SENATO DELLA · PDF file SENATO DELLA REPUBBLICA VI LEGISLATURA (N. 1498) DISEGNO DI LEGGE...

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  • SENATO DELLA REPUBBLICA V I L E G I S L A T U R A

    (N. 1498)

    DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE

    d'iniziativa del senatore VEDOVATO

    COMUNICATO ALLA PRESIDENZA IL 1» FEBBRAIO 1974

    Abrogazione dei c o m m i secondo e te rzo del l 'ar t icolo 68 della Cost i tuzione, relat ivi alla p re roga t iva dell ' inviolabil i tà dei

    p a r l a m e n t a r i

    ONOREVOLI SENATORI. — Durante i lavori dell'Assemblea costituente si ebbe a consta- tare che il principio della divisione e dell'in- dipendenza dei poterà « importa tutto un orientamento nuovo nell'ordinamento dello Stato che urta contro categorie e istituti di tradizioni secolari ».

    Questa constatazione non impedì, tuttavia, che istituti del genere fossero non solo man- tenuti nella nuova Costituzione repubblicana ma anche ampliati rispetto al precedente or- dinamento giuridico costituzionale. Ci si rife- risce, qui, in particolare, all'istituto della immunità parlamentare, che lo Statuto alber- tino prevedeva agli articoli 37, 45, 46 e 51 nei termini seguenti:

    « Art. 37. — Fuori del caso di flagrante delitto, niun senatore può essere arrestato se non in forza di un ordine del Senato. Esso è solo competente per giudicare dei reati imputati ai suoi membri ».

    « Art. 45. — Nessun deputato può essere arrestato, fuori del caso di flagrante delitto, nel tempo della sessione, né tradotto in giu-

    dizio in materia criminale, senza il previo consenso della Camera ».

    « Art. 46. — Non può eseguirsi alcun man- dalo di cattura per debiti contro un depu- tato durante la sessione della Camera, come neppure nelle tre settimane precedenti e sus- seguenti alla medesima ».

    « Art. 51. — I senatori ed i deputati non sono sindacabili per ragione delle opinioni da loro emesse e dei voti dati nelle Camere ».

    La Costituzione repubblicana ha abolito il privilegio del foro speciale previsto dall'arti- colo 37 dello Statuto albertino per i senatori. Trattavasi, infatti, di un privilegio di origine feudale, sancito dalla Magna Charta del 1215, per cui ì baroni non potevano essere giudi- cati rasi per legalem judicium parium suo- rum vel per legem terrae, in vigore tuttora nell'ordinamento inglese per i membri della Camera dei lords che ha sostanziale caratte- re feudale.

    La nostra Costituzione attribuisce, invece, eguali prerogative ai senatori e ai deputati in rapporto al carattere elettivo-rappresenta-

  • Atti Parlamentari — 2

    LEGISLATURA Vi — DISEGNI DI

    tivo delle due Camere. Ma il sistema delle prerogative parlamentari, così come è deli- neato dall'articolo 68, risulta più ampio non solo di quello previsto dallo Statuto alberti- no, ma di ogni altro sistema previsto dalle più significative Costituzioni di Paesi euro- pei ed extra-europei.

    L'articolo 68 della Costituzione recita quanto segue:

    « I membri del (Parlamento non possono essere perseguiti per le opinioni espresse e i voti dati nell'esercizio delle loro funzioni.

    Senza autorizzazione della Camera alla quale appartiene, nessun membro del Parla- mento può' essere sottoposto a procedimento penale; né può essere arrestato; o altrimenti privato della libertà personale, o sottoposto a perquisizione personale o domiciliare, sal- vo che sia colto nell'atto di commettere un delitto per il quale è obbligatorio il man- dato e l'ordine di cattura.

    Eguale autorizzazione è richiesta per trar- re in arresto o mantenere in detenzione un membro del Parlamento in esecuzione di una sentenza anche irrevocabile ».

    Il primo comma stabilisce la « prerogativa della irresponsabilità », che risponde ad una reale indispensabile tutela della funzione par- lamentare e non offende i princìpi fondamen- tali dell'ordinamento democratico. È per me- rito del divieto contenuto in detta norma che i senatori e i deputati possono, con la mas- sima indipendenza, esprimere le loro opi- nioni e dare i loro voti, entro i limiti del- l'esercizio delle loro funzioni, liberi dal ti- more di ogni sopruso o vendetta, cui invece sarebbero esposti a causa dei loro atti fun- zionali. Ciò spiega come la prerogativa della irresponsabilità sia stata subito invocata dal- le prime Assemblee rappresentative. Essa sorse in Gran Bretagna, dove si affermò at- traverso una lunga e dura lotta tra la Corona, che voleva disconoscerla e la Camera dei Co- muni che la difendeva come necessario attri- buto di una libera rappresentanza di un po- polo libero.

    Dall'ordinamento costituzionale inglese, la prerogativa della irresponsabilità è passata in tutti gli Stati a regime democratico ed oggi è prevista da tutte le Costituzioni del

    Senato della Repubblica — 1498

    E RELAZIONI - DOCUMENTI

    mondo occidentale ed anche in alcune demo- crazie popolari dell'Europa orientale (Bul- garia, Cecoslovacchia, Jugoslavia e Repubbli- ca democratica tedesca), mentre tacciono, in proposito, le Costituzioni dell'URSS e della Romania.

    I commi secondo e terzo stabiliscono la « prerogativa della inviolabilità », che risulta notevolmente ampliata rispetto a quanto era sancito nell'articolo 45 dello Statuto alber- tino. Anzitutto, dato il carattere di organi permanenti che hanno oggi le Camere, la prerogativa dell'inviolabilità esplica la sua funzione senza alcuna interruzione, per tutto il periodo della legislatura; si richiede l'au- torizzazione, a differenza di prima, anche per la perquisizione personale e domiciliare; l'ec- cezione dell'arresto e della perquisizione sen- za autorizzazione è stata ristretta ai casi di flagranza propria e solo per i reati per ì quali è obbligatorio il mandato di cattura. Infine è stata sancita la necessità dell'auto- rizzazione per l'arresto o per il mantenimen- to in detenzione di un parlamentare, in ese- cuzione anche di una sentenza irrevocabile.

    Contro questa prerogativa parlamentare si sono levate critiche così vivaci da parte del- l'opinione pubblica e di qualificati ambienti politici e scientifici, da indurre alcuni nostri onorevoli colleglli a presentare disegni e pro- poste di legge costituzionale, contemplanti modifiche più o meno ampie dei commi se- condo e terzo dell'articolo 68. Ricordo, in proposito i disegni di legge dei senatori tNen- cioni (n. 5) e Arena (n. 327) e le proposte di legge d'iniziativa dei deputati Bozzi (n. 41), del Duca (n. 108), Boffardi Ines (n. 115), Buf- fone (numero 297); De Maria (n. 561) e Ter- ranova (n. 1208), tutte presentate tra il mag- gio e il novembre 1972.

    Esaminate tali iniziative di revisione costi- tuzionale e riconsiderato il problema dal punto di vista storico, giuridico e politico si è giunti alla conclusione che non si tratta tanto di modificare il contenuto della prero- gativa dell'inviolabilità, quanto, invece, di sopprimere tale prerogativa per i seguenti motivi:

    a) trascende il fine di assicurare il libero esercizio della funzione parlamentare, che

  • Atti Parlamentari % Senato della Repubblica 149S

    LEGISLATURA VI — DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI - DOCUMENTI

    trova la sua giusta tutela nel primo comma dell'articolo 68 della Costituzione;

    b) non si pone come esigenza di difesa del Parlamento, la cui indipendenza, oltre che dal citato primo comma dell'articolo 68, è garantita da un complesso di norme quali:

    il principio della rappresentanza na- zionale, che nasce dal divieto del mandato imperativo ed opera contro il pericolo del- l'asservimento della funzione parlamentare agli interessi particolari del collegio eletto- rale (art. 67);

    la verifica dei poteri per la quale le stesse Camere giudicano dei titoli di ammis- sione e delle cause sopraggiunte di ineleggi- bilità e di incompatibilità dei loro membri (art. 66);

    l'autonomia regolamentare, che attri- buisce alle Camere il potere di disciplinare la loro vita interna senza ingerenze di organi estranei (art. 64, primo comma);

    l'autogoverno disciplinare, che sottrae tutte le procedure interne delle Camere a qualsiasi sindacato esteriore;

    l'immunità reale, che riserva ad orga- ni nominati dalle stesse Camere l'esercizio del potere di polizia nelle sedi del Parla- mento;

    e) non si accorda con i princìpi fonda- mentali dell'ordinamento democratico, in quanto: ostacola la conservazione dell'ordi- ne giuridico e dell'ordine pubblico, ponendo in pericolo gli stessi diritti fondamentali del- l'uomo; costituisce negazione del principio dell'uguaglianza di tutti i cittadini innanzi alla legge, nonché violazione del principio della sovranità del popolo, in forza del quale il popolo giudica tutti coloro che violano la legge, nella forma e a mezzo degli organi della giurisdizione;

    d) viola la moderna concezione dello « Stato di diritto » che postula la piena re- sponsabilità di quanti siano investiti dì pub- blica autorità.

    Per convincersi della fondatezza di queste motivazioni, basta esaminare la natura, la reale efficacia della prerogativa dell'inviola- bilità, attraverso la sua genesi e il suo svilup- po storico e nella norma del diritto positivo vigente, e soprattutto quale ne sia stata la effettiva applicazione fino ad oggi.

    Genesi e sviluppo storico della prerogativa dell'inviolabilità.

    Questa indagine mette subito in luce le di- verse origini delle prerogative parlamentari. La prima a sorgere nella storia è la preroga- tiva della irresponsabilità che si afferma in Inghilterra con l'instaurazione del sistema costituzionale. Non vi è, invece, traccia alcu- na nell'antico ordinamento inglese della pre- rogativa della inviolabilità. Le garanzie che fin dai tempi, di Etrel