[EBook ITA] - Diritto - Formulario Diritto Amministrativo

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    07-Mar-2016
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NICOLA CENTOFANTI Sono riservati per tutti i Paesi la traduzione, l’adattamento totale o parziale, la riproduzione con qualsiasi mezzo (inclusi i microfilm, i film, le fotocopie), nonché la memorizzazione elettronica. PRESENTAZIONE L’opera esamina le principali funzioni espletate dalla pubblica amministrazione riportando le formule più usuali di tutela amministrativa e giurisdizionale. La materia è divisa in due parti per argomenti ordinati alfabeticamente. Note sull’Autore š

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  • In memoria di Felicetta e Gianni. Note sullAutore Nicola Centofanti esercita la professione di avvocato in Cremona. Dal 1991 iscritto allAlbo degli Esperti Comitato Edilizia Residenziale del Ministero dei lavori pubblici. stato professore a contratto presso la Facolt di Architettura del Politecnico di Milano. Collabora con la scuola delle Autonomie Locali. componente del comitato di redazione dei Quaderni di diritto urbanistico. Ha pubblicato: Il silenzio della pubblica amministrazione, Padova 1999; Lespropriazione per pubblica utilit, Milano 1999; La legislazione urbanistica, Padova 2000; Concessione, autorizzazione e denuncia di inizio attivit in materia edilizia, Milano 2000; Il subappalto nel sistema dei lavori pubblici, Padova 2000; La patologia del contratto di appalto di opere pubbliche nella giurisprudenza, Padova 2000; La tutela ambientale nella giurisprudenza, Padova 2001. Scrive, fra laltro, sulle seguenti riviste: Il Foro Amministrativo, Nuova Rassegna, La Voce, Rivista Giuridica dellEdilizia, Il Consulente Immobiliare, Guida Normativa, Guida agli Enti Locali. Dello stesso Autore (e dello stesso editore): N. CENTOFANTI: Il formulario annotato di diritto amministrativo, 1994, 12,91. N. CENTOFANTI, G. MONDINI: Il codice delledilizia, dellurbanistica e delle espropriazioni, commentato con la giurisprudenza, 2002, in preparazione. N. ASSINI, N. CENTOFANTI, G. MONDINI: Il codice degli appalti, commentato con la giurisprudenza, 2002, in preparazione. N. CENTOFANTI, G. MONDINI: Il codice della giustizia amministrativa, commentato con la giurisprudenza, 2002, 29,50. NICOLA CENTOFANTI

    IL FORMULARIO DEL DIRITTO AMMINISTRATIVO Aggiornato alla L. 31 dicembre 2001, n. 463 TERZA EDIZIONE CON CD-ROM ALLEGATO CASA EDITRICE LA TRIBUNA PIACENZA Copyright Casa Editrice La Tribuna S.p.A. - 2002 Via Don Minzoni 51, 29100 Piacenza Tel. 0523.46311 - Fax 0523.757219 ________________________________________________________________________ Sono riservati per tutti i Paesi la traduzione, ladattamento totale o parziale, la riproduzione con qualsiasi mezzo (inclusi i microfilm, i film, le fotocopie), nonch la memorizzazione elettronica. PRESENTAZIONE Lopera esamina le principali funzioni espletate dalla pubblica amministrazione riportando le formule pi usuali di tutela amministrativa e giurisdizionale. La materia divisa in due parti per argomenti ordinati alfabeticamente.

  • La prima parte tratta in generale il sistema della giustizia amministrativa, la seconda parte analizza lazione amministrativa nelle principali funzioni. Ogni singola voce riporta un commento e le formule che propongono schemi di tutela. Fanno parte della prima parte, fra le altre le seguenti voci: La voce Accesso al procedimento amministrativo tratta dellintervento possibile fin nella fase preparatoria del procedimento amministrativo, secondo i disposti della L. 241/1990 con le modifiche intervenute colla L. 340/2000. La voce Giurisdizione amministrativa approfondisce le tematiche relative al processo amministrativo esaminando la riforma apportata dallintroduzione della giurisdizione esclusiva. Al norma consente ora di agire avanti al giudice amministrativo per il risarcimento degli interessi legittimi nelle materie indicate dal D. L.vo 80/1998 e dalla L. 205/2000. La voce Giurisdizione ordinaria illustra i criteri di ripartizione della giurisdizione fra giudice ordinario e giudice amministrativo, fonte, come noto, di acceso dibattito giurisprudenziale. La voce Ricorsi amministrativi esamina il sistema dei ricorsi amministrativi gerarchico, in opposizione, improprio e straordinario al Presidente della Repubblica. Fanno parte della seconda parte, che analizza la tutela amministrativa per materia, fra le altre le seguenti voci: La voce Appalti pubblici delinea la nuova ripartizione della giurisdizione delineata dalla L. 109/1994 e dalle successive modifiche, dal relativo regolamento D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554 e dal capitolato generale di appalto approvato con D.M. 19 aprile 2000, n. 145. La voce Espropriazione per pubblica utilit analizza le norme introdotte testo unico sugli espropri (D.P.R. n. 327/2001) che chiarisce fra laltro la distinzione fra la giurisdizione del giudice amministrativo e quella del giudice ordinario a cui sono riservate le controversie sulla determinazione dellindennit. La voce Pubblico impiego illustra la riforma del contenzioso nel pubblico impiego di cui al D. L.vo 80/1998 successivamente modificato dal D.L.vo 165/2001. Esso attribuisce la giurisdizione al giudice ordinario, rimangono alla giurisdizione del giudice amministrativo le controversie in materia di concorsi. La voce Sanzioni amministrative illustra il procedimento sanzionatorio e le relative possibilit di tutela. La voce Urbanistica, aggiornata con il Testo unico sulledilizia (approvato con D.P.R. 380/2001) analizza i procedimenti di pianificazione territoriale e il procedimento di rilascio di concessione edilizia tracciato dalla L. 493/1993, modificata dalla L. 662/1996. Unopera indispensabile non solo per i tecnici che devono affrontare i problemi della giustizia amministrativa, ma anche per chi interessato ad approfondire le tematiche pi aggiornate in tema di diritto amministrativo. Lautore 10 PRESENTAZIONE INDICE SOMMARIO INDICE SOMMARIO Presentazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 9 PARTE PRIMA IL SISTEMA DELLA GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA 1. Accesso al procedimento amministrativo Commento: 1. Atto, provvedimento e procedimento amministrativo . . . . . . . . . . . . 35

  • 2. Le fasi del procedimento. La fase preparatoria . . . . . . . . . . . . . . . 35 2.1. Laccesso al procedimento amministrativo. Il responsabile del procedimento . 36 2.2. La partecipazione al procedimento amministrativo . . . . . . . . . . . . . 37 2.3. Lacquisizione di pareri . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 38 2.4. La denuncia di inizio di attivit . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 39 2.5. La tutela dellaccesso da parte del giudice amministrativo . . . . . . . . . . 40 3. Laccordo di programma . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 40 4. La conferenza di servizi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 41 5. La fase costitutiva . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 43 6. La fase integrativa dellefficacia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 43 7. La classificazione dei procedimenti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 44 7.1. La funzione autorizzatoria . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 44 7.2. La funzione concessoria . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 45 7.3. La funzione ablatoria . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 46 7.4. La funzione certativa . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 46 7.5. La funzione esecutiva . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 46 7.6. La funzione sanzionatoria . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 47 7.7. La funzione di autotutela . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 47 7.7.1. Lannullamento dufficio. Revoca e decadenza . . . . . . . . . . . . . . 47 7.7.2. Lapprovazione e il controllo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 48 7.8. La funzione programmatoria . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 48 8. Il difensore civico . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 49 9. La tutela penale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 50 10. La semplificazione amministrativa nella L. n. 59/1997 . . . . . . . . . . . 51 Formule: 1. Controdeduzioni a provvedimento disciplinare . . . . . . . . . . . . . . 55 2. Richiesta di accesso. Procedimento di controllo relativo alla denuncia di attivit 56 3. Richiesta di accesso. Diffida penale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 58 4. Richiesta di accesso. Pubblico concorso . . . . . . . . . . . . . . . . . 60 5. Richiesta di accesso e di copia di provvedimento. Pubblico impiego . . . . . 61 6. Ricorso al T.A.R. per lannullamento del provvedimento di sospensione dellattivit intrapresa a seguito di denuncia in materia di commercio . . . . . . . 62 7. Ricorso al T.A.R. per lesibizione di documenti amministrativi . . . . . . . 65 8. Ricorso al Presidente T.A.R. per lesibizione di documenti amministrativi in pendenza di ricorso giurisdizionale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 67 9. Omissione alla richiesta di accesso a pubblico concorso. Esposto penale . . . 69 10. Ricorso al T.A.R. per lannullamento del provvedimento di annullamento di atto amministrativo. Provvedimento di annullamento di autorizzazione da parte del ministero per i beni culturali e ambientali . . . . . . . . . . . . . . . . . 70 11. Ricorso al T.A.R. per lannullamento del provvedimento di annullamento di atto amministrativo. Provvedimento di annullamento di autorizzazione regionale per interventi in aree protette, ex art. 151, D.L.vo 29 ottobre 1999, n. 490 . . . . 71 12. Richiesta di intervento al difensore civico . . . . . . . . . . . . . . . . . 74 13. Modello di accordo di programma . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 75 2. Giurisdizione amministrativa Commento: 1. Diritti soggettivi ed interessi legittimi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 85 2. I criteri di ripartizione della giurisdizione . . . . . . . . . . . . . . . . . 87 3. La competenza del giudice amministrativo . . . . . . . . . . . . . . . . 88 3.1. La competenza per territorio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 89 3.1.1. Listanza per regolamento di competenza . . . . . . . . . . . . . . . . . 90 3.2. Legittimit . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 90 3.3. Merito . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 91 4. Il giudizio di ottemperanza . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 91 4.1. La esecuzione della sentenza di primo grado . . . . . . . . . . . . . . . . 93 5. La giurisdizione esclusiva . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 93 5.1. La giurisdizione del giudice amministrativo dopo la riforma del D.L.vo 80/1998 e della L. 205/2000. Il risarcimento del danno causato da provvedimenti illegittimi 94 5.1.1. Le controversie in materia di pubblici servizi . . . . . . . . . . . . . . . 96 5.1.2. Le controversie in materia di urbanistica ed edilizia . . . . . . . . . . . . 99 5.1.3. Le controversie in materia di espropriazione ed occupazione durgenza . . . . 99 5.1.4. Le controversie in materia di pubblico impiego . . . . . . . . . . . . . . 100 6. La tutela sul silenzio dellamministrazione . . . . . . . . . . . . . . . . . 100

  • 6.1. La tutela del silenzio disposta dallart. 2, L. 205/2000 . . . . . . . . . . . . 103 6.2. Il rilievo penale del silenzio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 104 7. Il contenuto del ricorso giurisdizionale. I motivi aggiunti . . . . . . . . . . 105 7.1. Bolli e tasse . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 106 7.2. Le innovazioni portate dalla L. 23 dicembre 1999, n. 488 . . . . . . . . . . 107 7.3. La notifica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 108 7.4. La riduzione dei termini del giudizio sui provvedimenti riguardanti le opere pubbliche nella L. 205\2000 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 109 14 INDICE SOMMARIO 7.4.1. Il rito speciale introdotto dalla L. 205/2000 . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 110 7.4.2. Le misure cautelari . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 111 7.4.3. Lappello per i procedimenti oggetto di rito speciale . . . . . . . . . . . . 112 8. Il controinteressato . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 112 9. Il deposito del ricorso. Linstaurazione del giudizio. Il controricorso . . . . . 112 9.1. Il ricorso incidentale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 113 9.2. Lintervento ad adiuvandum e ad opponendum . . . . . . . . . . . . . . . 113 10. Listruttoria . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 114 10.1. La fissazione dudienza . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 115 11. Il giudizio. La rinuncia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 115 12. Pronunce dichiarative della cessazione del giudizio . . . . . . . . . . . . . 116 13. Questioni incidentali . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 117 14. Tutela cautelare . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 117 14.1. Le misure cautelari introdotte dalla L. 205/2000 . . . . . . . . . . . . . . 119 15. La sentenza. La forma semplificata . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 120 15.1. Larbitrato alternativo al giudice amministrativo . . . . . . . . . . . . . . 121 16. I ricorsi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 122 16.1. Ricorso per revocazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 123 16.2. Lappello al Consiglio di Stato . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 123 16.2.1. Gli effetti della sentenza di annullamento con rinvio . . . . . . . . . . . . 124 16.3. Lopposizione di terzo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 125 17. Rimedi contro le sentenze del Consiglio di Stato . . . . . . . . . . . . . . 125 17.1. Ricorso per revocazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 125 17.2. Ricorso per Cassazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 125 Formule: 14. Ricorso per regolamento di giurisdizione in materia di edilizia residenziale pubblica 129 15. Istanza per regolamento di competenza . . . . . . . . . . . . . . . . . . 131 16. Istanza di adesione al regolamento di competenza . . . . . . . . . . . . . 133 17. Istanza di riassunzione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 134 18. Ricorso al T.A.R. avverso silenzio rifiuto. Diffida a provvedere ex D.P.R. n. 2 del 1957, art. 25 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 136 19. Ricorso al T.A.R. avverso silenzio rifiuto. Ricorso al T.A.R. avverso il silenzio su richiesta di espletamento concorso . . . . . . . . . . . . . . . . . . 137 20. Ricorso al T.A.R. avverso silenzio rifiuto. Diffida ad adempire lobbligo a provvedere accertato con sentenza, ex art. 2, L. 205/2000 . . . . . . . . . . . . 140 21. Ricorso al T.A.R. avverso silenzio rifiuto. Istanza per nomina commissario ad acta, ex art. 2, comma 2, L. 205/2000 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 141 22. Ricorso al T.A.R. in materia di iscrizione universitaria . . . . . . . . . . . 143 23. Istanza di prelievo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 146 24. Istanza di fissazione di udienza . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 147 25. Ricorso al T.A.R. per eccesso di potere. Ricorso al T.A.R. avverso delibera di assegnazione di area Peep . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 148 26. Ricorso al T.A.R. per lottemperanza a giudicato. Atto di costituzione in mora 150 27. Ricorso al T.A.R. per lottemperanza a giudicato. Ricorso al T.A.R. per ottemperanza a decreto ingiuntivo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 151 28. Ricorso al T.A.R. contro la determinazione comunale sulla tassa dei rifiuti . 153 INDICE SOMMARIO 15 29. Ricorso al T.A.R. avverso delibera comunale che concede permessi di accesso alle autovetture nel centro storico . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 155 30. Controricorso al T.A.R. per lannullamento di ufficio di autorizzazione ad aprire una discarica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 157 31. Ricorso incidentale al T.A.R. avverso ricorso per annullamento di bando di concorso 160 32. Istanza per lapplicazione di misure cautelari . . . . . . . . . . . . . . . 163

  • 33. Istanza per lapplicazione di misure cautelari . . . . . . . . . . . . . . . 165 34. La domanda di revoca delle misure cautelari . . . . . . . . . . . . . . . 167 35. Lopposizione ad ingiunzione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 168 36. La mancata ottemperanza al provvedimento cautelare . . . . . . . . . . . 170 37. La richiesta di consulenza tecnica dufficio . . . . . . . . . . . . . . . . 172 38. Istanza per larbitrato inerente posizioni di diritto soggettivo rientranti nella giurisdizione del giudice amministrativo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 173 39. Il ricorso contro il decreto che dichiara la perenzione del ricorso . . . . . . 175 40. Appello al Consiglio di Stato contro il provvedimento cautelare . . . . . . 177 41. Appello al Consiglio di Stato contro la sentenza di annullamento di diniego di concessione edilizia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 179 42. Atto di rinuncia a ricorso . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 182 43. Atto di rinuncia a ricorso con richiesta di provvedere alle spese . . . . . . . 183 3. Giurisdizione contabile della Corte dei Conti Commento: 1. La giurisdizione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 189 2. Il giudizio di conto . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 190 2.1. Il carattere inquisitorio del giudizio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 190 2.2. Lopposizione ed il giudizio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 191 2.3. Lestinzione del giudizio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 191 3. Il giudizio di responsabilit amministrativa e contabile . . . . . . . . . . . 191 3.1. La limitazione della responsabilit contabile . . . . . . . . . . . . . . . . 192 4. Il giudizio in materia di pensione. Il giudice unico . . . . . . . . . . . . . 193 4.1. Il ricorso . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 194 5. La giurisdizione domestica e altri giudizi . . . . . . . . . . . . . . . . . 195 6. I ricorsi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 195 6.1. Lappello alla Corte dei Conti. Sezioni Giurisdizionali Centrali. La sospensione della sentenza di primo grado . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 195 6.2. La revocazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 196 6.3. Il ricorso per cassazione. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 196 Formule: 44. Ricorso alla Corte dei Conti per il riconoscimento del diritto al riscatto del periodo legale di laurea . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 199 45. Ricorso alla Corte dei Conti avverso il silenzio diniego. Diffida a provvedere ai sensi dellart. 63 R.D. n. 1214 del 1934 . . . . . . . . . . . . . . . . . . 202 16 INDICE SOMMARIO 46. Ricorso alla Corte dei Conti avverso il silenzio diniego. Ricorso alla Sezione Giurisdizionale della Corte dei Conti sul silenzio diniego alla richiesta di pensione . . pag. 204 47. Opposizione al giudizio di responsabilit . . . . . . . . . . . . . . . . . 209 48. Ricorso in appello alle Sezioni Giurisdizionali Centrali della Corte dei Conti . 211 4. Giurisdizione ordinaria. La responsabilit civile della pubblica amministrazione Commento: 1. La competenza del giudice ordinario. Limiti . . . . . . . . . . . . . . . . 217 2. La tutela sulloperato dellamministrazione iure privatorum . . . . . . . . . 219 3. Le forme di responsabilit in rapporto al riparto di giurisdizione . . . . . . 220 4. I requisiti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 221 5. Il soggetto responsabile . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 222 6. La tutela avverso omissioni e comportamenti . . . . . . . . . . . . . . . 222 7. La tutela avverso provvedimenti illegittimi . . . . . . . . . . . . . . . . 222 Formule: 49. Citazione al giudice ordinario per risarcimento del danno per omessa manutenzione di strada pubblica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 227 50. Citazione al giudice ordinario per reintegrazione a seguito di occupazione di immobile in carenza di provvedimento amministrativo . . . . . . . . . . . . 230 5. Giurisdizione speciale dei tribunali delle acque pubbliche Commento: 1. Natura dei Tribunali delle acque pubbliche . . . . . . . . . . . . . . . . 237 2. La giurisdizione sui diritti soggettivi del Tribunale regionale . . . . . . . . 238 3. Il giudizio davanti al Tribunale regionale . . . . . . . . . . . . . . . . . 238 4. La giurisdizione del Tribunale superiore . . . . . . . . . . . . . . . . . 239 4.1. La giurisdizione di secondo grado . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 239 4.2. La giurisdizione sugli interessi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 239 5. Il giudizio davanti al Tribunale superiore . . . . . . . . . . . . . . . . . 240

  • 6. I ricorsi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 241 6.1. Il ricorso per revocazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 241 6.2. Il ricorso per cassazione. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 241 Formule: 51. Ricorso al tribunale superiore delle acque pubbliche per annullamento di provvedimento di autorizzazione di lavori per grandi derivazioni . . . . . . . . 245 INDICE SOMMARIO 17 6. Giurisdizione speciale della Comunit europea Commento: 1. Il sistema di tutela. Ricorsi alla Corte di giustizia . . . . . . . . . . . . . pag. 253 1.1. Avverso gli atti della Comunit . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 253 1.2. Avverso gli atti degli Stati membri . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 253 2. Ricorsi alla Commissione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 254 3. La Commissione europea per i diritti delluomo . . . . . . . . . . . . . . 254 4. La riforma della L. n. 89/2001 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 255 Formule: 52. Ricorso alla commissione delle Comunit europee per mancata osservanza del diritto comunitario . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 259 53. Richiesta di applicazione della Convenzione europea per i diritti delluomo . 261 7. Giurisdizione speciale delle Commissioni tributarie Commento: 1. Il riparto della giurisdizione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 267 2. Il nuovo processo tributario disciplinato dal D.L.vo n. 546/1992 . . . . . . . 268 2.1. Il contenuto del ricorso . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 268 2.2. Lesame preliminare del ricorso . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 269 2.3. Il procedimento cautelare . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 269 2.4. Lappello alla Commissione tributaria regionale . . . . . . . . . . . . . . 270 2.5. Il ricorso per cassazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 271 2.6. La revocazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 272 2.7. Lesecuzione delle sentenze . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 272 2.8. Il giudizio di ottemperanza . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 272 2.9. La fase transitoria . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 273 3. Il procedimento di accertamento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 273 4. La domanda di rimborso . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 275 Formule: 54. Ricorso alla Commissione tributaria provinciale contro laccertamento IRPEF 279 55. Ricorso alla Commissione tributaria provinciale contro lavviso di accertamento IRPEF . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 282 56. Ricorso alla Commissione tributaria provinciale contro le rendite attribuite dal D.M. 27 settembre 1991 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 285 57. Ricorso alla Commissione tributaria provinciale contro laccertamento di valore 288 58. Ricorso alla Commissione tributaria provinciale avverso lavviso di rettifica IVA 291 59. Rimborso di imposta. Istanza per rimborso di imposta ICI . . . . . . . . . 294 60. Ricorso alla Commissione tributaria provinciale avverso il silenzio sul rimborso 296 61. Istanza di sospensiva ai sensi dellart. 47 del D.L.vo 31 dicembre 1992, n. 546 299 18 INDICE SOMMARIO 62. Ricorso in appello alla Commissione tributaria regionale contro lavviso di accertamento IRPEF . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 301 8. Patrocinio Commento: 1. Patrocinio legale del ricorrente . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 309 2. Patrocinio legale della amministrazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . 309 2.1. La capacit processuale degli enti pubblici . . . . . . . . . . . . . . . . 309 2.2. Lavvocatura dello Stato . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 310 Formule: 63. Procura speciale alle liti conferita per scrittura privata nel giudizio civile . . . 313 64. Procura speciale alle liti conferita per scrittura privata nel giudizio amministrativo 314 65. Procura speciale alle liti conferita per scrittura privata nel processo tributario 315 66. Procura generale alle liti conferita per atto pubblico . . . . . . . . . . . . 316 9. Ricorsi amministrativi Commento: 1. Il ricorso gerarchico, il ricorso in opposizione, il ricorso improprio . . . . . 321 2. Il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica . . . . . . . . . . . 321

  • 2.1. La direttiva 27 luglio 1993 del Presidente del Consiglio dei Ministri . . . . . 322 2.2. La richiesta di sospensiva . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 323 3. Requisiti sostanziali dei ricorsi amministrativi . . . . . . . . . . . . . . . 323 4. Requisiti processuali dei ricorsi amministrativi . . . . . . . . . . . . . . . 325 5. La tutela nella fase preparatoria. Il diritto allaccesso . . . . . . . . . . . . 326 6. La sospensiva . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 326 7. La tutela sul provvedimento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 327 7.1. I vizi di legittimit . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 327 7.2. Lincompetenza . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 327 7.3. La violazione di legge . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 327 7.4. Leccesso di potere . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 328 8. I vizi di merito . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 328 9. Decisioni sul ricorso . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 329 10. Il silenzio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 329 11. La tutela giurisdizionale sul ricorso gerarchico . . . . . . . . . . . . . . . 330 11.1. La tutela giurisdizionale sul ricorso straordinario al Presidente della Repubblica 331 11.2. Il ricorso per revocazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 332 Formule: 67. Ricorso gerarchico avverso provvedimento disciplinare . . . . . . . . . . 335 INDICE SOMMARIO 19 68. Ricorso gerarchico improprio avverso lassegnazione di incarico di insegnamento pag. 336 69. Ricorso gerarchico improprio al prefetto contro la variazione anagrafica di ufficio 337 70. Ricorso in opposizione alla delibera di adozione di piano di zona . . . . . . 339 71. Ricorso in opposizione al prefetto avverso foglio di via . . . . . . . . . . 341 72. Ricorso straordinario al Presidente della Repubblica avverso delibera di approvazione di piano particolareggiato . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 342 73. Ricorso straordinario al Presidente della Repubblica avverso delibera di aggiudicazione di gara dappalto . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 344 74. Istanza di sospensiva . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 346 75. Atto di opposizione a ricorso straordinario . . . . . . . . . . . . . . . . 347 76. Richiesta di trasmissione di ricorso straordinario al Consiglio di Stato . . . . 348 77. Deposito di ricorso straordinario al Consiglio di Stato . . . . . . . . . . . 349 20 INDICE SOMMARIO PARTE SECONDA RICORSI AMMINISTRATIVI E GIURISDIZIONE PER MATERIA 10. Appalti pubblici Commento: 1. La giurisdizione negli appalti pubblici . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 357 2. La legge quadro dei lavori pubblici. La programmazione dei lavori . . . . . 357 2.1. Lorgano competente allapprovazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . 358 2.2. I contenuti. Rapporti con la programmazione urbanistica . . . . . . . . . 358 2.3 Il procedimento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 359 3. Il responsabile del procedimento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 359 3.1. Le responsabilit . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 360 4. Lattivit di progettazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 360 5. Procedure di scelta del contraente . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 361 5.1. Il pubblico incanto . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 362 5.2. La licitazione privata. I requisiti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 362 5.3. I criteri di aggiudicazione nel pubblico incanto e nella licitazione privata . . . 364 5.4. Lappalto concorso . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 365 5.5. La trattativa privata . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 365 5.6. La concessione e la gestione di opere . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 367 6. Lesecuzione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 368 6.1. La direzione lavori. Il collaudo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 368 6.2. Le varianti in corso dopera. Responsabilit del progettista . . . . . . . . . 369 7. Il subappalto . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 371 8. Le controversie sul contratto di appalto. La giurisdizione ordinaria e arbitrale 373 8.1. Il mancato pagamento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 375 8.2. La tutela sugli atti di gara. Il risarcimento del danno . . . . . . . . . . . . 376 8.3. Le controversie in tema di revisione prezzi . . . . . . . . . . . . . . . . . 378 Formule: 78. Ricorso al T.A.R. per lannullamento di gara dappalto e contestuale richiesta di

  • risarcimento del danno . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 381 79. Istanza per larbitrato . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 384 80. Atto di citazione al Tribunale per laccoglimento di riserve . . . . . . . . . 387 81. Citazione al giudice ordinario per danni per illegittima sospensione dei lavori 389 82. Ricorso al T.A.R. avverso diniego di revisione prezzi . . . . . . . . . . . 392 83. Citazione al giudice ordinario per risoluzione del contratto di appalto per mancata consegna dei lavori . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 395 84. Citazione al giudice ordinario per risarcimento danni dovuto a ritardo nel pagamento degli acconti e saldo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 398 INDICE SOMMARIO 21 11. Beni pubblici Commento: 1. I beni demaniali . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 405 2. I beni del patrimonio indisponibile . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 406 3. I beni del patrimonio disponibile . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 407 4. La privatizzazione dei beni pubblici. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 409 Formule: 85. Citazione al giudice ordinario contro la classificazione ad uso pubblico di strada vicinale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 411 12. Commercio Commento: 1. La riforma del commercio nel D.L.vo 31 marzo 1998, n. 114. Lautorizzazione commerciale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 419 2. Strumenti urbanistici e piani commerciali . . . . . . . . . . . . . . . . . 420 Formule: 86. Ricorso al T.A.R. per lannullamento di sospensione di autorizzazione al commercio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 423 13. Edilizia residenziale pubblica Commento: 1. La tutela giurisdizionale avverso il provvedimento di assegnazione . . . . . . 429 1.1. Il riparto della giurisdizione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 429 1.2. La teoria che afferma la giurisdizione del giudice ordinario . . . . . . . . . 430 1.3. Adesione alla teoria che afferma la giurisdizione del giudice amministrativo . 431 1.4. La tutela nelloccupazione senza titolo . . . . . . . . . . . . . . . . . . 432 2. La tutela giurisdizionale avverso lattivit di diritto privato. Gli obblighi del locatore e del conduttore . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 433 2.1. Il procedimento speciale per il recupero della morosit . . . . . . . . . . . 434 2.2. Verifica dei limiti della giurisdizione del giudice ordinario . . . . . . . . . . 435 3. La tutela del diritto alla cessione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 437 Formule: 87. Ricorso al T.A.R. avverso graduatoria definitiva per lassegnazione alloggi . 441 88. Ricorso al T.A.R. avverso delibera di decadenza . . . . . . . . . . . . . 444 89. Citazione al tribunale contro la delibera di decadenza . . . . . . . . . . . 447 90. Appello alla Corte dAppello contro la delibera di decadenza . . . . . . . . 449 91. Ricorso al Tribunale per provvedimenti durgenza . . . . . . . . . . . . . 452 22 INDICE SOMMARIO 14. Elezioni Commento: 1. Il riparto della giurisdizione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 459 2. Le controversie in tema di eleggibilit. La giurisdizione del giudice ordinario . 459 2.1. Lazione popolare. Le parti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 460 2.2. Il ricorso . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 461 2.3. La sentenza del giudice ordinario . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 462 2.4. Lappello . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 462 2.5. Il ricorso in cassazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 462 3. Le controversie sulle operazioni elettorali. La giurisdizione del giudice amministrativo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 463 3.1. Il procedimento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 463 3.2. La sentenza . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 463 3.3. Lappello al Consiglio di Stato . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 463 Formule: 92. Ricorso al T.A.R. contro il deposito di simbolo elettorale . . . . . . . . . 467 93. Citazione al giudice ordinario per incompatibilit delleletto . . . . . . . . 469

  • 94. Ricorso al T.A.R. per lannullamento delle elezioni comunali . . . . . . . . 471 15. Enti locali Commento: 1. Il decentramento di funzioni e compiti dallo Stato alle regioni e agli enti locali 479 1.1. Le funzioni statali . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 479 1.2. Le funzioni regionali e degli enti locali . . . . . . . . . . . . . . . . . . 480 1.3. Gli atti di indirizzo e coordinamento delle funzioni amministrative regionali . 481 2. Lordinamento regionale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 481 2.1. Il controllo sugli atti della regione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 482 2.2. Il controllo sugli organi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 483 3. Ordinamento degli enti locali . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 483 3.1. Funzioni ed organi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 484 3.2. Le aree metropolitane . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 487 3.3. Il controllo sugli atti del comune e della provincia . . . . . . . . . . . . . 488 3.4. Il controllo sugli organi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 490 Formule: 95. Ricorso al T.A.R. per lannullamento del provvedimento negativo di controllo da parte del comitato regionale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 495 96. Ricorso al T.A.R. per lannullamento del provvedimento di affidamento di servizio ad azienda speciale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 498 INDICE SOMMARIO 23 16. Espropriazione per pubblica utilit Commento: 1. La giurisdizione nei procedimenti ablatori . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 505 2. Gli obiettivi e la natura innovativa del T.U. . . . . . . . . . . . . . . . . 507 3. Il principio di legalit nella procedura di esproprio . . . . . . . . . . . . . 508 4. La competenza allemanazione degli atti di esproprio . . . . . . . . . . . . 509 5. Lufficio per le espropriazioni: il dirigente ed il responsabile del procedimento loro competenze . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 512 6. La responsabilit contabile di amministratori e funzionari . . . . . . . . . 514 7. La partecipazione degli interessati al procedimento . . . . . . . . . . . . . 515 8. Applicabilit della L. n. 241/1990 al procedimento di espropriazione . . . . . 516 9. Le novit del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327 . . . . . . . . . . . . . . . . 518 10. La pianificazione urbanistica. La progettazione delle opere pubbliche ed il loro rilievo ai fini della procedura di esproprio . . . . . . . . . . . . . . . . . 518 11. Il silenzio assenso regionale nellapprovazione di variante di piano . . . . . 520 12. I vincoli preordinati allesproprio. Lindennizzo per i vincoli scaduti . . . . . 520 13. La dichiarazione di pubblica utilit . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 523 14. Termini. Proroga . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 524 15. Impugnazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 525 16. Determinazione dellindennit provvisoria di esproprio . . . . . . . . . . 526 17. La cessione bonaria . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 527 18. Determinazione urgente dellindennit provvisoria . . . . . . . . . . . . . 527 19. Il pagamento o deposito dellindennit . . . . . . . . . . . . . . . . . . 527 20. Determinazione dellindennit definitiva . . . . . . . . . . . . . . . . . 527 21. Il calcolo dellindennit per area edificabile . . . . . . . . . . . . . . . . 528 21.1. Le possibilit legali ed effettive di edificazione. Requisiti . . . . . . . . . . 528 21.2. Le aree del piano per ledilizia economica e popolare . . . . . . . . . . . . 530 22. Il calcolo dellindennit per area non edificabile . . . . . . . . . . . . . . 531 22.1. Il calcolo dellindennit per area edificata . . . . . . . . . . . . . . . . . 532 23. I presupposti per lemanazione del decreto di esproprio . . . . . . . . . . 532 24. Le procedure di verifica e di controllo . . . . . . . . . . . . . . . . . . 534 25. Loccupazione preliminare . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 535 26. Loccupazione strumentale. Caratteri . . . . . . . . . . . . . . . . . . 535 27. Lorganizzazione del cantiere . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 535 28. La forza maggiore . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 536 29. Lindennit di occupazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 537 30. La retrocessione dei beni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 537 31. La retrocessione parziale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 538 Formule: 97. Ricorso al T.A.R. per lannullamento del provvedimento di dichiarazione di pubblica utilit . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 543 98. Ricorso al T.A.R. per lannullamento del decreto di esproprio . . . . . . . 546

  • 99. Citazione alla Corte di appello in opposizione alla stima . . . . . . . . . . 549 24 INDICE SOMMARIO 100. Citazione al tribunale per risarcimento del danno per illegittimit della procedura espropriativa . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 553 101. Citazione al giudice ordinario per retrocessione totale del bene per mancata esecuzione dellopera pubblica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 556 17. Espulsione Commento: 1. Cittadinanza . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 563 1.1. Diniego. La giurisdizione amministrativa . . . . . . . . . . . . . . . . . 563 2. Permesso di soggiorno . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 564 2.1. La disciplina dellimmigrazione nella L. 6 marzo 1998, n. 40. La giurisdizione ordinaria . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 564 Formule: 102. Opposizione al decreto di espulsione e richiesta di regolarizzazione . . . . . 567 103. Citazione al giudice ordinario avverso il provvedimento di espulsione . . . . 568 18. Pubblico impiego Commento: 1. La giurisdizione nel pubblico impiego . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 575 1.1. La giurisdizione amministrativa. Limiti . . . . . . . . . . . . . . . . . . 576 2. I termini processuali nel D.L.vo n. 165/2001 . . . . . . . . . . . . . . . . 577 3. La giurisdizione del giudice ordinario dopo la privatizzazione del pubblico impiego . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 578 4. La disciplina delle mansioni superiori . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 579 5. Il procedimento disciplinare . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 580 6. Il tentativo obbligatorio di conciliazione . . . . . . . . . . . . . . . . . 580 7. Il ricorso al Tribunale del lavoro . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 581 8. Linterpretazione dei contratti collettivi . . . . . . . . . . . . . . . . . . 582 Formule: 104. Istanza per tentativo obbligatorio di conciliazione per laccertamento costitutivo del diritto allinquadramento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 585 105. Ricorso al Tribunale per laccertamento costitutivo del diritto allinquadramento 586 106. Ricorso al T.A.R. avverso il provvedimento che dispone la mobilit per riduzione pianta organica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 589 107. Ricorso straordinario al Presidente della Repubblica avverso graduatoria di pubblico concorso . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 592 108. Ricorso straordinario al Presidente della Repubblica per assoggettamento a contributi previdenziali . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 594 109. Atto di citazione al tribunale contro la revoca della qualifica dirigenziale . . 597 INDICE SOMMARIO 25 19. Sanit Commento: 1. Il riparto di giurisdizione nella tutela del diritto alla salute . . . . . . . . . pag. 605 2. Il servizio sanitario nazionale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 606 3. Il rapporto tra pubblico e privato nella sanit nel D.L.vo n. 502/1992 . . . . 606 4. La scelta delle prestazioni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 607 Formule: 110. Ricorso al T.A.R. per lannullamento del provvedimento di diniego e revoca di autorizzazione per convenzione per prestazioni sanitarie . . . . . . . . . . 611 111. Ricorso al T.A.R. per lannullamento del provvedimento revoca di incarico a direttore amministrativo di unazienda sanitaria locale . . . . . . . . . . . 614 20. Sanzioni amministrative Commento: 1. Il potere sanzionatorio delle amministrazioni . . . . . . . . . . . . . . . 621 2. Il procedimento sanzionatorio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 621 2.1. La fase preparatoria . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 621 2.2. La fase costitutiva. La tutela . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 623 Formule: 112. Opposizione ad ordinanza ingiunzione . . . . . . . . . . . . . . . . . . 627 21. Urbanistica Commento: 1. La giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo . . . . . . . . . . . . 633 1.1. Il risarcimento del danno . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 634

  • 2. Le osservazioni e le opposizioni al Piano Regolatore Generale . . . . . . . . 636 2.1. Le impugnazioni agli strumenti urbanistici . . . . . . . . . . . . . . . . 638 2.2. Vincoli di piano . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 639 3. Il permesso di costruire. La riforma del T.U. n. 380/2001 . . . . . . . . . . 642 3.1. Il procedimento di rilascio. Lo sportello unico . . . . . . . . . . . . . . . 643 4. La denuncia di inizio di attivit. Il procedimento di rilascio . . . . . . . . . 645 5. Il potere di autotutela del responsabile del procedimento . . . . . . . . . . 646 6. La tutela giurisdizionale sul procedimento e sul permesso di costruire . . . . 647 7. Il silenzio assenso . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 648 7.1. Il diniego . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 649 7.2. Effetti dellannullamento giurisdizionale del diniego e del silenzio . . . . . . 649 8. Le sanzioni urbanistiche . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 650 8.1. Sospensione dei lavori. Demolizione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 650 8.2. Acquisizione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 651 26 INDICE SOMMARIO 8.3. Sanzione pecuniaria . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 653 8.4. Omesso versamento dei contributi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 653 9. La violazione delle norme sulle distanze. Lazione di riduzione in pristino . . 653 9.1. Lazione risarcitoria . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 654 9.2. La tutela dinanzi alla giustizia amministrativa . . . . . . . . . . . . . . . 654 9.3. I rapporti tra lazione civile e il giudizio amministrativo . . . . . . . . . . 655 Formule: 113. Ricorsi amministrativi nel procedimento di rilascio del permesso di costruire, ai sensi dellart. 20, D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380. Richiesta di accesso al procedimento di rilascio del permesso di costruire ai sensi dellart. 20, comma 7, del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 659 114. Ricorsi amministrativi nel procedimento di rilascio del permesso di costruire, ai sensi dellart. 20, D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380. Diffida ad adempiere nel procedimento di rilascio del permesso di costruire, ai sensi dellart. 21, comma 1, D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 661 115. Ricorsi amministrativi nel procedimento di rilascio del permesso di costruire, ai sensi dellart. 20, D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380. Richiesta di intervento regionale sostitutivo per rilascio del permesso di costruire, ai sensi dellart. 21, comma 2, D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 663 116. Ricorso al T.A.R. per dichiarazione di illegittimit del silenzio rifiuto su domanda di permesso di costruire . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 665 117. Ricorso al T.A.R. Lannullamento del silenzio rifiuto del Presidente della giunta regionale sulla nomina del Commissario ad acta . . . . . . . . . . . . . . 668 118. Ricorso al T.A.R. per lannullamento di diniego di concessione edilizia . . . 671 119. Ricorso al T.A.R. per lannullamento del provvedimento di annullamento di concessione e risarcimento del danno . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 674 120. Ricorso al T.A.R. per rimborso di oneri di urbanizzazione non dovuti . . . . 676 121. Ricorso al T.A.R. per rimborso di oneri di urbanizzazione pagati in pi . . . 678 122. Ricorso al T.A.R. per lannullamento di ordine di demolizione e risarcimento del danno . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 681 123. Opposizioni al piano regolatore generale . . . . . . . . . . . . . . . . . 684 124. Ricorso al T.A.R. per lannullamento del piano pluriennale di attuazione . . 686 125. Ricorso al T.A.R. per lannullamento dei vincoli di piano regolatore generale per scadenza del quinquennio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 688 126. Atto di citazione alla Corte dappello per la determinazione dellindennizzo per reiterazione del vincolo di piano regolatore . . . . . . . . . . . . . . . . 691 127. Ricorso al T.A.R. per lannullamento della delibera di adozione di variante al piano regolatore . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 694 128. Ricorso al T.A.R. per lannullamento della delibera di approvazione del piano regolatore limitatamente allobbligo di piano di recupero e per dichiarazione di illegittimit del silenzio sulla richiesta della concessione edilizia . . . . . . . 697 129. Citazione al Tribunale per violazione della disciplina delle distanze . . . . . 701 Indice delle principali disposizioni di legge . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 703 Indice analitico-alfabetico . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 709 Indice analitico-alfabetico delle formule . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 715 INDICE SOMMARIO 27

  • PARTE PRIMA IL SISTEMA DELLA GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA 1. ACCESSO AL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO IL COMMENTO 2 1. ACCESSO AL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO SOMMARIO: 1. Atto, provvedimento e procedimento amministrativo. 2. Le fasi del procedimento. La fase preparatoria. 2.1. Laccesso al procedimento amministrativo. Il responsabile del procedimento. 2.2. La partecipazione al procedimento amministrativo. 2.3. Lacquisizione di pareri. 2.4. La denuncia di inizio di attivit. 2.5. La tutela dellaccesso da parte del giudice amministrativo. 3. Laccordo di programma. 4. La conferenza di servizi. 5. La fase costitutiva. 6. La fase integrativa dellefficacia. 7. La classificazione dei procedimenti. 7.1. La funzione autorizzatoria. 7.2. La funzione concessoria. 7.3. La funzione ablatoria. 7.4. La funzione certativa. 7.5. La funzione esecutiva. 7.6. La funzione sanzionatoria. 7.7. La funzione di autotutela. 7.7.1. Lannullamento dufficio. Revoca e decadenza. 7.7.2. Lapprovazione e il controllo. 7.8. La funzione programmatoria. 8. Il difensore civico. 9. La tutela penale. 10. La semplificazione amministrativa nella L. n. 59/1997. 1. Atto, provvedimento e procedimento amministrativo. Latto amministrativo qualunque atto imputabile allamministrazione. Latto pu non comportare una incisione diretta su posizioni giuridiche di altri soggetti pubblici o privati, in tal caso si definisce mero atto; come, ad esempio, un rapporto interno con il quale lamministrazione prende conoscenza di un determinato fatto. P. VIRGA, Diritto amministrativo, 1987, 4. Si definisce, invece, provvedimento latto col quale la pubblica amministrazione esprime la sua volont di incidere su posizioni giuridiche di un soggetto che pu essere pubblico o privato. M.S. GIANNINI, Diritto amministrativo, 1988, 672. Questa distinzione chiarisce anche gli aspetti della eventuale tutela; essa ammessa solo per i provvedimenti che esauriscono, sotto il profilo procedurale, la fase preparatoria. Questa, infatti, non soggetta ad impugnazione, che possibile solo quando il provvedimento diventa definitivo. Lazione amministrativa si sviluppa attraverso una serie di atti e/o provvedimenti logicamente coordinati, al fine delladozione di un provvedimento finale, avente effetti esecutivi, che espressione della volont della pubblica amministrazione. La serie di atti che convergono nel provvedimento amministrativo, nella loro fase dinamica, costituiscono il procedimento amministrativo. I principi cui deve necessariamente ispirarsi il procedimento sono stati via via definiti dalla giurisprudenza e dalla dottrina. mancata, infatti, in Italia fino alla L. 241/1990 una legge generale sul procedimento amministrativo. V. CERULLI IRELLI, Corso di diritto amministrativo, 1997, 423. 2. Le fasi del procedimento. La fase preparatoria. La fase preparatoria, che in precedenza stata riservata esclusivamente alla amministrazione, viene codificata dalla L. 241/1990. La legge disciplina alcuni principi generali, gi introdotti dalla giurisprudenza amministrativa. Il cosiddetto accesso al procedimento amministrativo, che consente al destinatario dellatto di inserirsi nella fase preparatoria prima esclusivamente riservata allamministrazione si articola nei seguenti punti: lobbligo di comunicare la data dellavvio del procedimento, la motivazione, la fissazione di un termine per provvedere e, infine, lobbligo di nominare il responsabile del procedimento. S. CASSESE (a cura di), Diritto amministrativo generale, 2000, II, 988. 2.1. Laccesso al procedimento amministrativo. Il responsabile del procedimento. La L. 7 agosto 1990, n. 241 rivoluziona il procedimento amministrativo istituendo la possibilit di accedere al procedimento stesso fin dalla fase preparatoria, che in precedenza stata riservata esclusivamente alla amministrazione. La comunicazione dellavvio del procedimento. Lamministrazione tenuta, ai sensi dellart. 7 della L. 241, in presenza di una richiesta di accesso ai documenti amministrativi, ai sensi dellart. 22 della L. 7 agosto 1990, n. 241, a dare notizia dellavvio del procedimento al

  • soggetto che, dalla autorizzazione alla visione dei documenti, potrebbe ricevere un pregiudizio. Conseguenza sostanziale la possibilit di fare dichiarare illegittimo lintero procedimento con ricorso alla giustizia amministrativa. La motivazione del provvedimento. Lart. 3, c. 3, della L. 7 agosto 1990, n. 241 non impone alla amministrazione di notificare o comunicare, unitamente al provvedimento, gli atti da cui risultino le ragioni della decisione, ma solo che detto atto sia indicato o reso disponibile. Perch la motivazione ob relationem soddisfi il generale obbligo di motivazione dei provvedimenti amministrativi lorgano emanante, oltre ad indicare in modo puntuale latto richiamato, deve renderlo contestualmente disponibile o allegandolo al provvedimento od indicando lufficio dove latto predetto reperibile. Il termine a provvedere. Lart. 2 della L. 241/1990 sul procedimento amministrativo ribadisce lobbligo dellamministrazione a concludere i procedimenti entro termini tassativi. In carenza di termini gi previsti per legge o fissati da regolamenti adottati dallamministrazione, vige la scadenza dei 30 giorni. Il responsabile del procedimento. Viene fatto obbligo alle amministrazioni di indicare un responsabile del procedimento, che il dirigente di ogni unit organizzativa, il quale pu provvedere ad assegnare ad altro dipendente la responsabilit dellistruttoria o di unaltra fase, ad esempio quella costitutiva o esecutoria, del provvedimento. S. CASSESE (a cura di), Diritto amministrativo generale, 2000, II, 997. Certamente, da un punto di vista organizzativo, appare una maggiore razionalizzazione della struttura sia nellindividuare i responsabili sia nello stabilire il passaggio necessariamente formale fra i soggetti che si occupano delle varie fasi. Si deve attuare una opportuna opera di organizzazione interna assegnando ai responsabili procedimenti tipici o segmenti di procedimento. 36 ACCESSO AL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO Lesigenza di partecipazione dei soggetti destinatari del procedimento implica, inoltre, che lavvio dellatto, oltre alla notifica individuale, debba di norma essere comunicato anche attraverso forme diverse di pubblicit, ad esempio a mezzo stampa, ai sensi dellart. 7. 2.2. La partecipazione al procedimento amministrativo. La L. 7 agosto 1990, n. 241 sul procedimento amministrativo introduce lobbligo per la pubblica amministrazione della conclusione dellatto mediante ladozione di un procedimento espresso, come sancisce lart. 2, e lobbligo della motivazione espressa. Le pubbliche amministrazioni devono precisare il termine entro cui i singoli procedimenti devono concludersi, fissando nel caso di carenza di dizione espressa il termine massimo di 30 giorni. Nellambito di tali termini si colloca lattivit del privato che pu accedere alla fase preparatoria del procedimento prendendo visione degli atti e presentando memorie e documenti. Listruttoria. La tipicit dellazione amministrativa consente di ravvisare la presenza di una serie di operazioni e di atti nella procedura richiesta per lemanazione dellatto, che costituisce lo schema base del cosiddetto procedimento amministrativo. Questo si articola in varie fasi che hanno rilevanza o compressione in relazione alla specifica disciplina legislativa. La fase preparatoria, parimenti alla fase istruttoria nel processo, serve a raccogliere tutta la documentazione necessaria per fornire alla amministrazione gli elementi indispensabili alla redazione dellatto. Gli atti di norma possono provenire direttamente dalla amministrazione ed in questo caso essa si attiver prendendo liniziativa: si pensi ad esempio ad un piano urbanistico ove il procedimento inizi con lincarico dellamministrazione ai progettisti abilitati a redigerlo. Se latto rilasciato su richiesta degli interessati, si pensi alla concessione edilizia, sar il privato a fornire la documentazione necessaria per consentire lemanazione dellatto e la pubblica amministrazione si limiter a verificare la rispondenza di quanto richiesto alle norme vigenti. Talora nel procedimento si innestano vari subprocedimenti che danno vita ad atti amministrativi autonomi, e come tali impugnabili direttamente, che costituiscono presupposti necessari al procedimento principale. Ad esempio il verbale di consistenza nellespropriazione. In altri casi il subprocedimento produce atti che hanno una rilevanza interna per cui si

  • esclude la loro autonoma impugnazione. Essi acquistano rilevanza giuridica nellatto amministrativo di cui costituiscono il supporto. Ad esempio il parere della sovrintendenza nelle concessioni edilizie. In questa fase si pu inserire la presenza dei destinatari dellatto che partecipano a vario titolo. Possono verificarsi ipotesi in cui il contraddittorio requisito sostanziale: quando la sua mancanza comporta un vizio dellintero procedimento, ad esempio nel verbale di consistenza, oppure quando il privato invitato a presentare semplici apporti di mera collaborazione, ad esempio nella relazione di piani urbanistici, ovvero quando la partecipazione dei destinatari requisito stesso dellatto amministrativo, come nei concorsi pubblici. COMMENTO 37 Il legittimato allaccesso al procedimento. Le norme della L. 7 agosto 1990, n. 241 disciplinano lesercizio del diritto daccesso subordinandolo a precisi requisiti. Sul piano soggettivo deve sussistere, in capo al richiedente, un interesse per la tutela di situazioni giuridicamente rilevanti, come precisa lart. 22, c. 1, della L. 241/1990; sul piano oggettivo i documenti non devono rientrare tra quelli esclusi con apposito regolamento governativo, come indicato dallart. 24; sul piano procedurale il diritto si configura solo dopo la presentazione di una richiesta motivata, ai sensi dellart. 25, c. 2. Le limitazioni oggettive allaccesso. Lesclusione del diritto allaccesso pu avvenire nei casi stabiliti con regolamento approvato dal D.P.R. 352/1992. Nellambito delle categorie generali fissate dal regolamento le amministrazioni possono, entro termini perentori, determinare i documenti da esse formati, o comunque rientranti nelle loro disponibilit, sottratti allaccesso. Le osservazioni nel corso del procedimento. Le osservazioni presentate nel corso del procedimento hanno acquistato ai sensi della L. 241/90 effetti particolari con obbligo per lamministrazione di comunicare il responsabile del procedimento e di rispondere alle richieste del soggetto interessato al procedimento medesimo. Nella fase preparatoria il privato ha il cosiddetto diritto allaccesso al procedimento e pu partecipare alla fase formativa del provvedimento in modo da eliminare, notiziando tempestivamente lamministrazione, quegli elementi di vizio di legittimit ovvero di merito che si dovevano riscontrare, sempre che lamministrazione lo ritenga opportuno. Evitando e correggendo eventuali errori nella fase preparatoria, si dovrebbe ridurre la successiva fase contenziosa nel provvedimento definitivo. Questa nuova impostazione legislativa innova quindi radicalmente quei procedimenti che attribuivano al privato un diritto allaccesso senza per sancire alcun obbligo allamministrazione di rispondere, vedi ad esempio la procedura di formazione dei piani regolatori generali. In tali ipotesi vi quindi lobbligo per lamministrazione di rispondere alle osservazioni motivando leventuale non recepimento, pena lillegittimit della procedura. La fase partecipativa consente inoltre allinteressato di presentare memorie scritte e documenti. In accoglimento di tali osservazioni lamministrazione pu concludere, senza pregiudizio dei diritti dei terzi, accordi con gli interessati al fine di determinare il provvedimento finale ovvero in sostituzione di questo, ai sensi dellart. 11 della L. 241/1990. Si formalizza cos laccordo sostitutivo di provvedimenti che diventa strumento possibile di intervento anche al di fuori delle ipotesi ora tassativamente previste, ad esempio nella cessione bonaria degli immobili oggetto di procedimento espropriativo. Gli spazi di tale istituto sembrano piuttosto angusti vista la tipicit procedimentale ed il contenuto obbligatorio dellattivit amministrativa, che sembrano lasciare una scarsa discrezionalit. 2.3. Lacquisizione di pareri. La fase preparatoria, che necessita di subprocedimenti tesi allacquisizione di pareri, regolamentata dallart. 16 della L. 241/1990 che impone un termine tassativo di 90 giorni dal ricevimento della richiesta per esprimere il parere. 38 ACCESSO AL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO La mancata comunicazione, non dovuta ad esigenze istruttorie, esime il richiedente dallacquisizione del parere. Tale ipotesi non si applica a pareri rilasciati da amministrazioni preposte alla tutela ambientale, paesaggistico-territoriale e alla salute. Lart. 16, c. 3, e lart. 17, c. 2, della L. 7 agosto 1990, n. 241 stabiliscono che le norme sulla

  • semplificazione dellazione amministrativa, contenute nei c. 1 e 2 dellart. 16 e nel c. 1 dellart. 17 stessa legge, non si applicano allorch pareri e valutazioni tecniche debbano essere rilasciati da organi o amministrazioni preposti alla tutela ambientale, paesaggistico-territoriale e della salute dei cittadini. S. CASSESE (a cura di), Diritto amministrativo generale, 2000, II, 1018. Il procedimento di acquisizione dei pareri stato modificato dallart. 17, c. 24, della L. 127/1997, che riduce i termini per esprimere il parere a 45 giorni per tutte le amministrazioni pubbliche statali e per gli enti pubblici anche non economici, come precisati dallart. 2 della L. 29/1993. Viene ribadito il principio che, in carenza di comunicazioni anche istruttorie, lamministrazione pu procedere indipendentemente dal parere, salvo che si tratti di pareri rilasciati da amministrazioni preposte alla tutela ambientale, paesaggistica, territoriale e della salute dei cittadini. La dizione sembra pi estensiva della precedente: si pensi ad esempio al parere del CONI, che, stante la nuova norma, appare obbligatorio. 2.4. La denuncia di inizio di attivit. Le previsioni dellart. 19 della L. 7 agosto 1990, n. 241, come sostituito dallart. 2, c. 10, della L. 24 dicembre 1993, n. 537, introducono la denuncia di inizio di attivit. In tutti i casi in cui lesercizio di una attivit privata sia subordinato ad autorizzazione, licenza, abilitazione, nulla osta, permesso, od altro atto di consenso comunque denominato, ad esclusione delle concessioni edilizie e delle autorizzazioni, il cui rilascio dipenda esclusivamente dallaccertamento dei presupposti e dei requisiti di legge senza lesperimento di prove a ci destinate che comportino valutazioni tecniche discrezionali e senza che sia previsto alcun limite o contingente complessivo per il rilascio degli atti stessi, latto di consenso si intende sostituito da una denuncia di inizio di attivit. La denuncia presentata da parte dellinteressato alla pubblica amministrazione competente ed attesta lesistenza dei presupposti e dei requisisti di legge. La denuncia eventualmente accompagnata dallautocertificazione dellesperimento di prove a ci destinate ove previste. La formale denuncia di inizio di attivit assume il valore dellesplicita autorizzazione amministrativa in tutti i casi in cui il formale rilascio di questultima non subordinato a positive valutazioni discrezionali della pubblica amministrazione e dipende esclusivamente dallaccertamento dei presupposti e dei requisiti di legge. S. CASSESE (a cura di), Diritto amministrativo generale, 2000, II, 1156. In tali casi spetta allamministrazione competente entro e non oltre sessanta giorni dalla denuncia, verificare dufficio la sussistenza dei presupposti e dei requisisti di legge richiesti e disporre, se del caso, con provvedimento motivato da notificare allinteressato entro il me- COMMENTO 39 desimo termine, il divieto di prosecuzione dellattivit e la rimozione dei suoi effetti, salvo che, ove ci sia possibile, linteressato provveda a conformare alla normativa vigente detta attivit ed i suoi effetti entro il termine prefissatogli dallamministrazione stessa. 2.5. La tutela dellaccesso da parte del giudice amministrativo. Il diniego espresso o il rifiuto alla richiesta di esame o copia di documenti, che diventa impugnabile trascorsi trenta giorni dalla richiesta, trovano tutela nel particolare ricorso previsto dallart. 25 della L. n. 241/1990. Il termine per ricorrere di trenta giorni; il T.A.R. decide entro trenta giorni dalla scadenza del termine per il deposito, in camera di consiglio, sentiti i difensori che ne abbiano fatto richiesta. La decisione appellabile entro trenta giorni dalla notifica al Consiglio di Stato, che decide con la medesima modalit e gli stessi termini. Loggetto del ricorso lesibizione dei documenti richiesti, che disposta dal giudice amministrativo, qualora accolga totalmente o parzialmente il ricorso. Se gi stato presentato un ricorso avverso ad un procedimento leventuale azione di accesso pu essere proposta con istanza rivolta al Presidente del T.A.R. e depositata presso la segreteria cui stato assegnato il ricorso previa notifica allamministrazione ed ai controinteressati, ex art. 21, L. n. 1034/1971, mod. art. 1, L. n. 205/2000. Il ricorrente pu stare in giudizio personalmente senza lassistenza del difensore.

  • Lamministrazione pu essere rappresentata e difesa da un proprio dipendente, debitamente autorizzato, ex art. 4, L. n. 205/2000. 3. Laccordo di programma. Una forma di intervento nel procedimento amministrativo, che richiede lazione coordinata di uno o pi soggetti pubblici, quali comuni, province, regioni, amministrazioni statali e soggetti pubblici, laccordo di programma dapprima previsto dallart. 27 della L. n. 142/1990 ed ora dallart. 34 del D.L.vo 18 agosto 2000, n. 267. Il procedimento previsto per la definizione e per lattuazione di opere o di interventi che richiedano, per la loro completa realizzazione, lazione integrata delle amministrazioni sopra menzionate. Qualora il procedimento amministrativo coinvolga in ulteriori sub-procedimenti autonomi lattivit di altre amministrazioni, i tempi dellazione amministrativa possono allungarsi oltre misura in attesa che ogni amministrazione adotti gli atti necessari. A tal punto il presidente della regione, il presidente della provincia ed il sindaco, in relazione alla competenza prevalente sullopera, di propria iniziativa, anche su richiesta di soggetti interessati allintervento, promuove la conclusione di un accordo di programma. Si pensi ad esempio ad una cooperativa che abbia fruito di un contributo pubblico e che non possa iniziare i lavori in attesa di concessione edilizia. Il presidente della regione, e gli altri soggetti interessati, convocano una conferenza fra tutti i rappresentanti delle amministrazioni intervenute per cui i vari subprocedimenti sono 40 ACCESSO AL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO ricondotti ad uno solo, poich il concorso delle varie amministrazioni viene approvato con un unico atto formale. Se lintervento comporta variante agli strumenti urbanistici il consiglio comunale deve ratificare la adesione del sindaco entro trenta giorni, pena la decadenza dellaccordo medesimo, ex art. 34, comma 5, del D.L.vo 18 agosto 2000, n. 267. La modifica, introdotta dallart. 17 comma 8, della L. n. 127/1997 attribuisce il potere decisorio ai massimi rappresentanti delle amministrazioni interessate. Siamo di fronte ad una svolta nel nostro sistema degli enti locali poich agli organi collegiali si sostituisce il rappresentante dellamministrazione eletto direttamente dai cittadini. La norma suscita perplessit di ordine costituzionale sia, in generale, per lespropriazione di competenze proprie degli organi rappresentativi sia per linvasione nellambito delle funzioni trasferite alle regioni, in materia di lavori pubblici di interesse regionale. Importanti effetti vengono attribuiti allapprovazione dellaccordo che comporta la dichiarazione di pubblica utilit, indifferibilit ed urgenza delle medesime opere; tale dichiarazione cessa di avere efficacia se le opere non hanno avuto inizio entro tre anni. 4. La conferenza di servizi. La conferenza ha lo scopo di effettuare un esame contestuale dei vari interessi pubblici per acquisire intese, concerti, nulla osta o assensi di altre pubbliche amministrazioni al fine di consentire la pi celere esecuzione delle opere pubbliche, ex art. 14 della L. n. 241/1990 cos come modificato dallart. 9 della L. 24 novembre 2000, n. 340. In tal modo si impedisce che il ricorso ad una serie di autorizzazioni presso enti diversi allunghi senza termini certi la durata dei procedimenti amministrativi di approvazione. La giurisprudenza ha precisato che lapplicabilit della nuova normativa alle altre conferenze di servizi previste dalle leggi vigenti , pertanto, limitata alle leggi che configurano la conferenza dei servizi come strumento di composizione delle diverse volont e non come strumento di deroga alla normativa o alla pianificazione vigenti. In tal modo sono state recepite le critiche di coloro che hanno temuto che tale strumento portasse una deregolamentazione della pianificazione territoriale per favorire lesecuzione delle opere pubbliche. Le norme sulla conferenza dei servizi non possono essere applicate al procedimento di localizzazione delle opere pubbliche statali in deroga agli strumenti urbanistici di cui allart. 81, D.P.R. n. 616 del 1977 ed al D.P.R. n. 383 del 1994. La conferenza deve sempre muoversi nel rispetto della normativa vigente non essendo ad essa conferito alcun potere di deroga rispetto ad atti amministrativi generali efficaci. Lo spazio allinterno del quale si muove la conferenza non quello della deroga, ma quello della composizione delle discrezionalit amministrative e dei poteri spettanti alle amministrazioni

  • partecipanti, ponendosi come momento di confluenza delle volont delle singole amministrazioni, nel rispetto dellordinamento normativo e amministrativo vigente. Cons. Stato, sez. I, 5 novembre 1997, n. 1622, in Riv. giur. edil. 1998, I, 435. Linnovazione contenuta dallart. 10, L. n. 340/2000 raccorda lattivit dellorganismo con la figura del promotore di lavori pubblici o di opere di pubblica utilit, ex art. 37 bis, L. n. 109/1994. COMMENTO 41 Linteressato allesecuzione dei lavori pu, infatti, richiedere la convocazione della conferenza prima della presentazione del progetto definitivo al fine di verificare le condizioni per ottenere il consenso alla realizzazione dellopera. I tempi ed i costi relativi allesame di un progetto si riducono drasticamente se lautorit che deve approvarlo indica le direttrici nelle quali loperatore deve muoversi. Analogamente, sulla scorta della presentazione del progetto preliminare, le amministrazioni preposte alla tutela ambientale devono indicare le eventuali condizioni per ottenere il consenso entro il termine di quarantacinque giorni dalla domanda. Il comma 3 dellart. 10, L. n. 340/2000, cerca di dipanare i rapporti tra conferenza e autorit preposta alla approvazione della valutazione di impatto ambientale, imponendo alla conferenza di esprimersi entro trenta giorni dalla conclusione della fase preliminare di definizione dello studio di impatto ambientale. Il problema che si pone , comunque, quello del valore giuridico da attribuire a tali pareri preliminari. La dottrina si chiesta se la conferenza, cambiando componenti, possa cambiare i precedenti orientamenti. In tal caso il legislatore prevede tassativamente che le indicazioni fornite dalla conferenza possono essere motivatamente modificate o integrate solo in presenza di significativi elementi emersi nelle fasi successive del procedimento, ex art. 10, comma 4, L. n. 340/2000. La disciplina generale della conferenza di servizi, nella formulazione dellart. 11, comma 2 della L. n. 340/2000, che modifica lart. 14 ter della L. n. 241/1990, risponde alle finalit di raggiungere la massima celerit nellesecuzione delle opere pubbliche. Il legislatore ha disciplinato, infatti, un percorso obbligatorio, che prescinde da soluzioni discrezionali, e che predeterminato dalle amministrazioni partecipanti. Queste norme, avendo natura di norme quadro generali, si applicano alle altre conferenze di servizi disciplinate dalla legislazione speciale. Il procedimento acquista una scansione particolarmente celere. Viene regolamentata la modalit di convocazione, riducendo la possibilit di assenze attraverso un meccanismo in contraddittorio con le amministrazioni interessate, che devono concordare la data di convocazione in caso di impedimento. Le stesse tappe procedimentali sono scandite con rigidit temporale imponendo alla conferenza di definire nella seconda riunione i tempi per ladozione della decisione conclusiva. Al fine di rendere pi spedita la procedura che pu proseguire anche con approvazione a maggioranza si richiede che i pareri contrari siano motivati. Il dissenso, per essere legittimo, deve essere espresso direttamente nellambito delle riunioni della conferenza, deve essere congruamente motivato e deve esprimere le indicazioni richieste perch il progetto sia oggetto di approvazione, ex art. 12, L. n. 340/2000, che modifica lart. 14 ter, L. n. 241/1990. Nel caso in cui una amministrazione abbia dichiarato, anche nel corso della conferenza, il proprio motivato dissenso, lamministrazione procedente pu assumere la determinazione di conclusione positiva del procedimento. Analogamente lamministrazione procedente pu adottare la propria decisione se la conferenza non si espressa nei tempi indicati. La determinazione immediatamente esecutiva. 42 ACCESSO AL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO Nel caso di dissenso motivato da ritenere che il dissenso non motivato equivalga ad assenso di una amministrazione preposta alla tutela ambientale, paesaggistico-territoriale, paesaggistico-ambientale, del patrimonio storico-artistico o della tutela della salute la decisione deve essere rimessa al Presidente del Consiglio dei ministri, ove amministrazione procedente o quella dissenziente sia una amministrazione statale; negli altri casi la decisione

  • presa dal Presidente della regione, dal Presidente della provincia o dal sindaco. Lautorit di controllo deve esercitare il suo potere nel termine tassativo di trenta giorni, salva la possibilit di prorogare listruttoria di sessanta giorni, dopo di che lautorit procedente o il richiedente pu adire la giustizia amministrativa per fare dichiarare la illegittimit del silenzio, ex art. 2, L. n. 205/2000 (vedi voce Giurisdizione amministrativa, par. 6). 5. La fase costitutiva. Nella fase costitutiva il responsabile del procedimento analizza gli elementi raccolti, li valuta ed acclara nel provvedimento la volont dellamministrazione. Vi , praticamente, coincidenza delle due fasi l dove lorgano preposto alla fase preparatoria sia monocratico, ad esempio, il funzionario preposto allatto determina la sua volont contestualmente alla raccolta dei dati istruttori. Qualora si tratti invece di organo collegiale nella fase costitutiva si deve dare atto del modo in cui si determina la volont ed, in particolare, della ritualit della convocazione, della verifica del numero legale, delle maggioranze previste per loggetto in discussione ecc. Lo schema procedimentale tende a complicarsi ulteriormente qualora nel procedimento si inseriscano pi organi; in tale caso vi il problema se latto non ancora perfetto possa esplicare effetti, ovvero se il procedimento debba attendere lespletarsi di ulteriori subprocedimenti che ne condizionano liter, ovvero se pi procedimenti, pur nella loro autonomia, possano esplicare effetti gli uni sugli altri. Nelleventualit che pi organi concorrano nel procedimento amministrativo, il principio generale afferma che latto non perfetto fino a che le loro volont non si sono manifestate; latto , pertanto, impugnabile solo alla fine del procedimento. Esistono casi in cui ladozione dellatto da parte di unautorit ad esempio, ladozione del piano regolatore pur non essendo ancora approvata dallorgano regionale, esplica direttamente effetti sui privati interessati alle sue disposizioni, consentendo, nel caso in esame, lapplicazione delle misure di salvaguardia. Latto considerato perfetto, e come tale impugnabile, pur non essendo concluso il procedimento amministrativo. Se la regione non dovesse approvare il piano quelle norme non avrebbero alcun effetto ex tunc, con conseguente carenza di interesse allimpugnativa del ricorrente. 6. La fase integrativa dellefficacia. Lesperimento della fase costitutiva rende latto valido, ma non sempre efficace. Latto pu essere operante nella sfera interna dellamministrazione, ma non pu conseguire effetti nei confronti dei soggetti passivi dellatto. Alcuni atti, per potere essere efficaci, devono essere comunicati al soggetto passivo, ad esempio, attraverso la notifica del provvedimento. COMMENTO 43 La pubblicit integra lefficacia dellatto: essa pu consistere nella pubblicazione in albi particolari, ad esempio nel Foglio annunzi legali, ovvero nella notifica, che di norma avviene a mezzo ufficiale giudiziario, per gli atti recettizi. Questi atti acquistano efficacia solo ove si dimostri che il soggetto cui latto diretto ne sia venuto a conoscenza. Cos, ad esempio, una diffida non pu sortire effetti se non viene notificata e lo stesso avviene, di norma, per tutti gli atti che comportano effetti ablatori. La notifica integra lefficacia dellatto, gi valido, poich sussistono tutti i suoi elementi costitutivi. Altri atti, per potere essere efficaci, devono ottenere particolari approvazioni ovvero sottostare a particolari controlli. Il visto della Corte dei Conti sui contratti dello Stato che superano un determinato importo integra lefficacia del contratto. Le delibere comunali devono essere inviate al Comitato regionale di controllo che ne certifica la presentazione e, solo dopo che siano trascorsi venti giorni senza che intervenga alcun provvedimento negativo od istruttorio, esse acquistano la loro piena efficacia. 7. La classificazione dei procedimenti. La dottrina classifica i procedimenti amministrativi secondo vari parametri. Ad esempio, con riguardo agli effetti, essi possono produrre esiti favorevoli, in tal caso sono denominati provvedimenti ampliativi, o limitativi, e allora sono denominati provvedimenti restrittivi delle posizioni giuridiche degli assegnatari.

  • I procedimenti di rilascio di concessione o autorizzazione rientrano fra i provvedimenti ampliativi. P. VIRGA, Diritto amministrativo, 1987, II, 14. La ripartizione dei procedimenti amministrativi che seguiremo quella che li classifica in rapporto alle varie funzioni esercitate. R. GALLI, Corso di diritto amministrativo, 1996, 524. Diversamente, altri autori fondano le classificazioni dei procedimenti sulla struttura degli stessi. R. VILLALTA, G. SALA, voce Procedimento amministrativo, in Dig. Disc. Pubbl., 1996, XI, 585. 7.1. La funzione autorizzatoria. I procedimenti autorizzatori hanno per oggetto la rimozione di un ostacolo al fine di consentire al soggetto richiedente di esercitare un potere. Oggetto del procedimento il rilascio di una autorizzazione, che pu essere permissiva o costitutiva, poich essa correlata al potere del soggetto; ad esso si riconosce un interesse legittimo al rilascio, tutelabile presso la giustizia amministrativa. Trattandosi della rimozione di un limite ad un potere che gi esiste nel richiedente, la discrezionalit della pubblica amministrazione nellesame della richiesta appare ridotta al controllo dei requisiti e vincolata alla legittimit del procedimento. Il procedimento si presenta con una struttura ben precisa: richiesta, verifica di legittimit, autorizzazione. Di nor- 44 ACCESSO AL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO ma, tale procedimento non prevede contraddittorio col richiedente poich la richiesta deve essere coincidente con la tipicit delle previsioni normative per potere essere accolta. 7.2. La funzione concessoria. Nel procedimento concessorio la discrezionalit dellamministrazione acquista maggior rilevanza. La richiesta del privato , in questo caso, tesa ad ottenere un provvedimento costitutivo o traslativo di un potere che non appartiene al richiedente, come nel procedimento autorizzatorio, ma che dellamministrazione. Questo comporta non solo un pi compiuto accertamento da parte dellamministrazione nel disporre di un suo potere, ma anche un esame dei vari interessi che si manifestano, qualora vi siano pi soggetti richiedenti. In taluni casi la concessione rilasciata ad un soggetto predeterminato, come la R.A.I. per lesercizio del servizio radiotelevisivo, ma anche in tale eventualit, pur in presenza di un solo richiedente ex lege, il procedimento concessorio non perde la sua tipicit. La peculiarit del potere della pubblica amministrazione, che sta alla base del procedimento concessorio, si manifesta nella relativa possibilit di gestione del medesimo potere con atti di verifica del corretto esercizio della concessione e nella possibilit di intervento, con la revoca della concessione, prima della sua scadenza. Oggetto del procedimento un potere dellamministrazione che pu essere il pi vario, come lesercizio delle facolt relative alluso di un bene demaniale ovvero la concessione di un servizio pubblico di trasporto urbano o di informazione radiotelevisiva. necessario precisare che per i beni demaniali la concessione si pu rilasciare solo nei limiti di espressa riserva di legge poich essi, per esplicita definizione, sono inalienabili e soggetti a pubblica destinazione. I richiedenti sono coloro che aspirano ad essere concessionari del bene e del servizio. Essi hanno un interesse legittimo al procedimento concessorio che deve svolgersi nel rispetto delle norme. La presenza di pi richiedenti comporta una particolare attenzione alla scelta del soggetto che, in ogni caso, deve possedere i requisiti eventualmente richiesti. A tale punto il procedimento amministrativo di concessione deve essere distinto dalla concessione come mezzo per la realizzazione di opere pubbliche, che , ad esempio, disciplinata dalla L. 80/1987 la quale prevede la scelta di concessionari che si assumano il compito di realizzare le opere ed eventualmente la loro gestione. Nel procedimento di concessione la scelta fra i concessionari realizzata, di norma, attraverso un subprocedimento che deve garantire la massima trasparenza ed imparzialit. Si ricorre alla pubblicazione di bandi di concorso che prevedono tempi e modalit di presentazione delle domande; le scelte discrezionali devono essere motivate e sono soggette al sindacato di legittimit del giudice amministrativo. La concessione trova puntuale disciplina nella stipula di una convenzione contratto, come

  • un diritto soggettivo perfetto. La presenza di posizioni di interesse legittimo e di diritto soggettivo ha portato il legislatore ad attribuirne la competenza esclusiva al giudice amministrativo che deve pronunciarsi, COMMENTO 45 quindi, anche su diritti soggettivi; salvo le questioni afferenti canoni od indennit relative alla concessione che rimangono attribuite al giudice ordinario. 7.3. La funzione ablatoria. La funzione ablatoria esercitata nel rispetto dei principi fissati dallart. 42 della costituzione repubblicana, che si preoccupa di fissare i limiti del diritto di propriet, allo scopo di assicurarne la funzione sociale e di renderla accessibile a tutti. Lespropriazione pu avvenire salvo indennizzo, che deve costituire un serio ristoro al sacrificio imposto al privato per motivi di interesse generale. I procedimenti ablatori reali tendono a trasferire alla pubblica amministrazione beni di propriet privata per realizzare opere di pubblica utilit. Essi si sviluppano attraverso i procedimenti tipici espressamente disciplinati dalla legge della espropriazione, della requisizione e della occupazione. I procedimenti ablatori personali limitano lesercizio dei diritti della persona. Sono, ad esempio, i limiti in materia sanitaria, le direttive in materia di tutela del lavoro, ecc. 7.4. La funzione certativa. Tale funzione volta a provare lesistenza di fatti al soggetto richiedente, che pu utilizzare il documento che attesta la certificazione nei confronti di altri soggetti. Tale funzione si fonda su una prima attivit tesa allaccertamento dei fatti ed in una seconda attivit, che, appunto, si realizza nel dare rilevanza esterna a quanto precedentemente acquisito. I procedimenti certativi consistono nella mera certificazione dei dati in possesso dellautorit amministrativa ad esempio, dalla concessione edilizia rilasciata si acclara la dimensione di un fabbricato, ai fini di un pratica di condono edilizio che d certezza giuridica al richiedente. Se la certificazione attesta una particolare qualit del bene il procedimento certativo sfocia in un provvedimento che manifesta tale qualit ad esempio dichiarandone la pubblica utilit e gli fa assumere particolari configurazioni giuridiche. Nel primo caso latto, non essendo manifestazione di volont, non impugnabile; nel secondo la particolare degradazione del diritto soggettivo pu essere oggetto di tutela. 7.5. La funzione esecutiva. Una delle caratteristiche del provvedimento la possibilit che lamministrazione lo porti in esecuzione direttamente, a differenza del privato che, per realizzare il pieno soddisfacimento dei suoi diritti o interessi, deve ricorrere allautorit giudiziaria. Il procedimento esecutivo consente allamministrazione di porre in esecuzione quei provvedimenti cui i destinatari rifiutino di ottemperare. La dottrina distingue i procedimenti di esecuzione diretta ad esempio la presa di possesso di un immobile di cui sia disposta lespropriazione dai procedimenti di esecuzione in danno in cui lamministrazione si sostituisce, direttamente o tramite terzi, al soggetto passivo nellesecuzione del provvedimento amministrativo, addebitandogli le relative spese di esecuzione; ad esempio nel caso in cui lamministrazione provveda direttamente a dare corso ad un ordine di demolizione. 46 ACCESSO AL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO 7.6. La funzione sanzionatoria. Col procedimento sanzionatorio la pubblica amministrazione reprime le violazioni di una norma o di un provvedimento amministrativo. Lattivit repressiva trova fondamento nella potest punitiva dello Stato che rinviene la sua fonte costituzionale nellart. 25, c. 2; esso introduce il principio di stretta legalit, affermando che nessuno pu essere punito se non in forza di una legge che sia entrata in vigore prima del fatto commesso. Nellambito di tale nozione base si ritrovano diverse categorie di sanzioni amministrative: sanzioni punitive, sanzioni ripristinatorie, sanzioni risarcitorie oltre ai provvedimenti di revoca o decadenza che hanno sicuramente caratteristiche sanzionatorie. C.E. PALIERO, A. TRAVI, Sanzioni amministrative, in Enc. dir., 1989, 355. 7.7. La funzione di autotutela. La pubblica amministrazione ha la possibilit di riformare i suoi atti, anche senza la richiesta del privato interessato al provvedimento, e pu provvedere a risolvere i conflitti eventualmente insorgenti con altri soggetti nellattuazione dei propri provvedimenti.

  • Questo considerato come uno dei poteri della pubblica amministrazione oltre a quelli di autonomia e autarchia. F. BENVENUTI, Appunti di diritto amministrativo, 1959, 152. Lautore ritiene lautotutela una delle funzioni della pubblica amministrazione. Egli distingue una autotutela spontanea che si manifesta negli atti di annullamento, revoca e abrogazione da quella necessaria che comprende gli atti sostitutivi e di approvazione e da quella contenziosa che si verifica nel caso di ricorso amministrativo. Altri autori, nel classificare i procedimenti amministrativi, definiscono di secondo grado quelli che hanno ad oggetto altri procedimenti amministrativi. Nel procedimento di secondo grado lamministrazione riprende in considerazione i provvedimenti gi emanati per motivi di legittimit annullamento o di merito revoca ripercorrendo le fasi procedimentali previste a pena di illegittimit e dando, puntualmente, idonea motivazione del pubblico interesse che muove lamministrazione nellesercizio del suo potere. M.S. GIANNINI, Diritto amministrativo, 1988, 981. 7.7.1. Lannullamento dufficio. Revoca e decadenza. Lannullamento dufficio in un atto amministrativo inerisce allessenza stessa della funzione svolta dalla pubblica amministrazione, che quella del perseguimento del pubblico interesse. Qualora latto non sia conforme a questo obiettivo, lAutorit che lha emesso, a prescindere da ogni intervento esterno, ha la possibilit di rimuovere latto stesso con efficacia ex tunc, annullandolo. Tale potere viene esercitato dalla amministrazione che ha emanato latto, salvo restando il potere degli interessati, sui quali cadono gli effetti dellatto, di agire in sede amministrativa ovvero in sede giurisdizionale per ottenere dei provvedimenti o sentenze che impongano alla amministrazione un diverso comportamento. Non esistono per dei limiti logicamente precisi che obblighino la pubblica amministrazione a rivedere gli effetti dei suoi atti, per verificarne o meno la loro annullabilit, anche COMMENTO 47 perch normalmente gli atti amministrativi, attraverso il procedimento che devono seguire per la loro approvazione ovvero attraverso il successivo riscontro di un eventuale organo consultivo o di controllo normalmente dovrebbero garantire il rispetto di ogni requisito di legittimit. G. CORAGGIO, Annullamento dufficio degli atti amministrativi, in Enc. Giur., 1988, II, 1. Leccezionalit , infatti, il requisito principe caratterizzante detto potere della pubblica amministrazione, poich esso deve manifestarsi solo qualora il procedimento amministrativo originario non abbia sortito