Programma Palestrina

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Programma elettorale della coalizione per Adolfo De Angelis sindaco

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  • Palestrina 2014 - 2019

    programma elettorale della coalizione per adolfo de angelis sindaco

  • Care concittadine, cari concittadini,sostenuto da sette liste, che hanno condiviso il pensiero ispiratore di questo programma elettora-le, mi propongo alla guida della citt di Palestrina consapevole che, per governare in un momento storico cos difficile, serva un'Amministrazione sobria e concreta, capace di leggere al meglio i bisogni dei cittadini e fornire loro risposte serie e realizzabili.Oggi la politica deve innanzitutto essere attenta alla solidariet, alle buone pratiche amministrati-ve, perch il futuro di una citt come Palestrina passa per la condivisione ed il rispetto. Fonda-mentale, in tal senso, razionalizzare le risorse economiche per garantire servizi di eccellenza senza per questo gravare sulla tassazione e sulle tasche dei contribuenti.Per far questo occorre un programma elettorale concreto ed attuabile, scritto raccogliendo spunti e stimoli giunti dai cittadini, dalle associazioni, dalle categorie. Un programma che nasce dalla capacit di ascolto e trova forma miscelando al meglio l'esperienza con l'entusiasmo e le energie fresche dei tantissimi, per lo pi giovani, che hanno accettato con entusiasmo di scrivere insieme il futuro di una citt prestigiosa che vuole

    tornare a vivere una stagione di nuovo protagoni-smo politico e culturale all'interno del vasto comprensorio.In queste pagine abbiamo, quindi, voluto rappre-sentare in sintesi la storia di Palestrina ed il suo presente per calarci dentro quel progetto futuro che, ne siamo certi, con il vostro aiuto ci consen-tir di avere sempre pi una citt moderna, solida-le, europea, attenta all'ambiente ed alle tradizioni, ai giovani ed alla sicurezza, alle famiglie ed alla scuola.Una citt governata con i piedi ben saldi a terra ma lo sguardo sempre orientato lontano, alla costru-zione di un futuro migliore per tutti.

    Adolfo De Angelis

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  • tratta della cosiddetta epoca orientalizzante, nella quale, con tutta probabilit, Praeneste conobbe unincredibile fioritura, iniziando a sfruttare la sua posizione soprattutto per gli scambi con tutte le popolazioni del Mediterraneo, in particolare con gli Etruschi.Sono ancora i ritrovamenti archeologici a testimoniare come, tra il VII e il VI secolo, e fino alla met del V secolo a. C., Praeneste ebbe rapporti anche con il mondo italico e con i popoli del retroterra appenninico e del Piceno. Le prime informazioni provenienti dagli autori dellantichit risalgono invece allinizio dellepoca repubbli-cana, quando la citt cominci a intrattenere rapporti con la lega latina. Le fonti tuttavia, sono tuttaltro che concordi.Tito Livio scrive infatti che la citt abbandon la lega nel 499 a.C., mentre il greco Dionigi di Alicarnasso sostiene che nel 498 a.C. ne faceva ancora parte. Note le frequenti lotte che Praeneste intraprese con Roma. Tito Livio racconta della conquista della citt nel 380 a. C. da parte del comandante romano Cincinnato, che port a Roma come bottino di guerra la statua di Giove vincitore, posizionandola sul Campidoglio. Successivamente, gli scontri con Roma non si placaro-no e portarono la citt ad allearsi dapprima con i Galli (358 a.C.) in funzione antiromana, e in seguito a partecipare alla guerra latina (338 a.C.), che si concluse con la definitiva sottomissione di Praene-ste da parte di Roma. In seguito a questo avvenimento la citt perse parte dei suoi territori e la sua importanza inizi a scemare, tanto che anche le fonti letterarie iniziano a farsi pi esigue.Tra le poche notizie disponibili di questo periodo, si ricorda quella relativa al pretore prenestino M. Anicio che, durante la seconda guerra punica, sembra si distinse nella difesa di Casilinum, per

    arginare lavanzata di Annibale. Sembra inoltre che, conclusasi la guerra, Praeneste divenne luogo di confino per i prigionieri.A questo periodo si ascrive la realizzazione di nuove costruzioni, o la ricostruzione degli edifici principali in forme monumentali. Il pi importante fra questi interventi senza dubbio costituito dal santuario della Fortuna Primigenia: la sua ricostruzione fu dovuta probabil-mente alle famiglie pi ricche di Palestrina, (Auli, Saufeii, Feidenatii, Dindii, Magulnii), che scomparvero con la conquista e distruzione Sillana della citt. Si tratta con grande probabilit di facoltosi mercanti prenestini che operarono a Delo fra la fine del II secolo a.C. e let Sillana.Durante la guerra civile fra Mario e Silla, Praeneste si schier dalla parte di Mario. A narrare gli avvenimenti succedutisi nella citt in questo periodo, compare, fra gli altri, lo storico greco Appiano, che in uno dei suoi testi racconta come vi trov rifugio il figlio adottivo di Mario, Mario il Giovane, dopo la sconfitta di Sacriportum nell82 a.C. Poco nota la storia di Praeneste durante let imperiale, tuttavia, i reperti archeologici e le iscrizioni rinvenute fanno pensare a un periodo di notevole prosperit. Sono ancora i reperti e i resti dei monumenti a testimoniarci una ripresa della citt, confermata anche da alcune fonti che parlano di un certo interesse per Praeneste da parte delle famiglie imperiali.Tiberio ebbe una residenza nella citt, e limperatore Adriano vi possedette una villa, della quale sono stati ritrovati alcuni resti.In et costantiniana la citt divenne sede vescovile e quando (tra il 380 e il 392 d.C.) gli editti di Teodosio vietarono i culti pagani, anche la venerazione della dea Fortuna ricevette un colpo decisivo.

    Durante il Medioevo la citt entr a far parte del Ducato Romano e nel 752 venne occupata dai longobardi di Astolfo. Sempre in questo periodo Praeneste divenne sede suburbicaria, con patrono SantAga-pito. Lattuale nome Palestrina stato rinvenuto per la prima volta in un codice presente nellAbbazia di Farfa e collocabile intorno all873 d.C. Un secolo dopo, Papa Giovanni XIII cedette lintera civitas (da Zagarolo a Subiaco) a Stefania, moglie di Alberico II di Tuscolo. Dai Conti del Tuscolo pass, successivamente, ai Colonna. La citt partecip cos alle lotte dei Colonna con il Soglio Pontificio. Quando infatti Gregorio VII rifiut la legittimit del passaggio della citt al casato dei Colonna. Pietro Colonna reag appoggiando lantipapa Ugone Candido: si venne cos a costituire a Palestrina una vera e propria chiesa scismatica. Furono ancora i Colonna ad opporsi allelezione di Papa Bonifacio VIII, che finir per indire, nel 1297 una vera e propria crociata contro la citt, che sub conseguenze disastro-se. Nel 1337 Stefano Colonna si preoccuper di riparare i danni subiti. Tra il 1347 e il 1354 Palestrina fu roccaforte dei Colonna contro Cola di Rienzo, finendo per essere assediata dal tribuno.Ancora sotto i Colonna, la citt prese parte alle lotte ghibelline contro il papato, che si conclusero con quella che viene definita la terza distruzione (1437) per mano di Giovanni Vitelleschi, che porter anche alla fuga di Lorenzo Colonna.Passeranno dieci anni prima che i Colonna vengano reintegrati nelle loro propriet, restando signori di Palestrina fino al XVII secolo (con temporanee occupazioni da parte dei Borgia nel 1503 e del Duca dAlba nel 1553).

    Alla prima met del 1500 risale anche la nascita di colui che considerato il padre della musica polifonica: Pierluigi da Palestrina (1525).Nel 1630 infine, Francesco Colonna cedette il feudo a Carlo Barberi-ni (fratello di Papa Urbano VIII) per 775.000 scudi. Saranno proprio i Barberini a farsi carico della ricostruzione urbanistica della citt, conferendole la sua fisionomia attuale. Nel 1640 ricostruirono il palazzo baronale che era stato edificato dai Colonna nellarea dellantico santuario della Fortuna. Durante il secolo XVIII la citt si dedica allo sviluppo agricolo del territorio e vede passare sul suo suolo molte truppe: tedesche (1701-1711); spagnole (1734-1736); napoletane (1799); francesi (1802). A questo secolo risalgono anche alcune importanti scoperte: dalla famosa cista ficoroni (1745) ai fasti prenestini di Verrio Flacco (1774), fino alla statua di Antinoo nella villa di Adriano (1793).Nel XIX secolo Palestrina segue le vicende della seconda Repubblica Romana, ospitando il quartier generale dei garibaldini e diventando, il 9 maggio 1849, teatro di una importantissima battaglia.In epoca recentissima la storia della citt stata segnata dai violenti bombardamenti della seconda guerra mondiale che, tuttavia, permi-sero di scoprire le strutture del santuario, oggi ancora in parte visibili.

    Situata nel territorio dellantico Latium, proprio sopra la cima dei Monti Prenestini, in unarea racchiusa fra il bacino del fiume Sacco e lAniene, la citt di Palestrina occupa una posizione estremamente importante dal punto di vista strategico. Dal monte Ginestro, dove sorgeva lacropoli (quella che oggi Castel San Pietro Romano), la citt era in grado di controllare sia la valle del Sacco (punto di incontro fra Etruria e Campania) sia il tratto che, passando per Tivoli, portava ad Anzio: ovvero una delle pi importan-ti vie di comunicazione fra Appennino e Tirreno. Anche in virt della sua posizione estremamente favorevole, gli antichi tenevano in gran considerazione questa citt, alla quale si sono volute attribuire origini mitiche. Sono numerose le leggende intorno alla sua fondazio-ne: Strabone (geografo di et imperiale) ne riconduce le origini ora a Telegono, figlio di Ulisse e Circe, ora alleroe Prainestos (da cui il nome della citt), figlio del re Latino e nipote di Ulisse. Nel VII libro dellEneide, invece, Virgilio (70-19 a.C.) attribuisce la fondazione della citt al figlio di Vulcano, Ceculo. I primi reperti archeologici che testimoniano loccupazione del sito sono riconducibili a sepolture: si tratta di alcuni oggetti di corredo rinvenuti ai margini dellantica via Prenestina che hanno permesso di datare le prime fasi delloccupazione del territorio intorno alla fine dellVIII secolo a.C.. Grazie a questi ritrovamenti, si