Lavoro in Ambienti confinati - ASL Novara · ambienti confinati in cui possono essere presenti...

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PARTNER NAZIONALE CAMPAGNA EUROPEA PER LA SICUREZZA 21-25 OTTOBRE 2019 PROMUOVIAMO LA CULTURA DELLA TUTELA DELLA SALUTE E SICUREZZA NEGLI AMBIENTI DI LAVORO: UN PERCORSO PER CONOSCERE CHI FA PREVENZIONE NEL TERRITORIO NOVARESE VIII edizione Misure di prevenzione e protezione per i lavoratori operan negli ambien confina RELATORE: Alberto Azzarito collaboratore Confagricoltura E CON IL PATROCINIO DI EVENTO REALIZZATO IN COLLABORAZIONE CON 25 OTTOBRE 2019 IL VENERDĺ DELL’AGRICOLTURA SPAZI CONFINATI E AMBIENTI SOSPETTI DI INQUINAMENTO: RICONOSCERLI E LAVORARE IN SICUREZZA

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Transcript of Lavoro in Ambienti confinati - ASL Novara · ambienti confinati in cui possono essere presenti...

  • PARTNER NAZIONALE CAMPAGNA EUROPEA PER LA SICUREZZA

    21-25 OTTOBRE 2019

    PROMUOVIAMO LA CULTURA DELLA TUTELA DELLA SALUTE E SICUREZZA NEGLI AMBIENTI DI LAVORO:

    UN PERCORSO PER CONOSCERE CHI FA PREVENZIONE NEL TERRITORIO NOVARESE

    VIII edizione

    Misure di prevenzione e protezione per i lavoratori operanti negli ambienti confinati

    RELATORE: Alberto Azzaritocollaboratore Confagricoltura

    E CON IL PATROCINIO DI

    EVENTO REALIZZATO IN COLLABORAZIONE CON

    25 OTTOBRE 2019 IL VENERDĺ DELL’AGRICOLTURA

    SPAZI CONFINATI E AMBIENTI SOSPETTI DI INQUINAMENTO: RICONOSCERLI E LAVORARE IN SICUREZZA

  • LAVORO IN AMBIENTI CONFINATI

    MISURE DI PREVENZIONE E PROTEZIONE

  • ATMOSFERA PERICOLOSA

    • Scarsità di ossigeno (al di sotto del 19.5%) • Quantità eccessiva di ossigeno (al di sopra del 23,5%) pericolo incendio • Presenza di agenti chimici tossici con concentrazione superiore ai valori limite di esposizione • Presenza di gas e vapori infiammabili o esplosivi • Presenza di polveri combustibili capaci di disperdersi in aria

  • FATTORI DI RISCHIO

    • saldatura/taglio/brasatura • uso di particolari sostanze (colle,

    solventi, vernici, prodotti per la pulizia, ecc.)

    • uso di attrezzature di lavoro (ad es. che producono inneschi)

    • perdite da tubazioni presenti negli stessi ambienti o negli spazi limitrofi

    • rimozione di fanghi • lavori all’interno di fognature

    Alcune condizioni di rischio possono esistere precedentemente all’inizio delle attività, altre possono sopraggiungere durante l’esecuzione di alcuni lavori

  • FATTORI DI RISCHIOASFISSIA

    • presenza/impiego di gas che si sostituiscono all’O2 (azoto usato per bonifica e/o inertizzazione, gas di saldatura, ecc.)

    • formazione di CO2 attraverso vari processi biologici (fermentazione, decomposizione sostanze organiche)

    • reazioni chimiche di ossidoriduzione di sostanze (combustione con rilascio di CO2, H2S, ecc.)

  • FATTORI DI RISCHIOINCENDIO/ESPLOSIONE

    •Presenza di gas vapori nebbie infiammabili o polveri combustibili, unitamente ad una sorgente di innesco (elettricità statica, utilizzo di fiamme libere, fenomeni di attrito, scariche atmosferiche, ecc.)

  • FATTORI DI RISCHIOINTOSSICAZIONE

    • Impropria bonifica di tubazioni e/o recipienti • liquidi e solidi emettono gas tossici in presenza di aria o vapori d’acqua (zolfo, fosfuri che emettono fosfina a contatto di acidi ed acqua o vapore, ecc.); • reazioni chimiche di decomposizione o fermentazione • rilasci accidentali da valvole o altre sorgenti di emissione •residui di materiali stoccati • quando liquidi e solidi vengono agitati o

    spostati

  • FATTORI DI RISCHIO

    FOLGORAZIONEAttrezzature di lavoro/utensili con

    alimentazione elettrica inadeguata, pareti interne bagnate

    USTIONIContatto con parti a temperatura elevata o

    molto bassa, ingresso in macchine termicheANNEGAMENTO

    Presenza di liquidi o solidi finemente suddivisi, che possono risultare letali per saturazione e occlusione delle vie respiratorie

  • FATTORI DI RISCHIO

    CADUTAUtilizzo di scale

    inadeguate o impiegate in modo improprio, mancato utilizzo o utilizzo scorretto dei DPI anticadutaSCHIACCIAMENTO

    Caduta di carichi ecc.

  • INCIDENTE 08 GENNAIO 2007MantovaDue operai, AndreaGuaita di 32 anni eRiccardo Azzoni di 19 sonomorti schiacciati dallepale di un silos per grano,a Pegognaga, nelmantovano. I due entratiall’ interno del silos perpulirlo senza primaspegnere le pale. Secondo iCarabinieri di Gonzaga,sembra che il primo siarimasto incastrato nelmeccanismo e il secondoabbia tentato di salvarlo.

  • PROCEDURE PER IL LAVORO

    Organi meccanici in movimento ed applicare le procedure di Lock Out/Tag Out (blocca & identifica)

    STIAMO LAVORANDO SULLA LINEA

    NON TOCCARE GLIINTERRUTTORI

  • CARENZA DI OSSIGENOCONCENTRAZIONE O2volume di O2/volume totale (v/v)

    EFFETTI SULLA SALUTE

    21% CONCENTRAZIONE IDEALE DIOSSIGENO

    19% MINIMO LIVELLO ACCETTABILE

    16-19% POSSIBILI DIFFICOLTÀ RESPIRATORIE, PERDITA DICONTROLLO DELLA MOTRICITÀ, DIMINUZIONECAPACITÀ LAVORATIVA

    12-16% AUMENTO RESPIRAZIONE, AFFATICAMENTO,PERDITA CAPACITÀ VALUTATIVE

    8-12% PERDITA DI COSCIENZA, NAUSEA E VOMITO,CIANOSI

    6-8% PERMANENZA DI4-5 MINUTI: POSSIBILITÀ DI RECUPERO6 MINUTI: AL 50% FATALE8 MINUTI: AL 100% FATALE

    4-6% COMA IN POCHI SECONDI, MORTE

  • AZOTO (N2)

    Gas inerte generalmente presente a causa di unanon adeguata rimozione in seguito ad attività dibonifica o inertizzazione. Ha un peso specifico (1.15 kg/m3) ca. uguale a quellodell’aria (1.16 kg/m3), quindi non tende astratificarsi verso il basso né a sfuggire verso l’alto(come ad es. la CO2). Per garantire una concentrazione di ossigenoadeguata, almeno superiore al 17%, laconcentrazione di azoto deve essere inferioreall’83 %. In alta concentrazione può causare asfissia. Isintomi possono includere perdita di mobilità e/ocoscienza

  • ANIDRIDE CARBONICA CO2Generata dalla combustione completa di sostanzecombustibili e/o infiammabili in presenza di atmosfera ricca di O2.GAS INCOLORE e INODORE tende a ristagnare in basso.Può essere assorbito per inalazione. Elevate concentrazioni in atmosfera determinano una carenza di ossigeno con rischio di perdita di coscienza o morte della personaesposta.Si forma in:- VASCHE DI DEPURAZIONE- CISTERNE DI FERMENTAZIONE- SILOS PER FORAGGI- POZZI MINERALI- CANTINE VINICOLE- CONDOTTE E CUNICOLI SOTTERRANEI

  • MONOSSIDO DI CARBONIO (CO)

    Generato dalla combustione incompleta di sostanze combustibili e/o infiammabili in presenza di atmosfera povera di ossigeno.Gas incolore e inodore. Peso leggermente superiore a quello dell’aria, pertanto si dispone sul pavimento con la tendenza a salire verso l’altoCon l’aria forma facilmente miscele esplosive:A concentrazione minima del 12% v/v èinfiammabile-esplosivo

  • ANIDRIDE SOLFOROSA (SO2)Gas incolore non infiammabile, odore pungente;Si inumidisce e si ossida facilmente per formare acido solforoso e poi, più lentamente, acido solforico.La densità è 2,92, tende a ristagnare in basso.Irritante, assorbita prevalentemente per via respiratoria, ma anche, come acido solforoso, per via digestiva.Intossicazione acuta per inalazione di concentrazioni massicce: irritazione di congiuntive e mucose vie aeree superiori. L’azione irritante è dovuta alla trasformazione in acido a contatto con l’ambiente umido delle mucose oculari,nasali e della pelle per poi arrivare all’apparato respiratorio provocando broncocostrizione.Nei casi più gravi, difficoltà di respiro, cianosi, disturbi della coscienza, soffocamento, morte.

  • PROCEDURE DI LAVOROArt. 3 DPR 177/2011

    Durante tutte le fasi delle lavorazioni in ambienti sospetti di inquinamento o confinati deve essere adottata ed efficacemente attuata una procedura di lavoro specificamente diretta a eliminare o, ove impossibile, ridurre al minimo i rischi propri delle attività in ambienti confinati […]. Tale procedura potrà corrispondere a una buona prassi qualora validata dalla Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro ai sensi art. 2, c. 1, v), D.Lgs 81/08

  • PROCEDURE DI LAVOROVerificare l’assenza di concentrazioni pericolose di agenti chimici infiammabili, mediante idoneaapparecchiatura adeguatamente calibrataSe la valutazione del rischio evidenzia variabilità dellecondizioni (o anche come precauzione), predisporre un continuo monitoraggio dell’aria.

  • PROCEDURE DI LAVORORisanamento/bonifica atmosferaambiente confinatoPer ridurre le concentrazioni degli agenti aerodispersi ad un livello accettabile, occorre un impianto di ventilazione con:• PRELIEVO aria fresca all’esterno e invio nell’ambiente di lavoro confinato mediante tubazione deformabile• POSIZIONAMENTO in base geometrie del luogo e delle sorgenti del contaminante (l’aria viene sospinta verso l’uscita attraversando l’ambiente confinato che si comporta come una tubazione di riflusso)• PORTATA ARIA in base a portate di emissione

  • ATMOSFERE POTENZIALMENTE ESPLOSIVEMisure tecniche ed organizzativeEvitare di eseguire lavori in ambienti confinati in cui possono essere presenti atmosfere esplosiveSe si rende necessario operare in tali condizioni, adottare le seguenti procedure operative:• Presenza, oltre agli addetti alle lavorazioni, di un responsabile che controlli e coordini le operazioni.• Prima dell’entrata dei lavoratori, la persona che sovraintende le operazioni deve accertarsi che all’interno non esista presenza di atmosfere esplosive, tramite misurazioni appropriate (esplosimetro)

  • ATMOSFERE POTENZIALMENTE ESPLOSIVEMisure tecniche ed organizzative

    Prima misura effettuata dall’esterno con modalità definite in base alla natura della sostanza presente (es. densità) e alla geometria dell’ambiente confinato(es. presenza canalizzazioni, pozzetti)• Ulteriori misurazioni nel corso dei lavori ad intervalli stabiliti in funzione della tipologia e della durata del lavoro• Chiudere e bloccare valvole ed altri dispositivi in comunicazione con l’ambiente confinato, che potrebbero alterare le condizioni prestabilite

  • ATMOSFERE POTENZIALMENTE ESPLOSIVE• garantire che non vengano introdotte sorgenti di accensione efficace• indumenti (scarpe, tute, guanti,…) di tipo dissipativo e attrezzature “EX” con categoria scelta dal responsabile dei lavori in relazione alla probabilità e durata dell’atmosfera esplosiva.• In assenza di elementi di valutazione della probabilità di atmosfera esplosiva, adottare apparecchiature di categoria 1 e classe di temperatura adeguata al tipo di sostanza prevista• Ventilazione meccanica dell’ambiente in modo da mantenere la concentrazione della sostanza infiammabile al di sotto del limite inferiore di infiammabilità• lavoratori muniti di dispositivi di respirazione.

  • ATMOSFERE POTENZIALMENTE ESPLOSIVELavori a caldo (saldatura, molatura,troncatura, uso di fiamma libera, brasatura, …) non dovrebbero essere effettuati all’interno di luoghi confinati.Se non possono essere evitati, adottare misure di sicurezza addizionali:• rimozione e bonifica di gas, liquidi, vapori e polveri prima dell’inizio di ogni lavoro• rimozione sostanze combustibili anche da locali confinanti o sottostanti comunicanti tramite botole, porte, fori, ecc.

  • Lavori a caldo• limitare calore, scintille e scorie• interporre schermi incombustibili o coperteignifughe• bagnare le superfici da proteggere• Immediata disponibilità di idonei mezzi antincendio (secchi di sabbia, estintori, idranti)

    ATMOSFERE POTENZIALMENTE ESPLOSIVE

  • LAVORI A CALDOSorveglianza di addetti antincendio

    • Notevoli quantità di materiale combustibile entro 10 m• Combustibili oltre 10 m ma facilmente innescati da scintille• Aperture a parete o pavimento entro 10 m che possono esporre materiali combustibili nelle zone adiacenti, compresi gli spazi nascosti nelle pareti o pavimenti.• Presenza di materiali combustibili in adiacenza al lato opposto di partizioni in metallo, pareti, soffitti o tetti e suscettibili di essere incendiati per conduzione o radiazione• Sorveglianza mantenuta per almeno mezz'ora dopo il completamento delle operazioni di saldatura o taglio per rilevare e spegnere eventuali incendi senza fiamma

    ATMOSFERE POTENZIALMENTE ESPLOSIVE

  • Lavori a caldo• Verificare che scintille non possano esseretrasportate da tubazioni o sistemi di convogliamento dei materiali• In spazi ristretti lasciare bombole di gas e saldatrici all'esternoQualora un saldatore deve entrare in uno spazio confinato attraverso un passo d'uomo o altre piccole aperture, occorre:• mezzi per la rapida rimozione in caso di emergenza.Se vengono usate imbracature e corde esse devono essere attaccate al corpo del saldatore in modo che il corpo non si incastri nell’uscita.• presenza di un addetto al salvataggio all’esterno per osservare il saldatore in ogni momento ed essere in grado di mettere in atto le operazioni di soccorso.

    ATMOSFERE POTENZIALMENTE ESPLOSIVE

  • LAVORI A CALDONei periodi di sospensione della saldatura ad arcoo taglio (es. durante il pranzo o la notte):• rimuovere tutti gli elettrodi• posizionarli in modo da evitare contatti accidentali• scollegare la macchina dalla presa di corrente• chiudere le valvole sulle bombole• rimuovere lancia e tubo dallo spazio confinatoCompletate le operazioni di saldatura, segnalare il metallo caldo o avvisare gli altri lavoratori• Concentrazione di ossigeno nell’ambiente non arricchita• Lavoratori dotati di dispositivo di respirazione• Lavori svolti con procedure scritte e previa autorizzazione

    ATMOSFERE POTENZIALMENTE ESPLOSIVE

  • • elmetto per la protezione della testa da caduta dimateriale dall’alto o dall’urto con oggetti;• imbragatura di sicurezza;• guanti di protezione;• protezione degli occhi se si è esposti a sostanzepericolose, proiezione di schegge, ecc.,• calzature di sicurezza;• indumenti di protezione• maschere con filtro o respiratori isolanti;

    DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE

  • DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE

    DPI e attrezzature di lavoro idonei alla prevenzione dei rischi

  • DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALEDPI e attrezzature di lavoro idonei alla prevenzione dei rischi

  • DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALEDPI e attrezzature di lavoro idonei alla prevenzione dei rischi

  • DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE

    DPI A FILTRO, dipendenti dall'atmosferaambiente, quando il tasso di O2 è superioreal 19,5% (facciali filtranti; semimaschere,maschere intere) - usati al posto degliautorespiratori se accertate la natura e laconcentrazione dei gas e sia assicurata unaefficace e continua aerazione

    DPI ISOLANTI (respiratori alimentati adaria o autorespiratori), indipendenti dall'atmosfera ambiente, nel caso che il tasso di O2 risulti inferiore al 19,5%. – aria respirabile prelevata da “zone pulite” oppure da bombole o fonti esterne quali reti di aria compressa.

  • dispositivo più idoneo1) identificare gli agenti chimicicontaminanti eventualmentepresenti, il loro stato fisico(polveri, fibre, nebbie, fumi,vapori, gas) e la concentrazione;2) stabilire la concentrazione diossigeno (O2).Ciò è utile al fine di stabilire seutilizzare DPI respiratoridipendenti (a filtro) oindipendenti dall’atmosferaambiente (isolanti):

    DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE

  • La norma non prevede cartelli di tipo unificatoIllustrazioni per richiamare le principaliprescrizioni previste dalla proceduraaltri pittogrammi previstiDa norme vigenti

    DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE

    ATEX

    INFIAMMABILE

    TOSSICO

    PERICOLO GENERICO

  • DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE

  • PIANIFICAZIONE E GESTIONE EMERGENZE

    DPR 14 SETTEMBRE 2011 N. 177Durante tutte le fasi delle lavorazioni in ambienti sospetti di inquinamento o confinati deve essere adottata ed efficacemente attuata una procedura di lavoro:• diretta a eliminare o, ove impossibile, ridurre al minimo i RISCHI propri delle attività in ambienti confinati• comprensiva della eventuale fase di soccorso e di coordinamento con il sistema di emergenza del Servizio sanitario nazionale e dei Vigili del Fuoco.

  • D.Lgs. 9 aprile 2008 N. 81Il datore di lavoro è tenuto ad organizzare inecessari rapporti con i servizi pubblici competenti in materia di primo soccorso, salvataggio, lotta antincendio e gestione dell’emergenza (at.43)Invio del piano di emergenza al Comando VVF Segnalazione dell’avvio dell’attività lavorativa in ambienti confinati con l’indicazione dell’ubicazione e modalità di svolgimento

    PIANIFICAZIONE E GESTIONE EMERGENZE

  • PIANO DI EMERGENZA E SALVATAGGIO

    DIPENDE DA:1. natura dell’ambiente confinato2. rischio identificato3. tipo di soccorso da effettuareDEVE• riportare le misure da attuare in caso di incidente• considerare tutte le eventuali imprese presenti e le attività svolte• essere reso disponibile• essere trasmesso a tutte le imprese a cui stato affidato il lavoro• essere periodicamente aggiornato.

  • La formazione/sensibilizzazione sul potenzialepericolo di anossia o intossicazione è fondamentale sia per gli addetti che devono accedere ad un ambiente confinato, sia per chi si potrebbe trovare a dover intervenire in soccorso di infortunatiAl fine di non diventare a loro volte vittime, i soccorritori possono tentare di salvare una possibilevittima di asfissia o intossicazione solo se dispongono delle idonee attrezzature, sono stati addestrati in merito, dispongono dell’assistenza e del supporto necessari

    PIANO DI EMERGENZA E SALVATAGGIO

    Pre-allertare gli addetti al soccorso designati per quell’area sulle lavorazioni in corso

  • PIANO DI EMERGENZA E SALVATAGGIO

    Mezzi e dispositivi di salvataggioDipendono dal tipo di emergenza cui si deve far fronte e il personale deve essere addestrato all’uso.Esempi di presidi che si potrebberorendere necessari:• dispositivi di allarme sonoro portatili per avvisare le persone all’esterno della necessità di assistenza;• telefoni o radio per poter diramare l’allarme;• Allarme gas udibile e visibile (EX)• dispositivi meccanici (ad esempiotreppiede o attrezzatura similare) per recuperare la vittima;

  • Mezzi e dispositivi di salvataggio. dispositivo di ventilazione (ventilatore esternodi aspirazione con tubazioni flessibili o similari)• sistemi di erogazione dell’aria o autorespiratori• dispositivi monitoraggio ossigeno per controllare periodicamente le condizioni all’interno dell’ambiente confinato;• kit di rianimazione• giubbotto immobilizzatore o immobilizzatori per arti• telo di scorrimento in PVC• barella per portare l’infortunato fuori dall’ambiente confinatoo fino all’ambulanza

    PIANO DI EMERGENZA E SALVATAGGIO

  • Gestione dell’emergenzaSe una persona subisce un malessere o un collasso improvviso mentre lavora in un ambiente confinato, colui che lo rinviene deve presumere che la sua stessa vita sia in pericolo se entra nell’ambiente per soccorrerlo.Tre fasi fondamentali1. Fase di allarme2. Fase di recupero3. Fase di trasporto

    PIANO DI EMERGENZA E SALVATAGGIO

  • PIANO DI EMERGENZA E SALVATAGGIOFase di allarme

    Se il lavoratore avverte un malessere, perde i sensi o subisce un trauma, colui che sovraintende deve dare immediato allarme chiamando la squadra di emergenza interna• prima di attivare il soccorso, procedere all’arresto degli impianti che possano creare pericolo per gli operatori• Il sorvegliante non deve entrare senza prima organizzare l’intervento con altri soccorritori

    Ove previsto e secondo la procedura aziendale, deve subito avvisareVVF e 118, fornendo almeno le seguenti info• nome dell’azienda;• l’indirizzo del luogo di lavoro da raggiungere;• il proprio nome e il numero di telefono da cui chiama• la tipologia di incidente in corso;• il numero di lavoratori coinvolti

  • Fase di recuperoSalvataggio - indossare DPI adeguati al tipo di intervento;Fondamentali respiratori indipendenti dall’aria circostante o autorespiratori d’emergenza.Nel caso risulti impossibile estrarre il lavoratore dall’ambiente confinato, è necessario fargli respirare aria pulitaPassi d’uomo verticali - la difficoltà di estrarre persone non collaboranti le modalità di imbragatura dovranno evitare il basculamento del corpo e garantire l’estrazione in posizione verticale dell’operatore infortunato.

    PIANO DI EMERGENZA E SALVATAGGIO

  • PIANO DI EMERGENZA E SALVATAGGIO

    FASE DI TRASPORTOUna volta estratto l’infortunato dall’ambiente confinato•trasporto con l’utilizzo dei mezzi di movimentazione opportuni•nell’attesa dei soccorsi, se necessario ricorrere alla rianimazione cardiorespiratoria da parte di personeaddestrate e designate per il Primo Soccorso.

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