Sulle tracce della Grande Guerra

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    26-Jul-2015
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1. Sulle tracce della Grande Guerra RICORDI, DOCUMENTI E IMMAGINI LA GUERRA VISSUTA DAI NOSTRI NONNI I.C. COMO LAGO LEOPARDI CLASSE 3^D 2. La Grande Guerra La storia una disciplina che unisce insieme le informazioni fornite dai documenti scritti e quelle delle fonti materiali, intese nella maniera pi ampia. Le fonti scritte, narrative o documentarie, rivestono particolare importanza nella capacit di comunicare non soltanto il ricordo di un fatto, ma anche il contesto culturale, informazioni sullautore, riferimenti ad altre fonti scritte in una fitta rete di rimandi. E proprio su questultimi che nellanno del centenario vogliamo porre attenzione: i rimandi, le trame, gli appigli, il senso che il recente secolo ha ancora per noi. Il nostro lavoro di dtectives iniziato nelle nostre case. Abbiamo intervistato parenti e conoscenti, chiesto loro di fornirci documenti e testimonianze di persone care che quella guerra lavevano combattuta. Abbiamo cercato di far emergere i diversi sentimenti dal dolore alle velleit, aspirazioni, speranze, sconforto etc Ed eccoci ora a spolverare i ricordi affidati alle ritrovate cartoline e lettere dal fronte ormai ingiallite, diari fotografici, medaglie etc Sicuramente un dj vu, reperti come tanti. per noi semplicemente unici . 3. Il mio bisnonno Teodorico Zamperini partecipa alla Prima Guerra, tiene un album fotografico denso di annotazioni. I miei genitori custodiscono gelosamente questo tesoro documentario lasciato alla di famiglia. Ho scelto le foto qui inserite perch rappresentano linizio di un viaggio. Si allega alla fine una essenziale biografia di nonno Teodorico. 4. La battaglia di monte Piana fu un lungo e sanguinoso scontro avvenuto sulla sommit dell'omonimo monte facente parte del massiccio delle Dolomiti di Sesto, dove tra il 1915 e il 1917 si consumarono alcuni dei pi violenti scontri tra soldati italiani e austro-ungarici che per ben due anni lottarono sulla sommit pianeggiante di questo monte. Fu uno dei teatri pi sanguinosi e statici di tutta la guerra, e nonostante la netta superiorit di uomini e armamenti del Regio Esercito, i comandi italiani non furono mai in grado di conquistare le postazioni dominanti sul monte occupate dagli austriaci, sia per errori tattici sia per incompetenza di una guerra nuova e insolita in alta montagna. Alla resa dei conti i due anni di guerra su Monte Piana portarono ad un nulla di fatto, i due contendenti per due lunghi anni si combatterono su un fazzoletto di terra, senza mai riuscire a sovvertire le forze nemiche 5. La notte del 3 novembre 1917 tutte le truppe del settore convenute a dogana Misurina si ritirarono tristemente, riguardando quelle cime nevate che la luna inargenta. Lo stato danimo di quella notte tragica e dei seguenti indescrivibile! Povere terre nostre che si abbandonavano alla rapina austriaca. Dal diario di Teodorico. 6. Monte Piana, Dolomiti di Sesto [...] ogni quarto d'ora una luce pi odiosa della tenebra [...] per pochi secondi illuminava ogni cosa a giorno. Allora tutti ammutivano e ciascuno sirrigidiva nell'atto in cui si trovava, con quegli occhi sbarrati, con quelle facce smunte da tre giorni senza pane e due notti senza sonno. Tenente Antonio Meneghetti Quass l'inverno cominci gi alla fine di settembre, non nel silenzio e nella pace, [...] ma con il frastuono pauroso della guerra. [...] il nemico non concedeva nemmeno l'ultimo riposo ai propri caduti, rimasti a centinaia davanti ai nostri reticolati dopo sanguinosi attacchi, e che noi avevamo seppellito sul posto; le granate dei grossi calibri sconvolgevano notte e giorno il terreno riaprendo le fosse. [...] Kaiserschtze Heinz von Lichem 7. Linvio e larrivo della posta era un momento importante per i soldati al fronte. Con le lettere riuscivano a tenersi in contatto non solo con le famiglie, ma anche con un mondo Il normale al quale speravano di ritornare. Durante la guerra la percezione di far parte di un evento memorabile alimenta limpulso di lasciare una traccia di ci che si sta vivendo, per cui solo dai fronti vengono movimentate 4 miliardi di missive: una bulimia di scrittura. Le testimonianze epistolari sono preziose perch ci danno unimmagine autentica e diretta di quanto accaduto. (..)La posta che arriva su, ci sveglia, ci travolge con gli altri in un'ondata di contentezza, perch nessuno se l'aspettava; anche noi ne riceviamo tanta: tutte Le Voci arretrate che abbiamo chieste, giornali, lettere d'amici. C' ancora un po' di luce nell'aria tanta da permetterci di decifrare gli scritti che pi ci stanno a cuore. Gianni Stuparich, ufficiale volontario nell'esercito italiano ARRIVO DEL CAMION DELLA POSTA 8. La posta militare nata inizialmente per l'esclusivo servizio di collegamento in tempo di guerra fra i comandi militari e le unit mobili combattenti realizzata con staffette e portaordini. Organizzata con i propri uffici e gestita dai militari con bolli e loro mezzi di trasporto, i militari gestivano perci anche il flusso epistolare fra i combattenti e le famiglie della truppa; tale canale postale entrava in servizio anche durante le manovre militari e in modo massiccio in caso di conflitto. In questo ultimo caso il motivo non dichiarato era anche quello di poter censurare e controllare la posta dei combattenti indirizzata alle loro famiglie ed avere maggiore sicurezza nel trasporto. DAL PAESE DEL RETICOLATO 9. La presente cartolina inviata da Cernobbio, il 7/7/1917 da una signora mia parente. Il destinatario che si trova a Milano esortato a riferire notizie di un parente al fronte. Il tono cortese e carico di emotivit: Spero a questora avrai notizie di Mario, dimmi qualche cosa che lo penso sempre. Noi stiamo tutti bene e ci troviamo benissimo. Rita ti ricorda e ti prega, se vieni a Como non mancare di venire a trovarci. Cari saluti a tuo marito e B. A te un abbraccio Antonietta Analizzo cartolina postale del 1917, famiglia Morini 10. Analizzo cartolina postale del 1917, inviata da Novara a Como Si evidenzia l importante riferimento storico: la presa di Gorizia 9.8.1916. Qui per troviamo una discrepanza della data riportata. La battaglia per la presa di Gorizia stata una delle pi sanguinose della guerra: ha causato la morte di1759 ufficiali e di 50.000 soldati italiani; gli austriaci persero 862 ufficiali e 40.000 soldati. Dopo gli splendidi bollettini di questi due giorni scorsi stamani seppiamo della presa di Gorizia. Ne sia ringraziato il Cielo! Onore e Gloria al ns. bravo esercito ed al valoroso Cadorna 10-9-16. (..)I miei ringraziamenti per avermi appoggiata e consigliata (.). Seppi ieri dalla sig. ra T. d'un altro suo recente lutto. Due giovinezze care... in cos un breve spazio di tempo Ah! proprio un breve transito dal questo passaggio quaggi... In alto i cuori .. 11. Tra le medaglie sottostanti c il simbolo dei Marconisti (il cerchio con allinterno un fulmine) ovvero coloro che usavano il telegrafo per mandare informazioni agli altri reggimenti. Quella invece a forma di croce con la mostrina a righe blu, bianche, rosse e verdi la Medaglia di Vittorio Veneto oggetto consegnato a tutti i militari che hanno partecipato alla Prima Guerra Mondiale 50 anni dopo la vittoria (1968). 12. Le bombe a mano furono un'arma molto utilizzata dagli eserciti della Grande Guerra durante gli assalti alle trincee nemiche. I soldati, quando arrivavano a qualche decina di metri dalle posizioni nemiche, le lanciavano provocando grandi danni con la loro deflagrazione. Gli addetti a questi attacchi furono i Granatieri i quali avevano il compito di avanzare verso le linee nemiche dopo che le squadre tagliafili avevano creato una breccia tra i reticolati nemici. Furono anche utilizzate in larga scala per eliminare la presenza nemica dalle grotte, ricoveri e gallerie. Potevano avere un doppio innesco: a tempo (con una miccia) o a percussione. Per questioni pratiche, i soldati preferivano di gran lunghe le prime in quanto le seconde potevano esplodere anche prima di essere lanciate, con un urto accidentale durante l'assalto o per una distrazione. Bomba a mano esplosa ritrovata sullAdamello 13. LA BAIONETTA unarma simile ad un coltello a lama lunga e innestabile sul fucile, usata da tutti gli eserciti della Prima Guerra Mondiale, anche se sorpassata per efficacia e potere offensivo dallartiglieria, dalle bombe a mano, dai mortai e dai gas venefici. Questarma tanto cruda e rozza, quanto devastante se usata nel combattimento corpo a corpo, veniva impiegata come un vero e proprio coltello da campeggio. Pare fosse ideale per abbrustolire le fette di pane raffermo, sul fuoco, per aprire le lattine di carne in scatola e persino per rimestare il contenuto delle latrine allaria aperta o le braci di un focolare. BAIONETTA DEL BISNONNO COSTAMAGNA 14. La trincea uno stretto fossato scavato per circa due metri di profondit e altrettanti di larghezza che si estende per diversi chilometri lungo il territorio di guerra. La trincea fu spesso usata nella prima guerra mondiale per scopi bellici o per semplici spostamenti. Il soldato era protetto dai proiettili del nemico ma in quei "corridoi" si viveva una vita a contatto costante con la morte o, perlomeno, con il pericolo di morte. Spesso le trincee erano coperte da filo spinato e avevano delle fenditure nel terreno dove si appoggiavano fucili e mitragliatrici dell'epoca. TRINCEE DI CAVALLASCA, LINEA CADORNA, COMO 15. Chi viveva in trincea subiva il logoramento fisico e morale. I soldati di fanteria e gli ufficiali inferiori non ricevevano il cambio per interminabili settimane, erano esposti a tutte le intemperie del tempo, venivano trattati con arroganza dai superiori come nella vita i borghesi trattavano gli operai e i contadini, venivano puniti se per caso durante la battaglia perdevano il berretto. Inoltre gli ufficiali superiori si assegnavano da soli medaglie e medaglie senza mai andare in prima linea come avrebbero dovuto. 16. Gianni Stuparich, ufficiale volontario nell'esercito italiano, negli appunti fatti nel corso della prima battaglia dell Isonzo -23 giugno 1915- nei pressi del monte Cosich, al confine con il Trentino, descrive le pessime condizioni di vita nelle trincee a causa del puzzo delle feci per lassenza di latrine; per la presenza di topi, mosche, pulci e pidocchi; per il fango prodotto dalla pioggia che riempiva le fosse; per i piedi infettati, insensibili e gonfi. Piove, piove. Siamo tutti rannicchiati nel fango; le fosse sono piene d'acqua. E non la smette. Mi sono coperto col telo da tenda, sono tutto dolorante, rigido, bagnato, in questa mia tomba umida, stanco. 17. Nonostante il caro prezzo pagato a causa delle decisioni dei potenti , la trepidazione traspare nelle annotazioni del caro bisnonno Teodorico per le visite celebri di Sua Maest e del generale Cadorna. 18. TEODORICO ZAMPERINI: BIOGRAFIA STORICA ESSENZIALE Nato nel 1898 a Lecco Teodorico Zamperini fu il secondo laureato in economia e commercio di Lecco presso luniversit Bocconi con una tesi sullutilizzo dellenergia idroelettrica per lo sviluppo industriale della Valsassina. Partecip giovanissimo alla prima guerra mondiale con incarichi amministrativi a seguito delle truppe alpine sul fronte del Veneto e del Trentino, tra i suoi compiti cera quello di portare la posta e le paghe ai soldati nelle trincee di alta montagna, per raggiungere le trincee spesso si usava una piccolissima teleferica dove poteva stare solamente una persona sdraiata sul fondo del carrellino, la teleferica del Cristallino, racconta, copriva quasi un chilometro in lunghezza e circa seicento metri di dislivello da terra. Durante la sua permanenza sul monte Piano ebbe anche loccasione di incontrare il re Vittorio Emanuele II e il generale Cadorna. Nel 1918 si spost nella zona del monte Grappa dove si ammal di meningite, rimanendo per due mesi isolato in una tenda dellospedale militare, ritorn a casa verso la fine del 1918. Al ritorno dalla guerra incominci a lavorare nellazienda Badoni, unacciaieria. Non partecip alla seconda guerra mondiale visto che lazienda in cui lavorava produceva materiale per lesercito. 19. Alla realizzazione di tale documento hanno collaborato BARBERI CHIARA CAVADINI LORENZO COSTAMAGNA RUGGERO MORINI MARTA TOSI CAMILLA