Bela Fameja - 10/2003 - Associazione Alpini Bela... · PDF filela Sezione di Pordenone...

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PERIODICO DELL ASSOCIAZIONE NAZIONALE ALPINI - SEZIONE DI PORDENONE

SezioneTENENTE ANTONIO MARCHI

PORDENONE

Pordenone 15 Ottobre 2003Anno XXXVIII n 5 - Gratis ai Soci

Collected tax - Taxe perue - Tassa riscossa - Sped. in A.P. - Art. 2 comma 20/c legge 662/96 - Filiale di Pordenone - Cas. Post. n 62 PordenoneRedaz. ed Amministr. in Viale Trento n 3 tel. 0434/520841 (PN) - Reg. Trib. di Pordenone - Direttore resp. Pellissetti Daniele - stampa Ellerani Stampatori - S. Vito/PN

FONDATA NEL 1925

sui vari fronti con un tempio viven-te, con i nomi dei Caduti fissato su-gli alberi o su delle steli, che po-tessero custodire la memoria delloro sacrificio.Di fronte a quello sperone sovra-stato da quello che era ormai di-ventato il Cristo degli Alpini, re-st affascinato dalla vallata circo-stante accesa dai colori autunnalie lanci la proposta di realizzareproprio in quel luogo quel sacrario.Vennero coinvolti il Capogruppo diCison di V., M. Dal Moro, ed il Pre-sidente della Sezione di VittorioVeneto, G. Salvadoretti, che conta-giati dallentusiasmo superaronolo stupore per liniziativa che ap-parve subito imponente ma digrande originalit.Venne acquistato il terreno sulquale gli Alpini, dopo una radica-le pulizia dai rovi e la messa a di-mora di numerose piante, predi-sposero le buche per la sistema-zione delle steli. Prezioso si rive-lava il contributo della GuardiaForestale. Con la proverbiale ge-nerosit e disponibilit degli Alpi-ni dei Gruppi, in oltre 40 domeni-

che il bosco delle Penne Mozzeprese forma.La soddisfazione dei risultati rag-giunti spronava lentusiasmo coin-volgendo anche molti che non era-no Alpini. Lesempio infatti lele-mento contagioso per eccellenza.Si poteva alla fine affermare che ilCristo degli Alpini era meno solo,perch era circondato da tante ste-li che gli facevano corona e compa-gnia.Finalmente il 7 ottobre 1972, il Bo-sco delle Penne Mozze venne inau-gurato iniziando la sua storia chevedr la visita del Presidente Fran-co Bertagnolli, mentre le steli au-menteranno di circa 100 allanno eraggiungeranno negli anni a segui-re fino ai giorni nostri quasi il nu-mero di 2.500.Nel 1975 verr collocato un pezzodartiglieria da montagna da 75/13e nel 1976 verranno incisi sullesteli anche i nomi degli Alpini ca-duti per il crollo della Caserma Goidi Gemona a causa del terremoto,anchessi affratellati nel bosco.Ogni anno verranno aggiunti nuovisimboli anche da altri corpi perch

il bosco era ormai diventato untempio dove i cippi delle DivisioniAlpine sembrano altari ai qualeguardavano tutte le persone chesentivano nel cuore la fede verso ivalori che questi nomi ricordavano.Il 1981 fu lanno in cui venne be-nedetto il Monumento a Maria, perricordare il dolore di tutte le madrie fu anche lanno in cui venne col-locata la stele a Cesare Battisticon linvito a non dimenticare. Nel1982 venivano tracciati 14 sentieriallinterno del bosco che sarannointitolati ad altrettante MedagliedOro tra le quali il nostro OlivoMaronese.Nel 1984 allinterno del Comitatoper il Bosco delle Penne Mozze su-bentrava Lino Chies che gli Alpinidella nostra Sezione conoscono peril suo impegno associativo. Nellostesso anno il Presidente Naziona-le Leonardo Caprioli visitava il Bo-sco.Nel 1987 un nubifragio devastavail piazzale ed alcuni sentieri ma,per il 70 della vittoria i danni era-no riparati grazie allintervento ditutte le Sezioni della provinciachiamate in aiuto. Nel frattempovenivano acquisiti ulteriori terrenilimitrofi, sempre col sostegno fi-nanziario di generosi benefattoried Alpini dei vari Gruppi, mentre lamanutenzione veniva curata dalGruppo di Cison. Il memoriale rag-giungeva unestensione di 20.000mq diventando un punto di riferi-mento per tutte le Sezioni del-lA.N.A.Per questo motivo recentementealcune Sezioni hanno proposto ditrasformare il sacrario in strutturamonumentale nazionale con il coin-volgimento di tutte le Sezioni nelsostegno al memoriale, collocandoun cippo su cui apporre il nome diciascuna Sezione e quindi assicu-rare la continuit e la memoria.Naturalmente la Sezione di Porde-none non rimasta a guardare etra le prime si fatta promotrice diquesta iniziativa, divenendo ancorauna volta protagonista di un even-to di alto significato. Domenica 7settembre 2003 il nostro Presiden-te Giovanni Gasparet, accompa-gnato dal Vicepresidente T. Perfet-

ti, da alcuni Consigieri Sezionali ecol Vessillo, scortato da alcuni Ga-gliardetti, hanno partecipato al 32Raduno al Bosco delle Penne Moz-ze.Assieme alla Sezione Abruzzi, Sici-lia e Parma, la targa col nome del-la Sezione di Pordenone statacollocata sulla stele accanto al Mo-numento alle Penne Mozze, davan-ti a centinaia di Alpini schieraticon i Vessilli delle Sezioni Abruzzi,Belluno, Bergamo, Cadore, Cone-gliano, Treviso, Sicilia, Vittorio Ve-neto e centinaia di Gagliardetti. Al-la manifestazione erano presenti iGonfaloni dei comuni di Treviso edi Cison di V. ed i Vessilli dellU-NIRR, dellA.N.P.I., delle Assolcia-zioni dArma Paracadutisti, Arti-glieri, Combattenti e Reduci, Muti-lati ed Invalidi, Famiglie Caduti eDispersi in Guerra.Presenti anche il Ten. Col. S. Fre-gona, in rappresentanza della Bri-gata Julia, il Ten. Col. A. Ciavaridel 51 Stormo di Istrana, il Cap.P. Rosato del 1 FOD di V. Veneto,LIsp. II.VV. C. Mantesi per la C.R.ILa banda di Cison di V. dava tonoalla cerimonia. Dopo la Deposizio-ne di una corona dalloro al Monu-mento delle Penne Mozze, seguivaun breve saluto del Presidente delComitato del Bosco, Claudio Tram-petti al quale seguivano gli inter-venti del Presidente della SezioneAbruzzi, V. Capannolo, della Sicilia,A. Garraffo e di Parma, M. Astori.Infine, particolarmente apprezzatoquello del nostro Presidente Ga-sparet che ricordava come moltiGruppi della nostra Sezione sianostati in visita al Bosco che tra lal-tro ha un sentiero intitolato allanostra Med. DOro Olivo Marone-se. Metteva inoltre laccento sul si-gnificato del memoriale e limpor-tanza di farlo conoscere ai giovani,portando in visita scolaresche co-me da anni fanno molti insegnantidella nostra provincia.Concludeva gli interventi loratoreufficiale, Alpino Avv. Guido AllevadellA.N.A. di Milano, noto per es-sere uno degli speaker alle aduna-te nazionali. Esordiva affermandoche il Sacrario abbracciava i Caduti

Molto spesso i sogni possono di-ventare realt ed allargarsi fino acoinvolgere spazi inimmaginabili.E il caso della splendida iniziativapartita da uno slancio di genero-sit di alcuni Alpini che, nel 1968,pensarono di realizzare un crocifis-so in legno a ricordo dei Caduti Al-pini della zona di Cison di Valmari-no (TV).Lanno successivo, il crocifissovenne collocato sullo sperone roc-cioso del Col Madan, poco lontanoda quella localit. Alla base delcrocifisso venne scolpito un cap-pello alpino con incise le seguentiparole: A tutte le penne mozzeovunque sepolte perch riposinoora tutte sotto il segno della reden-zione.Nel corso degli anni seguenti gliAlpini continuano a ritrovarsi inquel luogo per commemorare i loroCaduti e portando ulteriori miglio-rie a quello che ormai diventatoun simbolo, finch nel 1971 visitla localit il prof. Mario Altarui, unAlpino dal grande cuore, che daanni sognava di poter ricordare gliAlpini trevigiani Caduti e Dispersi

Il Bosco delle Penne Mozze assume una posizione nazionale- Il nome della sezione di Pordenone collocato nel sacrario -

I Vessilli ed i Presidenti delle Sezioni che hanno avuto lonore di collocare per prime i loro nomi sulla stele del Bosco delle PenneMozze. Da sinistra: Sez. Sicilia A. Garraffo, Sez. Pordenone - G. Gasparet, Sez. Abruzzi V. Capannolo e Sez. Parma M.Astori. segue a pag. 2

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Anno XXXVIII n 5 Pordenone 15 Ottobre 2003

da Adua fino ai giovani Alpini ca-duti negli ultimi anni sotto le va-langhe o nel terremoto.Unopera straordinaria che ricordai nostri ragazzi e che appartieneoggi a tutti gli Alpini dItalia versoi quali siamo riconoscenti per le-sempio che ci hanno dato. Conti-nuava osservando come nel Boscoci fossero tutti i nostri valori: la na-tura, il lavoro delluomo che ha for-giato il ferro, il rispetto di silenzioe serenit. In questi sentieri, conti-nuava Alleva, traspare la fede.Questo il nostro luogo perch cisono tutti i segni della nostra iden-tit.Infatti la memoria non quella chesi studia a scuola ma quella che sipassa di padre in figlio, di fratelloin fratello. Questi sono i segni del-la parte pi pura del nostro popolo

e delle radici cristiane della nostracivilt, fatta di solidariet, umilt eforza. Questa lItalia vera, dei no-stri cuori. Bisogna che questa me-moria diventi patrimonio della cul-tura dei nostri giovani per rispettoverso i giovani che qui sono ricor-dati.Oggi siamo smarriti, concludevaAlleva, e ci rivolgiamo al Signoreper chiedere aiuto. Oggi, sotto ilbombardamento di tutto ci che effimero, fugace, dobbiamo risco-prire chi ha portato il cappello Al-pino.Successivamente, il Gen. Mons. A.Baliana iniziava la celebrazionedella S. Messa sullaltare postosotto la Campana votiva che tuttolanno con i suoi rintocchi spandenellaria il richiamo al perenne ri-cordo ed al rispetto per quel luogo.

Il coro A.N.A. di Vittorio Venetocompletava latmosfera della ceri-monia. Durante la S. Messa, alcuniAlpini recentemente rientrati dalpellegrinaggio in terra di Russia,deponevano ai piedi dellaltare unmazzo di fiori mentre il reduce diRussia Pasinato Angelo collocavaun sacchetto con terra raccoltanella fossa comune di Niko-lajewka.Al termine, la Preghiera dellAlpi-no concludeva la S. Messa. Suc-cessivamente, col nostro Presiden-te ci siamo avviati verso il Boscopercorrendo i sentieri tra le steli,molte delle quali erano state co-perte di fiori. Quel giorno tutti queigiovani non si saranno sentiti soli.

Alpino Daniele Pellissetti

Vista del piazzale con la campana votiva durante la S. Messa al Bosco delle Penne Mozze.

I Vessilli ed i Presidenti delle Sezioni che hanno avuto lonore