Allevatori dell'Umbria, Informazione e Zootecnica - Gestione dei · PDF file...

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  • Informazione&Zootecnia Progetto realizzato da Associazione Regionale Allevatori dell’Umbria con il finanziamento del Piano di sviluppo rurale per l’Umbria 2007-2013, Misura 111 Azione A.

    UNIONE EUROPEA

    I N F O R M

    A Z I O N E & Z O O T E C N I A

    G e s t io n e d

    e i r if iu t i

    e d e

    m is s io n i

    A R A U

    M B R I A

    Gestione dei rifiuti ed emissioni

    Alcuni aspetti ambientali relativi agli allevamenti hanno

    una gestione complessa e necessitano di attenzione e

    impegno per adeguarsi a quanto richiedono le normative

    vigenti.

    In queste pagine si è voluto rendere più semplice possibile la

    descrizione di quanto si deve fare per gestire i rifiuti speciali

    delle aziende agricole e degli aspetti legati agli adempimenti

    relativi alle emissioni in aria prodotte da varie attività in

    campo zootecnico.

    A.R.A. Umbria Associazione Regionale Allevatori dell’Umbria

    SEDE LEGALE ED OPERATIVA di Perugia: Via O.P. Baldeschi, 59 06073 Taverne di Corciano (PG) Tel.: (+39) 075 6979217 Fax: (+39) 075 6979221 E-mail: [email protected] PI: 00561490541 SEDE OPERATIVA di Terni: Viale D. Bramante 3/A 05100 Terni Tel.: (+39) 0744 300998 Fax: (+39) 0744 304870 E-mail: [email protected]

    mailto:[email protected] mailto:[email protected]

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    Rifiuti agricoli

    Che cosa sono i rifiuti agricoli? Qualsiasi sostanza o oggetto di cui il detentore si disfi o abbia deciso o abbia l’obbligo di disfarsi costituisce un “rifiuto”. Ad esempio i rifiuti domestici prodotti nell’abitazione dell’agricoltore sono rifiuti “urbani” per i quali non vi è alcun obbligo, tranne l’onere di pagare il servizio (es.: Tares), mentre quelli prodotti in campo e/o in azienda sono “speciali”. Per questi ultimi sono previsti gli adempimenti che di seguito si illustreranno. I rifiuti derivanti da attività agricole e agro- industriali sono classificati come rifiuti speciali. I rifiuti speciali sono identificati, in base alla loro natura, con codici C.E.R., Codice Europeo dei Rifiuti espressi con numeri a sei cifre. Nell'allegato D alla parte Quarta del D.lgs. 152/06 sono riportati venti capitoli distinti per attività aziendale, ma a volte si utilizzano i codici necessari anche se di altra attività In base alle caratteristiche di pericolo ,i rifiuti speciali si suddividono in “non pericolosi” e “pericolosi”.

    I rifiuti speciali non pericolosi più ricorrenti prodotti dalle aziende agricole, sono:  materie plastiche (nylon di pacciamatura,

    tubi in PVC per irrigazione, manichette, teloni serre, ecc.) (CER 020104);

     imballaggi di carta, cartone, plastica, legno e metallo (sacchi sementi - concimi – mangimi, cassette frutta, contenitori florovivaismo, ecc.) (CER 150102, 150104, 150105, 150106, 150107);

     oli vegetali esausti (CER 200125);  fanghi di sedimentazione e effluenti di

    allevamento non impiegati ai fini agronomici (vari CER);

     pneumatici usati (CER 160103);  contenitori di fitofarmaci bonificati (CER

    150102, 150104, 150105, 150106, 150107);

     scarti vegetali in genere non destinati al reimpiego nelle normali pratiche agricole (vari CER).

     Medicinali non pericolosi, imballaggi di medicinali non pericolosi (CER 180208)

    I rifiuti speciali pericolosi, il cui codice è accompagnato da un asterisco (*) più frequentemente prodotti dalle imprese agricole sono:  oli esauriti da motori, freni, trasmissioni

    idrauliche (CER 130205*);  batterie esauste (CER 160601*);  veicoli e macchine da rottamare (CER

    160104*);  fitofarmaci non più utilizzabili (CER

    020108*);  imballaggi contenenti residui di sostanze

    pericolose o contaminati da tali sostanze (es. contenitori di fitofarmaci non bonificati, contenitori di medicinali non bonificati o contenitori di sementi trattate etc..) (CER 150110*);

     Filtri dell’olio (CER 160107)

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     Medicinali pericolosi e loro imballaggi (citotossici e citostatici non utilizzati in zootecnia) (CER 180207*);

     Filtri aria e gasolio CER 150202*)  imballaggi (CER 150102 o 150101 o

    15016 a seconda se di plastica o di carta o materiali misti)

     Plastiche di serre , di manichetta, di pacciamatura CER 020104)

    Non sono rifiuti Sono escluse dalla disciplina sui rifiuti le seguenti tipologie di materiali:  le materie fecali, paglia, sfalci, potature,

    nonché altro materiale agricolo o forestale naturale non pericoloso utilizzati in agricoltura, nella selvicoltura o per la produzione di energia da tale biomassa mediante processi o metodi che non danneggiano l’ambiente né mettono in pericolo la salute umana.

    Sono inoltre escluse dalla disciplina sui rifiuti, in quanto normate da specifiche disposizioni comunitarie e nazionali di recepimento anche i seguenti materiali che sono generalmente di origine agricola:  i sottoprodotti di origine animale,

    compresi i prodotti trasformati, contemplati dal regolamento CE n. 1069/09, eccetto quelli destinati all’incenerimento, allo smaltimento in discarica o all’utilizzo in un impianto di produzione di biogas o di compostaggio;

     le carcasse di animali morti per cause diverse dalla macellazione, compresi gli animali abbattuti per eradicare epizoozie, e smaltite in conformità dal regolamento (CE) n. 1069/09.

    È considerato sottoprodotto, quindi al di fuori del campo di applicazione della norma sui rifiuti, anche il digestato ottenuto in impianti aziendali o interaziendali dalla digestione anaerobica, eventualmente associata anche ad altri trattamenti di tipo fisico-meccanico, di effluenti di allevamento o residui di origine vegetale o residui delle trasformazioni o delle valorizzazioni delle produzioni vegetali effettuate dall'agro-industria, conferiti come sottoprodotti, anche se miscelati fra loro, e

    utilizzato ai fini agronomici.

    Quali sono le norme di

    riferimento? La norma di riferimento per la gestione dei rifiuti agricoli, in quanto rifiuti speciali, è il D.Lgs. 152/06 (parte IV).

    Come gestirli? Fino al 31.12.2015 si applicano gli articoli 188,”Responsabilità della gestione dei rifiuti”, 189 “Catasto dei rifiuti”, 190 “Registri di carico e scarico”, e 193 “Trasporto dei rifiuti” del D.Lgs. n. 152/06, nel testo antecedente alle modifiche introdotte dal D.Lgs. n. 205/2010, nonché le relative sanzioni. Per le imprese agricole, nelle diverse fasi di gestione sono previsti i seguenti obblighi e semplificazioni:

     deposito temporaneo  smaltimento o recupero  trasporto  comunicazione annuale MUD  registro di carico e scarico  SISTRI

    Deposito temporaneo Consiste nel raggruppamento dei rifiuti per tipologia effettuato (prima dell’avvio allo smaltimento o al recupero), nel luogo in cui gli stessi sono prodotti o, presso il sito che sia nella disponibilità giuridica della cooperativa

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    agricola, ivi compresi i consorzi agrari, di cui gli imprenditori agricoli sono soci. In pratica, il rifiuto, in attesa di essere conferito a terzi autorizzati al trasporto/ smaltimento, deve essere stoccato in un’area specifica chiamata deposito temporaneo che è l’unico a non essere soggetto ad alcuna autorizzazione (al contrario del deposito preliminare e messa in riserva) se si rispettano le seguenti condizioni e vincoli quantitativi/ temporali: 1. I rifiuti, siano essi pericolosi o non pericolosi, devono essere raccolti temporaneamente, per gruppi omogenei (es. un gruppo costituito da contenitori vuoti di farmaci, un altro gruppo dagli imballaggi), in appositi ambienti e generalmente in contenitori/fusti chiusi in modo da impedire inconvenienti igienico sanitari o danni a cose, a persone e all’ambiente. E’ preferibile individuare all’interno dell’azienda un luogo al chiuso o coperto da tettoia con una platea impermeabile onde evitare che l’azione delle acque piovane possa causare dilavamento delle sostanze residue pericolose presenti. 2. Se il deposito avviene in cumuli, questi devono essere realizzati su basamenti resistenti all’azione dei rifiuti. Devono essere protetti dall’azione della pioggia e, se i rifiuti si trovano allo stato polverulento, devono essere protetti anche dal vento. 3. Se il deposito è realizzato all’esterno, è buona prassi proteggere i contenitori con idonee tettoie al fine di evitare l’irraggiamento diretto dei contenitori (con conseguente rischio di surriscaldamento e formazione di prodotti gassosi), nonché l’accumulo di acqua piovana nei bacini di contenimento; in ogni caso, occorre verificare periodicamente e dopo intense piogge lo stato dei bacini di contenimento. 4. Se il deposito è effettuato all’interno di un locale chiuso, è necessario, comunque, garantire un’areazione adeguata. 5. I contenitori/serbatoi di rifiuti allo stato liquido devono essere posizionati su opportuni sistemi di contenimento (“bacini”); per quanto riguarda le dimensioni di tali bacini, occorre riferirs