Giovanni Pierluigi di Sante da Palestrina 2020. 2. 24.¢  Giovanni Pierluigi di Sante da...

Giovanni Pierluigi di Sante da Palestrina 2020. 2. 24.¢  Giovanni Pierluigi di Sante da Palestrina (1525-1594)
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    Nato a Palestrina, vicino a Roma, già a dieci anni Giovanni era fanciullo cantore presso la Basilica di

    Santa Maria Maggiore a Roma. Nel 1544 viene nominato organista e maestro di canto nel duomo di

    Palestrina; incarico che regge per circa sette anni. Nel 1551 il vescovo di Palestrina diviene papa e

    chiama a Roma il compositore ponendolo a capo della Cappella Giulia1 e nominandolo anche cantore

    della Cappella Sistina. Nel 1555 il papa Paolo IV licenzia dal coro della Sistina tutti i cantori sposati fra

    cui anche Palestrina; il musicista, tuttavia, verrà assunto - lo stesso anno - come maestro in San

    Giovanni in Laterano. All’incarico nella Basilica di San Giovanni seguirà quello presso la Basilica di

    Santa Maria Maggiore (1561) e nel seminario di Roma dove sarà maestro di canto.

    La sua fama di grande compositore era così diffusa che molti grandi signori dell’Italia di quegli anni lo

    invitarono presso le loro corti ma Palestrina preferì restare sempre a Roma a servizio della chiesa.

    Morì nel 1594 e venne sepolto, con grandi onori, nella Basilica di San Pietro a Roma.

    Lo stile e l’importanza di Palestrina.

    Lo stile di Palestrina incarna la perfezione della polifonia sacra rinascimentale e viene preso ancora oggi

    a modello di riferimento per il contrappunto e lo studio della composizione. Il compositore ammorbidì

    molto l’uso di dissonanze producendo così musica dolce e delicata mai segnata da forti contrasti.

    Nel corso della sua vita scrisse moltissima musica sacra - fra cui oltre 100 messe - e circa 140 madrigali

    profani di cui, tuttavia, in età matura si vergognerà.

    La sua importanza è tale che è stato il primo compositore di cui venne pubblicata l’intera produzione

    già nel XIX secolo.

    Ancora oggi durante le celebrazioni papali vengono eseguiti i brani di Palestrina.

    1 La Cappella Giulia è il coro incaricato di accompagnare musicalmente le cerimonie celebrate in San Pietro dai

    canonici, non presiedute dal Papa (dove invece interviene il coro della Cappella Sistina) e di interpretare in canto

    gregoriano e polifonico i testi musicali previsti dalla liturgia, al fine di conferire a dette celebrazioni adeguato

    splendore e solennità.

    Giovanni

    Pierluigi di

    Sante da

    Palestrina

    (1525-1594)

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    Una leggenda

    Fin dall’antichità si diffuse la leggenda che Palestrina avrebbe salvato la musica polifonica scrivendo la

    sua celebre “Missae Papae Marcelli”. Secondo questa storia i padri del Concilio di Trento avrebbero

    voluto abolire l’uso della polifonia nella musica sacra in quanto, secondo loro, essa rendeva

    incomprensibile il testo cantato. Palestrina sarebbe riuscito a convincere i padri conciliari della bontà

    della polifonia omaggiando il Papa con questa meravigliosa composizione di cui era possibile

    comprendere ogni parola. Oggi sappiamo che non andò così e che la Messa in questione venne scritta

    negli anni Sessanta del Cinquecento, diversi anni dopo la morte di papa Marcello.

    Una presa in giro.

    Uno dei più famosi madrigali profani di Palestrina è “Vestiva i colli”. Il brano era così famoso che a un

    certo punto un compositore italiano, Adriano Banchieri (1568-1634), ne compose una presa in giro

    parodiandone il testo.

    Ascolti e video:

    uno dei più famosi mottetti di Palestrina, “Sicut Cervus”, nella interpretazione del coro della Cappella

    Sistina: https://www.youtube.com/watch?v=_oUqsGm9u94

    il Kyrie dalla “Missae Papae Marcelli”: https://www.youtube.com/watch?v=EJj0as_Mic4

    Palestrina utilizzato ancora oggi durante le celebrazioni pontificie:

    https://www.youtube.com/watch?v=W4RneP0Bjgw

    “Vestiva i colli”: https://www.youtube.com/watch?v=ac_fWKwxvMA [seguire con il testo riportato

    sopra] ed ecco la simpatica presa in giro di Banchieri, “Rostiva i corni”:

    https://www.youtube.com/watch?v=ac_fWKwxvMA