incongruenze della societ industriale: criticando ferocemente il liberalismo, la democrazia e il socialismo;

Nel 70, durante il Concilio Vaticano I, proclam il dogma dellInfallibilit del Papa sulla morale e in materia di fede.

Pochi Stati europei sposarono la politica pontificia e negli anni la Santa Sede rimase sempre pi isolata. Quando, nel settembre 1870, le truppe italiane entrarono a Roma, nessuno stato straniero si mosse in favore del pontefice.

Nel tentativo di contrastare il degrado della societ capitalistica e per ammornidire lintransigenza della curia presero forma i primi esperimenti dassociazionismo cattolico, con lintento darginare londata innovatrice che stava travolgendo lEuropa. Movimenti cristiano-democratici, come quello in Germania di Ketteler proponevano un intervento dello Stato nelle questioni sociali e nelleconomia, sotto forma diniziative assistenziali, per tutelare la situazione dei lavoratori.

22 LINGHILTERRA LIBERALE

Nel 48, il Regno Unito era la pi progredita nazione europea in: economia, politica e struttura sociale. Nucleo principale dellulteriore evoluzione fu giocato nellimportanti battaglie per lallargamento del voto e nel rafforzamento degli organi rappresentativi. LInghilterra di met 800 proponeva:

Quasi la met degli occupati nellindustria;

la pi vasta rete ferroviaria dEuropa;

elevatissima produzione di materie prime;

controllo marittimo e commerciale del mediterraneo;

struttura istituzionale pi progredita del continente.

Il sistema parlamentare si consolid cos da fornire alle camere la quasi totalit dei poteri (alla corona rimase il ruolo simbolico dunificatrice nazionale, manifestata platealmente con il regno della regina Vittoria 37-1901).

Fondamentale per la democratizzazione fu la battaglia per lallargamento al voto.

Fino agli anni 60 la scena politica era dominata dalla figura moderata di Palmestorn, che affid la battaglia agli intellettuali radicali, come J.Stuart Mill. Nel 65 alla guida dei liberali arriv Gladstone che dimostr un eccesso di moderazione, che provoc una crisi di governo in favore dei conservatori di Disraeli nel 66. Nel 67 con la Reform Act si allarg il voto a tutti i lavoratori urbani con un certo reddito, riconoscendone cos il peso nella societ industriale inglese. Nonostante il coraggio dimostrato, il nuovo consenso della base progressista, favorita dalla riforma elettorale, riport al governo il partito liberale. Con Gladstone, tra il 68e il 74, lInghilterra conobbe un periodo di grandi riforme:

fu incrementata e migliorata listruzione pubblica (ridimensionando la Chiesa);

fu affermato il sistema di assunzione nel pubblico impiego per concorso;

abolita la pratica del voto palese che aveva rappresentato per anni una arma di ricatto dellaristocrazia terriera, per le popolazioni delle campagne.

23 LA RUSSIA ALLA MET DEL 800

LImpero russo era il paese pi arretrato dEuropa. La salita al trono del nuovo Zar fece sperare in unondata riformatrice. Ad un inizio confortante seguirono violente sommosse che posero fine ad ogni speranza, per fare ripiombare la Russia nelloscurantismo dove nessuna opposizione politica era consentita.

privo distituzioni rappresentative;

elevato tasso danalfabetismo;

governato da un grande appartato burocratico poliziesco;

leconomia poggiante per il 90% sullagricoltura in condizioni semi-primitive; era fondata sulle Mir: comunit di villaggio dove assemblee dei capifamiglia assegnavano i fondi da coltivare ed esigevano le imposte in natura per lo Stato. Persisteva la servit della gleba, che legava indissolubilmente i contadini alla terra (compravenduti assieme ad essa).

Nonostante questarretratezza ferveva unintensa vita intellettuale (Tolstoj, Dostojevskij, Gogol, ecc) che favoriva la contaminazione con le idee continentali. Singenera una divisione culturale fra due gruppi dintellettuali:

gli occidentalisti, favorevoli al cattolicesimo, ai modelli politici e sociali dei paesi europei;

gli slavofili inclini alla religione ortodossa, alle tradizioni slave, e alle istituzioni comunitarie tipiche della societ russa.

Lavvento al potere del nuovo Zar, Alessandro II, aliment forti speranze di rinnovamento. Il nuovo zar attu importanti innovazioni: nella burocrazia, nella scuola, nel sistema giudiziario, fece unamnistia per detenuti politici, ma soprattutto leg il suo nome allabolizione della servit della gleba (1861) con la quale i servi acquisirono libert personale e riconoscimento giuridico ed ebbero la possibilit di riscattare le terre coltivate cos da trasformarsi in piccoli proprietari terrieri. Ma limpreparazione strutturale con cui fu messa in atto la suddivisione delle terre procur numerosi scontenti. I nuovi liberi incolparono delle incongruenze della manovra attuativa agli aristocratici, trasformando la situazione in una polveriera; autentici moti insurrezionali scoppiarono ovunque. La nuova situazione dinstabilit, costrinse lo zar ad una sterzata conservatrice, che rafforzando i poteri polizieschi dellesercito provoc la repressione sanguinosa sia dei contadini sia dei polacchi sia rivendicavano la propria indipendenza.

Si accentu, nuovamente, la frattura fra stato e borghesia intellettuale che aveva permesso lopera riformatrice dAlessandro II. Fra le nuove generazioni andarono diffondendosi forme di rifiuto totale dellordine costituito che porter alla nascita di correnti politico-filosofiche come il nichilismo (individualismo anarchico e radicalmente pessimista) e il populismo (tentativo paternalistico deducazione del popolo avvicinandosi ad esso). Movimento complesso, il populismo riuniva vaste aree di consenso: socialisti e occidentalisti democratici, tentarono di promuovere lutopia di un socialismo agrario che facesse leva sul proletariato delle campagne.

Il clima di confusione e di fermento costrinse lo Zar a dichiarare fuorilegge il populismo e ad aumentare le repressioni poliziesche; lo scontro sociale manifest il suo culmine nel 81 con luccisione dAlessandro II da parte di un anarchico.

24 IL SECONDO IMPERO E LE GUERRE DI NAPOLEONE III

La situazione francese della met del 800 anomala rispetto agli altri paesi.

Il bonapartismo proponeva, una mediazione tra:

centralismo autoritario basato sulla forza delle armi;

moderato riformismo sociale paternalismo sottoposto a verifica popolare.

Grazie allo sviluppo borghese la situazione economica era soddisfacente con progressi del settore bancario e la costruzione di ferrovie e opere pubbliche.

Caratteristica predominante dal punto di vista amministrativo fu ribattezzata tecnocrazia: la tendenza cio ad affidare compiti di governo ai tecnici (esperti deconomia, finanza, ingegneria, medicina).

Lentusiasmo che accompagn il consenso al nuovo imperatore ripropose una nuova ondata nazionalistica che trover sfogo nelle nuove idee politiche imperialiste, che videro Napoleone III impegnarsi al fianco dellInghilterra, nel 53-54, nella questione dOriente. Interessato allo scacchiere mediterraneo, sostenne limpero ottomano insidiato dalla Russia.

Una coalizione dAnglo-franco-piemontesi intervenne nella guerra in Crimea (54) assicurando, con la Conferenza di Parigi del 1855, lintegrit dellimpero ottomano e la neutralizzazione del Mar Nero. La vittoria procur un guadagno dimmagine alla Francia, che sfrutt abilmente per subentrare allAustria nei territori italiani. A tal proposito si alle con il Piemonte nella prima guerra dIndipendenza italiana nel 1859. Al termine del conflitto bench vittoriosa, la Francia uscir indebolita vittima dei forti contrasti fra la politica imperiale e lala cattolica conservatrice (che ben conosceva i piani dei nazionalisti italiani, che prevedevano lannessione dello Stato della Chiesa al futuro regno dItalia), che port ad una lenta evoluzione liberale dellImpero, interrotta per nel 70 dalla guerra franco-prussiana.

25 LASCESA DELLA PRUSSIA E LA POLITICA DI BISMARK

In Germania le redini del governo erano rimaste saldamente in mano alla monarchia e aristocrazia conservatrice, con un Parlamento che godeva di poteri assai scarsi, che determin, a differenza degli altri: La Via Prussiana allo sviluppo.

Nella seconda met del 800 la Prussia si ripropose alla guida della confederazione germanica, forte soprattutto del suo notevole sviluppo industriale e dellintegrazione con gli altri stati tedeschi uniti dallunificazione doganale (Zolverein). Lo sviluppo dindustria e della borghesia fu sostanzioso soprattutto nella parte occidentale del territorio, la Renania e la Westfalia, mentre nel resto del paese era ancora presente uneconomia prevalentemente agricola basata sui ricchi latifondisti, gli Junkers. Questi, mantenevano, grazie allantico sistema elettorale, molto potere sulla vita politica dello Stato formando un piccolo ma potente gruppo sociale. Punti di forza erano:

unalta diffusione distruzione elementare e una grande cultura romantica;

grande apparato di vie di comunicazioni (soprattutto strade e canali, un po meno ferrovie) che favorivano i grandi scambi commerciali.

Per rendere la Prussia una potenza assoluta mancava solo il rafforzamento militare. A ci rimedi il cancelliere Bismark, nominato dal nuovo sovrano Guglielmo I nel 1862. Simpegn a far realizzare il progetto di un nuovo e fortissimo esercito a dispetto della contrariet del Parlamento con lo scopo di risolvere il problema dellunit nazionale con luso della forza. Ostacolo principale era lAustria con cui i rapporti sacuirono tra il 64 e il 65 quando, dopo essersi impegnate nella sottrazione dalcuni territori alla Danimarca, finirono per arrivare alla guerra per disaccordi sulla loro amministrazione. Prima di provocare il casus belli, il Bismark si alle con il neonato Regno dItalia assicurandosi anche la neutralit della Russia e della Francia. Con lAustria si schierarono molti stati minori della confederazione tedesca intimoriti dallo strapotere prussiano. La guerra contro lAustria del 66 dur solo poche settimane e termin la grande sconfitta austriaca a Sadowa. Grazie alla mediazione di Napoleone III si arriv alla Pace di Praga nellAgosto 66 nella quale lAustria sub come unica mutilazione quella del Veneto, passato al regno dItalia, e dovette accettare lo scioglimento della vecchia confederazione tedesca. Gli stati a Nord del fiume Meno entrarono a fare parte di una nuova Germania del Nord, sotto Guglielmo I; mentre quelli a Sud del meno rimasero indipendenti. Il trionfo di Bismark gli garant un enorme rafforzamento anche in politica interna, molti deputati oppositori liberali si schierarono dalla sua parte formando il nuovo partito nazional-liberale. Cos facendo la borghesia liberale rinunciava a guidare il processo dunificazione nazionale a favore dellaristocrazia conservatrice.

26 LA GUERRA FRANCO-PRUSSIANA E LUNIFICAZIONE TEDESCA

Per lunificazione del Reich mancava solo lannessione degli stati a Sud del Meno. Lostacolo principale era la Francia di Napoleone III. Solo dopo la vittoria dei sullAustria sera reso conto della potenza militare e politica del nuovo stato teutonico.

Loccasione di scontro si present relativamente ad una questione dinastica alla corte di Spagna. A causa dellinstabilit e della vacanza del trono, gli iberici proposero la reggenza ad un principe prussiano, cosa che la Francia non pot che votarsi alla guerra. Dopo unabile provocazione politica del Bismark, la Francia dichiar guerra alla Prussia nel Luglio 70. Nonostante lentusiasmo, le forze armate francesi inferiori per numero e organizzazione a quelle tedesche, furono duramente sconfitta di Sedan nel 70, port linvasione del paese. I prussiani nella reggia di Versailles, simbolo del potere monarchico francese, proclamarono Guglielmo I imperatore della Germania unificata (Deutscher Kaiser). Con autoritarismo Bismark, nel trattato di Francoforte del 71, costrinse la Francia al pagamento di forti indennit di guerra e a mantenere truppe tedesche nel proprio territorio fino al pagamento completo dellindennizzo; inoltre a cedere Alsazia e Lorena, due province di notevole importanza economica e strategica. La sconfitta si tramut in unumiliazione avvertiva, anche tra gli strati sociali inferiori, provocando la nascita di un forte senso di rivincita, nacque cos il revanscismo (da revanch = rivincita) quel sentimento di rivalsa, che caratterizz la politica francese sino alla prima guerra Mondiale.

27 LA COMUNE DI PARIGI

Nella primavera del 71, mentre ancora si negoziava la pace con la Prussia, la Francia dovette affrontare una grave crisi interna. Nella Parigi, diventata una metropoli operaia, le idee socialiste avevano fatto proseliti e lumiliazione di Sedan fece scoppiare un moto rivoluzionario che vide lorganizzazione di una nuova Guardia Nazionale, e lelezione di unassemblea costituente per una riscossa nazionale. Linsurrezione non riusc a coinvolgere i contadini e gli abitanti dei centri minori che, alle elezioni dellassemblea consegnarono la vittoria alle forze conservatrici. Al governo and Thiers che come primo proposito cerc darrivare ad una dignitosa firma della pace. Ma il risultato particolarmente gravoso delle trattative e la precariet della situazione interna, provocarono linasprimento della frattura tra le forze progressiste della capitale e quelle conservatrici delle campagne. Ne nacque una nuova insurrezione a Parigi, che fu lasciata sola a se stessa. Nella citt lunica autorit riconosciuta era la guardia nazionale, controllata da radicali di sinistra. Quando il governo centrale le ordin di posare le armi la citt si rifiut di obbedire ed indisse libere elezioni per il Consiglio Della Comune. Con le elezioni del marzo 71, lesperienza della comune assunse gli aspetti della rivoluzione radicale, della sfida allautorit precostituita. Per quanto divisi al loro interno i dirigenti della Comune crearono al primo esperimento di democrazia diretta mai visto in Europa.

Fu abolita la distinzione tra esecutivo e legislativo;

tutti funzionari divennero eleggibili e revocabili;

lesercito fu sostituito da milizie popolari;

alcuni stabilimenti industriali furono affidati a cooperative di lavoro.

Il limite maggior dellesperienza della Comune era rappresentato dal suo totale isolamento dal paese. Senza lappoggio delle campagne (favorevole alle forze conservatrici) e del resto del Paese, era impossibile proseguire. La fine definitiva della Comune si dovette ad una spietata repressione militare dallesercito (favorita dalla complicit tedesca), nel maggio 71.

Il movimento rivoluzionario francese si trovava cos di nuovo sconfitto e decimato; la III repubblica nasceva sotto limpronta conservatrice di Thiers.

28 LE DIFFERENZE ECONOMICHE E SOCIALI IN USA E LA GUERRA DI SECCESIONE

Gli Usa alla met del 800 erano in grande espansione. La grande immigrazione europea aveva contribuito allincremento demografico favorendo soprattutto lo sviluppo industriale nel Nord, ma anche lagricoltura al Sud e lOvest erano in grande progresso. La situazione presentava un paese diviso in tre parti:

Nord-Est, la zona pi industrializzata del paese, dove era maggiore londata migratoria. Regnava uno spiccato capitalismo dominato da grandi gruppi industriali e finanziari;

Nel Sud, una societ prettamente agricola con grandi proprietari terrieri che sfruttavano schiavi, soprattutto di colore, nelle piantagioni;

LOvest invece era una terra in costante mutamento, una conquista quotidiana che cresceva i suoi abitanti con lo spirito della frontiera, che privilegiava: iniziativa individuale, uguaglianza, indipendenza.

Il grosso della battaglia politica e sociale si gioc sul problema dellesportazione dal Sud allOvest schiavismo, che mal si sposava con i principi deguaglianza dei pionieri.

La competizione politica si giocava da qualche tempo tra due partiti:

Democratico, che raccoglieva il consenso degli agricoltori del Sud, sispirava al liberismo e auspicava una confederazione con una notevole autonomia amministrativa locale. Favorevoli allo schiavismo e alla sua esportazione;

Whigs (successivamente partito repubblicano) che raccoglieva il consenso dei grandi gruppi industriali del Nord, sispirava al protezionismo e allaccentramento statale, appoggiava apertamente una politica antischiavista.

Quando nel 60 divenne presidente il repubblicano Abramo Lincoln, la spaccatura tra i due schieramenti politici si tramut in una guerra civile che vide configurarsi una coalizione tra Nord e Ovest, contro il Sud. Nel 61 dieci Stati del si staccarono dagli USA per riunirsi in una Confederazione Indipendente del Sud con capitale Richmond in Virginia. La secessione rappresentava un grave problema per la solidit del Paese, perch metteva in crisi quei valori di convivenza democratici che erano alla base dellordinamento. La guerra civile vide allinizio un predominio delle forze confederate (guidate dal Generale Lee), che speravano nellaiuto militare britannico (principale acquirente del cotone americano), ma gli stati del Nord-Ovest (guidati dal generale Grant) confidarono sulla superiorit numerica e sulle ingenti risorse economiche. Le sorti della guerra finirono per subire una brusca inversione nel 1863 che provoc loccupazione degli stati del Sud nel 1865. Pochi giorni dopo la fine della guerra fu assassinato il Presidente Lincoln da un fanatico sudista.

Nel 1863 fu decretata labolizione della schiavit, anche se, di fatto, la situazione non mut nella sostanza assumendo i connotati delloperazione di facciata. Lo status degli schiavi non cambi, ma per tutta risposta, tra gli estremisti del Sud, si verific la nascita di numerose associazioni clandestina di discriminazione razziale (nasce del Ku Klux Klan). Lestremismo provoc un timore nei bianchi che condizion fortemente lelettorato, tanto da riportare la vittoria al partito democratico.

La vittoria dei democratici nelle elezioni del 1870, restitu una situazione dei neri uguale a quella di una decina danni prima: lo schiavismo.

29 DAL GIAPPONE FEUDALE AL GIAPPONE MODERNO

In Giappone limperatore (mikado) era pi che altro un capo religioso ed esercitava un potere simbolico. Il governo del paese era da pi di due secoli nelle mani di una dinastia di feudatari, i tokugawa, che si trasmettevano la carica di shogun per vie ereditarie, specie di sovrani assoluti che legavano con un vincolo di vassallaggio i feudatari (daimyo) e sotto i samurai (la piccola nobilt di un tempo, dedita al mestiere delle armi). Lunica attivit economica e produttiva di rilievo era lagricoltura.

Non esistevano, di fatto, contatti con il mondo Occidentale, solo gli USA, a met 800, chiesero lapertura di relazioni commerciali. Liniziativa fu seguita dalla Gran Bretagna, Francia, Russia e trov il Giappone del tutto impreparato alla situazione. Limperatore accett di firmare accordi che, di fatto, assicuravano agli occidentali ampie possibilit di penetrazione economica (TRATTATI INEGUALI 1858).

Limpatto con lOccidente provoc conseguenze e fu vissuto come unintromissione autoritaria. Lumiliazione spinse daimyo e samurai ad una rivolta contro lo shogun, che termin con linsediamento di un imperatore quindicenne Meiji Tenno.

La restaurazione Meiji (1868), grazie allapporto di una ben istruita lite dirigente nobile-borghese produsse una modernizzazione accelerata dellintera societ giapponese, coinvolse leconomia e la legislazione, il sistema politico e i rapporti sociali, e che consent al Giappone di compiere in pochi anni la transizione dal feudalesimo allo Stato moderno. La Restaurazione Meiji, rimase un caso unico al mondo, senza alcuna partecipazione delle classi inferiori, una rivoluzione dal alto i cui i dirigenti tradizionali si sono spogliati dei loro antichi diritti, senza perdere la loro posizione privilegiata. Spostando i loro capitali, trasformarono unoligarchia feudale in una industriale e finanziaria.

30 LA RESTAURAZIONE IN ITALIA (1815-21)

La restaurazione in Italia arrest qualsiasi esperimento riformatore iniziato sotto il dominio napoleonico confermando lAustria potenza egemone nella penisola. Nei vari staterelli italiani, furono ripristinate le monarchia prerivoluzionarie.

In Piemonte il Re, Vittorio Emanuele I:

revoc la legislazione napoleonica;

epur lamministrazione pubblica;

privilegi allaristocrazia;

listruzione alla Chiesa e discriminazioni contro le minoranze religiose.

Nello Stato Della Chiesa la linea intransigente del consiglio cardinalizio, guidato dal Cardinal Consalvi, prevalse sulla moderazione del Papa PioVII, producendo una politica fortemente accentratrice, soprattutto dopo la morte del pontefice nel 1822.

Il Regno Delle Due Sicilie era in una condizione simile allo Stato Della Chiesa, ma linfluenza austriaca era ancora pi forte. La linea moderata del primo ministro Luigi De Medici dovette misurarsi col forte conservatorismo del sovrano Ferdinando I. Ma grazie allappoggio austriaco, il primo ministro riusc a portare a termine una politica di monarchia illuminata. Lo stato fu unificato amministrativamente nel 16, assumendo il nome di Regno Delle Due Sicilie, nonostante le proteste indipendentiste siciliane, con una politica che avrebbe impedito uno sviluppo e una modernizzazione.

Granducato di Toscana: Guidato da Ferdinando III di Lorena particolare attenzione furono dedicate al progresso agricolo, nonostante fosse sempre presente la mezzadria ed una notevole arretratezza. Il dibattito politico era tollerato, facendone il centro di r