Testata del Gemonese - Pense e Maravee | Testata ... · tunato Nel mare ci sono i coccodrillidi...

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101 Periodico bimestrale Marzo 2016 Anno XXIII Direttore responsabile Federico Rossi Aut.Tribunale di Udine 10/92 del 6/4/1992 Stampato su carta riciclata presso: Rosso Grafica e Stampa, via Osoppo 135 - Gemona - Ud Proprietà: Associazione culturale Pense e Maravee, via Sottocastello 81 - 33013 Gemona del Friuli - Ud Consegnato in Tipografia il 18/03/2016 Tiratura: 5.500 copie - Distribuzione gratuita Testata del Gemonese www.pensemaravee.it Hanno ucciso il futuro
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101Periodico bimestraleMarzo 2016Anno XXIII

Direttore responsabile Federico RossiAut.Tribunale di Udine 10/92 del 6/4/1992Stampato su carta riciclata presso: Rosso Grafica e Stampa, via Osoppo 135 - Gemona - UdPropriet: Associazione culturale Pense e Maravee, via Sottocastello 81 - 33013 Gemona del Friuli - UdConsegnato in Tipografia il 18/03/2016Tiratura: 5.500 copie - Distribuzione gratuita

Testata del Gemonese

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Hanno ucciso il f

uturo

EditorialeVogliamo ricordare Giulio Regeni attraverso il racconto di chi l'ha conosciuto, Mauro Meroi, professore alle medie dell'Istituto Comprensivo di Gemona

Ho conosciuto Giulio quando frequentava la scuola media a Fiumicello dove insegnavo in quel periodo. Eravamo sul finire degli anni '90 e Fiumicello gi da alcuni anni era un paese molto attivo con tante iniziativeche coinvolgevano anche la scuola: per esempio era gi stato istituito il Consiglio Comunale dei ragazzi ed erapresente un gruppo teatrale molto vivace che proponeva ogni anno una Rassegna di spettacoli in cui la scuolaaveva parte attiva. Giulio stato uno dei primi ragazzi ad essere eletto sindaco e lo ricordo ancora nel ruolo di protagonista nella versione teatrale del Piccolo Principe.Ecco, cos era Giulio, come forse tutti noi lo immaginiamo guardando le foto che conosciamo: un ragazzo solare, semplice, presente dove c'era qualcosa da fare, vivace, intelligente, buono: a scuola, certo, con unamarcia in pi, lo si capiva subito perch aveva grande facilit ad imparare ed era naturale per lui impegnarsi: ci arrivava, come si dice, senza fatica.Non sono rimasto stupito, perci, di saperlo prima al Liceo classico a Trieste e poi impegnato in studi semprepi complessi che lo hanno portato fino a Cambridge.Il pap di Giulio, con cui condivido la passione per la musica, ama passare qualche serata a suonare buona musica con gli amici ed stato proprio in una di queste serate con l'amico e collega Bruno, ora assessore nelcomune di Fiumicello, che stato raggiunto da quella notizia assurda e incomprensibile, incredibile, impossibile, inaccettabile da chi sta vivendo una vita semplice e buona com'era la sua ma anche quella di suo figlio Giulio.La mamma ha voluto vederlo ed ha avuto la certezza, da subito, di cosa e di come era successo al suo ragazzo...Entrambi, ora, sono impegnati in conferenze, dibattiti, innumerevoli incontri con tante persone.E' forse l'unico modo che hanno per poter sopravvivere a questo immenso dolore.Anche noi, ci siamo organizzati con l'unico obiettivo di non mollare, di non permettere che le cose scivolino via tra una partita di calcio e un reality show da quattro soldi.Il nostro impegno per Giulio continuare a chiedere per sapere, per pretendere verit.Venerd 12 febbraio, lo stesso giorno dei funerali di Giulio, l'Ente di promozione turistica dell'Egitto in Italia ha inaugurato a Milano la nuova milionaria campagna pubblicitaria in vista della prossima stagione estiva.Una campagna particolarmente importante per rilanciare le sorti dell'economia e del PIL nazionale dopo lastrage del 31 ottobre, quando un aereo russo fu abbattuto con centinaia di persone a bordo.

Abbiamo pensato di scrivere a tutte le sedi diplomatiche egiziane in Italia che boicotteremo la loro principale risorsa economica fino a quando non avremo VERITA' E GIUSTIZIA per la morte di Giulio Regeni. Migliaia di messaggi sono stati inviati e la risposta che ci stanno dando che loro sono estranei ai fatti.

Ma in questa vicenda nessuno pu girarsi dall'altra parte perci noi continueremo.

Se volete contribuire potete copiare e incollare questo messaggio:

Dear members of Egypt's diplomatic corps,as many other italian citizens, I've been hurt by political behaviour of your government about the tragic and violent death of Giulio Regeni. I think that till now, the efforts of your police have beendone to hide the truth and the justice. For this reason, I would inform you that I will boycott and I willtry to convince all people to avoid your main tourist places for next months/seasons, till the real guil-ties of this awful crime will be arrested and triedNO SHARM, ONLY SHAME!

Ambasciata Egiziana a Roma [email protected]

associazione culturale

Direttore responsabile

Redazione

A questo numero hanno collaborato

Federico Rossi

Anna Piazza, Paolo Isola, Irma Londero, Piera Londero, Lucia Solinas

Mauro Meroi, Roberto Benedetti, Sandro Creghini, Sandro Cargnelutti, Mauro Pascoli, Marco Iob, Elisa Contessi, Lorenzo Londero, Giacomo Trevisan, Arduino Candolini, Marco PatatGrafica: Giulio Calderini - Referente per la redazione: [email protected]

Via Sottocastello 81 - 33013 Gemona del Friuli - [email protected] www.pensemaravee.it

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La talpa Scava e morde

Lamps!Segnalazioni, lettere...

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SOMMARIO

rubriche>

Ringraziamo tutti coloro che continuano a sostenere la nostra autonomia con un contributo. Compilate il bollettino di c.c. postale n. 16895336 Qualsiasi importo va bene.

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Marzo 2016

societ> Guardare lontano per conoscere e conoscerci di Roberto Benedetti

societ> Lettera di Sandro Venturini Sul tema dei migranti

societ> lanno dei referendum Trivelle in mare aperto e Riforma Costituzionalea cura della redazione

ambiente> La ciclovia Alpe Adria... potrebbe presto arrivare a Gemonaa cura di Sandro Cereghini

ambiente> Per scoprire (riscoprire) il paesaggio del Gemonese di Mauro Pascoli

ambiente> Storie non edificanti del cosidetto sviluppo urbanodi Sandro Cargnelutti

societ> Ricordando Umberto Eco Lettera al nipotino

societ> Studenti sismologi al Magrini Marchetti a cura di Elisa Contessi

societ> Funghi che passione! ...e le uscite micologiche 2016a cura del Gruppo micologico Gemonese

societ> Emozioni dalta quota A 21 anni in cima allAconcaguadi Anna Piazza

societ> Le canzoni prima di tutto I Gang Bang si raccontanodi Anna Piazza

societ> Una giornata tributo a Christian Forgiarini di Anna Piazza

Testata del Gemonese

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Guardare lontano per conoscere e conoscersi. Quellointrapreso da alcune classi dellindirizzo sociale del-lI.S.I.S. Raimondo DAronco di Gemona del Friulinellambito del progetto nazionale di ricerca Scuoleper la pace prevede un percorso di conoscenzadella storia recente dellAfghanistan: incontri conesperti - come quello con lo scrittore e giornalistaEmanuele Giordana, letture di autori significativi -Aleksievic, Hosseini, Mazzucco, Rahimi, momentiteatrali - il monologo di Paolo Briguglia tratto dal for-tunato Nel mare ci sono i coccodrilli di Fabio Geda.

Uno degli obiettivi in corso di realizzazione quellodi scrutare per immagini, a partire dalla documenta-zione di grandi fotografi come Steve McCurry e Mo-nika Bulaj, il volto dellinfanzia di quel paese,uninfanzia che pur tra quotidiane difficolt rivendicail diritto al sorriso e a un futuro diverso nella propriaterra. Contribuisce alla costruzione di questo puzzle con lasua esperienza diretta Ashuq Rahman Safi - nellafoto in alto a sinistra - giovane migrante ora in Italia,pure lui in cerca di un nuovo domani.

Senza Confini la nuova retrospettiva di Steve McCurry offre un viaggio simbolico attraverso i suoi 40 anni di fotografiaper raccontarlo come ha vissuto: Senza Confini.Confini sfidati a costo della vita, come LAfganistan del 79 al seguito dei guerriglieri, primo a testimoniare limpor-tanza nevralgica di quel paese per il fragile equilibrio del mondo; la conseguente odissea dei rifugiati che gli havalso forse lo scatto pi celebre di tutti i tempi: Sharbat Gula, la mitica bambina afgana in grado di esercitare per 30anni la medesima forza magnetica.E poi confini simbolici, che McCurry nel tempo ha fatto svanire davanti ainostri occhi, le etnie in via di sparizione, le diverse condizioni sociali, imodi pi particolari di concepire i gesti pi semplici: immagini che rac-contano una condizione umana fatta di sentimentiuniversali e di sguardila cui fierezza affermala medesima dignit.

Dal 27/02/2016 al 12/06/2016 Galleria Harry Bertoia - Corso Vittorio Emanuele II, 60 - Pordenone [email protected]

Guardare lontano perconoscere e conoscersiAshud Rahman, ragazzo afghano per un periodo a scuola a Gemona, racconta linfanzia nel suo paese

di Roberto Benedetti

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Carissimi volontari,

da diversi mesi, in qualit di consigliere comunale e di responsabile del circolo del PartitoDemocratico di Gemona, sto seguendo con attenzione e inquietudine la drammatica vicenda deiprofughi richiedenti asilo, con particolare riguardo al territorio del Gemonese. Si tratta di unfenomeno complesso, per la cui soluzione non sufficiente una generica ospitalit: servonointelligenza, capacit organizzative, sinergia tra enti istituzionali e privati. Ma serve innanzitutto unorizzonte etico che sostenga le nostre comunit, affinch si aprano alla dimensione dellaccoglienza.

La serata che avete promosso insieme dal Coordinamento delle associazioni e la Forania di Gemonalo scorso 26 gennaio presso il centro parrocchiale Glemonensis ha rappresentato un utile momentodi informazione e lelevato numero di presenti rivela quanto il tema sia percepito come importante e urgente dalla popolazione.

Purtroppo, come sapete, permangono ancora numerose criticit, soprattutto a causa della scarsadisponibilit di molti amministratori locali, alcuni intimoriti dalle comprensibili paure dei cittadini,alcuni, le cui grida sono spesso prevalenti, apertamente contrari ad accogliere persone straniere nelloro territorio. Per quanto riguarda lamministrazione di Gemona, mi dispiaciuto assistere a unacampagna di disinformazione e a un atteggiamento pilatesco, per non favorire una possibileospitalit che la Caritas e numerose delle altre associazioni erano e sono pronte a realizzare.Per questo motivo, sono a condividere con voi alcuni dati che ho avuto modo di reperire in viaufficiale presso gli uffici del Comune di Gemona. Riguardano le attuali disponibilit di alloggi dipropriet dellente. Per la massima chiarezza riporto il testo puntuale che il Responsabile del SettoreTecnico Infrastrutture mi ha inoltrato:

il numero complessivo di immobili di propriet comunale di tipo residenziale-abitativo (appartamenti) di n. 35;

gli immobili di cui sopra che sono stati messi allasta ad oggi dalla scorsa e dallattualeAmministrazione di n. 15;

dei sopraccitati immobili messi allasta sono stati alienati n. 8 unit abitative; gli immobili di propriet comunale di tipo residenziale-abitativo (appartamenti) che attualmente

risultano liberi sono n. 9 per due dei quali si sta valutando lopportunit di concederli a due soggetti deboli, ed altri due sono stati oggetto di asta pubblica (per quattro volte).

Tra pochi mesi saremo chiamati a celebrare il 40 anniversario del terremoto. Come cittadinofriulano, duramente colpito, sono convinto che abbiamo il dovere di offrire una risposta concretaallimpegno che ci assumemmo di no dismente linestimabile solidariet ricevuta allora.Laccoglienza degli stranieri che oggi bussano alle nostre porte potr rappresentare non solo ungesto di umana e pregnante fraternit per loggi e per il domani, ma anche costituire unoccasione di senso per rileggere il nostro passato e un segno tangibile di gratitudine per coloro che allora civennero in aiuto.

I pi cordiali saluti.

Sandro VenturiniConsigliere Comunale di Gemona del Friuli

societ>

Sul tema migranti riceviamo e volentieri pubblichiamo

l referendum rappresenta un'op-portunit di partecipazione de-

mocratica e un'occasione per co-noscere e approfondire temi che ri-guardano la vita di tutti.

Per questi motivi PeM ritiene ne-cessario avviare un dibattito con igemonesi che saranno chiamatiad esprimere il proprio parere suidue quesiti referendari.

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societ>

l'anno dei referendumI temi referendari: Trivelle in mare aperto e Riforma Costituzionale

a cura della redazione

I

17 APRILE REFERENDUM TRIVELLE IN MARE APERTOIntervista di PM alla Presidente Nazionale di Legambiente Rossella Muroni

La consultazione riguarda labroga-zione di un comma dellarticolo 6 deltesto unico ambientale, limitatamentealle seguenti parole: per la duratadi vita utile del giacimento, nel ri-spetto degli standard di sicurezza e disalvaguardia ambientale. Se vince il NO i giacimenti attivi nelleacque territoriali potranno estrarrefino allesaurimento del giacimento. Se vince il SI cio labrogazione, leestrazioni verranno bloccate alla con-clusione delle concessione in esserecon la messa in sicurezza del sito.

Sul significato del referendum Pensee Maravee ha intervistato la nuovaPresidente di Legambiente RossellaMuroni.

PM. Perch importante andare a vo-tare ad aprile

Le trivelle sono il simbolo tec-nologico del PETROLIO: vecchia ener-gia fossile causa di inquinamento,dipendenza economica, conflitti, pro-tagonismo delle grandi lobby. La veraposta in gioco di questo Referendum quella di far esprimere gli italianisulle scelte energetiche strategicheche deve compiere il nostro Paese, inogni settore economico e sociale.Dobbiamo continuare a difendere legrandi lobby petrolifere e del fossilea discapito dei cittadini, che vorreb-bero meno inquinamento, e delle mi-gliaia di imprese che stannoinvestendo sulla sostenibilit am-bientale e sociale? Per pochi barili dipetrolio vale la pena mettere a rischioil nostro ambiente marino e terrestreed economie importanti come lapesca e il turismo? Con quali scelteconcrete realizziamo gli obiettivi di ri-duzione delle emissioni fissati dallaCOP21 per combattere i cambiamenticlimatici?Quindi il vero quesito : lItalia vuolemodernizzare investendo sulleffi-cienza energetica, sul 100% rinnova-bili, sulla ricerca, in coerenza con gliaccordi presi alla Cop 21 di Parigi?

PM. Legambiente in prima fila nelpromuovere il NO a continuare le per-forazioni. Perch?

Non potevamo non esserci.Certo avremmo fatto volentieri ameno di un referendum che radica-lizza le posizioni e rid vita a vecchiecontrapposizioni come quelle tra am-biente e lavoro. Ma non possiamonon esserci. Si tratta di un referen-dum simbolico e noi dobbiamo utiliz-zarlo per parlare di che idea abbiamoper lo sviluppo del modello energe-tico ed occupazionale di questoPaese. Ci dobbiamo essere perchmilioni di cittadini stanno gi facendoefficienza e risparmio energetico, lodobbiamo fare perch un pezzo di im-prese di questo Paese, ha credutoalle nostre visioni investendo su rin-novabili e modello energetico pulito.Ci dobbiamo essere perch questoGoverno, che pure alcune cose im-portanti ha portato a casa sul fronteambientale (vedi leggi sugli ecoreatio le norme contenute nel collegatoambientale) continua ad essere sordoallemergenza clima, ad un nuovo mo-dello energetico, alle politiche di ab-battimento delle emissioni.Nonostante gli impegni sottoscritti aParigi con la Cop 21.

Il primo, previsto per il 17 aprile, ri-guarder le estrazioni di petro-lio in mare e i temi energetici; l'al-tro, in autunno, affronter la ri-forma costituzionale e il sistemadi regole relative al ruolo del Se-nato e di alcuni organi di garanzia.

Per quanto riguarda il referen-dum sulle Trivelle in mare aper-to abbiamo sentito il parere del

Presidente Nazionale di Legam-biente Rossella Muroni.

Sulle riforme costituzionali ab-biamo deciso di avviare un per-corso di approfondimento che ini-zia con l'intervista al professorPaolo Giangaspero, docente diDiritto Costituzionale allUniversitdi Trieste, e che proseguir neiprossimi due numeri.

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a cura della redazione

PM. La fine del bicameralismo per-fetto destina solo alla camera dei de-putati la funzione legislativa, di indi-rizzo politico e di controllo alloperatodel governo. Quali sono i concreti po-teri che la riforma destina al cd se-nato delle autonomie

E certamente vero che il pro-getto, nel superare il bicameralismoperfetto, disegna un sistema nelquale la Camera dei Deputati tito-lare esclusiva del rapporto di fiduciacon il Governo ed ha un ruolo netta-mente prevalente nella legislazione.Questo tuttavia non significa che ilSenato riformato sia privo di poteriche potrebbero rivelarsi significativinel funzionamento della c.d. forma digoverno (ossia nei processi di elabo-razione dellindirizzo politico e di con-trollo sullesecutivo). In primo luogo,alcune importanti leggi rimangono ne-cessariamente bicamerali (tra que-ste, tra laltro, le leggi di revisione co-stituzionale ed altre leggi adesempio in materia di istituti di de-mocrazia diretta, di disciplina dei rap-

PM. Quali sono le alternative che lAs-sociazione propone?

C oggi un nuovo panoramaenergetico italiano: il futuro del-lenergia del nostro Paese deve ne-cessariamente passare dai territori enon pi sopra. Questo vuol dire ri-baltare il modello delle grandi lobbiesenergetiche e favorire una produzioneautonoma, efficiente, distribuita, de-mocratica. E necessario oggi incenti-vare lautoproduzione di energiaverde da parte degli enti locali, Co-muni e da parte dei singoli cittadini.Non unutopia o una ricetta naif. Eun modello alternativo che tira ingioco la relazione tra i poteri econo-mici, il rapporto tra governanti e cit-tadini, il protagonismo delle comu-nit locali che troppo spesso in questidecenni si sono ritrovate ad ospitareimpianti inquinanti in cambio di postidi lavoro (salvo poi oggi contare leconseguenze di quelle scelte in costisanitari e disoccupazione crescente).

porti con lUnione europea, di ordi-namento degli enti locali ecc.). In se-condo luogo, nella definizione delruolo generale del Senato si indicanotra le sue funzioni, oltre al raccordocon le autonomie locali, compiti rela-tivi tra laltro alla valutazione dellepolitiche pubbliche, all impattodelle politiche dellUnione europea ealla verifica dellattuazione delle leggidello Stato. Sono, queste, attribuzioniche si fondano sul fatto che una partemolto significativa dellamministra-zione pubblica di livello regionale e

locale e che una camera rappresenta-tiva delle autonomie locali sia la sedepi indicata per svolgere queste va-lutazioni, che possono avere se fattein modo efficace un ruolo impor-tante nella formazione delle politichepubbliche. Infine, la partecipazionedel Senato alla legislazione pu tra-dursi nella proposta di modifica alleleggi di competenza della Camera,che tuttavia deve svolgersi in tempimolto brevi e (salvo in casi particolari) superabile da una nuova delibera-zione della Camera dei Deputati amaggioranza semplice.

Tutte queste competenze, inastratto, potrebbero dare al Senatostrumenti per pesare sulle scelte diindirizzo politico, ma difficile fareprevisioni sul modo in cui funzione-ranno. A leggere le disposizioni costi-tuzionali, infatti, si portati a conclu-dere che molta parte del ruolo che ilSenato potr conquistare, tanto nellagaranzia delle prerogative delle Re-gioni quanto nelle scelte politiche de-rivanti dal raccordo Governo-Camera,sia lasciato alla sua capacit di agirerapidamente e in modo unitario e so-prattutto rappresentando veramentegli interessi delle autonomie territo-riali. Se la composizione del Senatofinir per articolarsi sulla base dischieramenti politico-partitici analo-ghi a quelli presenti alla Camera deiDeputati, probabile che le sue pos-sibilit di incidere seriamente sullescelte politiche finiscano per ridurload un ruolo ben poco significativo.

PM. I 100 senatori previsti vengonoeletti direttamente dai cittadini o dairispettivi consigli regionali?

Come noto, il tema dellemodalit di elezione dei senatori stato oggetto di un acceso dibattitodurante la recente approvazione par-lamentare della riforma. Il risultato una soluzione di compromesso, cherende impossibile, ad oggi, stabilire leesatte modalit di elezione dei sena-tori. Da un lato, infatti, stata con-servata la disposizione secondo laquale i senatori devono essere elettidai Consigli regionali tra i loro com-ponenti con metodo proporzionale(ossia: rispettando il rapporto tra levarie forze politiche in Consiglio); dal-tro lato, tuttavia, stata introdotta

REFERENDUM RIFORME COSTITUZIONALI

Intervista di PM al professor Paolo Giangaspero, docente di Diritto Costituzionale allUniversit di Trieste

Lautoproduzione di energia da fontirinnovabili a livello locale consenti-rebbe di tagliare i costi di produzionee distribuzione di energia, diffondereuna cultura di rispetto per lambientee valorizzare leconomia locale. LIta-lia pronta, lo dicono i numeri legatialla produzione da fonti rinnovabili,le prospettive date in termini di effi-cienza e posti di lavoro dal settoredella rigenerazione edilizia, le poten-zialit di una nuova mobilit fondatasu ferro e basse emissioni. LItalia pronta ma la politica, ci sembra evi-dente, ha un deficit culturale e deci-sionale enorme. Gli accordi presi allaCop 21 debbono essere una bussolaper guidare questo Paese fuori daifossili e verso un futuro fatto di effi-cienza ed energia pulita.

NdR: Il governo Italiano ha sottoscrittogli accordi di Parigi sul cambiamentoclimatico. Un no alle trivelle coerentee conseguente con tali scelte.

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riprende alcune competenze che,nella riforma del Titolo V del 2001, fa-cevano parte della cd. legislazioneconcorrente. Tutto questo si trasferi-sce tout court anche alle Regioni aStatuto Speciale come la nostra?

In effetti la riforma elimina lacompetenza concorrente, risolvendoin modi diversi le possibilit di in-trecci tra competenze legislative sta-tali e regionali. La riforma, tuttavia,non si applica alla Regioni a statutospeciale (che sono esplicitamenteescluse da una disposizione transito-ria della legge fino alla revisione deirelativi statuti). Ci non significa chele Regioni speciali rimarranno deltutto immuni dagli effetti della riforma(non successo dopo il 2001 e pro-babilmente non succeder se pas-sasse questa riforma) ma significache, dopo lentrata in vigore della ri-forma, le Regioni speciali continue-ranno a vedere garantite le propriecompetenze dalle norme statutarie adoggi in vigore: semmai si aprir il pro-blema di rivedere gli Statuti speciali.Con riguardo a questultimo punto, lariforma prevede che i futuri statutispeciali debbano essere adottati conlegge costituzionale sulla base di in-tese con le Regioni e le Province au-tonome. Questa disposizione sem-bra rafforzare il ruolo delle Regionispeciali in ordine ai contenuti dei ri-spettivi statuti (che potranno almenoin parte essere negoziati in sede diraggiungimento dellintesa): riman-gono tuttavia oscuri parecchi ele-menti del procedimento che dovrebbeportare alla revisione degli Statuti

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mera e Senato). Le modifiche da unlato derivano dalla eliminazione deidelegati regionali (dato che per Co-stituzione sar il Senato a rappresen-tare le istituzioni territoriali); daltrolato previsione, questa, pi signifi-cativa si sono innalzati i quorum perlelezione del Presidente: oggi ri-chiesta lelezione a maggioranza deidue terzi nei primi tre scrutini e suc-cessivamente sufficiente la mag-gioranza assoluta; se passasse la ri-forma, le maggioranze richiestesarebbero di due terzi ai primi trescrutini, successivamente di tre quintidegli aventi diritto e, dal settimo scru-tinio, dei tre quinti dei votanti. Questeprevisioni sembrano voler evitare chela maggioranza che elegge il Presi-dente possa finire per coincidere conla maggioranza di governo, e per talevia rafforzare le garanzie di indipen-denza del Presidente rispetto allemaggioranze politiche.

Pi significativa in relazioneai poteri del Senato la modifica re-lativa alla elezione dei giudici dellaCorte costituzionale. Come noto,oggi i cinque giudici di spettanza par-lamentare sono eletti tutti dal Parla-mento in seduta comune; se la ri-forma entrer in vigore, tre sarannoeletti dalla Camera dei Deputati e duedal Senato. Lo scopo di questa dispo-sizione pare essere quello di garantirele ragioni delle autonomie territorialianche in sede di scelte sulla compo-sizione della Corte costituzionale.

PM. Nel rapporto tra istituzione cen-trale e istituzioni territoriali, lo Stato si

unaltra previsione che apre la possi-bilit di una elezione sostanzialmentediretta dei senatori. E infatti previstoche lelezione da parte del consiglioregionale debba avvenire in confor-mit alle scelte espresse dagli elet-tori per i candidati consiglieri, se-condo modalit fissate da una leggedello Stato. Al di l del linguaggionormativo piuttosto oscuro, pu dirsiche con parecchie probabilit unalegge statale finir per incidere sulladisciplina elettorale delle Regioni, in-troducendo la possibilit che i citta-dini, in occasione delle elezioni re-gionali, si vedano presentare alcunicandidati specificamente destinati adentrare in Senato, oppure che i sena-tori siano individuati tra i candidatipi votati in sede di elezioni regio-nali, o che si immaginino altri mecca-nismi di questo genere. In tutti i casi,lelezione sarebbe formalmente de-mandata al Consiglio regionale, chetuttavia sarebbe praticamente vinco-lato ad orientarsi sulla base dei risul-tati delle elezioni regionali. Ci signi-fica che il testo della riforma consente(ed anzi forse impone) di introdurreuna elezione, se non formalmente, so-stanzialmente diretta dei senatori.

PM. Vengono modificate anche le ele-zioni degli organi di garanzia: Presi-dente della Repubblica e giudici co-stituzionali. In che modo?

Con riguardo allelezione delPresidente della Repubblica, essacontinua a rimanere di competenzadel Parlamento in seduta comune (os-sia: dalla riunione congiunta di Ca-

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speciali: su questo punto probabil-mente sarebbe opportuno un ulte-riore intervento normativo di livellocostituzionale.

PM. Sono stati modificati anche glistrumenti di democrazia diretta. Inche modo? A vantaggio di chi o di checosa?

La riforma agisce sugli istitutidi democrazia diretta fondamental-mente in tre disposizioni. In primo luogo viene parzialmentecambiata la disciplina del referendumabrogativo relativamente al requisitodel quorum di partecipazione al voto:se il referendum sar richiesto con al-meno 800.000 firme (e dunque pidelle 500.000 che sono il minimo ri-chiesto) il quorum di validit del refe-rendum sar notevolmente abbas-sato, perch si richiede chepartecipino al voto la maggioranzadei votanti alle ultime elezioni politi-che. La disciplina rimane invece in-variata nel caso di referendum richie-sti da meno di 800.000 elettori, per iquali continua ad essere richiesta(come oggi) la partecipazione dellamaggioranza degli aventi diritto alvoto. Questa disposizione rivolta arendere pi improbabile con ri-guardo a referendum che godono diun appoggio particolarmente vasto intermini di firme il fallimento dellaconsultazione per scarsa partecipa-zione popolare (che come noto si verificato in molti casi).In secondo luogo si incide sulla ini-ziativa popolare delle leggi: qui tri-plicato il numero di firme necessarie a

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perfezionare liniziativa (da 50.000 a150.000) ma in compenso previstoun obbligo di presa in considerazioneda parte della Camera dei Deputati,secondo regole che spetter al rego-lamento della Camera definire. Infine, la riforma prefigura lingressonel nostro ordinamento di referendumpropositivi e di indirizzo (ad ogginon presenti nella legislazione sta-tale), la cui disciplina tuttavia de-mandata ad una futura legge costitu-zionale.

PM. Per alcuni commentatori questariforma, unitamente alla riforma elet-torale, accentra il potere nelle manidel governo per altri una forma disemplificazione che rende la demo-crazia pi veloce e meno costosa?Qual la sua opinione da studiosodella Costituzione?

Indubbiamente la linea ditendenza che i proponenti della ri-forma intendono perseguire quelladi un significativo rafforzamento delpotere esecutivo. Questo rafforza-mento, tuttavia, collegato pi alla ri-forma della legge elettorale per la Ca-mera dei Deputati (che gi stataapprovata ed prossima ad entrare invigore) che dal testo della riforma co-stituzionale. Questultima infatti con-tiene certamente disposizioni favore-voli ad un rafforzamento dellesecutivo(ad es. le corsie privilegiate per lap-provazione di leggi), ma anche qualchedisposizione di segno diverso (adesempio, limitazioni un po pi inci-sive alluso del decreto legge, la pre-visione che i regolamenti parlamen-

tari discpinino lo statuto delle oppo-sizioni). Certo che la combinazionetra riforma del bicameralismo da unlato e nuova legislazione elettoraledallaltro pone un problema di con-tropoteri rispetto al raccordo tra Go-verno e maggioranza politica della Ca-mera, che ne uscirebbe di moltorafforzato. Per il modo in cui la riforma impostata, la questione dei contro-poteri legata a doppio filo alla fun-zione del Senato di sede rappresen-tativa delle autonomie locali. Daquesto punto di vista, ci sono parec-chi margini di incertezza, ma miaopinione che se la riforma dovesseessere approvata si aprirebbe unasfida difficile alle classi politiche re-gionali e alla loro capacit di rappre-sentare effettivamente i territori daiquali sono espresse. In questa sfidanon mi pare che le Regioni siano aiu-tate dalle norme costituzionali sullaelezione del Senato (vincolo alla pro-porzionalit, elezione quasi-diretta).Se il Senato seguir nella sua com-posizione le stesse logiche sulle qualisar costruita la Camera dei Deputati,il suo ruolo non potr che esseremolto modesto. Se viceversa riuscirad esprimersi come vero rappresen-tante delle autonomie territoriali (chehanno problemi in parte comuni, cheprescindono dalle differenze di schie-ramento politico e che su questi pro-blemi possono costruire la loro rap-presentanza come rappresentanza dei territori) allora il circuito Governo-maggioranza potr avere un interlo-cutore credibile e tale da condizio-narne loperato.

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Riparte il progetto sul carbon footprint (impronta di carbonio)

a cura di Marco Iob

l 25 gennaio scorso si svolta laconferenza stampa che ha conclusola visita a Gemona del Ministro

Gian Luca Galletti, durante la quale ilSindaco Paolo Urbani ha rilanciato ilprogetto carbon footprint: sar unnuovo progetto di sviluppo per la co-munit nellambito del gi avviato pro-getto Gemona citt dello Sport, haaffermato il Sindaco un programmache potr far ottenere un marchio diqualit ambientale alla citt e al terri-torio e che potr maggiormente valo-rizzare anche le attivit sportive e ilturismo.Il Ministro ha espresso un primo pen-siero alle vittime del terremoto di 40anni fa e ha riconosciuto a Gemona ilmerito di porsi nuovi obiettivi e nuoviprogetti ambiziosi.

Sappiamo che il progetto iniziato treanni fa non ha dato al momento risul-tati, come abbiamo documentato pivolte su questa testata, ma soprattuttocome risulta anche dalla rispostascritta data dal Ministro Galletti allin-terrogazione parlamentare del 16 lu-glio scorso. A nostro avviso in tre annidi progetto non si sono ottenuti risul-tati perch il progetto mirava ad altro,era impostato su una campagna dimarketing per far apparire GemonaGreen prima ancora di intraprendereazioni concrete.Peccato che per non ottenere nullasono stati spesi circa 50.000 euro disoldi pubblici, ovvero dei gemonesi.Ci si aspettava dal Sindaco un cennodi autocritica sul passato, in fondo ri-conoscere un errore (chi non ne com-mette?) sarebbe stato un segnale dicorrettezza verso i cittadini ma anche

un segnale di forza di unAmministra-zione. Invece nulla di ci. Per si ri-parte dallinizio, con 50.000 euro inmeno!

La novit importante che il gruppoREM, societ di marketing, stata so-stituita dallUniversit di Udine cherappresenta senzaltro una garanziascientifica e rende oggi il progetto cre-dibile rispetto al passato.Dopo circa un mese e mezzo dalla con-ferenza stampa con il Ministro Gallettiabbiamo sentito il prof. Alessandro Pe-ressotti, referente del progetto perlUniversit, per un aggiornamento inmerito allimpostazione tecnico-scien-tifica del progetto: a breve dovrebbeesserci la firma della convenzione chesancir lavvio formale della collabo-razione tra lUniversit e il Comune diGemona - ha esordito il prof. Peres-sotti, - il modello che intendiamo met-tere a punto ha continuato terrconto sia delle emissioni dirette, chia-mate Scope (=ambito) 1, relative alleattivit che producono direttamentele emissioni nel territorio considerato,sia di quelle indirette (Scope 2), che ri-guardano attivit svolte nel territorioma che comportano emissioni in altri

luoghi, come ad esempio i consumi dienergia elettrica che producono emis-sioni di gas serra nel luogo dove si-tuata la centrale di produzione. Siterr conto inoltre di unaltra categoriadi emissioni, chiamata Scope 3, che ri-guarda la movimentazione orizzontaledi prodotti, merci e materiali che av-vengono sul territorio; questultimocalcolo pi complicato e richiedestudi approfonditi.Il modello applicato chiamato GHGProtocol for cities e prevede una col-laborazione con il World Reserach In-stitute che sta elaborando una serie diprotocolli utili per la stima dellim-pronta carbonica di un dato territorio ci ha spiegato il prof. Peressotti; -sono coinvolte circa 200 citt delmondo in questo progetto e lunicaitaliana Gemona.

Al momento - continua il prof. Peres-sotti - abbiamo fatto una indagine pre-liminare solo per le emissioni scope 1e 2 basandoci sullINventario EMis-sioni ARia (INEMAR), sui dati ISTATper quanto riguarda il consumo ener-getico e sui coefficienti dellISPRA perle emissioni: per ora Comune di Ge-mona si colloca nella media delle

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Il Sindaco Paolo Urbani ha rilanciato il progetto del carbonfootprint (impronta di carbonio)alla presenza del Ministro dellAmbiente Gian Luca Gallettiin visita a Gemona anche in occasione del 40 del terremoto

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Il Greenhouse Gas Protocol (GHG Protocol) viene applicato per dare alle citt glistandard e gli strumenti di cui hanno bisogno per misurare le loro emissioni di gasserra e per costruire le strategie pi efficaci di riduzione delle emissioni.Il protocollo prevede inoltre di fissare obiettivi misurabili di riduzione delle emis-sioni e monitorare i progressi in modo accurato e completo.

Le tre aree dapplicazione (o Scopes) dal GHG Protocol sono:

Scope 1 emissioni diretteSono le emissioni dirette di GHG provenienti dalle installazioni presenti allinternodei propri confini organizzativi; sono ad esempio le emissioni derivanti dallacombustione diretta di combustibili fossili o utilizzati per il rifornimento di veicolidi trasporto; in questa voce rientrano anche le perdite di gas serra dagli impianti,ad esempio di condizionamento.

Scope 2 emissioni indirette da consumo energetico Sono le emissioni indirette di GHG derivanti dalla generazione di elettricit, ca-lore e vapore importati e consumati dallorganizzazione; limportatore indiret-tamente responsabile per le emissioni generate dal fornitore per la produzionedellenergia richiesta.

Scope 3 altre emissioni indirette Sono le emissioni derivanti dai prodotti e servizi utilizzati dallorganizzazione,quali ad esempio le emissioni generate dallestrazione delle materie prime e re-lativi trasporti, dal trasporto dei prodotti e loro fine vita; nello scope 3 sono in-cluse anche le emissioni di GHC legate alla catena di approvvigionamento deicombustibili e dei GHG fuoriusciti dagli impianti del sito.

emissioni pro-capite per abitante e ilcontributo delle diverse sorgenti diemissione cos distribuito: 7% agri-coltura, 26% trasporti, 44% consumodi energia elettrica e 20% riscalda-mento domestico.

Lo sviluppo del progetto prevede lamessa a punto del protocollo di cal-colo e il sistema di acquisizione deidati attraverso campionamenti. I primirisultati arriveranno il prossimo anno. Limpegno dellUniversit sar dunqueorientato non solo al calcolo e alla ri-duzione dellimpronta di carbonio maallimpostazione di un nuovo criterioche orienti le attivit dellAmministra-zione comunale.

In altre parole, ci significa che lescelte future del Comune (urbanisti-che, opere pubbliche, trasporti, ac-quisti, ecc, ecc.) dovrebbero esserebasate anche tenendo conto del nuovocriterio ambientale sulla riduzionedelle emissioni di gas serra.

Che cos il GHG protocol for cities

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La Ciclovia potrebbe presto arrivare a Gemona .

cerchiamo di non perdere anche questo treno

a cura di Sandro Cereghini

el mese di maggio 2015 ab-biamo salutato con piacerelapertura della pista ciclabile

Gemona Venzone. Tale opera statarealizzata dalla Comunit montanadel gemonese in parte riutilizzandoin maniera intelligente il tratto di se-dime ferroviario dismesso ed in parteutilizzando alcune stradine di viabi-lit minore in particolare nel tratto inComune di Venzone.Come circolo legambiente gemoneseabbiamo organizzato fin dalla suaapertura alcune escursioni che nehanno promosso lutilizzo tra i socied abbiamo avuto modo cos di ap-prezzare la bellezza dellitinerario ela riuscita dellopera.Nello scorso mese di settembre nel-lambito della campagna Puliamo ilmondo abbiamo anche provvedutoad una opera di pulizia resa neces-saria in particolare dalla prossimitin alcuni punti delladiacente stradaPontebbana e dalla conseguenteproduzione di rifiuti che si crea aimargini della stessa.Se pur il tratto di ciclabile realizzatorisulta di pochi chilometri, sia per la

natura dei luoghi attraversati (in par-ticolare luscita da Ospedaletto intrincea ed il lungo ponte sui RivoliBianchi) sia perch permette final-mente di poter uscire, in bicicletta oanche a piedi, in tutta sicurezza daGemona stata da subito meta pre-ferita di passeggiate, escursioni epartenze di vario tipo dei gemonesi enon solo.Ancora pi bello sarebbe ad avvisodel circolo legambiente se tale per-corso, che oggi si ferma allinizio delponte di Pioverno, potesse prose-guire per ricongiungersi a Resiuttaalla grande Ciclovia Alpe Adria Rad-weg. Questultima infatti unoperapensata e progettata gi nel lontano2007 come grande direttrice cicla-bile per collegare Salisburgo aGrado: un percorso ciclabile dallamontagna al mare a superamento divecchi confini. Denominata Ciclo-via Alpe Adria Radweg (CAAR) cor-risponde quindi alla Ciclovia FVG 1nel quadro delle ciclovie di interesseregionale. Il suo progetto nascevadalla comune volont delle tre re-gioni partecipanti (Regione Friuli Ve-

nezia Giulia, Land Salisburgo e LandCarinzia) di individuare un itinerariociclabile transfrontaliero che, supe-rando il confine fisico costituito dalleAlpi, realizzasse un collegamento di-retto tra la rete ciclabile centro euro-pea e il mare Adriatico.Nel tratto austriaco, della comples-siva lunghezza di circa 230 km leopere previste sono state comple-tate con notevole anticipo mentrenel tratto italiano, di circa 180 km laciclovia non ancora conclusa. Inparticolare risultano terminate epienamente operative unicamentele tratte Tarvisio-Resiutta e Cervi-gnano- Grado mentre il restante per-corso, pur individuato e tracciato, al-terna tratti di ciclovie pienamenterealizzate a tratti individuati sustrade secondarie o con attraversa-menti di strade principali o ancorarealizzati su strade bianche di nonfacile percorribilit.Nonostante il suo essere ancora in-compiuta a conferma della sua va-lenza la Ciclovia Alpe Adria Radweg stata comunque gi proclamata laciclabile dellanno 2015 durante la

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Alpe Adria

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Iniziative

LA SERATA DEL LIBRO

Centro MaiStrass (Via Santa Lucia)8 aprile, ore 18.00Presentazione del libro Raggio per raggiodi Paolo Pittino, di Buia

Un viaggio in solitaria lungo la penisola; due setti-mane e 1900 chilometri in sella ad una bicicletta da Vetta dItalia a Portopalo di Capo Passero, in-contrando luoghi, atmosfere, situazioni e soprat-tutto persone, con le loro storie da raccontare. Sulle spalle lo zaino di s dellinsegnante, con il bisogno dimmortalare le emozioni vissute tra ibanchi delle piccole scuole di montagna. Una decina danni, ricchi di gioie, simpatie, delusioni,amarezze, errori; piccole e grandi soddisfazioni.

IL SEMINARIOCircolo di Legambiente della Pedemontana Gemonese e della Carnia, Valcanale - Canal del Ferro in collaborazione con FIAB

organizzano

Sabato 16 aprile, ore 10c/o il Centro Parrocchiale di Ospedaletto (di fronte alla Chiesa di Santo Spirito)

un incontro suCICLOVIA ALPE ADRIA: c' una luce in fondo al tunnel?

Sono invitati, istituzioni, operatori economici, associazioni e appassionati

Per i cicloamatori il ritrovo previsto alle ore 9.00presso l'imboccatura della ciclabile a Ospedalettoper un percorso guidato alle scoperta della... biodiversit

importante fiera del turismo attivo diAmsterdam ricevendo cos una primarilevante attestazione internazionale.

Tra i principali tratti mancanti il trattoResiutta Venzone, oltre ad essereuno dei pi lunghi , al momento,quello pi critico. Infatti lassenza dipercorsi alternativi alla trafficatastrada pontebbane rende tale trattoal momento pericoloso per il ciclotu-rista, specialmente se in viaggio conminori tanto che la stessa guida uf-ficiale della Provincia ne sconsiglia lapercorrenza suggerendo luso dimezzi pubblici.Su questo tratto la comunit mon-tana del gemonese e val canale hada poco provveduto ad indire unagara di appalto per la realizzazionedel tratto Resiutta- Moggio passantesul vecchio tracciato ferroviario conrelative gallerie e con un attraversa-mento a mezzo sottopasso della sta-tale pontebbana utile per raggiun-gere in sicurezza anche il Comune diMoggio. Se i tempi saranno rispettati

si potr probabilmente ed auspica-bilmente percorrere questo nuovotratto gi nella prossima stagioneestiva, con una possibile alternativadi prosecuzione lungo la vecchiastrada militare di Campiolo, che, an-che se con tratti non asfaltati ed unpericoloso attraversamento stradaleallaltezza del ponte sul Fella, per-metter di evitare la strada ponteb-bana.Il restante tratto da Moggio fino astazione Carnia e quindi poi fino aVenzone, dopo anni di discussionetra gli enti preposti (Comuni, Provin-cia, Regione ecc.) pare finalmentedefinito nel suo tracciato che pas-ser e quindi recuperer ad un usopubblico il sedime ferroviario la-sciato abbandonato dalla realizza-zione del nuovo tracciato avvenutanel corso degli anni 90 del secoloscorso.Tale opera, da realizzarsi a cura dellaProvincia di Udine, purtroppo an-cora in fase di progettazione e non visono al momento certezze riguardo

ad una possibile ultimazione dellastessa.Come Circolo legambiente vorremmopertanto fare il punto su questa im-portante opera coinvolgendo nonsolo gli operatori istituzionali depu-tati alla realizzazione della stessa maanche e soprattutto gli operatori eco-nomici e i cittadini interessati.Come dimostrano esperienze ormaiaffermate allestero ma anche in Ita-lia (esempio piste ciclabili dellAltoAdige) le vie ciclabili, laddove benrealizzate e soprattutto ben gestite,possono diventare un formidabilevolano per lo sviluppo di un turismodolce e rispettoso dellambiente.Per discutere di tutto questo nelprossimo mese di aprile il Circolo in-tende pertanto promuovere unini-ziativa pubblica di sensibilizzazionee di proposta sul tema e chiunquesia interessato a partecipare pucontattarci al n. 3487046312.

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Per scoprire (riscoprire) il paesaggio del Gemoneseterritorio>

di Mauro Pascoli

Sul paesaggio si sono spese da sem-pre molte parole, un sacco di belle in-tenzioni, forti contrapposizioni o veri epropri conflitti.Poco per si fatto concretamente percoglierne il significato di bene collet-tivo, per prendere atto (a tutti i livelli)che un elemento identitario delle co-munit che va salvaguardato e valo-rizzato, ma che necessario che vengagovernato attraverso politiche pubbli-che e risorse adeguate.Insomma, tutti pi o meno hanno avu-to modo di confrontarsi o scontrarsi conquesto tema, gi gi fino a dover fare iconti con le poco amate autorizzazionipaesaggistiche, senza che nel frattem-po sia stato superato culturalmente ilconcetto di vincolo che permea a tut-toggi anche solo la parola paesaggio (iltermine area Galasso ben noto nonsolo agli addetti ai lavori).

La Convenzione europea del paesag-gio, che ha visto la luce nel 2000 (non

a caso a Firenze) d alcune definizionidi paesaggio che permettono di chia-rirne meglio il significato: Paesaggiodesigna una determinata parte di ter-ritorio, cos come percepita dalle po-polazioni, il cui carattere deriva dal-lazione di fattori naturali e/o umani edalle loro interrelazioni. e pi oltreLa Convenzione si applica a tutto ilterritorio e riguarda gli spazi naturali,rurali, urbani e periurbani. Essa com-prende i paesaggi terrestri, le acque in-terne e marine. Concerne sia i pae-saggi che possono essere consideratieccezionali, che i paesaggi della vitaquotidiana e i paesaggi degradati.

Numerosi sono ormai gli Stati del-lUnione europea che si sono adeguatialla Convenzione, tra cui lItalia con ilCodice dei beni culturali e del paesag-gio (2004), nel quale tra laltro pre-visto lobbligo per le Regioni di dotarsidi un Piano Paesaggistico Regionale(PPR).

Il Piano Paesaggistico delFriuli Venezia GiuliaEd proprio nel rispetto di quanto pre-visto dal Codice che la Regione FVGha iniziato nel 2014 lelaborazione delproprio PPR che, nei suoi obiettivi, do-vrebbe raggiungere il primo significa-tivo traguardo il prossimo novembre,con ladozione del piano.Senza entrare nel merito di quello chesar il PPR (finora non c una bozzache possa farne comprendere i conte-nuti e le ricadute), ci interessa qui disottolineare come nella costruzionedel progetto sia stato dato spazio allapartecipazione dei territori e delle loropopolazioni.Questo in accordo con lapproccio pro-posto dalla Convenzione europea che,come citato sopra, mette luomo alcentro del paesaggio sia come uno deisuoi principali costruttori/distrut-tori, sia come interprete e fruitore deisuoi valori.

La Regione sta lavorando al Piano Paesaggistico regionale, con lintenzione di concluderne la formazioneentro lanno. Nel frattempo sollecita la partecipazione attiva dei territori alla sua costruzione.

Gemona vista da Campagnola.Disegno di Oscar Francescutto,del gruppo disegnatori di strada Matite Volanti - Gemona

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Lo sforzo da parte della Regione dicoinvolgere le comunit locali nella co-struzione del PPR si sviluppato so-prattutto attraverso il conveziona-mento (anche con un po di risorsefinanziarie) con le Amministrazioni co-munali disponibili a fornire informa-zioni sulle caratteristiche locali delpaesaggio ed a coinvolgere la popola-zione per una collaborazione attiva ingrado di trasmettere una percezionepi diretta del paesaggio.Le condizioni poste sono indicate nel-la convenzione che i Comuni sotto-scrivono, con la quale si impegnano afornire una serie di informazioni terri-toriali ed amministrative concordate conla Regione, nonch ad attuare unatti-vit di coinvolgimento delle realt locali.Attualmente risultano convenzionaticon la Regione circa 100 Comuni su 216.

Oltre alle convenzioni, la Regione hamesso in campo un ulteriore stru-mento partecipativo, denominato Ar-chivio partecipato.Si tratta di una piattaforma informaticache ha lo scopo di raccogliere, tramiteil diretto intervento dei cittadini, infor-mazioni relative al paesaggio locale,che saranno utilizzate come base co-noscitiva per la redazione del Piano.

Su questo strumento chiunque pusegnalare elementi/aspetti divaloreodi degrado del paesaggio, buone ocattive pratiche in atto sul territorio, ol-tre ad eventuali proposte di tutela/va-lorizzazione riguardanti quanto se-gnalato. Sar inoltre possibile allegarealla scheda eventuali file di testo e im-magini. (Vedi box nella pagina).

E il Gemonese?Nella nostra realt (non essendoci perora una definizione ufficiale del Ge-monese, si fa qui convenzionalmenteriferimento ad un ambito che com-prende Gemona, Artegna, Osoppo,Trasaghis, Bordano, Montenars e Ven-zone) non si verificato un concreto in-teresse per queste possibilit di par-tecipazione, se si eccettua Artegna cheha in pi riprese cercato di coinvol-gere le altre amministrazioni e Ven-zone che ha attivato la convenzionecon la Regione in coordinamento con iComuni facenti parte del Parco dellePrealpi Giulie.Al di l di quali possano essere le mo-tivazioni di questa poca sensibilitverso il tema del paesaggio, si ritienea nostro avviso che questa sia unoc-casione persa. Infatti: nel momento in cui il PPR sar ap-

provato, c il rischio che il Gemo-nese se lo trovi calato sulla testasenza aver avuto la possibilit diconoscerne prima i contenuti, pernon aver contribuito in alcun modoalla sua costruzione;

una partecipazione dei territori bencondotta dovrebbe permettere, ac-compagnando il PPR nel farsi, dicondividerne ed anche di condizio-narne le scelte;

non viene colta lopportunit di ini-ziare a diffondere interesse e sen-sibilit sul tema del paesaggio, cherimarrebbe cos relegato agli addettiai lavori, anche per quanto riguardail territorio del Gemonese.

Una proposta

Considerata lattuale mancanza di interessedella maggioranza dei nostri Comuni versoquanto si sta sviluppando in tema di pae-saggio, ci si domanda se sia possibile co-prire in parte questa vacanza delle istitu-zioni attraverso un utilizzo intelligente dellostrumento dellArchivio partecipato.Partendo dal fatto che sul territorio del Ge-monese sono presenti molte associazioniche hanno come proprio interesse princi-pale il territorio e la sua valorizzazione, il Cir-colo locale di Legambiente ha avviato unaprima verifica della possibilit di mettere inrelazione le conoscenze ed i saperi peculiaridelle singole associazioni, coordinati in unprogetto capace di: diffondere la conoscenza dellArchivio

partecipato, di modo che possa diven-tare effettivamente uno strumento par-tecipato;

contribuire, attraverso le reti dei soci, adarricchirne i contenuti;

indirizzare ed organizzare le segnala-zioni, ottenendo cos un miglior risultatoed una conoscenza pi approfondita edoriginale dei valori del territorio gemo-nese;

costruire un embrione di rete che diventivia via attiva sul tema del paesaggio;

costituire un riferimento utile e credibileper le Amministrazioni comunali del Ge-monese e per lAmministrazione regio-nale.

Per fare tutto ci si formato un Gruppopromotore, costituito per ora da Legam-biente, Ecomuseo delle acque, Ecomuseoval del lago, C. A. I. sezione di Gemona delFriuli e sottosezioni di Buia ed Osoppo, As-sociazione Valentino Ostermann, che si preso carico di approfondire e mettere inatto questa ipotesi di lavoro.In tale prospettiva sar a breve organizzatoun incontro pubblico, cui sono saranno invi-tati tutti coloro cui interessa contribuire (vo-lontariamente) al successo delliniziativa.In quella sede sar meglio articolata la pro-posta qui descritta succintamente, anchecon lausilio dellUniversit di Udine, checura la gestione dellArchivio partecipato eche spiegher in dettaglio il suo funziona-mento. Saranno inoltre presentate espe-rienze di Amministrazioni locali che hannogi avviato questi processi partecipativi sulpaesaggio.Sar infine questa loccasione per un con-fronto con altre realt territoriali, intenzio-nate a percorrere simili esperienze di parte-cipazione.

NB: Per accedere allArchivio partecipatobasta entrare nel sito del Piano paesaggi-stico regionale digitando ppr fvg ed in se-guito cliccare sullicona Archivio partecipatoche si trova nella pagina. Le modalit di uti-lizzo vi sono ampiamente illustrate, anche amezzo di un breve video.

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GLI AQUILONI SONO VOLATI VIADove? Provenendo dal sottopasso,prima della rotonda di via Osoppo ci siimbatte sulla sinistra nel centro com-merciale Gli aquiloni. Lenorme par-cheggio vuoto segnala anche al visita-tore distratto che non c pi attivit.Dalla rotonda si gira poi a sinistra pervia Rondin e dopo solo 400 metri in di-rezione del Fungo, sulla destra ci siimbatte in una struttura non comple-tata, invasa parzialmente dalla vege-tazione che si sta progressivamenteriappropriando dei propri spazi. Per-ch questi vuoti?

IL CENTRO COMMERCIALEGLI AQUILONI sorto da una ristrutturazione e unampliamento del supermercato chepreesisteva, progettato da una societpordenonese. Il centro, comprensivodei parcheggi esterni, ha una superfi-cie di oltre 3 ha e di questi 5.000 mqerano dedicati, almeno sulla carta, a19 punti vendita. Il Centro o parco com-merciale stato inaugurato nel 2010. Il2 maggio 2013 inaugurava ufficial-mente anche Coopca, che ha conver-tito il Supermercato in Ipermercato.Occupava 3.200 mq e di fatto diven-tava il motore del parco commerciale;anzi lunico motore. Infatti nel giornodell inaugurazione il Presidente di-chiarava: vero che ci sono ancoradelle potenzialit inespresse ma lestesse sono fortemente legate allacompletezza dellofferta di un CentroCommerciale - Gli Aquiloni - che non

Storie non edificantiambiente>

ha saputo ancora dar corso ad unaconcreta valorizzazione delle propriecaratteristiche e peculiarit. Insommail parco commerciale era nei fatti lIper-mercato Coopca.

Alla fine del 2015 il centro commer-ciale chiudeva i battenti. Chiudeva ibattenti anche la Cooperativa Carnicacostituita nel lontano 1906. Una storiatroppo importante, e non solo per laCarnia, per non ricordarla almeno neisuoi trascorsi gemonesi.

La COOP.CA a GemonaA Gemona del Friuli la CoopCa statapresente - con lattivazione di minutavendita in piazza Umberto I (oraPiazza Garibaldi) - dal 5 maggio 1934e, nello stesso anno, ad Ospedaletto.Successivamente la Cooperativa ot-tenne lautorizzazione ad istituire e ge-stire un magazzino per la vendita digeneri alimentari in locali siti in piazzaGaribaldi, nellarea compresa tra viaCaneva e via Liruti. Nel 1968 acquist

l Albergo Nazionale con lintento diutilizzarne gli spazi per rinnovare ilproprio negozio di alimentari. Su ri-chiesta dellAmministrazione Comu-nale mantenne la ricettivit alber-ghiera, pensando a un futuro spaccioin altra ubicazione. Poi ci fu il terre-moto del 76. Coopca chiese ed ottenneil trasferimento in via Bariglaria (Cen-trocoop) dove oper fino al 1988, men-tre lo spaccio n. 27 di Ospedaletto nonfu pi riaperto. 10 anni di inattivit fu-rono interrotti nel 1988 in quanto Co-opca subentr alla famiglia Rodaronella gestione di 2 esercizi commer-ciali, uno in via XX Settembre e laltroin via Osoppo (TAP), oltre che di un Di-scount. Nel 2012 a seguito della ri-strutturazione e ampliamento dellastruttura inizio ad operare come IPER-MERCATO nel cd chiamato CentroCommerciale Gli Aquiloni. Il resto storia recente che riassumo in pochidati. La coopca a seguito errori strate-gici del management, viene posta in li-quidazione e i punti vendita messi al-

del cosiddetto sviluppo urbano

di Sandro Cargnelutti

Lalbergo Innominato.come appare oggi, a destrauna foto dallalto

In basso: Rendering progettuali del centro Gli Aquiloni. La realt ben altra cosa

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lasta. NellAlto Friuli non ancora as-segnati sono il CE.DI. di Amaro, liper-ccop di Gemona, il punto vendita diComeglians con un esubero di 140 la-voratori. I risultati economici dellasede di Gemona erano accompagnatidal segno meno. Ma perch ha chiuso?Lo abbiamo chiesto a Santellani Diego,segretario della FISCAT CISL dellAltoFriuli (commercio e servizi).

Perch questa crisi?Vi hanno concorso diversi motivi. In-nanzitutto errori nel management diCoopca, ad esempio gli investimentifatti in Veneto, con lacquisto di puntivendita, investimenti che generavanoperdite per 2.000.000 di ogni anno.Le difficolt di bilancio sono poi ve-nute a galla in modo dirompentequando centinaia di soci hanno richie-sto il rimborso delle quote versate aseguito del fallimento delle Coopera-tive Operaie di Trieste. Ma c statoanche un errore della politica che hapermesso una crescita incontrollatadella rete distributiva. La provincia diUdine ha una superficie di punti ven-dita ogni mille abitanti che la pi altain Italia e solo nell Alto Friuli potrebbesfamare un milione di persone. Que-sto dopo aver messo in crisi centinaiadi piccoli esercizi nei centri urbani. Lacurva gaussiana rappresenta bene ilfenomeno e noi adesso siamo nellaparte discendente.

Quanti addetti sono rimasti senza la-voro a Gemona?Su 12 lavoratori occupati allipermer-cato, 3 sono stati ricollocati e 9 sono i

in mobilit o in cassa integrazione.

Il modello cooperativo in crisi in re-gione?La cooperativa e stata, per questi ter-ritori, unoccasione di sviluppo e ri-scatto sociale. Questo stato Coopcaper molto tempo. C stato, nel tempo,un progressivo avvicinamento alle lo-giche di mercato anche finanziario.dellimpresa cosiddetta profit, anchenei suoi risvolti negativi. Ora bisognaritornare allo spirito originario, attua-lizzandolo ai difficili tempi che stiamovivendo, lo spirito originario.

LALBERGO INNOMINATORiprendiamo il nostro percorso e dallarotonda presso la vecchia sede dellaCOOPCA si gira a sinistra per via Ron-din e dopo solo 400 m., sulla destra sipu osservare una struttura abbando-nata, coperta parzialmente dalla ve-getazione che si sta riappropriandodegli spazi. Era destinata a diventareun albergo. Ora gli unici ospiti non pa-ganti sono i piccioni, che nelle camereproducono buon guano e fra nonmolto, la vegetazione avr la meglio.La rivalsa della natura.

Ma chi ha realizzato quellopera nonconclusa? Ling. Silvano Cleva, titolaredi una societ di costruzioni con cin-quanta operai, chiusa successiva-mente prima del fallimento. Da quantosi potuto leggere sui giornali linge-gnere stato rinviato a giudizio perconcorso in frode fiscale. Lopera poi passata di mano a una societ di lea-sing di San Marino. E poi?

Attualmente non ci dato sapere chi proprietario dellincompiuta. La strut-tura abbandonata e la storia pre-gressa non molto trasparente. Dorainnanzi chiameremo il mancato al-bergo, di cui tutti a Gemona ne senti-vano la necessit lINNOMINATO. Nullaa che fare con il personaggio di man-zoniana memoria

CONSIDERAZIONI

Queste storie non edificanti del cosid-detto sviluppo urbano sono il risultatodi un intreccio di tanti soggetti e pro-cessi . Vediamone alcuni:

lEnte Locale con i suoi piani rendepossibile la realizzazione delleopere. Rilascia le concessioni, in-cassa gli oneri di urbanizzazione(suolo vs cemento), genera un po dieconomia nella costruzione del-lopera e poi incassa un po di tassee tariffe. Questo anche quando evidente che quelle opere e le atti-vit che sorgeranno avranno un fu-turo incerto o segnato. Ad esempio:era chiaro a tutti che un ulteriorecentro commerciale a Gemona nonpoteva avere futuro (troppo grande,troppo tardi, troppa concorrenza,..)

i meccanismi di legge permettono,purtroppo, ai comuni spesso in dif-ficolt economica di fare cassa con-cedendo concessioni a edificare.Questo facilita le storture sopra evi-denziate. Si auspica che nel dise-gno di legge nazionale sul consumodi suolo si metta mano a questomeccanismo perverso

ci sono risorse poi finanziarie chevagano sui territorio (fondi pen-sione,) in cerca dautore. Alcune diqueste come segnalava la Procurasono di natura illecita e vengono in-vestite sopratutto in cemento o nel-lacquisto di aziende in difficolt;non centra con i casi in questioneper lattenzione deve rimanere alta

Chi ci perde in questa partita?Sicuramente lambiente, il suolo che la fonte di biodiversit per eccellenzae, nel medio periodo, anche il lavoroovvero i lavoratori impiegati in attivitche chiudono perch piantate sullasabbia. Perdiamo noi tutti e la capa-cit di costruire un futuro sostenibile.

foto satellitari prima e dopolampliamento e la costru-zione delle rotonde. Da notarelenorme parcheg-gio, inutile consumo di suolofertile

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PERCORSI della MEMORIA: per non dimenticare i costi della libert

Lorenzo la talpadi Lorenzo Londero fleccosa pubblica>

Il libro PERCORSI della MEMO-RIA tra GEMONA DEL FRIULI, TRA-SAGHIS e VENZONE (vedi fotodella copertina) sana, almeno inparte, un debito di riconoscenzanei confronti di chi, opponendosie sconfiggendo il nazifascismo, hadonato agli Italiani la pace, la li-bert e la democrazia di cui go-diamo da oltre 70 anni.Obiettivo primario di questo libro quindi il richiamo alla MEMORIAintesa come diffusione della co-noscenza del notevole contributorecato dai nostri Paesi alla scon-fitta della barbarie nazifascista.Infatti la Resistenza nel Gemo-nese testimoniata anche da la-pidi, cippi e monumenti checostellano la zona a ricordo diquanti hanno perso la vita se-guendo un ideale di libert.

Anche da noi la Resistenza non stata solo quella armata, maanche quella non armata; a que-sto proposito ricordo limportanteruolo svolto da alcuni sacerdoti:

don Alberto Pancheri Ettore,direttore del Collegio degli Stim-matini di Gemona e promotoredei battaglioni osovani Pre-alpi e Ledra;

il gemonese don Domenico Co-petti, pra Domeni Blanc, nellacui abitazione si tenevano le riu-nioni clandestine dei principalidirigenti osovani di Gemona, fracui lo stesso don Pancheri e ilsenatore Luciano Fantoni;

il gemonese don Giorgio ValeWilly, cappellano nella par-rocchia del Tempio Ossario diUdine, parrocchia che assiemeallaltro cappellano don AlbinoPerosa Alboino - fu uno deipunti di riferimento pi impor-tanti di Udine per il supporto elassistenza ai partigiani.

La Resistenza non stata fattasolo dagli uomini, ma anche dalledonne, con non minore impegno.Ricordo, fra le altre, le splendidefigure di: Regina Franceschino Irma di

Forgaria che, per la sua attivitantifascista, trascorse quattroanni e ventinove giorni nel car-cere femminile di Perugia dovecontrasse un ulcera duodenalee una pleurite che laccompa-gnarono fino alla morte, in tardaet, avvenuta a Gemona;

Maria Cargnelutti partigianaosovana di Gemona (Stalis),moglie del comandante del bat-taglione Prealpi Pietro Lon-dero Sardo;

Luisa Celotti Sasa radiologanellospedale di Gemona chepoi, assieme al marito medico

ebreo Sigismondo OsserPaolo, organizz un eccel-lente servizio sanitario per i par-tigiani garibaldini nel Collio go-riziano.

Va inoltre osservato che la Resi-stenza fu fatta, in Italia e nelle no-stre zone, da persone normali,volontarie e coraggiose perchnon stettero a guardare, passive oindifferenti, in attesa di tempi mi-gliori, ma presero parte attiva perpor fine al nazifascismo e allaguerra da questo provocata e perpoter vivere in una nuova Italia, dipace, di democrazia e di giustiziasociale.

La Resistenza fu dunque la fucinadove maturarono i princpi cheoggi sono espressi in quel docu-mento di altissima civilt che lanostra Costituzione: fondamentodella nostra Repubblica democra-tica perch lunica garanzia dei di-ritti civili nei confronti di unapossibile arroganza dellautorit.

Questo libro stato presentato (acura di ognuno dei tre Comuni edella sezione ANPI di Gemona-Venzone) a fine gennaio 2016 aGemona e Trasaghis (Avasinis) e il27 febbraio a Venzone (StazioneCarnia); a tutti i partecipanti stata offerta una copia omaggiograzie al sostegno economicodelle tre Amministrazioni comu-nali per le spese di stampa.Si pu chiederne copia negli ufficicomunali di Gemona (ufficio Cul-tura sopra i Vigili urbani), Trasa-ghis e Venzone.

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societ>

Caro nipotino mio,

... vorrei soffermarmi su una sola raccomandazione, che sarai in grado di mettere in pratica anche ora, mentre navighi sul tuo iPad, ncommetter lerrore di sconsigliartelo, non tanto perch sembrerei un nonno barbogio ma perch lo faccio anchio. Al massimo possoraccomandarti, se per caso capiti sulle centinaia di siti porno cerca di non credere che il sesso sia quello, tra laltro abbastanza mo-notono, perch si tratta di una messa in scena per costringerti a non uscire di casa e guardare le vere ragazze. Parto dal principio che tusia eterosessuale, altrimenti adatta le mie raccomandazioni al tuo caso: ma guarda le ragazze, a scuola o dove vai a giocare, perch sonomeglio quelle vere che quelle televisive e un giorno ti daranno soddisfazioni maggiori di quelle on line. Credi a chi ha pi esperienza dite (e se avessi guardato solo il sesso al computer tuo padre non sarebbe mai nato, e tu chiss dove saresti, anzi non saresti per nulla).

Ma non di questo che volevo parlarti, bens di una malattia che ha colpito la tua generazione e persino quella dei ragazzi pi grandi dite, che magari vanno gi alluniversit: la perdita della memoria. vero che se ti viene il desiderio di sapere chi fosse Carlo Magno o dove stia Kuala Lumpur non hai che da premere qualche tasto e In-ternet te lo dice subito. Fallo quando serve, ma dopo che lo hai fatto cerca di ricordare quanto ti stato detto per non essere obbligatoa cercarlo una seconda... volta se per caso te ne venisse il bisogno impellente, magari per una ricerca a scuola. Il rischio che, siccomepensi che il tuo computer te lo possa dire a ogni istante, tu perda il gusto di mettertelo in testa. Sarebbe un poco come se, avendo im-parato che per andare da via Tale a via Talaltra, ci sono lautobus o il metro che ti permettono di spostarti senza fatica (il che como-dissimo e fallo pure ogni volta che hai fretta) tu pensi che cos non hai pi bisogno di camminare. Ma se non cammini abbastanza diventipoi diversamente abile, come si dice oggi per indicare chi costretto a muoversi in carrozzella. Va bene, lo so che fai dello sport e quin-di sai muovere il tuo corpo, ma torniamo al tuo cervello.

La memoria un muscolo come quelli delle gambe, se non lo eserciti si avvizzisce e tu diventi (dal punto di vista mentale) diversamen-te abile e cio (parliamoci chiaro) un idiota. E inoltre, siccome per tutti c il rischio che quando si diventa vecchi ci venga lAlzheimer,uno dei modi di evitare questo spiacevole incidente di esercitare sempre la memoria.

Quindi ecco la mia dieta. Ogni mattina impara qualche verso, una breve poesia, o come hanno fatto fare a noi, La Cavallina Storna oIl sabato del villaggio. E magari fai a gara con gli amici per sapere chi ricorda meglio. Se non piace la poesia fallo con le formazioni deicalciatori, ma attento che non devi solo sapere chi sono i giocatori della Roma di oggi, ma anche quelli di altre squadre, e magari di squa-dre del passato... Fai gare di memoria, magari sui libri che hai letto (chi era a bordo della Hispaniola alla ricerca dellisola del tesoro? LordTrelawney, il capitano Smollet, il dottor Livesey, Long John Silver, Jim) Vedi se i tuoi amici ricorderanno chi erano i domestici dei tre mo-schettieri e di DArtagnan (Grimaud, Bazin, Mousqueton e Planchet) Sembra un gioco (ed un gioco) ma vedrai come la tua testa si popoler di personaggi, storie, ricordi di ogni tipo. Ti sarai chiesto perchi computer si chiamavano un tempo cervelli elettronici: perch sono stati concepiti sul modello del tuo (del nostro) cervello, ma il nostrocervello ha pi connessioni di un computer, una specie di computer che ti porti dietro e che cresce e sirrobustisce con lesercizio, men-tre il computer che hai sul tavolo pi lo usi e pi perde velocit e dopo qualche anno lo devi cambiare. Invece il tuo cervello pu oggi du-rare sino a novantanni e a novantanni (se lo avrai tenuto in esercizio) ricorder pi cose di quelle che ricordi adesso. E gratis.

C poi la memoria storica, quella che non riguarda i fatti della tua vita o le cose che hai letto, ma quello che accaduto prima che tu na-scessi.

Oggi se vai al cinema devi entrare a unora fissa, quando il film incomincia, e appena incomincia qualcuno ti prende per cos dire per manoe ti dice cosa succede. Ai miei tempi si poteva entrare al cinema a ogni momento, voglio dire anche a met dello spettacolo, si arrivavamentre stavano succedendo alcune cose e si cercava di capire che cosa era accaduto prima (poi, quando il film ricominciava dallinizio,si vedeva se si era capito tutto bene - a parte il fatto che se il film ci era piaciuto si poteva restare e rivedere anche quello che si era givisto). Ecco, la vita come un film dei tempi miei. Noi entriamo nella vita quando molte cose sono gi successe, da centinaia di miglia-ia di anni, ed importante apprendere quello che accaduto prima che noi nascessimo; serve per capire meglio perch oggi succedo-no molte cose nuove.

Ora la scuola (oltre alle tue letture personali) dovrebbe insegnarti a memorizzare quello che accaduto prima della tua nascita, ma sivede che non lo fa bene, perch varie inchieste ci dicono che i ragazzi di oggi, anche quelli grandi che vanno gi alluniversit, se sononati per caso nel 1990 non sanno (e forse non vogliono sapere) che cosa era accaduto nel 1980 (e non parliamo di quello che accadu-to cinquantanni fa).

Ma perch cos importante sapere che cosa accaduto prima? Perch molte volte quello che accaduto prima ti spiega perch certecose accadono oggi e in ogni caso, come per le formazioni dei calciatori, un modo di arricchire la nostra memoria.

Bada bene che questo non lo puoi fare solo su libri e riviste, lo si fa benissimo anche su Internet. Che da usare non solo per chattarecon i tuoi amici ma anche per chattare (per cos dire) con la storia del mondo. Chi erano gli ittiti? E i camisardi? E come si chiamavano letre caravelle di Colombo? Quando sono scomparsi i dinosauri? Larca di No poteva avere un timone? Come si chiamava lantenato delbue? Esistevano pi tigri centanni fa di oggi? ...

Potrei continuare allinfinito, e sarebbero tutte belle avventure di ricerca. E tutto da ricordare. Verr il giorno in cui sarai anziano e ti sen-tirai come se avessi vissuto mille vite. Altri tuoi amici, che non avranno coltivato la loro memoria, avranno vissuto invece una sola vita,la loro...Coltiva la memoria, dunque, e da domani impara a memoria La Vispa Teresa.

RICORDANDOUMBERTO ECOIl mondo ha perso uno dei pi importanti uomini di cultura del nostro tempo. Vogliamo ricordarlo pubblicando alcuni stralci della sua Lettera al nipotino

a qualche mese allistituto Ma-grini Marchetti partito unprogetto di sismologia per ri-

cordare il 40esimo anniversario deltragico sisma del 76: si tratta del pro-getto PRESS40, PREvenzione Sismicanella Scuola a 40 anni dal terremotodel Friuli, realizzato in collaborazionecon lOGS di Trieste ed in particolarecon la sezione Centro di Ricerche Si-smologiche (CRS) di Udine.

Protagonisti dellattivit sono 75studenti delle classi quinte del corso li-ceale (le classi 5Als, 5Bls e 5Dlsa): neimesi di ottobre e novembre hanno ef-fettuato sul campo misure di micro-tremore, rilevando cio le vibrazioninormalmente presenti nel suolo acausa del vento, dei fiumi, del traffico

Studenti sismologi al Magrini Marchettisociet>

etc. Tali rilevamenti sono stati ese-guiti presso i centri scolastici dei 23Comuni da cui provengono gli stu-denti: Pontebba, Tricesimo, Maiano,Buia, Gemona, Resia, Ampezzo, Nimis,Forgaria...tutti Comuni colpiti dal di-sastroso sisma del 1976.

Organizzati in gruppi di lavoro, gui-dati dalla dott.ssa Carla Barnaba - si-smologa gemonese, ricercatrice pres-so il CRS - e dalle prof.sse Maria RosaGirardi ed Elisa Contessi, insegnanti diScienze Naturali, i ragazzi hanno ef-fettuato le misurazioni negli spaziesterni e nei dintorni dei centri scola-stici in ciascuna delle localit conside-rate. Allo scopo hanno utilizzato lestazioni sismiche mobili messe a di-sposizione dal CRS: la strumentazione

composta da un sensore (geofono)per misurare le vibrazioni del terreno,da unantenna GPS per la sincronizza-zione del tempo e da un acquisitore perla registrazione dei dati, il tutto conte-nuto in una maneggevole scatola di pla-stica. In totale sono state eseguiteben 127 misurazioni. Successivamen-te, sempre affiancati dalla dott.ssaBarnaba, gli studenti hanno elabora-to i dati utilizzando uno specifico pro-gramma informatico (i risultati verran-no presentati nel prossimo numerodella rivista).

Si prevede di divulgare i risultatidellindagine presso le scuole mediemonitorate, ma anche in convegniaperti alla cittadinanza ed agli ammi-nistratori locali.

Da cura di Elisa Contessi

Ampezzo

Gemona Ospedaletto Moggio Paluzza

Artegna

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Ampezzo scuola mediaArtegna scuola mediaBuja scuola mediaGemona del Friuli (Piovega e Ospedaletto) scuola elementareForgaria nel Friuli scuola mediaMagnano in Riviera scuola elementareMajano scuola mediaMoggio Udinese scuola mediaMontenars scuola maternaNimis scuola mediaOsoppo - scuola mediaPaluzza scuola mediaPontebba scuola mediaReana del Rojale scuola mediaResia scuola mediaSan Daniele scuola mediaSutrio scuola elementareTarcento scuola mediaTolmezzo scuola mediaTrasaghis scuola mediaTreppo Grande scuola elementareTricesimo scuola mediaVenzone scuola media

Il progetto stato recentementepresentato al 34 Convegno Nazionaledel Gruppo Nazionale di Geofisicadella Terra Solida (GNGTS) che si te-nuto a Trieste dal 17 al 19 novembre2015, e sar inoltre illustrato dal 17 al22 aprile a Vienna al Convegno Euro-peo di Geoscienze (EGU 2016), quindiin una cornice internazionale.

Ma a cosa serve questo progetto?PRESS40 stato fortemente voluto eideato per sensibilizzare le nuove ge-nerazioni al tema del terremoto.Troppo spesso i giovani hanno uner-rata percezione della reale pericolo-sit sismica del territorio in cui vivono,sottostimandone la reale potenzialitsismica. Il progetto si prefigge quindidi contribuire a diffondere nei giovanila cultura sismica e di sottolineare lim-portanza della prevenzione. Questul-tima in particolare stata affrontatadai ragazzi con la campagna di misurevolte a definire la risposta sismica delsito su cui sorge ledificio scolastico.

I Comuni e gli edifici scolastici considerati nellindagine

Sutrio

Trasaghis Venzone

Gemona Piovega Montenars

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societ>

Funghi chepassione!a cura del Gruppo Micologico Gemonese

l Gruppo Micologico Gemonese na-sce a giugno 2015 a Gemona del Friu-li. Nonostante la giovanissima et

riunisce appassionati del luogo conesperienza anche pluridecennale. Ilgemonese un territorio di confine trapianura e montagna e zona ideale diraccordo tra habitat diversi. La man-canza di unassociazione si sentiva e ilgruppo si formato anche grazie allaforte spinta di altre associazioni mico-logiche ed appassionati. Fin dalle pri-me riunioni la presenza e linteresse stato elevato. Lattivit del 2015 sta-ta proficua e densa di soddisfazioni:conferenze, uscite e collaborazionisono sempre state seguitissime e par-tecipate. Lintento di divulgare edapprofondire la conoscenza micologi-ca ed ambientale trova utenti e nuovisoci di ogni et sensibili ed interessa-ti. Due consiglieri stanno realizzandocopie in cemento di innumerevoli spe-cie di funghi. I risultati ottenuti sono

senza dubbio di qualit elevata e digrande potenziale didatticoeducativo.La recente acquisizione della qualificadi micologo da parte di un nostro con-sigliere e di un altro socio ci sprona a mi-gliorare ulteriormente. Anche nell'otti-ca di una futura fattiva collaborazionecon l'azienda sanitaria al fine di preve-nire intossicazioni e con la regione al finedi uno studio e monitoraggio scientifi-co micologico. A questo scopo dalla pri-mavera avanzata sar attivo il serviziogratuito di controllo della commestibi-lit dei funghi raccolti da chiunque.

Per informazioni cercate il gruppo sufacebook oppure contattateci via mail:[email protected]

Il presidente Umberto Zanghi3476776777, il vicepresidente AndreaAmadio 3295960400, il segretarioAlessandro Cucchiaro 3474187270.Ulteriori informazioni ed il programmacompleto delle attivit si possono tro-vare presso l'ottica gioielleria Contessiin via Santa Lucia 5, Alex team accon-ciature in via Roma 76 e Foto Soravitoin via Cavour 24.

I

AprileDomenica 24Uscita sociale ad erbe e funghi primaverili in compagnia di Ennio Furlan

MaggioDomenica 15Uscita sociale e gemellaggio sulle Rive dellIsonzo con il GruppoMicologico Monfalconese accompagnati da Giuliano FerisinDomenica 29Uscita sociale nei colli di S.Daniele e Rive DArcano

GiugnoDomenica 05Uscita sociale ad erbe nel Tarvisiano in compagnia di Ugo ZanazziDomenica 19Uscita sociale a Pradibosco con pranzo al sacco accompagnati dal Micologo Alfredo Pergolini

LuglioDomenica 17Uscita sociale sullo ZoncolanDomenica 31Uscita sociale nei Piani di Vas a Rigolato con pranzo al rifugio Chiampizzulon

SettembreDomenica 04Uscita sociale ai Tre Confini con pranzo al saccoDomenica 18Uscita sociale con grigliata a Rutte

OttobreDomenica 02Uscita sociale a Montenars con pranzo presso lAgriturismo Al Tulin

NovembreData da definireUscita sociale a Hygrofori nella zona di Osoppo, con i micologi Pergolini e Campo

Uscite Micologiche 2016

Il programma dell'Associazione ricco di iniziativeche comprendono serate a tema e uscite

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sport>

Emozioni dalta quotaA 21 anni in cima allAconcaguaLultima spedizione dalta quota dei gemonesi Silvano Forgiarini e Giuspeppe Vidoniinsieme al tolmezzino Mauro Puntel

na passione, quella per lalpini-smo, nata circa tre anni fa grazie asuo pap, che gli ha fatto scoprire

la bellezza delle montagne, soprattuttodelle nostre montagne. Lincontro poicon Remigio Stefenatti stato decisivoper imparare e fare pratica.Questa era la mia prima esperienza inalta quota, non pensavo di riuscire ad

arrivare in cima per come era partita laspedizione ma E stata una bella sod-disfazione. Un sorriso pieno di ricordie soddisfazione, quella viva e scop-piettante dei ventanni, si forma sulvolto del giovanissimo Giuseppe Vi-doni mentre mi racconta la sua espe-rienza. Gemonese di soli 21 anni, ra-gazzo, allapparenza come tanti, con ilsuo lavoro, la sua vita pressoch spen-

sierata e la sua passione: lalpinismo. Dopo varie spedizioni sulle nostre Alpi,di cui diverse in solitaria, agli inizi digennaio di questanno, gli si presen-tata la possibilit di volare in Argentinaper salire sulla montagna pi alta delcontinente americano, situata nellaCordigliera: lAconcagua.Con unaltezza di ben 6.962 metri, faparte del circuito delle Sette cime,meta ambita dagli alpinisti di tutto ilmondo.

Il pioniere delle alte quote, Silvano For-giarini, gi esperto di cime e grandeappassionato di alpinismo, dopo avertentato gli ottomila himalayani negliultimi anni, ha affiancato nella spedi-zione in Argentina, Giuseppe e il tol-mezzino Mauro Puntel, anchesso al-pinista polivalente con la passionedello scialpinismo.

U

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di Anna [email protected]

Il selfie al campo base.Foto di Giuseppe Vidoni

Silvano al Campo Base.Foto di Silvano Forgiarini

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Ogni volta che ritorno da una spedi-zione mi prometto che sar lultima. Lafatica, lo stress psicofisico e la delu-sione per aver mancato per poco lacima di uno degli ottomila himalayaniti minano fortemente lequilibrio inte-riore. Ma poi basta che allorizzonte siapra uno spiraglio per ripartire, edecco che mi si illuminano gli occhi e siriparte racconta Silvano, e lo stessobrillio negli occhi lo si ritrova in Giu-seppe, nonostante la giovane et, lapassione per questa disciplina avvolgetutti nella stessa maniera.

Ma questa, nonostante le aspettativenon stata affatto una spedizione fa-cile. Partiti il 6 gennaio da Venezia e ar-rivati dopo diversi scali, il 7 gennaio aMendoza, grazie allaiuto di un amicodi Giuseppe che abita in citt, hannosbrigato le pratiche per i permessi esuccessivamente sono partiti per Pe-nitentes per affrontare i tre giorni ditrekking (circa 50 km) che li separa-vano dal campo base dellAconcagua(4.200 mt). E proprio al campo basesono iniziati i primi problemi. Ho ini-ziato a stare poco bene, mi salita lafebbre e anche Mauro non se la pas-sava affatto bene. Il presentarsi diuna patologia piuttosto invalidanteper Mauro Puntel che necessitava dicure, e la febbre di Giuseppe, hannomesso a dura prova la buona riuscitadella spedizione. Dopo pochi giorniGiuseppe si riprende, la febbre passae lacclimatazione procede regolar-mente. Per Mauro invece la situazionenon migliora, laggravarsi delle suecondizioni preoccupa seriamente i tre.

Dovevamo decidere che fare io nonme la sentivo di las