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Nomenclatura chimica Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. La nomenclatura chimica è regolamentata dalla IUPAC (International Union for Pure and Applied Chemistry), un'associazione internazionale che periodicamente si riunisce per aggiornare le regole della "sintassi chimica" alla luce delle nuove conoscenze. Le regole della nomenclatura, presentate qui e tuttora valide, sono state elaborate durante il congresso IUPAC del 1959, basato sulle precedenti proposte di Alfred Stock. Antoine Lavoisier, intorno al 1787, diede per primo una sistemazione alla nomenclatura chimica rendendola simile alla moderna. I suffissi -ico -oso -ato -ito -uro, usati ancora oggi, furono introdotti dal chimico francese. Per gli elementi, Lavoisier propose dei simboli geometrici, poi sostituiti da John Dalton, che all'inizio dell'Ottocento usava segni circolari. I simboli degli elementi come li conosciamo oggi furono introdotti da Jöns Jacob Berzelius nel 1813. La loro semplicità ha contribuito, a poco a poco, alla definitiva affermazione di tale simbologia. I simboli degli elementi sono costituiti da una, due o tre lettere che derivano dal nome originale, spesso latino dell'elemento chimico. Per esempio, la lettera C rappresenta il carbonio (dal latino carbo), O l'ossigeno (dal greco oxis e genes), U l'uranio (dal pianeta Urano, scoperto pochi anni prima dell'elemento), Cu il rame (dal latino cuprum), Fl il flerovio ecc. Indice 1 La valenza e lo stato di ossidazione 2 Leggere e scrivere le formule 3 La nomenclatura chimica o 3.1 La nomenclatura dei composti binari 3.1.1 I sali binari 3.1.2 I composti binari dell'ossigeno 3.1.3 I composti binari dell'idrogeno o 3.2 La nomenclatura dei composti ternari 3.2.1 Gli idrossidi 3.2.2 Gli ossiacidi 3.2.3 Gli acidi meta-, piro-, orto- 3.2.4 I sali ternari 4 Bibliografia 5 Altri progetti 6 Collegamenti esterni La valenza e lo stato di ossidazione Lo stesso argomento in dettaglio: Valenza (chimica) e Stato di ossidazione. Gli atomi formano legami utilizzando gli elettroni degli orbitali esterni: condividendoli, cedendoli o catturandoli dagli atomi vicini. Da qui deriva il concetto di valenza.
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  • Nomenclatura chimica

    Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

    La nomenclatura chimica regolamentata dalla IUPAC (International Union for Pure and

    Applied Chemistry), un'associazione internazionale che periodicamente si riunisce per aggiornare le

    regole della "sintassi chimica" alla luce delle nuove conoscenze. Le regole della nomenclatura,

    presentate qui e tuttora valide, sono state elaborate durante il congresso IUPAC del 1959, basato

    sulle precedenti proposte di Alfred Stock.

    Antoine Lavoisier, intorno al 1787, diede per primo una sistemazione alla nomenclatura chimica

    rendendola simile alla moderna. I suffissi -ico -oso -ato -ito -uro, usati ancora oggi, furono

    introdotti dal chimico francese. Per gli elementi, Lavoisier propose dei simboli geometrici, poi

    sostituiti da John Dalton, che all'inizio dell'Ottocento usava segni circolari.

    I simboli degli elementi come li conosciamo oggi furono introdotti da Jns Jacob Berzelius nel

    1813. La loro semplicit ha contribuito, a poco a poco, alla definitiva affermazione di tale

    simbologia.

    I simboli degli elementi sono costituiti da una, due o tre lettere che derivano dal nome originale,

    spesso latino dell'elemento chimico. Per esempio, la lettera C rappresenta il carbonio (dal latino

    carbo), O l'ossigeno (dal greco oxis e genes), U l'uranio (dal pianeta Urano, scoperto pochi anni

    prima dell'elemento), Cu il rame (dal latino cuprum), Fl il flerovio ecc.

    Indice

    1 La valenza e lo stato di ossidazione

    2 Leggere e scrivere le formule

    3 La nomenclatura chimica

    o 3.1 La nomenclatura dei composti binari

    3.1.1 I sali binari

    3.1.2 I composti binari dell'ossigeno

    3.1.3 I composti binari dell'idrogeno

    o 3.2 La nomenclatura dei composti ternari

    3.2.1 Gli idrossidi

    3.2.2 Gli ossiacidi

    3.2.3 Gli acidi meta-, piro-, orto-

    3.2.4 I sali ternari

    4 Bibliografia

    5 Altri progetti

    6 Collegamenti esterni

    La valenza e lo stato di ossidazione

    Lo stesso argomento in dettaglio: Valenza (chimica) e Stato di ossidazione.

    Gli atomi formano legami utilizzando gli elettroni degli orbitali esterni: condividendoli, cedendoli o

    catturandoli dagli atomi vicini. Da qui deriva il concetto di valenza.

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  • In passato, quando non era chiara la natura del legame chimico, si confrontavano le formule dei

    composti con quelle di composti analoghi contenenti idrogeno oppure ossigeno. La valenza di un

    elemento era data dal numero di idrogeni o dal doppio degli ossigeni necessari per rimpiazzare

    l'elemento considerato. Per esempio, in AgCl l'argento sostituisce un idrogeno di HCl, quindi Ag ha

    valenza 1.

    Conoscere la valenza degli elementi combinati di fondamentale importanza per assegnare i nomi e

    scrivere le formule corrette dei composti. Per ricavare le valenze dobbiamo conoscere le

    configurazioni elettroniche dei composti.

    Analogo al concetto di valenza quello di numero di ossidazione legato al primo dalla relazione

    Valenza = Val.ass.( OX).

    Lo stato di ossidazione (o numero di ossidazione) di un elemento chimico in un composto definito

    come la differenza tra il numero di elettroni di valenza dell'atomo considerato e il numero di

    elettroni che ad esso rimangono dopo aver assegnato tutti gli elettroni di legame all'atomo pi

    elettronegativo di ogni coppia. Il numero di ossidazione (abbreviato in "n.o.") positivo se gli

    elettroni vengono ceduti, mentre negativo se vengono acquistati.

    Regola Esempio

    Gli atomi nelle sostanze elementari hanno sempre

    stato di ossidazione zero.

    In Cl2 l'OX del cloro zero.

    In S8 lo zolfo ha OX zero.

    Lo stato di ossidazione dell'ossigeno -2, tranne nei

    perossidi, in cui vale -1, nei superossidi, dove vale -

    0.5 (anione O2-) e quando legato al fluoro, in cui

    +2.

    In Na2O, H2O, MgO, Al2O3 l'ossigeno ha

    stato di ossidazione -2.

    Nei perossidi di idrogeno e di sodio (per

    esempio, H2O2 e Na2O2) ha stato di

    ossidazione -1.

    In F2O l'ossigeno ha stato di ossidazione +2.

    In KO2 (superossido di potassio) vale -0.5

    Lo stato di ossidazione dell'idrogeno +1, fanno

    eccezione i casi in cui H combinato con un metallo,

    nel qual caso ha stato di ossidazione -1.

    In H2O, HCl, H2SO3, HF, NH3, PH3, CH4

    l'idrogeno ha OX +1.

    Negli idruri dei metalli, come LiH, CuH,

    l'idrogeno ha OX -1 (notiamo che H posto

    a destra della formula).

    Gli ioni monoatomici hanno stato di ossidazione

    coincidente con la carica elettrica.

    Il ferro in Fe3+ ha OX +3. Il sodio in NaCl

    (Na+Cl-) ha OX +1. Il magnesio in MgO

    (Mg2+O2-) ha OX +2.

    In uno ione poliatomico la somma degli stati di

    ossidazione deve equivalere alla carica dello ione.

    In OH- l'ossigeno ha OX -2 e l'idrogeno ha

    OX +1. La somma d -1.

    In SO42- i 4 ossigeni danno -8. Perch avanzi

    -2 allo ione, lo zolfo deve avere OX +6.

    In Cr2O72- i 7 ossigeni danno -14; perch

    restino due cariche negative i due atomi di

    cromo devono avere +12, quindi +6

    ciascuno.

    In una molecola o in un composto ionico la somma

    degli stati di ossidazione deve essere zero (le

    molecole sono neutre).

    In H2O ogni idrogeno ha OX +1 e l'ossigeno

    ha OX -2, quindi +1+1-2=0.

    In PbO2 i due ossigeni (con OX -2) danno -

    4; perch il totale sia zero, il piombo deve

    avere OX +4.

    http://it.wikipedia.org/wiki/Legame_chimicohttp://it.wikipedia.org/wiki/Composto_chimicohttp://it.wikipedia.org/wiki/Idrogenohttp://it.wikipedia.org/wiki/Ossigenohttp://it.wikipedia.org/wiki/Argentohttp://it.wikipedia.org/wiki/Configurazione_elettronicahttp://it.wikipedia.org/wiki/Clorohttp://it.wikipedia.org/wiki/Zolfohttp://it.wikipedia.org/wiki/Ossigenohttp://it.wikipedia.org/wiki/Perossidohttp://it.wikipedia.org/wiki/Superossidohttp://it.wikipedia.org/wiki/Fluorohttp://it.wikipedia.org/wiki/Sodiohttp://it.wikipedia.org/wiki/Superossido_di_potassiohttp://it.wikipedia.org/wiki/Idrogenohttp://it.wikipedia.org/wiki/Metallohttp://it.wikipedia.org/wiki/Idrurohttp://it.wikipedia.org/wiki/Ionehttp://it.wikipedia.org/wiki/Carica_elettricahttp://it.wikipedia.org/wiki/Ferrohttp://it.wikipedia.org/wiki/Sodiohttp://it.wikipedia.org/wiki/Magnesiohttp://it.wikipedia.org/wiki/Zolfohttp://it.wikipedia.org/wiki/Cromohttp://it.wikipedia.org/wiki/Molecolahttp://it.wikipedia.org/wiki/Piombo

  • In un legame covalente gli elettroni condivisi sono

    formalmente attribuiti all'atomo pi elettronegativo.

    In PCl3 il fosforo forma tre legami con il pi

    elettronegativo cloro. Quindi il fosforo ha

    OX +3 e il cloro ha OX -1.

    Lo stato di ossidazione non fa distinzione tra valenza covalente o ionica, ma pu essere utile saper

    distinguere i due casi poich i composti ionici hanno caratteristiche molto diverse da quelli

    covalenti.

    Per quanto riguarda gli stati ionici, in generale i non metalli si trasformano in anioni mentre i

    metalli diventano cationi. Gli ioni negativi monoatomici con carica superiore a 1 (O2-, N3-, P3-) non

    possono esistere nelle soluzioni acquose, poich reagiscono con l'acqua. Essi possono trovarsi solo

    allo stato solido, combinati con ioni positivi.

    Le cariche di tali ioni presentano un andamento periodico evidente, almeno per i gruppi principali.

    Leggere e scrivere le formule

    Ogni composto rappresentabile con una formula i cui simboli esprimono, sinteticamente, i tipi di

    atomi e il loro numero. Per esempio una molecola di CO2, diossido di carbonio, contiene un atomo

    di carbonio e due atomi di ossigeno. Il numero due, in basso a destra di O, si chiama indice

    numerico e ci indica quanti atomi di ossigeno ci sono nella molecola o nella formula. A destra del C

    non ci sono numeri; per convenzione il simbolo nudo sottintende il numero uno.

    Nel leggere gli indici di una molecola usiamo i seguenti prefissi:

    Prefisso Quantit

    mono- 1

    di- / bi- 2

    tri- 3

    tetra- 4

    penta- 5

    esa- 6

    epta- 7

    otta- 8

    nona- 9

    deca- 10

    La maggior parte dei composti formato da due parti; una, quella a sinistra nella formula chimica,

    costituita da un elemento con carattere metallico o da un catione, mentre l'altra (quella a destra nella

    formula chimica) costituita da un non metallo o da un anione. In generale, scriviamo a sinistra

    della formula l'elemento che ha stato di ossidazione pi positivo.

    Per i composti binari, cio formati da due elementi, il nome si costruisce indicando per primo

    l'elemento scritto a destra (che pi negativo) con la desinenza -uro seguito dal nome dell'altro

    elemento. Fanno eccezione i composti dell'ossigeno, che vengono chiamati ossidi e non ossigenuri.

    http://it.wikipedia.org/wiki/Legame_covalentehttp://it.wikipedia.org/wiki/Elettronehttp://it.wikipedia.org/wiki/Elettronegativit%C3%A0http://it.wikipedia.org/wiki/Fosforohttp://it.wikipedia.org/wiki/Clorohttp://it.wikipedia.org/wiki/Anionehttp://it.wikipedia.org/wiki/Cationehttp://it.wikipedia.org/wiki/Acquahttp://it.wikipedia.org/wiki/Solidohttp://it.wikipedia.org/wiki/Composto_chimicohttp://it.wikipedia.org/wiki/Atomohttp://it.wikipedia.org/wiki/Anidride_carbonicahttp://it.wikipedia.org/wiki/Carboniohttp://it.wikipedia.org/wiki/Ossigenohttp://it.wikipedia.org/wiki/Molecolahttp://it.wikipedia.org/wiki/Formula_chimicahttp://it.wikipedia.org/wiki/Cationehttp://it.wikipedia.org/wiki/Anionehttp://it.wikipedia.org/wiki/Elemento_chimicohttp://it.wikipedia.org/wiki/Stato_di_ossidazionehttp://it.wikipedia.org/wiki/Ossigenohttp://it.wikipedia.org/wiki/Ossido

  • Per poter scrivere correttamente le formule bisogna rispettare la regola 6 degli stati di ossidazione,

    in base alla quale la somma degli stati di ossidazione degli atomi pi positivi deve essere uguale e

    opposta a quella degli elementi non metallici scritti a destra nel composto.

    Se tutti e due gli ioni (catione e anione) hanno lo stesso stato di ossidazione in valore assoluto (+1 -

    1, +2 -2, +3 -3 ecc.), otteniamo la formula scrivendo affiancati i simboli dei due ioni.

    Se gli stati di ossidazione sono diversi, la strada pi veloce per arrivare alla formula consiste

    nell'usare lo stato di ossidazione di un elemento come indice dell'altro e viceversa.

    Nei composti binari, per esempio, il numero di atomi di ciascun elemento nella formula uguale

    allo stato di ossidazione dell'altro elemento, come nella formula del diossido di piombo con stato di

    ossidazione Pb+4.

    1. Scriviamo i simboli con i rispettivi stati di ossidazione nell'ordine corretto: prima l'elemento pi metallico (catione) e poi l'anione non metallico o poliatomico.

    2. Lo stato di ossidazione del metallo diventa l'indice del non metallo e viceversa. 3. Nell'eventualit che i due indici della formula abbiano un divisore comune, la formula si

    semplifica. Nel caso in esame, dividiamo gli indici per 2.

    La semplificazione non va fatta in alcuni casi, come quello dell'acqua ossigenata (H2O2) o nel caso

    in cui l'ossigeno forma un perossido con un elemento del primo gruppo.

    Un altro metodo per determinare le formule chimiche basato sul calcolo del minimo comune

    multiplo fra le valenze ioniche.

    La nomenclatura chimica

    La nomenclatura chimica permette di identificare i composti mediante un nome specifico, che si

    definisce a partire dalla formula della sostanza.

    Alcuni composti sono indicati prevalentemente con il loro nome comune: sono un esempio l'acqua

    (H2O) e l'ammoniaca (NH3). Nella maggior parte dei casi per per attribuire il nome ai differenti

    composti si utilizzano alcune regole codificate. Esistono diversi sistemi di nomenclatura: la

    nomenclatura tradizionale, quella IUPAC e la nomenclatura di Stock.

    1. La nomenclatura tradizionale basata principalmente sulla divisione degli elementi in metalli e non metalli e tiene conto dello stato di ossidazione degli atomi che formano la

    molecola.

    2. La nomenclatura secondo la notazione di Stock, ufficializzata dalla IUPAC nel 1940, fornisce informazioni pi chiare sullo stato di ossidazione degli elementi; essa infatti indica

    gli stati di ossidazione con cifre romane poste tra parentesi.

    3. La nomenclatura IUPAC basata sulle regole redatte dalla IUPAC nel 1959, riviste nel 1971 e nel 1990; essa ci consente di evidenziare, in modo chiaro e immediato, la relazione

    fra il nome di un composto e la sua formula chimica.

    La seguente tabella mostra le radici dei nomi di alcuni elementi usate per attribuire i nomi ai

    composti.

    Elemento Radice del nome

    http://it.wikipedia.org/wiki/Stato_di_ossidazionehttp://it.wikipedia.org/wiki/Ionehttp://it.wikipedia.org/wiki/Valore_assolutohttp://it.wikipedia.org/wiki/Diossido_di_piombohttp://it.wikipedia.org/wiki/Minimo_comune_multiplohttp://it.wikipedia.org/wiki/Minimo_comune_multiplohttp://it.wikipedia.org/wiki/Acquahttp://it.wikipedia.org/wiki/Ammoniacahttp://it.wikipedia.org/wiki/IUPAChttp://it.wikipedia.org/wiki/Elemento_chimicohttp://it.wikipedia.org/wiki/Stato_di_ossidazionehttp://it.wikipedia.org/wiki/Atomohttp://it.wikipedia.org/wiki/Molecolahttp://it.wikipedia.org/wiki/1940http://it.wikipedia.org/wiki/Sistema_di_numerazione_romanohttp://it.wikipedia.org/wiki/1959http://it.wikipedia.org/wiki/1971http://it.wikipedia.org/wiki/1990http://it.wikipedia.org/wiki/Composto_chimicohttp://it.wikipedia.org/wiki/Formula_chimica

  • Idrogeno idr-

    Fluoro fluor-

    Cloro clor-

    Bromo brom-

    Iodio iod-

    Zolfo solf-

    Selenio seleni-

    Azoto nitr-

    Fosforo fosf-

    Carbonio carb- o carbon-

    Silicio silic-

    Boro bor-

    La nomenclatura dei composti binari

    Ci sono due classi di composti binari (formati cio da due elementi chimici): i composti ionici e i

    composti molecolari.

    I composti ionici sono costituiti da un catione metallico (che si scrive per primo nella formula

    chimica) e da un anione non metallico. I composti pi importanti appartenenti a questa classe sono

    gli idruri ionici (o salini), i sali binari (per esempio gli alogenuri e i solfuri) e gli ossidi basici.

    L'altra classe, quella dei composti binari molecolari, comprende gli ossidi acidi (chiamati anidridi

    nel linguaggio tradizionale) gli idracidi e gli idruri covalenti (o molecolari).

    I sali binari

    Le formule di questi composti ionici comprendono una parte metallica (la prima) e una non

    metallica (la seconda).

    Nella nomenclatura IUPAC, gli ioni monoatomici negativi sono denominati aggiungendo il suffisso

    -uro al nome del non metallo da cui derivano.

    F- Cl- Br- I- S2- N3-

    fluoruro cloruro bromuro ioduro solfuro nitruro

    Nella denominazione di questi composti, contrariamente a quanto accade nella formula, il nome

    dello ione positivo segue quello dell'anione.

    Formula Nome

    NaCl cloruro di sodio

    CaS solfuro di calcio

    Se i due elementi si combinano in modi diversi, usiamo i prefissi mono-, di-, tri-, tetra-, penta-, esa-

    , epta- a seconda del numero di atomi che entrano a far parte del composto.

    http://it.wikipedia.org/wiki/Idrogenohttp://it.wikipedia.org/wiki/Fluorohttp://it.wikipedia.org/wiki/Clorohttp://it.wikipedia.org/wiki/Bromohttp://it.wikipedia.org/wiki/Iodiohttp://it.wikipedia.org/wiki/Zolfohttp://it.wikipedia.org/wiki/Seleniohttp://it.wikipedia.org/wiki/Azotohttp://it.wikipedia.org/wiki/Fosforohttp://it.wikipedia.org/wiki/Carboniohttp://it.wikipedia.org/wiki/Siliciohttp://it.wikipedia.org/wiki/Borohttp://it.wikipedia.org/wiki/Composto_ionicohttp://it.wikipedia.org/wiki/Molecolahttp://it.wikipedia.org/wiki/Cationehttp://it.wikipedia.org/wiki/Formula_chimicahttp://it.wikipedia.org/wiki/Formula_chimicahttp://it.wikipedia.org/wiki/Anionehttp://it.wikipedia.org/wiki/Idrurohttp://it.wikipedia.org/wiki/Salehttp://it.wikipedia.org/wiki/Alogenurohttp://it.wikipedia.org/wiki/Solfurohttp://it.wikipedia.org/wiki/Ossidohttp://it.wikipedia.org/wiki/Anidridehttp://it.wikipedia.org/wiki/Idracidohttp://it.wikipedia.org/wiki/Idrurohttp://it.wikipedia.org/wiki/Composto_ionicohttp://it.wikipedia.org/wiki/IUPAChttp://it.wikipedia.org/wiki/Ionehttp://it.wikipedia.org/wiki/Suffissohttp://it.wikipedia.org/wiki/Anionehttp://it.wikipedia.org/wiki/Cloruro_di_sodiohttp://it.wikipedia.org/wiki/Solfuro_di_calciohttp://it.wikipedia.org/wiki/Atomo

  • Come possiamo vedere nella tabella seguente, il suffisso -uro segue il nome dell'anione, che a sua

    volta preceduto dal prefisso che indica il numero degli atomi presenti nella formula.

    Formula Nome tradizionale Nome secondo Stock Nome IUPAC

    FeCl2 cloruro ferroso cloruro di ferro(II) dicloruro di ferro

    FeCl3 cloruro ferrico cloruro di ferro(III) tricloruro di ferro

    Al2S3 solfuro di alluminio solfuro di alluminio trisolfuro di dialluminio

    CuCl cloruro rameoso cloruro di rame(I) monocloruro di rame

    CuCl2 cloruro rameico cloruro di rame(II) dicloruro di rame

    Per esempio in Fe2S3 l'anione solfuro e gli atomi di zolfo sono tre: il nome quindi sar trisolfuro,

    dove il prefisso tri- si riferisce ai tre atomi di zolfo. Poich allo zolfo sono legati due atomi di ferro

    si aggiunger di diferro, dove il prefisso di- indica la presenza dei due atomi di ferro.

    La nomenclatura di Stock che riportata nella tabella prevede l'indicazione dello stato di

    ossidazione dello ione (numero romano scritto in parentesi) tranne che nel caso dei composti fra

    non metalli. Inoltre, lo stato di ossidazione tra parentesi non va inserito quando il metallo ne

    possiede uno solo, e il prefisso mono- va usato solo se necessario.

    Nel caso dei sali binari ancora in uso la nomenclatura tradizionale che utilizza i suffissi -oso e -ico

    per indicare rispettivamente lo stato di ossidazione minore e quello maggiore dei cationi metallici.

    I possibili stati di ossidazione degli elementi chimici si trovano sulla tavola periodica. Consideriamo

    per esempio i due cloruri del ferro. Nel caso di FeCl2 il ferro presenta stato di ossidazione +2; dato

    che secondo la tavola periodica il ferro pu avere anche stato di ossidazione +3, nella molecola di

    FeCl2 il ferro presenta lo stato di ossidazione inferiore; il nome tradizionale sar perci cloruro

    ferroso (cloruro + nome del catione con suffisso -oso).

    Nella molecola FeCl3 lo stato di ossidazione del ferro +3, ovvero lo stato di ossidazione maggiore

    fra quelli possibili: il nome della molecola sar quindi cloruro ferrico (cloruro + nome del catione

    con suffisso -ico).

    Analogamente, i due cloruri del rame si chiamano cloruro rameoso e cloruro rameico.

    I composti binari dell'ossigeno

    L'ossigeno forma composti con quasi tutti gli elementi della tavola periodica; tali composti si

    chiamano ossidi. In essi, l'ossigeno ha sempre stato di ossidazione -2. L'unica eccezione costituita

    dal composto OF2, che non un ossido ma un fluoruro, nel quale O ha stato di ossidazione +2;

    infatti il fluoro l'unico elemento pi elettronegativo dell'ossigeno.

    Nella formula degli ossidi si scrive mettendo sempre l'ossigeno a destra, preceduto dall'altro

    elemento. Nella tabella seguente, in base alla valenza dell'elemento E generico, indichiamo tutte le

    possibili formule degli ossidi e alcuni esempi.

    La nomenclatura IUPAC utilizza il termine ossido preceduto dai prefissi mono-, di-, tri- ecc. in base

    al numero di atomi di ossigeno presenti nella molecola. A tale termine seguono di e il nome del

    catione preceduto da un prefisso che specifica il numero di atomi con cui il catione compare nella

    molecola.

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  • Secondo la nomenclatura di Stock gli ossidi dei vari elementi, con stato di ossidazione variabile,

    sono distinti indicando lo stato di ossidazione con un numero romano posto tra parentesi.

    La nomenclatura tradizionale, a differenza delle altre due, distingue gli ossidi dei metalli (ossidi

    basici) da quelli dei non metalli (ossidi acidi) e utilizza regole diverse nei due casi.

    Gli ossidi dei metalli hanno in genere comportamento basico, indicato dalla reazione dell'ossido con

    l'acqua in cui si formano ioni OH- (idrossido) capaci di colorare di blu la cartina universale del pH.

    Le sostanze basiche insolubili in acqua sono invece riconoscibili dalla capacit di solubilizzarsi

    negli acidi.

    Nella seguente tabella riportiamo alcuni esempi di ossidi basici e i relativi nomi, utilizzando sia la

    nomenclatura IUPAC, sia quella secondo Stock, sia quella tradizionale.

    Stato di ossidazione dell'atomo E Formula generica Esempio Nome IUPAC

    1 E2O Na2O ossido di disodio

    2 EO MgO ossido di magnesio

    3 E2O3 Al2O3 triossido di dialluminio

    4 EO2 CO2 diossido di carbonio

    5 E2O5 V2O5 pentossido di divanadio

    6 EO3 UO3 triossido di uranio

    7 E2O7 Mn2O7 eptossido di dimanganese

    8 EO4 OsO4 tetrossido di osmio

    Elemento Stato di

    ossidazione Formula

    Nome

    tradizionale

    Nome secondo

    Stock Nome IUPAC

    Cu +1

    +2

    Cu2O

    CuO

    ossido rameoso

    ossido rameico

    ossido di rame(I)

    ossido di rame(II)

    monossido di

    dirame

    monossido di rame

    Sn +2

    +4

    SnO

    SnO2

    ossido stannoso

    ossido stannico

    ossido di stagno(II)

    ossido di

    stagno(IV)

    monossido di

    stagno

    diossido di stagno

    Fe +2

    +3

    FeO

    Fe2O3

    ossido ferroso

    ossido ferrico

    ossido di ferro(II)

    ossido di ferro(III)

    monossido di ferro

    triossido di diferro

    Come vediamo nella tabella, secondo la nomenclatura tradizionale si utilizza il suffisso -oso quando

    il metallo ha stato di ossidazione minore e il suffisso -ico quando il metallo ha stato di ossidazione

    maggiore.

    Gli ossidi dei non metalli hanno invece comportamento acido; tale comportamento caratterizzato

    dalla capacit degli ossidi di reagire con l'acqua sviluppando ioni H+ solvatati (H3O+ o ioni idronio).

    Le soluzioni acide risultanti sono riconoscibili dalla cartina universale del pH, che assume

    colorazione rossa o arancio.

    Nel caso degli ossidi acidi, la nomenclatura tradizionale utilizza il termine anidride al posto di

    ossido. Tale denominazione, molto comune in passato, non pi utilizzata in chimica.

    1. Quando il non metallo ha un solo stato di ossidazione, allora il composto prende il nome di anidride seguito dal nome del catione con il suffisso -ica: anidride borica.

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  • 2. Se il non metallo ha due stati di ossidazione, utilizziamo come al solito i suffissi -osa (stato di ossidazione minore) e -ica (stato di ossidazione maggiore): anidride solforosa, anidride

    solforica.

    3. Se infine il non metallo presenta pi di due stati di ossidazione aggiungiamo il prefisso ipo- (stato di ossidazione minimo) e il prefisso per- (stato di ossidazione massimo): anidride

    ipoclorosa, anidride clorosa, anidride clorica, anidride perclorica.

    Per complicare la situazione, esistono composti che non seguono neppure le regole della

    nomenclatura tradizionale; il caso degli ossidi dell'azoto, del carbonio, del manganese e del

    cromo. Questo uno dei motivi per cui consigliabile utilizzare sempre la nomenclatura IUPAC.

    Per quanto riguarda la nomenclatura secondo Stock, la regola la stessa degli ossidi basici: ossido

    di + nome del non metallo, seguito dallo stato di ossidazione scritto in numeri romani tra parentesi:

    ossido di zolfo(IV), ossido di zolfo(VI).

    Un tipo particolare di ossidi, i perossidi, contiene due atomi di ossigeno legati tra loro: -O-O-

    oppure O22, dove l'ossigeno ha stato di ossidazione -1. In questi composti, l'atomo di ossigeno

    presente in pi rispetto ai normali ossidi tende a essere rilasciato facilmente.

    La nomenclatura IUPAC, cos come quella tradizionale e quella di Stock, utilizza il termine

    perossido seguito dal nome dell'altro elemento: H2O2 perossido di idrogeno; Na2O2 perossido di

    sodio (un solido di colore giallo). Il perossido di idrogeno, noto anche come acqua ossigenata, un

    liquido che usiamo comunemente come disinfettante proprio grazie alla sua capacit di liberare

    ossigeno, tossico per gli organismi patogeni.

    Elemento Stato di

    ossidazione Formula Nome tradizionale Nome IUPAC

    B +3 B2O3 anidride borica triossido di diboro

    C +4

    +2

    CO2

    CO

    anidride carbonica o ossido di

    carbonio

    diossido di carbonio

    monossido di carbonio

    N

    +1

    +2

    +3

    +4

    +4

    +5

    N2O

    NO

    N2O3

    NO2

    N2O4

    N2O5

    protossido di azoto

    ossido di azoto

    anidride nitrosa

    ipoazotide o diossido di azoto

    ipoazotide

    anidride nitrica

    monossido di diazoto

    monossido di azoto

    triossido di diazoto

    diossido di azoto

    tetrossido di diazoto

    pentossido di diazoto

    P +3

    +5

    P2O3

    P2O5

    anidride fosforosa

    anidride fosforica

    triossido di difosforo

    pentossido di difosforo

    S +4

    +6

    SO2

    SO3

    anidride solforosa

    anidride solforica

    diossido di zolfo

    triossido di zolfo

    Cl

    +1

    +3

    +4

    +5

    +7

    Cl2O

    Cl2O3

    ClO2

    Cl2O5

    Cl2O7

    anidride ipoclorosa

    anidride clorosa

    diossido di cloro

    anidride clorica

    anidride perclorica

    monossido di dicloro

    triossido di dicloro

    diossido di cloro

    pentossido di dicloro

    eptossido di dicloro

    Cr

    +2

    +3

    +6

    CrO

    Cr2O3

    CrO3

    ossido cromoso

    ossido cromico

    anidride cromica

    monossido di cromo

    triossido di dicromo

    triossido di cromo

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  • Mn

    +2

    +3

    +4

    +6

    +7

    MnO

    Mn2O3

    MnO2

    MnO3

    Mn2O7

    ossido manganoso

    ossido manganico

    diossido di manganese

    anidride manganica

    anidride permanganica

    monossido di

    manganese

    triossido di

    dimanganese

    diossido di manganese

    triossido di manganese

    eptossido di

    dimanganese

    I composti binari dell'idrogeno

    Possiamo distinguere i composti binari dell'idrogeno in tre gruppi: idruri salini, idruri molecolari e

    idracidi.

    Gli idruri salini o ionici sono composti dell'idrogeno con metalli poco elettronegativi,

    tipicamente i metalli del I e del II gruppo. Si tratta di composti ionici in cui l'atomo di

    idrogeno presente sotto forma di ione idruro H- con stato di ossidazione -1. La formula di

    questi composti si scrive mettendo sempre per primo l'altro elemento e poi l'idrogeno: LiH.

    Gli idruri molecolari o covalenti sono composti dell'idrogeno con semimetalli e non

    metalli (IV, V, VI gruppo); esempi di tali composti sono il metano e l'ammoniaca. Anche in

    questo caso, nella formula scriviamo prima il nome dell'altro elemento e poi quello

    dell'idrogeno: CH4, NH3. A differenza dei precedenti, questi composti sono costituiti da

    molecole e sono spesso liquidi o gassosi, mentre gli idruri salini sono solidi.

    La tabella mostra le differenze tra queste due classi di composti.

    Idruri salini Idruri covalenti

    Sono formati da un metallo + idrogeno. Non metallo o semimetallo + idrogeno.

    Sono solidi (tranne GaH3 che liquido). Sono gas, spesso infiammabili all'aria, o liquidi.

    Hanno un'elevata percentuale di carattere ionico. Sono tutti covalenti, con molecole poco polari o

    apolari, tranne NH3 che molto polare.

    Tendono a reagire con l'acqua sviluppando

    idrogeno gassoso e lasciando una soluzione

    basica di idrossido del metallo.

    A contatto con l'acqua reagiscono in modo vario;

    CH4, per esempio, non solubile in acqua e non

    reagisce con essa.

    La nomenclatura IUPAC di questi composti unica: usiamo infatti il termine idruro preceduto dal

    prefisso mono-, di-, tri-, ecc. (che indica il numero di atomi di idrogeno) seguito da di e dal nome

    dell'elemento legato all'idrogeno: tetraidruro di carbonio. Nella nomenclatura tradizionale, il

    termine idruro seguito dal nome dell'altro elemento con il suffisso -oso oppure -ico a seconda

    dello stato di ossidazione. La nomenclatura secondo Stock indica come al solito lo stato di

    ossidazione tra parentesi e in numeri romani.

    importante ricordare che per molti idruri continuiamo a utilizzare il nome comune, il cui uso

    permesso dalla IUPAC.

    Formula Caratteristiche Nome

    tradizionale

    Nome

    comune Nome IUPAC

    LiH solido, ionico idruro di litio idruro di litio

    http://it.wikipedia.org/wiki/Diossido_di_manganesehttp://it.wikipedia.org/wiki/Idrogenohttp://it.wikipedia.org/wiki/Idrogenohttp://it.wikipedia.org/wiki/Elettronegativit%C3%A0http://it.wikipedia.org/wiki/Composto_ionicohttp://it.wikipedia.org/wiki/Atomohttp://it.wikipedia.org/wiki/Idrogenohttp://it.wikipedia.org/wiki/Ionehttp://it.wikipedia.org/wiki/Stato_di_ossidazionehttp://it.wikipedia.org/wiki/Formula_chimicahttp://it.wikipedia.org/wiki/Elemento_chimicohttp://it.wikipedia.org/wiki/Idrogenohttp://it.wikipedia.org/wiki/Idrogenohttp://it.wikipedia.org/wiki/Metanohttp://it.wikipedia.org/wiki/Ammoniacahttp://it.wikipedia.org/wiki/Formula_chimicahttp://it.wikipedia.org/wiki/Elemento_chimicohttp://it.wikipedia.org/wiki/Idrogenohttp://it.wikipedia.org/wiki/Molecolahttp://it.wikipedia.org/wiki/IUPAChttp://it.wikipedia.org/wiki/Atomohttp://it.wikipedia.org/wiki/Idrogenohttp://it.wikipedia.org/wiki/Elemento_chimicohttp://it.wikipedia.org/wiki/Idrogenohttp://it.wikipedia.org/wiki/Elemento_chimicohttp://it.wikipedia.org/wiki/Suffissohttp://it.wikipedia.org/wiki/Stato_di_ossidazionehttp://it.wikipedia.org/wiki/Stato_di_ossidazionehttp://it.wikipedia.org/wiki/Stato_di_ossidazionehttp://it.wikipedia.org/wiki/IUPAC

  • BaH2 solido, ionico idruro di bario diidruro di bario

    AlH3 solido covalente continuo,

    parzialmente ionico

    idruro di

    alluminio

    triidruro di

    alluminio

    CH4 gas molecolare, infiammabile metano tetraidruro di

    carbonio

    SiH4 gas molecolare, si incendia all'aria silano tetraidruro di

    silicio

    NH3 gas molecolare, solubile in acqua ammoniaca triidruro di azoto

    PH3 gas molecolare, si incendia all'aria fosfina triidruro di fosforo

    AsH3 gas molecolare, si incendia all'aria arsina triidruro di

    arsenico

    Gli idracidi sono un piccolo gruppo di sei composti binari di natura molecolare, costituiti da

    idrogeno e da un non metallo.

    La formula degli idracidi si scrive indicando sempre per primo l'atomo di idrogeno: HI, HF, HCl.

    Come dice il loro nome, questi composti hanno carattere acido: ci significa che in soluzione

    acquosa le loro molecole si ionizzano liberando ioni H+ e anioni (per esempio ioni I-, F- oppure Cl-).

    La presenza degli ioni H+ conferisce una forte acidit alla soluzione, che diventa irritante e colora di

    rosso la cartina indicatrice.

    La nomenclatura IUPAC denomina queste sostanze aggiungendo il suffisso -uro al nome del non

    metallo e aggiungendo poi di idrogeno: ioduro di idrogeno, fluoruro di idrogeno, cloruro di

    idrogeno.

    Formula Nome IUPAC Nome tradizionale

    HF fluoruro d'idrogeno acido fluoridrico

    HCl cloruro d'idrogeno acido cloridrico

    HBr bromuro d'idrogeno acido bromidrico

    Hl ioduro d'idrogeno acido iodidrico

    H2S solfuro di diidrogeno acido solfidrico

    HCN cianuro d'idrogeno acido cianidrico

    molto usata anche la nomenclatura tradizionale, che aggiunge il suffisso -idrico al nome del non

    metallo e lo fa precedere dal termine acido: acido iodidrico, acido fluoridrico, acido cloridrico.

    La nomenclatura dei composti ternari

    I composti ternari sono formati dalla combinazione di tre differenti elementi. I principali composti

    ternari sono gli idrossidi, gli ossiacidi (detti anche ossoacidi) e i sali degli ossiacidi.

    Gli idrossidi

    Gli idrossidi sono composti di tipo ionico che otteniamo facendo reagire gli ossidi basici con

    l'acqua.

    http://it.wikipedia.org/wiki/Idrogenohttp://it.wikipedia.org/wiki/Formula_chimicahttp://it.wikipedia.org/wiki/Atomohttp://it.wikipedia.org/wiki/Idrogenohttp://it.wikipedia.org/wiki/Soluzione_%28chimica%29http://it.wikipedia.org/wiki/Molecolahttp://it.wikipedia.org/wiki/Ionizzazionehttp://it.wikipedia.org/wiki/Ionehttp://it.wikipedia.org/wiki/Anionehttp://it.wikipedia.org/wiki/Ionehttp://it.wikipedia.org/wiki/Ionehttp://it.wikipedia.org/wiki/IUPAChttp://it.wikipedia.org/wiki/Suffissohttp://it.wikipedia.org/wiki/Suffissohttp://it.wikipedia.org/wiki/Acqua

  • Il gruppo monovalente caratteristico degli idrossidi l'ossidrile (OH) presente come ione idrossido

    (OH-).

    Nella formula, il simbolo del metallo precede il gruppo ossidrile OH. Per i metalli bivalenti,

    trivalenti, ecc., il gruppo OH si racchiude tra parentesi: Ca(OH)2 e non CaOH2.

    La nomenclatura IUPAC assegna a questi composti il nome idrossido preceduto dal suffisso -

    mono, -di, -tri, ecc. per indicare il numero di gruppi OH presenti nella molecola, seguito dal nome

    del catione, per esempio idrossido di sodio.

    Nella notazione di Stock facciamo seguire al nome del catione il numero romano tra parentesi che

    indica il suo stato di ossidazione; secondo la nomenclatura tradizionale, infine, distinguiamo i due

    stati di ossidazione per mezzo dei suffissi -oso e -ico. Dato che il gruppo OH monovalente e

    forma un legame ionico, lo stato di ossidazione del catione coincide con il numero di gruppi OH che

    fanno parte della molecola. La tabella seguente riporta alcuni esempi di idrossidi con i relativi nomi.

    Formula Nome tradizionale Nome secondo Stock Nome IUPAC

    Ca(OH)2 idrossido di calcio idrossido di calcio diidrossido di calcio

    Fe(OH)2 idrossido ferroso idrossido di ferro(II) diidrossido di ferro

    Fe(OH)3 idrossido ferrico idrossido di ferro(III) triidrossido di ferro

    Sn(OH)2 idrossido stannoso idrossido di stagno(II) diidrossido di stagno

    Sn(OH)4 idrossido stannico idrossido di stagno(IV) tetraidrossido di stagno

    Al(OH)3 idrossido di alluminio idrossido di alluminio triidrossido di alluminio

    Gli ossiacidi

    Otteniamo gli ossiacidi facendo reagire l'acqua con le anidridi. Secondo la nomenclatura

    tradizionale, ancora in uso, il nome di ciascun ossoacido deriva direttamente dalla corrispondente

    anidride.

    L'unica differenza consiste nella sostituzione della parola anidride con acido; il suffisso terminale

    passa da femminile a maschile.

    Secondo la nomenclatura tradizionale, quindi, il termine acido seguito dal nome del non metallo

    con il suffisso -oso se il non metallo presenta stato di ossidazione minore e il suffisso -ico se

    presenta stato di ossidazione maggiore. Come nel caso delle anidridi, se gli stati di ossidazione del

    non metallo sono pi di due utilizziamo anche i prefissi ipo- e per-.

    La nomenclatura IUPAC chiama l'ossiacido con il nome del non metallo terminante in -ico

    indipendentemente dallo stato di ossidazione, che indicato tra parentesi scritto in numeri romani.

    Il nome dell'elemento preceduto dal prefisso osso- che se necessario riporta anche il numero di

    atomi di ossigeno che compaiono nella molecola; per esempio, acido diossonitrico.

    Come gli idracidi, anche gli ossoacidi liberano ioni H+ quando vengono messi in soluzione acquosa.

    Formula Stato di ossidazione del non metallo Nome tradizionale Nome IUPAC

    H2SO3 +4 acido solforoso acido triossosolforico(IV)

    H2SO4 +6 acido solforico acido tetraossosolforico(VI)

    HNO2 +3 acido nitroso acido diossonitrico(III)

    http://it.wikipedia.org/wiki/Ionehttp://it.wikipedia.org/wiki/Formula_chimicahttp://it.wikipedia.org/wiki/IUPAChttp://it.wikipedia.org/wiki/Suffissohttp://it.wikipedia.org/wiki/Molecolahttp://it.wikipedia.org/wiki/Cationehttp://it.wikipedia.org/wiki/Cationehttp://it.wikipedia.org/wiki/Stato_di_ossidazionehttp://it.wikipedia.org/wiki/Stato_di_ossidazionehttp://it.wikipedia.org/wiki/Suffissohttp://it.wikipedia.org/wiki/Legame_ionicohttp://it.wikipedia.org/wiki/Stato_di_ossidazionehttp://it.wikipedia.org/wiki/Cationehttp://it.wikipedia.org/wiki/Molecolahttp://it.wikipedia.org/wiki/Acquahttp://it.wikipedia.org/wiki/Suffissohttp://it.wikipedia.org/wiki/Suffissohttp://it.wikipedia.org/wiki/Stato_di_ossidazionehttp://it.wikipedia.org/wiki/Suffissohttp://it.wikipedia.org/wiki/Prefissohttp://it.wikipedia.org/wiki/IUPAChttp://it.wikipedia.org/wiki/Stato_di_ossidazionehttp://it.wikipedia.org/wiki/Elemento_chimicohttp://it.wikipedia.org/wiki/Prefissohttp://it.wikipedia.org/wiki/Molecolahttp://it.wikipedia.org/wiki/Ionehttp://it.wikipedia.org/wiki/Soluzione_%28chimica%29

  • HNO3 +5 acido nitrico acido triossonitrico(V)

    H2CO3 +4 acido carbonico acido triossocarbonico(IV)

    H3PO3 +3 acido fosforoso acido triossofosforico(III)

    H3PO4 +5 acido fosforico acido tetraossofosforico(V)

    HClO +1 acido ipocloroso acido monossoclorico(I)

    HClO2 +3 acido cloroso acido diossoclorico(III)

    HClO3 +5 acido clorico acido triossoclorico(V)

    HClO4 +7 acido perclorico acido tetraossoclorico(VII)

    Gli acidi meta-, piro-, orto-

    Gli ossiacidi derivano dalla reazione di un'anidride con una molecola d'acqua. Alcune anidridi,

    per, possono combinarsi con l'acqua in rapporti diversi:

    1:1 oppure 1:2 oppure 1:3

    A seconda dei casi, otteniamo ossoacidi diversi. In situazioni come questa la nomenclatura

    tradizionale utilizza i prefissi meta-, piro- e orto-. La seguente tabella mostra un esempio che

    riguarda l'anidride fosforica P2O5.

    Rapporto Reazione Nome dell'acido

    1 molecola di anidride + 1 molecola

    d'acqua P2O5 + H2O 2HPO3 acido metafosforico

    1 molecola di anidride + 2 molecole

    d'acqua

    P2O5 + 2H2O

    H4P2O7 acido pirofosforico

    1 molecola di anidride + 3 molecole

    d'acqua

    P2O5 + 3H2O

    2H3PO4

    acido ortofosforico (o

    fosforico)

    Questo comportamento tipico delle anidridi di fosforo, arsenico, antimonio, silicio e boro.

    I poliacidi sono acidi che otteniamo facendo reagire due o pi molecole di anidridi con una o pi

    molecole d'acqua; per denominare questi acidi si usano i prefissi di-, tri- e tetra-.

    Rapporto Reazione Nome dell'acido

    2 molecole di anidride + 1 molecola

    d'acqua 2B2O3 + H2O H2B4O7 acido tetraborico

    2 molecole di anidride + 1 molecola

    d'acqua 2CrO3 + H2O H2Cr2O7

    acido dicromico (o

    bicromico)

    4 molecole di anidride + 3 molecole

    d'acqua

    4SiO2 + 3H2O

    H6Si4O11 acido tetrasilicico

    I sali ternari

    I sali ternari sono composti ionici che derivano dagli acidi per sostituzione di uno o pi idrogeni con

    un catione metallico o con lo ione ammonio NH4+.

    Per la nomenclatura tradizionale dei sali ternari valgono le seguenti regole:

    http://it.wikipedia.org/wiki/Reazione_chimicahttp://it.wikipedia.org/wiki/Molecolahttp://it.wikipedia.org/wiki/Acquahttp://it.wikipedia.org/wiki/Prefissohttp://it.wikipedia.org/wiki/Acido_metafosforicohttp://it.wikipedia.org/wiki/Acido_pirofosforicohttp://it.wikipedia.org/wiki/Acido_ortofosforicohttp://it.wikipedia.org/wiki/Fosforohttp://it.wikipedia.org/wiki/Arsenicohttp://it.wikipedia.org/wiki/Antimoniohttp://it.wikipedia.org/wiki/Siliciohttp://it.wikipedia.org/wiki/Borohttp://it.wikipedia.org/wiki/Molecolahttp://it.wikipedia.org/wiki/Acquahttp://it.wikipedia.org/wiki/Prefissohttp://it.wikipedia.org/wiki/Acido_cromicohttp://it.wikipedia.org/wiki/Composto_chimicohttp://it.wikipedia.org/wiki/Idrogenohttp://it.wikipedia.org/wiki/Cationehttp://it.wikipedia.org/wiki/Ionehttp://it.wikipedia.org/wiki/Ammonio

  • 1. Se l'acido termina in -oso il sale assume il suffisso -ito; 2. Se l'acido termina in -ico il sale assume il suffisso -ato.

    Per esempio, dall'acido solforico (H2SO4) otteniamo i solfati, al nome dell'anione segue poi quello

    del catione: solfato di sodio, nel caso in cui il catione abbia pi stati di ossidazione si far terminare

    il nome del catione con -oso o -ico rispettivamente per lo stato pi basso e quello pi alto: solfato

    rameoso, solfato rameico. Se gli stati di ossidazione sono pi di due utilizziamo, come per gli acidi,

    i prefissi ipo- e per-: ipoclorito di sodio.

    Nel caso in cui gli anioni corrispondenti, e a loro volta i sali, derivano da acidi che contengono due

    atomi di idrogeno e solo uno dei due viene perso, tali composti vengono denominati mettendo il

    termine "acido" dopo il nome dell'anione. Comunemente non si usa per la parola acido, ma si

    preferisce aggiunge il prefisso bi- al nome dell'anione: bisolfato. Se invece gli anioni derivano da

    acidi che contengono tre o quattro atomi di idrogeno, si aggiunge la parola "monoacido" se

    rimasto un solo idrogeno; "biacido" se sono rimasti due atomi di idrogeno e "triacido" se ne sono

    rimasti tre.

    I sali binari derivano invece dagli idracidi per sostituzione di uno o pi atomi di idrogeno.

    Ricordiamo che in questo caso il nome dell'acido termina in -idrico e il nome del sale assume il

    suffisso -uro (per esempio, dall'acido cloridrico HCl deriva il cloruro di sodio NaCl).

    La nomenclatura IUPAC utilizza le stesse regole viste per gli ossoacidi: all'anione poliatomico (o

    residuo) si aggiunge il suffisso -ato indipendentemente dallo stato di ossidazione del non metallo,

    che indicato tra parentesi in numeri romani; il nome dell'anione seguito dal nome del catione,

    anch'esso, se necessario, seguito dal proprio stato di ossidazione: triossosolfato(IV) di ferro(II). I

    prefissi mono-, di-, tri- servono a specificare il numero di atomi.

    Gli acidi che contengono pi di un idrogeno, come l'acido solforico (H2SO4), sono detti poliprotici

    e da essi possiamo togliere un numero variabile di atomi di idrogeno, ottenendo sali acidi. Se la

    sostituzione degli ioni idrogeno parziale al nome dell'anione poliatomico si fa precedere la

    dizione: mono-, di- .... idrogeno: (mono)idrogenosolfato(IV); come si pu notare, nel caso in cui

    residuino uno o pi idrogeni, nella nomenclatura il numero di atomi di ossigeno viene sempre

    tralasciato. Per ogni idrogeno che viene tolto si aggiunge una carica negativa al residuo. Per

    esempio, l'acido carbonico, H2CO3, pu originare lo ione CO32- triossocarbonato(IV), perdendo due

    idrogeni, o lo ione HCO3-, idrogenocarbonato(IV), perdendone uno solo.

    Esistono inoltre sali basici, che uniscono uno o pi ioni OH- (idrossido) all'anione dell'acido. Tali

    sali sono denominati con l'aggiunta "monobasico" o "dibasico", a seconda del numero di gruppi

    OH, che sono indicati tra parentesi.

    I cosiddetti sali doppi sono sali composti da due diversi cationi metallici, entrambi legati all'anione

    poliatomico. La loro denominazione segue le stesse regole degli altri acidi: aggiungiamo

    semplicemente il termine doppio dopo il nome dell'anione: il nome del composto NaK(CO3)

    carbonato doppio di sodio e potassio.

    Infine, i sali idrati sono sali le cui molecole sono legate a una o pi molecole d'acqua; in questo

    caso aggiungiamo al nome del sale il termine idrato preceduto dal prefisso mono-, di-, tri- ecc. in

    base al numero di molecole d'acqua indicate dalla formula.

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