Rivista Trimestrale - 2/2014 · PDF file Marco Montanari COMITATO SCIENTIFICO Emilio Dolcini...

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Transcript of Rivista Trimestrale - 2/2014 · PDF file Marco Montanari COMITATO SCIENTIFICO Emilio Dolcini...

  • Sul preteso carattere permanente del concorso esterno Vincenzo Maiello

    La confisca allargata: dalla lotta alla mafia alla lotta all’evasione fiscale?

    Anna Maria Maugeri

    Repressione penale della tortura e costituzione: anatomia di un reato che non c’è.

    Andrea Pugiotto

    Rivista Trimestrale - 2/2014

  • 2/2014

    SEGRETERIA DI REDAZIONE Anna Liscidini (coordinatore) Marco Montanari

    COMITATO SCIENTIFICO Emilio Dolcini (coordinatore diritto penale) Novella Galantini (coordinatore diritto processuale penale)

    ANNO 2014, CODICE ISSN 2240-7618 Registrazione presso il Tribunale di Milano, al n. 554 del 18 novembre 2011. Sede legale Via Serbelloni, 1, 20122 Milano

    Impaginazione a cura di Chiara Pavesi - www.chiarapavesi.it

    Diritto Penale Contemporaneo - Rivista trimestrale è un periodico on line, ad accesso libero e senza fine di profitto, espressione di una partnership tra lo Studio legale dell’avvocato Luca Santa Maria di Milano, che ha ideato l’iniziativa, ne ha finanziato la realizzazione tecnica e ne è l’editore, e la Sezione di Scienze penalistiche del Dipartimento “C. Beccaria” dell’Università degli Studi di Milano, cui afferiscono i componenti del Comitato scientifico che supervisiona i contenuti della Rivista. La Rivista è diretta da un Comitato di direzione composto da un gruppo di magistrati, di avvocati e di giovani docenti di diritto e procedura penale. Tutte le collaborazioni organizzative ed editoriali sono a titolo gratuito.

    Peer review La qualità scientifica dei lavori di più ampio respiro pubblicati sulla Rivista è assicurata da una procedura di peer review, attuata secondo principi di trasparenza, autonomia e indiscusso prestigio scientifico dei revisori, professori ordinari italiani e stranieri di diritto e procedura penale, che la Rivista vivamente ringrazia per avere accettato questo compito. Ciascun lavoro soggetto alla procedura viene esaminato in forma anonima da due revisori, i quali esprimono il loro parere in forma parimenti anonima sulla conformità del lavoro agli standard qualitativi delle migliori Riviste di settore. La pubblicazione del lavoro presuppone il parere favorevole di entrambi i revisori. La designazione dei revisori per ciascun lavoro di diritto o di procedura penale è effettuata automaticamente seguendo l’ordine alfabetico dei revisori di ciascuna disciplina pubblicato in calce, in ragione della data e dell’ora in cui ciascun lavoro è pervenuto all’indirizzo e-mail della redazione. Nel caso di impedimento da parte del revisore designato subentra il revisore successivo nell’elenco alfabetico. Di tutte le operazioni compiute nella procedura di peer review è conservata idonea documentazione presso la redazione.

    Elenco dei revisori Prof. Alberto Alessandri, Prof. Ennio Amodio, Prof. Francesco Angioni, Prof. Alessandro Bernardi, Prof. David Brunelli, Prof. Alberto Cadoppi, Prof. Stefano Canestrari, Prof. Francesco Caprioli, Prof. Mauro Catenacci, Prof. Mario Chiavario, Prof.ssa Ombretta Di Giovine, Prof. Massimo Donini, Prof. Giovanni Fiandaca, Prof. Luigi Foffani, Prof. Gabriele Fornasari, Prof. Glauco Giostra, Prof. Giovanni Grasso, Prof. Giulio Illuminati, Prof. Sergio Lorusso, Prof. Luca Marafioti, Prof. Enrico Marzaduri, Prof. Jean Pierre Matus, Prof. Adan Nieto Martin, Prof. Renzo Orlandi, Prof. Francesco Palazzo, Prof. Lorenzo Picotti, Prof. Paolo Pisa, Prof. Mario Romano, Prof. Sergio Seminara, Prof. Placido Siracusano, Prof. Paolo Veneziani

    EDITORE Luca Santa Maria

    DIRETTORE RESPONSABILE Francesco Viganò

    VICE DIRETTORI Gian Luigi Gatta Guglielmo Leo Luca Luparia

    REDATTORI Angela Della Bella Stefano Zirulia Alberto Aimi Tommaso Trinchera

    Susanna Arcieri, Alessandra Galluccio, Irene Gittardi, Maria Chiara Ubiali, Alessandra Verri

    Roberto Bartoli, Fabio Basile, Silvia Buzzelli, Elena Maria Catalano, Massimo Ceresa Gastaldo, Fabrizio D’Arcangelo, Gian Paolo Demuro, Antonio Gullo, Stefano Manacorda, Vittorio Manes, Luca Masera, Anna Maria Maugeri, Oliviero Mazza, Alessandro Melchionda, Chantal Meloni, Claudia Pecorella, Marco Pelissero, Paolo Renon, Gioacchino Romeo, Markus Rübenstahl, Francesca Ruggieri, Domenico Pulitanò, Marco Scoletta, Rosaria Sicurella, Carlo Sotis, Giulio Ubertis, Antonio Vallini, Alfio Valsecchi, Costantino Visconti, Matteo Vizzardi

    http://www.chiarapavesi.it

  • 2/2014

    Sommario

    In questo numero Francesco Viganò

    La riforma del reato di scambio elettorale politico-mafioso Giuseppe Amarelli

    “Superprocura” e coordinamento delle indagini in materia di criminalità organizzata tra presente, passato e futuro Sergio Lorusso

    Sul preteso carattere permanente del ‘concorso esterno’ Vincenzo Maiello

    La “clessidra” del riciclaggio ed il privilegio di self-laundering: note sparse a margine di ricorrenti, astratti furori del legislatore Luca Troyer e Stefano Cavallini

    Profili di diritto processuale penale e penitenziario in tema di coppie di fatto Agata Ciavola

    Il contumace cede la scena processuale all’assente, mentre l’irreperibile l’abbandona Serena Quattrocolo

    Note sul dolo nei reati omissivi propri, con particolare riguardo al reato di omissione di soccorso Fabio Basile

    Recenti orientamenti sul lavoro di pubblica utilità Antonia Menghini e Elena Mattevi

    Repressione penale della tortura e Costituzione: anatomia di un reato che non c’è Andrea Pugiotto

    Editoriale 1

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    Processo e dintorni

    Mafia e crimine organizzato

    L’obiettivo su...

  • 2/2014

    Sommario

    Gli effetti della cancellazione della società dal registro delle imprese sulla responsabilità “da reato” dell’ente Gaspare Jucan Sicignano

    L’adeguamento del sistema penale italiano al “diritto europeo” tra giurisdizione ordinaria e costituzionale Francesco Viganò

    La Corte di Giustizia considera la direttiva europea 2006/24 sulla c.d. “data retention” contraria ai diritti fondamentali. Una lunga storia a lieto fine? Roberto Flor

    La confisca allargata: dalla lotta alla mafia alla lotta all’evasione fiscale? Anna Maria Maugeri

    Adescamento di minorenni tramite Facebook: tra tentativo di violenza sessuale mediante induzione con inganno e nuovo art. 609-undecies c.p. Marco Montanari

    “Alla ricerca dell’induzione perduta”: le Sezioni Unite tentano una soluzione Daniele Piva

    La sentenza n. 5/2014 della Corte costituzionale: una nuova importante restrizione delle “zone franche” dal sindacato di legittimità nella materia penale Marco Scoletta

    Ardita la rotta o incerta la geografia? La disapplicazione della legge 40/2004 “in esecuzione” di un giudicato della Corte EDU in tema di diagnosi preimpianto Antonio Vallini

    Giurisprudenza in primo piano

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  • 2/2014

    Editoriale

    In questo numero Francesco Viganò

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  • 2/2014 1

    Luca Troyer e Stefano CavalliniMafia e crimine organizzato

    La copertina di questo numero è dedicata a due grandi magistrati, protagonisti e vittime del contrasto contro la mafia nel nostro paese. Abbiamo scelto proprio questa foto, a tut- ti familiare, per riprendere una volta ancora il discorso sulla criminalità organizzata e sugli strumenti per combatterla; ma anche, in fondo, per ripensare a Falcone e Borsellino, in un momento culturale e politico in cui si tende a imputare alla magistratura non più (come nel recentissimo passato) il perseguimento di precisi progetti politici volti a sovvertire gli assetti politici scaturiti dalle urne elettorali, quanto – più banalmente – l’intera responsabilità della crisi in cui versa la nostra giustizia, civile e penale.

    Una crisi reale e profonda, beninteso: che è però falso attribuire, come invece si vuole accreditare anche da parte degli attuali detentori del potere politico, allo scarso impegno dei magistrati nell’assolvere i loro compiti istituzionali, senza avere il coraggio – e la determina- zione politica, nell’arco dei mille giorni in cui si dovrebbe misurare il cambiamento promesso – di affrontare alla radice i problemi. A cominciare, per quanto riguarda la giustizia penale, dall’esigenza di riformare ab imis un sistema processuale che costringe i magistrati a ritmi di lavoro assai più elevati di quelli che si registrano nella generalità dei paesi europei (basti pensare all’esempio estremo degli oltre 50.000 ricorsi all’anno decisi dalla nostra Corte di cassazione), e che nonostante questi sforzi – di cui qualcuno dovrebbe pur parlare – non riesce a produrre risposte efficienti e ragionevolmente rapide ai bisogni di giustizia della collettività, delle vittime e degli stessi autori di reato.

    Per quel che vale, ci pare allora importante rammentare (se non altro a noi stessi, come si dice nel gergo forense) che la magistratura italiana è stata una risorsa fondamentale per il nostro paese, nella lotta alla criminalità mafiosa – anche a prezzo del sacrificio della vita, o più semplicemente di una vita personale e familiare ‘normale’ per i molti magistrati che deb- bono vivere ancora oggi sotto scorta – così come nel contrasto ad altre forme gravissime di criminalità, dal terrorismo di matrice interna e internazionale alla piaga della corruzione nella pubblica amministrazione; e che l’indipendenza dal potere politico della magistratura – anche